Radio Maria

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L’acido muriatico (o cloridrico) è è uno dei liquidi più corrosivi esistenti (una sua soluzione, 1 M in acqua a 25 °C, ha pH uguale a 0).

E’ utilizzato nella composizione dei più svariati prodotti industriali.  Le soluzione per uso domestico (principalmente prodotti per le pulizie) contengono circa il 10-12% HCl, per cui è raccomandato diluire queste soluzioni prima dell’uso per evitare rischi e ulteriori complicazioni.

Ho digitato “acido muriato” su google e ho trovato questo:

L’ingestione anche di una boccata di acido muriatico provoca la perforazione dell’esofago, un necrosi molto rapida del mediastino, sede di molte delle arterie principali. Causa emorragie  e un rapido collasso. La morte sopraggiunge molto velocemente e con una dolorosa agonia.

Ecco cosa avviene di solito a chi ingerisce acido muriatico.

Per questo leggendo questa notizia sono rimasta parecchio scossa:

Il pm Carmen Pugliese ha chiesto l’archiviazione del fascicolo aperto nei confronti del falegname in pensione di Dalmine, 67 anni, incensurato, arrestato lo scorso mese di aprile con l’accusa di aver cercato di avvelenare la moglie, una casalinga di 61 anni, versando dell’acido muriatico nella sua bottiglietta dell’acqua. Era stata la donna a scoprire il tutto, piazzando in cucina una piccola telecamera, che aveva ripreso l’uomo mentre versava il veleno nella bottiglia. Le successive analisi sull’acqua avevano però evidenziato la presenza di una quantità minima di veleno, che aveva provocato alla 61enne solo un bruciore alle labbra. Era così caduta l’accusa di tentato omicidio ed erano venute meno le esigenze cautelari, tanto che il 67enne era stato scarcerato. Sulla scorta di queste analisi, adesso il magistrato ha chiesto l’archiviazione dell’indagine, non ravvisando neppure la contestazione di lesioni (…)

La vicenda aveva preso il via lo scorso febbraio, quando la moglie del 67enne aveva bevuto dalla sua bottiglia e si era accorta che dentro non c’era solo acqua. Aveva fatto analizzare il liquido dall’azienda per la quale lavorava, che produce detersivi. L’esito non aveva lasciato dubbi: acido muriatico. In un primo momento la signora aveva pensato a una contaminazione , ma poi aveva trovato un flacone sospetto, senza etichetta, tra i medicinali del marito e lo aveva fatto analizzare. Anche in quel caso il liquido era risultato acido muriatico e la donna aveva allora escogitato lo stratagemma della telecamera.

Questo signore ha versato nella bottiglietta dell’acqua della moglie uno dei liquidi più corrosivi esistenti. Però, secondo il Pubblico Ministero, siccome ne ha versata una quantità insufficiente a provocare  l’orrenda agonia che deriva dalla perforazione dell’esofago e dalla necrosi dell’intestino, non c’è motivo di accusarlo di tentato omicidio.

Vi domando: voi sapete quanto acido muratico va versato in una bottiglietta d’acqua per uccidere qualcuno?

L’ingestione anche di una boccata di acido muriatico provoca la perforazione dell’esofago, un necrosi molto rapida del mediastino, sede di molte delle arterie principali. Causa emorragie  e un rapido collasso. La morte sopraggiunge molto velocemente e con una dolorosa agonia.

A quanto acido corrisponde “una boccata”?

Il codice penale italiano, all’art. 56, ci spiega cos’è in “delitto tentato”: chi compie atti idonei, diretti in modo non equivoco a commettere un delitto, risponde di delitto tentato, se l’azione non si compie o l’evento non si verifica.

Ma l’uomo ha dichiarato che “non voleva ammazzarla”. Perché non credergli?

Secondo il PM Carmen Pugliese, constatare che la quantità di acido muriatico presente nell’acqua era troppo poca per perforare l’esofago della signora è una prova del fatto che non c’era l’intenzione di uccidere. Visto che non c’era l’intenzione di uccidere, il caso è archiviato.

Fin dal giorno del suo arresto l’ex falegname aveva spiegato di non aver avuto intenzione di ammazzare la moglie: voleva solo procurarle un malore, stanco dell’ossessione religiosa della donna, che lo trascurava pensando soltanto a preghiere e pellegrinaggi e che ascoltava tutto il giorno le trasmissioni su Radio Maria.

Voleva solo procurarle un malore: un’inezia. Un piccolo malore da acido muriatico. Un’ustione dell’esofago piccola piccola.

“Procurare un malore” non sarebbe reato.

Quale marito non sentirebbe il bisogno di versare dell’acido muriatico nelle bevande di una moglie che ascolta tutto il giorno Radio Maria?

Pregava e pregava, questa donna, pensava solo alla sua anima e non a lui.

La signora si è solo bruciata le labbra.

L’avverbio “solo“, solamente, è usato per limitare ciò che viene affermato: solo un malore, solo una bruciatura, nulla di più. Un malore, labbra bruciate: non sono neanche vere e proprie lesioni.

Una considerazione:

Carmen Pugliese è famosa per queste dichiarazioni:

I maltrattamenti in famiglia stanno diventando un’arma di ritorsione per i contenziosi civili durante le separazioni. Molte volte le versioni fornite dalle presunte vittime (donne) sono gonfiate ad arte. Solo in 2 casi su 10 si tratta di maltrattamenti veri, il resto sono querele enfatizzate e usate come ricatto nei confronti dei mariti durante la separazione.

Chissà se questa denuncia è stata archiviata perché il filmato dell’uomo che versava acido muriatico nell’acqua che avrebbe fatto bere alla moglie è solo la “versione gonfiata ad arte” di un tentato omicidio.

Chissà cos’è un “vero maltrattamento”, secondo Carmen Pugliese, visto che procurarsi una delle sostanze più corrosive esistenti per “provocare solo un malore” non configura un reato degno di essere perseguito.

Visto che per questo caso la PM Pugliese ha chiesto l’archiviazione, lo possiamo classificare come una di quelle 8 su 10 “querele enfatizzate“?

Quando vostro marito vi chiede di spegnere la radio, signore, riponete il rosario, perché pregare “troppo” è una provocazione e se lui reagisce, beh, ve la siete andata a cercare. E mi raccomando, bevete solo da bottiglie sigillate, perché se il vostro partner cerca di avvelenarvi con l’acido muriatico e voi, invece di limitarvi ad accettare una dolorosa agonia (non pregate forse per finire in Paradiso?), percepite l’odore pungente di varichina, il caso verrà archiviato come banale conflittualità coniugale.

Una volta per tutte: piantatela di arrabattarvi a raccogliere prove. Analisi, filmati… non servono a niente. Lo sanno tutti che siete solo delle vendicative bugiarde.

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Informazioni su il ricciocorno schiattoso

Il ricciocorno schiattoso si dice sia stato avvistato in Svezia da persone assolutamente inattendibili, ma nonostante ciò non è famoso come Nessie.
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25 risposte a Radio Maria

  1. alessiox1 ha detto:

    questo dimostra come la giustizia italiana abbia molti problemi , comunque ci sono pure donne che sfregiato il volto dei loro ex con l’acido(o danno il compito ad altre persone)e che fanno le stalker stavo proprio leggendo un caso successo qualche mese fa in italia
    http://www.giornalettismo.com/archives/962777/simona-cristiano-la-donna-accusata-di-aver-fatto-sfregiare-il-fidanzato/

    • La violenza è violenza. Chiunque la commetta. Il problema che si solleva qui è: quando ci troviamo di fronte ad un atto compiuto per fare del male ad un altro essere umano, gli diamo il giusto peso?

    • Il Rasoio di Occam ha detto:

      Se il pm chiederà l’archiviazione, sostenendo che lui si è ‘solo’ bruciato e in fondo non è successo niente di grave…magari il paragone avrà un senso.

  2. Vale ha detto:

    Quello che mi sconvolge di più è che la PM sia una donna. Cioè una persona che, in quanto femmina, ha passato tutta la vita a non essere creduta. Sono senza parole.
    Vale

    • Qui il punto non è neanche credere o non credere… è il considerare non rilevante il fatto di pianificare e mettere in atto l’avvelenamento di un essere umano.

      • Vale ha detto:

        Ma, Ricciocorno, tu non capisci… il povero marito si sentiva trascurato, dico, sono cose che non si fanno, è giusto e sacrosanto che un poverino abbia tutta l’attenzione della moglie, sennò poi magari si deprime. Capisci che il tentantivo di avvelenare la moglie era solo un modo per riportarla al giusto comportamento che si richiede a una signora, cioè quello di annullare la propria esistenza per stare dietro all’uomo?
        IRONIA A PALATE QUI, PER CHI NON AVESSE CAPITO.
        Ora mi domando: cosa farà questa povera donna? Di certo non può tornare a vivere con uno che ha cercato di farla fuori. :-/
        Vale

      • Magari le propongono un percorso di “ricongiungimento familiare” 😦

      • alessiox1 ha detto:

        Allora mi spiego meglio voi volete che essendo la PM sia donna metta pure il suo essere donna nelle scelte che fa , quindi secondo voi giustificate gli imputati per esempio di stupro che non vogliono essere giudicati dalle donne perché dicono che non siano imparziali mi sono spiegato ora?

      • No, io non ho mai scritto che il PM dovrebbe mettere il suo “essere donna” nel lavoro che fa.
        Mi chiedo solo: il versare dell’acido muriatico nella bevanda che qualcuno andrà a bere con l’intento di “provocare un malore” è un reato secondo te o no? Perché secondo il codice penale sembrerebbe di si…

      • alessiox1 ha detto:

        Per me lui dovrebbe stare in carcere, parliamo sempre di tentato omicidio non gli ha messo mica un lassativo era acido.

      • Il punto non è spedire in carcere questo signore, il punto è che spesso i teorici dell’epidemia di “false accuse”, quando citano delle percentuali, buttano nel mucchio anche i casi archiviati, citandoli a dimostrazione del fatto che le donne si inventano maltrattamenti per vendicarsi di poveri uomini innocenti.
        Questo è un probabile caso archiviato, ma è evidente che non si tratta di una “falsa accusa”, visto che l’acido c’era e l’intenzione di fare del male pure…

    • alessiox1 ha detto:

      Scusami anche se la decisione è sbagliata, ti ricordo che la magistratura deve seguire le leggi, infatti una donna giudice può processare un uomo accusato di stupro senza che nessuno l’accusi di non essere imparziale.

      • “La magistratura deve seguire le leggi, infatti una donna giudice può processare un uomo accusato di stupro senza che nessuno l’accusi di non essere imparziale.”
        Infatti conferisce valore esplicativo o di conferma a una frase o sequenza di discorso rispetto a quanto detto in precedenza: fa caldo, infatti la neve si va sciogliendo. Fra le tue due frasi non c’è alcun legame logico…

      • Vale ha detto:

        Neppure un uomo, allora, potrebbe giudicare uno stupratore, secondo la tua logica. Guarda che l’imparzialità è un’altra cosa… -_-‘
        Vale

  3. Doriana ha detto:

    maria concetta cacciola, tita buccafusca (e ci aggiungo anche orsola fallara), “suicidate” con l’acido muriatico tutte a breve distanza di tempo, in calabria…questo post mi riporta con la mente subito a loro
    grazie e a presto!

  4. natasha ha detto:

    siccome era impossibile provare che l’acido muriatico introdotto nella bottiglia avrebbe sicuramente ucciso la donna, (visto che la poveretta, accorgendosi del bruciore sulle labbra, l’avrà sputato) allora l’uomo non è colpevole. Avrebbe dovuto berne la bottiglia intera.

  5. Marco ha detto:

    La dose non era sufficiente per causare gli effetti che tu riporti in grassetto. Dunque non solo non è omicidio (la donna è ancora viva) ma non è, se non nel senso comune, nemmeno tentato omicidio. Tecnicamente infatti l’azione compiuta dev’essere oggettivamente adatta a causare il danno (e il reato) e l’evento non deve andare a buon fine solo per cause fortuite o per l’intervento di qualcuno. Non si tratta di fare un processo alle intenzioni (che magari c’erano) ma di valutare se la dose x era in sé adatta ad un omicidio e questa non lo era. Possibilità: il marito potrebbe aver tentato di ucciderla (secondo il significato che la legge, non il senso comune, attribuisce a questa locuzione) solo se si dimostrerà che pianificava di avvelenarla lentamente (sinceramente non so neanche se sia possibile.
    Dal punto di vista umano invece questa sentenza, formalmente corretta secondo me, rivela uno spaccato di vita inquietante: il marito che mette gocce di acido nell’acqua ma anche la moglie che sospetta di lui e soprattutto che arriva a mettere una microtelecamera nel frigo? Sinceramente io non vivrei in quella famiglia per dieci minuti.
    PS: Giusto per farmi capire io non sto dicendo che il marito abbia fatto qualcosa di giusto nè sto cercando di capire lui, semplicemente, con un’infarinatura di codice, provo a vedere come ha ragionato il giudice. E mi sembra che il fatto sia paragonabile ad uno che prova a far fuori un altro con una pistola a salve. C’è poi un’ultimo dispositivo legale previsto per questi “reati impossibili” (io direi, improbabili) cioè una sorta di controllo da parte delle forze dell’ordine anche quando il tentativo non costituisce strettamente reato o tentato reato (sempre dal punto di vista tecnico). In sostanza mi pare di ricordare che la persona può essere sottoposta a provvedimenti proprio perché la sua sola intenzione ne denota la pericolosità. Dovrei comunque informarmi meglio

  6. Marco ha detto:

    PS Se invece l’ipotesi è di maltrattamenti forse basta provare che il liquido è stato messo apposta e che ha bruciato le labbra. Del resto c’è la telecamera (ma arrivare alla telecamera? Che tristezza! Questi, stando alla giustizia e non alla legge, dovrebbero essere separati a forza prima che succeda di peggio!)

    • Non c’era bisogno di provarlo. Da quel che dice l’articolo, l’uomo stesso ha confermato di averlo messo apposta, con l’intento di provocare un malore…

    • Romano ha detto:

      Se uno ci prova con la pistola a salve in quei pochi secondi tra il momento in cui te la punta e il momento in cui si capisce che era a salve potrebbe finire al cimitero. Dipende sempre da quelli con cui provi a fare lo scherzetto. Evidentemente ci stanno dicendo che dobbiamo pensare prima di tutto noi alla nostra sicurezza personale perché a posteriori non succede niente. Benissimo, ne prendiamo atto!

  7. Il Rasoio di Occam ha detto:

    Certo che le donne non ne fanno una giusta. Se non si difendono tutti a incolparle perché non reagiscono, se invece cercano di tutelarsi è “inquietante” (forse perché essere sospettosa non fa abbastanza vittima innocente). Se una non ha le prove o mente o esagera, se se le procura però è “triste”… e tutti a scuotere la testa e a chiedersi come “entrambi” possano arrivati a questo punto… Sembra di vedere sempre lo stesso film, e non è neanche particolarmente avvincente.

  8. Il Rasoio di Occam ha detto:

    Per carità! Vorrei solo sapere cosa devo fare se trovo il cianuro nel caffè, e l’unica persona che vive con me ha una strana bottiglietta che puzza di cianuro…insomma, non vorrei saltare a delle conclusioni affrettate.

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