Perché Joker lascia il tempo che trova

Controverso, premiato, si parla addirittura di un Oscar per il dimagritissimo Joaquin Phoenix.

Insomma, sono andata a vedere Joker, e non mi è piaciuto. Ma non per le ragioni che titoli inopportuni come questo potrebbero indurvi a pensare:

Arthur Fleck, pagliaccio povero in canna con il sogno di emulare lo stand-up comedian che guarda con la madre inferma la sera alla TV, afflitto da un disturbo neurologico che lo costringe ad emettere una risata stridula che gli sgorga dalla gola nei momenti di maggiore stress emotivo, reduce da un ricovero coatto in istituto psichiatrico, imbottito di farmaci e seguito malamente da un sistema sanitario che offre molto poco a chi non può permettersi una adeguata assicurazione sanitaria, non somiglia neanche lontanamente a quei giovanotti assurti agli onori della cronaca per aver portato alle estreme conseguenze il credo degli incel, quegli involuntary celibates che hanno compiuto vere e proprie stragi perché ritenevano che una società ingiusta li deprivasse del diritto di fare sesso con tutte le donne che trovavano attraenti.

Abbiamo parlato di Elliot Rodger, qui, qualche anno fa, ed è veramente difficile accostare a lui le drammatiche vicissitudini di Arthur Fleck: Rodger veniva da una famiglia benestante, frequentava il college, guidava una BMW, il suo aspetto era quello di a very, very polite, kind, well-spoken, well-dressed individual , ma soprattutto ci ha lasciato un manifesto, nel quale spiega che il suo cruccio, il motivo per cui ha pianificato di “macellare” il maggior numero di persone possibile, era di non avere una donna bellissima per mezzo della quale mostrare al mondo il suo valore in quanto maschio alpha.

Anche Alek Minassian, l’uomo che con un furgone ha investito e ucciso 10 persone a Toronto, Canada, ferendone altre quindici, era uno studente universitario, definito an “intelligent” and “articulate guy” with “no issues with written communication”  da chi si stava occupando di trovargli un lavoro come sviluppatore informatico; agli agenti Minassian dichiarò “I feel like I accomplished my mission”, qualificandosi come membro attivo della incel rebellion ispirata dal manifesto di Rodger.

Scott Paul Beierle, invece, il quarantenne che aprì il fuoco in un centro yoga a Tallahassee, Florida, uccidendo due donne e ferendo altre quattro persone, era laureato in scienze politiche, aveva lavorato come docente di inglese per poi entrare nell’esercito, dove aveva servito per due anni, quindi si era reiscritto alla Florida State University, dove aveva conseguito due master. A testimonianza del suo credo incel, restano i video che ha postato in rete, nei quali si scaglia contro le donne (ce l’aveva in particolare con quelle che indossano yoga pants), e le sue composizioni musicali che inneggiano alla violenza sessuale.

Cosa c’entra il triste e malaticcio Joker di Todd Phillips, un orfano vittima di una sequela di disgrazie e ingiustizie da far sembrare Oliver Twist un ragazzo fortunato, con questi inquietanti personaggi? Cosa c’entra con uno studente privilegiato che passa il tempo lamentandosi con i suoi amici dei forum misogini perché le ragazze non si accorgono di quanto lui sia figo? (“I mean look at me, I’m gorgeous. But you girls don’t see it. I don’t understand why you’re so repulsed by me.” afferma Elliot Rodger in un video girato prima di compiere il massacro che lo ha reso l’eroe della manosphere.)

Piuttosto, Arthur Fleck somiglia molto di più all’uomo senza volto e senza nome che nei giorni scorsi ha risvegliato l’ira di Salvini scorazzando armato di roncola in una cittadina marchigiana.

Un nigeriano, ci racconta la cronaca locale, un irregolare senza fissa dimora già destinatario di provvedimenti d’espulsione: questo è tutto ciò che sappiamo di lui; a differenza del Joker, a lui non servono neanche una maschera o il trucco da clown per rendersi irriconoscibile, perché nessuno è interessato a conoscerlo, nessuno vuole sapere cosa gli è capitato, quali eventi lo hanno condotto in stato confusionale ad agitare un attrezzo agricolo arrugginito contro le auto e i passanti. Più di ogni altra cosa, nessuno si sente ispirato dal folle gesto di un ultimo fra gli ultimi al punto da organizzare giornate di protesta contro l’iniqua distribuzione della ricchezza nel mondo.

Fra tutte le critiche che ho letto in questi giorni, quella che più si adatta alla sensazione che il film mi ha lasciato è quella di David Edelstein di Vulture,  che ha descritto il film come “una sola nota fastidiosa suonata sempre più forte”.

Il film, nel disperato tentativo di scavare alla ricerca delle radici del male e rendere più complessa e profonda la biografia di quello che fino ad oggi era uno dei migliori cattivi della storia dei fumetti, dimentica che, come diceva Hanna Arendt, il male non possiede una profondità e andarne alla ricerca ci rivela soltanto la sua banalità.

Non tutti gli sventurati giungono alla conclusione che la violenza sia la risposta ai loro problemi, come non tutti coloro che scelgono la violenza sono degli sventurati: anche questa è una banalità, ma temo sia l’unico commento che un film del genere si merita.

 

Informazioni su il ricciocorno schiattoso

Il ricciocorno schiattoso si dice sia stato avvistato in Svezia da persone assolutamente inattendibili, ma nonostante ciò non è famoso come Nessie.
Questa voce è stata pubblicata in recensioni scadute, riflessioni, società e contrassegnata con , , . Contrassegna il permalink.

22 risposte a Perché Joker lascia il tempo che trova

  1. Paolo ha detto:

    Joker non ce l’ha con le donne ma con la società in generale quindi è vero che non è un incel, non c’entra assolutamente nulla.
    Joker è chiaramente una persona mentalmente squilibrata e questo sommato all’emarginazione sociale può portare alla violenza, non tutti gli emarginati con disturbi mentali diventano violenti (e non tutti i violenti sono emarginati) ma alcuni sì.

  2. Paolo ha detto:

    comunque pare che la nuova tendenza cinematografica sia cercare “il lato umano” dei supercattivi, e questo ci può pure stare ma fino a un certo punto. Mi va bene raccontare le origini di un cattivo in maniera realistica, spiegare perchè diventa quello che diventa, nessuno nasce malvagio eccetera ma io inizio a sentire la mancanza dei cattivi di 007: supercriminali ricchissimi, sadici e megalomani che volevano dominare il mondo, e a nessuno interessava se Blofeld e Goldfinger fossero diventati così per aver subito abusi nell’infanzia

    • Perdonami, ma detta così sembra che la cattiveria non sia “umana”…

    • Antome ha detto:

      Oltretutto, forse mi faccio pare mentali io, ma l’assimilazione tra incel e Joker quindi emarginati socialmente ed economicamente, che appare chiaramente forzata nel titolo, visto anche lo svolgimento che mostra solamente una similitudine, sembra subdola e ti chiedi sempre se non voglia insinuare una parallelo tra la distribuzione della ricchezza e la distribuzione del sesso. Ho visto articoli che facevano il parallelo con la massima naturalezza, anche in termini di stabilità sociale, molto “rossobruni”, altri come argomento contro la redistribuzione e come incoerenza presunta tra chi parla di redistribuzione della ricchezza, ma è liberale nei confronti del sesso, alias dell’autonomia individuale delle persone. Senza rendersi conto che questo è paragonare le persone a merci, soprattutto in questo caso le donne da parte degli uomini.

    • Antome ha detto:

      Ah, quanto a quello i gialli e i polizieschi mostrano molto spesso una persona che ha subito e la persona che viene uccisa come qualcuno che l’ha sconfitto e umiliato in tutti i modi, il killer come un invidioso che non accetta di stare al suo posto e subire le umiliazioni.

  3. Sara ha detto:

    Ma l’articolo de “Il manifesto” lo ha letto oppure ne ha letto solo il titolo?

    • Se hai qualcosa da obiettare, sentiti libera di approfondire.

    • Antome ha detto:

      Ciao questo dovrebbe essere l’articolo https://ilmanifesto.it/joker-il-primo-incel-supereroe/, il quale mi sembra faccia paralleli tra vari e diversi personaggi solitari ed emarginati che diventano assassini, prosegue poi in una similitudine con gli incel e come anche tra loro c’è chi diventa assassino e attentatore stragista, non è sbagliata la similitudine, ma il salto logico tra questo e fare di Joker un incel, il che suona molto clickbait, dopo aver fatto delle casistiche che nelle differenze sottolineano le similitudini. Spesso l’incel è, soprattutto in America, una persona che ha potuto studiare, magari emarginata, presa di mira dai bulli, magari preferiti a lui da ragazze immature, ma l’incel tipo che inquina tutti i forum a loro deticati, compresi quelli che si propongono di non odiare “incelswithouthate”, è qualcuno che ha già sviluppato idee distorte che contribuiscono, dove prima si poteva pensare al povero ragazzo tranquillo non considerato, che magari una donna potrebbe considerare proprio per quelli che dovrebbero essere i suoi pregi, al renderlo spaventoso ed evitabile, perchè le porcate misogine e nichiliste che afferma, le generalizzazioni, fanno a pugni con la sua idea di non piacere perchè troppo buono, povero e brutto.

  4. gattarruffata ha detto:

    Ho appena letto l’articolo de Il manifesto, e sinceramente non ne capisco il senso. Io non ho visto il film, ma se è vero quello che riporta l’articolo( o almeno quello che ho capito io), ritengo assurdo fare di un incel un eroe tragico, ed usare la giustificazione che “non possiamo fermare il cinema”, come difesa di una scelta alquanto discutibile.

    • L’articolo del Manifesto mette insieme una serie di cose che dimostrano che non sa di cosa parla, quando cita gli incel.
      Ad esempio, nell’articolo si mettono accanto Elliot Rodger e James Holmes, che hanno in comune il fatto di essere entrambi gli autori di due efferati mass shooting, ma non condividono le medesime motivazioni.
      Holmes nel 2012 entrò in un cinema che proiettava Il Cavaliere Oscuro di Nolan e sparò agli spettatori, uccidendo 12 persone; quando venne arrestato si presentò agli agenti come Joker e raccontò di aver imbottito il suo appartamento di esplosivi, cosa che risultò vera. Anche Holmes era uno studente universitario di una famiglia benestante, ma nulla di ciò che sappiamo di lui può confermare che fosse un appartenente al movimento degli incel.
      Nonostante tutti siano ben consapevoli che non è stato Il Cavaliere Oscuro a trasformare un incensurato studente di medicina in un pluriomicida, è comprensibile che in America fossero preoccupati del fatto che questa pellicola potesse diventare un palcoscenico privilegiato per qualche altro aspirante stragista in vena di travestirsi.
      Tuttavia, le azioni di Holmes (potete correggermi se siete più aggiornati), non hanno nulla a che vedere con le idee che gli incel propagandano attraverso i loro canali e il suo caso non può essere annoverato fra quelli che si citano di solito per chiedere che gli attivisti incel vengano trattati come veri e propri terroristi: https://www.theverge.com/2019/10/5/20899388/incel-movement-blueprint-toronto-attack-confession-gender-terrorism
      Anche il personaggio di Joker interpretato da Phoenix non ha nulla in comune con il profilo di un incel, soprattutto perché non c’è nessun pensiero alla radice dei suoi atti violenti; è soltanto un uomo che prima reagisce alla violenza inflittagli, per autodifesa, e quindi scopre che uccidere lo fa sentire bene; è lo stesso personaggio a confermarlo quando viene intervistato da Rober De Niro, ribadendo che non c’è nulla di politico in quello che fa. Improvvisamente (e questo io lo giudico davvero poco realistico, dal punto di vista dell’evoluzione psicologica del personaggio) si è trasformato da malato psichiatrico emarginato e bullizzato in un serial killer.
      Non so davvero perché il giornalista del Manifesto trovi che la sceneggiatura affronti una tematica (quale? Gli incel? I mass shooting? Le drammatiche conseguenze degli abusi sui bambini? Una società nella quale la forbice fra poveri e ricchi si fa sempre più larga generando un diffuso e pericoloso malcontento nei confronti delle istituzioni?) con grande sensibilità, perché io invece ho trovato che manchi un vero approfondimento di tutto ciò cui vagamente si accenna, in primis il disturbo psichiatrico. Da come è descritto questo Joker, sembra che dentro ogni persona malata di mente covi uno psicopatico che aspetta soltanto che smetta di prendere le sue medicine per uscire fuori, e le cose non stanno proprio così.

      • Non so se vi ricordate il massacro alla Sandy Hook Elementary School, nel Connecticut: un giovane di vent’anni, Adam Lanza, aprì il fuoco in una scuola elementare, uccidendo 27 persone, delle quali la stragrande maggioranza erano bambini. All’inizio si fece un gran parlare del fatto che Lanza fosse autistico o avesse la sindrome di Asperger e di un possibile collegamento fra queste patologie e la violenza, ma le associazioni insorsero contro questa semplificazione: non c’è nessuna prova che stabilisca che esiste fra le due cose un legame di causa ed effetto. Di questo abbiamo parlato molto, qui.
        Vorrei cogliere l’occasione per chiarire cosa io trovo poco realistico in questo film: le persone come Adam Lanza vivono un lungo periodo di preparazione all’atto violento, sono organizzati. Tutti i mass shooting, che si parli dei massacri nelle scuole o gli attentati degli incel, sono il frutto di attente pianificazioni.
        Nulla di tutto questo compare nel film, dove abbiamo un pover’uomo che riceve in regalo una pistola e la tira fuori nel momento in cui viene aggredito… e torno a dire: quale tema affronta questo film? Che realtà si propone di indagare?

      • gattarruffata ha detto:

        Grazie per il chiarimento. Forse il film lo vedrò, per farmi un’idea più precisa, anche se in questo periodo non sono dell’umore adatto per affrontare film psicologicamente impegnativi. Comunque è chiaro che l’autore dell’articolo sul il Manifesto non ha svolto un buon lavoro.

    • Paolo ha detto:

      l’articolo del manifesto non ha senso perchè Joker non è un incel, sì è un disadattato, emarginato e mentalmente disturbato ma di questo incolpa la società nel suo complesso, non le donne in quanto tali

  5. Paolo ha detto:

    aggiungo che più che lo stigma verso la malattia mentale nel film c’è lo stigma contro i tagli alla sanità che penalizzano le persone come Joker almeno così sembra

  6. Stella ha detto:

    Elliot Rodger non voleva solo fare sesso, lui voleva essere adorato come un dio, voleva una (anzi, tante) donne che lo adorassero come un dio.
    Era megalomane, egocentrico, egoista oltre che frustrato, represso, misogino.
    La cosa preoccupante è che la sua follia ha già contagiato tanti tra quelli che si dichiarano incel, che difatti lo venerano come un messia.

    comunque gli incel non sono solo misogini (vedono le donne solo come bambole al loro servizio, anzi schiave) odiano anche gli stessi uomini che percepiscono “migliori di loro”: un qualsiasi uomo che abbia una fidanzata, in pratica, può essere ammazzato da un incel.

    Poi loro dicono che “gli alpha”, quelli che loro chiamano “chad”, sarebbero gli uomini belli e ricchi con tante donne; ma nelle sparatorie hanno ucciso uomini a caso, oltre che donne. Proprio perché anche uomini normalissimi, non ricchi, di aspetto normale possono girare per strada in compagnia di una moglie o fidanzata, diventano in automatico vittime potenziali per gli incel che hanno deciso di fare una sparatoria. per loro il nemico da distruggere, per vendicarsi, non è solo la donna (tutte) ma anche l’uomo che è fidanzato\sposato, visto che loro non trovano una donna… per ovvi motivi.

    La mia opinione è che le loro community peggiorino i loro stati mentali già pessimi (in partenza) perché creano “teorie del complotto”, paranoidi e deliranti. ma purtroppo fanno presa.

    Infatti Minassian rivendica espressamente la volontà di fare una strage “Incel rebellion has already begun!”, dice, e “la dedica” a Rodger “Hail the supreme gentleman Rodger”

  7. ... ha detto:

    “tutto si somma alla perfezione. È exploitation di serie A. Non dice un cazzo ma lo dice benissimo.”

    http://www.i400calci.com/2019/10/palla-a-joaquin-e-pedalare-la-recensione-di-joker/

  8. Paolo ha detto:

    posto l’interessante parere del filosofo Simone Regazzoni:

    PHOENIX, OVVERO COME TI CANCELLO IL MALE

    La grandezza di un personaggio come Joker risiede proprio nel fatto che incarna la purezza del male morale ovvero il male commesso in quanto male in piena libertà, la malvagità che come tale resta enigmatica, perturbante, inscrutabile, non leggibile secondo la genealogia di un male subito per colpa della famiglia o della società.

    Era questa la grandezza del Joker di Nolan che si faceva beffe della narrazione genealogica del male di Joker, facendo raccontare a Joker ogni volta la storia diversa dell’origine delle cicatrici che gli sfiguravano il volto. Perché la sua malvagità rimane un’inclinazione contratta dal libero arbitrio.

    Non ho ancora visto il Joker di Phoenix (perché tale è) e quello che mi trattiene dall’andare a vederlo è proprio il fatto che è un film che vuole sciogliere l’enigma del male di Joker, vuole riportare lo scandalo del male morale alla logica comunque rassicurante del male subito.

    Il successo di un film come Joker è più che comprensibile: ci rassicura, ci offre una dimensione tragica ma umanissima del male che possiamo comprendere e con cui possiamo empatizzare. È la società a essere cattiva, non i soggetti.

    • Antome ha detto:

      Grazie Paolo, uno spunto di riflessione interessante. Sì è vero, gli estremi narrativi sono spesso contrapposti, se è colpa della società allora l’individuo non ha colpa oppure se l’individuo ha colpa e responsabilità personale in quanto c’è chi ha da sempre subito e non diventa un assassino seriale, allora la società è innocente e chi è malvagio ci è nato, sempre che il bene e il male poi esistano. Eppure possiamo trovare del vero in tutto, la responsabilità è personale, la società ed il sistema non è innocente, c’è chi subisce e non diventa serial killer e chi ha vissuto nella bambagia e lo diventa, come molti incel, anzi in parte proprio per questo, quindi malvagi ci si nasce? Rimango convinto che non ci si nasca e molto del nostro comportamento e atteggiamento dipende dalla nostra formazione, magari in una famiglia disastrata in una periferia abbandonata e trascurata dalla società saremmo diversi come formazione ed esposizione a stimoli ammesso che sarammo sopravvissuti. La questione di chi rimane “brava persona” nonostante le vessazioni, non so, tantissimi fattori complessi e caotici interagiscono tra loro in un vortice, credo che parliamo spesso in tal caso di una persona che ha sviluppato un sistema di valori, che comunque bullismo, tradimenti, delusioni e disillusioni possono mettere a dura prova, talvolta resistere e talvolta no.
      L’incel cosiddetto ex femminista aveva un sistema di valori molto solido quando lo era oppure, e sempre dipende molto da come i valori li assorbi e li recepisci, magari sottoforma di un sistema di ricompensa percui “le ragazze mi preferiranno perchè sono femminista” e se non ha quindi la fortuna di incontrare quella che effettivamente apprezza questo, ma che da solo non basta di certo anche fosse, concluderà che non è vero nulla e si getterà nella red pill?

  9. Paolo ha detto:

    un altro parere interessante

  10. Paolo ha detto:

    un’altra osservazione interessante, duversa da quella di Wesa

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...