Non è tanto dell’aiuto degli Amici che noi abbiamo bisogno

“Essere bigotti non è una novità. – ha dichiarato – Se non viene capita una canzone il problema è il loro, probabilmente siamo solo di generazioni diverse. Quando fai tante cose belle, le persone se le dimenticano. Quando arrivi a fare una sola cosa, magari apparentemente sbagliata, le persone se la ricordano a vita. Funziona così”.

Skioffi, da Il Fatto Quotidiano, 23/11/2019

“Siete ‘na massa di mongoloidi, porca troia. Femministe care, siete una massa di idiote, una massa di imbecilli. Di handicappate (unico termine per il quale si è scusato alla fine dello sfogo delirante). Vi piscio in testa. Dovete scopare di più, andate a lavorare e scopate di più. Fatevi una vita, scopate e badate ai vostri figli. Teste di cazzo! Coglione! Siete malate di mente. Se questa storia va avanti vi faccio passare i guai, vi tappo la bocca.”

Sempre Skioffi, da Lettera Donna, 29/10/2018

A un anno dalla querelle che ha fatto conoscere al grande pubblico il lavoro del giovane talento di Casalvieri Giorgo Iacobelli, meglio noto come Skioffi (alla quale aveva preso parte anche questo blog), il pezzo incriminato “Yolandi” torna alla ribalta grazie al talent show Amici di Maria De Filippi, che offre al cantautore l’opportunità di voltare pagina e abbandonare per sempre la vecchia immagine di rapper incline al turpiloquio.

Una parte del pubblico, però, non ci sta:

A dispetto di quello che potreste pensare – visto che in passato mi sono espressa in modo critico rispetto alle canzoni di Skioffi e dell’atteggiamento di molti giovani cantanti nei confronti delle rimostranze delle colleghe e di quella parte del pubblico femminile sensibile alla tematica della violenza contro le donne – concordo con chi dice che l’ammissione di Skioffi dovrebbe prendere in considerazione l’attuale posizione dell’autore prima che la sua passata produzione.

Peccato che il “nuovo” Skioffi sia poco diverso dal vecchio, visto che, anche se non ci propone più “Yolandi” né chiama più teste di cazzo chi non ha apprezzato il brano, continua a propinarci la medesima difesa di allora: chi ha criticato Yolandi non ne ha compreso il senso.

“Volevo far apparire altro rispetto a quello che si dice, fare una cosa contro la violenza. Comunque sia, è tranquillamente fraintendibile. L’ho spiegato per tre anni, ma nessuno l’ha capito” ha infatti dichiarato, concedendo a chi insiste nel condannare il suo testo l’attenuante della facile “fraintendibilità”.

In altri termini, il radicale cambiamento di Skioffi sta nel fatto che nel corso di questo ultimo anno è diventato più comprensivo: non azzanna più quelle sfigate che hanno sfogato la loro frustrazione sessuale contestando il suo lavoro, perché ha raggiunto la consapevolezza che il problema sta nel fatto che non riescono a capirlo, nonostante la buona volontà che ci ha messo lui per spiegarlo, e che non lo capiranno mai.

D’altra parte, è un brutto vizio di noi idiote femministe, quello di non voler capire quando gli uomini ci spiegano le cose.

Prima di lasciare che la polemica finisca nel dimenticatoio, vorrei però chiarire – di nuovo – un paio di cosette rispetto alla versione di Skioffi e dei suoi fan:

Più volte Skioffi ha rimarcato che la sia intenzione era produrre qualcosa di strano e folle (Mi piace scrivere cose strane, raccontare storie folli. L’ho sempre fatto. Quella volta l’ho fatto e ho esagerato un po’ troppo. Non sono un maschilista…), e a nulla sono valsi i tentativi di molti amanti della musica di convincerlo con tanto di elenchi esaustivi di autori e liriche che il suo testo non ci scandalizza perché è “diverso” dai testi che siamo soliti ascoltare, ma ci ha esasperate perché più di ogni altra cosa vorremmo sentire dai giovani talenti qualcosa di veramente, radicalmente nuovo sul tema della violenza contro le donne.

A chi, per contro, si appella agli esempi del passato per giustificare l’esistenza dei pezzi di Skioffi, vorrei dire che evidentemente la sensibilità di un certo pubblico femminile sta cambiando e l’incapacità di troppo artisti uomini di recepire i contenuti sul tema prodotti dalle donne in anni e anni di lotte, di proclami, di campagne, di manifestazioni, di libri, di cortei e di convegni, la loro pervicacia nel riproporci l’ennesima storiella del delitto compiuto dall’innamorato in un raptus di follia, assomiglia tanto alla supponenza.

E’ vero, il pezzo di Skioffi si colloca sulla scia di un ricchissimo filone narrativo, che vanta pregevoli interpreti, ma che comunque ci ha stufato; continuare a ripeterci che siamo insofferenti perché “non capiamo”, ci convince sempre di più che dietro tanta ostinazione non c’è altro che la maschilista convinzione di saperne comunque di più, su ogni argomento, violenza sulle donne compresa, in quanto maschi.

Concludendo: Skioffi è stato ammesso ad Amici, e mi dispiace che questo non si sia tradotto nell’occasione, per questo giovane cantautore, di capire che nessuna delle persone che ha reagito con veemenza di fronte alla sua produzione del passato lo ha fatto perché lo giudica un criminale, uno psicopatico, un violento, un soggetto pericoloso e/o disturbato; piuttosto, chi si è indispettito lo ha fatto perché ha riconosciuto in lui il normale, normalissimo uomo medio italiano, quello fermo nella convinzione di essere perfettamente in grado di fare una cosa contro la violenza senza alcuna preparazione a riguardo.

Gli uomini pensano di sapere cose che le donne non sanno e, senza farsi domande, iniziano a spiegarle; sembra impossibile abbattere quel muro di tracotanza che impedisce ad alcuni di loro di arrendersi all’idea che è possibile se non molto probabile che non sappiano di cosa stanno parlando. La mia impressione è che Skioffi sia ancora trincerato dietro quel muro.

Per fortuna, questa querelle ha mostrato anche qualcos’altro: sempre più giovani donne si dimostrano fermamente decise a cambiare lo stato delle cose.

 

Per approfondire:

La dimostrazione che i fan di Skioffi sono violenti come suoi testi

Informazioni su il ricciocorno schiattoso

Il ricciocorno schiattoso si dice sia stato avvistato in Svezia da persone assolutamente inattendibili, ma nonostante ciò non è famoso come Nessie.
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33 risposte a Non è tanto dell’aiuto degli Amici che noi abbiamo bisogno

  1. Conigliopalco ha detto:

    Al di là di tutto, credo che la misoginia derivi dalla TV, dalla scuola e dall’ignoranza.
    Il fatto che le persone non riescano ad andare oltre gli stereotipi e al bashing é una carenza culturale alimentata da lievi disturbi mentali esaltati da facebook e Instagram.. scusate lo sfogo

    • Sono quasi certa che la misoginia esistesse anche prima dell’avvento della TV. Oggi ho letto un’intervista, nella quale Sandra Petrignani afferma: “Gli uomini violenti si sentono autorizzati da secoli di potere maschile sul mondo intero.”https://www.huffingtonpost.it/entry/gli-uomini-violenti-si-sentono-autorizzati-da-secoli-di-potere-maschile-sul-mondo-intero_it_5dd93970e4b0d50f3290750b?ncid=other_facebook_eucluwzme5k&utm_campaign=share_facebook&fbclid=IwAR2Rmzn7_qizUs7pBSdkeZydFvL8NbEzeRMUfUH-xwveci9PPCqZ9ZXbSJI

      • Conigliopalco ha detto:

        Si quello sì, ma sono convinto che i social e la TV peggiorino le cose. Programmi come uomini e donne dove vengono premiati concorrenti narcisisti e dove lo scopo sembra essere di mettere in cattiva luce gli altri concorrenti invece che di conoscerli per formare una coppia. Siti e gruppi social dove è un attimo condividere frasi fatte. Oroscopi che insegnano a discriminare in base al segno o peggio essere in base al segno. Mi sono reso conto che ci sono cose che entrano in casa e che prima non entravano in casa. Da un partner di una certa intelligenza non te le aspetti. “Quelli del tuo segno sono così”. “Le/Gli donne/uomini sono tutti uguali”. Eppure la vedo come un epidemia che si sta diffondendo. Viene esaltata e diffusa la misoginia. Il voler essere meglio dell’altro o rendere l’altro peggiore.

  2. alessiox1 ha detto:

    Gli artisti hanno la libertà espressione artistica, basti guardare i rapper americani afro-americani, dove nei loro video si parla spesso di sesso, sono circondati di giovani donne seminude, nel lusso più totale, e spesso in contesti pieni di armi, o dove si fingono criminali.
    Oppure non mettiamo i rapper, i loro testi sono fatti per fare incazzare le persone e raccontare il disaggio, senno lasciamo solo il pop e siamo tutti contenti.

    • Il pubblico gode della libertà di esprimersi in merito a chi vuole ascoltare e chi no.

      • alessiox1 ha detto:

        Assolutamente, il punto e che il problema sono i testi violenti contro le donne oppure uno deve essere politically correct su tutti i fronti?
        Cioè se il rapper in questione, non avesse fatto testi contro le donne ma video pieni di armi,droga e violenza, sarebbe andato bene lo stesso?

      • Il problema non è il tema che affronti, ma come lo affronti.

      • Antome ha detto:

        Politicamente scorretto vuol dire incivile?
        Diverso dal pensiero unico cosa c’entra con incivile? Quindi perchè difendere l’incivile dicendo che è contro il pensiero unico?

    • Paolo ha detto:

      stavolta concordo con te, riccio.
      Si può raccontare la violenza più efferata dal punto di vista del carnefice, cinema e letteratura lo fanno egregiamente (penso a Le Benevole di Littell dove le atrocità naziste sono raccontate dal punto di vista di un criminale nazista non pentito) ma Skioffi e molti rapper non lo sanno fare

      • Il fatto, Paolo, è che il punto di vista del carnefice è quello che gode di maggior credito. Nei casi omicidio il motivo è semplice: i morti non possono dire la loro, ma anche quando le donne possono parlare, il più delle volte la loro versione è messa in discussione.
        Ci viene raccontata continuamente la storia di “giganti buoni” portati all’esasperazione dalla messalina di turno: che li tradiva, che non li ricambiava, che li vessava, che li voleva lasciare. Ti domando: riproporre questo cliché, narrare la storiella del “raptus” che stravolge la mente dell’innamorato ferito, che cosa può insegnare ad una società già satura di un messaggio che non ha altra funzione che giustificare l’omicida e che spesso non ha niente a che fare con la realtà dei fatti?
        Pensa agli ultimi femminicidi di cui abbiamo letto sui giornali.
        Pensa alla donna uccisa a colpi di coltello e di bastone, mentre gridava «Sono incinta, aspetto il tuo bambino, ti amo»: lui le sferra la prima coltellata, la convince a risalire sul furgone, raccontandole che la porterà in ospedale (questo è stato registrato dalla videocamera di una villa), quindi la finisce, occulta il cadavere, poi se ne va dal barbiere. Ci trovi delle somiglianze con la storia di Skioffi?

      • Paolo ha detto:

        sì ma non credo sia colpa di Skioffi e neanche della miriade di film e romanzi ce raccontano un delitto con gi occhi di chi lo ha commesso. Altrimenti torniamo alle polemiche sulla serie tv Gomorra he descriveun mindo di criminai violenti dive l’unico punto di vista è quello dei criminali. Vogliamo a tutti costi “l’eroe positivo” che ci dice che i camorristi sono cattivi perchè da soli non lo capiamo? eddai su! (a parte che nelle serie tv e nei film di oggi la dicotomia buono versus cattivo è sempre più in crisi lo abbiamo visto con Joker ma pure prima, in pochi si sono accorti che i Bastardi senza gloria di Tarantino erano un gruppo di sadici assassini compiaciuti della loro crudeltà, ma uccidevano i nazisti quindi qualunque cosa facessero facevi il tifo per loro perchè i nazi sono peggio).

        Se parliamo di articoli di giornali come quello sul “gigante buoni” e simili concordo con te ma un film, una opera di fiction deve godere di magguore libertà e deve avere anche il diritto di essere moralmente ambigua: i Bastardi di Tarantino erano assassini sadici ma uccidendo i nazisti erano anche eroi, Shoshanna Dreyfus era una donna ossessionata dalla vendetta (giustificata) ma era anche una eroina, Dexter Morgan è un sociopatico serial-killer e anche un angelo vendicatore, Hannibal Lecter è un pazzo cannibale anche un uomo colto e raffinato, Vito Corleone è un capomafia e anche un uomo che ama moglie e figli questo è moralmente ambiguo anche problematico ma è meraviglioso, è arte ed è legittimo come i film in cui la divisione tra bene e male è più netta

      • Luna_rosa ha detto:

        Ricciocorno, mi hai davvero stancato. Che schifo ca***. Non esiste nessun mondo di gente che giustifica i femminicidi. Devi smetterla di raccontare frottole, PERCHE’ QUALCUNO POTREBBE CREDERTI e quello che dici induce anche alla depressione. E non mi interessa che tu non pubblicherai questo commento, mi basta che lo leggi. Vai a f…, sei una persona pessima e vuoi pure spacciarti a paladina delle donne. Che schifo.

      • Wow. Lo pubblico eccome. Chiarisce perfettamente i tuoi argomenti.

      • Paolo ha detto:

        sì ma non credo sia colpa di Skioffi e neanche della miriade di film e romanzi ce raccontano un delitto con gi occhi di chi lo ha commesso. Altrimenti torniamo alle polemiche sulla serie tv Gomorra che descrive un mondo di criminali violenti dove l’unico punto di vista è quello dei criminali. Vogliamo a tutti costi “l’eroe positivo” che ci dice che i camorristi sono cattivi perchè da soli non lo capiamo? eddai su! (a parte che nelle serie tv e nei film di oggi la dicotomia buono versus cattivo è sempre più in crisi lo abbiamo visto con Joker ma pure prima, in pochi si sono accorti che i Bastardi senza gloria di Tarantino erano un gruppo di sadici assassini compiaciuti della loro crudeltà, ma uccidevano i nazisti quindi qualunque cosa facessero facevi il tifo per loro perchè i nazi sono peggio).

        Se parliamo di articoli di giornali come quello sul “gigante buono” e simili concordo con te ma un film, una opera di fiction deve godere di magguore libertà e deve avere anche il diritto di essere moralmente ambigua: i Bastardi di Tarantino erano assassini sadici ma uccidendo i nazisti erano anche eroi, Shoshanna Dreyfus era una donna ossessionata dalla vendetta (giustificata) ma era anche una eroina, Dexter Morgan è un sociopatico serial-killer e anche un angelo vendicatore, Hannibal Lecter è un pazzo cannibale e anche un uomo colto e raffinato, Vito Corleone è un capomafia e anche un uomo che ama moglie e figli questo è moralmente ambiguo anche problematico ma è meraviglioso, è arte ed è legittimo come i film in cui la divisione tra bene e male è più netta

      • Un artista è libero di allinearsi all’immaginario di una società patriarcale e misogina oppure distanziarsene, così come il pubblico è libero di biasimare la sua scelta.

      • Paolo ha detto:

        concordo su questo

      • Ma scusa… in quale articolo di giornale i camorristi vengono descritti come persone in fondo di gran cuore, magari indotte da un fato avverso a compiere atti criminosi? Quando mai hai letto che le vittime di un camorrista un po’ se la sono andata a cercare? Quando capirai che oltre all’opera d’arte in sé c’è tutto un contesto da tenere in considerazione?

      • Paolo ha detto:

        che raccontano

        maggiore libertà

      • Antome ha detto:

        Luna_storta (battuta), cos’è successo, non ti riconosco, è uno scherzo? 🙂

  3. Shonagh Mc Aulay ha detto:

    Re mansplaining, somewhere I saw recently a piece about Atwood having The Handmaids explained to her.

    Re the maniac misogynists, I catch myself hoping that it’s all a bad dream. I console myself daydreaming that perhaps in reality they are being paid to sit behind a screen in Vladivostok and disrupt western social progress.

    But I fear they are sitting behind their screens everywhere. They’re our next door neighbours.

    I’m reading another Martha Albertson Fineman edited publication. Old, from 1994. The public nature of private violence. Have to take a deep breath before plunging in. Almost 30 years later this stuff is still as relevant as it was then. Well, some legislative details may have changed. I can’t know that. But these essays are opening up to me so many things I wasn’t fully aware of regarding 1) legal status of women, historical and current, and 2) priorities and superficialities of the second wave feminist legislators. Understandably, they were in a hurry to see change. But some trends should have been more widely discussed and debated. I’m elaborating in a way some inarticulate resistances and hesitations I felt back then as a young woman examining feminist options. Now I see better how to account for a certain scepticism towards some of my more radical friends.

    I’m making a little progress with my UN reform advocacy. Just a little. Another couple of wise and well connected women reaching out to me. And then the journalist that I absolutely want to interest in this material. That is my big hope. Because he knows the UN and Aid Sector inside out. Only not the aspects that interest me.. He’s willing to meet me in London.

    Must get back to writing again. I like best to work together with my closest ally. We brainstorm well together, we’re conceptually on exactly the same wavelength and we have fun. Rather fierce, gleeful fun, laughing out loud. Like planning moves against a chess opponent, or a fencing tournament. We know how the opponents operate and we try to anticipate everything that could go wrong. But we believe we are the stronger team. I’m the writer, but we think well together. Then, at meetings, my friend is an asset. She is totally disarming, like a secret weapon sitting beside you.

    Writing isn’t a problem for me but sitting alone in front of the screen is. I’m there not only with the UN manuals and declarations and reports on the table, but also with the real world backstories of real disrupted lives lurking in the background. Ours and others. So I get a bit haunted. The dissociative states will always be with me, that’s just a fact. So working with my friend helps keep things lighter. And this ally is in London. I can & probably should go, but overwhelmed by so many things here. Maybe from January. December will be all GE horror, Christmas, Brexit horror.

    Feeling a little scared. Having established these contacts is a responsibility. Now I must make good use of the chances being offered. So the competent rather cold and dissociated public persona has to take over, and the traumatized struggling person must vanish.

    Well aware that I am an expert in nothing and also that I have currently no access to the kind of academic libraries I need. But I don’t pretend to be an expert and I am not writing a thesis. There are still important realities to convey and reasonable proposals to make. Then, victim centred is the trend of the moment. So let’s also be victim centred. The substance of what people must know fits into one tweet, anyway. What I need to talk about is not rocket science.

    Buona serata! Switch off the zombies and read something cheerful. 🙂 Picture books soothe haunted minds, in my case.

    Shonagh

    Shonagh

  4. Paolo ha detto:

    Skioffi è un rapper che scrive canzoni di m.erda ed è pericoloso che i minori le ascoltino ma da qui a gettare la croce su ogni artista, scrittore, cineasta che decide di raccontare una efferata violenza dal punto di vista del carnefice ce ne passa e se questo è lintento non concordo

    (se volete sapere come si racconta un uxorcidio dal punto di vista del marito assassino senza giustificare quest’ultimo leggete la novella 1922 di Stephen King)

  5. Cimzia ha detto:

    Già come se le parole che offendono e sminuiscono le donne non siano già di per sé violenza contro le donne .Come se normalizzare la violenza paludandola da arte sia un fatto accettabile. Come se le parole riportare, non fossero la base di ogni forma di bullismo (se le avesse dette nei confronti di bambini, le trovereste ancora lecite? In fondo esistono anche gli odiarori di bambini, quelli che li aggrediscono, li abusano e li uccidono). Quindi se si facessero testi sul piacere degli squartatori di esseri umani raccontandoci il senso di godimento e potenza che traggono dal macellare persone, sarebbe solo un:operazione culturale di libera espressione?
    Dov’è posizionato il confine oltre il quale la libertà di espressione comincia ad essere barbarie?
    La mancamza di questi confini, in psicologia viene categorizzata nei ”disturbi etici di personalità”. L’incapacità degli individui che ne sono affetti di comprendere le conseguenze che il loro agire ha sugli altri e sull’ambiente che li circonda. Si tratta di personalità disturbate e disturbanti. Perché che piaccia o no siamo esseri sociali, interdipendenti per natura specie specifica. E i comportamenti che non prevedano limiti di ordine etico, fa saltare tutto il meccanismo sociale.

    • Paolo ha detto:

      ritengo che un cineasta o un romanziere abbia tutto il diritto di scrivere una fiction in cui descrive la tortura di un bambino dal punto di vista del torturatore, la libertà di espressione artistica deve poter raccontare anche ciò che è atroce e orribile, raccontare non è avallare e non è censurando ciò che è disturbante che elimineremo la violenza (parlo di film e romanzi). Poi esistono anche commedie romantiche, esistono i film disney, nessuno è obbligato a guardare film o leggere romanzi disturbanti o violenti

  6. Paolo ha detto:

    ti ho detto che sugli articoli di giornale sono d’accordo con te, io parlavo di film

  7. alessiox1 ha detto:

    Per quanto riguarda il femminicidio di Ana a Partinico nell’palermitano, il mostro(cosi è stato chiamato da alcuni tg), merita l’ergastolo senza se e senza ma.
    Okay questo rapper non va bene, ma Fabri Fibra va bene? Oppure e pure lui nella lista dei cattivi?

  8. alessiox1 ha detto:

    Si ma amici non è il primo maggio, e poi i rapper fanno testi il cui scopo è scandalizzare, fare arrabbiare le persone.
    Ci sono anche testi e video di cantanti donne, dove loro uccidono uomini se è per questo.

  9. Maria Serena ha detto:

    Certo che capire il problema pare troppo per gli uomini che ci tengono a spiegarci che non c’è problema

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