La prima donna

 

In queste ore si discute se dovremmo gioire, in quanto donne, dell’elezione della prima donna presidente del Senato in Italia.

Pare che la stessa Presidente, Maria Elisabetta Alberti Casellati, abbia dichiarato che la sua elezione è “un onore e una responsabilità” che sente doveroso condividere proprio con tutte le donne “che con le loro storie, azioni, esempio, impegno e coraggio hanno costruito l’Italia di oggi; un grande Paese democratico e liberale in cui nessun obiettivo, nessun traguardo è più precluso”.

Vorrei ricordare a lei e a tutte le donne che la scalata al potere che rese Hatshepsut regina d’Egitto o le circostanze che portano al trono d’Inghilterra Elisabetta I nel 1558 non possono certo considerarsi segnali inequivocabili della raggiunta pari dignità della donna nei contesti culturali nei quali queste donne conquistarono l’apice della piramide sociale.

Quali che siano le ragioni che hanno condotto Maria Elisabetta Alberti Casellati dove si trova ora, credo onestamente che esse non siano sufficienti a farci salutare l’alba di un nuovo giorno.

Soprattutto se andiamo a leggere questo articolo dell’Ansa, il quale, in calce al curriculum dell’Avvocata, ci tiene ad informarci che Maria Elisabetta Alberti Casellati è

Curata nell’aspetto, ma senza esagerare. Avrebbe detto che non potrebbe mai uscire senza eyeliner, di detestare le unghie lunghe e le bocche colorate. ‘Ma gli occhi devono essere sempre truccati’.

Ok, sei la Presidente del Senato, ma sei abbastanza ladylike?

Per approfondire:

Dovrei essere bella

 

Informazioni su il ricciocorno schiattoso

Il ricciocorno schiattoso si dice sia stato avvistato in Svezia da persone assolutamente inattendibili, ma nonostante ciò non è famoso come Nessie.
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55 risposte a La prima donna

  1. Paolo ha detto:

    stiamo parlando di una berlusconiana, sulla maggior parte di loro non c’è poco da dire perciò ripiegano sul look per riempire l’articolo

    • Vuoi davvero sostenere che la stampa si esprime solo sui corpi delle donne berlusconiane?

    • Antome ha detto:

      E’ vero, se però posso aggiungere una cosa è successo anche con Alessandra Moretti, sull’essere di “sinistra” e ladylike, mica come quelle altre femministe ribelli che stereotipicamente non si curano. Sì so che femministe/i come chiunque altro possono più o meno genuinamente esprimersi in modi più o meno statisticamente frequenti, ma in questo contesto era chiaro che il messaggio era questo (:.

  2. Irene ha detto:

    Certo, non c’è da rallegrarsi. Si è trattato semplicemente di giochi di palazzo. E poi essere berlusconiana e femminista è una contraddizione in termini. Non per niente è favorevole alla riapertura dei bordelli, cosa che l’articolo riporta senza un minimo di critica. Farà un uso strumentale delle donne e del discorso femminista, come tanti politici opportunisti che hanno trasformato il femminismo in una moda e in uno strumento per fare carriera.
    Sull’articolo meglio non commentare.

  3. girellone ha detto:

    io invece penso che la Casellati sia un ottimo Presidente del Senato , della quale si dovrebbero rallegrare anche tutte le donne che si dichiarano femministe . Il suo impegno per i diritti delle donne è evidente , ed il fatto che sia favorevole alla riapertura delle case chiuse ne è un’ulteriore conferma

  4. ... ha detto:

    “Si tratta di capire cosa dovremmo festeggiare e perché, ma soprattutto di comprendere che una rondine non fa primavera”

    Be’, questo lo trovo un po’ curioso. Si è fatta per anni la battaglia per la presenza femminile nei luoghi di potere e di rilievo nella società e adesso si mette in dubbio il risultato perché non piace? Una donna presidente del Senato non è la soluzione a tutti i mali, nessuno mi pare lo sostenga, è semplicemente la dimostrazione di un avvenuto cambiamento, da salutare con favore se si è coerenti. Semmai si potrebbe dire che possiamo archiviare questo punto: le donne in politica se vogliono ci sono, possiamo smettere di stupirci e parlarne solo in merito a quanto dicono e fanno politicamente.

    • Proviamo a ragionare per analogia, così forse comprendi ciò che cerco di dire. Che cosa ci dice l’elezione di Toni Iwobi? Convincere un nigeriano ad affermare che la Lega non è razzista non è una mossa simile all’elezione di una berlusconiana che afferma di essere dalla parte delle donne? Come se bastasse una persona a cancellare anni e anni di attività politica dei partiti cui appartengono…

      • ... ha detto:

        Il punto è che non va bene, secondo me, partendo dalla premessa che fai. Che una donna possa essere strumentalizzata, consapevolmente o meno (ma poi che importanza avrebbe? L’importante è che non sia stata discriminata, perché uno dovrebbe andare a pensare che sia una mossa d’immagine?), non toglie il fatto (non è in relazione proprio) che la sua presenza in quanto donna sia una cosa positiva, se si è per anni sostenuta la mancanza di presenza femminile e la discriminazione contro le donne in politica. Se ti fossi limitata a dire che la Casellati non ti piace per x motivi non avrei commentato nulla. L’analogia con Iwobi è interessante, lì ho assistito a commenti sprezzanti (negro da cortile gli è stato detto) e involontariamente rivelatori di pregiudizi inconsapevoli. Intanto non possiamo sapere se Iwobi sia sincero o meno (oltre al fatto che non si capisce per quale motivo un nigeriano d’origine non dovrebbe condividere le idee della Lega), e poi se anche la sua presenza fosse un tentativo di sviare dalle accuse di razzismo, rimane il fatto che uno straniero con la pelle diversa è diventato cittadino italiano, si è inserito nella società e si è potuto candidare ed essere eletto. Curiosamente su twitter un’elettrice di Salvini ci è rimasta male… Se qualcuno dicesse che basti la presenza di Iwobi a smentire le accuse di razzismo sarebbe in errore, come sarebbe in errore chi dicesse che l’elezione della Casellati migliori di per sé la condizione femminile in Italia, perché un conto sono le donne come categoria e un conto sono le donne reali. Obama non so quanto abbia giovato alla comunità afro-americana, ma certamente è il simbolo di un cambiamento avvenuto, e non credo che qualcuno possa aver pensato che la questione razziale sia superata. Così in Italia nessuno crede che la questione femminile sia superata, ma certamente oggi è migliore di prima, e questa elezione ne è la prova.

      • Quale premessa? Tu dici: “l’importante è che non sia stata discriminata”. L’essere diventata Presidente del Senato implica che lei non subisca discriminazione?
        La discriminazione consiste in un trattamento non paritario attuato nei confronti di un individuo o un gruppo di individui in virtù della loro appartenenza ad una particolare categoria: chi si sognerebbe mai di esprimersi a proposito di quanto è curata la barba di Roberto Fico nel momento in cui va ad esporre il suo curriculum vitae?
        Poi ti chiedi: “perché uno dovrebbe andare a pensare che sia una mossa d’immagine?” Forse perché Berlusconi è uno dei politici più sessisti che abbia mai governato questo paese? Forse perché la Lega è razzista e sostiene di non esserlo?
        Vedi, che Iwobi o Casellati siano “sinceri” o meno, quando uno afferma che la Lega non è razzista o l’altra che le donne oggi non patiscono discriminazione alcuna, è poco importante di fronte al fatto inequivocabile che sono due sciocchezze.
        Indubbiamente l’elezione di Casellati indica che molto è cambiato da quando le donne non avevano il diritto all’elettorato passivo. Ma discutere del fatto che possa essere diventata Presidente del Senato in virtù di un patriarchal bargain è sicuramente funzionale a fare in modo che si continui a lavorare affinché le cose migliorino ulteriormente.

      • Paolo ha detto:

        sulla barba di Fico non lo so (ma qualcuno potrebbe scriverlo benissimo), ma Scanzi ha ironizzato sulla panza di Renzi in diversi articoli, forse ti sono sfuggiti
        X… “negro da cortile” non è un inulto razzista, ma il modo in cui gli attivisti afro-americani da Malcolm X definiscono gli afro-americani che secondo loro sono servili verso i bianchi, secondo me è lecito usarla per Iwobi

      • Che significa “qualcuno potrebbe scriverlo?” Nessuno lo ha scritto.

      • Paolo ha detto:

        il punto è molto semplice: vogliamo o no che donne e italiani non caucasici abbiano pari possibilità di accesso alle istituzioni? Sì e allora dobbiamo accettare che in quelle istituzioni entrino anche persone le cui idee ci fanno accapponare la pelle, dobbiamo contestarle con forza ma non possiamo dolerci se esistono donne e persone di colore che non hanno le idee “giuste” che noi ci aspettiamo che abbiano in quanto donne o persone di colore. Le donne non sono tutte progressiste e neanche i neri. Poi per rispondere alla domanda: no l’elezione di Toni Iwobi non rende la Lega meno razzista (ci dice semmai che lo schiavo Stephen di Django Unchained esiste veramente, esiste veramente lo zio Ruckus di The Boondocks e che aveva ragione Malcolm X sui “neri da cortile”), e l’elezione di una donna con idee aberranti su 194, prostituzione e fecondazione eterologa non è per me motivo di gioia

      • Ma chi esattamente qui vorrebbe negare a qualcuno l’accesso alle istituzioni?

      • ... ha detto:

        La premessa sono le tue parole che ho virgolettato e che trovo curiose, nel momento in cui ti chiedi cosa ci sia da festeggiare e perché nella prima donna eletta al Senato. Curioso perché è implicito nella notizia cosa ci sia da festeggiare e perché. Oppure ho capito male io in questi anni in cui si è detto che c’erano poche donne in politica? L’essere eletta implica che non è stata discriminata in quanto donna in politica, che è appunto ciò che è stato messo in rilievo positivamente. Questo e non altro, per cui non capisco cosa c’entrino le altre considerazioni con questo fatto. Se uno vuole contestarla come politica può benissimo farlo. Per quanto riguarda l’aspetto prova a cercare Renzi e pancia su google e vedi cosa esce, quindi non si può dire che sia discriminata in quanto donna, oltre al fatto che non vedo il problema di aggiungere delle note di costume, se fatto in maniera rispettosa. E nella sua prima intervista la presidente del Senato non dice affatto che le donne non sono discriminate, dice anzi che ci sono ancora delle differenze e del lavoro da fare. Mentre ciò che non capisco proprio è il collegamento tra il sessismo di SB e l’elezione della Casellati. Siccome è sessista tutte le donne che sono nel suo partito stanno lì per cercare di nascondere che sia sessista? A parte che non vedo il senso, visto che il personaggio non ha mai fatto nulla per nascondersi e piace anche per quello, ma a chi interessa, quale utilità ha questo retropensiero? Oltre ad essere indimostrabile mi pare invece un modo scorretto di valutare gli avversari politici, mettendoli per principio in posizione subordinata. E poi quale compromesso col patriarcato sarebbe farsi eleggere presidente del Senato?

      • Il patriarchal bargain (letteralmente contratto col patriarcato) è una strategia che si prefigge di manipolare il sistema per trarne dei vantaggi per se stessi, lasciando intatto il sistema. Quali vantaggi personali si possano ottenere, una volta raggiunta una certa posizione di potere, non credo di doverlo spiegare. Non credo neanche di dover spiegare quali conseguenze negative può avere la presenza di uno degli esponenti di una categoria oppressa ai vertici di un sistema oppressivo, se sceglie di essere lì per legittimare l’oppressione, invece che per contrastarla, soprattutto considerato quali obiettivi si è proposta Casellati nel corso della sua attività politica.
        Come non credo di dover spiegare che differenza c’è fra l’importanza che l’aspetto fisico occupa nella descrizione di una donna rispetto all’importanza che esso ha per un uomo: ci sono studi e studi sull’argomento, alcuni citati anche in questo blog: https://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/2016/01/22/ipersessualizzazione-e-auto-oggettificazione/ L’accenno alle nuance di rossetto della Casellati non sono una presa in giro infantile, come gli articoli di Scanzi citati da Paolo, ma fanno parte del curriculum dell’Avvocata, perché di una donna sono fondamentali l’aspetto fisico e l’avvenenza.
        Per ciò che riguarda il suo discorso, ti faccio notare che molte testate hano titolato ‘Donne: Nessun traguardo precluso’.
        Come ci dimostra ampiamente la storia, le donne sono sempre state in grado di raggiungere anche quei traguardi che una società maschilista riserva agli uomini, ma, come ho già scritto, questo non è di per sé un segnale positivo per le donne intese come categoria (nel senso che potrebbe esserlo come no), quindi non vedo perché dovremmo limitarci a gioire senza fermarci a riflettere su questo particolare aspetto della questione.

      • Paolo ha detto:

        Cosa penso dell’ogettificazione e dell’ ipersessualizzazione l’ho detto e non lo ripeto.
        Casellati non mi sembra particolarmente avvenente, è una donna di 70 anni mediamente curata ma la mia idea di avvenenza è un’altra. Comunque dobbiamo arrenderci al fatto che nella società dell’immagine conta pure l’aspetto esteriore, il suono della voce, come ti presenti e vale per politici maschi come per politici femmine. Non è vero che conta solo per le femmine, oggi non più e niente mi convincerà del contrario. Le prese in giro di Scanzi sulla panza di Renzi o sulla pelata di Orfini (ma pure all’estero tutte le battute sul parrucchino di Trump la sua pelle arancione ecc.) sono comunque articoli giornalistici che si concentrano sull’aspetto esteriore di un uomo politico al di là delle ragioni per cui lo fanno, non vedo differenze con l’ansa sul trucco leggero di Casellati, ripeto: viviamo nella società dell’immagine, l’immagine del politico (avvenente o meno, da prendere in giro o solo da descrivere) conta più dell’ideologia politica e vale per uomini e donne.

        “Come ci dimostra ampiamente la storia, le donne sono sempre state in grado di raggiungere anche quei traguardi che una società maschilista riserva agli uomini, ma, come ho già scritto, questo non è di per sé un segnale positivo ”

        sono anche d’accordo su questo ma va spiegato a quella parte del femminismo italiano da Marina Terragni a Lorella Zanardo che ha sempre lamentato la scarsa presenza di donne in politica e anche nei talk show politici (Zanardo scrisse anche un post elogiativo su Giorgia Meloni precisando che si riferiva al suo modo di comunicare non alle sue idee politiche che non condivideva, ma per l’appunto è il segno di come ormai in politica il come comunichi, l’esteriorità è più importante del cosa comunichi); ditelo a loro che non conta nulla avere una ampia presenza donne in politica se non sono progressiste

      • Non so perché avete inteso che questo post volesse negare l’importanza di una più massiccia presenza femminile sulla scena pubblica. Semplicemente, da qui a rallegrarsi e festeggiare c’è un abisso…

      • Antome ha detto:

        Beh sì, la stampa femminista dominante tace, ma ci sono un sacco di interviste nascoste a Fico, dove sottolinea, se si vuole portare la barba, l’importanza di depilare l’eventuale peluria in eccesso davanti al collo e sugli zigomi per definirne con cura il contorno, specialmente per un presidente della camera :).
        Anche se sono in parte d’accordo con quanto dici.

    • IDA ha detto:

      Io distinguerei due cose, tra il diritto di accedere e accedere ai ruoli di potere. Sostenere uno e rifiutare l’altro non è una contradizione.
      Dalla nascita della repubblica sono passati 70 anni per avere una donna come presidente del senato. Questi sono i grandi passi avanti? Quindi altri 70 per il presidente del consiglio e 70 per presidente della repubblica? Sinceramente a me non interessa il sesso del presidente della repubblica, consiglio, senato e camera. Anche perché non cambia nulla. Non è li come antagonista a quel sistema di potere ma come parte integrante di quel sistema. Ora è li a dimostrare quanto è buono il potere, se sei funzionale, se obbedisci, vieni premiata anche con cariche prestigiose, pure se sei una donna.
      Poi è lei che ne fa una questione di genere, dice: “un onore e una responsabilità che sento doveroso condividere proprio con tutte le donne che con le loro storie, azioni, esempio, impegno e coraggio hanno costruito l’ Italia di oggi; un grande Paese democratico e liberale in cui nessun obiettivo, nessun traguardo è più precluso“.
      Questa frase se la poteva anche risparmiare, faceva il suo bel discorso come presidente del senato e nessuno avrebbe detto nulla. Cosa ha da condividere con tutte le donne? Il sesso e basta, perché lei ha sempre marciato dalla parte opposta a quelle donne a cui fa riferimento.

      • ... ha detto:

        A me continua a sfuggire quale contratto nascosto ci sia in corso, e soprattutto cosa c’entri il patriarcato. Perché ogni volta che c’è una donna in ballo dobbiamo trattarla in maniera differente? Non si vuole mai uscire dalla questione di genere? Tutti questi discorsi li faresti per un uomo? Non credo. Uno fa parte di un partito, c’è chi è dedito alla causa, chi lo fa solo per interesse, chi tutte e due le cose, perché per una donna ci deve essere una strategia dietro? Le ipotetiche conseguenze negative non cambiano affatto. A parte che è la presidente del Senato, per cui non ha alcun potere legislativo, non si capisce perché il fatto che sia una donna dovrebbe indebolire eventuali critiche a una qualsiasi legge contro le donne. Cos’è, se provano a fare una legge per criminalizzare l’aborto le donne contrarie non scenderanno in piazza perché c’è una donna alla presidenza del Senato? Anche fosse, questo non c’entra niente con il segnale in sé. Nessuno sta chiedendo alle donne di sospendere il giudizio nei confronti di altre donne in politica, semplicemente si prende atto del segnale positivo (positivo e basta) che questa elezione rappresenta, che non c’entra niente con la qualità della Casellati, perché si parla di un traguardo per le donne, al pari del voto, dell’ingresso in magistratura eccetera. Quando le donne sono entrate in magistratura è stato un fatto positivo in sé, perché ha rappresentato la fine di una discriminazione, indipendentemente dalla qualità delle donne magistrato. Dopodiché la Casellati va giudicata come qualsiasi altro politico, e non in quanto donna o rappresentante delle donne.

        @Ida

        la contraddizione in quello che dici tu non c’è, ti potrei dire che è un po’ bizzarro come atteggiamento. Ma anche pensandola come te se si sostiene il diritto ad accedere, poi quando questo diritto viene esercitato si dovrebbe registrare positivamente la cosa, se si è coerenti. Neanche a me interessa il sesso di chi sta ai vertici, ma se devo dire se la società è cambiata in meglio mi baso su questi segnali, tra cui la presenza delle donne ai vertici. Abbiamo un problema in meno.

        @Paolo

        l’espressione poteva avere un senso nel contesto in cui è nata, ovvero la segregazione razziale e la schiavitù. Mancando tale contesto rivela un razzismo, non so quanto consapevole, per cui se sei nero dovresti pensarla come i neri e considerarli tuoi fratelli ed essere contro i bianchi, che la pensano tutti allo stesso modo.

      • “Perché ogni volta che c’è una donna in ballo dobbiamo trattarla in maniera differente?” Già perché? Perché per settant’anni non c’è mai stato un Presidente del Senato di sesso femminile?

      • “non si capisce perché il fatto che sia una donna dovrebbe indebolire eventuali critiche a una qualsiasi legge contro le donne”
        Ti ricordi – per fare un esempio – le critiche alla camicia di Matt Taylor? https://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/2014/11/20/la-camicia-della-discordia-e-il-femminismo-isterico/ Saltò fuori che la camicia era stata creata da una donna. Perché un simile dettaglio è saltato fuori, se non per suggerire che poiché una donna aveva creato quella camicia, altre donne non avrebbero dovuto sollevare polemiche in merito? E’ senza dubbio un argomento fallace, che non dovrebbe neanche comparire nel dibattito (dibattito che vi supplico di non riaprire), ma è un argomento che viene proposto spesso.

      • Paolo ha detto:

        Bè ora c’è e prima ci sono state donne presidenti della Camera di cui una molto apprezzata anche dagli avversari politici come Nilde Jotti. Il punto è molto semplice: una parte del movimento femminista (l’ala che potremmo definire liberale o emancipazionista) ritiene importante che nelle istituzioni politiche, econoimiche e militari ci siano le donne a prescindere dalle loro idee politiche, quella parte del femminismo ha diritto di festeggiare e festeggerà ancora di opiù quando avremoun presidente della repubblica o del consiglio donna. Il femminismo radicale di estrazione marxista o anarchico (ricordo che il marxismo considerava il voto un “diritto borghese”, una presa in giro insomma) invece ha tutto il diritto di non festeggiare, avere più donne in istituzioni che si considerano degne di essere abbattute non è affatto un progresso sopratutto se questa donna è una conservatrice. E un po’ come la storia delle donne nell’esercito. Il femminismo deve festeggiare il fatto che anche le donne oggi in occidete possono arruolarsi, combattere, sparare eccetera? Dipende da come quel femminismo vede l’esercito. Il femminismo pacifista non ha motivo di festeggiare ma non tutto il femminismo è pacifista. Il femminismo anti-capitalista non ha motivo di celebrare donne come Margaret Thatcher e Christine Lagarde ma non tutto il femminismo è anti-capitalista

      • IDA ha detto:

        Far notare che le strutture apicali delle istituzioni, del pubblico, del privato, della ricerca siano occupate da uomini, vuol dire puntare il dito verso una società ancora androcentrica e non rivendicare posti o poltrone. Ripeto è lei che ne ha fatto una questione di genere, se il presidente del senato è una donna non cambia nulla, la divergenza tra i generi rimane . Anche perché non era precluso nulla alle donne prima di lei, come non è precluso la possibilità alle donne di essere presidente del consiglio o presidente della repubblica.

      • Paolo ha detto:

        perchè indicare che i posti apicali sono ancora in larga parte in mano agli uomini se non vi interessa vedere donne in quei posti? Non ha senso. O si ritiene importante vedere donne in ruoli apicali nelle istituzioni politiche, economiche, militari ecc.. (e allora ha senso denunciare la abnorme presenza maschile in quei ruoli) oppure non lo si ritiene importante. ripeto: una femminista radicale pacifista non ha motivo di lamentare la scarsa presenza femminile tra gli alti gradi dell’esercito, non ha motivo di chiedere che le donne combattano in prima linea come gli uomini ma una femminista liberale ha motivo eccome di chiederlo. Una femminista che vede le istituzioni dello Stato come “il comitato d’affari della borghesia” o “del patriarcato” dovrebbe essere contenta che ci siano poche donne dentro quelle istituzioni che saranno distrutte dalla rivoluzione, ma per fortuna non tutte le femministe sono marxiste ortodosse o anarchiche, per fortuna ci sono pure le liberali e le socialdemocratiche (e meno male che ci sono)

      • ... ha detto:

        Certo che mi ricordo della camicia! E certo, quello era un argomento fallace: è lo stesso argomento per cui una donna in politica farebbe il bene delle donne, può essere tirato in ballo in maniera superficiale o con malafede. Si spera di no e si può facilmente mostrarlo. Ma il fatto che l’abbia disegnata una donna (senza riaprire il dibattito) potrebbe far riflettere. Circa il perché, perché fino a qualche tempo fa la politica, il potere eccetera non erano robe da donne (ah, bei tempi…). Oggi è diverso, ma perché una donna in politica va considerata a parte? Per me è sufficiente giudicare le donne in politica per quello che fanno. E poi oltre a essere in ogni caso indimostrabile, è come insinuare che la presenza attuale sia una concessione. Ma sulla base di cosa? Qui ci trovo un problema, come nella risposta di Ida, quando scrive:

        “Far notare che le strutture apicali delle istituzioni, del pubblico, del privato, della ricerca siano occupate da uomini, vuol dire puntare il dito verso una società ancora androcentrica e non rivendicare posti o poltrone. Ripeto è lei che ne ha fatto una questione di genere, se il presidente del senato è una donna non cambia nulla, la divergenza tra i generi rimane”

        Se la prova che la società è androcentrica sono le presenze degli uomini ai vertici, come si può dire che non cambia nulla nel momento che ai vertici non ci sono più solamente gli uomini? Quantomeno si potrà dire che forse la società non è più androcentrica, certamente non come prima. Perché allora non capisco il senso di puntare il dito verso quel dato, se poi il suo cambiamento non indicherebbe nulla.

      • Certo che si giudica questa donna per quello che fa. E se il primo atto che compie è dare lo spunto a questa ridicola polemica: https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/03/29/casellati-vs-boldrini-una-panzana-neanche-laura-si-faceva-chiamare-presidentessa/4259670/ (ridicola perché Boldrini ha sempre chiesto di essere chiamata “la Presidente” invece di “signor Presidente”, visto che non è un signore – qui un articolo del 2013 che lo dimostra: https://video.repubblica.it/politica/boldrini-ai-giornalisti–chiamatemi-la-presidente-/140853/139390), a prescindere dall’indubbio valore oggettivo dell’elezione di una donna alla carica di Presidente del Senato, le donne hanno poco da festeggiare proprio perché si tratta di questa particolare donna.

  5. migraciontotal ha detto:

    Io sono fuori dalla realtà politica italiana perché vivo all’estero. Però se ben ricordo la donna in questione è assolutamente contraria al matrimonio tra omosessuali e l’adozione fatta da loro. Più il desiderio di riaprire i bordelli! < "per le migliaia di donne che scelgono liberamente, autonomamente e con tripudio di vendere parti del loro corpo…"
    A me questo basta per poter dire che non m'importa se in quella posizione ci sta un uomo o una donna – importante per me è sono le convinzioni, l'etica.

    • Antome ha detto:

      Ciao Paolo, grosso compromesso la Casellati, Romani sia mai perchè era indagato, lei invece tecnicamente no, ha solo difeso Berlusca nel caso Ruby ter, è contro i matrimoni gay, per le case chiuse e per restringere e rivedere la 194. Preciso che l’ironia non è rivolta nè a tè ne a Lizzi, ma ai M5s. A volte infatti il cosiddetto “giustizialismo” si svuota decisamente di qualsivoglia contenuto politico e discorso sul merito, diventando un mero formalismo, che rende Salvini più accettabile di Berlusconi, anche se forse è solo un interlocuzione per un programma e su chi ci sta, ma se il discorso è questo si tratta di voti e basta, possono essere anche di Silvio, non serve quindi promuovere Salvini, molto perplesso… ma qui è il caso specifico della Casellati e del loro sostegno attivo a essa. Chiusa parentesi e tornando a Lizzi, un punto mi ha colpito, quando afferma che una berlusconiana femmina è comunque meglio di un berlusconiano maschio, cosa che prendo per quello che è, una forzatura retorica, a mio parere. Non conosco i berlusconiani, nel senso, non uno per uno, e l’unica critica che posso avere a prescindere è verso la stima o la scelta (più o meno entusiasta o in ottica di meno peggio) e l’ennesima promozione di un personaggio come Berlusconi dopo le prove che ha dato e la giustificazione data alle sue politiche, che si tratti di uomini o donne, ma se condividessi più cose con un berlusconiano maschio e una donna fosse invece più convinta conservatrice sui ruoli tradizionali o più razzista di lui, preferirei il primo. Sulle statistiche a questo proposito non mi pronuncio non conoscenndole :).

  6. Paolo ha detto:

    ad ogni modo ci sono due piani distinti: il fatto che una donna sia stata eletta presidente del senato è sicuramente un risultato delle lotte femministe, il fatto che quella donna sia Casellati è il frutto di un accordo tra il centrodestra e il M5S vincitori delle elezioni

  7. girellone ha detto:

    rispondo qui a “viandantesperduta” e “Antomne” . Sono d’accordo con “viandantesperduta” sulla legge 194 , ma il mio era un ragionamento più generale . Avere una donna alla Presidenza del Senato che già nel passato ha collaborato alla legge sullo stalking , e non solo , penso che sia un fatto positivo , nonostante le sue posizioni conservatrici sull’interruzione di gravidanza .
    Per quanto riguarda la questione delle “case chiuse” , e così rispondo ad Antomne , non capisco cosa significa “imprenditori che ci speculano e fanno traffico” . Le donne che lavorano in quei locali sono tutte libere professioniste ed i soldi che guadagnano se li tengono tutti per sé . Il gestore o proprietario del locale guadagna sulle camere date in affitto e sulle consumazioni al bar . In questo modo le donne si sentono più sicure perché lavorano in un posto protetto , con tanto di security all’interno del locali , e nel contempo è più facile individuare i casi di sfruttamento , che a quel punto si concentrerebbero al di fuori del perimetro legalizzato

    • https://www.swr.de/swraktuell/bw/stuttgart/bordell-chef-vom-paradise-steht-vor-gericht/-/id=1592/did=21386490/nid=1592/dkgg5h/index.html
      “unter Drohungen und mit Gewalt”: con le minacce e con la forza, è così, sostiene l’accusa, che le donne finiscono nei legali bordelli tedeschi.

      • girellone ha detto:

        Le accuse alle quali fai riferimento sono le stesse che nel corso degli anni vengono riferite da chi combatte contro la legalizzazione della prostituzione , ma sono completamente smentite dai dati ufficiali . Infatti , a fronte di centinaia di migliaia di donne che lavorano in questi locali ( alcune stime dicono 300.000 ) , soltanto poche centinaia sono i casi di vittime di traffico . Se pensi di fermare la prostituzione con il proibizionismo sei completamente fuori strada . Basta pensare alla Svezia , dove la prostituzione è letteralmente esplosa su Internet , nonostante l’acquisto di prestazioni sessuali sia considerato un reato

      • Sono smentite da chi?

    • IDA ha detto:

      Si sta cambiando discorso, ma quello che riporti delle case chiuse è solo propaganda, è solo un’immagine ideale di quello che non è. Le ragazze si tengono tutti i soldi guadagnati? Falso, il prorietario della struttura può sottrarre fino al 50%, il protettore che diventa agente il 50% totale 75%. Al 25% che le rimane ci devi togliere le tasse, perché anche lo stato vuole la sua parte.
      Casi di sfruttamento non li puoi individuare e quando lo individui non lo puoi dimostrare.
      La security all’interno è gestita dagli stessi che gestiscono la tratta.
      La tratta non è dimostrabile se non in casi particolari, l’evasione fiscale è elevata e siamo ancora alle stime, perchè le istituzioni pubbliche e sanitarie, la polizia non sa con precisione quante ragazze lavorano in questi locali sia in Germania,Svizzera e Austria. Come si fa a sostenere che la tratta è limitata a qualche centinaia se non si sa quante sono se 300 mila o 500 mila?

  8. girellone ha detto:

    Sono smentite dalla BKA , la polizia federale tedesca , la quale afferma che in dieci anni , dal 2003( un anno dopo l’entrata in vigore della legge ) al 2013 il numero dei casi di vittime di tratta sono quasi dimezzati , ed in ogni caso sono del tutto marginali rispetto all’ampiezza del fenomeno

  9. girellone ha detto:

    Aggiungo pure che se fosse come dici tu che nei bordelli tedeschi è pieno di ragazze schiavizzate , non si capisce cosa aspettano la polizia ed il governo tedesco a liberarle da quell’inferno… io fossi in te qualche domanda me la farei …

    • Ma come cosa aspettano? Hai seguito il link? Hai letto del processo?

    • Antome ha detto:

      Ricciocorno:, ciao, il link è in tedesco però?
      Ciao ancora girellone, allora, Ida afferma che l’impresa si tiene il 50% che tu sappia è vero? Si è discusso molto sui dati della tratta in passato e ancora molti, tra l’altro clienti abituali, obiettavano che fossero casi non generalizzabili. Altri che fosse già così con il lavoro, nero, caporalato, e, in ambito legale, sempre più permissibile da vari provvedimenti precariato, diventerebbe un discorso generale sul capitalismo e sulle meccaniche che favoriscono lo sfruttamento legale e no. l’argomento era perchè accettare quello e la prostituzione no.
      Lo sfruttamento fa leva sulle condizioni di necessità e sulla concorrenza tra disoccupati quando la disoccupazione è alta e l’istruzione è bassa o i titoli acquisiti non molto richiesti (esercito di riserva), è uno degli 8 talloni d’Achille della società occidentale e siamo d’accordo che non è accettabile. E’ però lo stesso discorso per cui la compravendita degli organi è diciamo meno accettabili, quella di sesso ovviamente è meno drammatica, almeno in sè e per sè dal punto di vista strettamente fisico, di quella di organi, cade però in una via di mezzo, per cui deve essere totalmente volontaria e ci devono essre alternative e nessuno sfruttamento dietro. Il discorso si può estendere agli altri lavori, ma cominciare da questo è una delle chiavi di volta in un discorso più ampio, per una società migliore.

      • Antome ha detto:

        Non solo di quella occidentale, non vorrei mi si desse dell’antioccidentale, con il backlash che c’è in giro 🙂

      • E’ in tedesco, lo confermo 🙂

      • girellone ha detto:

        Cia Antome , hai messo in discussione diversi argomenti , cercherò di risponderti nel modo più esaustivo possibile . Intanto bisogna intendersi su cosa significa ” sfruttamento”.
        L’operaia in catena di montaggio che non ha nemmeno il permesso di andare in bagno è una sfruttata ? La donna delle pulizie che lavora per sei-sette euro all’ora è una sfruttata ?
        La badante ? La precaria nel call-center ? Se mi rispondi di sì , allora chi vuole punire i clienti delle prostitute dovrebbe fare una bella battaglia anche per punire chi assume operaie , badanti , donne delle pulizie ecc… sono tutte costrette dalla necessità e dal bisogno a fare questi lavori , sicuramente non perché sono contente … esattamente come le prostitute . Per inciso , anche io sono costretto a lavorare per necessità e bisogno…
        Se invece mi rispondi che no , non sono sfruttate , allora mi devi spiegare perché loro no e una prostituta invece si … Perché usare la schiena per pulire i bagni altrui non è sfruttamento e invece usare la vagina per prostituirsi sì ? C’è tantissima ipocrisia e tantissimo moralismo in questo modo di pensare , ma la cosa peggiore è che per non passare da ipocriti e moralisti , chi afferma tutto questo generalmente si difende dicendo che in realtà la maggioranza delle prostitute non sono solo sfruttate , ma sono anche costrette a prostituirsi da organizzazioni criminali senza scrupoli che le minacciano fisicamente e psicologicamente . Per dimostrare questo , vengono via via riportati studi e ricerche che però sono in netto contrasto con altrettanti studi e ricerche che asseriscono esattamente il contrario . Chi dice la verità ? Ti faccio presente che tutte le ricerche menzionate da chi vorrebbe abolire la prostituzione , sono già ampiamente conosciute dalle Autorità dei vari paesi dove sono state condotte , ma sono sempre state giudicate come non credibili , poiché sono state fatte con metodi a dir poco discutibili … del resto , considerare ” sfruttata ” una prostituta perché paga l’affitto di casa alla collega con la quale lavora insieme , oppure considerare ” sfruttata ” una prostituta perché convive con il suo fidanzato ( le abolizioniste lo chiamano pappone…) è soltanto un ” escamotage ” per non dover ammettere che in realtà queste donne si prostituiscono per i soldi , e non perché sono costrette . Infine , i dati riportati da Ida … mi limito a fare presente che anche nei paesi dove la prostituzione è legale , per legge nessuno può trattenere i soldi guadagnati da una prostituta , sennò si parla di sfruttamento . Se Ida ha delle prove che invece nei bordelli tedeschi , olandesi ecc… avviene tutto questo , a dispetto della legge , lo segnali immediatamente perché sarebbe un reato . Temo per lei che però non verrebbe presa seriamente , un po’ come le ricerche delle abolizioniste . Che poi esistano anche questi casi , non lo so , può darsi , ma di sicuro non sono la regola , bensì l’eccezione .
        Un po’ come il ” Paradise ” linkato dalla blogger

      • Antome ha detto:

        Grazie per la risposta costruttiva anche se in parte un po’ “spaventapasseri”, perchè mi chiedi se considero una categoria sfruttata e l’altre no, dandci degli ipocriti moralisti (ok condizionalmente alla risposta) anche se era implicito, pur con una distinzione, già nella mia risposta.
        Quindi ricapitolando “L’operaia in catena di montaggio che non ha nemmeno il permesso di andare in bagno è una sfruttata ? La donna delle pulizie che lavora per sei-sette euro all’ora è una sfruttata ?
        La badante ? La precaria nel call-center ? ” Sì, nel momento in cui si abbassano oltremodo le condizioni ed il valore relativo dello stipendio (potere d’acquisto relativo al costo della vita) approfittando di stato di necessità e basso potere contrattuale, sono in atto vari gradi di sfruttamento e quindi “Se mi rispondi di sì , allora chi vuole punire i clienti delle prostitute dovrebbe fare una bella battaglia anche per punire chi assume operaie , badanti , donne delle pulizie ecc… sono tutte costrette dalla necessità e dal bisogno a fare questi lavori , sicuramente non perché sono contente …” sì, non necessariamente in questa modalità, che può essere farraginosa essendo un argomento complesso, dovrebbe farlo, non punire chi le assume, ma chi le sfrutta in condizioni di lavoro e stipendi che non danno una vita dignitosa, con la suddetta postilla che dover vendere organi e, in grado minore dover rinunciare all’inviolabilità dell’intimo per necessità è indegno di un paese civile ed equivale ad una forma di violenza sessuale più subdola, secondo me.
        Diverso è volerlo fare per guadagnare di più cosa che avviene e anche su questo c’è una guerra statistica su quale forma sia prevalente, a quanto pare.
        E’ una distinzione dovuta, nella prostituzione come sul resto dei lavori salariati, pur in modo diverso.
        Ma secondo me, per risponderti, non ci si può occupare di un’aspetto della prostituzione tralasciando del tutto quello che accade negli altri lavori. Dovrebbe essere il punto di partenza per parlare di quello che non va negli equilibri di potere del mercato del lavoro dipendente. Capisco che nel contesto globalizzato dove viviamo possiamo avere difficoltà a concepire un’idea di sfruttamento, perchè siamo assuefatti e lo consideriamo normale, e, secondo le visioni che si hanno non si può che trovare ipocrita la distinzione sulla prostituzione. Il fatto stesso che, a quanto dici sia inammissibile che qualcuno trattenga parte dei loro guadagni, che è la base del lavoro dipendente, dice che c’è una forma di sfruttamento potenziale in questa forma contrattuale.
        Ma è lo stesso motivo per cui si ha diritto ad una assistenza sanitaria e al sesso no e si può discutere su possibile redistribuzione di benessere o merce (in quali modalità è un altro discorso), soprattutto di cibo, ma non del sesso.
        Non voglio fare il processo alle intenzioni e presentare la tua posizione come l’idea che il fatto che esistano lavori umilianti e la cosa sia accettata renda accettabile la prostituzione, ma la risposta è che non dovrebbe essere considerato accettabile, ci dovrebbe essere un compromesso tra ciò che si può accettare per necessità come lavoro e la richiesta di condizioni accettabili, per un lavoro dove c’è di mezzo il corpo, la linea di demarcazione è più breve e doverlo vendere per campare è una violazione della dignità visti i casi in cui non lo si farebbe altrimenti. Mi dispiace se fai un lavoro in cui non credi e non ti trovi bene, sinceramente. Spero avrai l’occasione di cambiare o se si tratta delle condizioni di migliorarle. E’ necessario vigilare perchè ci siano alternative. E nelle misure suddette dovrebbe valere anche per gli altri lavori. D’altronde l’articolo 3 è ammirato in tutto il mondo, non per nulla :). Non sono comunque un “abolizionista”, solo contro lo sfruttamento e dell’idea che dietro ci sia un certa concezione del sesso, soprattutto quello delle femminile, come una risorsa e qualcosa dispensato da loro agli uomini. Al momento esistono anche gigolò, ovviamente, quindi questa concezione può averla anche una donna, ma molto meno, anche se occhio croce più che in passato, gli avvicinamenti tra i generi esistono anche in negativo.
        Chiedo a Ricciocorno se a suo parere le statistiche che presenti sono giuste, non essendo esperto mi servono più elementi per valutare la veridicità, però ho dei principi cardina come hai modo di leggere.

    • IDA ha detto:

      Mettiamo in chiaro: in Italia la prostituzione è legale, quello che è vietato in Italia è il reclutamento, favoreggiamento, prostituzione minorile, induzione e tratta di persone . Non solo prostituirsi in italia non è un reato ma non sono considerate soggetti socialmente pericolosi, pertanto non può essere nei loro confronti giustificato il foglio di via obbligatorio, perché è un attività che non mette in pericolo l’integrità fisica o morale dei minorenni, la sanità, la sicurezza o la tranquillità pubblica. Cassazione (cfr. sent. n. 38701/2014)
      Germania: Prostituirsi è un reato. https://www.buzer.de/s1.htm?g=EGStGB&a=297
      Lo sfruttamento è regolamentato. LO SFRUTTAMENTO È REGOLAMENTATO NON LA PROSTITUZIONE.
      Cosa è lo sfruttamento non lo stabilisci tu ne io, ma la legge, in italia dove lo sfruttamento è vietato, qualsiasi cifra che è sottratta è sfruttamento. Dove lo sfruttamento è regolamentato la legge stabilisce un limite. In Germania per essere considerato sfruttamento devono trattenere in qualsiasi forma più del 50%, http://27esimaora.corriere.it/articolo/lindustria-tedesca-dei-bordelli-legaliun-business-da-145-miliardi-di-euro/ Io la legge non l’ho letta, ma basta leggerla e verificare.
      In teoria in Germania sono delle libere professioniste tenute a pagare tasse sul reddito e IVA. Ma da quando è entrata in vigore la legge, solo il 2% si è registrata, I bordelli sono imprese registrate e non necessitano di particolari autorizzazioni. Le prostitute possono lavorare come dipendenti con regolare contratto, come libere professioniste o autonome. Queste ultime sono la maggioranza, per evitare l’alta evasione fiscale è stato escogitato un sistema, le prostitute devono pagare anticipatamente un certo ammontare quotidiano , che deve essere riscosso direttamente dai gestori di case di appuntamenti che poi loro versano allo stato. Spesso i papponi sono sotto inchiesta, perché dichiarano che lavorano da loro, per esempio 10 ragazze quando poi ne viene accertata la presenza di 20. Ma non sono accusati ne di tratta ne di sfruttamento ma di evasione fiscale, perché è l’unico reato che può essere individuato.
      I dati ci dimostrano la diminuzione della tratta solo perché non è dimostrabile, gli unici dati di tratta che abbiamo è quello della prostituzione minorile, perché tale sfruttamento è vietato.
      Non esistono informazioni scientificamente attendibili sulla prostituzione in Germania , né per quanto riguarda il numero di prostitute né il numero di clienti. In base alle tasse pagate risultano poco più di 300 mila, per il ministero della famiglia, che ha il compito del controllo sanitario, sono 400 mila, per la polizia 500 mila per alcune associazioni 700 mila. In pratica non si sa quante sono, ma si sa che generano un giro di 14,5 miliardi di euro l’anno.
      Il “ministero della famiglia” ha pubblicato ultimamente un report sulle condizioni sanitarie delle prostitute in Germania, il 98% delle donne prostitute intervistate, aveva almeno un’esperienza traumatica, la maggior parte di esse multiple, il 70% ha subito attacchi fisici, il 68% è stata stuprata almeno una volta; il 20% ha subito gravi lesioni come ossa rotte, distorsioni, strappi muscolari, lesioni facciali, ustioni e articolazioni dislocate mentre praticava la prostituzione.
      https://www.bmfsfj.de/doku/prostitutionsgesetz/03020304_print.html
      Oltre agli omicidi che sono in aumento. https://sexindustry-kills.de/doku.php?id=prostitutionmurders:de
      È proprio un bel paradiso. https://www.welt.de/welt_print/article889956/Staat-will-Prostituierte-staerker-zur-Kasse-bitten.html

  10. kokoro ha detto:

    ma se siete contrarie alla prostituzione legale perché non siete contrarie anche alla pornografia? è praticamente la stessa cosa!
    per dovere di coerenza voglio sperare che siate contrarie anche alla pornografia!

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