Buon 8 marzo a tutte

Sto imparando che un buon ruolo non è l’unico criterio per accettare un lavoro; mi è diventato molto più chiaro negli ultimi mesi, dopo aver assistito alla nascita di un potente movimento intento a porre fine all’ingiustizia, alla disuguaglianza e soprattutto al silenzio. Mi è stato chiesto in alcune recenti interviste a proposito della mia decisione di lavorare a un film con Woody Allen la scorsa estate. Non sono in grado di rispondere direttamente alla domanda a causa di obblighi contrattuali. Ma quello che posso dire è questo: non voglio trarre profitto dal mio lavoro nel film e, a tal fine, donerò il mio intero stipendio a tre enti di beneficenza: Time’s Up,  LGBT Center di New York e Rainn [la rete nazionale contro stupro, abuso e incesto]. Voglio essere degno di stare spalla a spalla con le artiste coraggiose che stanno lottando affinché tutte le persone vengano trattate con il rispetto e la dignità che meritano.

Timothée Chalamet

Dopo aver letto e riletto le dichiarazioni di Dylan Farrow di qualche giorno fa ed essere tornata a leggere quelle più vecchie vedo, non solo quanto sia complicata questa faccenda, ma che le mie azioni hanno fatto sentire un’altra donna messa a tacere e respinta. Questo non è qualcosa che posso digerire facilmente in questo come in qualsiasi momento, e mi dispiace profondamente. Mi dispiace per la mia decisione e oggi mi comporterei diversamente.

Rebecca Hall

Posso solo parlare per me stessa e la conclusione a cui sono arrivata è questa: se avessi saputo allora quello che so ora, non avrei recitato nel film. Non ho lavorato di nuovo per lui, e non lavorerò di nuovo per lui.
I due diversi pezzi di Dylan Farrow mi hanno fatto capire che avevo contribuito al dolore di un’altra donna, e comprenderlo mi ha spezzato il cuore. Sono cresciuta con i suoi film e mi hanno formato come artista, non posso cambiare questo fatto ora, ma posso prendere decisioni diverse da adesso in poi.

Greta Gerwig

Ho bisogno di togliermi questo dente:

– Ho lavorato al prossimo film di Woody Allen.
– Credo che sia colpevole.
– Ho donato il mio intero stipendio a RAINN.
– È un ruolo di una scena.
– Ho passato un mese a riflettere se accettare o meno.
– Mi dispiace profondamente per la mia decisione finale.
Perché non mi sono rifiutato?
– I miei genitori erano incredibilmente orgogliosi.
– Credevo che ci fossero cose da guadagnare dall’esperienza sul set.
– Ero un codardo.
È stata un’esperienza educativa per tutte le ragioni sbagliate. Ho imparato in modo definitivo che non riesco a mettere la mia carriera prima della mia morale.

(…)

A chiunque pensi che io abbia preso la via più facile accettando il lavoro, POI denunciando la mia scelta, vi assicuro che è la peggiore combinazione di scelte possibile.

(…)

La gente mi chiede prove della sua colpevolezza. Non ne ho. Ho appena letto questo e so a chi voglio credere.

(…)

Chiunque pensi che lo stia facendo per ottenere pubblicità gratuita e / o per la mia carriera non ha idea di come funzioni davvero questo settore.

Griffin Newman

Dopo la protesta dei suoi dipendenti, che sono scesi in strada per manifestare pubblicamente il loro sostegno a Dylan Farrow, la Hachette Group Book ha dichiarato che non darà alle stampe il memoir di Woody Allen,  A Propos of Nothing.

La figlia adottiva di Allen, che nel 2014 ribadì pubblicamente le sue accuse con una lettera pubblicata da uno dei blog ospiti del New York Times, ha ringraziato i manifestanti:

Ad ogni persona che, mettendo a rischio il suo lavoro, ha manifestato solidarietà a me, mio fratello e a tutte le vittime di abusi sessuali ieri: non ci sono parole per descrivere il mio debito di gratidudine nei vostri confronti. Per tanto tempo mi sono sentita sola con la mia storia, ma ieri mi avete ricordato che quando ci si oppone a ciò che è ingiusto, restando uniti, si può davvero fare la differenza. Grazie infinite.

In Italia, invece, Elisabetta Sgarbi, Direttore generale e Direttore editoriale di la Nave di Teseo (uso il maschile perché è il genere usato nella pagina web della casa editrice, come potete verificare seguendo il link) ha annunciato che manterrà l’impegno preso e pubblicherà il libro.

Con grande sconforto ho letto stamattina un articolo de Il Manifesto che plaudeva alla decisione di Sgarbi.

L’articolo, firmato da Cristina Piccino, esordisce informandoci che Allen – che ha sempre negato i fatti – non venne mai rinviato a giudizio, mentre gli inquirenti conclusero che probabilmente la bambina era stata influenzata all’interno di una separazione coniugale – quella tra Allen e Mia Farrow – estremamente violenta, dimostrando che chi scrive non si è presa la briga di informarsi sulla vicenda giudiziaria.

Che Dylan Farrow fosse stata “influenzata” era la tesi difensiva di Woody Allen, una tesi non accolta dal tribunale che doveva decidere dell’affidamento della bambina; il giudice invece raccomandò un attento monitoraggio dei futuri incontri di Allen con i bambini e, per ciò che riguardava Dylan in particolare, che venissero prese misure per tutelarla a causa del comportamento gravemente inappropriato di Allen. Il documento, pubblicato integralmente dall’Huffington Post, è una lettura che consiglio a chiunque voglia scrivere qualcosa sulla vicenda.

Le cause di abusi sessuali spesso si riducono alla parola della presunta vittima contro quella del suo presunto aguzzino; nel caso Allen abbiamo avuto modo di leggere entrambe le versioni della storia, e non solo: abbiamo a disposizione una gran quantità di contributi.

Le persone che sono scese in strada, le persone che hanno deciso di non pubblicare il libro, le persone che rifiutano di distribuire i film di Woody Allen, hanno letto, ascoltato e valutato: a loro avviso Woody Allen non è solo colpevole di abuso sessuale su una bambina, ma è anche un bugiardo che da oltre vent’anni scredita pubblicamente la sua vittima e chiunque la abbia sostenuta e la sostenga, contribuendo attivamente ad accrescere la sofferenza che un atto come l’abuso sessuale lascia in eredità a chi l’ha subita.

Non è strano che chi sia giunto a questa conclusione si senta in dovere di non offrire a Woody Allen ulteriori strumenti per infliggere altra dolore, e parlare di censura, in un caso come questo, a mio avviso è estremamente fuoriviante.

Leggere proprio oggi un articolo come quello pubblicato dal Manifesto mi ha riempito di amarezza.

 

Sullo stesso argomento:

Dylan Farrow replica a Woody Allen

 

Informazioni su il ricciocorno schiattoso

Il ricciocorno schiattoso si dice sia stato avvistato in Svezia da persone assolutamente inattendibili, ma nonostante ciò non è famoso come Nessie.
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66 risposte a Buon 8 marzo a tutte

  1. Paolo ha detto:

    i contenuti, le sceneggiature dei film alleniani a cui Rebecca Hall, Greta Gerwig e Timothee Chalamet hanno partecipato parlavano forse di abuso sessuale in termini giustificatori? No, io li ho visti quei film e così non è. Pertanto non capisco di cosa si sentano colpevoli fermo restando che possono rifiutarsi di lavorare con chiunque e fanno benissimo a devolvere i soldi del loro compenso a quelle associazioni.

    per quanto mi riguarda su Polanski c’è una sentenza di condanna e un regolare processo perciò lo efinisco stuoratore, Polanski è uno stupratore e qyesto è un fatto acclarato e lo è Harvey Weinstein e lo è Bill Cosby che lo ha ammesso. Altrettanto non si può dire di Woody Allen su cui non c’è alcuna sentenza. E i “comportamenti inappropriati” di cui parla la sentenza si riferiscono alla relazione sessuale che Woody Allen aveva con la sua attuale moglie Soon Yi Previn che allora era la figlia adottiva di Mia Farrow e sorella adottiva di Dylan. Avere un padre adottivo che fa sesso con tua sorella di 19 anni è in effetti parecchio inappropriato, anch’io avrei dei problemi con un padre che ha tale condotta ma comportamento inappropriato non è uguale a reato, se il giudice avesse ravvisato evidenze di abuso sessuale avrebbe processato Allen per questo reato, non lo ha fatto perchè tali prove non c’erano infatti dice “non sapremo mai cosa è successo”, non lo sapremo perchè non ci sono prove e a casa mia se non si trovano prove sei considerato non colpevole.
    Bill Cosby è uno stupratore, Harvey Weinstein è uno stupratore, Roman Polanski è uno stupratore e anche Placido Domingo è un molestatore, Woody Allen non è nè stupratore nè molestatore, Woody Allen è uno che ha fatto sesso e poi sposato la figlia adottiva dell’allora compagna Mia Farrow comportamento eticamente discutibile ma non un reato, questo è quello che dobbiamo affermare se stiamo ai fatti accertati. Poi ognuno la pensi come vuole

    ma voglio essere sincero: così come continuo a vedere e apprezzare i film dello stupratore Polanski e al tempo disprezzo l’essere umano Polanski; anche se mi mostrassero un fimato dove Woody Allen sgozza dei bambini per berne il sangue penserei che è un uomo orrendo, gli augurerei ogni male ma non mi pentirei di aver amato i suoi film, continuerei a pebsare che come cineasta è stato un grande e vorrei che fossero ancora distribuiti i suoi film. E mi sento a posto con la mia coscienza.

    • savi ha detto:

      Ronan Farrow si riferisce solo e solamente alla storia di sua sorella Dylan Farrow.

      Fu Dylan Farrow ad essere molestata e abusata sessualmente dal Woody.
      Ronan Farrow sta semplicemente affermando ciò che è di dominio pubblico:

      (i) Woody può negare tutto ciò che vuole e può accusare la madre Mia Farrow di Alienazione Parentale — come fece attraverso l’eponimo Pasista Richard Gardner;

      (ii) Dylan Farrow ha mantenuto negli anni, sino a oggi, che il Woody la molestò/abusò sessualmente.

      (iii) Ronan Farrow sta rivelando che lui crede alla storia della sorella Dylan Farrow: che il Woody l’aveva molestata/abusata.

      Tutte le altre cose che proclama questo Paolo è una fumosa cortina fumogena architettata per confondere la gente

      …. la storia è che il Sicario del Woody — l’Impostore Pasista Richard Gardner –terrorizzò la madre Mia Farrow che accusò di Alienazione Parentale quando Mia Farrow denunziò alla polizia i suoi sospetti che il Woody avesse molestato/abusato la figlia Dylan

      • Paolo ha detto:

        Savi, ma pure Moses Farrow fa parte della congiura? E’ anche lui un agente di Gardner?

  2. Paolo ha detto:

    i contenuti, le sceneggiature dei film alleniani a cui Rebecca Hall, Greta Gerwig e Timothee Chalamet hanno partecipato paelavabo firse di abuso sessuale in termini giustificatori? No, io li ho visti quei film e così non è. Petanto non capisco di cosa si sentano colpevoli fermo restando che possono rifiutarsi di avorare con chiunque e fanno benissimo a devolvere i soldi del loro compenso a quelle associazioni.

    per quanto mi riguarda su Polanski c’è una sentenza di condanna e un regolare processo perciò lo efinisco stuoratore, Polanski è uno stupratore e qyesto è un fatto acclarato e lo è Harvey Weinstein e lo è Bill Cosby che lo ha ammesso. Altrettanto non si può dire di Woody Allen su cui non c’è alcuna sentenza. E i “comportamenti inappropriati” di cui parla la sentenza si riferiscono alla relazione sessuale che Woody Allen aveva con la sua attuale moglie Soon Yi Previn che allora era la figlia adottiva di Mia Farrow e sorella adottiva di Dylan. Avere un padre adottivo che fa sesso con tua sorella di 19 anni è in effetti parecchio inappropriato, anch’io avrei dei problemi con un padre che ha tale condotta ma comportamento inappropriato non è uguale a reato, se il giudice avesse ravvisato evidenze di abuso sessuale avrebbe processato Allen per questo reato, non lo ha fatto perchè tali prove non c’erano infatti dice “non sapremo mai cosa è successo”, non lo sapremo perchè non ci sono prove e a casa mia se non si trovano prove sei considerato non colpevole.
    Bill Cosby è uno stupratore, Harvey Weinstein è uno stupratore, Roman Polanski è uno stupratore e anche Placido Domingo è un molestatore, Woody Allen non è nè stupratore nè molestatore, Woody Allen è uno che ha fatto sesso e poi sposato la figlia adottiva dell’allora compagna Mia Farrow comportamento eticamente discutibile ma non un reato, questo è quello che dobbiamo affermare se stiamo ai fatti accertati. Poi ognuno la pensi come vuole

    ma voglio essere sincero: così come continuo a vedere e apprezzare i film dello stupratore Polanski e al tempo disprezzo l’essere umano Polanski; anche se mi mostrassero un fimato dove Woody Allen sgozza dei bambini per berne il sangue penserei che è un uomo orrendo, gli augurerei ogni male ma non mi pentirei di aver amato i suoi film, continuerei a pebsare che come cineasta è stato un grande e vorrei che fossero ancora distribuiti i suoi film. E mi sento a posto con la mia coscienza

    • Paolo ha detto:

      i contenuti, le sceneggiature dei film alleniani a cui Rebecca Hall, Greta Gerwig e Timothee Chalamet hanno partecipato parlavano forse di abuso sessuale in termini giustificatori? No, io li ho visti quei film e così non è. Pertanto non capisco di cosa si sentano colpevoli fermo restando che possono rifiutarsi di lavorare con chiunque e fanno benissimo a devolvere i soldi del loro compenso a quelle associazioni.
      per quanto mi riguarda su Polanski c’è una sentenza di condanna e un regolare processo perciò lo efinisco stuoratore, Polanski è uno stupratore e qyesto è un fatto acclarato e lo è Harvey Weinstein e lo è Bill Cosby che lo ha ammesso. Altrettanto non si può dire di Woody Allen su cui non c’è alcuna sentenza. E i “comportamenti inappropriati” di cui parla la sentenza si riferiscono alla relazione sessuale che Woody Allen aveva con la sua attuale moglie Soon Yi Previn che allora era la figlia adottiva di Mia Farrow e sorella adottiva di Dylan. Avere un padre adottivo che fa sesso con tua sorella di 19 anni è in effetti parecchio inappropriato, anch’io avrei dei problemi con un padre che ha tale condotta ma comportamento inappropriato non è uguale a reato, se il giudice avesse ravvisato evidenze di abuso sessuale avrebbe processato Allen per questo reato, non lo ha fatto perchè tali prove non c’erano infatti dice “non sapremo mai cosa è successo”, non lo sapremo perchè non ci sono prove e a casa mia se non si trovano prove sei considerato non colpevole.
      Bill Cosby è uno stupratore, Harvey Weinstein è uno stupratore, Roman Polanski è uno stupratore e anche Placido Domingo è un molestatore, Woody Allen non è nè stupratore nè molestatore, Woody Allen è uno che ha fatto sesso e poi sposato la figlia adottiva dell’allora compagna Mia Farrow comportamento eticamente discutibile ma non un reato, questo è quello che dobbiamo affermare se stiamo ai fatti accertati. Poi ognuno la pensi come vuole
      ma voglio essere sincero: così come continuo a vedere e apprezzare i film dello stupratore Polanski e al tempo disprezzo l’essere umano Polanski; anche se mi mostrassero un fimato dove Woody Allen sgozza dei bambini per berne il sangue penserei che è un uomo orrendo, gli augurerei ogni male ma non mi pentirei di aver amato i suoi film, continuerei a pebsare che come cineasta è stato un grande e vorrei che fossero ancora distribuiti i suoi film. E mi sento a posto con la mia coscienza

      • Mi sembra che vengano spiegate chiaramente le ragioni, nei commenti citati: si fa riferimento al movimento #metoo, che ha messo in evidenza come la disparità di potere renda molto difficile per le vittime di abusi sessuali ottenere giustizia. Citi Bill Cosby: sono più di cinquanta le sue vittime, per anni ha agito del tutto indisturbato, mentre le accuse nei suoi confronti venivano archiviate. Allora, quando è diventato uno stupratore? Soltanto quando qualcuno si è deciso ad emettere una sentenza?
        “Le mie azioni hanno fatto sentire un’altra donna messa a tacere e respinta”, ha detto Rebecca Hall, “avevo contribuito al dolore di un’altra donna, e comprenderlo mi ha spezzato il cuore”, ha detto Greta Gerwig. Non è così difficile da capire, sai, basta leggere. Nella sua lettera Dylan Farrow dice “Per tanto tempo la fama di Woody Allen mi ha zittito. L’ho sempre percepita come un rimprovero personale, come se i premi e riconoscimenti fossero un modo per dirmi di stare zitta e mettermi da parte.”
        Tute queste persone stanno cercando di spiegare che il successo professionale di uno stupratore è un’impedimento ad un giusto processo nei loro confronti. Puoi decidere che non sia vero, eppure i fatti sembrerebbero mostrare proprio il contrario.

      • E comunque Paolo, non ci sono solo le vittime di stupro che protestano contro i riconoscimenti a persone che hanno commesso atti riprovevoli: ricordi la polemica per il Nobel a Peter Handke? https://www.ilpost.it/2019/10/12/critiche-nobel-peter-handke-serbia/
        https://www.ilsole24ore.com/art/peter-handke-polemiche-e-proteste-la-cerimonia-nobel-AC20xX4?refresh_ce=1

      • savi ha detto:

        E’ scomparso il commento del PAOLO?!?!?!

        Ho capito dopo che questo PAOLO non aveva idea della storia di Dylan Farrow — a cui Ronan Farrow si riferisce.

      • Sarren S ha detto:

        E’ scomparso il commento del PAOLO. Ho capito dopo che questo PAOLO non aveva idea della storia di Dylan Farrow — a cui Ronani FArrow (se ho capito bene) si riferisce.

      • Sarren S ha detto:

        Da parte mia — non lo vedo sulla pagina di Ricciocorno. Prima lo vedevo. Forse sono stanco …

        Vedo ” 6 risposte a Buon 8 marzo a tutte Ma poi vedo solo

      • Sembrano scomparsi i commenti, ma non dipende da me. Io li ho approvati…

      • Sarren S ha detto:

        Qualcosa non va. Vedo solo il mio commento (di savi). Ma ora dice “8 risposte a Buon 8 marzo a tutte”; prima diceva “6 risposte a Buon 8 marzo a tutte”.

      • Paolo ha detto:

        sono spariti i commenti

      • Non me lo so spiegare. Ora si vede tutto…

      • Paolo ha detto:

        lo dico premettendo che ho il massimo rispetto per i familiari delle vittime di Sebrenica, ma il nobel per la letteratura non è il nobel per la pace quindi anche le polemiche su Handke le ho trovate discitibili.

        “Soltanto quando qualcuno si è deciso ad emettere una sentenza?”

        in un mondo perfetto la sentenza nel caso di Cosby andava emessa prima putroppo non è il mondo in cui viviamo, in questo mondo gravemente imperfetto in cui viviamo io ascolto le testimonianze delle vittime, e quando sono tantissime come nei casi di Cosby e Weinstein tendo a non aspettare un processo per farmi la mia idea sulla copevolezza dei signori in questione ma negli altri casi prima di chiamare stupratore qualcuno aspetto che ci sia un processo regolare, nei paesi civili si fa così, non saprei comportarmi in un altro modo, non sono capace di agire in un altro modo e questo vale per ogni reato (o vale semopre o non vale mai). Mi rendo conto che il sistema giudiziario ha delle falle non sempre i colpevoli vengono condannati, non sempre si riesce ad appurare la verità ma l’alternativa qual è? Tribunali del Popolo? No, mi spiace io preferisco la democrazia liberale con tutti i suoi difetti e le sue falle. Weinstein, Polansky, Cosby sono stupratori questa è la verità accertata da tonnellate di testimonianze tutte concordi fra loro, sentenze di condanna e nel caso di Cosby anche confessioni, , agli occhi della legge Woody Allen non ha stuprato nessuno e io mi attengo a ciò che dice la legge di un paese democratico (imperfetto e pieno di ingiustizie, certamente) come sono ancora gli USA. Quel che è certo è che si scopava Soon-Yi la figlia adottiva della sua compagna (e che oggi è sua moglie), comportamento non etico ma non reato

        non so come dirlo, io vorrei che il talento artistico fosse posseduto solo da individui buoni, onesti ed etici, non è così, capita che questo talento sia portato da persone moralmente spregevoli (ammesso e non concesso che Woody Allen sia spregevole cosa su cui continuo ad avere dei dubbi), persone che fanno affermazioni tremende (Handke), persone che mettono il proprio talento a servizio di ideologie assassine (Leni Riefenstahl) e razziste (ancora Riefenstahl ma anche D.W. Griffith) e persone che quado non lavorano fanno delmale a persone innocenti (Polansky,ma anche Marion Zimmer Bradley) ed è una cosa con cui bisogna fare i conti. Non bisogna perdonare questa gente, ma impedire la distribuzione dei loro film (film che nel caso di Polansky e Allen non hanno nulla di sessista come non c’è pedifilia nei fantasy della Bradley) mi sembra una idiozia, e non aiuta affatto le vittime

    • Paolo ha detto:

      discitibili= discutibili

  3. savi ha detto:

    Richard Gardner — il primo Profeta-Dio della PAS — fu coinvolto nella storia tra Mia Farrow e Woody Allen.

    Woody Allen si affidò ai servizi di un potentissimo avvocato di Yale.

    L’avvocato di Yale prese come ESPERTO DI ACCUSE FALSE DI ABUSI SESSUALI SU BAMBINI DA PARTE DI PADRE il … Richard Gardner.

    La strategia del Gardner fu tipicamente Gardneriana — messa in atto dall’avvocato di Woody Allen:
    (i) accusare Mia Farrow di Alienazione Parentale — avere manipolato la figlia per indurla a pensare e credere fermamente che Woody Allen l’aveva abusata sessualmente;
    (ii) minacciare Mia Farrow – l’avrebbe fatta passare per madre malevole-strega-ecc.; e le avrebbe tolto tutti i bambini.

    Il Gardner — attraverso l’avvocato — ebbe successo: spavento Mia Farrow a tal punto che Mia Farrow ritirò la denunzia di abuso sessuale della figlia da parte di Woody Allen.

    Quello fu il primo grande successo del Richard Gardner: a questo ‘stronzetto’ di Teflany del New Jersey — e impostore massimo che si faceva passare come Professore e Dottore nel Dipartimento di Psichiatria della Columbia University — si aprirono le porte della New York ‘bene’ e ricca.

    Gardner non agì ufficialmente in quanto era stato preso come consulente e la storia non si radicò in tribunale dove avrebbe potuto operare pubblicamente come ESPERTO DI ACCUSE FALSE DI ABUSI SESSUALI SU BAMBINI DA PARTE DI PADRE.

    Gli andò bene! Altrimenti sarebbe bastata una telefonata al Direttore della Facoltà’ di Psichiatria della Columbia University per chiedere chiarimenti, e il Direttore avrebbe detto: “Noi il Richard Gardner, che era stato volontario non retribuito, lo abbiamo espulso a vita nel 1985 due mesi dopo aver pubblicato le sue ‘fandonie sulla sua PAS-Sindrome’.

    Purtroppo, nemmeno dopo questa storia nessuno avvocato e psicologo/psichiatra che difendeva madri e i loro figli dagli ‘Impostori Pasisti fedeli seguaci del Gardner’ inoltrarono quella telefonata. Ne sarebbe bastata una — di telefonata per fare implodere (o esplodere) la Bolla PAS del Gardner.

    La storia della sorella di Ronan Farrow è la storia di come l’Impostore Pasista Richard Gardner terrorizzò sua madre Mia Farrow attraverso l’operato dell’avvocato di Woody Allen.

    Di questa storia informerò Ronan Farrow – se non sapesse. E se dovesse conoscere i lineamenti generali della storia, gli offrirei le fonti bibliografiche per ricostruire nei dettagli di come l’Impostore Pasista Richard Gardner terrorizzò sua madre Mia Farrow. Così potrà scrivere una storia completa di come l’Impostore Pasista Richard Gardner terrorizzò sua madre Mia Farrow.

    • Paolo ha detto:

      Savi, che mi dici di Moses Farrow? Anche lui seguace di Gardner?

      • savi ha detto:

        Chi e’ Moses Farrow? Tuo nonno?!?! E’ seguace dell’impostore Gardner?

        Illuminaci qui. Cosi’ comprendiamo cosa ti frulla nella crusca del tuo cervello.

      • Paolo ha detto:

        esiste una cosuccia chiamata Google. Usala (non è un seguace di Gardner)

  4. Paolo ha detto:

    “non è il nobel per la pace”
    a dire il vero anche il nobel per la pace è stato dato in passato a soggetti discutibili vedi Kissinger

  5. Irene ha detto:

    Ci sono circostanze in cui il “colpevole fino a prova contraria in un processo” non vale. E’ il caso dei criminali di tante dittature, assolti o addirittura mai finiti sotto processo, anche se la loro colpevolezza era di dominio pubblico. In Argentina si è trovato un modo molto efficace di punirli prima dell’abolizione delle leggi che li proteggevano: l’escrache. I familiari delle vittime andavano sotto le loro case e gridavano con il megafono che lì abitava il tale torturatore (spesso avevano cambiato nome). A quel punto nessuno dei vicini voleva più avere a che fare con loro, erano costretti ad andarsene, e nel nuovo quartiere ricominciava tutto daccapo. Per i crimini sessuali dovrebbe succedere lo stesso: la condanna sociale alla morte civile in caso di impunità legale dei colpevoli.
    Di Elisabetta Sgarbi avevo già la mia cattiva opinione: le ho proposto una bellissima traduzione e prima si è dichiarata interessata, poi è scomparsa del tutto. Non credo che a Umberto Eco sarebbe piaciuta molto una casa editrice che pubblica Paulo Coelho e Silvio Muccino.

    • Paolo ha detto:

      la tua alternativa è una specie di gogna pubblica. il tribunale del popolo come volevasi dimostrare.

      Bè, a me non piace neanche se il tizio è davvero uno stupratore che l’ha fatta franca. A parte il fatto che con tutta la buona volontà non riesco a equiparare Woody Allen a uno sgherro della dittatura militare argentina (una dittatura che ricordo, gettava i cadaveri degli oppositori in mare aperto, a volte erano ancora vivi)

      I film di rape & revenge piacciono anche a me, la vendetta giusta contro l’assassino, lo stupratore che la giustizia ordinaria non ha punito è la trama di una miriade di film e di una grande serie come Dexter che ho visto e che amo, punire l’aguzzino con metodi extra-legali sopratutto quando gli aguzzini la fanno franca è una tentazione forte che capisco ed è anche una mia tentazione, infatti i film dove il cattivo viene punito con la stessa crudeltà che ha avuto verso le sue vittime mi piacciono.

      però lasciamo queste cose nei film, nel mondo reale dobbiamo affidarci alla legge dello stato democratico e ai magistrati, alle giurie dello stato democratico anche quando ci deludono, there is no alternative (ripeto: gogne, ribunali popolari io non li voglio per nessuno! Perchè questo sistema beccherebbe tutti i colpevoli ma colpirebbe anche tanti inocenti e io preferisco cento colpevoli assolti che un solo innocente condannato)

      • savi ha detto:

        Questo Paolo proprio non capisce la storia di Ronan Farrow e Dylan Farrow and Woody Allen — che accadde nel 1992, e che e’ ben documentata.

        Ripetiamola perche’ sembra essere ‘thick-headed’ … o fa il tonto:
        ************
        Ronan Farrow si riferisce solo e solamente alla storia di sua sorella Dylan Farrow.

        Fu Dylan Farrow ad essere molestata e abusata sessualmente dal Woody.
        Ronan Farrow sta semplicemente affermando ciò che è di dominio pubblico:

        (i) Woody può negare tutto ciò che vuole e può accusare la madre Mia Farrow di Alienazione Parentale — come fece attraverso l’eponimo Pasista Richard Gardner;

        (ii) Dylan Farrow ha mantenuto negli anni, sino a oggi, che il Woody la molestò/abusò sessualmente.

        (iii) Ronan Farrow sta rivelando che lui crede alla storia della sorella Dylan Farrow: che il Woody l’aveva molestata/abusata.

        Tutte le altre cose che proclama questo Paolo è una fumosa cortina fumogena architettata per confondere la gente

        …. la storia è che il Sicario del Woody — l’Impostore Pasista Richard Gardner –terrorizzò la madre Mia Farrow che accusò di Alienazione Parentale quando Mia Farrow denunziò alla polizia i suoi sospetti che il Woody avesse molestato/abusato la figlia Dylan

      • Dexter era un assassino. Non mi pare che qui si stia proponendo di uccidere nessuno.
        E’ molto facile, quando non si è direttamente interessati, sostenere in linea di principio che muoversi al di fuori del sistema non è una soluzione etica, quand’anche il sistema fallisca.
        Lo hanno sostenuto anche alcune illustri femministe, ad esempio Anna Bravo, che ha rimproverato alle donne del me too di affidarsi ai processi popolari invece di darsi da fare per ottenere nuove “norme giuridiche”. http://temi.repubblica.it/micromega-online/attenzione-al-vittimismo-anna-bravo-storica-e-femminista-spiega-perche-sta-con-deneuve/
        Eppure, caro Paolo, i cambiamenti sociali in nome dei diritti umani sono avvenuti grazie alle azioni mosse contro il sistema con strumenti illegali: se gli oppressi non avessero agito al di fuori del sistema, oggi le donne non avrebbero il diritto di voto, in America e in Sudafrica i neri vivrebbero ancora in un regime di segregazione, e potremmo farne decine di esempi del genere. Quindi? Appellarsi alla legalità non è forse un modo per contribuire al mantenimento dello status quo?

      • Paolo. ha detto:

        Negli esempi che hai fatto si era davanti a sistemi non democratici o a democrazie incompiute: il sudafrica dell’apartheid,e gli USA che escludevano le donne dal voto non erano compiutamente democratici. Carola Rackete è andata contro una legge che viola trattati internazionali sul salvataggio in mare e pertanto on ha valore tanto ce la magistratura italiana ha detto che il suo arresto era illegittimo e lei ha agito bene

        Comunque senti Riccio, se tu sei a favote dei tribunali del popolo devi avere l’onestà intellettuale di dirlo chiaro e tondo anzichè nasconderti dietro nobili esempi del passato. Devi dire chiaramente cosa pensi altrimenti è una presa in ggiro. Metoo per me è stato un fenomeno globamente positivo che ha contribuito alla condanna di un vero stupratore (Weinstein) e ha fatto nascere una nuova sensibilità contro gli abusi di potere che considero globalmente positiva, e questo è meritorio, credo che Allen sia una faccenda un po’ diversa tu ora mi puoi far passare come un sostenitore dell’apartheid ma non è così. io sarò sempre contro i tribunali popolari anche contro i veri colpevoli e ho spiegato perchè

      • Paolo, temo che tu non abbia colto il messaggio del #metoo: il sistema in cui vivi tu, oggi, è un sistema che non rende giustizia alle donne, e neanche ai bambini. Ne abbiamo discusso tante volte. Le ragioni sono tante: a viziare il sistema sono i pregiudizi, il disequilibrio di potere, il modo in cui le norme sono concepite ed interpretate. Questo, per quanto ti costi fatica ammetterlo, non è il migliore sistema possibile.

      • Paolo ha detto:

        “Paolo, temo che tu non abbia colto il messaggio del #metoo”
        ok io sono un imbecille e tu sei una sapiente. Contenta, adesso?
        il sistema non è perfetto, a volte i colpevoli la fanno franca (vedi O.J. Simpson) e le vittime non hanno giustizia sopratutto quando sono donne perchè ci sono pregiudizi maschilisti che resistono.
        per me il sistema va riformato dall’interno lottando contro le sue storture e conbattendo i pregiudizi contro le donne che sopravvivono ancora, tu dici che il sistema va sovvertito è quila differenzatra noi
        combattiamo questi pregiudizi, combattiamo il sessismo spero sia possibile farlo senza chiamare stupratore uno che non è stato mai neanche processato per questo reato

      • Paolo ha detto:

        i pregiudizi contro le donne che sopravvivono ancora, quelli che sopravvivono sono i pregiudizi

      • Paolo ha detto:

        metoo è globalmente una cosa giusta, anche le cose giuste però possono avere effetti collaterali problematici (vedi cosa è successo col comunismo) . Attualmente non vedo alcun rischio di tribunali del popolo derivanti dal metoo, è stupido pensarlo, ma quando vedo che una persona, si chiami woody allen o pinco pallo,nè processata nè codannata da nessun tribunale viene bolata come pedofolo stupratore sulla base della parola di una sola persona io mi preoccupo. Forse Allen ha davvero violentato Dylan Farrow o forse no, non lo sappiamo, non ci sono elementi e in dubio pro reo. Secondo me la civiltà è questa

      • Ma cosa credi che sia il me too?

      • Paolo ha detto:

        io mi ero messo in testa che fosse l’emergere di una rinnovata sensibilità contro gli abusi di potere spesso commessi da uomini di potere su donne (ma anche altri uomini) privi di potere, una sensibilità nata grazie alle tante donne che hanno parlato di ciò di cui fonora avevano taciuto per paura e come tale appoggio il metoo.

        quello che appoggio è anche uno stato in cui i processi si fanno in tribunale con giudice, giuria pubblica accusa e avvocati della difesa

        io appoggio entrambe queste cose e voglio continuare a farlo

      • Quello che tu e molti altri si ostinano ad ignorare è che il “processo popolare” – come lo chiami tu – che si è svolto in questi anni e che si svolge sempre, in casi come questo, non ha risparmiato nessuno dei protagonisti. Possiamo leggere ogni sorta di articoli sulla vicenda, molti dei quali accusano Mia Farrow di aver “manipolato” i suoi figli per vendetta, altri che accusano direttamente i suoi figli.
        Le accuse di Moses e Soon-Yi a Mia Farrow sono molto pesanti: si parla di abusi fisici e psicologici, anche questi mai perseguiti da nessun tribunale. Eppure Mia Farrow fu esaminata dal Tribunale ed ottenne l’affido dei suoi figli.

      • Sai, io credo che quello che davvero sconcerta la gente non sia il “processo popolare”, che c’è sempre stato, ma il fatto che l’opinione pubblica sta cambiando. Prima, ai tempi in cui un Roman Polanski condannato per violenza sessuale poteva tranquillamente scappare e continuare a lavorare, difeso a spada tratta dai suoi colleghi, le uniche del mirino erano le presunte vittime, che venivano pubblicamente additate come puttane (https://www.theatlantic.com/magazine/archive/2009/10/a-conversation-with-gore-vidal/307767/#at), anche quando si trattava di poco più che bambine. Oggi questo trattamento viene riservato anche ai presunti carnefici: ci sono persone che non si fanno scrupolo di chiamarli pedofili e stupratori.

      • Paolo ha detto:

        senti, io me ne sbatto se il processo popolare “c’è sempre stato” un sacco di cose orribili sono esistite per secoli. il processo popolare o mediatico MI FA SCHIFO punto e basta contro chiunque sia diretto.anche verso il più spregevole e schifoso dei criminali. Chiaro?

        non sappiamo se mia farrow ha manipolato la figlia (che comunque avrebbe buone ragioni per detestare il suo padre adottivo il cui comportamento, anche senza reati, non è stato un modello di etica), non sappiamo se woody allen è un violentatore che l’ha fatta franca, non ci sono elementi per fare un processo, nessuno sa nulla tranne te, evidentemente.

        Polanski è uno stupratore, Woody Allen a oggi non può essere definito tale. Questa è la realtà

      • La cosa buffa è che sei davvero convinto di essere “neutrale”, ti senti il paladino della giustizia. Eppure, tu hai preso una posizione, come chiunque altro. Se Woody Allen non è uno stupratore, sua figlia è una bugiarda che lo accusa di un reato orrendo per… vendetta? Semplice cattiveria?

      • Paolo ha detto:

        io non lo so perchè lo accusa, ho detto che ha delle ottime ragioni per detestare il padre adottivo (cavolo, quello andava a letto con sua sorella! Non è stato davvero un genitore esemplare), non so neanche se le accuse siano vere o false, ma non essendoci state le basi per in processo giudico probabile che siano false, poi se dylan farrow menta per odio (giustificato) verso il padre adottivo, odio certamente condiviso (sempre per buini motivi) da MIa Farrow o per altri motii non lo so. So che e non ci sono elementi per processare qualcuno quel qualcuno non può essere considerato colpevole.

        quindi sì se devo schierami da una paete, se ha senso schierarsi da una parte in una vicena coplessa come questo ritengo che l’innocenza di Woody Allen sia assai più probabile della sua colpevolezza. Questo rende Allen una brava persona? No, un uomo di età matura che fa sesso con una 19enne figlia adottiva della sua compagna e sorella dell’altra figlia adottiva è una persona che qualche problemino lo ha, ma non è uno stupratore di bambini.

        Vostta Maesta Lo Scalzo mi concede la libertà di avere questa piccola, insignificante e magari errata opinione senza bollarmi come uno che vorrebbe l’apartheid? Vostra Maestà Lo Scalzo vuole per favore, per favore per favore e ancora per favore concedermi dall’alto ella sua immensa apienza e saggezza questa libertà?

        Servo Vostro

        Paolo Scatolini

      • Vedi è questo modo di discutere che è disonesto: io non ho poteri analoghi ad un sovrano, non posso imporre la mia idea a nessuno. Il fatto che io qui eserciti il mio diritto ad esprimere dei giudizi non mi rende una persona dispotica. Non sono d’accordo con te, e lo ribadisco, ma la mia non è un’invasione della tua libertà.

      • Paolo ha detto:

        adesso sono pure disonesto per aver fatto un po’ di ironia, lo so benissimo che non sei un sovrano grazie tante. ciao

    • Paolo ha detto:

      ricordo che esultai quando gli americani uccisero Bin Laden senza processo, non mi è dispiaciuto quando Al Baghdadi è stato ucciso da un drone, penso ancira che questi soggetti mertassero la morte ma oggi preferirei che prima avessero subito un oprocesso come Eichmann

      • Eichmann è stato rapito dal Mossad in un paese nel quale non era prevista l’estradizione, di che parli?

      • Paolo ha detto:

        ma è stato processato regolarmente con tanto di avvocato difensore , parlo di questo. Era responsabile di un genocidio, avrebbero potuto ammazzarlo sul posto, invece gli hanno concesso di difendersi in tribunale (prima di impiccarlo come è giusto che fosse), si chiama civiltà

      • Anche rifiutare un contratto ad un autore è un atto estremamente civile, imparagonabile ad un Dexter che affetta le persone, a mio avviso.
        Quanti scrittori si vedono rifiutate le loro opere? Perché stiamo discutendo del fatto che Woody Allen non possa pubblicare un libro come se si stessero violando dei diritti umani?

      • Paolo ha detto:

        a me del libro di Allen non me ne frega niente. Da appassionato dei suoi film mi dispiacerebbe se non fossero più distribuiti o se lui decidesse di non farne più ma il punto non è questo, il punto è ritenere colpevole un tizio che per me può essere pure il netturbino del quartiere o la maestra elementare del paese che non è stato neanche processato, sulla base della parola di una sola persona questo non è giusto e non lo sarebbe neanche se Allen fosse davvero quel che Dylan Farrow e MIa Farrow dicono che sia.

        a te può sembrare una questione secondaria per me non lo è

      • Beh, calcola che sulla base di quello che dice Allen tu ritieni che Dylan Farrow sia colpevole di calunnia. Perché vedi, una terza opzione, in cui entrambi sono innocenti, è impossibile.

      • Paolo ha detto:

        Dylan Farrow potrebbe dire la verità o potrebbe mentire perchè odia quel maledetto sessuomane degenerato che ha tradito sua madre e andava a letto con sua sorella (lo odierei anch’io), non sapremo mai con certezza se ha ragione Dylan o ha ragione Moses Farrow. io dico che non sappiamo cosa è successo, so che se ci fossero stati chiari indizi di colpevolezza Woody Allen sarebbe stato processato (non esiste che un giudice serio lasci andare uno stupratore di bambini se ci sono le basi per processarlo). Il giudice pur ritenendo che Woody Allen non fosse esattamente il padre ideale (e certamente non lo era) ha ritenuto che non ci fossero prove concrete per procedere contro di lui per stupro: niente prove niente processo, mi pare elementare

        Per me chi non viene neanche processato per un reato non può essere considerato colpevole di quel reato. Mi piace credere che se non hanno trovato prove per iniziare un processo contro di te tu sia innocente..esiste la possibilità che tu non lo sia, esiste la possibilità che tu l’abbia fatta franca, (O.J. Simpson è stato processato per duplice omicidio, c’erano quintali di prove contro di lui e l’ha fatta franca), ma io sarò ingenuo, ho abbastanza fiducia nel sistema giudiziario delle moerne democrazie per pensare che se non trovano le prove per processarti tu sia innocente..esiste sempre la possibilità che tu sia un colpevole molto astuto o molto fortunato, ma penso che le possibilità che tu sia innocente siano superiori.

        io mi fido del sistema giudiziario dei paesi democratici (nonostante i suoi difetti, falle, errori e storture) tu no

    • savi ha detto:

      La ricerca scientifica — quella seria, non quella dei quaquaraquà’ pasisti — indica che il 92% delle accuse di abuso sessuale dei figli da parte dei ‘padri’ risultano ‘fondate’ – vere/provate — nei tribunali.
      (Il 5% non sono decidibili – legalmente; il 3% sono false.)

  6. Paolo ha detto:

    metoo è globalmente una cosa giusta, anche le cose giuste però possono avere effetti collaterali problematici (vedi cosa è successo col comunismo) . Attualmente non vedo alcun rischio di tribunali del popolo derivanti dal metoo, è stupido pensarlo, ma quando vedo che una persona, si chiami woody allen o pinco pallo,nè processata nè codannata da nessun tribunale viene bollata come pedofilo stupratore sulla base della parola di una sola persona io mi preoccupo. Forse Allen ha davvero violentato Dylan Farrow o forse no, non lo sappiamo, non ci sono elementi e in dubio pro reo. Secondo me la civiltà è questa

  7. savi ha detto:

    Ricciocorno — smettete di seguire questi voli Pindarici / trappole del fumoso Paolo.

    Hai colto l’essenza dell’argomento nella frase
    “Perché stiamo discutendo del fatto che Woody Allen non possa pubblicare un libro come se si stessero violando dei diritti umani?”

    La risposta precisa e chiara l’ho data sopra:
    Ronan Farrow — che comunque è un serio e solido giornalista investigativo e non un fumoso ‘illazionista’ come questo Paolo — ha messo pressioni sulla Casa Editrice portando alla luce un fatto reale … uno solo: e cioè la storia di sua sorella Dylan Farrow.

    Sua sorella Dylan Farrow — mettendo da parte per il momento le sevizie psicologiche e legali dell’impostore Richard Gardner verso mia Farrow e sua figlia Dylan — ha confessato a suo fratello Ronan Farrow che il WOODY l’aveva abusata sessualmente da bambina. E Dylan Farrow ha sempre affermato che il WOODY l’aveva abusata sessualmente da bambina.

    Ronan Farrow sta semplicemente affermando che lui crede in ciò che le ha rivelato — da tempo –sua sorella Dylan Farrow: e cioè che il WOODY l’aveva abusata sessualmente da bambina.

    Ronan Farrow conosce la storia e sa che l’autobiografia del WOODY è tutta una menzogna perché’ ignora e distorce questa storia importante per sua sorella Dylan Farrow – e per lui fratello Dylan Farrow.

    Questo è il nocciolo della storia.

    Ronan Farrow ha semplicemente affermato pubblicamente che l’autobiografia del WOODY è una menzogna. In piu’ ha aggiunto che se la Casa Editrice avesse pubblicato il libro, ‘lui’ — Ronan Farrow — si sarebbe dimesso. E con lui sembra si sarebbero dimessi ‘tanti altri’. Dovrebbe essere ovvio a tutti — eccetto al fumoso Paolo qui — che questi ‘tanti altri’ credono nella storia della sorella di Ronan Farrow, Dylan Farrow.

    La Casa Editrice ha dovuto fare un piccolo calcolo finanziario:

    (i) pubblicare il libro (negli USA) pieno di menzogne del WOODY e lasciare andare Ronan Farrow e ‘tanti altri’ che credono nella storia – che WOODY aveva abusata sessualmente la bambina Dylan – sorella di Ronan Farrow:
    (ii) non pubblicare (negli USA) il libro pieno di menzogne del WOODY e continuare ad avere i servizi di Ronan Farrow e ‘tanti altri’.

    Tutte le altre cose che proclama il fumoso Paolo sono pure ‘cassate’.

    Ma questa non è la fine di questa storia.

    Ronan Farrow imparerà tutto’ ciò che c’è da imparare sul Movimento Pasista Gardneriano che dal 2004, sotto il controllo del suo successore e amico fraterno William Bernet, è diventato la Lobby Globale PASG. (Il Concistoro PASista Italico — con i vari Gulotta, Camerini, Verrocchio, Pingitore, ecc.) è una succursale fedelissima, organizzatissima, e ricchissima della Lobby PASG controllata da William Bernet.)

    Il KAPO’ della Lobby PASG William Bernet dal 1992 lavora nei tribunali USA con il TITOLO di “PSYCHIATRA ESPERTO DI ACCUSE FALSE DI ABUSO SESSUALE DI BAMBINI/FIGLI DA PARTE DEI PADRI”

    Quindi smettetela di cadere nelle trappole del fumoso e vacuo Paolo!

  8. ... ha detto:

    “Oggi questo trattamento viene riservato anche ai presunti carnefici: ci sono persone che non si fanno scrupolo di chiamarli pedofili e stupratori.”

    Questo è precisamente un problema e non è un atteggiamento che vorrei fosse incoraggiato. Tale atteggiamento non è neanche la reazione allo stigma sulle donne che in anni passati venivano colpevolizzate, che comunque non sarebbe una giustificazione.

    A parte ciò nella vicenda Allen ci sono due tipi di problemi. Il primo è quello del patto civile basato sull’idea che se uno non viene condannato è innocente e basta. Poi non c’è nessun motivo per cui chi è stato condannato e poi abbia scontato la sua pena non torni a lavorare. In ogni caso si dovrebbe dimostrare cosa non va del sistema giudiziario e dire precisamente cosa dovrebbe cambiare. Si vuole il rovesciamento dell’onere della prova?

    Il secondo è quello del presunto legame tra l’opera e l’autore. Chiunque è libero di non lavorare e non appoggiare chi ritiene indegno. Ma non può pretendere di ricattare moralmente gli altri dicendo che facendo diversamente starebbero dalla parte dei carnefici. Io leggerò il libro di Allen perché mi interessa ciò che ha da dire, e questo non ha nulla a che vedere con le vittime di abusi sessuali. Nel merito se si confessasse nel suo libro lo leggerei anche con maggiore interesse.

    • Non confondiamo il principio giuridico della presunzione d’innocenza con il diritto delle persone di esprimere un loro personale giudizio sulla vicenda. Come hai detto tu, chiunque è libero di non lavorare e non appoggiare chi ritiene indegno, ma non solo: è anche libero di tentare di persuadere gli altri della bontà delle sue argomentazioni, come è libero di esprimere la sua riprovazione verso chi non le condivide.
      Per ciò che riguarda invece ciò che le testimonianze che ho citato dicono sul rispetto verso le vittime di abusi sessuali, ribadisco quello che ho detto a Paolo: sostenere l’innocenza di Woody Allen implica logicamente un’accusa nei confronti dei suoi accusatori. Se Allen è innocente, allora per forza di cose ciò che la sua vittima racconta è falso, ed è della sofferenza della vittima, etichettata come bugiarda, che quelle testimonianze si fanno carico.

      • Paolo ha detto:

        io penso che probabilmente allen sia innocente e ho spiegato perchè e ho detto che non ho certezze granitiche al riguardo (ho anche detto che qualora fosse colpevole il mio giudizio artistico sui film non cambia ma è un altro discorso), tu perchè sei assolutamente certa che sia colpevole? perchè non riesci neanche ad ammettere la minima possibilità che lui possa non aver fatto ciò di cui è accusato?

      • Per diversi motivi. Perché ho letto il documento che ho linkato qui nell’articolo, ad esempio. Perché la teoria della moglie che vuole vendicarsi manipolando la figlia contro il padre adottivo si scontra con una realtà inconfutabile: dati alla mano, è molto difficile ottenere una condanna in casi del genere, come in qualunque altro caso in cui tutto si riduce alla parola di una persona contro un’altra, soprattutto quando una delle persone che deve testimoniare è un bambino. Lo dimostra il fatto che, anche dopo la separazione da Mia Farrow, la carriera di Woody Allen è proseguita indisturbata. Perché in tutti questi anni, prima che Dylan prendesse la parola contro il padre in occasione della nominationa all’Oscar del film Blue Jasmine, non mi risulta che Mia Farrow abbia fatto qualcosa per danneggiare la carriera di Woody Allen, che – insisto – è proseguita senza grossi problemi, a dispetto della sua relazione con la figliastra (che credo avesse più o meno 10 anni quando Allen iniziò a frequentare Mia Farrow); quello che le interessava era ottenere la custodia dei suoi figli e allontanare Allen da casa. Negli ultimi anni, quello che ha fatto Mia Farrow è stato ed è soltanto manifestare pubblicamente il suo supporto alla figlia, senza indulgere in digressioni su che razza di mostro sia il suo ex (della decisione della figlia dice: “for me, it’s the sleeping dog that you don’t want to rouse. But I also understand and deeply respect when my daughter decided she needed to do this.” https://www.elle.com/culture/movies-tv/a23653929/mia-farrow-women-in-hollywood-me-too/).
        C’è poi il fatto molto curioso che Moses Farrow parli nella sua difesa di Allen di un uomo che era un padre amorevole per tutti loro (http://mosesfarrow.blogspot.com/2018/05/a-son-speaks-out-by-moses-farrow.html), mentre Soon Yi, per difenderlo, abbia sostenuto al contrario che “Gli altri fratelli e io non pensavamo a lui come a un papà, non aveva nemmeno vestiti da noi, neppure uno spazzolino da denti” (https://www.rollingstone.it/cinema/news-cinema/woody-allen-la-versione-di-soon-yi/428816/), come è altrettanto curioso che non vi sia nulla, né negli atti del Tribunale, né nelle testimonianze di chiunque altro, a proposito dei terribili maltrattamenti che Mia Farrow avrebbe inflitto ai suoi figli, dei quali sentiamo parlare soltanto ora che Dylan Farrow ha deciso di raccontare al mondo intero la sofferenza che ha vissuto nel silenzio degli ultimi venti anni. Gli altri figli raccontano una storia molto diversa (ad esempio qui, in un articolo di poco precedente alla lettera-scandalo del 2014: https://www.vanityfair.com/style/2013/10/mia-farrow-children-family-scandal Fletcher says, “To my siblings and me, you thought of [Allen] as another dad. It can disrupt your foundation in the world. It resets the parameters of what is possible.” He also discusses the impact Allen’s actions had on the family, telling Orth, “There were casualties, who were totally derailed. It had a different impact on everyone, but everyone had a reaction.” Fletcher singles out Lark, who died at 35. “I really do think he’s got some blood on his hands,” he says of Allen – nello stesso articolo leggiamo che Allen spese molto, nella causa legale per l’affido, servendosi anche di investigatori privati, ma la perse comunque).
        Un comportamento, questo tipo di attacco a chi rivendica il suo status di vittima, che viene chiamato DARVO (https://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/2020/02/18/diciamo-che-la-violenza-domestica-e-grave-la-condanniamo-ma-al-contempo-creiamo-il-terreno-piu-fertile-per-farla-prosperare/) ed è abbastanza comune fra gli aggressori sessuali.
        Qualche anno fa ho avuto modo di conversare a lungo con una vittima di abusi sessuali, una ragazza, anche lei adottata, che era stata vittima del padre, un uomo molto rispettato, irreprensibile e insospettabile, una circostanza che mi rende difficile credere alla teoria di Moses Farrow, il quale sostiene che colui che molesta sessualmente un bambino è necessariamente preda di un “istinto incontrollabile e compulsivo”, motivo per il quale sarebbero da considerarsi colpevoli soltanto quegli uomini accusati da un certo numero di vittime, e non quelli contro i quali si espone una vittima soltanto. Sappiamo che uomini normalissimi, che in patria conducono vite impeccabili, non hanno problemi a stuprare bambini in luoghi e in momenti in cui sanno che non subiranno alcuna conseguenza (https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/08/20/turismo-sessuale-80mila-italiani-in-viaggio-per-adescare-minori-non-chiamateci-brava-gente/4567285/); perché, come si dice, l’occasione fa l’uomo ladro.
        Ma soprattutto: quale dovrebbe essere il movente di Dylan Farrow nel riproporre una storia di venticinque anni fa? Possiamo convincerci che qualcuno le abbia “instillato” nel cervello la convinzione di essere stata abusata, ma, alla luce di tutti gli elementi a disposizione e da tutto ciò di cui sono stata diretta testimone, mi sembra la versione meno probabile della storia, mentre mi sembra molto più credibile che questa donna, che da bambina non ha avuto l’opportunità di raccontare la sua versione dei fatti, oggi senta il bisogno di riabilitarsi di fronte ad un pubblico che ha assolto il suo aguzzino (e l’ha quindi bollata come una bugiarda).
        Inoltre in molti, oggi, storcono il naso di fronte alle trame dei film di Woody Allen; ad esempio qui: https://nexttribe.com/woody-allens-manhattan/ partendo da un’analisi del vecchio successo Manhattan, l’autrice suggerisce che la decisione di non distribuire A Rainy Day in New York, piuttosto che a causa delle rivelazioni di Dylan Farrow, dovrebbe fondarsi sul fatto che oggi non è più accettabile come quarant’anni fa proporci una “storia d’amore” fra un uomo attempato e una diciassettenne, perché i tempi sono cambiati, mentre Woody Allen rimane fedele ad un rapporto uomo-donna che vogliamo veder tramontare.
        Come ha detto Ophra Winfrey nel suo discorso al Goloden Globe: il tempo di questi uomini è finito. Si, c’è stato un tempo in cui gli uomini potevano sedurre le adolescenti e magari girarci anche dei film, ma adesso quei film tanta gente non li vuole più vedere.

      • Paolo ha detto:

        non distribuire i suoi film mi sembra una colossale fesseria e un atto di censura idiota che no risoove alcun problema (la censura non risolve mai nulla) anche se fosse accertato che è un violentatore, così come sarebbe idiota non distribuire i film del vero e accertato violentatore Polanski e le centinaia anzi forse migliaia di film prodotti dallo stupratore Weinstein. E in ogni caso in A rainy day in New York (film stupendo) non c’è nessuna adolescente sedotta da un vecchio. I protagonisti sono due giovani
        E voglio veder ripubblicati anche tutti i romanzi fantasy di Marion Zimmer Bradley (pedofila e complice di un pedofilo).

        romanzi e film per me sono intoccabili anche se mi dimostrassero che il loro autore uccide bambini per sacrificarli al diavolo io continuerei a difendere la libera distribuzione delle sue opere

      • Non ho parlato di censura, ho parlato di gusto, di sensibilità. Non tutta l’arte è eterna, Paolo. La censura necessita di una autorità costituita che agisca dall’alto del suo potere. Bisogna smetterla di parlare di censura, quando è la gente comune a mobilitarsi per ottenere un cambiamento sociale.

      • Paolo ha detto:

        puoi esprimere riprovazione per chi vuoi ma chi pensa che allen non sia colpevole non è un complice degli stupratori e un nemico delle vittime. stiamo dicendo questo.
        Io posso pensare che Dylan Farrow menta o sia manipolata per X ragioni e questo non mi rende affatto un pessimo individuo, non mi rende uno che minimizza la violenza misogina che io combatto con ogni fibra del mio essere, e che è la vergogna del mio sesso
        lo stupro mi fa orrore, gli stupratori mi fanno orrore, chi giustifica o minimizza gli stupri non ha nulla a che vedere con me e se qualcuno miimiza le violenze contro le donne in mia presenza lo aggredisco anche in pubblico. e non consento che si dubiti di questo

      • ... ha detto:

        Tentare di persuadere è lecito, certamente. Ma qui non ci sono argomenti in più, oltre a quanto già è stato stabilito processualmente. Siamo sempre alla parola di qualcuno. Sul piano personale ognuno si farà le sue idee, se qualcuno ha nuovi elementi va dai magistrati. Il caso Brizzi si è concluso perché non si è ritenuto di procedere, e sono state prese in considerazione pure le due denunce in ritardo con i termini. Privatamente ci sarà chi lo ritiene colpevole, pubblicamente non mi sembra il caso. Questo non vuol dire prendersela con chi l’ha denunciato, significa solo evitare di parlarne se non si hanno prove. Il che implica anche smettere di parlare delle vittime di Brizzi, perché non ci sono vittime. Nel caso di Allen la questione è diversa, perché non sappiamo neanche se quei fatti sono avvenuti. Almeno nel caso di Brizzi sappiamo che dei rapporti vi sono stati. In questo caso sospendo il giudizio sui fatti e non escludo nulla. Tante persone sono convinte in buona fede di avere subito dei torti per azioni effettivamente avvenute, può succedere anche per azioni mai avvenute. Si può essere in errore senza essere bugiardi, considerando il tempo che passa e l’età in cui si vivono le esperienze. Per cui non potendo sapere cosa è successo sospendo il giudizio e non ho problemi con la libertà di Allen. Kobe Bryant si è detto innocente, ma ha riconosciuto di aver causato del male. Il punto è che non sapendo come sono andate le cose il dolore di qualcuno non dovrebbe diventare faccenda pubblica. Non andrebbe usato il caso Allen per parlare di abusi sessuali nei confronti dei bambini e dei minori. Le persone che hai citato possono esprimere la loro solidarietà in privato e donare i loro soldi in privato. Quando si mettono pubblicamente a parlare di cose che non conoscono per me fanno male, e dimostrano di essere ipocrite, come quello che dice di aver accettato lo stesso. Talmente convinto di sapere a chi credere da non essere in grado di dire di no a una parte. Molto credibile, non c’è che dire. E il fatto che questi attori abbiano improvvisamente ricevuto l’lluminazione grazie al metoo mi fa pensare che siano dei completi imbecilli, più ancora che degli opportunisti. Ma miserie private a parte, il punto è che non c’è nessuna relazione tra lavorare con Allen e gli abusi sui minori. Non è che se lui lavora o non lavora altri vengono abusati o cambia qualcosa sugli abusi già avvenuti. Né è in alcun modo sostenibile che lasciandolo in pace e pubblicando i suoi libri si getterebbe discredito sulle vittime di abusi e su Dylan Farrow stessa. Queste persone e i dipendenti di Hachette possono esprimere la loro solidarietà a Dylan Farrow, ma non stanno facendo nulla per le vittime di abusi sessuali.

      • Come fai ad appellarti al concetto di “sfera privata”? La lettera di Dylan Farrow è stata pubblicata e ripubblicata… Siamo tutti chiamati in causa, che ci piaccia o meno.
        Hai presente “il personale è politico”?

      • ... ha detto:

        Con privatamente intendo dire che su queste vicende sono i tribunali i luoghi deputati a esprimere un giudizio pubblico sulle persone. Il personale è politico non implica accettare che un processo continui fuori dal tribunale. Implica che se stai su un set e vedi qualcosa che non va non fai finta di niente.

        Quando Dylan Farrow scrive nella sua lettera – “Woody Allen è la prova vivente del fatto che la nostra società non è dalla parte dei sopravvissuti alla violenza sessuale e agli abusi.” – sbaglia. Perché sta usando il suo caso come se fosse esemplare, e non lo è; perché il suo caso è come tanti altri la prova del fatto che queste cose sono difficili da trattare e ci sono degli errori inevitabili, perché sono fallibili anche i giudici e coloro che fanno le indagini, ma che viviamo, nei limiti del possibile, in una società garantista. Se ci sono degli errori sistemici che possono essere eliminati chi conosce il campo può aiutare a migliorare la situazione, ma il caso Allen non dice nulla di tutto ciò. infine perché come società non dipendiamo unicamente dalla visione della vittima.

      • Su che basi ci dici che il suo caso non è esemplare?
        Te lo chiedo perché da tempo negli Usa si discute di rivedere la normativa in merito agli abusi intrafamiliari, in particolare quando le vittime sono dei bambini. Ci sono comitati, proposte, ne abbiamo parlato tanto in questo blog, ad esempio in merito a questo caso: https://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/2015/02/19/damon-law/
        Oppure qui: https://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/2016/05/27/come-vengono-distrutte-le-madri-quando-cercano-di-proteggere-i-loro-figli/
        Qui avevamo trattato un caso italiano: https://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/2016/04/07/il-padre-divorziato-che-molesto-la-figlia-minore/
        Viviamo in una società garantista, dici tu. Io credo che, a dispetto di quello che ritiene Paolo, la vastità del movimento #metoo abbia dimostrato che non tutti i cittadini sono garantiti allo stesso modo, che c’è una enorme quantità di cittadine che non si sente affatto garantita.

  9. savi ha detto:

    Per
    “…una circostanza che mi rende difficile credere alla teoria di Moses Farrow, il quale sostiene che colui che molesta sessualmente un bambino è necessariamente preda di un “istinto incontrollabile e compulsivo”, motivo per il quale sarebbero …”

    Questo e’ Gardner — e Bernet — nella sua forma piu’ ‘pura’.

    Vedi pure Coffari e la sua ricostruzione — spesso verbatim — degli scritti del Gulotta e Camerini.

    Coffari riproduce verbatim paragrafi interi della traduzione del libro di Gardner fatto tradurre (con quali fondi???) da Marco Casonato (Ricercatore alla Bicocca) nel 2013
    — Gardner, L’isteria collettiva dell’abuso sessuale.

    ***

    L’ironia? O tragedia?

    – Gardner era stato un impostore che la Facoltà di Psichiatria della Columbia University espulse con voto unanime nel 1985 due mesi dopo avere pubblicato le sue idiozie sulla sua PAS-Sindrome. Gardner era un volontario non retribuito che si presentava nei tribunali USA come Professore e Dottore della Columbia University. Roba da criminale — di cui ho i video.
    – Gulotta fu ‘faithful followers’ del Gardner sino al 2006 quando diventò ‘faithful follower’ dell’erede di Gardner. il KAPO ‘della PAS dal 2004 al 2020 … Gardner era morto nel 2003.
    – Camerini sino al 2010 piangeva la ‘partenza prematura del suo ‘scienziato eccelso e grande uomo’ del Gardner — nel suo cosiddetto ‘articolo’ su false accuse di abuso sessuale.

    Eppure, nel 2008 — con il supporto del Gulotta — Bernet aveva sepolto per la seconda volta il cadavere putrefatto del Gardner con la sua PAS-Sindrome.

    Eppure, il Bernet ha lavorato nei Tribunali USA da almeno il 1992 — sino ad oggi — come ESPERTO DI ACCUSE FALSE DI ABUSI SESSUALI SU BAMBINI DA PARTE DEI PADRI. Cioè Bernet è esperto nella difesa dei padri accusati di avere abusato sessualmente i figli.

    È tutto cio’ nonostante che la ricerca scientifica — quella seria, non quella dei quaquaraquà’ pasisti — indica che il 92% delle accuse risultano ‘fondate’ – vere/provate — nei tribunali. (Il 5% non sono decidibile; il 3% sono false.) (Ricciocorno, posso darti i riferimenti bibliografici della ricerca pubblicata.)

    E qui state a discutere con questo Paolo che pontifica con uni diluvio di “Io penso …”. Chi se ne frega di cosa pensa. e crede, questo Paolo!

  10. ... ha detto:

    Non è esemplare perché nessun caso mai lo è. Un singolo processo non dice tutto dei processi e di un sistema giudiziario e del codice penale di un paese. Banalmente perché non si può escludere il semplice errore giudiziario. E men che meno può essere esemplare di una società. Sarebbe come dire che c’è un complotto di tutta la società contro le vittime di abusi. Mentre è comprensibile sollevare problemi su come vengono raccolte le denunce, sulle indagini e tutto il resto. Ogni caso può essere studiato per capire se c’è qualcosa che non va, ma non è questo il caso, qui c’è al massimo un abbaglio collettivo che si basa sull’errore di un giudice. Oppure qualcuno dovrebbe dimostrare che nel caso Allen è successo qualcosa di specifico che ha messo in luce una falla nel sistema, quando, se errore c’è stato, è una cosa che sarà successa e succederà ancora. Cosa che comunque non dimostrerebbe che la società sta dalla parte dei carnefici. Se noi ci sbagliamo e Dylan Farrow ha ragione Allen ha fatto quelle cose. Ma certo non sospendiamo il giudizio perché come società non stiamo dalla parte delle vittime. E certo Allen non è libero perché si sono messi tutti d’accordo per fare in modo che lo sia. Weinstein si è appena preso 23 anni di carcere per due singole violenze riconosciute. Lo stesso discorso potrebbe valere per ogni caso. Siccome il crimine organizzato esiste ancora possiamo dire che è la prova che la nostra società non sta dalla parte delle vittime di mafia? Possiamo dire che non siamo abbastanza bravi. Ci sono stati dei complici traditori dello Stato e ci sono tante persone che hanno semplicemente paura di opporsi, ma la società non sta dalla parte dei mafiosi, e neanche dalla parte degli stupratori. Dylan Farrow sta dicendo che siccome lei soffre e non viene creduta da tutti allora sono tutti contro le vittime. Cosa non vera, non solo sul piano logico, ma neanche su quello fattuale.

    • No, Dylan Farrow ha detto altro. Ha detto che spesso la stima nei confronti di un personaggio famoso vizia il giudizio di chi deve indagare i loro crimini. Alla luce dei fatti, non mi sembra un’affermazione così infondata.

      • ... ha detto:

        Questo è vero, tutti noi siamo influenzabili, anche io lo sono e posso dare più credito ad Allen per questo motivo. Nei miei commenti ho però cercato di non basarmi su quello che posso pensare sia successo, perché davvero non lo so. Se leggo la lettera penso che abbia ragione lei, se leggo altre cose penso che forse non è avvenuto.

      • savi ha detto:

        Forse si dovrebbe portare alla luce un altro caso di persone famose accusate di abusi sessuali su bambini in cui aveva giocato un ruolo fondamentale l’impostore della PAS-Sindrome Richard Gardner.

        La storia — della persona famosa? Michael Jackson.

        Fu accusato negli anni ’90 di abuso sessuale di due bambini che doveva trattare come figli-amici nel suo ‘territorio’ di ‘Neverland’. La sua squadra / team legale incluse il Richard Gardner. Gardner impose un accordo finanziario milionario per chiudere la storia delle accuse di abuso sessuale dei bambini ‘suoi amici’.

        Nel dicembre del 2002, nuove accuse furono portate contro il Michael Jackson — dai genitori dei due bambini. Nel gennaio del 2003, la nuova squadra/team legale di Michael Jackson esaminò la storia dei primi dieci anni e per prima cosa licenziò il Gardner. Nessuno conosce le motivazioni del licenziamento — dopo tutto Gardner era il Dio della PAS … cioè ESPERTO SOMMO DI ACCUSE FALSE DI ABUSO SESSUALE DI BAMBINI-FIGLI DA PARTE DEI PADRI-CUSTODI.

        Nel marzo del 2003, il Gardner si suicidò — si dice.

        Ci furono nuovi accordi finanziari — e molto altro.

        A fine del 2019, è stato prodotto un documentario-film sulla storia che si focalizza solo sugli abusi sessuali del Michael Jackson. Non si parla della storia legale. Al centro della storia ci sono i due bambini — oggi trentenni.

        Oprah Winfrey ha intervistato il regista e i due bambini-trentenni. Chi vuole può cercare sul web — HBO.

        L’idea che i due bambini — oggi trentenni — avessero mentito è una cavolata di menti perverse.

        Suggerirò al regista — e Oprah — di investigare la storia legale-giuridica del coinvolgimento del Gardner. (Non so chi rimpiazzò Gardner dopo il suo cosiddetto suicidio del 2003.)

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