Un’occasione persa

Era da poco arrivata l’estate, quando la notizia dell’inchiesta “angeli e demoni” conquistava le prime pagine dei giornali.

Prima che qualcuno pensasse di utilizzare le indagini per attaccare un partito politico…

prima che venissero nominate allo scopo di screditare le fonti che riportano il fenomeno dei maltrattamenti sull’infanzia o della violenza domestica (con un comunicato stampa datato 29 giugno un gruppo denominato LUI – Lega degli Uomini d’Italia coglieva l’occasione per definire il femminicidio un’emergenza artatamente sovrastimata), prima che il caso venisse usato per parlare di immigrazione, diritti LGBT e chi più ne ha più ne metta, auspicavamo, in questo blog, che l’improvvisa e inaspettata attenzione rispetto un tema per lo più ignorato dalla stampa fosse il principio di un’indagine ad ampio spettro capace di raccogliere al suo interno anche altri casi di allontanamenti di minori, e ne citavamo alcuni: il caso Juana Rivas, che in Spagna ha profondamente scosso l’opinione pubblica e che invece in Italia è stato a malapena citato dalla stampa mainstream, o il caso della mamma di Baressa, che nonostante abbia smosso un’intero paese della Sardegna, disposto a fare da scudo col proprio corpo alla donna e alla sua bambina, non è risultato degno di troppa attenzione.

Ma se ne potrebbero citare molti altri.

Proprio in quel periodo, ad esempio, si consumava in Puglia un ennesimo prelievo forzoso, a proposito del quale la stampa locale titolava: Se il Tribunale consegna il bimbo all’orco, un articolo del quale consiglio caldamente la lettura integrale per scoprire i retroscena della vicenda, una storia che parla di soprusi, di violenze fisiche e psicologiche e di un bambino che ha paura.

Ancora, sempre a giugno faceva scalpore la decisione del Tribunale di Padova di affidare un figlio al padre, nonostante quest’ultimo avesse alle spalle una sentenza di condanna in due gradi di giudizio per violenza e lesioni contro l’ex moglie, maltrattamenti in famiglia e violenza assistita (l’uomo avrebbe  “massacrato di botte” – con lesioni anche permanenti – insultato, minacciato, demolito psicologicamente, isolato, tenuto senza soldi e senza cibo l’ex moglie, con l’aggravante di averlo fatto alla presenza dei figli minorenni), mentre  in agosto, a Pietra Ligure, un bambino veniva tolto alla madre e affidato ad un padre sempre condannato per violenza domestica.

Purtroppo questa tipologia di casi, sebbene a mio avviso sia altrettanto degna di suscitare dubbi sull’operato delle istituzioni a tutela dei bambini, non è riuscita a rientrare nel novero di quelli da riesaminare, al punto che chi si dichiarava “con il cuore a Bibbiano”, accanto alle piccole vittime allontanate dalla famiglia…

oggi può dichiararsi concorde con il prelievo coatto di un bambino che sarebbe felice di restare dove sta, senza dover temere di risultare incoerente:

Del caso in questione, insomma, non sentiremo parlare nei talk show serali (nel blog ne avevamo accennato in questo post), pertanto dobbiamo affidarci a facebook e al comunicato delle associazioni che si sono schierate a fianco della madre:

I Centri Antiviolenza, le associazioni e organizzazioni che si sono unite e hanno lottato contro il Ddl Pillon si oppongono al decreto emesso ieri in data 11 ottobre 2019 dal Tribunale dei Minorenni di Roma nei confronti del figlio minore di Laura Massaro con il quale si decide di sottrarre forzosamente il piccolo alla madre per portarlo al padre di cui ha paura e che non frequenta da oltre sei anni. Inoltre il decreto dà alla madre la possibilità di vederlo solo ogni 15 giorni.
Ancora una volta la cosiddetta PAS – sindrome da alienazione parentale, non riconosciuta dalla comunità scientifica e giudicata senza fondamento da una sentenza della Cassazione – viene utilizzata contro una donna e suo figlio nei tribunali italiani.
Consideriamo questo decreto l’espressione massima di violenza istituzionale perché fortemente e sicuramente lesivo della salute psico-fisica di Laura e soprattutto di suo figlio. Ci opporremo con tutte noi stesse a questa decisione che riteniamo impossibile da applicare. Saremo presenti con i nostri corpi e raccoglieremo attorno a noi tutte e tutti coloro che pensano sia arrivato il momento di una riflessione e di azioni che portino a un cambiamento culturale radicale in cui le persone tornino al centro dell’attenzione e della cura delle istituzioni e di tutta la società.
Abbiamo pensato sino all’ultimo che il Tribunale trovasse una soluzione che tenesse presenti la violenza subita da Laura e l’esposizione del bambino alla violenza assistita. Così non è stato.
Ci appelliamo alla presidente del Tribunale dei Minorenni dott.sa Montaldi affinché intervenga per non far vivere al bambino questa decisione che sarebbe per il piccolo, affetto anche da una patologia grave, una violenza e quindi un trauma per decisione del Tribunale che presiede.
Non ci fermeremo e saremo presenti per monitorare la situazione e perché non abbia la fine tragica che è stata già decretata.

Differenza Donna Ong
D.i.Re – Donne in rete contro la violenza
Rete nazionale dei Telefoni rosa
Assist
Associazione Federico nel Cuore Onlus
FIGHT4CHILDPROTECTION
Casa internazionale delle donne
Fondazione Pangea
CGIL
Rebel Network
UDI – Unione donne in Italia
UIL

Sia chiaro: questo mio post non intende minimamente negare la gravità delle accuse mosse agli operatori inquisiti per gli affidi in Val d’Enza, che, secondo quanto abbiamo letto in questi mesi, avrebbero prodotto una serie di relazioni caratterizzate da “tendenziosa rappresentazione dei fatti e, a volte, da falsa rappresentazione della realtà” oppure “omissione di circostanze rilevanti”  (Nell’ordinanza, ad esempio, viene riportato come una casa definita in una relazione dei servizi sociali come fatiscente, con cibo avariato sui mobili e non adatta a un minore, fosse invece risultata un’abitazione normale durante l’ispezione dei carabinieri. Altre dichiarazioni false riguardavano “frasi testuali asseritamente pronunciate” da un minore “indicandole tra virgolette e in realtà frutto di sintesi ed elaborazioni degli indagati”. Quanto alle omissioni, invece, viene raccontato il caso di una bambina i cui comportamenti vengono fatti risalire tutti a un presunto abuso, omettendo che soffriva di epilessia; oppure veniva scritto che questa non voleva incontrare i genitori per paura di essere rapita, “circostanza risultata falsa dalle intercettazioni ambientali delle sedute di psicoterapia”. Venivano poi riferite ai periti informazioni parziali, come ad esempio sogni raccontati in maniera differente – fonte: Valigia Blu).

Semplicemente, vorrei cercare con voi di comprendere il perché alcuni casi ottengono una enorme risonanza mediatica, mentre altri rimangono confinati nell’ambito di chi si occupa di violenza domestica e violenza assistita.

Secondo il link fornito dal senatore Pillon – il sito alienazione.genitoriale.com – il nocciolo di entrambe le vicende – Bibbiano come il caso di Laura Massaro – sarebbe la manipolazione mentale:

E che differenza c’è tra gli psicologi di Bibbiano e quelli di questo caso di Roma? Gli psicologi di Bibbiano cercavano di manipolare psicologicamente i bambini per convincerli di aver subito abusi da parte di un genitore (spesso il padre). Invece quelli di Roma avrebbero accertato che la madre aveva manipolato psicologicamente il figlio per convincerlo a rifiutare il padre.

Sebbene nessuno sappia, nel dettaglio, quali sono le accuse mosse contro i genitori dei bambini coinvolti nell’inchiesta “angeli e demoni” (qualcosa possiamo leggerlo qui), sappiamo che si tratta di accuse contro i genitori archiviate in sede penale, che hanno destato l’interesse degli inquirenti a causa del comportamento scorretto dei servizi sociali, i quali, oltre a fornire false dichiarazioni, nel corso delle sedute coi bambini si sarebbero serviti di significative induzioni, suggestioni, contaminazioni e, in alcuni casi, una vera e propria attività preparatoria in vista di ‘ascolti’ in sede giudiziaria che interferiscono, quindi, con le diverse attività investigative/giudiziarie e che rischiano fortemente di contribuire alla costruzione di falsi ricordi.

Nel caso di Laura Massaro e di tutti gli altri casi analoghi che abbiamo citato, invece, (casi che un Comitato di recente costituzione definisce casi di “madri vittime di violenza istituzionale”) le accuse non sono mosse dagli operatori, ma dalla madre contro il padre.

Sempre secondo il sito fornito dal senatore, la madre si sarebbe macchiata della medesima colpa degli operatori di Bibbiano, ovvero avrebbe suggestionato il figlio convincendolo di essere stato testimone di abusi e violenze o di aver subito lui stesso abusi e violenze mai perpetrati.

Se però, come giustamente lo stesso sito alienazione.genitoriale.com riconosce, nel caso di Bibbiano esistono delle registrazioni degli incontri che proverebbero le “suggestioni, induzioni e contaminazioni” poste in essere dagli operatori indagati, a carico di questa donna, o delle altre citate, che cosa esiste, di concreto che possa dimostrare l’opera di condizionamento di cui sono accusate?

Apparentemente nulla, nulla a parte le dichiarazioni di operatori che, come il caso di Bibbiano ci suggerisce, possono mentire come qualsiasi altro essere umano.

Inoltre, non dobbiamo dimenticare che, in alcuni dei casi che abbiamo citato, i presunti “padri alienati” sono stati condannati per le violenze che i figli e/o le madri rimproverano loro.

Tornando alla domanda che mi sono posta e che vi ho posto: se Bibbiano ha ottenuto tanta attenzione, mentre vicende come quella di Laura Massaro, della mamma di Baressa o della mamma di Lecce non sollecitano l’avvio di alcuna indagine sull’operato dei Tribunali coinvolti pur riguardando casi di bambini sottratti ai genitori, non sarà forse perché preferiamo una narrazione rassicurante, che relega i maltrattamenti in famiglia e la violenza contro le donne nell’ambito dell’eccezionalità, alla dura realtà della pervasività del fenomeno?

In occasione della giornata internazionale delle bambine (11 ottobre), è stata diffusa l’ottava edizione del Dossier della Campagna “indifesa”. Leggiamo sul sito di Terres des Hommes che è in aumento il numero dei minori vittime di reati in Italia: 5.990 nel 2018, il 3% in più dell’anno precedente e il 43% in più rispetto al 2009, quando erano 4.178. Nel 2018 un terzo delle vittime ha subito reati all’interno della famiglia, proprio nel contesto che più dovrebbe proteggerle. I maltrattamenti in famiglia, con 1.965 vittime (il 52,47% di sesso femminile) sono cresciuti del 14%, e l’abuso dei mezzi di correzione (con 374 vittime) è salito del 7% rispetto all’anno precedente.

Ecco, riflettiamoci su.

 

Per approfondire:

The memo of concern: 172 esperti da tutto il mondo scrivono all’OMS per esprimere la loro preoccupazione in merito all’ipotesi di citare l’alienazione genitoriale nell’ultima versione dell’ICD 

Decreto choc del Tribunale dei minori, in nome della Pas

Le donne rischiano di perdere la custodia dei figli quando i tribunali credono ai partner abusanti

Informazioni su il ricciocorno schiattoso

Il ricciocorno schiattoso si dice sia stato avvistato in Svezia da persone assolutamente inattendibili, ma nonostante ciò non è famoso come Nessie.
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7 risposte a Un’occasione persa

  1. IDA ha detto:

    Il caso Bibbiano si è prestato bene alla strumentalizzazione politica, quella omofoba e nei confronti dei critici della pas. In realtà l’interesse del minore non interessa a nessuno di questi signori.
    Ma prima di Bibbiano non si sapeva e non si poteva immaginare? Come no? Certi fatti erano a conoscenza di tutti, solamente c’era il massimo disinteresse.
    https://www.iltempo.it/politica/2016/05/27/news/bimbi-tolti-ai-familiari-e-sequestrati-dallo-stato-1011194/
    http://www.veja.it/2014/10/21/bambini-strappati-genitori-in-italia-affare-15-miliardi-euro-lanno/
    Il caso di Bibbiano serve anche ad omettere la realtà , i conflitti di interesse di molti giudici e del CTU. Di professionisti che con le loro perizie tolgono i figli alle madri.
    Non è stata persa un occasione ma hanno trovato l’occasione giusta per non cambiare nulla.
    Ma questo Pillon, è lo stesso del disegno legge? Quello che all’art 17 scrive:
    “I provvedimenti di cui a quest’ultimo articolo possono essere applicati , nell’esclusivo interesse del minore, anche quando, pur in assenza di evidenti condotte di uno dei genitori, il figlio minore manifesti comunque rifiuto, alienazione o estraniazione con riguardo a uno di essi”.
    -IN ASSENZA DI EVIDENTI CONDOTTE DI UNO DEI GENITORI-

  2. Paolo ha detto:

    sono perfettamente d’accordo con questo post. Riccio su altre cose non ci troviamo, ma su questi temi hai ragione da vendere

  3. padre ha detto:

    RCS, dall’atto della tua sapienza parlaci di una madre suicida che getta il figlio di due anni insieme a lei dalle scale …
    23/9/2019
    https://gazzettadelsud.it/articoli/cronaca/2019/09/23/mamma-e-figlia-di-due-anni-precipitano-dallottavo-piano-a-milano-morta-la-donna-grave-la-bimba-0d0e73a1-f8f2-4bf3-b9aa-351f29b56261/

    • Oppure possiamo parlare dei bambini affogati in mare, di quelli che periscono nei conflitti, di quelli che muoiono di inedia: tutti argomenti che meritano attenzione. Per questo usarli solo per svicolare, per spostare un discorso, è meschino.

    • Antome ha detto:

      Qualunque *persona*, per quanto disumana sia tale individuo si macchi di tale delitto, è una persona spregevole che va condannata severamente. Ma cosa volevi dire, cosa c’entra e cosa attribuisci nella tua mente alla persona a cui lo rivolgi?

  4. alessiox1 ha detto:

    Penso che la giornalista Sciarelli sia quella che ha trattato meglio la vicenda.

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