Musica e misoginia

I ragazzi che imprecano di più, è probabile che siano anche più aggressivi.

“La volgarità è un po’  come un trampolino di lancio”, ha detto la ricercatrice Sarah Coyne, della Brigham Young University. “Non vai al cinema, senti una parolaccia e poi spari a qualcuno, ma quando i giovani ascoltano e usano loro stessi le parolacce, è possibile che intraprendano un percorso verso un comportamento aggressivo”.

(fonte: Swearing On TV Linked to Teen Aggression)

…più bambini erano esposti a parolacce, più spesso usavano le stesse parolacce, e quelli che usavano parolacce avevano maggiori probabilità di diventare aggressivi verso gli altri.

(fonte: Children Who Hear Swear Words on TV Are More Aggressive)

Il processo di desensibilizzazione alla violenza attraverso la sistematica esposizione ad essa per mezzo dei media è stato studiato per decenni. Tra gli effetti: i giovani che hanno visto/ascoltato quantità eccessive di racconti romanzati della violenza degli uomini contro le donne nei media mainstream e nella pornografia si sono dimostrati più insensibili nei confronti delle vittime, meno inclini a credere alla loro versione, più disposti a credere che “se l’erano andata a cercare” e con meno probabilità di intervenire nei casi di violenza “nella vita reale”.

(fonte: 8 Reasons Eminem’s Popularity is a Disaster for Women)

Quando ho accettato l’apertura a Gemitaiz all’Indiegeno Fest sapevo a cosa andavo incontro ma speravo in un altro esito questa volta. Sapevo a cosa andavo incontro perché l’avevo già vissuto due anni prima al MIND Festival, a Montecosaro, nelle Marche, nella mia terra. Quella volta aprivo a Marracash e sotto al palco, oltre alle orde di ragazzini impazziti che avevano atteso il proprio idolo dal primo pomeriggio e avevano deciso di sfogare la loro stanchezza su di me, c’erano anche i miei genitori e mio fratello ad assistere a quelle scene “lapidatorie”.
Mi ricordo che cantavo un verso di un mio pezzo che dice “voglio aprire io le danze” e tra i cori c’era chi mi correggeva urlando che avrei dovuto aprire le gambe e non le danze, con l’aggiunta di qualche “troia” volante.
Le battute e gli insulti erano di uno squallore così grande che me ne sono vergognata.
Quella volta non reagii bene. Dissi una frase con una parolaccia, un “non rompete il cazzo, tra poco arriva il vostro Marracash” e i giorni dopo scoprii che in fondo al pubblico c’era chi era rimasto offeso dal mio linguaggio scurrile.
Avessero saputo le cose scurrili che ho dovuto sentire durante tutta la mezz’ora del live.
Nessuno può averne la più pallida idea.
Quella volta non incontrai mai Marracash perché lasciò all’organizzazione la disposizione di farmi cacciare dal backstage appena finito il mio live.
All’indiegeno Fest è successa la stessa cosa. Una seconda volta. Un dejavu.
L’ordine di lasciare il backstage appena scesa dal palco, l’attesa paragonabile a quella di un agnellino che sta andando al macello, il confronto con un pubblico stanco e impaziente di vedere il proprio idolo, i cori sessisti, gli “ollellè ollallà, faccela vedè, faccela toccà”, gli “apprezzamenti” di gruppo, il taglio di 4 pezzi del repertorio, la voglia di scappare da lì sopra il prima possibile, la sensazione che ti stanno in qualche modo violentando, erano tutte cose che avevo già vissuto.
Questa volta però al secondo coro avevo la risposta giusta, diretta e concisa “ragazzi, basta con i cori sessisti. Non siamo nel Medioevo”.
Poi in quei casi l’orgoglio magari ti fa scendere dal palco e parlare della situazione appena accaduta in modo cinico e maturo. Cazzate, perché due ore dopo piangevo sulle spalle di una delle fantastiche organizzatrici che mi aveva manifestato con tutta dolcezza la sua solidarietà.
Anche questa volta dell’artista headliner neanche una traccia. Anche questa volta zero interesse, zero solidarietà, zero indignazione, zero voglia di cambiamento.
Ho deciso di parlarne perché ho capito che il silenzio ingigantisce solamente dei mostri che possono essere fermati solo sensibilizzando.
Da Gemitaiz mi aspettavo semplicemente una presa di coscienza della situazione e del proprio pubblico. Mi aspettavo una presa di posizione, anche solo un “raga, non ci si comporta così”. Anche solo una steccata sui social il giorno dopo il live. Invece l’omertà, per l’ennesima volta in questa lunga storia quale è quella del femminismo, che dura da secoli e non riposa mai, ha vinto su tutto. Ha vinto ancora il silenzio, l’egoismo, il pressapochismo e in questo caso anche l’incoerenza di chi prende posizione solo per ciò che gli fa comodo.
Io credo fortemente che il pubblico vada educato. Il legame che si crea con il proprio pubblico ha come punto fondamentale il rispetto. Ed è proprio grazie a quel rispetto che diventi detentore di un potere educativo così forte da avere il privilegio di influenzare ed insegnare ai tuoi ascoltatori tutto ciò che è più giusto.
Il fatto che io mi sia ritrovata ben due volte nella stessa imbarazzante situazione mi fa pensare che ci sia qualcosa che non funziona sia nel rapporto tra certi artisti e fanbase, sia nel sistema musicale, in particolar modo in quello del nuovo mondo rap/trap, che in questo periodo storico utilizza dei concetti che tendono ad offendere l’ideale della donna e in quest’epoca si sta dimostrando solamente una realtà a sé, chiusa nei propri confini. I confini temporali del medioevo.

(fonte: pagina facebook dell’artista CRLN, 18 agosto)

Di tutti gli articoli che ho condiviso negli ultimi giorni, ce ne è stato uno che ha causato un notevole traffico inatteso: Cos’è successo dopo il nostro articolo contro i testi di Skioffi, di Giulia Mengolini.

Oggetto dell’articolo è un tema sul quale si dibatte da diverso tempo (e sul quale è reperibile anche della bibliografia – ad esempio “Misogyny in Rap Music, A Content Analysis of Prevalence and Meanings“, Ronald Weitzer e Charis E. Kubrin, 2009), sebbene molti dei giovani commentatori intervenuti ne siano del tutto ignari (“La musica rap è sempre stata caratterizzata dai tesi sessisti e politicamente scorretti, a partire dai NWA, 2pac fino ad arrivare a Fabri Fibra: andateci ad ascoltare l’album Mr. Simpatia (capolavoro). Vi siete svegliate adesso?” scrive un fan).

Che la misoginia e la violenza verso le donne serpeggino nella storia della musica al punto che nessun genere può dirsene sprovvisto, credo non sia un segreto per nessuno, come ci dimostra con un discreto escursus il blog Memorie di una vagina (del quale mi spiace solo che non citi la celeberrima Kim – ne parla a proposito di violenza domestica Lundy Bancroft nel suo “Why does he do that?” – perché è impossibile non pensare a Kim ascoltando la Yolandi di Skioffi e guardandone il video, che richiama Eminem anche nell’ambientazione “bucolica” della scena dell’omicidio).

Che si possa produrre buona musica anche facendone a meno, invece, è un’idea che sembra patrimonio di pochi, almeno a leggere alcuni commenti.

Eppure è possibile, è già successo.

Ciò che mi ha colpito di tutta questa vicenda è l’indignazione e la rabbia che hanno spinto le “truppe” del rapper fin nel mio piccolo spazio virtuale per difendere non solo la sensibilità del loro protetto (“la violenza verbale partita da gruppi come questo e molti altri è perfino superiore a quella dei fan, e quando la vostra ‘ironia’ danneggia un’artista o una qualsivoglia persona fisica in modo grave a livello di immagine e di introiti, rovinandone il lavoro beh…” scrive un ragazzo, “Siete imbarazzanti, vi state accanendo contro un artista ed contro i suoi fan senza sapere nulla“, scrive un altro), ma soprattutto la libertà di espressione: “se non ti piace l’arte in questione la critichi e te ne dissoci, non è che ti metti ad insultare oppure ostacolare l’artista stesso.. queste cose somigliano tanto al nazismo che cercava di limitare la libertà d’espressione”.

Si è scomodata persino la mamma di Skioffi, che mi ha raggiunta per sottolineare che suo figlio non merita un simile trattamento, perché se ci sforzassimo di conoscerlo scopriremmo che è davvero “un bravo ragazzo”.

Il leit motiv che caratterizza questa poderosa alzata di scudi è che chiunque critichi la produzione di Skioffi non sa, non conosce, non è in grado di capire, probabilmente perché è troppo vecchio, troppo “ideologicizzato” o troppo frustrato (“Dovete scopare di più, andate a lavorare e scopate di più. Fatevi una vita, scopate e badate ai vostri figli“, ci esorta il rapper) per comprendere che nei suoi testi non c’è nulla che ci dovrebbe indignare.

Il che, da un certo punto di vista, potrebbe anche essere vero.

Andiamo a vedere in che senso.

Il primo articolo, quello che ha scatenato la flame war, si intitolava “I testi di Skioffi e la canzone che giustifica il femminicidio” e sin dal titolo muoveva un’accusa precisa, quella di aver scritto una canzone (Yolandi, appunto) che narra “un femminicidio raccontato dal punto di vista dell’assassino, che va fiero di quello che ha fatto, perché la colpa – strano, eh – è di lei, della vittima”.

Aggiungeva l’autrice: “Sarebbe interessante sentire dall’autore quale sarebbe il messaggio di questo testo, e per cortesia, si risparmi la storiella del «messaggio di denuncia». Qui non c’è nessuna denuncia, c’è violenza fine a se stessa.”

Quelli che non sono d’accordo, hanno replicato sostenendo che invece la denuncia c’è:

Scusate se mi permetto, ma non vedo il motivo di tutto questo odio e clamore… ‘Yolandi, l’atrocità di un omicidio-suicidio raccontata attraverso gli occhi del killer’ – ‘Una storia che fa riflettere, raccontata con parole crude e tramite immagini forti, una provocazione con funzione di denuncia’. Beh diciamo che nonostante sia più facile indignarsi e vedere le cose in modo scialbo, seguendo le masse, la verità è un’altra, è quella dei titoli esempio da me sopracitati. Ovviamente ognuno è libero di distorcere la realtà in base ai propri pregiudizi e in base al proprio ‘credo’, semplicemente pensate al potere di questa canzone… può fare molto più lei, così cruda e volgare che mille milioni di stupidi commenti sterili e campati per aria seguendo un’onda di indignazione ingiustificata. Vi state semplicemente schierando dalla parte sbagliata.

Secondo, altri, invece, la denuncia non è cosa che competa ad un artista:

Non diffamare un grande artista come Skioffi perché fa musica e non lo fa per insegnare. È arte se non la capite andate ad ascoltare altro.”

“La gente non è scema e sa (in genere) distinguere tra un contesto finzionale, ironico, narrativo e un discorso su ciò che è giusto o sbagliato fare… Se qualcuno anche fosse influenzato negativamente non sarebbe una buona ragione per censurare l’arte.”

“Avete presente Salmo? Lui non va ad ammazzare persone eppure nelle canzoni ne parla.. Avete presente tanti altri artisti della scena RAP italiana?? Parlano di risse pistole e cocaina … Ma non vanno in giro a menare persone.”

“… il racconto in soggettiva ‘dalla parte dell’oppressore’ o dell’assassino e’ un espediente letterario vecchissimo e Skioffi può essere criticato per moltissime cose ma non per averlo usato la rappresentazione dei sentimenti e dei pensieri ‘interni’ di un personaggio non porta affatto all’immedesimazione ma anzi può indurre maggiormente all’orrore (meccanismo noto fin dalla tragedia greca o in Shakespeare, basta pensare al personaggio di Iago o al monologo di Shylock), secondo perché anche l’immedesimazione ovvero ‘la comprensione delle ragioni interne del soggetto’ non porta affatto automaticamente alla simpatia verso il personaggio (vedi ancora il monologo di Shylock ma anche i romanzi di Mickey Spillane oppure se preferisci Dashiell Hammett) e 2) che in virtù del punto 1) tale pezzo non sarebbe quindi una denuncia ‘efficace’ del fenomeno della violenza alle donne, sempre pensando ovviamente che un brano musicale dovrebbe essere una denuncia ‘efficace’: lasciando da parte la discussione ( dagli anni ‘20 del secolo scorso passando per Zdanov) se la produzione artistica ‘alta’ o ‘bassa’ che sia debba essere di ‘denuncia’ o perseguire qualsivoglia finalità ‘sociale’, parlare di ‘efficacia’ impone di discutere di ‘efficacia’ verso chi ? Verso il pubblico di riferimento di Skioffi ? Del rap? Verso quello ‘generalista’?”

E comunque, noi adulti di oggi non possiamo insegnare niente ai giovani, perché siamo stati peggio di loro, e probabilmente lo siamo ancora:

“…la nostra generazione è la stessa vostra solamente modernizzata. Perché per voi era un buon esempio Vasco Rossi che parlava di droghe in alcune sue canzoni o i gruppi punk di impasticcati?”

La mamma di Skioffi, vorrei puntualizzare, ha scritto una cosa vera, verissima: la canzone del figlio ha messo in evidenza un problema sociale nudo e crudo.

E questo “problema” non è il femminicidio, a mio avviso, bensì le strategie che il patriarcato pone in essere allo scopo di influenzare la percezione della realtà allo scopo di mantenere lo status quo, uno status quo perfettamente rappresentato dal numero di donne ucciso ogni anno, che a dispetto delle innovazioni che hanno investito il nostro ordinamento, rimane sostanzialmente invariato.

Non c’è nessuna differenza fra gli elementi che ha scelto Skioffi per raccontarci il suo “finto” femminicida e quelli che sceglie la maggioranza dei giornalisti italiani quando ne descrive uno vero.

Delitto passionale, dramma della gelosia, raptus di follia, amore malato, queste sono alcune fra le espressioni più usate negli articoli di cronaca, espressioni che calzano a pennello allo scenario proposto da “Yolandi”: un uomo innamorato (Amore mio, ti amo da impazzire sai che non desidererei nient altro), magari un po’ brutale (Quando il sole cala, sfogo le mie voglie su una piccola Yolandi/La sbatto contro il muro, tolgo il fondotinta con la forza dei miei schiaffi), ma solo perché ha sofferto tanto (Sopra il cuore ho le cicatrici, baby, di chi ha sofferto tanto/Ustioni di terzo grado/Il male che porta al degrado), oltretutto in fondo a lei quella brutalità non dispiace, anzi, ci sono dei momenti in cui le piace tanto (Se lo vuole forte, io glielo do forte/Forse anche più del dovuto/Le allargo le cosce e spalanco le porte/Solo quando avrà goduto); improvvisamente e inaspettatamente esplode il dramma: lui torna a casa – romanticone – con un regalo per lei, ma la trova con un altro (Amore, sono a casa ti ho comprato il carillon che ti piaceva tanto/Il tempo di dirlo e scopro che qui dentro non sono l’unico cazzo), perde la testa e li uccide entrambi – la stronza fedifraga e il suo amante – lei, però, non prima di averla violentata.

Quello che ci propone Skioffi è il classico dei classici: omicidio perpetrato in stato d’ira determinato da un fatto ingiusto altrui, al quale aggiunge – per “modernizzare”, probabilmente – il dettaglio pornografico della violenza sessuale.

Lo ritroviamo infatti nella narrazione che Repubblica proprone a proposito dell’omicidio di Maria D’Antonio: lui, Cosimo Pagnani, che aveva addirittura annunciato i suoi propositi per mezzo dei social, viene descritto invece come un uomo che improvvisamente “ha perso la testa”, un padre amorevole che lottava per l’affidamento della “sua principessa”. Oppure ne il Messaggero, a proposito della morte di Janira D’Amato, dove possiamo leggere che le 15 coltellate che l’hanno straziata erano “coltellate per soffocare un amore”: Alessio Alamia Burastero “era geloso” e “lei doveva imbarcarsi sulle navi Costa e lui non voleva, aveva paura di perderla”; inoltre, sulla sua pagina facebook c’erano “tanti testi di canzoni d’amore e una foto di una coppia in un letto con bambini”.

Fino a poco tempo fa si chiamava delitto d’onore e prevedeva una drastica riduzione della pena. Molti affermano che una norma del genere andrebbe ripristinata.

Perché, dunque, una storia del genere dovrebbe indignarci? In fondo, è una storia che ci viene proposta da tempo immemorabile.

Ad esempio, se siamo abbastanza vecchi non possiamo ascoltare la canzone di Skioffi senza sentir riecheggiare le parole dell’Avvocato De Marzi:

E chi? Chi, signori della corte? Chi, in questa frettolosa disamina dei fatti potrebbe oggi baldamente rievocare l’orrore da cui fu invasa la vista dell’imputato a quello spettacolo? I due amanti giacevano lì, immondamente abbracciati, nell’espressione più turpe del loro peccato, lì sul divano della sua casa onorata. Egli restò impietrito. Egli cercava, sì, cercava una spiegazione, forse cercava addirittura un miracolo che cancellasse quella terribile visione ai suoi occhi. O forse cercava le parole… le parole che potessero esprimere il suo pianto, il suo dolore. E invece trovò un’arma…

L’intento di Germi, però, era mostrare al pubblico quanto siano possano essere falsi e fuorvianti questi appelli al travaglio interiore dell’eroe, perché il raptus di follia causato da un intollerabile torto subito non è affatto, il più delle volte, ciò che accade, ma solo una storia, e per la precisione la storia che la nostra società è solita adattare alle più svariate situazioni allo scopo di romanzare e rendere più accettabile la violenza maschile contro le donne.

Ma la violenza sulle donne non trova esaustiva spiegazione nell’analisi della psicologia dell’assassino o nel carattere o nelle azioni delle vittime (come la storia suggerisce). Per comprenderla e quindi contrastarla efficacemente dobbiamo tenere in debito conto i rapporti di forza storicamente diseguali tra i sessi, che hanno portato alla dominazione sulle donne e alla discriminazione nei loro confronti da parte degli uomini e impedito la loro piena emancipazione“.

Confrontiamo ancora il raptus di follia con un vero femminicidio, uno degli ultimi, quello di Violeta Mihaela Venchiu, 32 anni, rimasta gravemente ustionata il 3 novembre dopo che il compagno, Gimino Chirichella, ha cosparso il suo corpo con la benzina e le ha dato fuoco; l’accusa è omicidio premeditato pluriaggravato dalla crudeltà (arsa viva il sabato pomeriggio, Violeta è spirata soltanto il giorno successivo dopo una terribile agonia) e dai futili motivi. Sembra infatti che la donna avesse confidato a qualcuno che lo voleva lasciare.

A proposito di Violeta ha commentato il Comitato Se Non Ora Quando – Vallo di Diano:

Non vogliamo aggiungere altre parole alle troppe, e sbagliate, che in queste ultime ore stanno connotando il femminicidio di Violeta Mihaela Venchiu. Quando ancora stamani chi ne scrive o parla lo tratta quale un atto di follia, ci rendiamo conto di quanto si continui ostinatamente a pensare che uccidere una donna, bruciandola viva dopo avere deciso che quella fosse la sua fine, sia imputabile ad incapacità di intendere e di volere. NO! Come ben sostiene il professore Claudio Mencacci della Società Italiana di Psichiatria nonché direttore del Dipartimento di Neuroscienze del Fatebenefratelli di Milano si dimostra che, in oltre 400 casi, solo il 3,6 % degli uomini che hanno ucciso una donna erano portatori di una malattia mentale. Nella stragrande maggioranza ci troviamo, infatti, davanti a uomini che hanno comportamenti violenti, aggressivi, prepotenti, semplicemente una personalità antisociale ed egoistica, che non tollerano la possibilità per la donna di operare scelte diverse e autonome. Di fronte a questo diritto in capo alle donne, che si concretizza anche nella facoltà di contestare ai propri partner comportamenti che impattano violentemente sulla loro vita, nonché su quella dei propri figli, non ci troviamo di fronte a semplici ‘litigi o conflitti’, che diventerebbero, come si scrive sui media, la causa del femminicidio. NO! Se Violeta, come le altre, troppe, vittime della violenza maschile, è stata barbaramente uccisa non è perché litigava con il suo aguzzino, ma perché questo boia ha deciso di ucciderla in maniera orribile. Non cadiamo per l’ennesima volta nell’errore di fare divenire anche Violeta colpevole della sua orrenda fine, attribuendole la responsabilità di litigare con il suo compagno.

Non facciamole morire una seconda o più volte gettandole addosso non la benzina ma parole sbagliate, quali quelle usate in rete di essere corresponsabili della loro morte, perché non hanno avuto il coraggio di denunciare i soprusi e la violenza di cui erano vittime in ambito familiare. Se quel coraggio non ce l’hanno è perché non sentono i giusti stimoli esterni per agirlo come, ad esempio, un maggiore controllo da parte degli organi preposti, spesso sordi alle loro grida di aiuto. Le istituzioni deputate al contrasto della violenza di genere dovrebbero mettere in campo altre prassi, perché se tutto resta così com’è, nulla cambierà sul fronte dei femminicidi. Continueremo ogni anno, in occasione del 25 novembre a fare l’elenco delle vittime dell’anno in corso, come una sorta di inevitabile e tragica conta numerica, con il rischio che la rassegnazione ci prenda e che l’impotenza ci assalga.

Si colga  lo spunto offerto da questa tragedia per ragionare su cosa c’è che non vada nel modo in cui le istituzioni affrontano la violenza familiare, in modo da invertire la rotta. Così daremo anche un valore diverso alla morte di Violeta, che non sarà solo un numero nella sciagurata lista delle vittime di femminicidio. Nel suo nome tentiamo di cambiare l’approccio verso la violenza maschile sulle donne, ognuno per le sue competenze e possibilità, e, forse, la tragedia di questa donna potrà contribuire ad evitarne altre. Glielo dobbiamo, tutti e tutte, perché altrimenti a perdere la vita sarà stata indubbiamente Violeta, ma ad essere sconfitti saremmo tutti, nessuno escluso”.

Una canzone, però, non è un articolo di cronaca: un artista non ha il dovere di svolgere un’inchiesta, di attenersi ai fatti, non ha il dovere di raccontare la realtà.

Vero, verissimo.

Un artista non ha il dovere di perseguire alcuna finalità sociale, non ha il dovere di insegnare, non è in alcun modo da ritenersi responsabile dell’effetto che le sue scelte possono avere sul suo pubblico.

Ma un artista una certa influenza la esercita, che ne sia consapevole o che la questione non rientri fra le sue priorità, questo è fuor di dubbio.

Se questo giovane artista non vuole ascoltare le femministe, almeno provi ad ascoltare le sue colleghe e coetanee. Perché questa polemica, ve lo assicuro, non nasce affatto dall’incomunicabilità fra generazioni o fra persone con gusti musicali diversi, ma dall’esasperazione di quelle donne che gli effetti di certe scelte li subiscono sulla loro pelle.

 

Per approfondire:

Lettera aperta a un rapper

Informazioni su il ricciocorno schiattoso

Il ricciocorno schiattoso si dice sia stato avvistato in Svezia da persone assolutamente inattendibili, ma nonostante ciò non è famoso come Nessie.
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172 risposte a Musica e misoginia

  1. Paolo ha detto:

    Se dici che esercita un’influenza ma che non è da ritenersi responsabile ti contraddici. E con questo non voglio difendere Skioffi le cui canzoni ho conosciuto solo “grazie” a questa polemica e avrei tanto preferito non conoscerle mai perchè sono orrende come il 90% del rap commerciale.
    Ma ti ripeto: ho visto tonnelate di film violenti e splatter, donne e uomini uccisi nei modi più sanguinuolenti e truculenti che ci possano essere, ho anche letto romanzi e racconti che palavano di omicidi efferatissimi e anche uxoricidi assumendo il punto di vista del carnefice (Stephen King ne ha scritto uno bellissimo, intitolato 1922, e pur avendo un marito assassino come io narrante e una vittima femminile non simpatica non c’è nessuna giustificazione dei suoi atti omicidi) e non solo non vado in giro a squartare la gente ma non sono neanche insensibile alla violenza e credo che questo valga per la maggioranza di chi come me guarda film violenti e splatter e legge horror, quindi andiamoci piano perchè come dici anche tu un film, un racconto non è un articolo di giornale (ma può raccontare l’umano anche nei suoi lati infami molto meglio)

    • Paolo ha detto:

      che il femminicidio non abbia nulla a che fare con l’amore è vero

    • Come spiega il primo articolo che ho linkato, non c’è un legame semplice di causa ed effetto fra un comportamento e la fruizione di uno specifico tipo di materiale. Sono tanti i fattori che vanno ad influenzare la costruzione del sé di una persona, ma quello che fruiamo attraverso i media – musica, cinema, letteratura – sono uno dei fattori. Questo significa che non potremmo mai imputare ad un autore di essere il “mandante morale” di un delitto, ma non possiamo neanche negare, dati alla mano, che specifici contenuti abbiano quell’effetto desensibilizzante di cui parla Jason Katz.

      • Paolo ha detto:

        quindi gli autori di Saw-l’enigmista o dei due Hostel “desensibilizzano” ma, bontà tua,non sono mandanti morali. Bè secondo me è sbagliato pure dire che desensibiizzano. Il cinema horror anche quello splatter può essere arte (popolare, di massa, come vuoi) e l’arte non desensibilizza

      • Paolo ha detto:

        mi ricordo uno dei genitori che nel documentario di Michael Moore Bowling for Columbine si opponevano a un concerto di Marylin Manson perchè la sua musica “fomentava la violenza” ; quel tizio diceva “non penso che tutti coloro che assisteranno al concerto dopo commetteranno atti di violenza, non tutti quelli che guardano la pubblicità della Lexus vanno a comprare una Lexus ma…(pausa drammatica) qualcuno lo fa!” questa è una cavolata. se sei una persona empatica e sensibile nessun film ti desensibilizzerà, se non lo sei possono pure farti vedere solo film disney (oops! Ma secondo alcune personee non sono diseducativi anche quelli?) e non ci sarà nulla da fare

      • Allora, provo con esempio. Tanto tempo fa, quando differenziare l’immondizia non era obbligatorio, io già la separavo, preoccupandomi di riciclare il riciclabile. Feci un’animata discussione, col mio ragazzo di allora, che sosteneva fosse una stupida perdita di tempo, perché il contributo dei singoli cittadini era a sua avviso irrilevante per le sorti del pianeta. Io penso che tu sia proprio come quel ragazzo, e certo lui non faceva nulla di particolarmente riprovevole, di sicuro nulla di censurabile. Ma io credo fortemente che tutti, nel nostro piccolo, dovremmo sempre fare la nostra parte, per quanto insignificante possa sembrare.

      • Paolo ha detto:

        il tuo ragazzo di allora era persona di grande saggezza e lungimiranza, vorrei conoscerlo per stringergli la mano. e sono serio

      • Io invece l’ho lasciato.

      • E comunque, uno spunto sulla questione (che è totalmente o.t., quindi mi scuso): https://quifinanza.it/green/tutti-i-vantaggi-che-si-hanno-dal-riciclo-della-carta/187074/ “Le fasi del riciclo della carta sono complesse, ma i vantaggi sono davvero molti, soprattutto a livello economico e ambientale. Se si pensa che il 35% degli alberi abbattuti è destinato all’estrazione di cellulosa per poi produrre la carta e che riciclare una tonnellata di carta di giornale permette un risparmio di circa una tonnellata di legno, ci si rende facilmente conto dell’importanza del riciclo.
        Peraltro produrre della nuova carta richiede numerosi passaggi dall’estrazione della cellulosa per arrivare al prodotto finito, in particolare, è complesso separare la cellulosa dalla lignina. Tale problema non c’è invece nel caso di pasta di cellulosa riciclata.
        Il riciclaggio della carta permette inoltre di risparmiare energia elettrica e acqua, non solo alberi e materie prime. Non solo, produrre carta da materia prima vergine inquina di più l’ambiente. Secondo le stime dell’Agenzia statunitense EPA (United States Environmental Protection Agency) il riciclo della carta riduce del 35% l’inquinamento idrico e del 74% l’inquinamento atmosferico.”
        https://www.focus.it/ambiente/ecologia/rifiuti-elettronici-il-riciclo-fa-bene-all-ambiente
        “Solo in Italia, il riciclo dei Raee nel 2015 ha permesso di evitare invece l’emissione di circa 550mila tonnellate di Co2eq…”

      • Antome ha detto:

        Ciao Paolo, aspetta ti capisco fino al discorso dell’influenza delle opere popolari nella cultura che contribuisce a formarci, ma, seriamente sei d’accordo col suo ex sulla differenziata e la sua inutilità? Per lui “il contributo dei singoli cittadini era a sua avviso irrilevante per le sorti del pianeta”, si riferiva a lui da solo o anche per esempio “ma se anche tutti facessero la differenziata”?
        Entriamo nel primo caso, ok, non cambia molto se io come singolo la faccio o meno. Ma immagina che questo ragionamento lo facessero 1000000 persone che pensano che non conti nulla perchè sono i soli, ma che se non vedono gli altri è percè a loro volta pensano questo. Chiami lungimirante questa decisione che annulla centinaia di migliaia di potenziali contributi positivi partendo già sconfitti disfattisti o ho frainteso.
        Manca il concetto di feedback loop, cioè il ciclo che si autorinforza negli esiti, per cosi dire, in questo come in purtroppo gran parte delle discussioni su natura contro cultura, dove almeno tu cogli che sono inscindibili.
        Ricciocorno: Penso che Paolo come da sempre in queste discussioni stia indirettamente obiettando che teoricamente questo discorso andrebbe contro le idee liberali e che si sarebbe gli stessi ad respingere le idee delle influenze nefaste giustamente quando usate da conservatori per dire che un’opera produce depravazione, devianza e immoralità nei giovani.
        Credo che dobbiamo argomentare in che modo questa preoccupazione sarebbe diversa dagli evangelici che denunciano Deadpool come incitante alla “devianza” ed alla normalizzazione del sesso anale passivo maschile ;).

      • Davvero bisogna spiegare la differenza fra la preoccupazione per i tassi di violenza contro le donne e la preoccupazione che gli uomini possano decidere di sperimentare il sesso anale passivo?

      • Antome ha detto:

        Appunto, purtroppo, puntualmente si è visto che sì bisogna spiegarlo e devo dire che stai avendo molta pazienza.
        Ci proverò anch’io, con degli esempi. Partiamo da diversi livelli. Prima di tutto, a parte che era una scena comica, non solo non c’è niente di sbagliato nel sesso anale consensuale consapevole, se fatto con le giuste precauzioni, basta che lo si trovi piacevole e non ci vedo alcuna obiezione morale ed etica a differenza di questi, preoccupati che l’identità di genere risieda nella gerarchia attivo – passivo dominante e dominato rispettivamente confinati in maschio e femmina. Secondo, non c’entra nulla con l’essere gay, la scena è con una donna, diciamo dominatrice, ma molto parossistica. Terzo non c’è nulla di male ad essere gay, ma non lo si diventa solo perchè si vede una scena, in quanto in buona parte ci si nasce, non è come iniziare a fumare. E a proposito di fumare non si dovrebbe nemmeno vedere persone che fumano al cinema? Ovviamente dipende se il film è pedagocico o cosa, quello è un altro discorso, ma sbagliato affidarsi del tutto ad un film. Se Mr Incredibile fumasse? O Elastigirl :D?
        Penso che la preoccupazione, spero in buona fede, sia capire quanto è circostanziato il frame di questa polemica. Arancia Meccanica non è una incitazione allo stupro anche se può piacere o meno, ma vidi tempo fa una polemica credo di Andrea De Carlo sull’idea che venisse rappresentato come un atto sexy, ma non ero d’accordo. Così come credo di essere d’accordo con Paolo su Pulp Fiction.
        Ma d’altro canto se per un qualche motivo si è di un’idea diversa criticare un’opera senza volerla censurare è possibile e qui si sta esercitando una semplice critica. Se si critica Pulp Fiction io ascolto, poi posso essere d’accordo o meno.
        D’altro canto ancora è impossibile invece negare che i film western con John Wayne mostrassero gli indiani come cattivi. Un film di Spielberg sui giapponesi ed i loro lager mostra, non so quanto intenzionalmente il bagliore dell’atomica come salvifico, quasi divino, cosa che mi sembra sinceramente inquietante.
        Sul Rap posso dire che se da una parte come dice Davi racconta la strada e la violenza, questo è anche misto ad un esaltazione del consumismo, della ricchezza e dello sfarzo, più che una critica ai ricchi, anche se forse c’è. Rappresenta la voglia di una riscossa, in società dove talvolta, rispettano un afroamericano solo se ricco, di conseguenza si cerca lo sfarzo visibile e segni esteriori un riscatto. Al tempo stesso è criticabile, perchè l’autoghettizzazione, pur essendo una reazione, come gran parte delle sottoculture che rimarcano la differenza, che nascono dall’emarginazione, marginalizza ulteriormente la comunità nella percezione di una diffusa cultura di criminalità come tipica della gente di colore, come se non fosse un messaggio interiorizzato dalla società che li circonda che vali solo se hai (“how much are you worth?” significa gergalmente quanto guadagni per una parte dell’America) con tutte le forzature ed i circoli viziosi. Gli elementi tossici vanno denunciati, però, come l’idea del magnaccio come stile di vita e riscatto sociale. Le donne come bottino. E’ vero che viene insultato anche il maschio, ma come concorrente e contendente.

      • Paolo ha detto:

        la bomba atomica su hiroshima e nagasakiha posto fine alla guerra e ha evitato agli americani di dover invadere via terra il giappone impresa che arebbe visto la morte di migliaia di soldati a stelle e striscie quindi dal punto di vista americano (che è quello di Spielberg nonchè dei prigionieri dei campi di internamento giapponesi) quel bagliore era salvifico eccome.
        Gli stupri di arancia meccanica (o di altri film) non sono sexy manco per niente, De Carlo ha detto cavolate come quasi tutti coloro che accusano il cinema di oggi di rendere sexy lo stupro

      • Antome ha detto:

        Di solito sono in moderato disaccordo, ma stavolta cacchio dici Paolo? Detto in amicizia 🙂

      • Antome ha detto:

        Ok mi scuso, pardon, ora capisco che volevi dire dal punto di vista di Spielberg, magari anche di Fatman oltre a Enola Gay, nonostante abbia visto un reportage che mostrava come il Giappone fosse già sul punto di arrendersi. come in effetti è comprensibile che gli americani rappresentassero come salvifiche le vittorie decisive contro gli indiani dopo la sconfitta di Custer da parte di Toro Seduto.

    • Irene ha detto:

      Esistono forme di violenza più normalizzate e lecite di altre. Quante opere sul nazismo, o sui desaparecidos, o sull’apartheid, ecc…che fossero dalla parte dei carnefici (non dal punto di vista, ma dalla parte, che è diverso) abbiamo letto o visto? A me non ne viene in mente nessuna. Mentre la violenza sulle donne vende e non scandalizza nessuno, e se si trattasse di opere di denuncia, a quest’ora la violenza sulle donne sarebbe scomparsa dalla faccia della terra.

      • Paolo ha detto:

        Infatti Irene come dici anche tu c’è molta differenza tra raccontare una violenza dal punto di vista di chi la commette e “stare dalla sua parte”, io almeno negli ultimi vent’anni di film hollywoodiani di grande incasso che simpatizzano per gli uomini che fanno violenza alle donne ne ho visti pochi, se escludiamo cinquanta sfumature di grigio (che infatti si è attirato un sacco di polemiche) nei film americani degli ultimi vent’anni gli uomini che fanno del male fisico alle donne sono quasi sempre personaggi negativi, villain o comunque figure da non prendere a modello positivo di comportamento e che quasi sempre finiscono male. Per non parlare degli slasher movie dove il maniaco mascherato di turno affetta uomini e donne senza distinzione. Ho visto invece molti revenge movies e film rape & revenge che stanno dchiaratamente dalla parte della donna violentata che si vendica dei suoi stupratori nei modi più violenti e truculenti possibili ed è bene. Da Il giustiziere della notte fino a Non violentate Jennifer, e poi Kil Bill, Django Unchiained e Bastardi senza gloria il cinema americano più moderno ha sempre giustificato la violenza soltanto quando risponde a una violenza peggiore (la violenza degli stupratori, dei nazisti, degli schiavisti), questi film vengono accusati di giustificare la giustizia fai-da-te ma io non sono d’accordo: trovo anzi che i film di rape & revenge o film come Kill Bill e Django Unchiained siano altamente morali proprio per come distinguono attentamente tra la violenza ingiusta degli oppressori e quella “giusta” degli oppressi che rialzano la testa e si vendicano, anche la serie tv Spartacus è pervasa da questa dicotomia tra la violenza brutale e oppressiva dei padroni Romani e quella a cui il gladiatore Spartacus è costretto a ricorrere

      • Paolo ha detto:

        Infatti Irene come dici anche tu c’è molta differenza tra raccontare una violenza dal punto di vista di chi la commette e “stare dalla sua parte”, io almeno negli ultimi vent’anni di film hollywoodiani di grande incasso che simpatizzano per gli uomini che fanno violenza alle donne ne ho visti pochi, se escludiamo cinquanta sfumature di grigio (che infatti si è attirato un sacco di polemiche) nei film americani degli ultimi vent’anni gli uomini che fanno del male fisico alle donne sono quasi sempre personaggi negativi, villain o comunque figure da non prendere a modello positivo di comportamento e che quasi sempre finiscono male. Per non parlare degli slasher movie dove il maniaco mascherato di turno affetta uomini e donne senza distinzione. Ho visto invece molti revenge movies e film rape & revenge che stanno dchiaratamente dalla parte della donna violentata che si vendica dei suoi stupratori nei modi più violenti e truculenti possibili ed è bene. Da Il giustiziere della notte fino a Non violentate Jennifer, e poi Kil Bill, Django Unchained e Bastardi senza gloria il cinema americano più moderno ha sempre giustificato la violenza soltanto quando risponde a una violenza peggiore (la violenza degli stupratori, dei nazisti, degli schiavisti), questi film vengono accusati di giustificare la giustizia fai-da-te ma io non sono d’accordo: trovo anzi che i film di rape & revenge o film come Kill Bill e Django Unchained siano altamente morali proprio per come distinguono attentamente tra la violenza ingiusta degli oppressori e quella “giusta” degli oppressi che rialzano la testa e si vendicano, anche la serie tv Spartacus è pervasa da questa dicotomia tra la violenza brutale e oppressiva dei padroni Romani e quella a cui il gladiatore Spartacus è costretto a ricorrere

    • Antome ha detto:

      Paolo, le idee non si formano in un vuoto però. Ti dico che sono d’accordo con te, secondo me l’analisi serve, ma senza forzature ideologiche nel vedere marcio ovunque e preciso che con questo non mi riferisco a Ricciocorno.
      Ma ritornando all’idea dei gusti come genetici, siamo d’accordo che alcune preferenze lo siano più di altre. Ma la differenza tra chi preferisce la stessa razza e chi no è genetica?
      Ma non è una provocazione rivolta a te, ora ho più in mente il discorso biologista applicato alle disposizioni individuali ed alle differenze tra uomini e donne, che mi lascia sempre a bocca aperta, per l’approccio dicotomico.
      Dicono che le differenze aumentano con l’adolescenza. Mi fa ridere perchè a sentir loro le donne stem, scelgono quel percorso perchè sono una minoranza -logica conseguenza – con una mente più maschile ed era già scritto nei geni che dovessero scegliere stem, perchè Norvegia vs Iran, etc..
      Mi fa sorridere invece, perchè bisogna parlarne, come mai le donne non siano ostracizzate in biologia?

      • Paolo ha detto:

        una donna che sceglie di fare stem è donna libera che ha fatto liberamente la sua scelta seguendo la sua passione. Una dona cheha la passione per le lettere e fa materie umanistiche è donna libera che segue la sua passione. puntoe basta gusti e preferenze non si dicutono mai vale anche per le preferenze cinematograiche e sessuali (se sono tutti adulti consenzienti)
        Essere attratti da persone del proprio gruppo etnico è ok così come l’essere attratti anche da persone di altre etnie

      • Antome ha detto:

        Guarda non grido allo scandalo se una persona ha preferenza estetica per la propria etnia, anche se comprendo di più se è per motivi di compatibilità culturale e di classe, correlati ad essa ma non effetto diretto di essa. E’ una preferenza legittima, ma non credo sia genetica e non abbiano numerosi fattori culturali contribuito a determinarla. Che si sia generata anche da influenze culturali che sono parte di noi e rimbalzano su noi come le molecole dell’aria che ci circonda, non vuol dire delegittimarle.

      • Paolo ha detto:

        io non ho preferenze fisiche legate all’etnia semmai al al rapporto altezza-peso e credo che siano legittime e genuine e non influenzate da nulla. Comunque trovo che ogni preferenza fisica o caratteriale nella sceta del partner sia legittima, genuina, non condizionata e vada rispettata. ovviamente un conto è dire “io non sono attratto fisicamente da questa persona” un altro è dre “nessuno mai può esserne attratto” questa ultima cosa è sbagliata, perchè anche i/le brutt/ei hanno una minoranza di persone attratte da loro

      • Antome ha detto:

        “perchè anche i/le brutt/ei hanno una minoranza di persone attratte da loro” non contando la personalità che può rendere più affascinanti di molte persone tipicamente belle e tutti ne conosciamo di questi, l’essere seduttive/i, fare bene l’amore, tantissime cose, più che una minoranza di persone, diciamo tendenzialmente meno delle persone belle. A meno di non basarci su “rating” da forum di Pua o Incel :). Non mi riferisco a te e scherzo per quest’ultimo punto, non c’è bisogno che lo precisi, ma se senti di farlo, nessun problema, repetita Juve.
        Anch’io mi ripeto.
        Di più io dico che gran parte vadano rispettati anche quando sono condizionati. Il personale può essere talvolta anche politico ma è inviolabile, è una delle mie frasi preferite di Emma Bonino. Molti miei gusti sono condizionati, anche inconsapevolmente, dal sesso al cibo anche se gran parte di essi non li ritengo problematici. Nel dire che ci sono delle influenze e condizionamenti, non mi riferisco ovviamente ad esiti della magnitudo di un orientamento sessuale e penso che se una persona sembra che “cambi” in quel senso, è perchè è già in parte bisessuale. Ma io non nasco che mi piaceva il carciofo, anzi, per un trauma legato al fatto che mi ero sentito male una volta, da bambino, non ne mangiai per anni, lo stesso per gli strangolapreti, :D. Ci sono gusti acquisiti come il vino e la birra. Non credo sia genetico che non mi piaccia la mozzarella filante, ma in compenso mi piaccia cruda e a parte o nell’insalata.
        Feci nei commenti in un posti di “Alle donne piace soffrire” (peccato abbia tolto i commenti, c’erano belle discusioni, tra parentesi) , l’esempio della tarantola, non è che nasci che ti piace o non ti piace, è la cultura. Poi a propria volta questa cultura può essere sottoposta a critica. Non c’è nulla di problematico se non dovessi mai provare la tarantola e se a loro continuasse a piacere, diverso invece è se si trattasse di altre cose e lì le teorie critiche possono aiutare e ritengo che esse non siano esclusiva dell’occidente.

      • Paolo ha detto:

        le nostre preferenze sessuali e fisiche riguardo ai potenziali partner sono innate e comunque vanno rispettate, se a un uomo o a una donna non piacciono sessualmente determinate persone con determinate fisici va bene così, i gusti non si cambiano e non si discutono

      • Antome ha detto:

        Appunto, io ho detto che vanno rispettate comunque, però sono solo parzialmente innate. Dipende, alcune ricerche parlano di una componente innata per la simmetria, però perchè si possono anche trovare affascinanti visi meno regolari? Allora non sei il primo a dire che è tutto una combinazione di componenti innate che contribuiscono a varie interpretazioni culturali, che a loro volta contribuiscono a creare dei gusti, che vengono da esperienze personali, anche?
        https://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/2018/08/28/lezioni-damore/
        Ricorderai qui, quando cercavo di comunicare all’amico che diceva che gli stereotipi hanno una base nelle differenze tra gruppi, che per quanto sia quella la base, su quella base la cultura può arrivare a creare stereotipi del tutto pretestuosi e arbitrari e a propria volta condizionare in quel senso i destinatari ad aderire agli stereotipi, rafforzandoli (l’esempio su donne e schiavi di colore in America). Ovviamente ciò è più valido in una società oppressiva che oggi.
        Queste concezioni, di certo condizionavano le preferenze.
        Ok, quello che tu dici è che al limite i condizionamenti impediscono di esprimere le proprie vere preferenze e che si trattasse di Romei e Giuliette silenziosi che non si incontravano e accettavano il loro destino.
        Per carità, poi credo che i tuoi argomenti smontino i deliri di Uomini Beta in molte meno parole dei miei e in un certo senso siano più efficaci, te lo riconosco.
        Guarda che condizionamento non è una parolaccia, comunque, che un nostro gusto sia condizionato, dalla musica ad altro, non significa che non sia genuino, che poi è un giudizio di valore. Una musica ha successo, magari ha successo perchè piace, ci mancherebbe, quindi la sentiamo e siamo esposti ad essa, ai Queen, Beatles, il resto. Se altra musica avesse avuto successo, ci avrebbe formato quell’altra musica.
        Anche se non è un discorso sempre proporzionale in assoluto al successo, vediamo de Andrè, che aveva successo, ma non paragonabile alle canzoni più pop eppure è, per i suoi contenuti musicali e poetici, un pezzo fondamentale del panorama musicale e della storia.
        Quindi il mio argomento non è certo a tenuta stagna, sia chiaro :).

      • Paolo ha detto:

        i visi regolari in linea di massima sono più belli, qualyno è attratto anch4 da quelli irreolari chi lo sa perchè ma chi se ne importa? Io dico che i nostri gusti e preferenze sessuali sono innate come lo è l’orientamento e non si cambiano sono dentro di noi praticamente da sempre, da quando abbiamo potuto esprimere delle preferenze, a volte la società ci induce a reprimerle se sono preferenze minoritarie ma sono genuine e autentiche come quelle maggioritarie

      • Antome ha detto:

        Io sono dell’idea che i gusti rimangono gli stessi in alcuni e cambiano in altri, pur prevalendo statisticamente chi apprezza il tipicamente bello. A volte si cambia dopo l’essere stati esposti a quella persona e si vede magari delle bellezza in quel viso e quel corpo, in quella devianza dai canoni, a cui prima si dava importanza. Può essere una parte dell’evoluzione, della neocorteccia, la bellezza tipica potrebbe essere più immediata anche se per dire a me Belen non dice proprio nulla e altre con tratti meno “regolari” sì. Ma ovviamente altre bellezze tipicamente attraenti (dico tipiche per capirci, non che voglia fare come nel blog di Dave Futrelle, che mi sta simpatico ma usano molto “convenzionalmente attraente”) non mi dispiacciono, e andiamo quindi di Jessica Alba, De vito e via elencando.
        Too long don’t read, alias Conclusione: Che vengano anche da influenze sociali, che si mescolano a pulsioni biologiche, non vuol dire che alcuna persona sia tenuta a cambiare nulla nè a ricevere pressione in tal senso.
        Sull’accettazione dell’obesità, credo che la campagna sia solo contro il bullismo e l’insulto facile all’obeso, non che la grave obesità vada considerata sana, ma che un parziale sovrappeso può dipendere dal metabolismo e non sia insano.
        Quello è uno strawman della Manosfera contro il femminismo, per dire “ah le donne devono piacere grasse e pelose e a noi poveri maschi bianchi chi ci pensa, se non siamo un 8 e muscolosi le donne non ci guardano, se non abbiamo il portafogli!”

      • Paolo ha detto:

        non parlarmi della manofera, sai benissimo che io difendo sempre il diritto delle donne di schifare uomini obesi o tropo magrolini e preferire nel loro letto uomini muscolosi (e io sono magrolino quindi vado contro il mio interesse), una donna ha diritto ai suoi gusti estetici come li ha un uomo che ha abche lui il diritto di non gradire donne grasse o scheletruche (senza offendere ecc..ma se ti dico non sono attratto da te non ti sto offendendo), ci sono minoranze che apprezzano persone brutte (e io spero di trovare una bella donna che apprezzi il mio fisico magrolino ma se così non fosse lo accetterò) ma le maggioranze sono attratte dal bello è così va accettato e ribadisco quel che ho detto sui gusti. Ci saranno donne che trovano sexy De Vito e uomini che trovano sexy Kathy Bates, i brutti e le brutte mica sono tutti/e single ma trattasi di minoranze (legittime) e va accettato
        puoi mettermi davanti l’immagine di una persona obesa grave o di kathy bates per duemila volte al giorno tutti i giorni io non la troverò mai attraente continuerò a preferire eva green,margot robbie, clizia fornasier o scarlett johansson, sono miei gusti innati. Un tratto del viso leggermente irregolare (senza sembrare un Picasso) può essere attraente, un difetto fisico su un corpo generalmente bello può certo essere attraente (mi viene in mente una famosa e bella modella affetta da vitiligine), se scarlett johansson avesse il naso aquilino sarebbe comunque attraente, se margot robbie avesse una gamba due centimetri più corta dell’altra sarebbe comunque attraente, se michael fassbender avesse un leggero strabismo o le gambe leggermete storte sarebbe comunque belloccio, ma appunto trattasi di imperfezioni su visi e corpi generalmente belli che non inficiano la bellezza fisica anzi la rendono particolare, se invece sei obeso o scheletrico resti non attraente (in linea di massima salvo minoranze) anche se hai il naso alla francese, tutti i capelli in testa, occhi perfetti o le gambe diritte, va accettato: un uomo non alto e calvo può essere bello se ha un bel viso e un bel fisico ma se è anche obeso non è bello (come con la depilazione: se scarlett johansson ha un po’ di cellulite e le gambe pelose resta bella perchè è nata così, mentre anna mazzamauro pure depilata a perfezione resta anna mazzamauro); ripeto il mio discorso vale per uomini e donne e i gusti estetici sono insindacabili e innati. E una donna attratta dagli uomini belli e un uomo attratto dalle belle donne non sono superficiali nè condizionati hanno gusti legittimi come quelli di chi è attratto dalla bruttezza

      • Antome ha detto:

        Ancora più stringato, la fame è biologica come pulsione, ma il cibo, i sapori che si apprezzano, le loro varianti hanno componente culturale, anche se si tendono ad apprezzare grassi e zuccheri, il dolce, alcune consistenze più di altre, ma le varianti sono moltissime.
        Esempio che non vuole paragonare donne al cibo eh, o se fosse hey varrebbe anche con gli uomini come cibo e il resto degli orientamenti, ca va sans dire, rien ne va plus… no questo era un altro 🙂

      • Paolo ha detto:

        cibo e gusti sessuali estetici sono cose diverse e non vanno paragonati, e io parlo sempre di uomini e donne non solo di donne

    • Antome ha detto:

      “esercita un’influenza ma che non è da ritenersi responsabile ti contraddici” non vuole essere una provocazione, ma non vedo contraddizione. Se pochi coglioni si fanno ispirare da Gomorra o i Casamonica dal Padrino, non è colpa nè responsabilità di Saviano o di Coppola.

  2. IDA ha detto:

    Se uno pensa di essere un artista, cosa del tutto lecito pensarlo, anche nel caso in cui non corrisponda al vero. Non può pretendere di essere apprezzato da tutti, ci sarà sempre chi lo critica. Se uno ha paura delle critiche e dei giudizi degli altri, fa bene a non fare l’artista, può fare sempre un lavoro socialmente utile.
    Se uno pensa di essere un artista deve essere in grado di confutare quello che scrive, il messaggio che veicola.
    Notare bene non ha difeso il suo testo, ma ha offeso chi lo critica, non ha difeso i suo testo perché non è difendibile.
    Oggi ci troviamo di fronte a tanti piccoli Boris Vian, con la differenza che Boris Vian era un artista e loro sono artisti nel nascondere la loro miseria nell’arte.
    A me sinceramente mi hanno stancato queste persone, che si nascondono sempre dietro la satira e l’arte e non si assumono mai la responsabilità di quello che fanno e dicono.

  3. Irene ha detto:

    E non si può neanche dire che è solo una canzone che non c’entra niente con la personalità del cantante, a giudicare dalle sue reazioni. Tra l’altro, se lui reagisce in questo modo, i suoi fans si sentono legittimati a fare lo stesso. Tenendo in conto anche questo, stiamo parlando di uno che commette reati di istigazione alla violenza, non di un cantante che può piacere o meno. E la madre lo difende. Non manca proprio niente al quadro patriarcale dell’uomo violento.

    • Davi ha detto:

      istigazione alla violenza?! ti rendi conto, vero, che sei analoga ad un cristiano integralista che vuole vietare preservativi e “manifesti LGBT” perché “istigano alla fornicazione e al sesso contronatura”?
      quindi secondo voi Skioffi istiga ad uccidere donne?
      e gli Iron Maiden con pezzi come “Bring your daughter to the slaughter” istigano a sacrificare le figlie nei macelli? o i NWA istigavano al “razzismo contro i bianchi”?

      Cioè ma siete davvero convinte di queste banalità?!

      state facendo una pessima figura. Ma non dico altro. La violenza contro le donne non si “cura” facendo battaglie censorie contro film, musica o che altro. il germe della violenza è già insito nell’essere umano. Semplicemente un artista sceglie di trattare certi temi, e di usare anche toni scandalosi. Va anche accettato. Se non vi piace ascoltatevi Baglioni o qualsiasi altro artista canti solo di canzoni d’amore. Ci sono musicisti che di cantare di amore idilliaco non frega proprio niente e trattano temi morbosi e controversi. è quello che li differenzia dalla musica pop. va accettato. e battaglie censorie le fanno i puritani, non chi rivendica, per sé, il diritto alla libertà di espressione.

      • Prova con qualcosa di più originale. Lo ha già scritto Paolo.

      • IDA ha detto:

        Da quando la satira, la musica è esente da giudizi e da critiche? Perché non so se ti sei accorto non si stà parlando di censura ma di giudizi, non di leggi speciali ma di critiche su alcuni testi e la sua rappresentazione.
        Io volete difendere come paladino delle libertà, bene io rivendico il diritto alla critica e di mandarlo in culo. Ok!
        Non si può criticare non si può esprimere giudizi negativi perché altrimenti è censura? No!! Siete voi che volete impedire la critica, il giudizio sull’operato e quindi in nome di una libertà attuate forme censorie, volete silenziare chi dissente in nome di una presunta libertà?
        Il signorino in questione è stato criticato per quello che dice, ma come ha risposto alle critiche ricevute? Ha risposto argomentando la sua posizione o offendendo chi lo ha criticato?.. Non è un comportamento da biasimare il suo? No! Chi lo critica è un criminale è da condannare e da biasimare. La sua è libertà….
        Istigazione alla violenza? Io quando ho letto le sue risposte, mi è venuta voglia di tirarli una pedata nei coglioni, forse due.. Se non è istigazione alla violenza questa?

      • Paolo ha detto:

        preciso che a me di Skioffi noin frega nulla, non sono un suo fan, le sue canzoni fanno schifo come quasi tutto il rap e il modo in cui ha risposto alle critiche lo qualifica come un individuo profondamente immaturo per usare un eufemismo.
        Io ho semplicemente parlato di cinema. E certo che si può criticare ma si può fare anche la critica della critica. comunque se affermi che una data opera artistica istiga alla violenza o la fomenta è implicito che vuoi proibire la fruizione di quell’opera altrimenti è un controsenso, perchè dovresti volere che un’opera che ritieni pericolosa e fomentatrice di violenza resti in circolazione? Affermare “questo film/romanzo/fumetto fomenta la violenza ma non voglio la censura” è una grossa contraddizione in termini

      • Non lo affermo io. Né tantomeno me lo ha confidato qualche divinità. Ci sono studi, ricerche, anni e anni di dati raccolti.

      • Paolo ha detto:

        il cinema non fomenta la violenza, chi lo sostiene è un bigotto anche se ha le migliori intenzioni, i dovieti ai minori sono più che sufficienti non ne servono altri. Io non credo a quegli studi

      • Nessuno ti chiede di “credere”, Paolo. Non è di “fede” che stiamo parlando. I religiosi “credono”, i ricercatori invece fanno ipotesi e poi le testano.

      • Paolo ha detto:

        se questi ricercatori pensano che gli horror splatter ti rendano insensibile alla violenza io non mi fido dei loro metodi perchè le conclusioni sono sbagliate.(e comunque se certi atttiviti del “fat positive” arrivano a negare che essere obesi faccia male alla salute cioè negano tonnellate di ricerche mediche ultra-confermate, non vedo perchè io non possa dubitare di certe “ricerche” su una materia molto più aleatoria della medicina)

      • Quello che tu e Davi non riuscite a comprendere è che nessuno ne fa una questione di categorie. Non è vero, come sostiene Davi, ad esempio, che tutta la musica rap può essere imputata di veicolare contenuti sessisti che romanzano o giustificano la violenza contro le donne. L’horror può essere addirittura femminista, come dimostra il romanzo Ring di Kōji Suzuki. Inoltre, vi riesce difficile comprendere che c’è una sostanziale differenza tra trattare il tema violenza e trattarlo in modo da giustificare, “naturalizzare” o rendere accattivante l’aggressività maschile.
        Inoltre, abbiamo discusso più volte di body-positivity qui, e anche su questo argomento sei tu che non riesci comprendere che difendere il diritto delle persone sovrappeso di non subire bullismo non ha nulla a che spartire con l’attenzione alla salute.

      • Paolo ha detto:

        ti ho detto che il modo in cui Skioffi racconta la violenza misogina può essere considerato giustificatorio (anche se non pretendo che sia l’unica interpretazione possibile), mentre il modo in cui la raccontano King e Tarantino non è giustificatorio (eppure c’è chi lo trova tale io non sono d’accordo con la loro interpretazione ma c’è) quindi la differenza tra il cosa si racconta e il come mi è chiara.
        Cime sai io sono molto perplesso dal cosiddetto body positive, la lotta al bullismo mi vede cocode ma in nome di qesta causa giusta ci sono attivisti body positive che no solo negano che esista la bellezza fisica (“all bodies are beautiful” è una gran cavolata, si deve accettare che ci sono uomini e donne pià belli fisicamente di altri e che vanno tutti rispettati senza far credere ai brutti che sono belli) ma arrivano anche a minimizzare i rischi per la salute legati all’obesità (sul web ci sono un sacco di “testimoniaze” digente che dice “mia nonna/o era obeso/a ed è morto a novant’anni” come se il caso del nonno/a provasse che essere obesi non fa male alla salute, allora pure Camilleri fuma come un turco ed è arrivato quasi a cent’anni ma fumare fa male lo stesso)

      • Sei perplesso perché? Perché sei preoccupato per i problemi di salute delle persone sovrappeso? Abbiamo discusso anche di questo, e del fatto che anche il bullismo ha effetti negativi sulla salute delle persone.

      • Paolo ha detto:

        sonio preoccupato del fatto che si dicono bugie (in cui in realtà non crede nessuno) come “all boidies are beautiful” che servono solo a illudere la gente fisicamente brutta di avere un bel corpo quando oggettivamente non ce l’ha invece bisogna insegnare che per rispettare qualcuno non occorre trovarlo bello fisicamente, va insegnato che tutti belli e brutti abbiamo il diritto di scoprirci e vestirci come vogliamo ma va insegnato anche ad accettare che esistono persone vere con un corpo più bello del nostro non è una colpa o un merito è solo la realtà, bisigna anche insegnare a uomini e donne che se qualcuno non è attratto dal tuo fisico e perciò rifiuta di fare sesso con te sta esercitando una legittima preferenza non ti sta insultando. All bodies are beautiful è una falsità, c’è chi ha un bel fisco e chi no, e i corpi decrepiti, obesi o scheletrici, anche se attraggono qualcuno, non sono belli nè attraenti in linea di massima (anche tralasciando la questione salute) vanno rispettati ma senza negare la realtà vale per uomini e donne

      • “sono preoccupato del fatto che si dicono bugie (in cui in realtà non crede nessuno) come “all boidies are beautiful” che servono solo a illudere la gente fisicamente brutta di avere un bel corpo quando oggettivamente non ce l’ha”: e la salute che fine ha fatto? E chi lo decide chi è bello e chi non lo è?
        Guardati questo e ripensaci: https://www.youtube.com/watch?v=NIh-VF49sO4

      • Paolo ha detto:

        la salute che fine ha fatto? La saute c’è sempre (essere obesi fa male come l’essere scheletrici e il fatto che ci siano obesi che dicono di essere sani non cambia questa realtà confermata dai medici) ma insisto che al di là di questo propagandare che “all bodies are beautiful” è falso perchè sappiamo tutti che esistono uomini e donne con un corpo e un viso più bello di altri/e ed è una realtà da accettare, perchè danny de vito è brutto e michael fassbender è bello, danny de vito non va bullizzato o maltrattato ma non bisogna dirgli che è bello se non lo è perchè si dcev una balla oggettivamente è una balla! C’è un gusto maggioritario che dice Fassbender è più bello, va accettato, ci sono coroi belli e coroi brutti, chi ha un corpo brutto non va maltrattato (a maggior ragione se è un ragazzino) ma non possiamo cancellare la bellezza fisica, c’è una minoranza di persone attratta dai fisicamete brutti ma questo non cancella che chi ha un bel corpo (snello non scheletrico o formoso armonioso non obeso) attrae di più. E anche il fatto che nei Paesi i cui si muore di fame gli obesi siano considerati belli non cambia ciò che ho detto: in circostanze normali i cori obesi o scheletrici non sono belli, nessuno va bullizzato ma dire all bodies are beautuful è una menzogna e metire non aiuta le vittime di bullismo, ciò che bisogna insegnare per combattere il bullismo l’ho già scritto e “all bodies are beautuful” non serve (serve solo a fare qualche video musicale, forse)

      • Mi piacerebbe sapere chi compila la lista dei veramente belli e quella dei brutti. E anche cosa ti fa pensare che le campagne contro il bullismo ispirate alla body positivity non siano efficaci.

      • Paolo ha detto:

        non c’è nessuna lista (le riviste patinate ogni tanto fanno la lista dei dieci uomini/dnne più hot ma lasciamo stare) lo dice il desiderio, il gusto maggioritario di uomini e donne, lo dice il fatto che se in un film serve un belloccio/una belloccia (che deve saper recitare ma anche avere un fisico attraente perchè il tipo di personaggionlo richiede) prendono uno/a che ha un certo fisico e non un altro, per fare 007 hanno preso Daniel Craig non Danny De Vito, Danny De Vito fa altri ruoli come li fa Kathy Bates ed è giusto così. Nulla toglie alla minoranza che trova sexy De Vito, Bates o Anna Mazzamauro ma resta il fatto che in linea di massima non lo sono; Luca Agentero può non piacere a te ma è bello e sexy per la maggioranza delle donne; non solo ma anche per questo lo prendono per fare certi personaggi e non altri, è giusto così.
        Sul bullismo ribadisco quanto ho detto

      • IDA ha detto:

        Paolo…Nell’articolo di Giulia Mengolini, non c’è nulla di censorio o di intimidatorio.
        https://www.letteradonna.it/it/articoli/fatti/2018/10/23/skioffi-yolandi-testo-femminicidio/26934/
        Ricordo che l’apologia e l’istigazione sono un reato, (istigazione all’omicidio, istigazione al suicidio, istigazione all’odio di classe, raziale, religioso ecc.) Se voleva la censura bastava fare una querela e non un articolo. Allora non eravamo ne io ne te a stabilire se è istigazione oppure no, ma un giudice.
        Un film degli anni 90, che si intitolava: “Come sono buoni i ricchi”, era un film divertente e ironico, dove uccidevano i ricchi e li cucinavano per i ristoranti dei ricchi. È stato ritirato dalla distribuzione, per istigazione all’odio di classe, qualcuno non ha scritto articoli sui giornali e creato un dibattito. NO! È andato dal giudice e il giudice li ha dato ragione.

      • Paolo ha detto:

        Ida, il film era “come sono buoni i bianchi” ed è stato sbagliato censurarlo. io non ce l’avevo con l’articolo di mengolini,ho detto che su Skioffi sono pure d’accordo. io mi riferivo all’approccio generale su queste questioni, approccio che non condivido. E’ concesso non condividere le critiche sociologiche che si fanno ai film violenti o devo approvarle per forza?

      • IDA ha detto:

        “come sono buoni i bianchi” è di Marco Ferreri, quello che dico io era inglese, più o meno dello stesso periodo.
        Comunque, quello che volevo dire è, se uno vuole censurare una canzone, un libro, un film, non scrive articoli sui giornali, non apre un dibattito pubblico, ma va dal giudice.

      • Paolo ha detto:

        il film di ferreri come sono i buoni i bianchi non istiga alla violenza e neanche la stragrande maggioranza dei fiom violenti, horror, ecc.. istiga alla violenza.

      • Paolo ha detto:

        all bodies are beautiful non funziona contro il bullismo perchè prima di tutto è falso, non corrisponde ala realtà e poi instilla l’idea che per avere rispetto o rispettarsi bisogna per forza essere o credere di essere fisicamente belli. Peccato che belli non lo siamo tutti, io dico che voler essere considerati belli per forza è deleterio anche perchè la gente più bella e attraente fisicamente di noi esiste, esisterà sempre e dobbiamo accettarlo, bisogna accettare la realtà e pretendere rispetto a prescindere dal fatto che abbiano un bel fisico oppure no.ma attenzione se una persona (che ci pace) ci rifiuta sessualmente perchè il nostro aspetto fisico non le piace Non è mancaza di rispetto ma gusto legittimo e se il gusto della persona in questione corrisponde al gusto maggioritario è legittimo comunque e dobbiano acettarlo: esiste gente fisicamente più bella e attraente di altra, non è giusto non è sbagliato, è solo la realtà

      • La realtà, Paolo, è che l’idea di “bello” come di “brutto” è un prodotto della cultura, non un’ideale immutabile nel tempo insito nei geni umani. Ne abbiamo discusso tante volte, ti ho portato una marea di esempi, ma non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire.

      • Paolo ha detto:

        in occidente dai bronzi di riace in poi l’ideale di bellezza maschile è rimasto quello più o meno, e anche la bellezza femminile è cambiata meno di quanto si crede, le donne formose armoniose alla laura brioschi sono belle oggi come ieri, e anche le donne snelle non scheleriche sono belle da sempre. Una persona uomo o donna che sia, obesa grave non è bella se non nei paesi in cui si muore di fame quindi in situazioni eccezionali e non auspicabili. La bellezza fisica maschile e femminile fatta di armonia e proporzioni snello non scheletrico o formoso armonioso non obeso è oggettiva, (poi se a te personalmente piacciono i grassoni alla Adinolfi de gustibus ma non è il gusto maggioritario e va accettato, io sono molto esile non sono attraente per la maggioranza e accetto di non esserlo, spero di trovare una donna fisicamente attraente che mi trovi attraente ma se non sarà così lo accetto, una donna così come un uomo ha diritto di avere gusti e preferenze non solo ma anche riguardo all’aspetto fisico del partner e questi gusti maggioritari o minoritari vano rispettati).
        Ripeto: un attore brutto James Bond non lo farà mai (se non nelle parodie), un attore oggettivamente bello ed è giusto che non lo faccia, è un dato oggettivo da accettare. non cambierò mai idea su questo

      • Antome ha detto:

        Forse hai ragione e i casi sono due, chi trova belli i brutti, i casi sono tre
        1)E’ geneticamente predisposto a trovarli belli, e si tratterebbe di eccezioni riguardanti quasi 1/4 della popolazione.
        2)Se sta a accontentà
        3)E’ attratto dalla personalità ma ne riconosce la bruttezza.

      • Antome ha detto:

        Il mio ultimo post era ironico :).

  4. Pingback: Musica e misoginia – #tuconme contro le discriminazioni e le violenze sessiste

  5. Paolo ha detto:

    sul piano filosofico per me non esiste differenza alcuna tra chi pensa che Deadpool inciti al sesso anale e chi crede che i film horror o d’azione rendano insensibili rispetto alla violenza o la fomentino. Si tratta di due forme di bigottismo e stupidità che combatterò con ogni fibra del mioessere fino a quando avrò vita e non cambierò mai idea quindi non rispondetemi perchè io disprezzo tanto gli evangelici quanto chi dice che i film fomentano la violenza tanto gli uni quanto gli altri sono nemici della libertà e vanno distrutti (metaforicamente) senza alcun riguardo. La parola “disprezzo” è forte a rappresenta pienamente ciò che provo e ripeto: la mia idea non cambierà neanche se tutto il mondo mi desse torto

    • Si certo, mettiamo la ricerca e la religione sullo stesso piano. È perfettamente in linea con questi tempi.

    • La differenza, caro Paolo, sta a monte, perché se il sesso consensuale, praticato in modo responsabile da persone felici di praticarlo, non crea danno ad alcuno, ma indispettisce quella componente della società che ama esercitare il controllo sulle vite degli altri, mentre la violenza sulle donne è una piaga che fa soffrire il 35% delle donne del mondo (http://www.ansa.it/sito/notizie/speciali/2012/04/27/Oms-violenza-su-un-terzo-donne-mondo_8d07b0f0-8690-11e3-9bb0-7333a5a34056.html). Per non parlare dell’influenza che il fenomeno ha sulla qualità della vita di tutte le donne, nessuna esclusa. Cosa che ovviamente non ti riguarda, ergo ritieni stupido che tanta gente perda tempo a studiare e poi a scrivere di certe cose.

      • Paolo ha detto:

        no, non far finta di non capire: la violenza sulle donne è una piaga e io non l’ho mai messo in dubbio ma scrivere cavolate sulla “pessima influenza” dei film violenti non aiuterà neanche una delle donne vittime di violenza, è del tutto inutile. La violenza misogina si batte in altri modi non facendo le pulci alle scene violente dei film che non fomentano alcuna violenza. Si batte semmai con l’educazione sentimentale e sessuale nelle scuole
        Per quanto riguarda film e telefilm i divieti ai minori sono più che sufficienti, non servono altre proibizioni

      • Tu non far finta di non capire cosa ho scritto: vuoi mettere i fanatici religiosi sullo stesso piano della ricerca scientifica?
        Fallo, se questo ti rende più sereno e in pace con te stesso. Ma è un tuo bisogno, quello di credere a dispetto dei dati concreti che confutano le tue certezze. Ed è il tuo bisogno di credere, al di là delle evidenze che suggeriscono l’esatto contrario di ciò che vuoi credere, a rendere te più simile ad un religioso di quanto io lo sarò mai.

  6. Davi ha detto:

    rock, metal, punk e rap hanno sempre trattato temi scomodi e scioccanti, anche fine a se stessi.

    sono articoli come questi (simili agli stessi articoli fatti uscire dai censori cristiani che fanno le crociate contro artisti come Manson) che rendono le femministe invise a tutti. e che state ostacolando la libertà di espressione, anche su ciò che a voi non piace, è vero.
    come a dire che la musica dovrebbe parlare solo di “belle cose”, sole-cuore-amore, sennò è da degenerati

    non ti piace? non te lo ascolti
    ma non vietare agli altri di farlo.
    e no, chi ascolta rap ecc. non è necessariamente un assassino o uno stupratore.

    quindi secondo voi i rapper dovrebbero parlare solo di “belle cose” (ovvero cose che lusingano le femministe) sennò incitano agli omicidi. sì, come no

    da persona che ascolta musica ed è a favore della libertà di espressione,oltre che di film horror ecc. ti dico onestamente che non state facendo una bella figura con articoli di questo genere. passate per censore e moraliste. Esattamente come altra gente che vuole vietare cose che “a loro non piacciono”

    • Mi spiace, non sono articoli come questi che rendono invise le femministe: le femministe sono sempre state invise, per il semplice motivo di essere femministe: https://www.focus.it/cultura/curiosita/cartoline-che-deridono-le-suffraggette-del-900
      Non c’è modo di essere femminista e nel contempo suscitare le simpatie di chi vorrebbe continuare a vivere nel medesimo mondo nel quale è abituato a vivere e nel quale si trova tanto bene.
      Vedi, questo articolo non impedisce a nessuno di ascoltare ciò che vuole, non ne ha il potere, e, per quanto difficile possa essere per te comprenderlo, il diritto di critica è una delle forme che assume la libertà di espressione.

  7. Davi ha detto:

    tra l’altro ignorate veramente cosa sia la musica Rap.

    Il Rap è sempre stato violento, provocatorio, scandaloso. ed è giusto che sia così. perché c’è il diritto di rappresentare la realtà che si è vista, vissuta o che si vede con toni violenti ed esagerati. Non è che tutti “vivono tra sole-cuore-amore”

    se Skioffi vi sembra “shoccante”, evidentemente non conoscete artisti molto più violenti VERBALMENTE, E SOLO VERBALMENTE, di lui.
    perché il punto da capire è questo qui: gli artisti provocatori lo sono solo verbalmente (raramente nella vita vera, anche se alcuni rapper sono morti uccisi da altri rapper) la FINZIONE dello spettacolo, della musica, è una cosa, la realtà è un’altra

    Anzi, probabilmente parlereste di “razzismo contro i bianchi”. in linea poi con quello che si legge sui siti dei fascisti bianchi e cristiani che boicottano la musica rap perché “offensiva verso noi bianchi”
    Per voi è “offensiva verso le donne”. con tutto che il 98% di chi fa omicidi contro le donne neanche sa cosa sia il rap. o il rock.

    Non dico altro. state facendo una pessima figura, e non solo tra gli uomini, ma tra le stesse donne che sanno capire che differenza ci sia tra una forma di spettacolo violento fittizio e la realtà. Non mi stupisco che vi si paragoni ai censori cristiani che vogliono vietare “propaganda LGBTQ” o musica rock.

    • Tre commenti ripetendo la stessa cosa: “state facendo una brutta figura”.

      • Davi ha detto:

        sì, e te lo ripeto, state facendo una pessima figura. La figura delle moraliste benpensanti.
        questo tipo di critiche contro la musica e i concerti le fanno anche gli invasati integralisti cristiani che chiedono petizioni per bloccare i concerti di artisti come Manson. A detta loro “istigano al peccato, istigano al gender” e deliri simili. Per te\voi Skioffi e simili istigano alla violenza contro le donne. Con tutto che né Skioffi né altri rapper hanno commesso femminicidi (e neanche i loro fans). che poi un singolo rapper o rocker abbia commesso qualche crimine è noto (alcuni sono morti ammazzati da concorrenti) ma venire a denigrare un intero mondo musicale solo perché a te dà fastidio e ti dà fastidio perché sei convinta che “sulle donne non si dovrebbe mai dire niente di male” ce ne passa.

        Ti ho argomentato, musiche come il Rap, il Metal, il Rock, il Punk nei loro tanti sottogeneri, NASCONO come musiche di protesta, di sfottò, di ribellione, di provocazione, di scandalo, di bestemmia, di rivolta contro valori catto-borghesi, ed è giusto così. in questo tipo di musiche ci trovi di tutto, dal porno all’horror, dalla misoginia alla misandria (c’è anche quella, dai uno sguardo alla scena Riot Punk, i riferimenti alla castrazione sono continui) dal razzismo “al contrario” alla transessualità, c’è di tutto.

        Si analizzano i lati oscuri dell’essere umano, c’è anche tanto cinismo e humour nero.
        Ti danno fastidio? ascolta Baglioni o Tiziano Ferro, che ci trovi solo canzoni d’amore belle ed edificanti (del tutto irreali, visto che la realtà è un’altra cosa). Far notare che il rap è misogino è far notare l’acqua calda. E se ti danno fastidio i rapper maschi, puoi sempre sentire le femmine (ce ne sono, tipo Missy Elliott).

        Perché rap e musiche analoghe sono estreme? perché si basano sul discorso dello shock, dello scandalo, fine a se stesso, ma anche no, anche a scopo di ribellione contro il moralismo catto-borghese.

        la differenza che passa dal pop è proprio questa qui. che nel pop non ci trovi temi come il suicidio, la violenza, la morte, nel metal, nel rap, nel rock sì.

        Vi rendete ridicole e bacchettone con articoli come questi (che sono simili a quelli scritti da moralisti cristiani e te lo sta facendo notare anche il commentatore Paolo) che sono analoghi anche ad articoli dove si vorrebbe censurare o limitare i film horror o porno perché “istigano alla violenza”. Come “prova” si riportano figure di serial killer che avevano in casa dvd porno e horror. sì, ma guarda caso il 98% degli assassini che ha commesso il femminicidio, non sapeva neanche che esisteva!

        difatti guardare un film dell’orrore e ascoltare rap non rende stupratori e assassini.
        se mi guardo “Hellraiser” dove c’è gente appesa per i ganci, non divento sadomasochista, se a monte non sono predisposto a diventarlo, per esperienze traumatiche infantili.
        ti fa comodo pensarlo, trovare il capro espiatorio. perché altrimenti non ti sai spiegare perché un maschio possa essere spinto dal desiderio di stuprare o ammazzare.

        come quei genitori che per trovare il capro espiatorio, alla sparatoria delle Columbine, hanno dato la colpa a Manson. ovviamente farsi l’analisi e prendersi le proprie responsabilità, no, è troppo difficile, meglio trovare il capro espiatorio di turno, il musicista trasgressivo (Skioffi, Manson), spesso animato da mera provocazione o da humour nero, piuttosto che ammettere l’ovvio, ovvero che l’essere umano è violento a prescindere.

        Per cui sì, state facendo una pessima figura. Nel senso, vi avvicinate pericolosamente a quei gruppi censori e moralisti religiosi. Per questo tanti parlano di “femminismo integralista e bacchettone”.

        Che tu non capisca che Skioffi ha semplicemente narrato una storia fittizia, violenta, disturbante, al pari di uno scrittore\regista horror o splatter, (o non penserai che allora “Shining” istiga al femminicidio, perché Jack Nicholson cerca di ammazzare Wendy?!) è evidente. Allora secondo te bisognerebbe parlare solo di cose belle e romantiche, altrimenti se qualcuno, uomo o donna (ci sono anche donne a parlare di cose violente, morbose, sai, ti potrei citare la Santacroce che nei suoi primi libri ne ha scritte di cose shoccanti) parla del male, del morboso, “sta istigando” ed è lui il colpevole se un domani qualcuno fa una strage.

        State accusando un musicista di istigare alla violenza, così non è perché fino a prova contraria il signor Skioffi non ha picchiato né ammazzato alcuna donna. E lo state sottoponendo ad un processo inquisitorio.

        Dovresti fartene una ragione, l’essere umano ha in sé anche istinti di morte e di distruzione, c’è gente\artisti che scelgono di parlarne, anche come auto-terapia. Forse è questo che ti sfugge nella tua condanna alla musica “cattiva”. Un po’ come gli articoli di integralisti religiosi, che ci fanno sapere che “David Bowie istiga a diventare omosessuali e transessuali”. assurdo… (ma gli integralisti in questione ne sono davvero convinti…) come è altrettanto assurdo che qualcuna stia pensando che Skioffi istighi a commettere omicidi. (ma a questo punto anche tutto l’horror istiga a commettere omicidi, a diventare licantropi e vampiri, a girarsene con un machete a smembrare teen agers in campeggio… no?)

        sono articoli come questo che fanno capire perché ormai la gente evita il termine “femminista” come la peste.

      • Vedi, non hai capito niente di quello che ho scritto. Skioffi non ha narrato niente di “disturbante”, ha raccontato quello che ci raccontano sempre quando qualcuno uccide la moglie, la fidanzata, la ex. Il problema è proprio che Skioffi non si ribella, ma nel vecchio e oppressivo patriarcato ci sguazza come un’oca giuliva.
        Il problema non è parlare di violenza, il problema non è neanche la focalizzazione interna in quanto tecnica, il problema è che quella canzone trasuda colpevolizzazione della vittima e ci propina tutti i più beceri stereotipi, compreso il masochismo femminile.
        Il problema è che la canzone è vecchia, vecchia, vecchia, ed io, che sono molto più vecchia di te, sono stanca di vedermi propinati sempre gli stessi contenuti, per di più spacciati per rivoluzionari.
        Vivi nella convinzione di essere un rivoluzionario, ma sei vecchio, sei sorpassato.

      • Se l’essere umano ha in sé istinti di morte e distruzione, perché gli assassini hanno tutti un sesso soltanto? Le donne non sono forse esseri umani? Hai parlato di Columbine. Lo sai che praticamente tutti i mass-shooter statunitensi sono maschi? Come te lo spieghi?

      • Paolo ha detto:

        “Se l’essere umano ha in sé istinti di morte e distruzione, perché gli assassini hanno tutti un sesso soltanto? ”

        veramente è provato che gli istinti di morte ce li hanno in misura minore forse anche le donne, donne assassine e capaci di delitti efferati sono poche rispetto ai maschi ma ci sono eccome (è notizia di oggi quella dell’infermiera che ha avvelenato i figli e poi si è suicidata lasciando anche lunghe lettere in cui afferma di aver pre-meditato tutto), certo all’interno della minoranza delle persone che commettono assassinii le donne assassine sono meno degli uomini assassini ma ci sono, anche nei mass shooting che avvengono in america mi viene in mente solo la tizia che sparò alla sede di youtube in california e quell’altra che ha fatto la strage di San Bernardino assieme al marito (entrambi islamici radicalizzati), ilresto degli autori di mass shooting soni maschi è vero, ma affermare che tutti gli assassini sino di sesso maschile è falso (semmai la maggioranza numerica all’interno della minoranza di persone che uccidono ma non sono la totalità)

      • Paolo ha detto:

        infatti ho scritto che sono POCHE, l’ho scritto e l’ho riscritto! Leggi bene i miei post. Le statistiche sul fatto che la grande maggioranza degli autori di sparatorie di massa sono maschi non le ho MAI messe in discussione! Mai.

      • Foxtrot ha detto:

        “perché gli assassini hanno tutti un sesso soltanto?”

        Come darti torto?
        In effetti non possiamo affermare di essere sommersi di notizie che riguardino assassini ermafroditi…

      • 🙂 Questa era carina.

      • Antome ha detto:

        Perchè siamo bombardati di testosterone che ci rende cattivi e aggressivi è tutto genetico come le preferenze cari miei ;D. E anche il Qi, che per dimostrare che non siamo di parte accettiamo che asiatici ed ebrei Ashkenazi lo hanno maggiore del nostro, chissà perchè i filippini minore, ma no, è evidente che sia una razza completamente diversa dai cinesi, no ^_^?
        In base a questo discorso noi realisti razziali dovremmo consegnarci armi e bagagli a cinesi e ashkenazi? I miei camerati mi hanno spiegato di no, eppure io ero pronto, mi hanno spiegato che questo vale solo per i neri, solo per loro giustifica l’oppressione, ma non per noi ariani nei confronti di cinesi ed ebrei.
        Infatti abbiamo parametri ben più bilanciati, diciamocelo, spendereste mai i punti in un gioco di ruolo per creare un personaggio tutta potenza o tutta velocità, certo che no. Vedi che fila, se mi segui.
        Per questo motivo se gli afro sono più violenti di noi caucasici è un problema, ma non lo è o almeno i benefici superano i vantaggi anche se noi siamo più violenti delle femmine, ci serviva per cacciare il mammuth e fu evoluzionisticamente vincente, ed è [del]Dio, destino,[/del] ehm, genetica, ragazzi. e non citatemi Flynn che era un c uck al soldo dei marxisti culturali e dei massoni.
        Altresi non è un problema se noi siamo meno intelligenti dei cinesi. Lo so che può sembrare che tutto questo discorso sia su misura ed eccezione dell’uomo bianco, ma non fatevi ingannare.
        p.s comunisti, nn mi fate passare la parola c u ck, la verità brucia /s

  8. Davi ha detto:

    @ Ida: evidentemente ignori\ignorate che il Rap, per sua natura, è musica nata violenta, provocatrice, scandalosa, da realtà dei bassifondi, del ghetto. Da sempre il Rap usa toni violenti e oltraggiosi contro tutto e tutti, contro bianchi, contro gli stessi neri, contro le donne, contro i ricchi. c’è provocazione di tutti i tipi, nel rap, come anche nel rock, nel metal, nel punk.
    Ci sono bestemmie, c’è droga, ci sono storie violente di omicidi, di stupro, di vendetta.
    perché? perché il Rap, rock ecc. parlano di lati oscuri dell’essere umano. Non parlano di realtà idilliache, per quelle c’è la musica pop o la musica classica.

    Non capire questo, è segno di grande ignoranza musicale del genere. Eppure ne parlate.
    Quando non conoscete niente, del genere, a cominciare dai nomi storici del genere, per finire con i sottogeneri (la trap infatti è un sottogenere) state parlando di Rap, quando neanche conoscete che differenza passi da 2Pac ad Eminem? o parlando di stesso rap italiano? cosa conoscete? avete sentito neanche due canzoni di Skioffi e Fibra, e per voi quello sarebbe “tutto il rap italiano”?

    Il Rap “non deve cambiare” perché alle femministe “dà fastidio”. Ascoltate musica pop dolciastra, se non volete sentire termini come “bitch” o “asshole” (perché nel rap si parla male anche degli stessi uomini, ma questo voi non lo state evidenziando)

    Vi fa comodo inquisire Skioffi, che ha semplicemente narrato una vicenda a tinte horror, esattamente come fanno i registi horror. Necrofilia, stupro masochismo ecc. sono tutte cose VISTE E STRAVISTE in milioni di altri musicisti, registi, scrittori, da Stephen King a Buttgereit, da Joe d’Amato o Deodato fino alla Santacroce. allora, volete fare la guerra a centinaia di scrittori, scrittrici perché in storie FITTIZIE, caustiche che molto spesso si ispirano alla realtà, si parla di argomenti violenti e scabrosi? si parla di porno, di horror, di cannibalismo, di offese triviali?

    Prego, fate pure. Ma non lamentatevi se poi vi si dà delle moraliste e bacchettone. Vi sfugge che tali cose musicisti ecc. le fanno perché serve ad esprimere il lato oscuro che alberga dentro di noi e che può essere “trasmesso” in forma visibile, nella creazione artistica.

    Articoli come questi sono tali e quali a quelli scritti da religiosi che vogliono proibire perché a detta loro “istiga all’omosessualità” certi look, certi concerti, certa educazione sessuale.

    Secondo voi quindi rock, rap, ecc. nati per essere musiche ESTREME, paradossali, shoccanti, dovrebbero parlare di “cose belle e piacevoli”… altrimenti “istigano all’omicidio”.
    dovrebbero parlare “delle cose che piacciono alle femministe” sennò sono cose da debellare, da censurare, da limitare…

    veramente per ammazzare una donna non c’è bisogno di sentire il video di Skioffi, altrimenti ne dovremmo dedurre che non dovrebbero mai essere successi omicidi prima che il tale video in questione fosse stato creato. L’omicidio c’è da sempre, è un lato umano che va accettato, per quanto sgradevole. e dare la colpa degli omicidi ai musicisti, o chiunque faccia cultura estrema è davvero puerile.

    Skioffi non è responsabile se un domani qualcuno (che neanche conosce il rap) ammazza sua moglie. semplicemente tale qualcuno è un c*gl… che decide, volontariamente, di dare sfogo a pulsioni violente che avrebbe dovuto incanalare in altro modo.
    Dare la colpa a Skioffi per i comportamenti degenerati altrui è veramente puerile. Ma se vi serve per “dormire sonni tranquilli” dopo che avete trovato il vostro capro espiatorio perfetto, fate pure.

    • Non comprendi ciò che leggi.

      • Davi ha detto:

        no, comprendo quanto è palese. è un articolo che demonizza il rap, esattamente come articoli di bigotti religiosi demonizzano il rock, l’emo ecc. a detta loro “istigano al suicidio e all’omicidio”. il tuo articolo è pressoché identico. Intanto per correttezza, almeno pubblica i due link che ti ho messo, tanto per dimostrare che la vostra visione del rap è alquanto di parte (e non potrebbe essere altrimenti, come genere non lo conoscete). difatti nel rap si parla di tutto, si parla di sparare ai poliziotti, così come si parla di Gesù Cristo. e anche nei testi più hard è difficile che qualcuno li prenda “per seri”, si sa che è provocazione fine a se stessa. un ascoltatore equilibrato lo sa benissimo. non sapere queste cose, e non scriverle, è fare disinformazione. Poi però non lamentatevi se appassionati del rap considerano articoli come questo decisamente irritanti. è un po’ come leggere le analisi dei bigotti al “gender” oppure ai concerti di Manson o al movimento emo.

    • IDA ha detto:

      Behh.. Addirittura inquisito in cocco di mamma! La critica diventa inquisizione? Cosa doveva rispondere? Certo non doveva fare la vittima, se uno è capace di scrivere un testo e diffonderlo pubblicamente, si deve prendere la responsabilità di quello che ha scritto e non fare l’offeso se viene criticato. Non può pararsi dietro al presunto artista è cosa da ominicchi.
      Non è in discussione la musica rep, nessuno a fatto una critica musicale o musicologica, il rep o quello che è non c’entra nulla.
      Facile fare l’artista e offendere se criticato, quello che non volete capire che non è più importante il testo, ma la sua reazione che lo qualifica come ominicchio. Il giorno che dirà ad una poliziotta che lo ferma in un posto di blocco:
      “Vai via Succhiamy l’uccello e vai via” Quel giorno sarò solidale con lui, ma sono sicura che non accadrà mai.
      “Io ho una certa pratica del mondo. E quella che diciamo l’umanità, e ci riempiamo la bocca a dire umanità, bella parola piena di vento, la divido in cinque categorie: gli uomini, i mezz’uomini, gli ominicchi, i pigliainculo e i quaquaraquà”. (Il Giorno della Civetta- L.Sciascia)
      Se i quaquaraquà sono quelli che sguazzano nella melma, gli ominicchi, sono quelli che rendono piccolo questo paese. E sempre Sciascia diceva che aver a che fare con questa gente è pericoloso.

      • Davi ha detto:

        Veramente si scrive “Rap” non “rep”.

        e perché mai Skioffi o un rapper o qualsiasi altro musicista dovrebbe dire ad una poliziotta “succhiami l’uccello”?

        non avete ancora capito che SI RECITA UN PERSONAGGIO. finito il concerto, finito il post su facebook, finito il video, Skioffi (e milioni di altri artisti trasgressivi) SONO PERSONE NORMALI, educate, che non commettono crimini.

        Fate fatica a capire la distinzione tra realtà e fantasia, tra attitudine sopra le righe e persona matura che sa benissimo che “quando si gioca” è un conto (video, performance, intervista…) quando si vive nella realtà di tutti i giorni, un altro.

        Ripeto: lo avete fatto passare per un assassino femminicida pericolo sociale, a momenti qualcuna strillava di far intevenire le forze dell’ordine, si è etichettata la sua musica come “merda”, avete diffamato anche i suoi fans, criticando un qualcosa che non conoscete (ci sono stati fans che hanno scritto commenti lunghi un papiro per spiegare tante altre canzoni di Skioffi, tutta roba che non conoscete), come pensavi dovesse rispondervi? mandandovi i cioccolatini? ad un artista che sta da anni nell’underground secondo voi fa piacere venire criticato da gente che neanche sa scrivere “Rap” in maniera corretta e che fino all’altro ieri neanche lo conosceva? Ce li hai i requisiti per fare critiche e argomentazioni sensate, al Rap, a Skioffi, al prossimo musicista che metterete sotto accusa? Qui di gente esperta di Rap io non ne vedo. difatti sono io ad aver messo “i puntini sulle i”

      • “lo avete fatto passare per un assassino femminicida pericolo sociale, a momenti qualcuna strillava di far intevenire le forze dell’ordine”: ma quando mai? Questo è uno straw man: nessuno, a quanto mi risulta, ha accusato il rapper in questione di violenza contro le donne.

      • IDA ha detto:

        No! Distinzione tra realtà e personaggio?
        Chi ha risposto a Giulia Mengolini? Il personaggio o la persona reale gentile ed educata? Dove finisce il personaggio e dove ha inizio la persona reale? Ci sono professionisti che si occupano di queste cose e di queste persone.
        o scrivo rep perchè sono trasgressiva!

  9. Davi ha detto:

    che poi vi state lamentando che Skioffi ha reagito insultando le femministe; lo avete inquisito e lo avete fatto passare, da un giorno all’altro, come un criminale necrofilo stupratore e omicida (lui e i suoi fans), non avete mai sentito niente di lui (difatti non conoscete e non state citando altre sue canzoni, di lui avete visto solo “Yolandi”) e siete andate a beccare l’unica canzone che permetteva di gridare allo scandalo, con tutto che è una canzone che parla della realtà (e non il contrario, non è la realtà che si ispira alla fantasia…).
    Come ti aspettavi che rispondesse? mandandovi un mazzo di fiori? Almeno ci fosse stata, da parte vostra, una ricerca seria, andando a sentire altre canzoni (è un artista che ha sempre trattato temi sopra le righe), parlando con i fans ecc. no, lo avete messo sotto processo come capro espiatorio, gettandogli sulle spalle la colpa di omicidi fatti da altri (!) che manco conoscevano la sua musica. O quali prove avete che gli assassini che avete citato qui ascoltassero Skioffi, eh?

    Non siete neanche specialiste del rap, difatti non lo conoscete, state parlando di una realtà musicale che non conoscete e argomentate sempre con le solite banalità del “istiga alla violenza contro le donne”. Ovviamente che Skioffi stia raccontando una storia, dal punto di vista dell’omicida (SENZA CHE LUI COME PERSONA LO STIA) esattamente come scrittori horror parlano di vampiri, licantropi ecc (senza che loro lo siano..) non è qualcosa che potete capire. A questo punto tutto istiga alla violenza, dal Macbeth a Shining.

    Volete rovinare la carriera di un artista (che è sempre stato nell’underground) lanciando giudizi sulla SUA PERSONA, senza manco conoscere l’artista in questione onde poi rispondere piccate se arriva qualcuno a farvi notare che il rap, come musica, nei suoi testi, è sempre stata violenta (contro TUTTI, inclusi gli uomini, appellati spesso come “asshole”) “razzista contro i bianchi”, provocatoria, sopra le righe, con humour nero ecc. nel Rap si legge di tutto, da sempre. da narrazioni fittizie e volutamente sopra le righe ed esagerate di rapine, a macchinoni, a denti d’oro, a droga, ad esaltazione del gangster (gangsta rap) a denunce contro la polizia bianca e razzista, al rap cristiano ecc.

    a sentire voi, bisognerebbe fare “rap in linea con la sensibilità femminista”. questo è l’unico rap ammesso e concesso..

    fate pure, passate per moraliste e bacchettone, esattamente come i censori che vanno contro il “gender” tipo family day e compagnia che vogliono vietare e proibire musiche, educazione sessuale, film ecc.

    Ora torno ad ascoltarmi Public Enemy e WTC, e no, NON GRIDO AL RAZZISMO CONTRO I BIANCHI perché so riconoscere le mere provocazion esagerate e condite da humour a sfondo artistico e catartic, dai fatti CRIMINALI VERI. Esattamente come quando guardo un horror, so riconoscere la realtà dalla fantasia.

    • Ascolta quello che ti pare. Ma leggi anche di più, cimentati con qualcosa di più complesso. E magari, invece delle copie italiane, ascolta gli originali d’oltreoceano, che sono di una ventina d’anni fa, e sono identici.

    • Antome ha detto:

      Sai, a seconda del significato che gli si da, forse sei femminista anche tu, semplicemente non condividi alcune conclusioni ed analisi sulle opere, ti preoccupi per eventuali censure.
      Per curiosità ti vorrei chiedere come la vedessi sui primi western di John Wayne o anteriori. Non facevano propaganda contro i nativi?
      In una storia di Segar su Popeye che va nel west, senza esplicitare nulla, l’autore accenna una satira alla cultura popolare in pochissime vignette. Nel suo solito modo sgrammaticato vede un nativo tranquillissimo e dice “che mi venga! Un indriano!”, gli assesta un gancio e nella vignetta successiva dice “ho visto un sacco di film su voi carogne, non riuscirai a scontenarmi, capito?” con l’indiano che lo guarda confuso e scioccato :). Erano i primi anni 30.
      C’è, senza intenti censori un eventuale messaggio, in molte opere, non in tutte, che è giusto comunque poter guardare criticamente.
      Mi dirai che non è solo cambiando queste opere che cambia qualcosa quando era ed in parte è ancora, per i nativi, la società stessa che ha certe visioni. Ma le visioni si tramandano anche tramite la propaganda.
      Ammesso che i gusti estetici siano parzialmente genetici (ma tutto è parzialmente genetico), certe idee si tramandano così.

      • Paolo ha detto:

        che centrano i gusti estetici? Sono gusti liberi e ognuno ha i suoi. I gusti non si discutono che siano magguioritari o minoritari. Non si discutono
        I film western razzisti verso i nativi non sono stati censurati, volendo si potrebbero fare ancora oggi legalmente, noin si fanno perchè i valori che la società americana considera positivi sono cambiati, il pubblico cinematografico americano è cambiato ma non è cambiato a colpi di divieti, è cambiato con le lotte per i diritti civili degli anni ’60 e ’70, è nato il desiderio di rivedere la storia dei nativi americani e di volere storie diverse (comunque western pro-indiani c’erano già negli anni ’50). Stesso discorso per i minstrel show, nessuno li ha proibiti, sono semplicemente diventati obsoleti, la società americana è cambiata in un modo tale che quel tipo di rappresentazione non avrebbe successo di pubblico anzi provocorebbe un danno d’immagine a chi la fa. Se cerchiamo di costruire una società in cui i contenuti di Skioffi risultino obsoleti, superati alla maggioranza del suo pubblico di riferimento, gli Skioffi spariranno da soli come i minstrel show. Certo bisogna scegliere bene i bersagli: Skioffi è un bersaglio giusto (anche se vedere una donna di 40-50 anni che lo critica rischia di rinfocolare i suoi giovani fans che non vedono l’ora di dare addosso alla “vecchia bacucca che non capisce noi ggiovani” sarebbe il caso che fossero rapper coetanei di skioffi ad offrire altre rappresentazioni diverse dalla sua e altrettanto accattivanti per il suo pubblico, i western pro-indiani hanno battuto i western razzisti non solo perchè l’epoca era cambiata ma anche perchè erano film più belli e il pubblico è andato a vederli, film come “indovina chi viene a cena” erano artisticamente superiori a qualunque minstrel show razzista), se però ti metti a dire che i film horror o violenti fomentano la violenza o rendono insensibili dici quacosa di oggettivamente falso, sbagliato

  10. Paolo ha detto:

    ricciocorno, ti stupirò ma anch’io penso che la canzone di Skioffi, Yolandi sia colpevolizzante verso la vittima e giustificatoria nei confronti dell’assassino ed è giusto criticarla per questo (ma bisogna anche accettare che ci possono essere interpretazioni diverse di quella canzone e la nostra non è l’unica valida) e ci sono tantissime canzoni non rap che tendono a “giustificare” o a guardare con compassione il femminicida e sono pure peggio perchè “romanticizzano” quel gesto e questo è infame, mentre invece tale visione giustificatoria non c’è quando le violenze maschili sulle donne sono raccontate da Tarantino o da King quindi citarli per “assolvere” Skioffi ha poco senso. Io non condivido quando si allarga la critica al “cinema violento” o al “cinema horror” in generale senza specificare quali film e perchè, come se il”cinema horror” o il “cinema violento” fosse un contenitore generico dove tutto è uguale a tutto ed è tutto male come se l’interpetazione di un dato film come “fomentatore di violenza” fosse l’unica valida (non lo è mai), non è così, solo un ignorante che nulla sa di cinema può pensarlo e siccome io non sono solo un cinefilo ma ance uno che la storia del cinema l’ha studiata (conosco tra l’altro il lavoro di Laura Mulvey anche se non lo condivido o solo in parte) mi inalbero.

  11. Davi ha detto:

    permetti di affermare che sia ridicolo che donne di 40-50 anni, che non conoscono niente della scena Rap, parlino di Rap? per dire cosa, poi? che è misogino?

    il Rap è anche misandrico, razzista, suprematista nero, esagerato, odia tutto e tutti. Volutamente kitch ed esagerato. come lo sono altre musiche.

    Intanto, se vuoi fare un’analisi al Rap, falla fino in fondo, e non solo vedendo quello che fa comodo a voi, che conoscete Skioffi e Fibra da neanche una settimana.
    Ti linko questo video

    mi\ci fai sapere se è un video che “istiga alla violenza contro i poliziotti bianchi!”, fai l’analisi anche su questo, ovverossia su come il Rap abbia parlato di poliziotti, di bianchi, di uomini. E se ti risulta che abbia provocato uccisioni di massa di poliziotti.

    Poi, per correttezza, facci un’analisi anche su questo, magari:

    e facci sapere se queste canzoni, dopo che le abbiamo sentite, una dietro l’altro, ci istigano ad ammazzare poliziotti bianchi e poi convertirci a Cristo, come se fossimo dei burattini.
    o se la musica emo ci istiga a tagliarci le vene
    o se la musica country ci istiga a vestirci da cowboy
    o se la musica reggae ci istiga a fumare canne

    Visto che per te è così automatico “essere istigati”… se Skioffi istiga al femminicidio (anzi, propone un’immagine di femmina che a te non piace), ne consegue che anche questi due pezzi stanno istigando a farci diventare assassini di poliziotti e poi convertiti. è sempre musica rap, anche questa.

    O no? o forse ascoltarli NON ci rende necessariamente assassini di poliziotti nei ghetti e convertiti?

    Donne e assassini? di donne assassine ce ne sono eccome. Di avvelenatrici seriali idem, ma di queste donne non parli. Come fanno notare su altri siti, eh. A te interessa riportare la visione della donna vittima, sempre e comunque a prescindere. Con tutto che ti si può linkare la storia di una Belle Gunness, o di un’infanticida, che non rientra però nello stereotipo femminile che ti piace, funzionale alla tua visione della donna.

    • E invece dei ragazzini che non sanno nulla di femminismo, di studi di genere, di linguaggio sessista, e pretendono di fare lezione su questi argomenti che vogliamo dire?

      • Davi ha detto:

        qui ti volevo. caduta nel PRECONCETTO che hai.
        Sono una donna, non un uomo, né ragazzino, e da sempre ascoltatrice e musicista.
        eh, ma il tuo PRECONCETTO vuole che “chi ascolta\ama il rap deve essere per forza maschio, anzi, maschilista” e difatti hai supposto che fossi maschio.

        La tua è una battaglia persa. non è il rap, l’horror o che altro a “fomentare la violenza”, c’è sempre state e ci sarà sempre. anche se Skioffi, che tanto odiate, da domani si mette a suonare pop con testi che piacciono a VOI (e che voi approvereste… fammi indovinare… un rap che parli male del DDL Pillon, quello ti piace come rap? quello è approvato?) Non c’è modo di “prevenire la violenza” , ancora non l’hai\avete capito. Neanche inasprire le leggi e i carceri servirebbe a qualcosa. in America hanno la pena di morte, eppure la gente continua comunque ad uccidere.

        Dici che ti piace l’horror? bene, ti avevo sottovalutato. a questo punto, però, ora mi dici che differenza c’è tra “shining” e il video di Schioffi, e perché non perdi tempo a scrivere un articolo contro “Jack Nicholson che vuole ammazzare Wendy con un’accetta”, se istiga al femminicidio e al disprezzare le donne.

        poi però, spendi anche due parole sul remake di “Non violentate Jennyfer” dove si vede una scena molto cruda di castrazione.
        così, tanto per farci sapere se quel film è misandrico ed istiga a castrare i maschi… se potrebbe avere una cattiva influenza sulle donne… che potrebbero emulare Jennyfer… tanto quanto, a detta di qualcuna (qui e altrove) il personaggio di Skioffi del video, istiga ad uccidere la fidanzata. Altrimenti non si capisce quando e come fate valere queste accuse di “la tal cosa istiga, la tal altra no”

      • Con “ragazzini” intendevo persone di giovane età, forse avrei dovuto usare l’asterisco, che adesso è così comune, ma sono troppo abituata al poco inclusivo maschile universale, e mi riferivo a tutto quel pubblico (maschile e femminile) che nel thread su facebook ne ha fatto una questione di scontro generazionale.
        Non so quanti anni hai, ma di certo di libri sull’argomento non devi averne letti molti. Il problema non sta nella storia che si racconta – che sia uno stupro o un omicidio – ma di come la si racconta. Se nel raccontare di un omicidio io pongo l’accento sul comportamento della vittima, ad esempio, suggerisco che l’assassinio sia da imputare a lei (la vittima), piuttosto che ad una scelta dell’aggressore. Ovvero, nel caso di specie: la traditrice se l’è andata a cercare.
        La casistica ci suggerisce che le cose, in realtà, non stanno così: se i numeri ci dicono che non c’è una grande differenza fra il numero di uomini e donne che tradiscono (gli uomini a quanto pare tradiscono un pochino di più https://www.stile.it/2016/06/08/50-delle-coppie-le-corna-piu-2-id-115907/), ad essere uccise dal partner sono prevalentemente le donne. Allora, forse, l’argomento merita un maggiore approfondimento. In primis, per rispetto alle vittime che ogni giorno ci ritroviamo sulle prime pagine dei giornali.
        Per citare un rapper contemporaneo, trovo più interessante sul tema un Salmo, che con il video Yoko Ono ci propone una serie di femminicidi e li mette in relazione proprio al maschilismo e al disprezzo, all’odio nei confronti delle donne (e non al grande amore), percepite come meri oggetti sessuali.
        Soprattutto perché la violenza si può prevenire, e ritenere che non sia possibile è parte del problema. Un suggerimento di lettura: la cultura dello stupro (rape culture) è quel
        ” …complesso di credenze che incoraggia l’aggressività sessuale maschile e supporta la violenza contro le donne. Questo accade in una società dove la violenza è vista come sexy e la sessualità come violenta. In una cultura dello stupro, le donne percepiscono un continuum di violenza minacciata che spazia dai commenti sessuali alle molestie fisiche fino allo stupro stesso. Una cultura dello stupro condona come “normale” il terrorismo fisico ed emotivo contro donne. Nella cultura dello stupro sia gli uomini che le donne assumono che la violenza sessuale sia “un fatto della vita”, inevitabile come la morte o le tasse… Molto di ciò che accettiamo come inevitabile è in realtà l’espressione di valori e atteggiamenti che possono cambiare.“ (E. Buchwald, P. Fletcher, M. Roth, “Transforming a Rape Culture“)

      • Paolo ha detto:

        nel racconto 1922 King parla del comportamento della vittima ma questonoj assove io marito assassino, quindi il punto è davvero “come” si racconta. Comunque di film e telefilm recenti di successo dove la violenza sulle donne è vista come sexy ce ne sono pochi per fortuna (a parte il contestato cinquanta sfumature e non censurerei neanche quello, criticare sì censurare no)

      • Non lo assolve letteralmente, Paolo, visto che fa una bruttissima fine.

      • Paolo ha detto:

        giusto

      • Paolo ha detto:

        nel racconto 1922 King parla del comportamento della vittima ma questo non assolve il marito assassino, quindi il punto è davvero “come” si racconta. Comunque di film e telefilm recenti di successo dove la violenza sulle donne è vista come sexy ce ne sono pochi per fortuna (a parte il contestato cinquanta sfumature e non censurerei neanche quello, criticare sì censurare no)

  12. Davi ha detto:

    comunque se ne deduce che sei pure contraria all’horror quindi? istiga alla violenza, anzi, allo smembramento. allora che si fa? si proibisce? nessuno lo deve più guardare? demonizziamo chi lo guarda e si diverte a guardarlo, perché è un probabile serial killer? un violento, uno stupratore? o non piuttosto una persona equilibrata perché sa benissimo che è un’esagerazione fine a se stessa, e quindi lo sa prendere per quello che è? o dobbiamo fare uscire horror femministi? qualche idea su come fare un horror femminista che non offenda la vostra sensibilità? qualche idea su come fare un rap rispettabile delle vostre idee? sennò è rap cattivo, che istiga, che propone un’idea di donna stereotipata.. giacché un rapper non ha neanche più il diritto di parlare per stereotipi. Forse doveva fare il video diversamente… che so, la tipa risorgeva a mo’ di zombi e lo uccideva per vendetta… così ti piaceva di più come video?.era più accettabile?

    Un po’ come ritenere che i teen ager sui suicidino perché “eh, ascoltano la musica emo, si tagliano, si vestono di nero, sono depressi”. Eliminiamo la musica emo, così la gente non si suiciderà più (e tornerà in chiesa).

    è ridicola come cosa, sono prese di posizione che si trovano sui siti bigotti che fanno risalire “allo sfascio delle famiglie, della moralità” a quando “è stato inventato il diabolico rock’n’roll, messaggi subliminali satanici, fornicazione contronatura” e minchiate del genere, per articoli scritti da gente che non saprebbe neanche distinguere i Led Zeppelin da Cristiana d’Avena, ma va bene così, si butta tutto nel calderone, tanto… per il resto, ti risponderanno con argomenti analoghi anche tanti altri appassionati di rap se mai passeranno di qui. Io ho detto tutto quanto volevo dirti. Forse dovresti limitarti solo ad argomenti che padroneggi, tipo padri separati ecc. e lasciar perdere argomenti che non ti competono molto, anche perché di questo articolo “sul rap” non riporti neanche il basilare che c’è da sapere sull’argomento, non vai ai concerti in questione, non conosci i fans in questione, ne parli da “esterna” per di più, prevenuta. così fai disinformazione e fai passare tutto un mondo musicale come se fosse tutto “tale e quale a Skioffi”.

    • Io sono un’appassionata di horror. Non mi piace tutto l’horror, ma un certo tipo di horror si. Tempo fa ho pubblicato su una rivista un’articolo dal titolo “Le Onryo, figure della rabbia”, dedicato a Sadako Yamamura e Kayako Saeki. Non sai quanto ti sbagli. Su tante cose.

    • IDA ha detto:

      Davi.. Davi.. Quanto blabla inutile.
      Nessuno chiede un rap su misura al contrario sei tu con il tuo bla bla inutile che fai dell’oscurantismo. Stai dicendo che è una forma superiore ad ogni critica, che nessuno lo può giudicare che nessuno può muovere critiche ai così detti artisti rap. Ma che sosa è? Ma chi cavolo si credono di essere? Se loro possono dire tutto quello che li pare, perché io no? Perché non possono essere giudicati?
      Come ho detto non è in discussione il genere musicale, che in questo dibattito è ininfluente è insignificante, ne è in discussione il diritto di dire quello che li pare.
      Una ha fatto notare una cosa ad un presunto artista e lui ha offeso la persona, parandosi sul fatto che lui è un artista rap, non ha argomentato la sua posizione e questo è un atteggiamento molto diffuso e sinceramente avete stancato. Questa mancanza di assunzione di responsabilità, tirando in ballo che uno è un artista, è satira, goliardia ecc.. ecc.
      Certo lui si rifà a degli stereotipi, vecchi, maschilisti e li fa passare per moderni e rivoluzionari o innovativi. Nessuno mette in discussione questo suo diritto. Quello che rivendico è il diritto a dissentire alle sue stronzate, rivendico il diritto di non essere offesa se dissento dal suo luminoso pensiero. Non vuole essere giudicato? Non vuole essere criticato? Bene! Sta in camerina sua e si mette a cantare allo specchio. Ma se lo fa in pubblico deve essere capace di assumersi le responsabilità di quello che dice e delle eventuali critiche.
      Davi.. Davi è troppo difficile capire questo?

      • Davi ha detto:

        Non hai capito. Non è in discussione il fatto che non vi piaccia lui, la sua musica il rap o milioni di altri generi anche più violenti. non è questo il problema. tu hai il diritto di considerare uno schifo la sua musica.

        quello che è irritante è che alcune tra voi hanno aperto un processo contro di lui (come uomo) accusandolo di istigare al femminicidio, di essere lui stesso un pervertito necrofilo serial killer, gli hanno ADDOSSATO le colpe di assassini veri, lo stanno facendo diventare un capro espiatorio. è questo che NON potete fare, cioè diffamarlo o accusarlo di essere un criminale, dargli la colpa degli omicidi compiuti da altri,
        e non dire “a me la sua musica fa schifo”.
        Voi state facendo un processo ad un uomo\musicista ACCUSANDOLO di PROMUOVERE GLI OMICIDI CONTRO LE DONNE. E state facendo passare anche i suoi fans come “futuri assassini”.

      • Questi sono argomenti fantoccio Davi. Nessuno ha definito il cantante un “pervertito necrofilo serial killer”, né tantomeno un criminale. Non qui, almeno.

      • IDA ha detto:

        La canzone YOLANDI di Skioffy, cosa vuol dire secondo te?
        ci hai fatto la storia del rap, ma il corretto significato della canzone no! Per noi il testo è molto chiaro, giustifica il femminicidio e lo esalta con fierezza.
        Questa lettura è sbagliata? Quale è quella giusta? Da lui non si può sapere perchè ha risposto alla critica ricevuta cosi: «Siete ‘na massa di mongoloidi, porca troia. Femministe care, siete una massa di idiote, una massa di imbecilli. Di handicappate . Vi piscio in testa. Dovete scopare di più, andate a lavorare e scopate di più. Fatevi una vita, scopate e badate ai vostri figli. Teste di cazzo! Coglione! Siete malate di mente. Se questa storia va avanti vi faccio passare i guai, vi tappo la bocca».
        Ora qui non si sa se ha risposto il dottor Jekyll ( il bravo ragazzo) o Mr. Hyde (artista rap) Ma non smentisce la lettura fatta della sua canzone.
        Secondo te che significato ha la canzone in questione?

    • IDA ha detto:

      Jim Morrison, Jimi Hendrix e Janis Joplin, tre grandi della musica che sono morti di overdose di eroina. Il diffondersi del consumo dell’eroina nei paesi occidentali negli anni 70, non può essere addebitata a loro, ma nemmeno si può escludere.
      Che funzione hanno i santi per i cattolici o gli eroi di qualsiasi ideologia? Quella di modello, cioè quello di una persona a cui fare riferimento, sotto il profilo intellettuale o morale. Guida, ideale, ispiratore, maestro, paradigma.
      I modelli sono essenziali per tutte le società ed esistono in tutte le società. Sono un insieme strutturato di aspettative, attese ed emulazioni.
      Jim Morrison, Jimi Hendrix e Janis Joplin, non sono responsabili della diffusione della droga, sono vittime, ma il loro modello ha contribuito alla sua diffusione. Avevo 14 anni che ho iniziato ad ascoltare Jim Morrison, Jimi Hendrix e Janis Joplin e non mi sono mai drogata, ma questo non esclude che quel modello possa aver contribuito alla diffusione del consumo di eroina.
      Se vai a cercare i dati riguardanti i suicidi, l’istat mette sempre un’avvertenza rivolta ai media:
      “Si ricorda che il suicidio è un evento con una forte componente di emulazione ed è necessaria un’informazione responsabile da parte dei mezzi di informazione, come indicato nelle linee guida dell’OMS.”
      Non è una iniziativa dell’istat, ma dell’OMS- (Organizzazione Mondiale della Sanità) Secondo te per quale ragione? Per spirito censorio?
      Che il suicidio sia “un evento con una forte componente di emulazione” non è una verità scientifica, ma non può essere sostenuto nemmeno il contrario.
      Skiaffy o come si chiama non istigherà al femminicidio, ma le sue parole e non parlo delle canzoni, sono sintomo di una persona disturbata, di un potenziale stupratore. Mettere in guardia le persone che si avvicinano a lui, mi sembra doveroso.

      • Paolo ha detto:

        quindi vietiamo anche i dolori del giovane Werther che si dice alla sua uscita, causò una epidemia di suicidi tra i giovai lettori che si erano identificati coj il tormentato protagonista? Non capisco dove vuoi arrivate parlando di Hendrix, Joplin e Morrison,come hai detto tu noj ci sono prove che istighino al consumo di droghe i loro fan che si drogano lo fanno per disagi interiori e l’avrebbero fatto anche se morrison, joplin e hendrix non fossero mai esistiti.
        Credere che eliminare musica (e parlo in generale non di Skioffi) e film controversi possa eliminare il male dalla società è ingenuo, sbagliato e falso. L’arte, il cinema ha il sacrosanto diritto di parlare del male, della violenza anche efferata anche in modo controverso.
        Mi spiace ma tirando in balo Morrison e Joplin come “potenziali” istigatori o fomentatori del consumo di droga non sei molto diversa da Adinolfi solo che almeno lui nel suo integralismo ha il coraggio di andare fino in fondo, in questo caso l’accusa di essere bigotteria ci sta tutta.
        Viva Jim Morrison e Janis Joplin e Amy Winehouse

      • Ma perché insisti con questa storia di “eliminare”? Le opere d’arte vanno discusse, comprese attraverso la critica.

      • IDA ha detto:

        Ho detto: “Jim Morrison, Jimi Hendrix e Janis Joplin, NON sono responsabili della diffusione della droga, SONO VITTIME, ma il loro MODELLO ha contribuito alla sua diffusione.”
        Con la loro morte è stato veicolato un “modello” in cui l’uso dell’eroina era vista come un qualcosa di positivo, di figo, di artistico e non come causa della morte di Janis Joplin o Jim Morrison.
        OMS raccomanda cautela nel trattare i suicidi, proprio perché non c’è una verità scientifica. Si può ragionevolmente sostenere la tesi dell’emulazione, “Effetto Werther” ma anche il suo contrario, quindi raccomanda cautela nel trattare certi argomenti.

      • Paolo ha detto:

        X Ricciocorno
        per me quando Ida tira in ballo Jimi Hendrix, Morrison e Joplin e in maniera un po’ “parac.ula” scrive “non ci sono prove che abbiano fomentato il consumo di droga ma non ci sono neanche prove del contrario” , “non si può addebitare a loro ma nemmeno lo si può escludere” si pone sullo stesso piano di un Adinolfi ma con meno coraggio; che almeno Ida abbia il coraggio di andare fino in fondo e dire quello che si capisce benissimo che pensa e cioè che i musicisti rock degli anni ’60 e ’70 con il loro stile di vita hanno reso “cool” il consumo di droga tra i giovani che per imitarli si sono rovinati la vita; non lo dice perchè si rende conto che così sarebbe troppo simile ai bigottoni che si scagliavano contro il rock accusandolo proprio di corrompere la gioventù e di diffondere “sex, drug and rock’n’ roll” come stile di vita e siccome Ida ha una idea di sè come “anarchica-libertaria- di sinistra” da preservare allora ricorre alla formula paracula del ” non si può escludere”; se dicesse chiaramente che pensa che Joplin-Morrison-Hendrix sono in parte responsabili dei morti per overdose tra anni ’60 e ’70, bè dovrebbe ammettere di essere come quei vecchi bigotti e questo non corrisponde all’idea che ha di sè
        Ha ragione quando dice che le parole di Skioffi contro chi lo critica sono intollerabili ma non sul resto

      • IDA ha detto:

        Paolo, intanto grazie del paracula, anche se non penso di essere ne opportunista ne scaltra. Cercherò di spiegarmi meglio:
        “Chiedevamo la libertà e ci hanno dato la droga” -Paolo Rossi-
        Io ho vissuto quegli anni e la droga è entrata in determinati ambienti, come forma di libertà. Jim Morrison, Jimi Hendrix , Janis Joplin, Rainer Fassbinder e altri, non sono responsabili della diffusione della droga, anche perché la droga ci ha privato di loro e li ha uccisi. Ma i loro modelli sono serviti per veicolare concetti sbagliati. Non era il rock o il cinema di Fassbinder a diffondere la droga, soprattutto l’uso dell’eroina. Ma i modelli che si erano creati e che continuamente alimentavamo. Se ascolti Janis Joplin, Jim Morrison non diventi un drogato.
        Il primo film che io ricordi e che ha mostrato la realtà cruda di quello che era la droga è stato: “Christiane F. – Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino.” Ci ha messo di fronte quello che era in realtà la droga, per chi come me era adolescente in quel periodo. Non era libertà, ma schiavitù, prostituzione e morte. Dirai; era facile intuirlo, si con il senno del poi, a 17 anni si dicono, si pensano e purtroppo si fanno anche tante sciocchezze..
        Oggi, quel modello di cui parlavo, non esiste più, sgretolato dal dolore e dalla morte di troppe persone. Quindi il mio discorso su Jimi Hendrix ecc.. va contestualizzato a quel periodo.
        Non ho mai creduto che Jim Morrison, Jimi Hendrix , Janis Joplin veicolassero la droga, anche perché i miei figli sono cresciuti con questa musica e pensi davvero se io avessi avuto solo qualche dubbio l’avrei fatta ascoltare ai miei figli?
        (Spero che sia corretto l’uso del congiuntivo)

      • Paolo ha detto:

        quindi vietiamo anche i dolori del giovane Werther che si dice alla sua uscita, causò una epidemia di suicidi tra i giovai lettori che si erano identificati con il tormentato protagonista? Non capisco dove vuoi arrivare parlando di Hendrix, Joplin e Morrison,come hai detto tu non ci sono prove che istighino al consumo di droghe i loro fan che si drogano lo fanno per disagi interiori e l’avrebbero fatto anche se morrison, joplin e hendrix non fossero mai esistiti.
        Credere che eliminare musica (e parlo in generale, non di Skioffi di cui non mi frega nulla) e film controversi possa eliminare il male dalla società è ingenuo, sbagliato e falso. L’arte, il cinema ha il sacrosanto diritto di parlare del male, della violenza anche efferata anche in modo controverso.
        Mi spiace ma tirando in balo Morrison e Joplin come “potenziali” istigatori o fomentatori del consumo di droga non sei molto diversa da Adinolfi solo che almeno lui nel suo integralismo ha il coraggio di andare fino in fondo, in questo caso l’accusa di essere bigotteria ci sta tutta.
        Viva Jim Morrison e Janis Joplin e Amy Winehouse

      • Paolo ha detto:

        ti sei spiegata. Quindi se ascolto Amy Winehouse non divento un drogato ma se la mitizzo sì

      • Davi ha detto:

        Ida: “ma le sue parole e non parlo delle canzoni, sono sintomo di una persona disturbata, di un potenziale stupratore.” STAI DIFFAMANDO UNA PERSONA CHE NON CONOSCI rivolgendogli un’accusa pesante. Vedi di andarci piano, se non hai prove, con accuse di “stupratore” affibiate a qualcuno. Tu non lo conosci, e per te è un “potenziale stupratore”?!

      • IDA ha detto:

        Appunto le parole sono importanti. Non ci si può nascondere dietro il fatto di essere degli artisti, con lo scherzo o la satira.
        Io non sto infamando proprio nessuno è lui che si è infamato da solo.

  13. Davi ha detto:

    “Non è in discussione la musica rap”, a detta vostra.

    Però VOI VORRESTE che i musicisti rap scrivessere QUELLO CHE PIACE A VOI, sulle donne.
    Un po’ come essere bianchi e PRETENDERE che i rapper “particolarmente incazzati con i bianchi” scrivessero quello che ai bianchi piace sentire.
    eh sennò, dà fastidio come musica, ci offende.

    è ridicolo.

    Questo tipo di musica è nato provocatorio, trasgressivo, violento verbalmente, esagerato, e come tale deve restare. Vi sfugge la sua funzione catartica, o anche di umorismo nero, che se la piglia contro tutti e tutti e ha atteggiamenti da cafone.
    La cosa bella di queste musiche, che state demonizzando similmente ai bigotti, è che nessuno vi vieta di realizzare la vostra visione di rap, parlando di quello CHE PIACE A VOI.
    Nessun rapper ve lo vieterebbe.
    i rapper stessi si combattono in “guerre verbali” (dissing). Nel rap o nel rock puoi parlare di tutto quello che vuoi, per questo c’è di tutto, lì dentro.

    esistono già le tutele per chi certe cose non le vuole sentire: https://it.wikipedia.org/wiki/Parental_Advisory
    l’hanno creato e voluto i bacchettoni censori.
    quelli che strillano di “la musica rock istiga al sesso selvaggio, alla fornicazione, alla droga, a ribellarsi all’autorità” e blablabla

    Difatti nessun rapper vi obbliga a sentire certe cose.
    però ne abbiamo anche le palle piene di gente che scrive articoli e commenta su cose che non vive minimamente (no, non ci sei stata ad un concerto Rap, non vesti a quel modo, non crei la tua tag, non hai una crew, ma parli su questo mondo sbagliando persino a scrivere il nome del genere musicale in questione)

    Vi ho già preso troppo tempo e onestamente non ho più voglia di commentare e ripetere le solite cose. almeno spero di aver fatto un po’ di informazione su cose che probabilmente il 99% di chi leggeva “schierato con il preconcetto” non conosceva.

    • “nessun rapper vi obbliga a sentire certe cose.
      però ne abbiamo anche le palle piene di gente che scrive articoli e commenta su cose che non vive minimamente”: nessuno ti obbliga a leggerli certi articoli o certi commenti. Vorresti per caso zittire chi non la pensa come te?

      • Davi ha detto:

        no, solo farti notare che parlate di una musica che manco conoscete.
        le figure barbine le state facendo voi, non io.
        non sapete manco scrivere il genere in questione, o scambiate dark per rappers.
        gridate alla misoginia, io ho dimostrato che ne rap si parla di tutto e di più, dalla religione alla misandria.
        Non so perché dovete fare disinformazione cretina su un mondo che non conoscete e non frequentate.

      • Non facciamo “disinformazione”. Vedi, le critiche alla canzone (e non “alla musica”) hanno parlato di colpevolizzazione della vittima. Tu rispondi “nel rap si parla di tutto e di più, dalla religione alla misandria”, che non è una risposta nel merito.
        Lo sai cosa si intende con “colpevolizzazione della vittima”? https://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/2012/12/28/la-colpevolizzazione-della-vittima-2/
        Immagino di no. Vedi non siamo noi che vogliamo a tutti i costi parlare di un argomento sul quale non siamo informati, è la canzone che tratta un argomento di grande attualità (il femminicidio) senza aver minimamente preso in considerazione l’idea di leggersi qualcosa a riguardo. Perché se l’autore lo avesse fatto, forse saprebbe che da tempo professionisti del mondo della salute mentale spiegano che il raptus – quel momento di perdita improvvisa del controllo così ben descritto dalla canzone e che porta alla violenta morte di Yolandi e del suo amante – nella realtà non esiste: https://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/2013/06/30/pareri-eccellenti/
        Gli assassini nella stragrande maggioranza dei casi non sono uomini perdutamente innamorati “feriti nell’onore” da donne zoccole che perdono per un momento il lume della ragione, bensì soggetti “capaci di intendere e volere ed esprimono in maniera prevaricante e prepotente la loro sopraffazione o intolleranza nel non riuscire a possedere il proprio ‘oggetto’ di amore, aggravate da aspetti di insensibilità nei confronti dell’altro, di ipocrisia e di menzogna.” Ci dice lo psichiatra Claudio Mencacci che “la spettacolarizzazione e il compiacimento che oggi ruota attorno al gesto violento e aggressivo porta all’emulazione crescente e all’acquisizione di comportamenti negativi, intesi come legittimati dalla collettività” e aggiunge “Questo modello va stroncato, perché enfatizzare l’aspetto eroico o esibito significa invitare al compimento di atti lesivi gravi in maniera sempre maggiore”.
        Forse, prima di decidere di raccontare un femminicidio, si dovrebbe prendere qualche informazione sui veri femminicidi che ogni giorno occupano le colonne di cronaca sui quotidiani. Nessuno di questi somiglia alla morte di Yolandi.
        Roxana Zenteno, 42 anni, è morta nel sonno, soffocata da un cuscino dal marito Marco Buscaglia, mentre i suoi figli dormivano nella stanza accanto. Sai cosa leggiamo sui giornali? “Il rapporto tra i due si sarebbe raffreddato da quando la donna ha cominciato a frequentare il corso per diventare operatrice sanitaria che l’ha tenuta più tempo lontana da casa rispetto a quanto faceva in precedenza quando la sua vita era interamente dedicata al marito ai figli, alla casa.” https://genova.repubblica.it/cronaca/2018/11/18/news/savona-212024384/?ref=RHRS-BH-I0-C6-P1-S1.6-T1&fbclid=IwAR2JhUQZywYNI1XkBAqXczB7-onlwtszsbDJQnjT2lzQzuARF8anIgFmmCA Voleva lavorare, Roxana, ma il marito non era d’accordo. Lo sai lui cosa ha raccontato agli inquirenti? Che Roxana lo tradiva. Perché è questa la versione che piace al pubblico.
        La nostra non mi sembra una richiesta così cretina come sostieni tu.

      • ... ha detto:

        “Nel 1951, a 26 anni, Pacciani sorprese l’allora fidanzata, Miranda Bugli (appena quindicenne), in atteggiamenti intimi con un altro uomo, tale Severino Bonini di 41 anni; preso dalla gelosia, uccise a coltellate il rivale costringendo poi la ragazza ad avere un rapporto sessuale accanto al cadavere.”

      • Dici che la canzone si ispira a pacciani?

      • Se non erro, le figlie di Pacciani testimoniarono che le violentava regolarmente e le costringeva a mangiare cibo per cani… sai che del mostro di Firenze esistevano gadget e memorabilia?

      • ... ha detto:

        non saprei, mi è venuto in mente perché in questi giorni sto leggendo di Pacciani. Non sapevo del merchandise.

  14. Davi ha detto:

    ah, e comunque, una donna che ascolta rap e lo suona si chiama “flygirl” e ce ne sono tante che lo vivono con passione

    • IDA ha detto:

      Allora: Del rap non me ne importa un cazzo. della storia del rap non me ne frega un cazzo. del mondo del rap, ho di meglio da fare.
      Analisi di un testo: Tutto parte da qui, da una critica, su una canzone, che non viene accusato l’autore di quella canzone di nessun crimine, ma il testo della canzone, ti cito le parole testuali di Giulia Mengolini:
      “. Insomma, un femminicidio raccontato dal punto di vista dell’assassino, che va fiero di quello che ha fatto, perché la colpa – strano, eh – è di lei, della vittima.”
      è corretta o no questa analisi del testo?
      è corretto o no sostenere che quella canzone giustifica il femminicidio?
      https://www.letteradonna.it/it/articoli/fatti/2018/10/23/skioffi-yolandi-testo-femminicidio/26934/
      la reazione all’articolo:
      https://www.letteradonna.it/it/articoli/fatti/2018/10/29/skioffi-testi-commenti-instagram/26988/?fbclid=IwAR2-XmskCQShnWW8284z8cQPSB6yxeuuW6520YU43xazpoUBUuuuvOIuU9I
      Ora io non so se a Giulia ha risposto il personaggio o il bravo ragazzo, ma la sua reazione non mi sembra appropriata ad una persona normale.
      Nessuno lo ha accusato di nulla è lui che va sul personale.
      Non si parla di istigazione, simulazioni o altro ma giustificazioni.
      Non si parla di tutto il mondo rap ma di una canzone.
      Le parole sono importanti, se in un ambiente esistono solo personaggi di fantasia certo, ma solo personaggi maschilisti, non può essere altro che maschilista. Come per l’ambiente delle “Moto” basta starci mezza giornata con loro per comprendere che persone sono. il linguaggio e gli atteggiamenti ci dicono molto delle persone.

  15. Paolo ha detto:

    una cosa è certa: qualunque persona esterna si permetta di muovere una critica al rap viene sistematicamente ricoperta di ingiurie non solo dal rapper ma dalla comunità dei suoi fans , succede lo stesso coi videogames. Se mi dicono che Tarantino o Stephen King sono autori sessisti o fomentano la violenza mi limito a rispondere che non concordo affatto e spiego perchè non sono sessisti nè fomentano la violenza, non aggredisco verbalmente , perchè per i fan di Skioffi è così difficile argomentare? Firse perchè è più comodo rifugiarsi nel mito dei “giovani alternativi dark incompresi dai vecchi bacucchi”?

    • Paolo ha detto:

      Firse= forse

    • Nessuno muove una critica “al rap”. Si possono rappare tantissimi contenuti, e non tutti sono sessisti: https://lunanuvola.wordpress.com/2015/08/11/sofia/

      • Davi ha detto:

        sì l’abbiamo capito, dai. Un rap (anzi “rep” per usare il vostro linguaggio) che parla di “come fa skifo il DDL Pillon! ci sta proprio sui co*on!” quello che ti piacerebbe e saresti la prima a rapparlo. e a linkarlo in giro.

        se però una canzone rap per mera spacconeria gradassa, burina, fine a se stessa, da personaggi “nel video e on stage” (e finisce lì) ci parla di “niggaz bling bling and hot chiks with big boobs” quello non ti piace, è sessista, causa omicidi di donne e stupri e blablabla. Contenta te\voi di avere i capri espiatori, contenti tutti.

        sono proprio analisi come queste che rendono il femminismo contemporaneo patetico e da macchietta. E lo dicono anche tante donne, ormai.

        allineati pure ai bigotti religiosi. perché a demonizzare il rap ci pensano già loro (e da più tempo di te)

      • E invece questo è il momento storico in cui tante, tante donne stanno riscoprendo l’impegno politico, Davi. Sempre più donne prendono coscienza che i contenuti delle canzoni non sono soltanto “provocazione fine a se stessa”, ma strumenti per mezzo dei quali una cultura patriarcale e oppressiva perpetua se stessa.
        Qui trovi una bella foto: https://www.theguardian.com/music/2013/nov/13/blurred-lines-most-controversial-song-decade
        Due ragazze – giovani, giovanissime – nel corso di una “slutwalk” (una manifestazione di protesta contro la violenza sulle donne) agitano due cartelli nei quali inveiscono contro un cantante e la sua canzone, perché “They’re tired of messages that depict women as highly sexualised passive sex objects”.
        Mi dispiace che nessuno di voi abbia sentito il bisogno di commentare quanto denunciato dall’artista CRLN, perché io credo che la sua testimonianza ci dia la misura di quanto certe “provocazioni” abbiano un impatto concreto sulla qualità della vita delle donne.

      • Paolo ha detto:

        cmunque esse sexy non corrisponde affatto all’essere passive o pasivi (che esistono anche uomini sexy, il sex appeal fa parte dell’umano)

      • Non ti seguo più. Questo sembra venir fuori da un generatore automatico di commenti.

    • Davi ha detto:

      cosa c’entrano i dark con i rapper lo sai solo tu.
      sono diversi musicalmente ed esteticamente gli uni dagli altri.
      madò quanta ignoranza, da quando sono qui a leggere queste vostre sparate musicali.
      Una che scrive “rep”, l’altro che accomuna i dark ai rapper.
      manca solo qualche castronata sull’Heavy Metal o sull’Indie e poi il quadro è completo.

  16. Davi ha detto:

    Paolo, qui l’andazzo è che tra un po’, esattamente come i bacchettoni bigotti, daranno l’accusa di femminicidio anche agli Iron Maiden per la nota canzone “Bring your daughter to the slaughter”. Poi, già che ci sono, tireranno fuori il “pericolo satanismo!”, esattamente come i bigotti di cui sopra. Tanto per rimarcare la loro non-conoscenza di determinati ambienti musicali e il loro seguire analisi fatte da bigotti… cui somigliano.

    e quanto al Rap, non si deve adeguare ai TUOI GUSTI in fatto di cosa sia lecito o meno dire sulle donne (o contro di esse). Ci sono anche donne che la prendono sul ridere perché capiscono benissimo che si tratta di SPACCONERIA fine a se stessa. Come tanta altra musica “shoccante” è mero divertimento e mera provocazione fine a se stessa (o anche no) condita da tanto umorismo nero e voglia di “spararle grosse” per farsi 4 risate. Solo un bigotto ottuso e chi non conosce certe dinamiche interne alla tale scena musicale può prendere certe sparate o certe provocazioni come vere e seri pericoli.

    Te l’ho già detto: guarda che chi ammazza la moglie o la ex la maggior parte delle volte manco sa cosa sia il rap o il rock. Per cui piantatela di dare la colpa ai musicisti (che per giunta neanche avete approfondito, difatti di Skioffi voi non conoscete alcuna canzone eppure parlate a vanvera perché vi serve “un mostro da sbattere in prima pagina”)

  17. Paolo ha detto:

    X antome
    certo che non conta solol’aspetto, e ci sono persone din non bell’aspetto che possono conquistare con la personalità o altre cose ma una persona che ha una meravigliosa personalità ma è fisicamente brutta o non è brava a letto così come una persona di bell’aspetto ma con personalità insignificante non attrarrà nessuno o in pochi, chi ha un bell’aspetto,un bel viso, un bel fisico e anche una personalità interessante attira di più vale per uomini e donne accettiamolo

    • Antome ha detto:

      Sì, aggiungerei che è possibile che la persona fisicamente “brutta”, ma con la meravigliosa personalità, può, secondo le persone che incontra, se avranno voglia di conoscerla, avere più successo del bello con la personalità insignificante.
      Ma hey, non sono ancora riusciti a convincerci che per noi uomini la personalità delle donne non conta nulla ;), siamo proprio testardi.

      • Paolo ha detto:

        certo ma chi rifiuta di andare a letto con una persona dalla personalità meravigliosa ma dal corpo orrendo non è una persona superficiale agisce nel suo diritto

  18. Paolo ha detto:

    X riccio
    Ripeto: un attore brutto James Bond non lo farà mai (se non nelle parodie), un attore oggettivamente bello lo farà ed è giusto che sia così, è un dato oggettivo da accettare. bello e brutto sono più oggettivi di quanto crediamo (i gusti sono soggettivi maggioritari o minoritari che siano pure i bruttoni piacciono a qualcuno a una minoranza ma bruttoni restano), non cambierò mai idea su questo

  19. ... ha detto:

    @Davi

    “il Rap è anche misandrico, razzista, suprematista nero, esagerato, odia tutto e tutti. Volutamente kitch ed esagerato. come lo sono altre musiche.”

    Però ha anche dei difetti. Ora, in questa discussione sono state messe insieme un po’ di cose che in realtà sono diverse, ovvero: i film horror, una rappresentazione basata sulla finzione, e le canzoni. Le canzoni a volte sono rappresentazioni finzionali (e credo che Yolandi rientri in questa, sebbene non lo sosterrei con certezza), a volte no. A volte, e nel caso del rap quasi sempre, sono la diretta espressione dei pensieri di chi fa rap.

    In ogni caso l’idea che siccome è arte e quindi non si può discutere o censurare è un argomento insostenibile. L’arte viene giudicata come tutto il resto. Viene giudicata in maniera diversa, con strumenti diversi, ma viene comunque giudicata. L’idea che la libertà di espressione sia sacra è fanatica tanto quanto, se non di più, di chi la vorrebbe censurare. In Italia l’apologia di fascismo è reato, ed è bene che sia così. Inoltre c’è anche la diffamazione, non è che ci possiamo dire qualsiasi cosa.

    Tornando al punto, ovvero quanto la musica influenzi la società, non è un argomento nel quale si possano eslcudere a priori le ipotesi delle due linee di pensiero. Bisogna distinguere i contesti. Il fatto che un film horror non spinga gli spettatori a commettere violenza non è un buon argomento per chiudere la discussione sul resto. E lo dico essendo in disaccordo o molto perplesso circa la critica a Skioffi. Non credo cioè che la sua canzone giustifichi il femminicidio, seppure ne faccia spettacolo ambiguo nel momento in cui interpreta un assassino. Ma se vogliamo parlare della musica rap o del reggae o del rock neanche possiamo dire che vada tutto bene. In Giamaica gli omosessuali sono perseguitati e la musica reggae rispecchia le idee dei giamaicani. Non posssiamo certo dire che la colpa sia della musica, ma neanche possiamo far finta che ne sia estranea. E in ogni caso, qualunque artista reggae scriva pezzi cantando la morte dei gay è una merda, questo non glielo toglie nessuno. Noi possiamo anche riderci sopra o non farci caso se i testi sono in lingua straniera perché in Italia l’omofobia lentamente scompare, ma un artista giamaicano non è uno che semplicemente descrive la realtà. Ne è pienamente partecipe, la condivide con gli altri e contribuisce a mantenerla. Mentre uno che scimmiottasse l’omofobia reggae sarebbe solamente un coglione. In Italia non sarebbe pericoloso, perché non avrebbe questo potere, ma non per questo dovremmo dirgli “bravo, continua” o essere indifferenti. E indipendentemente dalla capacità di influenzare gli altri, non tutto è concesso. Un conto sono le provocazioni e le finzioni e il linguaggio esplicito che può anche essere sessista e violento, ne possiamo trovare moltissimi esempi, e all’arte abbiamo dato questa “zona franca”; e un conto sono le idee. Heidegger viene discusso, il suo nazismo non è una provocazione. L’antisemitismo di Céline viene discusso nella sua opera, che non è una provocazione. I libri sono pericolosi quando veicolano idee, e le canzoni pure. Dipende dal contesto nel quale si inseriscono. Skioffi può certamente scrivere opere di finzione al pari di Tarantino, ma questo non lo esenta dalle critiche, e non è automatico che ogni cosa canti sia una finzione. E in ogni caso anche Tarantino ha ricevuto critiche, per me sbagliate, di razzismo da Spike Lee. Ma Spike Lee per me sbaglia perché ha torto nel merito, non perché Tarantino sia intoccabile. E Skioffi se vuole essere ritenuto persona seria dovrebbe rispondere seriamente, non come un teppistello qualunque. I suoi fan sono scusabili perché sono adolescenti, ma come disse Ghali a Fibra “il pubblico ci assomiglia”.

  20. Davi ha detto:

    va bene Ricciocorno\fans di Ricciocorno. La chiudo qui.

    ti aspetto con tanti altri articoli contro musicisti cattivi e cattivissimi sempre con le solite menate: istigano alla violenza contro le donne\la donna è rappresentata come un oggetto\la droga\LSD\l’alcool\lo sfascio delle famiglie\l’occultismo\la propaganda gender\l’ateismo\la fornicazione e blablah
    così poi ti linkiamo ai siti da Family Day, visto che quel genere di pubblico già scrive (da molto più tempo di te) contro la musica, gli artisti trasgressivi (va bhè, per loro è tragressivo anche il Renato Zero del “Triangolo” che istiga al gender e alla transessualità, anzi, alle orge…o Madonna che si mette un crocifisso sulla scollatura… eh certo, artisti pericolosissimi, proprio diseducativi) quindi ne deduco che i bigottoni in questione sapranno apprezzare la tua filippica “a favore delle donne” sbattendo “i mostri in prima pagina”. Esattamente come fanno loro, del resto. Io ti vedo pienamente allineata con loro, quindi ne deduco che ti farà piacere sapere che il tuo target di lettori ideali è quello lì, quello da “family day” che demonizza il rock, il cinema porno, horror, azione, thriller (ma pure i cartoni animati, pericolosi anche loro, istigano al gender, alla ribellione, alla magia!), insomma, l’abbiamo capito dai. Le accuse di essere bacchettone moraliste ve le meritate in pieno.

    Ha ragione Paolo: preferisco anch’io persone bigotte che lo scrivono chiaramente che sono a favore della censura o che “la cosa tal dei tali è diabolica, è contronatura! è peccaminosa” che non le paraculate lette qui.

    Resta il fatto, ed è bene ricordarlo alle tue lettrici\commentatrici, che, ad oggi, il signor Skioffi non hai mai commesso alcun reato, lui come tanti altri musicisti invisi ai bigotti censori. Non mi risulta, ad oggi, che nessun fan di Skioffi con la t-shirt di Skioffi, il cd di Skioffi in mano e pure un tatuaggio con la scritta “hey, io sono un fan di Skioffi!” abbia mai commesso un femminicidio. E molto difficilmente credo che da domani sentiremo di dozzine di fans di Skioffi, riuniti in una gang, che commettono femminicidi “emulando il video di Yolandi”.

    Questo è quello che penso, ti ho già portato via troppo tempo in questa discussione che farebbe ridere a crepapelle qualsiasi amante del Rap per la molte di sciocchezze scritte da gente che non saprebbe distinguere il Rap old school dalla Trap, ma fa niente, ne parla in ugual modo.
    Oggi si usa fare così, tutti si spacciano per “tuttologi”.

    Buon proseguimento di crociata contro “i cattivoni femminicidi del Rap” (anzi, “Rep”, come lo chiamate voi). Scovali tutti, Ricciocorno e sbattili tutti in prima pagina come “i responsabili della violenza contro le donne, povere indifese vittime sempre e comunque che vanno tutelate, da questo e da quest’altro!”
    eventualmente, per i tuoi standard morali, bisognerà ascoltarsi solo le sigle dei cartoni animati.. tipo Pollyanna o Heidi (oh no, aspetta, sono misogini pure questi! la signorina Rottermeier è una figura stereotipata di femminilità negativa! istiga al disprezzo delle donne, per cui è da criticare anche lei!) Holly e Benji? ma pure quelli sono sessisti! difatti fanno passare l’idea che le donne non possano giocare a calcio! nel cartone sono tutti maschi a giocare a calcio! sessismo!!!!!

    sì, perché ormai, finiti i film horror, fate le pulci (tanto per usare l’espressione del tuo lettore Paolo) anche ai cartoni (“principesse disney” che istigano alla sottomissione femminile) e ai giocattoli (barbie vestita di rosa e con l’abito da sposa?! ma è da demonizzare! istiga le bambine a vestirsi rosa confetto, a farsi bella e a non studiare matematica e, peggio ancora, a dipendere dall’uomo!). Il guaio è che non vi rendete conto del ridicolo involontario di certe analisi, di cui andate tanto fiere.

    sì dai, l’abbiamo capito.

  21. Davi ha detto:

    ah sì, quindi secondo te Skioffi\un rapper-musicista a caso è OBBLIGATO a leggersi le cose che piacciono a te prima di scrivere un testo? o a fartelo scrivere direttamente a te, così “va tutto bene, è tutto OK”?
    Dici che il testo di Yolandi non è “ben argomentato sul femminicidio”? e quindi? Skioffi ha dato la sua versione, ha semplicemente voluto interpretare una parte horror, poteva scrivere una canzone parlando di un pagliaccio assassino, di un alieno o di una mummia cannibale, ha scelto di parlare di uno che ammazza la moglie con l’amante, tutto qui. STOP. Non ha mai avuto nessuna pretesa di “saggistica sull’argomento”. Forse sei tu che gli dai più importanza, sulla realtà, di quanto la canzone\Skioffi stesso ritenga che debba avere.
    certo che se tutti gli scrittori pensassero che “hey, ma se io scrivo il tale libro, chi mi assicura che tizio non metterà in pratica quanto legge?”, bhè allora non esisterebbero neanche libri.

    Pacciani? cosa diamine c’entra Pacciani con la musica Rap (ma anche gli altri assassini che hai citato) lo sapete solo voi. e comunque? se anche esiste merchandise su di esso? la gente lo compra? e quindi? la gente compra cose di dubbio gusto, e anche di gusto macabro (c’è gente che va in vacanza a Chernobyl, lo chiamano turismo dell’orrore) e non è che comprarsi “il merchadise su Pacciani” ti qualifica come “omicida” (neanche chi si compra il merchandise su Mussolini e Hitler è sempre etichettabile, sempre e comunque, come “nazista\fascista che ammazza e fa vandalismo”)

    Una persona non ammazza “perché ha ascoltato un cd di musica o visto un film horror”.
    chi la pensa così sono i bigotti censori, te lo hanno detto anche altri (i pochi commentatori che hanno avuto un barlume di razionalità)

    si chiama “horror” perché deve parlare e rappresentare cose sgradevoli e mostruose, angoscianti, repellenti. altrimenti, se dovesse riportare “belle cose edificanti” si chiamerebbe “film sentimentale con lieto fine” e se dovesse riportare cose divertenti si chiamerebbe “film comico”. Non so perché fate fatica a capire questo discorso, che l’essere umano ha un lato oscuro, distruttivo e lo esprime anche in senso figurato tramite l’horror e cose sgradevoli. E finisce lì la cosa. certamente, poi c’è chi mette in pratica certe pulsioni distruttive, ma non puoi farci nulla.

    A te non piace, come osservazione, perché rende vano tutto il tuo affaccendarti nel farci credere che “la violenza si può prevenire”. Uno stupro non lo puoi “prevenire”. Non puoi neanche “arginarlo”. Succede, e basta, come è sempre stato, e sempre sarà, come succedono rapine, incidenti. fa parte dell’esistenza umana, e uno dei primi motivi è che certe cose succedono perché gli uomini hanno più forza fisica delle donne e questo li pone in una posizione di vantaggio (meramente fisico). Il secondo motivo è che l’istinto, il bisogno sessuale ecc. è anche distruttivo, si basa su cose come sadismo, masochismo, egoismo, anche perché siamo soggetti ad istinti animaleschi non sempre controllabili dalla ragione o dal “sentimento”. Anche questo è un fatto oggettivo.

    Gli omicidi, la vendetta, il rancore ci saranno sempre, sempre e comunque. Sono emozioni umane, ce lo portiamo dentro. Non sono causate da “cultura patriarcale”. Ci sono in tutti i contesti, epoche, zone del mondo.

    Ammetterai sì o no che anche tu, che ti dichiari fuori dalla cultura patriarcale, ti incazzi e perdi le staffe, vero? tu provi rabbia, come la provo io, come la prova tizio e caio.
    La differenza è che magari un uomo, avendo più forza fisica, la mette in atto con più facilità, nell’immediato, rispetto a me e te, donne, con minor forza fisica rispetto a tizio e caio.
    Tutto qui. è questo qui il motivo fondante dello squilibrio tra i sessi, il resto sono tutte illazioni, supposizioni, motivi puerili.

    Mettiti l’animo in pace, la forza fisica (gli uomini ne hanno di più) non è “evitabile”, non si può “ridimensionarla, annullarla”. Avere più forza fisica implica poter scegliere di usarla a danno degli altri (e altre). Alcuni uomini la usano a danno degli altri e delle altre (è un fatto oggettivo) per motivi egoistici e distruttivi. altri uomini la mettono a servizio degli altri e altre (pensa ai pompieri o ai muratori che fanno lavori di fatica)

    Ma ora non è mio interesse dibattere all’infinito su questo tema. Tanto, per te, “c’è soluzione”. (probabilmente se mai inventeranno un siero che potenzi la forza muscolare delle donne rendendola anche più potente di quella degli uomini… saresti la prima ad esultare perché così finalmente “niente più violenza di genere! da oggi le donne possono difendersi da tutti gli aggressori semplicemene dando un cazzotto! finalmente, abbiamo la parità in tutto e per tutto!”)

    • Ah ecco, la spiegazione della violenza contro le donne: gli uomini sono più muscolosi. Meno male che ci sei tu, Davi. Peccato che è dalla preistoria che l’uomo ha imparato a costruirsi armi, proprio per avere la meglio su creature dotate di maggiore forza muscolare, zanne e artigli. No, la “forza” non c’entra proprio niente Davi. Ma se ti piace pensarla così…

      • Davi ha detto:

        già è vero, basta dichiararsi femministe per “avere la stessa forza fisica di un uomo ed essere paritarie”. il fatto che gli uomini ne hanno di più per te non è “il primo motivo di disuguaglianza” tra maschi e femmine. sì, affermarlo ed ammetterlo rende vano tutto il tuo lavoro. capisco bene che sei restia…

        Me ne vado via, tranquilla, ma per cortesia, visto che rispondevo al tuo “articolo inglese sul rap” mettendoti il link del sito del sacerdote che scrive le stesse identiche cose, magari pubblicalo così dimostriamo che articoli come questo sono uguali a quelli dei bigotti e sacerdoti del family day… per loro “il peccato, il male, l’annullamento delle famiglie, la società rovinata, l’allontamento da Dio, la violenza, la perversione, la fornicazione” è causato dalla musica rock, metal, punk, emo, rap, chi più ne ha più ne metta. Leggilo, che lo troverai di tuo gradimento.

      • Tu hai dei seri problemi a capire quello che la gente scrive. La forza fisica non è un fattore così rilevante come vorresti dare ad intendere tu, è questo che ho scritto. Oppure ti fa comodo distorcere quello che la gente dice, perché è troppo forte l’impulso a rifiutare quelle evidenze che mettono in crisi il tuo sistema di credenze. Oppure sei in mala fede. Non ho elementi per giungere a conclusioni, ma qualunque sia la verità, questo modo di fare rende la conversazione molto poco costruttiva.

      • Antome ha detto:

        Comunque sarebbe stata una consigliera molto utile per Martin Luther King e Gandhi 😀 “guarda il razzismo è nella natura umana, che una minoranza abbia pari diritti è utupia”
        “guarda, da sempre vince il più forte, con gli inglesi è tempo perso”.

    • IDA ha detto:

      Appunto dici: “Skioffi ha dato la sua versione”.
      Bene! Allora ti chiedo, l’interpretazione della versione di Skioffi che sostiene che giustifica il femminicidio e che colpevolizza la vittima, è un’interpretazione corretta o sbagliata?

      Ti faccio un’altra domanda: Tra l’interpretazione di Skioffi e questo fatto:
      https://lunanuvola.wordpress.com/2018/11/15/nove-secondi-per-morire/
      Quante e quali differenze trovi?

      • Davi ha detto:

        già è vero, l’islam c’entra con la musica rap.
        sì, come i cavoli a merenda.
        stiamo parlando di un rapper (che, in linea con la musica rap come classificamente la si intende, usa parole forti e parla di cose scabrose anche a scopo parodistico, umoristico nero, o shoccante fine a se stesso, esattamente come faceva un Alice Cooper o milioni di altri musicisti) e tu mi tiri fuori degli assassini islamici che hanno ammazzato una donna perché è stata postata la sua foto online.
        c’entrano proprio con il personaggi di Skioffi\rapper a caso, sì come no.
        ma ti rispondo. vuoi la differenza? benissimo, te la dico che differenza passa tra i due.
        che Skioffi NON ammazza una donna. che Skioffi\rapper\musicista trasgressivo a caso\scrittore horror\regista horror può cantare\scrivere di omicidio, cannibalismo, sangue, vendetta, gang bang e finisce lì. sono cose fittizie, non vengono applicate necessariamente nella realtà.
        i tizi che seguono il corano sì, applicano quelle cose che trovi scritte nella realtà.
        il primo si chiama “musicista”
        i secondi si chiamano “integralisti religiosi pronti ad ammazzare, in linea con le prescrizioni coraniche che giustificano i delitti d’onore e l’omicidio”
        nessuna persona sana di mente “ritiene i testi rap come rivelati da dio e da applicare alla lettera”
        TROVAMI qualcuno che ritiene che “Fuck tha police” dei NWA (e stiamo parlando di un gruppo seminale del rap, non di deficienti che sono durati una settimana) vada applicato alla lettera, e quindi si metta ad ammazzare poliziotti perché “gli Dei NWA hanno rivelato di fare così”
        TROVAMELO. TROVAMI un fatto di cronaca nera dove qualcuno ha ammazzato poliziotti perché “gli Dei NWA hanno ordinato di fare così”
        sono i fanatici religiosi a ritenere i loro testi sacri “rivelati da dio e perciò da applicare”, non i rapper, i rocker, i punk e qualsiasi altra persona ascolti musica e guardi film horror!

      • IDA ha detto:

        Ancora con questo rap? –Io ve lo buco!
        Domanda n. 1- è corretta o no l’interpretazione che ha fatto Giulia sulla canzone di Skioffi?
        Se no quale lettura bisogna dare alla canzone? ( considerazioni: non si sta parlando di tutto il genere rap, ma di una canzone e di un cantante)
        Domanda due: Vedi considerazione precedente. L’interpretazione di Skioffi non è il rap.
        È l’interpretazione di un cantante.
        I cantanti rap non sono degli assassini, ma nemmeno tutti gli integralisti religiosi di qualsiasi religione sono degli assassini. Ma credi che sia giusto sostenere che l’integralismo e il fanatismo siano pericolosi, anche se non tutti sono degli assassini?

        Alle critiche ricevute Skioffi ha risposto con una minaccia. “Se questa storia va avanti vi faccio passare i guai, vi tappo la bocca.” Alle donne si tappa la bocca, come prevede la Shari’a.
        Anche Francesco Baccini ha espresso parole pesanti su Skioffi, ma non è stato minacciato, forse perché è un uomo? Francesco Baccini si pone anche una domanda importante a cui andrebbe dato una risposta, che è questa: ( la domanda non la risposta)

        “Ma in nome della Libertà è davvero lecito incitare al femminicidio o in generale all’odio di genere?”

      • ... ha detto:

        Ida, se l’interpretazione è che la canzone mette in scena il punto di vista di un assassino possessivo è corretta. Se l’interpretazione è che questa canzone giustifica il femminicidio e colpevolizza la vittima allora no.

      • Antome ha detto:

        Precisamente. Se nel testo si può ravvisare la giustificazione per l’omicidio e non, come in Arancia Meccanica, il racconto, questo sarebbe ciò che rende problematica la canzone.
        Corano, religioni abramitice e patriarcato, sono una cosa, quindi, il messaggio di un opera è un altro, rispetto al contenuto.

    • Paolo ha detto:

      il bisogno sessuale non centra con lo stupro, il dominio centra con lo stupro

    • Antome ha detto:

      Eh, immaginavo il discorso per cui tutto è ineluttabile e non dipendente dalla cultura :). Il crimine quindi non è in parte prevenibile e in parte dipendente dalle diseguaglianze e condizioni sociali, se da qualche parte ce n’è di meno i motivi devono essere genetici o solo perchè c’è una maggiore deterrenza e repressione. Il fatto che non possa scomparire del tutto deve condurre logicamente alla conclusione che a nulla valga la prevenzione, solo repressione, abbasso Chef Rubio, il crimine non si combatte *anche* con la cultura.
      Però invito a riflettere, se non sull’uccisione di donne, sullo sfregio del viso. La si ritrova molto anche in culture innegabilmente patriarcali, come quelle, medioorientali, specialmente dopo la complessa svolta conservatrice. Diciamo quindi ancora che non c’enra nulla il patriarcato?
      Ah è vero in Norvegia, dicono sempre, ci sono più femminicidi e meno donne stem.

      • Paolo ha detto:

        posso fare una osservazione che mi farà apparire come un leghista? Quanti dei femminicidi avvenuti in Norvegia sono commessi da migranti o da cittadini norvegesi di religione musulmana o provenienti da culture un po’ meno avanzate di quella scandinava? Ovviamente in proporzione con la popolazione (è ovvio che essendo in norvegia i norvegesi criminali saranno numericamente di più) . Perchè se è vero che la violenza misogina esiste in ogni cultura certe culture la favoriscono un po’ di più e non sono le culture laiche liberali del nord europa, rantomeno quella scandinava

      • Antome ha detto:

        Falla pure, appunto per questo bisogna combatterlo con la cultura e la laicità non con le zone rosse islamiche. Sappiamo delle statistiche per stupri e furti, ricordando che nel primo caso, metà delle violenze di stranieri riguardano connazionali. Il secondo ha una componente di classe, esacerbata dall’emarginazione e la ghettizzazione, la non integrazione, più che la religione, una parte della quale può contribuire agli stupri insieme alla cultura patriarcale o almeno è possibile. Non conosco i dati sui femminicidi però, ne sai qualcosa? In tv non ne parlano molto, dici che sia per nascondere la possibile componente etnica?
        Come spesso ho detto, i “buonisti” non è che vogliono essere buoni con i criminali, ma si preoccupano che le colpe ricadano su chi non lo è per associazione statistica di gruppo.
        Ma chi ha finanziato le scuole coraniche e più integraliste? Sempre gli “alleati” sauditi.

      • Paolo ha detto:

        ho forse parlato bene dei sauditi?

      • Antome ha detto:

        Siccome non sei leghista, sarai d’accordo con me su questo. Gli stessi che negano il patriarcato cambiano completamente personalità, schizofrenicamente quando si tratta di dire che gli immigrati provengono da una cultura arretrata ed incompatibile con l’occidente. Improvvisamente il maggior numero di stupri e, forse, femminicidi, è spiegato con il patriarcato islamico. Quando si tratta di quelli di “casa”, ti tirano fuori la foia maschile, la forza fisica tutto pur di negarne l’elemento patriarcale.
        Vero è che accade il contrario con alcuni progressisti, fatico a definirli tali, ma sono una minoranza, e non è il caso di questo blog. Al limite dicono che è una cultura che affonda le sue origini in un testo molto patriarcale comune a quello cristiano, l’Antico Testamento, che quando parlano di incompatibilità con la cultura occidentale dovrebbero loro per primi rinunciare ad ogni velleità revisionista e reazionaria. Furbamente, Geert Wilders, nei Paesi bassi, è infatti, almeno a parole liberale e pro lgbt e pro choice, a differenza di altri leader xenofobi, il che è più coerente.

      • Paolo ha detto:

        non sono leghista (disprezzo la Lega) e sono d’accordo con te su questo, e non nega ciò che ho scritto io

  22. Davi ha detto:

    e per l’articolo patetico che mi hai linkato, (e che ti serve per fare la tua crociata contro i “maschilisti rap”), è analogo a roba come questa
    https://www.riscossacristiana.it/musica-satanica-e-occultismo-di-don-marcello-stanzione/
    che ci fa sapere che… ascoltare Zucchero, questo sì che è veramente pericoloso!

    Non sei neanche originale nel tuo scritto, le critiche alla musica rap già le fanno i siti di quel genere lì. basta che non ti offendi, se però la gente ti paragona a quelli.

    • Antome ha detto:

      Guarda su questo punto sono anche d’accordo con te, però è anche vero che non bisogna mettere le paranoie religiose con l’analisi, nè l’analisi critica con le smanie censorie. Ovviamente poi entrando nel merito delle conclusioni le si può ritenere sbagliate, ma non è che a priori nessuna opera d’arte abbia un messaggio politico su cui si può entrare nel merito. Ma questo non impedisce, a chi vuole, di goderne la forma e la forma del contenuto.
      Non è che se uno si diverte a giocare a Age of Empires è un falco interventista fanatico delle guerre sante.

  23. Serenando ha detto:

    Davi, sei veramente grande!
    Avercene, interlocutori e interlocutrici come te, qui!

    • Antome ha detto:

      Dipende, secondo te, se nel testo si può ravvisare la giustificazione per l’omicidio e non, come in Arancia Meccanica, il racconto, questo sarebbe ciò che rende problematica la canzone.
      Corano, religioni abramitice e patriarcato, sono una cosa, quindi, il messaggio di un opera è un altro, rispetto al contenuto.
      Non l’ho ascoltata, quindi il discorso è questo. Se il rap racconta una cosa che succede, oppure la vuole giustificare e la linea tra il personaggio interpretato ed il messaggio è ambigua.

  24. Serenando ha detto:

    Riccio, sei veramente riccio e veramente schiattoso!
    Davi, però, resta grande!

  25. paolam ha detto:

    Mi piacciono i tuoi commentatori soprattutto quando ci impartiscono lezioni di storia delle religioni 🙂 deve proprio essere quello il problema, le “religioni abramitiche”, di cui, vedo, quella del Corano non fa parte: ora me la segno; le altre religioni, invece, devono essere tutte femministe, chissà nell’induismo quanto stanno avanti, per dirne una importante, ora vo a controllare. Buon anno comunque!

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