Jack Frost e Peter Pan

Jack Frost è un personaggio che compare nelle leggende vichinghe: con il nome Jokul Frosti è lo “spargitore di gelo”, colui che disegna quelle piccole “felci” di cristallo che compaiono sulle finestre durante le mattine fredde. Beh, non qui da noi, naturalmente.

E’ parente del vento, porta con sé la neve, e col passare degli anni si è cominciato a ipotizzare che lavorasse anche per nascondere la slitta di Babbo Natale in movimento, permettendogli di consegnare i regali senza essere visto. Noto come Padre Inverno o Jack Brina, da spiritello dei boschi si è trasformato pian piano in un vecchio signore…. Finché il film “Le 5 leggende” non ce lo ripropone così:

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Jack Frost ha più di 300 anni, ma non li dimostra. Vola, sospinto dal vento, e passa il suo tempo a scatenare tempeste di neve allo scopo dichiarato di far chiudere le scuole; si diverte a creare scompiglio, a sobillare battaglie di palle neve, a far scivolare gli slittini sul ghiaccio; le fatine dei denti, solo a sentire il suo nome, sospirano e sbattono le ciglia, e se gli parli di “responsabilità”, la sua prima reazione è di scappare via.

Ma, a volte, lo coglie la malinconia, e si sofferma a guardare attraverso i vetri i bambini che, nelle loro camerette, si lasciano rimboccare le coperte dalla mamma.

Notate la postura, appeso come all’albero maestro d’una nave pirata: non somiglia incredibilmente a Peter Pan?

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Tutti conosciamo il Peter Pan della Walt Disney, quello che nell’Isola che Non C’è si diletta nella perenne lotta col perfido Capitan Uncino, ma pochi hanno letto il racconto che James Matthew Barrie scrisse ben sette anni dopo la commedia teatrale che diede i natali a Wendy, Gianni, Michele, i bimbi sperduti e la fatina Campanellino: Peter Pan nei Giardini di Kensington.

Peter è tanto vecchio, ma ha sempre la stessa età, e quindi questo non ha importanza. La sua età è una settimana, e benché sia nato molto tempo fa, non ha mai avuto un compleanno, né c’è la piccola possibilità che mai ne abbia uno.

Peter Pan, come Jack Frost, non ha memoria d’essere stato bambino; come Jack Frost s’aggira nei luoghi dove regnano i bambini, senza mai poter giocare davvero  con uno di loro; è amato dalle fate, dialoga con le creature magiche che popolano i giardini dopo l’orario di chiusura ed è sempre allegro: Oh egli era allegro! Era tanto più allegro di te, come tu sei più allegro di tuo padre, ci racconta Barrie, di quell’allegria che hanno i bambini più degli adulti, l’allegria che nasce dal semplice buttarsi a terra, girando come una trottola.

Ma le somiglianze finiscono qui.

In uno dei passi più commoventi del racconto di Barrie- che vi consiglio – il piccolo Peter Pan, con l’aiuto delle fate, riesce a raggiungere la finestra della sua mamma e. anche se il desiderio di lei è così struggente che per un attimo pensa di tornare ad essere un bambino a tutti gli effetti, alla fine Peter le volta le spalle e volando rientra nei giardini di Kensington a rimpiangere per sempre quell’occasione perduta.

Ella giaceva con la faccia sulla mano, e la buca del guanciale era come un nido foderato dai suoi bruni capelli ondulati. Egli ricordò, benché l’avesse dimenticato per tanto tempo, che sempre lei aveva l’abitudine alla notte di dare vacanza ai suoi capelli. Che dolcezza, le lievi increspature della camicia da notte! … “O mamma” disse Peter fra sé “se tu sapessi chi siede qui ai piedi del tuo letto” … Sapeva che gli sarebbe bastato dire “mamma” con un soffio di voce, e lei si sarebbe svegliata…. Allora lei avrebbe mandato un grido di gioia e l’avrebbe stretto a sé… Ma perché Peter siede così a lungo ai piedi del letto, perché non dice a sua madre che è tornato? … Peter stava là con due pensieri diversi. A volte guardava sua madre con intenso desiderio, e poi con lo stesso desiderio guardava la finestra…

E alla fine, lo sai, volò via.

La storia di Jack Frost è un romanzo di formazione, mentre Peter Pan non è che un eterno bambino, bloccato in un presente senza futuro: Ah Peter! – sussurra Barrie al suo personaggio – Noi che abbiamo commesso il grande errore, come diversamente agiremmo alla seconda occasione! Ma non vi è seconda occasione, per la maggior parte di noi…

Jack Frost emerge dalle profondità di un lago ghiacciato, in una sorta di simbolico parto: ha dimenticato chi è e da dove viene, e come Peter Pan si abbandona ad una vita scanzonata fuori dal tempo.

Ma a differenza di Peter Pan, che una volta ritrovati i suoi ricordi rinuncia comunque a diventare quel meraviglioso ragazzo che pure aveva tanto desiderato essere perché paralizzato dal timore delle vesti che dovrebbe indossare, Jack affronta e sconfigge la paura in persona – il subdolo Uomo Nero – accettando di assumere un ruolo e le responsabilità che ne conseguono: ed ecco, magicamente, non è più invisibile e tutti pronunciano il suo nome.

Jack Frost, coraggiosamente, “si veste” (e viene “investito”, con tanto di squilli di tromba e giuramento) ed impara a gestire la paura delle aspettative che gravano su chi prende un impegno, guadagnando così la possibilità di creare legami veri con gli esseri umani- legami che permettono di “vedere” l’altro da sé ed esserne visti – mentre Peter Pan rimarrà per l’eternità seduto ai margini del ballo delle fate, convinto che “ditale” significhi “bacio” e viceversa, incapace di comunicare davvero con chiunque provenga dal mondo reale.

Jack Frost è l’anti-Peter Pan: sono felice per quei bambini che accoglieranno il suo messaggio.

Informazioni su il ricciocorno schiattoso

Il ricciocorno schiattoso si dice sia stato avvistato in Svezia da persone assolutamente inattendibili, ma nonostante ciò non è famoso come Nessie.
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2 risposte a Jack Frost e Peter Pan

  1. Verdiana ha detto:

    Salve. È la prima volta che visito il suo blog. Ho letto tutti i suoi articoli e … Beh, sentivo semplicemente il bisogno di dirle che la reputo una splendida persona. Mi ha sinceramente commosso ed emozionato. Le sue parole, così pure, così luminose, così semplici, eppure così profonde … Mi ha fatto scoprire il lato meraviglioso di molte cose. Ecco, semplicemente … Grazie.

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