After: cerco di capire

E’ uscito nelle sale in questi giorni “After”, l’adattamento cinematografico del bestseller dell’americana Anna Todd.

Ero del tutto ignara di questo successo editoriale e sarei rimasta anche all’oscuro del fatto che il film è primo in classifica per gli incassi, se non mi fossi offerta di dare un passaggio a mio figlio e ai suoi amici. Transitando con l’auto davanti ai poster della multisala ho scoperto che il libro era una delle letture preferite delle ragazze alla scuola media e che oggi, che frequentano le superiori, sono tutte entusiaste all’idea del film.

“E’ una storia d’amore” mi ha spiegato una di loro e ho deciso di approfondire.

Il sito Amazon ci racconta “After” così:

Incuriosita, ho fatto ulteriori ricerche e questo è il sunto di ciò che ho trovato più o meno ovunque:

Dopo la saga di Twilight e le sfumature di svariati colori, la serie “After” sembra qualificarsi come l’ennesimo tremendo nemico della salute fisica e psicologica delle giovani donne, visto che (traduco) celebra l’abuso come se fosse amore e chiede al suo pubblico, composto prevalentemente da giovanissime, di accettare che è ok per un uomo manipolarle e abusare emotivamente di loro se può giustificarsi con un’infanzia traumatica. Considerato che la storia di Tessa è descritta come il manuale della perfetta crocerossina – ovvero una donna disposta a pagare un prezzo altissimo pur di salvare il suo amato da se stesso e dal suo oscuro passato – che quasi tutte le recensioni del film sottolineano che la sceneggiatura ha tentato di ridimensionare la crudeltà del protagonista maschile e ha scelto di eliminare le scene di sesso, ho rinunciato ad andare al cinema e ho optato per l’acquisto del libro.

L’ho letto e l’ho letto tutto, cercando – come suggerito da Maria Laura Ramello di Wired – di comprendere prima di giudicare le ragioni del suo successo planetario.

E’ stata dura arrivare all’ultima pagina, soprattutto perché lo stile in cui è scritto è più o meno quello dei pensierini delle scuole elementari, il che lo rende una lettura un po’ perturbante, visto che la maggior parte di quei pensierini riguarda il sesso orale.

Ma andiamo con ordine, e cominciamo proprio col sesso.

Non sono una grande appassionata di letteratura erotica, anzi, proprio non è un genere nelle mie corde, ma di tutto il sesso descritto in questo libro mi ha colpito un aspetto che sembra sfuggito a gran parte dei recensori: Hardin Scott è uno degli amanti più altruisti dei quali abbia mai letto, sentito raccontare o che abbia mai incontrato.

Questo tizio la mattina – quasi tutte le mattine, a dire il vero – si desta ansioso di procurare alla protagonista del romanzo uno o più orgasmi e il più delle volte lo fa senza neanche accennare al suo pene, che rimane sullo sfondo della scena come un decorativo rigonfiamento delle mutande, che lei ogni tanto occhieggia pensando “oh guarda, si sta divertendo anche lui”; ma soprattutto, quando Tessa gli propone “vuoi venire anche tu, tesoro?”, lui generalmente risponde “no, non ti preoccupare, facciamo la prossima volta, altrimenti fai tardi; vado a farmi una doccia fredda e metto su il caffé”.

Il che mi ha fatto tornare in mente una scena di un vecchio film con Cameron Diaz…

[Trigger Warning: i contenuti del video che segue sono segnalati da youtube come “inappropriati per alcuni utenti”]

Ribadisco, non sono un’esperta del genere, quindi lo chiedo a voi: è tutta così la contemporanea letteratura pornografica per ragazze eterosessuali? Maschi ossessionati dal cunnilingus che si dilettano ad osservare con devozione il godimento femminile?

Perché io questo lo comprendo. Ha tutta la mia comprensione. Se non ci fosse il resto del romanzo, sarei persino disposta a soprassedere sull’uso quasi esclusivo della paratassi e la povertà lessicale per trasformarmi in una fan sfegatata di Anna Todd, anche se il farlo comporterebbe per alcuni una tacita ammissione del mio essere la peggiore nazifemminista-odiatrice di uomini che ha mai scritto su wordpress.

Purtroppo il resto del romanzo c’è, e somiglia ad una parafrasi molto, molto prolissa della celeberrima strofa della canzone “Teorema” di Marco Ferradini:

Prendi una donna, trattala male,
lascia che ti aspetti per ore.
Non farti vivo e quando la chiami
fallo come fosse un favore.
Fa sentire che é poco importante,
dosa bene amore e crudeltà.
Cerca di essere un tenero amante
ma fuori del letto nessuna pietà.

Un comportamento verso il quale lo stesso Ferradini si dichiarava in disaccordo nella strofa successiva.

L’aspetto più perverso della storia di Tessa Young è che i maltrattamenti e i comportamenti controllanti e coercitivi del bello e dannato Hardin Scott, che piagnucolando lei sopporta per centinaia di pagine, sono presentati dall’autrice come l’esorbitante prezzo che la ragazza (cresciuta in un ambiente nel quale essere “brava” equivale a non masturbarsi mai) si costringe a pagare per avere una vita sessuale appagante, dato che il fidanzato perfetto che ci viene proposto come antagonista – l’affidabile, gentile e comunque bello Noah – non intende toccarla neanche con un dito o, per essere più espliciti, non la toccherebbe mai con il dito.

Quindi, per rispondere a Maria Laura Ramello, chi in qualche modo conduce una sordida battaglia moralizzatrice contro l’orgasmo femminile è proprio Anna Todd, suggerendo con il suo “After” che l’unico uomo disposto ad infilare la testa fra cosce di una ragazza sia per forza di cose il peggior sadico fra quelli in circolazione, il quale pretende come contropartita che lei accetti di sottostare ad una serie infinita di umiliazioni pubbliche ed abusi verbali, repentini cambi d’umore ed accessi violenti di collera, trascorrendo terrorizzata o in lacrime tutto il tempo che non passa a mugolare di piacere.

Che sia davvero questo l’amore?

Santo cielo, no! Certo che no.

Questa è violenza. E di solito, ad un certo punto, lei le prende di santa ragione o finisce ammazzata, un aspetto di queste dinamiche di coppia che romanzi come “After” e le 50 sfumature omettono sempre di raccontare, perché è un prezzo che anche la più devota delle crocerossine si rifiuterebbe di pagare, a dispetto del numero di orgasmi quotidiani che le sarebbero garantiti.

Informazioni su il ricciocorno schiattoso

Il ricciocorno schiattoso si dice sia stato avvistato in Svezia da persone assolutamente inattendibili, ma nonostante ciò non è famoso come Nessie.
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14 risposte a After: cerco di capire

  1. Loon Martian ha detto:

    È sempre la stessa solfa, per carità, anche legittima in quanto trattasi di letteratura fittizia, ma quando diventa il modello predominante di solito è anche indicatore di quello che la gente pensa.
    Quando ero giovane (ok, più giovane) io era il momento di Tre Metri Sopra il Cielo, che pure alla fine ripropone la stessa roba trita e ritrita, perché anche se in quel caso la relazione non è propriamente abusiva il sessismo è comunque trattato come cosa normale e gli stereotipi di genere sono legge.
    Piccola ammissione: questa cosa del trasgressivo/progressivo su sesso e genere = mostro ce l’ho pure io. Ok, nel caso di After il tizio non pare essere molto progressivo sull’eguaglianza, ma alla fine anche nei miei libri invariabilmente viene fuori che chi offre un’alternativa a stereotipi di genere e disuguaglianza in generale è il “cattivo”. Però vabbè, mi giustifico dicendo che alla fine questa è un’altra storia.

    • A mio avviso Hardin è tutt’altro che “progressivo”. È solo uno con una insolita passione per la clitoride. ..

      • gattarruffata ha detto:

        Spero che un giorno, non troppo lontano, schifezze del genere vengano usate solo e soltantanto per incartare le stoviglie e i soprammobili in caso di trasloco. Non riesco neanche ad analizzare tutta questa poltiglia: i perché e i per come. Mi sento solo molto demoralizzata e consapevole che garn parte di questo è colpa della mia generazione ( ho 42 anni) che invece di portare avanti le lotte femministe degli anni settanta, ha preferito passare i pomeriggi a leggere Cioè e altre ca*ate simili. Comunque noto un certo risveglio di coscienza, speriamo bene.

      • Io invece credo che dovremmo interessarci, di queste storie. Leggerle, e mettere in evidenza per le lettrici quelli che sono gli aspetti più problematici.
        Ad esempio, per me il nocciolo della questione è che qui abbiamo due protagonisti con un’infanzia disfunzionale alle spalle: entrambi hanno convissuto con un genitore alcolista e con la violenza domestica e entrambi debbono confrontarsi con figure genitoriali inadeguate, ma hanno reazioni completamente diverse. Dovremmo portare le giovani lettrici a ragionare sul fatto che se lui, e non lei, reagisce agendo con violenza e crudeltà gratuita, questo dipende dal genere – dai ruoli di genere – più che dal bagaglio personale. E potrebbe essere uno spunto eccellente per riprendere il discorso interrotto.

  2. Paolo ha detto:

    credo che nonostante questi romanzetti poche ragazze accetterebbero un violento ossessivamente geloso solo perchè è bravo di lingua

    • Ne abbiamo parlato diverse volte, qui.
      Ci dicono le statistiche che “Quattro ragazzi su dieci non troncherebbero una relazione dopo un gesto violento Quasi sei giovani su dieci (58,9%) considerano un gesto fisico violento, come uno schiaffo o uno spintone, motivo sufficiente per interrompere una relazione sentimentale; tuttavia, appare significativo che per gli altri quattro su dieci, il gesto di violenza è tollerabile”. https://27esimaora.corriere.it/18_dicembre_19/ricerca-eurispes-18-30enni-amori-malati-continuano-anche-minacce-schiaffi-a6e43948-0382-11e9-94ba-cb54e059ac5f.shtml
      Questi romanzetti, ci dice giustamente Wired, vanno a colmare i vuoti di una società che non ritiene di doversi occupare dell’educazione sentimentale dei giovanissimi e, quando lo fa, molto probabilmente non tiene in debita considerazione la loro sessualità.
      E’ inquietante, per me che ho più di quarant’anni, scoprire che tante adolescenti si identificano ancora oggi in una ragazzina combattuta fra il desiderio di abbandonarsi al piacere fisico e il terrore che questo desiderio possa qualificarla come meno degna di rispetto; è lecito domandarsi, credo, come mai siamo ancora fermi ai tempi di “Comizi d’amore” di Pasolini, con una protagonista illibata e un protagonista maschile il cui fascino è determinato al contrario dalla sua promiscuità, nonché dal suo essere insopportabilmente autoritario e crudele quando abbisogna di essere obbedito: non ti sembra che questo possa essere il sintomo di un sistema valoriale, che assegna all’uomo e alla donna specifici ruoli di genere nella società contemporanea?

      • Paolo ha detto:

        mi dice che nonostante i progressi innegabili fatti dopo la sex revolution e il femminismo anni ’70 c’è ancora molto da fare per liberare il sesso, sopratutto per far capire alle ragazze che godere del sesso non è un peccato da espiare e far capire che chi ti opprime non ti ama (e far capire anche che si può essere ragazzi bravi e gentili e allo stesso tempo dei bravi amanti a letto). Mi dice anche che quando un ragazzo (ma anche una ragazza) mostra un temperamento aggressivo invece di deminizzare l’aggressività dobbiamo insegnarli a indirizzarla e a gestirla, a “saperci fare” con la propria aggressività e coi sentimenti negativi (la paura, la frustrazione ecc.) in generale per evitare che diventi distruttiva

  3. paesanoale ha detto:

    Sto leggendo il primo romanzo (che fu pubblicato a puntate su una piattaforma online dove è ancora leggibile. Non ho trovato le scene che raccontano il cunnilingus ma ne ho trovate altre in cui tessa perde la verginità e fa del sesso orale a Harry Styes (uno degli one direction) che nei libri diventa Hardy.
    Quindi non capisco più qual è il tuo punto…

    • La prima scena – che credo sia una delle scene clou anche del film – è quella in cui lui la porta in aperta campagna per masturbarla su un prato dopo che si sono fatti una nuotata. Non nascondiamoci dietro un dito 😉 Non è difficile comprendere il mio punto: girls just wanna have fun, come qualsiasi altro essere umano su questo pianeta, e non è per nulla difficile comprenderlo. Ciò che è invece deprimente e andrebbe debitamente sottolineato, è che questo desiderio debba venir sublimato in una struggente battaglia per la salvezza dell’anima di un ragazzo con evidenti problemi a gestire la rabbia e la frustrazione, per essere percepito come socialmente accettabile.

  4. paesanoale ha detto:

    Ah ok è che da come ci raccontavi il romanzo sembrava quasi che questi due non facessero mai altro…

  5. Valeria ha detto:

    Peraltro a me il cunnilingus mi annoia. A morte.
    Non lo dico per raccontare i fatti miei e i miei personali gusti che penso interessino il giusto, ma perché sono un po’ insofferente a una narrazione che vuole TUTTE le donne refrattarie alla penetrazione inchiodandole ancora una volta a uno stereotipo. (In fondo anche quello sacrificale: qualsiasi donna abbia avuto figli, per dire, secondo questo stereotipo si sarebbe sessualmente sacrificata, facendo cose che non le piacevano in nome della riproduttività).
    Le donne sono tutte diverse e alle donne piacciono, anche in fasi diverse dellla vita, cose diverse.

    • La protagonista non è refrattaria alla penetrazione, è convinta che il rispetto dovuto ad una donna sia direttamente proporzionale alla cura che ha della sua verginità.

    • Antome ha detto:

      Ciao, quindi questa protagonista pensa di meritare rispetto in quanto vergine o di non meritarlo in quanto non? Che alla fine, sappiamo bene, ha un parallelo con una sorta di integrità che il sesso distruggerebbe, come si fosse delle confezioni. Non sono mancati giudici che hanno considerato l’”esperienza” un’attenuante per un abuso di minore.

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