Dalla Francia: i papà separati, un movimento internazionale

Ricevo questo commento al mio post Evoluzione:

Le ricerche hanno trovato che i figli di madri single hanno una molto maggiore tendenza di diventare adulti delinquenti, di abbandonare la scuola, di suicidiarsi… Addirittura è stato trovato che il maggior tasso di delinquenza nei neri è dovuto alla pratica delle madri single, che a sua volta è rimasta dai tempi dello schiavismo, in cui le famiglie dei neri venivano distrutte per poterli schiavizzare. È la stessa cosa che magistrati comunisti-femministi fanno oggi contro i papà separati, seguendo l’ideologia secondo cui lo stato può ingerirsi nella famiglie e se vuole appropriarsi dei bambini.

A dire la verità ricevo continuamente commenti del genere: commenti che piangono la sorte dei “poveri papà separati” tormentati da perfidi magistrati femministi… li ricevo anche quando il contenuto del post non c’entra assolutamente niente (come nel caso del post di ieri).

Io, vi assicuro, non ho tendenze “complottiste”. Anzi, ciò che rimprovero a questi commentatori è proprio la loro ossessione nei confronti del complotto femminista contro i “poveri papà separati”.

Comincio ad essere un po’ stufa, però, della loro totale incapacità di confrontarsi in modo corretto.

Un esempio? Parlano di “ricerche” e non ne citano mai una… e spesso le cosiddette ricerche si rivelano delle bufale clamorose, come nel caso da me illustrato nel post Evoluzione.

Questi “papà separati” sono organizzati in associazioni e coordinamenti. Hanno già presentato numerosi disegni di legge.

Io, invece, sebbene ripetutamente accusata di far parte di “pericolose lobby”, sono un cane sciolto.

Non è che sono loro quelli mossi da una qualche ideologia?

C’è chi sostiene che è proprio così. Si tratta di Patric Jean, regista e realizzatore del documentario “La Domination masculine”.

Ascoltate cosa ha da dire.

L’articolo originale è stato pubblicato su Le Monde, il 18 febbraio 2013. Ringrazio Maria Rossi per la traduzione dal francese. Buona lettura.

nantes

La scalata dei padri a Nantes cela l’esistenza di una proposta di legge

Due uomini, che i giudici hanno allontanato dai figli, hanno fatto parlare di sé salendo su delle gru a Nantes e restandoci, uno dei due, per tutto il week-end. Questa azione di forza viene compiuta  qualche giorno prima della manifestazione nazionale prevista mercoledì da un’associazione di padri per “denunciare le derive del potere giudiziario in materia di giustizia familiare”.
Io stesso, per realizzare un documentario (La Domination masculine), ho svolto una lunga inchiesta su queste associazioni maschili nel Québec. Il  movimento “mascolinista” del Québec, molto ben organizzato, è l’ispiratore degli attivisti europei.
Per avvicinarli, per mesi mi sono fatto passare per uno di loro.  I fatti di Nantes sono direttamente legati a questi movimenti, così come a un recente progetto di legge di cui si è parlato poco.

Che sappiamo degli uomini che sono montati sulle gru? Il primo dice di non vedere il figlio da due anni e manifesta perciò la sua disperazione. Ma sappiamo che è stato condannato a un anno di carcere nel settembre 2012 e ha scontato quattro mesi per aver rapito il figlio. In questa occasione ha commesso violenza. Il figlio è stato ritrovato  nel dipartimento dell’Ardèche due mesi e mezzo dopo. Quest’uomo si è visto dunque privare della potestà genitoriale, com’era prevedibile.
Un secondo padre è quindi montato su un’altra gru per scenderne qualche ora dopo e dichiarare alla stampa che “disgraziatamente, la giustizia non è imparziale.  Basta prendere in considerazione le cifre sulla residenza e sul domicilio dei figli dei separati. L’80% di loro risiede con la madre”. Ora: quest’uomo è accusato dalla ex partner di violenze coniugali e di maltrattamento dei figli.

Questo lunedì mattina continuano a trasmettere le immagini del primo scalatore con il suo grande striscione ben visibile e tre cellulari a disposizione per rispondere ai giornalisti, mentre fa il segno della vittoria rivolto alle telecamere della televisione.
Questa situazione evoca stranamente le azioni organizzate qualche anno fa da gruppi di uomini inglesi e del Québec, appartenenti all’associazione “Fathers for justice”. Se la somiglianza è eclatante, non c’è nulla di strano, in effetti.

Per la restaurazione dei valori patriarcali

Quando mi sono infiltrato in questi movimenti a Montréal, ho potuto ascoltare nei minimi dettagli la strategia che questi militanti della causa maschile desideravano approntare sul piano internazionale. La faccenda delle gru di Nantes è parte di questa strategia; non è l’atto folle di un padre isolato. E’ un lungo lavoro politico appena iniziato.

Ma cos’è il mascolinismo? Si tratta di un movimento, chiamato anche “antifemminismo”, che propone la restaurazione dei valori patriarcali senza compromessi: differenza radicale dei sessi e dei ruoli dell’uomo e della donna in ogni sfera sociale, supremazia dell’uomo sulla donna in famiglia, ma anche in politica, difesa della coppia eterosessuale quasi indissolubile come solo modello possibile, educazione virile dei ragazzi e, quindi, rifiuto dell’uguaglianza tra uomini e donne. I militanti del mascolinismo negano l’importanza delle violenze coniugali, dell’incesto e dello stupro, che sarebbero invenzioni delle femministe, che alcuni di loro chiamano “nazifemministe”.

Considerano i progressi delle battaglie delle donne e degli omosessuali per conseguire l’uguaglianza come la distruzione di un modello sociale che bisogna ripristinare. Poiché il divorzio viene più frequentemente richiesto dalle donne, essi auspicano un inasprimento delle condizioni per ottenerlo. La loro battaglia è dunque quella della difesa di un potere maschile ancestrale in ogni sfera sociale.

E’ in nome di queste idee retrograde che un giovane ha massacrato 14 studentesse del Politecnico di Montréal il 6 dicembre 1989, temendo che esse volessero prendere il posto degli uomini. L’assassino è diventato subito l’eroe dei mascolinisti più “spregiudicati”.

Le strategie per far valere le loro idee

I mascolinisti mi hanno dunque confidato le differenti strategie approntate, soprattutto in Québec, per far valere le loro idee. Ma, analizzando il proprio fallimento, mi hanno anche informato dei  consigli che prodigano ai loro emuli francesi, belgi, svizzeri, spagnoli… La loro strategia consiste nell’imperniare la loro comunicazione sui padri, impiegando due argomenti.

Il primo consiste nel denunciare, talvolta in modo paranoico, la collusione tra magistrati, media, politici  volta ad escludere i padri dalla vita dei figli.

L’affermazione di uno dei due uomini di Nantes è, parola per parola, una frase ripetuta da anni fino alla nausea dai mascolinisti del Québec: “l’80% dei bambini sono affidati dai giudici alle madri”. Essi si scordano di dire che nell’80% dei casi i padri desiderano proprio questo. Un week end su due e la metà del periodo delle vacanze trascorsi con i figli sono per loro sufficienti e non vi è dunque alcun conflitto su questo punto. E’ normale in una società nella quale le donne svolgono ancora l’80% del lavoro domestico e di cura. Le azioni spettacolari compiute abitualmente dai mascolinisti mirano dunque ad attirare l’attenzione dei media su dati tendenziosi che la stampa raramente verifica.

Il secondo argomento è l’invenzione, da parte di un mascolinista che difendeva la pedofilia, Richard Gardner, della “Sindrome d’alienazione genitoriale” o PAS. A parte il carattere nauseabondo del suo inventore, non si può che constatare che non esiste alcuna sindrome, perché nessuna facoltà di medicina o di psicologia al mondo, nessuna istituzione ha mai riconosciuto validità a questo concetto.

Si tratta dell’idea che, dopo un divorzio, la donna (o l’uomo, ma i mascolinisti se la prendono naturalmente con le donne) avrebbe la tendenza a denigrare il padre dinanzi ai figli, al fine di allontanarlo da loro. Sarebbero dunque centinaia di migliaia i padri allontanati dai figli dai magistrati a causa di questa pseudo-sindrome.
Questa presunta sindrome serve da paravento agli uomini accusati di violenza coniugale o di aggressione sessuale ai danni dei propri figli. L’accusa delle vittime diventa una “falsa accusa”, una prova che esse vogliono mettere in atto l’allontanamento dei padri dai figli e che per questo motivo devono essere condannate. Ciò accade sempre più spesso.  La PAS è uno strumento per l’uomo violento o stupratore, un’arma di distruzione di massa per il suo avvocato.

Non si può negare che vi siano casi difficili e dolorosi. La separazione di una coppia con figli provoca spesso lacerazioni. Ma immaginare che esista una condizione sistematica di allontanamento dei figli dai padri da parte delle madri al punto da creare una vera e propria sindrome è assurdo. Ma alcuni uomini, abituati a considerare la violenza coniugale come una faccenda privata e l’incesto come un fatto su cui non va sollevato alcun velo, non riescono a concepire l’idea che una donna possa denunciarli. Un’azione del genere è da loro vissuta come un tradimento.

Io stesso ho sentito questi uomini [i mascolinisti] parlare di pedofilia, che molti di loro considerano una pulsione maschile che non bisogna tenere sotto controllo. Un padre incestuoso incarcerato in seguito ad una condanna ad anni di carcere è appoggiato e considerato come un eroe della loro battaglia politica.

La volontà di cambiare le leggi

I consigli  dati dai mascolinisti ai loro amici europei sono  stati dunque seguiti alla lettera questa settimana a Nantes. La scalata delle gru è  una copia di quella dei ponti di Montréal. Idem per il segno V della vittoria. Idem per le batterie di cellulari per parlare alla stampa. Lo stesso si può dire  a proposito della manifestazione organizzata nella stessa settimana per attirare l’attenzione dei media. E infine, vi è la stessa volontà di cambiare le leggi.
Perché si tratta proprio di questo.

E’ stato depositato in Parlamento un progetto di legge per rendere obbligatoria la residenza alternata e ciò renderà più difficili le richieste di separazione delle donne che hanno figli. Questo progetto di legge propone sei modifiche del codice civile e del codice penale e comprende  il riconoscimento  della PAS.

Non è l’unico tentativo, dal momento che sono state presentate diverse proposte di legge, frutto della potente  attività di lobbying  esercitata dalle associazioni mascoliniste in Francia.

Il 18 marzo 2009 è stata presentata la proposta di legge 1531 per imporre la residenza alternata come soluzione preferenziale.
Il 3 giugno 2009 la proposta di legge 1710 contro tutte le forme di manipolazione dei bambini, inclusa la PAS e la diffamazione di  un genitore da parte dell’altro.
Il 18 ottobre 2011 la proposta di legge 3834 (che apporta miglioramenti alle due precedenti).
E infine, il 24 ottobre 2012 la proposta di legge 309 per rendere la residenza alternata obbligatoria e imporla per mezzo della PAS.

E’ forse importante ricordare che, nel nostro Paese, dopo la separazione, i bambini sono stati affidati alla mamma solo dopo un secolo [dal riconoscimento della possibilità dei coniugi di sciogliere il vincolo del matrimonio].

Infatti, fino al principio del XX secolo, il padre esercitava tutti i diritti sui bambini e li affidava spesso a uno dei suoi parenti. In Francia, fino alla legge del 1970, tutti i diritti spettavano ai padri. La legge del 1970 introdusse il concetto di potestà genitoriale congiunta e condivisa. I genitori, che godono di uguali diritti prima della separazione, devono fruire di uguali diritti anche dopo il divorzio.

Ma se l’80% delle coppie separate decidono di comune accordo le modalità di affido dei figli, spesso accuditi  per la maggior parte del tempo dalle madri, è stato infine scoperto che 1 donna su 5 subisce violenza coniugale (Amnesty International) e che 1 bambino su 5 è sessualmente abusato, in grande maggioranza dai parenti (Consiglio d’Europa).

Così, negando queste violenze e reclamando il ritorno ad una situazione in cui l’uomo esercitava i poteri del pater familias, i mascolinisti sviluppano una teoria che numerosi deputati e senatori (soprattutto di destra) mostrano di accettare presentando queste proposte di legge.

I precedenti fallimenti non impediranno ai parlamentari di depositarne di nuove alla prossima discussione dell’Assemblea Nazionale sulla famiglia. Possiamo scommettere che gli scalatori di Nantes e i loro amici faranno di nuovo parlare di sé nei prossimi mesi.

Se avete ancora voglia di leggere sull’argomento:

I poveri papà separati

Dall’Australia: i papà separati e la violenza contro le donne

Québec, Italia, una faccia e una razza

Annunci

Informazioni su il ricciocorno schiattoso

Il ricciocorno schiattoso si dice sia stato avvistato in Svezia da persone assolutamente inattendibili, ma nonostante ciò non è famoso come Nessie.
Questa voce è stata pubblicata in affido e alienazione genitoriale, attualità, giustizia, politica, riflessioni, società e contrassegnata con , , , , , , , , , , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

14 risposte a Dalla Francia: i papà separati, un movimento internazionale

  1. Paolo1984 ha detto:

    ma a quale “educazione virile” faranno riferimento? Ci sono tanti modi di vivere la mascolinità e la femminilità

  2. AnneL ha detto:

    Le ricerche che ho menzionato esistono. Ne cito alcune. Sono figli di madri divorziate o single: il 70% dei bambini che fuggono di casa, il 70% dei teen-ager che si suicidano il 70% dei delinquenti giovanili, il 70% degli assassini di bambini; il 70% delle minorenni incinta, il 71% degli adolescenti tossicodipendenti, il 72% dei ragazzi omicidi, l’80-85% dei giovani incarcerati, il 90% dei giovani senza casa, (Richard E. Redding, “It’s Really About Sex”, Duke Univ. Journal of Gender Law and Policy, 1/1/2008; organizzazione Svizzera IGM; M. Charen, “More Good News Than Bad?”, Washington Times, 16/3/2001; C. Colson, “How Shall We Live?” Tyndale House 2004, pag. 323; D.T. Lykken, “Reconstructing Fathers”, American Psychologist 55 681 2000; W. Horn, “Why There Is No Substitute For Parents,” IMPRIMIS 26, N0. 6, June 1997; B.H. Waldman e S.P. Perlman, “Ho- meless Children With Disabilities, The Exceptional Parent, 1/6/2008, American Academy of Developmental Medicine and Dentistry).
    Rispetto ai bambini cresciuti con entrambi i genitori, i figli di madri divorziate o single hanno probabilita`: 2.6 volte maggiore di subire maltrattamenti; 5 volte maggiore di suicidarsi; 6 volte maggiore di vivere sotto la soglia di poverta`; 9 volte maggiore di abbandonare la scuola; 10 volte maggiore di abusare di sostanze chimiche; 14 volte maggiore di commettere stupri; 20 volte maggiore di finire in prigione; 32 volte maggiore di scappare di casa; da 6 a 30 volte maggiore di subire gravi abusi; (P.F. Fagan e K.A. Johnson, Heritage Foundation Backgrounder 1535, ricerca basata sui dati del Department of Justice e del National Crime Victimization Survey).
    Una analisi dell’IPPR (Institute for Public Policy Research) inglese ha identificato come fattore comune fra le 18 aree piu` colpite nell’estate 2011 dalla delinquenza giovanile, un alto tasso di famiglie sfasciate e madri single. “Il piu` importante fattore che consente di predire se una persona finira` in prigione `e se `e stata cresciuta da un solo genitore” (C.C. Harper e S.S. McLanahan, “Father Absence and Youth Incarceration”, Annual Meeting of the American Sociological Assoc., San Francisco, CA, 1998).
    “Il 70% degli incarcerati in centri di detenzione giovanile con condanne gravi sono stati cresciuti da madri single” (W. Horn, “Why There Is No Substitute For Parents”, IMPRIMIS 26, no 6, 6/1997).
    “Il tasso di crimini violenti e di rapine in una comunita` sono correlati con il tasso di famiglie con un solo genitore, ma non con il livello di poverta`” (D.A. Smith e G.R. Jarjoura, “Social Structure and Criminal Victimization,” Journal of Research in Crime and Delinquency 25 1988).
    “Dopo aver corretto per il tasso di madri single, la differenza fra i tassi di crimini di bianchi e neri scompare” (Progressive Policy Institute, 1990; David Blankenhorn, “Fatherless America: Confronting Our Most Urgent Social Problem,” New York, Harper Perennial, 1996, pag. 31).
    “Due terzi dei bambini uccisi, vengono uccisi dalla madre” (Dipartimento USA of Health and Human Services, ‘Child Abuse Statistics by Relationship’ March 2013).
    “La separazione fra i genitori durante l’infanzia `e emersa come il singolo piu` importante fattore di rischio per la morte precoce. I figli adulti di genitori separati sono morti quasi 5 anni prima, in media, dei figli cresciuti in famiglie intatte. Le cause della morte includo- no incidenti, violenza, attacchi al cuore. La separazione fra i genitori rimane l’evento piu` traumatico e dannoso per i bambini” (H.S. Friedman e L.R. Martin, The Longevity Project).

    • William Horn, autore di “Why There Is No Substitute For Parents”, presidente del National Fatherhood Initiative. Oh, ma guarda…
      Eccoli qua: http://www.fatherhood.org/ Sempre le solite cose, sempre le stesse…

      Devo aggiungere altro? Mi sembra evidente che il sospetto che ci sia una lobby dietro tutto questo non è così peregrino.

      E a proposito dei bambini uccisi dalla madre: https://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/2013/05/16/la-campagna-di-disinformazione/

      Sappiamo che vi piace assai pubblicare dati allarmanti sull’argomento…

      Che dire, cara Anne, sono veramente stanca di fare ricerche e di ritrovare sempre gli stessi soggetti, la stessa retorica, le stesse frasi copia-incollate ovunque. Gli stessi gruppi organizzati…

      E mai un argomento sul post in oggetto. Che mi dice dei papà di Nantes? Ad esempio: lei ritiene che un genitore abusante o colpevole di violenza domestica abbia tutto il diritto di rivendicare la residenza alternata per i propri figli?

      Questo post muove delle accuse molto serie. E onestamente comincio a pensare che il regista che cito non abbia tutti i torti…

      • Ciccio ha detto:

        La verità a queste pseudogiornaliste fa molto male, ma quando si vuole per forza fare campagne di odio verso gli uomini è normale che ci vadano in puzza.
        Ma se avete tutti questi problemi con gli uomini perché non ne parlate con un esperto?

      • Ma “avete” chi??? Io sono una, e non sono solita pretendere che la gente mi si rivolga con il “voi”… E l’autore di questo articolo è un maschio. Ma lo ha letto?

  3. AnneL ha detto:

    Con l’attuale sistema madri violente ed abusanti ottengono il potere assoluto sui figli con false accuse di violenza e di abuso. Una mia amica avvocatessa mi diceva che quando deve difendere madri separate spesso si vergogna di questi metodi, che ormai sono la prassi. Quindi ritengo che il meglio per i bambini sia che lo stato eviti di ingerirsi nelle famiglie: i genitori, nonostante rari casi di violenze ed abusi, in media sono molto meglio per i figli che non giudici, avvocati, per non parlare delle associazioni specializzate nelle false accuse e nel negazionismo dell’alienazione genitoriale. Una legge su di un vero affido condiviso certamente sarebbe la cosa migliore per i bambini

    • Invece mio cuggino una volta mi ha raccontato che è morto. http://www.youtube.com/watch?v=AFW81wHXcbE
      E ho anche sentito dire che c’è un grosso problema di alieni rettiliani. In merito all’evidente contraddizione “ritengo che il meglio per i bambini sia che lo stato eviti di ingerirsi nelle famiglie” e “Una legge su di un vero affido condiviso certamente sarebbe la cosa migliore per i bambini”: insomma lo Stato va bene solo quando scrive le leggi che detta Lei? Cos’è, delirio di onnipotenza?
      E comunque: non risponde ed è perennemente off topic.
      Io sono infintamente paziente e comincio a chiedermi perché. E Lei se ne sta approfittando…
      Comunque, secondo me, in alcuni casi lo Stato farebbe meglio a sbrigarsi ad interferire: http://www.ilmattino.it/primopiano/cronaca/violenza_donne_oms_madri/notizie/311543.shtml Cito: “Non è solo l’orrore delle botte e delle minacce, non è solo il rosario di morti quotidiane. C’è anche un dato economico abnorme: 2,4 miliardi. Questa è infatti la cifra che si spende ogni anno in Italia per i costi, diretti e indiretti, causati da atti di violenza contro le donne. I numeri sembrano quelli di un bollettino di guerra: 124 femminicidi nel 2012 e 65 nei primi sei mesi di quest’anno. Ma analizzando la situazione nello specifico salta all’occhio un’atrocità ancora più grande. Infatti il 30% dei maltrattamenti ha inizio durante il periodo della gravidanza e una donna su 4 è vittima di abusi in questa fase della vita. Un dato preoccupante, cui si somma quello secondo il quale il 69% delle donne maltrattate in gravidanza continuino a subire violenze anche dopo la maternità.
      LE CONSEGUENZE
      I danni sono immani e vanno dal distacco di placenta ai disturbi alimentari, da infezioni a problemi psichici, come disturbi d’ansia e del sonno, dall’abuso di alcol e farmaci a tentati suicidi. Le ripercussioni ci sono anche per il bambino che corre rischi immani come la morte fetale, il parto pretermine, la poliabortività nonché conseguenze psichiche pesantissime. Infatti studi recenti hanno dimostrato che l’esposizione alla violenza domestica modifica alcune aree cerebrali dei bambini, con il rischio di sviluppare disturbi d’ansia. I bambini che crescono in un clima di violenza hanno il 50% di probabilità in più di abusare di alcol e droga, un rischio sei volte maggiore di suicidio, più alte probabilità di sviluppare effetti di stress sul cervello e comportamenti delinquenziali e di essere a loro volta oggetto o soggetto di violenza.”

      Ma certo, secondo lei sono dati inventati. Oppure le donne si picchiano da sole e poi corrono in ospedale per incastrare quell’innocente che non la toccherebbe neanche con un fiore…

      • AnneL ha detto:

        La verità è che donne e uomini sono violenti in egual misura. Ma le tante persone che lo hanno detto e dimostrato sono state fatte tacere con minacce di morte e diffamazioni.

      • Minacce di morte? Lei riceve minacce di morte? Chi è che riceve minacce di morte? E chi sarebbe che minaccia?

        Senta, “donne e uomini sono violenti in egual misura” è un principio astratto. Invece noi viviamo nel mondo reale, un mondo che ancora è basato sulla diseguaglianza.
        Secondo il Global Gender Gap Report del 2012, l’Italia è soltanto al 101° posto per la partecipazione economica e opportunità per le donne, al 65° posto quanto all’accesso all’istruzione di base e di livello superiore, al 76° per quel che concerne salute e sopravvivenza e al 71° per la rappresentanza politica. Il rapporto ombra elaborato dalla piattaforma «Lavori in corsa: 30 anni CEDAW» presentato il 17 gennaio 2012 alla Camera, insieme alle raccomandazioni del Comitato CEDAW, riferisce che la violenza maschile sulle donne è la prima causa di morte per le donne tra i 16 anni e i 44 anni in tutta Europa e nel mondo e in Italia più che altrove. Nel nostro continente ogni giorno 7 donne vengono uccise dai propri partner o ex partner.
        il primo rapporto ONU tematico sul femminicidio, presentato il 25 giugno 2012, frutto del lavoro realizzato in Italia dalla rapporteur Rashida Manjoo, afferma che «Il continuum della violenza nella casa si riflette nel crescente numero di vittime di femminicidio in Italia». Il Rapporto sottolinea che nel nostro paese gli stereotipi di genere sono profondamente radicati e predeterminano i ruoli di uomini e donne nella società.
        E questi sono dati concreti.

        Lei invece chiacchiera di “amiche avvocatesse” che le raccontano di madri malvage, “violente ed abusanti”, che inventano “false accuse”, e che questa sarebbe la “prassi”.

        Eppure recentemente a Brescia un uomo ha assassinato i due figli per vendicarsi della ex moglie. La cosa da rimarcare, vede, non è che il padre li abbia uccisi, ma che la madre aveva presentato ben 10 denunce per ottenere protezione dalle forze dell’ordine e non era stata ascoltata. Lo sa perché nessuno è intervenuto? Perché persone come lei sostengono che lo Stato non deve interferire nella vita delle famiglie.

        Se è vero che potenzialmente uomini e donne potrebbero essere ugualmente violenti, in una società come questa, basata sulla diseguaglianza e ancora strutturalmente patriarcale, gli uomini sono lasciati liberi di perpetrare violenza, che è considerata un modo legittimo di esercitare il potere all’interno delle mura domestiche, mentre le donne sono educate a subirla, la violenza.

    • chiararossiblog ha detto:

      Anne, mi puzzi tanto di uomo che scrive con lo pseudonimo di una donna.

    • Romano ha detto:

      Le sbrodolate di AnneL e Ciccio.

  4. Ciccio ha detto:

    Brave, fate bene a combattere i padri, che sono la parte marcia della coppia.
    Fate bene a ribadire che gli uomini sono la parte marcia del mondo e che le donne sono razza superiore!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...