La sagra dell’8 marzo

L’8 marzo ci regala ogni anno momenti imbarazzanti.

Il momento in cui un’azienda pensa sia il giorno perfetto per promuovere le sue cucine, ad esempio.

Perché lo sanno tutti che “femmina cuciniera, pigghiala per mugliera!“, e una donna che non si sposa, che donna è?

O il giorno in cui un celebrato scrittore se ne esce così:

L’8 marzo non è il giorno in cui “si celebra un genere”; non è una giornata analoga alla sagra del fagiolo borlotto, nel corso della quale (e non ci trovo niente di male, anzi) si valorizza un legume tipico decantandone le straordinarie proprietà organolettiche e degustando minestroni accompagnati da ottimi vini.

Per quanto oggi anche io abbia, mio malgrado, ricevuto molti di quei fastidiosi video promozionali nei quali si elencano quelle proprietà del prodotto-donna che lo renderebbero degno di celebrazioni (femminili e determinate, dolci e coraggiose, sognatrici e pratiche, sempre più emozionate, delicate…), l’8 marzo è la Giornata Internazionale della Donna, istituita nel contesto della lotta delle donne contro la discriminazione di cui sono fatte oggetto.

All’epoca del primo Women’s Day, le donne non chiedevano di essere celebrate, lodate, festeggiate: protestavano perché veniva negato loro di votare, protestavano contro l’impari trattamento e lo sfruttamento nel mondo del lavoro.

Le donne protestano ancora oggi. Hanno protestato anche oggi. C’è ancora molto contro cui protestare.

Non ce ne frega niente se vi piacciono le donne portatrici di passioni o quelle che sfornano una lasagna perfetta, se preferite le donne con le gonne o quelle che difendono la complessità.

Le donne, per prendere parte a questa giornata, non debbono rispondere a nessun altro criterio che non sia l’appartenenza al genere umano.

Perché è per quello che combattiamo: affinché ci venga riconosciuto lo status di esseri umani.

L’elenco di caratteristiche da soddisfare, come pure le celebrazioni, li lasciamo volentieri ai fagioli borlotti.

Informazioni su il ricciocorno schiattoso

Il ricciocorno schiattoso si dice sia stato avvistato in Svezia da persone assolutamente inattendibili, ma nonostante ciò non è famoso come Nessie.
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5 risposte a La sagra dell’8 marzo

  1. Carmela ha detto:

    Brava!!!!!!

  2. Paolo Lotti ha detto:

    Grazie!

  3. Vale ha detto:

    Il 7 marzo è arrivata, puntuale come la morte e le tasse, un’email aziendale. Il presidente, che non so manco che faccia abbia, per la cronaca, ci invita, noi donne e noi soltanto, a un piccolo evento.
    Dobbiamo prendere l’auto a metà mattinata, andare nell’altra sede, sorbirci un discorso auto-celebrativo di quest’uomo su quanto è bello essere donna, farci appioppare una mimosa, poi tutte di nuovo in ufficio.
    L’anno scorso hanno pure organizzato una conferenza sul tumore al seno (che credo abbia molto a che fare con la discriminazione di genere!) (è venuto fuori che il conferenziere, ben pagato, era amico dei soliti noti).
    Ovviamente, le mail sono state spedite solo alle dirette interessate e i cui i colleghi maschi sono COMPLETAMENTE ALL’OSCURO della cosa. Vorrai mica che si dica agli uomini “non dovete discriminare le donne!”, no, meglio che loro vivano nella loro beata ignoranza e che alle donne si dica “siete speciali, ecco un bel fiore, ma non ditelo in giro”.

    — Abbiamo un’unica dirigente donna, perché nipote di.
    — A parte lei, le donne sono pagate meno dei colleghi, a parità di mansione ed esperienza.
    — Le istruzioni anti-discriminazione di genere emanate dalla casa madre sono state del tutto ignorate.
    — Volevano mettere su un centro di denuncia molestie composto da 4 UOMINI. Ho dovuto far presente io che, se una veniva molestata (magari da uno di quei 4!), di sicuro non aveva voglia di farlo presente a un uomo. Hanno eliminato il progetto in toto, non messo 4 donne.
    — Ci sono stanze, a uso e consumo dei dipendenti, RICOPERTE di foto porno alle pareti (ci ho messo piede una volta e mai più).
    — Ieri i miei colleghi commentavano (con me seduta alla scrivania 2 metri più in là) delle ragioni per cui andare in un bordello in Svizzera con le parole “Beh, vuoi mettere? Lì sono pulite, le controllano, non hanno malattie, certo è un po’ scomoda la strada, ma almeno hai la qualità”. Non le marchiano anche a fuoco? Ho fatto loro presente che si parlava di persone, di solito schiave della tratta, e non delle polpette Aia.

    Però ci danno un fiore una volta l’anno. E i colleghi una volta l’anno ci fanno gli auguri.
    Andatevene a fanc*** voi e la “””festa””” della donna.
    La cosa che più mi manda in bestia sono le mie colleghe, che si vendono pezzi di dignità ogni anno, per uno stupido rametto di mimosa.

    [PS: lo scorso anno, fra i dipendenti della mia azienda, tre sono stati uccisi. Due donne di femminicidio e il terzo era il nuovo fidanzato di una delle vittime. Per dire che a questo punto, sarebbe il caso di interessarsi della cosa.]

    • IDA ha detto:

      Ciao Vale.. Lo so che ci sarebbe da piangere ma mi hai fatto ridere. Mi hai fatto ricordare dove sono stata a lavorare per più di venti anni.. mi è sembrato di vedere certe facce e certi discorsi.
      Intanto sei fortunata perché vi fanno fare la giratina, noi si trovava il mazzetto di mimosa sulla scrivania. Io lo buttavo nel cestino perché mi faceva effetto, mi ricordava un’onoranza funebre. Non ho mai capito chi era l’autore di tale gesto.
      Ti invidio però, il centro contro le molestie composto da 4 uomini, Da noi le molestie sul lavoro non esistevano e basta, tutto il resto era inutile.. ci sono stati diversi casi, ma si dice, pare, sembra, alcuni dirigenti sono stati trasferiti da un giorno all’altro, anche qui si dice, pare, sembra. Un giorno fu assunta una ragazza giovane, molto bella, esperta in lingue, per il mercato tedesco. Tralascio le battute sull’esperta in lingue, dopo tre mesi diede le dimissioni. Lei non ha mai fatto denuncia due persone sono state licenziate ed è rimasto solo il pare, il sembra, si dice. Di fatto non esistevano le molestie sul lavoro, c’erano solo dei colleghi burloni e donne che non capivano gli scherzi.
      Detto tra noi, se il centro contro le molestie è istituito dalla direzione, anche se composto da 4 donne, non mi fiderei comunque..
      Sul: non le marchiano a fuoco, forse in Svizzera no. Ma leggevo che un proprietario di un bordello nel Nevada negli Stati Uniti, faceva tatuare le ragazze con il logo del bordello e un numero progressivo, che fa tanto di mandria e campo di concentramento e sembra che questo attizzi molti uomini. Quindi sul non le “marchino a fuoco” andrei cauta.
      Anche da noi c’era solo una donna come dirigente ed era la figlia di un deputato locale..
      Abbiamo condiviso proprio dei begli ambienti, e pare, sembra che siano eccezioni, così si dice.
      Se per l’VIII marzo ti dicevano si fa la festa “alle” donne, il 9 marzo ti chiedevano: Ieri sera te l’hanno fatta la festa? Si sa sono dei burloni….

      • Vale ha detto:

        – “Intanto sei fortunata perché vi fanno fare la giratina” loro fanno la giratina. Io mi sono rifiutata, come ho sempre fatto. Comunque non è bello: 1800 m fino al parcheggio (e tante vengono in tacchi altri per questa occasione), 5 min di auto, 300 m fino alla stanza, sorbirsi un’ora di roba, e strada di ritorno. Più la bellezza di 6 moduli per giustificare la cosa, sul conto delle timbrature
        – “Ti invidio però, il centro contro le molestie composto da 4 uomini” è stato chiesto dalla casa madre (io lavoro in una delle innumerevoli filiali), ma non è mai stato implementato. La casa madre è famosa a livello internazionale e ha pensato ‘ste cose per guadagnarne in immagine coi mercati esteri. Ma tanto, non hanno mai attuato nulla…
        – “Detto tra noi, se il centro contro le molestie è istituito dalla direzione, anche se composto da 4 donne, non mi fiderei comunque..” una volta ho riportato di essere stata molestata a una impiegatA dell’ufficio del personale. Mi ha suggerito di guardare il molestatore negli occhi, prenderlo per le spalle, sbatterlo al muro e dirgli “stammi lontano”. Lei è 1.90 per 100kg. Io sono 1.70 per 55kg. Fai te…
        – “che fa tanto di mandria e campo di concentramento e sembra che questo attizzi molti uomini” quello che mi sconvolge è che gli stessi uomini indignati per la marchiatura dei campi di concentramento possano eccitarsi per una cosa simile. Quanti problemi ha ‘sta gente?
        – “Si sa sono dei burloni….” ricorda: siamo sempre noi a non avere senso dell’umorismo!

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