#Familytoo

In una intervista sul sito della George Washington University (GW) dal titolo #FamiliesToo: Family Courts Discredit Women’s Abuse AllegationsJoan S. Meier, docente presso la GW e avvocata che ha difeso per anni adulti e bambini vittime di abusi presso la Corte suprema degli Stati Uniti e nei tribunali statali, parla di un recente studio al quale ha lavorato: Child Custody Outcomes in Cases Involving Parental Alienation and Abuse Allegations.

Il primo obiettivo di questo progetto – leggiamo nell’abstract – era accertare se l’evidenza empirica conferma l’ipotesi che l’alienazione genitoriale (definita una teoria pseudo-scientifica) è viziata da un pregiudizio di genere nella pratica e nei risultati. In secondo luogo, lo studio ha cercato di analizzare i risultati nelle controversie legali in materia di affido/maltrattamenti in base al genere e per diversi tipi di maltrattamento.

L’analisi di oltre 2000 pareri del tribunale ha confermato che i tribunali sono scettici nei confronti delle denunce di abuso presentate dalle madri contro i padri; questo scetticismo è maggiore quando le madri denunciano maltrattamenti sui minori. I risultati confermano che quando i padri rispondono alle accuse chiamando in causa l’alienazione genitoriale, aumenta (praticamente raddoppia) il rigetto da parte dei tribunali delle denunce materne e raddoppiano le decisioni di negare l’affido alle madri in favore dei padri denunciati.

Confrontando questi dati con le risposte dei tribunali quando sono i padri ad accusare le madri di maltrattamenti o violenza, si rileva una differenza di genere significativa.

Infine, i risultati indicano che laddove vengono nominati tutori legali o consulenti, i risultati sfavorevoli per le madri e le differenze di genere aumentano.

“Questa ricerca è maturata in anni di patrocinio, contenziosi, borse di studio e corsi di formazione giudiziaria che ho fatto insieme ai miei colleghi in tutto il paese. Abbiamo notato una tendenza preoccupante nei tribunali familiari della nazione: quando le madri denunciano di aver subito violenza o che i loro figli hanno subito violenza da parte dei padri, le denunce non vengono prese sul serio” ha raccontato Meier nel corso dell’intervista, aggiungendo che “una ricerca sui bambini che sono stati assassinati da un genitore separato o divorziatom ha identificato quasi 100 bambini che i tribunali della famiglia si erano  rifiutati di proteggere dopo che il genitore protettivo aveva denunciato la pericolosità dell’ex partner.”

“I precedenti studi sulla custodia e la violenza domestica indicavano già che i tribunali statali esaminati non tenevano sempre conto della violenza domestica in modo sufficiente o non ne tenevano conto affatto nel prendere decisioni sull’affido e il diritto di visita. In altre parole, la ricerca esistente aveva confermato l’esistenza di un problema senza riuscire ad attirare l’attenzione nazionale né avere un concreto impatto sulle pratiche giudiziarie o sui responsabili politici”; questo è il motivo per cui Maier ritiene che fossero necessari dati empirici, oggettivi, in grado di rendere visibili gli effetti della teoria dell’alienazione genitoriale su donne e bambini.

“I giudici non sono adeguatamente formati sulla violenza domestica e sono ancora meno formati sulle violenze e l’abuso sessuale di minori – ha dichiarato Meier – Inoltre, i consulenti nominati dai tribunali , così come molti giudici, tendono ad affidarsi all’alienazione genitoriale e sono molto scettici nei confronti delle denunce di abuso quando sono mosse dalle donne.”

Meier spiega anche perché ha deciso di chiamare il suo lavoro #Familytoo, sulla scia del movimento #Metto: se il #Metoo ha portato alla ribalta le enormi difficoltà che affrontano le vittime di violenza sessuale in ambito lavorativo, difficoltà dovute al fatto che le loro denunce vengono respinte, banalizzate e demonizzate, #Familytoo si propone di evidenziare come la mancanza di credibilità che lamentano le donne nel corso delle controversie legali per l’affido dei loro figli è un fenomeno analogo ed egualmente diffuso, del quale il grande pubblico ancora ignora la portata e le drammatiche conseguenze.

Solo la consapevolezza e la preoccupazione del pubblico – conclude Meier – ha il potere di cambiare i cuori e le menti di coloro che hanno il potere di proteggere i bambini.

 

Informazioni su il ricciocorno schiattoso

Il ricciocorno schiattoso si dice sia stato avvistato in Svezia da persone assolutamente inattendibili, ma nonostante ciò non è famoso come Nessie.
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2 risposte a #Familytoo

  1. demiguy ha detto:

    Non so se ne hai scritto altrove, ma non conoscevo questa presunta disfunzione e ho letto la relativa pagina di Wikipedia. L’idea di un genitore cattivo che aizza i figli contro l’altro non mi è risultata nuova. Mi pare un espediente narrativo usato talvolta in alcuni film o fiction allo stesso modo di come molto spesso negli stessi film, gli assistenti sociali vengono descritti come burocrati senza cuore ciechi davanti all’evidente amore dei genitori. Sono propenso a ritenere distorta la prima narrazione tanto quanto la seconda. Ciò che balza all’occhio è la discrepanza tra i dati e la percezione pubblica. Senza avere la pretesa di parlare per tutti, a me pare che il “racconto” sociale veda sempre la donna a “manipolare” i figli e la situazione ai danni del “povero uomo”. Sarà anche colpa di questi luoghi comuni, di questo continuo scambiare la fiction per realtà (volontariamente? involontariamente?), se, dati alla mano, le donne hanno un deficit di credibilità davanti alla legge?
    Leggo volentieri questo blog, recupererò con piacere gli altri post .
    Permettetemi di usufruire di questo spazio per far conoscere il mio blog (https://diariodiundemi.wordpress.com/?order=asc) in cui parlo della demisessualità e del mio modo di viverla ^^

    • “Sarà anche colpa di questi luoghi comuni, di questo continuo scambiare la fiction per realtà (volontariamente? involontariamente?), se, dati alla mano, le donne hanno un deficit di credibilità davanti alla legge?” Ci sono studi a riguardo, che suggeriscono che la risposta è sì Uno è questo: “Child Custody Evaluators’ Beliefs About Domestic Abuse Allegations: Their Relationship to Evaluator Demographics, Background, Domestic Violence Knowledge and Custody- Visitation Recommendations” Author: Daniel G. Saunders, Ph.D., Kathleen C. Faller, Ph.D., Richard M. Tolman, Ph.D.”https://www.ncjrs.gov/pdffiles1/nij/grants/238891.pdf Lo studio mostra come gli operatori di giustizia credano che le donne tendenzialmente mentano, quando muovono accuse di violenza domestica o abusi sui bambini, e queste loro credenze hanno influenza sul loro operato.
      Grazie per avermi fatto conoscere il tuo blog, lo leggerò con molto interesse.

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