Mostri mitologici: la mamma

Si avvicina la festa della mamma.

Per affrontare con spirito polemico questa ricorrenza, vorrei proporvi due spaccati dell’Italia che celebra questa controversa figura genitoriale: il primo è tratto dalla pagina umoristica “Sii come Bill”, che su facebook celebra la mamma con un’idea regalo, il secondo invece è un articolo di critica al duo comico di Pio e Amedeo pubblicato da Globalist.

Partiamo dalla tazza:

Billa-mamma è la tipica mamma delle pubblicità strappalacrime alla Procter & Gamble, la mamma che non dorme mai ma non è mai stanca, che ha sempre una torta nel forno e nonostante le torte ha sempre l’aspetto di una fotomodella – anche quando i suoi sei pargoli sono ormai all’università – che combatte i batteri del bucato e i bulli del quartiere con lo stesso piglio da Vedova Nera, che ti aiuta coi compiti, con gli allenamenti, i tornadi, il calcare nel bagno e non chiede mai neanche un grazie, perché è troppo buona e generosa e altruista e, come giustamente hanno rilevato i lettori della pagina, sti cazzi!

Perché se c’è una cosa che questo lockdown ha messo in evidenza, grazie alle statistiche sul lavoro domestico e di cura e le percentuali esorbitanti di donne che hanno perso il lavoro, è che questa storia della mamma-supereroina è solo un simpatico paravento piazzato lì a nascondere lo sfruttamento di una categoria che ne ha piene le tasche di essere presa per i fondelli dalle tazze encomiastiche.

Soprattutto perché la medesima mamma-sempre-presente/ingrediente-segreto-per-arrivare-alle-olimpiadi-e-scoprirti-campione, all’occorrenza diventa la mamma-troppo-presente, anche conosciuta come la causa ultima di tutte le sciagure di questo sventurato pianeta.

Arriviamo così all’articolo di Nicola Ferrara, nel quale leggiamo che se Pio e Amedeo hanno detto quello che hanno detto (non li ho visti, scusate, ma ultimamente sto seguendo una dieta povera di TV, è per il fegato), è colpa della mamma:

La mamma di Pio e Amedeo, fateci caso, non è solo iper-tutelante, è anche grassa. Non è un dettaglio da poco, tenetelo a mente. La mamma di Pio e Amedeo è grassa e pure sciatta, col suo grembiule unto di sugo. E’ grassa, sciatta e pure poraccia – visto che cresce i figli a frittata di cipolle invece che con l’uovo di Carlo Cracco – insomma, potremmo descriverla in due parole come la nemesi di Chiara Ferragni. Ma, soprattutto, se Pio e Amedeo sfoderano banalità sul “politicamente corretto” in prima serata, la colpa è senza dubbio sua, della mamma.

Vi chiederete: cos’è che differenzia la super-mamma-in servizio 27 ore su 24-perfetta-sotto ogni-aspetto-come-Mary Poppins dalla mamma-chioccia-che-rovina-i-suoi-figli?

E’ una questione di girovita? Di outfit? Di conto in banca? Di classe?

Visto che oggi è il 5 maggio, ai posteri l’ardua sentenza.

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Il ricciocorno schiattoso si dice sia stato avvistato in Svezia da persone assolutamente inattendibili, ma nonostante ciò non è famoso come Nessie.
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11 risposte a Mostri mitologici: la mamma

  1. Paolo ha detto:

    sì però non si può negare che Pio e Amedeo facciano pensare proprio a quel tipo di ambiente sociale e familiare, sembrano proprio i bambinoni mai cresciuti e sì anche mammoni da tipico stereotipo italiota e meridionale. (poi magari la loro madre è una signora elegantissima, coltissima e abbonata in palestra ma dovresti aver capito che la realtà non conta, conta solo ciò che sembra)

    • Ma qual è l’immaginario cui fai riferimento? Fammi qualche esempio.

      • Paolo ha detto:

        innanzitutto dovresti chiederti come mai in italiano esiste la parola “mammone” ma nessuna parola per definire un attaccamento eccessivo e morboso del figlio adulto verso il padre. Se non esiste la parola è perchè nella nostra testa non esiste il concetto.

        l’immaginario a cui faccio riferimento è vastissimo: c’è tutto un insieme di luoghi comuni e stereotipi visti e rivisti in decine di commedie e sketch comici sull’attaccamento della mamma italiana specialmente meridionale verso il figlio maschio (mamma rappresentata sempre come una signora in sovrappeso dal fortissimo accento del sud che passa la vita a cucinare manicaretti per il pargolo pure quando il pargolo va all’università e che odia qualunque donna rischi di portarle via il suo “bambino”), e su come molti figli maschi siano ben contenti di avere mammà chi gli cucina la pasta al sugo e gli rifà il letto fino a quarant’anni.
        Stereotipi simili si trovano un po’ in tutta la cultura mediterranea e anche in ambito ebraico, pensa a tutte le barzellette ebraiche sulla mamma ebrea e la sua adorazione per il figlio (maschio, ovviamente).
        Lo stereotipo dell’italiano mammone è così diffuso che gli scandinavi (i cui figli se ne vanno di casa mediamente a vent’anni mentre qui stiamo con mammà e papà fino a 50, me compreso) ci prendono pure in giro https://www.youtube.com/watch?v=8EmasChupbI

        comunque Pio e Amedeo sono una versione più rozza e meno riuscita di Checco Zalone se hai presente il personaggio di Checco tieni presente che Pio e Amedeo gli fanno il verso ma con scarsi risultati lo spiega bene Selvaggia Lucarelli

        https://www.tpi.it/spettacoli/pio-amedeo-non-sono-unghia-checco-zalone-20210504780436/?fbclid=IwAR1Wuw7Y03z3V8O0_pR9rP1UJvNRfA1JA9a_QqeYj46aM2PVa5BWPuZKEeE

        tornando sugli stereotipi genitori-figli, è vero che esiste anche il clichè del padre geloso della figlia femmina che minaccia di morte qualunque maschio si avvicini alla sua principessa, ed è abbastanza simile alla madre gelosa del figlio ma come ho detto mentre esiste il figlio mammone non esiste in italiano una parola per descrivere una figlia o un figlio morbosamente attaccata/o al padre (esiste “figlio di papà” ma significa un’altra cosa)

      • Ma c’è bisogno di chiederlo? La cura della prole è un onere delle donne.
        Per ciò che riguarda il resto, io ho trovato molto istruttivo questo libro: https://unionefemminile.it/la-mamma-maria-damelia/

  2. Paolo ha detto:

    mentre qui stiamo con mammà e papà fino a 50, me compreso
    io ne ho 36 di anni quindi sarei ancora in tempo, forse

  3. Paolo ha detto:

    Solo due esempi ma ce ne sono tantissimi in molte commedie italiane e sketch
    qui la mamma in questione non è sovrappeso e non ha accento del sud ma il clichè a cui mi riferisco c’è tutto
    https://www.youtube.com/watch?v=E75fjbTHEOA
    e questo è indimenticabile
    https://www.youtube.com/watch?v=5ooZck00gsI

  4. Paolo ha detto:

    mamma gelosa morbosamente del figlio maschio, papà morbosamente geloso della figlia femmina.

    senza scomodare Freud Edipo e il suo complesso sarebbe interessante capire come mai nel nostro immaginario hanno così tanta fortuna questi clichè che descrivono il rapporto genitore-figlio come qualcosa di para-incestuoso. Magari alleggerendo il tutto con il registro della comicità

    vanno a toccare dei lati oscuri del nostro inconscio? C’è da riflettere. Perchè ogni stereotipo ha un nucleo più o meno oscuro di verità altrimenti non avrebbe nessun successo. Se rappresentiamo continuamente nei nostri film una certa situazione, una certa dinamica un motivo ci deve essere

    mi viene in mente Trump quando con Ivanka presente disse tranquillamente che non fosse stata sua figlia le avrebbe chiesto di uscire. E se quel maiale sessista di Donald avesse portato alla luce qualcosa che alligna nell’inconscio inconfessabile di molti padri di figlie e madri di figli?

    • Prova a pensare a quante volte hai letto dei gravi danni che può infliggere una madre e quante volte invece un discorso analogo si focalizza sui padri: https://www.booktobook.it/libri-del-momento/famiglia-dipendenza-materna/
      Scommetto che non ti sei mai imbattuto nella seconda opzione.
      La domanda che dovremmo farci è: chi ha provato l’inconfutabile nesso di causa ed effetto tra il funesto influsso materno e le sventure che ci vengono prospettate? Questa gente sulla base di cosa ci riempie la testa di idee del genere?

      • Paolo ha detto:

        (molte famiglie ieri, oggi in occidente si spera un po’ meno ma noi italiani siamo indietro)

      • Paolo ha detto:

        perchè tutti ci ripetono che i primi anni per non dire mesi di vita del pargolo sono fondamentali per il suo futuro, e i primi mesi e anni di vita la gran maggioranza di noi li ha passati più con mammà che con papà, ci sono sicuramente motivi culturali per questo legati agli assetti tradizionali e patriarcali delle famiglie (molte famiglie oggi in occidente si spera un po’ meno ma noi italiani siamo indietro) ma ci sono anche motivazioni diverse: ad esempio l’allattamento al seno a cui molte madri non vogliono rinunciare, e se poi una certa cultura ti ripete che il latte di mammà è più salutare e che il latte artificiale è il male..elisabeth badinter ha scritto molto su questo.

        comunque io facevo un discorso un po’ più inquietante che toccava il tabù dell’incesto (e riguardava entrambi i genitori nel rapporto col figlio di sesso opposto) ma capisco che sia off topic, del resto se ne parla dai tempi di Sofocle

  5. Evgenij ha detto:

    Circa il ridicolo articolo su Pio e Amedeo, ho solo una cosa da dire: te pareva che fosse ancora colpa di una donna, se due imbecilli rappresentano il peggio del maschio bianco etero privilegiato! Ma come si fa a scrivere scemenze simili?

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