Educare umiliando: quando il genitore è il bullo dei propri figli

O.M.: Pensa che la violenza attuale nelle “banlieues” (periferie francesi, n.d.t.) possa spiegarsi col maltrattamento? Non è piuttosto la conseguenza di una certa situazione economica, di una certa urbanizzazione e di una mancanza di fermezza dei genitori e della società verso i bambini?

A.M.: Non solo il maltrattamento, ma anche la negligenza di cui sono vittime i bambini piccoli, l’ignoranza dei loro veri bisogni, la mancanza di rispetto. Un bambino impara prestissimo che non merita rispetto e, evidentemente, non può rispettare gli altri a sua volta. Sceglierà il più debole per trattarlo nello stesso modo in cui è stato trattato lui.

Da Intervista di Olivier Maurel ad Alice Miller

bizarrovignetta di Dan Piraro

La notizia: un padre separato è stato denunciato per maltrattamenti alle due figlie minorenni dalla ex moglie. L’uomo, a quanto dicono i giornali, “avrebbe detto alle figlie che erano grasse e le aveva costrette a praticare sci agonistico contro la loro volontà e a seguire un’alimentazione esclusivamente a base di prodotti macrobiotici per farle dimagrire.”

L’uomo è descritto come “un facoltoso cinquantenne”, che sostiene di essere solo un bravo papà preoccupato per la salute delle sue bambine:

“come ogni buon padre, quando ha visto determinate foto delle figlie scattate in discoteca e da quel momento ha deciso di cambiare registro“.

Come ogni “buon padre”, questo facoltoso cinquantenne si accorge che le figlie sono ingrassate osservando delle foto. Quando osservava le figlie cosa vedeva? O non le osservava affatto?

Il sito Today.it, che ha pubblicato l’articolo, decide di diffondarlo su facebook accompagnato da questa foto:

ciccione

Due grossi culi (ma di chi sono?) e un titolo che esprime l’opinione dell’autore: è incredibile (è folle, non ha senso) denunciare un buon padre che si accorge dalle foto (questa sarà una di quelle foto?) che le sue figlie sono ridotte così.

I commentatori abboccano come i proverbiali pesciolini:

Ciccione_commenti

Sono grasse! Sono delle ciccione! Sono ORRENDE! Ha fatto bene questo papà! Prendiamole in giro anche noi, è quello che si meritano!

Poi, naturalmente, si tratta di un “povero papà separato“: i “papà separati” fanno tenerezza per principio, perché è una verità universalmente riconosciuta che le mamme separate sono delle stronze che si svegliano ogni mattina ossessionate dall’idea di spedire l’ex marito in prigione.

Ciccione_commenti2Riassumendo bisogna credere a questo buon padre per due motivi:

  1. in caso di divorzio le madri mettono i figli contro il padre, motivate dal fatto di aver partorito (deve essere una cosa ormonale); siccome “accade molto spesso” (ci piacerebbe vedere le statistiche che lo dimostrano) allora possiamo concludere che accada ogni singola volta, per TUTTE le coppie che si separano dal Manzanarre al Reno;
  2. per essere in salute una donna deve stare SEMPRE a dieta, perché ogni femmina di questo pianeta soffre da morire quando vede altre donne “belle magre”; per fare “il bene” delle nostre figlie (e i figli?) dobbiamo dunque preoccuparci che siano magre, e quindi belle (magro è bello, grasso è brutto).

Ciccione_commenti3

Non si può parlare di violenza psicologica se umili qualcuno “per il suo bene”. Le umiliazioni sono quelle che permettono ad un bravo genitore di ottenere eccellenti risultati.

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E’ chiaro che queste “figliolone” mangiavano così tanto allo scopo di spillare più soldi a questo “facoltoso” papà; è questo che fanno le donne, TUTTE le donne: sono delle sanguisughe che escogitano mille stratagemmi con l’unico obiettivo di impoverire i “papà separati”. Le “tre matte” stavano pensando di spennarlo a suon di merendine.

Ricordiamoci sempre che il “papà separato”, se non è povero in canna e dorme in auto, sta per diventarlo (il papà separato “facoltoso” infatti è raro come il dodo, si può trovare solo nel Paese delle Meraviglie), e che se il padre si preoccupa del benessere dei figli, la madre è tendenzialmente un’irresponsabile; quando non decide di ucciderli, i propri figli, finisce comunque con il far loro del male a causa di una fisiologica incapacità di comprendere cosa è bene per loro – come ci mostra chiaramente questo meme (diffuso dalla lobby dei papà separati, quella che non esiste se non nella fantasia malata delle perfide femministe):

meme_mascolinisti9

Quando si parla di sovrappeso e di discriminazione ponderale – dopo due anni di web l’ho imparato – bisogna prepararsi all’assalto dei salutisti che, dopo centinaia di puntate di “Teenager in crisi di peso” e “Obiettivo peso forma”, sanno che hanno diritto di stare al mondo solo quelli che dedicano tutto il loro tempo libero a somigliare a dei fotomodelli, e non vedono l’ora di convincere anche te che, visto che umiliare i ciccioni è una pratica così diffusa, dietro ci sarà sicuramente una buona ragione. La ragione è che i rotolini di ciccia sul punto vita sono incompatibili con il concetto di salute, ed è impensabile essere felici se la pelle dei fianchi è a buccia d’arancia.

Quindi, quando qualcuno ti tratta male perché sei grasso, lo fa soltanto perché ci tiene a te: non è violenza, è amore. Come spiega la commentatrice di Today.it: “sono quelle le parole che arrivano dritte al segno”.

Ebbene, sto per rivelarvi una verità sconvolgente: non è così, non è vero niente, è falso, sono solo stronzate.

Perché lo dico con tanta sicumera? Perché questo è un argomento studiato, e ci sono delle ricerche scientifiche che dimostrano – dati alla mano – che umiliare qualcuno non solo non lo aiuterà a perdere peso, ma nel tempo gli procurerà dei danni alla salute.

Quella salute che gli spiritosoni del web – quelli che usano parole come “grassone”, “figliolone”, “orrende” – pretendono di voler tutelare a colpi di sberleffo.

Ve lo dico in modo brutale, come piace a voi: siete degli ignoranti (vediamo se sono davvero queste le parole che arrivano dritte al segno).

Biasimare e far vergognare una persona per il suo peso la renderà solo più grassa, dicono gli scienziati, e lo stigma che grava su chi è in sovrappeso è causa di stress cronico, attacchi di panico e depressione; è lo stato di stress che alla lunga procura ipertensione e favorisce lo sviluppo di patologie cardiache e l’insorgenza del diabete.

Ogni volta che prendete in giro e umiliate una persona perché è grassa, il danno psicologico che le procurate andrà a minare quella salute della quale siete convinti di essere dei paladini.

Voglio concludere questo post con un paio di consigli: intanto iscrivetevi a questa pagina facebook, Ciccioni contro la discriminazione.

E poi date un occhio alla campagna inglese “This Girl Can“: perché c’è modo e modo di incoraggiare i nostri figli a dedicarsi allo sport, e costringerli e umiliarli è il modo sbagliato.

Per approfondire:

Ehi, ma quanto pesavano?

Amare incondizionatamente, accettare ed anche educare: è possibile?

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Informazioni su il ricciocorno schiattoso

Il ricciocorno schiattoso si dice sia stato avvistato in Svezia da persone assolutamente inattendibili, ma nonostante ciò non è famoso come Nessie.
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53 risposte a Educare umiliando: quando il genitore è il bullo dei propri figli

  1. primavera ha detto:

    Sono stata vittima di violenza psicologica da parte del mio ex anche per il peso. Non sono obesa sono alta 1.67 e peso tra i 65 e i 67 kg. Amo mangiare e sono golosissima. Il mio ex certamente per il mio bene mi insultava dicendomi che se non dimagrivo non mi portava in giro con se ( ah si tra le righe leggete un altro complimento..mi portava in giro come trofeo visto che io sono giovane e carina e lui di 12 anni più di me…),che facevo schifo, che ero certamente bulimica.
    ho capito poi, quando nonostante donna sanguisuga, ho deciso di dargli un bel calcio nel suo culo di maschio magro e cattivo cacciandolo da casa MIA,che questi metodi educativi erano destinati anche al mio bambino poichè questo esemplare di italico maschio e padre contava perfino i biscotti da mettere bel biberon e se ne aggiungevo uno perché il pupo non si saziava visto che cresceva , giù a dire che sarebbe diventato grasso come me!
    Naturalmente questo padre esemplare,che gettava perfino i giochi al bambino nel secchio dell’immondizia se nn obbediva ai suoi amorevoli ammonimenti ma che per il resto ignorava il bambino tutto il giorno e che lo fa mantenere da me dalla nascita poiché affetto da un’avarizia patologica e completamente anaffettivo con tutti,ora dice che io sono la pazza e chiede l’affidamento esclusivo del bambino. Naturalmente aiutato dalla diagnosi di pas da parte di una nota e famigerata ctu rovina mamme e figli!
    che bello eh?…ah scusate..mi diceva di essere grassa perfino in gravidanza!
    vi tralascio il resto..meravigliose spinte e dolcissimi sputi nonché amorevolissimi insulti vari..
    Per cui mi scuserete se non mi sento di dire che siamo di fronte a padri amorevoli e attenti!!! Davvero…scusate..ma preferisco essere una donna in possesso delle mie facoltà.

  2. primavera ha detto:

    Ah pardon..ovviamente anche io sono stata tacciata di essere affetta da vittimismo ma non di essre vittima di violenza psicologica e nemmeno il mio povero bambino

  3. Paolo ha detto:

    qui non c’è solo lo stigma verso gli obesi, c’è anche e sopratutto il fatto che questo è un padre separato e quindi difeso a oltranza dal web, fosse stata la madre a umiliare così un figlio (maschio magari ma non necessariamente) l’avrebbero definita una torturatrice.
    forse se questo padre le avesse iniziate allo sci come un gioco senza aspettarsi che le figlie diventassero campionesse, le nuove deborah compagnoni avrebbe ottenuto di più, forse avrebbero sciato volentieri e divertendosi avrebbero perso qualche chilo, e non sarebbe stato denunciato
    Poi sono d’accordo: l’obesità (che non è due-tre chili di troppo) è un fattore di rischio pe la salute (non solo un inestetismo) ma umiliare la gente tanto più se sono le tue figlie adolescenti peggiora solo l’obesità, peggiora solo il problema

    • Paolo ha detto:

      quanto al bello= magro..bè Dario Argento ed Anna Mazzamauro sono magri eppure…segno che la bellezza anche solo estetica è fatta di più cose, è più complessa per fortuna
      Poi per me al di là della taglia, va accettato che X sarà in linea di massimo più bello di Y, ma questo non è un motivo per umiliare Y o negare che possa piacere a qualcuno

  4. Andrea Mazzeo ha detto:

    Ho avuto in cura numerose ragazze con disturbi del comportamento alimentare (anoressia-bulimia) e invariabilmente il problema che si individuava era il pessimo rapporto col padre.
    Comunque, laciando perdere quanto scritto da Today, l’articolo originale è quello di Repubblica, e parla non solo di questo ma anche di altro che il premuroso paparino avrebbe detto alle figlie umiliandole (“non combinerete niente nella vita”).
    http://torino.repubblica.it/cronaca/2015/01/20/news/obbligava_le_figlie_a_fare_gare_di_sci_il_pm_chiede_10_mesi_per_maltrattamenti-105353593/
    Dieci mesi è la richiesta della Procura, ammesso che venga condannato, è impensabile che il tizio passi 10 mesi in carcere, quindi tanto fumo per niente.
    E’ interessante il sottotitolo di Today: “I maltrattamenti al centro della vicenda sarebbero soltanto di natura psicologica“
    Come se le violenza psicologica non fosse grave, se non di più, e devastante di quella fisica!

    • Ho scelto non a caso l’articolo di Today perché mi è sembrato il peggiore in assoluto. Tempo fa il blog Narrazioni Differenti lanciò la campagna #GiornalismoDiffererente. Riportare una notizia in questo modo, con una foto del genere e affermazioni gravi come quella che hai sottolineato (SOLTANTO di natura psicologica – è INCREDIBILE quello che è successo), non fanno che perpetuare lo stigma sulle persone in sovrappeso e sulle donne che denunciano la violenza intrafamiliare sui minori. E’ gravissimo, secondo me.

      • Zion ha detto:

        Sono così felice di aver letto questi commenti e questo post…non per altro, ma vedere che è ANCORA possibile fare debunking di notizie scritte così male, con così tanto astio e desiderio di influenzare l’opinione pubblica, facendo leva su stereotipi e pregiudizi…oddio ho le lacrime agli occhi. A volte credo di essere pazza perchè mi sembra che nessuno veda oltre una riga scritta, e dico “ma sono io che sono paranoica? che vedo l’offesa dove invece non ce n’è?”…GRAZIE GRAZIE GRAZIE.

      • Siamo in tanti ad essere pazzi 🙂

  5. Pingback: Figlie "troppo grasse" e carni danzanti: discriminazione ponderale

  6. maria serena ha detto:

    che poi dico,se ti accorgi che tua figlia è in sovrappeso tale da temere per la sua salute (o era la macchina fotografica che ingrassava,visto che dal vivo non ti sei accorto di nulla….non è che non te inculi proprio?), la iscrivi in palestra,in piscina,a zumba,la porti a correre sul viale delle Piagge (ah no,son di Torino,non di Pisa),ma non la porti a fare sci agonistico! che cazzo vuol dire sci agonistico? questa è talmente grassa che merita di essere trattata male e tu la iscrivi allo slalom gigante di Aspen? che fai,la porti sulle piste di Courmaieur 3 volte la settimana?da Torino? nemmeno se stessi ad Aosta lo faresti,lo sci non fa dimagrire se non praticato da campioni (e comunque Tomba e la Compagnoni non erano delle silfidi,eh….se non è di fondo col cazzo che dimagrisci!)….pensa la comodità e il risparmio,nonchè il risparmio di tempo per insegnar loro a sciare….perchè per fare agonismo bisogna almeno essere bravini…no no,guarda,proprio la prima cosa che salta in mente per far perdere peso a una figlia!

  7. Tralasciando l’idiozia dei commenti negli screen, ma nessuno ha studiato grammatica alle medie?

  8. primavera ha detto:

    Si paolo,il mio ex è non pazzo ma psicopatico. Ma la violenza psicologica in Italia non è mai riconosciuta per cui dubito che questo tizio del post verrà mai condannato ad alcun che.
    io non sono stata creduta e mio figlio neppure.
    mi hanno detto che sono conflittuale e rimesso in mano al pazzo visto che usa il bambino come arma.
    accusata di alienazione genitoriale e mio figlio in mano ai servizi sociali a data da destinarsi…da un incubo all’altro.
    Zorin si ho scelto un cretino come padre ma se gli uomini avessero i coglioni di mostrarsi per quello che sono realmente fin da subito stai tranquillo che la riproduzione della specie verrebbe meno e per scelta delle donne!!
    Trovo il tuo commento pressoché inutile e superficiale ma magari puoi darmi delucidazioni maggiori e sono pronta a scusarmi e a rivalutarlo.
    Detto ciò nessuno dice che sia cosa buona per la salute essere obesi ma sappiamo per caso di quale sovrappeso si stesse parlando nel caso delle 2 ragazze in questione? E soprattutto un padre che insulta le figlie è da ritenersi un buon padre? Bah…

  9. Tiziana ha detto:

    Francamente che i due genitori fossero separati o meno credo sia irrilevante.
    A me è successa la stessa identica cosa: da bambina ero magra, ma poi a dieci anni, per una serie di motivi, improvvisamente sono ingrassata e cambiata totalmente. Ero diventata brutta e goffa, e i miei genitori non hanno reagito benissimo a questo delicato momento: hanno preso il tutto come uan vergogna personale, si vergognano di me e mi rimproverano continuamente: “ sei grassa come una balena”, “ lelo, limuna” ( in dialetto bresciani, mongola- sfaticata), mia madre mi accusa di volerle rovinare la vita facendola piangere tutte le notti a causa della vergogna ( “tutti parlano male di te!” vergognati”, tutti ti ridono dietro”), e comincia a minacciarmi di farmela pagare facendomi chiudere in un manicomio ( e questo sarà il leit motiv della mia vita finora). Come reazione, mi chiudo ancora di più in me stessa trovando unico conforto nei libri e nei film, sognando di essere protagonista di storie fantastiche dove sono bella e amata. Mio padre diventa indifferente nei miei confronti, tranne per dirmele dietro, non solo con le belle paroline di cui sopra, ma anche accusandomi di tutto: di non studiare ( e non era vero, perché a scuola sono sempre andata abbastanza bene), di non essere come gli altri( “guarda come sono gli altri e come sei tu”, “gli altri vanno all’oratorio tu no, gli altri hanno tanti amici e tu no, gli altri stanno volentieri coi loro genitori e tu no”), di odiare mia sorella e di volerla morta, e di mille altre cose. Ovviamente, pur essendo quasi su tutto in disaccordo con mia madre, sugli insulti facevano la corazzata Potemkin…
    Gli anni passano, i figli crescono ma la situazione non migliora: .Però i genitori continuano ad essere scontenti di me ad accusarmi sempre delle stesse cose: “sei selvatica, antipatica, nessuno ti vuole ma è normale, guardati come sei ridicola!Non vedi che tutti ti ridono dietro quando esci di casa? Che tutti ti sparlano dietro?I tuoi professori mi hanno detto che non sei normale, e hanno ragione!!!”. Oltre a ciò: sei uan sfaticata, non hai dignità, non ti vorrà nessun ragazzo perchè sei troppo grassa e loro mica fanno beneficenza!”…tra l’altro notare che quando ero ragazzina mangiavo solo ciò che avevo in casa (non avevo soldi per mangiare fuori) e che mia mamma, con le scuse ” “ tanto sei grassa…certo però io questo lo portavo a 25 anni!!!” o “, “ sei grassa, non riesco a trovare nulla della tua taglia, perciò ti devi mettere questi!!! – notare che la taglia era la 46-48).” non è che curasse molto sil suo abbigliamento: spesso mi faceva mettere i suoi vestiti scartati (io 15 anni, lei 47…).
    L’autostima non è mai al massimo ( sono davvero come dicono loro?), i tentativi di adeguarsi ci sono, ma sortiscono risultati ancora peggiori di quando mi presento come me stessa, visto che agli occhi degli altri appaio ridicola e basta, inoltre mi sento molto a disagio a recitare una parte che non è la mia, perciò spesso lascio perdere; ma questi miei tentativi non vengono nemmeno recepiti come tali, in quanto non segue un risultato degno delle speranze dei miei. Infatti per loro quello che conta è che io diventi come loro mi vogliono, quindi tutto il resto non conta, nemmeno i tentativi fatti…questa è la loro visione delle cose, ed è rimasta intatta finora…..

    • Tutto questo viene chiamato “pedagogia nera” http://www.script-pisa.it/rivista/n-20-luglio-2012/articolo/articolo/genitorialita-falsi-e-veri-miti-di-alessandro-costantini/?tx_ttnews%5BbackPid%5D=72&cHash=c42b1d7559
      Per quanto da tempo questi principi siano oggetto di feroci critiche , purtroppo sono ancora in auge… E’ ora di spezzare questa catena di dolore che si perpetua di generazione in generazione. Mi dispiace sinceramente di tutto questo dolore che hai patito, che patisci e che mi racconti. Mi spiace di non poterti abbracciare.

      • Tiziana ha detto:

        ti ringrazio, ma per spezzare la catena ci vorrebbero condizioni che non ci sono, tipo un lavoro.Il mio grande dispiacere è stato di non essere riuscita da adulta a costruirmi una famiglia mia e a trovare qualcuno che mi volesse bene comunque; questo nonostante mi sia impegnata a abbia lottato molto perché- almeno questo posso dirlo- non sono mi stata passiva.
        Ma la sentenza mi rincuora: per me è tardi, ma per queste ragazze c’èancora speranza.

    • wildsidez ha detto:

      Tiziana, non so quanti anni hai, né che carattere hai… ma io per molto meno ho cancellato del tutto i miei dalla mia vita, e ho fatto scelte autonome sia materiali che culturali (anche pagandole care, ovvio, ma almeno ho ricostruito la mia psiche).
      E’ straziante quel che racconti, che cerchi di adeguarti, che cerchi di soddisfarli…. NO!! basta, non vivere la tua vita secondo misure che ti danno altri, cerca di emanciparti e tagliare con loro. Lo so, non è facile, ma prima si “elabora il lutto” e meglio è. Cioè, prima ci si rende conto che i genitori NON verranno in nostro aiuto e non ci comprenderanno, prima si inizia a corazzarsi per sopravvivere da soli. Non credo che cambieranno, o che parlare con loro possa giovare a risolvere le cose.
      [Per esempio, mio padre mi ha sempre rinfacciato che ero una intrusa, che me ne dovevo andare da quella casa, che ero questo, che ero quello….. e poi, quando sono riuscita davvero ad andarmene e a costruirmi una vita mia, mi ha rinfacciato che ero una ingrata e me ne ero andata invece di restare a vivere e servire in funzione sua…. (ma vatten’affanQ, và!)]

      • Tiziana ha detto:

        Ho 35 anni, ormai un po’ troppo tardi. Scelte autonome non ne ho mai potuto fare, il mio principal obiettivo era andarmene ed essere felice, ma senza un lavoro fisso non ho mai potuto costruire nulla.
        Ancora oggi sono costretta a vivere con queste persone, ora in pensione e con svariati problemi di salute, ma mi credi che anche vedendoli così, oltre a un comune dispiacere che proverei per chiunque, altro effetto non mi fanno?
        sono pure diventata cattiva…

      • Tiziana, ma perché cattiva? Una persona cattiva è qualcuno che manifesta la volontà di fare del male. Non amare non equivale a fare del male. L’affetto non è cosa che ci si possa obbligare a provare. E forse, quando non lo proviamo per un particolare individuo, è perché quell’individuo non è meritevole di affetto.

      • Paolo ha detto:

        Concordo, inoltre direi che l’affetto, come l’amore o l’attrazione fisica non è un diritto inalienabile: o trovi chi lo prova per te oppure no (per quanto secondo me un genitore ha il dovere di voler bene al figlio ma purtroppo non succede sempre)..e se non lo trovi è molto triste ma è così

    • Paolo ha detto:

      che i due genitori siano separati non è irrilevante per molti supporters del padre come dimostrano i commenti
      Mi spiace Tiziana per i tuoi genitori palesemente inadeguati e odiosi, (non escludo che un genitore che non ti ama possa spingere alcuni bambini a rifugiarsi nel cibo comunque una taglia 46 non è assolutamente obesità!)..queste storie mi fanno perdere fiducia nell’umanità

      • Paolo ha detto:

        tiziana, non crucciarti non credo che i tuoi genitori cambierebbero atteggiamento nei tuoi confronti in ogni caso. Ha ragione wild, ti conviene dimenticarti di loro anche se è difficile

  10. primavera ha detto:

    Che bello questo blog..davvero! ☺

    Tiziana lo dico a te e a me perché nessuno con me lo fa davvero e io sono così tremendamente stanca che ne avrei un gran bisogno : forza forza forza!!!!
    è dura ma la vita va ricostruita perché non ne abbiamo un’altra!

  11. IDA ha detto:

    Toccante è il commento di Tiziana e si capisce quanto male possono fare i genitori ai figli.
    Dal mio punto di vista questo tipo di educazione è un delitto, mina per sempre l’autostima del bambino, prima e adulto dopo. Al primo sbaglio, che commetti nella vita, diventa una conferma delle critiche ricevute. Io non ho mai avuto un buon rapporto con mia madre, dal momento che era ipercritica, non perché ero troppo grassa, ma al contrario ero troppo magra o sul mio comportamento, come mi vestivo, gli altri erano sempre meglio di me.. ecc.. Da considerare poi che io mi dovevo chiamare Claudio, e la prima delusione, l’ho data quando sono nata, e questo me lo sono sentito ripetere spesso. Mia madre ha visto per la prima volta mio figlio, quando aveva un anno, perché in quel periodo non mi rivolgeva la parola, ma la sua presenza dentro di me, o meglio la sua minaccia era continua e costante. Genitori così sono dei parassiti, io me ne sono liberata solo quando è morta, lo so è atroce dire questo, ma è la realtà. Al contrario mio padre era un tipo taciturno , sensibile ed empatico, mi ha sempre sostenuta e incoraggiata, devo molto a lui. Come devo molto, agli studi, perché li ho fatti 65 km distanti da mia madre, e per tre anni li ho fatti in un convitto femminile, dove ho avuto la possibilità di conoscere tante esperienze e tante realtà diverse dalle mie che mi hanno aiutato nella crescita. Ma soprattutto ero 65 km distante da mia madre.
    Con i miei figli, ho voluto creare tutto un altro tipo di rapporto, in pratica di darli emotivamente quello che io non ho mai avuto da mia madre. Non so se ci sono riuscita, come educatrice sono sempre stata piena di dubbi e di incertezze, …mia figlia, non mi ha mai chiamato “mamma” ma per nome, questo ha fatto storcere il naso a tanti, ma a me rendeva e tuttora mi rende felice.

  12. IDA ha detto:

    Piccola esperienza: Anni fa, i miei figli avevano 10/12 anni circa, si andò in montagna con un collega del mio compagno. Aveva due figli, più o meno dell’età dei miei, quando si andava a fare le camminate sui sentieri, riempiva gli zaini dei figli con i sassi, perché si dovevano abituare alla fatica. Logicamente lui andava avanti e non aspettava nessuno e io svuotavo gli zaini dei suoi figli, con regolare litigata con me, quando lui se ne accorgeva. Aveva militarizzato la famiglia, la moglie non aveva mai nulla da obbiettare e i figli erano terrorizzati da lui.. La sera se lui non usciva, nemmeno lei usciva. Ci ho fatto la guerra per tutta la settimana. Poi grazie a Dio, non ho avuto più nulla a che fare con lui.

  13. Tiziana ha detto:

    “L’affetto non è cosa che ci si possa obbligare a provare. E forse, quando non lo proviamo per un particolare individuo, è perché quell’individuo non è meritevole di affetto.”

    appunto, penso spesso che probabilmente nemmeno io lo sono, visto che la mia stessa famiglia non ha mai provato particolare affetto su di me.

    • Siamo convinti che solo perché fra degli individui c’è un legame di sangue ci debba necessariamente essere un legame affettivo. E’ una sciocchezza! C’è un mondo pieno di gente, e sicuramente ci sono un sacco di persone che ti troverebbero meravigliosa se solo avessero l’occasione di conoscerti. I tuoi genitori non ti hanno dimostrato rispetto né stima né affetto. Si sono permessi di essere brutali con te, convinti che un genitore abbia sui figli dei diritti che non può vantare sugli altri esseri umani. I tuoi genitori si permetterebbero analoghi commenti con i colleghi di lavoro o i vicini di casa? Certo che no! Tu sei la figlia, e quindi fungi da valvola di sfogo: su di te possono scaricare tutto l’astio che hanno accumulato nei confronti della vita. Questo è ingiusto. Quello che volevo dire è che sarebbe molto più strano se oggi tu dichiarassi di amarli con tutto il cuore. E’ proprio il fatto che non senti del trasporto verso di loro che – a mio avviso – ti qualifica come una persona lucida e solida.

    • Morgaine le Fée ha detto:

      Tiziana, mi dispiace molto per la tua storia. Forse non ti consola, ma ti capisco benissimo perché ho vissuto una situazione molto simile con i miei. Mia madre, durante tutta l’adolescenza e oltre, mi faceva notare costantemente che ero MOLTO brutta. Mi bullizzavano a scuola per lo stesso motivo, ma ció che mi faceva piú male era, appunto, il trattamento di mia madre. Da un genitore ci si aspetta affetto, non solo educazione. Anch’io ho passato anni a credere che fosse un problema mio e di non meritare amore, che la bellezza fosse quasi una specie di valore morale di cui io ero priva e quindi di non essere meritevole di attenzione e affetto.
      Piú avanti ho realizzato che il problema non era il mio aspetto fisico (sicuramente non glamour, Ok), in quanto i miei genitori mi screditavano continuamente con critiche pesanti e minimizzavano sistematicamente i miei successi, al di lá dei pregi estetici. Nulla di ció che facevo nella vita era sufficiente ai loro occhi, e ció nonostante una vita normale ed onesta, buoni risultati scolastici, un lavoro universitario, una famiglia mia. Il loro atteggiamento é stato molto simile a quello, giá citato qui, degli uomini che praticano violenza psicologica sulla partner.
      Ho avuto la fortuna di incontrare altre persone (amici, il mio moroso), per cui il mio aspetto e la mia persona andavano piú che bene nonostante le imperfezioni, ma il processo di guarigione ha richiesto anni ed é ancora in corso.
      Il problema non é tuo.
      Il problema é dei nostri genitori che sono anaffettivi.
      Non é che non ti hanno dato affetto perché non lo meritassi, non te lo hanno dato perché non ne hanno da dare, in assoluto.
      Ti abbraccio molto e ti auguro di poter uscire da quel luogo malato. A 35 anni é ancora possibile, magari cerca qualcosa all’estero, in un altra regione se puoi. Te lo auguro di cuore.

  14. womenoclock ha detto:

    Sono d’accordissimo sul discorso del legame di sangue che non crea di per sé affetto e rispetto. Purtroppo veniamo da una storia e da un diritto che nasce dall’idea che i/le figl* siano proprietà del padre, che su di ess* ha diritto di vita e di morte. Adulti immaturi si riproducono e questo è quello che accade tanto tanto spesso. In ogni caso se vi può consolare quando ero magra per mia madre ero troppo magra e adesso che sono fuori taglia standard mia sono troppo grassa. Mia madre non ha un equilibrio suo, si guarda intorno e mi guarda come mi vedono gli altri, se gli altri mi apprezzano allora per lei va bene e questa è per lei una conferma che mi ha educato bene e quindi lei vale, se non lo fanno, o mettiamo mi criticano magari per invidia o superficialità allora lei va in crisi e si scarica su di me con critiche e ostilità diffusa. Passa il tempo e ci sono tanti chilometri tra me e lei, io ora sono madre, adultissima ( per non dire vecchia) ma so perfettamente che tutto questo mi fa ancora male e non posso farci niente. Posso però non permettere a questo dolore di cambiarmi, mi limitarmi, non permetto a questo dolore di non farmi amare. No questo non è accaduto. Perchè è strano ma essere amati e fondamentale e strutturante, ma riuscire ad amare è ancora di più. Non parlo di amare i genitori che ti fanno del male, quello non è praticabile. Parlo di amare la vita, quello che si fa, le persone con cui si divide la vita o parte di essa o piccolissime porzioni di essa. Tanto spesso vedo ragazzi e ragazze i cui genitori hanno gli occhi “vuoti”, non sanno chi sono i loro figli, ne fanno “bonsai”, non hanno nessun limite di rispetto o quelli che hanno sono falsi. Sono persone limitate, forse. Sono semplicemente egoisti.

  15. Forse il problema sono io perchè da maschio non riesco a capire queste cose, ma sono il solo a trovare stupido il vittimismo di IDA e Sabrina Ancarola?

    “Certo deve essere sempre colpa delle donne se trovano un cretino.. non dei cretini, che è facile trovarli, o meglio ci sono molte probabilità di trovarne uno..”
    Certo che il mondo è pieno di cretini, ma chi vi obbliga a frequentarli?

    “Mi scusi ma a lei non è capitato mai d’innamorasi di una persona sbagliata per lei?”
    No! Se una persona è sbagliata per te e te ne innamori, significa che non lo conosci abbastanza, quindi ti innamori a caz*o.

    • Non è che le persone ti si presentano annunciandosi così: “Sono un cretino, ti va di uscire con me?”
      Io credo che una lettura istruttiva potrebbe essere il “Diario di un seduttore”, di Soren Kierkegaard, che ci mostra con grande perizia come il ragno predispone con grande consapevolezza un tela di sapienti e delizioni inganni per catturare quella che ai suoi occhi non è che una preda, uno strumento atto a procurare un certo godimento, e quando quel godimento si è esaurito può essere gettato come un qualsiasi oggetto che non serva più. Certo, è un esempio un po’ estremo 🙂 Però è scritto bene.

      • Riccio forse mi sono spiegato male. Che gli uomini mentano per raggiungere l’obiettivo (sesso/relazione) lo sappiamo; quindi nessuna donna ha la colpa di INIZIARE una relazione con un coglione. Il problema è continuarla.
        Nessuno si presenta a te dicendoti, “ciao ti va di stare insieme, e sappi che ti dirò ogni giorno che sei grassa e stupida” oppure “fidanziamoci, ma passerò ogni serata con i miei amici”; però una volta scoperta la verità, perchè le relazioni continuano? Perchè se non vi piace un uomo che vi umilia o che vi trascura non lo lasciate? Perchè restate con lui, piangendo e lamentandovi del suo comportamento? Perchè per molte un pessimo uomo è migliore di nessun uomo? (Ovviamente non faccio di tutta l’erba un fascio, ci sono anche quello che lo lasciano subito, appena si accorgono che è un idiota)
        Secondo me le donne dovrebbero imparare a lasciare gli uomini con più facilità, senza il timore di tornare ad essere single.

        P.s. Zorin, le donne schifano quelli (che parlano) come te perchè sono maschilisti interessati solo al loro corpo, si vede subito. Poi perchè un ragazzo “per bene” sarebbe tutto scuola/lavoro? E’ pieno di maschilisti repressi e idioti che vanno bene a scuola e che considerano le donne come bambole gonfiabili umane, (e spesso gli sfigati sono pure sadici).

      • https://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/2014/10/21/perche-le-vittime-di-violenza-domestica-non-se-ne-vanno/
        E questa è una delle possibili risposte… Il punto è: è così importante la domanda? Non sarebbe più interessante interrogarsi sul perché umiliare, ferire e tormentare quelli che si sostengono di amare?

    • IDA ha detto:

      le questioni sono due: La prima, per quello che mi riguarda, il padre dei miei figli è stato un compagno eccezionale e altrettanto come padre. Anche se oggi siamo separati ‘ nessuno mi ha mai sentito parlare male di lui. Come di molti amici di vecchia data.. Ma non posso dire di essere stata brava a scegliere, al massimo posso dire di essere stata fortunata.
      Due: Nell’innamoramento, l’uomo non è la parte passiva.. siamo in due, altrimenti è innamoramento non corrisposto.
      Denunciare una disparità di giudizio, non vuol dire fare vittimismo. Qual’è la disparità?
      Il commento di Zorin addossava a Primavera tutta la responsabilità della sua situazione, in pratica il discorso che faceva mia madre, “l’hai preso te lo ciucci” oppure; “hai voluto la bicicletta, allora pedala” Se uno si dimostra di essere diverso da quello che si è fatto conoscere, la colpa è della donna se ne doveva accorgere prima. Ma quando capita agli uomini d’innamorarsi di una donna sbagliata, non è mai colpa sua, dell’uomo intendo, anche qui la colpa è della donna, che è un’egoista, una puttana, un’arrivista, ecc..ecc. Non si dice mai che se ne doveva accorgere prima, si giustifica e si vittimizza, poverino si era innamorato, aveva perso la testa ecc..ecc..

    • Sabrina Ancarola ha detto:

      Se c’è una cosa che odio è il giudizio facile, ho pronunciato una frase e subito è venuta fuori la parola vittimista, l’aggiungo alle varie che mi sento dire spesso come benaltrista, buonista ecc. Lei non mi conosce, possiamo evitare di appiccicare etichette per favore? Credo che un po’ a tutti sia capitato di frequentare persone sbagliate, me compresa, è parte della mia vita, Per quanto mi riguarda certe esperienze, anche dolorose sono occasioni per riflettere. Non sempre quando si è immersi in un’attrazione si ha la lucidità per distinguere il buono dal cattivo, sono felice per lei che non ha mai avuto disavventure sentimentali, mi creda è un caso raro e a volte mettersi nei panni degli altri aiuta non per compiangersi, ma per vedere le cose da altri punti di pista.

  16. Zorin ha detto:

    @Sabrina Ancarola
    @IDA
    Se ti scegli un cretino come padre dei tuoi figli un po’ di responsabilita’ ce l’hai come donna, soprattutto tenendo conto del fatto che i ragazzi per bene, quelli tutti scuola/lavoro e passioni tecniche (es. informatica) sono sistematicamente e inesorabilmente ignorati o addiruttra SCHIFATI dalle donne.

    Ma mi fermo qui se no vengo tacciato di sfoghi emotivi.

    • Ma di chi parli? Di quelli che infestano le pagine dedicate alla friendzone?

    • IDA ha detto:

      Si perchè i cretini sono a buon mercato. Un fatto di di domanda e offerta, ti fanno lo sconto pur smaltire le giacenze.

    • Sabrina Ancarola ha detto:

      Zorin credo che le cose siano più complesse, a chi non è capitato di fare errori con i sentimenti? Chi l’ha detto che le persone perbene siano scartate o schifate dalle donne? Sembra la canzone di Masini “Le ragazze serie non ci sono più”: Le relazioni dipendono in buona parte da noi e anche in piccola parte dalla fortuna, non credo che per la personale esperienza si possano etichettare tutti gli uomini e tutte le donne come cattivi o buoni.

  17. primavera ha detto:

    Certo Zorin. .poi se una donna vi molla dopo due appuntamenti perché magari è meno cretina di me che ho scelto uno psicopatico come padre allora certamente è una stronza insensibile e poco di buono. .vero???
    Ma piantala va..nessuno autorizza nessuno ad approfittarsi della buona fede e del sentimento di un altro.
    la verità è che sapete scegliere bene le vittime e pianificate la loro distruzione lentamente.
    Leggiti “i serial kilkiller dell’anima” (spero si possa citare un libro…) magari ti aiuta a capire ciò che questa cretina non sa spiegare evidentemente!
    Comunque basta essere uomini normali perché casa lavoro e pc potrebbe nn piacere a tutte..magari ogni tanto ci va di stare allegre e vivere!
    Ma l’argomento non era cosa piace alle donne ..era ben altro!

    • wildsidez ha detto:

      Molto bello “I serial killer dell’anima” di Cinzia Mammoliti, breve ma scritto bene, su violenza psicologica e manipolazione relazionale. Letto anch’io e lo consiglio a tutt*.

  18. Tiziana ha detto:

    “Purtroppo veniamo da una storia e da un diritto che nasce dall’idea che i/le figl* siano proprietà del padre, che su di ess* ha diritto di vita e di morte.”

    quanto è vero! purtroppo penso che non ci sia possibilità di uscita: anche molte persone giovani ragionano con il diktat “i genitori vanno rispettati, SEMPRE!” o “non è diritto di un figlio giudicare un genitore!”
    Eh no, io no, io dico: “I genitori il rispetto se lo devono meritare, come tutti!”. Vengo sempre criticata e accusata di stupidità, di immaturità, di “ma tu non hai figli quindi non sai di cosa parli”…come se il non avere figli fosse sinonimo per forza di ignoranza sull’argomento, come se chi non ha figli non fosse figlio a sua volta e quindi, per forza di cose, qualcosina su certe dinamiche le conosce.
    Si parla sempre delle difficoltà dei genitori, in un pezzo un un sito c’era qualcuno che diceva “parlaimo della sofferenza di essere madri, perchè essere madri è anche sofferenza!”…e le difficoltà dei figli, la sofferenza di essere figlio, sopratutto di certi genitori? Non conta?
    Oltre a ciò abbiamo anche: “Ma io ti mantengo, ti faccio studiare ecc ecc”: grazie tante, sei tu che hai messo al mondo un figlio assumendoti quindi(si suppone per scelta) degli obblighi ben precisi nei suoi confronti. Chi te lo dovrebbe mantenere il figlio?

    -“Io lavoro per mantenerti”: vero solo in parte. Tu lavori perchè non sei Berlusconi e quindi non puoi decidere di stare a casa e vivere di rendita. Se anche non avessi figli, dovresti comunque lavorare;

    -“Questa è casa mia perchè l’ho comprata io, sul contratto c’è la mia firma e quindi tu obbedisci alle mie regole!”: Prima di tutto, la casa dovrebbe essere della famiglia, quindi anche dei figli: l’hai comprata tu perchè sei tu l’adulto, mi pare ovvio, ma i tuoi figli quale casa dovrebbero considerare tale a questo punto?Poi un conto è dire certe cose a un adolescente che magari tende a scartare di lato e ha bisogno di avere regole ben precise, ma che tu lo dica al figlio 30enne costretto a stare a casa con voi perchè senza stipendio o con uno stipendio da fame non può fare nulla no, non l’accetto!

    -“I figli non devono mai giudicare le scelte dei genitori”: dato che la maggior parte di queste scelte si riverbera sulla vita dei figli, sì, ritengo che un figlio abbia tutto il diritto di giudicare il genitore. Deve stare attento a farlo, deve farlo tenendo conto anche del punto di vista del genitore…ma è giusto che lo faccia, eccome!Del resto i genitori giudicano quasi sempre le vite e le scelte dei figli….

  19. Joypog ha detto:

    Anch’io le avrei messe a dieta perché sennò a trenta quarant’anni vengono gli infarti. Io pure sto sempre a dieta perché sennò mi vengono gli infarti e voglio essere sano a prescindere dai vizi. Certo non faccio diete dimagranti perché sono già magro.

  20. Pingback: Guance ne abbiamo, morbidezza anche: perfetto!!!

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