In ogni donna c’è una santa?

A nessuno interessa la loro storia, a nessuno interessa.“, Raffaele Morelli.

L’intervista delle Iene a Raffaele Morelli è una delle cose più inquietanti che abbia mai ascoltato in vita mia.

Inquietante perché ad essere intervistato è uno psichiatra e psicoterapeuta, che profitta dell’autorevolezza che la sua professione gli fornisce per “vendere” al pubblico come verità quelle che di fatto sono soltanto sue più che discutibili opinioni.

A fare appello all’autorevolezza di Morelli è proprio la iena Viviani, che si premura non solo di sottolineare che sta intervistando uno psichiatra e psicoterapeuta, ma anche di chiedergli da quanto tempo svolge la sua professione: “Da quanti anni lei è psichiatra?”- gli domanda – e Morelli risponde “Da quarant’anni, quarantun anni.

Insomma Morelli può vangare titoli e una decennale esperienza in una branca della scienza medica che ha come oggetto lo studio e la terapia delle malattie mentali: chi meglio di una persona del genere può dirci qualcosa della “mente” degli esseri umani?

Eppure,  l’intervento di Morelli contiene molto poco di “scientifico”, praticamente nulla.

La conoscenza deve provenire da prove ed argomenti, e la luce deve sorgere dalla luce delle cose stesse” scrisse John Locke nel suo Saggio sull’intelletto umano, e lo scrisse allo scopo di metterci in guardia di fronte all’appello all’autorevolezza di chi parla per sostenere un’opinione, allo scopo di sollecitare quell’imbarazzo, quella soggezione che inevitabilmente proviamo di fronte a persone molto più “esperte.

“La conoscenza deve provenire da prove ed argomenti, e la luce deve sorgere dalla luce delle cose stesse, e non dalla mia timidezza, ignoranza od errore“, conclude infatti Locke.

Prove ed argomenti: due cose che Morelli si guarda bene dal fornirci, limitandosi ad elencare una serie di affermazioni il cui valore di verità dovrebbe derivare dal semplice fatto che a pronunciarle sia lui, perché “non è un matto, ma uno psichiatra” e anche piuttosto “noto”(minuto 00:15).

Ma cosa afferma Morelli? Fra le altre cose, ci informa che “in ogni donna c’è una prostituta”. Ma non solo, afferma anche che se questa “prostituta interiore” non si manifesta nel corso della vita di una donna, questa donna è da considerarsi matta: “se esiste santa è una malattia, una grave malattia.

Sebbene al minuto 3:39 dica, rivolgendosi a Viviani: “Quante volte ha detto si ad un capo ed avrebbe voluto dire no, quante volte ha dovuto recitare, chi di noi non lo ha fatto, no? Anche dentro ogni uomo c’è la fantasia di accondiscendere a cose di cui non condividi praticamente nulla, però questo fa parte del gioco della vita, non possiamo pensare di portare in tribunale le nostre accondiscendenze (da notare che chi accondiscende di fronte alla volontà di una persona titolare di maggior potere – ad esempio “il capo” – è descritto come soggetto desiderante, come persona sì succube, ma per il suo stesso desiderio di esserlo, e non in virtù del potere di cui è titolare chi sottomette, perché il potere, secondo Morelli, non ha alcun ruolo nelle relazioni), quando parla di prostituzione Morelli parla solo ed esclusivamente al femminile.

Non è chiaro il perché, secondo Morelli, soltanto le donne posseggano questa “prostituta interiore”. E’ un qualcosa che risiede nei geni? E’ un qualcosa di indotto dal contesto sociale?

C’è un momento, in cui Viviani prova maldestramente ad informarsi sulla questione, dal minuto 5:45 in poi, quando fa l’esempio della bambina alla quale il padre offre una bambola in cambio di un bacio: “Con questo gesto [il gesto del genitore di proporre uno scambio, che la bambina, secondo Morelli, ovviamente accetterà] noi stiamo seminando l’idea che l’affettività è legata a dei vantaggi. E lo seminiamo già dagli albori dell’essere.”

A questo punto Viviani chiede “ma lo seminiamo noi o è insito nella bambina?” e Morelli risponde: “Non c’è niente che seminiamo che non sia insito.

Beh, la ricerca scientifica da tempo cerca il bandolo della matassa sulla questione (qui un esempio, che ci mostra come sia difficile stabilire cosa sia innato e cosa invece sia imputabile alle diverse aspettative culturali nei confronti di maschi e femmine), e una risposta certa ancora non la abbiamo.

Se Morelli è a conoscenza di qualcosa che tutto il resto della comunità scientifica ignora,  forse dovrebbe divulgare le sue ricerche invece di limitarsi a concedere interviste alle Iene.

O potremmo dire che se Morelli si fa intervistare dalle Iene, invece di condividere con la comunità scientifica le sue straordinarie scoperte, forse il motivo è che non ha prove e argomenti a supporto di quanto afferma.

Quello che sappiamo, oggi come oggi, è che il cervello è plastico e si modifica nel corso di tutta la vita, e che a modificarlo sono le esperienze. Se vi sono delle differenze sostanziali, precedenti all’esperienza, nel cervello umano maschile e femminile, beh non le abbiamo ancora trovate.

A tale proposito, a proposito del fatto che è molto difficile sostenere che un tratto del carattere – come ad esempio la tendenza ad “usare la seduzione per ottenere un vantaggio” – possa dipendere dal sesso biologico di un individuo, vorrei citare la Dottoressa Cordelia Fine: “The more I was treated as a woman, the more woman I became” (se vengo trattata da donna, mi trasformo in una donna), il cui libro forse andrebbe suggerito al Dottor Raffaele Morelli.

Ma veniamo alla conclusione del ragionamento di Morelli.

Poiché ogni donna, per stare bene, deve accettare la sua “prostituta interiore”, ogni volta che incontra un “uomo malato di dominio” come Weinstein deve: “imparare poi a stare con tutto questo da sola e a tacere, perché soltanto il silenzio, soltanto l’oblio, soltanto stando con la prostituta che hai scoperto che c’era in te, potrai conoscere la maturità e il completamento.”

Una donna, secondo Morelli, deve rendersi conto che se soffre, dopo un abuso sessuale, è soltanto perché non ha accettato di essere una puttana come sono tutte le donne – e quindi è inutile che se la racconta, non c’è stato nessun abuso, perché la verità e che se l’è andata a cercare – e poi deve stare zitta, perché quelle che parlano sono delle esibizioniste e comunque a nessuno frega niente della loro sofferenza.

I poveri uomini “malati di dominio”, invece, dovrebbero curarsi, perché fanno del male a se stessi. Non alle donne che feriscono, umiliano, abusano: no, a se stessi, perché, ribadiamolo, delle sofferenza delle donne-prostitute non frega niente a nessuno.

Premesso che non ho nessuna prova a sostegno di quello che sto per dire, la mia personalissima e poco autorevole opinione è che nelle donne, invece, ci sia una forte tendenza alla santità. Davvero ci vuole una considerevole quantità di santa pazienza per tollerare che un tizio vada in TV a spacciare per autorevole parere professionale una simile accozzaglia di spregevoli fandonie, soprattutto se ad essere oggetto delle offensive accuse dello psichiatra sono delle vittime di violenza sessuale che il suddetto professionista non ha mai conosciuto; per sopportare senza fiatare che un programma televisivo non solo dia spazio, ma addirittura si presti a conferire rispettabilità e prestigio a uno che non trova nulla di meglio, per commentare il  fenomeno delle molestie sessuali, che proporci il vecchio adagio “le donne in fondo sono tutte prostitute”, suggerendo il silenzio e la rassegnazione a quelle vittime che “si sentono sporche e soffrono di attacchi di panico” e rifilandoci il tutto come una terapia in grado di renderle esseri umani migliori; per rassegnarsi al fatto che questo losco figuro si permetta di insinuare che non è il potere il principale fattore responsabile della diseguaglianza che genera dominanti e sottomessi, bensì il desiderio di accondiscendere di chi, nella realtà, non ha la possibilità di fare altro se non esponendosi ad altissimi rischi e sacrifici.

Per subire l’ipocrisia di Viviani, il quale dopo che ha mandato in onda una porcheria del genere, si finge dalla parte delle vittime di molestie sessuali, alla cui pubblica umiliazione ha contribuito con la sua intervista.

Lo devo ammettere: io, un livello simile di perfezione spirituale ancora non l’ho raggiunto, perché più ci penso e più mi imbestialisco.

Forse, neanche la santità è innata.

Informazioni su il ricciocorno schiattoso

Il ricciocorno schiattoso si dice sia stato avvistato in Svezia da persone assolutamente inattendibili, ma nonostante ciò non è famoso come Nessie.
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94 risposte a In ogni donna c’è una santa?

  1. Paolo ha detto:

    “se vengo trattata da donna divento donna” che significa? Io sono un uomo a prescindere da come sono stato trattato da piccolo, se avessero cercato di trattarmi come ciò che non ero (una donna) la mia identità di genere maschile sarebbe comunque venuta fuori. La nostra identità di genere maschile o femminile non centra nulla col modo in cui ci trattano, i ruoli di genere sono una cosa l’identità è un’altra: se una donna ha inclinazioni o look che sono più statisticamente frequenti tra gli uomini sempre una donna è, la sua identità di genere non cambia, è una donna libera come tutte le altre, stesso discorso per gli uomini . La nostra identità di genere è innata, lo prova il fatto che per una minoranza di persone non corrisponde al proprio sesso biologico.
    su Morelli. ha detto cavolate, la seduzione tutti uomini e donne possono usarla per ottenere ciò che vogliono, non c’è differenza e la prostituzione non centra.
    Sì le molestie sono questione di potere, diseguaglianza di potere, non centra il desiderio. male fa morelli a non accorgersene

  2. sciamanarossa ha detto:

    Ti cito: Lo devo ammettere: io, un livello simile di perfezione spirituale ancora non l’ho raggiunto, perché più ci penso e più mi imbestialisco.
    Forse invece proprio dicendo questo confermi di averlo raggiunto quel livello spirituale, inverto la tua affermazione, e lo faccio in virtù del fatto che provare rabbia nel sentirsi appellare come prostituta (condizione sine qua non per il Morelli) significa comprendere ad un livello non scientifico ma per cultura acquisita e la tua è una buona cultura Riccio, che ogni cosa tende a giustificare dei criminali, io la penso come te e credo di aver raggiunto un livello di spiritualità considerevole che dipende dall’esperienza. Dalle esperienze, e ti cito nuovamente:

    Beh, la ricerca scientifica da tempo cerca il bandolo della matassa sulla questione (qui un esempio, che ci mostra come sia difficile stabilire cosa sia innato e cosa invece sia imputabile alle diverse aspettative culturali nei confronti di maschi e femmine), e una risposta certa ancora non la abbiamo.

    In tal senso come ho detto varie volte, le aspettative della società, di una società ove c’è un dominio e questo è indiscutibile, non è solo tesi delle femministe visto che la violenza psicologica stessa che le donne subiscono dalla nascita alla morte parla di dominio effettivo, in un quadro di parità che bisogno ci sarebbe di violenza? nessuno, insomma tali aspettative e i ruoli ad essi connessi influenzano eccome, quantitativamente e scientificamente non si sa quanto, ma influenzano e quello della prostituta è un ruolo, un ruolo che esiste solo nel patriarcato, ed è anche un aspettativa misogina appunto.

  3. WikiVic ha detto:

    Si può essere del tutto o in parte d’accordo con l’analisi di Morelli, o anche contrari, ma interpretare la sua analisi strumentalizzandola per dire cose che lui non ha mai detto è talmente disonesto da classificarsi come diffamazione.

    • Sarebbe molto sciocco da parte mia fornire il link all’intervista, se l’intento fosse fargli dire cose che non ha detto, non credi?

      • WikiVic ha detto:

        Leggi bene, ho scritto INTERPRETARE la sua analisi STRUMENTALIZZANDOLA per dire cose che lui non ha mai detto.

      • Leggi bene cosa ho scritto io: i miei lettori possono ascoltarsi l’intervista perché ho fornito loro il link e decidere da soli cosa ha detto davvero Morelli. Quindi se hai una analisi diversa, forniscicela, altrimenti il tuo è un intervento sterile.

      • WikiVic ha detto:

        La mia analisi riguarda il fatto che hai estrapolato delle frasi dal contesto per costruirci sopra una interpretazione che non ha niente a che vedere con l’analisi di Morelli, tipo le solite cazzate che si sentono in giro: se l’è cercata e compagnia bella.

      • Il mio è un commento, puoi non essere d’accordo, ma certo non accusarmi di “strumentalizzare”, parola della quale dubito tu conosca il significato.

      • WikiVic ha detto:

        Estrapolare le frasi dal contesto è già di per se una strumentalizzazione, commentare dando un senso al discorso che non ha niente a che vedere con l’analisi in questione, significa strumentalizzare. I commenti devono avere attinenza con il discorso, altrimenti sono fantasie ai limiti della diffamazione. Puoi dire: “non sono d’accordo”. Ma non puoi dire: “secondo me questo significa che lui pensa che tizia se l’è cercata”, perchè il senso del suo discorso è completamente diverso.

      • Sei noioso/a. Ti ho già spiegato che c’è poco da estrapolare se ti offro la possibilità di ascoltare l’intervista originale. Comunque, visto che non hai una analisi diversa da fornirci, la conversazione termina qui.

      • WikiVic ha detto:

        Analisi su Morelli non ho e non mi interessa farne, ma se vuoi un’analisi sul caso Weinstein/Argento la trovi nel mio blog.
        P.S. Sono una donna. Saluti.

      • Paolo ha detto:

        WikiVic, io l’ho letto il tuo post e francamente non capisco che c’è di sbagliato nell’usare il proprio potere di seduzione (anche senza andare a letto con qualcuno) per ottenere denaro, piccoli vantaggi ma anche amore e sesso. Tutti uomini e donne usiamo il nostro potere di seduzione per svariati motivi, lo usiamo con le persone che amiamo e che desideriamo e a volte non solo con loro, chi più chi meno ed è bellissimo.
        Ma non centra nulla col caso Weinstein: nessuna attrice nemmeno Asia Argento ha usato la seduzione per fare carriera: nessuna di loro è andata in quella stanza con l’intenzione di sedurre il porco grasso, è stato il porco grasso a presentarsi nudo in accappatoio e a imporsi col suo potere, loro potevano solo cedere o rifiutare il ricatto sessuale, molte hanno detto di no, qualcuna (pochissime) ha ceduto, tutte fino ad oggi sono state zitte, questo sì per tutelare la loro carriera, nessuna ha usato la seduzione, tutte hanno usato il silenzio..ma io le capisco! Lo avrei fatto anch’io! E perchè dovrei rinunciare alla carriera che amo e per cui ho studiato e mi sono impegnato mettendomi contro un produttore potentissimo amico e finanziatore di presidenti peraltro senza nessuna prova? Chi me lo fa fare? Io le capisco, e risparmiami il predicozzo moralistico “la dignità viene prima della carriera”, per favore, perchè recitare è una vocazione e non ci rinunci facilmente. Le attrici e gli attori sono sì icone di forza, indipendenza e bellezza (ed è giusto che lo siano) ma sono anche esseri umani che non vogliono rinunciare ai loro sogni
        E per quanto riguarda l’attrice di colore che è stata “silurata” per B. Monkey..bè un’attrice brava trova un’altra occasione, mentre se un’attrice non è brava non avrà nessun successo anche cedendo a mille compromessi, perchè i compromessi forse ti fanno ottenere qualche parte ma non possono portare la gente al cinema a vederti, non possono obbligare il pubblico a seguirti non ti fanno vincere l’Oscar: attori e attrici hanno successo e vincono premi per i loro meriti e non per i compromessi che hanno o non hanno fatto a inizio carriera. Quindi la storia della donna di talento che non fa compromessi e viene silurata da un esercito di persone senza talento ma più “spregiudicate” è una balla perchè purtroppo puoi trovare un weinstein (in ogni ambiente di lavoro) anche quando il talento ce l’hai e la maggioranza delle attrici molestate ce l’ha

    • IDA ha detto:

      Analisi su Morelli non ne hai, ma sei sicura solo che Riccio ha interpretato in maniera strumentale il suo pensiero. Quindi per fare questa affermazione vuol dire che hai ben chiaro quello che dice Morelli. Cosa vuol dire Morelli? E questo servizio che cosa ci dice?

      • WikiVic ha detto:

        Ho ben chiaro quel che dice Morelli perchè ho visto il servizio quando è andato in onda e sono in parte d’accordo con la sua analisi. E’ assolutamente vero che in ogni donna c’è una parte di santa e una parte di puttana, ed è altrettanto vero che alcune donne usano la parte puttana, non tanto per goderne, ma per ottenere favori o per fare carriera. Quello che manca all’analisi di Morelli sono due punti fondamentali: 1) Se è vero che tutte le donne hanno una parte puttana, è altrettanto vero che in ogni uomo c’è un potenziale stupratore, seppure questi lati oscuri della personalità possono manifestarsi in diverse forme, oppure restare latenti. 2) Nessuna vera rivoluzione sarà mai possibile nei rapporti di potere tra i sessi senza una profonda analisi autocritica da una parte e dall’altra.

      • “E’ assolutamente vero che in ogni donna c’è una parte di santa e una parte di puttana”: il punto è un altro e nel mio post l’ho esplicitato: Morelli parla chiaramente di caratteristica innata, ovvero presente al di fuori di ogni acquisizione dell’esperienza (“Non c’è niente che seminiamo che non sia insito”), ed è questo che io gli contesto.

      • Paolo ha detto:

        ma veramente ci sono anche uomini che usano quella che tu chiami la “parte di puttana” e che io chiamo potere seduttivo per ottenere ciò che vogliono e non ci vedo nulla di sbagliato nè se lo fa un uomo nè se lo fa una donna. Non tirarmi fuori la storiella che chi usa il suo potere seduttivo per fare carriera porta via il lavoro ai “meritevoli” perchè è una balla inventata da chi a causa della sua bruttezza fisica o per altri motivi, ha fallito nell’usare il proprio potere seduttivo: se sei bravo fai carriera altrimenti non la fai sopratutto nel mondo dello spettacolo dove se il pubblico viene a vedere i tuoi film è perchè riconosce il tuo talento o la tua presenza scenica non certo perchè sei andata/o a letto con questo o quello

      • Perché fingi che nascere uomo e nascere donna comporti le medesime conseguenze?
        L’essere sexy, ovvero sessualmente eccitante di modo da poter indurre un’altra persona a desiderare una relazione di natura sessuale, è un valore che la società impone alle donne più che agli uomini: https://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/2016/01/22/ipersessualizzazione-e-auto-oggettificazione/
        Sto parlando di ruoli di genere: l’insieme dei comportamenti, agiti all’interno delle relazioni con gli altri, e delle attitudini che in seno a un dato contesto storico-culturale sono riconosciuti come propri dei maschi o delle femmine. Parliamo di norme condivise a proposito di come una persona deve apparire, del modo in cui deve comportarsi, quali interessi può manifestare e quali no, norme che ci vengono imposte sin dall’infanzia (https://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/2014/10/02/il-senso-della-lettura/) e che possono comportare l’esclusione sociale se non vengono rispettate:
        https://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/2014/03/26/bagnasco-ci-casco/
        Poco tempo fa ho assistito ad una scenetta molto esplicativa di questo stato delle cose, che ha come protagonista un bambino – e quando dico bambino non parlo di un adolescente, ma di un ragazzino che frequenta le scuole elementari.
        Costui, probabilmente per infastidire qualche sua coetanea, si era introdotto nel bagno delle donne; scortato fuori da una donna adulta piuttosto arrabbiata che gli chiedeva le ragioni del suo comportamento, ridendo ha esclamato: “ma io sono sexy, ci posso entrare!”
        Anche i bambini lo sanno Paolo, mentre tu ti rifiuti di accettarlo.

      • Paolo ha detto:

        lo sai bene cosa penso della cosiddetta “auto-oggettificazione”, per me no esiste se riferita a persone adulti e non esiste ipersessualizzazione suli adultià. Essere sexy, avere un bel corpo che suscita eccitazione non in tutti ma in molti membri del sesso opposto è importante per gli uomini e per le donne ed è una cosa positiva se riferita ai maggiorenni , e non è una imposizione, è la realtà della vita: se hai il corpo di Monica Bellucci sei più bella e attraente di Kathy Bates, Luca argentero è più bello e più attraente di Danny De vito. Poi pure Bates e De Vito trombano ma chi ha un bel corpo eccitante avrà più opportunità, vale per uomini e donne adulti. Non cambierò mai idea su questo

      • Tu pensi, poi c’è la gente che fa ricerca.

      • Paolo ha detto:

        ti ho detto che non cambio idea

      • WikiVic ha detto:

        Concordo sulla prima parte del tuo commento ma non sulla seconda: anche gli uomini una parte puttana. In generale possiamo dire che alcuni esseri umani usano mezzi differenti dalla capacità professionale, dalle competenze e dall’esperienza per fare carriera, scorciatoie come il potere di seduzione o il pagamento di tangenti di varia natura per scavalcare gli altri. Dire che in ciò non ci sia nulla di male è a dir poco eticamente sconcertante. In pratica tu stai dicendo che se entrambi partecipiamo ad un concorso e io ottengo punteggi migliori dei tuoi, ma tu vinci perchè hai sedotto un membro della commissione non c’è niente di sbagliato. Il mondo dello spettacolo è il prototipo perfetto di questa discriminazione, infatti di attori e attrici di scarso talento a cui vengono assegnati ruoli per motivi incomprensibili,, a prescindere dal fatto che il pubblico premi i meno i loro spettacoli, e penalizzando artisti di gran lunga più meritevoli, se ne vedono di frequente. Che dire? Con questo commento dimostri di essere pienamente integrato con il sistema di potere, niente di più e niente di meno.

      • Il potere lo detiene chi decide a chi assegnare una carica, un ruolo, un lavoro, non le persone che combattono per essere scelte. E’ la persona che detiene il potere che decide quali criteri utilizzare per scegliere. E’ questo, principalmente, che vi sfugge.

      • Bertold Brecht “Vita di Galileo”: nel momento in cui Galileo smentisce le proprie idee per paura delle torture, un suo allievo deluso esclama: “Disgraziato il paese che non ha eroi!”, mentre Galileo risponde: “Felice il paese, che non ha bisogno di eroi!”.
        Cito spesso questo scambio di battute, perché mi permette di spiegare la prospettiva dalla quale affronto la questione.
        Un uomo di potere, che in virtù del potere che detiene ha la possibilità di scegliere fra una rosa di candidati e fa la scelta (che uomini come Weinstein siano “malati”, come sostiene Morelli – senza averlo neanche mai incontrato, tra l’altro – è funzionale proprio a sorvolare sulla loro oggettiva libertà di scelta) di selezionare un soggetto non sulla base delle sue competenze, ma propone uno scambio sessuo-economico, sta perpetrando un’ingiustizia non solo nei confronti a quel candidato che riceve le sue avances, ma nei confronti di tutta la società; scegliere di selezionare un candidato sulla base delle sue competenze professionali non comporterebbe per lui nessuna conseguenza negativa, nessuna.
        Ed è questa la differenza, quella che determina lo squilibrio: l’ “eroe”, colui che si oppone all’uomo di potere che usa il potere per soggiogare, umiliare e usare gli altri per il suo personale piacere, al contrario ha molto da perdere.
        Dalla persona comune pretendiamo non solo che si opponga da sola, assumendosi tutti i rischi per il bene di tutti, ma anche che sopporti il fatto che non siamo neanche disposti a riconoscere la grave responsabilità personale di chi, nonostante non abbia nulla da perdere nel fare la cosa giusta, usa il suo potere per comportarsi in modo ingiusto e crudele, non siamo neanche disposti a riconoscere il danno che comunque subisce, a prescindere dalla scelta di accettare o non accettare un ricatto del genere.

      • WikiVic ha detto:

        A me pare che ti sfugga una questione centrale: solo la connivenza con il potere può consentire a chi lo detiene di fare ciò che vuole.

      • Come se non avessi scritto una riga… è frustrante.

      • WikiVic ha detto:

        Potrei dire lo stesso. Hai capito o no che se nessuno si prestasse, se si dicesse di no, se si denunciasse subito, il potere non avrebbe alcun modo di perpetrarsi? Il commento di Paolo dimostra invece come la connivenza sia un modus operandi ampiamente accettato.

      • E tu lo comprendi che nel momento in cui sei al cospetto dell’uomo di potere sei sola?

      • WikiVic ha detto:

        Dipende da te non accettare inviti nelle camere d’albergo, i colloqui si fanno in ufficio a porte aperte.

      • Questa è una sciocchezza e lo sai.

      • WikiVic ha detto:

        Per niente, sono molto seria, per altro nel mondo dello spettacolo è una regola sancita che però non rispetta nessuno. Già il fatto che qualcuno ti inviti a un colloquio in una sede sospetta dovrebbe farti capire che faresti meglio ad evitare. Per caso tu hai mai fatto colloqui di lavoro nelle camere d’albergo? A me non è mai successo.

      • A me un sacco di volte.

      • WikiVic ha detto:

        Cioè tu hai fatto colloqui di lavoro dentro le camere d’albergo? Beh, a questo punto direi che anche tu sei ben integrata con il sistema.

      • Sono stata convocata in albergo per dei colloqui di lavoro, si, come tante altre persone. Per questo dico che è assurdo sostenere che sia un “luogo sospetto”.

      • WikiVic ha detto:

        Io non conosco nessuno che sia stato convocato in una camera d’albergo per un colloquio, ho anche fatto un post specifico su facebook per chiedere ai miei contatti se è capitato a qualcuno e se ritengono che sia normale e la risposta è negativa al 100%.

      • E’ normale essere convocati in albergo. E immagino che in questo particolare caso non stiamo parlando di una di quelle stanzette che potrei prenotare io, ma di suite che comprendono anche una zona giorno, dove è normalissimo accogliere gli ospiti. E’ nelle suite degli alberghi che di solito vengono accolti i giornalisti per le interviste (come puoi verificare qui: http://www.grazia.it/stile-di-vita/interviste/colin-farrell-ho-capito-chi-sono). Immagino che nessuno dei tuoi amici se ne vada in giro per il mondo ad intervistare divi di Hollywood, come neanche i miei amici d’altronde, ma quando mi annoio nelle sale d’aspetto di solito sfoglio i rotocalchi.
        Questa polemica è stupida.
        E sai perché? Perché consigliare ad una donna in cerca di lavoro di non rimanere da sola in un stanza con una persona che conosce poco e che le vuole proporre un’opportunità di carriera, equivale a sostenere non che in tutte le donne c’è una prostituta, bensì che in tutti gli uomini c’è uno stupratore.

      • WikiVic ha detto:

        No guatrda, non c’è niente di stupido in quello che ho detto, mentre è stupido contestarlo visto che a me risulta che la maggioranza delle persone normali non ha mai fatto colloqui di lavoro in camere d’albergo, bensì negli uffici o al massimo nelle sale congressi. Puoi benissimo rimanere da sola in una stanza con qualcuno, ma la sede in cui ti convocano è importante e qualunque persona dotata di un minimo di criterio eviterebbe di andare a fare un colloquio in una stanza d’albergo, Se però tu sei convinta che sia giusto e normale, poi non lamentarti per i rischi che si corrono. Ti dirò tra l’altro che il mio post su fb per chiedere se qualcuno lo trovasse normale ha suscitato notevole ilarità, quindi fossi n te non sarei tanto sicura che qui quella strana sono io e non tu.

      • E’ interessante constatare che non riesci a comprendere nulla di ciò che scrivo.

      • WikiVic ha detto:

        No infatti, lo trovo totalmente delirante.

      • Non dovevi uscire a quell’ora… non dovevi indossare quel vestito. .. non dovevi bere quel bicchiere di vino… questi non sono comportamenti lesivi del benessere o della dignità di nessuno. Molestare sessualmente qualcuno, invece, si.

      • WikiVic ha detto:

        Fuori tema. Questo non ha niente a che vedere con quanto ho scritto sopra.

      • Ha tutto a che vedere con quanto scritto sopra. Gli alberghi sono luoghi dove normalmente si svolgono selezioni del personale, colloqui e riunioni di lavoro.

      • WikiVic ha detto:

        Si ma non dentro le stanze!

      • Paolo ha detto:

        in effetti fare provini e selezione del personale negli alberghi è prassi normalissima in italia, in america non lo so ma in italia sì

      • Paolo ha detto:

        io rivendico per uomini e donne il sacrosanto diritto di farsi strada nella vita con ogni mezzo a loro disposizione e non li giudico, tanto ripeto: il successo premia chi ha talento a prescindere da cosa ha fatto o non ha fatto a inizio carriera. Io a Hollywood vedo solo attori e attrici di talento

      • WikiVic ha detto:

        No mi dispiace, non può valere tutto perchè questo mondo è regolato dalle legge, pertanto qualunque scorciatoia, come pagare tangenti (comprese quelle in natura) non può essere preso in considerazione.

      • IDA ha detto:

        Stabilire che è innato, vuol dire che inscritto nei geni e nella biologia, ma sappiamo benissimo che le differenze di genere sono determinate dalle differenti aspettative nei confronti dei maschi e delle femmine e dalla struttura della società. Una donna se vuole un lavoro, una promozione un qualsiasi riconoscimento sociale deve passare da un uomo. Gli uomini da altri uomini. Quindi le aspettative richieste sono differenti. Le donne devono puntare sull’attrattività fisica perché è in una posizione subordinata, non perché è insito nella sua biologia. Gli uomini si vendono come le donne se non di più, ma l’acquirente non li chiede attrattività sessuale o prestazioni sessuali, ma altro, perché altre sono le aspettative. Cosa è l’obbedienza se non una forma di prostituzione? Spacciare l’obbedienza come virtù non riguarda la biologia ma la morale e la coscienza. Cosa è la coscienza ( intesa come la valutazione morale del proprio agire) se non l’insieme dei condizionamenti sistematici e profondi che sono in ciascuno di noi, il “dover essere”, che non è altro se non un insieme di regole e prescrizioni attraverso le quali si perpetua il dominio. Uno psicologo queste cose le dovrebbe conoscere.
        Sulla tua affermazione, “Se è vero che tutte le donne hanno una parte puttana, è altrettanto vero che in ogni uomo c’è un potenziale stupratore,” Non sono d’accordo, è quello che ci vogliono far credere. Preda e predatore, comodo in tutte le stagioni, giustifica il predatore e biasima la preda, da per scontato che in quanto donna devi essere preda e uomo predatore. Che poi è in contradizione con il concetto della parte puttana, perché se è puttana non è preda ma predatrice e gli uomini non sono più predatori ma prede. Allora mettiamoci d’accordo, perché se le donne sono puttane, gli uomini non sono predatori, se gli uomini sono predatori le donne non sono puttane.

      • WikiVic ha detto:

        In effetti, in ultima analisi convengo che hai ragione

      • IDA ha detto:

        Wiki Vic..Ti rispondo qui ad alcuni tuoi commenti, in particolare quello che riguarda la connivenza e l’integrazione con il dominio che giustamente chiami sistema. Parto da un esempio; per un posto di lavoro ci sono dieci donne candidate, tutte con i requisiti necessari, ma solo una di queste sarà assunta, chi ha il potere di stabilire chi deve essere assunta o no, fa capire alle candidate che assumerà solo quella che sarà gentile con lui, NON quella con più titoli, NON quella con più esperienza ma solo quella più brava nel fare i pompini. Nove rifiutano una accetta. Quella che ha accettato, che responsabilità ha? Nessuna! Allora perché biasimare solo lei? Non è stata lei ha escludere le altre nove, ma il sistema che NON l’ha inventato lei, NON l’ha imposto lei. Allora perché biasimare solo lei che non ha fatto altro che accettare una regola imposta da altri? Quindi non si può parlare nemmeno di seduzione, ma di accettazione di una norma imposta. Ma lei ne trae dei vantaggi, certo, ma perché non deve trarne nessun vantaggio?
        In questo caso parlare di seduzione e prostituzione è improprio, e serve solo a non vedere il sistema e a perpetrare il dominio. In pratica si rigira la frittata, si fa intendere che in fondo lui è stato sedotto, che è vittima inconsapevole di lei che le l’ha sbattuta in faccia, diventa la parte passiva del sistema. Ma questo non accade solo nei posti di lavoro più ambiti, ma in tutto il mondo del lavoro. Basta pensare ai caporali arrestati questa estate, che chiedevano prestazioni sessuali alle donne per poter raccogliere i pomodori a venti euro al giorno. Nel caso in particolare, quello di Asia Argento e delle altre, perché non ci sono solo attrici ma anche semplici dipendenti, segretarie o assistenti. Hanno semplicemente accettato una regola imposta da altri, questo le rende responsabili? No! Perché appunto le regole non le hanno stabilite loro.
        In più da considerare che loro non hanno commesso nessun reato, ma lui si, ha abusato del suo ruolo e del suo potere.
        I colloqui di lavoro in un albergo, non autorizza certamente lui ad abusare di te e non è un’attenuante al suo comportamento, e come dire non uscire di casa la notte da sola. Io colloqui in albergo non l’ho mai fatti ma a casa si. Avevo fatto domanda in una ditta e il proprietario mi chiamò la sera alle nove e mi disse di raggiungerlo a casa sua. Abbiamo parlato, mentre lui si mangiava una pizza, non ho avuto il lavoro e nemmeno un pezzo di pizza…. Il luogo improprio, non rende lui meno responsabile e io più colpevole nel caso in cui sia successo qualcosa.

      • WikiVic ha detto:

        Ti è mai venuto in mente che se nessuno accettasse di fare pompini, chi ha bisogno di assumere una persona per qualunque ruolo, sarebbe costretto ad utilizzare altri parametri per la sua scelta? Idem per il tizio che ti chiama alle nove di sera e ti invita a un colloquio a casa sua: si risponde di NO, se lo desidera sono disponibile a venire nel suo ufficio dalle otto del mattino alle otto di sera, fine della storia. Se uno ha davvero bisogni di personale trova il modo e il luogo giusto per selezionare. Se tutti rispettassero le regole questo mondo non sarebbe lo schifo che è, invece noi preferiamo farcelo andare bene, salvo poi lamentarci dalla mattina alla sera.

      • IDA ha detto:

        Non so che lavora fai te, nel privato non puoi stabilire regole, il rapporto tra chi chiede e offre un lavoro non è paritario. puoi solo accettare o rifiutare i tempi e i luoghi non li stabilisci te se vuoi lavorare.
        In genere il 99% delle ditte a cui mandi i curriculum non ti risponde nemmeno. E a chi ti risponde non li puoi dire vengo quando mi pare e in dove mi pare. Poi dipende dalle condizione del momento, A quei tempi eravamo io e mia figlia e tutte e due disoccupate, oggi che le condizioni sono differenti mi comporterei in maniera differente. Probabilmente non conosci queste problematiche e sono contenta per te..

      • WikiVic ha detto:

        Domanda: secondo te, se dagli anni ’50 a oggi tutte le donne si fossero sistematicamente rifiutate di accomodarsi sui divani dei produttori di Hollywood, avremmo avuto esclusivamente film con attori maschili, oppure i produttori si sarebbero adeguati ad utilizzare altri metodi per selezionare le attrici femminili?

      • Io ho una domanda per te: se la gente cominciasse a disprezzare quei produttori tanto quanto disprezza le donne, avrebbero smesso di molestare le donne o avrebbero deciso di dedicarsi ad altro?

      • WikiVic ha detto:

        E’ una domanda demenziale. Scusa, ti saluto perchè tutto quello che dici è assurdo per me, non ho altro tempo da perdere. Ciao.

      • Paolo ha detto:

        WikiVic, che domanda stupida fai. e comunque la maggioranza delle attrici di cui stiamo parlando non hanno ceduto a Weinstein, hanno taciuto fono ad oggi ma ho spiegato perchè

      • Paolo ha detto:

        ma poi che cavolo ne sai che le attrici oggi sono selezionate con quei “metodi”? Non è che tutti i produttori sono Weinstein

      • IDA ha detto:

        Risposta: I produttori non si sarebbero adeguati, probabilmente si sarebbe abbassata ulteriormente la qualità, accettare o rifiutare modifica solo l’offerta e non il sistema. Le libere scelte si effettuano solo se si è liberi dai bisogni.
        Domanda: i produttori o simili, fanno una libera scelta o sono obbligati a fare quello che fanno? Decidono o subiscono le decisioni di altri?

      • WikiVic ha detto:

        Rispondo a tutti e tre per l’ultima volta, perchè davvero non ho più tempo da perdere in una conversazione per me poco stimolante. La mia era una domanda retorica come incentivo a una diversa visione del fenomeno. Sono assolutamente convinta che il potere può fare quello che vuole perchè noi glie lo lasciamo fare. La logica suggerisce che se nessuno si piegasse al compromesso, il potere sarebbe obbligato a cambiare le regole. Il produttore “senza privilegi” sarebbe costretto ad utilizzare altri parametri oppure a cambiare mestiere. P.S. Per Paolo: ho lavorato nel mondo delle produzioni cine/tv per quindici anni, quindi forse qualcosa ne so. Saluti a tutti e buona domenica.

      • Hai riflettuto sul fatto che puntare il dito contro chi non ha potere, piuttosto che contro chi ne detiene un bel po’, potrebbe essere solo un modo per tenersi al sicuro dalle ritorsioni dei potenti? Solo per offrirti una diversa lettura di ciò che sostieni…

      • WikiVic ha detto:

        E’ una cazzata, come tutte quelle che hai detto fino ad ora. Mai puntato il dito contro chi non ha potere, il mio dito è puntato contro il sistema, cioè potere+connivenza con il potere. Se si vuole fare una vera rivoluzione è necessario valutare la medaglia e il suo rovescio, cioè fare critica e autocritica, per poi ripartire da zero su quello che è innanzitutto un problema culturale. L’educazione è la soluzione.

      • Abbiamo un’idea diversa su chi sono le persone conniventi. Per me, ad esempio, lo sei tu.

      • WikiVic ha detto:

        Per essere conniventi con il potere bisogna giustificarlo o assecondarne le regole, io non faccio nessuna delle due cose, mentre tu ad esempio non lo giustifichi mi ti adegui alle regole. Io non ho mai fatto colloqui nelle camere d’albergo, nessuno mi ha mai toccata con un dito senza il mio permesso e non ho mai consentito a nessuno di prevaricarmi, piuttosto che tenermi un lavoro ben pagato in un ambiente che non mi piaceva mi sono licenziata, soprattutto non ho mai difeso un abusatore, non ho mai firmato una petizione a favore di un abusatore famoso, ma neppure ho difeso a prescindere una presunta vittima solo per il fatto di essere donna. Ti prego finiamola qui, è del tutto evidente che non hai alcuna capacità di comprendere di cosa parlo. Amen.

      • Primo: se vuoi che la conversazione finisca non hai che da evitare di tornare qui. Se invece il tuo desiderio è avere l’ultima parola, chiedimelo esplicitamente, ma sappi che potrei decidere di risponderti ugualmente.
        Poi, qui non si tratta di difendere una persona perché donna, se ricordi bene da dove siamo partite, e cioè da uno psichiatra che ha attribuito il fenomeno delle molestie sessuali sul lavoro alla prostituta c’è dentro ogni donna. Quindi anche dentro di te, che ti ritieni tanto integerrima.
        Se un domani – e mi auguro di no – tu dovessi trovarti a subire una molestia, per lui sarebbe comunque colpa tua, perché c’è quella prostituta malandrina dentro di te, e tu non avresti alcun diritto di dichiararti una vittima – a dispetto del fatto che non entri negli alberghi – a meno che tu non posa esibire qualche osso rotto, un occhio nero, delle lesioni interne, insomma tutto quello che normalmente una vittima di stupro cerca di evitarsi assecondando il suo aggressore. E forse neanche il quel caso, perché si sa che alle prostitute interiori il sesso piace un po’ rude (https://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/2014/11/10/te-lo-spiego-come-se-avessi-4-anni-ok/).
        La maggior parte delle persone commette abusi ed ingiustizie ai danni degli altri a prescindere dalla volontà delle vittime di subirli. Forse ti rassicura il pensiero che esista un comportamento in grado di metterti al sicuro da chi è animato dal desiderio di fare del male, ma questo è tutt’altro che un mondo giusto, e le cose brutte capitano anche a chi non ha fatto nulla per meritarsele.
        Ti ho citato un articolo di giornale, ma potrei citartene mille altri, nel quale una giornalista afferma di aver intervistato un noto attore nella sua suite d’albergo, e te l’ho citato perché è una prassi, le suite le costruiscono per questo, per permettere alle personalità di ricevere i loro ospiti negli alberghi senza dover esporre i loro affari al resto degli ospiti che popolano le zone comuni, riservate a chi non può permettersi un salotto privato.
        Quindi, sostenere che recarsi in un albergo per incontrare un uomo tanto importante sia un comportamento che desta sospetti sulle intenzioni della vittima è di fatto un atteggiamento che supporta un sistema che mette le donne nella posizione di non essere credute, nel momento in cui denunciano un’aggressione.
        Quello che fai tu è ribaltare la frittata: accusi me di generalizzare, quando invece a generalizzare è stato lo psichiatra che ho commentato, il quale afferma chiaramente che ogni donna è una prostituta, e quella che non lo è, è gravemente malata.

      • Paolo ha detto:

        hai lavorato nelle produzioni creative per 15 anni e hai visto solo attrici senza talento scritturate per meriti “di letto” che hanno causato l’esclusione attrici talentuose e moralmente irreprensibili? Non ci credo. E gli attori? Tutti talentuosi?

      • Paolo ha detto:

        l’attrattività fisica è importante anche per gli uomini sia nella vita sentimentale sia in certi mestieri legati allo spettacolo e non solo: se c’è un posto di lavoro a contatto col pubblico e io devo scegliere tra un uomo cesso obeso, maleodorante e sfatto e un uomo bello e mediamente curato e sono competenti tutti e due io assumo l’uomo bello (a parità di competenze ribadisco; ove il bello fosse un idiota e l’altro no assumo il cesso obeso sfatto anche se a malincuore) ed è un mio diritto agire così, se c’è una legge che lo vieta è sbagliata la legge.
        E poi Ida io non escluderei che un superiore omosessuale non possa molestare sessualmente un dipendente uomo. Gli abusi di potere su base sessuale cioè che non centrano col desiderio ma si servono del sesso per ostentare potere vedono un uomo come aggressore e una donna come vittima perchè i posti di potere sono i gran parte occupati da maschi in maggioranza etero, aspetta di vedere come io spero, sempre più donne in posizione di comando e le dinamiche (sempre ingiuste, beninteso) si ribalteranno.
        Quanto alla coscienza è come il culo: ciascuno ha la sua. La mia cscienza dice che “vendersi” (in qualunque forma e modo) per un posto di lavoro non è il massimo ma non è neanche così esecrabile quanto si crede, tanto alla fine fa carriera soo chi è bravo/a; veduto/a o meno che sia.

      • IDA ha detto:

        Io non mi riferivo in particolare agli abusi, ma alle aspettative. Dove lavoravo prima, le donne erano in gran parte impiegate nel rapporto con il pubblico, quelle più giovani e carine, le altre forse in ruoli più importanti ma anche più nascosti. C’erano anche uomini giovani carini ma li venivano assegnati altri compiti. Perché questo?

      • Paolo ha detto:

        senti ida io non so dove lavoravi prima; so che per il contatto col pubblico aiuta avere una donna o un uomo di nell’aspetto, curato e competente invece di uno o una che sembra il gobbo di notre dame o la morte in vacanza. Un uomo che fa il venditore porta a porta dubito che verrebbe assunto se sin tenesse la barba lunga incolta o se fosse obeso grave; ti piaccia o no queste cose contano assieme alla competenza e secondo me è giusto che contino per uomini e donne. E non parlo di lavori nello spettacolo o nella moda dove corpo e aspetto fisico sono fondamentali assieme al talento

      • IDA ha detto:

        Paolo..per coscienza mi sembra di averlo specificato intendevo la valutazione morale del proprio agire. Tutti quei comportamenti indotti, che ti condizionano la vita. Fin dalla prima infanzia ti viene insegnata l’obbedienza come virtù, devi obbedire al padre, alla madre, alla maestra ecc.. ma soprattutto il dover essere, se nasci maschio ti devi comportare in un certo modo se nasci femmina in un altro modo. Le aspettative sono differenti, se sei maschio tutti si aspettano da te un certo comportamento se sei femmina un altro. Tutti questi condizionamenti sono radicati in profondità in tutti noi. E gli psicologi ci fanno i soldi sopra.. 🙂

      • Paolo ha detto:

        non si resta bambini in eterno, da grandi decidiamo noi chi essere e come, è nostra responsabilità

      • Non è chiaro perché tanto impegno nell’educazione dei bambini allora, Paolo.

      • IDA ha detto:

        Ho capito Paolo, per te gli psicologi sarebbero tutti dei disoccupati.. La responsabilità è una cosa e la coscienza un’altra. Tutti noi proviamo un sentimento che si chiama “vergogna”. La vergogna è un sentimento socialmente indotto e corrisponde a quel dover essere…

      • Paolo ha detto:

        la mia risposta si riferisce a WikiVic

  4. IDA ha detto:

    Quel servizio, (Le Iene- già il nome è un programma) lo possiamo tranquillamente classificare come apologia della cultura dello stupro.
    Toccante è la descrizione del “malato di dominio” una lacrimuccia non poteva mancare, un richiamo all’empatia nei confronti di questi poveri malati, la loro tristezza e la loro solitudine. Le eventuali vittime sono “biologicamente” predisposte a essere vittime se ci soffrono è colpa loro, non hanno compreso ne accettato il loro destino biologico che è molto simile a quello divino di una volta.
    Il malato di dominio serve ad assolvere il sistema il dominio stesso, ha la stessa funzione dl “mostro”. Identificare in un qualcosa di non umano per assolvere tutto e tutti e condannare le vittime.
    Ci hanno detto che funziona così e che ha sempre funzionato così e ora si cercano pure le giustificazioni biologiche. Ma mi chiedo se prostituirsi rientra nella natura biologica della donna, perché poi si stigmatizza quando lo fa? Se è una cosa normale e biologica che male c’è? Come sempre la biologia giustifica il comportamento degli uomini e condanna quello delle donne, si vede che dio era maschio.

  5. Valeria Palazzolo ha detto:

    A me di tutto il discorso la cosa che sembra più assurda è il dare per scontato che una donna, qualsiasi donna, debba sentirsi oggetto di piacere e desiderio. Io sono certa di non avere la prostituzione interiore mica perché sia Santa, Dio non voglia, ma perché nella mia percezione, specialmente da giovane, non ero affatto sicura di piacere nemmeno aggratis, quindi l’idea di concedermi in tutto o in parte per avere qualcosa indietro mi avrebbe fatto ridere e basta. E non credo di essere la sola: il mondo è pieno di donne insicure che a torto o a ragione si sentono trasparenti rispetto allo sguardo maschile; e non è poi così vero che qualunque uomo desideri possedere tutto ciò che respira.

    Magari, anzi, ho pensato talvolta. Magari…

    😉

  6. iolamiaombra ha detto:

    Da quello che leggo e dall’atteggiamento (chiamiamolo così) dei media di proprietà di Berlusconi, mi sembra chiaro che i predatori si difendono a vicenda. La rete che questi uomini hanno tessuto è globale. Gli Aglosassoni hanno ancora l’abitudine di
    esautorare il criminale/porco di turno (che andrà a vivere in qualche isola dei Caraibi e non si farà più vedere), gli Italiani, al contrario, ormai non sanno neanche più cosa sia una manifestazione, seppur ipocrita, di vergogna. Io direi: boicottiamo giornali e trasmissioni televisive, film e quant’altro prodotto da questa gente perché purtroppo persone di questo tipo sentono un solo tipo di dolore: nel portafoglio (o meglio conto cifrato alle isole Cayman).

  7. Vale ha detto:

    Quante volte ho sentito “Dai un bacio alla nonna/o/zia/o/papà/mamma/vattelapesca e ti do la macchinina”… Ci dev’essere un po’ di prostituzione anche insita in ogni bambino maschio.
    Alla faccia del metodo scientifico.

  8. Pingback: Immersione opposta a Vuoto (Femminino Sacro e patriarcato) | Sciamanesimo del Femminino: Appunti, spunti, riflessioni, decostruzioni e ricostruzioni

  9. Personalmente credo che andrebbe radiato dall’Albo dei Medici. Credo che però, nella sconfinata idiozia delle sue affermazioni, intendesse per “prostituta” un comportamento della donna sessualmente disinibito: poiché nella nostra cultura ancora esiste la forzatura tra casta e puttana, intendendo per puttana sia colei che si vende sia colei che ha una sessualità “esuberante”, permane un equivoco linguistico che conviene al controllo della donna e della sua sessualità. Abbiamo una deficienza linguistica: la condanna morale di tutte le societa patriarcali è la stessa, sia che ti vendi sia che ti diverti. Ovviamente nessuna condanna per gli uomini che comprano sesso, e infatti non esiste una parola negativa per definire un puttaniere. Puttaniere suona malandrino quasi simpatico. E men che meno per un uomo non casto. Non ci rendiamo conto di come le parole e la mancanza di parole tengono prigioniera l’evoluzione della morale imposta dai monoteismi e dalle religioni in genere. È un buon terreno quello della lingua per seminare la rivoluzione, cosa ne pensi?

  10. Paolo ha detto:

    X Ida
    senti ida io non so dove lavoravi prima; so che per il contatto col pubblico aiuta avere una donna o un uomo di nell’aspetto, curato e competente invece di uno o una che sembra il gobbo di notre dame o la morte in vacanza. Un uomo che fa il venditore porta a porta dubito che verrebbe assunto se sin tenesse la barba lunga incolta o se fosse obeso grave; ti piaccia o no queste cose contano assieme alla competenza e secondo me è giusto che contino per uomini e donne. E non parlo di lavori nello spettacolo o nella moda dove corpo e aspetto fisico sono fondamentali assieme al talento

    • IDA ha detto:

      Paolo.. Non ci sono solo modelli o gobbi di Notre-Dame de Paris. Nel mezzo c’è un’infinità di sfumature. Io lavoravo nei servizi, i clienti erano in maggioranza donne e pensionati, Perchè devi soddisfare lo sguardo del pensionato uomo e non anche della casalinga e pensionata donna? Volevo far notare che quando si usano questi criteri estetici, si pensa solo allo sguardo maschile. Ma non prendere questo come una rivendicazione nel volere uomini giovani e carini negli sportelli pubblici. Sto parlando di aspettative.

      • Paolo ha detto:

        ecco la differenza: per me è giusto rivendicare anche uomini giovani e caruni (e competenti e cortesi) agli sportelli pubblici. Comunque ribadisco quel che ho detto

    • Antome ha detto:

      Il povero Leopardi, ora lo capisco di più, non trovava nemmeno un impiego, chiedevano bella presenza.

  11. Morgaine le Fée ha detto:

    Morelli era partito abbastanza bene (quando dice che i molestatori alla Weinstein lo fanno per desiderio di potere, non per sesso), e finisce facendo cadere le braccia con la storia delle donne un po’ tutte puttane.
    Dunque, cos’é una “puttana”? Una donna che accetta di fare sesso senza desiderarlo, per averne compensazioni di tipo materiale.
    Ma, nei casi delle molestie sul lavoro, quali sono queste “compensazioni materiali”? Se andiamo a vedere, riguardano l’avere un lavoro, o il continuare ad avere un lavoro. La possibilitá per queste donne (e anche qualche uomo, da quel che é venuto fuori) di continuare a lavorare dovrebbe essere data dalle loro abilitá professionali, non dal cedere a richieste sessuali non gradite.
    Rifiutare significa perdere il proprio sostentamento, ritrovarsi in mezzo alla strada, vedersi sbarrate le porte (Weinstein aveva collegamenti con giornalisti e paparazzi per gettare pubblicamente fango sulle donne che non “ubbidivano”).
    Invito a leggere l’articolo:
    http://metro.co.uk/2017/10/28/daryl-hannah-reveals-how-she-turned-down-harvey-weinsteins-sexual-advances-towards-her-7034641/
    per avere un assaggio di cosa potesse succedere quando ci si rifiutava di sottostare a Weinstein.
    Daryl Hannah precisa pure che lei decise di esporre subito le molestie del produttore ma “senza risultato”. (“Hannah took a different tactic, telling people what had happened – but it made no difference. ‘It didn’t matter,’ she recalled. ‘I think that it doesn’t matter if you’re a well-known actress, it doesn’t matter if you’re twenty or if you’re forty, it doesn’t matter if you report or if you don’t, because we are not believed. We are more than not believed—we are berated and criticized and blamed.’”)

    Oppure leggere il libro di Olga Ricci “Toglimi le mani di dosso” (putroppo il blog Il porco al lavoro é offline), per capire come certe dinamiche potessero instaurarsi.
    Ci sono donne che hanno pagato con la perdita del lavoro e della carriera per non aver accettato molestie e violenze.
    Vi sembra accettabile che una donna di talento debba scegliere tra le molestie o la mancata realizzazione professionale, e questo non solo nello spettacolo? È meglio che la donna sacrifichi le proprie possibilitá? Perché non vale per l’uomo? Perché per la maggior parte degli uomini non é necessaria una sottomissione di tipo sessuale per poter continuare a lavorare? (domande retoriche).
    Dubito che Morelli abbia dovuto sottostare a questo dilemma all’inizio e nel prosieguo della sua quarantennale, fulgida carriera.

    • IDA ha detto:

      Morgaine le Fée .. Sono d’accordo con te e è da considerare anche che le molestie sessuali rientrano nelle strategie di mobbing. Weinstein si faceva vanto di creare terra bruciata intorno alle sue vittime, ci sono state 8 donne che lo hanno denunciato, che fine hanno fatto? Sono diventate un monito, un esempio. Altre non hanno fatto denuncia proprio perché sconsigliate dall’avvocato e lui le avrebbe distrutte. Weinstein è solo uno dei tanti, che si va dal cinema alla raccolta dei pomodori. Quello che fa più rabbia non è tanto la legittimazione del sistema, ( le donne sono puttane, servono a questo) ma la tendenza nel voler far passare la “colpevolizzazione della vittima” come una lettura alternativa e stimolante, dimenticando che è parte integrante della violenza stessa.

  12. Lidia Zitara ha detto:

    Avrei voluto non sentirmi male a metà intervista. Non ce l’ho fatta a vederla tutta. Mi sento ferita, umiliata, sconfitta, come appartenente alla razza umana.

  13. Pingback: ♀♀♀191 Dea Oscura: simulare la Morte attraverso il combattimento ♀♀♀ – Sciamana Terrae – Spiral Red Earth

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