Avanguardia

Qui non stiamo facendo né propaganda, né maschilismo, né femminismo, per piacere. Sgrombriamo il campo da queste categorie che appartengono al passato. (Senatore Simone Pillon, Convegno sulla riforma di Legge 54/06, 7 giugno 2018)

La buona madre non deve essere, come la mia, una semplice creatura di sacrificio: deve essere una donna, una persona umana.” (Sibilla Aleramo, “Una donna”)

Come annunciato, è stato presentato al Senato il ddl che mira a riformare le norme in materia di affido condiviso. “Innovativo disegno di legge”, lo definisce la pagina web del Coordinamento Interassociativo Colibrì, ma non è chiaro quali sarebbero le “novità”, visto che da anni sentiamo sempre le stesse proposte (a seguire, ad esempio, quelle del 2012):

Non è neanche nuova l’alleanza fra il popolo del Family Day (del quale Simone Pillon è una delle figure di spicco nonché co-fondatore del comitato organizzatore della manifestazione) e quella “chiassosa pletora di associazioni di coniugi o ex tali, e soprattutto di genitori, specie padri, separati o divorziati che siano” (così l’ha definita poco tempo fa il magistrato Geremia Casaburi in un articolo dedicato alle loro proposte), che per comodità siamo soliti chiamare i “papà separati“.

Eppure, quello che i promotori vogliono darci ad intendere è che questo disegno di legge sia in linea con “le conoscenze più aggiornate a livello mondiale“…

al contrario di concetti obsoleti come “maschilismo” e “femminismo”.

Una delle associazioni che sostengono il disegno di legge, “Mantenimento Diretto Movimenti per l’Uguaglianza Genitoriale”, a tale proposito ha indirizzato al Consiglio Superiore della Magistratura
 una lettera per spiegare l’ “innovativa” prospettiva sulla questione: secondo l’associazione una riforma delle norme si ritiene necessaria perché

La divisione dei ruoli in ambito familiare è ormai solo un retaggio del passato privo di riscontro nella società.

Ora, non so a voi, ma a me, da gente che sale sul palco con Costanza Miriano, autrice di “Sposati e sii sottomessa” e articoli di questa risma:

scritti evidentemente allo scopo di esortare le donne a rinchiudersi in casa per badare ai bambini e agli anziani mentre gli uomini sono fuori a fare “gli alberi maestri” (una metafora vagamente fallica, vi pare?), non mi va di farmi prendere in giro in questo modo.

Dirsi che viviamo in un mondo egualitario è bendarsi gli occhi e mentire“, ha affermato recentemente Marie Laguerre, e questa gente mente spudoratamente.

Ne abbiamo discusso proprio poco tempo fa, a proposito del rapporto di Save The Children sulla maternità in Italia: “La crescita dei figli viene vissuta oggi come un peso che grava esclusivamente sulle spalle delle donne”, e se non trascorrere tempi paritetici con entrambi i genitori è davvero dannoso per la salute dei bambini, come sostengono i promotori del disegno di legge, in questo paese la stragrande maggioranza dei bambini è malata e non basterà di certo un disegno di legge per le famiglie separate a risolvere il problema.

Sono propensa a ritenere che la salute dei bambini non sia altro che un bel paravento, dietro il quale si celano ben altre questioni, alcune molto, molto spinose.

Ad esempio la violenza domestica.

Parliamo ad esempio della mediazione familiare obbligatoria.

A proposito della mediazione, la Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta alla violenza contro le donne e la violenza domestica (Convenzione di Istanbul)  afferma che “Le parti devono adottare le necessarie misure legislative o di altro tipo per vietare il ricorso obbligatorio a procedimenti di soluzione alternativa delle controversie, incluse la mediazione e la conciliazione, in relazione a tutte le forme di violenza che rientrano nel campo di applicazione della presente Convenzione”.

Una raccomandazione che il disegno di legge omette del tutto di considerare.

Ma d’altra parte, in nessuna parte del disegno di legge si fa cenno alla violenza domestica o alla violenza assistita, anzi, quando vi si fa cenno, lo si fa per tradire quanto disposto dalla Convenzione di Istanbul.

L’articolo 11 (comma 1 e 2) recita:

L’articolo 337-ter del codice civile è sostituito dal seguente:

  1. Indipendentemente dai rapporti intercorrenti tra i due genitori, il figlio minore, nel proprio esclusivo interesse morale e materiale, ha il diritto di mantenere un rapporto equilibrato e continuativo con il padre e con la madre, di ricevere cura, educazione e istruzione e assistenza morale da entrambe le figure genitoriali, con paritetica assunzione di responsabilità e di impegni e con pari opportunità. Ha anche il diritto di trascorrere con ciascuno dei genitori tempi paritetici o equipollenti, salvo i casi di impossibilità materiale.
  2. Qualora uno dei genitori ne faccia richiesta e non sussistano oggettivi elementi ostativi, il giudice assicura con idoneo provvedimento il diritto del minore di trascorrere tempi paritetici in ragione della metà del proprio tempo, compresi i pernottamenti, con ciascuno dei genitori. Salvo diverso accordo tra le parti, deve in ogni caso essere garantita alla prole la permanenza di non meno di 12 giorni al mese, compresi i pernottamenti, presso il padre e presso la madre, salvo comprovato e motivato pericolo di pregiudizio per la salute psico-fisica del figlio minore in caso di:
  • Violenza
  • Abuso sessuale
  • Trascuratezza
  • Indisponibilità di un genitore
  • Inadeguatezza evidente degli spazi predisposti per la vita del minore.

Fra i casi che il giudice deve tenere in considerazione nel valutare un affido esclusivo è citata la “violenza”, ma non si fa esplicitamente nesuncenno alla violenza contro il partner.

Considerato che, purtroppo, si stima siano ben 427mila i bambini che negli ultimi 5 anni hanno patito e patiscono le conseguenze della violenza assistita, che nel nostro codice penale non esiste una norma specifica che punisca il reato, che ancora esercitano magistrati convinti che un uomo maltrattante possa essere un bravo genitore e che la Convenzione di Istanbul lo prevede espressamente, una menzione era doverosa.

Ma non è questo il peggio.

Leggo più avanti:

Il giudice, nei casi di cui all’art. 337-ter, comma 2 [quindi violenza, abuso sessuale, trascuratezza, ecc.], può disporre temporaneamente l’affidamento dei figli ad uno solo dei genitori qualora ritenga con provvedimento motivato che l’affidamento all’altro sia contrario all’interesse del minore. In ogni caso deve garantire il diritto del minore alla bi-genitorialità disponendo tempi adeguati di frequentazione dei figli minori col genitore non affidatario e promuovendo azioni concrete per rimuovere le cause che hanno portato all’affidamento esclusivo.

Devo commentare?

Devo aggiungere un commento al fatto che il giudice, in ogni caso, anche di fronte ad un genitore accusato di violenze o abusi sessuali, non solo non è obbligato a disporre l’affido esclusivo all’altro genitore, ma deve disporre tempi adeguati di frequentazione dei figli minori – vittime di quelle violenze e quegli abusi sessuali – con il perpetratore di quegli abusi con l’obiettivo di garantire non il benessere delle persone coinvolte, dei bambini, bensì la bigenitorialità?

Se pensate che aver sancito che la bigenitorialità è un principo superiore persino alla tutela del bambino maltrattato (per non parlare della donna maltrattata) sia intollerabile, aspettate di leggere questo passo:

All’articolo 342-bis del codice civile (Ordini di protezione contro gli abusi familiari) dopo il comma 1, è aggiunto il seguente:
“Quando in fase di separazione dei genitori o dopo essa la condotta di un genitore è causa di grave pregiudizio ai diritti relazionali del figlio minore e degli altri familiari, ostacolando il mantenimento di un rapporto equilibrato e continuativo con l’altro genitore e la conservazione rapporti significativi con gli ascendenti e con i parenti di ciascun ramo genitoriale, il giudice, su istanza di parte, può adottare con decreto uno o più dei provvedimenti di cui agli artt. 342 ter e 342 quater. I provvedimenti di cui a quest’ultimo articolo possono essere applicati – nell’esclusivo interesse del minore – anche quando – pur in assenza di evidenti condotte di uno dei genitori – il figlio minore manifesti comunque rifiuto, alienazione o estraniazione con riguardo ad uno di essi.

La prova sufficiente per condannare un genitore è la condotta del figlio: quello che in modo molto subdolo sta dicendo questa gente è che quando un bambino rifiuta il rapporto con uno dei genitori, il magistrato deve supporre che la colpa sia dell’altro genitore. Non sono citate altre possibilità.

Sappiamo che una donna è già stata condannata con queste assurde motivazioni, con una sentenza di condanna che ne sanciva paradossalmente l’innocenza.

Se questa norma dovesse essere approvata, sarà ancora più facile condannare persone  innocenti, e con loro saranno condannati tutti quei bambini che hanno ben altre ragioni per non voler frequentare uno dei genitori.

Un ultimo accenno alla violenza domestica, per non farci mancare proprio nulla.

Non se ricordate le polemiche che seguirono l’intervento del fondatore del percorso neocatecumenale Kiko Arguello al Family Day del 2015.

Quanto segue è ciò che dichiarò in proposito Simone Pillon:

Potete trovare il report dell’Istat qui e controllare che l’Istituto Nazionale di Statistica, con buona pace dei cattolici, nelle sue misurazioni non fa troppe distinzioni fra “partner” e “mariti”, ma solo fra partner, ex partner e sconosciuti. A pag.6 trovate una tabella, nella quale si fa differenza fra donne coniugate, nubili, separate/divorziate o vedove (non si parla di conviventi), ma i dati non fanno riferimento al perpetratore. Lì potete trovare il dato 63,9%, mentre il dato 7,5% si trova in un’altra pagina, a pag.8: “Tra gli autori della violenza al primo posto si collocano gli ex mariti/ex conviventi (22,4%), seguiti dagli ex fidanzati (13,7%), dai mariti o conviventi attuali (7,5%) e infine dai fidanzati attuali (5,9%).

Ciò che ci dice in realtà quel report (pagg.7 e 8) è che “I partner, attuali ed ex, sono responsabili della quota più elevata di tutte le forme di violenza fisica rilevate e di alcuni tipi di violenza sessuale come lo stupro nonché i rapporti sessuali non desiderati, ma subiti per paura delle conseguenze. Il 69,7% degli stupri, infatti, è opera di partner, il 55,5% degli ex partner, il 14,3% del partner attuale, il 17,4% di un conoscente. Solo il 6,2% è stato opera di estranei” E in nota è aggiunto: “Per violenza da un ex partner si considera sia quella effettuata da questi durante la relazione di coppia (quando quindi l’expartner era un partner attuale), sia quella effettuata fuori dalla relazione di coppia (ovvero quando il partner era già un expartner). Tuttavia, solo una parte limitata delle violenze commesse da un ex partner si sono verificate dopo che la relazione di coppia si era già interrotta. Nella maggior parte dei casi, quindi, l’ex partner era un partner al momento della violenza. Solo una parte limitata di queste si è protratta dopo la separazione.”

Quindi no, la famiglia non è un “luogo di prevenzione della violenza“, ma una legge del genere potrebbe contribuire a creare l’illusione che lo sia.

Questo di Pillon, fondato su dati estrapolati e manipolati ad arte, è un ragionamento che spiega in parte la sua piena adesione ad un progetto che, poiché abusa della parola uguaglianza, sembrerebbe in contrasto con i valori espressi dai suoi amici del Family Day. Ma la contraddizione è solo apparente: l’enfatizzazione del legame tra padre e prole, infatti, lungi dal collocarsi in un contesto scientifico, è funzionale all’eliminazione dell’assegno di mantenimento e all’eventualità di non vedersi assegnata la casa coniugale, quindi uno strumento mirato a ridurre la possibilità materiale di emanciparsi dal matrimonio per una donna con scarse risorse economiche.

E sappiamo bene che rimanere a casa a curare bambini e anziani mentre gli uomini fanno gli alberi maestri non garantisce certo un reddito, così sempre più “luoghi di prevenzione della violenza” rimarranno integri.

Il ddl 735 è, in un certo senso, all’avanguardia, è l’avanguardia di una porzione di uomini decisi a rimettere le donne al loro posto, in seno a quella famiglia nella quale – checché ne dica Miriano – torneranno ad essere prigioniere.

Inoltre, grazie all’enfasi sulla bigenitorialità a discapito della sicurezza e del benessere di donne e minori vittime di abusi, maltrattamenti, e violenza domestica, si configura come la norma ideale per quei maltrattanti ansiosi di mantenere il controllo sulle loro vittime anche dopo che avranno tentato di fuggire.

Vorrei aver poter dire di aver capito male. Vorrei tanto aver frainteso. Le norme sono scritte qui, ditemi pure il vostro parere.

Informazioni su il ricciocorno schiattoso

Il ricciocorno schiattoso si dice sia stato avvistato in Svezia da persone assolutamente inattendibili, ma nonostante ciò non è famoso come Nessie.
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70 risposte a Avanguardia

  1. Irene ha detto:

    Abbiamo qualche parlamentare preparata che sia in grado di contrastarlo? E c’è in programma una manifestazione per informare e attirare l’attenzione sul tema?

  2. Paolo ha detto:

    stavolta sono d’accordo con te , questa legge è reazionaria e orrenda che vuole costringere le donne dentro casa e riportare indietro le lancette della Storia.
    La famiglia può essere un inferno o un luogo sereno dipende dalle persone che ne fanno parte, non è da demonizzare ma neanche da esaltare come fa questo governo rivoltante

  3. IDA ha detto:

    Nel disegno legge, leggo a pag. 3 ““Tuttavia l’applicazione pratica ciò che doveva restare residuale si è trasformato in ordinario e sono davvero rarissimi i casi in cui nei provvedimenti di separazione, divorzio o di mantenimento di figli nati fuori dal matrimonio non si preveda un assegno mensile a carico dell’uno o dell’altro genitore.”
    Forse non hanno mai letto i dati istat?
    https://www.istat.it/it/files//2016/11/matrimoni-separazioni-divorzi-2015.pdf
    a pag 14 dice: ”Il 33,9% delle separazioni prevedono assegni di mantenimento solo per i figli. È il padre a versare gli assegni nella quasi totalità dei casi (circa 94%),
    Certo non è un dato residuale, ma non è vero che sia un “caso rarissimo” in cui non sia previsto un assegno, perché è la maggioranza dei casi in cui non è previsto nessuna forma di sostegno economico.
    Una mia amica mi faceva notare che la maggioranza dei figli dopo la separazione, in pratica sono mantenuti unicamente dalla madre e dalla famiglia di origine. Considerando che, più della metà dei casi non è previsto nessun assegno, di questi solo un terzo paga realmente l’assegno per il figlio. Quindi in pratica solo il 12% dei “padri separati” contribuiscono economicamente al mantenimento del figlio. Ma continua ad avere l’affido condiviso e a piagnucolare al bar o dopo la partita di calcetto.
    L’istai sempre ci dice, che dopo la separazione il 32% degli uomini formano una nuova famiglia nei primi due anni dallo scioglimento e perdono ogni contatto con la famiglia precedente. Il 45% dei padri dopo la separazione perdono volontariamente ogni contatto con i figli, ma continuano ad avere l’affido condiviso.
    Appare chiaro che i figli sono solo un pretesto, i padri pretendono il diritto a disinteressarsi dei figli (mantenere, istruire ed educare) e contemporaneamente mantenere la potestà genitoriale. Con la psichiatria nei tribunali e nuovi disegni di legge che hanno un solo scopo l’introdurre la “patria potestà”.
    In pratica se la “patria potestà” che è uscita dalla porta principale nel 1975, sta rientrando dalla finestra.
    Confondere il conflitto con la violenza serve a negare la violenza stessa. In qualsiasi rapporto umano esistono conflitti e la mediazione può essere utile. Ma in caso di violenza, le relazioni sono caratterizzate da un forte squilibrio di poteri, in cui emerge, anzitutto, la volontà dominante e opprimente di uno nei confronti dell’altro. In questo caso la mediazione non serve, anzi è dannosa.

    • Allora, se guardo la tabella a pag. 14 leggo che il 33,9% versa l’assegno per i figli, il 10,5% versa un assegno per moglie e figli, mentre il 21,3 lo versa per moglie e figli minori: in totale sono il 65,7% dei padri separati che versa un assegno di mantenimento.
      Quanti di questi assegni venga effettivamente versato non ci è dato saperlo, ma non devono essere molti: http://www.repubblica.it/cronaca/2015/12/29/news/quell_esercito_di_padri_separati_che_non_paga_il_mantenimento-130294089/ “secondo le stime dell’Ami, Associazione matrimonialisti italiani, i processi penali per il mancato pagamento dell’assegno ai figli sono aumentati del 20 per cento negli ultimi cinque anni, trecento in sei mesi i casi solo al tribunale di Trento.”
      Afferma il ddl, sempre a pag.3 (ricalcando quanto già scritto in un precedente disegno di legge, il citato ddl 957 del 2012) “esso, come rilevato da molte ricerche, contribuisce a una percezione nel minore di maggior benessere economico (non dovendo più il genitore vedermediato il proprio contributo da una persona–l’ex partner–in cui, a torto o ragione, non ha fiducia).”
      La teoria, si dice supportata da “molte ricerche”, è che i padri non paghino perché non hanno fiducia nelle ex-mogli.
      Io, all’epoca del ddl 957, avevo trovato un documento dal titolo “Caring for children after parental separation: would legislation for shared parenting time help children?“ dell’Università di Oxford, Department of Social Policy and intervention (https://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/2012/12/06/the-shared-parenting-orders-bill-il-caso-della-gran-bretagna/), che fra le altre cose affermava: shared time does not necessarily lead to fathers providing greater financial support for their children (Fehlberg et al 2010; Singer 2008). Qualitative evidence suggests that mothers in shared time arrangements often carry more of the responsibility than
      their former partners for management of children’s daily lives, including paying school-related expenses, medical and
      dental costs (Cashmore et al 2010; Fehlberg et al 2009; Lacroix 2006).” Qui l’originale: http://www.nuffieldfoundation.org/sites/default/files/files/Would%20legislation%20for%20shared%20parenting%20time%20help%20children%29OXLAP%20FPB%207.pdf, ultima pagina.
      In poche parole, trascorrere più tempo con i figli non necessariamente comporta per i padri una maggiore propensione a spendere per loro, e la maggior parte delle spese (si parla di spese per la scuola o per il dentista) finiscono con l’essere ad esclusivo carico della madre. Questo, ovviamente, causa un impoverimento delle donne e maggiori costi per lo stato.
      Sempre lo stesso documento afferma che un intervista ai padri, alle madri e ai figli sul grado di soddisfazione in merito all’affido condiviso, risulterebbe che “parents are more likely to be satisfied than children and fathers are more likely to be satisfied than mothers”: in percentuale i genitori sono più soddisfatti dei figli e i padri sono più soddisfatti delle madri. Mentre il padre è soddisfatto anche se il rapporto continua ad essere molto conflittuale, la madre è più in linea con lo sconforto del minore di fronte ad una soluzione che, invece di sedare i conflitti, li perpetua nel tempo.

      • IDA ha detto:

        “Nel 2008, il 24,4% degli uomini separati, divorziati o riconiugati ha versato regolarmente denaro per l’ex coniuge o per i figli, percentuale che sale al 36% se al momento della separazione eranopresenti figli minori. I versamenti sono stati effettuati per l’ex coniuge nell’8,5% dei casi e per figli nel 15,9%; quest’ultima percentuale sale al 26,4% se al momento della separazione erano presenti figli minori. ” Istat pag.13

        Fai clic per accedere a StatisticaFocusSeparati-06-12-11.pdf

        Comunque anche il 34,3% non può essere definito rarissimo. è un terzo uno su tre.

  4. Ale ha detto:

    Questo tale Pillon e i suoi colleghi, hanno capito benissimo che l’unica categoria a far parte del passato ,e che in futuro sarà sempre più osteggiata è proprio il maschilismo, mente il femminismo sarà il futuro.Proteggere e favorire il padre-padrone, la figura più importante per garantire continuità al maschilismo,questo secondo me è l’unico scopo delle loro proposte,della famiglia non gli frega nulla.
    Nonostante la loro apparenza poco seria nessuno dovrebbe fare l’errore di sottovalutarli,sono pericolosi.

  5. Hildita ha detto:

    Non avrei saputo dire di più e di meglio su questo scellerato progetto maschilista e patriarcale sostenuto delle forze reazionarie e massoniche del ns Paese (prego verificare negli elenchi della Massoneria italiana che sono online i nomi e cognomi di “autorevoli” professoroni e professorone che girano i ns tribunali nominati come CTU dai giudici x formulare perizie basate sulle teorie del pedofilo Gardner…). Aggiungo che è sempre aberrante e a mio parere osceno leggere i commenti pieni di odio, deliri persecutori e violenza pura nei cfr delle mamme ed ex compagne, sui blog e pagine FB di questi gruppi di padri separati o similari che sostengono proposte di questo tipo. Gli stessi promuovono e danno il loro contributo alle riforme del diritto di famiglia???? Nonsense puro. Bene che se ne parli. Ancora meglio che ci si ribelli con petizioni e manifestazioni di piazza. Contiamoci e contiamo (quelle che hanno il “privilegio” di non venire sgozzate dagli ex compagni, per lo meno).

  6. Lilli ha detto:

    Notate la malvagità nei confronti dei bambini in questo DDL: prima scrivono che affinché i tempi trascorsi presso le case dei genitori diano effetti positivi ai bsmbini queste non devono distare più di 15 minuti l’una dall’altra, però se un padre decide di trasferirsi a 500 km il minore è costretto a percorrere quella distanza per 12 giorni almeno al mese. E se invece si propende per l’altra soluzione, quella del recupero durante le vacanze, un bambino è costretto ad allontanarsi per 2 mesi di 500 km dalla madre e dal proprio ambiente per un capriccio del padre.

  7. Hildita ha detto:

    Allora, vediamo, letto con attenzione, e varie volte il testo di legge posso dire che in soldoni il messaggio è questo:

    “Noi siamo maschi e facciamo quello che ci pare. Tu, donna, taci e se osi ribellarti o accusarmi di qualcosa ti tolgo i figli. Se mi gira bene te li lascio crescere da sola (senza pagare niente, ovvio – stranamente hanno tolto anche la separazione con addebito…ridicoli esseri con coda di paglia???). Ma stai attenta che se invece mi fai innervosire ti tolgo i figli. Anche se sono un violento o abusante: anzi, se mi denunci ti tolgono i figli e devi pure risarcirmi; e stai bene attenta a convincere i miei figli, a prescindere da come mi comporto ovvio, che sono un ottimo padre perché I MIEI figli non possono permettersi di farmi notare che sono una persona di merda, se lo fanno nessuno gli crederà e li allontaneranno da te (perché sei tu che sei alienante, chiaro)”

    Non credo di essermi sbagliata di molto..o no?

  8. Andrea Mazzeo ha detto:

    Art. 21: abrogazione dell’art. 570-bis del codice penale.
    https://www.brocardi.it/codice-penale/libro-secondo/titolo-xi/capo-iv/art570bis.html
    Ora, se uno è un padre responsabile, che sa di dover contribuire al mantenimento dei figli anche dopo la separazione coniugale, non ha alcun interesse a far abrogare la norma che punisce chi si rende responsabile della “Violazione degli obblighi di assistenza familiare in caso di separazione o di scioglimento del matrimonio”. Chi ha interesse all’abrogazione di quella norma è chi ha messo in conto che dei figli di primo letto, così si dice, intende fregarsene.
    Questi sono i nostri senatori.

  9. Dario ha detto:

    Scusa ma non ho ben capito perche’ una moglie per potersi emancipare ed essere libera di lasciarsi dal marito maltrattante dovrebbe aver bisogno dell’assegno di mantenimento e della casa coniugale. Andare a lavorarye no?

    • “Quasi una donna occupata su 4 lascia il lavoro dopo il primo figlio” (…) “per 2 lavoratrici su 3 a causare l’allontanamento proprio l’impossibilità di far camminare insieme casa e lavoro per la cronica carenza di asili nido, strutture ricettive anche aziendali o semplicemente di un supporto familiare.” fonte: http://www.adnkronos.com/soldi/economia/2016/04/20/quasi-donna-lascia-lavoro-dopo-primo-figlio_jVSfTJbVLNVq6EVyqVavfM.html
      Dal sito della Uil (atti del convegno, pag.2) apprendiamo anche che “se andiamo a vedere quante lavoratrici dipendenti sono state occupate con part-time (più o meno volontario) nel corso del 2015, ci accorgiamo come tale flessibilità oraria di lavoro sia prevalentemente targata “donna”: si tratta di circa 2,6 milioni di donne (in aumento del 22,6% rispetto al 2008) a fronte dei 772.000 uomini“.
      Più di 2 milioni e mezzo di donne (e solo poco meno di 800.000 uomini) scelgono il part time, una scelta che comporta non solo una riduzione della retribuzione, ma influisce anche sulle possibilità di carriera.
      La retribuzione media di un lavoratore maschio con qualifica da impiegato è infatti 30,6 mila euro l’anno (atti del convegno, pag.3), a fronte di una retribuzione media annuale di 19,9 mila euro per le donne (sono 10.700 euro di differenza). Se andiamo a guardare qualche dato a proposito delle qualifiche, le donne occupate abbondano in quelle medio basse, mentre mano a mano che si sale aumenta il gap di genere, al punto che arriviamo 18.000 dirigenti donne contro 100.000 dirigenti uomini (atti del convegno, pag.3).
      Un altro dato eclatante riguarda gli inattivi, dei quali il 64,2% è donna; degli inattivi per motivi familiari, 2,2 milioni sono donne, contro 146 mila uomini.
      I motivi per cui in Italia siamo ancora molto lontani dalla parità di genere nel mondo del lavoro sono diversi: sicuramente il problema è culturale (basti pensare che un padre italiano può usufruire di 2 giorni, 2 soli giorni di congedo obbligatorio retribuito al 100% per la nascita di un figlio, a fronte dei 90 giorni concessi ai padri islandesi), ma molto dipende anche dalla scarsa attenzione dello Stato, come si evince dai dati che confermano l’insufficienza dei servizi all’infanzia.
      Ora ti domando: se per una donna coniugata – che in teoria può contare sul supporto del coniuge – è così difficile lavorare, quanto difficile sarà lavorare per una madre single?

  10. Stella ha detto:

    Ricciocorno, leggere le parole della Miriano è come venir travolte da un tir!!! Sentire certe cose è deprimente. sentirle dire da un maschio sessista, e vabbè, lo sappiamo, ma scritte da una donna che ci rema contro hanno un impatto devastante!

    ti segnalo quest’altra anti femminista
    https://stalkersaraitu.com/2018/08/07/parla-da-femminista-ma-non-parlare-a-nome-mio/
    a cui ho ricordato (semmai il commento verrà pubblicato…) che senza il femminismo lei non avrebbe neanche un’istruzione, altro che scrivere (al pari di un uomo) e gettare letame sulle donne che ci hanno dato i diritti che abbiamo ora al prezzo di durissime battaglie!

    Ma cosa si deve fare contro queste femmine patriarcali, le ancelle del patriarcato che vogliono farci tornare tutte a quel ruolo?
    Non se ne rendono neanche conto, senza femminismo non saprebbero neanche leggere e scrivere, sarebbero state mogli e madri sfiancate da molteplici gravidanze, o ammazzate per qualche “delitto d’onore” o perché non trovate vergini la prima notte di nozze.

    Ma davvero, resistere quando un intero mondo ci rema contro… 😦
    E stanno aumentando, le femmine pro-patriarcato.

    • Zorin ha detto:

      >Ma cosa si deve fare contro queste femmine patriarcali, le ancelle del patriarcato che vogliono farci tornare tutte a quel ruolo?

      LOL sei seria? Cioe’ siccome una femmina e’ contraria alle false accuse di molestie e non odia gli uomini, allora e’ un’ancella del patriarcato?

      La realta’ e’ molto piu’ semplice: le donne normali non pensano che dietro ogni uomo ci sia uno stupratore o un padre abusante, e si irritano con le nazifemministe che propagandano queste false convinzioni.

      • Lilli ha detto:

        E gli uomini normali non usano termini come “nazifemministe”. Se hai paura dell’indipendenza femminile, chiuditi in un eremo.

      • Antome ha detto:

        Quindi anche il dire che se l’è cercata e peggio per lei se si mette in pericolo e l’idea che l’uomo abbia un desiderio bestiale e lo stupro dipenda da quello? Sono d’accordo.

      • Antome ha detto:

        Poi siamo tutti contrari alle false accuse qui, a parte una, certo possiamo discutere su quanto siano prevalenti. E nessuno pensa che ogni uomo sia un padre abusante (altro spaventapasseri), Il problema è chi è contrario proprio alla possibilità di accusare e cerca di minimizzare che il fatto, anche fosse vero, possa costituire violenza.
        Poi si riferiva anche a Costanza Miriano e in quel caso si parlava del ruolo della donna e del considerare meno donna chi non si sottomette, non c’entrano le false accuse.

      • Stella ha detto:

        Non hai capito: io mi incazzo contro quelle che gettano merda sul femminismo quando è il femminismo che le ha liberate dalla schiavitù al maschio, leggasi: sposarsi a 12 anni con tizio scelto dal padre, pestata dal marito, obbligata a gravidanze continue e ad aborto clandestino, morire per i parti continui, venir ammazzata per “adulterio” o “delitti d’onore”, venir ammazzata perché “non eri vergine” o sposare il tuo stupratore, zero diritti come individui, (perché si era “delle serve del marito”) non avere il diritto di andare a lavorare e di avere uno stipendio pari a quello del maschio, non avere proprietà, né diritto di voto, non potere uscire di casa, non potere dedicarsi alla cultura, tutto quanto era patriarcato, insomma, che stabiliva che un maschio fosse superiore alla femmina, per vari motivi religiosi, sociali, o basati su una presunta biologia.
        TI RISULTA O NO??.

        Per cui mi incazzo contro queste INGRATE che sono tutte “giornaliste, scrittrici, politiche” (tutta roba che era appannaggio dei maschi, secoli fa) che gettano merda sul femminismo che di fatto ha permesso loro di avere libertà e di diventare giornaliste, scrittrici, politiche

        Se una femmina è antifemminista PER COERENZA lasci il suo posto di lavoro (magari ben pagato) ad un uomo, no? se una femmina è antifemminista PER COERENZA si rinchiuda in casa e faccia 20 figli. perché quello è il ruolo della femmina antifemminista.
        e se il marito la pesta, non venga poi a piangere a cercare aiuto ai centri antiviolenza gestiti da femministe. a lei il femminismo non serve, no? lei non è femminista, per cui…

        Comodo, gettare merda sul femminismo, quando si è donne in carriera, giornaliste ecc. che hanno ottenuto quel ruolo grazie alle lotte delle femministe del passato. perché senza femminismo, saremmo ancora qui a sposare il nostro stupratore o a essere segregate in casa a fare venti figli.

        INGRATE SPUTASENTENZE. Fossero coerenti, almeno.

        Sono antifemministe? Ottimo. Allora inizino a privarsi di tutti i diritti che ha portato il femminismo. o si trasferiscano in Arabia Saudita.
        Se una è antifemminista, NON DEVE USUFRUIRE dei diritti che ha portato il femminismo.
        Quindi: non deve votare, non deve lavorare, non deve essere pagata come un maschio nel caso faccia un lavoro per donne come “andare a fare la sarta”, consegnare i soldi al marito, non fare niente senza il suo permesso, fare figli (ovviamente con sesso alla missionaria e senza alcun piacere), fare la casalinga segregata in casa, restare analfabeta (la cultura è per i maschi, no?)

        semplice. comodo volere la minestra e poi sputare nel piatto dove ti sei ingozzata fino a cinque minuti prima.

        p.s Ricciocorno, per caso ti ricordi quel post che venne fatto, anni fa, da una blogger femminista, che era una specie di elenco di diritti dei quali la donna antifemminista non doveva usufruire, dal momento che rinnegando il femminismo, rinnegava anche questi diritti…
        Non mi ricordo più chi lo scrisse, e vorrei ritrovarlo per linkarlo a quel sito. era veramente geniale. Se ti ricordi che articolo era mettimi il link, per favore 🙂

      • Stella ha detto:

        e comunque il femminismo ci ha liberate dall’obbligo di sposarci pessimi maschi come te. ci credo che ti piacciono le antifemministe. sono le uniche masochiste che possono essere attratte da quelli tipo te

    • IDA ha detto:

      Stella.. Comprendo la tua amarezza, ma le femministe sono sempre state una minoranza.
      Tanto più in questo momento storico, dove viviamo sotto una spinta individualista, nazionalista e autoritaria, tutti i movimenti di liberazione sono criminalizzati, quindi non solo il femminismo.
      Ho visto l’articolo, che hai linkato, io mi sono fermata alle prime righe, (ormai sono veccia e non reggo più nulla…) Usano sempre la stessa tecnica, quella della mistificazione e travisamento, inizia: “Sinceramente di femministe che parlano a nome di tutte le donne ne ho un po’ piene le tasche.” Le femministe non hanno mai parlato a nome di tutte le donne, non hanno mai chiesto la delega ne delegano. Che poi a dire cosa devono fare e come devono comportarsi le donne, ci sono già gli uomini a farlo, non c’è bisogno delle femministe.

  11. Zorin ha detto:

    > Sono antifemministe? Ottimo. Allora inizino a privarsi di tutti i diritti che ha portato il femminismo. o si trasferiscano in Arabia Saudita.

    Ecco, e’ questa totale mancanza di equilibrio che rende ridicole le vostre tesi ed estremista il vostro movimento, correttamente chiamato nazifemminismo.

    Per te e le nazifem come te esiste solo il matriarcato utopico oppure il medioevo saudita. L’intera storia dell’uomo ridotta al buio dello schiavismo femminile e alla luce del regime femminista.

    Nessuna sfumatura, nessuna via di mezzo.

    Nessuna considerazione sul fatto che in passato lo schiavismo, nel senso di condizioni di vita terribilmente dure e penose, era una condizione che riguardava la strangrande maggioranza della popolazione, maschile e femminile. Nessuna considerazione sul fatto che “la donna chiusa in casa” e’ un modello che, al contrario di quanto dice l’ignorante Paolo, appartiene alla secolo della borghesia liberale (cioe’ all’800) e non certo al medioevo cristiano. Nessuna considerazione sul fatto che il modello saudita riguarda pochi paesi del Golfo di stretta osservanza islamica. E sul fatto che sono proprio le femministe occidentali a favorire l’immigrazione di matrice islamica mentre sono gli antifemministi conservatori ad opporvisi.

    Quanto alla bella e intelligente Costanza Miriano, nessuna considerazione sul fatto che dopo “Sposati e sii sottomessa” ha scritto il libro “Sposala e muori per lei” https://tinyurl.com/y72s4wzg , libro in cui ribadisce il concetto tradizionale per cui non tutti gli uomini si meritano una moglie (e quindi il sesso), ma solo quelli disposti addirittura a morire per lei (o per il paese, come e’ avvenuto fino al 1945).

    Cioe’ la tua acerrima nemica Costanza Miriano dice che la vita degli uomini vale meno di quella delle proprie donne, tanto che devono essere disposti a morire per loro. Una visione che piu’ vaginocentrica non si puo’.

    Eccola qui la tua ancella del patriarcato. Ed eccolo qui l’antifemminismo tradizionalista, cosi’ antifemmismo che proclama a gran voce la sacrificabilita’ delle vite maschili per salvare quelle femminili.

    La realta’ e’ una soltanto: gli uomini l’hanno sempre presa in quel posto, prima dalla cultura tradizionale e ora dal nazifemminismo, a parte una sparutissima minoranza di maschi alfa ai vertici della societa’ che e’ ridicolo e assurdo prendere come punto di riferimento di tutto l’insieme degli uomini.

    • Non è proprio di questo che parla il libro, Zorin, dovresti leggerla Miriano, senza farti travisare dai suoi titoli.
      Ecco come l’autrice ci descrive il contenuto: “Sposala e muori per lei voleva dire questo agli uomini, ai mariti delle spose sottomesse. Volevo scrivere un libro che dicesse agli uomini come li vogliamo. Nobili, pronti a dare la vita, generosi ed eroici. Ho fissato a lungo lo schermo del computer, trascorrendo notti insonni (anche grazie all’aiuto di pocket coffee e pane e salame), cercando di trovare uno straccio di ispirazione. Poi ho guardato mio marito. Siamo onesti. Ha mai fatto qualcosa per una predica che gli abbia fatto io? Ma direi di più, l’ha mai ascoltata una delle mie prediche? Alla fine quindi ho scritto un libro diverso (anche se il titolo è rimasto quello che avevo pensato all’inizio). Noi donne quasi sempre questi uomini li vogliamo correggere, plasmare, formattare: “mi vai abbastanza bene, ti prendo, poi però ti miglioro io”. Credo che non ci sia niente che dia più fastidio all’uomo che sentire la sua libertà costretta e minacciata. Se c’è un modo per invitarlo all’eroismo che tanto desideriamo da lui, è solo lasciandoci inseguire con la nostra bellezza, senza parlare troppo, chiedere, rimbrottare, dirigere e correggere, ma aprendogli la strada con l’esempio, “risvegliandolo”, come dice il Papa, con la bellezza più sontuosa di cui i nostri gesti siano capaci. Solo così potremo chiedergli, mutamente, di essere autorevole, coraggioso, onesto, leale, generoso.”
      Sembra più che altro un altro libro sulla sottomissione delle donne, più che un libro sull’eroismo degli uomini.

      • Paolo ha detto:

        è l’ennesima cavolata ipercattolica e oltranzista di Miriano, il suo è puro veleno culturale (e la bellezza è importante per donne e uomini checchè ne dica Costanza “Serena Joy” Miriano)

      • Zorin ha detto:

        Riccio:

        >Non è proprio di questo che parla il libro, Zorin, dovresti leggerla Miriano, senza farti travisare dai suoi titoli.

        Non l’ho letto perche’ rifuggo il ginocentrismo tradizionalista tanto quando la misandria nazifemminista: come ho gia’ scritto, l’uomo comune l’ha sempre preso dove non batte il sole in qualunque regime politico e culturale, quello che cambia e’ solo l’etichetta che si da’ all’ideologia dominante.
        In altre parole: una donna che mi dice che devo morire per lei svaluta la mia vita tanto quanto una fanatica nazifemminista, anche se lo fa con motivazioni meno meschine del “voglio i diritti e i privilegi dell’uomo ma non i suoi doveri” che e’ tipico delle nazifemministe.

        Ad ogni modo, dal brano che tu stessa hai citato mi pare che la Miriano continui a volere uomini che muoiono per le donne:

        Miriano:
        > Se c’è un modo per invitarlo all’eroismo che tanto desideriamo da lui

        Eroismo=uomo che si sacrifica ed e’ disposto a morire per la sua donna

        Quello che cambia e’ solo il metodo per ottenere questo eroismo, cioe’ per manipolare il marito come se fosse un cane da addestrare:

        Miriano:
        >lasciandoci inseguire con la nostra bellezza, senza parlare troppo, chiedere, rimbrottare, dirigere e correggere, ma aprendogli la strada con l’esempio, “risvegliandolo”, come dice il Papa, con la bellezza più sontuosa di cui i nostri gesti siano capaci

        E certamente qui ha ragione, qualunque uomo e’ piu’ disposto a sacrificarsi per una moglie bella e femminile nell’aspetto e nei comportamenti piuttosto che per una arpia nazifemminista che di bello non ha niente e di femminile ha solo l’apparato riproduttivo.

      • Antome ha detto:

        “rifuggo il ginocentrismo tradizionalista tanto quando la misandria nazifemminista”
        Dài, hai fatto un primo passo verso un mondo più vasto
        https://i0.wp.com/www.mangaforever.net/wp-content/uploads/2016/05/Yoda-Star-Wars.jpg?resize=634%2C312&ssl=1
        manca solo l’androcentrismo sciovinista e la misoginia maschilista, perchè quella sacrificabilità maschile ne è un derivato tossico. In effetti tra i pochi esempi di ginocentrismo apparente dell’era patriarcale, mi viene in mente lo Stilnovo, la donna angelicata, Ariosto, con gli uomini che se la danno di santa ragione per una donna. Se è per quello allora la Madonna. Sì anche San Paolo ed il Corano parlano di corrispettivi doveri da parte dell’uomo, mantenere, lavorare, onorare etc. Ma infatti il patriarcato è un sistema di warlords che si fanno la guerra dove la donna è bottino. Ci stanno di merda e male tutti.
        Ecco a quanto pare Miriano ha quell’egocentrismo che tu nell’altra discussione dici di deprecare nelle donne, credo voglia sentirsi desiderata, ma lo declina in un modo che fa pensare che sia il suo unico valore, ha accettato questa idea distorta e ne vede inconsapevolmente l’unico lato positivo, che in teoria non ha bisognia di nient’altro se non di gestirla. Della bellezza di lui e del suo desiderio non parla perchè lei è una donna, non sta bene parlare dei “pruriti” che lui può suscitare, quindi la tradizione crea una perfetta narrativa dove la donna è oggetto unidirezionale del desiderio.

      • Paolo ha detto:

        Antome, infatti anche la bellezza maschile conta quanto quella delle donne ma il desiderio femminile viene ingiustamente oscurato specie nell’ambito cattolico che piace a miriano

      • Antome ha detto:

        Paolo, non c’entra nulla anzi è in parte Ot, per qualche post ho seriamente pensato che Foxtrot fosse un Mra con cui c’erano le basi per discutere costruttivamente. Spero di sbagliarmi, ma ho notato che prima sembra usare il link antisessimo per dire che il patriarcato non c’era nemmeno in passato, ma solo il bisessismo, poi quando approfondiamo e citiamo sul medioevo, sull’Arabia Saudita per confutare ci irride e dice che stiamo svicolando e che non aveva negato che il patiarcato esistesse in passato, ma solo che non c’è nel presente e cosa c’entra parlare del passato.
        Anche se Ida sarebbe gentilissima ad evidenziare quel punto, non per lui, anzi, che momento sta saltando alle conclusioni, facendo battute e cercando di convincermi che per loro come maschio devo mettermi il cilicio.
        Glielo chiedo con molta gentilezza per mia curiosità anche se so che è dura in un periodo in cui si pensano certe leggi.

    • Stella ha detto:

      ma quanto sei ridicolo e revisionista!

      Le donne nella storia sono sempre state oppresse. escluse dai luoghi della cultura, appannaggio dei soli maschi (quelli che te chiami alpha, e che hanno fatto tutte le ideologie esistenti e determinavano l’andazzo della storia) ti ho riportato tutta una serie di leggi schifose (che TU NON HAI COMMENTATO) che regolamentavano la vita delle donne, dal doversi sposare PER OBBLIGO (sennò c’era il convento, e c’era il convento in ugual modo anche per quelle donne “scomode” della nobiltà che dovevano essere “tolte di mezzo”, e questo valeva anche i per i maschi nobili che dovevano essere tolti di mezzo per far ereditare tutto al primogenito, solo che un prete maschio aveva sicuramente più libertà che non la suora di clausura) e FIGLIARE, perché quello era il ruolo obbligatorio per tutte, ricche o povere. sposarsi, sottomettersi al marito e fare figli.

      certo che lavoravano in condizioni penose (nelle industrie tessili e nei campi) e con lo stipendio MINORE rispetto a quello dei maschi. per giunta dovevano consegnare i soldi al marito e chiedergli il permesso per tutto. una donna non possedeva niente e non poteva fare alcunché senza “protezione e permesso maschili”.

      le donne non solo vivevano da schifo, ma erano pure obbligate dalla chiesa e dai mariti a figliare di continuo e al lavoro domestico. si moriva di parto e aborto clandestino. perché proprio non vi entrava nella zucca che non si dovevano fare trenta figli quando mancava il pane già per due persone!

      Il femminismo ha cambiato tutto questo: ha reso più liberi i sentimenti (ora non ci si sposa più per obbligo), ha liberato la donna dal suo ruolo di casalinga ancella sforna-figli (fare figli non è più obbligatorio oggigiorno), ha reso la donna una persona detentrice di diritti e doveri al pari dell’uomo, e con le stesse possibilità di realizzarsi in campo culturale (nessuna professione o ambito della cultura è più precluso alle donne, mentre prima del Novecento le donne che si dedicavano alla scrittura erano una minoranza), non più soggetta a lui, non più “valida” solo come vergine (non la commenti la schifezza delle stuprate che dovevano sposarsi il loro stupratore, eh? hai la memoria corta??).

      almeno sulla carta, il femminismo ha permesso di equiparare la donna all’uomo e di riconoscerla come individuo NON IN RAPPORTO AL MASCHIO e con una propria dignità.

      nella realtà di tutti i giorni tu e quelli come te negano la parità uomo-donna e vorrebbero che tutte le donne venissero segregate come concubine negli harem e in cucina per soddisfare i vostri capricci personali, che pensate siano leggi sacrosante.

      Io non appoggio l’islam, come non appoggio ideologie patriarcali quindi non associarmi a terzomondiste comunistoidi.

      ed è inutile che chiami il femminismo nazismo, perché il femminismo non è nazista, il nazismo è un’ideologia maschile. Le vere femministe rifiutano tutte le ideologie patriarcali. una femminista non può dichiararsi di destra, nazista, ma neanche altre ideologie maschili. per l’ovvio motivo che sono tutte ideologie pensate dai maschi e che riflettono le loro visioni di dominio. Il femminismo vero è anti-dominio. Le donne nazi-fasciste non sono femministe, anche se dicono di esserlo, è un controsenso.il nazifascismo poi era pure a favore della sottomissione della donna all’uomo.

      e veramente l’idiozia del “maschio che muore per la femmina” che attribuisci al pensiero della Miriano è presa dalla bibbia, difatti è san paolo che parla di sottomissione delle mogli ai mariti e di mariti che devono amare le proprie mogli come cristo ha amato la sua chiesa. Non è un pensiero che ha inventato la Miriano, è un pensiero preso da quel libro retrogrado chiamato bibbia. che sancisce gerarchie sempre a favore del maschio.

      e io non chiedo al maschio di “morire per me” (non me ne può fregar de meno di queste idiozie religiose), chiedo il diritto di esistere come individuo senza dovermi per forza sentire “moglie di…”, “ancella di…”, ovvero passare per la “legislazione del maschio” che crede di avere il diritto di dirmi come devo vivere, essere, fare, pensare, apparire in rapporto a lui. è questo che proprio non vi ficcate nella zucca. maschilisti retrogradi!

    • IDA ha detto:

      Dici: “voglio i diritti e i privilegi dell’uomo ma non i suoi doveri”
      Tipo? Mi fai degli esempi?

  12. Zorin ha detto:

    IDA:
    >Dici: “voglio i diritti e i privilegi dell’uomo ma non i suoi doveri”
    >Tipo? Mi fai degli esempi?

    Niente di piu’ facile, visto che l’Italia del 2018 e’ una gabbia di privilegi femminili e discriminazioni antimaschili.

    DIRITTI RIPRODUTTIVI:
    La femmina con la contraccezione di emergenza, con l’aborto e poi con la possibilita’ di partorire e rinunciare contestulamente alla maternita’ ha il diritto di non essere mai obbligata contro la sua volonta’ a gestare e/o a supportare un figlio.
    L’uomo e’ sempre obbligato a rispettare le decisioni della donna, e puo’ essere costretto a mantenere un figlio contro la sua volonta’. Questo vale, addirittura, anche ai semplici donatori di sperma, se la madre un giorno si sveglia a fa causa al padre biologico.

    DIRITTI ECONOMIICI
    Le donne, ancora oggi, continuano ad andare in pensione prima dell’uomo pur vivendo qualche anno in piu’. Risultato: i contributi pagati dalle donne, di fatto, valgono di piu’ di quelli degli uomini.

    CARRIERA
    Nell’ambito militare, le donne sono sottoposte a selezioni con criteri piu’ facili degli uomini, ma non hanno alcuna limitazione di carriera. Come al solito: stessi diritti ma meno doveri.
    Nell’ambito dirigenziale (Cda e politica) le quote di genere assicurano un percorso preferenziale di carriera per le donne.
    In generale, esistono mille leggi e leggine per spingere la carriera femminile che sono troppo numerose per citarle espressamente.

    UNIVERSITA’
    Nonostante ci sia una preferenza femminile, dimostrata da studi esaustivi, per le materie umanistiche, si stanno varando incentivi economici per spingerle a studiare materie STEM.
    Questa e’ una notizia fresca:
    http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2018-01-08/universita-gratis-o-scontata-le-studentesse-che-scelgono-corsi-scientifici-153505.shtml
    Ovviamente sono gli uomini ad essere svantaggiati perche’ si laureano meno delle donne, ma nessuno si sognerebbe mai di varare incentivi, corsie preferenziali e aiutini vari per gli uomini: per essi ci sono solo doveri, per le femmine solo privilegi.

    LIBERTA’ DI PAROLA
    In tutti i maggiori organi di stampa le nazifemministe sono libere di insulturare e dileggiare gli uomini a piacere, paragonandoli a stupratori, padri abusanti, ecc.
    Il contrario comporta l’immediato ostracismo, linciaggio mediatico e licenziamento di qualunque uomo in posizione di rilievo che compia lo psicoreato di oltraggio alla femmina e/o all’ideologia nazifemminista.
    Alcuni esempi in ordine sparso:
    https://www.corriere.it/scuola/universita/15_giugno_11/premio-nobel-tim-hunt-lascia-cattedra-commenti-sessisti-041a76d0-101c-11e5-9af2-c0e873d99e21.shtml
    https://www.corriere.it/economia/17_agosto_12/google-salta-l-incontro-caso-sessismo-nyt-accusa-pichai-6dae7c40-7f32-11e7-8c75-7e93437e930b.shtml
    http://www.lastampa.it/2013/03/28/italia/battiato-fiorello-puttaniere-si-e-troie-no-Yji0X8D56rxXcmol0sgnyK/pagina.html

    Ovviamente questo post e’ sbrigativo e incompleto perche’ cui sarebbero migliaia, anzi milioni di discriminazioni antimaschili da citare, ma non posso scrivere un papiro.
    L’unica cosa che voglio scrivere ora e’ che, a discapito del regime antimaschile, io rivendico il diritto di chiamare TROIA o PUTTANA una donna che si comporta come tale.

    • Anche per gli uomini esistono i contraccettivi. Peccato che gli uomini evitino accuratamente di farne uso. https://thevision.com/innovazione/italiani-preservativo/
      Lo sai che da anni è disponibile un anticoncezionale ormonale maschile? Nessuna casa farmaceutica si è mai offerta di produrlo.
      Perché, se la gravidanza indesiderata è un così grosso problema per gli uomini, gli uomini non profittano delle soluzioni che hanno a portata di mano? Pensaci, Zorin: perché?

      • Zorin ha detto:

        Riccio:
        > Nessuna casa farmaceutica si è mai offerta di produrlo.
        Quindi, di fatto, questa soluzione non esiste. E questo conferma lo schema per cui la donna ha tutte le possibilita’, prima e dopo il concepimento, di liberarsi del fastidio della gravidanza e/o degli obblighi derivanti dalla maternita’, mentre l’uomo non ha alcuna voce in capitolo ed e’ completamente soggetto (leggi: sottomesso) alla volonta’ della donna.
        >Perché, se la gravidanza indesiderata è un così grosso problema per gli uomini, gli uomini non profittano delle soluzioni che hanno a portata di mano? Pensaci, Zorin: perché?
        E che ne so perche’ il Big Pharma ha deciso di non produrre il “pillolo”? Presumo che abbiamo valutato che le spese avrebbero superato i ricavi, ma questa e’ solo una mia ipotesi.

      • Non lo sai? Non ti interessa? Mi sembri poco coinvolto per essere uno che si sente sottomesso alla volontà altrui…

    • Paolo ha detto:

      Zorin, mettiti il profilattico e risolvi il problema

    • IDA ha detto:

      Fai un po’ di confusione. Il “dovere” vuol dire avere l’obbligo di fare qualcosa, i doveri son sempre o quasi sempre legati a dei diritti, i doveri possono essere giuridici morali o religiosi.
      Ma veniamo al punto essenziale:
      Diritti riproduttivi: La donna ha il diritto alla “procreazione cosciente e responsabile”, deve essere una libera scelta e non un obbligo. Quale è il suo dovere? Se decide di procreare ha il dovere di qualsiasi genitore,(padre e madre) nei confronti del figlio: “essere mantenuto, educato, istruito e assistito moralmente dai genitori, nel rispetto delle sue capacità, delle sue inclinazioni naturali e delle sue aspirazioni.” Il tuo è un concetto barbaro quello di impedire a una donna di procreare o di obbligarla a procreare. Poi chi deve decidere, il padre, il marito o il prete? E poi (di nuovo)se una non ha diritto di decidere, quale dovere dovrebbe avere?
      La realtà è che la maggioranza dei padri non si assumono nessuna responsabilità nei confronti dei figli, in teoria si ma in pratica non succede mai nulla. Sui donatori di sperma, non è vero quello che dici, in italia è anonimo e rimane. “Il donatore aperto ha firmato il consenso a che il bambino, compiuti i diciotto anni, potrà contattare la banca del seme e conoscere attraverso essa l’identità del donatore. Il donatore perde l’anonimità solo nei confronti del bambino, mentre rimarrà anonimo per i genitori e la clinica…”
      Quindi solo se hai firmato il consenso, il figlio a 18 anni, ma solo il figlio, può contattarti e conoscere, ma non hai nessun dovere nei suoi confronti, perché a livello giuridico il donatore non è il padre. Chi ti ha detto codesta cosa ti ha detto una castroneria.
      https://vitanova.dk/it/donatore-aperto-o-anonimo/
      Non mi stai parlando di doveri che le donne non si prendono, ma rivendichi le angherie degli uomini, quelle di decidere sulla procreazione, su quello che devono fare le donne, e sul presunto diritto degli uomini di fregarsene o di assumere la responsabilità sui figli che contribuisce di mettere al mondo.
      Per il resto mi sfugge quali siano i doveri che le donne non si assumono.
      L’insulto, non è libertà di parola, ci sono norme e leggi che lo regolano. Anche qui, quali sono i doveri che le donne non hanno nei confronti della legge? Io sono libera di insultare il mio datore di lavoro, e lui mi può denunciare e licenziare. Non ho capito quale privilegio avrei.
      In realtà dalle tue lamentele si deduce che pretendete di avere dei diritti, senza doveri e responsabilità. Diritti alla paternità ma senza il dovere di assumersi la responsabilità. Il diritto di offendere senza il dovere di assumersi le responsabilità delle proprie parole e azioni; “scherzavo” è “una goliardata”…

    • Antome ha detto:

      Non è in topic, ma chi si è davvero messo l’idea che qualcosa che sarà visto come un favore alle donne in quanto genere, sia un modo efficace per affrontare le cause culturali della scarsa presenza (ma meno che in passato) delle donne nelle facoltà scientifiche?
      Qualcuno come al solito concluderà che le cause sono biologiche e non sanno a cosa attaccarsi.

  13. Hildita ha detto:

    Zorin non è possibile controbattere nel merito ciò che dici. È una perdita di tempo che il tenore e le argomentazioni che porti non meritano. Per lo meno non prima che tu ti sia documentato un minimo sui temi di cui blateri, anche se non so se procurarsi informazioni in questo caso sarebbe sufficiente, occorrerebbe anche un minimo di speculazione intellettuale alla quale non so se sei disposto o incline. Basterebbe in realtà anche solo il fatto che rivendichi il diritto di chiamare Troia e puttana una donna “che si comporta come tale”. cioè??a quali comportamenti ti riferisci?prostituzione? Ti intendi dell’argomento? Allora saprai anche della tratta di povere prostitute anche minorenni, altrimenti trattasi di insulti e basta dovuti a una tua opinione personale. Fortunato che le signore e signorine che ti hanno incontrato,se hai utilizzato con loro questi epiteti non sono passate a mezzi legali ampiamente e legittimamente disciplinati dal ns ordinamento per tutelarsi da comportamenti ingiuriosi e offensivi come quelli che tu rivendichi quali tuoi diritti (!). Ti suggerisco, permettimi, di calmare i tuoi bollorini da “maschietto alfa” xche se incontri quella sbagliata e la appelli in questo modo, in base alla tua legge morale individuale della quale le aule dei tribunali fanno carta per l’igiene delle pudenda, rischi guai seri. Buona vita (ma perché tutta questa rabbia poi?? Che ti è successo povero Zorin?)

    • Non diciamo sciocchezze, per favore. Sono parecchie le donne che hanno accusato Weinstein, non c’è soltanto la Argento.
      Inoltre, non vedo come un’accusa del genere possa portare automaticamente a considerare false le accuse mosse da Argento.

      • bob ha detto:

        Ah, ah, ah. Là, in fondo, degli specchi su cui ti puoi arrampicare. Asia Argento ha violentato un minorenne, te ne rendi conto?
        Ah, quelle che accusavano Weinstein, poi, in privato….
        https://movie.talkymedia.it/post/48101/harvey-weinstein-escono-gli-sms-d%CA%BCamore/

      • Primo: sei certo, quindi, della colpevolezza di Asia Argento. Eri altrettanto certo della colpevolezza di Harvey Weinstein?
        Secondo: per quale ragione sembri convinto che l’essere vittima di un reato implichi la dirittura morale? Solo le persone per bene rimangono vittime della malvagità altrui?
        Terzo: gli eventuali comportamenti criminali di Asia Argento, cosa dovrebbero dirci delle altre donne che hanno testimoniato?
        I tuoi discorsi non hanno senso, e sono evidentemente viziati dal pregiudizio di genere.

      • Antome ha detto:

        Ho saputo della notizia. Non sono le femministe, almeno non in generale, a dire che un uomo, tanto più un ragazzo etero non può fare sesso contro la propria volontà, che una donna non può farlo e che se non ha goduto o non gli è piaciuto è anormale o mezzo gay (se non completamente). Sono più i maschilisti, a pensarlo ed è la classic risposta da “carabiniere” (almeno stereotipicamente parlando).
        Mi rattrista che, come prevedibile, se è vera questa cosa, Bob e compagnia pensano che una cosa lavi l’altra e la annulli. Semma mostra che può essere un meccanismo comune a uomini e donne, legato invece al potere che è stato, soprattutto in passato, in prevalenza maschile. Come gli efebi che diventavano maestri e poi facevano lo stesso con i loro allievi in grecia.
        Ovviamente non sono rimasto indifferente alla notizia, ma la possibilità che sia vero non mi stupisce più di tanto. Ma questo rafforza il me too, o vogliamo pensare che il fatto che accada da donna a uomo lo metta in crisi? Significa non conoscere il femminismo. L’eventuale ipocrisia di una persona anche se è quella, insieme a tante, da cui è partito il movimento, non rende più giusto quello che le è accaduto nè meno vero, ma mostra solo che col potere si può arrivare a fare quello che si subisce, sebbene il suo sia imparagonabile a quello di Weinstein, ma non se parliamo di un 17enne fragile.
        Mi chiedo se ti importa veramente qualcosa della vittima o voglia solo ridere e strumentalizzarla. Vorrei che ti renda conto che questa tua uscita ha il contenuto logico ed il garbo di un titolo di Libero ed il Giornale, anzi è perfetto per essi, se hai presente il genere.
        Per la serie non fare nemmeno vedere che ci sia qualcosa oltre la più prevedibile e scontata strumentalizzazione e soddisfazione per il pretesto, una sincera indignazione. Oddio non che purtroppo quando l’indignazione è espressa dal popolo sia sempre costruttiva, anzi tutt’altro.

        Vorre però chiederti, presumendo la tua buona fede, qual’è il tuo punto, oltre la risata? Il punto che vuoi “portare a casa”. Ti importa di quel minorenne o il discorso è, “probabilmente è mezza checca o in cerca di soldi, poco credibile sia stato violentato, le nazifemministe cercheranno di minimizzare, perdendo definitivamente quel minimo di credibilità che avevano, cercando di mostrare la faccenda del minorenne per quella che è, mostreranno involontariamente quello che è anche il loro discorso le tipe sono troiette senza morale che si sono date per soldi e se la sono cercata, io non lo farei mai, poi in altri sono solo complimenti, scherziamo?”
        Se ti sto mettendo in bocca concetti non tuoi, e lo spero, benvenuto nell’uomo di paglia, immagino ti sia familiare.
        Se il tuo discorso invece è le donne possono sbagliare e fare stronzate come gli uomini sono d’accordo. Se il discorso è si dimostrino le colpe con l’onere della prova con lei come con gli uomini sono d’accordo.
        Riccio:
        “Primo: sei certo, quindi, della colpevolezza di Asia Argento. Eri altrettanto certo della colpevolezza di Harvey Weinstein?”
        Attenta su questo punto non attacca, ti dirà “io no, tu eri certa e adesso invece non lo sei, non puoi dirmi di non essere certo perchè le regole si applicano con tutti”
        Ovviamente non è la tua posizione, lo so. Da “We hunted the mammoth” ho visto un approccio accettabile, la colpevolezza va dimostrata, giuridicamente parlando, ma si accettano e non si contestano le esperienze di donne come di uomini vittime di violenza maschile o femminile, offrendo sostegno morale e solidarietà. Sì è vero che a mio parere ci sono eccezioni in cui può essere poco credibile (E non sto parlando di questo caso), ma nel complesso, questo approccio non entra in contraddizione con questo caso. E il resto delle tue osservazioni sono giuste, l’essere vittime non vuol dire essere retti moralmente, qui nessuno l’ha mai sostenuto, ma è uno degli spaventapasseri sul femminismo da un pezzo.

      • Il caso Weinstein, scusa Antome, non è paragonabile a questo, per un motivo semplicissimo: qui non c’è la testimonianza della vittima. La documentazione relativa alla transazione arriva al giornale da una fonte sconosciuta. “Three people familiar with the case said the documents were authentic” sice il NYT, ma anche queste 3 persone scelgono di rimanere anonime. Tutte le persone citate nei documenti, gli avvocati, Argento, Bennet, decidono di non entrare nel merito. Non so, onestamente, se io avrei pubblicato la faccia e i trascorsi di questo ragazzo senza una dichiarazione esplicita di consenso alla pubblicazione da parte sua. Anzi, sicuramente no.

      • Antome ha detto:

        Ah, il caso si infittisce quindi. Sapevo che c’era una controversia sulla fonte, vediamo come si sviluppano le cose.
        “Three people familiar with the case said the documents were authentic” Queste tre persone si sono presentate a deporre? Magari sono anonime per la testimonianza, per protezione?
        Si tratta di ipotesi ovviamente.
        Se poi si tratta di un reato, sesso tramite abuso, con un minorenne, davvero in America è permesso stipulare questi contratti di “non disclosure?”. Se è permesso, in teoria non è un reato e riguarda solo l’immagine. Cioè è un documento di cui i tribunali sono a conoscenza, di conseguenza avrebbero notizia del reato se di reato si trattasse o sbaglio? Riguarderebbe più la diffusione pubblica della notizia mentre l’iter penale si svolge privatamente e al chiuso?
        La dichiarazione che avendolo provato psicologicamente questo episodio avrebbe messo in pericolo la sua carriera è anch’essa parte di questo “leak” interno, quindi, non una sua ufficiale?
        Sarebbe avvenuto quindi anche un risarcimento nei sui confronti oltre appunto a questo contratto di messa a tacere?
        Di conseguenza si tratterebbe di una cosa che non si dovrebbe sapere, ma i cui documenti e atti sono depositati in qualche tribunale. Se fosse quindi vero cadrebbe quanto detto all’inizio, perchè non so quanto queste persone sarebbero nella legalità (non è un giudizio eh, ma curiosità, perchè questi contratti sono alquanto torbidi a mio giudizio).
        La stampa però sì è buttata a pesce facendo come dici
        “Non so, onestamente, se io avrei pubblicato la faccia e i trascorsi di questo ragazzo senza una dichiarazione esplicita di consenso alla pubblicazione da parte sua. Anzi, sicuramente no.”
        anche il nome della persona che, fosse vera la cosa doveva essere coperta. Questo forse non si applicherebbe ad Asia Argento, la persona accusata, giusto?

        La differenza col caso Weinstein è quindi l’assenza delle parti coinvolte tra gli accusanti, ma da quanto ho capito non se il caso fosse invece vero, perchè Bob sostiene invece che sarebbe più grave per il possibile utilizzo della vile pecunia per la messa a tacere e la minore età del ragazzo. Anche se parliamo di abuso in entrambi i casi.

        So che dovrei cliccare sui link, magari anche del fatto, ma ci sono i commenti, che immagino prevedibilissimi sotto, so che potrei non scorrere verso giù, ma è come se in una esposizione si camminasse su un ponte a reticolo di ferro sospeso sopra una fogna ^_^, puoi in teoria concentrarti sui quadri esposti, ma non sempre se ne ha voglia.

      • Antome ha detto:

        Risponde però all’obiezione di Bob sui motivi per essere altrettanto certi o dubbiosi dati gli elementi su cui si può contare al momento e di come per Weinstein ce ne fossero di più ad accusarlo.
        Mentre io rispondevo sul presupposto se fosse vero.
        Grazie per l’approfondimento comunque.

  14. bob ha detto:

    Intanto Asia HA PAGATO moneta sonante e non mi sembra una cosa che depone bene a suo favore. No, non sono certo della colpevolezza di Asia, come voi femministe, invece, siete certe della colpevolezza di Weinstein (che, ricordiamolo, fosse anche tutto vero, non andò con minorenni). Vogliamo parlare di Brizzi? Vogliamo parlare, tornando un pò indietro con la memoria, di Gigi Sabani? E adesso la Boldrini muta come un pesce, chissà perchè.
    Ma quanto godo a vedervi contorcervi nelle vostre contraddizioni e, non sapendo cosa rispondere, vi attaccate al caro vecchio, ma ormai logoro, “pregiudizio di genere”.

  15. bob ha detto:

    Gentile Antome, a me interessa MOLTO di più la vittima, rispetto a quelle che lei chiama “femministe”. Ho già visto, su internet, reazioni di donne e femministe del livello di “beh, se al ragazzo si è alzato vuol dire che era d’accordo”, discorso che, paro paro, equivale a “beh, se ha goduto durante la penetrazione significa che era d’accordo”. Lei sarebbe in grado di sostenere una posizione del genere?
    E comunque si, il #metoo, si è rivelato per quello che è: fuffa di signore di sinistra annoiate e in cerca di una perduta visibilità. E dispiace, sinceramente, per tutte quelle donne “anonime” che hanno veramente subito violenza e che dal metoo non hanno avuto NIENTE.

    • Antome ha detto:

      Niente, l’articolo stile Libero dopo il titolo.
      “come voi femministe, invece, siete certe della colpevolezza di Weinstein” Non hai ascoltato vero?
      “(che, ricordiamolo, fosse anche tutto vero, non andò con minorenni)”
      Di abuso sempre si tratterebbe.
      “Ho già visto, su internet, reazioni di donne e femministe del livello di “beh, se al ragazzo si è alzato vuol dire che era d’accordo””
      Hai ragione, quindi tu sei responsabile di quando Paul Elam dice che una donna che sale a casa implora di essere violentata? E argomenti equivalenti per il caso Weinstein ed il letto dei produttori. O di qualche battuta di parte del link del Fatto Quotidiano? Rappresenta i Mra?
      Ti consiglio il blog Antisessismo, se proprio il femminismo ti è indigesto, molto meno peggio, a mio parere. Perlomeno ti fa arrivare al “bisessismo”, che comunque non è in contraddizione col patriarcato, anzi, ne è parte integrante, se non con alcune sue definizioni esagerate.
      “E comunque si, il #metoo, si è rivelato per quello che è: fuffa di signore di sinistra annoiate e in cerca di una perduta visibilità.”
      Cosa c’entra sinistra destra sopra e sotto? E allora tutti i Mra sono fascistelli maschilisti frustrati? Lo dico sinceramente non sarei così ingeneroso.
      “E comunque si, il #metoo, si è rivelato per quello che è: fuffa di signore di sinistra annoiate e in cerca di una perduta visibilità.” Guarda, posso dirti che se anche così fosse, lo sarebbe senza che la veridicità del caso Argento sia minimamente rilevante. Sai quanti abusanti hanno a loro volta subito abusi, questo dovrebbe interrompere le indagini sul prete – insegnante o altro che ha usato la sua autorità per umiliare e sottomettere e autocompiacersi?
      Se hai letto la risposta, le accuse a Weinstein sono molteplici e bisognerebbe pensare ad un complotto, per pensare siano tutte false. Possibile che con Brizzi ce ne fossero molte di meno o che il fatto in questione non sia considerato abuso, ma qui sono mia ipotesi da cestinare non conoscendo il caso.
      “E dispiace, sinceramente, per tutte quelle donne “anonime” che hanno veramente subito violenza e che dal metoo non hanno avuto NIENTE.”
      Ti riferisci alla violenza sessuale in generale? Perchè il Me Too riguarda in teoria la violenza per ricatto e le molestie durante il lavoro ed in carriera con persone con più potere che lo possono esercitare. In tanti hanno preferito derubricarlo ad atto individuale riguardante l’integrità della donna in questione. Anche donne, ma soprattutto uomini, che non si rendono conto dell’implicazione. Se certi favori sono più richiesti alle donne che agli uomini per fare carriera, nello spettacolo, complice la presenza di più uomini in posizione di potere, questo significa che è più facile che un uomo possa cogliere un occasione senza dover abbassarsi a questo e ricevere magari il giudizio moralista se accetta e denuncia, trovandosi nel dilemma di abbandonare un occasione unica. E abbiamo visto quanti uomini retti ci sono quando si tratta di favori più comuni come leccare il culo (:.

      • Paolo ha detto:

        “E allora tutti i Mra sono fascistelli maschilisti frustrati? ”
        Sì. E il ricatto sessuale purtroppo non accade solo nel ondo dello spettacolo

      • bob ha detto:

        Ho detto di sinistra perchè ben ricordo cosa disse Asia Argento alla Meloni.
        Oppure al fatto che andasse a conventioni internazionali accompagnata dalla Boldrini.
        Roba da far accaponare la pelle, tipo quando recitava 😛

      • Antome ha detto:

        Cosa c’entra come recita e quanto può essere simpatica? Tu hai parlato di sinistra per tutte quante.
        Ti ripeto, non c’è stata denuncia da parte sua a differenza di Me too. Sennò certamente vanno ascoltati anche gli uomini.
        E poi hai sentito? Molti abusanti sono stati a loro volta abusati, ovviamente non è una scusante.

    • Antome ha detto:

      “O di qualche battuta di parte del link del Fatto Quotidiano?” intendo dire i commenti del link.

      • bob ha detto:

        Bah, non solo sul FQ. Basta andare su FB o su Twitter e vedi donne che letteralmente prendono in giro il ragazzo che sarebbe stato molestato dalla Argento. Non oso pensare se una diciassettenne avesse detto le stesse cose di un quarantenne (ah, no, beh, lo so, basti guardare l’affaire Avita Ronell).
        Magari non tutte le accuse su Weinstein sono false, di sicuro, con gli SMS portati dai suoi avvocati, ne escono fortemente ridimensionate. Per quanto riguarda Brizzi dei 3 casi di denuncia NON è stata trovata NESSUNA prova contro di lui (anzi, anche qui SMS amorevoli).
        Ripeto: #metoo NON ha minimamente cambiato la vita delle donne “medie” e, parlando con varie donne (tra cui mia moglie), si rilevava il fatto che fosse tutta pubblicità e marketing.
        Basti vedere come sono aggressive le femministe metoo contro tutte le altre donne che non sono allineate al pensiero unico. Triste, veramente triste.

      • Vedi anche un sacco di uomini che prendono in giro il ragazzo, Bob. Non li noti i gramellini che sostengono che un ragazzo dovrebbe sempre andare in brodo di giuggiole quando una donna gli si propone?

      • Antome ha detto:

        Mi riferivo a quelli degli uomini contro le donne, secondo te dovrebbero, per via del fatto che sono misogini, invalidare qualunque tematica sollevata da Mra?
        “Ripeto: #metoo NON ha minimamente cambiato la vita delle donne “medie” e, parlando con varie donne (tra cui mia moglie), si rilevava il fatto che fosse tutta pubblicità e marketing.”
        Se ripeti vuol dire che non hai ascoltato cosa ho risposto a riguardo. ^

      • Paolo ha detto:

        ho scritto un commento sulla vicenda di asia argento, perchè non lo vedo più? (se posso chiederlo senza urtare Livia)

      • Perché non pubblico commenti che contengono valutazioni sulla colpevolezza e/o innocenza di Asia Argento o commenti che disquisiscono sulla credibilità di Jimmy Bennet.

  16. Alessandro Martorana ha detto:

    Tutto ciò che ho letto, commenti inclusi, mi lascia perplesso. Il senso è vi interessa una parità anche genitoriale al di là delle considetazioni veterofemministe o veteromaschiliste, oppure tra PARI ci deve comunque essere colei o colui più privilegiata/o? Basta rispondere semplicemente e senza tutti questi giri di parole.

    • Non ha capito niente di quanto ha letto. Io ripartirei dall’inizio. Per la precisione, dalla riforma del diritto di famiglia del ’75.

    • Antome ha detto:

      Ciao. Allora, così rispondiamo in parte anche a Zorin, pur rappresentando solo me e non la posizione del blog.
      Un periodo sono stato dell’idea della possibilità del disconoscimento come analoga all’aborto, ora condivido, ma solo in parte, alcune obiezioni sull’aborto come diritto riproduttivo e decisione sul proprio corpo in presenza di un embrione ancora privo di sistema nervoso, perchè dovessimo arrivare a definire omicidio il concepimento, solo l’incontro tra i due gameti separerebbe l’omicidio da quella che è la dispersione del singolo spermatozoo e ovulo e lo spersonalizzerebbe del tutto banalizzandolo, a mio parere.
      Invece il disconoscimento, secondo questa obiezione non sarebbe altrettanto scontato non facendo parte del diritto di autonomia del corpo, ma del diritto del bambino alla tutela.
      Tuttavia ciò non farebbe che rinfocolare la polemica, non del tutto a torto. Anche perchè una donna può scegliere l’affido, pur se essendo vero che potrebbe essere con tutta probabilità una decisione più sofferta avendolo cresciuto sulla propria pelle.
      Rimane che può rinunciare alla tutela del bambino, fino alla disponibilità di una famiglia che ne fa richiesta, aldilà dell’ambito della propria autonomia che differenzia l’aborto dal disconoscimento.
      Tuttavia IDA afferma che questa è infatti una possibilità anche per il maschio e ha postato anche diversi link.
      Le credo ma mi piacerebbe citasse i punti salienti, perchè molti mra non sono mai contenti.

  17. Antome ha detto:

    Ciao Ida, scusa se mi rivolgo nuovamente a te per un chiarimento su quel link sulla rinuncia di paternità che hai postato in “te la sei cercata”, te lo scrivo qui per essere almeno un po’ più in tema.
    https://www.studiocataldi.it/articoli/18045-il-disconoscimento-di-paternita—guida-con-fac-simile.asp
    per cui affermavi che possa eseguirsi prima delle nascita del figlio.
    Potrei sbagliarmi, ma da questo passo, che sembra descrivere il nocciolo della procedura

    Il disconoscimento di paternità è un’azione mediante la quale far accertare e dichiarare dal giudice che tra un presunto padre e un presunto figlio nato durante il matrimonio del primo con la madre manca, in realtà, qualsiasi rapporto biologico.
    Se, infatti, in generale si presume che il concepito in costanza di matrimonio sia figlio del marito della madre, tale presunzione può nei fatti risultare non vera.”
    , tale azione sembrerebbe subordinata alla dimostrazione che tra il padre ed il figlio che la donna sta crescendo nel grembo non ci sia alcun legame genetico.
    Non riguarda invece la possibilità di rinunciare alla paternità, nonostante l’evidenza del legame biologico, almeno entro l’arco di tempo in cui la donna può abortire, ovviamente se è venuto a conoscenza per tempo della sua gravidanza, analogamente non all’aborto, che come dicevamo è un diritto di autonomia del corpo (quindi diritto riproduttivo in luogo di dovere di tutela, anche se so che alcuni Mra lo trovano ingiusto, ma finchè non si ha un utero è così), bensì alla possibilità della donna di dare il proprio figlio, evidentemente biologico, in affido.
    E’ possibile che il documento a cui fai riferimento non descriva un procedimento analogo, che è invece l’oggetto principale di controversia. Poi magari anche la donna ha dei doveri verso il figlio che ha dato in adozione, non ne sono sicuro, in questo caso il padre biologico può avere dei doveri analoghi. Però il dare il figlio in adozione ha mi pare degli effetti su quelli che sarebbero i doveri del padre se scegliesse invece di tenerlo. Pur tenendo conto che separarsene dopo averlo cresciuto è più gravoso che per un padre che non ha passato la gravidanza. Anche per questo è ragionevole una finestra di tempo più ristretta, paragonabile alla possibilità di abortire per la donna, che invece sull’affido può decidere fino alla fine.
    Poi sono consapevole dei discorsi sulla condizione lavorativa della donna, che vanno sicuramente affrontati prima di mettere in atto questo cambiamento, come dice Livia, il patriarcato ha avuto ed in parte ha ancora, una concezione proprietaria della paternità.

    • Zorin ha detto:

      Quante chiacchiere per dire che ho ragione io: il maschio non ha alcun potere decisionale in tema di concepimento e riproduzione, ed e’ totalmente esposto alla volonta’ della donna.
      Perfino la donna che concepisca un figlio con l’inganno puo’ costringere il padre “a sua insaputa” ad assumere i doveri di genitore, senza che questa truffa sia punita o punibile in alcun modo:
      http://studiolegalelexaequa.it/no-al-risarcimento-per-chi-diventa-padre-attraverso-linganno/

      • Antome ha detto:

        Questo potrebbe essere vero, hai torto su moltissime cose a mio parere ma questo andrebbe considerato
        http://www.ilsole24ore.com/art/norme-e-tributi/2014-02-02/nessun-risarcimento-il-padre-incastrato-154252.shtml?uuid=ABdALzt

        http://www.lastampa.it/2017/05/25/italia/nessun-risarcimento-per-luomo-diventato-padre-con-linganno-5mswPGt41gyVKfAqy3PUgK/pagina.html

        Se è pur vero che se non c’è legame biologico e non è venuto a conoscenza della gravidanza, può chieredere la rinuncia, quindi qualche diritto c’è.
        “Il marito, invece, può disconoscere il figlio entro massimo un anno, decorrente o dal giorno della nascita (quando egli si trovava al tempo di questa nel luogo in cui è avvenuta) o dal giorno in cui ha avuto conoscenza della propria impotenza di generare o dell’adulterio della moglie al tempo del concepimento (se prova di averli ignorati prima) o dal giorno di ritorno nel luogo in cui è nato il figlio o nella residenza familiare (se il giorno della nascita si trovava lontano da tali luoghi) o, infine, dal giorno in cui ha avuto notizia della nascita del figlio. In ogni caso l’azione non può più essere esercitata una volta che siano decorsi cinque anni dalla nascita.”
        e può chiederlo fino a 5 anni dopo la nascita del figlio, purchè sia venuto a conoscenza del fatto.
        Tuttavia non copre la paternità indesiderata con l’inganno, che è diversa ancora da quella indesiderata per mancata contraccezione.
        Ma la sentenza è ben strana.
        Ma “http://www.studiomiotto.com/paternita-indesiderata-nessun-risarcimento-alluomo-ingannato/”
        ““la fidanzata non ha alcun obbligo di informare il proprio compagno circa la sua fertilità, o meno, posto che tale aspetto ben può essere ricondotto nel diritto di riservatezza della persona. L’eventuale menzogna su tale stato, dal quale ne derivi una paternità indesiderata, non è fonte di alcun obbligo risarcitorio da parte della compagna in quanto, qualora una persona non volesse procreare, può reperire con semplicità mezzi contraccettivi. L’omesso utilizzo di questi comporta che le persone si assumano le conseguenze delle proprie azioni”.
        Che non abbia obbligo di informare su una cosa che riguarda entrambi è discutibile, ma anche ammettendolo, per l’assenza di un legame contrattuale, quest parte “L’omesso utilizzo di questi (contraccettivi) comporta che le persone si assumano le conseguenze delle proprie azioni”, ovvero che questo di queste conseguenze si deve essere a conoscenza, semplicemente, per doversele assumere. Ricapitolando, lei non ha dovere giuridico di informare, ci siamo, ma dove queste informazioni siano necessarie per assumersi le conseguenze delle proprie azioni, l’assenza di queste dovrebbe dispensare da dette conseguenze. Sentenza molto discutibile.

      • Antome ha detto:

        Non so se il giudice si sia fatto convincere dalla supercazzola di un avvocato che ha trovato esempi per cui anche chi non è informato di qualcosa si debba assumere le conseguenze, ma se un uomo mentisse sull’essere sterile o su una vasectomia, a parte il fatto che la donna ha il diritto di abortire (controllerò se ce l’ha oltre il termine normale in questi casi) ci sono conseguenze penali per l’uomo?
        Se non ce ne sono nemmeno per l’uomo è un altro discorso, ma se per l’uomo ce ne fossero la sentenza sarebbe illegittima.
        Altro esempio, se una persona mi dice che a casa sua un vetro è infrangibile di provare quindi a colpirlo e si rompe, se mi dice che la maniglia è dura, invece è fragile e si rompe io devo pagare i danni in base al non dovere di informare?
        Inoltre il non dovere di informare non dovrebbe implicare il silenzio, non una bugia?
        Ha a che fare con la difficoltà di dimostrare un inganno avvenuto a parole?

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