Il fantasma della fantomatica lobby

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Da Il Fatto Quotidiano, Sessismo al contrario: il problema è la violenza di genere o il ‘genere’ di violenza?

In Italia, per spiegare la pericolosità del maschio, oltre a esporre fanaticamente sul tavolo cadaveri squarciati e tutto l’alfabeto dell’ideologia vittimaria, alcune si servono della presunta pericolosità rappresentata, secondo il loro punto di vista, da una fantomatica “lobby” dei padri separati. Violenti, misogini, e tutto il peggio che di loro si può pensare, vengono accomunati alla somma di trollaggi e interventi sparsi di alcune tipologie maschili online che insistono su alcuni argomenti in particolare. Le femministe cattive, i padri tutti vittime, la legislazione sarebbe decisa all’insegna dell’odio contro gli uomini.

Per “lobby”, giusto per capirci, si intende, in italiano, quella somma di organizzazioni, associazioni, e varie che fanno da gruppo propositore di pressione in sede istituzionale per ottenere leggi che li rappresentino. Una lobby, peraltro molto potente, è quella di donne associate che chiedono leggi a tutela delle donne, per esempio. Della lobby dei padri, per quel che ne so, è visibile una rete di associazioni in costante disaccordo tra di loro, ciascuna delle quali sopravvive in virtù del volontariato di alcune persone e che si occupano della povertà di uomini che sono finiti sul lastrico, a dormire in macchina e lontani dagli affetti, dopo una separazione.

La maggior parte di loro non ha la possibilità di entrare in rete e sputare sentenze perché troppo poveri e incasinati per farlo e per il resto, in relazione alla loro presunta pericolosità, io per prima analizzai, tempo fa, il linguaggio di chi sentiva l’esigenza di rappresentare quella parte d’umanità e dopo tanto analizzare ebbi la neppure tanto geniale idea di andare a scoprire cosa ci fosse dietro il linguaggio a volte violento, insultante, sessista. Sono talmente “potenti” che non hanno una strategia di comunicazione comune. Sarebbero talmente pericolosi per le donne che da tempo tentano di fare passare un paio di modifiche a proposito di affido condiviso e mantenimento diretto e tutto il mondo gli dice nada, niet, andate a quel paese, siete brutti, sporchi e cattivi e non ci interessa nulla di voi. Sono persone che hanno scoperto di avere qualcosa in comune e spesso non hanno alcuna connotazione politica o molte volte li vedi di sinistra ma dalla sinistra non ricevono alcun ascolto.

Dunque, il fantasma di questa fantomatica lobby serve a dire che effettivamente gli uomini sono molto cattivi e qualunque persona che sta lì a vittimizzare se stess@ oltre che tutte le donne, ha ragione di motivare il proprio pietoso lamento antiviolenza.

colibrì_europaA proposito del post di Eretika, che affronta il controverso tema del reverse sexism, ci sarebbe molto da dire.

Visto che quello dei “papà separati” lo considero un po’ il mio ambito di competenza, mi permetto di risponderle su questo punto.

Che esista una rete internazionale di associazioni, organizzazioni ecc. a supporto dei diritti dei padri – descritti da queste associazioni e organizzazioni come soggetti discriminati in quanto maschi – non è difficile dimostrarlo: bastano un motore di ricerca e un paio click.

Che queste associazioni siano in perfetto accordo su quali sono le leggi in grado di rappresentare i loro interessi, è altrettanto facile.

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I punti principali sono sempre gli stessi: la richiesta dell’obbligo della residenza alternata, la PAS, le violenze esercitate dalle donne sugli uomini e la crisi della mascolinità.

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Che queste associazioni non siano altro che una emanazione di un più vasto e complesso movimento per i diritti degli uomini, è così ovvio per la stragrande maggioranda delle femministe in giro per il mondo, che ribadirlo mi sembra quasi offensivo.

gesef_amicigesef_amici1Le strategie comunicative usate da queste associazioni e organizzazioni sono state già analizzate e descritte, e riconoscerne la comune matrice ideologica non è difficile.

Se è legittimo che i padri desiderino occuparsi dell’educazione dei figli e contribuire alle cure genitoriali, non bisogna confondere queste associazioni con l’immagine di un “nuovo padre” ansioso di condividere con la donna il ruolo di cura.

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Come spiega chi si è occupato di studiare il “movimento dei padri” in Francia, questi uomini

“si dicono egalitari, ma ciò che difendono sono anzitutto i propri interessi materiali: gli assegni di mantenimento e il patrimonio“.

Ci dice Eretika che questi poveri padri, privi persino dei mezzi di sussistenza – tanto che non sarebbero neanche liberi di trollare in rete (eppure noi li leggiamo!) – non riescono a far passare quelle modifiche alla legge sull’affido che tutelerebbero i loro interessi.

Dimentica, Eretika, che la legge 54/2006 sull’affido condiviso la dobbiamo proprio a loro; il che è strano, visto che proprio lei ha intervistato Marino Maglietta, il quale nel corso di una delle interviste l’ha informata di questo fatto:

“Intanto mi presento: l’affidamento condiviso sono io che l’ho pensato, che l’ho scritto, gli ho dato il nome e l’ho accompagnato fino alla sua approvazione, combattendo perché a forza di emendamenti fosse annacquato il meno possibile, che l’ho difeso successivamente dagli stravolgimenti della giurisprudenza e che oggi, constatata la sostanziale inutilità degli sforzi in tal senso, chiedo al Parlamento di tornare alle origini, introducendo anche alcuni indispensabili aggiornamenti.

Che i “necessari aggiornamenti” proposti dai papà separati non abbiano ancora trovato accoglimento non ha nulla a che vedere con il fatto che sono “brutti, sporchi e cattivi” – come sostiene Eretika – ma, come ha recentemente riposto il Ministro della Giustizia, con il fatto che la giurisprudenza riconosce oggi “una vera e propria posizione soggettiva del minore, che diviene così, iure proprio, titolare dei diritti indicati dalla norma, con la conseguenza di una recessione dell’interesse dei genitori rispetto a quello del minore”.

La legge sull’affido condiviso tutela in primis i diritti del minore, che hanno la precedenza rispetto alle rivendicazioni dei genitori, siano essi madri o padri.

Se Marino Maglietta, nel corso delle sue interviste, ha parlato di “obblighi dei figli” nei confronti dei genitori, il diritto non concorda con questa sua visione, ma preferisce rifarsi al concetto di “superiore interesse del minore”.

Principio al quale sono anche ispirate tutte le ricerche che conduco e pubblico su questo blog.

In conclusione, “il fantasma di questa fantmatica lobby” più che un ectoplasma evocato per invitare le donne allo “sterminio degli uomini” (???) a me sembra una solida realtà, e l’unico pericolo che mi sento di paventare è l’ostinarsi ad ignorarne l’esistenza.

Sui papà separati:

Chi sono i “papà separati”

Le politiche dei papà separati in Australia… e in Italia. Strategie a confronto.

I poveri papà separati

Dalla Francia: i papà separati, un movimento internazionale, di Patric Jean

Dall’Australia: i papà separati e la violenza contro le donne, di Michael Flood

Chi ha paurla di Paul Elam? Ovvero i papà separati degli USA di Arthur Goldwag

Dalla Gran Bretagna: fathers 4 justice, i super papà separati

Il movimento mascolinista del Quebec

Québec, Italia… una faccia e una razza

C’è del sessismo in Danimarca

Il diritto di visita del genitore abusante

La potentissima lobby lesbica e la cosca vetero-femminista

La malafede delle associazioni di “difesa dei diritti dei padri”

Per approfondire, alcuni pareri sulla proposta di Maglietta:

Il divorzio nella nursery

Residenza alternata: nell’interesse del bambino?

Residenza alternata – II parte (gli studi scientifici)

Residenza alternata: il punto di vista di uno psichiatra infantile

Il superiore interesse del minore e il genere

La tenera età del minore e la questione del doppio domicilio

La tenera età del minore e questione del doppio domicilio – II parte

Il vero interesse del minore

Lo studio 2

Approfondimenti

The Shared Parenting Orders Bill: il caso della Gran Bretagna

Dicono della bigenitorialità

Violenza e affidamento

A proposito di patrimonio:

Dei diritti e dei doveri

La casa

La casa – parte II

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Informazioni su il ricciocorno schiattoso

Il ricciocorno schiattoso si dice sia stato avvistato in Svezia da persone assolutamente inattendibili, ma nonostante ciò non è famoso come Nessie.
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6 risposte a Il fantasma della fantomatica lobby

  1. Il rasoio di Occam ha detto:

    Quella dei cadaveri squarciati è bellissima: chi è che li ha squarciati? Sono le femministe che di notte si intrufolano all’obitorio con la motosega per mettere in cattiva luce gli uomini? Non so se ridere o piangere. Che poi, se lo scopo è incitare allo sterminio degli uomini, ho molti dubbi sulla potenza della lobby femminista: non solo non riesce ad ammaccare nemmeno un vecchietto che attraversa la strada, ma la mattanza delle donne continua imperterrita.

    Comunque mi interessera sapere se davvero queste associazioni si occupano degli uomini sul lastrico: cosa fanno? Protestano occupando le case, organizzano corsi di formazione, iniziative di beneficenza, cosa? Al posto loro, io mi preoccuperei innanzitutto dei bisogni essenziali di tutti questi padri senzatetto. Non credo che possano aspettare la modifica della legge sull’affidamento se non hanno di che mangiare…

  2. Imma Cusmai ha detto:

    Complimenti per l’esaustivo articolo che ho volentieri condiviso sui social. Dinamiche e interessi coltivati specie da coloro che antepongono il loro status. Non importa che a pagarne le conseguenze siano i bambini, prima la “reputazione sociale”, prima l’egoismo. Ingiustizie e strappi emotivi senza eguali da tre anni a questa parte. Totale miseria umana.

  3. Andrea Mazzeo ha detto:

    Non è questione di reputazione, che sia sociale o meno non importa, questi non ne hanno proprio di reputazione; è questione di soldi, solo una sporca questione di soldi. Le associazioni-ONLUS servono solo a raccattare un po’ di soldi in giro, con i quali campare, e anche bene, organizzare convegni per attirare altri finanziamenti, ecc. Gran parte dei dirigenti di queste associazioni sono gente senza arte né parte, e hanno trovato un comodo modo per non lavorare e portare soldi a casa. L’ex-promotore finanziario, l’illustratore di fumetti, e tanti altri di loro secondo te come campano? Se pensi che hanno persino organizzato un premiazione ad Ardea, di recente, puoi immaginare quanti soldi costa un evento, bene questi ce li hanno. Altro che tutela dei minori!! Altro che padri separati ridotti in miseria. Hanno imparato come tutelare se stessi, e alla grande.

  4. Elena ha detto:

    Quello che lascia sgomenti e’ la quantita’ di commenti (quasi esclusivamente favorevoli) che ha suscitato il post di eretika. A volte penso sia un uomo.

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