Girly

Poco prima della fine dell’anno ho pubblicato sulla mia pagina facebook un articolo che biasimava Bono, il frontman degli U2, a causa di un’intervista pubblicata su Rolling Stone.

La frase “incriminata”, che è costata a Bono una vera e propria tempesta di critiche, si colloca in questo contesto: gli viene chiesto come “scopre” musica nuova e Bono parla del contributo dei suoi figli; a proposito di Elijah, che è in una band, dice che il ragazzo “believes that a rock & roll revolution is around the corner”, traduco: ritiene che una rivoluzione rock sia dietro l’angolo. La domanda successiva è “e tu lo credi?”, quindi il cantante risponde:

I think music has gotten very girly. And there are some good things about that, but hip-hop is the only place for young male anger at the moment – and that’s not good. When I was 16, I had a lot of anger in me. You need to find a place for it and for guitars, whether it is with a drum machine – I don’t care. The moment something becomes preserved, it is fucking over. You might as well put it in formaldehyde. In the end, what is rock & roll? Rage is at the heart of it. Some great rock & roll tends to have that, which is why the Who were such a great band. Or Pearl Jam. Eddie has that rage.”

La musica è diventata piuttosto “girly”, afferma Bono. Che scelta infelice.

Girly è una parola che può significare o “appropriato per una ragazza“, nel senso di non attraente per i ragazzi (“it just means she likes pretty things” ci spiega l’Urban Dictionary, cioè si dice di una ragazza cui piacciono cose graziose, come ad esempio il rosa o le “princessy things“), oppure “raffigurante giovani donne nude o parzialmente nude in pose erotiche” (qui una raccolta di girly magazines).

Io ritengo che Bono facesse riferimento al primo significato che ho citato, visto che usa l’espressione “girly music” in contrapposizione a “male anger” (rabbia maschile), dimostrando di essere vittima (come la stragrande maggioranza degli esseri umani di questo pianeta) dei più beceri stereotipi di genere: i ragazzi sono pieni di rabbia, a 16 anni, le ragazze invece no, o se sono arrabbiate non è la stessa collera che anima rock band come gli Who o i Pearl Jam.

Quello di cui si lamenta Bono è che, a causa della troppa  musica “girly” in circolazione, attualmente non ci sia abbastanza spazio per la rabbia rock dei maschi e questo non va bene.

La mia impressione è che, come è vero anche per molti altri, in un momento storico in cui campagne come #metoo riescono seriamente a mettere in crisi un sistema che da secoli si fonda sulla discriminazione di genere e sull’occultamento del contributo delle donne in ogni campo dello scibile, per Bono quegli scampoli di successo che le donne sono riuscite faticosamente a conquistarsi non possono che comportare un danno per gli uomini: ecco quindi che se c’è qualche donna, ogni tanto, in cima alle classifiche, gli uomini dovrebbero sentirsene sminuiti, o meglio depauperati, deprivati del margine necessario a fare della buona musica.

Davvero, suona piuttosto triste, come titola Jezebel, soprattutto perché, a dispetto del successo di alcune donne, le classifiche rimangono comunque caratterizzate dalla preponderanza di artisti uomini – come qualsiasi altro campo nel quale abbiano il desiderio esprimere la loro “rabbia maschia”, d’altronde.

La discussione che è seguita alla pubblicazione dell’articolo di Rebecca Fishbein ha preso sulla mia pagina una piega surreale: per difendere l’attivismo femminista di Bono (“A proposito: è l’unico cantante che si sia battuto per la parità salariale uomo-donna, con molte iniziative e vari interventi certo ben più importanti di questa complicata dichiarazione” mi ha ricordato una commentatrice) in molti si sono lanciati in ardite interpretazioni della sua affermazione, tutte comunque relative all’eccessivo sculettare delle donne ai vertici delle classifiche musicali:

“…si sa che a una mignottella come la Minaj basta sculettare un minuto per vendere quanto gli U2. Rihanna (bella voce, certo) uguale. In ogni caso la campagna di Bono per la parità salariale è cosa ben più significativa.”

“il concetto che Bono vuole esprimere è proprio questo: per seguire una moda che vuole donne mezze nude e sculettanti hanno snaturato un genere musicale. Cosa che non ha niente a che vedere ad es. Con artiste come Laureen Hill (lei sì che fa hip hop seriamente). E questo genere di immagine che queste donne promuovono (non importa quanto sei brava, basta che tu sia bella, mezza nuda e che sculetti) non ha niente a che vedere col femminismo. Dato l’impegno che ha messo Bono nella lotta contro le disparità di genere mi pare assurdo accusarlo di maschilismo per una frase fuori dal contesto.”

Bono, secondo alcuni/alcune commentatrici, ce l’aveva con artiste come Nicki Minaj, Miley Cyrus o Rihanna, colpevoli di cantare mezze nude

(i maschi del rock, quelli che fanno musica “seriamente”, non si spogliano mai, e comunque non allo scopo di solleticare il desiderio di chi li guarda, giusto?)

 offendendo così tutto il genere femminile:

“…queste starlette si avvicendano a enorme velocità: come gli oggetti, vengono spesso cambiati. E sono loro ad aver scelto questa via, per avere soldi e successo. Una donna dovrebbe detestarle, esattamente come io detesto i maschi che si mostrano vincenti, virili e arroganti (e non mi sogno certo di difenderli).”

La cosa strana è che non c’è un passo, nell’intervista a Bono pubblicata su Rolling Stone, in cui il cantante faccia esplicito o implicito riferimento allo sculettare delle cantanti di successo, anche se immagino che i miei lettori si aspettino che una “girly girl” si muova esclusivamente sculettando, ma soppratutto che i veri uomini si guardino bene dall’agitare il didietro.

In altri termini: la stragrande maggioranza della gente comprende ciò che la circonda attraverso il filtro degli stereotipi di genere.

Ciò che trovo estremamente problematica, nella discussione che ho affrontato, è la netta contrapposizione fra le donne accusate di danneggiare l’intera popolazione femminile per mezzo della rappresentazione sessualizzata e oggettificata del corpo femminile, che sono le cattive da odiare, e il cantante buono e femminista che non può aver detto qualcosa di sessista, perché è noto per le sue battaglie a favore dei diritti delle donne.

Al mondo non è tutto così bianco o nero, la realtà (non l’affermazione di Bono) è più complessa di così.

Prendiamo un artista come Nicki Minaj: se digitate su google il suo nome e le parole “feminist” o “feminism”, troverete un mucchio di articoli nei quali ci si interroga sul suo contributo alla causa femminista; c’è chi la definisce un’ “icona femminista” o “la femminista sentivamo il bisogno”, ma c’è anche chi le rimprovera di non essere in grado di “scrivere una rima per le tue figlie rotte“, come recita un celebre poema che le ha dedicato Jasmine Mans.

Se invece andate a cercare qual è il suo pensiero in proposito… beh io non sono riuscita a trovare un’intervista nella quale lei stessa si definisca una femminista o solo minimamente interessata alla questione.

In quest’articolo, ad esempio, le viene chiesto: “What’s your relationship with feminism at the moment?” e lei risponde:
You know, I feel like certain words can box you in. I think of myself as a woman who wants other women to be bosses and to be strong and to be go-getters. I’ve always said that, since I came in the game, even when I was doing mixtapes. I don’t know. There are things that I do that feminists don’t like, and there are things that I do that they do like. I don’t label myself. I just say the truth about what I feel: I feel like women can do anything that they put their minds to. That’s really the truth—I started off with just a dream.”

E’ femminista? Non lo sa, non le interessa, non credo neanche che riesca a trovare il tempo di sedersi e leggersi con calma le 700 e più pagine de “Il secondo sesso” di Simone de Beauvoir. Forse non è consapevole dei limiti concreti e spesso invalicabili che una società maschilista impone alle donne, impedendo loro, molto più spesso di quanto la maggior parte della gente sia disposta ad ammettere, di fare “qualunque cosa venga loro in mente”, o forse non coglie la differenza fra le potenzialità di una donna (ciò che potrebbe fare in virtù delle sue intrinseche qualità) e la realtà (ciò che riesce ad ottenere) e che tipo di compromessi si debbono accettare affinché si colmi il divario fra le due cose. Non ho difficoltà a immaginare che fosse impegnata a fare altro, considerato che dal 2007 – anno in cui ha fatto la sua comparsa sulla scena musicale – ad oggi è riuscita a diventare “la rapper femminile più influente di tutti i tempi” (Nicki Minaj Crashes Hip-Hop’s Boys Club titolava The New York Times già nel 2012), perché per quanto si favoleggi del fatto che ad una donna basti sbattere le ciglia e mostrare le tette, non è solo questo che fa lei: compone, canta, balla, recita, e sono tutte cose che si impiega tempo e fatica per imparare.

Citavo Jasmine Mans, qulche paragrafo fa. In rete ho trovato un suo commento al poema dedicato alla rapper, nel quale scrive che il suo poema voleva essere una sfida lanciata all’artista.

“Non voglio che Nicki Minaj sia la prossima Lauryn Hill o MC Lyte, voglio che lei faccia rap come se esistessero donne come Assata Shakur e Toni Morrison. (…) Barbie [N.d.T. il poema è anche conosciuto col titolo “The Mis-Education of a Barbie Doll”] “è una chiamata all’azione non solo per Nicki Minaj, ma per tutte le donne dell’industria dell’intrattenimento. La mia poesia si rivolge a Nicki Minaj perché sono una fan di lunga data e seguace del suo lavoro. Riconosco e applaudo le sue capacità liriche e l’affetto che ha su donne più grandi e più giovani di me. Se noi, come pubblico, non diamo uno specchio ai nostri artisti, allora chi lo farà? (…) lei ha chiesto di essere famosa. Si è ingegnata per essere più commerciabile in modo che ciò potesse accadere. Ora che è successo, cosa farà con quel potere? Sarà egoista a spese dei suoi fan? O sarà allo stesso tempo divertente, sexy e contribuirà al progresso sociale delle donne? Non vogliamo che la Nicki che conosciamo vada via, vogliamo che la Nicki che conosciamo sia tridimensionale. W.E.B. Du Bois ha detto che tutta l’arte è propaganda e dovrebbe essere usata per elevare e sfidare la comunità afroamericana, e se l’arte non lo fa è inutile. Nicki Minaj è troppo potente per essere inutile.”

A noi tutti piacerebbe che le persone di successo – cantanti, attori, scienziati, campioni dello sport – fossero in grado di discutere di questioni di genere con sensibilità e consapevolezza, che sentissero il bisogno di “usare” la loro influenza per migliorare altri aspetti della società, oltre a quelli strettamente collegati al loro lavoro.

La triste realtà è che spesso queste persone sono troppo impegnate a raggiungere il successo nel loro ambito di competenza e non hanno gli strumenti per farlo, come non li hanno per comprendere appieno le critiche che ricevono.

C’è anche da considerare che non siamo abituati a non considerare l’attivismo finalizzato a produrre cambiamenti sociali come uno specifico ambito di competenza, per il quale occorrono il medesimo tempo e la fatica che servono a diventare provetti in qualsiasi altro ramo.

Forse le nostre “icone femministe” non dovremmo cercarle sui palcoscenici o nei laboratori, quanto piuttosto fra quelle donne che hanno fatto della lotta alla discriminazione di genere il loro obiettivo primario, mentre con quelle che detengono il potere che deriva dalla popolarità dovremmo trovare il modo di dialogare, riconoscendo quelle che sono le loro oggettive capacità e senza indulgere in epiteti offensivi.

E questa è una critica che ora sto muovendo anche a me stessa.

 

Per approfondire:

Bono laments the “girly” state of music

Genderizzazione

Ipersessualizzazione e auto-oggettificazione

Ipersessualizzazione

 

Informazioni su il ricciocorno schiattoso

Il ricciocorno schiattoso si dice sia stato avvistato in Svezia da persone assolutamente inattendibili, ma nonostante ciò non è famoso come Nessie.
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74 risposte a Girly

  1. DATPHATASS ha detto:

    L’unico talento che ha è quello da stripper, Kanie west l’ha scoperta in un night club in verità, per il resto non compone , scrive nulla, non so dove hai reperito le informazioni, non ha nulla a che fare con l’hip hop onestamente , a meno che tu non voglia pensare che ottenere celebrità col twerking ti trasformi automaticamente in una MC o producer, dimenticavo anche la gara per decretare chi ha il culo più grosso tra lei Iggy azalea, kim kardashian e gigi hadid, esiste una puntata di south park a riguardo magistrale, quindi non è esattamente come scrivi tu , lei non ha avuto successo sbattendo le ciglia o mostrando le tette, ma agitando il culo , è un dato di fatto 😀

    • Mi piacerebbe sapere dove invece le hai reperite tu.

      • DATPHATASS ha detto:

        Qualsiasi fonte sarebbe più onesta e attendibile di quella che hai linkato del nytimes. Intervista a kanie west (non ho il link non ricordo dove l’ho vista), che ha pure meno talento di lei se vuoi saperlo, infatti si accompagna con suoi simili, lei , amber rose, kim kardashian….Io mi ricordo chiaramente che ad inizio carriera lei faceva da spalla ai concerti di drake o kanie, chiamava un maschio a caso sul palco, lo faceva accomodare su una sedia e ci si strusciava sopra per 5 minuti, questo il suo inizio carriera, ci sono i video, ma liberissima di non credermi e ritenere attendibile il nytimes che straparla di hip hop.
        Non riesco davvero a capire però, da quando l’empowerment tramite twerking, sia diventato sinonimo di talento musicale, questo machismo indotto alla nascita mi impedisce di vedere le cose con lucidità come voi….

      • È più un problema di comprensione del testo, il tuo.

      • “Io mi ricordo chiaramente che ad inizio carriera lei faceva da spalla ai concerti di drake o kanie, chiamava un maschio a caso sul palco, lo faceva accomodare su una sedia e ci si strusciava sopra per 5 minuti”. Qual è la differenza fra questo e Iggy Pop che si esibisce fra groupie nude sul palco? Semplice: Iggy Pop è un uomo, mentre Nicki Minaij è una donna, di conseguenza a prescindere dai vestiti che si infilano addosso o dalle movenze con le quali accompagnano il canto, lei sarà sempre una zoccola mentre lui un trasgressivo idolo delle folle. Questo non dipende tanto dalle doti di Iggy o di Minaj – che spero non si voglia iniziare a comparare qui, perché non è un blog dedicato alla critica musicale – ma da secoli e secoli di storia nel corso dei quali il genere umano si è tramandato una precisa idea di cosa è opportuno per un maschio e cosa per una femmina.
        Se qualcuno si prendesse il disturbo di leggere qualche approfondimento, scoprirebbe che non c’è niente di intrinsecamente problematico in una donna che si presenta come sexy, ma è problematico “il fatto che quasi tutte (e sottolineo “quasi tutte”) le immagini di donne le dipingano non semplicemente come donne sexy, ma come oggetti passivi pronti al soddisfacimento dell’altrui piacere sessuale.” (https://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/2016/01/12/ipersessualizzazione/)

      • Paolo ha detto:

        comunque la passività non ha nulla di sexy

      • I gusti degli individui non sono rilevanti in una discussione del genere.

      • Paolo ha detto:

        non sono gusti miei; il sex appeal prevede donne e uomini adulti che (oltre ad avere un bel fisico) lo esprimano consapevolmente cioè vogliano suscitare certe emozioni nel pubblico (che sia composto da una sola persona nell’intimità della propria camera o da migliaia sotto un palco o davanti allo schermo), senza tutto questo non parliamo di sex appeal ma di altro

      • Antome ha detto:

        Una passività attiva può essere sexy per uomini e donne, dipende dai gusti. Ovviamente non la becera passività in cui una persona è succube e non è in controllo.
        DATPHATASS, non so se vuoi accusare certe donne di farsi strada con il solo aspetto, dico bene? Anche fosse quello che vorrei capire è a cosa lo contrapponi in questo articolo contro il concetto di girly contrapposto alla rabbia come cosa maschile, dimenticando tutti gli input rivoluzionari che sono venuti da donne oltre che da uomini, in termini di messa in discussione dei rapporti mediati dall’economia, fino a quelli di genere, che sono strettamente legati anche a questa gerarchizzazione e oggetificazione dei rapporti, molto distorcente, che vede gli uomini come consumatori di sesso e le donne che “la danno”, “la mollano” etc, vede come disticevole e sporca una donna che affermi di apprezzare il pene, talvolta vista come succube anche da chi maschilista non si ritiene e non la disprezza, ma può essere pericoloso, perchè comunque la vittimizza “poveretta”, mentre un uomo che affermi di apprezzare la figa è del tutto sdoganato a quasi tutti i livelli, al limite può essere definito un po’ crudo, ma addirittura contestualizzato perde anche la crudezza.
        Come dice Paolo, comunque, bisogna rispettare una spogliarellista nè più ne meno come uno spogliarellista. Nell’ambito femminista ci può essere al limite pena, ma non disprezzo, ma solo in alcuni casi, nella misura in cui si sa che può essere più facilmente preda di abuso, ma come per la faccenda suddetta del pene, anche questa pena (gioco di parole non voluto) può essere un arma a doppio taglio.

      • Quello che intende, è che questa donna non può che essersi fatta strada per il suo aspetto e il suo comportamento provocatorio, perché – a differenza dei colleghi maschi che fanno lo stesso – la musica che produce non è di qualità. Non ci spiega, però – come invece farebbe un critico musicale, perché la sua musica non è da considerarsi pregevole, da un punto di vista squisitamente musicale, né perché uomini che producono grande musica sentano anche il bisogno di avere comportamenti analoghi sul palco o perché gli uomini che producono musica di poco valore e hanno sul palco comportamenti analoghi non meritino che quei comportamenti vengano stigmatizzati allo stesso modo, né perché questa donna debba essere stigmatizzata per il fatto “che si struscia” e non, invece, (come sarebbe logico dedurre dal suo discorso) per la brutta musica che produce. In buona sostanza quello che ci dice, piuttosto rabbiosamente persino, ha poco senso. Ma dubito che un dibattito qui possa chiarire tanta confusione.

      • Paolo ha detto:

        io non provo neanche pena perchè pure quello è paternalismo, solo rispetto. Ed eventi recenti dimostrano che non esistono professioni che mettono al riparo dal subire abusi di potere o ricatti sessuali

      • Il provare pena, eventualmente, deriva da un’analisi del contesto: https://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/2014/06/26/sex-positive/

      • kabukimono76 ha detto:

        “In buona sostanza quello che ci dice, piuttosto rabbiosamente persino, ha poco senso.”
        Senza offesa, ma penso che abbia molto più senso di quel che affermi tu, non è che se permei tutto quanto di supercazzole femministe il discorso acquisti senso, anzi.
        Vuoi sapere perchè la musica della twerkatrice è terribiile ed io ti accontento, beat orrendi che paiono gli scarti di quelli di lady gaga, capacità sua al microfono sottozero, ma movimenti del culo che sfiorano il magnitudo 8, con questi 3 parametri hai il ritratto di un’artista mediocre ed una stripper nella media, buona giornata anche a te, detto senza rabbia, giurin giurello.

      • Ah ecco, adesso adesso è tutto più chiaro: la musica è “orrenda” e lei è incapace. Per non parlare del suo culo. Musicologo?

      • Antome ha detto:

        Credo di aver capito che lui intenda dire che è diventata famosa per quello e perchè twerkava per Kanye West e, a suo dire poteva riempire di qualsiasi contenuto che, siccome lei ha un bel culo, il maschio medio guarderebbe quello senza ascoltare, proiezione? Non penso, però funziona e come ragionamento è facile perchè è politicamente scorretto (o scurrile), in genere chi parla non è quel maschio ma pensa che lo siano, però le misandriche sono le femministe.
        E i rap, ora non me ne intendo in fatto di beat, ma non è musica famosa per la complessità degli arrangiamenti se escludiamo un rap più ricercato alla Caparezza. Tantomeno per le capacità vocali poi.

    • comunque, a proposito del twerk: si apprende anche quello, proprio come il plié, e credo che non sia facile.

      • DATPHATASS ha detto:

        Ahhhh i tempi moderni , pensare che anni fa per entrare in una band bastava imparare a suonare un qualsiasi strumento dalla batteria all’oboe ed oggi basta un’asta da night club ed un culo che fa provincia, con tutto il rispetto con i culi che fan provincia ci mancherebbe , il twerk l’hanno inventato i niggaz americani e il requisito numero uno è proprio quello , altro che talento…. 😀

      • Colgo una lieve sfumatura razzista.

      • DATPHATASS ha detto:

        “È più un problema di comprensione del testo, il tuo.”
        Certamente, l’unica a comprenderlo perfettamente sei tu, mica per altro mi hai fatto pure sottilmente notare che il twerk si apprende, non è facile e ci vuole un talento innato per provocare erezioni tramite il movimento sensualpornografico del culo, grazie davvero per i chiarimenti , per fortuna esistono le femministe come te ad illumuninarci la via, pazienza se non comprendiamo il testo, impareremo comunque a comprendere i profondi talenti del twerking 😀

      • Parlo della comprensione del mio testo – che comprendo principalmente perché l’ho scritto io, non certo perché io sia dotata di particolari qualità. Per lo stesso motivo, ritengo che tu non lo abbia compreso. Personalmente non comprendo la tua avversione per la danza, che in molte sue forme ha a molto a che fare con la sessualità (basta pensare al tango).
        Il twerking, in particolare, pare provenga da una danza tradizionale di una zona della Costa d’Avorio: https://www.youtube.com/watch?v=NuoqMmFkPdw

      • “Lo stesso tipo di movimento è nato originariamente come forma di danza celebrativa praticata principalmente da donne per mettere in circolo energia vitale. I contesti in cui si “applica”, possono sembrare contrastanti dal punto di vista della cultura europea e vanno momenti di gioia ai riti funebri.
        Essendoci di mezzo una parte del corpo molto significativa, la componente sessuale è innegabile, ma al tempo stesso è doveroso dire che assume forme molto lontane dai canoni seduttivi ai quali siamo abituat*. Questa danza incarna, con diversa intensità e a seconda del luogo in cui viene praticata, movimenti molto potenti. Una donna che sa controllare quella parte del corpo è libera, connessa con la sua essenza. Ed è per questo che è difficilmente sottomettibile.”
        http://www.softrevolutionzine.org/2017/posteriori-liberi-twerk-danze/

      • Paolo ha detto:

        ho mabdato ddei post di risposta a Datphatass e non sono stati smoderati. Come mai?

      • Un po’ di pazienza, sono da sola qui.

      • Paolo ha detto:

        il twerking è una vera e propria danza hip hop e per farlo bene ci vuole talento e applicazione e non vedo nulla di degradante nel farlo altrimenti diamo del “mignottello” anche a tutti gli artisti maschi che usano il sex appeal nelle loro performance a partire da Elvis Presley. Si dice “quella è famosa perchè sculetta”, bè anche Elvis deve buona parte del suo successo al fatto che era giovane, bello (prima che ingrassasse negli anni del declino) e dimenava il bacino mimando un atto sessuale. Se credete che avrebbe raggiunto la stessa fama solamente cantando e facendo filmetti vi sbagliate di grosso. E ripeto: non c’è niente di sbagliato in ciò che faceva Elvis e dopo di lui hanno fatto tutti gli altri, maschi e femmine.

      • DATPHATASS ha detto:

        “Colgo una lieve sfumatura razzista.”

        Colgo un lievissimo processo alle intenzioni, ma sarà sicuramente un problema di comprensione del testo mio 😀
        Per il niggaz??
        Perchè ho affermato che hai niggaz piacciono i culi che fan provincia??
        Perchè ho scritto che il talento necessario è il culo che fa provincia che loro adorano??
        Tutto vero , tutte cose che loro amano, forse comprendi tanto bene i testi e tanto male il mondo la fuori.

      • DATPHATASS ha detto:

        Allego un pochino di talento, questa volta in combo con l’amico talentuosissimo lil waine

      • DATPHATASS ha detto:

        “Io mi ricordo chiaramente che ad inizio carriera lei faceva da spalla ai concerti di drake o kanie, chiamava un maschio a caso sul palco, lo faceva accomodare su una sedia e ci si strusciava sopra per 5 minuti”. Qual è la differenza fra questo e Iggy Pop che si esibisce fra groupie nude sul palco? Semplice: Iggy Pop è un uomo, mentre Nicki Minaij è una donna, di conseguenza a prescindere dai vestiti che si infilano addosso o dalle movenze con le quali accompagnano il canto, lei sarà sempre una zoccola mentre lui un trasgressivo idolo delle folle.

        La differenza sostanziale e spero di non fare mansplaining spiegandotelo è che gli stooges verranno ricordati per la musica e per essere stati un gruppo seminale , indipendentemente dalle groupie che avevano sul palco o dai cm di pelle scoperta di iggy pop. Nicky minaj probabilmente tra qualche anno la ricorderai soltanto tu, quando dovrai tirar fuori un articolo fuori dal mondo come questo, probabilmente perchè arriverà un’altra tizia che muove meglio il culo, è la storia della musica pop, pop attenzione non hip hop, certo la versione lei zoccola, lui idolo delle folle è troppo più comoda per la tua narrazione , naturale che tu continui ad usarla ;D

        “Questo non dipende tanto dalle doti di Iggy o di Minaj – che spero non si voglia iniziare a comparare qui, perché non è un blog dedicato alla critica musicale – ma da secoli e secoli di storia nel corso dei quali il genere umano si è tramandato una precisa idea di cosa è opportuno per un maschio e cosa per una femmina.”

        A proposito di narrazione ;D
        Meno male che non è un blog di critica musicale comunque, si nota parecchio non serviva la postilla

        “ma è problematico “il fatto che quasi tutte (e sottolineo “quasi tutte”) le immagini di donne le dipingano non semplicemente come donne sexy, ma come oggetti passivi pronti al soddisfacimento dell’altrui piacere sessuale.” ”

        Minaj non viene “dipinta” da nessuno . è semplicemente autrice di una serie di autoritratti, in cui twerka , twerka and twerka again , again and again , per soddisfare la platea sessista che non comprende i testi e dunque si accontenta del suo culo, brutale ma reale, ci vuole un grosso sforzo di fantasia per descrivere il video che ti ho linkato in questo modo , ma serve alla tua narrazione, dunque avanti così ;D

      • Quello che cerca la sua platea, beh, non sono così sicura che sia soltanto l’eccitazione sessuale. Mi pare di aver postato una lettera – eh si, l’ho proprio postata – di Jasmine Mans (https://aeispeakers.com/speakers/jasmine-mans/) che ti consiglierei di leggere per intero.

      • Antome ha detto:

        DATPHATASS, mi sa che dovresti avercela con il patriarcato o forse senza accorgertene gli dài un grande ruolo, se pensi che lei possa essersi fatta strada solo così. Cosa non da escludere, ma se ci pensi bene, perchè di un uomo non lo pensiamo? Possiamo pensare che lecchi il culo, che sia incline a compromessi artistici, ma non quello.
        Se vuoi analizzare un possibile contesto di sfruttamente e prostituzione della Minaj, magari senza pensare di avere la verità in tasca, ma spiegando perchè e per come, questo penso che sia bene accetto.
        Tu fai notare che praticamente si strusci, per esempio, il che effettivamente può essere problematico e fa domandare se non fosse una forma di “catering” per il pubblico maschile dei concerti di Kanye, una sorta di servizio, dico bene?
        Se così fosse, non penso però che dovresti dirlo in termini così svilenti e provare a razionalizzare i tuoi sentimenti, nel senso, se pensi che sia una vittima, perchè il tono da “gotcha” (letteralmente “ti ho beccato”, trovare un elemento per cogliere l’avversario in castagna ed usarlo per infierire, talvolta con poco tatto)? Puoi far notare la possibile differenza per cui ritieni in un caso il successo più dipendente dallo sguardo maschile, anche se è pieno di casi in cui accade per gli uomini. Quindi forse vuoi dire che il paragone corretto sarebbe tra il disprezzo, più connotato sessualmente nei confronti delle donne che non verso gli uomini che si ritengono poco talentuosi e fattisi strada con il loro corpo. Dobbiamo tenere conto però che anche molti cantanti talentuosi erano modelli e magari così sono stati lanciati.
        E Nicky Minaj, pur non essendo il mio genere, a pelle, qualcosa da dire potrebbe averla. Non mi ci sono soffermato, su di lei.

  2. Paolo ha detto:

    e se Bono dice una cavolata (e l’ha detta perchè le cantanti “arrabbiate” e i cantati “nion arrabbiati” ci sono eccome) è giusto farlo notare

  3. kinkyreggae ha detto:

    la tua onniscenza, intrisa con saccenza, omette di dire che nel corso del Joshua Tree tour 2017 celebrativo di un trentennale, una intera canzone di repertorio U2 (Ultraviolet) è dedicata al riscatto femminile. Con tanto di esposizione di icone femminili di tutti i tempi.
    forse ti conviene informarti meglio, quando parli di cose che non conosci a fondo.

    • Risponderei “ma che c’entra?”, ma la mia onniscienza (che è dotata di “i”) mi suggerisce che sarebbe solo tempo perso. Così mi limito a togliermi lo sfizio di dire qualcosa di gratuitamente sgradevole, perché non aspiro alla perfezione.

      • DATPHATASS ha detto:

        “Non riesco davvero a capire però, da quando l’empowerment tramite twerking, sia diventato sinonimo di talento musicale,”

        Hai sviato, ricordato che non è un blog di critica musicale e con un colpo di prestigio, sostenuto che non ho compreso il testo, perchè scritto da te e dunque tu non hai particolari doti, ma lo capisci meglio di tutti perchè tuo, un sacco di distinguo, però allla fine non hai risposto e continui a sviare, gradirei una risposta che non sia
        “non capisco quest’avversione per la danza” anche questo è un colpo da maestra complimenti davvero , dopo essere riuscita ad affermare che la minaj scive, compone , suona e si pulisce da sola come il fornelletto delonghi, sei riuscita a far passare un meme porno per danza, avanti cosi sempre meglio XD

      • Sono lieta di divertirti, ma avrei di meglio da fare.

      • Io non so proprio in quale passo avrei sostenuto l’empowerment per mezzo del twerk. Sono certa di non averlo fatto, sempre per il discorso che il testo l’ho scritto io. Che per coerenza dovrei dare della mignotta a chiunque lo balli, ecco, su questo non sono affatto d’accordo, soprattutto perché lo trovo poco costruttivo, quasi quanto discutere con te.

  4. Paolo ha detto:

    ricordo bene quella discussione intervenni anch’io per dire quanto fosse non solo sessista ma anche idiota accusare Miley Cyrus, Minjai e altre di “non fare altro che sculettare”, primo perchè non è vero che sculettano e basta e cosa più importante nessuno se la prende col mitico Elvis perchè dimenava il bacino sul palco nella palese imitazione di un atto sessuale, lui non è “oggettificato”, lui non è “mignottello” anche se praticamente faceva sesso col suo pubblico perchè allora Minjai non può dimenare il sedere in pace? La verità è che nessuno dei due è oggettificato nè si auto-oggettifica, sono artisti che fanno il loro mestiere. Nella musica pop, i cantanti maschi e femmine hanno sempre esibito il loro corpo, la loro fisicità e il loro sex appeal e a loro sensualità, per non parlare delle allusioni sessuali nei testi delle canzoni e oggi nei videoclip. Non c’è proprio nulla di degradante, è semplicemente così che si gioca, e gli uomini e le donne che sono in questo ambiente lo sanno e lo accettano, può piacere o no (a me piace) ma è così almeno dai tempi in cui Elvis era bello, snello e dimenava il bacino per la gioia del suo pubblico (specialmente femminile) rendendo popolare fra i bianchi lo stile musicale degli afro-americani (stile musicale di cui anche la sensualità e le allusioni sessuali erano parte). Tutto quel che si può dire è che se negli anni ’50 Elvis scandalizzava i benpensanti col suo bacino dimenante, se negli anni ’80 la “Material Gilrl” Madonna riusciva ancora ad agitare i bigotti e i conservatori..oggi questi atteggiamenti non suscitano più le proteste di nessuno (forse solo di qualche femminista che si chiede se Madonna e le sue epigone da Lady Gaga a Katy Perry siano femministe o no; degli epigoni maschi come Justin Timberlake che pure lui usa il sesso nessuno si occupa) ma questo è il segno di un cambiamento del costume (per me positivo) avvenuto anche grazie al bacino di Elvis e alle provocazioni di Madonna.
    Per il resto sono d’accordo con te: quando ti impegni per vincere l’Oscar, il Nobel per la Fisica, il Grammy Award o il campionato di Formula Uno non hai tempo (e forse neanche tanta voglia) di studiare la storia del femminismo e diventare “l’attivista perfetto/a” quindi è sbagliato pretenderlo. Dalle donne (e dagli uomini) che sono nell’industria dell’intrattenimento io mi aspetto ce mi intrattengano, non mi aspetto che salvino il mondo,poi se vogliono provare a farlo mettendo la loro popolarità a servizio di buone cause sono benvenuti (non mancano certo attori e attrici famosi politicamente e socialmente impegnati anche per i diritti delle donne) ma non sono in nessun modo obbligati a farlo. Oltretutto la logica del testimonial che si può riassumere con “io sono famoso, faccio cose che ti divertono quindi tu mi darai retta quando ti dico di comprare questo prodotto o ti sensibilizzo su questa causa socio-politica; se ti sei divertito coi miei film, le mie canzoni o le mie performance sportive non puoi non ascoltarmi!” mi lascia perplesso per quanto riconosco ai famosi il diritto (non il dovere) di impegnarsi politicamente se vogliono (ma MInjai non vuol essere testimonial di nulla)

    • DATPHATASS ha detto:

      Ci credi veramente al talento dell’artista o lo fai per darti un tono su questa pagina????

      • Paolo ha detto:

        ci credo veramente. La seduttività e il sesso, la sensualità e l’ eccitazione erotica hanno da sempre fatto parte della danza, basti pensare ai balli latino-americani (il tango argentino ma anche la salsa) quindi non vedo proprio il problema. Il sesso, l’eccitazione sono cose bellissime, a te non piacciono? a me sì
        E ripeto: le allusioni al sesso anche molto esplicite hanno sempre fatto parte della musica pop, chi condanna Nicki Minjaii deve condannare anche Elvis “the pelvis”

      • Ci sono tanti modi di alludere al sesso, Paolo, e non sono tutti così innocui.

      • DATPHATASS ha detto:

        @Paolo seduttività e sesso non hanno niente a che vedere con la tizia in questione , quello è soft porno poco da girarci intorno .
        Il paragone con elvis fallo pure, faceva musica terribile pure lui, elvis non allacciava manco le scarpe a chuck berry, è entrato nella storia perchè bianco è semplicissimo , cosi come minaj verrà ricordata solo per le dimensioni del suo culo e come lo muove , non serve a nula titare fuori paragoni improbabili col tango e la danza.

      • Paolo ha detto:

        Elvis non era l’unico bel ragazzo bianco che cantava esattamente come Marylin Monroe non era l’unica bella ragazza che faceva film; se parliamo ancora di loro a decenni dalla loro morte è perchè loro più di altri hanno segnato la loro epoca influenzando chi è venuto dopo e l’hanno segnata grazie al sesso, grazie al loro sex appeal che sconvolgeva l’America puritana degli anni ’50 e ’60. Elvis era un bianco che si muoveva come un nero, che agitava sensualmente, eroticamente il bacino davanti a un pubblico di ragazzi bianchi e sopratutto ragazze bianche borghesi che non avevano visto nulla di simile prima di allora. Elvis era amato dai figli e disprezzato dai genitori; i ragazzi sognavano di essere lui e le ragazze sognavano di andare a letto con lui (l’opposto succedeva con Marylin). Per questo motivo Elvis viene ricordato ancora oggi mentre altri cantanti suoi contemporanei musicalmente superiori a lui sono finiti nel dimenticatoio. Perchè Elvis ha segnato una svolta epocale e l’ha segnata semplicemente dimenando il bacino, portando così la sensualità e la tensione erotica “peccaminosa” della black music ai “bravi ragazzi bianchi”. Ce n’è abbastanza per diventare un mito (non solo musicale)

      • Decisamente off topic.

      • Paolo ha detto:

        rispondevo a DatPhatass, cercavo di fargli capire che Elvis non è passato alla storia semplicemente perchè bianco

      • Finireste con l’avviare una conversazione priva di interesse per qualsiasi altro lettore. Lui sa già tutto e non ha bisogno di confrontarsi con nessuno che non condivida in toto le sue illuminate opinioni, e tu tendi a ripetere all’infinito le tue, nella convinzione che la goccia, alla fine, non possa che scavare la raccia, a prescindere da che goccia si tratti. Io direi di lasciare spazio anche ad altri eventuali commentatori.

  5. DATPHATASS ha detto:

    @ricciocorno la lettera che hai postato l’ho letta ed incredibilmente non concordo manco con le virgole, non posso concordare con lei, perchè la musica come la concepisce lei per me è un cancro e perchè il fatto che la minaj dia messaggi potenti alle ragazze, non la trasforma per me in un’artista , rimane una che muove il culo e ripete bei messaggi, sicuramente avrà miliardi di pregi che non conosco, altrettanto sicuramente ha già dimostrato che come artista è buona solo a muovere il culo , la musica fa pietà, come fa pietà la musica di un buon 98% di “artisti” maschi mainstream , ti anticipo per evitare obiezioni.

  6. DATPHATASS ha detto:

    @ricciocorno

    Che per coerenza dovrei dare della mignotta a chiunque lo balli, ecco, su questo non sono affatto d’accordo, soprattutto perché lo trovo poco costruttivo, quasi quanto discutere con te.

    aridaje col processo alle intenzioni ma quanto ti piace ????;D
    Scommetto che trovi poco costruttivo discutere con chiunque non ti dia ragione, molto femminista comunque la chiusa coN punta di veleno sulla lingua XD

    • Trovo molto poco costruttivo con chiunque pensi che insultare la gente il cui lavoro non si apprezza equivalga ad apparire come un sofisticato cultore della musica di qualità.

      • DATPHATASS ha detto:

        Guarda che adesso stai dando dimostrazione di non comprendere testo che non esca dalle tue manine, non è un’insulto è una constatazione ma andiamo con ordine.
        Io rispetto le stripper e non odio la minaj, odio la sua NONMUSICA ed il fatto che ci sia gente come te che per portare avanti narrazioni improbabilissime trasforma una stripper in una musicista hip hop che stando ai tuoi link credibili come una banconota da 2 euro del NYtimes avrebbe addirittura sfasciato l’hip hop “club per soli maschi XD”, limitati a fare supercazzole sul sessismo, ma evita la prossima volta di parlare di musica per favore non è esattamente il tuo campo, niente di personale ma a costo di passare come uno snob sofisticato cultore di musica di qualità, devo dirtelo , mica possiamo aspettare paolo che reputa una grande artista pure miley cyrus XD
        Allego altro lavoroditalento/musicadiqualità anche perchè è praticamente impossibile trovare altri “lavori” suoi in cui non dimena il culo in questa danza cosi artistica e si limita solo a cantare, mannaggia a utube ed il patriarcato

      • Mi duole essermi documentata sul NYTimes. Inviami il tuo numero di telefono, così la prossima volta che devo scrivere qualcosa mi rivolgo a fonti più autorevoli.

      • Paolo ha detto:

        X DATPHATASS

        io ritengo Miley Cyrus un’artista, “grande” lo hai aggiunto tu, io non l’ho detto. Artista è un sostantivo non è un giudizio di merito. Ci sono bravi avvocati e pessimi avvocati ma un pessimo avvocato è pur sempre un avvocato,un pessimo attore è pur sempre un attore. Ora Miley Cyrus si esibisce su un palcoscenico cantando e ballando per un pubblico che paga per vederla e quindi è un’artista, può non piacerti il suo lavoro, puoi anche pensare che fa schifo ma finchè c’è gente che si separa dai propri soldi e impiega il suo tempo per venire a vedere i tuoi spettacoli, i tuoi lavori tu sei un artista. E se te lo stai chiedendo anche spogliarellisti e spogliarellisti sono artisti, performer, intrattenitori per la precisione. Tutto il settore dello spogliarello burlesque è arte e anche raffinata, Dita Von Teese è un’artista

      • Sei off topic. Entrambi lo siete. Questo post non era stato scritto per discutere di cosa sia “buona musica” o addirittura di cosa possa essere definito arte e cosa no. In realtà il tema era l’attivismo…

  7. DATPHATASS ha detto:

    “Mi duole essermi documentata sul NYTimes.”
    Dovresti credo, non sono gli stessi cuor di leone che hanno coperto weinstein per 20 anni ??? 😀
    Giornalismo d’assalto proprio , non mi meraviglia che sia una fonte d’informazione per le femministe come te 😀
    Il numero te lo lascio anche, ma solo per consigli o ripassi sulla storia della musica , che sul quel lato sei parecchio carente e sei inciampata un sacco di volte, la danza è una cosa , la musica un’altro paio di maniche, il twerk roba da strip club per camionisti , lavoro come un’altro ed onestissimo, ma la musica si suona con gli strumenti, non con le iniezioni di collagene sul culo ;D

  8. DATPHATASS ha detto:

    @paolo
    Niente di personale ma quello che scrivi per me ha ancora meno senso di quello che scrive riccciocorno, solo tu parli di elvis a decenni dalla sua morte, al limite qualche altro fanatico che si fa gli anniversari della morte a graceland, elvis nel 2018 ha peso specifico pari a zero.

    • Antome ha detto:

      Ciao. Trovo interessante che affermi che Elvis sia passato perchè bianco, e Riccio che credeva fossi razzista per il termine “niggaz”, torneremo ovviamente sul loro presunto gusto per i culi che fanno provincia, se è vero, sarà un fatto culturale e perchè è diverso che con i bianchi.
      Partiamo dicendo che comunque i neri sono stati riconosciuti, anche se discriminati, come grandi innovatori e questa stessa differenziazione culturale, a cui probabilmente attribuisci anche tali gusti per i fondoschiena, ha contribuito al blues e alla permutazione di esso che è stata il rock, tutti infatti ricordano Chuck Berry, non solo Elvis. Elvis era un talento vocale. Ora, parliamo di mostri sacri di un periodo in cui la scena era in gran parte maschile, anche se non mancavano comunque grandi artiste, Billie Holiday, Nina Simone, Sarah Vaughan.
      Il corpo è stato usato molto da tutti questi, dai rockettari, etc. Perchè è più disdicevole per una donna?
      Potresti non avere tutti i torti sull’idea che il prodotto sia più scadente, certo non si vuole paragonare Miley Cyrus con la rivoluzione di allora, ma è quello il punto? Miley Cyrus, tra parentesi e comunque, apparentemente, brava a cantare, dal punto di vista tecnico.
      Forse il paragone non è il più appropriato, ma quello che si vuole indicare è che è più facile mettere in discussione la dignità di una donna, quando si esibisce, rispetto ad un uomo, metterne in discussione il talento, etc.
      Certo è del tutto legittimo non apprezzare un artista, vedi appunto Justin Bieber, ma è più facile la connotazione di “usata”, nei confronti di una donna.
      Capisco la confusione, l’antisessismo ed il femminismo, devono tenere insieme due aspetti, l’oggetificazione della donna e l’idea che debba usare il corpo per farsi strada, non assumere quindi che ne sia sempre in controllo e non possa essere vittima di tale concezione, e il fatto che altresì una donna non debbe essere vittimizzata / disprezzata (due facce della stessa medaglia paternalista, in certi discorsi) per il fatto di esibire il corpo più di quanto non lo si faccia per un uomo.
      Il disprezzo, si nutre infatti anche del concetto di donna umiliata/usata o che si fa umiliare/usare per farsi strada, quindi mettendo da parte la sua dignità. Manco a dirlo, però questo ha le sue radici nell’idea del sesso come merce che la donna offre come lubrificante sociale, come affermo di sopra.
      Sapendo che questo non riguarda ancora gli uomini (ma hey, speriamo che le cose migliorino per le donne più che peggiorare per gli uomini, anzi migliorino per tutti :D) si tende a pensare che un uomo che si mette a torso nudo sia del tutto in controllo e per questo non lo si vittimizza/disprezza, perchè non si pensa che si sia buttato nella melma.

      • DATPHATASS ha detto:

        Myley cyrus brava a cantare….., quando 2 righe sopra citavi holiday e nina simone.
        in questi spazi femministi ne sapete una più del diavolo , le ho sentite davvero tutte 😀
        Antome a parte le supercazzole femministe, sto aspettando ancora l’esempio di un MC che è diventato famoso TWERKANDO, visto che in questo spazio si linkano pezzi che parlano di musica, ma quanto viene fatto notare al ricciocorno che quei pezzi sono scritti con i piedi e falsi come una banconota da 2 euro, ricciocorno si triggera malamente, facendomi notare che sono snob e anche se mi comporto come un critico musicale non porto link falsi come i suoi per avvalorare la mia tesi :(((((((

      • Link “falsi”? Ma “falsi” in che senso?

      • Antome ha detto:

        Mavaff, non ho detto che è paragonabile a Nina Simone o altro, pensi che questa aggressività ti faccia figo? Stai usando però i tuoi gusti per dire quanto a tuo parere si sia fatta strada col didietro.

      • Antome ha detto:

        Ok me la sono presa. Però sui trigger si fa una facile ironia.
        Stai dicendo che farsi strada con twerking è una prerogativa femminile? Ok non stai dicendo quello. Se ho ben capito vuoi dire che è vero che anche uomini si sono esibiti in forte fisicità ed erotismo, ma oltre al visual c’era anche del contenuto e che quindi David Bowie, Iggy Pop e Plant or Gillan non sono paragonabili alla twerkante Nicky Minaj, che tu affermi Riccio stare paragonando ad essi ed imputare al sessismo moralista i giudizi sul suo twerking.
        Ora credo che noi si sia i primi a distinguere una musica puramente commerciale nel senso di studiata a tavolino ed omologata ed un’altra più di qualità o innovativa. Su Elvis va detto, quelli sono i tuoi gusti personali, ma se essi sono i tuoi gusti sulla qualità della sua musica, si potrebbe per lui applicare un discorso sull’aver sfondato per la fisicità? Non credo che anche per i detrattori questo sia un grande argomento.
        Ci sono argomenti simili per Justin Bieber, ma nota bene che molte sono battute sulla sua virilità e presunta assenza di essa. Allora chessò Justin Timberlake, bel fusto ma voce, per quanto estesa in acuto senza personalità.
        Se ne può parlare. Forse non era rilevante, ma la mia non era una supercazzola.

      • Antome ha detto:

        E ho detto brava a cantare nel senso che regge dal vivo e tecnicamente avrebbe una voce estesa anche se come stile può non piacere. Ma nessun paragone con le succitate.

      • Antome ha detto:

        E aggiungo che l’estensione non è tutto affatto, ha anche un timbro abbastanza pieno. Pure Lady Gaga non sarebbe scarsa, in generale non è il mio genere, però io sono molto aperto.

  9. DATPHATASS ha detto:

    “Lui sa già tutto e non ha bisogno di confrontarsi con nessuno che non condivida in toto le sue illuminate opinioni,”

    Non te la leghi per niente al dito quando non ti danno ragione a prescindere ricciocorno, veramente empowered questo femminismo e molto aperto al dialogo oltretutto 😀
    Meno male che ci sono menti illuminate/potenziate dal femminismo come la tua che mi insegnano la retta via e la comprensione del TUO testo XD

    • Grazie, avevo dimenticato “necessita di avere sempre l’ultima parola”.

      • DATPHATASS ha detto:

        Prego Figurati, mi pare una modalità un pochino infame la tua a dire il vero, sei sulla tua pagina ed hai bisogno di tirarmi in mezzo con ste bambinate attraverso lo scambio con un’altro utente che la frequEnta ??Bannami piuttosto , tanto hai già dimostrato non solo con me di non accettare opinioni diverse dalla tua, sarebbe un gesto meno bambinesco, la pagina è tua non sopporti le mie critiche e amen, ma percularmi come illuminato perchè ti faccio notare che agitare il culo per provocare erezioni è tutto tranne che artistico pure no per favore XD, fatti un giretto nel mondo reale e poi ne riparliamo magari.

      • Io ho un’idea migliore: ma perché non te ne vai? Io sono un’infame,non “accetto” la tua opinione (traduco: mi ostino a non condividerla, pur pubblicandola), la conversazione non è al tuo livello… che ci fai qui? Pensi che Bono ti scriverà una lettera di rigraziamento? Che Rolling Stone ti chiamerà per un colloquio dopo aver illuminato il mio ben poco vasto pubblico su cosa merita l’appellattivo di arte e chi invece sono le zoccole? Vai nel vasto mondo, ti prego. Anche perché io sto uscendo…

  10. DATPHATASS ha detto:

    @PAOLO
    Ora ricciocorno mi banna ma pazienza, per me è un’abominio anche solo considerarla artista senza il “Grande” davanti, è un prodotto di disney che poi è stato pornificato da mtv ed i social media, non esiste un’oncia d’arte nell’animo di myley cyrus , stacce, hai una visione veramente ingenua del funzionamento dei meccanismi dello star system, scusa ricciocorno se illumino troppo la tua pagina ma purtroppo è cosi
    Pure il mio idraulico è un’artista a sto punto, gli stripper ma per favore ….

    • Paolo ha detto:

      quindi tu escludi che arte e industria possano co-esistere? Io non lo escludo. Ci sono artisti con un forte appeal commerciale che possono non piacere ma sono artisti. E non credo che il tuo idraulico riempia i teatri di gente che paga per vederlo riparare tubi.
      chiedo scusa se continuo l’off topic

  11. DATPHATASS ha detto:

    In realtà il tema era l’attivismo…
    Strano davvero, perchè in realtà nel tuo pezzo ti concentravi su significato che bono dava all’aggettivo “girly”, ma sarà sicuramente vero che sono io ad essere off topic e a non aver compreso il testo

  12. Premesso che sono una fan degli U2 e che adoro Bono, a me è parso peggio vederlo abbracciato a Bush jr.
    Bono penso sia una bella persona, e, come molti al mondo, ancorata a stereotipi di genere. Gli stereotipi permeano tutto nella nostra vita, non c’è linguaggio o espressione artistica che non sia deformata dallo stereotipo. Come possiamo produrre arte oltre lo stereotipo se le nostre menti si formano su stereotipi? Come possiamo cominciare a pensare oltre lo stereotipo? Siamo agli albori di una nuova era, ci vuole pazienza. Rompere i binari, e deragliare tutto un convoglio umano in campo aperto richiede tempo.

  13. ... ha detto:

    mmm, secondo me hai frainteso ciò che voleva dire Bono, anche perché ciò che vuol dire è un po’ intricato, e non aiuta l’uso del termine girly, che però non vuol dire esattamente ciò che pensi tu. Di sicuro non c’entra niente il successo delle donne che andrebbe a scapito degli uomini. Bono stava parlando di rock in contrapposizone con l’hip hop, poiché in questo periodo storico quest’ultimo ha sostituito il rock come fatto centrale nel mondo della musica e dei giovani. E parla del fatto che la rabbia ora viene meno espressa attraverso quella che è stata lo strumento simbolo del rock, ovvero la chitarra elettrica. Parla di rabbia maschile, è vero, ma non credo che avrebbe difficoltà a parlare di rabbia adolescenziale, al di là del genere, semplicemente la maggior parte degli adolescenti che hanno fatto e che fanno rock sono maschi. Tant’è che dice che ci sono anche aspetti positivi circa la piega girly della musica attuale. Forse non bisogna confondere/sovrapporre le cose. Ovvero il fatto che si usi uno stereotipo per descrivere un’idea. Se nel calcio fra qualche anno si cominciassero a vedere meno falli in campo qualcuno potrebbe dire una cosa simile, che il calcio si è femminilizzato o ingentilito, ma non avrebbe a che fare realmente con le donne, dato che pure per il calcio femminile si potrebbe dire la stessa cosa. Quello che fa strano a Bono, e non solo a lui, è che un ragazzo non senta il bisogno di esprimere la rabbia attraverso uno strumento che dà la sensazione immediata di essere un’espressione fisica di ciò che si sente, al contrario della musica elettronica, che viene ritenuta più fredda, cerebrale, persino finta. Ciò che non posso sapere è se Bono intenda che si una cosa cattiva perché non ritiene l’hip hop adatto a sfogare la rabbia o perché gli dispiaccia che il rock possa essere giunto alla fine. Non credo che intenda che l’hip hop sia musica per ragazze, solo che ritiene il rock migliore per certi aspetti extra-musicali. Non escludo che possa in qualche modo rimpiangere o avere idealizzato un certo modo di essere maschi e di fare musica da maschi. In un’intervista Contessa (intervistato da Matteo Bordone, si trova su youtube) de I Cani, diceva appunto che nel suo ultimo disco, Aurora, aveva evitato di usare effetti pesanti come la distorsione per i synth, perché un certo tipo di violenza musicale non gli apparteneva più, lo aveva stancato; e diceva pure di amare videogames poco maschili, sempre in quel senso.

    • Per quel poco che posso conoscere Bono per aver letto biografie e articoli, si è realmente servito di uno stereotipo, che i maschi abbiano necessità di esprimere rabbia adolescenziale e le femmine no. Questo è quello che è successo a lui, per i travagli della sua vita, in primis la morte della madre e la difficoltà di vivere con il padre e il fratello. Questo è quello che esprime anche il mercato musicale da sempre. Eppure le ragazze avrebbero molti più motivi per essere arrabbiate, soprattutto nell’adolescenza quando i canoni di bellezza standardizzati si fanno più schiaccianti, quando si entra nell’età adulta e tutto è dominato al maschile. Le donne però quella rabbia non riescono ad esprimerla proprio perché vittime dello stereotipo che le definisce, molto spesso si adattano invece alla sublimazione dello stereotipo femminile della ipersessualuzzazione softporn.

    • Dire che che una cosa si è “femminilizzata”, intendendo “ingentilita”, cos’è se non uno stereotipo di genere?
      E poi, io mi sono letta diverse definizioni della parola “girlie”:
      https://dictionary.cambridge.org/dictionary/english/girlie “typical of females, or suitable for females rather than males”, https://www.collinsdictionary.com/dictionary/english/girlie “things are suitable for girls or women rather than men or boys”; “Some people refer to women as girlies, especially when they think they are not as intelligent or able as men”.

      • sciamanesimofemminile ha detto:

        Infatti l’espressione “girly” è davvero infelice e anche misogina, in generale tutto quello che rientra in un assolutismo, in una visione assolutista fa bene il paio con la misoginia e gli stereotipi di genere, poi ci sono band metal femminili che stanno lì a dimostrare come la “rabbia rock” non sia solo maschile, e mi limito a citare solo le band femminili metal (potevo citare i gruppi femministi Grunge, eh si ok pure loro) ma dire che la rabbia sia solo maschile è davvero un aberrazione, ne parlai in un post di qualche tempo fa e misi (accostandoli) vicine rabbia e assertività che sono caratteristiche umane e prima ancora per me ed è la mia visione, proprio femminili, mi viene in mente l’infanzia quando ancora non squadrano completamente in stereotipi e ruoli femmine e maschi l’aggressività la mostrano più le femmine, d’altra parte etimologicamente parlando, aggressiv@ significa andare in contro a…. poi modificato e adattato perché la lingua stessa è il modo di comunicazione che riconosce il patriarcato come valevole in maniera assoluta, escludendone altre di forme, ora racconto un aneddoto. La femmina nel grembo se è una gemella e l’altro gemello è un maschio fa la parte della leonessa e lo fa con aggressività, una mia amica ha due cugini gemelli, un maschio e una femmina, e sua zia narrava sia alla figlia che al figlio e alla nipote che la gemella nel grembo era irruenta e alla nascita pesava molto più del fratello, è un dato universale? non lo so, non ho studiato a fondo la tematica ma ho visto e sentito narrare vicende, se ampliassi il tema in maniera multidisciplinare però sono sicura che risulterebbe come uno stereotipo di genere quello per cui il maschio sarebbe un alfa innato, specie se penso che i livelli di testosterone in grande quantità portano alla cooperazione e non all’aggressività, inoltre mi conosco e conosco la mia rabbia (diversa dalla rabbia di chi è un ancorato ad un modello di società dove è il potere che deve essere messo sotto la lente di ingrandimento cosa che tu fai Ricciocorno, costantemente e bene, mia personale opinione che ti rinnovo :-)) e chi rientra nella dicotomia alto-basso ha una catena e spesso non la vede.
        Il resto è fuffa e come sempre distorsione e allontanamento dal tema centrale quindi censura sistemica, oltre che dividi et impera tipico modo patriarcale di mettere le donne le une contro le altre, anche quella è una strategia, lo scriveva anche alledonnepiacesoffrire tempo fa, oggi lo stava dicendo in un intervista Sveva Casati Modigliani (presentando il suo ultimo libro) comunque una strategia è sempre qualcosa di ponderato, non è a caso, è una scelta e il dividi et impera è una scelta strategica appunto.

    • ... ha detto:

      @ alledonnepiacesoffrire
      lo stereotipo che usa Bono è il termine girly, non che i maschi abbiano una certa necessità e le femmine no. Questo al massimo lo si può inferire, ma non mi pare la corretta interpretazione. A me il suo discorso pare confuso e limitato, ma non ci vedo qualcosa contro le donne. Anzi, non ci vedo proprio nessun nesso con le donne, a parte la sua concezione di cosa sia la musica intesa come suoni, visto che parla di chitarra (tollera la drum maschine, per dire, ma la chitarra ci deve stare, l’uomo deve puzzare a partire dalla chitarra). Penso che se interrogato sul tema potrebbe dire che pure per la rabbia delle ragazze è meglio il rock.

      @ Riccio
      Non ho detto che non sia uno stereotipo. Ho scritto che “non bisogna confondere/sovrapporre le cose. Ovvero il fatto che si usi uno stereotipo per descrivere un’idea “. uno stereotipo forse non è la cosa migliore per descrivere ciò che si ha in testa, ma non ha necessariamente a che fare con l’uso che si fa degli stereotipi. In questo caso l’idea che stesse accostando la femminilità alla tendenza attuale più in voga per screditarla poiché le donne sono peggiori mi pare un modo fuorviante di intendere il suo pensiero. Mi pare più aderente che lui abbia una certa idea di musica, e di quello che può incarnare. E che ciò abbia poco o nulla a che fare con le donne e molto di più con gli uomini e con la musica.

      @ sciamanesimo femminile

      io sinceramente non capisco perché tirare in ballo la misoginia. Uno che scrive “And there are some good things about that ” ovvero in un modo di essere girly della musica, ti pare misogino? E dove ha scritto che la rabbia sia solo maschile? Ha detto una cosa diversa, ovvero che l’hip hop sia il solo spazio dove la rabbia maschile trova espressione. Si può contestare che ciò sia vero e che ciò non sia un bene, mi pare difficile dire ciò che intendi tu.

      scrivi: “Il resto è fuffa e come sempre distorsione e allontanamento dal tema centrale quindi censura sistemica, oltre che dividi et impera tipico modo patriarcale di mettere le donne le une contro le altre, anche quella è una strategia, lo scriveva anche alledonnepiacesoffrire tempo fa, oggi lo stava dicendo in un intervista Sveva Casati Modigliani (presentando il suo ultimo libro) comunque una strategia è sempre qualcosa di ponderato, non è a caso, è una scelta e il dividi et impera è una scelta strategica appunto.”

      non capisco se sia riferito al pensiero di Bono o altro.

  14. IDA ha detto:

    Sembra l’invasione degli ultracorpi… comunque. Anche a me l’affermazione di Bono mi sembra abbastanza chiara, e che non ci sia molto da discutere.. l’utilizzo di stereotipi sessisti non sono accidentali ma rappresentano il suo modo di percepire la realtà, la musica non c’entra nulla, perchè si sta parlando dell’industria dell’intrattenimento e non di musica che sono due mestieri differenti.
    Io non conosco la realtà internazionale della musica del mercato e dell’industria e non conosco le correnti di pensiero se esistono, So solo che nella miseria e nel deserto del panorama artistico italiano, attuale, possiamo trovare anche alcune donne.

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