I figli, le mamme e la fase 2

Una paio d’anni fa, per informarmi su quanto il femminismo fosse pericoloso per la salute e il benessere dell’umanità, uno dei miei affezionati lettori mi segnalò la scandalosa vicenda di Titiou Lecoq.

Per chi non ne avessed mai sentito parlare, un breve riassunto: in un’intervista dedicata alla promozione del suo libro Libérées! Le combat féministe se gagne devant le panier de linge sale (Liberate! La battaglia femminista si vince davanti alla cesta dei panni sporchi), la giornalista e blogger francese raccontò un episodio della sua vita privata per illuminarci sulla strenua resistenza che debbono affrontare fra le mura di casa quelle donne che pretendono dai partner maschi un’equa suddivisione del lavoro domestico e di cura.

Riportava la testata Tempi:

«Ho vissuto l’esperienza di avere mio figlio malato, che non ho voluto portare dal pediatra perché toccava sempre a me farlo. Così ho detto a suo padre: “Te ne devi occupare tu!”. Lui non è riuscito a farlo in tempo e mio figlio è finito con un timpano perforato.

Dall’asilo mi hanno telefonato per dirmi che non potevano accettarlo [in quello stato]. So che quello che ho fatto è orribile, ma non era il mio turno di portarlo dal pediatra. Non bisogna cedere solo perché il proprio bambino soffre. E ora il risultato è che, per quanto riguarda le visite dal pediatra, ce le dividiamo in modo perfetto».

Finché la casa, conclude, «resterà un territorio femminile, le donne non conquisteranno mai il loro posto nel resto della società».

Tutti coloro che in Italia citarono il caso, lo fecero calcando la mano sulla crudeltà della donna, descrivendola come una squilibrata a tal punto imbevuta di perversa ideologia femminista da sacrificare la salute di quello che avrebbe dovuto essere il suo bene più caro.

Perché nessuno di questi scandalizzati difensori dell’infanzia si è accorto che nella storia si citava anche un altro genitore ugualmente responsabile del pargolo, il quale si rifiutò altrettanto caparbiamente di correre dal pediatra? Perché il padre non è percepito come altrettanto egoista, altrettanto obnubilato da un’idea (che sia dovere delle donne – e non un onere da condividere – accorrere alle richieste d’aiuto dei figli) da compromettere l’incolumità del proprio erede?

La risposta, chi mi segue, la sa già; la risposta è “patriarcato”.

L’Italia si prepara ad affrontare la “fase 2”: allentamento delle misure di contenimento, ripresa graduale delle attività produttive, insomma dobbiamo ricominciare a lavorare. Alcuni si domandano atterriti: ma ora che i nonni sono fuori gioco a causa del coronavirus, come faranno quelle famiglie che hanno deciso di mettere al mondo dei figli?

Chi si occuperà dei bambini?

La risposta è di nuovo piuttosto ovvia: saranno le mamme, perché, come ci insegna la storia di Titiou Lecoq, se non lo fanno le mamme, c’è il rischio concreto che i bambini restino a casa da soli.

 

Per approfondire:

Ma quanto lavoriamo?

Il paese che odia le madri

Informazioni su il ricciocorno schiattoso

Il ricciocorno schiattoso si dice sia stato avvistato in Svezia da persone assolutamente inattendibili, ma nonostante ciò non è famoso come Nessie.
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9 risposte a I figli, le mamme e la fase 2

  1. Paolo ha detto:

    stavolta sonio pienamente d’accordo con te e col post che hai scritto. (quando non parli di body positivity, auto-oggetttificazione, presunti canoni di bellezza, sono sempre d’accordo con te, so che non te ne potrebbe fregare di meno ma ci tenevo a dirlo)

  2. Loon Martian ha detto:

    Gesù Cristo. Ma a cosa serve un padre che non sa nemmeno portare il figlio dal pediatra?

    • Sa perfettamente come si fa, soltanto che non vuole farlo.

    • Tiziana ha detto:

      e una madre che si rifiuta di farlo perchè “non è il mio turno QUINDI anche se sta male non me ne frega nulla, non lo faccio! gne gne gne!”?

      • Loon Martian ha detto:

        Eh? Potresti approfondire? Intendi dire che sia il padre che la madre fanno schifo? Intendi dire che fa schifo solo la madre? Intendi dire qualcos’altro completamente? E potresti illustrare come la madre potrebbe aver fatto a convincere il padre a portare il figlio dal pediatra, in altro modo? O pensi che non fosse necessario affatto che lui lo facesse?

  3. verteanna@libero.it ha detto:

    Solo le donne possono condividere il dolore dei “ruoli” familiari stabiliti da sempre da altri !

    Inviato da Libero Mail per iOS

    domenica 26 aprile 2020, 09:37 +0200 da

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