L’esasperante comportamento di Barbara Palombelli

Negli ultimi sette giorni sette donne sono state uccise: Giuseppina Di Luca, Alessandra Zorzin, Sonia Lattari, Rita Amenze, Angelica Salis, Ada Rotini, Chiara Ugolini.

I presunti assassini (che sono presunti fintanto che una sentenza non è passata in giudicato, a prescindere dalla confessione o dal fatto che sono stati catturati coperti dai graffi che la vittima gli ha inflitto mentre tentava disperatamente di difendersi) sono tutti uomini: Paolo Vecchia, ex marito reo confesso, Marco Turrin, omicida suicida, Giuseppe Servidio, che ha confessato “di aver perso la testa” ma era già conosciuto dalle forze dell’ordine per aver picchiato la moglie in passato, Pierangelo Pellizzari, che era stato denunciato dalla sua vittima il giorno prima dell’omicidio, Antonio Randaccio, marito reo confesso, Filippo Asero, che dopo aver massacrato la moglie con 40 coltellate ha tentato il suicidio ma è sopravvissuto, ed Emanuele Impellizzeri, che pare avesse gridato alla sua vittima che gliel’avrebbe fatta pagare.

Un dettaglio curioso, questa uniformità nel sesso di vittime e carnefici, un dettaglio che si riscontra in certe specifiche tipologie di delitto violento, come abbiamo visto tempo fa andando ad analizzare i dati sulla criminalità: gli omicidi compiuti da parenti e affini o i reati a sfondo sessuale, ad esempio.

Un dettaglio che dovrebbe suscitare delle riflessioni, e magari condurci a prendere in considerazione che vi sia un qualche legame fra questo fenomeno e quello della discriminazione delle donne.

Invece Barbara Palombelli (il cui programma Forum è aspramente criticato da tempo a causa della sua pervicacia nel fomentare la colpevolizzazione della vittima) sceglie di commentare così questa serrata successione di delitti:

Negli ultimi sette giorni ci sono state sette donne uccise presumibilmente da sette uomini. A volte è lecito anche domandarsi se questi uomini erano completamente fuori di testa, completamente obnubilati oppure c’è stato anche un comportamento esasperante e aggressivo anche dall’altra parte? È una domanda che dobbiamo farci per forza, soprattutto in questa sede, in tribunale bisogna esaminare tutte le ipotesi.

Dice di voler esaminare tutte le ipotesi, Barbara Palombelli, ma ne cita soltanto tre:

  1. che gli assassini fossero “fuori di testa” – un chiaro riferimento all’infermità mentale, nonostante chi è del mestiere abbia dichiarato a mezzo stampa più e più volte che di solito la follia, con questo tipo di delitti, c’entra come i cavoli a merenda;
  2. che le vittime avessero tenuto nei confronti del reo un “comportamento esasperante” – un maldestro e, permettetemi, ignorante riferimento all’attenuante della provocazione;
  3. che le vittime possano essere ritenute responsabili di comportamento aggressivo – paventando la legittima difesa.

Che gli assassini possano essere dei freddi e spietati killer mossi da futili e ingiustificabili motivi non rientra fra le sue ipotesi: ecco perché la domanda è inaccettabilmente tendenziosa e misogina, per non parlare di quanto sia irrispettosa nei confronti delle donne morte, che non hanno la possibilità di replicare alla pubblica accusa di essersela andata a cercare.

Il pubblico, come è già è accaduto in passato, si scaglia contro Forum e Palombelli. Giulia, una associazione di donne giornaliste, doverosamente presenta un esposto all’ordine professionale.

Palombelli, come al solito, fa orecchie da mercante, e risponde alle critiche così:

La violenza familiare, il crescendo di aggressività che prende il posto dell’amore, l’incomprensione che acceca e rende assassini richiedono indagini accurate e ci pongono di fronte a tanti interrogativi Quando un uomo o una donna (ieri a Forum era la protagonista donna ad esercitare violenza sul coniuge) non controllano la rabbia dobbiamo interrogarci. Stabilire ruoli ed emettere condanne senza conoscere i fatti si può fare nei comizi o sulle pagine dei social, non in tribunale. E anche in un’aula televisiva si ha il dovere di guardare la realtà da tutte le angolazioni.

Quando un uomo o una donna è un’espressione particolarmente irritante, perché sembra rispettosa, mentre è soltanto un patetico tentativo di suggerire un’equivalenza che nei fatti non esiste: quando una donna? Quando Palombelli si è imbattutta in sette presunte assassine in sette giorni?

Palombelli, nella sua “aula televisiva” osserva i femminicidi da una sola angolazione: quella più comoda ad occultare il fenomeno della violenza contro le donne.

Per chi è interessato a rispondere, l’indirizzo cui rivolgersi è forum@mediaset.it.

Informazioni su il ricciocorno schiattoso

Il ricciocorno schiattoso si dice sia stato avvistato in Svezia da persone assolutamente inattendibili, ma nonostante ciò non è famoso come Nessie.
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53 risposte a L’esasperante comportamento di Barbara Palombelli

  1. Giulia ha detto:

    “Palombelli, ritengo che lei sia parte del problema, non me ne voglia: ritengo la sua cultura, causa di quanto è accaduto e continua ad accadere a me, la ritengo responsabile del silenzio e dell’omertà cui siamo costrette a vivere grazie a parole come le sue: di una violenza insopportabile. La ritengo responsabile e a questo punto dovrebbe solo chiedere scusa. A tutte. A tutte quelle che si alzano la mattina e non sanno se la sera saranno ancora vive per raccontare quello che le sto raccontando io”. Patrizia Cadau
    https://www.fanpage.it/attualita/patrizia-sopravvissuta-alle-botte-dal-marito-risponde-a-palombelli-nessuna-se-la-va-a-cercare/

  2. Giulia ha detto:

    La Palombelli, a me da fastidio anche quando sta zitta, figuriamoci quando parla.
    Ma visto che parla di processi; nei tribunali non si fanno i processi alla vittima, per lo meno non si dovrebbe. Questo in teoria, perché come troppo spesso accade quando la vittima è una donna, bisogna sempre cercare una sua responsabilità, perchè certamente ha esasperato, provocato, l’assassino o lo stupratore.
    Nessuna se la va a cercare. Nessuna donna se la va a cercare di essere picchiata, stuprata, uccisa. Ma questo la Palombelli non lo sa.
    Siamo arrivati ad applaudire l’assassino, deresponsabilizzarlo, trovare scuse e alibi per l’assassino. E verso le vittime solo giudizi, sospetti e colpevolizzazioni. Dalla Palombelli, mi aspetterei delle scuse, ma so che non arriveranno mai allora mi accontenterei anche del suo silenzio.

  3. Axel ha detto:

    Ennesima #palombellata. Ma quindi il fatto che lei sia pubblicamente esasperante, quindi esasperante al cubo, giustificherebbe una ritorsione violenta nei suoi confronti? Secondo ovviamente il suo pensiero. Invece dopo secoli ancora continua imperterrita con le sue uscite pericolose e sciocche..

    • Ok, siamo a una. Te ne mancano 6 nei sei giorni successivi a quello del tentato omicidio per portare avanti la tua tesi.

      • Toni ha detto:

        No, mi riferivo al titolo, almeno alla frase in rosso, non alla conta.

        Lo riposto per chiarezzahttps://www.dagospia.com/rubrica-29/cronache/come-si-chiama-violenza-donne-sull-39-uomo-nbsp-ad-anzio-283271.htm

      • Giulia ha detto:

        E comunque è lecito anche domandarsi se questa donna era completamente fuori di testa, oppure c’è stato anche un comportamento esasperante e aggressivo anche dall’altra parte? È una domanda che dobbiamo farci per forza!

  4. Paolo ha detto:

    concordo con te.

    l’opinione di una psicologa che ha lavorato nei centri anti-violenza e ha assistito donne vittime di violenza (anche nel post si parla di patologia ma non lo si fa per giustificare nè per minimizzare, chi uccide è responsabile di ciò che fa)

    https://beizauberei.wordpress.com/2021/09/19/riflessioni-post-palombelli/

  5. ... ha detto:

    “E comunque è lecito anche domandarsi se questa donna era completamente fuori di testa, oppure c’è stato anche un comportamento esasperante e aggressivo anche dall’altra parte? È una domanda che dobbiamo farci per forza!”

    Domandarsi cosa possa essere successo è sempre lecito, quando si vuole capire qualcosa.

  6. ... ha detto:

    Il problema è distinguerlo in concreto. Per dire che una domanda sia tendenziosa bisogna ipotizzare la malafede. Io ascolto la Palombelli e penso semplicemente a una persona che fa una domanda a proposito di un argomento di cui sa poco o nulla, e se posso capire che essendo un tema di un certo rilievo possa dar fastidio, a che pro mostrare questo sdegno e insinuare malafede? Non si può semplicemente rispondere nel merito che la faccenda è molto complessa e che quello che ha in mente lei c’entra più con le normali liti? Ammesso che ci sia bisogno di rispondere, perché poi senza lo sdegno non se ne sarebbe accorto nessuno.

    • No, la domanda è tendenziosa quando include espressioni non neutrali. Ad esempio: quanto in ritardo arriverai domani? Non occorre arrivare ad indagare le intenzioni di chi la pone, per decidere se una domanda è tendenziosa basta analizzare la domanda. Ma lo spiego meglio nel post.

      • ... ha detto:

        Sei sempre tu che decidi cosa non è neutrale. Qui non c’è niente di fazioso. Una si chiede se questi uomini sono impazziti o se sia successo qualcosa. Dove sta la faziosità? Sulla base di quale elemento – conosci per caso la Palombelli? – puoi sapere se la sua è tendenziosa? Non basta analizzare la domanda, perché una domanda senza contesto è solo una domanda. E chiaramente non puoi essere tu stessa a definire il contesto dicendo che il contesto è misogino sulla base dell’idea, sempre tua e soggettiva, che il contesto generale è misogino, e che quindi una domanda del genere non può che essere tendenziosa. Nel commento di Giulia si percepisce chiaramente che la domanda è stata messa per fare il verso, ma nella domanda originaria non c”è niente di tutto ciò, se uno non ha pregiudizi sulla persona o di altro tipo. Il commento di Giulia è interpretabile alla luce del video della Palombelli. Senza di esso non c’è modo di mettersi a pensare a chissà cosa avrà voluto dire, a meno appunto di non pensare male.

      • L’ho scritto nel post dove sta la faziosità. Rileggilo per favore, a partire da “dice di voler esaminare TUTTE le ipotesi…”. Più chiara di come sono stata, mi riesce impossibile, mi spiace.

      • Vuoi il contesto? Il contesto è un paese misogino in cui una donna intrappolata in una relazione con un abusante scappa di casa e chiede aiuto in un bar e nessuno la aiuta, poi, dopo qualche giorno, muore ammazzata. Questo è il contesto che a te e Palombelli manca.

      • ... ha detto:

        ah certo, siccome non mette tra le ipotesi quella che piace a te è tendenziosa e pure misogina. un nesso causale ineccepibile. questo è quello che si chiama pregiudizio, ben espresso dall’esposto del collettivo: se non la pensi come noi e non parli di queste come vogliamo noi sei misogino. ci mancava il giornalismo etico.

        il contesto è qualcosa che la Palombelli possa aver detto o fatto prima di questo video per poter pensare che sia una che quando succedono queste cose si mette a fare la spiritosa perché è contenta che una viene ammazzata e le piace difendere i maschi buttandola in caciara. Il contesto del commento di Giulia è il video della Palombelli e il commento di Toni, che permettono di inferire che il commento di Giulia sia fare il verso. detto che se invece fosse una domanda seria di qualcuno non ci sarebbe niente di male, come non ci sarebbe niente di male nel pensare che vista la rarità, senza sapere come sono andate le cose, l’uomo sia stato vittima di un attacco per legittima difesa.

      • Tu non sai – o fingi di non sapere – cosa è tendenzioso. Per non parlare del fatto che ignori il contesto: il contesto è una società di stampo patriarcale che normalmente minimizza la violenza e giustifica i maltrattanti, motivo per il quale molte donne muoiono dopo aver chiesto protezione a causa si una Stato che non le tutela, ma si preoccupa di tenere in debita considerazione le ipotesi alla Palombelli. Ma non mi stupisco. E credimi, mi dispiace di non stupirmene più.

    • Giulia ha detto:

      Noi possiamo fare domande, aggiungere elementi e nuovi punti di vista per comprendere e per capire. Oppure possiamo fare domande e aggiungere elementi per occultare qualcosa, per deragliare, per spostare l’attenzione dal problema. La Palombelli non ha aggiunto nuovi elementi ma ha occultato la violenza.
      La tendenza è di trasformare tutto in banali conflitti, per occultare il problema reale che è appunto; la violenza. Conflitto e violenza non sono la stessa cosa. Il conflitto avviene tra due soggetti, attivi, in cui ognuno ha le sue responsabilità e qui è lecito domandarsi e cercare le responsabilità di tutti e due i soggetti in conflitto. Nella violenza abbiamo chi attua la violenza e chi la subisce, un soggetto attivo e uno passivo. La vittima della violenza è il soggetto passivo, non ha fatto nulla che ciò accada, non ha responsabilità. Chi attua la violenza sceglie di fare violenza, chi la subisce non ha scelto di subirla. Tutte le forme di violenza, fino all’omicidio, che sono casi limite, estremi; hanno come scopo l’assoggettamento, il controllo e il dominio sulla vittima. E qui ci si potrebbe chiedere questi uomini sono degli psicopatici, dei folli, e allora perché non sono stati fermati prima? Perché bisogna aspettare il morto per accorgersi che sono degli psicopatici? Perché non c’è nessuno studio clinico specifico e non vengono studiati? Oppure ci si può chiedere se rientra nell’ordine naturale delle cose, gli uomini hanno sempre ucciso e stuprato, l’uomo è cacciatore e la donna è la sua preda. Tale rappresentazione è estremamente diffusa a dimostrazione di una cultura che giustifica e normalizza la violenza sulle donne.
      Oppure ci si può chiedere, se rispondono alle aspettative di un ruolo, di una cultura forse residuale, si ma quanto quella residuale e quanto a nuove aspettative. Perché molti uomini hanno la necessità di controllare e dominare la propria compagna e madre dei propri figli? Per egoismo? Perché sono dei narcisisti o c’è anche altro? Come vedi di domande a cui rispondere ce ne sarebbero tante per cercare di capire un problema se si vuole cercare di comprenderlo nella sua interezza. Se al contrario si vuole eludere il problema, basta puntare il dito sulla vittima.

      • ... ha detto:

        la tua impostazione ha lo stesso problema del pezzo di Riccio. Tu sembri sapere cosa passa per la testa degli altri. Tra il dire che la tendenza di certi discorsi è una, e dire che certi discorsi sono tendenziosi c’è una differenza determinante. Nel secondo caso c’è la malafede. Inoltre cosa significa occultare la violenza? In che modo delle parole possono occultare? Considerati poi i mezzi limitati di Palombelli, che conduce una trasmissione che guardano una minoranza del tutto irrilevante di persone. Cioè questo è il discorso classico almeno da Marx in poi, l’ideologia che si manifesta per occultare. Discorso che ha le sue ottime ragioni, per carità, solo che ha pure i suoi torti. Non si capisce perché su mille argomenti la gente si fa domande e ha convinzioni del tutto errate e basate su luoghi comuni, stupidità e ignoranza, e sulla violenza di genere invece c’è la precisa volontà di occultare. Una domanda presuppone una o più possibili risposte. Non è una tesi. Altrimenti avrebbe detto semplicemente che purtroppo a causa del comportamento delle donne esasperanti dei poveri uomini sono stati indotti a commettere un tragico delitto. E non è che se uno fa una domanda allora sta dicendo che le altre non si possono fare. Perciò si può rispondere alla domanda di Palombelli. Se, una volta ricevute le risposte, Palombelli o chi per lei dovesse invece mostrarsi refrattaria alle spiegazioni e invece affermare che è solo un problema di esasperazione allora uno a quel punto è legittimato a pensare che o ci è o ci fa.
        L’idea che già a partire da che domande uno pone si possa capire dove voglia andare a parare è scivolosa. Così come è scivoloso confondere un’ipotesi con la giustificazione di un evento. Inoltre non si capisce perché le prime tre domande sono legittime invece quella di Palombelli no. O meglio, si capisce solo alla luce di un pregiudizio o di una imposizione moralistica o ideologica, per cui non si può chiedere una certa cosa perché è oltraggioso e presuppone delle intenzioni. E questo fa parte di una pressione politica ben precisa, come emerge dall’esposto del collettivo, o di altri articoli che ho letto su come devono essere raccontati i femminicidi, e come si dovrebbero fare i processi eccetera. Neanche come possono, come devono. Cosa che smentisce, insieme con la grande attenzione che negli ultimi anni sul tema che il clima generale voglia occultare la verità. Il concetto di delitto passionale è stato messo in discussione come tutto dagli anni ’50 a oggi. Come sempre, prima la cosa inizia nel campo degli studi e poi si diffonde nella società. Poi qui va anche detto che la comprensione del fenomeno passa per tutte e tre e forse anche più spiegazioni: ovvero c’entrano il disagio psichico, c’entra la natura, c’entra la cultura eccetera. Invece una certa parte vorrebbe solo che si dicesse che c’entra il patriarcato e il dominio maschile, che è evidentemente falso.

      • Qualunque cosa passi nella testa degli altri, mi interessa molto meno di quello che dicono. Per quanto ti possa sembrare incredibile, ho le competenze necessarie a capire cosa dice la gente, il più delle volte, e non ritengo presuntuosa nel sostenerlo, visto che mi relazione con altri esseri umani tutti i giorni da più di 40 anni senza grossi problemi di incomprensione reciproca.

      • Antome ha detto:

        Ciao, allora. Giusto non avere pregiudizi, questo non va confuso con la mancanza di memoria e partire come se quanto detto da Palombelli fosse tabula rasa e non si conoscessero trascorsi legati a trasmissioni che conduce o ha condotto come forum e relative sentenze, come alcune che riabilitano l’idea che il padre stupratore che ha scontato la pena possa rivedere il figlio frutto della sua violenza nel nome di un presunto interesse del figlio a vedere il padre chiunque esso sia, questo tanto per dirne una ma, chiaro dobbiamo vedere nella fattispecie.
        Di certo esiste un discorso che ribalta il piano alla donna che vessa il compagno e che sì l’omicidio non è mai giustificato ma che sia molto più frequente del contrario e di quanto i soliti “loro” vogliano farci credere. Il tutto marchetizzato come quello che i media mainstream asserviti alla narrativa femminista e liberale non ci vogliono dire, perchè ovviamente siamo nella dittatura del pensiero unico dopo avere combattuto per anni contro di essa.
        Come a dire che ora che è pensiero comune che schiavitù e razzismo siano sbagliati uno che dice che forse delle ragioni c’erano e che la frenologia non aveva tutti i torti (razzialismo o realismo razziale) è il vero ribelle al “pensiero unico dominante” perchè i toni con cui questi pensieri vengono respinti somiglia alla censura e le vittime di tale censura si sentono perseguitate “proprio come dite che facevano i razzisti contro i diversi, proprio come fanno questi fantomatici omofobi contro gli homo, visto, siete voi gli intolleranti e siamo noi i perseguitati e i censurati”.
        Certo ora stiamo andando un po’ fuori tema e poniamo che ci sia qualcosa nella contronarrazione, mettiamo che ci sia la famosa contraddizione. Una donna viene uccisa ed è femminicidio ed espressione del patriarcato, quindi quando una donna uccide un uomo cos’è, maschicidio o sempre patriarcato?
        Aldilà dell’evidente intento di dire scaccomatto femminismo, come per tutti gli esempi, compresi quelli risultato spesso di mascolinità tossica o pregiudizi e aspettative tradizionali come i suicidi maschili (per quanto ci sia un risvolto statistico “interessante” sull’efficacia dei metodi di chi tenta e cifre diverse se contiamo riusciti e tentati), affidamento, morti sul lavoro, ritegno a denunciare violenze. Alcuni dove il contesto è rilevante come l’essere maggiormente vittime di omicidio oltre che maggiormente perpetratori.
        Aldilà di questo cosa rispondiamo a questa obiezione se vogliamo convincerli, visto che denunciare la tendenziosità dell’intento non ripara da possibili accuse sul non occuparsi del contrario perchè “non corrobora la narrativa” su questo punto lascio rispondere altri, mentre posso dare il mio modesto contributo su questo.
        Non penso che le donne facciano maggiore violenza psicologica, nemmeno che facciano altrettanta violenza con l’intento di uccidere ma con minore riuscita di quella maschile, ma in più piccola parte uccidono per gelosia.
        Ipotesi uno. Non tutte le uccisioni di donna per gelosia sono femminicidi, solo la stragrande maggioranza, di conseguenza anche quella piccola parte di omicidi femminili più o meno efferati verso il marito non è necessariamente data da ideologia di suprematismo femminile, per quanto si possa indagare.
        I.e. Il suprematismo nero esiste, anche se in misura e con effetti reali molto minori di quello bianco, proprio come un nero che dice crackers è generalmente meno propenso a uccidere di chi dice “”sporco negro”” (se non va puoi oscurarmi solo la frase in questione. ndr. ?)
        Altra ipotesi o forse sempre quella, esiste sia una gelosia estrema con forte componente di genere, residuale di max. anni 50 e del codice Rocco o corrispettivi in altri paesi e attuali purtroppo nelle teocrazie islamiste o fondamnetaliste cristiane in misura diversa (parte dei paesi Visegrad) e una gelosia sempre estrema più gender neutral che ha meno probabilità di risultare in uccisione. Quando un vaccino protegge al 97% la morte è rara, ma per un novax può fare sempre notizia e magari ti dirà che ciò dimostra la sua inefficacia per dire o che non farlo è uguale, mettendo magari insieme i numeri di tutto l’anno.
        Ugualmente essere uomini non rende immuni al 100%. Nemmeno dal revenge porn.
        Inoltre come il capitalismo sregolato e quindi gli stimoli relativi che vengono dalla società che lo esercita possono rendere propensi sia uomini che donne alla competitività tossica, la società, su base patriarcale, che si prende gioco del cornuto o addirittura dava la colpa alla donna cornuta (può darla a entrambi i traditi eh, intendo colpa seria), può contribuire a rafforzare il senso del possesso, anche ammesso che una parte di esso sia innata non vuol dire che le influenze culturali non contino.
        Per citare Battiato non so se esista anche quello “prealessandrino” :D.

      • Giulia ha detto:

        Pre-Alessandino= Ancestrale, arcaico, atavico, profondo.
        Riferimento alla cultura ellenica precedente ad Alessandria d’Egitto. La cultura Alessandrina va dal IV° secolo a.C al I° secolo a. C. Fiori alla corte dei Tolomei e alla costruzione della biblioteca di Alessandria. Il La Pre-Alessandrino quello che la precede. In pratica è quella che noi studiamo a scuola come “età classica” (alessandrino)e “età arcaica” (pre-alessandrino).

    • Giulia ha detto:

      La Palombelli non è stata generica ha fatto riferimento agli ultimi casi di femminicidio. Casi che non possono essere classificati come conflitti, ma come violenza. Ponendosi quella domanda li ha classificati tutti come conflitti ( il motivo l’ho spiegato sopra) e la violenza esce fuori dal dibattito. Il gioco delle tre carte; uno due e tre, la violenza più non c’è.

      • ... ha detto:

        ma come fa una domanda a classificare, la domanda si fa precisamente perché non si sa come stanno le cose, e per definizione non classifica. le risposte classificano. il tuo ragionamento ha senso solo alla luce del pregiudizio. siccome sai già cosa pensa la palombelli allora sai che fa quella domanda perché vuole sviare il discorso e non parlare del problema vero. o questa cosa la sai perché sei nella sua testa o perché hai fondati motivi per pensarlo oppure non hai modo di basarti sulla domanda stessa senza incorrere nella tautologia. inoltre in almeno uno dei sette casi c’entra il conflitto e non la violenza, il caso del padre che ha ucciso la figlia.

      • Giulia ha detto:

        Faccio una domanda. Ha parlato della violenza? Si è posto delle domande sulla violenza? No! Semplicemente se consideri la vittima responsabile, quindi soggetto attivo a ciò che è accaduto, non può essere violenza. Nella violenza il comportamento del soggetto passivo è privo di significato sull’evento successivo, è il soggetto attivo che decide anche per l’altro. È come chiedere ad una vittima di violenza sessuale come era vestita, se non ha fatto nulla per incoraggiarlo.

  7. ... ha detto:

    non penso affatto che tu non abbia le competenze per capire, penso che tu e altre persone, visto che non sei la sola ad aver tirato in ballo la misoginia, abbiate una convinzione errata della realtà. cioè attribuite alla misoginia molte più cose di quelle che le andrebbero attribuite. per esempio ultimamente capita sempre più spesso di leggere scemenze quali “corpi con la vagina” in luogo di donne, “mestruatori” in luogo di donne, qualunque cosa al posto di donne. e cosa dice una parte del femminismo? misoginia. questo nuovo linguaggio inclusivo è chiaramente demenziale, frutto di un’ideologia demente, venuta fuori dai cultural studies eccetera, ma perché sarebbe misogino? oltretutto è usato in larga parte da giovani donne. certo, è vero che scherzandoci come è stato fatto sembra di sentire parlare dei serial killer o appunto i maschi della sfera “incel” che usano femoide e altri termini strambi, ma che c’entra la misoginia. questi non cancellare il concetto di donna perché odiano le donne, ma perché a causa di convinzioni bislacche pensano che il sesso e il genere vadano decostruiti e ricostruiti. sono scemi, non misogini. e regge poco pensare che siano tutte donne che hanno interiorizzato la misoginia.

    • La realtà te l’ho citata nei miei commenti precedenti: la realtà delle donne che muoiono dopo aver chiesto aiuto, la realtà di istituzioni incapaci di tutelare le proprie cittadine.

    • Antome ha detto:

      Non so se si dica corpi con le mestruazioni, forse secondo il contesto, se rilevante si dice donne con le mestruazioni o donne con la vagina. O in altre situazioni persone con la vagina per aspetti medici e funzionali riguardanti sia uomini trans che donne cis o sia uomini cis che donne trans non operate. Idea non sbagliata in sè, come sempre c’è chi spinge a mio (nostro?) parere forse all’eccesso e nel parlare di donne e uomini per vagine e peni quando c’entra con il discorso non ha nessun presupposto di escludere persone trans nella stragrande maggioranza dei casi. Quando lo si fa a quello scopo è in genere ben evidente, che chiaramente non è il caso per esempio di quando si parla di cancro al seno o alla prostata riferendosi a donne e uomini.
      “pensano che il sesso e il genere vadano decostruiti e ricostruiti. sono scemi, non misogini. ”
      Beh, in che senso? Se dici non all’eccesso fanatico sono d’accordo. Prima di tutto anche ai “bei vecchi tempi” che non ti sto attribuendo di decantare, ma riflessione mia, (:, il “gender” c’era eccome, nel senso comportamenti rigidamente categorizzati che dovevano necessariamente seguire naturalmente, senza confine tra descrittivo e prescrittivo dall’essere nati con certi genitali.
      L’equivoco tumblriano è forse proprio che non corrispondenza a tali norme di genere non significano necessariamente transessualità e non binarismo e che genere e norme di genere sono due cose diverse, sebbene sono quasi sicuro che escluse frange estreme questo mio stesso sia uno strawman relativamente ignorante della questione non binaria, ci sono solo cose che mi convincono poco e quando possibile mi confronterei volentieri.
      Da quanto ho capito il genere della transessualità è cosa diversa dal genere che ci si attribuisce per maggiore corrispondenza alle norme di genere correnti assegnate tipicamente sesso opposto a quello in cui si è nati.
      Più che ideologia demente possiamo dire che è una distorsione portata all’estreme conseguenze di un concetto perlopiù non necessariamente sbagliato o di una decostruzione che può essere liberatoria e da cui trarre l’ideologia demenziale in questione, che non è il concetto di transessualità e la messa in questione delle norme di genere, per quanto anche qui gli strawmen siano dietro l’angolo, proprio come dici che accade con Palombelli.
      Quindi chi pensa ideologia gender ha magari in mente questa “ideologia demenziale” e ci mette dentro anche le persone transgender per giustificarne sdegno o rimprovero .

      • ... ha detto:

        C’è un uso diffuso e recente da parte di soggetti più o meno istituzionali non irrilevanti di definizioni quali: bodies with vagina e menstruators. Non a seconda del contesto, sempre. Cioè la parola “donna” non viene più usata. La cosa curiosa è che ancora non si è letto “soggetti con la prostata” al posto di uomini (forse è sfuggito). Questa cosa è un’arma a doppio taglio, spero e sperano in molti, perché mostra plasticamente quanto siano deliranti gli attivisti pro-trans e tutto il carrozzone intorno a judith butler e similia. Il picco di demenza e sfacciataggine si è avuto con la citazione modificata di una storica figura del femminismo, modificando un passaggio nel quale nominava l’aborto e la scelta delle donne, con “bodies with vagina”, appunto, al posto di donne. Una cosa che ha fatto pensare ai fotomontaggi staliniani. Io non penso che tutto ciò sia misogino o sia il sintomo di misoginia diffusa, per quanto molti attivisti trans sembrino effettivamente misogini. Di certo lo sono quelli che hanno detto alla Rowling di stare zitta e succhiare il loro pene trans. O quelli che invitano a uccidere le terf o a stare zitte con una certa veemenza. Ma quelli infatti sono maschi. Le donne invece sono tutte misogine? Non credo. Penso che sia normale ideologia. L’ideologia dell’inclusività e del gender. La cosa curiosa è che anni fa non ne sapevo molto e quindi chi parlava di teoria gender per me era il bigotto classico che non sa niente. Poi invece è emerso che la faccenda è complicata. Demente lo uso io come iperbole, il famoso sketch dei monty phyton, chiamatemi loretta è sempre fenomenale. Ma ciò che succede non è un’estremizzazione, è la logica conseguenza di un’ideologia. Se dici che il sesso è un costrutto allora non ha più senso parlare di donne, ma di corpi.

      • Antome ha detto:

        Umm, sì credo che voglia dire che per includere tra le persone con pene, con vagina, con o senza mestruazioni non binari e similia, una parte della burocrazia stia scendendo in quella che può essere facilemente percepita come una neolingua demenziale al servizio della società, secondo un noto slogan reazionario, dove i matti son diventati i direttori del manicomio con buona pace del povero Basaglia che fose non l’aveva previsto, xD, capisco veramente che possa anche tu percepirlo così eh, ma forse avevano ragione, forse quelli che l’ideologia gender ed il boogeyman e bibbiano sia tutto collegato non hanno tutti i torti, e anche le povere terf agitano problemi giusti e sono zittite dal sistema orwelliano.
        Non dico che stia dicendo questo ma mi suona un po’ così, di solito vai più per il “sottiglione” come direbbe “Pazienza”, ma basta evocarlo lasciamolo riposare, come direbbe Zerocalcare :D, quindi mi ci metto anch’io.
        Specialmente quando dici “perché mostra plasticamente quanto siano deliranti gli attivisti pro-trans e tutto il carrozzone intorno a judith butler e similia.”
        Manca la specificazione “alcuni”, visto che fai distinguo su terf che sono pronto ad accogliere ma non ancora concedere, e persion sulla “gente che il gender”, dicendo “deliranti” e “gli attivisti” pro trans, stai liquidando un’intera categoria e l’intera comunità per qualcosa dovresti stare bene attento a colpire chirurgicamente se non vuoi colpire l’attivismo che include la lotta alla transfobia e tutte le persone trans. Idem in parte per Judith Butler di cui non va distorto il pensiero poichè lei riconosce la realtà biologica del sesso, ma decostruisce solo, e non è la prima le norme di genere legate ad esso.
        Riflettiamo tuttavia se il linguaggio burocratico non è sempre stato strambo e poco comprensibile rispetto al “volgare” in senso dantesco con la sua scorrevolezza e cose immediatamente comprensibili appunto dal contesto e non si sia semplicemente aggiornato, in parte, preferirei tuttavia eliminare donna o uomo solo in casi specifici, magari.
        Ma a meno che non ti dia fastidio che uomini e donne trans vengano inclusi, ciò può avvenire per omissione dell’eccezione senza discriminazione, neutralizzazione quindi “persone (mi chiedo perchè corpi) con mestruazioni. Congiunzione “uomini e donne trans” sottintendedo quelle non operate, idem “donne e uomini trans” “uomini e donne con pene” “donne e uomini con mestruazioni” più neutrale “uomini e persone trans”. Ma è lana caprina, non c’è un assalto alla “normalità” e alla famiglia per la stramberia che sbattuta in faccia a chi, non faccio una colpa, è ignorante (neutrale, tutti lo siamo rispetto a qualche cosa, il suo uso come insulto non va abusato o può risultare classista “han fatto uno sciopero quei 4 ignoranti”, ma in salta pseudoprogressista. Vero è che basterebbe “persone” è più “corpi” che è spersonalizzante se ci pensi.
        Solo vegetali, funghi e batteri, esseri unicellulari e virus non sarebbero persone e nemmeno corpi in senso stretto, ma non hanno nemmeno peni o mestruazioni. Quindi a parte l’inclusione di animali non mi spiego perchè corpi, ma parla da una parte la mia ignoranza che può permettersi di riderci su in ogni caso.
        Capisco che l’ironia di una parte di femminismo che vede in questo misoginia e che lo vede venire da parte reazionaria possa risultare “deliziosa”, è molto ghiotto poter dire “haha, ma è parte dello stesso mostro progressista e paninclusivo che avete generato e conseguenza logica e avete il coraggio di parlare di misoginia perchè “woman erasure” e per il natale dove eravate, per genitore 1 e 2 dove eravate?”
        “Se dici che il sesso è un costrutto allora non ha più senso parlare di donne, ma di corpi.”
        Guarda al limite di persone :D. Per capire se questo è uno strawman bisogna vedere a chi lo attribuisci, all’estremismo demenziale o alla transessualità in generale?
        Perchè ti ripeto che la transessualita o transgenderismo è riferito all’identità di genere non corrispondente al corpo, cosa che normalmente corrisponde.
        Ma separare le norme di genere è altra cosa completamente da tale identità di genere, sulla cui natura si potrebbe approfondire.
        Mi sa che nel non binarismo si estendono le norme di genere al linguaggio, perchè mi chiedo umilmente cosa voglia dire altrimenti non sentirsi nè uomini nè donne.
        Ma che un bambino possa amare una bambina e essere rispettato o indossare una gonna, anche perchè il contrario è fuori discussione (la bambina indossare i pantaloni) proprio per l’evoluzione delle norme di genere accetate, non ha niente a che fare con l’ideologia gender e può essere spiegato senza tirare in ballo la sessualità in età non appropriate. L’educazione sessuale viene dopo.
        Noto appunto un generale discorso per cui si raccoglie ciò che si è seminato, ma il discorso alla fine qual’è troppa pedanteria? E se sì dove ci si deve “fermare”, o magari nemmeno iniziare.

      • ... ha detto:

        I reazionari bigotti restano reazionari bigotti, ma ciò non toglie che anche un reazionario bigotto possa avere ragione in tutto o in parte su un argomento particolare. Nel caso del gender avevano ragione in parte, ovvero che da un campo di studi è nata un’ideologia, che si lega alle altre esistenti, marxismo, ambientalismo, anti-capitalismo, femminismo intersezionale, che poi è la platea che frequenta questi argomenti e che non si limita a studiare, ma legittimamente ha un’agenda politica che ha portato cose positive e cose negative. Certo non penso che tutti gli attivisti trans siano x o y. Judith Butler però non si limita a decostruire il genere, e in una recente intervista al Guardian, poi tagliata, ha detto: The anti-gender ideology is one of the dominant strains of fascism in our times. Questo è un pensiero delirante. Ha anche dett che il concetto di donna va ridefinito. E questa non è più decostruzione. Il linguaggio che si vuole cambiare non è quello burocratico. La citazione del Lancet non era burocrazia. Donna non è un termine burocratico. L’aborto è una questione che riguarda le donne non è un concetto burocratico e neanche medico. È linguaggio quotidiano puro e semplice con anche una valenza storica e politica. Cambiarlo per me non è grave, è ridicolo anzi tutto, poi sbagliato e ottuso in certi casi. L’esempio te l’ho fatto perché nel femminismo radicale, per semplificare, questa operazione è un sintomo di misoginia. Come nel caso della Palombelli non credo c’entri la misoginia. O meglio, la misoginia riguarda sempre una minoranza di persone, sia nel caso della Palombelli che nel caso del gender. Tra chi attacca la Rowling c’è una maggioranza di persone convinte in buona fede che sia transfobica e una minoranza di misogini. Come nel caso della Palombelli ha senso capire le parole che si usano, senza esagerare. La differenza tra quando si usa bodies e quando si usa people credo sia casuale. Bodies with vaginas e birthing people. Ciò che non è casuale è il fatto che in entrambi i casi non si parli di donne. La cosa che fa ridere è che le donne non sono un dettaglio, sono il totale delle persone che partoriscono e hanno le mestruazioni e abortiscono. O, se vogliamo stare al pensiero opposto, il 99,9%. Quindi già solo il fatto che invece di aggiungere dei termini se ne adottino di generici per non nominare quello a cui tutti pensano quando si parla di gravidanza, ciclo e aborto, ovvero le donne, è comico. Non è però lana caprina. E non è un’invenzione della destra reazionaria. Le femministe radicali vengono comunque accusate di alleanza con la destra reazionaria. È la stessa cosa che viene detta a chi si oppone alla cancel culture. Non esiste la cancel culture, è un’invenzione della destra. Ecco, oggi sappiamo che non è così. Così come sappiamo che l’ideologia gender non è un’invenzione della destra e non si occupa di lana caprina. Produce conseguenze reali più o meno gravi quali: maschi, in certi casi stupratori, alloggiati in carceri femminili, maschi che competono in sport femminili, maschi che entrano in spazi esclusivamente femminili, più tutta la questione da capire meglio degli adolescenti e dei trattamenti ormonali e chirurgici, e la loro salute mentale. Oltre alla questione della transfobia, che è un’accusa in cui si può facilmente incappare oggi. Tutto ciò accade perché c’è una rottura forte, non pedanteria. Pedanteria è chiedere di usare sempre i pronomi giusti, non pretendere di credere davvero che se una si definisce donna allora è una donna o che se si definisce non binaria sia davvero non binaria, cosa che non ha alcun senso, tranne che nell’ideologia per cui esiste l’identità di genere e questa è più importante del sesso.

      • Antome ha detto:

        Un reazionario bigotto può avere ragione se dice che il cielo è blu o altre cose, nelle cose che elenchi no, se ne trae una conclusione del tutto sballata, priva di distinguo e con conseguenze transfobiche.
        Ma per non parlarci addosso, cosa definisci ideologia della questione gender e cosa no?
        C’è chi pensa che considerare donna chi ha una diagnosi di disforia sia parte della stesse ideologia deviante e luciferina e chi pensa sia ideologica solo la parte che si spinge ad accettarlo su semplice dichiarazione.
        Immagino sia basato sulla visione ideale di una società dove la differenza di trattamento tra l’essere donna o uomo sia minima o addirittura astrattamente assente, ma certo che calata a freddo in una società può essere un passo più lungo della gamba che porge il fianco a critiche reazionarie che ovviamente hanno così una marcia comunicativa in più nell’attaccare la transessualità in toto.
        E no, corpi è molto più spersonalizzande di persona, la stessa persona che neghi o meno la parola “femminile” o “donna” dovrebbe usare corpo comunque se in quella frase si usa corpo. Non conseguirebbe dal non dire donna, dire corpo. Affermare questo da un taglio molto più ad effetto alla critica, pur dovuta a “Lancet”
        Perchè anche ambientalismo sarebbe un’ideologia.
        Forse accostare ad esse posizioni deliranti può essere volto ad invalidare anche ciò che delirante non è?
        E a suo volta questa giusta critica alla critica chiaramente serve talvolta ad invalidare anche le critiche giuste e che potrebbero essere costruttive, se non fosse che vengono purtroppo, per colpa delle echo chamber, al 99% da parte di chi ha interessi reazionari e il tuo stesso distacco non sembra preoccuparsi granchè di risparmiare la transessualità dalla critica.
        “Donna non è un termine burocratico. L’aborto è una questione che riguarda le donne non è un concetto burocratico e neanche medico.”
        Allora che ci sono donne che non partoriscono è un fatto, chiaro, e non sono solo le trans.
        Si potrebbe dire che in effetti il parlare di donne per chi partorisce non esclude dall’essere donne le donne che non possono, quindi in teoria nemmeno le trans, se non fosse per il peso storico dell’esclusione, cosa che l’intersezionalità di tipo ideologica (poichè è in parte un analisi fattuale, da cui però si traggono conseguenze ideologiche) fa pesare molto.
        Mentre donne che hanno il pene e uomini che partoriscono, chiaramente riguardano solo le persone trans.
        Non so se si voglia usare il fatto che si tratti di una minoranza per escluderli.
        Ora ho capito quindi perchè corpi con pene etc. invece che corpi femminili. Ma bastava dire persone.
        Poi puoi sentenziare che è ridicolo, se vuoi, un po’ ti capisco, ma, scusami se ora sono “intersezionale”, ma quando non ci riguarda è più facile.
        Quanto alla questione transessuali uomini stupratori in prigione mi ero già espresso. Sì se basato solo su autodichiarazione uno stupratore può finire in cella con delle donne, in teoria ed è successo. Però focalizzandoci solo su questo in chiave anti trans evitiamo di affrontare il problema a monte della violenza nelle carceri e la sua incidenza specialmente nelle carceri maschili, ma visto che non mi piace il benaltrismo di certo questo non giustifica un rischio in più per la componente femminile. Semmai affrontiamo tutto insieme. Come quanto i mra parlano dei morti maschili sul lavoro, un po’ di ragione ce l’hanno ma la conclusione anti femminista è sballata :D.
        Basta che non si estenda il discorso all’occasionale stupratrice trans diagnosticata e allora se ne può discutere, perchè in tal caso l’incidenza con cui questo costituirebbe un rischio per le donne, ovvero l’incidenza bassa di stupratrici nella già bassa e minoritaria incidenza di persone trans nella popolazione generale impallidisce davanti al rischio a cui si sottopongono le donne trans mandandole in carceri maschili.
        Bisogna allora anche evitare di mettere insieme stupratori gay e uomini nella stessa cella. Magari in generale mettere insieme chi ha taccheggiato con uno stupratore.
        Combattere la stessa cultura che augura lo stupro in carcere a molti uomini, parte della mascolinità tossica che danneggia gli uomini, scusa la terminologia che può suonare “ideologica” ma tant’è.
        La cancel culture, dunque, secondo me esiste ma esiste anche a destra eccome, credo poco alla destra libertaria paladina della libertà d’espressione. Certi eccessi vanno combattuti, certo, come l’abbattimento di statue, di vecchi film solo perchè, ma va, l’atteggiamento verso le minoranze di un film del ’39 è diverso dal 2019? O, cosa ancora più assurda, non c’è una minoranza rappresentata in un gruppo di 6 protagonisti principali?
        Ovviamente c’è l’eccesso opposto, reazionario, di credere che ogni rappresentazione lgbt o di minoranze sia un attacco alla razza bianca e alla normalità etero della famiglia tradizionale.
        Anche questa è cancel culture, però è vero che sembra che quella “di sinistra” abbia più mezzi per far valere alcuni capricci. Mentre Trump si limitava in fondo a mandare via la stampa non allineata dalla stanza dei suoi convegni, insomma cose su piccola scala, per quanto istituzionali.
        I dem questo non l’hanno mai fatto, ma evidentemente non ne hanno bisogno perchè usano tattiche egemoniche e diaboliche }:-
        Io rivendico che tali eccessi non siano conseguenza naturale del femminismo e delle conquiste progressiste, più di quanto il Mlk non avvicini al genocidio bianco, tuttavia capisco che questi eccessi ideologici che non dovrebbero discendere da tali conquiste hanno apparentemente una piattaforma mainstream che vuole renderle più accettabili.
        Ricordiamo che le terf sono solo una parte delle femministe radicali.

      • ... ha detto:

        L’ambientalismo è un’ideologia. La differenza tra un campo di studi e l’ideologia è che il campo di studi, per esempio la climatologia, ti dice se la temperatura media sul pianeta sia aumentata o meno e a cosa è dovuto. L’ambientalismo, a seconda di chi lo incarna, ti dice cosa bisogna fare sulla base, ma a volte anche senza alcuna base, di certi dati. Marx cerca di definire cosa sia il capitalismo. Lo stesso Marx, visto che ha incarnato tutte e due le figure, intellettuale e ideologo, partecipa nella scrittura del Manifesto, in cui c’è scritto cosa bisogna fare. Il gender, nel campo di studi, è un concetto. Da quando si è fatto ideologia è diventato un precetto. Cosa bisogna pensare, insegnare, fare eccetera. È del tutto lecito avere un’ideologia. Così come è del tutto lecito criticare in toto o in parte un’ideologia. A sinistra per molti anni si è fatto finta o non si è proprio capito che attorno al concetto di genere sia sorta un’ideologia, che si è anche appoggiata alla cancel culture, come strumento di disciplinamento. Lo stesso uso dell’appellativo di TERF è uno strumento di disciplinamento, oltre a tutte le persone che sono state licenziate o censurate per essere tacciate di essere transfobiche. Per essere considerati transfobici basta non essere d’accordo con “una donna trans è una donna”. Il Lancet non è la Palombelli. Non è solo una questione banale di spersonalizzazione. È una questione concettuale radicale. Che una cosa del genere avvenga non è una banalità. Avviene perché ci sono gruppi di pressione per cui se non usi un linguaggio inclusivo finisci nei guai. Nessuno finisce nei guai se parlando di Cina o di altro adotta la definizione di capitalismo di stato o di socialismo. Non è che siccome ci sono i bigotti reazionari allora possiamo accettare il fanatismo ottuso altrui. Questi sono ricatti morali, come anche il dire che siccome non mi riguarda allora non dovrei oppormi. Il punto delle carceri non te l’ho messo per discutere di come si potrebbe fare. Il punto è che uno stupratore non finisce in una sezione femminile per sbaglio o per caso, e neanche perché si sono preoccupati per le loro condizioni. Ci finisce perché c’è una precisa ideologia che si è mossa in tutte le direzioni possibili per far passare il suo mandato, ovvero che l’identità di genere sia l’unica cosa che conti quando diciamo chi siamo. Poi si può anche dire che questi sono effetti collaterali di un’ideologia in fondo giusta, o in quale parte giusta, o per niente giusta. Ma non si può negare che questa sia un’ideologia.

      • Antome ha detto:

        Certo che puoi parlare, ma il fatto che potrebbe non colpirci direttamente influisce sulla nostra capacità potenziale di distacco, questo è un fatto dell’intersezionalità che condivido tuttavia possa essere caricato emotideologicamente all’estremo per blindare un discorso. Può anche essere usato a favore di Mra, “le donne non possono parlare della nostra esperienza per noi” e si rischia l’olimpiade dell’oppressione, che però non deve essere usata per negare che sia ridicolo sentirsi oppressi o addirittura vittima di un genocidio potenziale e in atto, da parte dei bianchi, perchè lì il discorso del privilegio ci sta tutto, perchè potersi sentire perseguitati per così “poco”, non per sminuirne le difficoltà, è davvero un lusso di chi il razzismo non l’ha davvero subito. Come al solito però anche il miglior coltellino svizzero non può usare le forbicine per battere i chiodi o avvitare vite e bulloni e viceversa per tagliare la carne etc.
        Ammettiamo entrambi la nostra ignoranza, su cosa potrebbe voler dire sentirsi di essere o essere a livello profondo e cerebrale del sesso opposto a quello che il proprio corpo dice. Ciò che non posso pienamente capire poichè non è il mio campo non deve definire cosa può essere o non essere, su questo dovremmo essere d’accordo, per quanto è legittimo che a caldo si possano esprimere considerazioni, spesso sbagliate e incomplete.
        Sono d’accordo, perdere il posto perchè non si pensa che una persona trans sia del sesso che si identifica, diagnosticata o meno, per motivi religiosi o per scetticismo è assurdo e secondo me, in quanto ciò dovrebbe essere subordinato a come si trattano colleghi, clienti e dipendenti trans in conseguenza di ciò.
        Credo che però le stesse persone che difendono questa libertà, nell’ormai noto caso di utilzzo ingenuo dei social, dove una dipendente è stato licenziato per avere espresso in un post pubblico, anzi aperto agli “amici”, tra cui c’era il boss, in cui ha osato dire che non era entusiasta del suo lavoro e del suo boss, dicevano che sostanzialmente se l’era cercata. Si trattava andando a memoria del 2009 circa, quindi mi riesce difficile avere empatia per chi scrivesse in senso marchiante che i trans sono dei devianti e dei malati.
        Chiaro, è il famoso “patto col diavolo” progressista, con Lucifero e gli illuminati? Ma no ^_^, col capitalismo e la libertà d’impresa, transfobia fa cattive PR, cattivo marketing e pubblicità, vai con i licenziamenti. Ovviamente è un’alleanza molto rischiosa, che frutta l’accusa di difesa di libertà “borghesi”. Spesso da parte di chi difende più strenuamente i privilegi di questi ultimi.
        Invece almeno entro un certo limite di decenza e non incitamento all’odio andrebbe tutelata la libertà di esprimere in forma educata il dubbio/non comprensione e non convinzione dati gli elementi presenti che il genere non possa non basarsi sul proprio fenotipo. C’è chi dice “perchè devo essere educato?” potrei dirgli che non essendolo è un “free rider” dell’educazione, cioè che beneficia da altri che lo sono con ei*, non che non sia dovuto spesso ad infanzia difficile e vita da lupi di periferia, ma intendo che se altri usassero lo stesso tono che rivendica di poter usare, sarebbe un’escalation continua e da idioti.
        Come anch’io ho la libertà allora di, se necessario contrattire e di spiegar(ti?) perchè può c’è un’identità di genere che aldilà aldilà del fenotipo, a livello neuro chimico e forse in parte ormonale e non perchè.
        Hai ragione su Terf, la parte “rf” è concedere anche troppo a chi accusa il femminismo.
        Scherzi a parte, la piattaforma Terf è basata sull’idea che la nozione di transessualità sia abusata e che ci si senta non appartenenti al proprio sesso per non corrispondenza delle norme di genere, quindi un presunto adeguamento della propria personalità e genere che le appartenga, quindi un’applicazione delle norme di genere.
        Premessa a mio parere sbagliata, ma probabilmente usata per poter costruire l’impianto accusatoria contro le persone trans fingendo di essere dalla loro parte dicendo che sono traviate dal trans trending. Ora, essendo una questione delicata, si dovrebbe essere i primi, tra i progressisti a vigilare sul trans trending, proprio per questo motivo e io mi faccio sempre questa domanda. Se un bambino vuole mettere la gonna, perchè deve cambiare sesso e intervenire sul proprio sviluppo? Fortunatamente da quanto ho capito non si tratta affatto di ciò.

        Sulla parola ideologico come riduttivo o talvolta usato come derogatorio della credibilità, bisogna fare attenzione.
        Si potrebbe pensare che anche l’antirazzismo sia ideologico, l’ideologia, fortunatamente anche corroborata dai fatti, che le etnie siano equivalenti in termini di capacità mentale e che le differenze non abbiano origine genetica nella razza in se e che ci sia potenzialmente più in comune tra due individui con pelle e alcuni caratteri somatici diversi.
        Ideologia è quindi qualunque programma politico?
        Mi sembra che il suo uso sia in realtà polemico contro il dogmatismo, quello è il bersaglio, ma un anticorpo non specifico, colpisce anche la parte sana o per cui ci vuole un discorso a parte.
        La questione è quindi mettere da parte o combattere il dogmatismo senza combattere l’ideale o senza che questo sia in discussione. Ma solo il modo di metterlo in pratica. Due persone che non condividono l’ideologia o parte dell’ideologia possono essere d’accordo con l’ideale.
        Si potrebbe pensare che l’ideale è il fine e l’ideologia il mezzo. Ideologia, discorso delle idee da quanto ne so, indica un sistema di idee e di lettura di un problema con tanto di eventuali provvedimenti, inclusi il modo di applicarli, sebbene questo è più specifico.
        Pensiamo al problema, neri o donne discriminati, dobbiamo includerli. O neri o donne che si presentano in quota minore in queste discipline, come affrontiamo il problema?
        L’ideologia, potremmo pensare, include le quote e gli incentivi. Posso pensare che siano sbagliate ma essere d’accordo con l’affrontare il problema.
        L’ideologismo quindi diventa il dogmatismo e la difesa a prescindere di un provvedimento e talvolta di una sua forma specifica e il sospetto che chi lo critica voglia negare il problema.
        Chi nega il problema c’è, e può essere liquidato con “scelta” e presunti studi che la spiegano con differenze inerenti, con norvegia vs iran, ma la risposta non è difendere un modo sbagliato di affrontare il problema. Già esistono le più radicali quote riservate, incentivi fiscali, vs quote anti discriminazione e incentivi di altra natura che non discriminino l’altra parte, mentra l’altra accetta una discriminazione di segno opposto, quali i posti riservati, sulla base dell’intersezionalità e di una sua lettura ultraideologica.
        Così pure come il razzismo come razzismo sistemico. Quando al limite puoi distinguere il razzismo individuale a sua volta diviso in razzismo di aggressione e di reazione. Così come il sessismo. Ma impedire di usare razzismo ogni qual volta la minoranza fa delle considerazioni contro i bianchi come razza poichè obiettivamente in quel contesto i suoi effetti sono molto minori e non possono essere messi sullo stesso piano impoverisce il discorso, così come lo impoverisce la falsa equivalenza della parte avversa.
        Va visto caso per caso. Il razzismo di sfogo in reazione ad una discriminazione razzista è diverso, però paradossale, ma finisce con uno sfogo, può diventare un programma politico?
        Il razzismo di reazione all’aver subito un furto può diventare un programma politico.
        Ma mi dirai che coi gruppi di pressione.
        “Poi si può anche dire che questi sono effetti collaterali di un’ideologia in fondo giusta, o in quale parte giusta, o per niente giusta.”
        Non dovrei chiedertelo ma da che parte stai?
        Si può dire ideologia anche la separazione delle sezioni per sesso, così come lo è il contrario? Ideologia che il genere corrisponda sempre al corpo, che il non conformisco di genere vada corretto.

        cose che sto associando a scopo di elenco, ma separate senza implicare non sequitur e piani inclinati dal non essere d’accordo con una.
        Anche cosa sia più ideologico o meno qui dipende da come consideriamo la ricerca scientifica in tal senso.
        Non perdiamo di vista il principio. L’inclusione della persona trans e il suo benessere, la sua difesa dalla discriminazione, basata sul combattere, con buoni argomenti anche fattuali, la sua associazione con la devianza nel senso dispregiativo del termine, ricondurre il concetto di disturbo separandolo da quello di marchio d’infamia.
        Se viene meno questo principio siamo al punto uno, anche se il transfobico può razionalizzarlo con il non assecondare la sua illusione o delusione (anglicismo), per il suo bene. Ma quasi sempre è giustificazione post hoc del bullismo.
        Chiaro dove l’ideologia di separazione per sezioni entra in azione è per evitare un conflitto potenziale, un potenziale conseguenza della differenza tra i sessi, che vuole evitare un problema alla radice, cioè evitare tutti casi per prevenirne alcuni. Violenze e conflitti con incidenza x% con celle miste, per cui no celle miste, quale che sia l’incidenza, per evitarla idealmente in toto o ridurla a quella tra persone dello stesso sesso e le dinamiche legate all’assenza del sesso opposto etc.
        Nel momento in cui la differenza sfuma, si rivela un aspetto a posteriori della preoccupazione conservatrice, una delle conseguenze dell’essere considerati un sesso rispetto all’altro e la conseguenza del potersi potenzialmente autocertificare come uno qualsiasi, motivo per cui il sesso non dovrebbe poter cambiare.
        Conclusione, ecco il cambio di sesso è una follia, oppure dovrebbe avvenire dietro previa diagnosi?
        Altro aspetto, affrontare il problema a monte che rende così determinante la separazione assoluta dei sessi.
        Quella sui bagni mi sembra molto più spuria, per dire, perchè se una persona nei bagni entra per stuprare o molestare in teoria ci entra comunque e non chiede il permesso e la stessa forza necessaria a mandarlo fuori da quel bagno se è efficace nel primo caso, nei confronti di chi vuole introdursi a forza sarebbe efficace anche contro le molestie. A meno che il discorso non sia che chi riesce ad introdursi ed è innocente fino a prova contraria ha un vantaggio strategico rispetto alla non introduzione sul nascere.
        Se riesce a vestirsi da donna passabile, magari un po’ robustella? Mah, poi chiaro che in un senso o nell’altro si enfatizzano determinati casi in base ai proprio dogmatismi e disciplinamenti ideologici.
        C’è chi propone di superarli, ma nel post ideologico distrugge spesso anche l’ideale ed il principio come parti di esso, salvo poi ripescarli di volta in volta come parte del buon senso, ma figlio di lotte che oggi definirebbe “ideologiche” e non riconoscendo o minimizzando chi davvero le vuole attaccare.
        Quindi ripetiamo che è il dogmatismo che va attaccato.
        Ricciocorno stessa mi ha detto a tal proposito che c’è chi rimane fermo alla fisica classica e citando “la fisica dei supereroi”
        “”Come ebbe modo di osservare Max Planck, lui stesso protagonista della rivoluzione quantistica, ‘una nuova verità scientifica non trionfa perché i suoi oppositori si convincono e vedono la luce, quanto piuttosto perché alla fine muoiono, e nasce una nuova generazione a cui i nuovi concetti diventano familiari’.”
        In tal caso io paragonerei il femminismo a copernico e galileo e la reazione al sistema tolemaico e la fisica aristotelica. Ci metterei newton.
        Ora ci sono gli entusiasti o cinici post ideologici convinti che avendo tali sistemi mostrato i limiti, con relatività e fisica quantistica questi vanno a cadere e sono in discussione per le loro rigidità, ma non hanno capito che invece le classiche vengono espanse ad altri casi e rese più generali e così facendo lasciano che i tolemaici e gli aristotelici ripropongano le loro tesi di attrazione elementale, che non considerano il principio d’inerzia, etc :D. Scusa la pappardella.
        *potrebbe essere un buon pronome neutrale non binario?

      • ... ha detto:

        Sull’ideologia: quando parlo di ideologia non ci metto nessuna accezione negativa. A me piacciono l’ideologia democratico liberale e quella social-democratica. La separazione per sesso in certi casi è ovviamente ideologica. Non lo è il riconoscimento della differenza sessuale e molte conseguenze che questa differenza comporta, sebbene appunto ci sia chi lo pensa. Il problema non è quindi l’essere ideologici, il problema è cosa afferma e cosa comporta una certa ideologia. Così come capire cosa significhi e cosa comporti essere inclusivi. Nel caso in questione non so bene da che parte sto. Ho delle divergenze tanto nella teoria quanto nella prassi. Il sesso è un oggetto binario, il genere un concetto. Perciò se abbiamo delle buone ragioni per dividere in certi ambiti i maschi dalle femmine viene prima il sesso, che, va da sé, non deve poter essere cambiato legalmente tramite autocertificazione. Non adotto un linguaggio inclusivo per stupidaggini come il non binarismo.

      • Antome ha detto:

        Il non binario non so se è una sciocchezza, prima di esprimermi con sicurezza, mi servirebbe sapere https://www.youtube.com/watch?v=29OJ8HHyXDA vorrei insomma capire da qualche ricerca le possibili basi scientifiche, comunanza e differenza con la transessualità da disforia di genere.
        Se si tratti o meno di una pur legittima ribellione e rifiuto politici delle differenze di genere espresse dal linguaggio oppure la presunta assenza di senso di genere.
        Immagino si potrebbero neutralizzare le differenze di genere a cio che è misurabile e qualche statistica, stazza e peso (stile boxe) per quale sia il livello di reciproca minaccia potenziale che l’uno costituisca per l’altro.

  8. ... ha detto:

    Antome, non si capisce un accidente.
    Provo: a) non risulta che la Palombelli sia conosciuta per comportamenti o parole misogine. b) secondo Riccio è la domanda stessa ad essere tendenziosa e misogina, e la ragione, il passaggio in grassetto, è perché tra le ipotesi che vanno vagliate non c’è quella del killer freddo e spietato. Ora, a parte che tutto sembrano tranne che freddi i recenti killer, non c’è modo di inferire la misoginia da quella domanda e dall’assenza di tale ipotesi. Non è che la Palombelli ha fatto la domanda e poi ha aggiunto che in ogni caso di sicuro non dipende dal fatto che ci sono uomini freddi e spietati.
    C’è un discorso comune che fanno le persone comuni quando succedono le disgrazie e si chiedono cosa abbia fatto la vittima per provocare la disgrazia. Questo non perché le persone comuni siano misogine, ma perché non sanno di cosa parlano e quindi si immaginano situazioni normali in cui qualcuno fa del male perché reagisce a qualcosa, come di solito avviene nelle liti comuni. Oltre al fatto che c’è una sorta di fatalismo popolare nato in tempi passati e superstiziosi per cui si cercava in ogni modo di evitare le disgrazie, e siccome le cose non si potevano cambiare allora la colpa si dava a quello che contava di meno. Così come in passato e in rari casi oggi le donne si consigliano di non fare incazzare il marito o i maschi in generale. Questo è il normale buon senso di chi deve adattarsi in condizioni difficili. Per me le parole della Palombelli non derivano da questo, non alludono a questo ed è molto difficile pensare che abbiano come effetto quello di riportare in auge questi discorsi. Non solo per le reazioni suscitate, ma perché la società è cambiata. Ogni due per tre si dice oggi “al primo schiaffo lascialo” eccetera. In ogni caso di certo non giustificano alcunché. Sono d’accordo che quando si fanno questi discorsi sia bene spiegare come stanno le cose. Certo, non sono d’accordo a spiegarle come vorrebbero certe femministe, ma quasi. Come non mi piace quando si confondono le analisi con le giustificazioni, che di solito è quello che fanno quelli che puntano il dito e dividono il mondo in fazioni. Questo non c’entra niente con i ribelli al pensiero unico dominante e cazzate varie. Per quanto riguarda il razzismo non so sinceramente chi è che dica che forse delle ragioni c’erano, a parte i razzisti convinti. Nel resto del mondo si discute di tante cose. E certo le persone e gli studiosi seri non pensano che il razzismo e la schiavitù siano una colpa dei bianchi cattivi, cosa che invece pensano molti che fanno parte di movimenti tipo BLM, che stanno precisamente facendo pressioni e modificando fanaticamente ciò che si può dire o non si può dire negli USA.

    • Antome ha detto:

      Se non sbaglio è conosciuta, spero di sbagliarmi come cattolica talvolta oltranzista anche se non al livello di Miriano e simili, non mi raccapezzo molto in quella famiglia, poichè il marito Rutelli ha avuto la lunga fase baciapile prima di tornare, sembrerebbe, radicale.
      Forum è notorio per sentenze discutibili e lei lo conduce o conduceva, chiaro che come elementi non bastano, dovrei sapere di più sulle dichiarazioni e se non sbaglio non è la prima volta.
      E’ possibile che Giulia alludesse al suo ruolo di conduttrice quando parla di “a me da fastidio anche quando sta zitta, figuriamoci quando parla.” immagino quindi lo stare zitto sia riferito a sentenze e tesi accusatorie e al programma che conduce. Questo perchè non penso che il semplice parlare poco di politica eliciterebbe di per sè tanto fastidio, basti vedere tanti conduttori o persino giornalisti, perlopiù mezzobusti a cui non veniva in genere chiesto nulla.

      L’ho detto che alcuni casi sono omicidi “passionali” senza premeditazione e in altri casi è ben presente, mi sembra in molti casi poi non saprei le statistiche su gran parte di questi.
      Sull’essere questi fuori di testa, viene quasi da cantare una parodia,
      Sono fuori di testa, tutti uguali tra loro!
      E’ vero che chiedersi cos’abbia fatto la vittima serve dal punto di vista dell’indagine senza che questa sia una scusante al di fuori dell’effettiva legittima difesa.
      Come domandarsi quali vari comportamenti geopolitici occidentali possano fare sì che la narrazione fondamentalista e populista che dà luogo al terrorismo islamico non è una minima scusante per attentati che coinvolgono persone del tutto innocenti, financo pacifisti.
      ” E certo le persone e gli studiosi seri non pensano che il razzismo e la schiavitù siano una colpa dei bianchi cattivi”
      Qui dipende in effetti da quale argomentazione che accusa i bianchi di razzismo e schiavitu a livello storico nella fattispecie contro le persone di pella scura ti viene da descrivere e presentare come colpa dei bianchi cattivi e se da questo desumi che si argomenti un essenzialismo che veda una cattiveria intrinseca del bianco, se cioè per razzismo di reazione (che per definizione è comunque reazionario, ma diverso da quello di aggressione, ma da non incoraggiare di certo) si pensi che il bianco nasca schiavista e razzista e non invece possa diventarlo data la cultura e le circostanze politiche dell’epocain questione e delle varie altre.

      • Antome ha detto:

        Sul razzismo e sull’idea delle ragioni c’erano non mi riferismo minimamente a … certo che in teoria riguarda solo i razzisti che si professano tali, ma non la narrativa complottista che porta a questa conseguenza, moltissime persone pensano che viviamo in una orwelliana dittatura del pensiero unico scientista e ultimamente “medicalista”, che ovviamente va contro quello che a mio parere è quella pseudolibertà e pseudoindividualismo dell’ognun per sè tipico del capitalismo americano, per cui io prendo quello che pago e quello che posso pagare e il pubblico è il diavolo. Non sono pochi quelli che pensano che quasi tutto quanto avvenuto dalla rivoluzione francese sia opera di Satana, dei massoni, perchè in fondo qual’è la differenza, un sostituirsi a Dio, in realtà agli uomini che dicevano di governare per suo conto per diritto divino mantenendo un sistema di caste e sfruttamento, ma dettagli. Oppure quanto tutto il progressismo sia un opera luciferina di smembramento della società nel mettere in discussione quello che per loro erano regole e ruoli fondamentali alla convivenza, traduzione non toccare lo status quo e non farti domande.
        Ovviamente tocca anche il razzismo, l’idea che non ci siano culture superiori viene definita demenziale, ponendo però l’accento non sulla base dei diritti civili e sociali ma su cose com e il capitalismo motore di prosperità rispetto alla miseria sovietica e conquiste come la luna ed il ritornare vivi sulla terra, ovviamente una citta della giungla centrafricana non può che essere inferiore, ma il politicamente corretto ci impedisce di dirlo. Che magari è perchè stavano bene così e ci fossero altre condizioni e che l’intelligenza non c’entri nulla, politicamente corretto e pensierini perbenisti civili, “il rispetto va guadagnato” alias ti rispetto se ti ammiro o ti temo.
        Quando, secondo il target si rimane sul vago, ovviamente chi non è esplicitamente razzista decide di fermarsi chessò a prima dell’aborto o del divorzio nella sua mente o a quando le persone gay non erano accettate, ma per chi volesse la conclusione è pronta che ogni cammino nel progresso progresso non è ma una degenerazione, che ora è vero che progresso non è neutro e bisogna mantenere una concezione critica di esso, etc.
        Per gli altri basta “razza e qi” e chi vuol capire capisce. Poi il genocidio bianco. Questo solo per spiegare a cosa mi riferivo. C’entra poco con questo discorso.
        Ma dando a tutto questo una confezione ribelle.

      • ... ha detto:

        Il senso del mio commento iniziale era questo: ho preso le parole di Palombelli usate da Giulia per fare il verso e le ho tolte dalla cornice. Tolte dalla cornice sono parole che non hanno alcun problema se poste a uno che ha postato il caso di cronaca che vede una vittima maschile. Io non so per quale motivo Toni abbia postato quel fatto di cronaca, visto che non c’entra niente, ma perché Giulia ha usate le paroli di Palombelli come reazione? Perché diventano un problema a parti inverse? Non, si badi bene, qualcosa semplicemente da sbeffeggiare, come è anche giusto che sia essendo una domanda fuori luogo e che potrebbe venire in mente a uno che abbia vissuto nei boschi e non a una che conduce un programma, che frequenta buoni ambienti eccetera, entro certi limiti, ma qualcosa da condannare, che fa scandalo. Evidentemente perché per una certa parte di persone ciò è scandaloso e misogino. Ne prendo atto. Per me è un errore analitico e un problema perché è un allargamento del campo di ciò che pertiene alla misoginia e a ciò che si chiama victim blaming, per cui tutto ciò che non è conforme ne fa parte. A me sembra incredibile che uno pensi davvero che la Palombelli volesse incolpare le donne. Questo discorso non riguarda i picchiatelli dei vari campi, che siano complottari standard, suprematisti, misogini o altro.

      • Giulia ha detto:

        A parti inverse non è un problema, perché non esiste. La mia è stata una forzatura, un commento che in altri contesti non farei mai. Se una donna uccide il proprio compagno, perché la vuole lasciare, nessuno dice che lui se l’è cercata. Perché ci sono delle percezioni sociali differenti, sul comportamento criminale di un uomo e di una donna. La donna una criminale, una folle una pazza, i crimini degli uomini (nei confronti delle donne) si tendono a normalizzarli e a cercare la responsabilità nella vittima. Uomo cacciatore; donna preda, quindi sono le donne che devono stare attenti agli uomini, che li può partire un raptus e ti violenta o ti uccide. Il comportamento del cacciatore è quello suo naturale, quello di essere un predatore, è la preda che deve stare attenta e se finisce male per la preda, vuol dire che ha commesso qualche errore, perché il predatore ha fatto il suo dovere.

  9. ... ha detto:

    “dovrei sapere di più sulle dichiarazioni e se non sbaglio non è la prima volta.”
    non è la prima volta di cosa? le sue parole non sono misogine in alcun modo, quindi semmai dovresti citarmi sue parole misogine del passato. neanch’io la conosco bene. in ogni caso la palombelli non è conosciuta per essere una misogina. a tutti dà fastidio anche solo stando zitta, la parodia della guzzanti è nota e perfetta, perché quando parla uno si chiede sia uno scherzo.
    non è un problema di lunghezza, è un problema di scrittura.

    • ... ha detto:

      il titolo scelto da riccio è preciso infatti, la palombelli è esasperante

    • Antome ha detto:

      Intendiamoci, vuoi dire che è come chiedere, indagando su un caso di aggressione, come si sia comportato l’aggredito proprio per capire se è stato aggredito chessò in quanto gay, persona di colore, immigrato, perchè l’aggressore è impazzito in quel momento e ha tirato un cartone al primo che capitava a tiro o per un motivo che non c’entra niente e che sarebbe accaduto indifferentemente dai primi due fattori, non per incolpare la vittima, giusto?
      Molto diverso è quando si dice alla donna stuprata come si era vestita.

  10. ... ha detto:

    “Ha parlato della violenza? Si è posto delle domande sulla violenza? No! Semplicemente se consideri la vittima responsabile, quindi soggetto attivo a ciò che è accaduto, non può essere violenza. Nella violenza il comportamento del soggetto passivo è privo di significato sull’evento successivo, è il soggetto attivo che decide anche per l’altro. È come chiedere ad una vittima di violenza sessuale come era vestita, se non ha fatto nulla per incoraggiarlo.”
    Non è affatto vero che nella violenza, che solo per stare nel tuo discorso che divide fra violenza e conflitto per parlare di questi casi, cosa che presente qualche problema, ma andiamo oltre, il comportamento del soggetto passivo è privo di significato. Perché di qualunque evento ci sono quelle che si chiamano cause prossime e cause ultime. Se prendiamo un caso ipotetico simile a quello in corso di Ciro Grillo, tu lo leggerai sotto la lente della violenza, ma non si può dire che il comportamento delle vittime sia privo di significato. Già solo per capire cosa è successo serve capire il loro comportamento. Se una ha bevuto vodka di sua volontà o se è stata costretta a bere non è la stessa cosa, e per capirlo bisogna chiederselo, e chiederglielo. Solo avendo dei pregiudizi si arriva a pensare che dire una cosa del genere significhi giustificare, normalizzare e incolpare la vittima.
    Oltre a ciò, è proprio sbagliato inferire che se uno non parla di violenza, ammesso che il non parlarne nel modo in cui secondo te è giusto significhi non parlarne affatto, allora sta occultando la violenza. Intanto è falso nella pratica, poiché una domanda non ha il potere di occultare e di impedire altre domande o altre riflessioni. Basta rispondere. E vorrei capire dove vedi tutta questa attività occultatrice, visto che la violenza di genere e il femminicidio sono fra i temi più trattati mediaticamente. Tutti ne parlano come di una cosa gravissima. Si può discutere che non ne parlino come vuoi tu, che non facciano le analisi dal punto di vista femminista, ma non si può dire in alcun modo che tutta la faccenda sia normalizzata. Soprattutto è sbagliato inferire la volontà di occultare. Cioè banalmente neanche l’ignoranza è ammessa in questo metodo para-inquisitorio.

    • Giulia ha detto:

      Fammi capire: Se una beve volontariamente non è più stupro?

      • ... ha detto:

        Sì, ma il reo non viene trattato allo stesso modo, perché il fatto non è lo stesso. E anche al di fuori di un processo non giudichiamo allo stesso modo il caso Grillo e il caso Genovese, per ciò che ci è dato sapere. In ogni caso il punto è che se anche vogliamo stare alla tua classificazione, per sapere dove mettere i casi bisogna comunque chiedersi come sono andate le cose e cosa hanno fatto le persone in causa.

      • Antome ha detto:

        Io capisco lo sforzo di apertura di volere evitare il più possibile di assumere il peggio degli altri, quindi cercare di isolare possibili bias ideologici, tuttavia qui si mettono insieme più elementi della palombelli, impassibilità davanti a sentenze scandalose e restauratrici come quella sulla riabilitazione del padre stupratore della madre per malinteso interesse del minore e, scusami, il modo utilizzato dalla medesima per formulare il dubbio, non come si è comportata, ma, se ho ben’inteso ha chiesto, in forma insinuante, precisamente se questa donna non fosse esasperante. In parte la celebre domanda caricata.
        Le parole sono importanti.

  11. Antome ha detto:

    Sempre sul semi OT:
    La polemica in questione sui “corpi con vagina” riguarda la rivista Lancet nel tentativo di usare un linguaggio inclusivo.https://webcache.googleusercontent.com/search?q=cache:C32VXiYGoB8J:https://ilmanifesto.it/non-piu-donne-persone-con-vagina/+&cd=4&hl=it&ct=clnk&gl=it&client=firefox-b-e
    Qui l’articolo del manifesto che adombra misoginia.
    Però vorrei dire a … che “corpi” non è volto a sostituire uomo o donna perchè questa non è la conseguenza logica del non dire uomo o donna, perchè rimarrebbe comunque la persona.
    Quindi corpo con pene o vagine può esistere in un contesto dove si usi in luogo di corpo femminile o maschile, non in luogo di uomo o donna.
    Rimane lo stesso discutibile perchè in effetti se parliamo di corpo femminile e maschile non stiamo parlando di donne o uomini che sono invece un genere sociale più complesso, per quanto in maggioranza con un significato allineato alla biologia del loro corpo, quindi “cis”.
    La disforia di genere e il concetto stesso di transessualità non nega che il fenotipo somatico di una persona trans confligga con la sua espressione a livello neurologico e che quindi abbiamo corpi comunque fenotipicamente maschili o femminili.
    L’articolo poi l’unico motivo per pensarlo una cancellazione del femminile è che sta parlando specificamente del corpo femminile e delle mestruazioni e mi riesce difficile non pensare che lo stesso autore farebbe lo stesso nei confronti degli uomini a meno che non sia una direttiva momentanea che in quel momento per coincidenza ha colpito un articolo sul femminile e poi è stata ritirata subito dopo, quindi non lo vedremo più in molti altri articolo femminili o maschili che siano, ma su questo dovrei informarmi.
    Poi si potrebbe pensare che l’antispecista avrà il suo P.C. perchè vuole avanzare una proposta di cambio sociale, magari dirà “persona umana”, “persona non umana” persona di ogni specie, e pur avendo delle perplessità senza offesa potrei capire.
    Esiste poi anche il politicamente corretto contro parole come xenofobia, misoginia, razzismo, al punto che si cerca di puntarle all’avversario “autorazzismo” genocidio bianco, misandria.

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