L’immenso potere

Ieri Un altro genere di comunicazione sollecitava i lettori affinché scrivessero per protestare contro l’interpretazione che i media stanno dando della vicenda delle adolescenti che si prostituivano a Ventimiglia. Io, naturalmente, ho accolto l’invito e ho segnalato la cosa anche al garante per l’infanzia, il quale in merito al fenomeno mediatico delle “baby squillo” dei Parioli aveva dichiarato:

«Non so dire se mi fa più orrore lo spettacolo voyeuristico messo in piedi da molti giornali e trasmissioni o piuttosto constatare che ci si interessa ai ragazzi solo di fronte a casi di cronaca violenti. In questa vicenda, l’eccessiva attenzione rivolta dai media alle adolescenti coinvolte ha relegato gli adulti ad un ruolo secondario mentre occorre agire sulla “domanda”, come da tempo raccomanda all’Italia anche il Comitato ONU sui diritti dell’infanzia»
«Gli adulti che inducono le minorenni alla prostituzione vivono tra noi, sono i nostri colleghi, i nostri amici, i nostri fratelli, i nostri padri. E’ inaccettabile la tolleranza che la nostra società sembra mostrare contro questi reati. L’attenzione si sposta sulle vittime, oltretutto non sempre riconosciute come tali, mentre gli adulti autori del reato escono così di scena. Mi auguro che al più presto sfruttatori e clienti paghino davanti alla legge il danno gravissimo fatto alle ragazzine. Che cioè siano gli adulti il centro dell’interesse, prima di tutto giudiziario e casomai mediatico»

Sul medesimo argomento ha pubblicato una riflessione stamattina il blog Lunanuvola.

Vorrei cogliere l’occasione per soffermarmi su un dettaglio di questa vicenda, un passo di quell’articolo di Panorama che ci offre una versione dei fatti di Ventimiglia secondo la quale le ragazzine sarebbero i carnefici e i clienti i “veri sfruttati”, questo:

“due ragazze consapevoli dell’immenso potere che risiede tra le loro gambe”

servidellagleba

Quando io avevo l’età delle ragazzine di Ventimiglia, andava per la maggiore una canzone di “Elio e le storie tese” intitolata “Servi della gleba” (qui il testo integrale del brano).

La storia raccontata in questa canzone è quella che raccontano in molti (compreso Panorama per mezzo della signora Annalisa Chirico): la storia dei poveri uomini vittime de “il triangolino che ci esalta”, “schiavi della ghiandola mammaria”, che non possono fare a meno di tirare fuori “lo sfaccimm” quando una furba teenager “schiaccia il tasto” del desiderio “meccanico, mercenario e anaffettivo“…

Se mettiamo le frasi della canzone a confronto con la descrizione del cliente delle ragazzine di Ventimiglia, (“amante della pelle liscia“), si nota immediatamente che tutte hanno in comune l’uso della sineddoche: la donna non è una persona “intera”, ma è ridotta ad una sua parte: il “triangolino”, “la pelle liscia”, “la ghiandola mammaria”…

Quando una parte sta per il tutto parliamo di una figura retorica, ma parliamo anche di “oggettificazione sessuale del corpo“.

Se la donna è “oggetto”, l’uomo è il soggetto, la persona intera che fruisce di quel pezzo di corpo.

Cito dalla canzone “Servi della gleba”:

Allora come e’ andata con la tipa?
Eh, abbastanza bene.
Hai pucciato il biscotto, o almeno hai limonato?
No ragazzi, non scherziamo. Lei non e’ una come tutte le altre.
Bll b b bll parlaci di lei.

Ah, guardate, questa qui è una tipa devvero simpaticissima, in gambissima. Mi ha raccontato delle cose delle sue ferie divertentissime, ma tipo che lei era andata la’ con un sacco di creme dopo sole, poi ha preso un casino di sole, si e’ bruc …
Le hai mostrato il popparuolo?
No ma ho buone possibilità .

In questo brano il protagonista dialoga con gli amici, rivelando un contesto rigorosamente omosociale: le relazioni che non sono né romantiche né sessuali possono essere esistere solo fra individui dello stesso sesso e l’unico rapporto con l’altro sesso è il rapporto sessuale. Che la donna sia “simpaticissima” e “in gambissima” non importa a nessuno, alla fine neanche a chi la definisce così: il dialogo con la donna costituisce un fastidioso preliminare al momento topico, un preliminare che l’uomo tollera (ma non gradisce) allo scopo di giungere all’unica conclusione accettabile: “pucciare il biscotto“.

L’uomo che non riesce a “mostrare il popparuolo” viene quindi definito “servo della gleba“, cioè un individuo posizionato nel gradino più basso della piramide sociale.

Ma quale gradino occupa il “triangolino che ci esalta“, la “ghiandola mammaria“, la “pelle liscia“, insomma, quale gradino della piramide sociale occupa la donna?

Un oggetto sessuale, il cui unico fine è quello di accogliere “il biscotto” e far salire in questo modo l’uomo ad un livello superiore, non ce l’ha neanche un posto nella piramide sociale; un posto tutto suo non ce l’ha mai avuto né mai ce l’avrà, perché è un “pezzo di corpo”, uno strumento, e non una persona.

Una donna, inserita in una società che la riduce ad un oggetto sessuale, può decidere – come hanno fatto le ragazzine di Ventimiglia – di trovare un modo per guadagnare qualcosa dalla sua condizione di oggetto sessuale; una decisione definita dalla sociologia patriarchal bargain (letteralmente contratto col patriarcato): una strategia che si prefigge di manipolare il sistema per trarne dei vantaggi per se stessi, lasciando intatto il sistema. Un sistema che divide il genere umano in persone (gli uomini-soggetti) e oggetti (le donne-pezzi di corpo).

Un “contratto col patriarcato” è ad esempio quello che ha stipulato anche la signora Chirico, accettando di rifilarci ancora una volta la storiella del cliente “sfruttato”, del Big Jim ridotto a “servo della gleba” dalla “potente” donna che, tentandolo col suo “triangolino”, ottiene un qualche guadagno: l’uomo (anche quando è più che adulto) è deresponsabilizzato, la donna (anche quando è poco più di una bambina) è una avida manipolatrice e la signora Chirico ha un bell’articolo su Panorama. E nessuno pensa di attribuire il fenomeno delle “baby squillo” al fatto che viviamo in una società patriarcale.

Quello che vorrei dire, alle ragazze che leggono di queste storie, è non ci cascate, non avete nessun “immenso potere” in mezzo alle gambe.

Quello che avete in mezzo alle gambe è l’unica cosa che riescono a vedere di voi. Ma tutto intorno c’è molto, molto di più…

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Informazioni su il ricciocorno schiattoso

Il ricciocorno schiattoso si dice sia stato avvistato in Svezia da persone assolutamente inattendibili, ma nonostante ciò non è famoso come Nessie.
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99 risposte a L’immenso potere

  1. Paolo ha detto:

    in questo caso si parla di prostituzione minorile che è una cosa che va condannata e certo che la colpa è dei clienti. Ma se parliamo di relazioni adulte come quella descritta ironicamente dagli Elii, è tutt’altra cosa: per me la seduzione (che appartiene a uomini e donne) è una cosa che esiste e non ci si deve vergognare di usare

  2. maurozennaro ha detto:

    La mia sensazione è tutte le canzoni di Elio & c. siano cantate fra virgolette, e cioè siano la rappresentazione di racconti di situazioni abominevoli (vedi “Mio cuggino”) e non la condivisione acritica di queste. Le sento, cioè, come parodia. Il testo di “Servi della gleba” è orripilante, così come i test di Frank Zappa sulle sulle ragazze cattoliche e sui rimbambiti da discoteca. Insomma: castigat ridendo mores. Sbaglio?

    • Non volevo sparlare di Elio e le storie tese, che sono un gruppo che canta pezzi come Pork e Cindy, brano che rivela una certa “sensibilità” http://www.youtube.com/watch?v=vIyueSZJSwM
      Volevo parlare del personaggio mitico del “servo della gleba”: sono parecchi gli uomini che si raccontano di essere “servi della gleba”.
      Quello che raccontano gli Elio con questa canzone, a mio avviso, non è una “storia” di un tizio che si è innamorato e non è ricambiato (come sostiene Paolo), ma è la versione esasperata (e quindi divertente) di un tipico atteggiamento di un certo maschio italiano.

  3. Il Rasoio di Occam ha detto:

    Vorrei anche sottolineare che i “poveri” clienti hanno approfittato della giovinezza e inesperienza delle ragazze per pagarle il meno possibile. E’ questo il comportamento di un uomo manipolato o di uno sfruttatore scafato? Spoiler: la seconda che ho detto.

  4. Emanuele Di Felice ha detto:

    “Un sistema che divide il genere umano in persone (gli uomini-soggetti) e oggetti (le donne-pezzi di corpo).”
    “Se la donna è “oggetto”, l’uomo è il soggetto, la persona intera che fruisce di quel pezzo di corpo”.

    Soggetto: colui che vale per quello che è.
    Le prostitute, schiave o meno, valutano gli uomini/clienti per quello che danno non per quello che sono. “L’ uomo-soggetto povero” non può andare a prostitute.

    In un atto di acquisto di un bene o servizio ciò che si acquista rappresenta il fine di quell’atto e i soldi ne rappresentano il mezzo.
    Per gli uomini che comprano il corpo( l’essere umano è un corpo, non ha un corpo) delle donne, queste sono per loro il fine dell’acquisto, mentre per le prostitute gli uomini rappresentano il mezzo, lo strumento di guadagno.
    Le prostitute valgono per quello che sono(un corpo), mentre gli uomini per quello che danno(bancomat).

    “due ragazze consapevoli dell’immenso potere che risiede tra le loro gambe”.
    Chi produce beni o servizi strumentalizza( ha il potere/possibilità di farlo) i desideri, bisogni e capricci degli esseri umani. Si piegano agli interessi dei clienti(agiscono in funzione degli interessi dei clienti), ma per strumentalizzarli a proprio vantaggio.

    • Ma per favore Emanuele, da che mondo e mondo ha il potere chi ha i soldi e può comprare. La merce non vale non vale “per ciò che è”, ma vale tanto quanto quanto decide il mercato.
      Non ribaltare la situazione: tutto ciò che si può comprare è merce e nulla più.

      • Il Rasoio di Occam ha detto:

        “Ciò che si acquista rappresenta il fine di quell’atto”. No. Il possesso di ciò che si acquista, in vista del suo utilizzo e/o consumo, rappresenta il fine della transazione. Cos’è che si possiede e si usa? Un oggetto. Io non compro un bene o un servizio per “quello che è”, ma per ciò che fa per me. Non è la natura intrinseca del frullatore che mi induce a comprarlo, ma una sua specifica funzione. E’ un trucchetto da quattro soldi equivocare tra una persona, un corpo, e la specifica funzione che quel corpo svolge in un rapporto a pagamento. Perché col cervello, che è parte del corpo, si scrivono anche i romanzi, ma le prostitute non le paghi per scrivere romanzi…

    • IDA ha detto:

      @Emanuele, scusa.. cos’è “Soggetto?”
      “Soggetto” ha molti significati, in musica per esempio è il tema principale, ma contrapposto a oggetto, che è quello che interessa a noi, “soggetto” è quello che ha una coscienza individuale e ne è consapevole; è quello che pensa, rifiuta, desidera, prende.. al contrario “oggetto” è quello che è pensato, desiderato, rifiutato, preso.. come facile intuire, non è un rapporto paritario. Chi non si può permettere di andare con una prostituta, può sempre desiderarlo, oppure, essendo un soggetto consapevole rifiutare di andare con una prostituta. La prostituta in genere può sperare solo di essere rifiutata…quindi oggetto.. il soggetto è attivo, l’oggetto passivo.. questo è il tipico rapporto autoritario, Soggetto/Oggetto.. al contrario il rapporto Soggetto/Soggetto; lui desidera lei, lei desidera lui e il resto non lo racconto…….

  5. Sandra ha detto:

    ho forti dubbi sulla capacità di comprensione dei ragazzi che ascoltavano questa canzone! ( e oggi?!)molti dei più noti cantanti italiani, tra i più amati, mandano avanti un messaggio di disprezzo verso le donne, non faccio nomi tanto li conosciamo tutti, noi siamo cresciuti ascoltando delle mostruosità di cui non capivamo la portata, forse il tizio che chiama la figlia troia è un estimatore del mitico vasco! oggi come ieri cantanti molto conosciuti usano la misoginia nei loro testi e quando qualcuno lo fa notare in modo critico,( molti lo fanno notare come un merito) sempre si trovano mille distinguo ; si ma lui lo fa perché ….lui non intendeva dire… la sua arte deve essere intesa come…. ora senza voler entrare in polemica con i fans di elio,( bravissimi musicisti anzi egregi) ripeto, sono convinta che la gran parte dei ragazzi non hanno le capacità critiche per cogliere il messaggio che vogliono dare realmente. Quindi anche loro hanno dato il loro bel contributo con o senza intenzione.
    Circa le donne che decidono questo contratto col patriarcato, una cosa salta agli occhi, che grazie al loro meschino modo di pensare riescono ad ottenere importanti spazi per blaterare le stesse fesserie che diceva mia nonna fascista.
    Anche io sono rimasta colpita dalla frase che hai riportato,l’ ho sentita anche da donne giovani, nella mia esperienza ho notato una caratteristica che accomuna le donne che hanno questa visione della loro esistenza, è una osservazione data dalla mia personale esperienza, paradossalmente nessuna di queste ha la personalità “femminile” come patriarcato vuole, es. la dolcezza, il romanticismo, lo spirito materno , di cura, al contrario sono ciniche , con una visione materialistica della vita, poco sensibili al fascino maschile, anzi sembra che più che un essere umano vedano un pollo da spennare ( di contro abbiamo ben presente cosa il maschio che abbraccia il patriarcato vede in ogni donna),nemiche di tutte le donne, questa cosa mi ha sempre lasciato di stucco, ho visto questi tipi/e sempre intenti in una perenne commedia ( lui e lei) che li rende immancabilmente terribilmente soli.

  6. Emanuele Di Felice ha detto:

    @ Il Rasoio di Occam .

    “Ciò che si acquista rappresenta il fine di quell’atto”. Esistono le finalità prossime e le finalità ultime.

    Io non vendo un bene o un servizio ad una persona per “quello che è”, ma per ciò che fa per me. Non è la natura intrinseca di una persona che mi induce a vendergli un bene o un servizio, ma una sua specifica funzione.

    Potere e dovere.
    Se devo avere i soldi e devo pagare per avere del sesso, non ho potere e non ce l’ho per definizione.
    Perché gli uomini hanno inventato il sesso a pagamento in luogo del sesso gratis?
    Chi paga subisce il pagamento non lo impone.

    • Perché il sesso a pagamento ti permette di non doverti preoccupare di soddisfare i desideri dell’altro. Paghi la misera somma di 30, 50 euro e puoi fare finta che alle donne il sesso non piaccia, non interessi. E non sei costretto a sentirti inadeguato perché non godono con te.

  7. Emanuele Di Felice ha detto:

    “due ragazze consapevoli dell’immenso potere che risiede tra le loro gambe”.

    Sono gli uomini che comprano le donne e non viceversa (salvo rare eccezioni*), altrimenti da quale pulpito……
    Le donne non comprano gli uomini perché:
    1) le donne sono buone e dunque rispettano gli uomini.
    2) le donne non comprano gli uomini perché per le donne gli uomini sono uno strumento e non un fine.
    La strumentalizzazione è un processo mediante il quale un fine/valore viene degradato a mezzo/strumento.
    Gli uomini non possono essere degradati a strumento dalle donne perché in quanto tali sono già degli strumenti per le donne.
    Le donne possono essere strumentalizzate ( al di là del fatto che ciò avvenga o meno), cioè degradate, mentre gli uomini no.
    Il corpo femminile è un fine per gli U, mentre il corpo maschile per le D è uno strumento.

    Dunque la strumentalizzazione degli uomini da parte delle donne non esiste: perché non può esistere.

    * quando lo fanno si inneggia all’ uguaglianza raggiunta.

    • Pagare una prostituta per fare sesso è questo: (dal forum gnoccatravel, luogo di incontro virtuale per gli appassionati del sesso a pagamento) “Perché, se tu paghi una persona per fare sesso, nel mentre ti chiedi se forse non ti vuole? E’ ovvio… Ma la mia risposta è: chi se ne frega? Io pago per me, per il mio piacere fisico, non mi interessa se la persona davanti non è coinvolta. In un certo senso è come una masturbazione assistita. E’ solo per me quel momento.” Il fine non è “il corpo della donna” (che comunque è un modo di esprimersi che di per sé oggettifica: solo il corpo, e non tutta la persona), bensì l’orgasmo dell’uomo.

      Non posso parlare a nome di tutte le donne, ma ti posso dire che, per me, il corpo di un uomo è parte intergrante dell’uomo che lo abita.

    • IDA ha detto:

      @Emanuele…“Le donne non comprano gli uomini perché” Nessuna delle due risposte che hai dato è valida.. le donne non acquistano gli uomini perché sono culturalmente subalterne, le donne sono sempre state oggetto, comprate.. è vero, ci sono anche i gigolò, ma hanno prezzi elevati e sono riservati solo per alcune classi sociali.. classi sociali che considerano, gli “altri” tutti oggetti, uomini compresi..
      Comprare il sesso, non ha nessuna funzione sessuale ma solo quella di esibire il proprio dominio..
      Poi; il corpo maschile è uno strumento delle donne? Io non l’ho mai usato come un sex toy, e nemmeno le amicizie le ho mai usate come strumento, per raggiungere altri fini.. .. ma forse ho capito a cosa ti riferisci, ed è una sovrastruttura del patriarcato, in cui le donne sono vittime, è accaduto in questo secolo, che una ragazza che dice di essere disoccupata ad un presidente del consiglio, lui le risponde di sposarsi con uno ricco.. è un uomo che ha detto questo.. ma comunque, invece di negare l’esistenza del patriarcato, come spesso accade, possiamo unirci per combatterlo.. L’analisi che fai, non fa parte della natura femminile, ma del patriarcato.

      • Emanuele Di Felice ha detto:

        ” le donne non acquistano gli uomini perché sono culturalmente subalterne, le donne sono sempre state oggetto, comprate.. “, ossia, hai affermato che: anche le donne se non fossero subalterne comprerebbero gli uomini.
        Ma allora anche il comportamento femminile ( il non comprare gli uomini) è un fatto culturale, e non naturale, che deriva dalla diversa socializzazione di genere.
        Se non fa parte della natura maschile il comprare le donne, ne conviene che anche il non acquisto femminile degli uomini non fa parte della natura femminile. Come se ne esce?.

        “che una ragazza che dice di essere disoccupata ad un presidente del consiglio”,
        A proposito di Berlusconi: anche la Pascale che fa sesso a pagamento è vittima, a sua insaputa, del dominio maschile oppure l’amore vela (o giustifica) il mercimonio tra i due?

      • “anche le donne se non fossero subalterne comprerebbero gli uomini”
        Se smettessimo di ragionare in termini gerarchici (superiori e subalterni) nessuno verrebbe comprato.

      • IDA ha detto:

        Come se ne esce? Bene! Perché è solo un fatto culturale, non esiste una natura femminile e una maschile, e le donne non sono migliori degli uomini, ne gli uomini migliore delle donne.. appunto il problema stà nel dominio e nelle gerarchie, che anche questo è un fatto culturale e non biologico.. per la seconda domanda ti rispondo con una frase di Louise Michel.” Mercati dove si vendono le belle figlie del popolo mentre quelle dei ricchi sono vendute per la loro dote… L’una la prende chi vuole. L’altra la si dà a chi vuole.” Poi il signore in questione non può lamentarsi se ci sono donne che fanno quello che lui consiglia di fare..

  8. alex ha detto:

    gli uomini comprano il sesso perché non lo trovano gratis dal momento che la domanda maschile è nettamente superiore all’offerta femminile. questo perché gli uomini sono tendenzialmente promiscui e le donne sono tendenzialmente selezionatrici e le cause di questo sono naturali e solo marginalmente culturali.
    la canzone servi della gleba parla degli uomini che con l’illusione di un compenso sessuale/sentimentale offrono favori ad una ragazza da cui vengono sfruttati, che poi è molto simile al concetto della friendzone.

    • Ti spiace citarci le ricerche scientifiche che dimostrano che le donne sono tendelziamente “selezionatrici”?
      Mi sconcerta molto quando la gente si appella alla “natura”… Perché se mi guardo intorno, di “natura” ne vedo molto poca.

    • IDA ha detto:

      I meccanismi e le teorie economiche, sono opinabili in economia, figuriamoci nelle scienze sociali.. parli di domanda e offerta. La domanda quella maschile che è superiore a quella femminile… che non la danno perché sono selezionatrici, e gli uomini no. Allora cosa accade, che in teoria l’offerta è maggiore della domanda, dal momento che le donne sono sempre state di più degli uomini, forse qualcuno le tiene in magazzino, per ridurre l’offerta e far alzare il prezzo? Altra considerazione; la prima guerra mondiale, ha visto oltre sedici milioni di morti, tra militari e civili, di cui oltre il 90% uomini. Un’intera generazione di maschi giovani, spazzata via, lasciando in Europa otto milioni di vedove. Quindi secondo il tuo ragionamento la prostituzione negli anni successivi al conflitto, doveva diminuire se non addirittura sparire.. perché l’offerta era nettamente superiore alla domanda.. Ma dai rapporti della polizia francese, apprendiamo che nel 1920 la prostituzione a Parigi era triplicata.. come si spiega questo con la domanda e l’offerta?

    • Lisa ha detto:

      La storia della domanda e dell’offerta mi sembra una balla. Ci sono anche molti uomini sposati, fidanzati o che comunque avrebbero l’opportunità di fare del sesso senza pagare che vanno con le prostitute. Mi è capitato di sentire ventenni mediamente piacenti che consideravano una cosa più che accettabile il sesso a pagamento e che addirittura ritenevano “normale” regalare una serata con una prostituta a un amico. Non sono solo anziani e “sfigati” i clienti delle prostitute, anche se a un sacco di gente piace pensarla così per poter dare la colpa del fenomeno alle donne che sono troppo “fighe di legno”.

      • IDA ha detto:

        Nel sesso il denaro sancisce solo l’asservimento, perché stabilisce nella transazione chi è il soggetto e chi è l’oggetto. Per non passare troppo da odiatrici di maschi, parliamo delle donne che comprano sesso.. questo fatto è del 2008, una donna, giovane, ricca, “appetibile”, con un marito e un amante, viene ricattata da un gigolo. Che bisogno aveva di pagare un uomo per fare sesso? Nessuno.. perché non è una questione di sesso. La domanda e l’offerta non c’entrano nulla, uno paga per soddisfare un bisogno di dominio e non di sesso.. dal momento che lei viene ricattata, il ruolo si inverte, è lei che diventa “oggetto” di ricatto, e fa la denuncia.. tutto questo non ha nulla a che fare con il sesso.. Se una/o fa sesso, in un incontro occasionale, con una persona, devi sempre tener conto della sua sensibilità, le sue fantasie, voglie e quant’altro.. paghi e superi tutto questo, e ci sono solo le tue fantasie le tue voglie, l’altro diventa solo un’oggetto idoneo a soddisfarle..

  9. alex ha detto:

    il 90% delle specie di mammiferi hanno una struttura riproduttiva poliginica, con un solo maschio che feconda tutte le femmine del branco. anche nelle specie monogame la femmina non si mette con il primo che capita ma sceglie gli esemplari piu dotati. anche le femmine della specie umana hanno questio istinto, sebbene la socializzazione modifichi il loro comportamento.
    è uno dei concetti fondamentali della biologia-
    http://en.wikipedia.org/wiki/Animal_sexual_behaviour#cite_note-26
    http://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1111/j.1365-2907.2011.00200.x/abstract
    Females tend to be the choosier sex when it comes to selecting a mate, partly because males can produce millions of sperm, whereas females’ eggs are few and far between. Thus, females may be more selective because they have more invested in each gamete and in the resulting offspring. And because the availability of eggs is a limiting factor in reproductive success, males tend to compete for female attention and not vice versa.
    http://www.biologycorner.com/worksheets/articles/%28article%29how_females_choose.html

    • Certo… Quando fa comodo siamo degli animali, in altri momenti invece ci definiamo “creature superiori”, e lo facciamo per giustificare le crudeltà che infliggiamo agli altri esseri viventi: https://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/2014/02/21/i-pro-life-nelle-scuole/
      Peccato che se si va a studiare la storia della specie umana, si scoprono diversissime modalità di interazione familiare/riproduttiva: http://www.unanuovaera.com/category/matriarcato/
      Certo, c’è chi sostiene che basti studiare la struttura sociale dei topi per spiegare agli esseri umani come è “naturale” (inteso come “salutare”) comportarsi, ma non è proprio corretto fare questo genere di paralleli e soprattutto non è per nulla “scientifico”.
      Appellarsi alla biologia spesso è solo un modo per giustificare ciò che non si è in grado di argomentare.
      E spesso chi lo fa, lo fa in assoluta malafede: https://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/2014/03/04/bufale-sessiste/

    • IDA ha detto:

      Non è della biologia ma dell’etologia, che è una sciocchezza ideologica se è rapportata alla specie umana.. mi sai indicare una specie animale che ha il culto dei morti, che ha una religione, che produce arte figurativa, musica, letteratura, poesia, ecc.ecc.. la struttura sociale degli animali che vivono in società, tipo i lupi, o le scimmie antropomorfe, che sono nostri parenti, sono invariate nel corso degli anni e uguali in tutto il mondo. L’uomo no! La struttura sociale e il comportamento sociale, cambia con il tempo ed è diverso da una parte del mondo da un’altra, perchè il comportamento umano è un fattore culturale e non biologico.. La specie umana ha la capacità di ridere, e questa è biologia, ma non in tutto il mondo si ride per la stessa cosa, nello stesso modo e ha lo stesso significato, e questo è cultura. Il comportamento di un animale ha lo stesso significato in tutto il mondo, all’interno della stessa specie..Stesso discorso si può fare sul comportamento sessuale.. il gatto da migliaia di anni ha sempre lo stesso comportamento sessuale, così come il cane, la tigre il lupo.. l’uomo no! Cambia nel tempo e nello spazio..

      • Emanuele Di Felice ha detto:

        Allora gli esseri umani non sono animali specifici ma animali speciali (dualismo tra natura e cultura).
        La cultura umana deriva dalla biologia umana, altrimenti da dove deriva?
        O la cultura deriva dalla natura umana oppure proviene dal nulla!.
        Se fosse la cultura a forgiare gli esseri umani ciò comporterebbe che: per evitare la reductio ad infinitum, la cultura procede l’apparizione degli esseri umani ed è a questi indipendente.

        Con la cultura si intende ciò che è storico, contingente e relativo. Se comprare il sesso fosse un fatto culturale, in quale cultura sono le donne ad acquistare sesso?.
        In quale cultura gli uomini si occupano dei figli e le donne no? In quale cultura le donne uccidono più degli uomini?. Ciò che è universale è un fatto naturale.

      • IDA ha detto:

        @Emanuele… Non esiste il dualismo tra la cultura e natura, l’uomo è un animale biologico come tutti gli altri, ma il suo comportamento è determinato dalla cultura più che dalla biologia.. la biologia si ferma nel bisogno, lo stimolo.. la fame, è uno stimolo biologico, ma nel come viene soddisfatto questo bisogno è un fatto culturale. Poi si può discutere sul concetto stesso della cultura, per i sociologi è una cosa per gli antropologi un’altra, ma è sempre cultura..
        “Ciò che è universale è un fatto naturale.” No assolutamente, questo serve solo a giustificare il dominio e lo sfruttamento.. per quello che riguarda l’uomo c’è solo lo stimolo della fame, lo stimolo del sesso, eccc.. che sono universali, ma il comportamento e come soddisfarlo no….
        ” In quale cultura gli uomini si occupano dei figli e le donne no?” Nel mio caso, il padre dei miei figli, si è occupato della loro crescita, forse più di me, anche perché io non avevo il latte, ( e qui c’entra la biologia) sono cresciuti con il latte artificiale, e spesso li allattava lui, e non ha avuto nessun impedimento biologico a farlo, e nemmeno è diventato gay. Questo non vuol dire che io me ne sono disinteressata, ma abbiamo condiviso la cura e la crescita dei nostri figli senza nessuna suddivisione di ruoli di genere.. Il destino biologico, il peso della maternità, quindi l’allattamento, una lunga dipendenza del bambino alla donna, impedisce quella mobilità e indipendenza che gode l’uomo. Ma questo non stabilisce una subalternità della donna, ne l’esclusione dell’uomo alla cura dei figli una volta che sono nati. Mi schiero contro queste letture biologiche perché vedono la donna più naturale e meno culturale dell’uomo.. non perché il fatto biologico sia irrilevante, ma perché questi fatti, queste differenze assumono una differenza positiva o negativa solo all’interno di una serie di valori culturalmente definito dal maschio. Il biologo può dirci, che gli uomini hanno una massa muscolare superiore alle donne, e sono mediamente più forti, ma non ci dice perché la forza assume un valore in tutte le culture. Le differenze biologiche tra i sessi non hanno implicazioni sociali e comportamentali. Ma le occupazioni maschili hanno assunto un’importanza culturale e sociale, e le occupazioni delle donne, meno importanti. Quindi la subordinazione della donna, non va ricercata nel dato naturale o nel suo destino biologico, ma in quello culturale.

    • IDA ha detto:

      @Alex, quindi sostieni che il maschio della specie umana, va con la prima che capita, basta che “respiri”. E la poliandria, che è presente nella specie umana e non solo, come te la spieghi?

      • alex ha detto:

        @IDA; non proprio con la prima che capita, ma è attratto da molte donne in età fertile, mentre le donne sono in proporzione attratte da molti meno uomini. parlo di attrazione a prima vista ovviamente. questo fa sì che l’uomo debba impiegare molto piu tempo e risorse per sedurre una donna (peraltro senza riuscirci il piu delle volte) mentre a parti invertite una donna (ovviamente non anziana) può con molta piu facilità essere appetibile sessualmente ad un uomo anche se normalmente alle donne questo non interessa granché in virtù della loro natura selezionatrice. questo è all’origine della disparità tra domanda/offerta di sesso e quindi della domanda di prostituzione.
        con questo non sto dicendo che la prostituzione sia giustificata, sebbene io sia a favore di una sua totale regolamentazione,
        mi sembra di capire che voi femministe italiane siete nella stragrande maggioranza “sex negative” e avete una concezione sacralizzata del corpo femminile che ritenete soggettivamente indisponibile in qualsiasi caso. ma non mi è chiaro se vale anche per il corpo maschile: se io volessi fare il trans, secondo la vostra teoria sarei vittima dello squilibrio di potere patriarcale eccetera eccetera e non ci sarebbe comunque libertà nella mia scelta?

      • Le donne sono… gli uomini sono… ma sulla base di cosa? Sulla base del comportamento dei gorilla, degli scimpanzè?

  10. Zorin ha detto:

    Quindi tu sostieni che le femmine di homo sapiens non sono selezionatrici?
    Insomma per te un pene vale l’altro?
    Interessante.

    • Io di solito mi relaziono con le persone, prima che coi loro peni… Ma il mondo è bello perché è vario.

      • Zorin ha detto:

        E qui sta tutto l’equivoco:si parlava di accoppiamento sessuale, e per l’uomo medio non è un problema, anzi è la regola, essere attratto sessualmente non da una persona ma da un bel corpo, perché come qualcuno ha già scritto per l’uomo accedere al corpo di una donna appetibile è l’obiettivo, il fine ultimo di tutto il processo di mating.

      • “è la regola, essere attratto sessualmente non da una persona ma da un bel corpo”: ancora queste regole… è inquietante… Non ti senti oppresso da tutto questo rigore?

      • Paolo ha detto:

        l’idea che la passione sessuale possa legarsi all’amore sembra che non sia contemplata..mah! Eppure anche (e sottolineo anche) questa è una possibilità

    • IDA ha detto:

      Cosa intendi per selezionatrici? Che fanno una scelta? Perchè gli uomini non scelgono? E il pene, cosa c’entra?

      • Zorin ha detto:

        Il pene c’entra dato che si sta parlando di accoppiamento sessuale.

        Il concetto di donne selezionatrici va inteso come dato tendenziale, proprio come ha scritto alex la cui frase esatta è la seguente: “gli uomini sono tendenzialmente promiscui e le donne sono tendenzialmente selezionatrici”.

        Questa frase si riferisce a un dato di realtà evidente, ma c’è bisogno di una precisazione: quando gli uomini scrivono queste cose, si riferiscono non a tutte le donne, ma solo al sottoinsieme delle donne appetibili sessualemente.
        Ad esempio, se prendiamo le donne ultrasessantenni, è chiaro che gli uomini non sono tendenzialmente promiscui con loro.

        Alla fine, la regola è che le donne appetibili e disponibili sessualmente sono una risorsa estremamente scarsa rispetto alla voglie sessuali dell’uomo, e questo vale per la maggior parte degli uomini.

      • “la regola è che le donne appetibili e disponibili sessualmente sono una risorsa estremamente scarsa rispetto alla voglie sessuali dell’uomo”: la regola? E chi l’ha scritta, San Benedetto?
        ” c’è bisogno di una precisazione: quando gli uomini scrivono queste cose, si riferiscono non a tutte le donne, ma solo al sottoinsieme delle donne appetibili sessualemente”: chi è che seleziona, quindi?

    • Lisa ha detto:

      Sinceramente anche tutti gli uomini che conosco sono selezionatori. Almeno sul piano estetico. Non sai quante volte sento “Che schifo! Quella non la toccherei neanche con un bastone!” e ci sono anche ragazzi che ricevono avances sessuali ma le rifiutano. E’ vero che rifiutare delle avances sessuali succede più spesso a una ragazza, ma penso che dipenda soprattutto dal fatto che a un sacco di ragazze sembra una cosa “strana” chiedere a un ragazzo di uscire, figurati di scopare.

      • IDA ha detto:

        Non ti ci provare nemmeno, perchè parte subito lo stigma sociale, sei una puttana, una che la da a tutti.. ecc..ecc..la condizione della donna, è ancora quello di stare in attesa e può solo rifiutare..

      • alex ha detto:

        assolutamente no, le donne sono di diversi ordini di grandezza piu selezionatrici degli uomini. i ragazzi che ricevono avances sono probabilmente quelli piu fighi e quindi possono permettersi di rifiutare. inoltre c’è da tenere conto che forse le rifiutano perché necessariamente legate ad una proposta di relazione stabile che a loro non interessa, mentre nel caso di una semplice one night stand ci starebbero.

  11. alex ha detto:

    la promiscuità dei Moso è un mito (http://www.cefc.com.hk/pccpa.php?aid=2709) ma ad ogni modo io non sto dicendo che sia giusto o sbagliato comprare sesso, è un argomento che qui esula dal mio discorso. sto dicendo qual è la causa di questo comportamento, la differenza dei rispettivi istinti sessuali tra i due generi che causa un notevole surplus di domanda maschile.

    • La causa di questo comportamento è quella che viene descritta in questa lettera aperta: https://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/2014/02/19/lettera-aperta-ad-amnesty-international/
      E’ opinione comune che il desiderio di alcuni soggetti di fare sesso sia più importante del diritto di altri di non accettare di farlo; pertanto si è deciso di aggirare il “problema” del consenso inserendo la variabile denaro. E il denaro non ha proprio niente a che fare con la “biologia”.
      E’ piuttosto semplice in realtà, è un sistema che si basa sulla diseguaglianza: la prostituzione stabilisce che alcuni hanno più diritti di altri.
      Quando dico che la prostituzione aggira il problema del consenso, non sto sostenendo che le donne (tutte le donne) senza denaro non farebbero sesso; le donne fanno sesso e lo fanno gratis; io faccio sesso, lo faccio quando ne ho voglia, con chi ne ho voglia, ma solo se l’altra persona ne ha voglia nell’esatto momento in cui ne ho voglia io. Ecco, la prostituzione elimina l’ultima condizione: “se l’altra persona ne ha voglia nell’esatto momento in cui ne ho voglia io”. La prostituzione consiste nell’offrire del denaro a qualcuno affinché rinunci a dire “no, non mi va, non mi piaci, grazie e arrivederci”.

      • alex ha detto:

        è la causa dell’offerta o di una parte dell’offerta, non della domanda.

      • “La causa è l’offerta”: ovvero a monte del sesso mercenario ci sarebbero le donne che si vendono.
        Io credo proprio che non sia così. Perché in realtà ci spono molte meno donne disposte a vendersi degli uomini disposti a comprare, e questa differenza fra domanda e offerta genera il fenomeno definito “tratta di esseri umani”.
        Un po’ di numeri: http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/12/19/traffico-di-essere-umani-la-piaga-globale/819634/
        “I dati, ancorché stabili negli ultimissimi anni, parlano di 2,5 milioni di vittime e di 32 miliardi di dollari di giro d’affari per le organizzazioni e i trafficanti coinvolti…
        Il 59 % delle vittime sono donne, il 17 % ragazze, età media fra i 17 e i 24 anni. Un milione e mezzo sono bambini, vittime anche del traffico di organi. Il 95 % delle vittime subisce violenza fisica e/o sessuale nel corso del traffico…
        Dall’Africa e dall’Est provengono persone destinate a differenti tipi di sfruttamento, in un caso abbiamo persone destinate al lavoro, soprattutto agricolo, e nell’altro donne destinate al mercato della prostituzione e dello sfruttamento sessuale.”
        Visto che non c’è abbastanza “offerta”, per soddisfare la “domanda” ci si è arrangiati schiavizzando le persone: rapite, vendute, ingannate e poi prostituite con la forza e le minacce.

    • Emanuele Di Felice ha detto:

      La promiscuità (sesso gratis o quasi per gli uomini) nella specie umana esiste in quelle società in cui le donne(offerta) sono maggiori degli uomini(domanda), e per le donne è più difficile strumentalizzare gli ormoni maschili (matrimonio e prostituzione).

      Tra i Canela in Paraguay (dati del 1995) esisteva una tendenza alla promiscuità sessuale perché c’erano 1,5 donne per ogni uomo.

    • IDA ha detto:

      No! No! Non c’è nessuna concezione sacralizzata del corpo della donna, al contrario, c’è solo una considerazione che il corpo della donna non è un’oggetto per uso e consumo del maschio.. c’è solo che quelle come me, “pretendono” un rapporto soggetto/soggetto. La prostituzione con sesso, non ha nulla a che fare.. “sex negative” non siamo noi, ma sono quelli che ogni volta che parli dei diritti dei gay, ti tirano fuori la famiglia, sono quelli che ti impongono il loro unico modo di vedere il sesso, etero o finalizzato alla procreazione.. Poi non ho capito se colleghi le trans alla prostituzione, ma comunque è bene sapere che molti si prostituiscono perché sono discriminati, e non per scelta. la discriminazione avviene all’ingresso del mercato del lavoro, dove la persona transessuale, che viene identificata come tale, non trova lavoro, e se lo trova subisce il mobbing sia verticale che orizzontale, cioè sia dai dirigenti che dai compagni di lavoro..
      “A peggiorare la condizione delle persone transessuali è una sorta di circolo vizioso nel quale la società, attraverso lo stigma, spinge la transessuale alla prostituzione, la quale poi viene dalla stessa società identificata come il lavoro unico e possibile delle transessuali, con ciò rendendo l’immagine della persona transessuale equivalente alla prostituzione, all’oggetto sessuale, alla trasgressione.” (Wikipedia)…
      Come vedi non sono le femministe che discriminano i transessuali..
      Se non lo conosci ti consiglio di seguire il monologo di Agrado.

  12. Un articolo interessante sull’argomento: http://resistenzafemminista.noblogs.org/come-tornare-indietro-di-cinquantanni/
    Cito: “Da un po’ di tempo ho notato la grande diffusione in articoli di giornali e portali online, in affermazioni di opinionisti e nella letteratura per teenagers, di una sorta di apologia e normalizzazione della prostituzione femminile, come se si trattasse di una manifestazione di libertà sessuale e nel contempo di furbizia consistente nel “far fruttare la fortuna su cui sei seduta”…
    Per una giovane ragazza a quanto pare dovrebbe essere addirittura motivo di divertimento intrattenersi – invece che con uno o tanti uomini che la attraggano – con un vecchio o maturo signore facoltoso non cercato da lei per attrazione fisica, ma subendo il suo corpo dietro compenso monetario…
    Come più di cinquant’anni fa, come se la storia non fosse mai andata avanti, questi signori insomma mostrano di ritenere ancora la sessualità e il corpo della donna, semplici strumenti di servizio per l’unico desiderio che conta, quello maschile. Da che mondo patriarcale è mondo, la donna è sempre stata mutilata della sua propria sessualità, diventando o casta sposa vergine fino al matrimonio o prostituta e quindi addetta per lavoro o costrizione al piacere maschile, per contratto soffocando ogni necessità del proprio corpo.”

  13. Zorin ha detto:

    Scusa se cito così ma non trovo il tasto “Rispondi”

    cit.
    “la regola è che le donne appetibili e disponibili sessualmente sono una risorsa estremamente scarsa rispetto alla voglie sessuali dell’uomo”: la regola? E chi l’ha scritta, San Benedetto?

    No è un semplice discorso di domanda e offerta: gli uomini tendenzialmente sono attratti dalle stesse donne ( quelle giovani e fertili ) per cui se ad esempio tali donne sono il 50% della popolazione femminile, su tale percentuale si concetrano gli interessi di quasi tutti gli uomini, ecco quindi che viene a crearsi un eccesso di domanda e una scarsità di offerta.

    • Come parlare con il muro.
      Le legge della domanda e dell’offerta regola il mercato di prodotti, di merce. Il punto è che le persone non sono merce, non sono prodotti. Se poi alcune persone vivono come se gli altri fossero prodotti e pretende di farne commercio, questo non trasforma le persone in prodotti commerciabili.

    • Lisa ha detto:

      Però mettiti d’accordo con Alex: o agli uomini piacciono solo le giovani e belle, o le selezionatrici sono solo le donne e per gli uomini ogni vagina va bene!

  14. alex ha detto:

    >Le donne sono… gli uomini sono… ma sulla base di cosa? Sulla base del comportamento dei gorilla, degli scimpanzè?

    sulla base del comportamento di tantissimissime specie animali. è ortodossia scientifica.

    @IDA: in pratica tu e molte altre femministe avete di fatto una concezione sacralizzata del corpo dal punto di vista sessuale perché ritenete che una persona non ne possa disporre in quel senso, è qualcosa di sacro e inviolabile come ad esempio per i cristiani lo è la vita e questo li rende contrari al testamento biologico e all’aborto.
    tra l’altro per coerenza dovreste essere contrarie anche alla pornografia (e probabilmente lo siete) che è in sostanza la stessa cosa della prostituzione ma le vostre critiche sono rimaste inascoltate se non addirittura ridicolizzate perché l’industria pornografica è talmente potente da orientare l’opinione pubblica. l’unica eccezione è l’Islanda dove è stata messa fuori legge ma scommetto che non ci vuole nulla per aggirare il divieto utilizzando un proxy per accedere ai siti porno.

    • “ortodossia scientifica”?
      L’etologia è la scienza che studia il comportamento degli animali. Tra i suoi fondatori ricordiamo Konrand Lorenz, O Pavlov, col suo lavoro sui “riflessi condizionati” (l’esperimento del cane e del campanello, avete presente?)
      Esiste naturalmente una etologia umana, che applica all’uomo i metodi di ricerca applicati agli altri animali.
      Nell’etologia si fa uso anche del metodo comparativo, che mette a confronto diverse specie allo scopo di mettere in luce analogie e differenze… Ma da questo, arrivare a concludere che quello che fa un animale, ad esempio l’orca marina, lo fa anche l’uomo, magari perché siamo entrambi mammiferi, ce ne passa!
      A proprosito di etologia: http://www.neuroscienze.net/public/pdfart/602.pdf
      Vi faccio notare a pag.8: “non esiste alcun carattere (comportamentale o altro) che non sia frutto di un’interazione tra fattori genetici e fattori ambientali”

    • IDA ha detto:

      @Alex “In ogni triangolo rettangolo il quadrato costruito sull’ipotenusa è sempre equivalente alla somma dei quadrati costruiti sui cateti.” Questo è l’enunciato del teorema di Pitagora, era giusto tre mila anni fa, come oggi..questa è matematica. Ma quando si parla di Scienze naturali o scienze sociali, quello che si ritiene giusto e corretto oggi, domani può essere tutto sbagliato.. L’ortodossia nelle scienze, naturali e sociali, non esiste, non può e non deve esistere.. Forse ci prendi in giro; forse nell’ora di scienze alle medie eri assente o forse non sai chi era Galileo Galilei.. Giordano Bruno, pagò con il rogo la testimonianza della sua verità, Campanella con torture e anni di carcere, Galileo no! Poteva tranquillamente abiurare, perché la verità scientifica la rese verificabile e misurabile a tutti, quello che oggi si chiama “metodo scientifico.” E forse eri assente anche a storia.
      Altra questione: La determinazione biologica, fa echeggiare vecchi fantasmi autoritari, vedi le ricerche scientifiche effettuate dai Nazisti, se la biologia diventa importante sul comportamento umano, non sarà più oggetto di speculazioni filosofica, ma unicamente di ricerca scientifica, la quale nega al destino umano, ogni possibilità di cambiamento, perché il futuro e il destino di ognuno di noi viene consegnato ai cromosomi.. Al contrario l’indeterminazione biologica apre la porta al’ arbitrarietà e non al caos, come sostengono alcuni deterministi o etologi.. perché il comportamento umano, viene determinato, dalla volontà, dalla cultura, dalla storia……e non solo dai cromosomi… La biologia ci dice perché l’uomo parla, ma non ci dice perché parla lingue differenti. La biologia, ci dice; che la donna è legata alla maternità, quindi l’allattamento, una lunga dipendenza del bambino che le impedisce quella mobilità e indipendenza che gode l’uomo. Ma non dice perché la donna deve essere subalterna all’uomo, non dice perché l’ occupazioni maschili, devono essere più importanti di quelle femminili.. Il comportamento umano, che è una manifestazione esteriore, è determinato principalmente dalla cultura; se come sostieni le donne sono “selezionatrici” (ammesso che sia vero) non va ricercato nel destino biologico della donna, ma in quello culturale.. perché le differenze biologiche tra i sessi non hanno necessariamente implicazioni sociali e comportamentali.
      Scusa se mi devo citare:

    • IDA ha detto:

      Terza questione: questa me la ero legata al dito, ma cercherò di essere sintetica.. Quando in una tua risposta sostieni: ( l’uomo debba impiegare molto piu tempo e risorse per sedurre una donna (peraltro senza riuscirci il piu delle volte) mentre a parti invertite una donna (ovviamente non anziana) può con molta piu facilità essere appetibile sessualmente ad un uomo anche se normalmente alle donne questo non interessa granché in virtù della loro natura selezionatrice.)
      1: Tra il gallo cedrone e la specie umana c’è una notevole differenza inutile stare ad illustrarla..
      2 Calcoli l’energia e il tempo per sedurre una donna, ma non calcoli l’energia e il tempo che una donna usa a sopportare il “seduttore”, invece di dare colpa alla biologia, dovresti chiederti il perché il più delle volte non ci riesci. Non perché le donne sono selezionatrici, ma solo perché i seduttori, rompono e basta..
      3 Io, che sono già scaduta e anziana, ti posso garantire che siamo ancora “appetibili” sul mercato, e non solo tra i nostri coetanei, ma anche tra più giovani maschi della specie dell’homo sapiens..perchè alle donne, anche anziane, interessa essere “appetibili”, dal maschio sapiens, ma non dal gallo cedrone..

    • IDA ha detto:

      Chiedo scusa a Riccio, per monopolizzare troppo questo spazio che ci metti a disposizione, ma anche sulla pornografia mi sento in dovere di aggiungere qualcosa..
      ma prima sulla sacralità del corpo, che se non sbaglio ti ho già risposto.. come femminista, e io mi ritengo femminista, pretendiamo, non chiediamo, ma pretendiamo unicamente rapporti soggetto/soggetto e non soggetto/oggetto, ma non solo nel sesso, in tutti i rapporti sociali, quindi contro la schiavitù e lo sfruttamento del lavoro.. ….
      Pornografia, in parte ti ho risposto prima, nella pornografia, c’è un uso della donna come oggetto, meglio, nemmeno della donna, ma parti anatomiche femminili, utilizzate per uso e consumo al piacere maschile.. perché è qui la questione, gli spot ai vibratori, vengono vietati tranquillamente in Italia, perché? Sarà perché riguarda il piacere femminile?
      Ma mi dicono che esiste anche un’altra forma di pornografia, oltre il genere, più rivoluzionaria ecc..ecc.. viene chiamata anche post pornografia o roba simile.. Io sinceramente non l’ho trovata.e quello che ho trovato mi sembra molto squallido… Lasciando perdere tante cose che questo discorso implicherebbe, e ci porterebbe troppo lontano. Possiamo dire, che la pornografia, è la rappresentazione grottesca di un rapporto sessuale, ma è diverso da un romanzo erotico, perché nel romanzo c’è la tua fantasia quando lo leggi o dell’autore quando lo scrive, in un filmato no, i soggetti e l’oggetti sono in carne ed ossa, individui della mia stessa specie.. Anche qui dicono: Ci sono i filmati amatoriali, che io ho visto, ma ritengo che riguardino solo chi è esibizionista e voyeurista, perché io a vedere scopare gli altri non mi diverto, nemmeno ad essere osservata.. La pornografia è diseducativa, per varie cose, tra cui quella di far credere a molti uomini, che certe cose possono piacere alle donne, ma non è così, la realtà è un’altra.. cosa posso dire a chi fa uso della pornografia? Masturbatevi meno e scopate di più….
      Io personalmente sono contraria, ad ogni forma di censura, quindi anche a quella della pornografia, come al proibizionismo delle droghe… ma questo non mi può impedire di combattere la pornografia e il mercato del sesso.. la prostituzione e la pornografia rappresentano il mercato più potente e fiorente del mondo, spostano da una parte all’altra del mondo, culi e tette, ma soprattutto la cosa peggiore, bambini e bambine, e io tutto questo lo combatto e lo combatterò sempre… Per oggi può bastare!

  15. alex ha detto:

    @Ricciocorno: la differenza nei comportamenti sessuali tra maschio e femmina in natura è diffusissima e non riguarda certo solo l’orca marina. inoltre il ruolo del testosterone associato positivamente alla libido è stato chiarito da diverso tempo.
    @Ida: se mi vuoi dire che le donne avrebbero in teoria la stessa propensione al sesso che hanno gli uomini ma non la esercitano perché il patriarcato cattivone le opprime allora ti ricordo che i gay maschi, seguendo questa logica, non dovrebbero nemmeno pensare al sesso vista la repressione (molto peggiore di quella subita dalle donne) a cui sono soggetti, eppure hanno la stessa inclinazione alla promiscuità degli uomini etero. a differenza delle donne loro hanno molto piu testosterone in circolo e questo inevitabilmente li influenza.
    riguardo al tuo invito a scopare di piu e a masturbarsi di meno: il sesso consensuale gratis è più difficile da trovare per un uomo che per una donna e ti ho già spiegato il perché. all’uomo basta un semplice stimolo visivo e di certo per del semplice sesso casuale non pretende che la donna sia una abile conversatrice o lo stupisca con elaborate romanticherie mentre la donna spesso vuole che l’uomo offra altre risorse. e questo la dice lunga sulla differenza tra il desiderio maschile e quello femminile. del resto come già dicevo prima i gay maschi hanno una vita sessuale estremamente frenetica e cambiano spesso partner dal momento che non devono negoziare con le donne come fanno gli uomini etero perché nel loro caso abbiamo l’incontro tra due sessualità simili.
    non sto negando ci sia un’influenza dovuta alla socializzazione, ma anche al netto di essa le differenze tra uomini e donne rimarrebbero sostanziali.

    • Ida ha inserito il link ad un articolo molto interessante, del quale ti consiglio caldamente la lettura, visto che non potrei aggiungervi niente in più di quanto già non vi sia.

      • IDA ha detto:

        Ti ringrazio, ma tanto credo che sia inutile, gli uomini rimarranno “promiscui” e le donne “selezionatrici”… 🙂

    • IDA ha detto:

      Un collega del mio ex compagno, alcuni anni fa scrisse un libro, che si intitolava; “Da giovane volevo essere John Wayne”. Narra delle sue presunte conquiste sessuali, più o meno il libro inizia così: “Non riesco ad osservare le donne a 360 gradi, perchè mi fermo ai 90 gradi.” Oltre che la grande battuta da bagaglino, il resto, conferma che aveva la necessità di osservare di più le donne, perché sulla sessualità femminile non ci aveva capito nulla, e partiva su preconcetti e presupposti tutti sbagliati.. perché se su dieci tentativi se va bene una volta, non conferma la tua teoria , non dico dieci su dieci ma almeno otto su dieci si!… volevo dire che le teorie vanno verificate sul campo.. e cercare di capire dove si è sbagliato e non addossare tutte le colpe agli altri dicendo che sono sbagliate o troppo “selezionatrici”, se si perde tempo..
      Domanda: Un uomo che è molto “promiscuo”, si dice; sciupafemmine, un don giovanni, un casanova, un seduttore, donnaiolo, puttaniere ecc..ecc.. trovami un aggettivo negativo riferito ad un uomo..
      Una donna ; Puttana, ninfomane, mignotta, zoccola ecc..ecc.. qui trovane uno positivo riferito ad una donna, e poi spiegami cosa c’entra la biologia, e dopo io ti spiego cosa c’entra il patriarcato..
      In zoologia possiamo verificare che il maschio, tende ad accoppiarsi più volte per essere sicuro di averne fecondata almeno una, ma nelle scimmie antropomorfe e anche nell’uomo esiste la poliandria, cioè femmine che cercano più accoppiamenti per essere sicure di essere state fecondate.. ma il maschio homo sapiens della “sottospecie” gnoccatravel, non gira il mondo per riprodursi, non è quello il loro scopo, quindi qui la biologia cosa c’entra?
      Quello che hai detto sugli omosessuali, temo che ci siano molti pregiudizi e pochi elementi veritieri.. conosco uno, con cui ci ho litigato più di una volta, che definisce gli altri gay, “puttane” ed è una persona, spregevole, invidiosa e rancorosa, sessista e omofoba.. ma è lui così, non gli omosessuali. Ognuno di noi, ha tanti pregi e difetti che sono simili e comuni a tutti al di là del sesso e dell’orientamento sessuale.

      • maurozennaro ha detto:

        Cara Ida, spero tanto che un giorno i tipi come il collega del tuo compagno saranno fenomeni da baraccone, di quelli che la gente paga per andare a vedere, come un tempo la donna cannone, e i genitori diranno ai figli: Lo vedi? Se non mangi la pappa diventerai orrido come lui.
        Da giovani, tutti noi maschi cresciuti a film western e domeniche all’oratorio volevamo essere come John Wayne. Poi siamo cresciuti e i miti sono cambiati. Negli spogliatoi della palestra, quelli più grandi raccontavano che “si erano fatte” cinque ragazze in una sera, anzi sei, anzi dodici. E noi, coglioncelli quattordicenni, a pensare: Mio dio, come potrò mai diventare strafigo come loro?
        Siamo partiti tutti con quell’handicap: il ruolo affibbiatoci fin dalla nascita. Ma, ripeto, poi siamo cresciuti, o almeno ci abbiamo provato. Chi non ci ha nemmeno provato e continua a sfoggiare le battute “da Bagaglino”, be’, mi spiace, ma è rimasto un coglione. Anzi: un coglione pericoloso.

      • Fra le gag de “I soliti idioti” (quel programma di MTV che mi pare sia diventato addirittura un lungometraggio, ma non l’ho visto; in realtà non ho neanche seguito il programma, ma insomma) c’era proprio il riferimento alla palestra come luogo privilegiato per sfoggiare il peggiore machismo. Rocco Tanica impersonava il playboy che ogni giorno raccontava i suoi abboccamenti, mentre gli altri due ripetevano ossessivamente “quindi quindi” per sollecitare il momento topico, ovvero il rapporto sessuale… che però non arrivava mai.

      • IDA ha detto:

        si! maurozennaro, concordo con te, sopratutto sul pericoloso, dal momento che l’autore di quel libro è un’insegnante in un liceo, e tra i ragazzi è un personaggio, perchè fa divertire con le sue battutone…
        @ “i soliti idioti” qualche volta li vedeva mia figlia, ma erano di qualche anno fa, ci sono ancora?

      • alex ha detto:

        @Ida: sorry, ma le tue obbiezioni sono banali. gli utenti di gnoccatravel non sono interessati a riprodursi, vogliono semplicemente fare sesso con tante donne diverse e difatti alcuni optano per una vasectomia in modo da non ingravidare nessuna.
        gli omosessuali sono assai promiscui e lo so avendo frequentato l’ambiente. non li sto criticando, è solo una constatazione. la loro sessualità viene ostracizzata e ridicolizzata ad ogni piè sospinto eppure questo non è sufficiente per placare i loro appetiti che sono gli stessi degli uomini etero con la differenza che il loro oggetto del desiderio è dello stesso sesso.

      • Ida è banale? Invece sottolineare che gli utenti di gnoccatravel vogliono fare sesso con tante donne che cos’è? La scoperta dell’acqua calda?

  16. IDA ha detto:

    @Alex, Ti informo di una cosa, che a fare sesso anche le donne provano piacere, e la ricerca edonistica del piacere è tipica della specie, non del genere, e questo è biologia.. .. Quindi qual’è l’elemento “biologico” che impedisce alle donne di essere promiscue? il termine “Ninfomane” non è un disturbo, come si pensava prima, ma un’invenzione culturale, come i termini puttana, mignotta e zoccola, non hanno fondamenti biologici ma culturali… In una società, relativamente libera come la nostra, le forme di controllo sulla sessualità femminile sono infinite e ti potrei fare un’elenco lunghissimo, ma non è il caso..
    Sui “gnoccatravel” la mia non era un’obbiezione ma del sarcasmo, Che poi leggendo alcuni dei loro commenti, mi sa più che vasectomia si sono fatti la lobotomia, a meno che i testicoli non siano collegati alla corteccia prefrontale. (sarcasmo-ironia)

    • alex ha detto:

      @Ida: ti ho già fatto l’esempio dei gay che sono 10mila volte piu perseguitati delle donne nell’espressione della loro sessualità eppure conservano il loro vorace appetito sessuale senza risentirne piu di tanto al contrario delle donne. perché? la risposta è logica: perché i gay maschi sono per l’appunto maschi e hanno una libido tipicamente maschile. negare tutto ciò non serve a nessuno.
      mi chiedo se tu avessi un figlio maschio che una volta raggiunta la pubertà cominciasse a masturbarsi con la tipica frenesia ormonale di quegli anni, peraltro aiutandosi con vario materiale pornografico come spesso si fa, cosa gli diresti? figliolo, non pensare troppo al sesso, è il patriarcato che ti induce a farlo!

      • Citami per favore una ricerca medica che dimostri una sproporzione del desiderio maschile rispetto a quello femminile. Perché io sto cercando e non trovo niente.

        Invece trovo:
        1 – Le donne hanno meno desiderio sessuale rispetto agli uomini?
        Il desiderio sessuale femminile, non è affatto diverso per quantità, ma eventualmente per qualità… (http://www.valeriarandone.it/articoli/157-le-10-regole-del-sesso-tra-falsi-miti-e-realta)

        È vero che le donne hanno meno desiderio sessuale degli uomini?
        No, non è vero.(http://www.focus.it/comportamento/sessualita/e-vero-che-le-donne-hanno-meno-desiderio-degli-uomini_C39.aspx)

      • IDA ha detto:

        Sul desiderio ti ha già risposto Ricciocorno, e non aggiungerei altro. Non voglio negare la libido a nessuno e per quello che riguarda gli omosessuali, mi sembra che in questo momento siano gli unici che vogliono sposarsi…. poi se una donna ha poco desiderio per natura, una coppia di lesbiche fanno sesso una volta ogni morte di papa?
        Io ho due figli, uno per genere, per non far torto a nessuno.. Il maschio ora ha 25 anni. A suo tempo, trovai dei filmati pornografici nel suo pc.. e parlai con lui, della pornografia senza colpevolizzare la sua sessualità, ci mancherebbe altro.. con i miei figli, abbiamo sempre parlato liberamente di sesso, senza usare diminutivi, vezzeggiativi o colpevolizzare.. Con mia figlia ho avuto più dialogo che con lui, ma questo credo che sia una questione di carattere..

  17. alex ha detto:

    è una conferma di quello che ho già detto. uomini: piu promiscui, piu facilmente e rapidamente eccitabili, piu sensibili agli stimoli visivi.
    donne: piu selettive, meno visive, meno rapidamente eccitabili.

    • Ma dove! Ma non sta scritto da nessuna parte! Roba da matti…

      Anche secoli fa, per giustificare la violenza sulle donne, si usava l’argomento “biologia”: in particolare l’eccessiva lussuria tipica delle femmine.
      “Malleus maleficarum”, III parte, questione I: In conclusione, tutte queste cose provengono dalla concupiscenza carnale che in loro è insaziabile[…] non c’è da stupirsi se tra coloro che sono infetti dall’eresia delle streghe ci sono più donne che uomini […]E sia benedetto l’Altissimo che finora ha preservato il sesso maschile da un così grande flagello!
      Secondo gli autori de “Il Martello delle streghe”, gli uomini sarebbero meno “insaziabili” delle donne.

      • IDA ha detto:

        A seconda i tempi e l’utilità cambiano anche i concetti della natura.. Una volta erano le donne troppo lussuriose, e questo giustificava la repressione sessuale delle donne e il maschio vittima della lussuria insaziabile femminile.. Poi cambia, la donna ha meno desiderio, quindi l’uomo deve andare con le prostitute per saziare completamente il proprio, quindi risultato uomini sempre vittime della libido femminile.. 🙂

    • IDA ha detto:

      Gli uomini hanno più stimoli visivi, perchè ci sono più stimoli indirizzati agli uomini, basta pensare solo alle pubblicità, i doppi sensi, i richiami più o meno espliciti, sono per un pubblico maschile, noi donne che abbiamo, Banderas che parla con le galline! (cito Banderas, perchè è sempre stato il mio debole, prima che iniziasse a parlare con le galline).

  18. alex ha detto:

    il malleus maleficarum non prova niente, è solo superstizione!
    e comunque io ho appunto detto che i due desideri sessuali sono diversi per qualità come i due articoli da te segnalati suggeriscono.
    uomini: piu promiscui, piu facilmente e rapidamente eccitabili, piu sensibili agli stimoli visivi.
    donne: piu selettive, meno visive, meno rapidamente eccitabili.

    • IDA ha detto:

      Scusa Alex, ma da dove tiri fuori codeste conclusioni? L’uomo e la donna sono due organismi con funzioni biologiche differenti, questo è innegabile, quindi ci sono delle differenze, biochimiche.. Il comportamento sessuale è un’altra cosa, ha a che fare con l’ambiente.. al punto uno dice:”Il desiderio sessuale femminile, non è affatto diverso per quantità, ma eventualmente per qualità.” quindi eventualmente, può accadere come no.. il promiscuo e il selettivo dove lo vedi? La sensibilità a certi stimoli, varia a secondo l’ambiente e la cultura, fa parte del comportamento, come per il piacere maschile, che è legato prevalentemente ai genitali, se non esclusivamente. Quello femminile no, ma non è sempre così.. cambia molto anche nella stessa persona..

  19. alex ha detto:

    @Ida: mi dai la stessa impressione dei creazionisti, i quali nonostante tutte le prove a favore dell’evoluzionismo insistono col negare la realtà descritta da Darwin perché non calza con la loro agenda ideologica. allo stesso modo tu neghi le differenze naturali nel comportamento sessuale tra uomini e donne frutto del dimorfismo che differenzia i due generi.
    un uomo vede una donna nuda, ha un’erezione e si eccita. una donna non ha in genere la stessa risposta di fronte alla visione di un corpo maschile ignudo. invece, come ti ho già ripetuto più di una volta, i gay maschi, nonostante la loro sessualità venga ridicolizzata e ostracizzata in continuazione (molto di più di quanto avvenga con le donne), hanno le stesse reazioni degli etero maschi, cosa che in parte conosco per esperienza diretta perché come molti altri non sono al 100% etero ma ho anche occasionali fantasie omoerotiche.
    curiosamente sia tu sia ricciocorno avete candidamente confessato di avere la necessità di conoscere una persona prima di esserne attratte perché la semplice vista di bicipiti e addominali rippati non vi suscita una risposta erotica sufficientemente forte a differenza di ciò che accade a noi uomini.

    • Alex, nessuno qui nega che i maschi abbiano un pene e le donne abbiano una clitoride e una vagina. Nemmeno qui si nega che sussistano delle differenze fra uomo e donna. Il fatto che una cosa esista non ci spiega il perché esiste. Che cosa significa “naturale”? Viviamo in un contesto in cui la cultura ci influenza dal momento esatto un cui nasciamo. Sin da quando sono in fasce i maschi e le femmine vengono trattati in modo diverso: http://www.feltrinellieditore.it/opera/opera/dalla-parte-delle-bambine/

      Verso la fine del XVIII secolo, nell’Aveyron in Francia, correva voce che un essere selvaggio girovagasse nel bosco cercando radici e ghiande. Sembravano solo fandonie invece, nel settembre 1799, tre cacciatori riuscirono a bloccarlo mentre si arrampicava su un albero. Con loro grande stupore si trovarono di fronte un ragazzino nudo, sozzo, dalla carnagione chiara, che si dimenava per sfuggire alla cattura. Aveva capelli lunghi e aggrovigliati, denti affilati e gialli, occhi bruni, naso lungo e appuntito, mento sfuggente e un collo elegante sfigurato da una cicatrice. Doveva avere qualcosa come 11-12 anni, ma era basso per la sua età, neppure un metro e quaranta, e poi ringhiava e tentava di mordere chiunque.
      Il ragazzino fu legato, portato in paese e affidato a una vedova che tentò di dargli un po’ d’affetto. Niente da fare: il giovane andava avanti e indietro come un animale in gabbia, sputando, orinando e defecando ovunque. Alla fine i suoi ripetuti tentativi di fuggire riuscirono e dopo due giorni tornò fra le montagne. Venne l’inverno, un inverno rigido, e i villici si chiesero se quell’essere, all’apparenza così gracile, potesse resistere al freddo e alla neve. Evidentemente non aveva problemi. Dapprima fu avvistato seminudo in lontananza, poi fu visto scorrazzare vicino al villaggio. In primavera venne catturato di nuovo e questa volta in maniera definitiva. Fu trasportato all’ospedale Saint-Afrique, quindi a Rodez. Le voci sul ritrovamento si diffusero a macchia d’olio. Il caso era eccezionale, soprattutto per lo studio della mente, così il ragazzo dell’Aveyron venne richiesto a Parigi dove l’interesse e la curiosità crebbero di giorno in giorno. Se ne parlava come del “nobile selvaggio” descritto da Rousseau, ma chi si aspettava di vedere un uomo fiero, dai modi rudi e nel contempo affascinanti, rimase oltremodo deluso. Quello che si trovò di fronte era un essere tanto animalesco da mordere e graffiare chiunque gli si avvicinasse, che emetteva soltanto grugniti e ringhi, che andava avanti e indietro come una fiera in gabbia. Il famoso ed esperto psicologo Philippe Pinel mise a tacere le voci discordi che si erano levate sul suo conto: il selvaggio era un ritardato mentale che differiva dalle piante solo perché si muoveva e gridava. La diagnosi era autorevole e non lasciava spazio a repliche, tuttavia lo studio andava approfondito.
      Jean-Marc-Gaspard Itard, un medico appena ventiseienne, assunse l’incarico e subito si appassionò al caso. Quel selvaggio, così abulico e assente, non gli sembrava affatto ritardato. Nel suo modo di essere, anche se fissava il vuoto e si dondolava ossessivamente, c’era qualcosa che sembrava nascondere un’intelligenza latente in attesa di esprimersi. A riguardo i dati bibliografici non erano di grande conforto, tutti concludevano che nulla si potesse fare per educare i ragazzi selvaggi.
      Ma Itard si convinse che le testimonianze precedenti erano poche, incomplete e frammentarie: un apprendistato adeguato avrebbe riportato alla normalità il suo giovane paziente. Sarebbero stati necessari svariati anni, è vero, ma ne valeva la pena. Itard pianificò i suoi obiettivi: 1) interessarlo alla vita sociale; 2) risvegliare la sua sensibilità nervosa; 3) migliorare la sua fantasia; 4) insegnargli a parlare attraverso l’imitazione; 5) farlo esercitare nelle operazioni più semplici per poi procedere alle più complesse. Lo chiamò Victor, per quel suo strano modo di girarsi ogni qual volta si esclamava “oh!”, e si mise al lavoro.
      Da quando era arrivato a Parigi, Victor si era chiuso in sé stesso: dormiva, mangiava e in genere oziava rannicchiato in un angolo. Per prima cosa bisognava rendergli la vita più stimolante. Itard tentò regalandogli dei giocattoli, ma l’idea non ebbe successo: il ragazzino se ne disinteressò fino al punto di gettarli nel fuoco per scaldarsi. Itard, allora, riprovò cambiando tipo di stimoli, ma il risultato fu ugualmente scoraggiante. Victor rimaneva nel suo stato di perenne apatia per risvegliarsi solo in circostanze particolari. Una forte nevicata, ad esempio, lo eccitò oltremodo, ma si trattava di un raro episodio. Più spesso rimaneva assorto in uno stato melanconico per poi muoversi con movimenti marcatamente impacciati o compiere balzi improvvisi accompagnati da un dondolamento ritmico. Altro non si poteva dire. Forse amava la natura perché sembrava interessato ai cavalli e agli altri animali, ma il suo volto non tradiva nessuna emozione. Pareva non avesse sentimento alcuno. La Luna, quando di notte era alta in cielo, sembrava rasserenarlo – era stato forse allevato da animali notturni? -, ma nulla più. Per il resto Victor era indifferente al caldo e al freddo: poteva correre e rotolarsi seminudo nella neve senza scomporsi, allo stesso modo poteva addentare una patata bollente senza scottarsi.
      Rispondeva maggiormente ai sensi chimici (olfatto, gusto) e al tatto, meno alla vista e all’udito: anche un colpo di pistola non lo smuoveva. Ma Victor non era sordo, quando il rumore gli era familiare le sue orecchie funzionavano alla perfezione. Se ad esempio si sbucciavano le castagne alle sue spalle si girava interessato.
      Forse, pensò Itard, il gusto, il tatto e l’odorato erano sensi più primitivi, più automatici, mentre l’udito e la visione erano più raffinati e richiedevano organi specializzati che andavano adeguatamente educati. Evidentemente, nel caso di Victor, non lo erano stati. Non riuscendo a ottenere dei segnali di risveglio emozionale dal suo giovane paziente, il dottor Itard tentò di fargli dire qualche parola. Nel caso più favorevole Victor avrebbe potuto raccontare della sua esperienza di selvaggio, un’evenienza estremamente eccitante. Purtroppo, anche in questo settore, non ci fu nulla da fare e Itard, sconsolato, scrisse: “Vedendo che il prosieguo dei miei sforzi e il passare del tempo non portavano a nessun cambiamento, mi sono rassegnato e l’ho abbandonato al suo incurabile silenzio”. Dopo un impegno durato svariati anni Victor era riuscito a pronunciare solo due parole: “lait”, ma senza che ne conoscesse per davvero il significato e “Oh Dieu”, un’esclamazione che aveva sentito dalla sua tutrice. Per il resto farfugliava ed emetteva i soliti grugniti. Neanche il tentativo di fargli distinguere i suoni, ad esempio la differenza fra una campana e un tamburo, ebbe successo. Dopo tutto, il compito non era così difficile e Itard ebbe l’impressione che Victor rispondesse solo a ciò che gli interessava. Forse era giunto il momento di smuoverlo cambiando atteggiamento: se Victor non aveva intenzione di mostrare le sue capacità con le buone l’avrebbe fatto con le cattive. Itard non era sadico e non voleva certo il male del suo sfortunato amico e paziente, ma forse le maniere forti erano necessarie per completare il programma che si era imposto. Bendò il ragazzo affinché si concentrasse sull’udito e iniziò a percuoterlo leggermente sulle mani per punirlo quando sbagliava. Anche così non andava, anzi più si faceva pesante l’addestramento e più si inasprivano i rapporti.
      Se i progressi di Victor si potevano riassumere nel capire alcune domande abbinate a piccoli compitini come “portami dell’acqua”, va da sé che il cercare di fargli compiere delle semplici operazioni mentali fu l’ultima frustrazione in ordine cronologico. Itard venne preso da sconforto. Dopo cinque lunghi anni di duro lavoro senza risultati il dottore divenne sempre più irascibile, perse spesso la pazienza, sfiorò persino la crudeltà e nel 1806 prese l’unica decisione possibile: rinunciò. Così scrisse: “Ho sperato invano. È stato tutto inutile. Sono svanite così le brillanti attese sulle quali mi ero basato”. Si pentì di aver iniziato quell’esperienza e arrivò a condannare la “sterile inumana curiosità degli uomini che avevano strappato Victor dal suo posto”. La storia del ragazzo dell’Aveyron finisce qui. Victor visse ancora a lungo, ma né gli insegnamenti di Itard né le cure della sua tutrice Madame Guérin, proseguite per oltre trent’anni, lo fecero mai cambiare.
      fonte: http://www.diogenemagazine.eu/home/index.php?option=com_content&view=article&id=404:il-selvaggio-dellaveyron&catid=37:bambini-selvaggi&Itemid=115
      Dov’era finita la “natura” di uomo del ragazzo selvaggio dell’Aveyron? Se è una cosa che ci condiziona così tanto, a dispetto della storia, della cultura, delle relazioni, come è possibile smarrirla? La verità è che se ci cresce un lupo, saremo lupi. Se ci cresce una gazzella, saremo gazzelle. Se ci crescono come “donne” e “uomini”, saremo “donne” e “uomini”.

      • IDA ha detto:

        Francoise Truffaut si è ispirato a questa storia per il film “il ragazzo selvaggio” del 1970.

      • IDA ha detto:

        “Dalla parte delle bambine” . Forse in Italia è stato il primo libro,per lo meno, per me si.. credo di essere diventata femminista leggendo questo libro alla fine degli anni 70.

    • IDA ha detto:

      Alex scusa dove è che io nego la differenza biochimica tra uomo e donna? Io sostengo solamente che il comportamento umano, non è determinato unicamente dalla biologia. Io ritengo che l’uomo è il prodotto di se stesso. Perchè gli animali subiscono e si adattano all’ambiente in cui vivono, l’uomo no, modifica l’ambiente in cui vive, quindi l’ambiente è cultura e storia, l’uomo si relaziona principalmente con i suoi simili.. dire che un comportamento maschile o femminile, è determinato biologicamente, vuol dire che è fissato nei geni.. ma a me questo non mi risulta, quindi queste prove non le vedo.. Da non dimenticare la capacità di astrarre dell’uomo, cioè di trasformare cose reali in simboli, e in concetti. Grazie a questa capacità di pensare in termini simboli l’uomo è in grado di operare una distinzione tra l’io e il tu, amore e odio, bene e male..ecc..ecc e tramandare le proprie conoscenze ed esperienze, cose che gli animali non possono fare..
      La caratteristica della specie umana è quella di trasmettere le informazioni in modo non genetico, attraverso la cultura la tradizione la storia, ecc.. in pratica la cultura ha rimpiazzato il materiale genetico nel comportamento.. per avere un’evoluzione biologica occorrono generazioni e generazioni, migliaia di anni se non milioni, al contrario l’evoluzione culturale è molto più veloce.. è questa forse la strategia che la specie umana ha usato per sopravvivere e non fare la fine degli altri hominidi..
      Sintesi: La “capacità” di parlare è un fattore biologico, ma la lingua il linguaggio no! Altrimenti si dovrebbe parlare in tutto il mondo la stessa lingua..
      Mi ricordo che ai tempi che facevo l’università, quindi l’altro secolo, partecipai proprio ad un seminario sul nudo, l’ estetica e concetto del nudo, nella società nella storia nell’arte, cinema ecc.. mi dispiace che non ho più il materiale a disposizione, perchè era molto interessante…. il nudo femminile non ha sempre creato scandalo, uno dei motivi è perché non ha sempre eccitato come dici te..se vediamo nel corso degli anni, lo sviluppo della pornografia, siamo passati ad immagini fotografiche di donne nude negli anni 50-60 a dettagli anatomici degli organi genitali a rapporti espliciti.. questo perché? Perché le immagini precedenti non eccitavano più.e questo si può vedere anche nell’evoluzione del cinema pornografico.. . tutto ciò non è determinato dalla biologia ma dalla cultura.. Poi la stessa immagine che può eccitare molti uomini ma non tutti, è stata fatta visionare a uomini di popolazioni amazzoniche, e per loro era insignificante.. Altro; le donne non si eccitano ad un’immagine di un uomo nudo, ma è più facile che si eccitino all’immagine di una donna nuda.. Perché? Le donne non hanno un proprio immaginario erotico, quello delle donne è una proiezione dell’immaginario maschile.. ma qui inizierei a fare discorsi troppo femministi..

  20. alex ha detto:

    tra l’altro l’idea che la sessualità maschile sia frutto della pubblicità e della tv è dimostrabilmente falsa: la prostituzione (con clientela quasi esclusivamente maschile) esiste dalla notte dei tempi anche quando non circolavano giornaletti porno e non esistevano immagini pubblicitarie con donne discinte. anche Philip Roth in Lamento Di Portnoy descriveva la sua pubertà nell’America puritana degli anni quaranta molto meno sessualizzata di oggi eppure si masturbava 3-4 volte al giorno (e così i suoi amichetti) e rovistava tra la cesta del bucato in cerca della biancheria di sua sorella in preda alla tipica frenesia erotica che caratterizza gli adolescenti maschi.

  21. Vi sembra che il tema “la prostituta sceglie liberamente il proprio lavoro” possa essere un tema attinente a questo mio post? C’ho riflettuto, e ritengo di no. Qui stiamo parlando di ragazzine di 15 anni, è di questo che si parla. Apporre a questo post dei commenti intorno alla “libera scelta della prostituta di vendere il suo corpo” mentre stimo parlando di uomini adulti che abusano di minorenni ben lontane dall’essere donne, non è solo off topic, ma ci dà la misura di quanto avere rapporti sessuali con degli adolescenti sia considerato normale, nel mondo di oggi, e di come violare le legge sia considerato normale, nella società italiana di oggi.
    A proposito dell’avere rapporti con adolescenti vi cito come Valerio Neri, Direttore Generale di Save The Children ha commentato questa deriva dell’adulto contemporaneo: http://www.savethechildren.it/informati/comunicati/interazioni_sessuali_tra_adulti_e_adolescenti_accettabili_per_il_38_per_cento_degli_italiani_siano_esse_virtuali_o_fisiche_il_28_per_cento_degli_adulti_tra_i_45_e_i_65_anni_ha_tra_i_propri_contatti_giovani_che_non_conosce_personalmente
    “Il tema è molto complesso e trova la sua sintesi nella relazione sbilanciata tra mancanza totale o carenza di senso di responsabilità di un certo tipo di adulti di oggi, e l’atteggiamento degli adolescenti, sicuramente più precoci e sicuri di sé nel modo di proporsi, ma fondamentalmente ancora sprovvisti di una impalcatura emotiva e relazionale solida. Quando il terreno di gioco, o magari proprio l’inizio stesso della partita, diventa la rete, un adolescente, per quanto disinvolto nell’utilizzo della tecnologia, nell’esperienza di relazione parte svantaggiato, e più facilmente può cadere in relazioni pericolose.”
    Le parole che vorrei sottolineare sono: “mancanza totale o carenza di senso di responsabilità” e “svantaggiato”.
    Non cambiamo discorso. Oppure siete come la Palombelli: la cosa che vi interessa è deviare il discorso da quello che è il nocciolo vero della questione: un adulto in una posizione di potere che si approfitta non solo di una persona in una posizione sociale ed economica che la pone in una condizione di svantaggio, ma di ragazzine che per poco non possono essere definite bambine. Ed è questo che dovrebbe in dignarvi, mentre invece non vi indigna affatto, ma si coglie l’occasione per discutere del fatto che prostituirsi è come fare l’idraulico.
    No, non lo è. Altrimenti esisterebbe un contratto di apprendistato per introdurre i minorenni alla “professione” – come è possibile per chi decide di intraprendere la carriera di idraulico una volta terminato il corso di studi obbligatorio – ma non c’è. E neanche dove la prostituzione è regolamentata è previsto che le minorenni stipulino un contratto di apprendistato: non è mai stata presa in considerazione (almeno fino ad oggi) l’idea di regolamentare la prostituzione minorile. E dovreste chiedervi il perché.
    Dovrebbe chiederselo la Palombelli, preoccupata per il povero Floriani e le conseguenze sulla sua vita di questa “esposizione mediatica”, mentre è opportuno dimenticarsi delle conseguenze sulla vita relazionale e sessuale per delle ragazzine che sicuramente sono molto, molto più fragili del “povero Floriani”. Quindi basta: se volete fare propaganda pro-bordelli andate a twittare a Lucignolo…

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