Luoghi della cultura

The Fantastic Flying Books of Mr. Morris Lessmore

Qualche giorno fa, un mio contatto su facebook poneva una domanda, allo scopo di aprire un dibattito. L’argomento era “A Voice For Men Italia”.

A seguito della strage di Latina, nella quale per mano del padre Luigi Capasso hanno perso la vita due bambine di 8 e 13 anni, mentre la madre, Antonietta Gargiulo, è ancora ricoverata in ospedale, il sito ha pubblicato un delirante articolo in difesa dell’assassino e di tutti quei papà “i cui diritti umani vengono violati” che decidono di “ribellarsi in maniera folle e violenta“, accusando di violenza contro gli uomini “le avvocate femministe“, “le giornaliste sciacalle” e “i centri anti-violenza di stampo femminista“.

Come reagire di fronte alla crudeltà di chi non ha remore a descrivere la morte di due bambine innocenti e il dolore immenso di Antonietta Gargiulo come la giusta punizione per una madre alienante?

La stragrande maggioranza dei commenti in risposta suggeriva di “non diffondere spazzatura”, eventualmente di “segnalare a facebook” o magari “fare un esposto” (proprio come fece Antonietta Gargiulo poco prima di essere raggiunta dai colpi di pistola), ma comunque di non perdere troppo tempo dietro a simili farneticazioni.

Del variegato e inquietante “movimento per i diritti degli uomini” abbiamo parlato più volte, in questo blog, e molto ancora si potrebbe e forse si dovrebbe tradurre.

Per chi fosse interessato a perdere un po’ di tempo e approfondire la spaventosa mole di farneticazioni che purtroppo non riguarda solo il nostro sciagurato paese, un articolo pubblicato su The Saturday Paper di qualche anno fa descrive il movimento come una cassa di risonanza per rancori personali, misoginia violenta e permanente vittimismo“.

Secondo l’autore, Martin McKenzie-Murray, “E ‘difficile – anzi, impossibile – presentare succintamente la filosofia degli attivisti per i diritti degli uomini, perché non sembra avere un nucleo”; addentrandosi nei meandri dei vari siti dedicati all’attivismo, si è reso conto che “affrontare la misoginia di alcuni loro forum in alcuni forum online è difficile. L’odio è sconvolgente. Incontrollato, disinformato, brutto. Le donne sono liquidate come streghe, incallite truffatrici, specializzate nell’incastrare, o peggio – tutte protette dal femminismo”, ed è giunto alla conclusione che leggere i contenuti degli attivisti per i diritti degli uomini equivale arilevare una vasta gamma di questioni personali irrisolte irrimediabilmente. Uno viene piantato dalla moglie o dalla fidanzata, e improvvisamente tutte le donne sono vipere traditrici. Una donna rifiuta una proposta, quindi tutta l’umanità è evirata dalla macchinazione femminile. Si sente un gran numero di uomini attizzare rancori privati, trasformandoli in percezioni globali e uno stato permanente di vittimismo. E’ di volta in volta patetico e pietoso.”

Fra i personaggi più influenti, Martin McKenzie-Murray cita anche Paul Elam, il fondatore di A Voice For Men nonché il principale beneficiario delle cospicue donazioni in denaro dei sostenitori del movimento.

A proposito di Paul Elam possiamo leggere molto nel sito “We Hunted the Mammoth“; David Futrelle, che ne è l’autore, descrive Paul Elam come “un feroce misogino con una propensione per la rabbia e la retorica violenta, piena di minacce solo leggermente velate“, riportando le stesse frasi di Elam a supporto delle sue conclusioni.

Dovessi essere chiamato a far parte della giuria in un processo per stupro, giuro pubblicamente che voterei non colpevole, anche nel caso in cui esistessero prove schiaccianti della veridicità delle accuse“: questo è Paul Elam.

A dispetto del fatto che gli argomenti dei Men’s Rights siano oggettivamente ridicoli e fin troppo spesso nauseabondi,

[possiamo leggere sul sito A voice For Men Italia: “AVfM considera l’ideologia del gender ed i suoi agenti di misandria come un male sociale. Non li consideriamo come ben intenzionati o onesti, ma allo stesso livello di nazisti, razzisti ed altri gruppi dediti all’odio. Se vogliono ascoltare li educheremo, ma li consideriamo responsabili della loro ignoranza e delle loro azioni.”]

esso riscuote grande successo fra soggetti il cui livello di istruzione farebbe presumere che fossero immuni dal fascino della spazzatura.

Infatti, in un luogo nel quale non immagineremmo mai di trovare citato un sito come A Voice For Men, compare un articolo come “LE PAROLE DELLA LAICITÀ – Femminicidio e violenza sulle donne“, a firma di Edoardo Lombardi Vallauri, il quale non solo è un eminente linguista e un lettore di A Voice For Men, ma non prova un filo di imbarazzo a citare il sito fra le fonti in calce ad un testo nel quale si propone di discettare di violenza di genere:

Come trovare i viaggi nel tempo di Geronimo Stilton fra le fonti di un trattato di paleontologia.

Non è certo un esperienza piacevole navigare siti come A Voice For Men, me ne rendo conto. Si incappa in titoli come questo

 

di fronte ai quali non è facile reprimere l’impulso a toccarsi le gambe per verificare che non si siano ricoperte di crinolina a causa di un varco spazio-temporale che ci ha inspiegabilmente riportati tutti indietro di qualche secolo.

Invece occorre accettare che quello che stiamo leggendo è reale, è proprio lì, sullo schermo, nero su bianco, che qualcuno non solo lo ha scritto e pubblicato, ma ci crede;  soprattutto occorre accettare che a crederci non ci sono soltanto sparuti gruppetti di anonimi cittadini vittime dell’ignoranza più crassa, magari amareggiati da una delusione sentimentale che li ha portati loro malgrado a sguazzare nel rancore e nell’autocommiserazione, ma persino gente che scrive per Micromega.

In fondo non è questo che si intende quando si dice che la violenza sulle donne è un “problema strutturale”?

Forse dovremmo perderci un po’ di tempo, perché le cosiddette farneticazioni di A Voice For Men non sono un fenomeno marginale da liquidare con una segnalazione a facebook, bensì la pietra d’angolo attorno alla quale è edificato il patriarcato.

La loro attività, come dimostra proprio la drammatica vicenda di Latina, mette in serio pericolo donne e bambini, esacerbando quella cultura che sistematicamente tende a minimizzare la violenza domestica e a biasimare le vittime, ostacolando tutte quelle azioni che produrrebbero risposte tempestive e concrete per chi chiede aiuto.

Per contrastare il movimento degli attivisti per i diritti degli uomini è necessario vincere la frustrazione e confrontarsi direttamente con i loro obiettivi, diffondendo un atteggiamento critico nei confronti della loro propaganda.

Ad esempio:

La violenza di genere e i malintesi del linguaggio

A proposito dell’articolo di Macrì e colleghi:

In risposta alla Dott.ssa Pezzuolo

Le due facce della violenza

Informazioni su il ricciocorno schiattoso

Il ricciocorno schiattoso si dice sia stato avvistato in Svezia da persone assolutamente inattendibili, ma nonostante ciò non è famoso come Nessie.
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6 risposte a Luoghi della cultura

  1. Paolo ha detto:

    concordo con te

  2. natolibero ha detto:

    La leggo spesso e credo le farà piacere dare un’occhiatina a questo blog che inquadra a livello strutturale problemi sui quali Lei argomenta
    http://orizzonte48.blogspot.in/2013/08/il-femminicidiolapoteosi-ipocrita-dei.html
    http://orizzonte48.blogspot.in/2014/02/il-femminicidio-2.html

    • Antome ha detto:

      Ciao. Non sono sicuro di capire bene i contenuti di questi post. Mi pare di cogliere un’ottica “rossobruna” (lo so sono etichette, ma sono aperte a discussione) per cui il femminicidio sarebbe un arma di distrazione e non un’emergenza. Forse mi sbaglio. Posso condividere in parte se non si tratta di sminuire gli accaduti e la possibilità di agire a livello culturale riducendolo invece ad un’evenienza ineluttabile. Si dice spesso citando le statistiche che tali avvenimenti siano molto rari e nascondono il fatto che le vittime di maschili di omicidio siano molto più numerose. Sono tuttavia dati spuri.
      Quando poi è usato come punto di discussione da alcuni mra per raffrontarlo agli stupri, insieme alla violenza fisica, si può rispondere che le probabilità di una donna di subire simili violenze, in prevalenza da persone conosciute ma anche girando di notte in strade deserte è molto più ampia di quella di un uomo di essere aggredito toutcourt, figuriamoci ucciso.
      Per le statistiche sugli uomini uccisi in maggior numero rispetto alle donne anche da parte della minoranza di omicide donne, non risponderò che si tratta di uomini che si “uccidono tra di loro”, poichè non è il motivo principale per cui come statistica è spuria.
      Anche le vittime donne vengono in gran parte da assassini uomini.
      Tornando alla prevalenza di vittime maschili, da quanto ho capito, spero di non fare victim blaming, non è un dato fuori da ogni contesto, bensi questa prevalenza è all’interno di contesti di delinquenza e malavita, comunque minoritari anche se a prevalenza maschile. Ma il maschio in quanto tale non è enormemente più a rischio al di fuori da ogni contesto.
      So che le narrative vittimiste possono trovarsi ovunque, ma ogni volta che questo è tirato fuori contro il femminismo come “chi si preoccupa dei poveri uomini” è improprio e quasi sempre, se si fa notare che sono crimini a prevalenza maschile si dice che è biologico e dovuto all’aggressività, anzi sarebbe colpa delle donne perchè stimolerebbero gli uomini a competere violentemente per la loro attenzione e a me suona ridicolo e sinceramente come una scusa, come se tutte le guerre fossero state fatte perchè a lei non bastava la ricchezza. E cosa facevano, minacciavano sennò di cambiare paese in massa ed andare in paesi “alpha” dove gli uomini avevano accumulato più ricchezza :D?

  3. Purtroppo con certe persone non ci si può confrontare, lo dico credendoci, vanno contrastate le loro idee ma non attraverso il confronto con loro e poi come dico sempre chi si fa scudo del suo potere e privilegio consegnatogli da una società misogina è lì che diventa inferiore, in natura non esistono gradi, ma specificità nelle differenze, il patriarcato fornisce gradi, e il capitalismo pure, e chi se ne fa scudo scusami Riccio ma per me si rende da solo inferiore perché preferisce un privilegio all’auto determinazione di se, cosa infinitamente triste senza voler essere giustificativa nei riguardi di chi difende un assassino come nel caso specifico di cui riporti.

  4. Irene ha detto:

    Mi sa che anche il Lombardi Vallauri è stato lasciato dalla moglie…Vittimismo travestito da scienza.

  5. Vale ha detto:

    Ho appena finito di avvertire i miei colleghi che alla prossima volta che sento decantare le meraviglie dei bordelli in Svizzera, reso noto che si tratta di tratta sessuale, discriminazione di genere e stupro a pagamento, pluls, un argomento che non va sicuramente trattato in sede di lavoro, contatterò l’ufficio del personale per denunciare la discriminazione che avverto ogni dannato giorno.
    Strutturale, dicevi? Qui bisogna sciacquare il cervello a tutti con il sapone.
    Non riescono ad accettare che sono omuncoli mediocri e che non possono pretendere nessuna donna a priori, solo perché dotati di pene. Ecco il problema, comune a tutti i maschilisti. E sono dannatamente tanti.

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