Il miti sullo stupro e il senatore D’Anna

Mito: lo stupro è sesso.

Se l’attrazione sessuale può avere un ruolo nello stupro, l’esercizio di potere e controllo, la rabbia ne sono le principali motivazioni. La maggior parte dei rapitori ha accesso ad un partner sessuale. La gratificazione proviene dal potere e dal controllo, dallo scaricare la rabbia, che non hanno nulla a che vedere con il sesso.

Si, la maggioranza degli uomini prova desiderio sessuale e molti lo provano nei confronti delle donne; anche la maggior parte delle donne prova desiderio sessuale, e molte lo provano nei confrotni degli uomini; non c’è nulla nel desiderio sessuale che trasformi le persone in “cacciatori” e “prede”.

Mito: le donne sono corresponsabili dello stupro che subiscono.

La maggior parte degli stupri, ci dicono gli studi sull’argomento, sono pianificati, e non il frutto della natura incontrollabile del desiderio maschile suscitato dalle donne, anche perché vengono stuprate non solo donne di ogni età e aspetto, ma anche uomini e bambini. Gli stupri degli uomini non avvengono necessariamente ad opera di uomini omosessuali: non si tratta di sesso, ma di potere e controllo.

Le donne dovrebbero essere “più accorte”, afferma il senatore, “devono usare più precauzioni”.

Nonostante una donna abbia il diritto di non essere struprata, dovrebbe “dare quattro mandate alla porta”. Cosa intende? Intende che le donne, in quanto donne, “non possono fare tutto”.

Ciò che intende è che le donne non possono fare tutto quello che fanno gli uomini.

Questo, ci dice il senatore.

E’ un mondo violento, pieno di uomini resi violenti dal loro desiderio e non ci sono abbastanza carabinieri per difendere le donne. Soprattutto perché alcuni di loro potrebbero cedere al medesimo desiderio, che è un istinto primordiale di tutti.

Uomini, siete tutti potenziali stupratori.

Mito: vengono stuprate solo le donne molto attraenti.

L’unico aspetto che hanno in comune le vittime di stupro è che lo stupratore le ha percepite come vulnerabili nel momento in cui ha deciso di perpetrare lo stupro.

La donna esiste in quanto donna se è bella, desiderabile e appetibile. Forse le donne con un naso più corto di quello di Cleopatra non sono neanche donne…

Mito: gli stupratori sono sconosciuti alle vittime

La maggior parte delle donne viene stuprata da persone che conoscono: familiari, amici, colleghi… E’ piùttosto inutile chiudere la nostra casa con quattro mandate alla porta se il rapinatore è in possesso delle chiavi per entrare.

Il senatore non ha voluto offendere nessuno parlando di cingalesi, e chi si offende o è femminista o è omosessuale oppure è un ambientalista.

 

Questo è un posto interattivo.

Qui potete trovare un elenco di miti sullo stupro.

Qui le dichiarazioni del Senatore Vincenzo D’Anna.

Buon divertimento.

 

p.s. Ho condiviso quest’immagine su facebook, un paio di giorni fa:

Qualcuno mi ha risposto che non è vero che se non tutti gli uomini sono degli stupratori, tutti gli uomini traggono vantaggio dal fatto che le donne vivano sotto la costante minaccia dello stupro e della morte per mano di un uomo.

Ma il senatore D’anna ci ha spiegato che “le donne non possono fare tutto”, non tutto  quello che gli uomini possono fare (in quanto potenziali stupratori). E se questo non è un vantaggio per gli uomini, per tutti gli uomini, non so cosa altro lo sia.

Informazioni su il ricciocorno schiattoso

Il ricciocorno schiattoso si dice sia stato avvistato in Svezia da persone assolutamente inattendibili, ma nonostante ciò non è famoso come Nessie.
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34 risposte a Il miti sullo stupro e il senatore D’Anna

  1. Paolo ha detto:

    sono d’accordo col tuo post. Il desiderio sessuale non centra nulla con lo stupro, e le vittime di stupro non sono colpevoli di nulla. Aggiungo solo: le donne con un bel corpo sono desiderabili e anche gli uomini con un bel corpo sono desiderabili, questo va accettato, è una cosa bella e la violenza sessuale non ha nulla a che fare con questo, la violenza sessuale è,come scrvi anche tu, solo questione di potere e controllo

  2. Emanuele Di Felice ha detto:

    “Mito: lo stupro è sesso”
    – Lo stupro o l’accoppiamento coatto è universalmente diffuso fra le specie nel mondo animale, lo si trova in molte specie di insetti, uccelli e mammiferi.
    – Lo stupro è presente in tutte le società umane e in tutte le società è condannato.
    – le vittime di violenza carnale sono perlopiù donne giovani e fertili, se fosse un fatto culturale lo stupro sarebbe meno circoscritto in quella fascia d’ età.
    – la maggior parte degli stupratori sono giovani e poveri(maggiore competitività sessuale e minore appeal sessuale), se lo stupro fosse un fatto culturale, la violenza carnale aumenterebbe con l’aumento dell’età maschile.
    (gli stupri dei giovani e poveri immigrati sono maggiori in proporzione rispetto a quelli degli autoctoni).
    – Se lo stupro non avesse nulla a che fare con la differenza biologica significa che potremmo avere anche lo stupro femminile.
    – all’esistenza dello stupro in natura si contrappone il potere di scelta sessuale femminile che i maschi non hanno: i maschi competono e le femmine scelgono.

    “Ciò che intende è che le donne non possono fare tutto quello che fanno gli uomini.”
    “il fatto che noi donne siamo vulnerabili all’aggressione significa che non possiamo avere tutto. Non possiamo attraversare di notte un campus non illuminato o un vicolo senza correre pericoli. Queste sono cose che ogni donna dovrebbe poter fare, ma il dovrebbe appartiene a un mondo utopico” ( McElroy).
    Tutto quello che le donne possono fare grazie agli uomini non viene riconosciuto né da te né dall’incauto senatore, come allo stesso modo non viene ricordato quello che gli uomini devono fare.
    Dalla stessa matrice dalla quale emergono gli stupri, emergono anche le responsabilità e i sacrifici che gli uomini si accollano anche in luogo e per conto delle donne.

    “Qualcuno mi ha risposto che non è vero che se non tutti gli uomini sono degli stupratori, tutti gli uomini traggono vantaggio dal fatto che le donne vivano sotto la costante minaccia dello stupro e della morte per mano di un uomo.”
    Dunque gli uomini si dividono in stupratori e beneficiari dello stupro. Tutti colpevoli.
    Ecco perché degli uomini se ne parla solo male? Sono tutti colpevoli !.
    Anche i figli, mariti, padri, fratelli beneficiano degli stupri subiti dalle “loro” donne?
    Se lo stupro fosse una tattica per sottomettere tutte le donne, perché gli uomini avrebbero dovuto fare della violenza carnale un reato?*.
    Perché gli stupri avvengono di nascosto?.

    * L’insensibilità del sistema giuridico di un tempo per le vittime di stupro ha una spiegazione più semplice di quella secondo cui gli uomini traggono vantaggio dallo stupro. Fino a epoca recente, nei processi per stupro ai giurati veniva ricordato il monito di Lord Matthew Hale, giurista del XVII secolo, per cui la testimonianza di una donna va valutata con cautela, perché un’accusa di violenza carnale “è facile da muovere e da essa è difficile difendersi, anche se l’accusato è innocente”.(Tabula Rasa di S. Pinker).
    Meglio dieci stupratori liberi che un innocente in galera.

    • “Tutto quello che le donne possono fare grazie agli uomini”: grazie agli uomini? Ci concedete di fare delle cose? Beh grazie, Emanuele, te ne sono grata.
      Sul fatto che sia “facile” muovere un’accusa di violenza carnale non ti rispondo nemmeno. Non io.
      Invito tutti a trovare la corrispondenza fra i miti sullo stupro e il tuo commento, piuttosto.

    • Antome ha detto:

      Capisco che qualcuno possa non avere voglia di rispondere punto per punto agli stessi argomenti che vengano riproposti. Nel caso ritenga quindi di riproporli perchè senti di non avere avuto una risposta soddisfacente ci proverò io.
      “– Lo stupro è presente in tutte le società umane e in tutte le società è condannato.” Anche in piazza Tahrir? Che pure riconosco non trovarsi in una società secolarizzata come quella occidentale. E’ vero che India c’è una forte cultura dello stupro, usato come controllo, ma c’è anche la condanna a morte per esso. Posso ipotizzare che, come qui, sia punito come reato contro l’onore, parente del delitto d’onore, che non so se in India sia presente. Qui sarei genuinamente curioso di sapere cosa ne pensino Ricciocorno ed altre. L’importante è voler essere alleati nel combattere questa cultura o tendenza che dir si voglia, vero Emanuele?
      Dici che qui si criminalizzano gli uomini ma tu stai dicendo che è praticamente nella loro natura, che lo stupratore è un ladro che vuole ottenere qualcosa che non gli si vuole dare. In sostanza quindi il discorso sembra, volessimo fare un parallelo uomini, genere umano, stupro – furti, che i furti sono nella natura umana e non c’è una cultura del furto e banalmente che ruba vuole un bene scarso a disposizione invece di guadagnarlo consensualmente lavorando duro.
      Come ho detto però ci sono ladri che rubano per lusso invece di guadagnarsele, altri per necessità e difficoltà a trovare lavoro. Altri una via di mezzo. Poi il discorso ricchi, povere e ricchi che sfruttano i poveri.
      Nel tuo discorso le donne sono i ricchi. Ricche di potere sessuale. Dici sostanzialmente, che chi stupra non vuole umiliare la donna nè dominarla, ma se potesse farci sesso consensualmente lo farebbe anzi sarebbe anche meno rischioso.
      Escludi anche che l’uomo in questione voglia ridurre la donna ad un oggetto ed evitare qualsiasi confronto con lei e con le sue aspettative e, come Zorin, che sia essenzialmente masturbazione contro un corpo.
      Ricchi/donne state attenti ad affamare troppo i poveri/uomini.
      Lo stupro è un esempio più estremo, ma anche uomini sposati ricchi e pure piacenti, ricorrono a prostitute pur, potendo, in base a tale discorso, farne a meno.
      Proseguiro sugli stranieri e sull’insensibilità della legge, analizzando la tua spiegazione come ho fatto col resto.

    • Antome ha detto:

      E di tutto quello che possono fare i neri grazie alle invenzioni dei bianchi, mentre per anni si limitavano a fare lavori forzati senza contribuire minimamente alla società dal punto di vista intellettuale mi dici nulla? Alquanto ingrati vero ? (:
      “come allo stesso modo non viene ricordato quello che gli uomini devono fare.
      Dalla stessa matrice dalla quale emergono gli stupri, emergono anche le responsabilità e i sacrifici che gli uomini si accollano anche in luogo e per conto delle donne.” Giusto, facile volere che gli uomini vadano in guerra, anche perchè dal bottino di guerra beneficiano tutti i vincitori, mica solo la solita platea che sta intorno al giro delle lobby delle armi e della ricostruzione, etc, ci vanno perchè convinti dalle donne che alzano il prezzo del magico triangolino, giusto? E che gli uomini muoiano in lavori rischiosi.
      Infatti le femministe si sono sempre notoriamente opposte alle pari oppurtunità delle donne nell’arma e all’abolizione della leva e obiezione di coscienza, se non sbaglio, penchè come si facava sennò a scroccare i dolci frutti dei rischi (:. Oltre sadicamente ad opporsi a nuove misure di sicurezza nel lavoro.
      Su un punto mi piacerebbe però la visione di altri, per eventualmente togliere ogni scusa. Tenendo conto che ci sono donne minatrici e la rappresentazione anche in lavori rischiosi è aumentata anche per effetto della parità. Si accusa infatti il femminismo di non volere le quote in questo tipo di lavori. Che io sapessi si è battuto invece per poter lavorare, avere proprietà proprio per non soggiacere a questo ricatto, che sembra implicito anche nel tuo discorso, l’eterna riconoscenza. Bisogna vedere poi quali quote e le uniche a cui non mi oppongo per principio sono quelle “leggere”, cioè la donna, se poco rappresentata può essere preferita solo e soltanto a parità di qualifica.
      Comunque bisogna farsene una ragione, no? Mi pare di capire ci dica qui Emanuele, le donne possono fare un sacco di cose grazie agli uomini ed è ingiusto che venga ricordato soltanto che abbiano minore libertà di girare da sole alle 3 di notte, usando più prudenza. Il che, anche ammettendo che non sia victim blaming, mi sembra l’ammissione di un privilegio. Ma hey un prezzo da pagare a tutte le cosa che gli uomini gentilmente concedono di fare, o riguarda le invenzioni. Da questa stessa virulenza maschile, secondo Emanuele, possono emergere gli stupri, ma hey, i benefici prevagono sugli svantaggi.

      “(gli stupri dei giovani e poveri immigrati sono maggiori in proporzione rispetto a quelli degli autoctoni).”
      E non ha a che fare invece con la cultura più marcatamente maschilista del luogo? Mai sentito parlare inoltre di stupro punitivo e del “castigare” in quel modo lì?
      “Se lo stupro fosse una tattica per sottomettere tutte le donne, perché gli uomini avrebbero dovuto fare della violenza carnale un reato?” Reato contro l’onore e contro la proprietà.
      Per i tribunali di allora, non so se c’entri l’aspetto che dici, ma mettiamoci che spesso è una scusa, quasi a prescindere era una poco di buono lei, usata e umiliata due volte e magari se l’era cercata. Ma sono cose passate, no?

      • Emanuele Di Felice ha detto:

        “Da questa stessa virulenza maschile, secondo Emanuele, possono emergere gli stupri, ma hey, i benefici prevagono sugli svantaggi.”
        Se non ci fossero gli uomini le donne starebbero solo meglio?.

      • Antome ha detto:

        Penso uguale, ma non abbiamo modo di dirlo, sarebbe un ragionamento per assurdo, perchè non ci si potrebbe riprodurre. Senza il patriarcato, molto probabilmente, meglio, diciamo. A presto

      • Antome ha detto:

        Meglio senza il patriarcato che senza uomini, anche per le donne (:.

  3. ... ha detto:

    Come disse Wilde tutto ha a che fare con il sesso. Il sesso ha a che fare con il potere.

    “Se l’attrazione sessuale può avere un ruolo nello stupro, l’esercizio di potere e controllo, la rabbia ne sono le principali motivazioni. La maggior parte degli stupratori (c’è un errore di traduzione) ha accesso ad un partner sessuale. La gratificazione proviene dal potere e dal controllo, dallo scaricare la rabbia, che non hanno nulla a che vedere con il sesso.” Forse che nei rapporti consensuali non entrano in gioco dinamiche quali potere, controllo e rabbia? è un caso che la maggior parte degli autori di stupri siano giovani maschi e che la maggior parte delle vittime donne giovani in età fertile? Come mai gli uomini attuano forme di potere, controllo e rabbia attraverso un atto sessuale e non con violenze di altro tipo, che usano quando vogliono ottenere potere e soldi? Come mai leggendo un resoconto del genocidio ruandese alcuni giovani intervistati dissero chiaro e tondo che la motivazione principale per cui presero parte al genocidio fu di poter finalmente avere le donne che li avevano rifiutati? Come mai due carabinieri mettono in gioco lavoro e vita in maniera così stupida? Si sono messi in casini enormi per esercitare il potere su due giovani ubriache? Il desiderio sessuale trasforma eccome in cacciatori. La seduzione è una forma di caccia, sono strategie finalizzate ad ottenere un rapporto sessuale. A seconda di chi le mette in atto sono più o meno lecite e legittime. Persone viscide ricorrono alla coercizione, al ricatto, cercano di alterare lo stato di coscienza altrui tramite sostanze, eccetera. Voler negare tutto ciò rimane per me un mistero inspiegabile.

    Che tutti gli uomini traggano vantaggio dallo stato di paura (che non provano tutte le donne, in ogni caso) è invece una sciocchezza palese. Poter stuprare e uccidere non è in alcun modo un vantaggio. E le parole di D’Anna comunque non si riferivano a questo.

    • Il vantaggio non è “poter stuprare e uccidere”. E’ poter esercitare il controllo senza dover stuprare e uccidere. Basta qualche stupratore per ridurre la libertà di tutte le donne.

      • ... ha detto:

        Prima di poter esercitare il controllo bisogna volerlo esercitare. La realtà attuale smentisce quanto affermi. Dipende dal fatto che il terrore diffuso non è abbastanza efficace o dal fatto che non tutti gli uomini vogliono esercitare il controllo, e di conseguenza non ne beneficiano? Gli uomini che vogliono questo potere si adoperano personalmente e collettivamente per ottenerlo, e traggono vantaggio dall’effetto circoscritto delle loro azioni, non certo da una possibile sottomissione preventiva di altre donne con altri uomini che non fanno parte di un gruppo. Mentre a me che non me ne frega nulla e non faccio nulla per questo cosa viene di vantaggioso? Una relazione con una donna sottomessa e compiacente? Ammesso che possa piacermi l’idea come mai non si è realizzata? è un po’ come dire che non tutti i clienti sono mafiosi, ma tutti i clienti beneficiano della costante minaccia di pizzo che subiscono i negozianti. Oltre a non essere vero, è una chiara accusa di connivenza. Mentre è vero che la cultura mafiosa appartiene e viene protratta anche da chi non è strettamente mafioso. Dunque si può estendere in questo senso l’analogia con i rapporti fra uomini e donne, ma non nel senso detto dal tweet.

      • Non basta volerlo esercitare. Debbono esservi anche le condizioni che rendano possibile eserecitarlo. Quelle sono il vantaggio, che uno voglia usufruirne oppure no.

    • Paolo ha detto:

      nei rapporti sessuali consensuali non c’è vero dominio nè violenza perchè tutto è consensuale, u maschio che “sta sopra” durante un rapporto consensuale non è un violento,nè una donna che “sta sopra” è violenta o “domina”, è tutto consensuale. Il consenso fa la differenza.
      Io penso che il desiderio sessuale e l’attrazione fisica centrino assai poco con la violenza sessuale, è solo dominio e controllo, non è sesso, non c’è desiderio c’è solo odio verso le donne che ti hanno detto no (come l’esempio del Ruanda), c’è solo odio verso le donne. non cambio idea

      Emanuele, accetta la realtà: le donne hanno diritto di rifiutarti sessualmente e tu non puoi farci nulla, devi solo accettarlo come le donne accettano di essere rifiutate. Lo stupro femminile è quasi inesistente per ragioni di forza fisica differente ma in teoria una donna robusta potrebbe stuprare un uomo mingherlino

    • Valeria Palazzolo ha detto:

      “Come mai gli uomini attuano forme di potere, controllo e rabbia attraverso un atto sessuale e non con violenze di altro tipo, che usano quando vogliono ottenere potere e soldi?”

      Vuoi dire che gli uomini non esercitano sulle donne violenze d’altro tipo, ma solo quella sessuale?

      ‘A tre puntini, stai a scherzà? 😀

      • ... ha detto:

        Ricco, si era capito da un pezzo 🙂 solo che non ha alcun senso, pure se viene sostenuto da persone intelligenti e studiose del tema. Un amico si offre di accompagnare l’amica a casa di notte. Poi la ricatta: rapporto o la lascia a piedi. Sta usando la paura per ottenere un rapporto o un rapporto per ottenere paura e controllo? Quando si fa bere una donna per cosa lo si fa? Un ricatto economico sul lavoro è finalizzato a cosa? Non riesco a capire se si sostiene il contrario per convinzione o perché in qualche modo non si può dire che lo stupro è anche sesso, ovviamente per chi lo compie.

      • Non ha alcun senso o tu non lo comprendi?

      • ... ha detto:

        Non lo comprendo alla luce della realtà dei fatti, e concludo che non ha alcun senso. Certo non escludo di potermi sbagliare. Puoi provare a dimostrarmi il contrario con i casi che ti ho proposto. Spiegami che un superiore che mette gli occhi su una dipendente non userà il suo potere per ottenere un rapporto, ma il contrario. O che uno approfitti di una donna ubriaca per il potere. Non mi ricordo quale capo mafia disse che comandare è meglio che fottere. Questo è un tipo umano, e infatti non verrà ricordato per gli stupri commessi. Altri tipi cercano potere e prestigio per ottenere sesso. Tipo quel politico francese accusato da varie donne, fra le quali una cameriera e una giornalista. O come anche un noto politico italiano che altrettanto verrà ricordato per la quantità di soldi spesi in cene eleganti. Che poi questi uomini possano provare eccitazione nel controllo e nel dominio, stante che non è così per tutti, è un altro discorso, rivelatorio circa la natura sessuale delle persone. Questo complica solo le cose, ma da questo non si arriva a negare la componente sessuale, così come non ha molto senso dire che quello del femminicida non è amore. Il problema è anche che tipo di sessualità vivono gli uomini e come amano.

      • ... ha detto:

        No, non volevo dire questo. Volevo appunto dire che usando vari tipi di violenza, è piuttosto assurdo immaginare che la violenza sessuale sia slegata dall’ottenimento di un rapporto sessuale, come del resto detto all’inizio del passaggio, anche se viene poi dimenticato nel proseguio.

      • Il rapporto sessuale è lo strumento, non il fine. È questo che si intende quando si scrive che lo stupro non è sesso.

      • Antome ha detto:

        Beh, appunto, perchè il superiore o l’amico(????) invece di cercare di piacere veramente alla donna e fare sì che lei possa scegliere in autonomia, come loro hanno scelto lei, vogliono averla a disposizione, come appunto un oggetto?
        Sarebbe troppo femminista come battuta “no grazie, tra uno stupro sicuro, ed uno possibile, ma tutto sommato improbabile tornando a piedi, scelgo la seconda, viene meno l’obiettivo”.
        Ok la tua tesi è che vogliono il sesso. Sì ma il sesso testimonia il loro dominio. Perchè fosse puro sesso, basterebbe la masturbazione. Il bere poi non ne parliamo, si parla proprio di ridurre la volontà.
        Mettiamoci anche, aggiungo dalla grande muraglia di testo precendente, il sistema a punti e la pressione dei pari. In un sistema dove, per certi aspetti ancora sei “lo sfigato” se non ottieni sesso, essendo questo l’apperente ruolo del maschio (e, in misura molto minore oggi, troia la donna, ma sul primo punto si è fatto molto meno, non certo per colpa del femminismo, però, anzi), l’obiettivo diventa il sesso con la donna a dispetto di tutto. Se la donna ti attrae, ma soprattutto è considerata attraente da altri, il desiderio per il corpo può creare la confusione e frustrazione in tale sistema e scambiare il sesso con lei, solo perchè il corpo ti attrae con qualcosa che non ha niente a che fare con la sua persona, ma solo con il suo corpo metaforicamente inanimato e disumanizzato. Talvolta consciamente, talvolta senza rendersene conto. E’ in questo senso che il suo desiderio e il suo ricambiare l’attrazione non importano più.
        Ok soffriere un po’ per un rifiuto è comprensibile, dipenda, sia per uomini e donne, da molti, fattori, educazione ed esperienza. Alcune pensando che l’uomo sia una macchina del sesso, pensano che sia frocio (ma è sempre dal machismo che lei ha imparato questo, anche se ciò non la giustifica, soprattutto per la vanità). Ma nel caso della cultura machista, si crea anche il risentimento, e lei diventa la cattivona che ti fa valere meno agli occhi degli altri maschi, il suo rifiuto diventa un affronto alla virilità, non un semplice confronto tra diverse esigenze per un qualcosa che per definizione, sia essa la relazione di una vita o l’incontro di una notte, si fa in due. Il suo sì diventa un dovere di validazione, inizia quindi a crearsi la cultura dello stupro per cui tale no possa essere violato.
        Tu stesso mi replicherai forse che masturbarsi non è la stessa cosa perchè deve istintivamente spargere il seme, quindi egli rapinerà o ricatterà questa donna.
        Anche se ufficialmente, magari nel circolo del latin lover quest’uomo è un perdente, mi si replicherà, quindi forse cade questa tesi, se pensi che le donne siano prostitute tutte in fondo in fondo (sesso strumentale, sesso come mezzo), quello a parte lo stupro è un modo legittimo per ottenerlo. Perchè si vedono i rapporti quasi solo come scambio di potere “Forse che nei rapporti consensuali non entrano in gioco dinamiche quali potere, controllo e rabbia?”.

      • Paolo ha detto:

        Antome cerca di essere più sintetico, ogni volta scrivi un romanzo russo in cui affastelli duemila concetti..che fatica leggerti

        “Forse che nei rapporti consensuali non entrano in gioco dinamiche quali potere, controllo e rabbia?”.
        no non entrano di solito e se entrano è tutto consensuale quindi non c’è violenza

      • Antome ha detto:

        Touchè, è un mio punto debole, l’avevo detto nell’altro messaggio :).
        Attenzione quello che citi è un virgolettato che a mia volta ho citato da “…” e sono abbastanza d’accordo con te che non c’è questo potere, perlomeno non come immaginato da lui, in una dinamica di genuina attrazione reciproca, ma comunque sì si tratta di un contesto consensuale, ecco la differenza. Non so sinceramente cosa volesse dire trepuntini, un chiesa liberi tutti?

    • Antome ha detto:

      Ciao, … a dire il vero sono un po’ sorpreso che tu voglia negare o minimizzare lo stupro come forma di potere, infatti conoscendoti, almeno finora non penso tu voglia farlo e solo casualmente ti sia trovato d’accordo con il Di Felice per un tratto. Preciso che non penso Riccio voglia accusare tutti gli uomini di beneficiare dal controllo che la paura della violenza può esercitare, solo quella parte di essi che condivide il sistema di valori e i relativi obiettivi di oggettificazione e mediamente in misura molto minore in occidente, sia pure con variazioni interne ai diversi paesi. Il sesso penso anch’io che c’entri nello stupro, ma in misura diversa a seconda degli uomini e dei casi.

      Non si può negare che lo stupro di gruppo in piazza Tahrir in Egitto, fosse volto a punire le donne, dubito fossero uomini banalmente frustrati e assetati di sesso. Un Islam riscopertosi integralista in reazione all Occidente (cosa che non giustifica minimamente nè vogli dispensare alcun paese o persona compia questa scelta dalle colpe, allo stesso modo in cui non si giustifica il reazionarismo o il nuovo nazionalismo anche se è una reazione comprensibile di rigetto del liberismo globale, se però in parte la condividessi non te ne faccio una colpa, ma spiega il fenomeno che ho illustrato a proposito dell’Islam), come tutte le religioni monoteiste, se non secolarizzate e piuttosto teocratiche tendono ad essere patriarcali e a controllare la donna.
      La condanna dello stupro.
      Lo stupro è vero, è ufficialmente condannato, ora in via ufficiosa oltre che ufficiale, eppure alcune traccie di risentimento che lo giustificano velatamente resistono e coesistono. Era condannato anche durante il fascismo, è vero, ma come mai, secondo te, come violazione dell’onore quindi, in un certo senso, della proprietà del marito o di altri relativi potestà della donna in questione? Come mai si è dovuto arrivare agli anni ’90 qui, perchè diventasse reato contro la persona piuttosto che contro l’onore? Certo a quel punto era una formalità quasi cosmetica, agli effetti della legge, ma nondimeno significativa. Lo stupro coniugale non era quasi considerato e sapendo che tu non sei di certo Zorin, non lo minimizzerai di sicuro.
      Veniamo ai casi in cui sembra entrarci il sesso e il sesso essere il fine e leghiamoli alla proprietà e al controllo della donna. E discutiamoli con calma ;).
      Se la donna è dipendente econonomicamente perchè (in passato, beninteso), non poteva accedere a proprietà, dipendeva dai favori dell’uomo, che poteva porre le sue condizioni.
      Alla prostituzione, poi, si rivolgono uomini anche piacenti e sposati. Dici sempre perchè non riescono a fare abbastanza sesso? Qualche volta sicuramente.
      Ma di certo, il controllo della donna, di cui questi aspetti erano e sono (alcuni tuttora) una ramificazione, servono a bypassare la sua reciprocità, la necessità di piacere. Una parte del piacere poi, socializzata nel dominio, può esservi in questo una componente istintiva, ma che poi viene molto enfatizzata dalla misoginia.
      O si tratta tutti di persone che se trovassero donne facilmente sarebbero tanto bravi?
      Vedo sia da parte tua che di Emanuele la possibile equiparazione tra stupro e rapina o furto. Ok, anche tenendo conto che il ladro può essere di due tipi, quello che ha bisogno e quello che vuole arricchirsi e non vuole lavorare. Diremmo che nel caso dello stupro ha comunque già ridotto la donna al solo sesso, non è quindi minimamente interessato, nell’atto sessuale al ricambiare il sentimento. Solo per Zorin e qualcun altro di Gnoccatravel, questo non è importante, anzi questi ultimi si creano la narrativa che in fondo le piace, ma cambiamo discorso. Penso anche non per Emanuele anche se, non so se fu lui, senza il cognome, a scrivere una volta citando quella frase per cui per le donne il sesso è il prezzo da pagare, per gli uomini il fine.
      Ecco*questo si intende per oggetificazione* precisiamo, non l’apprezzare il corpo anche carnalmente con molta passione, magari senza conoscerlo o pensare all’intelligenza, (indubbiamente alcune femministe strawmen, che comunque esistono, possono includere questo, ma in tal caso, ha ragione Paolo, anche agli uomini può succedere) no, ma il renderlo del tutto inerte e pensare di poterne disporre tramite soldi e molto più grave, coercizione fisica o minaccia. Pur non essendo la prostituzione consensuale stupro se ti interessa l’autonomia della prostituta/o in questione. e va anche distinto dal ricatto finanziario. Altro aspetto dell’oggettificazione è il disprezzo e la negazione della dignità dell’oggetto in questione.
      Nel tuo esempio dell’””amico”” che voleva scopare la donna in cambio di un passaggio, forse, c’era una volontà di sottomissione della donna.
      Alla persona in questione non importava del piacere di lei, non è una situazione normale. Si trattasse solo di scaricare la pulsione sessuale per lei, si sarebbe masturbato. O avrebbe cercato di assicurarsi di piacere e che a lei piacesse. Sono ingenuo? Arrivare a scaricare l’atto fisico su di lei, e tante dinamiche sociali ce lo suggeriscono, è una forma di disprezzo della donna. Zorin stesso può confermarlo, non lo voglio offendere nè calunniare, l’ha detto lui stesso. Forse confermando involontariamente la tesi. C’è l’eccitazione nell’umiliare le donne nei porno come una forma di vendetta, a suo dire, per l’averla fatta sudare così tanto.
      Forse nel non riverire il pene, viene da pensare a me, ma probabilmente sono un “beta cuck” che si può sbagliare ;). Mi dirai “tu l’hai detto”, ma come direbbe Jerry Polemica (Capatonda) “Scusi ma lei ci crede ai cuck?” che io sappia, non per esperienza diretta esistono nei porno e un’intera cultura nerd alt right, li ha adottati come presenza solida e veritiera.
      Gli zerbini e le stronze banalmente esistono, ma non c’è un gran complotto dietro, forse è cavalleria andata a male (:.
      Gli altri casi che tu citi, invece sono casi da manuale, stupro etnico, molto dominio e poco sesso.

      Post maratona, forse era meglio suddividerlo.

      • “Preciso che non penso Riccio voglia accusare tutti gli uomini di beneficiare dal controllo che la paura della violenza può esercitare, solo quella parte di essi che condivide il sistema di valori e i relativi obiettivi di oggettificazione e mediamente in misura molto minore in occidente, sia pure con variazioni interne ai diversi paesi.”
        Avere la possibilità di usufruire di un beneficio non è un’accusa che si possa muovere a qualcuno, perché non è un’accusa. Il beneficio è lì, a prescindere da quello che gli uomini vogliono o non vogliono fare.

      • Antome ha detto:

        Ecco, infatti lo si può considerare un “beneficio” solo se non ti fa schifo e ne vuoi approfittare. A me ed altri non beneficia, anzi ha il lato della medaglia di creare più diffidenza e talvolta timore da parte delle donne, cosa che non vorrei generare affatto, ma porto il peso anche delle stronzate che altri uomini commettono, ma del tutto involontariamente.

      • Antome ha detto:

        Ma ora che ci penso, è vero, mi dirai, avere soldi è comunque un beneficio anche se non vuoi abusarne, per colpa di chi ne abusa, di giudici impressionabili dagli avvocati più pagati, ti si teme di più anche se non vuoi e si cerca talvolta di non contrariarti, in determinate situazioni, etc. Sei anche avvantaggiato se hai una buona idea di investimento rispetto ad uno che ne ha una altrettanto buona, ma senza i soldi, se non trova chi glieli presta, etc. Anche se a te quel sistema fa schifo e non ti piace essere temuto/a.
        Poi io sostengo che per quanto sia vero, sia un po’ meno lineare in questo caso. Penso che la teoria dell’intersezionalità e dei privilegi sia valida, ma tutt’altro che lineare, nel modo in cui vantaggi e svantaggi si sommano. Se ti va si può approfondire :).

  4. misonoscocciato ha detto:

    Quando pontifichi — Di Felice — devi mettere le citazioni delle ricerche che usi per dire cretinate. Oppure la tua e’ conoscenza innata di essere onniscente – e onnipotente.

  5. Antome ha detto:

    “La maggior parte delle donne viene stuprata da persone che conoscono: familiari, amici, colleghi… E’ piùttosto inutile chiudere la nostra casa con quattro mandate alla porta se il rapinatore è in possesso delle chiavi per entrare.” Quanto citato parla del 60% commesso da persone conosciute 7% da membri della famiglia. Una curiosità, si parla del 1991, e all’epoca c’era meno immigrazione.
    Cosa ne pensate dell’attuale classifica per cui il 39% è commesso da stranieri, sovrarappresentadoli in teoria moltissimo? Almeno in Italia.
    Può conciliarsi con la statistica per cui la maggiorparte, vengono da gente conosciuta, perchè parliamo del presente, giusto? Oppure è più valido per la percentuale restante?
    Lo dico perchè sia Men, che Zorin che Emanuele citano questa statistica sugli stranieri.

    • IDA ha detto:

      Ciao Antome… il numero 39% è fornito dal ministero quindi è attendibile, ma parla di stranieri, di tutti gli stranieri compreso i comunitari, non a caso in maggioranza i denunciati sono rumeni e albanesi che sono anche le comunità più numerose residenti in Italia. Dietro l’utilizzo strumentale di questi dati c’è molto razzismo, come è facile intuire. Il 45% delle denunce sono presentate da donne straniere che in gran parte denunciano i loro connazionali, che spesso è il partner, amico o un parente.
      Dagli anni 90 le denunce per violenza sessuale sono aumentate.
      Ma sono aumentate le violenze sessuali o le donne che denunciano?
      Sembra che siano solo il 7% delle donne che subiscono violenza dal partner o ex che poi fanno denuncia. In più secondo il sondaggio dell’Istat quasi il 50% delle donne non lo considerano un reato, subire violenza sessuale dal compagno, una cosa da condannare ma non un reato e quindi difficilmente fanno denuncia. In oltre le conseguenze psicologiche della violenza sulle vittime. Subire violenza dal proprio partner o da uno sconosciuto sono due cose differenti. Chi subisce violenza dal partner o ex, la caratteristica principale è la perdita di fiducia in se stesse, chi subisce violenza da una persona diversa dal partner la conseguenza principale è la sensazione di vulnerabilità e quindi la richiesta di protezione e aiuto ed è più propensa a denunciare. Le donne che subiscono una violenza dal proprio partner sono più propense a sperimentare varie conseguenze psicologiche a lungo termine, prima di fare denuncia le violenze sono ripetute e per periodi lunghi.
      Un elemento di cui non se ne parla, ma andrebbe preso in seria considerazione è quello dei minori, che si sono resi responsabili di violenze sessuali. Se nel 1997 i minori denunciati erano 14, nel 2015 (fonte istat) i minori denunciati sono 89 stranieri e 127 italiani, dovrebbe allarmare questo dato ma qualcuno le chiama ancora bambinate.

      • Antome ha detto:

        Grazie per aver risposto su questo punto specifico, ci tenevo. Ho difficoltà a leggere il dato, quindi tra i casi di violenza vengono conteggiati anche quelli a donne non italiane, giustamente, e arriverebbero queste addirittura al 45% dei casi?
        Si può leggere che i casi di violenza da parte di stranieri abbiano in buona parte come bersaglio stranieri a loro non estranei? Tenendo conto della suddivisione in italiani su straniere e stranieri su straniere. non per curiosità morbosa, ma diventa importante questa suddivisione , compresa la proporzione rispetto a stranieri su italiane.

        “In più secondo il sondaggio dell’Istat quasi il 50% delle donne non lo considerano un reato, subire violenza sessuale dal compagno, una cosa da condannare ma non un reato e quindi difficilmente fanno denuncia.” ma non ci voglio credere!

        Ah ora Emanuele, mi chiede, da tutte le mie obiezioni sollevate ““Da questa stessa virulenza maschile, secondo Emanuele, possono emergere gli stupri, ma hey, i benefici prevagono sugli svantaggi.”
        Se non ci fossero gli uomini le donne starebbero solo meglio?.” Ma che domanda è, io poi pensavo di essere stato parossistico, scopro che invece per Emanuele sembra una cosa seria nella bilancia da considerare :). Togliamogli ogni scusa per cui agli uomini si debba qualcosa o beneficino da loro sacrificio e morte.

      • IDA ha detto:

        Le denunce sono sempre di più degli autori.. Di chi fa la denuncia l’identità e la nazionalità si conosce ma non sempre si conosce quella dell’autore, se non è conosciuto. Questo per spiegare la differenza tra 45% e 39%. Se era questo il tuo dubbio.
        http://notizie.tiscali.it/cronaca/articoli/stupri-denuce-italiani-stranieri-sommerso/
        Si! Il comportamento è uguale, per gli stranieri che per italiani. La maggioranza delle violenze avvengono all’interno della famiglia o tra persone conosciute.

        È difficile da credere ma purtroppo è una realtà, ancora ci sono molte donne che non lo considerano un reato, subire violenza sessuale da parte del partner. Ed è trasversale, giovani, anziane, nord, sud, titoli di studio ecc.. Non bisogna dimenticate che la “Potestà Maritale” è stata in vigore dall’impero romano fino al 1975. Molte donne provenienti dai paesi arabi e subiscono violenza dal marito, da noi possono fare denuncia, ma nel loro paese no, perché non è un reato e vige ancora la “potestà maritale”.
        Ci sono dei casi in cui, persone citate in giudizio per aver picchiato, violentato o costretto la moglie ad avere rapporti sessuali con altre persone, e si sono appellati alla “Libertà di Religione” per legittimare quello di potestà maritale. Ma non pensare solo ai mussulmani, il primo ad appellarsi a questa presunta libertà di religione è stato un italiano, cattolico che obbligava la moglie a prostituirsi. (1977)
        Mi scuserai se ora cercherò di spiegare cosa era la “potestà maritale”. Forse è solo una mia impressione ma mi sembra che ci siano più i nostalgici della potestà maritale di quelli che sappiano con precisione in cosa consisteva. Con la riforma del 1975, sono aboliti gli articoli 144 e 145 del codice civile. Il 144 riguardava la “Potestà maritale” (Il marito è il capo della famiglia; la moglie segue la condizione civile di lui, ne assume il cognome ed è obbligata ad accompagnarlo dovunque egli crede opportuno fissare la propria dimora.) Il 145 regolava i diritti e i doveri del marito: – Il marito ha il dovere di proteggere la moglie, di tenerla presso di sé e di somministrarle tutto ciò che è necessario ai bisogni della vita in proporzione alle sue sostanze. La moglie ha il dovere di contribuire al mantenimento del marito, se questi non ha i mezzi sufficienti.-
        Punti essenziali:
        1-Potere di correzione del marito sulla moglie, che poteva essere esercitato dal marito anche con mezzi violenti. ( solo con il codice Zanardelli -1889- il marito viene punito per eccesso di mezzi di correzione, se la moglie rimaneva “menomata” o uccisa.)
        2-Potere di esigere i rapporti coniugali anche con la violenza: non era considerata violenza sessuale perché il marito aveva acquisito il diritto con il matrimonio.
        3-Controllo della corrispondenza della moglie.
        4- Limitazioni della libertà di pensiero della moglie: il marito poteva legittimamente vietare alla moglie frequentazioni esterne alla famiglia e a lui sgradite.
        5- Limitazioni alla libertà di lavoro: perché la donna potesse sottoscrivere un contratto di lavoro era necessaria l’autorizzazione del marito.
        Questi erano i punti essenziali dell’art. 145.
        http://dirittoestoria.it/archiviogiuridico/Archivio_8/Brigida.pdf

      • IDA ha detto:

        “Se non ci fossero gli uomini le donne starebbero solo meglio?”
        Ma la domanda di Emanuele è retorica, in realtà sottintende che il benessere delle donne dipende unicamente dagli uomini. E le violenze gli stupri sono il male minore, sono gli effetti collaterali, il prezzo del benessere. Solo di recente lo stupro è un reato contro la persona, si considera la vittima il soggetto danneggiato, e questo solo nei paesi occidentali. Tutte le società hanno condannato lo stupro perché il danneggiato non era la vittima ma il proprietario della vittima. (padre o marito) Come hai correttamente risposto. Tanto per dire i luoghi comuni che circondano lo stupro: Emanuele dice: “Le vittime di violenza carnale sono perlopiù donne giovani e fertili.” Il 57% delle vittime ha più di 45 anni. Il 13% delle vittime ha più di 65 anni..
        “la maggior parte degli stupratori sono giovani e poveri..” Questa è una sciocchezza colossale che serve a giustificare lo stupro. Nel 2015 ( Fonte Istat) autori di violenza sessuale 1173 ha meno di 45 anni e 1578 ha più di 45 anni, cioè la maggioranza. Poi io non ho dati in riguardo al reddito o a titoli di studio, ma i minorenni che si sono resi responsabili di violenze sessuali spesso sono figli di professionisti, commercianti o imprenditori.
        “Se lo stupro non avesse nulla a che fare con la differenza biologica significa che potremmo avere anche lo stupro femminile.” In effetti esiste, nel 2015 sono state 65 le donne denunciate per violenza sessuale , in 62 casi le vittime erano uomini e in tre donne. Il C.P. Art. 609bis. – Chiunque, con violenza o minaccia o mediante abuso di autorità costringe taluno a compiere o subire atti sessuali. – Lo stupro non ha nulla a che fare con il sesso, è solo un esercizio di potere.
        http://dati.istat.it/

  6. IDA ha detto:

    Questi uomini hanno scassato veramente hanno sempre il giusto consiglio da dare alle donne e lo fanno passare come buon senso, come giustamente hai ricordato al senatore D’Anna il rapinatore ha le chiavi di casa, non serve a nulla dare 4 mandate, ma non solo, spesso le donne ci dormono insieme. Statisticamente si può sostenere che le donne sono più sicure con un cingalese in una strada deserta alle tre di notte che con quello che loro malgrado si sono scelte come compagno di vita. Statisticamente…ma le statistiche servono a poco.
    Sono stata assente e non ho seguito la questione, ma mi risulta che il senatore Vincenzo D’Anna sia candidato alla presidenza dell’ordine dei Biologi. Ora il 60/70% dei biologi in Italia sono donne, sarei curiosa di sapere cosa ne pensano le biologhe del loro candidato presidente. Per me si è giocato la presidenza all’ordine. Ma non sono una biologa.
    Altro elemento di riflessione è l’accostamento del furto con la violenza sessuale. Cosa che non fa solo lui, ma è un elemento comune a molti uomini. In pratica è quello che io chiamo “la fica per conto terzi” in cui la donna ne ha solo la custodia, il proprietario è un uomo e un altro uomo cerca di portarla via. Sembra una questione tra uomini.

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