Doppio standard

Nella notte tra domenica e lunedì le forze dell’ordine irrompono nella casa di Patrizia Coluzzi a Cisliano, nell’hinterland milanese, dove trovano il corpicino senza vita di Edith, due anni.

Non sappiamo ancora come, ma è molto probabile se non certo che ad ucciderla sia stata proprio Patrizia Coluzzi, la madre, che poche ore prima dell’intervento dei carabinieri aveva chiamato l’ex marito per annunciargli che la figlia “non esisteva più”.

Gli elementi atti a definire il quadro di un figlicidio per vendetta del coniuge ci sono tutti: da ciò che leggiamo sui giornali è un caso da manuale, orrendo e crudele come lo sono sempre i casi di questo genere.

L’aspetto più pertubante di queste vicende è che nel figlicidio per vendetta la vittima scompare completamente come persona umana, per trasformarsi in mero strumento di rivalsa nelle mani di chi sa che le sue azioni scellerate costringeranno il genitore-bersaglio a confrontarsi ogni giorno della sua vita con un dolore indicibile, impossibile da lenire.

Il fatto che ad uccidere, premeditatamente e spietatamente, possa in questo caso essere stata una donna invece di un uomo, non toglie né aggiunge nulla allo sgomento che ci coglie ogni volta che un bambino innocente muore per mano della persona deputata a frapporsi fra lui e gli orrori del mondo, che di questi si rivela l’incarnazione più feroce che si possa immaginare.

Parlo dello sgomento che coglie noi persone normali, quelle in grado di empatizzare con la piccola Edith e con l’enorme sofferenza di coloro che l’amavano – il povero padre su tutti, gravato dell’orrido peso di quelle sadiche telefonate prima della sua morte – perché poi c’è tutta un’altra categoria di persone, quelli che di fronte alla morte di Edith vanno in brodo di giuggiole: i misogini, gli odiatori di donne  e sopratutto delle femministe che difendono le donne vittime di violenza, quelli che passano il tempo in rete a scrivere accorati articoli in difesa di tutti i Mario Bressi che infestano la cronaca nera (Mario Bressi è l’uomo che la scorsa primavera ha ucciso i figli Elena e Diego per comunicare alla ex moglie che sarebbe “rimasta sola”) e che quando finalmente incappano in una donna assassina si trasformano istantaneamente da pacati argomentatori contro le criminalizzazioni facili a organizzatori di sabba sulla pira di Patrizia Coluzzi, che deve bruciare assieme a tutte le organizzatrici delle manifestazioni per l’8 marzo, colpevoli di essere le mandanti morali di ogni figlicidio, omicidio, rapina e tsunami commessi nella storia dell’umanità.

Siccome oggi ho avuto la sventura di incappare in uno dei prodotti di questi avvilenti personaggi, voglio proporvi un esercizio di analisi testuale: mettere a confronto il recente articolo su Patrizia Coluzzi con un elaborato ospitato dal medesimo sito misogino (dategli un’occhiata, è misoginia nella sua forma più cristallina, al punto da sembrare quasi una parodia), ma dedicato ad un assassino di sesso diverso, Alessandro Pontin.

Non so se vi ricordate di Alessandro Pontin, l’uomo che ha rincorso e sgozzato i due figli di 15 e 13 anni con un coltello da cucina poco prima di Natale; per riferirci all’articolo a lui dedicato parleremo di articolo 2, mentre con articolo 1 si intenderà il testo dedicato a Patrizia Coluzzi.

Articolo 1:

Articolo 2:

Sulla base di quale argomento è lecito definire il primo reato un figlicidio per vendetta, mentre nel secondo caso il movente sarebbe “nebuloso”? Perché un padre che racconta di aver ricevuto dalla ex messaggi inequivocabili dei suoi intenti malvagi contro la figlia è un testimone attendibile, mentre una madre che fa la stessa cosa di fronte all’assassinio dei suoi due ragazzi è una bugiarda dedita a diffamare a mezzo stampa un povero suicida sventurato che, en passant, ha massacrato due ragazzini?

Si tratta di pregiudizi di genere, esattamente ciò di cui ci occupiamo qui e ciò di cui il femminismo si occupa (ed è subito chiaro perché i redattori di questi capolavori detestino in primis le femministe).

Se nell’articolo 1 leggiamo della “furia vendicativa” di Patrizia Coluzzi, nell’articolo 2 chi a mezzo stampa attribuisce ai padri assassini l’intento di ferire le ex compagne pecca di “assenza di profondità”, mentre se si tratta di giornaliste allora abbiamo a che fare con commentatrici che in passato si sono distinte per commenti di vero e proprio odio antimaschile o per spregevoli volgarità nei confronti dei padri separati, del tutto incapaci di comprendere che gli uomini in quanto portatori di cromosoma Y non sono in grado di architettare piani meschini sull’onda del rancore e del risentimento, ma sono sempre e solo vittime delle donne; allora Pontin era un poveretto, portato alla follia da una società che discrimina i maschi

mentre Patrizia Coluzzi, vittima delle sue due X, era una donna sanissima, ma estremamente perversa e disumana:

Il maschilismo di cui queste “analisi” sono intrise è così lapalissiano, che denunciarlo mi mette quasiin difficoltà e mentre scrivo mi rendo conto che ,volendo affrontare l’orribile ed ingiusta morte di Edith, ci sarebbero molte altre cose più importanti da dire.

Ad esempio dovremmo chiederci perché, in un paese come il nostro nel quale non si esita ad allontanare dalla madre un ragazzino colpevole di smaltarsi le unghie, adducendo come motivazione che la relazione con troppe e fagocitanti figure femminili sta compromettendo il suo processo di identificazione sessuale, Edith è stata lasciata sola con una donna che aveva già tentato il suicidio. E chi di dovere era stato debitamente allertato, ricordiamolo.

Oppure potremmo avviare una riflessione sull’abusato concetto di “istinto alla cura” delle donne, che ammicca a profonde e radicate differenze nella psiche maschile e femminile, mentre casi come questo rendono ancora più evidente che tutto ciò che ci rende diversi, causando ad esempio la sproporzione numerica nel sesso dei perpetratori di questo particolare tipo di delitti, non è la “natura”, bensì il nostro bagaglio culturale. Di sicuro lo faremo più avanti, con il pensiero rivolto a Edith.

Tuttavia, da femminista, non posso nascondervi che mi ferisce che l’assassinio di Edith, nelle mani degli squallidi oppositori dei centri antiviolenza e delle campagne di sensibilizzazione contro la violenza sulle donne, divenga un mero strumento di propaganda: è come se venisse deumanizzata di nuovo.

Mi scrive una mia cara amica che i redattori del sito oggetto di questo post si stanno organizzando “per entrare nelle scuole”, proponendosi come soggetti portatori di una narrazione diversa, alternativa, civile e argomentata sulle questioni di genere.

Quindi, se avete dei figli, fate attenzione a chi si propone di affrontare certe tematiche coi vostri ragazzi: potrebbero essere questi qua.

So che quanto avete letto fin qui può far apparire eccessiva la mia preoccupazione a riguardo, ma non dimentichiamoci che alcuni di loro sono già finiti in prima serata sulla RAI e non troppo tempo fa:

Non sottovalutiamoli.

Informazioni su il ricciocorno schiattoso

Il ricciocorno schiattoso si dice sia stato avvistato in Svezia da persone assolutamente inattendibili, ma nonostante ciò non è famoso come Nessie.
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23 risposte a Doppio standard

  1. Mario ha detto:

    Carissimo Ricciocorno, questo delitto ha particolarmente minato le mie convinzioni: ero sinceramente (e forse ingenuamente) convinto che le madri uccidessero i figli per “incapacità di gestione” o per “mancanza di aiuto e di sostegno”, mentre pensavo che uccidere i figli per dispetto o punizione verso il partner fosse una prerogativa maschile… questo a mio modo di vedere è proprio un amaro passo verso la parità.

    • Non diciamo sciocchezze! Si è sempre parlato di “sindrome di Medea” per indicare quel genitore che ammazza i figli per vendetta.

      • Mario ha detto:

        Lo so, ma pensavo che quella di Medea fosse solo una leggenda, pure un po’ ingiusta, perché attribuiva a mio modo di vedere alla donna un “difetto” maschile. Era una convinzione errata.

      • Quella di Medea è una leggenda. Come la storia che esitano “difetti” maschili e “difetti” femminili.
        Le differenze concrete e riscontrabili stanno altrove. Ad esempio nel modo in cui i fenomeni vengono affrontati.

  2. giustizia per Edith ha detto:

    saranno pure maschilisti quelli che hanno scritto quell’articolo, e anche misogini, resta il fatto che tu non spendi una sola parola per la bimba Edith, di soli due anni ! Strozzata da una fuori di testa criminale poche ore prima della giornata della donna. Per fare un dispetto la padre, una cosa
    da vomito e da film dell’orrore.
    A ideologia non si risponde con altra ideologia faziosa, ma solo con la ferma condanna di gesti
    criminali tanto più efferati se commessi in danno di piccole vite innocenti, impossibilitate a difendersi.
    Patrizia Coluzzi aveva denunciato falsamente il marito , tutto è stato archiviato in procura a Pavia,
    peccato solo che che non gli faceva vedere la figlioletta esattamente come certe
    esaltate che affollano la tua piccola pagina faziosa.
    Vergognati !

    • Vedi, se non fosse istruttivo pubblicare questo delirio, ne starei ridendo con le amiche. Uso delirio impropriamente e me ne scuso, ma viene istintivo quando sotto ad un articolo dedicato alla morte di Edith uno scrive “non spendi una sola parola per la bimba”. Nutri un’eccessiva fiducia nel potere delle tue parole: la gente ha letto il mio articolo prima del tuo commento, sa che stai mentendo, e il tono enfatico di cui fai un uso smodato non basta a mascherare le menzogne. Lo dico per te: suoni addolorato come una prefica, non ci casca nessuno.

  3. Paolo ha detto:

    Dietro La Fionda c’è la combriccola di Davide Stasi, Nestola e altri (e altre purtroppo) arrivati dopo la chiusura del blog Stalker sarai tu. Particolarmente pericolosi perchè si tratta di persone istruite che scrivono libri (spesso autopubblicati ma non importa), sono molto motivati. ho avuto a che fare con loro virtualmente prima che mi bannassero e confermo che sono reazionari molto pericolosi per chiunque creda nella vera giustizia e se le loro idee dovessero prendere piede torneremmo probabilmente a prima della riforma del diritto di famiglia del ’75. Vanno fermati

    • Normalmente non li leggo, ma immaginarli mentre vomitano bile davanti a dei ragazzini è davvero perturbante.

      • Paolo ha detto:

        io li leggo ogni giorno.Bisogna conoscere i propri nemici.

        mi colpiscono molto gli articoli che Santiago Gascò Altaba pubblicava ogni domenica sul femminismo della “prima ondata”, cioè le suffragette dimostrando come non tutte ma la maggioranza di loro fossero donne bianche borghesi di classe medio-alta le quali condividevano tutti i pregiudizi razziali e classisti dell’epoca. Mi colpiscono perchè alcuni di questi articoli sembrano scritti per far breccia tra gli uomini e le donne progressisti

        gli articoli a tema “storico” di Altaba non contengono alcune informazioni storicamente corrette (è vero alcune femministe americane bianche di fine’800- primo ‘900 erano non meno razziste del resto della società bianca, scandalizzate dal fatto che gli uomini neri potessero almeno formalmente votare mentre le donne bianche no) ma sono scritti in maniera tale da far passare un messaggio totalmente falso (cioè che il femminismo tutto e in tutte le sue varianti, liberale, socialista, anarchico e fin dalle origini sia una specie di movimento suprematista) e perciò andrebbero decostruiti. Perchè Altaba e compari sanno scrivere maledettamente bene e un giovane ignorante sulla storia del femminismo può cascarci.

        Comunque Altaba ha scritto una palese bugia quando ha cercato di far passare come “femminista” una donna come gertrud scholtz klink la quale era semmai anti-femminista per le cose che diceva e per l’ideologia (nazista) a cui ha aderito.

        il punto è che a questi de La Fionda non frega nulla della piccola Edith, nè frega nulla delle madri infanticide o delle maestre che picchiano i bambini, non frega nulla degli uomini morti sul lavoro (altro loro cavallo di battaglia) e a ben pensarci non frega nulla neanche dei problemi dei padri separati, sono tutte questioni che strumentalizzano per raggiungere il loro obiettivo anti-femminista un po’ come Salvini strumentalizzava le proteste dei ristoratori prima di entrare nel governo

      • Paolo ha detto:

        nel mio post c’è un non di troppo. spero si capisca lo stesso

  4. Anonimo ha detto:

    Caro Paolo, i loro “articoli storici” su tizia, caia e sempronia sono, per lo più, privi di fonti o, se citano qualche libro scritto da tizia, citano solo dove fa comodo a loro, estrapolando frasi.
    Ci sarebbe da ridere, quando leggo certi loro commentatori (su quel sito e altrove, tanto sono sempre i soliti personaggi col solito nickname) come quelli che “sono realmente convinti che il femminismo misandrico è nato nell’antica Roma o nel Medioevo”, oppure “che in Arabia Saudita o Afghanistan le donne non sono oppresse, infatti sono i maschi che vengono sacrificati e devono lavorare nelle miniere” oppure “il dittatore Francisco Franco era così femminista” (dimenticandosi di dire che nella Spagna cattolica franchista, esattamente come nelle dittature nazifasciste, le donne dovevano figliare come coniglie, essere madri prolifiche e mogli sottomesse) e simili perle di saggezza.
    Vedi anche quando hanno “commentato Christine di Pizan”: ovviamente, il fatto che questa signora rispondesse alla misoginia del suo tempo (a certe frasi misogine dei padri della chiesa o dell’antica Grecia, come Aristotele, che erano “l’humus” culturale di quel tempo) non è qualcosa che costoro sanno… ricordo un loro assiduo commentatore convinto che “non sono mai esistiti libri contro le donne” (e lo scriveva con una tale convinzione… granitica…)… sì, come no… Malleus Maleficarum o “l’inferiorità mentale della donna” di Moebius sono libri che non conoscono… onde poi scandalizzarsi per qualche battuta sugli uomini… ah, ma Santiago l’articolo storico sulle idee di Aristotele o di Moebius non ha intenzione di scriverlo…

    Ci sarebbe da ridere, se non ci fosse da piangere.

    A proposito: come dimenticare i loro articoli-top sul “coito coercitivo” e “la lettera scritta ad Erdogan” o le tante frasi dove hanno sminuito le donne scrittrici (tipo Grazia Deledda)

    Il bello è che hanno censurato anche i commenti di lettori che facevano notare la questione kurda, in riferimento ad Erdogan.
    Eh già, quella non è strumentalizzabile contro il femminismo, ergo non interessa…

    Comunque, la cosa triste non è che quel sito sia letto da maschi tipo MRA o incel, ma che ci siano donne che commentano e approvano quel genere di “rilettura della realtà e dei rapporti tra i sessi”.

    • Paolo ha detto:

      sono totalmente d’accordo con te. Anche definire “femministe” quelle donne spagnole che sostennero il franchismo o addirittura la nazista scholtz klink è pura malafede.

      come è malafede estrapolare una frase razzista o classista pronunciata da una femminista vissuta più di cento anni fa per gettare fango sulla lotta sacrosanta per il voto alle donne è pura malafede. Gandhi pensava che i neri africani fossero dei selvaggi, ma il valore della lotta non violenta non può diminuire per questo, lo stesso vale per le lotte per il voto alle donne.
      Oltretutto la malafede di Altaba è dimostrata dal fatto che cita continuamente la frase nazionalista o razzista pronunciata da questa o quella suffragetta (vissuta in un’epoca in cui razzismo e nazionalismo erano più socialmente accettati di oggi) ma mai e poi mai parlerà di quelle femministe vissute nella stessa epoca che si opposero alla guerra, al nazionalismo e al colonialismo come ad esempio Sylvia Pankhurst che proprio per le sue posizioni di sinistra e pacifiste entrò in polemica con la madre Emmeline

      https://en.wikipedia.org/wiki/Sylvia_Pankhurst

      la mia paura è che ragazzini ignoranti (la storia del femminismo non si studia a scuola e questo è grave) leggano Altaba e credano a quel che scrive

      • Anonimo ha detto:

        Ma certo, le suffragette\attiviste morte per protesta, quelle gli “antifemministi” non si degnano di citarle…

        Se fossero davvero “antisessisti” dalla parte di tutti e tutte, dovrebbero scandalizzarsi e riprovare, in ugual modo, per i tanti filosofi non solo dell’antica Grecia e dell’antica Roma ma anche ottocenteschi che diffamarono le donne… che erano favorevoli al 100% alla schiavitù (la società greca antica era pienamente basata sulla schiavitù), eh, ma no, per i famosi filosofi maschi che hanno legittimato schiavitù, sacrifici umani ecc., quelli non li si cita nei “report storici così accurati” (…) di Santiago.

        Perché loro possono indignarsi se una donna critica la “Carmen” e ritenerlo “lesa maestà” se si fa un “remake”, p indignarsi se si fa black humour\parodie sugli uomini… ma guai se qualcuna osa indignarsi di fronte alle frasi maschiliste di un Nietzsche o di uno Schopenhauer… orrore, sacrilegio, negazione delle nostre radici culturali, le femministe misandriche vogliono cancellare la cultura…!

        Non c’è articolo o commento dove non si inneggi alla “superiorità maschile nelle scienze” giacché “tutte le belle comodità del progresso le hanno inventate i maschi, le abbiamo inventate noi maschi, e le femmine, specialmente le femministe, che ingrate, non vogliono inginocchiarsi ringraziandoci!” (come commentava di recente un loro lettore “Non c’è nulla che le renda furiose come il sentirsi “costituite in debito” per l’ingegno maschile. Il che è anche fuor di luogo, perché gli UU né fanno sfoggio di quell’ingegno, né disconoscono l’importanza del ruolo di “manutenzione”-cura femminile.”)

        Anche se poi, chi scrive così, non ha proprio inventato un bel niente, ma usa i Mozart, i Kant e i Volta per sentirsi superiore, in quanto maschio.

        La cosa l’avevi già commentata anche tu, sui loro blog (a proposito: lo so benissimo che continuano a bullizzarti… per loro sei “lo zerbino incel femministo”… perché sono dalla parte dei maschi oppressi, così dicono, ma loro stessi fanno oppressione contro certi maschi da loro giudicati “non maschi”… vero? tu, per esempio, non sei degno di essere considerato “maschio” da loro, quindi per te non si fa la battaglia di solidarietà in nome della fratellanza… ma anzi, non si perde occasione per insultarti e sminuirti), così come avevi demolito un certo B. (evitiamo di mettere il nickname…) con il suo continuare a ripetere il mantra “suffragette razziste”… risultato, è andato avanti a ripeterlo altrove, nonostante tu avessi confutato gran parte delle sciocchezze spacciate per “storia”.

        Del resto, i loro mantra (che vanno dal “le femministe misandriche esistevano già nel medioevo”, “uomini tutti oppressi e sfruttati in quanto minatori”, “uomini vittime di violenza sessuale più delle donne”, “solo i maschi fanno i minatori” et similia) sono una costante che si ripete su tutti i loro blog.
        il disco rotto continua a suonare la stessa solfa, in pratica.

        Questo post, mettendo i due articoli a confronto, è geniale perché mostra la loro contraddizione.
        “L’analisi ragionata e pacata, contestualizzata” va fatta solo per i criminali maschi, Ça va sans dire… altrimenti si è “misandriche”…

        Penso che andrebbero fatti altri post con roba del genere, presa dai loro covi, e messa a confronto, per dimostrare che sono del tutto contraddittori pure nelle loro “tesi”… mi rendo conto di chiedere all’Autrice di caricarsi di un lavoro ingrato e psicologicamente deprimente (li leggo anch’io e quindi so quanto può essere debilitante leggerli)… ma… visto che “vogliono entrare nelle scuole”… credo sia necessario interessarsi a loro, anche se si preferirebbe fare altro…

      • Mi interessava questo articolo in particolare perché il mantra “‘lo facciamo per i bambini” è uno degli argomenti antifemministi di maggior successo. Lo è perché si fonda su un fatto reale: la nostra società ancora non si occupa davvero dei diritti dei più piccoli e la stragrande maggioranza della popolazione è molto confusa in proposito. Per questa gente, però i bambini non contano nulla. Prendi ad esempio il commentatore che mi ha aggredito qui sotto: dice di patire per l’orrenda sorte di Edith, ma gli altri bambini morti di cui ho scritto – quelli uccisi da Pontin o da Bressi – a quelli, proprio come nel post in difesa dei papà, non dedica una parola di commozione, neanche una lacrimuccia.

      • Paolo ha detto:

        X Anonimo
        di nuovo concordo con te. I loro insulti per me sono medaglie.

  5. Anonimo ha detto:

    Lo so Paolo, perché questa frase la scrivi spesso… ma vedi, io non posso fare a meno di innervosirmi a vedere come ti hanno trattato… e come ti trattano… io non potrei espormi con nome o viso come fai tu perché non sopporterei i loro attacchi… è vigliaccheria, me ne rendo conto, ma non sono così forte come sei tu.
    Purtroppo, per fronteggiare i maschilisti antifemministi, uno\una deve essere molto forte psicologicamente, altrimenti rischi di essere travolto\a.
    Io non avrei la forza che hai tu per espormi. Certi loro commenti erano perfidi, di una cattiveria inaudita.
    Ti ammiro perché hai la forza e il coraggio di esporti e di difendere certi valori e certe femministe che loro calpestano (vorrei usare parole più esplicite, ma evito) che sono morte per la libertà di tutti.
    Mi fa rabbia vedere come contorcono la Storia, come mistificano tutto, come negano la verità storica… ma purtroppo… sono sempre più seguiti, ci sono sempre più siti e profili facebook.
    Arginarli, nel senso di tenergli testa, non credo neanche sia umanamente possibile per nessuna femminista, famosa o meno.
    forse hanno già vinto loro… ;(

  6. Paolo ha detto:

    non lo so chi vincerà, ma ti ringrazio molto per le tue parole. io difendo ciò che ritengo giusto, difendo i movimenti di progresso, e il femminismo lo è (condivido il 90% di ciò che dice il femminismo poi su temi specifici come male gaze, depilazione, auto-oggettificazione, canoni estetici ho idee diverse da molte femministe che mi hanno bannato dalle loro pagine, mi hanno accusato di mansplaining, di essere fastidioso e petulante ma l’odio vero contro di me viene dagli anti-femministi , e li comprendo perchè non ho mai nascosto che per me il vero nemico è l’anti-femminismo, gli incel sono la feccia della feccia anti-femminista e considero tutta la litania sui “poveri padri separati” una narrazione rancorosa e misogina che strumentalizza poche situazioni di vera difficoltà per potare avanti un pericoloso discorso contro le donne).

    Qui una chicca: l’anti-femminista “di sinistra” (così dice lui) ericlauder addirittura fa il mio nome e cognome nel titolo di un suo post in cui polemizza con un altro anti-femminista “di destra”, e mi definisce “piattola femministoide”. Questi sono ossessionati da me! Confesso che il mio ego è solleticato Ripeto: tutte medaglie

    https://theindependentmanitaly.wordpress.com/2021/03/09/paolo-scatolini-nuova-fonte-primaria-su-forum-questione-maschile/

    • Anonimo ha detto:

      mi piacerebbe chiederti per quale ragione ti sei interessato al femminismo (non sono molti gli uomini che studiano le scrittrici e le attiviste non solo femministe) e quale è stato il primo libro femminista che hai letto, oltre a quello che ti è piaciuto di più.

      Sì, lo so che su quel sito ti insultano di continuo ;( so anche che si fanno la guerra: tradizionalisti VS MGTOW e cose del genere.

      Comunque, in realtà, secondo me già parlare di femminismo al singolare è sbagliato: esistono tanti femminismi, spesso agli antipodi l’uno dall’altro.
      Neanche io concordo con tutti i femminismi, ce ne sono alcuni che comprendo poco
      (tipo femminismi o presunti tali che si dichiarano “conservatori”, ne hanno parlato anche su SST, o femminismi religiosi o femminismi che con il pretesto di evitare lo sfruttamento sessuale della donna cadono nel bigottismo, senza rendersene conto per lo più)
      In genere, i maschilisti ci buttano dentro qualsiasi cosa nelle loro “analisi” al femminismo.
      Mi è capitato di leggere “i celebri slogan femministi” che spesso postano, ovvero frasi dette o scritte da attrici e comiche che neanche sono femministe storiche.
      Tanto per dire quanto abbiano le idee chiare questi personaggi…
      L’unico che si ricorda di parlare di femminismo al plurale è Santiago, ma ovviamente non sta di certo lì ad esporre i vari femminismi in maniera oggettiva e pertinente, si limita a scrivere la lista dei vari femminismi a mo’ di lista della spesa snocciolandoli in sequenza e poi a concludere che “tutti i femminismi odiano il maschio e ritengono la donna vittima dell’oppressione maschile di secoli e secoli” quindi a suo dire i mille femminismi sarebbero sempre e comunque un femminismo unico. Semplificazione sbagliata, ma che ovviamente lancia in pasto ai suoi lettori… e costoro possono proseguire con il solito mantra: “tutti gli uomini sono vittime in quanto i minatori morivano nelle miniere” (i minatori li tirano sempre in ballo anche se oggigiorno in Occidente nessuno lavora più nelle miniere come succedeva nell’Ottocento), “la regina X tal-dei-tali era potente e ha fatto commettere massacri perciò non è mai esistita la dominazione maschile nella Storia”, “il mondo STEM resta al maschile perché alle donne non interessa, non perché vi siano pregiudizi sessisti” e via dicendo. I soliti mantra, il solito disco rotto…

      • Paolo ha detto:

        mi considero politicamente un progressista e mi interessano i movimenti progressisti in generale, ma il femminismo anzi i femminismi li trovo particolarmente interessanti, non so perchè, forse proprio per la loro varietà e diversità, oltretutto ritengo la condizione femminile uno degli indicatori più importanti del livello di civiltà di un Paese.

        leggo molti siti, pagine facebook e articoli femministi, ascolto i podcast di Irene Facheris e Michela Murgia ma testi di saggistica femminista confesso di non averne letti moltissimi (non per intero) ma solo perchè non leggo saggistica in generale (preferisco i romanzi), ho letto questo: https://www.einaudi.it/catalogo-libri/narrativa-straniera/narrativa-francese/quando-tutte-le-donne-del-mondo-simone-de-beauvoir-9788806242169/

        e tempo fa lessi ampi brani di questo libro: https://www.ibs.it/stupro-storia-della-violenza-sessuale-libro-joanna-bourke/e/9788842097983

        ma per me molto più formativa è la narrativa: i romanzi di Margaret Atwood, Joyce Carol Oates, Io Tituba di Maryse Condè e La linea del colore di Igiaba Scego che affrontano questioni razziali e di genere; un testo come Una donna di Sibilla Aleramo, ma anche un autore uomo come Stephen King ha scritto romanzi che non esito a definire femministi: Il gioco di Gerald, Dolores Claiborne, Rose Madder, e il più recente Sleeping Beauties scritto con il figlio Owen.

        (anch’io certi femminismi come quelli “religiosi” islamico e cristiano non li capisco proprio)

  7. gery ha detto:

    Ciao Ricciocorno, sono contenta che tu sia tornata! Spero che tu stia meglio. Grandissimo articolo come sempre.

  8. Serenando ha detto che Serenando ha detto che ha detto:

    A me sembra il solito minestrone.
    Di questi tempi le donne devono restare a casa!

    • Antome ha detto:

      Che spiritoso. Tranquilli lui scherza e provoca, almeno lo pensasse davvero capiresti, come Zorin.
      E serve un solito per conoscerne un altro.

  9. Michele ha detto:

    Cara Ricciocorno e cari lettori.
    Sono contento che abbiate pubblicato qualcosa di critico contro la combriccola di Stasi & company (che io considero non solo bufalari, ma anche decisamente pericolosi), e leggendo i commenti di Paolo, che ricorda che prima gli hanno fatto bullismo (solo perchè faceva debunking ai loro -diciamo- articoli) e poi l’hanno bloccato, secondo me, conferma la totale malafede e pericolosità di questa combriccola (non voglio neanche nominarli, per quanto mi fanno schifo).
    Comunque, per concludere, voglio segnalarvi un articolo (in inglese) su Rationalwiki (la wiki del debunking), che smonta per filo e per segno il “credo” degli MRA & soci (spero che ne facciate una traduzione, tanto per far capire a tutti la pericolosità di tali movimenti): https://rationalwiki.org/wiki/Men%27s_rights_movement

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