Il caso Juana Rivas Gómez

Il Corriere parla di “bambini contesi“, ma in Spagna la vicenda è descritta in tutt’altro modo:

Una juez obliga a una madre a entregar a sus dos hijos al padre, un italiano condenado por maltrato

Un giudice costringe una madre a consegnare i suoi due figli al padre, un italiano condannato per abusi, titola El Mundo.

Nel 2009, infatti, Francesco Arcuri è stato riconosciuto colpevole e condannatoa 3 mesi di reclusione, con la la decadenza dal diritto di eleggibilità per tutta la durata della pena, privazione del diritto di possedere e portare armi per un anno e tre mesi e e il divieto di evvicinarsi a meno di 200 metri da Juana Rivas Gómez presso la sua abitazione, sul posto di lavoro o qualunque altro luogo per un anno e tre mesi, e di comunicare con lei tramite qualsiasi mezzo durante lo stesso periodo“.

A dispetto della condanna e dei referti medici che testimoniano che quella notte del 7 maggio del 2009 a colpire ripetutamente la donna fino a causarle delle lesioni è stato lui e del testo di una sentenza che chiarisce che l’ordine di allontamento non può definirsi “reciproco“,  Arcuri sostiene su Il Mattino che fu Juana Rivas Gómez a “prenderlo a schiaffi” e di essere stato condannato “senza processo e senza appello“.

La stampa spagnola riporta un’altra sua dichiarazione, nella quale Arcuri afferma di aver mentito allora, di aver ammesso la violenza al solo scopo di ottenere una riduzione della pena: «Se trata de una sentencia de conformidad, que, en el 90% de los casos, son arreglos entre los abogados para agilizar las actuaciones: si reconoces el delito, te rebajan la pena».

Adesso, invece, starebbe dicendo la verità.

Ciò che accade dopo la prima condanna di Francesco Arcuri è che 4 anni dopo la sentenza  i due tornano insieme. Lei lo raggiunge a Carloforte, sull’isola di San Pietro, in Sardegna.

«He cambiado», «eres la mujer más maravillosa del universo»… Estas fueron algunas de las frases con las que convenció a la joven de que podían comenzar una nueva vida juntos. Fueron años de insistencia.

Leggiamo su El País:

Allí, según la versión de la asesora de Rivas, la vida para ella era “una vida de esclava, alejada de todo contacto social y trabajando todo el día en un hotel rural que regentaban a ocho kilómetros de la localidad más cercana y a tres horas en ferry del juzgado más próximo”.

Lì, afferma il legale della donna, Juana Rivas Gòmez conduceva una vita da schiava, senza contatti sociali e costretta a lavorare tutto il giorno in un hotel rurale che l’uomo gestiva situato a otto chilometri dalla città più vicina e a tre ore dal traghetto.

Dall’isola Juana è fuggita con i figli nel maggio 2016, trovando rifugio nel Centro de la Mujer di Maracena, nella provincia di Granada, in Spagna, dove viene redatta una nuove denuncia per maltrattamenti, fisici e psicologici.

Questa ultima denuncia, presentata più di un anno fa, è ancora in attesa di essere tradotta per essere inviata in Italia.

Francesco Arcuri ha presentato denuncia per sottrazione illecita di minori.

Questa denuncia, invece, è stata tempestivamente accolta.

Pochi giorni fa, tutti i partiti spagnoli presenti al Congresso hanno raggiunto e firmato un accordo per combattere e prevenire la violenza domestica che prevede, fra l’altro, che non possa esserci alcuna custodia condivisa con i padri violenti.

Juana Riva Gòmez si è resa irreperibile insieme ai suoi due figli.

Sui social media, intanto, spopola l’hashtag #JuanaEstáEnMiCasa e #YoSoyJuanaRivas.

Di fronte ad un’ingiustizia la disobbedienza è legittima, ci dice questo comunicato in supporto alla decisione di Juana Rivas Gòmez di non piegarsi alla decisione del tribunale.

 

 

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Informazioni su il ricciocorno schiattoso

Il ricciocorno schiattoso si dice sia stato avvistato in Svezia da persone assolutamente inattendibili, ma nonostante ciò non è famoso come Nessie.
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3 risposte a Il caso Juana Rivas Gómez

  1. patrick andre vivenzio ha detto:

    la asesora e stata denunciata per aiuta nel rapto … e no e asesora legal es stato pure denunciata per il collegio dei avocati españoli que decire questo ….

  2. patrick andre vivenzio ha detto:

    legalmente la condena de 2009 no esiste … no hubo reincidencia , el expediente debe de estar vacio …es illegal referirse a esta condena ademas es violar un derecho fundamental a la presuncion de inocencia

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