Equilibriste

Non c’è nulla che sia ingiusto quanto far parti uguali fra disuguali. (Lorenzo Milani)

Oggi ricorre un anniversario: esattamente sei anni mi registravo su wordpress.com.

Scelgo questo giorno per salutarvi, prima di congedarmi per un periodo di riposo.

Come ultimo stimolo alla riflessione, vorrei consigliarvi la lettura del rapporto di Save The Children sulla maternità in Italia, intitolato “Le Equilibriste”.

Il quadro che emerge dall’analisi dei dati è piuttosto desolante: “dai dati emerge un’Italia in cui le madri si trovano ad essere equilibriste tra la vita privata e quella lavorativa. La crescita dei figli viene vissuta oggi come un peso che grava esclusivamente sulle spalle delle donne” (pag.15).

Nella fascia di età 25-44 anni – quella in cui si colloca il maggior numero di madri, la giornata lavorativa di una donna dura in media 11 ore e 39 minuti, a fronte di una giornata lavorativa degli uomini di 9 ore e 47 minuti (pag.9). A confermare che l’asimmetria è causata dal carico di lavoro domestico e di cura c’è un altro indicatore temporale, che restituisce in modo sintetico come viene distribuito il lavoro familiare e offre un’idea della differenza di impegno quotidiano tra uomini e donne: è l’indice di asimmetria di genere, che misura il tempo dedicato al lavoro familiare dedicato dalla donna sul totale del tempo dedicato al lavoro familiare da entrambi i partner, e che per le coppie con bambini arriva al 67,3%.

Se la condizione femminile nel suo complesso, mediando tra le varie fasi della vita di tutte, rimane ancora arretrata rispetto agli altri paesi europei (secondo il Global Gender Gap Report l’Italia si colloca all’82esima posizione su 144 paesi – pag.6), essere madri, oggi, in Italia, significa raggiungere il punto più critico delle differenze di genere.

Ad esempio, la maternità incide pesantemente sulla condizione occupazionale delle donne: se tra i 25-49enni risultano occupati il l’83,6% degli uomini senza figli e il 70,8% delle donne senza figli, la presenza di un bambino aumenta il divario di genere; risultano infatti occupati nella medesima fascia d’età l’88,5% dei padri e solo il 55,2% delle madri (pag.5).

Che alla radice di questo divario di genere vi sia il lavoro familiare di cui principalmente le donne si fanno carico, lo suggeriscono i dati dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro, che in merito alle motivazioni addotte per le dimissioni rileva la preponderanza di quelle legate alla difficoltà di conciliare il lavoro retribuito con la cura della prole (pag.5).

Questi sono solo alcuni dei dati che ci danno la misura di quanto siamo lontani da una situazione che potrebbe essere definita “parità genitoriale”.

Il rapporto di Save The Children si conclude con una serie di suggerimenti a supporto della maternità, nell’ottica di uscire dalla dimensione familista e privata nella quale è relegata; oltre al rafforzamento della tutela delle lavoratrici, la garanzia che i servizi alla prima infanzia diventino un diritto di tutti e la promozione un sistema di valutazione delle politiche aziendali che favoriscono la conciliazione fra famiglia e lavoro, c’è anche un maggiore coinvolgimento degli uomini nel lavoro di cura, a partire dalla proposta di un congedo parentale un po’ meno simbolico dei 4 giorni attualmente a disposizione dei papà italiani.

Per la cronaca: solo il 30% degli uomini italiani usufruisce del congedo di paternità, mentre ne usufruiscono il 62% dei padri francesi (che hanno due settimane retribuite al 100%), il 75% dei padri spagnoli (4 settimane), mentre il 71% dei padri svedesi usufruisce di almeno 2 mesi delle 15 settimane che hanno a disposizione.

Ecco, vorrei che rifletteste su tutti questi dati ogni volta che leggerete sui giornali quanto sia importante garantire la “parità genitoriale”, per verificare se le proposte volte a garantirla trattano almeno una delle questioni poste dal rapporto di Save The Children.

Non so quando ci risentiremo. A breve subirò un intervento chirurgico, ma spero di rimettermi presto.

Quindi, se non riuscirò a moderare i commenti, spero che capirete.

 

 

Informazioni su il ricciocorno schiattoso

Il ricciocorno schiattoso si dice sia stato avvistato in Svezia da persone assolutamente inattendibili, ma nonostante ciò non è famoso come Nessie.
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18 risposte a Equilibriste

  1. udicatanzaro ha detto:

    Carissima, in bocca alla lupa, un abbraccio gigante e dacci presto novità! D.

  2. Paolo ha detto:

    gli uomini devono fare i padri anche durante il matrimonio se davvero lo vogliono.

  3. Irene ha detto:

    Tanti auguri! Dacci notizie appena puoi.

  4. luisa sax ha detto:

    Certo non racconti novità..mi chiedo con che coraggio e abnegazione una donna oggi possa ancora decidere di fare famiglia..infatti molte rinunciano..e tanti si scandalizzano..io no. AUGURI PER LA TUA SALUTE.

    • No, nessuna novità. Infatti, la tendenza da anni è sempre la stessa: una costante diminuzione della natalità. L’Italia, rispetto agli altri paesi europei, è il paese dove si nasce di meno: http://www.quotidianosanita.it/studi-e-analisi/articolo.php?articolo_id=48792
      Il paese più prolifico d’Europa? La Francia: https://www.ilpost.it/2016/03/17/perche-i-francesi-fanno-piu-figli-di-tutti/
      Il segreto pare consista in una politica agli antipodi di quella che si prospetta in Italia oggi: “Il demografo Laurent Toulemon ha spiegato al Guardian che il “segreto” del successo della Francia (come i paesi scandinavi) è che ha aiutato con politiche di assistenza economica tutti i tipi di famiglia, indipendentemente dal fatto che i genitori fossero sposati o conviventi: «In questi paesi le regole che riguardano le famiglie sono molto più flessibili, con matrimoni tardivi, famiglie ricostituite, genitori single, e nascite fuori dal matrimonio e divorzi molto più frequenti dei paesi del sud dell’Europa. Le persone si preoccupano meno del concetto di famiglia [come istituzione]”.

      • luisa sax ha detto:

        La Francia però non fa tutto ciò per amore dell’amore, si dice che infatti sin dal dopoguerra non voglia essere demograficamente inferiore alla Germania…una questine politica quindi..noi purtroppo o per fortuna, non abbiamo questo interese sotto traccia, inoltre il mondo sta scoppiando e dovrebbero (dei governanti illuminati globali inesistenti) premiare la denatalitá responsabile.

  5. gattarruffata ha detto:

    In bocca al lupo ricciocorno.

  6. Claudia ha detto:

    In bocca alla lupa, ricciocorno! Già manchi, torna presto 😘

  7. Debora ha detto:

    Grazie carissima, grazie sempre per i tuoi preziosi contributi.
    Ti auguro di stare bene al più presto e di poterti godere delle bellissime e rigeneranti vacanze
    Un abbraccio

  8. IDA ha detto:

    Un abbraccio e a presto..

  9. Un'altra Laura ha detto:

    In bocca al lupo!

  10. VINCENZA REGANO ha detto:

    abbi cura di te ! riprenditi al più presto che abbiamo bisogno della tua “voce”, più unica che rara su certi temi , purtroppo. un abbraccio.

  11. Valeria ha detto:

    Sulla Francia, la natalità e la retorica della maternità consiglio anche “mamme cattivissime” (titolo tradotto in modo orrido e non a caso: il titolo originale era “Le conflit: la femme et la mère) di Elizabeth Badinter. Uno sguardo originale e, secondo me, anche realistico sulla faccenda. Un grande abbraccio.

  12. Pingback: Equilibriste — il ricciocorno schiattoso | SARTORIE CULTURALI

  13. Anonima ha detto:

    Perché una donna dovrebbe fare figli? che piacere ci dovrebbe essere? fare figli e sposarsi è mettersi le catene ai piedi da sole.
    La vera libertà è stare da sole, senza maschi.
    difatti una che non ha alcun rapporto con i maschi e non fa figli, è libera di vivere come crede senza rendere conto a nessuno.
    Il matrimonio è sempre stata una schiavitù per le donne, da secoli e secoli. ma anche oggi lo è. solo che oggi dura meno dei secoli precedenti e la gente divorzia in fretta. per il resto, neanche ci si sopporta. l’amore è un concetto che va bene per i romanzi o i film. la realtà è un’altra cosa.

    In Francia fanno più figli perché ci sono più musulmani. sono le musulmane le donne che figliano di più proprio perché non hanno un altro scopo esistenziale che non sia fare figli. Difatti le donne islamiche non fanno altro e non sono single. si sposano tutte, soprattutto matrimoni già combinati. per loro la donna è una riproduttrice in serie.

    • Paolo ha detto:

      sulle musulmane puoi avere ragione (ma ci sono musulmane che dicono di essere liberissime e si incavolano se lo neghi). Ma il matrimonio non è per forza lo schifo che dici, io nell’amore ci credo non esiste solo ni film o nei romanzi. In occidente il matrimonio (e i figli) è una scelta e l’amore esiste. Ci sono anche uomini che vedono il matrimonio come una galera e si sbagliano, dipende dalla persona che sposi.

      • Anonima ha detto:

        sì, vabbè. è talmente tanto “esistente, l’amore” che quasi tutte le donne si lamentano di non avere più tempo per se stesse dopo che hanno figliato e\o si sono sposate.
        Non puoi essere libera di fare quello che ti pare se hai “palle al piede”. e una volta che i figli li hai fatti nascere, ci devi stare dietro e quindi non hai più tempo per te. senza contare che già legarsi ad un uomo implica che devi stare dietro pure alle cose che piacciono a lui.
        difatti si lamentano tutte, di non poter fare più niente perché oltre al lavoro c’è anche la cura della casa e dei figli. e poi stare con un uomo è sempre stato, da millenni, e lo è ancora, il mettersi le catene ai piedi da sola.
        quando stai con qualcuno non puoi fare quello che cavolo vuoi. devi trovare compromessi, limitarti ecc.
        Le donne continuano a lamentarsi di stupri, violenze maschili ecc. ma la soluzione a questi problemi c’è: piantarla di stare con gli uomini. a quel punto si riduce di molto la percentuale di violenze. Non si azzera, ma si riduce di molto.

      • Paolo ha detto:

        veramente ci sono anche uomini che si lamentano del matrimonio, che è una catena, che la moglie è una rompi, che oddio col divorzio “ti porta via tutto” ecc…trovo puerili queste lamentele. E c’è anche una corrente di anti-femministi che predica la stessa cosa che dici tu: il rifiuto di instaurare relazioni sentimentali, anche brevi, con l’altro sesso al fine appunto di preservare la propria libertà. ecco, premesso che ognuno fa come vuole mi sembrano tutte fesserie, certo che stare insieme non è facile deve essere un impegno reciproco e ci sta che sia più adatto ad alcuni che ad altri ma noi no siamo fatti per stare da soli, io credo nella coppia, penso che in coppia si possa essere felici e credo nell’amore nonostante tutto sembra negarlo

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