L’idea di andare a teatro

 

La domenica di Pasqua una mia cara amica mi ha scritto una email che aveva per oggetto questa frase: “non leggerla adesso. E’ una bella giornata”.

L’articolo che le aveva fatto scrivere “io avrei preferito non sapere” (c’era un bel sole in effetti, domenica, e una temperatura deliziosamente mite)  si trova a pagina 22 della rivista IO DONNA del 31 MARZO, ed è un’intervista a Caterina Murino a proposito della sua ultima fatica teatrale: “L’idea di ucciderti”.

La frase che l’ha tanto sconvolta la trovate nella descrizione dell’opera:

un thriller tratto da una storia vera che racconta un uxoricidio e critica la giustizia che, in sede di divorzio, dà sempre ragione alla donna“.

“Un po’ in controtendenza”, commenta la giornalista Marilena Vinci.

In controtendenza? In controtendenza rispetto a chi?

Di sicuro non in controtendenza rispetto ai contenuti veicolati dalla stampa mainstream, come ci racconta il caso di Nunzia Maiorano, prima uccisa a coltellate dal marito Salvatore Siani e poi ulteriormente massacrata da chi ha reinterpretato la vicenda dipingendola come una sanguisuga assetata di vendetta e di denaro.

Che la legge “prediliga” le donne, è uno dei leit motiv della propaganda del movimento dei cosiddetti “padri separati”, una propaganda che ha un grande successo fra il pubblico e non certo perché sia di per sé una propaganda particolarmente strutturata, intelligente o efficace, ma solo perché trova terreno fertile in una società che ancora fa fatica ad assorbire le recenti conquiste delle donne in termini di diritti.

Ogni volta che una donna viene uccisa, l’opinione che in fondo se lo sia meritato perché non era altro che una brutta stronza è più diffusa di quanto saremo mai disposti ad ammettere.

E non è un’opinione condivisa soltanto dai leoni da tastiera, ma è radicata anche in molti di quei soggetti che dovrebbero preoccuparsi di tutelare le donne dalla violenza:

“È Melania Rea che è morta, ma nelle motivazioni della sentenza la vittima alla fine è Salvatore Parolisi. Che brutta storia ha scritto, signora giudice.”

denunciava Michela Murgia dalle pagine de La Stampa in occasione della sentenza di condanna per Salvatore Parolisi,

“le donne, in Italia, diventano colpevoli delle violenze che subiscono.” affermava Angela Romanin in un articolo dal titolo “Lo Stato incoraggia la violenza”, nel quale ad essere posta sotto accusa non è il tanto strombazzato (e non supportato da dati concreti) sbilanciamento del sistema giudiziario a favore delle donne, ma l’infausta influenza della diffusa tendenza a colpevolizzare le vittime sulle misure di prevenzione che dovrebbero attivarsi contro il fenomeno della violenza di genere.

Ma di tutto questo, Caterina Murino non sa nulla di nulla. Come non ne sa nulla l’autore della pièce, Giancarlo Marinelli, convinto che essere femminista significhi “adorare le donne”:

Qualcuno gli ha raccontato una storia – ci dice Marinelli – e, dando per scontato che quella storia corrispondesse a verità (perché se non si può stare sempre dalla parte delle donne se si è donna – come dice Murino – non c’è niente di male a prendere per oro colato ogni storia nella quale il maschio interpreta il ruolo del povero innamorato vessato da una strega), ha deciso di scrivere un’opera che desse l’opportunità al pubblico di immedesimarsi con l’assassino, provando il suo medesimo desiderio di spaccare il cranio alla moglie e legittimandolo per mezzo di una vittima “senza scrupoli …che utilizza gli uomini per i suoi interessi“.

La morte di una donna, per Marinelli, non è un femminicidio, ma un maschicidio: come nella narrazione dell’omicidio di Melania Rea, la vera vittima è lui, l’assassino.

In mezzo a tutte le recensioni entusiastiche, concordi nel concludere che se le donne donne muoiono è perché sono tanto amate…

ne ho trovata solo una disposta a porre la trama in relazione con il contesto attuale che vede morire una donna ogni due giorni nel nostro paese:

è il tentativo di presentare l’uxoricidio dichiarato come un sofferto atto d’amore, quello che più ci disturba. Soprattutto se si pensa ai recenti sconvolgenti casi riportati dalla cronaca di casa nostra.”

Grazie per averlo scritto, Ferdinando Offeli, grazie dal profondo del cuore.

Concludo citando dalla Convenzione di Istanbul: “la violenza contro le donne è una manifestazione dei rapporti di forza storicamente diseguali tra i sessi, che hanno portato alla dominazione sulle donne e alla discriminazione nei loro confronti da parte degli uomini e impedito la loro piena emancipazione“.

L’amore c’entra poco o nulla, per il semplice motivo che, poiché la violenza nelle relazioni sentimentali colpisce sproporzionatamente le donne – sono vittime del partner/ex partner il 46,3% delle donne contro il 2,2% degli uomini, se l’amore fosse il movente dovremmo dedurre che le donne sono fisiologicamente incapaci di amare, oppure che non incontrano mai uno stronzo che le faccia soffrire.

E dubito che persino Murino e Marinelli sottoscriverebbero stronzate del genere.

 

Per approfondire:

Quando una donna viene uccisa è certamente colpa sua

Perché lo fa?

Family Day, maschi selvatici e violenza di genere

La colpevolizzazione della vittima

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Informazioni su il ricciocorno schiattoso

Il ricciocorno schiattoso si dice sia stato avvistato in Svezia da persone assolutamente inattendibili, ma nonostante ciò non è famoso come Nessie.
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34 risposte a L’idea di andare a teatro

  1. Shonagh Mc Aulay ha detto:

    You move fast! Good work, well done! Well done too to the solitary clear sighted critic you mentioned.

    You’ve made my day. That piece was so toxic. Clear commentary is a potent antidote.

    Shonagh

  2. Paolo ha detto:

    in pratica un amico separato di Marinelli gli ha raccontato di quanto cattiva fosse la ex moglie e tutta la propaganda fasulla dei padri separati sui tribunali che danno sempre ragione alle donne lui ci ha creduto ciecamente e ha scritto questa robaccia. Mi spiace per la Murino che mi era simpatica,a parte la cazzata (grossa ma purtroppo sono in tanti a scambiare il femminismo per una “difesa corporativa” che non è e tutte le donne capiscono la differenza tra molestia e avance non solo quelle che sono state violentate) che ha detto sul femminismo non ha fatto una brutta intervista.
    L’amore non centra nulla col femminicidio, chi uccide una donna (a prescindere dai comportamenti di quest’ultima) che diceva di amare non l’ha mai amata in realtà, voglio pensare che anche Murino e Marinelli siano d’accordo

    • kinkyreggae ha detto:

      e bravo Paolo. Anche stavolta come fai da anni hai lavorato da bravo zerbino …hai tacciato tutti i padri separati come criminali.
      solito pout-pourri di cose che non c’entrano nulla, la Murino è persona libera e cristallina che ha diritto di esprimere una propria idea, non a caso, anti femminista. Tra te, che sei zerbino anti maschile e la attrice premiata, preferisco 100 volte una vera donna della quale hai totalmente stravolto il pensiero…
      stai lontano dai padri separati, taci, non sai di cosa parli.

      • Paolo ha detto:

        la Murino piace anche a me, stavolta ha detto una cosa che non condivido, peccato perchè il resto dell’intervista è buono

      • Quale parte è buona? Quella in cui parla delle sue amiche che sanno distinguere fra stupro e avances?

      • Paolo ha detto:

        no, quella in cui parla dei genitori che avevano un rapporto paritario e dice che vuole un uomo che la rispetti e la ammiri

      • Antome ha detto:

        Ciao Kinkyreggae, puoi tranquillamente obiettare alla descrizione che Paolo fa della Murino senza ricorrere agli insulti e dargli dello zerbino, perchè non tutti gli antifemministi (o sedicenti tali, spesso è l’idea che hanno loro del femminismo) sono estremisti che mettono in discussione la virilità o danno del maschio pentito o misandro a chiunque non condivida la loro idea.
        Per il motivo sopraddetto non sono nemmeno convinto che la Murino sia antifemminista.
        Non so se l’autore, che si definisce femminista, voglia affermare la tesi di Mra e padri separati o voglia semplicemente mettere in scena una donna indubbiamente (presumo) senza scrupoli, come indubbiamente ne esistono e voglia semplicemente “raccontare la realtà” come diceva Antonioni, o una parte di essa, o un punto di vista “impopolare quindi popolare presso la maggioranza silenziosa quindi accusato di populismo” etc.
        Certo “adorare le donne” di per sè non definisce il femminismo, bisogna vedere in che senso o le donne a priori? Ma non voglio tignare su questo di certo.
        Ci mostra quindi che questa donna viene uccisa perchè lui non ne può più e non ha avuto giustizia.
        Questo in sè e per sè non significa che sia la norma nei femminicidi, ma di certo attirerà tra spettatori e commentatori su youtube e articoli, quel tipo di persone descritte da Ricciocorno, piuttosto che una riflessione con le giuste sfumature, ovvio non sempre è responsabilità dell’artista, ma bisogna tenerne conto.
        Tuttavia afferma di identificarsi nel protagonista. Non so se come dice la Murino “non gli uomini in quanto uomini e gli uomini in quanto donne” è un discorso agenere ed egli abbia in passato parteggiato per donne vessate dall’uomo che l’hanno poi ucciso perchè all’epoca con poche alternative ed un matrimonio trappola, forse l’ha fatto e vuole dire che oggi le cose si sono capovolte?
        Ci sarebbe da indagare…

        Da quanto ho capito il 90% dei casi di figlio assegnato alla madre nelle separazioni riguarda i casi non impugnati o protestati ed in quelli impugnati da uno dei due genitori siamo invece di poco sopra il 50% .
        Analogamente sul caso del pay gap, e sulle donne che guadagnano il 77% degli uomini è un dato preso in aggregato, critica spesso citata da mra, da quanto ho capito. Ma ho tuttavia letto che a parità di condizioni e tutto guadagnano comunque in media il 6% in meno.
        Mentre sugli uomini che vengono aggrediti o uccisi molto più delle donne, si tratta di un contesto diverso in aggregato, legato alle attività criminali, non in quanto uomini. Sempre comunque inferiore alla probabilità di una donna di subire violenza sessuale.

        Parlando di dati sociali non di speculazioni sulla natura e la disposizione naturale delle categorie in oggetto. A presto.

      • La Murino è chiaramente una che non sa il femminismo cosa sia. Probabilmente non ha mai letto un’autrice femminista, altrimenti non direbbe una frase del genere: “il femminismo è un’altra forma di ghettizzazione” (quali sarebbero le altre forme di ghettizzazione analoghe al femminismo non ci viene spiegato).
        Riguardo ai deliri su divorzi e separazioni, i dati ci dicono che la stragrande maggioranza delle coppie stabiliscono l’affidamento dei figli e regolano le questioni economiche di comune accordo. Quindi, se è vero che la maggior parte degli affidi condivisi si concretizza con un collocamento prevalente presso le madri, è perché è così che gli ex coniugi si accordano tra loro. Di fatti, ogni volta che questi padri disperati si sono dati appuntamento nelle piazze per manifestare la loro sofferenza, si è trattato di manifestazioni molto poco popolate. Ciò che colpisce, rispetto al numero esiguo di partecipanti a queste manifestazioni che le sapienti inquadrature in primissimo piano non riescono a mascherare (ad esempio qui http://sociale.corriere.it/daddys-pride-la-marcia-dei-padri-separati-che-chiedono-piu-diritti/), è che contrastano con la copertura offerta dalla stampa, che dedica parecchio spazio alle loro proposte. Con tutto il rispetto per il dolore di queste (15? 20?) persone, la mia impressione è che il drammatico fenomeno sia un tantino sovrastimato.
        Tutt’altro discorso meriterebbe la suddivisione fra i sessi del lavoro domestico e di cura, ma quel tipo di discorso lo fanno le femministe.

      • Antome ha detto:

        Sin dai post sulla polemica sulla frase di Bono, apparentemente non criticabile separatamente come problematica senza sentirlo come un giudizio inappellabile sulla persona in generale non capisco cosa cerchi di dire Kinkyreggae, a dire il vero riguardando gran parte dei post sull’argomento sono di DATPHATASS, solo uno di Kinkyreggae, ma lo fa in un modo aggressivo, specialmente con Paolo dandogli dello zerbino e qui secondo me si scende di livello anche oltre la polemica fine a se stessa nell’insulto e nel colpo basso. D’altronde è un meccanismo reazionario, che non dico sia assente in assoluto nel campo progressista, anzi, può essere parte di ognuno di noi, l’importante è saperlo riconoscere e mettersi in discussione, non credersi perfetti. Tale meccanismo è vedere ogni critica e decostruzione di un proprio pensiero e della cultura che può averlo originato, come un attacco all’identità di quella persona, come un atto censorio, spaccare il capello in 4, controllare il pensiero e riformulare il linguaggio in una neolingua orwelliana, in breve rompere i coglioni.
        Il parallelo è simile, nel senso che non si vuole dare della maschilista a Murino, così come a Bono, per la frase “girly” usata in senso negativo, solo perchè si critica il contesto che produce il linguaggio associante il femminile a debolezza, mancanza di lotta e impegno sociale, mancanza di rabbia etc. Anzi è il primo a dire che molte donne sono forti e lottano per un mondo migliore, ma probabilmente sono meno “girly”, anche se questo magari non lo considera negativamente, come non considerava del tutto negativo la “femminizzazione” della musica.
        A dire il vero un precedente c’è, pare lui sia quello della pagina Facebook “Cara, sei femministe” qui https://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/2018/01/15/sorrideremo-un-po-perche-ci-fa-bene/ dove nel commento del 20 gennaio, 12:43 dice a Riccio queste eleganti parole “sai che cosa ti dico, riccicorna. Tu con gli uomini hai dei problemi e belli grossi.
        E meno male che sei pure psicologa: ma chi ti ha dato la laurea?” ma poi migliora eh “un medico, bravo però. Pensaci bene, la frigidità è curabile.” Dice che nella pagina facebook “ci sono iscritte molte donne, stanche di leggere e sentire le facezie che declami da anni.”
        Ti rilancio, con rispetto apparentemente non reciproco Kinky, la domanda, questa pagina, sedicente non misogina, ma contro le femministe, vigila poi contro la misogina essenzialista di genere o può dire cose tipo “se ci sono meno donne in ambiti scientifici forse è perchè sono biologicamente meno predisposte, test biometrici denotano una notevole innata inferiorità in tutte le cose che hanno contribuito al progresso sociale e civile, poi abbiamo cacciato i mammuth, razza di ingrate”. E’ come la lega che dice di non essere razzista e che è un problema culturale, posso crederci, ma poi se nei commenti c’è un suprematista “razzial realista” (razzialista) che dice che i neri hanno un QI inferiore e per questo sono incompatibili con la società bianca e saranno sempre indietro, quanti ci sono a riprenderlo? Molti meno, ho notato, di quante femministe riprendono le misandriche che ritengono l’uomo naturalmente portato a violenza, stupro, sopraffazione e insensibilità.
        Ho notato che una delle strategie è invalidare delle statistiche e proporne un’altra lettura, immagino che Mra trovino magari qualche buco nella lettura delle statistiche e ci costruiscano una propaganda, tuttavia distorcendole non meno di quanto accusino le femministe di fare, ma qui siamo di nuovo al “tu quoque”, dove ci si fa le pulci reciprocamente piuttosto che dialogare e correggere i propri errori. Senza con questo mettere tali movimenti sullo stesso piano eh.
        Ad esempio per quanto riguarda gli assegni di divorzio, si tiene conto della questione del tenore di vita durante il matrimonio, questo vale anche per gli uomini e gli Mra non ne tengono conto, ti presentano le statistiche senza contare che molto più spesso è l’uomo più ricco durante il matrimonio, oppure come dicono loro la legge è dalla parte delle donne? Tiene conto di chi ha rinunciato al lavoro per stare in casa e lo applica ad entrambi i generi? Sono state fatte, dopo la legge sul divorzio altre leggi che favorissero le donne o erano già incluse esplicitamente nella legge sul divorzio? Ho qualche difficoltà a crederlo :).
        Ovviamente loro usano la statistica che le donne inizierebbero il 70% dei divorzi, ci può essere da riflettere sulle cause culturali del perchè di questo, loro dicono che è perchè le conviene. Ma proprio queste statistiche, insieme alla differenza media di ricchezza spiegherebbero in teoria il perchè degli assegni dati in prevalenza alle donne. Il problema è, questi finiscono ad un certo punto, dopo che uno dei coniugi trova un lavoro, etc. tiene conto dell’età, come la reversibilità etc. Dovrebbe tener conto di difficoltà media del reimpiego, etc. Affidamento del minore e così via.
        Perdona tutte queste domande, ma spero che siano contestuali al post :).

  3. Paolo ha detto:

    descrivere il femminicidio come un “sofferto atto d’amore” è un insulto al vero amore

  4. Paolo ha detto:

    per capirci: certo esistono donne che “senza scrupoli che usano gli uomini” (e uomini che fanno altrettanto) e non è sbagliato raccontarle, (io poi adoro le dark lady) ma è orribile far pensare che si siano “meritate” la morte (ed è quello che mi disturba di di certi pur meravigliosi classici noir). Non è così

  5. kinkyreggae ha detto:

    fonte: adnkonos INFORMATEVI MEGLIO.

    Pubblicato il: 27/02/2018 16:58
    Una piece dai temi forti, che racconta di un grande amore finito in tragedia e che prende spunto da una serie di casi reali che il regista ha unito, per mettere insieme una storia attuale che tocca molti, forse tutti. E’ ‘L’idea di ucciderti’, scritto e diretto da Giancarlo Marinelli, in scena al teatro Ghione di Roma da stasera fino all’11 marzo, che vede nei panni della protagonista l’attrice sarda Caterina Murino. “E’ una bellissima storia d’amore e ahimé molto attuale, che affronta il tema dell’uxoricidio -dice l’attrice intervistata dall’Adnkronos – e quello che noi chiediamo con questo spettacolo è un’attenzione diversa da parte della giustizia. Una giustizia che è umana, ma che a volte sbaglia e, come in questo caso, potrebbe evitare di fare degli errori così clamorosi”.
    Elaida è “una donna senza scrupoli – dice la Murino sul suo personaggio – che utilizza gli uomini per i suoi interessi, andando al di là dell’amore, e interpreto anche il Pubblico Ministero che invece rappresenta l’amore vero, e riconoscerà nell’uomo accusato di aver ucciso la compagna (interpretato dall’attore Fabio Sartor, ndr), il vero amore”. Dopo Roma, la piece verrà portata in tournée nel nord Italia.
    La Murino, che è attualmente protagonista di una serie su TimVision, dal titolo ‘Deep’, spende dunque anche una parola sul caso delle violenze sulle donne. “Sono ovviamente contro la violenza verso le donne e penso che se non si ha rispetto delle donne in casa, a partire dalla famiglia, il problema sia complesso da risolvere – dice l’attrice- ma io credo che si debba vedere il caso umano, non giudicare l’uomo in quanto uomo o la donna in quanto donna. Saremo veramente forti quando non metteremo più l’uomo contro la donna, ma verificheremo la ragione o il torto dell’essere umano in quanto tale”.

  6. Pollyjean ha detto:

    Mi basisce il fatto che l’autore creda di aver fatto qualcosa di originale e che lo spettatore troverà inaspettato raccontando la storia di un femminicidio dal punto di vista dell’assassino. Le coefore? Otello? I pagliacci? Rebecca la prima moglie? Cittadino al di sopra di ogni sospetto?

  7. IDA ha detto:

    “la ragione o il torto dell’essere umano in quanto tale”
    La tendenza di derubricare la violenza di genere come conflitto tra individui:
    Non esiste la violenza di genere ma solo persone violente. È una retorica contraddittoria, perché fa largo uso di stereotipi di genere e luoghi comuni.
    Nel caso di questa commedia si sta parlando di una donna “senza scrupoli”, che usa gli altri. Cosa c’è di sbagliato? Che è una donna, quindi il suo essere “genere” che si differenzia dalla norma che è quella maschile. Nessuno stigmatizzerebbe un uomo “senza scrupoli”, fa parte della virilità, come il coraggio la forza e la risolutezza. Molte donne sanno benissimo che esistono ancora troppi uomini che concepiscono l’atto sessuale come un’azione predatoria, ma ti devi rassegnare perché: “sono uomini”. Si ritiene che sia una legge di natura.
    Pollyjean… giustamente cita Otello, il quale riferendosi a Desdemona, prima di ucciderla utilizza termini legati alla “falconeria”:
    “Se mai venissi ad avere la prova ch’ella è una selvatica falchetta, benché le care fibre del mio cuore siano le sue pastoie, io con un fischio le darei l’aire e poi la lascerei volar col vento a cercarsene altrove la sua preda.” (Otello)
    Altro concetto, l’amore: in questo caso addirittura è un tribunale, un giudice, con il potere di assolvere e di condannare. L’amore naturalmente quello degli uomini, che è puro e supremo anche quando si trasforma in boia. È un’autorità superiore che appunto assolve e condanna, che fa perdere la ragione.
    “Che sia dannato, il mio folle amore gridato al vento… E tu, amore, rassegna la corona e il trono che occupavi nel mio cuore all’odio più spietato..” (Otello)
    L’amore declinato al femminile diventa sinonimo di superficialità e di stupidità, non potrà mai essere un tribunale e giudicare ma può essere solo giudicato. Come tanti piccoli Atlante, gli uomini sorreggono il mondo sopra le spalle e non hanno tempo per queste cose da femminucce.
    Il non giudicare l’uomo in quanto uomo o la donna in quanto donna, in questi casi, oltre che ad essere rassicurante e minimizzare la violenza di genere, serve alla narrazione mediatica sull’eterna solidità dei ruoli di genere con chiari messaggi normativi sulle specifiche e distinte competenze “naturali” dell’uomo e della donna. Senza dubbio, fondamento di questa cultura è la denigrazione delle donne in quanto tali, e quindi la costruzione discorsiva del genere femminile come inferiore, naturalmente subalterno, più o meno minorato, subdolo e maligno.
    “Dev’essere l’effetto della luna che traligna: si fa presso alla terra più del consueto, e fa impazzire gli uomini.” (Otello)
    Niente è cambiato, anche Otello uccide Desdemona e da colpa alla luna.

    • Paolo ha detto:

      credo che marinelli stigmatizzi anche gli uomini senza scrupoli, il problema di questa piece è un altro, è che si è bevuto la propaganda dei padri separati

    • Antome ha detto:

      ” quindi la costruzione discorsiva del genere femminile come inferiore, naturalmente subalterno, più o meno minorato, subdolo e maligno” Ah, ma quando serve per spiegare o giustificare le differenza degli stipendi dovuta alla contrattaziono, citano invece studi presunti sul cervello femminile che dicono che le donne sono più “agreeable”, come si direbbe in italiano, non mi viene, controllo ;), “piacevole”, forse addirittutra “accondiscendente”, quindi non abbastanza grintosa, a loro dire, come gli uomini e come serve per contendersi la fetta migliore. Non importa che possa essere una percezione, diventa un fatto (:

      • Paolo ha detto:

        ma poi è un controsenso: le persone subdole e manipolatrici (che sono sia uomini ia donne) sono di solito molto intelligenti, tutt’altro che inferiori. I MRA si dipingono come “più forti” o “più deboli” delle donne a seconda della convenienza. Il che dimostra che non è vero che gli uomini maschilisti hanno paura di “mostrarsi deboli”, anzi se gli conviene si mostrano debolissimi, dei veri piagnoni

      • IDA ha detto:

        In ambito lavorativo, dove gli uomini sono grintosi, di carattere con personalità, le donne sono stronze. Lo stesso comportamento e percepito e giudicato in maniera differente se fatto da un uomo ( la norma) o una donna, (portatrice di genere).

      • Antome ha detto:

        L’ha ripostato la Hoff Sommers sedicente femminista “realista”.

        I commenti sono questi. Anche di donne

        Bertie Rodriguez
        ‏ @RodriguezBertie
        15 mag 2017
        In risposta a @CHSommers, @PolFurn e @heatstreet

        We want More Toxic Masculinity! BRING IT ON! 💪

        Manly men are what women crave. No one likes a cuck.*

        Soft men are a product of feminism. ThTs why there are so many single women.
        0 risposte 0 Retweet 0 Mi piace

        Nuova conversazione
        Everything I Disagree With Is Hate Speech
        @FowlCanuck
        13 mag 2017

        In risposta a @CHSommers e @heatstreet
        Wow it’s almost like hundreds of thousands of years of evolution was proven correct, and not a bunch of purple haired postmodernists.
        3 risposte 18 Retweet 176 Mi piace
        Michael Letwin
        ‏ @CHEEZBurger13r
        13 mag 2017
        We can infer from this that nature is indeed sexist and supports the patriarchy.
        3 risposte 2 Retweet 16 Mi piace
        Tippy Tinkletrousers
        ‏ @Pollyesther34
        15 mag 2017

        As it should

        *Notare il linguaggio da alt-right, ah poi gli stessi che negano il patriarcato, poco dopo ci trovi i commenti che dicono che il patriarcato è naturale, che poi è il fine dello studio è quello che veramente vuole concludere chi lo acclama. Viva la sincerità.
        Ora se una sedicente femminista accetta un pubblico del genere.
        Sono arrivato ad una nuova conclusione, “dimmi li pubblico che accetti, le implicazioni che lasci concludere dai tuoi discorsi e ti considererò almeno in parte complice”
        Se sto spammando mi scuso.

      • Sedicente: di chi si attribuisce arbitrariamente un nome, una qualifica o una qualità. 😉

      • Paolo ha detto:

        se per “manly men” si intende uomini sicuri di se stessi, con un carattere forte e che si comportano da adulti o che a etto soni molto passionali non mi stupisce che piacciano a molte donne (anche a me piacciono le donne sicure di se stesse, con un carattere forte e passionali a letto e anche fuori), credo che a nessuna donna possa piacere un uomo violento o che la tocca quando lei non vuole. Questi “studi” in cui si dice che alla maggioranza delle donne piace l’uomo “virile” sono falsati alla base perchè nell’aggettivo virile ognuno ci vede quello che vuole, se chiedessero alle donne “ti piace un uomo che ti picchia se metti la minigonna, i impedisce di uscire da sola, ti segrega in casa, pretende che tu faccia tutte le faccende e non muove un dito e fa sessocon te senza pensare al tuo piacere?” il 100% risponderebbe no.
        Quando una donna dice “mi piacciono gli uomini forti” nove volte su dici pensa a un incrocio tra Ned stark, Jon Snow e Dirk Pitt (un tipo di uomo che può esistere davvero), non pensa certo a un buzzurro violento e possessivo.
        e anche quando un uomo dice “mi piacciono le donne forti” non pensa certo a una feroce virago ma a Daenerys Targaryen, Buffy Summers (donne che possono esistere davvero come temperamento)

      • Antome ha detto:

        Ciao e grazie della risposta. Appunto intendevo quello per sedicente. Se non sbaglio partiva come femminista, poi ha avuto credo negli anni ’90 questa illuminazione contro gli estremisti del “gender feminism”, anche se sembra molto più investita lei sul genere e le vere o presunte differenze di genere. Infatti non si preoccupa di tutti gli estremisti antifemministi che la apprezzano, ora io capisco dire “ok i femministi mi hanno estromesso perchè sono talebani”, per quanto lo ritenga sciocco, ma non preoccuparsi che ad apprezzarti siano dai “nuovi atei” dawkinsiani del gene egoista all’alt-destra e veri misogini va invece bene?
        Dirai ma cose vuoi che ti dica o ci sia da dire? In effetti su di lei forse non c’è molto da dire (:.
        Volevo però chiederti cosa ne pensassi di questo studio, se ti va, sembrano davvero convinti che dica qualcosa di nuovo e che abbia a che fare con profondi reconditi istinti femminili verso l’uomo forte e un po’ rude. Io ho già esposto quelli che secondo me sono i punti deboli, non so se c’è qualcosa da aggiungere.
        Mi viene anche in mente che significative sono anche le persone che rifiutano il test e le motivazioni che adducono, anche quello sarebbe importante in queste rilevazioni, specie su un campione così ristretto, per assicurarsi che possa il più possibile essere rappresentativo.
        Ora Mra (di quelli che la pensano in un certo modo) che ci leggono, forse si chiederanno, ma siamo così veloci a derubricare le conclusioni da studi che invece confermano le nostre tesi?
        Io direi infatti che dovremo esserlo, ma c’è tuttavia un detto, simile a quello dell’Uomo Ragno, per la scienza, “affermazioni straordinarie richiedono evidenza straordinaria”, specialmente quando pensano di parlare di un’intero genere, etnia etc. Per questo il Qi e le sue rilevazioni non sono nemmeno lontanamente sufficienti per provare la causalità tra razza ed intelligenza e le differenze di punteggio medio tra di esse, anzi ci sono molti buchi e contraddizioni, unitamente alla validità non universale del Qi e l’influenza della società su di esso.
        Stai facendo un’affermazione enorme, quindi i dati sono sottoposti a grande scrutinio.
        Magari sono Ot, ma lo considero in-topo, almeno in senso lato, poichè si parla di violenza nelle coppie, e studi di questo genere vengono citati per corroborare l’idea che lo stronzo in fondo piaccia.
        P.s Ho sbagliato, dovevo rispondere qui, puoi cancellare il doppione sotto il commento di Paolo, discuto volentieri con lui, ma non c’entrava nulla con la sua risposta ^_^, a presto.

      • Cosa devo pensare di uno studio che esamina 70 coppie per analizzare se il loro livello di soddisfazione reciproca varia in concomitanza dell’ovulazione di lei? Sulla base di che tipo di test poi? Voglio dire, con che genere di strumenti è stato misurato il “comportamento mascolino” degli uomini? Sullo studio leggiamo che il livello di mascolinità è “self-reported”, ne deduco che sono gli stessi intervistati a definirsi più o meno “mascolini”. Non mi sembra molto scientifico, tutto questo…

      • Ma poi non ho capito proprio a cosa miri, uno studio del genere. Perché dovremmo considerare significativo un campione di sole 70 coppie del Texas del nord?

      • Antome ha detto:

        Ciao, Paolo, sì infatti era un dubbio che mi ponevo nei miei commenti “stipite” appena sotto questa “famiglia” dove approfondisco più estesamente su questo studio. Tuttavia in forma diversa perchè nel questionario non si chiede nulla alle donne, da quanto ho letto, sulla mascolinità percepita del marito, immagino che per i red piller, Andrea Meltzer, l’autrice, abbia fatto bene, poichè per loro non sanno quello che vogliono,.
        Le domande sono differenziate, alle donne è chiesto giorno per giorno di riportare quanto sono soddisfatte (ma lo fanno tutti i giorni?), individuando i giorni maggiormente fertili e di ovulazione e differenziandoli dagli altri. La masconilità è invece una sorta di “autocertificazione” 😀 e viene chiesta agli uomini come autopercezione di sè. Si correlano poi le risposte degli uomini con la soddisfazione riferita dalle donne.
        In quale forma viene chiesto agli uomini? “agli uomini è stato chiesto quanto fossero dominanti, potenti, mascolini e assertivi ogni giorno ” (sic. tradotto)
        Secondo lo studio nel picco di fertilità le donne riferifano una soddisfazione maggiore.
        A che pro tuttavia chiederlo ogni giorno agli uomini?
        Forse si poteva parimenti chiedere alle donne, magari senza la parola masculine, comunque termine caricato, o ancora più interessante, inserendovi “feminine”, per vedere se davvero si correla una minore femminilità autopercepita a maggiore assertività, e, giusto per completezza, chiedere della soddisfazione anche agli uomini.

        Dimenticavo questo è invece il “ricamo” del conservatore Dailywire webcache.googleusercontent.com/search?q=cache:biHr81iPXLcJ:https://www.dailywire.com/news/16503/study-women-love-them-some-toxic-masculinity-amanda-prestigiacomo+&cd=1&hl=it&ct=clnk&gl=it
        Dice

        A dimostrazione che non prendo per oro colato questi studi, non gli risponderei mai con questo
        http://www.psypost.org/2018/04/republicans-likely-vote-according-facial-stereotypes-50990
        perchè mi suona altrettando sciocco, al limite glielo posterei per dirgli di pensarci bene con questi studi.
        “Women can’t help but love masculine men, not RompHim-wearing metrosexual male feminists. This seems like basic knowledge acquired by any heterosexual female with a beating heart. But because denial-induced leftists refuse to acknowledge this truth and shame men for their so-called “toxic masculinity” — which is SJW* for anything remotely traditionally masculine — a study published in Evolutionary Behavior Science confirms this truth for us. ”
        Strawman evidente, ok dal punto di vista comunicativo chiamare ciò “mascolinità” sembra un attacco agli uomini, ma è evidente che si riferisce a tratti di stronzaggine presenti anche nelle donne ma idealizzati a mascolinità come qualcosa di positivo e tutta una serie di gender policing nei confronti degli uomini.

        “Instead of feminists rightfully attacking actual acts against women, they deem traditional qualities in men as inherently “toxic,” as inevitable precursors to grotesque crimes like rape and abuse against women. Presumably, their end-game is to totally scrub men of any trace of masculinity at all, even if that means women will be less happy with their male partners.

        But, hey, if there’s one thing we know feminists like even more than donuts, it’s misery. ”
        Ancora contro queste femministe fantoccio (:.
        Ma non erano contro la femminilità e poco femminili? Vorrebbero tutti femminili o solo gli uomini e le donne più mascoline?
        Queste “qualità tradizionali” quali sarebbero? Perchè a me sembra invece che siano state riappropriate entrambe le qualità e molte tradizionalmente maschili come non inerentemente maschili e viceversa per quelle femminili, contro invece l’idea di reprimerle nei rispettivi generi e di discriminare. Contro anche l’idea di tradizionalmente femminile come debole, ma sia negli uomini che nelle donne.
        La costruzione tossica quindi non è altresì intrinseca del maschio in sè, come ribadito più volte.

        Nei commenti una donne dice di essere interessata a uomini maschili che “fanno cose maschili” però “No, not abusive, disgusting, vulgar men.” appunto
        Finchè uno di questi tossici “real men”, manco a dirlo, la aggredisce.

        Avatar
        Skorpa ladykrystyna • a year ago

        Too bad real men don’t want left-over ladies. Sorry.

        −Avatar
        ladykrystyna Skorpa • a year ago
        Wth are you even on about?

        Stupita che qualcuno leghi il concetto di vero uomo a concetti effettivamente misogini?
        Ecco un esempio di mascolinità tossica, il concetto di donna fondo del barile suppongo sulla base dell’età sopra i 30 anni, non conosco la commentatrice.

        *Social Justice Warrior, guerrieri per la giustizia sociale. Un modo chissà perchè dispregiativo per riferirsi a gente che si occupa di cambiamenti culturali e che lotta contro discriminazione, sulla base dello “spaventapasseri” dei ragazzini estremisti di Tumblr, che giocano alle “olimpiadi delle oppressioni”.

      • Paolo ha detto:

        non mi pare uno studio serio

    • Antome ha detto:

      E’ vero, il determinismo biologico mi sembra sempre più una filosofia antifilosofia desolante e ammantata di scienza, qual’è infatti il punto del metterla sempre in ballo quando si sta discutendo su cosa fare per poter cambiare la società e portare messaggi positivi? L’idea che “è naturale”, cosa può avere di costruttivo in questi discorsi, se non dire di non tentarci nemmeno e scoraggiare l’idea che possa cambiare qualcosa perchè si tratta di qualcosa di insito in noi. Anche qualora fosse “naturale” in piccola parte, cosa importa, non si deve usare il cervello, almeno tentare di costruire altre consuetudini e abitudini? Ovviamente la risposta è che si è sotto attacco, gli uomini, se parli di patriarcato, di maschilismo attacchi gli uomini, è un po’ come quello slogan “antirazzismo è nome in codice per antibianoco” :), quindi è importante sputtanare questa narrazione, anche a costo di conservare lo status quo ed affermare che non sia mai cambiato nulla, o se è cambiato qualcosa, porre l’adesso come limitatore naturale, anzi già l’adesso è una forzatura. Dire “ma guardate che si ammazzano anche i gay e le lesbiche” scacco matto.
      “Nel caso di questa commedia si sta parlando di una donna “senza scrupoli”, che usa gli altri. Cosa c’è di sbagliato? Che è una donna, quindi il suo essere “genere” che si differenzia dalla norma che è quella maschile.”
      Aspetta però come giustamente dici
      “Senza dubbio, fondamento di questa cultura è la denigrazione delle donne in quanto tali, e quindi la costruzione discorsiva del genere femminile come inferiore, naturalmente subalterno, più o meno minorato, subdolo e maligno.” la misoginia è duplice e contradditoria, l’androsfera MRAPUAMGTOWRP* la donna è angelica oppure è maligna, ma secondo i casi calcolatrice, ma irrazionale eh, per natura, è “dell’uomo la disperazion” ma non per conscia cattiveria, bisogna un po’ domarla come una bestiola. Insomma il tutto è nella femminilità rassicurante anche la cattiveria, eccetto quanto no, è una virago femminista depravata, competitiva e calcolatrice, ma se è scienziata o nerd dovrebbe andare bene, non ha fatto nulla di male, giusto? No non è abbastanza femminile, ma se la femminilità è un merito, perchè diventa una debolezza e se è una debolezza perchè è un demerito non esserlo e la stessa cosa negativa è ad un tempo femminile e virile? Ok mi sono perso anch’io non riesco più a seguirli, non sono incoerenti e che le nostre menti non sono abbastanza mascoline (anche se io sono un uomo ^_^) non possono cogliere questa sublime coerenza.
      *sigla mostruosa O_o, Ah RP sta per “red pill” la corrente di reddit che si vanta di dire le cose come stanno sulla natura ipergamica delle donne, mancano anche li “incel” di sluthate ex PUAhate

  8. Antome ha detto:

    Continuo qui e ne approfitto per riprendere qualche altro tema Mra, le presunte pene più dure per gli uomini. Si parlava in un vecchio post degli arresti domiciliari per donne detenute con figli nei primi anni di vita e tu linkasti al sito antibufala
    http://www.butac.it/due-pesi-due-misure , nei commenti, tuttavia, è intervenuta la utente “donnecontro nickcollettivo” (contro il femminismo, nonostante il nick suoni anarcoide ^_^) , sì, proprio quella che ha creato la meme e ha fatto riferimento alla legge Finocchiario e che i 10 anni vengono considerati scontati dalla detenzione (quindi 10 loro contro i 20 degli uomini), perchè dice “*il periodo di domiciliari va decurtato dalla pena*, e la signorina fino a prova contraria sono due anni che è ai domiciliari, e già questo smentisce quanto scritto nell’articolo secondo cui si applica solo al primo anno di vita (inventato), e infatti quella legge (invito a verificare) si applica fino ai 6 anni. punto secondo: il bambino non è di Pezzullo, la Perotti ha rifiutato il test del DNA e lui nega categoricamente.”
    Lo stesso utente che le replica ribadisce forse involontariamente il punto “1. L’articolo 146 del codice penale è sostituito dal seguente:
    “Art. 146. – (Rinvio obbligatorio dell’esecuzione della pena). – L’esecuzione di una pena, che non sia pecuniaria, è differita:
    1) se deve aver luogo nei confronti di donna incinta;
    2) se deve aver luogo nei confronti di madre di infante di età inferiore ad anni uno;
    Più avanti invece la legge afferma i domiciliari fino ai *10 anni* del figlio, a meno che la potestà della madre non sia decaduta secondo l’articolo 330 del codice civile (che andrò a recuperare).”
    che spiega apparentemente la forte affermazione che una donna possa in queste situazioni prendere 10 di meno
    Oppure “Si, ma la cosa si applica anche per il padre, qualora la madre fosse impossibilitata (i domiciliari) o ho letto male?”
    e lei risponde “si applica al padre solo se la madre è deceduta”
    alchè lui più che ribattere trova esttamente quel punto sulla legge “7. La detenzione domiciliare speciale può essere concessa, alle stesse condizioni previste per la madre, anche al padre detenuto, se la madre è deceduta o impossibilitata e non vi è modo di affidare la prole ad altri che al padre.” quasi a convenire.
    Purtroppo quindi sembra che stavolta la legge distingua esplicitamente tra i due generi a parità di condizioni. Possiamo dire che sia dovuta al pregiudizio ed a sessismo benevolo che vede la madre come curatrice primaria della prole.
    Spero di sbagliarmi, perchè a parte per i primi anni, non vedo perchè differenziare tra padre detenuto e madre. Magari vale in base a come si comportano i rispettivi genitori ed alle situazioni lavorative.
    Non ho capito se il punto 1 affermi che la donna deve essere incinta nel momento in cui compie il reato.
    A presto e grazie per la pazienza 🙂

  9. Antome ha detto:

    Vorrei segnalarvi uno studio che mi è stato postato in un feed di commenti su youtube su un video del Dottor “Nerdamore” (Nerdlove, che voi conoscete) , da un antifemminista incazzato sul concetto di “mascolinità tossica”, come misandrico e nome in codice per essere contro gli uomini. Io cercavo di spiegare che infatti di mascolinità non si trattava bensì di stronzaggine idealizzata come mascolinità, tale stronzaggine è un tratto umano più che di genere, ma nel caso degli uomini, come abbiamo spesso detto è un’aspettativa, l’idea che vali solo se hai successo, per i tuoi soldi, che devi nascondere sempre la sensibilità, essere dominante, aggressivi, che la virilità sia fragile e revocabile come un pass (man card), etc. e al tempo stesso rifiutare tutto il resto o accettarlo a piccole dosi perchè costruito e codificato come “femminile”, che a parole è raccomandato per le donne, ma poi rinfacciato come debolezza. Tagliando corto mi posta lo studio per dire che mette la parola fine al femminismo e che in sostanza sono le donne che selezionano per questi uomini.
    da http://iwf.org/news/2803648/Study:-Most-Women-Like-%E2%80%98Manly%E2%80%99-Men,-Don%E2%80%99t-Worry-About-%E2%80%98Toxic-Masculinity%E2%80%99
    “San Francisco State University also linked these traits to rape in a recent post on men’s health: “Whether it’s being told to ‘man up’ or being told that men should be the ‘breadwinner,’ our society tells us men should exert power. While the vast majority of men will never commit sexual violence, studies show that those who do commit sexual violence strongly believe in these attitudes.”

    Similarly, the University of Minnesota’s Aurora Center for Advocacy and Education recently urged men to develop “healthy masculinity” that “acknowledges the fluidity of gender beyond male and female.”

    But far from being poisoned by toxic masculinity, wives with traditionally manly husbands actually enjoyed a spike in marital satisfaction during their peak fertility days. Women with less masculine husbands got no such extra bump.”
    Questa è una pagina di Indipendence women forum, (il commentatore di Youtube mi ha linkato invece ad un articolo scritto da una donna, sul quotidiano conservatore Dailywire) e trovo davvero perplimente che non aggiunga commenti sullo studio o non prenda posizione, non ho finora alcun post di femminise che commentino lo studio, di conseguenza proporrei a Ricciocorno, se le andasse di farne un nuovo post.
    http://www.psypost.org/2017/05/wives-masculine-husbands-satisfied-peak-fertility-study-finds-48909
    Questo è il principale blog di psicologia dove lo studio è postato, ora il blog in sè punta chiaramente su view, clickbait tramite titololi controversi, ma forse è il mio bias, andiamo avanti con lo studio.
    se ricerche precedenti affermano che le donne preferiscono uomini più mascolini durante il picco del loro ciclo fertile, queste osservano l’interazione tra la fertilità e la mascolinità del partner durante relazioni a lungo termine come il matrimonio.

    “For the study, 70 first-married newlywed couples completed a questionnaire every evening for 14 days. The questionnaire assessed the wives’ daily conception risk as well as their daily marital satisfaction. For husbands, the questionnaire assessed their behavioral masculinity. More specifically, the men were asked the extent to which they were dominant, powerful, masculine, and assertive each day.”
    e
    “Women with husbands who reported higher behavioral masculinity were more satisfied with their relationships at peak fertility compared to the less-fertile phases of their menstrual cycles. But women with husbands who reported less behavioral masculinity demonstrated no such shifts in satisfaction. For these wives, the level of satisfaction remained relatively steady.”

    Cioè ho capito bene? A queste 70 coppie sposate da poco è stato dato un questionario alle donne sulla loro soddisfazione in ogni giorno del mese e agli uomini su quanto si riconoscessero in stereotipi di machismo?
    Nell’abstract c’è scritto che i risultati si allineano con l’ipotesi (da cui si partiva?), che le preferenze a breve termine hanno un effetto anche sulle relazioni a lungo termine.
    La solità sostanza è gli alpha sono geneticamente superiori e preferiti per i geni, ma meno per relazioni a lungo termine, i beta per relazioni a lungo termine, ma sono fottuti anche li, sempre vi preferiranno sessualmente quegli altri, per riprodursi a livello di istinto base. L’abstract è breve e il resto è a pagamento.
    Vorrei capire in che luogo è stato preso questo campione, quale età, da quanto tempo stessero insieme. Se ho ben capito si tratta di coppie sposate da poco “newlywed”

    Questa è l’autrice dello studio in un seminario https://twitter.com/floridastate/status/714904060042866688
    “Andrea Meltzer shares how women can sometimes benefit from sexual objectification.”
    Ma va, Sherlock, fammi capire in che modo ne beneficierebbero, forse soldi, mantenimento in cambio dell’aspettativa di sesso? Ha scoperlo il sessismo benevolo ed il femminismo non ci avrebbe mai pensato? Ok, la pagina non dice molto, ma sto cercando di capire quale sia il punto? Che gli uomini riceverebbero meno empatia e meno favori? L’ho spesso letto da parte di Mra, ma non mi risulta che la società maschilista fosse particolarmente empatica verso le donne a parte il difenderle come “risorse”. Gli uomini sono semplicemente utilizzati in altro modo dal potere, in quell’ottica, ma anche più celebrati.

    Nello studio non si trova alcuna indicazione su orientamento politico, etc. E poi mediamente le coppie femministe, correggetemi se sbaglio, si sponano meno o più tardi o convivono di più, nel senso che, le convinzioni c’entrano molto su quanto presto ci si sposi etc.
    E poi il questionario per gli uomini, in cosa consiste. Perchè se presenti la domanda percepita come “sottomissivo” da una parte e “dominante” dall’altre, magari una persona nè remissiva nè dominante o prevaricatrice, si considererà più dominante, per dire.
    Esistono tanti contrari di remissivo, avere la schiena dritta, il coraggio delle prorie idee, l’essere orgogliosi, a testa alta, che non hanno niente a che fare con il dominare gli altri, ma se dall’altra parte metti l’essere condiscendenti come Fantozzi, la gente cosa potrebbe rispondere.
    Inoltre mancano le percentuali, queste donne hanno tutte quante mostrato un picco nella soddisfazione, o solo la gran parte (Sempre di questo campione di 70 persone). No perchè scrive “*Women with husbands who reported higher behavioral* masculinity were more satisfied”
    il soggetto è quello tra **, ok, ma quante e quante no? Tutte quante?

  10. Antome ha detto:

    Nessuna di queste donne “soddisfatte”, poi era quindi “dominante”, sul marito, quindi, se ne dovrebbe dedurre? Perchè a dire il vero i tratti di “mascolinità tossica” sono seguiti da tutti/e, quando si ha a che fare con avidità e ipercompetitività nel mondo capitalista, almeno in una certa misura. Aspetti positivi a giuste dosi, come ambiziosità, in parte materiale, in parte creativa e visionaria, sicurezza di sè sono invece tratti positivi in generale, appresi da sempre più donne. Sempre codificati come maschili? A questo siamo ancora?

    • ... ha detto:

      A proposito dello studio, ti rispondo qua:
      il senso dello studio è capire se ci sono caratteristiche analizzabili che portano a una variazione e quanto influiscono, variazione che si era vista in uno studio precedente. Quello che si è trovato è
      che la soddisfazione per alcune donne varia in concomitanza col picco di fertilità quando esse stanno con uomini più mascolini. Ora, come riportato anche nello studio, la mascolinità è autocertificata, quindi in futuro dovrebbe essere soggetta a parametri più oggettivi, ma fatto sta che
      Questo è un fatto interessante da studiare (anche per capire quanto è diffuso, quali fattori entrano in gioco). Anche qui come è stato detto nello studio stesso andrebbe studiato più a lungo termine. Questo però non c’entra col dire che le donne preferiscono certi uomini, perché ci dice solo che le
      donne che stanno con certi uomini li apprezzano di più in certi momenti (senza saperlo consapevolemente, oltretutto), non che li apprezzano più di altri e più di quanto le altre donne apprezzino i propri. E certamente non è uno studio che può essere usato come argomento contro il femminismo, anzi. Il femminismo è un movimento che si oppone alla natura patriarcale umana, e lo
      fa promuovendo l’autodeterminazione della propria sessualità e riproduzione, oggi più che mai slegate. Per quanto riguarda l’articolo di commento, e il tweet di Sommers, invece, c’è una interpretazione forzata. Un po’ come dire che sicuramente l’eroina piace, quindi non c’è da
      il tweet di Sommers, invece, c’è una interpretazione forzata. Un po’ come dire che sicuramente l’eroina piace, quindi non c’è da preoccuparsi. Il punto dello scontro culturale è su cosa sia la mascolinità tossica, quali comportamenti sono accettati e quali no. Su alcuni c’è maggiore accordo, su altri no.

      • Antome ha detto:

        Ciao. “il tweet di Sommers, invece, c’è una interpretazione forzata. Un po’ come dire che sicuramente l’eroina piace, quindi non c’è da preoccuparsi.”
        Ah, più che altro, bisogna dire, e hai colto bene, che il “non preoccupatevi” è il leitmotif dei quotidiani e dei media, pochi, che hanno riportato lo studio, ovviamente il dailywire e, stranamente senza nessun commento il “independence women forum”, nonostante le implicazioni del riportarlo così.
        Sì, quell’altro studio era quello delle donne che rispondevano maggiormente durante l’ovulazione, a foto modificate con lineamenti più “mascolini”* in un caso, e più “androgini” nell’altro, sì è quindi pensato in certi circoli che per i geni e a breve termine fosse importante il contributo di questo cosiddetto “alpha”, mentre il “beta” sarebbe, nel bene nel male, lo voglia o no, preferito in relazioni lunghe e collaborative per la prole, se non che provveda ad essa. E’ quindi stato coniato in tali circoli con l’elegante “alpha fucks, beta bucks”- soldi, o meglio ancora “cucks”, più trucido, che tira su il figlio dell’alpha e lo mantiene, mentre viene predisposta a farci sesso, se va bene nel periodo meno fertile, per tenerlo accanto e non per averci figli. Ma ci sono tuttavia molte contraddizioni, come ho scritto in un divertissement su una ragazza immaginaria che viene a leggere la prima volta di questo suo supposto tratto, dicendosi “ma sì proviamo ad assecondare questa mia natura”, per poi portare il ragionamento alle estreme conseguenze e notare che non ha senso. (:. Cioè tale beta sarebbe così in gamba, è lui che fa tutto il lavoro, in taluni casi la assiste nella prole e caccia il mammuth**, quando è necessario, oppure inventa, ma nonostante questo, per qualche motivo sarebbero più importanti i geni del cosiddetto alpha, secondo i redpiller l’unico che non ha bisogno di soldi e status esplicito o implicito, facente parte di quel solo 10 – 20% che può attrarre. Ora chiaro che siamo una specie evoluta, ma anche a voler seguire la selezione naturale, da quanto ho letto, nemmeno questa funziona come dicono, che senso ha “cuckare” il beta dalla riproduzione, se la selezione è basata su ciò che sopravvive e comportamenti, non solo competitivi, ma anche cooperativi migliorano la vita. Sarà l’effetto leone :D?
        Trump è ultra alpha o ultrabeta che può soltanto servirsi dei soldi? boh…
        Forse cervello e senso critico sono essenziali nel selezionare i comportamenti di uomini e di donne, oltre che il fisico e non c’è uno stato di natura che possa prescindere da uno strumento così potente nel nostro caso. Che lo sia mi suona una specie di fantasia nietschiano-romantica, più astratta e (nel bene e nel male) idealistica, che pericolosa, su una sorta di stato originale di natura che la società moderna reprimerebbe.
        Quest’altro studio ci conferma quindi che invece si rifletta nelle relazioni a lungo termine e quindi il femminismo ci porterebbe ad essere “cuck”. Ora sono baldanzosi, mi sovviene perchè i due studi sembrano rafforzarsi a vicenda e tra un po’ si dovrebbe delineare lo scenario più temuto :).
        Ma il punto è che questo studio parla di comportamenti, mentre quell’altro test era basato, mi sembra, sull’aspetto.

        *sì so che alcuni tratti sono un po’ più aggettanti e in media più tipicamente maschili, su questo nessun problema, con le virgolette mi limito relativizzarlo un po’ poichè si tratta di un range e quanto incida o predica sul carattere è discutibile.
        **www.wehuntedthemammoth.com

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