Orecchie da mercante

“Un giorno, per raccontarne una, un giorno, sul finir della tavola, ne’ momenti della più viva e schietta allegria, che non si sarebbe potuto dire chi più godesse, o la brigata di sparecchiare, o il padrone d’aver apparecchiato, andava stuzzicando, con superiorità amichevole, uno di que’ commensali, il più onesto mangiatore del mondo. Questo, per corrispondere alla celia, senza la minima ombra di malizia, proprio col candore d’un bambino, rispose: – eh! io fo l’orecchio del mercante -.”

Alessandro Manzoni, I Promessi Sposi

Premessa: la Procura Generale della corte di cassazione nella persona della procuratrice generale Francesca Ceroni il 15 marzo 2021 ha presentato un ricorso sul caso di un bambino allontanato dalla madre e collocato in casa famiglia, dopo le denunce di violenza domestica sporte dalla donna.

L’articolo de Il Sole 24 Ore rimanda al testo integrale della requisitoria e, nel riassumerla, sottolinea come le ragioni della procuratrice trovino la loro ragion d’essere nella necessità di tutelare la donne e i bambini vittime di violenza, motivo per cui si fa espresso riferimento alla Convenzione di Istanbul.

Ciò che scrive la procuratrice, per quanto sia scritto con lo stile involuto e ridondante tipico degli atti giuridici, rimanda ad un susseguirsi di evidenze piuttosto lineare, che potremmo semplificare in una serie di punti:

  • risulta dall’annotazione di servizio dei Carabinieri della Stazione di Valtopina del 19 luglio 2018 che ci sono due procedimenti penali pendenti a carico del padre presso la Procura della Repubblica presso il tribunale di Roma per violenze agite sul figlio; il bambino ha dichiarato alle forze dell’ordine “di essere stato picchiato più volte dal padre OMISSIS, ed anche in modo forte, con schiaffi al viso, anche con pugni allebraccia/spalle ogni qual volta gli faceva presente di voler vedere la madre o soprattutto di volerle raccontare qualche fatto accaduto con il padre”;
  • i giudici di merito però omettono qualsiasi accertamento e valutazionein merito ai fatti riportati dal bambino, come se la violenza denunciata fosse una questione trascurabile ai fini della decisione sul suo affidamento o le dichiarazioni del bambino debbano considerarsi mendaci di default;
  • il giudice decide per l’allontanamento del minore dalla madre, accusata di di aver indotto [il figlio] al convincimento che l’interazione con un genitore (la madre) dovesse determinare l’esclusione dell’altro e del di lui ramo familiare”, senza indicare “alcun fatto, circostanza o comportamento tenuto dalla madre pregiudizievole al figlio”, ma appellandosi ad espressioni vaghe e soggettive quali “eccessivo invischiamento” e “rapporto fusionale”, descrizioni di fronte alle quali, scrive sempre la procuratrice, “è impossibile difendersi” (perché, appunto, non descrivono fatti, circostanze o comportamenti, né tantomeno rimandano a diagnosi che godono di dignità nosologica).

Alla risonanza mediatica che ha avuto tale ricorso risponde il sito Altalex, con un verbosissimo articolo a firma dell’Avvocato Dimartino; il titolo è provocatorio: Alienazione parentale: l’inutile entusiasmo del partito della conservazione sociale, e mette subito  in chiaro che chi si è “entusiasmato” per la requisitoria di Ceroni non sia altro che un retrogrado deciso ad affossare quel processo di cambiamento presente nella società orientato alla tutela del benessere dei bambini, che – è ormai concetto che ha gambe ben solide su cui avanzare – dipende “innanzitutto dal grado di coinvolgimento pieno, diretto e continuativo di entrambi i genitori nei compiti di accudimento e cura”.

Dimartino, bisogna riconoscerglielo, con le parole è bravo; la scelta di un termine come “entusiasmo”, ad esempio, denota l’abilità di suggerire al lettore un campo semantico che se di per sé non avrebbe nulla di negativo, quando è associato ad un ambito grave ed austero come il tribunale, ammicca immediatamente all’irrazionalità e alla faciloneria. Infatti, subito dopo l’accusa di essere contrario al progresso sociale, il ricorso è imputato di essere “caratterizzato da ovvietà, contraddizioni logiche e omissioni che lo rendono più simile alle urla del tifoso che reclama un rigore a centrocampo per la propria squadra che un sottile e raffinato colpo di fioretto del giurista abituato ad intingerlo nel calamaio ed usarlo al posto della penna.”

Se non fossi più interessata ai contenuti che alle abilità oratorie, mi complimenterei con l’avvocato. Purtroppo, la frase che segue il paragrafo che vi ho citato rende l’articolo di Altalex un intervento che non posso esimermi dal condannare senza appello.

Questo è il brano cui mi riferisco:

Basti considerare l’affermazione secondo cui: “il principio di bigenitorialità, che non ha dignità costituzionale essendo al centro dell’art.30 Cost. (unitamente agli artt.2,3 e 29 Cost.) il minore ed il suo best interest, cede a fronte del diritto fondamentale del bambino alla integrità fisica e alla sicurezza“. È ovvio – e ci mancherebbe pure – che l’integrità fisica e la sicurezza di un bambino vengano prima della frequentazione con chiunque ne abusi, ricorra alla violenza fisica e psicologica o ne trascuri bisogni morali e materiali, ma dal Pubblico Ministero sarebbe stato lecito attendersi ben altro.

E’ ovvio, ci viene detto, che la cosa più importante è tutelare un bambino dall’abuso e dalla violenza, ma un Pubblico Ministero dovrebbe occuparsi di “ben altro”.

Il che significa che così ovvio non è.

Infatti nei paragrafi successivi Dimartino ci spiega perché troppo spesso l’integrità fisica e la sicurezza di un bambino, nella prassi dei Tribunali, NON vengono prima della frequentazione con chiunque ne abusi, come diversi casi che sono venuti a galla negli ultimi tempi dimostra a chi si attiene ai fatti senza lasciarsi abbindolare dal fioretto dall’arte retorica.

E’ un fatto che nessuno dei meravigliosamente esposti argomenti dell’avvocato Dimartino affronti la questione delle violenze agite dal padre sul figlio, né la questione dell’assenza di indagini che abbiano confermato o confutato tali violenze.

L’avvocato si dilunga sul principio di bigenitorialità, sulla best interests of the child’s doctrine, cita la Corte Costituzionale, la Corte europea dei diritti dell’uomo, la Convenzione sui diritti del fanciullo, e sono tutti principi condivisibili quelli illustrati, se non fosse che servono soltanto ad allontanare la nostra attenzione dal punto principale, anzi, dal punto essenziale a cui si riduce il problema: è stata data notizia di un reato e nessuna autorità si è presa la briga di accertarne la sussistenza.

Invece, proprio come fa l’articolo, si è passati a disquisire di ben altro, trasformando l’ovvio in una faccenda del tutto irrilevante.

Informazioni su il ricciocorno schiattoso

Il ricciocorno schiattoso si dice sia stato avvistato in Svezia da persone assolutamente inattendibili, ma nonostante ciò non è famoso come Nessie.
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9 risposte a Orecchie da mercante

  1. Shonagh Mc Aulay ha detto:

    I’m glad to see somebody at Sole24Ore addressing PAS. The procuratrice is also very good.
    But my goodness – who are these other lawyers. They hate mothers & children – that’s crystal clear. The rest is opaque.
    Shonagh

  2. Luca ha detto:

    Leggendo non ho inteso che il PM dovrebbe occuparsi d’altro, ma che invece doveva esprimersi in modo più rimarchevole

  3. Serenando ha detto silente che silente ha detto che ha detto:

    Non so quale commento fare, ma lo faccio volentieri.

    • Serenando Commentante ha detto che ha detto che ha detto:

      Ho deciso anche di rispondermi da solo: a mio avviso si tratta di un commento molto emblematico per un articolo altrettanto significativo

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