Il “vero stupro”

Uomo: Vorrei denunciare una rapina.

Agente: Una rapina? Dove è accaduto?

Uomo: Stavo camminando tra la 21esima strada e Dundritch Street quando un uomo ha estratto una pistola e mi ha detto: “Dammi tutti i soldi”.

Agente: E lei l’ha fatto?

Uomo: Sì, ho fatto come mi chiedeva.

Agente: Quindi lei ha consegnato al rapinatore i suoi soldi volentieri, senza reagire, chiedere aiuto o provare a scappare?

Uomo: Sì, ma ero terrorizzato. Pensavo stesse per uccidermi!

Agente: Mmh sì, ma ha collaborato, in definitiva. E mi è giunta voce che lei sia anche un filantropo.

Uomo: Sì, faccio beneficenza.

Agente: Quindi lei dà via i propri soldi, è abituato a dar via il proprio denaro.

Uomo: Cosa c’entra con il fatto che sia stato derubato?

Agente: Lei stava consapevolmente attraversando Dundritch Street, nel suo abito elegante, quando tutti sanno che a lei piace dar via i propri soldi e non ha neppure reagito. Sembra quasi che lei abbia donato il proprio denaro e ora abbia dei rimorsi. Mi dica, vuole davvero rovinare la vita di quell’uomo per un suo errore?

Uomo: Ma questo è ridicolo.

Agente: Sto facendo un’analogia con lo stupro. Questo è ciò che le donne devono affrontare ogni giorno, quando tentano di trascinare i propri molestatori davanti alla giustizia.

Uomo: Fanculo il patriarcato.

Agente: Ben detto.

Navigando stamattina ho trovato un poema sullo stereotipo del “vero stupro” (real rape).

E’ veramente uno stupro se lei (la vittima) era ubriaca?  Se indossava un abitino provocante, se è una che la dà a tutti e tutti lo sanno, se lui (lo stupratore) è un bravo ragazzo e tutti lo confermano, se lei non ha gridato, non ha lottato, se nessuno ha visto o sentito niente?

Real rape takes place
In a poorly-lit lane
With a mask on the face
Of a man who’s insane
Real rape’s committed
By sick monsters with knives
And by psychos and rippers
Not by ordinary guys
Real rape victims are angels
They’re sober and chaste
They’re jumped on by strangers
They report it post haste
And they try to escape –
We’ll accept that’s real rape

I “veri stupri” avvengono in stradine poco illuminate e a commetterli sono pazzi mascherati, mostri malati armati di coltelli, psicopatici e assassini, non uomini normali e di certo non “bravi ragazzi”; le vittime di stupro sono creature angeliche, caste e morigerate, assalite da sconosciuti ai quali si ribellano con tenacia e poi denunciano immediatamente.

Lo stereotipo del “vero stupro”, quello commesso da soggetti con un passato criminale e consumati con estrema ferocia ai danni di leggiadre fanciulle che possono vantare un perfetto curriculum da “ragazza per bene”, ha una profonda influenza sul modo in cui vengono gestite le indagini nei casi di stupro.

Spesso e volentieri le indagini non vanno oltre il primo colloquio con la vittima, ci dicono gli studi in merito, proprio perché gli eventi non corrispondono al modello del “vero stupro”.

Una grande influenza su queste valutazioni viene dalla convinzione che una “vera vittima di stupro” dovrebbe sempre urlare a squarciagola e lottare con le unghie e con i denti, al fine di poter attirare qualche testimone o almeno mostrare segni evidenti, sebbene neanche questi spesso e volentieri siano sufficienti (tutti ricorderete, immagino, la difesa di Francesco Tuccia, il quale, a dispetto del fatto di aver lasciato la sua vittima svenuta in una pozza di sangue, aveva parlato di “sesso estremo” e consenziente).

Questo, il più delle volte non accade. Tempo fa avevo pubblicato un post sul tema, nel quale un esperto di neurobiologia del trauma spiegava chiaramente perché, a causa della paura, molte vittime di stupro si ritrovano del tutto incapaci di reagire e vivono stati come il congelamento, l’immobilità tonica, il collasso o la dissociazione, tutte reazioni perfettamente coerenti con un situazioni che scatenano una paura molto intensa, che non possono essere considerate prove a discarico dello stupratore.

Sempre a proposito di elementi che rendono difficili le indagini quando il reato è la violenza sessuale, merita una menzione il dato diffuso in questi giorni a mezzo stampa da numerose testate, ovvero la gran quantità di false denunce di stupro che renderebbero molto più plausibile, di fronte ad una denuncia che non corrisponde ai canoni del “vero stupro”, ritenere che la presunta vittima, dopo aver consumato un rapporto sessuale, sia stata colta da un tale senso di colpa da decidere di trascinare il malcapitato partner in tribunale.

Se la storia dell’assicurazione antistupro è una vera e propria bufala, quale sia la fonte attendibile da cui proviene il dato sulle false accuse è invece un segreto:

Lggiamo qui che le violenze sessuali denunciate nel 2015 sono state appena 57, mentre nel 2016 sarebbero 51, almeno a quanto dichiarato dalla Questura, ma attendiamo fiduciosi che confluiscano i dati che dimostrerebbero una spiccata tendenza alla calunnia delle donne che risiedono nella provincia di Firenze.

Nel frattempo, ricordo a tutti che il dato 90% circola da parecchio tempo in certi ambienti:

sebbene le percentuali possano variare a seconda del sito che le propone:

Vi ricordo anche che se un processo si conclude con una archiviazione non è sempre perché chi ha denunciato ha mentito spudoratamente allo scopo di far incarcerare un’innocente: un’archiviazione non equivale ad una falsa accusa.

Per ciò che riguarda il consumo di alcol e/o sostanze stupefacenti, citato una frequentatrice della mia pagina facebook come elemento determinante nell’analisi di una denuncia per stupro

vorrei chiarire che quando una donna denuncia una violenza sessuale, non è nella stessa posizione di una persona indagata di un reato, pertanto non ha nessun senso discutere di circostanze aggravanti o attenuanti (le quali, tra l’altro, sono elementi accidentali, quindi non rilevanti ai fini dell’esistenza del reato).

Che si parli di una presunta vittima di violenza sessuale come se si stesse parlando di una persona responsabile di un atto criminoso la dice lunga su chi è il vero indagato in un processo per stupro:

questa è una prassi costante: il processo alla donna. La vera imputata è la donna. E scusatemi la franchezza, se si fa così, è solidarietà maschilista, perché solo se la donna viene trasformata in un’imputata, solo così si ottiene che non si facciano denunce per violenza carnale.  (Tina Lagostena Bassi)

 

Aggiornamento:

Firenze, le denunce sugli stupri e la verifica delle fonti – Il direttore Molinari risponde alle richieste di delucidazione da parte dei lettori

Caro Direttore, il 9 settembre in uno dei nostri articoli sugli stupri abbiamo scritto che a Firenze “su 150-200 denunce all’anno, il 90 per cento risulta falso”. Questa affermazione ha sollevato le proteste di alcuni lettori. Quale è la reazione del giornale?

«Cara Anna, la notizia in questione è stata pubblicata da La Stampa e da altri tre quotidiani il 9 settembre. La fonte che ce l’ha fornita l’ha più volte avvalorata, su richiesta dei lettori abbiamo svolto ulteriori verifiche senza trovarne le dovute conferme. Dunque l’abbiamo tolta dalla versione online dell’articolo in questione. Come è evidente tale processo di verifica delle fonti ha preso tempo, e di questo ci scusiamo con i lettori, ma ci ha portato a rispondere in maniera corretta alle richieste di delucidazione ricevute. Confermando il rispetto che questo giornale ha per le notizie ed i lettori».

 

Informazioni su il ricciocorno schiattoso

Il ricciocorno schiattoso si dice sia stato avvistato in Svezia da persone assolutamente inattendibili, ma nonostante ciò non è famoso come Nessie.
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42 risposte a Il “vero stupro”

  1. Morgaine le Fée ha detto:

    La “fonte istituzionale credibile” é una “bufala al cubo” secondo il Questore di Firenze (il quale a me sembra, invece, una fonte istituzionale molto piú credibile di quella del misterioso 90%).

    Per il resto, non c’é molto da aggiungere a questo post.

  2. Paolo ha detto:

    Concordo del tutto con il post. alcune vittime di stupro urlano e cercano di difendersi, altre si bloccano (è una forma di autodifesa anche quella) quindi l’assenza di ferite da difesa o segni sul corpo non vuol dire che le ragazze mentano.

  3. men ha detto:

    in questa storia c’ è un sacco di confusione tanto per iniziare nessuno dei protagonisti stava facendo il suo dovere…il dovere di un carabiniere in servizio è tutelare l’ ordine pubblico e pattugliare le strade non fare da autista e spassarsela con due giovani donzelle (se consenzienti o meno è da stabilire e ci penseranno gli inquirenti) e quindi fosse per me i due carabinieri dovrebbero essere congedati con disonore a prescindere dal fatto se hanno stuprato oppure no perchè non stavano facendo comunque il loro dovere. il dovere di una studentessa è quello di studiare e io vorrei sapere cosa cazzo stavano studiando quelle due americane in locale notturno alle 3 del mattino…come non bastasse pare fossero pure ubriache e drogate….saranno stati contenti i genitori di sapere in che modo è stato ripagato il loro sforzo economico per far studiare le figlie in Italia…
    seconda cosa una delle due americane (quella meno sbronza pare) ha fatto entrare uno dei due carabinieri nell’ appartamento a che scopo mi chiedo? probabilmente quella era consenziente mentre quell’ altra (più alticcia pare) è rimasta fuori con l’ altro carabiniere il quale ha voluto approffitare della situazione e forzare la mano…quella ha denunciato e l’ amica che non voleva passare da troia ha denunciato pure lei… queste sono solo supposizioni eh…però abbastanza verosimili…
    a rimini invece no è tutta un’ altra storia due turisti polacchi fidanzati si appartano sulla spiaggia a miramare cosa che nessun riminese sano di mente farebbe perchè si sa che quella è una zona pericolosa ma i due essendo stranieri non lo sanno ma purtroppo lo scopriranno a loro spese perche 4 persone (tra l’ altro già note alle forze dell’ordine) gli si scagliano addosso li picchiano, li derubano e violentano a turno la ragazza più volte, non contenti stuprano anche un trans la stessa notte.
    ora io voglio sapere sui fatti di rimini non si è sentito un lamento da parte delle femministe sui fatti di firenze vi siete buttate a pesce invece…perchè?
    per me la risposta è semplicissima il branco di sconosciuti che stupra cozza con la teoria femminista per cui gli stupri vengono fatti da amici, parenti e conoscenti della vittima figli di una cultura patriarcale e maschilista…mentre i carabinieri rientrano nei canoni femministi dello stupratore tipo….

    • Sii serio men. Ti risulta che esista il giuramento dello studente, che impone fedeltà ai libri e il divieto di andare a ballare? E gli studenti non sono mai “fuori servizio”? Non si possono scrivere sciocchezze come “non stavano facendo comunque il loro dovere” mettendo sullo stesso piano una studentessa e un carabiniere nell’esercizio delle sue funzioni, non è onesto.
      E poi la vogliamo finire con questa storia del “passare da troia”? Se una donna che ha un rapporto sessuale occasionale è un troia, un uomo che fa lo stesso che cos’è? Siamo ancora a questo punto?
      Lo “stupratore tipo”, caro men, non esiste: è proprio questo l’argomento del post. Stupra il delinquente, stupra lo studente modello, stupra il campione dello sport, stupra l’attore famoso, stupra il pubblico ufficiale, stupra il medico… è questo che dice il femminismo.
      Le femministe non si “lamentano” men, non è questo che fanno.

      • rossasciamana ha detto:

        Leggo “i veri stupri” l’idea che esista uno stupro vero e uno falso o fittizio fa venire i brividi, specie a chi lo ha vissuto sulla propria pelle e si sente poi accusata in un momento o in tempi successivi. Nell’articolo evidenzi come la reazione possa essere anche di paralisi, l’ho notato essendo stata a contatto con molte donne che avevano subito stupri, donne di tutte le età e classi, stuprate da uomini che come sottolinei erano diversi tra loro per ruolo lavorativo, classe e condizione socio-culturale.

        Il potere fondato su una (sedicente eh si è sedicente!) superiorità di un sesso (e sui ruoli di questo sesso e dell’altro) su un altro è il fulcro, di ogni tuo post, di ogni riflessione del femminismo, chi ha paura e critica (ribaltando la frittata con colpe presunte, scarico di responsabilità oggettive etc…) il femminismo non fa altro che dimostrare quanto sia importante un potere fondato sulla disuguaglianza e sulla sudditanza di un sesso rispetto ad un altro, e il corollario sono proprio ruoli e modelli per mantenerlo in piedi questo sistema.

        La colpa (altra forma di violenza di genere, visto che c’è differenza tra colpa come concetto etimologico e responsabilità eventuale e che non c’è responsabilità alcuna in una donna vittima di stupro visto che a monte c’è una violenza agita) attribuita a chi subisce un azione violenta come uno stupro va ad intensificare la misoginia, oltre che creare anche molti problemi alle donne che subiscono uno stupro.

        Quando scelsi di seguirti lo feci anche perché nel mio percorso di femminista e indagatrice del matriarcato, molte volte ho avuto incontri con gruppi di donne che si bloccavano e condannavano la maternità tout court, io non l’ho mai fatto per una semplice ragione, la maternità anche è sottoposta a canoni, ruoli e compiti forniti da una cultura e se tale cultura è dominante anche il ruolo di madre ne esce compromesso da quella cultura, che viene introiettata visto che si pone come indiscutibile, e si rende “faro” nel buio, è difficile comprendere che è solo una versione, quando trovai il tuo blog la prima volta lessi un articolo sulla pas, e una critica senza senso (la giudicai così) che ti venne rivolta carica di livore, conosco il gruppo che te la rivolse e conosco una persona che faceva parte di quel gruppo che si definisce femminista, poi lo stesso gruppo ha preso una deriva qualunquista e di sostegno al patriarcato a mio parere, la stessa donna che conoscevo e che ne faceva parte ne è uscita quando ha visto come si stava muovendo, il punto è però che il materno, così come altre cose che riguardano il femminile nella società che viviamo subisce un bombardamento rispetto a come deve agire, una volta una persona mi disse: “non parlo con te perché sei troppo aggressiva” risposi: “no, tu non parli con me perché non sono come tu vuoi!” stava per picchiarmi, uno schiaffo, perché si sa come vanno queste cose, e si anche io venni colpevolizzata dopo, da un parente fascista, che mi disse di “essere più gentile e che era normale che un uomo quando mi presentavo in una certa maniera si arrabbiasse”, lo schiaffo lo fermai e gli diedi un calcio, alla parente dissi che mi dispiaceva per lei, per quanto poco non vedesse la realtà oggettiva di queste dinamiche e che non c’è scusa (ne perdono altra invenzione speculare alla colpa) per chi vuole che una persona cambi e sia assoggettata a ciò che qualcun’altr@ gli chiede di essere, quindi non esiste perdono neanche per gli stupri, esistono dati oggettivi e non culture che li giustificando, tali culture esistono ma sono appunto una versione non la verità, ecco cosa calcola/calcolano una o più femministe.

        Bentornata, lo dico ad entrambe, aspettavo un post su questo tema e quindi ho risposto.

      • men ha detto:

        non c’ è nessun giuramento dello studente però una persona responsabile ripaga i sacrifici economici che la famiglia sostiene con lo studio e l’ impegno e non va ad ubriacarsi il giovedì sera in giro per firenze…sarei curioso di sapere in che condizioni avrebbero poi studiato il giorno successivo….
        per le femministe lo stupratore tipo è bianco, etero, conosce la vittima ed è una persona che ha un lavoro e una vita tranquilla ma la realtà è ben altra certo non dico che non capita che una persona fino ad un certo momento della sua vita normale non possa diventare uno stupratore ma nella stragrande maggioranza dei casi (al contrario di quello che ci raccontano le favole femministe) gli stupri avvengono da parte di gente che vive ai margini della società spesso nell’ illegalità che verosimilmente proviene da paesi e da zone di conflitto o comunque di violenza diffusa dove lo stupro è considerato più o meno come uno schiaffo…
        le femministe non si lamentano…no neanche un po’….le femministe si lagnano di tutto: dalle battute da bar agli apprezzamenti fatti per strada, dalle pubblicità ai programmi televisivi, passando per i film, i telefilm e i video musicali, si lamentano dei testi delle canzon,i dei film porno, dei club privè e streep club, della prostituzione e di ogni cosa che piace agli uomini….

      • Quindi tu spieghi a me cosa pensano le femministe. Mi chiedo a quali femministe fai riferimento.

      • rossasciamana ha detto:

        Eì normale secondo la loro cultura fare questo ricciocorno noi siamo tutte sceme quindi loro sanno quello che noi non sappiamo, in questo modo ci aiutano a confermare le nostre tesi alla fine dimostrano che le stupide non siamo noi.

      • Non sono “favole” men, si chiamano statistiche.
        “Sexual violence may occur in any type of relationship, but most perpetrators of sexual assault are known to their victims. Among victims ages 18 to 29, two-thirds had a prior relationship with the offender. The Bureau of Justice Statistics (BJS) reports that 6 in 10 rape or sexual assault victims said that they were assaulted by an intimate partner, relative, friend or acquaintance.” https://www.nij.gov/topics/crime/rape-sexual-violence/Pages/victims-perpetrators.aspx
        “The 2015 National Crime Record Bureau (NCRB) data on the proximity of offenders to victims (the most recent data available) shows that in 95 percent of all rape cases, the offender knew the victim. For example, 27 percent of rapes are committed by neighbours, 22 percent involves the promise of marriage and 9 percent are committed by immediate family members and relatives. The data further stated that at least two percent of all rape cases involves live-in partners or husbands (former partners or separated husbands — rape within marriage is not recorded), 1.6 percent are committed by employers or co-workers and 33 percent are committed by other known associates.” http://www.firstpost.com/india/ncrb-data-shows-95-rape-victims-in-india-known-to-offenders-3433136.html
        “Infatti il 62,7% degli stupri è commesso da un partner attuale o precedente.” https://ofcs.report/internazionale/difesa-e-sicurezza-nazionale/violenza-donne-in-italia-oltre-6-milioni-nel-2006-i-partner-tra-i-piu-violenti/

        A proposito del “profilo” del tipico stupratore, ti metto un link che di certo non è femminista:
        http://csom.org/train/etiology/3/3_1.htm
        “the research has consistently shown that there is no such thing as a “sex offender profile.” That’s because time and time again, despite attempts to identify a finite and specific set of characteristics that fits for all sex offenders, researchers continue to find that they are a diverse and heterogeneous population.1 So, although the label of “sex offender” might seem to suggest that individuals who commit these crimes are all alike, that is simply not the case. In fact, because they are such a heterogeneous group, it is sometimes difficult to discern how they are uniquely different from other types of criminals or from those of us in the general public, other than the fact that they have engaged in sexually abusive behaviors.”
        La ricerca ha sistematicamente dimostrato che non esiste un “profilo dello stupratore”.

      • rossasciamana ha detto:

        Una persona responsabile ripaga, questo a casa mia si chiama ricatto e coercizione due forme di violenza e di sudditanza a chi “fa un sacrificio” sacrificio, pena, colpa, punizione, vendetta sono tutte invenzioni patriarcali sono strumenti che vengono usati da secoli per dominare il femminile. Dovreste solo vergognarvi di non volere persone libere, donne libere, ma schiave di un sistema di potere, appunto confermi la mia tesi continua a scrivere così vedremo quante volte la confermi io dico almeno 1000. Ma forse mi sono tenuta bassa, Ah, sono una piagnona se serve a mettere in evidenza le vostre schifezze chiamami pure puttana, piagnona, stronza e quant’altro non mi offendo anche quello conferma la mia tesi, e in generale le tesi delle femministe. Piacciono, a voi piacciamo domate, oggettificate, buchi da riempire, zitte e dome, anche questo conferma le nostre tesi, bravo ti stai smer….. da solo, complimenti noi non facciamo nulla e voi siete tanto bravi a farlo da soli, ma non dobbiamo nemmeno parlare, vi piacerebbe eh….. appunto vergognatevi di essere così vili da non volere un confronto.

      • Paolo ha detto:

        quindi se studio all’estero non posso uscire a divertirmi e anche bere un po’? O vale solo per le ragazze?
        Sulle “femministe che si lamentano”: bè io sono il primo che non condivide certe critiche ai telefilm, ai film, che trova eccessivi e sbagliati certe accuse di “oggettificazione”, l’ho scritto più volte, ma mai e poi mai mi sognerei di criminalizzare l’intero movimento femminista che ha contribuito al progresso dell’umanità al netto di certi radicalismi discutibili che sono peraltro tipici di ogni movimento di liberazione ed emancipazione compreso quello operaio

      • Morgaine le Fée ha detto:

        Caro men, ti rivelo un paio di cose:

        1) essere studente universitario/a non coincide con: “vita in convento”;
        2) un sacco di universitari/e esce qualche volta la sera, non ultimo per ricaricarsi un po’ dopo gli studi (esperienza personale);
        3) non esiste correlazione tra risultati nello studio e attivitá nel tempo libero di una/o studente (esperienza personale);
        4) se non sei abituata/o all’alcol bastano anche un paio di spritz per sentirsi storni. Non serve mica dissipare tutti i propri averi, eh.
        5) More important: Che ne sai tu di quelle ragazze??
        ma che ne sai??

        6) che tu ti appenda cosí tanto alla condotta di quelle ragazze nel tempo libero é perché proprio non ce la fai, hai bisogno di appioppare un po’ di colpe e disdegno e stigma verso di loro.
        Il punto é questo.

      • men ha detto:

        io credo che se qualcuno spende dei soldi per te (maschio o femmina che sei) per farti studiare per farti avere un futuro radioso il minimo che puoi fare è rispondere con risultati eccellenti o perlomeno con l’ impegno al massimo delle tue possibilità…i genitori di queste due potevano anche mandarle nella scuola a 2 km da casa e allora puoi anche pensare di prendertela con più calma ma se ti mandano a studiare dall’ altra parte del mondo ti pagano affitto e ti danno dei soldi per vivere in una città non proprio a buon mercato se tu vai a sputtanarteli in alcool e droga e locali notturni allora secondo me sei come minimo un ingrata quando dovresti invece studiare e dare il massimo per laurearti nel più breve tempo possibile.
        io in bar, ristoranti, locali notturni, alcool e donne ho buttato diversi soldi ma erano soldi miei guadagnati col sudore della fronte erano frutto del mio lavoro in fabbrica è da quando avevo 16 anni che non chiedo soldi ai miei e sono indipendente per cui la libertà per me va benissimo ma te la devi pagare con le tue forze e non pesare sulle spalle di qualcun altro perchè quella non è libertà e parassitismo.
        cara rossasciamana io non ti insulto con nessun epiteto anche se abbiamo idee diverse, come credo di non avere mai insultato nessuno sul web ne qui ne in altri siti. io credo che si possa discutere e anche litigare senza bisogno di insulti non so con chi sei abituata a dialogare tu su internet ma con me non ti sei imbattuta in uno di quei trogloditi che danno della troia o del bastardo a chiunque la pensi in modo diverso da loro.

      • Ma che ne sai tu, dei risultati di queste due ragazze nello studio? Dai men, ti stai arrampicando sugli specchi e non è dignitoso.

      • Paolo ha detto:

        ma pure ammesso che queste due ragazze fossero due “ingrate” che non studiavano mai e sperperavano i soldi dei genitori in bagordi di ogni tipo mi sai dire che centra questo con lo stupro? Pensi forse che lo stupro sia la giusta punizione per le donne “dissolute”, le figlie ingrate e le studentesse nullafacenti? E’ questo che pensi? Perchè questo tuo insistere sulla presunta cattiva condotta delle ragazze senza mai menzionare la condotta dei carabinieri spinge a ritenere proprio questo

      • men ha detto:

        paolo, non mi sognerei mai di dire che siccome non studiavano si meritavano lo stupro. sui carabinieri ti ho già detto che andrebbero cacciati a calci in culo dall’ arma a prescindere dallo stupro se poi hanno davvero stuprato devono prendere la pena massima prevista visto che erano due tutori dell’ordine. io non insisto sulla condotta delle ragazze ho solo espresso una mia opinione e siccome mi è stata contestata ho semplicemente risposto.

      • Antome ha detto:

        Non c’entra e lo premetto, ma mi frulla in testa. Men oppone i dati statistici degli stranieri che sovrarappresentano i casi di stupro in proporzione e dice che ciò cozza con l’idea della maggiorparte delle violenze che avvengono da parte di persone conosciute o di autorità. Al limite questi casi sono sottovalutati.
        Non dimentichiamo però che se questo accade è perchè la cultura maschilista in quei paesi non è stata altrettanto efficacemente combattuta. La responsabilità individuale dei singoli individui non è in discussione, nè quella politica dei singoli paesi, ma non di meno, pur essendo l’Occidente, potenzialmente il maggior portatore di questi elementi di liberazione, le sue manovre geopolitiche e la sua connivenenza con i sauditi ed il loro colonialismo religioso, ha sortito un effetto nefasto e regressivo, invertendo addirittura il progresso culturale raggiunto,.
        Non so se è il discorso simile a quello sui neri in America che sovrarappresentano la criminalità, unitamente alla profilazione razziale e ad altri fattori di disagio sociale.

      • Antome ha detto:

        Gli altri e soprattutto men. “gli stupri avvengono da parte di gente che vive ai margini della società spesso nell’ illegalità che verosimilmente proviene da paesi e da zone di conflitto o comunque di violenza diffusa dove lo stupro è considerato più o meno come uno schiaffo…
        le femministe non si lamentano…no neanche un po’….le femministe si lagnano di tutto: dalle battute da bar agli apprezzamenti fatti per strada, dalle pubblicità ai programmi televisivi, passando per i film, i telefilm e i video musicali, si lamentano dei testi delle canzon,i dei film porno, dei club privè e streep club, della prostituzione e di ogni cosa che piace agli uomini….”
        E cosa ne pensate di questo? Soprattutto men sull’ultima parte? Il bacchettonismo a me non piace, si tratta solo di guardare qual’è la mentalità che c’è dietro, in determinate visioni delle donne e degli uomini. Cosa ne pensavi degli indiani sempre cattivi, per dire? Non per questo un’opera d’arte non è godibile.
        E secondo te che visione della donna c’è dietro molte battute da bar? Perchè possono dar fastidio? Perchè non piace il sesso? Se sì, specialmente alle donne?

      • Antome ha detto:

        Perchè vi siete fatti deragliare sull’irrilevante argomento della presunta ingratitudine delle studentesse.
        Analizzando l’argomento di Men, si può notare che inizia in un modo, agnostico sullo stupro, focalizzandosi sul fatto che i carabinieri non hanno fatto il proprio dovere a prescindere, cosa vera, ma “il dovere di un carabiniere in servizio è tutelare l’ ordine pubblico e pattugliare le strade non fare da autista e spassarsela con due giovani donzelle (se consenzienti o meno è da stabilire e ci penseranno gli inquirenti) e quindi fosse per me i due carabinieri dovrebbero essere congedati con disonore a prescindere dal fatto se hanno stuprato oppure no perchè non stavano facendo comunque il loro dovere.” attenzione però su questo punto, “a prescindere che abbiano stuprato o no le donne”. Questa è la sola premessa, apparentemente molto severa, sui carabinieri, l’”a prescindere” mette in un piano separato l’aver violentato come conseguenze e obiettivo pressochè assodato della loro condotta indisciplinata. Questo permette subito dopo di attaccare a parlare, dedicandovi molti più paragrafi, della presunta negligenza delle studentesse, raffrontadoli, al netto della violenza, alla condotta dei carabinieri, l’intero argomento viene quindi spostato sul dovere, per presentare anche l’argomento spaventapasseri secondo cui il femminismo sottrarrebbe le donne a responsabilità personali. Quando è evidente che nessuna, tra l’altro tutta da vedere, eventuale responsabilità personale responsabilità personale nei propri risultati accademici è negata da alcuno, nella misura in cui sia slegata dal funesto avvenimento.
        Cosa c’entra poi questo punto? A queste ragazze era stato detto che dei carabinieri potevano fidarsi “seconda cosa una delle due americane (quella meno sbronza pare) ha fatto entrare uno dei due carabinieri nell’ appartamento a che scopo mi chiedo? probabilmente quella era consenziente mentre quell’ altra (più alticcia pare) è rimasta fuori con l’ altro carabiniere il quale ha voluto approffitare della situazione e forzare la mano”.
        Ma mi sembra evidente una retorica, in questo raffronto, atta a rimuovere la violenza e a focalizzarsi sul dovere, dicendo che, come i carabinieri, le ragazze sarebbero, divertendosi e sbronzarsi venute meno al loro dovere *al pari proprio dei carabinieri*. Non fosse che in un caso la conseguenza e l’obiettivo dell’abuso è stata la violenza sessuale, nell’altro caso mi sembra di no.
        Cosa direbbe Men degli studenti maschi che stavano facendo la stessa cosa? Pura curiosità.
        Sulla faccenda degli stranieri, beh, ricorderai che il Riccio ha fatto un post molto approfondito sugli inquietanti stupri di gruppo a Colonia, l’idea dello stupro etnico e punitivo. Un parallelo anche con quelli a piazza Tahrir in Egitto nell’era Morsi. Certamente insito nelle religioni tanto meno secolarizzate queste sono (quali che siano le cause, come per l’Islam).
        Come è stato detto, qui violenza e maschilismo si condannano da dovunque vengano. Di certo il fatto è che troppo spesso le condanna a quelle che avvengono da parte di stranieri sono caricate della retorica interessata su “le nostre donne” e *una parte*, o perlomeno buona parte della stessa parte che parla delle false accuse, non è altrettanto prona a dubitare della loro veridicità.
        Sulle lamentele, anche molti Mra protestano su come suppongono vengano rappresentati gli uomini nei media, se spendibili e sacrificabili, oppure sciocchi.
        Sono in parte d’accordo con Paolo che ci siano eccessi in entrambe le direzioni con le proteste, ma che si debba guardare caso per caso.
        A presto.

  4. Nato Invisibile ha detto:

    Apprendo felicemente che il direttore de “La Stampa” ha rimosso dall’articolo online il presunto indice delle false accuse, in quanto non supportato da fonti certe. https://www.google.it/amp/www.ilpost.it/2017/09/12/articolo-stampa-stupri-firenze/amp/
    La prossima volta si informerà prima, si spera

  5. rossasciamana ha detto:

    Citazione Men: io credo che se qualcuno spende dei soldi per te (maschio o femmina che sei) per farti studiare per farti avere un futuro radioso il minimo che puoi fare è rispondere con risultati eccellenti o perlomeno con l’ impegno al massimo delle tue possibilità…

    Questa tua posizione ha a che fare con il sistema nel quale un comportamento diventa dovere e quindi non è più libero e se si fanno figli per obbligarli ad esercitare il comportamento che loro secondo i genitori devono avere si parla di proprietà e la proprietà è insita sia nel capitalismo che nel sistema a dominanza maschile, sulla base della moneta e quindi di un potere regolato (nel caso di specie si parla di capitalismo perfettamente fuso con il patriarcato),

    Citazione Men:

    • rossasciamana ha detto:

      Mi è partito il tasto, riprendo da “sulla base della moneta e quindi di un potere regolato (nel caso di specie si parla di capitalismo perfettamente fuso con il patriarcato)”, anche in questo caso confermi le tesi delle femministe che fanno anche una critica al sistema capitalistico nel quale siamo tutt@ immers@.
      La libertà non è barattabile ne per soldi ne per altro, quando la si baratta lo si fa per necessità e arrivo al tema della prostituzione, altro ruolo inventato nel sistema dei patriarchi e fondato anche sul dover agire qualcosa perché impossibilitate a fare altro per garantirsi la sopravvivenza ma spacciato per “scelta delle donne”.

      Citazione Men2: i genitori di queste due potevano anche mandarle nella scuola a 2 km da casa e allora puoi anche pensare di prendertela con più calma ma se ti mandano a studiare dall’ altra parte del mondo ti pagano affitto e ti danno dei soldi per vivere in una città non proprio a buon mercato se tu vai a sputtanarteli in alcool e droga e locali notturni allora secondo me sei come minimo un ingrata quando dovresti invece studiare e dare il massimo per laurearti nel più breve tempo possibile.

      Occorre sempre “baciare la mano del padrone” specie se da i soldi, se non lo fai diventi ingrata e noi donne abbiamo per tara (per voi genetica) l’ingratitudine, anche qui confermi le tesi delle femministe, avevo detto mille…. bene continua!
      Se una donna si muove al di fuori di meccanismi indotti ad asservirla a comportamenti o ruoli che il maschio reputa adatti o grati (quando invece si deve parlare del privilegio di decidere sull’altra e quindi di violenza) allora sbaglia e non c’è appello, continui a dimostrarlo e andiamo avanti sui mille di cui parlavo. Anche il tempo è deciso dal padrone o dalla padrona e dalla famiglia che sostituisce forme cooperative senza obblighi (matriarcali) che dettano regole anche sul tempo e quindi l’altra deve accettarle perché il denaro diventa caratteristica di scambio e assoggettamento di intere personalità.

      Citazione Men3: o in bar, ristoranti, locali notturni, alcool e donne ho buttato diversi soldi ma erano soldi miei guadagnati col sudore della fronte erano frutto del mio lavoro in fabbrica è da quando avevo 16 anni che non chiedo soldi ai miei e sono indipendente per cui la libertà per me va benissimo ma te la devi pagare con le tue forze e non pesare sulle spalle di qualcun altro perchè quella non è libertà e parassitismo.

      Infatti te parli con cognizione del tuo stare dentro ad un sistema che ci vuole addomesticati verso l’alto e al basso dove i parassiti diventano coloro che manifestano attitudini senza fare del male al prossimo ma il male diventa la colpa (concetto ripeto sia giuridico nel sistema classista e maschilista sia religioso) di chi non rispetta il padrone di turno, famiglia gerarchica, soldi, ruoli, canoni, conquista te parli della conquista della tua libertà di sperperare denaro, il denaro è esso stesso qualcosa che regola i rapporti di forza all’interno di un quadro di dominazione quindi non sei libero di sperperarlo come non è libertà quella di ubriacarsi, è un rifugio semmai, (questi i vari padroni) e quando si è nella condizione di un sistema classista interni ad esso si può come fai te condannare (come il padrone vuole e quindi facendolo vincere ulteriormente e spostando l’attenzione dal quadro generale al singolo comportamento per condannare non la radice ma un comportamento appunto) chi non lo è e vuole mantenere qualcosa della sua personalità fino al rogo o all’uccisione di chi lo fa o al discredito delle sue azioni e anche questo conferma le tesi delle femministe.

      Citazione Men4: cara rossasciamana io non ti insulto con nessun epiteto anche se abbiamo idee diverse, come credo di non avere mai insultato nessuno sul web ne qui ne in altri siti.

      Lo fai senza rendertene conto perché parli con una visione che è la stessa della società capitalistica e misogina ma siccome io rispetto tutt@ ma mi difendo questo ho fatto.

      • Antome ha detto:

        Ma il problema è che in questo contesto non c’entrava nulla, per cui mi sovviene che si sia data una dimostrazione pratica del dialogo introduttivo sulla rapina. L’”aringa rossa” in questione su cui si svia l’attenzione è il comportamento presunto disonorevole delle ragazze, ma con un’abile premessa apparentemente severa sui carabinieri, anche se poi sembra aver precisato che è più grave, ma molto implicitamente.
        E’ vero che i soldi vengono usati per dominare, chi ha i soldi certo controlla l’accesso ai mezzi e impone delle condizione, con la retorica del rischio di impresa e del sacrificio. Ma in assenza di determinate condizioni, anche di fortuna, talvolta. Sì sa però che ciò è spesso un paravendo al controllo del mezzo, finanziario o meno, a cui l’accesso è stato limitato, rendendo più difficile per chi resta trovare “zone” (di qualunque tipo) non recintate. Sottolineo che pur criticando il capitalismo sono meritocratico, non però nel senso gerarchico del termine.
        Qui si parla del padre o della madre e dell’ingratitudine presunta delle figlie.
        Tu qui parli della classica dipendenza economica che era imposta alle donne e contro cui il femminismo ha combattuto. Oltre alla giusta critica a tale dipendenza economica usata come ricatto, il femminismo si è anche battuto, più praticamente per non dover dipendere finanziariamente dagli uomini.
        Naturalmente nell’androsfera si polemizza che questo non è l’ordine naturale delle cose, che questo porterebbe all’”ipergamia”. L’implicazione è un’insicurezza e prepotenza tale, da pensare che le donne siano attratte all’uomo solo se in posizione gerarchicamente superiore e non per mera attrazione fisica e/o intellettuale.

      • men ha detto:

        Rossasciamana….sinceramente non sono sicuro di avere capito tutto il tuo discorso ma cercherò lo stesso di rispondere. Intanto vorrei sapere ma tu in che società vivi? Nella nostra società si studia per poi lavorare e si lavora per poter vivere e magari avere dei soldi da spendere per quello che ci piace chi si compra la macchina nuova , chi si va a vedere la finale di champions, chi si compra l’ attrezzatura per andare a caccia o a pesca, e chi li butta nei videopoker….insomma ognuno cerca di fare secondo le proprie tasche qualcosa che gli piace. Per fare ciò i soldi servono e l’ unico mezzo per guadagnarli legalmente è il lavoro. La società che sogni tu non esiste e non esisterà mai. La realtà è questa e volenti o nolenti bisogna adattarsi o quanto meno farci i conti.
        Tu rifiuti tutto in blocco qualsiasi forma di convivenza civile e di istituzione insomma il caos più totale l’ anarchia pura….ma alla fine il fatto è che il finto ribellismo e l’ anticonformismo di facciata di certe persone mascherano solo l’ ipocrisia di fondo di certe posizioni ideologiche e preconcette. Per avere la società che vuoi tu bisogna ritornare ai tempi dell’ uomo primitivo: niente casa, niente macchina, niente computer, niente tv, niente radio, niente cellulari…tutte cose prodotte da gente che “bacia la mano del padrone” .
        La gratitudine verso chi ti ha messo al mondo e ti ha allevato e ti permette di studiare a migliaia di km di distanza da casa mi sembra il minimo e non sicuramente un ricatto o un abuso.

      • Antome ha detto:

        Hai capito male Rossasciamana, la società è cambiata è affatto molti passi avanti grazie al seguente modo di pensare “La società che sogni tu non esiste e non esisterà mai. La realtà è questa e volenti o nolenti bisogna adattarsi o quanto meno farci i conti.”
        Più sensata certamente la parte di farci i conti, comunque.
        I soldi comunque sono certamente un linguaggio molto pervasivo, ma ci sono mille altri modi, a conoscerli di stabilire un rapporto di scambio, i quali se consolidati, accettati e concordati su larga scala sono mille volte più facilitatori della convivenza civile rispetto alla loro accettazione acritica. Ad esempio la comunità dovrebbe agire attivamente nel creare il valore del lavoro delle persone, al di là del valore che gli attribuisce chi ha i mezzi finanziari. Questo può avvenire tramite sconti mirati. Una volta poi che si realizza che tutto ciò che crea una maggiore redistribuzione, non necessariamente usando il mezzo statale socialista, anzi, creerebbe nel lungo terminie anche più ricchezza per sè stessi.
        La domanda a cui Men non risponde è però che cosa c’entrasse. Men ad un certo punto dice che “o non insisto sulla condotta delle ragazze ho solo espresso una mia opinione e siccome mi è stata contestata ho semplicemente risposto.” tale opinione era basata su supposizioni, rivolte poi specificamente a queste ragazze e atte, portando il discorso sul piano del dovere, a creare una “falsa equivalenza”, che si somma all'”aringa rossa”, cioè al tentativo di sviare il discorso. Non sembrava un’opinione casuale.
        Citando dall’OP “Agente: Lei stava consapevolmente attraversando Dundritch Street, nel suo abito elegante, quando tutti sanno che a lei piace dar via i propri soldi e non ha neppure reagito. Sembra quasi che lei abbia donato il proprio denaro e ora abbia dei rimorsi. Mi dica, vuole davvero rovinare la vita di quell’uomo per un suo errore?”
        parafrasando “Agente: Parte dei soldi che lei dilapida in filantropia, sono inoltre parte del debito informale che lei ancora deve a suo padre per gli studi”

  6. rossasciamana ha detto:

    Per una volta sono d’accordo con Paolo, le domande che si pone me le sono poste pure io, ma mi sono risposta nel mio caso che è il classico sviare dal quadro generale (quindi dalla totalità di un evento di violenza) che solitamente fa il sistema patriarcale, focalizzando l’attenzione su un particolare vero o presunto anche a discolpa di chi commette violenza spesso infatti accade ma non sempre, ribadisco comunque che colpa e punizione vanno annoverati nella cultura misogina, ne in natura ne nelle società diverse da quella patriarcale esistono questi concetti espressi sia laicamente che religiosamente.

    • Antome ha detto:

      Anch’io sono d’accordo qui con Paolo, ma a pensarci bene lo siamo molto più spesso, solo che talvolta lui non lo sa e nemmeno tu. Scherzo qui.

  7. rossasciamana ha detto:

    Altri punti ai mille che citavo sia da Men che da Antome, nei casi di specie:
    1: Trasferimento di tematica-spostamento attenzione da un crimine sul denaro e sulla gratitudine (Men prima) poi “era imposta” nel capitalismo resta imposta e comunque lo stupro è sparito dalla discussione ovvero un crimine contro le donne, complimenti entrambi così vi ponete dalla parte di chi stupra, uccide, tortura psicologicamente etc…. e si siete di parte chi non prende le difese della persona abusata (della donna abusata) e svia l’attenzione automaticamente passa dalla parte del soggetto violento (conferma della tesi femminista i mille di cui parlavo).
    2: Io divento la strega perché rifiuto tutto in todo, e non solo la società che sogno io…. e te chi sei per dire che società sogno io? mi conosci da 25 anni? da 30? da 20? spesso anche dopo 50 anni di convivenza nella società “che è data e quindi non può cambiare” (questo dici te Men) le persone non si conoscono nemmeno dopo 50 anni di convivenza perché come hai fatto te tutto è scontato e una persona dovrebbe accettare tutto perché è dato? confermi i mille anche con questo assunto. Io ho terminato di rispondere quando non c’è confronto ma solo assolutezza ed entrambi vi ponete così mi ritiro dalla discussione, come detto all’inizio siccome la condizione di dominanza è quello che ci chiedete io non ci sto ma non ci sto nemmeno a rispondere a soggetti che mi vogliono obbligare alla loro versione, e che non sanno OGGETTIVAMENTE ascoltare, state da una parte io sto dalla parte delle donne stuprate comunque, e rispetto a qualunque donna sempre.

    • Antome ha detto:

      Ciao, “complimenti entrambi così vi ponete dalla parte di chi stupra, uccide, tortura psicologicamente etc” “Io ho terminato di rispondere quando non c’è confronto ma solo assolutezza ed entrambi” entrambi chi? Qui c’è solo Men, oppure mi stai accomunando a lui? Se sì non hai chiaramente letto i miei messaggi precedenti e ammetto che la mia ultima replica diretta e te era un po’ meno chiara, soprattutto non avendo letto l’altra perchè “1: Trasferimento di tematica-spostamento attenzione da un crimine sul denaro e sulla gratitudine (Men prima)” era esattamente il meccanismo che ho fatto notare io, Paolo (più sinteticamente) e Riccio. Chissà cosa te l’ha fatto pensare, sempre che ora non stia fraintendendo io e in effetti mi sembra strano, non sono questi i primi miei post che vedi.

      “Ma il problema è che in questo contesto non c’entrava nulla, per cui mi sovviene che si sia data una dimostrazione pratica del dialogo introduttivo sulla rapina. L’”aringa rossa” in questione su cui si svia l’attenzione è il comportamento presunto disonorevole delle ragazze, ” questo mio punto pensavo fosse chiaro, l'”aringa rossa” di cui parlo è il victim blaming e la scomparsa dell’argomento stupro. Cose di Men, non mie :).

      • rossasciamana ha detto:

        Le prove Antome ci sono, la stratificazione sociale che a seguire viene definita capitalismo ma che si basa su una linea verticale con un alto e dei bassi per così dire opposta ad una linea orizzontale (matriarcale) dove i compiti assegnabili ed assegnati non erano e non sono (ancora esistono tribù matriarcali sparse nel mondo) funzioni basate sul ruolo di genere non si accompagna alla dominanza di un sesso sull’altro, questo avviene per una cultura precisa che è quella patriarcale, la Gimbutas è una di quelle che ne parla nel testo Kurgan, ma non è stata solo lei ad indicare anche con mezzi di misurazione che fornissero prove assolute (perché ci tenete tanto voi e al contempo spesso fate l’errore di non prendere in considerazione le ipotesi o le supposizioni perché non confutate quando la stessa scienza patriarcale va per tentativi spesso anche lunghissimi….) che la stratificazione nasce con la guerra e con l’invasione, la sottomissione, con una concezione che vedeva prima l’uomo e poi la donna, e tale cultura è patriarcale invece per quanto riguarda il victim blaming non ti sei spiegato bene e io non avevo capito di conseguenza.
        Ho cambiato idea sul rispondere.

      • Antome ha detto:

        Ciao, si sono convinto anch’io che il patriarcato sia una ramificazione della società piramidale che oggettifica le persone in base a ciò che ritiene di potervi “mungere”, una antropotecnia, insomma, il tutto al servizio dei potenti al vertice, che creano a loro volta una narrativa e dei meccanismi di legge che dividano i sottoposti, creando determinate opportunità perchè lottino e si sfruttino e si opprimano tra loro, disperdendo così le energie, soprattutto perchè nel breve termine ingannano e danno l’idea di poter rendere di più a fronte di un rischio minore. Così il capitalismo rende concorrenti invece di cooperanti le piccole imprese (anche se preferisco chiamarle attività) tra loro, rende dipendenti dall’intermediazione finanziaria per creare un progetto, invece di un libero accordo tra i partecipanti, rendendo a loro volta concorrenti reciprocamente loro e i collaboratori oltre ai collaboratori tra loro in una lotta al ribasso.

        Le donne purtroppo, potendo portare avanti gravidanze, venivano ridotte a questo solo ruolo e sembra che tala arrangiamento non dispiacesse.

        Naturalmente questo è cio che mi viene in mente al momento e sono sicuro che ci sia molto di più. Se chi è in una situazione di dominio è interessato, vede gli altri come strumento e di conseguenza le donne venivano ridotte a questo, ad oggetto passivo di piacere, unidirezionale, invece che attivo e reciproco, senza offrire altro. Ovviamente gli altri uomini erano altresì strumentalizzati, non stavano tanto meglio, ma quanto a diritti son stati sempre i primi ad averne. Le donne, hai ragione, sono sempre state viste in relazione, non agli uomini in sè, ma agli uomini dominanti. Questa cultura ovviamente, si riflettava ed era quindi adottata da tutta la società patriarcale.

        Ma diciamo che il discorso della differenza della donna in quanto tale non mi convince molto, perchè leggo spesso in giro quei discorsi per cui siccome la maggior parte delle invenzioni sono venute dagli uomini, le donne non avrebbero saputo inventare altrettante cose, quando non ci sono alcuni elementi per dirlo, soprattutto non avendo potuto contribuire e partecipare.
        Senza considerare tra l’altro i contributi su cui la storia tace, anche se molti di essi, secondo L. vegetavano su idee maschili (i.e io dire patriarcali). Non sappiamo nel bene o nel male cosa sarebbe venuto fuori dalla loro partecipazione.

        Oggi ci sono donne che ricercano il potere economico e politico e talvolta, come Clinton, iniziano guerre. Si potrebbe dire che si sono adattate ad una società maschile, nonostante nessuno metta in discussione la responsabilità personale di queste nè le giudica povere vittime di una società patriarcale.
        Forse, e in parte sarà vero, per convincere gil uomini a non essere da meno, hanno giocato secondo le regole di questa società, in quanto servivano anche voti maschili, per cambiare le leggi. Vero anche questo. O per sopravvivere secondo le regole già scritte durante un epoca patriarcale, ma credo che esattamente come gli uomini sia responsabilità loro il come adattarsi, se oliare o meno i meccanismi gerarchici e di dominio, e se scelgono di farlo, penso che almeno in parte, come gli uomini, li condividano.
        Ma anche in cose che di patriarcale in sè e per sè, non hanno nulla, come la matematica, la ricerca scientifica.

        Però vedi, so che il discorso dei neri può essere diverso, ma si conosce il discorso dei neri che vegetano su idee bianche, o che provengono da società coloniali bianche. Ma questo di per sè non prova differenza sostanziali col bianco, che di certo non ha l’oppressione degli uomini di colore nel Dna, come dimostrano tantissime persone. L’unica cosa che sappiamo per certo è che una società dove altre etnie avessero avuto da subito (ipoteticamente, mettiamoci anche la convivenza pacifica con gli Indios, ma questa avrebbe avuto delle ulteriori implicazioni, in gran parte positive, sulla mentalità dei nuovi arrivati) pari diritti e non fossero state “altro”.
        Sappiamo solo che sarebbero state società non razziste.
        Dipende quindi anche da *quando* sarebbe partita questa ipotetica società non sessista, se volessimo partire da prima del patriarcato, hai ragione anche tu che bisognerebbe andare talmente tanto indietro che necessariamente la storia avrebbe avuto un corso del tutto diverso.
        Non so se il paragone regge, ma come ci possono esserci società africane non razziste e accoglienti verso il diverso, ci sono società africane molto razziste, chiuse e tribali. Verrebbe da pensare lo stesso per le donne, donne che adottino la cultura del dominio, potrebbero essere al limite non sessiste, ma comunque classiste e colonialiste (quanto al sessismo potremmo pensare a Solanas nei confronti degli uomini o Andrea Dworkin, se non sbaglio).
        “Le prove Antome ci sono, la stratificazione sociale che a seguire viene definita capitalismo ma che si basa su una linea verticale con un alto e dei bassi per così dire opposta ad una linea orizzontale (matriarcale) dove i compiti assegnabili ed assegnati non erano e non sono (ancora esistono tribù matriarcali sparse nel mondo) funzioni basate sul ruolo di genere non si accompagna alla dominanza di un sesso sull’altro,” Sapevo che le società matrilineari non sono speculari al femminile di quelle patriarcali. Dici, per curiosità che lì i compiti non sono assegnati in base al genere, nell’organizzazione sociale e per quanto differenziata non sia stratificata giusto?
        Sarebbe curioso capire perchè si chiami matriarcale. Forse perchè basata sull’unica differenza obiettiva nei ruoli naturali, cioè quella di poter gestare.
        Mai messa in discussione l’esistenza di queste società a proposito, ma l’accento anche in questo caso non credo che vada su società maschile vs femminile, ma su come si è evoluta questa cultura, e anche gli uomini credo, non essendo oppressi come le donne nel patriarcato, in tali comunità, contribuiscano al mantenere tale società al riparo dagli individui che vogliano salire troppo al di sopra di altri, che penso presenti, uomini o donne, in ogni società, il problema è avere gli anticorpi che impediscano che salgano al potere tramite il monopolio della forza o conquistando il favore della popolazione, agitando paura, divisione etc. Appropriandosi del linguaggio e delle relazioni di collaborazione (capitale, finanza, etc.)
        A presto ;)-

      • Paolo ha detto:

        hillary clinton non si è adattata alla “società maschile”, è una politica e si è comportata da tale

    • Antome ha detto:

      “(perché ci tenete tanto voi e al contempo spesso fate l’errore di non prendere in considerazione le ipotesi o le supposizioni perché non confutate quando la stessa scienza patriarcale va per tentativi spesso anche lunghissimi….)” voi? Men e chi altri? 😉

      • rossasciamana ha detto:

        Non mi presto a questo gioco visto che l’attenzione è stata spostata dal tema centrale della criminalità dello stupro. Buona vita Antome

      • Antome ha detto:

        Non credevo di averlo fatto quando ho detto questo “Perchè vi siete fatti deragliare sull’irrilevante argomento della presunta ingratitudine delle studentesse.
        Analizzando l’argomento di Men, si può notare che inizia in un modo, agnostico sullo stupro, focalizzandosi sul fatto che i “. Chi è stato quindi a spostare l’attenzione? Io non sto giocando ad alcun gioco e non certo con questa intenzione, discutendo del matriarcato, cosa che viene da una genuina curiosità, senza alcun secondo fine.
        Mi sono già espresso sull’estrema gravità di quanto è successo ed ho evidenziato i tentativi di sviare l’attenzione. Quindi pensavo che fosse scontato da parte mia. Evidentemente no.

  8. Nato Invisibile ha detto:

    segnalo un altro articolo, sul fatto quotidiano, dell’altro ieri:”Ora sono finiti sotto i riflettori coloro che avrebbero dovuto tutelarci, difenderci, darci sicurezza e protezione. Allora che si fa? Cerchiamo di screditare le ragazze, diciamo che sono facili, che avevano la gonna corta, che andavano perfino in discoteca. Ah la discoteca, che luogo di perdizione! E che ci facevano? Ballavano. Allora erano facili, sicuro.” Prosegue la giornalista: “i “condivisori” della bufala di questa portata, soprattutto, hanno pensato più ai carabinieri che alle vittime. E sono gli stessi che hanno fatto girare la notizia dell’assicurazione contro lo stupro come se fosse stata tutta una messinscena delle vittime per poter intascare qualche soldo alla faccia dei poveri carabinieri.” Prosegue ancora “Voi che fate i distinguo quando, per chi subisce una violenza, la nazionalità dell’aguzzino è l’ultimo pensiero. Voi che cercate ogni pretesto per scagliarvi contro gli immigrati e magari avete per anni taciuto davanti ai tantissimi casi di violenze domestiche. Voi che vedevate gli stupri dei mariti alle mogli come abusi di serie B su cui tacere. Entrare nel merito delle differenze tra violenze è una pratica che rasenta il morboso: ve la lascio volentieri. Voglio solo ricordare che non sono stati questi i soli stupri avvenuti. Che dovremmo parlare più del problema, meno dei singoli casi. Che non sono tutti sociologi né investigatori. Ma soprattutto che a fine agosto ci sono stati anche altri soprusi, e che in quei giorni di vermi ne sono strisciati parecchi.” Conclude infine con una carrellata sugli stupri che non hanno fatto notizia avvenuti negli ultimi giorni. https://www.ilfattoquotidiano.it/2017/09/12/stupro-firenze-i-fanatici-della-ruspa-le-ragazze-facili-e-le-fake-news/3851452/amp/

    Il vero stupro è anche rivittimizzare la vittima poiché si stava divertendo o magari perché di lavoro faceva la trans o peggio perché amava Colui che è diventato suo carnefice e se lo era persino sposato. Il vero stupro è anche starsene dietro uno schermo a giudicare le intenzioni della vittima o del carnefice, quando poi nella vita reale si trattano le donne come merce, secondo parametri che pongono le donne sempre ad un gradino inferiore per mille e mille motivi, che siamo veramente stufi di sentir giustificare!

    • Antome ha detto:

      Ciao scusa se mi soffermo su questo dettaglio “di lavoro faceva la trans” intendi dire forse drag queen?

    • Antome ha detto:

      Non voglio cadere nella tentazione di leggere i commenti del fatto, dovesse succedere faccio un reportage :).

    • Morgaine le Fée ha detto:

      Che poi, a dirla tutta, le due ragazze avevano anche fatto la scelta piú razionale: fidarsi di due tutori dell’ordine per evitare situazioni potenzialmente pericolose (tornare a casa durante la notte, un po’ brille, con scarse possibilitá di difesa).
      Il reato commesso dai due carabinieri dovrebbe essere doppiamente punibile.

  9. Antome ha detto:

    “niente casa, niente macchina, niente computer, niente tv, niente radio, niente cellulari…tutte cose prodotte da gente che “bacia la mano del padrone” .”
    non vedo il nesso tra capacità produttiva e la necessità degli attuali rapporti gerarchici di produzione ;).

  10. Antome ha detto:

    “in questa storia c’ è un sacco di confusione tanto per iniziare nessuno dei protagonisti stava facendo il suo dovere…”
    Beh in effetti… assurdo ragazzi che si parli solo del venir meno al dovere da parte dei carabinieri no? Ha esattamente la stessa rilevanza col crimine in questione che è lo stupro, la stessa gravità penale e morale. Ma come al solito il femminismo omette le colpe delle donne, no? La misandria è evidente. O forse del venir meno al dovere da parte dei carabinieri, mi viene il dubbio che non solo ci siano più elementi per affermarlo, ma è anche parte dell’obiettivo della violenza sessuale.

  11. Antome ha detto:

    Devo ammettere però che non sono sicuro di essere molto convinto che il capitalismo sia solo patriarcale. E’ di certo nato in società patriarcali dove la donna non poteva purtroppo partecipare. Sappiamo soltanto che sarebbe stata una società poco o nulla sessista se le donne avessero partecipato a pari ruolo, però non possiamo avere sicurezza su razzismo, classismo e dominio. Sarebbe come chiedersi come sarebbe stata l’Africa senza la schiavitù e l’apartheid, il colonialismo, etc. Sappiamo che sarebbe stato molto meglio, possimo ipotizzare che adesso starebbe molto meglio e sarebbe più progredita, ma possiamo solo ipotizzare, soprattutto per aspetti quale il capitalismo e altro. Sappiamo che le società matrilineari non erano capitaliste, non sappiamo se lo sarebbero diventate, ma forse erano un terreno meno fertile per queste idee gerarchiche e di dominio. Siamo appunto nel campo delle supposizioni.

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