Esausta

Quando abbiamo parlato della famigerata camicia di Matt Taylor, ho cercato di spostare la vostra attenzione dalle provocanti pin-up dipinte sulla stoffa al Commons Science and Technology Committee report, un rapporto del comitato ristretto per la scienza e la tecnologia del Parlamento inglese che analizzava il problema della mancanza di donne nel mondo scientifico:

The Commons Science and Technology Committee said that women were significantly under-represented in senior academic posts and high-tech industries.

Fra le ragioni che il rapporto cita per spiegare come mai ci sono molti più uomini che donne ad occupare ruoli importanti nel mondo accademico e nelle industrie high-tech, c’era anche la “stereotype threat“, la minaccia dello stereotipo.

Cosa sono gli stereotipi? Gli stereotipi sono delle raffigurazioni dei gruppi sociali e servono a semplificare la realtà.

Invece di un’ immagine complessa,gli stereotipi ci restituiscono un’immagine artificiosa, mediante la quale un quadro complesso e articolato viene ridotto ad uno schema ristretto, che non tiene conto di tutte le diverse variabili che intervengono nei processi reali.

La schematicità è un pregio e un difetto. E’ un pregio perché ci fa risparmiare risorse cognitive: ricordiamo meglio gli schemi, possiamo elaborarli e riusarli senza troppo sforzo. E’ un difetto perché molto spesso gli schemi che usiamo sono sbagliati, non corrispondono alla realtà.

Che influenza hanno gli stereotipi nella vita di tutti i giorni? Gli stereotipi forniscono alle persone un’interpretazione della realtà, e in questo modo orientano le loro azioni.

Un esperimento celebre sugli stereotipi è l’esperimento Duncan, del 1976 (Duncan, B. L.  “Differential social perception and attribution if intergroup violence: Testing the lower limits of stereotyping of Blacks”).

Ai soggetti dell’esperimento venne proposta una scena videoregistrata nella quale c’erano due persone. Ad un certo punto una persona spingeva l’altra. Finito il filmato si chiedeva allo spettatore di spiegare cosa avevano visto, in modo da classificare la scena o come “comportamento scherzoso” o come “comportamento violento”. Quando la persona che spingeva era un nero, il comportamento veniva classificato come violento. Quando la persona che spingeva era un bianco, il comportamento veniva classificato come scherzoso.

L’unico modo per liberarci dal condizionamento di uno stereotipo è la consapevolezza della sua esistenza.

Che genere di stereotipi impediscono alle donne di accostarsi al mondo della scienza?

felinia_donne_scienza (immagine dalla pagina facebook di Felinia, artista della quale vi segnalo anche il blog)

donne_scienza_bambole

donna_spazio6

Il mondo – ci dice questo ultimo contributo – funzionava alla grande quando gli uomini e le donne si comportavano come tali.

Ovvero: quando gli uomini facevano “cose da uomini” e le donne si limitavano alle “cose da donne”, il mondo era semplice e comprensibile. Il femminismo ha incasinato tutto, e le persone non riescono più a ridurre la realtà agli schemi che utilizziamo da secoli e secoli.

Tornando alla questione delle donne nella scienza, abbiamo visto che uno sterotipo radicato nella nostra società, in Gran Bretagna come in Italia, è che scienza e tecnologia non siano “cose da donne”; un altro stereotipo è che un aspetto molto importante – quando si tratta di valutare una donna – è il fatto che sia attraente o meno, anche quando l’essere attraente c’entra poco o niente con l’argomento di cui si sta parlando.

In che modo questi stereotipi condizionano concretamente la vita delle persone?

Ho trovato sul New York Times un’articolo di Eileen Pollack, che riporta molte testimonianze di donne che hanno vissuto le conseguenze degli stereotipi di genere sulla loro pelle.

Ho frequentato una scuola pubblica rurale nella quale non mi è stato permesso di accedere ai corsi di fisica e calcolo accelerato perché le ragazze nonscelgono mai scienze e matematica.” Arrabbiata e annoiata, ho cominciato a leggere sullo spazio e il tempo e ad imparare da sola dai libri Quando sono arrivatoaa Yale, ero tristemente impreparata… Unica donna nella stanza, ero combattuta fra il sollevare la mano e espormi al ridicolo, o perdere parte della lezione e rimanere indietro. Alla fine mi sono laureata summa cum laude, Phi Beta Kappa, con il massimo dei voti, dopo aver primeggiato in meccanica quantistica e nel corso di laurea in fisica gravitazionale, il tutto mentre insegnavo a me stessa a programmare il computer mainframe di Yale. Ma non ho scelto la fisica come carriera. Al termine di quei quattro anni, ero esausta a causa di tutte quelle ore di solitudine trascorse a recuperare il divario con i miei compagni di classe, nascondendo le mie insicurezze, lottando per risolvere i problemi mentre i ragazzi lavoravano in team per terminare i loro. Ero stanca di vestire un modo per essere presa sul serio come scienziata mentre dovevo vestirmi in un altro per sentirmi femminile… Ma soprattutto, non ho scelto la fisica perché nessuno dei miei docenti mi ha mai incoraggiata a farlo.

Una giovane donna era rimasta sconcertata di trovare solo altre due ragazze nel suo corso di fisica al liceo, e ancora di più lo rimase quando le altre due se ne andarono. Un altra studentessa era l’unica ragazza nella sua classe di fisica sin dall’inizio. I suoi compagni di classe la prendevano in giro senza pietà: Sei una ragazza. Le ragazze non possono fare fisica.Si aspettava che l’insegnante ponesse fine a quel comportamento, ma non lo fece.

I ragazzi del mio gruppo non prendono quello che dico sul serio,” si lamenta un’importante astrofisica “Odio essere aggressivaE’ questo quello che ci vuole? Non sono stata cresciuta così. Dovrò essere aggressiva per tutta la scuola di specializzazione? Dovrò essere aggressiva per il resto della mia vita?

“Odio quando la gente in un bar o ad una festa fa sapere che mi sto laureando in fisica. Appena lo scoprono i ragazzi si allontanano.”

La scienza non è cosa da donne, e una donna che si occupa di scienza smette immediatamente di essere attraente. Alcuni indumenti rendono una donna “seria” e competente, altri indumenti la rendono attraente ma poco credibile in ambito lavorativo; non esiste un indumento in grado di rendere contemporaneamente una donna attraente e competente, perché l’essere competente è di per sé una qualità non attraente per l’altro sesso.

E quindi Samantha Cristoforetti è brutta, e se non è brutta allora non è una valida scienziata (e ha la bocca sporca di sperma).

dottoressa

Io vorrei attirare l’attenzione sull’aggettivo “esausta“: priva di risorse, fisiche e mentali, sfinita oltre il tollerabile.

Alcune donne sono esauste, e non mi sento di giudicarle per questo. Altre donne diventano aggressive pur di rimanere aggrappate ai loro sogni, e non giudico neanche loro.

A volte mi sento esausta anche io, e mi dico che non ha senso continuare a scrivere e riscrivere gli stessi  concetti, citando studi, riportando testimonianze, nel disperato tentativo di fornire gli strumenti atti a comprendere che il mondo è un tantino più complesso di quanto gli stereotipi ci convincono che sia, e che per comprendere un fenomeno, un evento, o un movimento variegato come il femminismo e il modo in cui le donne rivendicano una vita che non le sfinisca oltre il tollerabile, occorre accettare la sfida di approfondire (in fondo si tratta solo di spendere qualche risorsa cognitiva in più…).

Ma poi penso che quella di cui sono testimone, ogni giorno, è una tremenda ingiustizia alla quale non intendo arrendermi o, peggio, assuefarmi.

Sullo stesso argomento:

Samantha Cristoforetti, la prima italiana nello spazio, un sogno che si avvera, la missione Futura e….il maschilismo italico!

Dove sono quelli della camicia???

La partenza di Samantha Cristoforetti è una notizia da prima pagina?

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Informazioni su il ricciocorno schiattoso

Il ricciocorno schiattoso si dice sia stato avvistato in Svezia da persone assolutamente inattendibili, ma nonostante ciò non è famoso come Nessie.
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74 risposte a Esausta

  1. Paolo ha detto:

    una scuola rurale che impedisce alle donne di iscriversi ai corsi di fisica compie un atto illegale (credo che nessuno impedisca ai maschi di fare studi umanistici), anche se fosse solo una a volerlo fare è suo diritto farlo.

    Quanto ai compagni cretini che ti dicono “le ragazze non possono fare fisica” o si allontanano quando sanno che sei laureata in fisica (ma perchè??) sono per l’appunto individui patetici, basta vederli per ciò che sono e le loro parole non ci faranno male come non dobbiamo permettere a cretini sessualmente frustrati come quel cesare e gli undici idioti che hanno messo “mi piace” di avere potere su di noi
    Nelle facoltà scientifiche le ragazze sono presenti, brave o meno esattamente come i maschi. Una mia amica studia fisica,nessuno le ha impedito di farlo, è una ragazza normalissima e sono orgoglioso di chiamala amica

    • IDA ha detto:

      Paolo non è così semplice, Io ho fatto Agraria, quando mi iscrissi al corso di Industrie Alimentari, mi dissero: perché non fai Vivaistica o Forestale che sono più facili per una donna? Già al momento dell’iscrizione è una botta d’entusiasmo.. ai miei tempi le donne eravamo circa l’8% e quasi tutte facevano Vivaistica e Forestale, nel 2006 le donne iscritte erano 45.5% e oggi forse superano il 50%, ma: riporto dal notiziario dell’Università di Firenze. “Al chiudersi del secolo e del millennio, nel 1997, non c’era nemmeno una donna fra i 44 docenti di prima fascia ad Agraria, 2 appena a Giurisprudenza e 3 a Economia, Farmacia, Ingegneria, Scienze della Formazione e Scienze matematiche, fisiche e naturali. Nello stesso anno, però, più del 25% degli associati erano donne e le ricercatrici avevano sfondato il tetto del 40%.” Capito qual è l’altro problema.. nel mio corso eravamo solo tre donne, nessuna delle tre abbiamo esercitato la propria professione.. certo anche per nostre responsabilità e nostri limiti, ma tra i colleghi maschi di certo geni non ce ne erano… ma hanno avuto la possibilità di esercitare la propria professione. Poi devo dire che io non ho mai avuto problemi con i compagni e con i docenti, ma erano anche altre epoche.…….
      http://www.unifi.it/notiziario/mod-CMpro-viewpage-pageid-167-pageno-2.html

      • Paolo ha detto:

        ma tu comunque hai fatto il corso che volevi fare..se poi la maggioranza delle donne fa altro vabbè non vuol dire che sia più facile. Poi non a tutti succede di lavorare nel settore per cui hanno studiato (non è successo neanche a me per limiti miei sicuramente)

        poi se nel tuo corso erano in maggioranza numerica gli uomini è ovvio che la maggioranza di persone che hanno potuto fare il lavoro per cui hanno studiato come di quelli che ne hanno fatto un altro siano uomini

        e questo non toglie che nel mondo del lavoro esistano discriminazioni odiose come quella delle dimissioni in bianco

    • hmve ha detto:

      Sono d’accordo con lei su tutta la linea e per quanto riguarda la sua domanda sul perchè certi uomini si allontanino di fronte ad una ragazza laureata in una materia scientifica, credo proprio che, con la sua intelligenza, si sia già risposto da solo quando ha definito tali primati ( chiamarli uomini mi sembra un insulto al genere maschile ) come “individui patetici”. Sono patetici, perchè non sono in grado di comprendere, come lei ha sottolineato più volte, il fatto che vi siano più modi di vivere la femminilità ( o la mascolinità ) e pertanto considerano ogni donna che si discosti dal loro imodello di femminilità come una non-donna, un’aberrazione pari a un mostro mitologico.
      Non si allontanerebbe anche lei se pensasse di avere di fronte, non una donna ma l’idra di Lerna ? 😉

      • Vale ha detto:

        @Hmve: Non penso sia questione di considerare la mascolinità e la femminilità. Per quello che è la mia esperienza, è che si sentono (detta brutalmente) castrati. “Ma come, una donna più intelligente di me? 😮 “. Ebbene sì: gli stereotipi di genere fanno sì che una buona % di maschietti cresca convinta che sono i migliori (e quindi anche più intelligenti) solo in quanto dotati di pene. Quando questi tizi, che magari hanno avuto difficoltà ad arrivare alla sufficienza alle superiori, si trovano davanti una che a livello intellettivo se li rigira come vuole, scappano a gambe levate pur di non ammettere la loro pochezza cerebrale. Analogamente, le donne tendono a usare la scala dell’avvenenza per gli stessi paragoni. “Io valgo più di lei perché sono più bella”. Alla fine è tutta questione di autostima, ma il peso a livello sociale c’è.
        Nella mia esperienza, comunque, anche se il 70% scappa a gambe levate, l’altro 30% è quasi commosso di aver trovato una donna che non si limita a parlare di scarpe e borsette perché sennò teme di fare brutta figura.

        In ogni caso, il fatto che io sia fiera di farli scappare a gambe levate (perché si stanno auto-definendo come imbecilli! 😀 ) non implica che altre donne, con più aspirazioni sociali di me, possano sentirsi stufe di avere tabula rasa attorno a loro solo a causa della propria intelligenza (che, ricordo, è un grandissimo pregio).

  2. Vero o Falso? ha detto:

    Fabiola Gianotti è persona molto preparata, decisa, tenace, ragionevole, competente, e per di più esemplifica la reale condizione delle donne. Due persone hanno avuto la fortuna ed il merito di essere speaker dei due esperimenti che hanno scoperto il bosone di Higgs nella fase in cui dopo 20 anni di lavoro arrivava la scoperta: la Gianotti ed un uomo. Solo Fabiola è stata promossa dalla stampa internazionale che la ha trasformata in una star per strumentalizzarla a scopi femministi. Questo femminismo degenerato nel piagnisteo vittimista e misandrico è di ostacolo alle donne capaci.

    • Mi spieghi perché le femministe sarebbero vittimiste, mentre tu che piagnucoli a causa di una immaginaria “misandria” non lo sei?
      Come mai l’uomo che si lamenta non è mai vittimista?
      Ti faccio comunque notare che l’articolo del New York Times che ho citato inizia così:
      “Last summer, researchers at Yale published a study proving that physicists, chemists and biologists are likely to view a young male scientist more favorably than a woman with the same qualifications. Presented with identical summaries of the accomplishments of two imaginary applicants, professors at six major research institutions were significantly more willing to offer the man a job. If they did hire the woman, they set her salary, on average, nearly $4,000 lower than the man’s.”
      (La scorsa estate i ricercatori di Yale hanno pubblicato uno studio che dimostra che fisici, chimici e biologi preferiscono un giovane scienziato ad una donna con le stesse qualifiche. Presentando due candidati immaginari con il medesimo curruculum, i professori dei sei principali istituti di ricerca sono stati significativamente più disposti ad offrire all’uomo un lavoro. Quando hanno deciso la donna, il suo stipendio è risultato, in media, quasi 4.000 dollari inferiore a quello dell’uomo.)

      • Vero o Falso? ha detto:

        Perché le femministe passano la vita a costruire ricerche come questa, che immancabilmente risultano essere manipolate. Le scienze esatte sono basate sul merito, e invece le donne hanno raggiunto la parità nelle humanities. Questo contraddice l’ideologia femminista della discriminazione. Il fatto che l’ideologia femminista possa negare che esistono differenze innate fra uomini e donne e contemporaneamente attaccare gli uomini come violenti etc, chiedere la parità e contemporaneamente le quote rosa, e che posti seri tollerino questa isteria mostra che le donne sono accettate anche quando non contribuiscono con nulla di positivo.

      • Se affermi che una ricerca è viziata devi farlo portando delle argomentazioni, come ha fatto la Dottoressa Olzai con l’indagine conoscitiva sulla violenza verso il maschile. https://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/2012/11/15/in-risposta-alla-dott-ssa-pezzuolo/
        Altrimenti tutto ciò che dici sono solo piagnistei vittimisti.

      • Vero o Falso? ha detto:

        A rigor di logica il ricciocorno ha ragione: non mi sono nemmeno messo a cercare i dati che smentiscono questa ricerca. Perché quasi tutte le ricerche femministe si rivelano false, e dopo un po’ uno si scoccia. Meglio passare ad una meta-analisi e formula una regola che consenta di riconoscere rapidamente quando una femminista sta mentendo. Se muove le labbra, insospettitevi.

      • E dove sta scritto che si tratta di “una ricerca femminista”? Oltretutto il tuo modo di ragionare si basa su un mero pregiudizio: tutte le persone che parlano di discriminazione mentono. E non ci spieghi neanchi come sei giunto a questa conclusione.
        Comunque per oggi mi faccio bastare che mi hai dato ragione 🙂

    • IDA ha detto:

      Si ma il Nobel nel 2013 è stato dato a Francois Englert e Peter Higgs, i teorici del bosone di Higgs, non a Fabiola Giannotti.
      Si parla di lei perché è la prima donna che ricopre quella carica di direttore generale, prima di lei solo uomini, Il femminismo non c’entra nulla, sono problemi tuoi.. .. gli altri due candidati, per la carica di direttore generale erano l’olandese Frank Linde, direttore dell’Nikhef, e il britannico Terry Wyatt, professore dell’università di Manchester. Confronta i loro curriculum con quello della Giannotti, e vedrai quanto ci vuole per un uomo essere candidato a quella carica e quanto occorre ad una donna..

      • Vero o Falso? ha detto:

        Il sessismo non c’entra niente: il Nobel ha come regola il venire assegnato a 3 persone al massimo. Quindi è stato dato a chi 40 anni fa aveva già capito, piuttosto che alle collaborazioni di 6000 persone che nel 2012 hanno trovato la conferma sperimentale.

        Tutti e 3 hanno CV eccellenti e comparabili. La carica di direttore doveva andare ad un inglese per motivi di quote di nazionalità, tanto dannose quanto le quote rosa. Se Fabiola non fosse stata una donna forse non avrebbe ottenuto il posto, nonostante fosse la persona più adatta, perché un direttore italiano c’era già stato nel 2000. Da capo il sessismo non c’entra niente.

      • Il tuo è sessismo, perché stai sostenendo che se Fabiola Gianotti fosse un uomo non avrebbe ottenuto quel lavoro. E questo solo perché sei convinto che una donna non è in grado di competere con dei maschi.

    • Lilli ha detto:

      Ma tu sei quello della circolare di Hitler 🙂 Ancora non ci hai dato prove di aver detto la verità e che non sia una fregnaccia inventata da te, quindi per me, fino a quando non ci dimostrerai al di là di ogni ragionevole dubbio di aver detto una cosa vera, per me devi chiamarti Falso Falso.

  3. Paolo ha detto:

    “Alcuni indumenti rendono una donna “seria” e competente, altri indumenti la rendono attraente ma poco credibile in ambito lavorativo; non esiste un indumento in grado di rendere contemporaneamente una donna attraente e competente, perché l’essere competente è di per sé una qualità non attraente per l’altro sesso.”

    è che giudichiamo ancora l’intelligenza in base a come si veste che è sempre negativo salvo gli ovvi limiti del dress code per cui in ufficio non vai vestito come in spiaggia o viceversa.ma è anche vero che se fosse stata una scienziata a presentarsi con quella camicia “stravagante” o magari solo una minigonna e una maglietta quanti uomini e donne l’avrebbero difesa?

    • IDA ha detto:

      Paolo, il Dress Code, non ti sembra un po’ classista?

      • Paolo ha detto:

        Forse. Fatto sta che se vado in ufficio vestito come vado in discoteca e viceversa non è opportuno poi nessuno deve essere crocefisso per questo ma mi sembra normale coniugare i propri gusti in fatto di look coi luoghi dove dobbiamo recarci

      • Vale ha detto:

        Paolo, se tu vai in uff in bermuda e infradito, ti dicono che non è consono. Se io vado in uff in bermuda e infradito, mi dicono che non è consono.
        Se tu metti un completo, sei professionale. Se io metto un completo, sono professionale se il completo è un abitozzo di 5 taglie più della mia. Sennò vengo additata come una che fa la sfilata e si mette in mostra, pure se a me, dell’opinione media dei colleghi, non frega un accidenti. Uno ha pure avuto la faccia tosta di venirmi a dire che compro le scarpe coi tacchi perché voglio che gli uomini mi guardino. Ma con tutte le molestie che si ricevono costantemente, peccato che la masturbazione non li renda ciechi sul serio! Capirai cosa me ne sbatte a me dell’opinione che un signor sconosciuto può avere sulle mie scarpe!

        Tu magari ti vesti male. Ma il come ti vesti non pregiudica l’opinione sulla tua professionalità e sul lavoro da te svolto. Per una donna sì.

        E non mi frega se TU non la pensi così: il mondo la pensa così ed è sbagliato.
        Io ho due pezzi di armadio distinti: cose da vestire e cose da vestire per lavoro. Ci sono addirittura completi (giacca + pantalone) che non metto per andare a lavoro (ma magari in chiesa sì, giusto per dire che non sono sconci), per evitare i commenti imbecilli dei colleghi. Pure con un pullover normalissimo sono venuti a farmi commenti (e visto quanto male rispondo loro, sanno che non devono permettersi: per dire che mi arriveranno alle orecchie il 2% dei commenti effettivamente fatti).
        Se il mio dirimpettaio di scrivania viene con un pullover, stai sicuro che nessuno andrà a commentare quanto sexy è. Io sono in gamba, competente e un essere umano. Voglio essere presa sul serio per la mia professionalità. Come mi sta il pullover non è affare dei miei colleghi, punto.

      • Paolo ha detto:

        Vale, i tuoi colleghi sono indubbiamente dei cafoni

      • Vale ha detto:

        I miei colleghi? In TUTTO IL MONDO è così. La percentuale di maschi (e anche femmine) che la pensa allo stesso modo è altissima. Smetti di considerare questi fenomeni come exploit dovuti all’idiota di turno. Se fosse così, non sarebbe un’emergenza planetaria, come di fatto è.

  4. hmve ha detto:

    Come studentessa di Statistica Matematica condivido ogni singola parola e credo che la questione risieda proprio nella volontà di accettare la sfida all’approfondimento della complessità dei fenomeni sociali e della natura umana.
    Mettere in dubbio certi stereotipi atavici, è faticoso, scomodo e, per alcuni individui, assolutamente perturbante. É molto più semplice pensare che la società umana, come le api e le formiche, abbia la sua formula perfetta, unica e immutabile, interpretando di conseguenza ogni cambiamento in termini di decandenza. Pertanto è più che comprensibile che queste persone preferirebbero tagliarsi le gambe piuttosto che accogliere tale sfida.
    L’unica soluzione che vedo risiede nel non assuefarsi a questa situazione e continuare ad approfondire, a criticare, a presentare esempi contrari allo stereotipo da abbattere; anche se mi rendo conto perfettamente che può essere più logorante di una guerra di trincea.

    • Meno spaventoso di una guerra di trincea, ma di sicuro logorante 🙂

      • Vero o Falso? ha detto:

        Come studentessa di statistica dovresti avere imparato che se “approfondisci” troppo cercando in un’unica direzione, prima o poi trovi una fluttuazione statistica che conferma qualunque fenomeno inesistente. Se poi, come tante donne, abbandoni la statistica matematica e ti dai alla psicologia, leggerai del fenomeno del “bias cognitivo”, ovvero che se ti metti in testa una cosa poi tendi ad interpretare la realtà guardando solo alla parte che ti dà ragione. Ad esempio, se fallisci negli studi, ti farà comodo auto-convincerti di essere vittima di discriminazioni, quando invece semplicemente altri sono più bravi.

      • Se approfondisci abbastanza, ad un certo punto capita che mi dai ragione 🙂

      • Vale ha detto:

        Se poi, come tante donne, abbandoni la statistica matematica e ti dai alla psicologia, leggerai del fenomeno del “bias cognitivo”

        😀 😀 😀 eccerto, perché solo le donne sono affette dal bias cognitivo! Gli esperimenti sulla carica elementare, magari, o quelli sulla costante cosmologica, o la costante di Hubble… solo donne hanno sempre lavorato in ambito scientifico, certo!
        Oh, fa discorsi così sessisti senza neppure nasconderli, che mi domando come possa anche solo sperare di portare avanti la sua tesi che il sessismo non esiste. È come se un pioppo venisse a convincerci che i pioppi non esistono, stando dieci centimetri di fronte a noi.

    • Paolo ha detto:

      serve dire che esistono anche altre realtà altrettanto degne

      • hmve ha detto:

        Naturalmente Signor Paolo ! Pensavo di aver espresso con chiarezza la mia opinione, vale a dire ” la società umana non ha la sua formula perfetta, UNICA e immutabile”. Questa posizione implica, come necessaria conseguenza logica ,che non esiste un’unica scelta di vita ( o realtà, se preferisce ) degna. E se non esiste un’unica realtà degna ( o più degna in assoluto rispetto ad un’altra ), non sto forse dicendo che “esistono anche altre realtà altrettanto degne ” ?

  5. IDA ha detto:

    Il mondo del lavoro, è molto sessista,.
    Le donne sono nel settore delle cure o della scuola, in settori con bassi stipendi e con scarse probabilità di carriera, oppure occupate a tempo parziale per poter occuparsi anche dei lavori domestici, o abbandonare la carriera per occuparsi della famiglia.. Questa divisione è anche nell’uso della lingua, uso comune infermiera, maestra, professoressa, direttrice ecc.. ma non è corrente sentire la voce femminile di architetta, medica, chirurga o ingegnera. Suona male, perché la donna deve prendersi cura di qualcuno, soprattutto dell’ego maschile… l ruolo sociale delle donne è quello di prendersi cura di qualcuno, ma quando ci prendiamo cura di noi stesse, ci sentiamo in colpa e siamo trattate come se fossimo egoiste o arrabbiate. Sto parlando di lavori qualificati, in settori tecnico e amministrativo le donne sono segretarie, e quando non sei una segretaria, vieni trattata da segretaria, “mi fai una fotocopia”, “mi rispondi al telefono”.. nei progetti sei messa da parte, o impiegata marginalmente. Le tue opinioni hanno scarso peso, non hai riconoscimenti se non nell’aspetto fisico o nell’abbigliamento. Ci si aspetta che noi facciamo il lavoro più ingrato, o il lavoro che nessun altro ha voglia di fare. Altrimenti sei emotiva, isterica, hai il ciclo, ecc.. per non parlare all’ingresso del lavoro, tipo le lettere di dimissioni in bianco in caso di maternità, o sui propri progetti personali, di avere figli o una famiglia, e questa risposta influisce notevolmente sulla possibilità di essere assunte.. richieste che ad un uomo non vengono mai fatte.. E qualcuno ora mi dirà che il mondo del lavoro non è sessista.

  6. alex ha detto:

    secondo me non ci sono differenze intellettive-cognitive rilevanti tra i due generi, quello che fa la differenza è la maggiore competitività maschile. se un uomo vuole guadagnare la compagnia sessuale e affettiva delle donne deve competere e distinguersi socialmente, professionalmente, economicamente ecc. a una donna basta essere esteticamente decente e giovane o ragionevolmente giovanile nell’aspetto (come Mary Louise Parker ad esempio). questo meccanismo fa sì che le posizioni al vertice saranno sempre prevalentemente in mano agli uomini, scienze incluse.

    • Alex, ma come puoi confondere due piani così diversi come la realizzazione professionale e la vita affettiva/sessuale delle persone? Io credo che – considerati gli ostacoli che una donna deve affrontare per raggiungere alti livelli in ambito lavorativo – le donne riescano ad essere estremamente competitive. Se leggeste anche i miei post e le testimonianze che riportano magari ve ne rendereste conto, ma non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire.

      • alex ha detto:

        non è che confondo due piani distinti, un uomo in genere deve essere affermato socialmente, economicamente/professionalmente per avere successo con le donne e gli uomini vogliono avere successo con le donne, è una motivazione estremamente forte per noi. se sei un operaio con salario minimo non avrai certo successo con il mondo femminile e nel peggiore del casi farai una vita di astinenza.

      • Se fosse vero che fra le tue priorità c’è avere successo con le donne, non scriveresti quello che scrivi.

      • Paolo ha detto:

        Alex, la democrazia non si applica ai sentimenti e all’attrazione sessuale ciò non toglie che mio padre, ad esempio, era operaio (non al salario minimo in effetti) e ha sposato mia madre..poi vabbè statisticamente è probabile che Bradley Cooper abbia più occasioni rispetto a un netturbino (a meno che non sia un netturbino incredibilmente sexy) e lo stesso esempio si può girare al femminile ma va accettato..non si può pretendere la democrazia ovunque e ciò non toglie che anche uomini e donne non particolarmente belli/ricchi abbiano le loro storie d’amore e sesso

      • Vale ha detto:

        Io conosco un sacco di operai. E sono quasi tutti sposati. Quelli che non lo sono, non lo sono ANCORA. Nel senso che sono giovani, ma magari sono fidanzati o hanno comunque una ragazza (o più di una).
        Non raccontiamocela. La gente povera è la maggior parte al mondo. Eppure il genere umano non si è estinto.

      • Paolo ha detto:

        il problema di quei commentatori è che loro non si accontentano di avere “la fidanzata”, vorrebbero avere le stesse occasioni di incontro sessuale che ha (o immaginano che abbia) una rockstar, un calciatore famoso o un divo del cinema..e non si rendono conto di quanto sono ridicolo

      • Paolo ha detto:

        ridicoli

      • Vale ha detto:

        Diciamo anche che i divi del cinema, le rockstar, ecc, hanno mediamente più fascino, avvenenza e personalità di uno che sta tutto il giorno a piagnucolare perché le femmine cattive non se lo filano… :-/

    • Paolo ha detto:

      voglio dire è statisticamente ragionevole pensare che Mary Louise Parker abbia più occasioni con gli uomini rispetto a una sua coetanea che fa la donna delle pulizie (ma come già detto anche quest’ultima può trombare, avere una storia d’amore)..ma non ha senso lamentarsene. Ripeto: mi sembra che molti commentatori maschi sognino una specie di “democrazia del sesso” (a loro esclusivo vantaggio) che non avverrà mai nè per gli uomini nè per le donne

    • Paolo ha detto:

      voglio dire è statisticamente ragionevole pensare che Mary Louise Parker abbia più occasioni con gli uomini rispetto a una sua coetanea che fa la donna delle pulizie (ma come già detto anche quest’ultima può trombare, avere una storia d’amore)..ma non ha senso lamentarsene. Ripeto: mi sembra che molti commentatori maschi sognino una specie di “democrazia del sesso” (a loro esclusivo vantaggio) che non avverrà mai nè per gli uomini nè per le donne.

    • IDA ha detto:

      Alex..quindi secondo te, i disoccupati gli operai e quelli a basso reddito sono tutti scapoli? Non hanno compagnie sessuali o affettive..
      2) gli uomini sono più competitivi perchè alle donne non è permesso essere competitiva..
      3) I figli e la famiglia sono un peso per le donne e per gli uomini un merito.
      In tutto questo l’etologia non c’entra, ma la struttura sociale che è legata al dominio.

      • alex ha detto:

        i disoccupati spesso e volentieri lo sono, quelli a basso reddito non hanno una lista di fidanzate molto lunga, al contrario di chi è ricco.
        gli uomini sono più competitivi per ottenere la compagnia delle donne, altrimenti le donne non vanno spontaneamente dagli uomini.
        le donne che vogliono concentrarsi sulla carriera potrebbero mettersi con uomini disposti a stare a casa a curare i figli ma guarda un po’ non sono interessate…

      • Il fatto di misurare la felicità di qualcuno dalla lunghezza della lista delle sue fidanzate – invece che della qualità delle relazioni che intrattiene nel corso di una vita – ci dice molto su quanto è viziato da una visione del mondo patriarcale il tuo modo di ragionare.

      • Paolo ha detto:

        le donne alex si mettono con chi vogliono, poi tu stai dimostrando che non è una relazione (anche sessuale) con una donna che ti interessa ma trombare a più non posso le stesse donne che frequentano i “ricchi e famosi” bè mettiti in testa che in questo Bradley Cooper avrà sempre più vantaggi di te e non solo perchè è bello e famoso ma anche per le ragioni che ricordava Vale

      • Vale ha detto:

        E di nuovo, ribadisco forse per la millesima volta, che io non vedrei l’ora di avere un marito casalingo che se ne sta a cucinare, pulire e fare la spesa, mentre io lavoro.
        Piantiamola con le favolette: se le donne non vi si filano non dipende dal vostro conto in banca, ma dal fatto che parlare con voi fa cadere le braccia a qualsiasi donna con un QI superiore a 15.
        Poi continuate a raccontarvi che è perché siete poveri sfigati. Ma se è vero che gli uomini si danno da fare per ottenere successo sociale per avere una donna… ragazzi, allora siete dei falliti se non guadagnate cifre da capogiro e di nuovo la colpa sarebbe solo vostra 😉
        Comunque vogliate girarla, se le donne non vi si filano è solo per colpa vostra. Autoanalisi e auto-miglioramento. Op, op, op!

      • Il rasoio di Occam ha detto:

        Ma è possibile che ogni singolo post che ha a che fare con le discriminazioni/violenze sulle donne degeneri sempre in una lagna su quanto è ingiusto che Tizio o Caio non possono andare a letto ogni sera con una modella diversa?

        Sto pensando di scrivere una sceneggiatura:

        I DOLORI DEL GIOVANE MRA

        Scena 1:

        “Caro, è il dottore. Dice che che mia madre è sul letto di morte”.

        ” Capisco, ma ne hai ancora per molto? Son due sere che mi mandi in bianco e chiamare la hot-line dal cellulare costa un casino!!”.

        Scena 2:

        “Sto malissimo, mi hanno licenziata perché sono incinta e il padre mi ha lasciata!”

        “E io allora? Ho speso 8 euro di aperitivo per conoscere una, e non mi ha cagato di striscio…”

        “….”

        Scena 3:

        “Ho una laurea e due master, parlo sei lingue e mi faccio un culo così. Invece Egidio che è stato assunto ieri è stato promosso al posto mio perché va allo stresso strip club del capo!”

        “Vuoi mettere? Io ho preso la laurea breve in cazzologia solo perché mi ero prefisso di arrivare a 130 fidanzate. E mi sono fermato a 128. Quello lì con la specialistica in vattelapesca è arrivato a 140!! Ma che ne capisci tu, voi donne avete tutto su un piatto d’argento *sigh* ”

        To be continued…

      • Se scrivi una pièce teatrale vorrei una parte 🙂 Ho sempre amato il teatro dell’assurdo.

      • Il rasoio di Occam ha detto:

        ça va sans dire 😀

  7. hmve ha detto:

    @Vero o Falso ?
    La prego, lei ha davvero buon gioco nel dimostrare che ragiona in base a stereotipi e pregiudizi di vario genere e credo che qualunque persona in grado di leggere non possa non notarlo.
    Ad esempio lei, senza spiegarci il perchè, sta asserendo che “molte donne abbandonino la statistica per darsi alla priscologia”. Oltre al fatto che tale tesi è tutta da dimostrare e l’onere della prova giace sul proponente ( ossia su di lei ), sta implicitamente insultando ogni psicologa sostenendo che in realtà, la maggior parte delle professioniste del settore, siano studentesse di materie scientifiche piagnucolose e vittimiste che hanno ripiegato su un corso di studi più semplice dal momento che risultavano intellettualmente inadeguate per un corso di studi prettamente scientifico. Mi domando solo se a parer suo anche uno Psicologo sia in vero uno scienziato fallito o se la scelta di Psicologia sia una scelta a ribasso rispetto a Statistica Matematica.

    Oltretutto lei non mi conosce, quindi a meno che lei non abbia il dono dell’onniscienza, non è in grado dai miei commenti di poter fare considerazioni nè sul mio carattere nè sulla mia competenza nel ramo della Statistica.

    Quindi la frase :
    “Come studentessa di statistica dovresti avere imparato che se “approfondisci” troppo cercando in un’unica direzione, prima o poi trovi una fluttuazione statistica che conferma qualunque fenomeno inesistente.”

    oltre a non avere nessun legame logico con il mio commento ( infatti io stavo descrivendo l’atteggiamento di ALCUNE persone di fronte ad un certo stereotipo ), è del tutto senza senso dal momento che lei non ha le basi per giudicare se io abbia ( o non abbia imparato ) qualsivoglia concetto statistico.

    La invito pertanto ad astenersi da qualunque commento circa il mio carattere o la mia professionalità a meno che lei non possa produrre prove scientifiche incontrovertibili a sostegno delle sue affermazioni.

  8. primavera ha detto:

    Notare come vero o falso? Quando viene ripetutamente messo all’angolo da donne con tanto di capacità dialettica e intelligenza scompare salvo ricomparire purtroppo per noi al prossimo post sparando le solite castronerie prive di fondamento spacciandole pure per vera statistica (tanto ripete sempre le stesse cose!)
    Negare che le donne da sempre siano discriminante in vari modi e in vari ambienti significa solo aver perso il contatto con la realtà pertanto credo che una chiacchierata con quelle povere psicologhe da strapazzo (o ex scienziate fallite..) possa aiutare certi soggetti a tornare sulla terra!
    Nelle aziende, aggiungo solo questo per fare un esempio semplice e di vita, se hai superato i 35 ed hai un figlio sei destinata a fare fotocopie perché crei problemi al datore di lavoro (quali nn si sa…) che ha bisogno di disponibilità h24 come solo un uomo sa fare e perciò nn punterà mai su di te! Allora è vero che la famiglia italiana si regge ancora e soprattutto grazie a noi donne/mamme che lavoriamo doppio (a casa e fuori ) e per questo quindi paghiamo in termini anche lavorativi e di realizzazione personale?
    Naturalmente poi tutto questo viene negato quando si deve ottenere l’affidamento dei figli. .lì magicamente tentate di divenire come noi che avevate destinato ai compiti di cura. Anzi no, di più..lì allora quasi quasi allattate al seno meglio di noi isteriche femmiste piagnucolose e vittimiste!
    Avete sinceramente stancato. .

  9. alex ha detto:

    @paolo: infatti è pieno di donne che fanno la fila per i cassintegrati perché credono nel detto ‘due cuori e una capanna’ e sono assolutissimamente disinteressate alla condizione economica e patrimoniale dei loro uomini. certo, certo.
    @vale: quindi Briatore ha avuto successo con le donne perché ha un carattere meraviglioso e non c’entra niente il fatto che sia ricco perché le donne non danno nessunissima importanza alla sua situazione economica. poi ovviamente George Clooney avrebbe lo stesso identico successo con le donne anche se fosse un manovale o un cameriere e il fatto che sia famoso non ha alcuna rilevanza. certo, certo.

    • La tua Alex è una fallacia logica chiamata generalizzazione indebita, che consiste nel trarre una conclusione riguardante un’intera classe di oggetti (o soggetti) a partire dalle informazioni su uno solo o su alcuni dei suoi componenti.

      Ti consiglio una lettura: https://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/2014/02/10/il-tacchino/

      • alex ha detto:

        tipo quando le femministe dicono che la responsabilità dei “femminicidi” ricade su tutta la popolazione maschile? si, ho presente.

      • Ma chi lo dice? Il femminismo sostiene che a godere dei privilegi derivanti dal sistema patriarcale sono tutti gli uomini, ma la responsabilità del femminicidio è di chi lo compie.

    • Paolo ha detto:

      Alex ma tu cosa vuoi? vuoi una relazione stabile sentimentale e sessuale con una donna o vuoi una fila di donne (le stesse che frequentano Briatore e Clooney) alla tua porta che ti implorano di fare l’amore con loro? La prima può averla anche il manovale e il cameriere (ma se è un vittimista frustrato come te, alex la vedo difficile), per la seconda mi spiace ma credo che Clooney abbia un vantaggio oggettivo. Il problema è che tu sei mortalmente invidioso di Clooney e di quella che supponi essere la sua vita sessuale ma è un problema tuo e dei vittimisti come te

      • Paolo ha detto:

        che poi la fila di donne fuori dalla porta potrebbe averla pure il manovale se è particolarmente sexy e estroverso..ma è giusto così. Queste cose non hanno niente a che fare con la democrazia

    • Paolo ha detto:

      Anche se esistono donne vittimiste, finora non so di nessuna che si lamenti del fatto che non ha la fila di uomini fuori dalla porta come potrebbe averla una Jessica Alba..almeno non tanto come gli uomini..
      Alex dovresti vedere The Wolf of Wall Street: è la storia (vera) di uno che è arrivato a fare lo stesso stile di vita che vorresti tu..ed è finito come un coglione, perdendo tutto (soltanto adesso si sta rialzando)

    • Vale ha detto:

      Alex, se la tizia con cui sta Briatore ha lo stomaco per stare con lui, buon per lui. Io ti posso portare una lista enorme di donne che non ci penserebbero manco per scherzo.
      George Clooney sarebbe stato un gran bell’uomo pure se avesse fatto il manovale. Magari avrebbe avuto meno occasioni di conoscere donne famose, ma, ti stupirà, è pieno di bei ragazzi che conoscono belle ragazze, solo che non ne vieni a sapere perché non finiscono nei rotocalchi.
      Di nuovo: credi a una donna etero. Il tuo continuo piagnucolare perché “loro sono più fortunati, sigh sigh sigh, la vita è ingiusta, perché io dovrei meritarmi più donne” (non si sa in virtù di cosa… a questo punto ti direi allora che ogni donna si meriterebbe uomini più decenti e voi dovreste adeguarvi a questi standard) farebbe scappare qualunque disgraziata a gambe levate.
      Un po’ di spina dorsale, dannazione!

      “ma se è un vittimista frustrato come te, alex la vedo difficile”
      penso sia la prima volta che io e Paolo siamo d’accordo. Alex, renditi conto: forse quindi è vero! 😉

    • Un'altra Laura ha detto:

      Conosco operai e saldatori (personalmente e per davvero, che ho lavorato per quattro anni nel settore edile) che hanno avuto una lista di fidanzate moooolto più lunga di Lionel Messi, che sta con l’amichetta di infanzia. Lionel Messi è uno sfigato.
      Definiamo “successo con le donne”. Fatto salvo che piagnucolare perché non sono ricco e nessuna me la da” non ti farà aver successo nè con le One Night Stands nè con storie serie e durature.

    • IDA ha detto:

      Alex, io non so da dove trai codeste sciocchezze, neanche nel mondo animale funziona sempre in quel modo, la lotta per la vita o la competizione, è uno dei fattori evolutivi, ma non l’unico, non il solo. Se un bambino, venisse abbandonato fuori dal contesto umano, non sarebbe mai un “essere umano”. Non saprebbe camminare, non saprebbe parlare ecc..ecc ..Un gatto al contrario rimarrebbe gatto. Questa è la differenza della specie umana dalle altre. Gli uomini, non tutti cercano il dominio, le donne non tutte si sottomettono al dominio..solo una minoranza.. il dominio ha molto a che fare con le psicosi. E non tutte le persone ricche, di potere e famose aspirano ad avere cataloghi di donne..
      Se vuoi conoscere i meccanismi del dominio, leggiti la tragedia di William Shakespeare, “Macbeth”. Oppure la figura di Iago nell’Otello, oppure sempre di Shakespeare, c’è un personaggio ricco di sfumature dall’ambiguità complessa, che è “Amleto”. Tutta la psicanalisi si è interessata a lui, per Freud, la sua inazione era dovuta ad complesso edipico, per cui lui non voleva vendicare il padre ma giacere con sua madre. Jacques Lacan, fa un’analisi più interessante, la tragedia rappresenta il potere fallocentrico, narcisista e psicotico e Amleto è il fallo, non come simbolo di vita e fertilità, ma simbolo di potere e morte.

  10. alex ha detto:

    io invece conosco un sacco di arabi biondi con gli occhi azzurri e un sacco di finlandesi che sembrano arabi, quindi per favore smettiamola di dire che i finlandesi e gli scandinavi sono più biondi degli arabi perché è una generalizzazione indebita. si possono tranquillamente trovare tantissimi arabi etnici che sembrano vichinghi e tantissimi scandinavi etnici che sembrano usciti da un casting de Le Mille e Una Notte…
    @vale: certo dev’essere difficilissimo con la disoccupazione al 13% con punte di 30-40% in certe aree del paese trovare un marito che voglia fare il casalingo perché preferiscono tutti fare i disoccupati piuttosto che sposarsi con una moglie che lavora…
    @paolo: ma hai preso il posto di maschio di riferimento per le femministe italiche dopo che i “Maschili Plurali” sono caduti in disgrazia a causa del #cicconegate? guarda che alla prima volta che fai un minimo sgarro non esiteranno a buttarti alle ortiche come hanno fatto con altri.

    • Paolo ha detto:

      Alex, non ho preso il posto di nessuno, se segui quello che scrivo in questo blog e in giro per il web sai che non sempre concordo con le analisi “di genere” specie su certi temi come cultura pop e oggettificazione..esprimo molte critiche ma questo non vuol dire che io sia concorde con tutto quello che dite voi..anzi!
      Quindi la questione dello sgarro non si pone dato che io esprimo sempre quello che penso e non cerco la benevolenza di nessuno nè delle femministe, nè quella degli “uomini beta” , MRA e altri antifemministi del web
      Poi la differenza è che anche se non concordo con tutto e credo che non concorderò mai, i femminismi hanno fatto progredire l’umanità, voi invece no.

    • IDA ha detto:

      Alex dici: ” trovare un marito che voglia fare il casalingo perché preferiscono tutti fare i disoccupati piuttosto che sposarsi con una moglie che lavora.” questa è la costatazione di un fatto, ma io ti chiedo, come te lo spieghi? Perchè gli uomini si rifiutano di fare quello che pretendono che venga fatto dalle donne? Prima dici che gli uomini sono competitivi perchè le donne vogliono solo uomini competitivi, però dopo affermi che gli uomini non vogliono donne competitive o per lo meno che guadagnino più di loro.. Quindi non è colpa delle donne che vogliono solo uomini ricchi e in carriera, ma degli uomini che non vogliono donne che guadagnano più di loro ne fare il lavoro che fanno le donne.. perchè tutto questo?

      Paolo è polemico con tutti, ora se non è d’accordo con te non vuol dire che è femminista.. poi noi non buttiamo nessuno nelle ortiche, perchè con le ortiche ci si fa la minestra, li sacrifichiamo la notte del sabba.. li facciamo allo spiedo, rosmarino e timo..

    • IDA ha detto:

      Poi la realtà non è solo quella che vedi te; ci sono uomini che si occupano della casa, dei figli, che collaborano attivamente con la compagna. ci sono uomini che cercano donne con i soldi, che vanno con donne per la carriera ecc..ecc.. uomini con basso reddito che hanno liste di donne, come Don Giovanni, e non sono nemmeno degli Adoni. Poi ci sono altri che hanno soldi quindi si possono comprare l’amicizia e il sesso, ma quando finiscono i soldi o alle prime difficoltà finiscono anche gli amici e il sesso..

    • Vale ha detto:

      Alex, a me va benissimo trovare un marito casalingo… ma i motivi per cui mi accatto un uomo non si riducono a “BASTA CHE FACCIA IL CASALINGO”. Quindi PRIMA deve piacermi per le doti che cerco in un uomo (e il conto in banca, ti stupirà, ma non è proprio contemplato), e POI se anche non ha un lavoro, chi se ne frega!
      Buono a sapersi che ci siano punte di 30-40% di disoccupati. Il dramma è che voglio anche un uomo per bene e con un QI compatibile col mio (che, ti stupirà, essendo io una femmina, è piuttosto elevato). Ed ecco che per trovare una persona intelligente e buona, ci affossiamo ben sotto l’1% della popolazione maschile. Oltre a questo il candidato in questione dovrebbe essere single, di età adeguata (se ha 12 o 90 anni avrei qualche difficoltà a considerarlo papabile…), dovremmo condividere gusti e interessi, progetti di vita, idee sui figli, più quell’altra caterva di cose su cui si basa un rapporto. E la % scende ancora. Quindi sì, è difficilissimo.
      Certo, se tu consideri che per trovare una donna basta che sia avvenente, capisco perché non ti poni il problema di quanto sia difficile trovare il partner ideale…

      • IDA ha detto:

        Vale.. sei troppo selettiva.. 🙂 la mia mamma mi diceva fin da piccola, “se continui così, non ti piglia nessuno”: quando rimasi incinta, cambiò in: “non te lo far scappare”.

      • Vale ha detto:

        “Vale.. sei troppo selettiva.. 🙂 ”
        è ne vado fiera! ^^ È che il maschio medio è DAVVERO deprimente. Piuttosto che rovinarmi la vita con un ottuso misogino con etica e morale nulli, preferisco comprarmi un computer! 😀

      • IDA ha detto:

        Hai ragione, una volta c’erano molti maschi interessanti, ma oggi a dire deprimenti li fai un complimento.

  11. Pingback: Esempi per giovani donne di oggi (o di ieri?)

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