I veri colpevoli

Da il Mattino:

Sesso con una tredicenne nei boschi del Vesuvio: 33enne arrestato nel Napoletano

Primo: non è sesso. Non si può definirlo sesso, perché secondo la legge italiana quando un adulto viene colto in flagranza mentre compie atti sessuali con una tredicenne, si parla di violenza sessuale.

Il perché, lo abbiamo discusso tempo fa in un post dedicato: il legislatore che stabilisce che, al di sotto di una certa età, il rapporto sessuale fra un adulto e un minore è da considerarsi sempre e comunque stupro, non ignora il fatto che un adolescente possa acconsentire al sesso, ma presuppone che, a prescindere da quello che un adolescente affermi di voler fare, in un adulto responsabile debba prevalere l’interesse per il benessere psicosessuale del minore piuttosto che l’egoistico impulso a soddisfare il proprio desiderio.

Per quanto possa sembrarvi iniquo, ogni adulto è responsabile del benessere dei minorenni con i quali si relaziona – a prescindere dal fatto che gli siano stati formalmente affidati – e questo questo in virtù del suo essere adulto, uno status che garantisce maggiori diritti rispetto a quelli che godono bambini e adolescenti, ma anche un maggior numero di oneri.

Purtroppo, come si evince dai commenti alla notizia diffusa su facebook, sono molti gli adulti che non concordano con l’ordinamento vigente.

Non sappiamo cosa c’è sotto (un complotto?), ma una cosa questa signora sa per certo: non si tratta di violenza.

L’articolo, in effetti, parla di “atti sessuali compiuti con una minorenne”, un’espressione che può lasciar intendere che la minorenne coinvolta fosse consenziente.

Peccato che capiti spesso che i giornalisti parlino di “rapporti sessuali con minori” anche quando non c’è alcun dubbio che si tratta di abusi:

 

Una pessima abitudine, che contribuisce al proliferare di commenti come questi:

 

Dall’articolo del il Mattino, che in poche righe ci informa soltanto del fatto che il 33enne arrestato era già noto alle forze dell’ordine per il reato di stalking, il pubblico ha invece dedotto che abbiamo a che fare con una lolita che va al mare in perizoma, ha la mamma zoccola, guarda di nascosto contenuti pornografici con il cellulare e chissà cosa fa quando è chiusa da sola nella sua cameretta (probabilmente “si tocca”, come cantava Vasco).

E sarebbero le ragazzine quelle con una fervida immaginazione.

La storia della piccola tentatrice perversa, che, grazie ai suoi abiti succinti e alla sua cultura enciclopedica in fatto di pratiche sessuali (tutta colpa di internet!) è in grado di irretire un uomo maturo per condurlo alla rovina, ci è stata narrata così tante volte che qualcunque evento, anche quello descritto nel modo più scarno possibile, viene reinterpretato attraverso lo sguardo morboso di una società sin troppo avvezza a sessualizzare le bambine e a colpevolizzare le vittime, soprattutto quando sono vittime di reati sessuali.

Il nostro immaginario collettivo deve cambiare.

 

Per approfondire:

L’immenso potere

Il consenso e l’età

Invece di orchi e principesse, parliamo di criminali e di minorenni

 

 

Informazioni su il ricciocorno schiattoso

Il ricciocorno schiattoso si dice sia stato avvistato in Svezia da persone assolutamente inattendibili, ma nonostante ciò non è famoso come Nessie.
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8 risposte a I veri colpevoli

  1. Paolo ha detto:

    a 13 anni nessuno gioca con le bambole, stai entrando nell’adolescenza, sei in un tripudio di ormoni, e hai una sana curiosità per il sesso, e ce l’avevano anche le signore che “ai miei tempi era diverso”, no ai tuoi tempi era uguale solo che non c’erano i social. Quanto ai vestiti, se gli adolescenti vogliono vestirsi in maniera considerata “succinta” devono poterlo fare, sono gli adulti che non se ne devono approfittare per nessun motivo

  2. Irene ha detto:

    Un primo passo per cambiare quest’immaginario da pervertiti può essere il boicottaggio di tutti i giornali che pubblicano notizie in questo modo, smettendo sia di comprarli che di leggerli online. Io non aderirei perché lo faccio già praticamente da sempre, leggo solo controinformazione (e probabilmente ne guadagna anche la mia salute! A furia di leggere notizie non solo così brutte, ma date in questo modo, mi ammalerei di fegato).

  3. concetta gentili ha detto:

    Cara Ricciocorno, sono d’accordo con te su tutto. Non è il primo caso in cui non si dà il nome giusto alle cose: un atto sessuale con una tredicenne è una violenza perché, se ricordo bene, al di sotto dei quattordici anni, la violenza si presume “iure et de iure” senza ma e senza sè.
    Ugual cosa accade quando si colevolizzano le vittime (adulte o minorenni che siano) attribuendo loro la fantastica capacità di provocare ad arte anche quando la provocazione (che mi piace ricordare non giutifica agiti violenti di nessun tipo) è lontana mille miglia. Ancor peggio è il colpevolizzare le madri come se fossero le responsabili dei mali del mondo. Dobbiamo resistere, resitere all’ignoranza, al vuoto valoriale che ci sommerge, all’ovvio, all’inutile, al dolore ed allo stigma. Dobbiamo resistere e fare controcultura per le donne di oggi e quelle di domani, dobbiamo insistere nelle aule di tribunale come nelle piazze (virtuali e non) ed in tutti quei luoghi dove anche una vocina piccola piccola può avere senso e significato. Proprio oggi, proprio ora, proprio qui, senza scuse: si deve andare avanti, avanti si andrà.
    Ave atque vale

  4. Antome ha detto:

    Ciao Riccia, mi fa molto piacere che sia tornata, stavo per chiederti se stavi bene nell’ultimo post :).
    Mi allarmano alcune cose, che questi 3 post siano di donne, confermi? Poi che venga indicato come problema il dare loro troppa libertà e, quasi quasi il farle uscire, oltre al succitato porre l’accento sul presunto vestiario provocante e sulla disinvoltura sessuale. Quindi il risultato che se deduce nello spirito dei commenti è le adolescenti e solo le femmine devono stare attente. Il principio in buona fede di precauzione, che da una parte è ragionevole, dall’altra asseconda una logica di riduzione di libertà in modo non equo tra uomini e donne e con particolare onere sulle femmine.
    Ma hai ragione, è nel sottinteso ed in quello che si assume e presuppone il nucleo del discorso, l’aver individuato la madre come immatura e che pensa a divertirsi. Nessuna parola sul padre, anche se presumo (ora pecco io in questo senso ^_^) che si alluderà al padre che deve avere autorevolezza e porre dei limiti in un modo specificamente maschile per distinguerne i ruoli ed in effetti viene nominato in questo senso “non mi faceva nemmeno mettere il pareo” come uno che mette paletti netti e decisi rispetto a quelli anche se severi delle madri, meno scolpiti nella roccia.
    Qui l’uomo è visto quasi come vittima di una tentatrice indubbiamente.
    Il pattern che individua la “svegliezza” della ragazza che “non può essere poi così ingenua”, come insinuato maliziosamente, come attenuante per l’uomo, l’abbiamo ritrovato in parecchie famigerate sentenze e ancora più numerose linee difensive, quindi non credo sia una paranoia femminista estremista.
    Poi questi passi “queste ragazzine non li ferma più nessuno”, “il sesso crea dipendenza” “tra femminucce si scambiano i pensieri e idee, quindi hanno una loro immaginazione” come fosse una cosa grave. Ma il “troppe libertà concesse” che cosa vuol dire?
    Ma non sono gli stessi che parlano di attacco al maschio ed alla mascolinità, repressione della sessualità maschile ogni volta che si propone di educare ad una sessualità libera e non oggettificante nei confronti delle donne?
    Certo c’è il discorso della sessualizzazione precoce dei bambini anche se qui parliamo di ragazzini, ma agisce in un contesto in cui la malizia è associata al mostrare pelle o al trucco, in cui simboleggia l’età adulta o altre cose, ma non sono nè i bambini, nè i vestiti in sè i maliziosi, ma il mercato e la società. E all’obiezione che il mercato risponde alla società, io dico che può sia rispondere ai bisogni che crearli e condizionare, soprattutto quanto “colonizza” l’immaginario, come la Coca Cola (:. Come per tutti questi aspetti, soprattutto a questi tempi, possono essere cavalcati in chiave neoconservatrice, quindi dobbiamo fare attenzione, ma non evitare il discorso.

    • Ned ha detto:

      una ragazza di 13, 16, 15 anni e oltre ha diritto di vestirsi in maniera considerata sexy, è la sua libera scelta e va rispettata. e se un uomo adulto fa sesso con chi ha meno di 14 anni commette un reato, non c’entra nulla quanto il ragazzino/a sia stato “provocante”. Questo è quel che c’è da dire e basta

  5. Antome ha detto:

    Aggiungo, se hai notato anche post di uomini, noti qualche differenza? Le correnti antifemministe sono molte e contradditorie, a seconda del capriccio maschile in questione o del momento. Se la può prendere con la poca iniziativa femminile, accusare di ipergamia e opportunismo poi in questo caso o in molti casi anche di adulte vittime di violenza, passare in un attimo alla modalità opposta, che se la prenderà con l’intraprendenza.

  6. IDA ha detto:

    Dove abito io, c’è una cappella eretta nel XVIII° secolo in memoria di un’esecuzione di una bambina di dieci anni, avvenuta nel 1540, “ impiccata et abruciata” come riporta il registro dei condannati, del comune di San Miniato. Di lei sappiamo poco o nulla, era figlia di contadini ed era “insasiabile de uomini”.
    Sembra che non sia cambiato molto!
    A chi può interessare i verbali e i registri sono stati pubblicati integralmente da Franco Cardini, il testo è in latino corrotto notarile, facile da comprendere anche se poco scorrevole. E oltre alla storia di Assunta e quella di Gostanza da Libbiano anche le storie di Monna Nanna; Monna Ulivetta; Monna Cecha e Monna Diamante donna già di Biagio di San Giovanni Valdevola al tempo di “Francesco Federighi” ..
    https://www.laterza.it/index.php?option=com_laterza&Itemid=97&task=schedalibro&isbn=9788842064374

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