With love

lepine

Il 6 Dicembre 1989 Marc Lépine, uno studente di informatica di 25 anni, si introdusse nella Ecole Plytecnique di Montral, Canada, armato di un fucile Ruger Mini-14 semi-automatico e un coltello da caccia. Entrò  in una classe, ordinò agli uomini di uscire ed allineò le donne contro il muro.

“Sto combattendo il femminismo” annunciò prima di aprire il fuoco “Voi siete donne che vogliono diventare ingegneri. Siete un mucchio di femministe. Io odio le femministe”.

Quando infine rivolse l’arma contro se stesso, 14 donne erano morte e 10 ferite; anche 4 uomini erano stati colpiti.

Siccome dubito fortemente che possa trattarsi di un caso di omonimia, vorrei dedicare un pensiero affettuoso a questo simpatico piccolo fan del pluriomicida Marc Lépine, tanto ansioso di veder scorrere il sangue, che mi ha lasciato questo messaggio nel blog per rivendicare il suo diritto di girare armato:

Gente-scema

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Informazioni su il ricciocorno schiattoso

Il ricciocorno schiattoso si dice sia stato avvistato in Svezia da persone assolutamente inattendibili, ma nonostante ciò non è famoso come Nessie.
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30 risposte a With love

  1. simonasforza ha detto:

    Totale solidarietà. Alcune persone usano il loro cervello solo per odiare.

  2. Paolo ha detto:

    Thomas Jefferson ha ragione, ma l’utente non sa che i tiranni sono come il tizio che lui ha scelto come nick

  3. Cinzia ha detto:

    Minaccia vera e propria … qualcuno sta odiando moltissimo :/

  4. PaoloB ha detto:

    Marc Lepine ha sbagliato, ma era un povero ragazzo vittima di PAS (privato del suo papà e alienato a crederlo violento) e poi escluso dal politecnico per colpa delle quote rosa. La tragedia personale di cui è stato vittima, l’essere nato nel paese più misandrico del mondo, l’aver avuto una madre femminista, lo ha aiutato a capire il pericolo per primo. Se fosse vissuto oggi avrebbe potuto unirsi alla resistenza per collaborare in maniera non-violenta a realizzare il suo sogno di pace e di vera eguaglianza

    • Ecco un altro che “ha sbagliato”. Il suo errore? Uccidere 14 persone che neanche conosceva.
      E a proposito di Pas: Lépine aveva un padre abusante, che lo picchiava: http://www.crimelibrary.com/notorious_murders/mass/marc_lepine/10.html
      Condannato per i maltrattamenti alla moglie e ai figli, maltrattamenti che Lépine ha subito per ben 7 anni.
      Giusto per capire che cosa intende con “alineazione genitoriale” la grande maggioranza delle persone che la propagandano.
      Così descrisse le sue idee sul Toronto Star il giornalista Thomas Walkom: “a philosophy derived from a focus on family values that stipulated a woman’s exclusive role as homemaker, with all her significant decisions made by her husband.” (una filosofia incentrata su un concetto di famiglia in cui la donna doveva rimanere a casa, e tutte le decisioni importanti competevano al marito)
      Se questa per voi è la “vera uguaglianza”, temo abbiate un problema col dizionario.

      • Andrea Mansi ha detto:

        Il sito riporta le parole della madre, ma chi dice che siano vere? Potrebbe essere l’odio calunnioso di una madre alienante. I fatti sono che la madre accusò il padre di violenza, e che il padre sostenne che si trattava di false accuse. Essendo in un paese femminista, un tribunale affidò Marc alla madre, che lo indusse a perdere i contatti con il padre, ad odiare il proprio padre fino ad assumere il cognome della madre. Questo è un oggettivo indicatore di alienazione genitoriale: i bambini veramente vittime di violenze tendono a rimanere affettivamente legati ai genitori, anche se violenti. Da grande Marc ha iniziato a disprezzare la madre, ma ormai l’abuso era compiuto. Come tanti giovani adulti vittime di PAS, Marc soffriva di psicopatia. Una analisi degli autori di massacri, mostra che spesso gli autori sono giovani cresciuti senza i loro papà. Fra questi Marc spicca per il suo messaggio: lui non voleva compiere una vendetta alla cieca, ma credeva di essere dalla parte del bene. Anche se purtroppo ha commesso un gesto stupido e criminale, gli va riconosciuto che aveva correttamente identificato il nemico in quell’ideologia femminista oggi palesemente causa di tante disgrazie.

      • No, il sito riporta che il padre di Lépine è stato processato e condannato perché terrorizzava e picchiava moglie e figli. Marc non fu affidato alla madre, ma visse presso delle famiglie affidatarie, perché la madre non era in grado di provvedere economicamente al mantenimento dei suoi figli (Marc averva una sorella). http://en.wikipedia.org/wiki/Marc_L%C3%A9pine
        A proposito di figli che crescono senza papà, alcuni esempi illustri: Mark Twain era orfano di padre, lo scrittore. O Isaac Newton, che il padre non lo conobbe mai. Copernico perse il padre a 10 anni, Alexander Fleming – l’uomo che ha scoperto la penicillina, a 7. Altri che vissero una terribile infanzia senza papà? Bach, ad esempio, il musicista. David Hume, il filosofo, perse il padre a 3 anni. Non credo proprio che si possa associare l’assenza del padre ad uno sviluppo con carenze cognitive, ti pare?
        Sai che cosa è fonte di terribile disgrazie, oggi come oggi? L’alienazione genitoriale: una teoria priva di qualsiasi conforto scientifico, usata per punire quelle donne che denunciano gli abusi intrafamiliari. E a farne le spese sono i bambini: https://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/2014/01/25/i-giudici-si-servono-di-una-teoria-controversa-per-punire-le-madri-che-denunciano-gli-abusi/

      • Andrea Mansi ha detto:

        Mi sono espresso in maniera imprecisa: il fattore comune a molte persone che commettono massacri (Marc Lepine, Adam Lanza, Anders Breivik…) è l’essere stati privati del papà ed alienati. Riguardo al padre di Lepine, nel sito che lei cita non risultano condanne, ma solo la testimonianza accusatoria della ex moglie, sostenuta dalla sorella. Risulta invece che Marc Lepine da piccolo testimoniò per suo padre che si proclamò innocente, ma venne egualmente privato dei figli. Così Marc Lepine venne alienato e plagiato all’odio contro suo padre. Come capita a tanti ragazzi alienati, arrivato all’età della ragione iniziò a rendersi conto di quanto subito ed a provare risentimento verso la madre, che espresse in maniera indiretta uccidendo persone come lei.

      • No, non ti sei espresso in maniera imprecisa, ti stai proprio inventando delle cose che non risultano in nessuna delle biografie di Marc Lépine. Ma è titpico dei fan dell’alienazione genitoriale fare diagnosi ai morti. https://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/2013/04/11/propaganda-parte-v-di-einstein-medea-e-popper-2/

        Per la sua particolare natura, l’alienazione genitoriale, oltre ad essere un disturbo che può essere presente “in spirito” nel DSM senza esservi di fatto nominato (https://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/2013/05/25/i-mille-volti-dellalienazione-genitoriale/), può essere infatti diagnosticato ad un paziente morto da tempo, persino in assenza di un sensitivo. E possono diagnosticarlo tutti, non bisogna essere un medico, uno psicologo, non è necessario neanche essere laureati o diplomati. Si prende un cadavere qualsiasi e si accusa la sua mamma di essere una perfida alienatrice. E’ capitato che l’alienazione genitoriale venisse diagnosticata addirittura a personaggi dei romanzi. L’alienazione genitoriale, infatti, può essere diagnosticata a tutti, in qualsiasi momento.

        Tutto questo sarebbe estremamente divertente, se non fosse che qualche Giudice a queste scemenze ci crede davvero.

        Il tema di questo post, comunque, non è Marc Lépine – vi ricordo – ma il fatto che qualcuno ha pensato fosse spiritoso scrivere a questo blog firmandosi col nome di un pluriomicida.
        Magari potreste diagnosticare qualche disturbo anche a lui…

    • Lilli ha detto:

      Le parole “resistenza” , “pace” e “uguaglianza” non c’entrano proprio nulla con la fantomatica P.A.S. Chi sostiene la PAS sostiene che le madri che accusano i padri di violenza sono quasi tutte bugiarde (anzi, diciamo il 92% di loro, o l’80% o il 65%-dipende dal giorno della settimana e dall’umidità 🙂 ) e che i bambini vanno tolti loro per affidarli ai padri. Questo la dice lunga su quanto sia pacifica e egualitaria questa teoria 🙂

    • IDA ha detto:

      Andrea 1,2,&PaoloB ma vi rendete conto che state giustificando gli omicidi, mistificando la realtà, state seminando pregiudizi e odio verso le donne. Se qualcuno si sente in dovere di firmarsi con il nome di uno che ha fatto una strage, è grazie a gente come voi che è subito pronta a giustificarlo e farne un eroe. 80% delle donne in fase di separazione mentono? Voi mentite e lo sapete bene. Il Canada è misandrico? No! È gente come voi che è talmente misogina che si inventa persecuzioni..Conosci il significato della parola? Mi sapete dire una legge che discrimina gli uomini in Canada? E le leggi che discriminano gli uomini nei tribunali italiani quali sono? Non lo sapete, perché non ce ne sono.. In compenso vi potrei dire paesi del mondo che hanno leggi che discriminano le donne, che uccidono le donne senza essere degli assassini, perché lo fanno seguendo la legge.. sapete che nel mondo esiste ancora la lapidazione? Forse quello è il vostro modello di società? Seguendo la vostra stupida logica, nel mondo, le donne quanti stragi dovrebbero fare per pareggiare i conti? Mentite, sapete di mentire, e andate a spargere su tutto il Web le vostre misere menzogne…

    • Cinzia ha detto:

      E quindi tutti questi signori così arrabbiati e pieni di desiderio di dare una bella lezione alle donne, in realtà vorrebbero punire le loro MAMME ?
      Ma se tutti i mali del mondo sono colpa delle mamme malvage e perverse perché non fanno fuori quelle, ma si sfogano su compagne, figli e sconosciute?
      Se ammazzano così a casaccio ci confondono le idee. :/
      Sarebbe per esempio molto utile che i nostri commentatori smettessero di fare casi astratti e ci testimoniassero di che abberrazioni hanno subito dalle loro mamme per essere diventati così come sono.

  5. maurozennaro ha detto:

    Le storie personali degli assassini sono sempre tragiche, ma questo non li giustifica. Può, semmai, essere la radice da cui sviluppare un proprio percorso per uscire dalle personali miserie verso la realizzazione di sé, ma senza stroncare quella degli altri e delle altre. Non ricordo storie di donne che, a causa di un’infanzia infelice, abbiano massacrato uomini ritenendoli in massa responsabili dei guai del mondo. E questo, direi, fa la differenza (e la faceva anche nel 1989).

  6. Morgaine le Fée ha detto:

    Trovo aberrante che ci siano persone qui, come nel post sulla bimba arsa viva, che cercano di arrampicarsi sugli specchi in tutti i modi possibili immaginabili pur di giustificare degli efferati assassini.
    L’assassinio viene liquidato da costoro come un semplice *incidente di percorso*, uno *sbaglio*, come quando uno risolve un problema di algebra e sbaglia a far di conto in un passaggio.
    “Escluso dal politecnico per colpa delle quote rosa”: caspita! con tutte le volte che mi é stato rifiutato un lavoro perché *cerchiamo un uomo*, a quest’ora avrei giá devastato un’intera cittadina.

    • winola ha detto:

      Che poi, escluso dalla politecnico per via delle quote rosa è davvero una scusa patetica. Se è stato escluso è perché c’erano altri uomini davanti a lui in graduatoria, perché non prendersela con loro? Ah, giusto, perché la colpa è sempre e comunque delle donne, dimenticavo.

      (Sto facendo del sarcasmo, nel caso non si fosse capito!)

  7. maurozennaro ha detto:

    Grazie per la segnalazione cinematografica, Ricciocorno. Cerco subito il film. Le assassine pazze sanguinarie paranoiche ed efferate mi piacciono molto, sono così rare…

  8. Vale ha detto:

    Posso rivolgere una domanda a tutti i signori che ce l’hanno così tanto con le donne? (e non dite di no, che tanto si capisce bene)
    Ma se vi stanno così tanto sull’anima (eufemismo), perché continuate a frequentarle? Per coerenza mi aspetto che rifiutiate le cure da medici donna, che non mangiate nulla cucinato da una donna, indossiate nulla cucito da una donna, non utilizziate i computer (le prime programmatrici erano donne, inconcepibile!), che non montiate su auto progettate da donne, niente raggi X e un sacco di chimica e farmaceutica (ancora scienziati donne) e soprattutto, niente relazioni con donne, quindi dovreste diventare tutti gay.
    Io sono pronta a rispettare tutti i punti di vista. Però ESIGO coerenza. Solo dopo, potrete andare a inneggiare a chi entra in una stanza a caso per sparare alle donne tanto per.
    Allora, quand’è che iniziate ad essere coerenti con voi stessi? Stiamo aspettando!
    Vale

    • Cinzia ha detto:

      Gay non c’entra però… gay non è sinonimo di misogino … un omosessuale ama un altro uomo perché è la sua natura, non perchè odia le donne.
      Chi odia le donne ed è violento, di solito è un prepotente in generale.

      • Vale ha detto:

        Gay inteso nel senso “non voglio avere a che fare con le donne neppure per una relazione, ergo mi relaziono solo con gli uomini”. Tipo, molti nel mio ufficio non fanno altro che dire che le donne sono tutte zoccole, che li manipolano (poveri cari – -‘ sì, se te lo stai chiedendo, sono loro signori che mettono le corna alla moglie e non viceversa), che sono insopportabili, ecc. Ora, non per dire, ma se le trovano così male, perché continuano ad uscirci insieme e a volere una relazione con loro? Che frequentino solo uomini!
        Ecco perché ho detto gay, non perché i gay siano misogini.

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