WAP

Hit dell’estate, (è la prima collaborazione femminile tra rapper a entrare direttamente al primo posto della Billboard Hot 100, la principale classifica musicale dell’industria discografica statunitense), il singolo WAP  (Wet Ass Pussy) sta facendo discutere le bigotte femministe italiane, che evidentemente non colgono quanto sia rivoluzionario e provvidenziale per la salute delle donne tutte l’inno alla lubrificazione vaginale di Cardi B e Megan Thee Stallion.

Se si celebrasse la lubrificazione vaginale, la masturbazione femminile non sarebbe un tabù, e sia le donne che gli uomini imparerebbero dall’educazione sessuale che l’aumento del flusso sanguigno nei tessuti vaginali consente al fluido di fuoriuscire attraverso le cellule, con conseguente aumento di 3-5 millilitri di lubrificazione. Uomini e donne saprebbero anche che avere bisogno o apprezzare la lubrificazione non è un fallimento personale – scrive la ginecologa Inoltre, aggiunge, per tanto tempo la lubrificazione vaginale è stata erroneamente considerata la prova di una vita sessuale promiscua, mentre l’aridità era sinonimo di castità. Per questa ragione quasi ogni singolo prodotto per l’igiene femminile asciuga la vagina in una certa misura – spiega – ma il danno fisico è così grande che molti aumentano il rischio di alcune infezioni a trasmissione sessuale; inoltre la secchezza riduce anche il piacere sessuale per le donne, trasformandole essenzialmente in ricettacoli per il piacere maschile; infatti, la secchezza può rendere il sesso sgradevole o doloroso per entrambi i partner, ma soprattutto per la donna.

Lo confesso: essendo stata giovane negli anni ’90, un’epoca in cui il panico provocato dall’epidemia di AIDS aveva convinto la maggioranza dei genitori italiani che solo una corretta educazione sessuale e una scorta di preservativi avrebbe potuto salvarci da una drammatica morte prematura, non avrei mai immaginato di dovermi confrontare trenta anni dopo con ridicole credenze vittoriane sulla vagina. Tuttavia è innegabile che il panorama odierno ricomprenda preoccupanti fenomeni come un diffuso analfabetismo funzionale, il complottismo, le sentinelle in piedi, i genitori infuriati per i distributori di condom nelle scuole e Adinolfi che va in radio a spiegare che i preservativi non proteggono dalle malattie sessualmente trasmissibili (che cosa è andato storto è una domanda che mi tormenta quotidianamente), per cui non ho problemi a credere che sciocchezze come i bagni di vapore per la purificazione dell’utero possano davvero costituire una minaccia per la salute pubblica e che sia necessario, se non urgente, ribadire che una vulva bagnata è una vulva sana.

Però.

Però c’è un però, anzi ce ne sono diversi.

Per quanto possa sembrare ingiusto tirare in ballo la coerenza, non posso non storcere il naso al pensiero di eleggere Cardi B paladina della salute delle donne. Qualche tempo fa, infatti, la giovane rapper è stata costretta ad annullare diverse esibizioni a causa degli effetti collaterali di una liposcultura, alla quale aveva deciso di sottoporsi dopo la nascita della sua bambina. Yes, my daughter f—ed me up. She did. She so did (“mia figlia mi ha proprio rovinato”) ha dichiarato alla stampa per giustificare la necessità degli interventi chirurgici, ricordando a tutte le sue fan che chi bella vuole apparire, qualche pena deve soffrire e lanciando un assist allo psichiatra Raffaele Morelli e a tutti quelli che, come lui, sono convinti che uscire di casa solo se si è in condizione di attirare gli sguardi eccitati di tutti gli uomini eterosessuali in circolazione sia un sintomo di sanità mentale per ogni donna che si rispetti, e poco importa se il corpo ne risente e ti ritrovi bloccata a letto coi piedi gonfi come delle zampogne.

Abbiamo dimenticato che la bellezza delle donne è sopratutto una questione politica? L’ossessione per un corpo perfetto è the most potent political sedative in women’s history, diceva Naomi Wolf ne “Il mito della bellezza”, raccontando come siamo passate dalle donne ridotte alle loro ovaie (quindi alla loro capacità di generare dei figli) alle donne di oggi, ridotte alla loro bellezza al punto che, quando si convincono (o vengono convinte) di non possederne abbastanza, possono decidere di non essere meritevoli di restare in vita.

Se eleggiamo a femminista dell’anno un’artista che non esita a mettere a rischio la sua salute perché non ha il coraggio di salire sul palco con una pancia meno piatta del solito, non facciamo altro che rimpolpare una cultura che insegna alle nostre figlie, sin dalla più tenera infanzia, che per una donna la bellezza è sempre e comunque più importante di altre competenze, non c’è Grammy che tenga.

Per questo motivo, nonostante io riconosca senza se e senza ma l’importanza della salute sessuale delle donne, faccio fatica a condividere l’idea che la sex-positivity di Cardi B – che si esprime con pezzi di corpo femminile (tette e culi, per la precisione)  che emergono dai muri come giganteschi promemoria di ciò che, se si mantiene tonico e sodo, può renderci la donna perfetta – sia ciò di cui il movimento femminista ha bisogno per contribuire al benessere delle donne nel mondo.

E’ vero che ai Repubblicani conservatori il video non è piaciuto e hanno espresso su Twitter un’ipocrita preoccupazione per l’influenza che potrebbe avere sulle giovanissime generazioni, profittando dell’occasione per accattivarsi il favore dell’elettorato femminile (ad esempio hanno scritto:

Cardi B e Megan Thee Stallion rappresentano ciò che accade quando i bambini vengono allevati senza Dio e senza una forte figura paterna. La loro nuova “canzone” The #WAP (che ho sentito per caso) mi ha fatto venire voglia di versarmi dell’acqua santa nelle orecchie e mi dispiace per le future ragazze se questo è il modello cui si ispirano!

Cardi B e Megan Thee Stallion hanno appena riportato indietro di 100 anni l’intero genere femminile con la loro disgustosa e spregevole canzone “WAP”).

Di conseguenza tutti coloro che si ritengono realmente e sinceramente rispettosi dei diritti delle donne si sono sentiti in dovere di replicare che, come al solito, quei maledetti reazionari non hanno capito niente, perché “WAP” rappresenta l’epitome dell’emancipazione femminile:

Sia Cardi che Megan sono un concentrato di sessualità femminile, indipendenza e potere. In un genere musicale dominato dagli uomini che viene spesso criticato per i suoi testi misogini, le due rapper sono state capaci di riappropriarsi della narrazione della femminilità nell’hip-hop. (…) L’introduzione della canzone è costruita attorno al campionamento di “There Some Whores in This House[ci sono delle puttane in questa casa] di Frank Ski, che ci introduce efficacemente a ciò che vedremo nel video, dove siamo accompagnati in una villa piena di donne che dimostrano il loro abilità sessuale, con una sicurezza senza pari. La struttura della casa è omogenea al quartiere a luci rosse di Amsterdam, dove le prostitute ballano davanti alle finestre per attirare potenziali clienti. Mosse di danza ardue e spaccate olimpioniche – che richiedono ginocchia d’acciaio e flessibilità senza precedenti – rendono omaggio agli strip club da cui hanno avuto origine. Gli stereotipi di genere vengono smantellati nella primissima strofa, poiché Cardi canta: “Non cucino, non pulisco / Ma lascia che ti dica come ho ottenuto questo anello”, non clasciando spazio allo stereotipo della moglie casalinga sottomessa.

Leggiamo in un altro articolo:

In “Wap”, le rapper non giocano coi tropi della sessualità femminile come la vedono gli altri; è una bella lezione sulla sessualità femminile, scritta con gli artigli affilati da due delle donne più potenti dell’hip hop di oggi, che sono parte di una lunga storia di artiste che fanno proprio questo. “WAP” è onesto e gustoso come sa esserlo una canzone quando  tratta di qualcosa – il piacere femminile e il desiderio femminile, con tutto il caos che comportano – che gli uomini considerano ancora troppo volgare per essere nominato. In tempi come questi – e con un presidente che dice che gli piace afferrare donne ignare per la passera – potremmo usare più volgarità femminile.

Laura Hood in The Conversation dice:

A partire dal commercio dei prigionieri africani nella tratta degli schiavi transatlantica e l’uso dei corpi delle donne nere per la ricerca ginecologica, la storia è piena di esempi di donne nere che vengono consumate come oggetti, mercificate e sfruttate per il guadagno di altri. Dicendo: “Voglio che parcheggi quel grosso tir in questo piccolo garage”, Cardi e Megan si fanno valere in quanto agenti della loro mercificazione [agents in their commodification]. Sebbene alcuni sosterrebbero che la rivoluzione non avverrà tra queste cosce, WAP rimane una discussione importante e per certi versi familiare sul percorso appropriato per la liberazione delle donne.

C’è un errore di fondo, in tutti questi discorsi, ed è ritenere che l’unica tipologia di donna funzionale alla sopravvivenza del patriarcato sia la donna angelicata, priva di desideri sessuali, una donna dalla vagina secca, insomma, che ama passare il suo tempo a sfornare crostate mentre fischietta agli uccellini e gli scoiattoli le spazzano il salotto:

Motivo per cui gridare ai quattro venti, “io non cucino, scopiamo piuttosto” e diventare ricche e famose per questo, costituirebbe un feroce attacco allo squilibrio di potere tra i sessi.

Le cose non stanno proprio così.

Come diceva Sant’Agostino: togli via le meretrici dalla vita umana e guasterai tutto col malcostume, perché la donna sconcia, vuota di dignità, colma d’oscenità – cito ancora sant’Agostino è sempre stata un male necessario al mantenimento dello status quo. La professoressa Elisa Giomi spiegava in un’intervista di qualche anno fa: Il 90% delle persone che appaiono in virtù della loro bellezza e sex appeal sono donne, e sono donne quasi il 70% di coloro che appaiono per il proprio ruolo dentro la famiglia… Da un lato le donne sono celebrate ancora per il loro ruolo dentro la casa e  dentro la famiglia, quindi madri e spose perfette… accanto a questo modello ce n’è un altro, di tipo assolutamente opposto: la donna è presentata nella forma della dominatrice sessuale, del soggetto aggressivo, seduttivo, perennemente desideroso e voglioso di sesso, che è una proiezione, una fantasia tipicamente maschile.

Quindi, purtroppo, in WAP le rapper rappresentano la sessualità femminile a partire da uno dei due modelli a disposizione delle donne in cerca di visibilità, senza aggiungere nulla di particolarmente originale o scioccante o rivoluzionario rispetto a quanto siamo da tempo abituati a vedere sugli schermi. Alla luce di questo fatto non so se è più ridicolo fingersi turbati come Ben Shapiro o pretendere di trovarci di fronte ad una elettrizzante novità, come se fossimo afflitti dai medesimi problemi con la memoria a lungo termine della pesciolina Dory.

Per farla breve, è mia opinione che WAP non “smantelli” non un bel niente, a meno di voler considerare il video una sagace parodia degli effetti della pornificazione sull’immaginario erotico, che rende le sue protagoniste più simili a delle caricature della donna sensuale che delle donne in vena di orgasmi.

Ma Cardi e Megan sono agents in their commodification, potrebbe obiettare qualcuna: sono loro a guadagnare dalla scelta di impersonare quel modello di donna, grazie al quale hanno raggiunto una posizione nel mondo del rap che poche artiste possono vantare di aver strappato ai loro colleghi maschi.

Il fatto che una donna, a dispetto di un contesto ostile, riesca a raggiungere i suoi obiettivi personali, non rende quella donna né una femminista né un esempio di attivismo a favore dei diritti umani. Possiamo riconoscere a queste rapper che sono dotate di una dose massiccia di determinazione e tenacia oltre che di una notevole passione per la musica, possiamo citarle per dimostrare che, nonostante i Raffaele Morelli di questo mondo insistano nell’affermare che sostanziali differenze nella psiche guidino necessariamente uomini e donne attraverso progetti di vita radicalmente diversi, i fatti dimostrano che una rapper vuole esattamente ciò che vuole un rapper, ovvero denaro, fama, potere, e proprio come un rapper è in grado di ottenerli ma soprattutto di goderseli, il che rende quest’idea delle sostanziali differenze nella psiche poco realistica, ma definire WAP un compendio del femminismo mi sembra quantomeno azzardato.

Fra le letture con cui mi diletto, c’è la rubrica Ipazia del blog di wordpress OggiScienza; il mese scorso dedicavano un articolo a Margaret Burbidge, l’astronoma che nel 1957 ha svelato il meccanismo che porta alla formazione degli elementi nelle stelle, noto come nucleosintesi. Non era facile, a quell’epoca, per una donna essere accettata in un osservatorio astronomico, e a proposito della discriminazione di genere che ha dovuto patire Burbrige racconta: nella mia vita ha cominciato a operare un principio guida: se un ostacolo di qualsiasi tipo impedisce il raggiungimento dei propri obiettivi, è necessario trovare un modo per aggirarlo – seguire un’altra strada verso la propria meta. Ho dato questo consiglio a molte donne. Ho detto loro: provateci, funziona. Visto che non le veniva permesso di accedere ai telescopi perché era considerato sconveniente che una donna trascorresse le sue serate in compagnia di uomini sposati a guardare le stelle, decise di presentarsi come assistente del marito, un fisico teorico, anche se di fatto era lei a gestire il programma di osservazione. Questo stratagemma permise di fare ciò che amava e raggiungere gli eccellenti risultati per i quali la celebriamo.

Trovare un modo per aggirare gli ostacoli posti dalla discriminazione di genere e arrivare dove si vuole arrivare, tuttavia, non è femminismo; denota intelligenza, risolutezza, audacia, grinta, intraprendenza, ma non è una strategia funzionale a modificare lo stato delle cose affinché quegli ostacoli vengano eliminati e le donne che verranno non debbano affrontarli più.

L’immagine ipersessualizzata che ha permesso ad artiste come Cardi B e Nicki Minaj di scalare vette della scena musicale solitamente precluse alle donne a causa della diffusa convinzione che la musica sia “roba da maschi”, rimane un problema per tutte quelle ragazzine che, guardandole, si persuadono che esiste un unico e specifico modello di femminilità in grado di garantire il successo: quello abbastanza sexy da suscitare l’attenzione di un partner sessuale. Questo rischia di compromettere la loro salute fisica e psicologica per il resto della vita, oltre a definire la loro relazione con l’altro sesso; sì, perché l’esposizione quotidiana ad una enorme quantità di immagini ipersessualizzate di corpi femminili non condiziona solo lo sviluppo di bambine e ragazze, ma anche quello dei ragazzi: è improbabile che un uomo riesca a provare davvero empatia per una donna, quando è abituato a vedere le donne rappresentate come oggetti sessuali, ci ammoniva l’APA in un rapporto del 2008.

In conclusione, di WAP dobbiamo discutere, eccome. Ma appunto, dobbiamo discuterne, non limitarci ad applaudirlo o fischiarlo a seconda della simpatia che ci suscita il politico che lo cita su Twitter.

 

Per approfondire:

“Le donne-oggetto nei programmi tv favoriscono le molestie”

Informazioni su il ricciocorno schiattoso

Il ricciocorno schiattoso si dice sia stato avvistato in Svezia da persone assolutamente inattendibili, ma nonostante ciò non è famoso come Nessie.
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29 risposte a WAP

  1. Paolo ha detto:

    e qui io e te non siamo d’accordo (non ho intenzione di cambiare idea)
    1) non esiste alcuna “ipersessualizzazione” un uomo adulto e una donna adulta e maggiorenne che decidono di vestirsi o atteggiarsi in maniera sexy, sensuale (con diversi gradi di raffinatezza) sono persone libere, non sono oggetti, non si stanno auto-oggettificando, non favoriscono il sessismo, sono persone libere, e la loro libertà va difesa e celebrata. il sex appeal è cosa meravigliosa, umana bellissima appartiene a uomini e donne non è ogettificante, non è stereotipo, è una cosa umana e stupenda. evviva il sex appeal evviva gli uomini sexy e le donne sexy
    2) la bellezza fisica esiste, è importante allo stesso modo per uomini e donne senza differenze ed è giusto. e ci sono tanti uomini e donne giovani belli per lotteria genetica e non per il chirurgo (e non è che gli uomini non ricorrano al ritocchino chirurgico, anche politici italiani importanti si sono ritoccati) ma una persona bella fisicamente non è per forza rifatta. Forse ci sarebbero meno tentativi di suicidi se si combattesse il bullismo e si insegnasse ad accettare che esistono e sempre esisteranno uomini e donne (di ogni etnia) più attraenti fisicamente di altri, è lotteria genetica
    3) non so chi sia Cardi B e non mi interessa, non è il mio genere di musica ma il punto è un altro: la musica pop statunitense ha sempre sempre e sempre usato il sesso, il sex appeal tanto nei testi quanto nelle esibizioni degli artisti per attirare pubblico e anche eccitarlo, almeno da quando Elvis Presley (detto “elvis the pelvis”) negli anni ’50 dimenava il bacino mimando un atto sessuale ed eccitando le sue fans e scandalizzando i Ben Shapiro dell’epoca. Insomma è solo una tradizione che si rinnova: fai una performance piena di allusioni al sesso, alcuni si scandalizzano e protestano, altri ti applaudono successo di scandalo assicurato. E’ così che si gioca. e al gioco giocano artisti maschi e artiste femmine, rapper maschi e rapper femmine senza differenze vale per Beth Ditto e per Justin Timberlake, per Cardi B e per Snoop Dogg per Ariana Grande e per Justin Bieber, tutti usano il loro corpo e il sesso, maschi e femmine. Oggi le allusioni sono solo più esplicite rispetto all’epoca di Elvis (che già scandalizzava).
    (Beth Ditto è obesa, e anche lei posa seminuda in atteggiamenti sexy, il fatto che non sia snella la rende una icona femminista?)
    io non dico che ciò che fanno è femminista, dico che non è sessista, non è auto-oggettificante. dico che un uomo o una donna maggiorenne che esprime il suo sex appeal in qualunque contesto (videoclip compresi) non fa nulla di sessista non è vittima del patriarcato, non fomenta stereotipi, è la sua libera scelta

    • Si parla di ipersessualizzazione per fare riferimento al bombardamento di immagini e contenuti e sfondo sessuale che riceviamo dai media. Ci sono ricerche che la misurano, e abbiamo fatto degli esempi pratici per spiegare di cosa si tratta. Ad esempio: https://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/2016/01/12/ipersessualizzazione/ Se più dell’80% delle immagini di donne proposte da una rivista (contro il 17% delle immagini di uomini) corrisponde a dei parametri che ci permettono di definirla “sessualizzata” (l’abbigliamento, la postura, l’espressione, il trucco, ma anche e sopratutto la rispondenza a precisi canoni estetici), la sproporzione fra quel tipo di immagine e tutte le altre immagini possibili è così evidente che non si può negare; ciò di cui si discute, insomma, è il fatto che i media scelgono di proporre al pubblico quasi esclusivamente una precisa tipologia di donna e ce la propone in atteggiamenti sexy e provocanti. Questo non costituisce un problema per le donne che appaiono in quelle immagini, ma per il pubblico che le fruisce, quindi rimarcare che quelle persone sono libere è irrilevante e fuorviante.

      • Proviamo con una analogia, ti va?
        Poniamo il casao che io domani parta per andare ad abbattere un albero nella foresta amazzonica. E’ una mia scelta, è solo un albero: nessuno è danneggiato (a parte l’albero e le creature che lo abitano, l’analogia non è perfetta, quindi fingiamo che il danno sia prossimo allo zero). Se cominciamo a partire in migliaia e ognuno di noi abbatte un albero, la cosa comincia a diventare un problema per il pianeta intero. Il fatto che tagliare gli alberi sia una decisione delle persone che lo fanno ti sembra importante?

      • Paolo ha detto:

        ho capito l’analogia ma non concordo lo stesso. non credo affatto che se quelle immagini sparissero da ogni rivista sparirebbe il maschilismo e la misoginia (nel migliore dei casi resterebbe tutto come è adesso) e comunque sono contrario per principio alla censura (che è sempre fatta “a fin di bene”), penso che anche musica infima e piena zeppa di allusioni sessuali poco raffinate abbia diritto di esistere. mentre è facilmente dimostrabile che se non deforestiamo come pazzi abbiamo molto più ossigeno

    • Antome ha detto:

      Partiamo da zero, si potrebbe pensare che male c’è o addirittura c’è mai stato nell’usare il corpo, sia chi lo possiede che chi lo utilizza per vendere e tu sembri pensare che su questo le femministe si lamentino del nulla. Esempi a supporto, i divi del cinema erano a modo loro belli anch’essi pure se in modo più vario.
      Di solito non era la loro unica qualità, avrai presente il discorso sui ruoli femminili nel cinema, il quale non mancava di ruoli da protagonista al pari (o quasi?) dell’uomo, come Rossella di Via Col Vento.
      Siccome nel tuo caso, il tuo disaccordo sull’oggettificazione presente nell’uso del sex appeal della donna, non è usato per negare la condizione subalterna della donna in passato, tutto starebbe forse nella tua fatica a vedere quando c’è questo legame tra le due cose e quando no. Il tuo disaccordo è forse legato al fatto che gli esempi che hai in mente potrebbero essere un “quando no”.

      Siccome è evidente che il femminismo non condanni affatto ogni esibizione del sex appeal e del nudo femminile come espressione del maschilismo.
      Se non sbaglio anche tu dicesti che mettere una donna quando non c’entra nulla per vendere un auto è una forma di oggettificazione.

      Venendo a Cardi B, Nicky Minaj, Ariana Grande, etc., non so se ho capito bene, ma pensando ai vari Rapper leggendari in termini di fama, non viene esattamente in mente il sex appeal come elemento primario del loro successo, perlomeno non in quel senso tipico che tu reputi obiettivo citando De Vito etc. :).

      Non so se il fatto che come rapper meno tipicamente sexy possa venirmi in mente su due piedi solo La Pina, ma questo forse per le cause socioculturali per cui come si dice il campione è piccolo.
      Alcuni uomini, demografia prevalente nelle discussioni sulla tecnica di canto, notano talvolta che nel campo del pop, sembrerebbe che le donne siano invece sovrarappresentate, ma vedo già articoli che dicono il contrario.
      Insomma penso che la polemica non sia sulla donna che si spoglia, ma sul suo utilizzo e ricorso, credo, molto maggiore rispetto agli uomini.

      Conosco alcuni argomenti che sarebbero riferiti alla posa sexy e continuamente invitante, un po’ ridicola a mio parere a cui sono spinte e compulse, le donne più degli uomini, talvolta, non sempre, in fumetti e videoclip, che differenzierebbe questo dal semplice atteggiamento erotico, desabillè.
      Nel caso di Ariana Grande, mi hanno fatto notare, proprio, appunto, perchè con l’argomento del video di 7 rings non c’entrava nulla.
      Anche se gli argomenti moralistici non li condivido per nulla, meno di tutti quello di Fabio Volo.
      Ma diciamolo pure, l’argomento pseudorealista è che la sessualità degli uomini sarebbe semplice e gli basta una donna sbattuta in faccia molto poco ironicamente perchè aumentino le probabilità statistiche che compri quel prodotto. Ma allora tutti quelli che non puntano su questo falliscono? Sono dei filantropi con vetusti scrupoli morali quelli che non mettono una bonazza a mungere le mucche per Nonno Nanni?

      • Paolo ha detto:

        il sex appeal e l’avvenenza è giustamente importante allo stesso modo per donne e uomini, è una cosa bella e non oggettificante. Confermo quel che ho detto sulla pop music. Justin Bieber e Ariana Grande pari sono anche riguardo all’uso del corpo.

        (se proprio ci tieni a rispondere, non sei obbligato, ma se proprio ci tieni cerca di essere più breve e chiaro)

      • Citami un video di Justin Bieber in cui è a quattro zampe e muove furiosamente il bacino circondato da aitanti ballerini. Non sono una sua fan, quindi potrei essermelo perso.

      • Paolo ha detto:

        in maniera differente, pop star maschi e femmine utilizzano il loro sex appeal e le allusioni sessuali nei loro video ed essendo maggiorenni (ed economicamente autonomi molto più di me e te) non c’è nulla di male

      • Non era questa la domanda.

      • Antome ha detto:

        Dài, ho diviso pure in paragrafi!
        Serviva ad illustrare il concetto, ma non devo avere centrato il punto principale, se rispondi così.
        Uno di questi l’ha ribadito adesso Riccio.
        Chiedo se questa differenza illustrata non sia centrale, come aspetto, nel legame con la condizione femminile del passato e come molti uomini la vedono oggi quando usano, per insultare un linguaggio molto connotato in fatto di genere (soprattutto per essere contro la “teoria gender” genderizzano davvero tutto fin troppo).

        Perchè secondo te, l’argomento antifemminista è che si tratti di semplice legge di mercato e target, affermando che la donna vende di più anche alle donne?

      • Paolo ha detto:

        non mi importa cosa dicono gli antifemministi, dicono balle nel 99% dei casi. sulle pop star ribadisco quel che ho detto

      • Antome ha detto:

        @Riccio
        Credo pensi di aver risposto nella parte “in maniera differente” :).

  2. Paolo ha detto:

    ribadisco che mi riferisco solo a persone maggiorenni

  3. Serenando ha detto che ha detto che ha detto:

    Questo articolo è veramente terribile. Ha qualcosa che non va.
    Perché mi trova COMPLETAMENTE d’accordo con il contenuto.
    E questa per me è una tragedia: Sia pensarlo, sia dirlo.
    Ma sono completamente d’accordo con quello che dice Cicciocorno, e condivido ogni argomentazione.
    Nel mondo c’è qualcosa che non va, ma tocca farsene una ragione.
    Sic

    • Succedono cose terribili di questi tempi…

    • Sandra ha detto:

      La tua cupa rassegnazione è dovuta al fatto che trai beneficio da queste ingiustizie,o sei il tipico “maschietto” italiano che viene qui a leggere quando si mettono a repentaglio i diritti del sacro ciondolo?Una delle due.

      • Paolo ha detto:

        ha detto di essere d’accordo con ricciocorno quindi non credo sia preoccupato per il suo ciondolo. chi non concorda con riccio in questo caso sono io ma non certo perchè mi preoccupo per il mio ciondolo (che sta benissimo)

      • Serenando ha detto che ha detto che ha detto:

        La mia cupa rassegnazione è dovuta al fatto che esiste ancora chi scrive idiozie come questa tua.
        E’ evidente che ti piacciono solo i maschi che danno sempre e comunque torto alle femministe, perché così legittimano la tua rabbia.
        Sbrodolatici dentro, figliola

      • Antome ha detto:

        Paolo, è riferito alla frase conclusiva, più criptica, sul “farsene una ragione”.
        Su internet viene usato, soprattuto da categorie “meno oppresse” negli assi intersezionali, ma spesso come frustrazione legata all’idea che la società non abbia per loro programmi di inclusione, che, secondo la narrazione reazionaria, facilità la vita se hai abbastanza crediti di oppressione, in pratica la “identity politics”. Predano su oppressioni che si ricevono come sottoprodotto delle stesse condizioni che creano le oppressioni delle donne, ad esempio i morti sul lavoro, l’entrata gratis in alcune discoteche, ma in quanto esche per gli uomini, l’essere meno sottoposte a controlli, proprio perchè percepite meno offensive e pericolose in quanto con minore potere. Ma siccome questo produce stress negli uomini nonostante tutto, è facile vedere queste cose, e l’elenco e la discussione continuerebbe, come prova che gli uomini, oggi sono i veri oppressi.

      • Antome ha detto:

        Mah forse banalmente voleva dire, per rassegnazione alle cose che non vanno, azzardo, quella di trovarsi d’accordo con Ricciocorno, cosa che trova umoristicamente insopportabile. Mentre noi ci stiamo facendo chissà quali pare su cosa volesse dire e sulla comodità di chi ha il privilegio di dire lasciamo che le cose cambino, tanto noi non influiamo e tutto succede quando i tempi sono maturi cit. 🙂

    • Antome ha detto:

      Non ho capito in cosa sei d’accordo, perdonami. E’ ironia? Cioè a parte l’ironia sull’essere d’accordo con Ricciocorno e trovarla, magari scherzosamente una cosa terribile. Cosa c’entra la parte sul farsene una ragione? O intendi dire, tiro a indovinare, che l’articolo può essere ridotto a “nel mondo c’è qualcosa che non va” e su quello sei d’accordo, ma è un ovvietà, Capitan Ovvio etc.?
      E’ che c’è un tipo di ironia su Internet nelle discussioni accese, che è quasi da sfinge.

      • Serenando ha detto che ha detto che ha detto:

        6.54 Meine Sätze erläutern dadurch, dass sie der, welcher mich versteht, am Ende als unsinnig erkennt, wenn er durch sie—auf ihnen—über sie hinausgestiegen ist. (Er muss sozusagen die Leiter wegwerfen, nachdem er auf ihr hinaufgestiegen ist.)
        Er muss diese Sätze überwinden, dann sieht er die Welt richtig.
        7 Wovon man nicht sprechen kann, darüber muss man schweigen.

      • Antome ha detto:

        Non ho capito il senso del tedesco ma vabbè, tradotto significa questo
        “6.54 Le mie frasi si spiegano col fatto che chi mi capisce le riconoscerà alla fine come prive di senso se attraverso di esse – su di esse – si è innalzato al di sopra di esse. (Deve buttare via la scala, per così dire, dopo averla salita.)
        Deve superare queste frasi, quindi vedrà il mondo correttamente.
        7 Ciò di cui non puoi parlare, devi tacere.”
        Dalla ricerca si tratterebbe di Wittgenstein “La scala”.
        Cosa si vuole dire quando si utilizza una citazione come risposta ad una domanda precisa. Prendendo letteralmente quanto detto si afferma che se uno capisce una persona e attraverso le sue frasi si innalzato al di sopra di esse, le riconoscerà come senza senso, ma al di sopra in che senso?
        Siccome si parla di riconoscere come senza senso, non di vederle erroneamente come senza senso, come si fa a trovarle senza senso se ci si è innalzati al di sopra di esse attraverso di esse?
        Può benissimo essere che invece le si trovi senza senso da subito senza che attraverso di esse si abbia alcun arricchimento, se con l'”innalzarsi al di sopra” si può parlare di arricchimento.

        Ma cosa c’entra? E’ un modo di esprimere snobismo verso il non avere capito che tipo di ironia, banalmente, volevi fare, in base agli elementi presenti, ambigui a mio modesto e limitato parere :).

        Puoi anche citarmi Kant in lingua originale, ma se non è pertinente, è inutile :).

      • Antome ha detto:

        Ok chiudiamo il caso, era riferito solo al fatto di essere d’accordo con Ricciocorno e subito qualcuno ha tratto la conclusione della rassegnazione e al farsene una ragione come posizione politica nei confronti delle ingiustizie del mondo, piuttosto che parte della stessa espressione di stupore nell’essere d’accordo con Riccio.

  4. Sandra ha detto:

    No no no caro Sig.Fernando mi attribuisci delle responsabilità che non posso avere,piuttosto la tua cupa rassegnazione e legata a motivi che ti portano a bazzicare da queste parti (come ti ho scritto nel commento)ma del resto cosa ti interessa a te della dignità delle figliole …così và il mondo…..la mia rabbia,che tu non conosci,così come non conosci i miei gusti,la so usare con profitto per cambiare quelle cose storte di cui a te non frega nulla e per questo sono strafelice e fiduciosa per il futuro.Capito sig ferdinando?non offenderti e riempi di senso la tua vita.

  5. Paolo ha detto:

    comunque se parliamo di esaltazione del piacere sessuale e del desiderio femminile nella musica pop, questo classico è molto liberatorio

  6. Paolo ha detto:

    gli si spiega che il femminismo non vuole obbligare le donne a fare carriera, vuole che le donne che vogliono fare carriera lavorativa possano farla senza sensi di colpa

  7. Antome ha detto:

    Cosa ne pensate di questo commento da Youtube che provo a tradurre?

    “non vedete alcun sessismo in uomini e donne che hanno lo stesso livello di potere invece di strutturare la loro relazione nel modo che più *naturalmente* adatti alla loro personalità? Il femminismo dice alle donne che vogliono un ruolo di genere tradizionale che sono inferiori al personaggio immaginario femminista della femmina alfa che promuovono, che a proposito, ignora completamente che le relazioni hanno bisogno di due persone e non possono forzare gli uomini* ad apprezzare dohonne (storpiato in wahman) forti indipendenti .. né possono far sentire le donne felici in una posizione di potere.”

    In risposta ad una femminista moderata che parlava di non volere nessuno dei due al comando.
    *tradotto da “shaming men into liking”

  8. Antome ha detto:

    Ah, quando WAP era il buon vecchio Wireless Application Protocol, uno dei primi esperimenti di internet per cellulari 🙂 bei tempi, e la buona vecchia BBC era…

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