Gli “allontanamenti facili” e la colpevolizzazione della vittima

La notizia è del 3 agosto: i protagonisti sono una coppia con figlio conteso, una situazione purtroppo comune, alla Kramer contro Kramer – ci spiega l’articolo – che si differenzierebbe però dal celebre film per il fatto che il padre è stato condannato a un anno e otto mesi di reclusione, con la condizionale, per maltrattamenti in famiglia.

Poiché l’uomo è di fatto libero, madre e bambino sono costretti ad abbandonare la loro abitazione e vengono accolti in una struttura a Ovada, in provincia di Alessandria (a quasi cento chilometri da Pietra Ligure), dove sono seguiti dai servizi sociali, i quali – dopo un periodo in cui la donna, a causa di una broncopolmonite, finisce in ospedale, valutano come più opportuno allontanare il minore dalla madre per affidarlo alle cure del padre.

La situazione descritta, insomma, coincide appieno con quanto previsto dal commentatore Robert, al quale ho dedicato qui un paio di post (questo e questo); un fatto che, a mio avviso, non ci permette di liquidare la sua opinione in merito al “superiore interesse del minore” come mero trollaggio, visto che casi di cronaca come questo ci suggeriscono che gli operatori del settore potrebbero condividerla appieno.

A tale proposito, vorrei riprendere le fila del dibattito originato da quei post, che continua a distanza di settimane dalla pubblicazione di quei post e che è dominato dagli interventi di ferrara2835, un commentatore accorso a supporto di Robert che si è qualificato come ESPERTO DEL CAMPO CON FORMAZIONE ACCADEMICA (il maiuscolo è dell’originale), dipendente MIUR da più di trent’anni, con formazione psicologico-psichiatrica, che ha agito quasi sempre in contesti “difficili” (il virgolettato è dell’originale).

Dal 12 luglio in poi, ferrara 2835 ha inserito più di settanta commenti (l’ultimo stamani alle 2:22) allo scopo di condividere con noi la sua autorevole opinione professionale sulla faccenda, una teoria che proverò ora qui a riassumere per i miei lettori, che comunque possono trovare i suoi commenti pubblicati sotto i post precedentemente citati.

Secondo ferrara2835, quando si tratta di tutelare un bambino che ha vissuto o vive in un contesto caratterizzato dalla violenza domestica, le autorità competenti dovrebbero provvedere ad allontanarlo da entrambi i genitori, provvedendo a collocarlo al più presto presso terzi, affinché non abbia più nessun contatto né con il padre maltrattante, né tantomeno con la madre maltrattata: ENTRMBI I GENITORI COME COPPIA RAPPRESENTANO UN PERICOLO (il maiuscolo è sempre dell’originale), un pericolo per l’identità del bambino.

Andiamo a vedere come è giunto a questa conclusione e quali sono le fonti che cita a supporto della sua tesi.

Partiamo dalle definizioni che ferrara2835 ci fornisce.

La violenza domestica viene descritta come una SITUAZIONE PROBLEMATICA COSTITUITA DA UN RETICOLO DI CONFLITTI (il maiuscolo è ancora dell’originale), il primo dei quali sarebbe tra i due genitori per il controllo del potere (il grassetto invece lo aggiungo io, sempre).

Che ferrara2835 sia fermamente convinto che non si debba distinguere la violenza domestica dal conflitto interpersonale, lo si evince anche da altri commenti; in uno scrive: solo perche lì non litiga nessuno, quella e una buona famiglia? evitiamo un becero, idiota, bieco, perbenistico affrontare le cose con semplicioneria…. non la violenza rende una famiglia “pericolosa” per i figli, ma la rinuncia a tutelarli… ci sono famiglie dove i genitori, dal carattere forte, fanno esplodere i conflitti in forma anche aggressiva… ma se ci sta l’ accordo su come educare i figli, li la famiglia resta salda… altre famiglie dove i genitori non litigano, ma i figli passano tutta la giornata ad annoiarsi davanti alla playstation… li bisogna intervenire…
se un padre pensa piu al potere che alla tutela DEVE CESSARE di essere padre… se una madre pensa alla paura piu che alla tutela DEVE CESSARE di essere madre… in quei contesti, giocoforza o i figli li togli ad entrambi, o invece li lasci ad entrambi… e con entrambi non possono piu stare…

Sia ben chiaro, ferrara2835 non nega l’esistenza di un sistema patriarcale a tutt’oggi a fondamento della tipica famiglia italiana (in un commento descrive la nostra società come patrocentrica), ma ritiene che la violenza sulle donne non sia una delle manifestazioni di quel disequilibrio di potere tra i generi causato dalla sua struttura gerarchica, ma è piuttosto la conseguenza dell’occasionale attrito fra due “caratteri forti” e non procura alcun danno ai bambini che ne sono testimoni, se ci sta l’accordo su come educare i figli.

[Dovremmo dedurre a questo punto che si parla di violenza domestica e violenza assistita solo quando gli adulti coinvolti sono in disaccordo su come educare i figli? Se sull’educazione dei figli i due si trovassero concordi, lividi e urla non sortirebbero sui bambini alcun effetto nefasto?]

Il patriarcato, prosegue ferrara2835, è un’organizzazione sociale di per sé del tutto innocua e non ha alcun ruolo in quel “conflitto aggressivo” che noi chiamiamo violenza domestica e che lui chiama “rapporto malato”; con le sue parole: patriarcato significa solo che la figura paterna, che gestisce il patri-monio, gestisce anche la vita di chi con esso viene sostentato…
ci sono dei maschi che amministrano in modo dittatoriale, maschi che amministrano in modo condiviso, maschi che invece amministrano in modo delegativo, maschi che non hanno nulla da amministrare perche sono precari da una vita e maschi felicemente single che amministrano solo se stessi… sono tutte patriarcato [“cosa”] ma hanno tutti cause, organizzazioni e conseguenze differenti [“il cosa”]
a questa differenza di organizzazioni, corrispondono anche ruoli differenti della donna nel nucleo familiare… vittima se il padre e un dittatore, socia se il padre e un condivisore, complice se il padre e delegativo, surrogante se il padre non ce la fa o assente se nel nucleo neanche ci sta…
quindi, ad un ruolo rappresentativo [rappresentativo???] dell’ uomo non deve per forza corrispondere un ruolo subordinato della donna…
nelle famiglie ebree, l’ uomo comanda sul nucleo familiare, ma solo la madre puo trasmettere l’ appartenenza ebraica ai figli, e solo la madre puo consacrare l’ inizio dell’osservanza del sabato…
quindi non occorre arrivare per forza al conflitto, o al matriarcato (che pure esiste nel mondo) per garantire alla donna un ruolo centrale negli equilibri familiari…

Non la asimmetria fa il rapporto malato, ci spiega altrove, visto che esistono relazioni nelle quali la sottomissione di uno all’altro è il frutto della libera scelta di due adulti consenzienti. Che cosa renda un rapporto malato, invece, diventa sempre più nebuloso mano a mano che i commenti si susseguono, visto che il profilo della donna maltrattata che ferrara2835 ci delinea cita ripetutamente la di lei libera scelta, senza chiarire in cosa consista quella rinuncia ad una libera interruzione del legame che a suo dire costituirebbe il nocciolo della patologia della relazione.

La donna maltrattata, secondo ferrara2835, è vittima di violenza a causa del suo inconscio desiderio di non sopravvivenza; ella, infatti, ha scelto un partner violento perché senza la paura non si sente viva, apprezzata ed amata.

Quella nei confronti della violenza esercitata dal partner, secondo ferrara 2835, è per la donna una vera e propria dipendenza: ora, quando tu mi dici “vittima di violenza” a cosa pensi? che ci sta un maschio vigilante 24 ore al giorno, sempre con gli occhi aperti e con la mano sul collo? cosa impedisce alla donna di fuggire nelle ore in cui il maschio non c’ e? cosa impedisce alla donna di ucciderlo mentre dorme? l’ attesa! l’attesa del ritorno a casa, l’attesa che si svegli di nuovo, l’attesa di poter diventare di nuovo vittima

Insomma, ciò di cui ferrara2835 ci sta parlando, altro non è che il caro, vecchio, masochismo femminile. Non per nulla, fra le sue fonti appare spesso e volentieri Sigmund Freud, con la raccomandazione a coloro che fossero interessati ad approfondire di affrontarlo nei due originali in tedesco e in ebraico (qui il commento con il resto della bibliografia).

Che il desiderio di morte sia radicato nel profondo della donna maltrattata al punto da diventare il suo “modo naturale” di vere l’affettività, sarebbe confermato da quelle statistiche (non citate) che ci raccontano dei ripetuti tentativi falliti di lasciare il maltrattante: QUASI TUTTE LE DONNE VITTIME DI VIOLENZA TENDONO A PERDONARE IL CARNEFICE ED A TORNARE CON LUI…sono dati statistici, e non necessitano di valutazione morale…

Secondo ferrara2835, le donne in realtà non vogliono abbandonare il violento, anche quando fanno le denunce, o entrano in sistemi di protezione, perché  POI RITIRANO LA DENUNCIA…

O meglio: non possono abbandonare il violento, perché , non è possibile salvare la vittima dalla sua stessa fragilità, perché preferirà sempre sentirsi protetta dal violento di turno che sentirsi libera in una vita che ha paura di gestire da sola

E qui veniamo ad uno dei passi più problematici della sua teoria: aiutare una donna maltrattata a liberarsi del suo aguzzino, sarebbe una forma di violenza contro di lei: forzare o convincere uno dei due a rompere il legame vuol dire garantirgli SOLO LA INTEGRITA FISICA, NON ANCHE QUELLA IDENTITARIA, perche lo/la si costringerebbe a vivere la sua affettivita in maniera per lui/lei innaturale…”. NON PUOI COSTRINGERE UNA PERSONA A VIVERE diversamente di come e o di come sente di essere… senno le faresti violenza pure tu!

Apro una piccola parentesi: che alla radice della violenza domestica vi sia il masochismo femminile, cozza a mio avviso con la descrizione della violenza domestica come “conflitto per il controllo del potere”; l’obiettivo della donna così descritta non è il controllo degli altri membri della famiglia, ma ciò che agogna è l’essere controllata da una figura dominante a causa di una fisiologica incapacità a gestirsi in autonomia.

Sono certa che interverrà l’autore a spiegarmi (e a spiegarvi) in cosa è manchevole questa mia personale osservazione.

Ma veniamo ora al profilo dell’uomo maltrattante: lui che problemi ha? A quanto pare, principlamente aver avuto la sventura di incontrare una donna/delle donne tanto disturbata/e con la quale/le quali instaurare una “dinamica malata“: domanda, e qui spunta il vero discrimine… ma il maschio violento di cui stiamo parlando lo è ovunque o solo a casa? se lo è ovunque, con tutte le donne, allora si tratta di una cosa soggettiva, indipendente dalla femmina interlocutrice, ed il problema è solo suo… se invece tratta tutte bene, e poi a casa diventa violento con la “sua” donna, allora non si tratta di una persona malata, ma di una dinamica malata, ed in questo caso violenza e sottomissione sono due malattie diverse ma nessuno dei due sta abbastanza sereno da poter allevare figli.

Quando ho provato a far notare che non sempre l’uomo violento fra le pareti domestiche si comporta altrove come un integerrimo Dr. Jeckyll, ma che la violenza domestica è spesso connessa ad altre forme di violenza (citavo questo articolo: Like Most Mass Shootings, The Chicago Hospital Attack Began With Domestic Violence), la risposta è stata: ma tu dai ragione a me… questi che stanno a sparare sono cresciuti male… oggi vediamo il bossolo e l’ adulto, ma ieri non avevamo visto in tempo i capricci ed il bambino… figli di genitori inadeguati trasmettono intergenerazionalmente la loro inadeguatezza… 

Dove si parli di “genitori inadeguati” nell’articolo dell’Huffington Post, lo lascio scoprire a voi, perché io non sono riuscita a capirlo, come non sono riuscita a capire perché tutti i casi in cui gli uomini violenti con la partner e anche fuori casa non confutano la teoria della “dinamica malata”, smentendo al contempo la descrizione della donna ansiosa di non sopravvivere.

Comunque, il profilo dell’uomo maltrattante poco interessa a ferrara2835, visto che, a differenza di Robert, non ritiene gli si debbano affidare bambini.

Ciò che gli interessa davvero è convincermi dell’inadeguatezza delle madri maltrattate, che sono sempre e comunque da considerarsi genitori dannosi al sano sviluppo di un figlio.

Vediamo di elencare succintamente le motivazioni:

  1. abbiamo già visto che, secondo ferrara2835 se una relazione di coppia è “malata” VUOL DIRE CHE MALATI LO SONO ENTRAMBI!… QUINDI IL FIGLIO VA TOLTO AD ENTRAMBI;
  2. una donna che “ha scelto” l’uomo sbagliato”, come può essere ritenuta in grado di fare scelte adeguate per i suoi figli? (il commento: se affermiamo che una donna vittima non e responsabile del suo essere vittima, come facciamo a dire che una donna madre e responsabile del suo essere madre? magari nello scegliere QUELL’ uomo ha scelto di impulso, condizionata dalla avvenenza della forza fisica, dal bisogno di protezione, o da spinte familiari… non decidi per te per diciotto anni, perche per te decidono tuo padre E TUA MADRE… non decidi neanche bene gli uomini “giusti” dai 18 anni fino alla crisi coniugale… e dovresti essere in condizione di decidere le cose giuste per i tuoi figli?);
  3. la madre maltrattata è da considerarsi moralmente responsabile della violenza assisistita patita dal figlio, visto che è stata così scema (si, ad un certo punto parla proprio di scemenza della donna che ha difficoltà a percepirsi come vittima di violenza domestica) da rimanere per un certo periodo con il maltrattante (farsi vedere con lividi che durano per giorni rende la madre carnefice del figlio… la violenza non e solo picchiare… la violenza e fare percepire normale quello che non è…1. qui il dibattito si ferma sempre e soltanto alla violenza dell’ uomo verso la donna, e non si tiene conto che la cosa non fa soffrire solo la donna
    1bis. dunque tutto il dibattito si ferma alla aggressione fisica, e non tiene conto di quella morale
    1ter. se tenesse conto di quella morale, entrambi sarebbero carnefici allo stesso modo nei confronti della prole, dato che il non reagire della madre oggi si trasforma in un non reagire delle figlie domani…
    );
  4. affidare un bambino alla madre maltrattata creerebbe nel bambino la convinzione che uno dei due genitori è migliore dell’altro (soprattutto a causa dell’incapacità della donna maltrattata nel trattenersi a denigrare l’ex maltrattante), con un grave danno al suo sviluppo:  come nessuno dovrebbe dividere piu figli minorenni, dato che sono legati da vincolo affettivo “forte”, nessuno neanche dovrebbe dividere i due genitori dalla percezione dei figli… lasciarli con uno dei due significa dire: uno era migliore e l’ altro era peggiore… SOLO CHE I FIGLI CERCANO COSTANTEMENTE DENTRO DI SE LE TRACCE DI ENTRAMBI… quindi il sottaciuto sarebbe: guarda che dentro di te ci sta una parte migliore ed una parte peggiore…
    A NESSUN MINORE PUO MAI ESSERE DETTA O FATTA CAPIRE UNA COSA DEL GENERE! …pensiamo che il genitore-vittima sarebbe neutrale nel descrivere il genitore-carnefice a rapporto conchiuso? NO!… e questo “NO!” rende inadeguata anche la madre e chiude il discorso; in un altro commento questo concetto è così approfondito: io non penso… io non debbo pensare… io debbo non pensare… io non ho il diritto di pensare…
    io ho solo il dovere di chiedere al figlio, purtroppo rispondendo io, se quelle persone IN COPPIA si sono dimostrate con lui bravi genitori oppure no…
    NESSUNO PUO O POTREBBE chiedere al bimbo di scegliere, e nessuno a nome suo puo scegliere…
    nel vissuto del bimbo quella COPPIA sussiste come coppia, deve essere vissuta come coppia, stare dentro la sua vita come coppia, oppure uscirne come coppia!
    il minore coinvolto in queste situazioni ha sempre la percezione di inadeguatezza per il non riuscire a proteggere la madre… se lui resta solo con lei, gli resta invece l’impotenza di non avere salvato il rapporto tra i due, e si dara da solo la colpa di aver perso il padre…
    come i bambini ai primi giorni di scuola, che cercano un “parafulmine affettivo” per elaborare il lutto, un bimbo del genere che scelta mentale ha? dare la colpa alla madre, anche lei vittima? no! dare la colpa al padre, di cui magari ha ancora paura pure lui? no!
    alla fine pensa: “colpa mia”…
    IL FALLIMENTO DI UNA COPPIA NON PUO ESSERE SANATO DA UNO DEI DUE, perche per definizione la parte “migliore” suppone una parte “peggiore”, e nessuno puo dire ad un bimbo che lui sia fatto per meta da una parte “peggiore”…
    come detto da quando sono entrato qui: colpa o meno del padre? irrilevante! colpa o meno della madre? irrilevante!… questi sono solo affari loro e devono essere gestiti all’ interno del mondo degli adulti… se ci sta un minore, non puo essere lasciato “ad un genitore” perche lui penserebbe di essere lasciato “a mezza coppia parentale” e si sentirebbe abbandonato dall’ altra mezza, senza poter mai piu elaborare il lutto
    DEVONO SPARIRE ENTRAMBIIII [sto urlando, ma a voce contenuta….];
  5. nessuno è indispensabile, neanche una madre, che è perfettamente surrogabile da altre figure; inoltre il futuro di un bimbo non deve contenere e non deve basarsi su elementi del passato… noi non possiamo e non dobbiamo chiederci se la madre ami il figlio… dobbiamo chiederci se il figlio ricollega lei a dinamiche di odio… la risposta è sì… perché il figlio, specie se piccolo, non fa differenza fra carnefice e vittima, ma fra silenzio e urla, tra una notte di sonno e una notte di veglia per andare al pronto soccorso, tra una stanza pulita ed una sporca di sangue… la madre per il figlio E UN BRUTTO RICORDO… non una brutta persona, ma comunque un brutto ricordo… e il futuro di quel bimbo non puo basarsi sulla stagnazione di un ricordo brutto, ma sulla elaborazione fatta con risorse affettive nuove…

Alla base di queste considerazioni ci sarebbero, oltre che Freud, anche Piaget, Montessori, la teoria dei ruoli di Moreno, ed Ervin Goffman.

Ferrara2835 afferma di occuparsi di tutela dell’infanzia.

Io non ho davvero più nulla da aggiungere a questo estenuante dibattito.

Informazioni su il ricciocorno schiattoso

Il ricciocorno schiattoso si dice sia stato avvistato in Svezia da persone assolutamente inattendibili, ma nonostante ciò non è famoso come Nessie.
Questa voce è stata pubblicata in affido e alienazione genitoriale, attualità, giustizia, riflessioni, scienza, società, tutti i volti della Pas e contrassegnata con , , , , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

27 risposte a Gli “allontanamenti facili” e la colpevolizzazione della vittima

  1. ferrara2835 ha detto:

    infatti ci sta poco da aggiungere… il criterio applicato e il TUO! che pero non ti piace…
    considerare entrambi i genitori PRESI SINGOLARMENTE in condizione di gestire la situazione… ora, a coppia divisa, la madre non prende piu le botte, ma neanche il padre le da piu…
    se la patria potesta, o la responsabilita genitoriale, fosse stata tolta ad entrambi COME COPPIA, alla madre non in grado di accudire il figlio [si parla di broncopolmonite e ricovero], il padre non avrebbe potuto subentrare…
    qui invece, COL TUO CRITERIO, si e considerato il rapporto figlio-genitoRE e non quello figlio-genitoRI… quindi l’ inadeguatezza dell’ uno non toglie automaticamente la responsabilita all’ altro…
    a questo punto, COL TUO CRITERIO, i genitori non piu conviventi, per varie circostanze della vita, potrebbero prendersi cura a turno del figlio fino ai 18 anni…
    se stai a mandare obiezioni, avrai da me risposte… l’ unica cosa che in questo caso posso dire: perche i due genitori fanno ancora SINGOLARMENTE parte della vita del bambino?
    una riforma delle procure per i minorenni ha tolto ad insegnanti, psicologi, pedagogisti, psichiatri, la possibilita di agire direttamente come magistrati onorari, ma possono solo fare da consulenti o di parte o di ufficio, per una decisione presa da un magistrato che deve comunque sapere piu giurisprudenza che pedagogia…
    quindi: CHI ha detto al primo magistrato che la madre DA SOLA poteva prendersi cura del figlio? CHI ha detto che cessata la violenza fisica visibile, non sussistevano rischi per la crescita del bambino? chi ha proposto al primo magistrato un affidamento esclusivo ad un genitore senza contestualmente la revoca della responsabilita all’ altro?
    perche, tra l’ altro, non dobbiamo dimenticare che, finche la madre si occupa del figlio, il padre deve sostentarne il mantenimento, quindi la responsabilita genitoriale continua a sussistere anche per lui…
    tutto quindi sorge perche al primo magistrato qualcuno ha fatto un ragionamento COME IL TUO, per cui un genitore DEL VECCHIO NUCLEO FAMILIARE puo continuare la tulela del minore…

    ora nell’ articolo si parla di ricovero per broncopolmonite… vogliamo pensare che una donna in fase di reset affettivo non venga accompagnata in questo percorso anche dall’ uso di farmaci che necessitano di continue tarature? come fai a promettere ad un minore di cinque o sei anni che la madre non verra mai ricoverata per i successivi tredici anni, anche se pero fa terapie “delicate”?

    il magistrato non ha sbagliato… non il primo che affida il figlio alla madre e neanche il secondo, che considera anche il padre membro del nucleo familiare originario… QUELLO CHE INVECE HA SBAGLIATO ERA IL CONSULENTE, CHE HA PROMESSO L’ IMPROMETTIBILE ED HA CERTIFICATO UNA IDONEITA CHE NESSUNO DEI DUE AVEVA PIU… solo che cosi facendo ha applicato il TUO criterio, sbagliando, non il mio, che avrebbe reso il distacco irreversibile……..
    ora, con la madre mezza guarita che ritorna a casa, chi si deve prendere cura di lei? IL FIGLIO! che continuera a “vivere” entrambi i genitori come una gabbia e un peso, anche se sta con uno solo per volta

    • Wow. Sei stato velocissimo.

    • Antome ha detto:

      Quindi ribadisci che è meglio subire in una relazione altrimenti il figlio si sottrae ad entrambi.
      E se per caso, parlassimo di casi dove non c’entrasse il masochismo femminile anzi lei se ne voglia liberare al più presto? Se per caso tutte quelle dinamiche che attribuisci alle donne non fossero universalmente valide? Rischieresti di fare una scelta sbagliata sulla base di Freud?
      Credo che faccia più danni un padre che insegna la violenza che non crescere con la sola madre, quello di cui parli, dell’essere per metà sbagliati, è un costrutto culturale allegorico, tra l’altro. Una figura retorica. Allora toglierlo ad entrambi significa che è completamente sbagliato :). Impara anche che il bullo è corresponsabile della violenza con chi lo subisce.
      La penserei così anche se fosse la madre la vessatrice del marito.
      Ma di broncopolmonite non si guarisce? Per ogni malattia o problema che richieda farmaci portiamo via i figli? So cha parli anche
      Cioè una madre non può mai venire ricoverata, anche se stessi fraintendendo, vuoi davvero far vivere chi spero mai si trovasse sotto la tua valutazione, nel terrore che se verrà ricoverata (ma suppongo anche il padre), verranno gli uomini neri, pardon Ferrara e compagnia, a portarli via?
      L’unico risultato è aver paura a denunciare e a farsi ricoverare, per non essere quel virgulto sano e senza macchia che forse non avrebbe nemmeno dovuto figliare.

  2. SERENANDO OLE' ha detto:

    Oh Mi God!
    Ferrara ecc.ecc., Oh My God!

    Leggo solo adesso delle tue innumerevoli, autoperpetuantIsi risposte. Non avevo più seguìto quel dibattito perché in realtà non si trattava di un dibattito, come non lo sarà nemmeno questo, ma leggere questa cifra, quella dei tuoi 145 messaggi, l’ultimo alle 2.20 di notte… e vedere come tenti inutilmente di rispondere a raffica, mi ha lasciato sgomento.

    A parte che qualche cavolata la scrivi anche tu, come ad esempio quando ritieni che sia giusto togliere un bambino ad entrambi i genitori e metterlo in una famiglia in affido (come se fosse un elettrodomestico da riparare nella ditta più adeguata), mi sembra proprio strano come tu non ti sia accorto che sono proprio le tue 145 risposte che ti inchiodano, insieme all’elencazione delle tue competenze e delle tue fonti…
    Qui, lo ripeto, non si fanno dibattiti: qui le regole sono assolutamente truccate, da questo punto di vista, e anche se ti fanno credere che poi dire la tua, finirà sempre che tu hai torto se non sostieni quello che sostengono il Ricciocorno con le sue fans.
    Rassegnati! Placa la tua hỳbris argomentativa e dibattituale, tanto è inutile che tu dica la tua, e soprattutto che tu cerchi di ripeterla ad oltranza, per dimostrare la validità delle tue ragioni.
    I tuoi titoli, le tue fonti, le tue competenze, i tuoi argometi logici (e meno) qui non interessano proprio. Non contano.
    Peggio ancora: come Salvini, qui riescono a rivoltarti sempre tutto contro: e finirà sempre che Lei ti manda fuori strada, e che dimostra comunque la tua inadeguatezza e stupidità.
    Ti fanno diventare sempre come dicono che sono i maschi…: stupidi, prepotenti, fanfaroni, vanagloriosi, millantatori di conoscenze e forza che non hanno: questo è il fine di questo blog
    Rassegnati, Ferrara

    Tuo
    Serenando

    • Ma non vi sentite mai ridicoli a denunciare la “prepotenza” di questo luogo, nel quale siete di fatto liberi di scorazzare come e quando vi pare?

    • Antome ha detto:

      Quindi, Ferrara ha detto qualche cavolata, in mezzo ad alcune cose a tuo avviso sagge oppure intendi che lo

      Quindi Ferrara era partito con grande umiltà e poi Ricciocorno l’ha provocato. Non mi sembra. Come si doveva rispondere a tuo avviso a quelle che anche a tuo avviso erano cavolate?
      Penso di capire cosa vuoi dire, Ferrara non ha ragione, ma anche se l’avesse e usasse ragionamenti logici Ricciocorno cercherebbe di travisarli, se ho ben capito e mi duole di questa percezione. Perchè tu dal tuo punto di vista hai ragione non sei maschilista e pensi si cerchi di far passare per maschilista, per le tue posizioni sulla stampa, le quote, le morti sul lavoro, ma sono in realtà cose che abbiamo approfondito con piacere e in modo costruttivo, non dandoti del maschilista.
      Anche Ferrara usa il metodo disonesto di attribuire matrocentrismo, l’idea che la madre non può sbagliare e che non si pensi al benessere del figlio se la famiglia non segue assolutamente il modello che indiscutibilmente è il migliore secondo lui, pretesa che nessuno di noi accampa per bambini cresciuti ed educati a nostro parere in modi non proprio edificanti e su cui molti assistenti sociali non hanno nulla in contrario, infatti.

    • IDA ha detto:

      Dibattito è un confronto dialettico tra due o più persone che rappresentano posizioni differenti. In più c’è anche un moderatore che ha il compito di coordinare. Mi sembra che qui ci siano tutti gli elementi per definirlo un dibattito. Se poi non ti interessa i temi trattati, il modo in cui sono trattati, le decisioni prese dal moderatore, questa è un’altra questione. Poi vorrei anche sapere dove sono i dibattiti veri, se me li sai indicare un paio per farmi un’idea.

  3. SERENANDO OLE' ha detto:

    Ragazza… ma ci prendi per scemi?
    A parte che a me hai censurato un bel po’ di interventi -la volta più brutta: quando ti facevo gli auguri perché stavi male- il problema è come stravolgi le regole con cui si argomenta.
    È esattamente come ha detto il FerrarOtto: applichi i criteri che dici tu, come dici tu, quando dici tu. E se in quel momento ti serve dire un’altra cosa, li modifichi o li capovolgi, o rispondi fraintendendo volutamente quello che dice l’interlocutore..
    E poi, suvvia, non è da te rifugiarti in queste banalità: la libertà dalla censura viene violata soprattutto quando si delegittima e si sconferma l’oppositore, mettendolo in ridicolo, o additandolo come violento e prevaricatore nelle intenzioni. Quando si toglie dignità alle sue argomentazioni o alle sue intenzioni, cosa che tu fai con estrema e inuietante tranquillità…
    E poi, come ho detto, a me hai censurato diversi articoli, compreso quello in cui ti facevo gli auguri di una pronta guarigione per la tua broncopolmonite.
    Bye!
    Tuo
    SERENANDO OLE’

    • Questo è il mio blog, io sono l’amministratore, per forza di cose sono io a prendere le decisioni. Puoi risolvere il problema aprendone uno tuo, ci avevi pensato?

      • SERENANDO OLE' ESTIVO ha detto:

        Ed ecco la mistificazione.
        Io parlo delle regole del discutere, del definire i punti di vista, tu mi accusi di volere le regole del blog a modo mio.
        E’ proprio questo, il punto: tu stravolgi sempre quello che l’altro dice, quando non ti piace, per poter avere ragione,Fino a qui confermato nel desktop di studio
        Prenditela!
        Ciao Bellissima!
        E tanti saluti a John Snow!

      • Si è esatto: io ti accuso. E questo non viola affatto “le regole del discutere”: è la mia opinione. Può non piacerti, puoi ritenere che io sia in torto, ma non puoi sostenere che violi qualche regola della corretta comunicazione.
        Tu sei venuto qui a mostrare la tua solidarietà ad un commentatore che ha inserito più di 80 commenti per ribadire la sua idea, lamentandoti del fatto che qui non c’è libertà di espressione, il che è ridicolo in modo lapalissiano. Qualcunque cosa io possa aver risposto, c’è l’evidenza degli 80 commenti, e il fatto che nessuno può interrompere o modificare un messaggio scritto, che rimane integro a disposizione del lettore. Da ciò ne deduco che sei in malafede. E questo non viola nessuna regola, a meno che tu non ritenga che ne esista una che stabilisce che l’interlocutore debba per forza essere d’accordo con te.

    • Antome ha detto:

      Puoi dirci quali sono le cose che invece voleva dire Ferrara, non dicevi che era un genio della banalità? https://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/2019/07/17/la-misandria/#comment-48285
      Dov’è la delegittimazione dell’oppositore? Sono stati affrontati i suoi argomenti. In cosa sei d’accordo con lui se non sei d’accordo con il toglierlo ad entrambi? Che sembra comunque nella sua follia più equo di Rob che diceva di assegnarlo al padre che magari con il figlio non è violento.
      Sulla necessaria corresponsabilità della donna, o se vittima l’uomo, di quest’ultimo, della violenza o vessazione?

      Riccio, che perfida, ma davvero gli hai censurato un semplice augurio o c’era qualcos’altro? 🙂

      • Lo sai che non me ricordo? 😂

      • SERENANDO O BEH! ha detto:

        Si, mi ha censurato gli auguri che le volevo fare quando ha avuto la broncopolmonite.
        Le ho scritto che per me era importante avere un buon avversario, e che dunque si rimettesse in fretta perché la volevo che stava bene, pronta a discutere.
        Generosità tipicamente maschile.
        Non ha mai pubblicato il mio augurio, perché poco prima c’era stata una bella rissa.
        Da lì ne ho dedotto quale spessore umano ha,

        Il suo “non ricordo” di questa risposta, con la risata, conferma la prospettiva.
        Il “non ricordo” è proprio una tipica risposta…

      • “Generosità titpicamente maschile”: da questo si deduce il tuo, di spessore.

      • Antome ha detto:

        E’ divertente come di volta in volta può costruirsi come modalità tipicamente maschile o femminile, tutto e li contrario di tutto, mi sembra che cambi però l’estetica dei moventi, quando qualcosa si costruisce come femminile.
        Perchè questa cosa poteva tranquillamente costruirsi come femminile. Per dire “dolcezza” oppure affetto o in negativo apprensività. Nel caso maschile generosità e abnegazione, che però se serve sono femminili.
        In meno frequenti versioni misandriche verrebbe contrapposta la freddezza maschile, che però molti mascolinisti si autoattribuiscono in termini di razionalità.

  4. IDA ha detto:

    Mi ricorda molto quello sugli stupri, il 50% sono falsi e il 50% se lo è cercato.
    Sappiamo che la violenza in famiglia è un fenomeno sommerso, si stima meno del 10% viene denunciata.
    Quindi mi sembra che il problema non sia quello di far emergere la violenza ma di scoraggiare quelle che denunciano. Tutto questo sempre nel interesse superiore del minore..

  5. SERENANDO ESTIVAMENTE ESTIVO ha detto:

    Ehi! Io in malafede?
    Quanto mi diverte farti arrabbiare!

    Ciaooooooooooooooooooo!

    • Non so come reagisci tu quando ti arrabbi, ma io di solito non uso parle come “malafede”. Comunque mi sembra di capire che il tuo scopo qui è irritare le persone… Buono a sapersi.

      • Serenando Olè Olè Olè ha detto:

        Eddai! Ma proprio tu te la prendi?
        Ma se dileggi sempre quei poveretti che credono di partecipare ad un dibattito!

        Su, accetta la provocazione.
        Arrabbiati, che ti fa bene!
        Accettare la provocazione è una dote! …maschile o femminile?
        Ah ah ah!
        Ciao ciao

    • Antome ha detto:

      Che maturità, ma non usare la scusa che è tipicamente maschile stavolta, non vale :). Bisogna prendersi le responsabilità senza mettere di mezzo il genere.

  6. Axel ha detto:

    Buongiorno Riccio
    Non c’entra nulla con l’ argomento in questione ma volevo farti notare l’articolo di butac sul caso Cyntoia Brown, una delle prime pagine che compare cercando questo nome su google. Vorresti approfondire il caso, o spendere qualche parola in merito? Perché mi sembra che i toni dell’articolo siano molto paternalistici e ben lontanivdal voler fare debunking. Sentiti libera di cancellare questo commento o.t.
    Grazie

  7. Axel ha detto:

    Si, li ho letti, e alla luce di questo e del link da te postato mi sembra che l’articolo sia perlomeno impreciso (o almeno poco obiettivo).
    Grazie per l’interessamento, e per il tuo lavoro.

  8. Vale ha detto:

    Riccio, dal profondo del cuore: ma non ti sei ancora stufata di aver a che fare con tutti ‘sti troll?
    Insomma, o sparano vaccate per il piacere di trollare, o sono davvero convinti delle vaccate che sparano. In entrambi i casi, capisco il pubblicare un paio di commenti per rendere opportuna testimonianza che, sì, il patriarcato esiste, sì, si arrampicano sugli specchi per cercare di convincere che hanno ragione (in maniera a dir poco bislacca, insomma, si contraddicono da soli!), sì, sono patetici e sì, non saranno mai obiettivi, ma dopo un paio di commenti per dimostrare che ‘sta gente esiste davvero, basta.
    Non pubblicarli più, tanto lo sai che trollano e che non affronteranno mai un dibattito serio. Non sono qui per discutere, sono qui per “””dimostrare””” che loro hanno ragione e tutte le donne, in blocco, torto.
    Io mi rifaccio a questo splendido articolo:
    https://diariosegretodiunafuorisede.wordpress.com/2019/07/24/debunking-myths-la-questione-del-rispetto/
    per il resto, ti consiglio di lasciare il signore di cui sopra e i suoi alter ego con un palmo di naso e smettere di dargli visibilità. C’è un limite al numero di vaccate che si possono sostenere.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...