Riso amaro

Oh, gente, venite qui che c’è il giullare! Giullare son io, che salta e piroetta e che vi fa ridere, che prende in giro i potenti e vi fa vedere come sono tronfi e gonfi i palloni che vanno in giro a far guerre dove noi siamo gli scannati, e ve li faccio sfigurare, gli tolgo il tappo e … pffs… si sgonfiano. Venite qui che è l’ora e il luogo che io faccia da pagliaccio, che vi insegni. Faccio il saltino, faccio la cantatina, faccio i giochetti! Guarda la lingua come gira! Sembra un coltello, cerca di ricordartelo.

(Mistero Buffo, Dario Fo)

dario_foOggi ho sentito il bisogno di riprendere in mano “Mistero Buffo”, a casa ho una vecchia edizione Einaudi del 1997, e sono andata a cercare nell’introduzione cosa scriveva Dario Fo del concetto e della storia della satira:

“… perché ridere di cose tanto serie. E’ proprio il popolo che ce l’ha insegnato: ricordiamo, a proposito del popolo, quello che Mao Tze-tung dice a proposito della satira. Egli dice che la satira è l’arma più efficace che il popolo ha avuto tra le mani per far capire a se stesso, dentro la propria cultura, quelle che sono tutte le storture e le prevaricazioni dei padroni.”

Sempre nell’introduzione, Fo cita anche uno dei primi testi del teatro comico-grottesco italiano: “Rosa fresca aulentissima” di Cielo d’Alcamo.

Si sofferma su questi versi:

«Che ’l nostro amore ajúngasi, non boglio m’atalenti:
se ci ti trova pàremo cogli altri miei parenti,
guarda non t’ar[i]golgano questi forti cor[r]enti.
Como ti seppe bona la venuta,
consiglio che ti guardi a la partuta».

«Se i tuoi parenti trova[n]mi, e che mi pozzon fare?
Una difensa mèt[t]onci di dumili’ agostari:
non mi toc[c]ara pàdreto per quanto avere ha ’n
[Bari.
Viva lo ‘mperadore, graz[i’] a Deo!
Intendi, bella, quel che ti dico eo?»

Cito, sempre dalla mia edizione:

… la ragazza profondamente si scandalizza e lo minaccia: “Senti, se tu ti provi soltanto a farmi violenza, io mi metto a urlare, arrivano i miei parenti e ti ammazzeranno di legnate!” E il ragazzo risponde sbruffone (non dobbiamo dimenticare che sta recitando il personaggio del ricco aristocratico) :”se i tuoi parenti trovanmi che ti ho appena violentata o ti sto facendo violenza, e che mi possono fare? Una defensa mettoci di dumili’ agostari”. … E che cos’è questa defensa? Fa parte di un gruppo di leggi promulgate a vantaggio dei nobili, dei ricchi, … Così un ricco poteva violentare tranquillamente una ragazza; bastava che nel momento in cui il marito o i parenti scoprivano la cosa, il violentatore estraesse duemila augustari (la moneta di Federico II di Svevia, che all’epoca governava la Sicilia), li stendesse vicino al corpo della ragazza violentata, alzasse le braccia e declamasse “Viva lo ‘mperatore, grazi’a Deo!”. Questo era sufficiente a salvarlo. … Infatti chi toccava l’altolocato che aveva pagato la defensa veniva immediatamente impiccato, sul posto, o un po’ più in là.

Interessante, direte voi. E forse vi chiederete da cosa è nato il desiderio di versi duecenteschi.

Ieri era San Valentino e grande successo ha riscosso in rete questo video:

Una entusiastica recensione:

Con 180 secondi di comicità a tema superano su YouTube le 270.000 visualizzazioni e i 3.000 pollici in su. Nell’arco di 4 soli giorni, partendo con la loro pagina Facebook totalmente da zero. Il primo video della nuova web series diventa subito virale e supera persino le più ottimistiche previsioni dei fautori…

Questo video piace a tutti, sapete perché? Perché il messaggio che vuole veicolare è tanto chiaro quanto universale. Si parte dal trend di San Valentino per stigmatizzare dei comportamenti stereotipati quanto lo è la festività amorosa.

Piace a tanti, forse, ma a tutti proprio no. A me, no.

E non perché, come sentenziano i commentatori su You tube, non è un video adatto a chi manca di autoironia, ma perché fra i commenti c’era anche questo:

commentoPiù o meno dopo un minuto e 15 secondi, la donna del video accenna al tema della violenza di genere, e parla “di quella volta che mi hai picchiato”. Lui: “E quand’è che t’avrei picchiato?”

Ovviamente non l’ha picchiata, era uno scherzo. Il messaggio è tanto chiaro quanto universale: le donne si inventano di aver subito violenza.

Infatti altri commentano:

commento1commento2

Eh, no. Questo video non è “un documentario sulle donne”, perché le donne vengono picchiate davvero – come ci conferma il primo commento che vi ho riportato – e se vengono picchiate c’è una buona ragione: devono “imparare a stare calme”.

Neanche una settimana fa c’è stata  la fiaccolata per Chiara. Sarà per questo che non mi è venuto da ridere?

Se questo video ci racconta di donne irragionevolmente gelose, la storia di Chiara ci racconta un’altra verità:

“…ho trovato sul suo cellulare i messaggi di un altro ragazzo. A quel punto non ci ho più visto e l’ho massacrata di botte”. Maurizio Falcioni, operaio romano di 35 anni, non si pente di quello che ha fatto e con un atteggiamento sprezzante si rivolge ai giudici che lo stanno interrogando.

Racconta il padre:

Il giorno prima della tragedia, Chiara mi aveva telefonato: “Papà, vienimi a prendere, L’ho lasciato. Fai presto”. Mi sono precipitato, finalmente potevo riportarla a casa, ma mi sono illuso troppo in fretta. Maurizio l’aveva riportata in casa, chiudendo porte e finestre. Il telefono di Chiara squillava, ma le veniva impedito di rispondere. Il giorno dopo, di mattina, mia figlia ha chiamato mia moglie per chiedere aiuto. Ma quel mostro le ha strappato di mano il telefono. Abbiamo riprovato a telefonare, ma era spento. La sera, poi, verso le 19 la tragedia… 

Ed ecco come è andata:

L’HA SFIGURATA ORRIBILMENTE Non contento, mentre lei era esanime sul pavimento, l’ha sbattuta contro il muro ripetutamente. Quindi, quand’era ormai sfigurata, il muratore ha chiesto aiuto ai vicini dicendo che la ragazza era caduta. I soccorritori sull’ambulanza l’hanno sentito dire: «Di’ che sei caduta, hai capito? Sei caduta e hai battuto la testa»

Si, mentono le donne, mentono spesso: sono caduta, ho sbattuto la testa.

Oppure dicono la verità, e magari non vengono credute, perché nell’immaginario collettivo la donna è pazza e bugiarda.

La satira denuncia le storture, dovrebbe farci prendere coscienza delle prevaricazioni, scriveva Dario Fo.

Quando invece le favorisce, quando alimenta la cultura delle “false accuse“, la cultura del “tiriamole una bella sprangata” – come fa questo video – a me non fa ridere.

Non avrò il senso dell’umorismo, che vi devo dire…

Però vi consiglio questo video:

E concludo: si, si può ridere di “cose tanto serie” come la violenza contro le donne. A volte è divertente solo per gli uomini, a volte lo è anche per le donne. Decidete voi chi sono “i potenti”.

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Informazioni su il ricciocorno schiattoso

Il ricciocorno schiattoso si dice sia stato avvistato in Svezia da persone assolutamente inattendibili, ma nonostante ciò non è famoso come Nessie.
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24 risposte a Riso amaro

  1. Paolo ha detto:

    le donne possono essere bugiarde o “matte” quanto gli uomini. Il video italiano non fa molto ridere neanche me (ma mai giudicare un video di you tube dal genere di commenti che suscita)

  2. Stefano ha detto:

    il video è una divertente presa in giro di certe donne che quando vogliono litigare, si inventano di tutto…. chi ha parlato di sprangate in faccia, si prende tutta la responsabilità di averlo detto. non esageriamo, altrimenti si corre il rischio di accusare di omicidio i fabbricatori di coltelli.
    e si, ogni tanto bisogna anche riderci su…..

    • No, il video non è la presa in giro di “certe donne”. Come osseva anche l’articolo che ho linkato, il video propone uno stereotipo diffusissimo ed amatissimo dal pubblico maschile: quello della fidanzata insopportabile, che si lamenta ed accusa il povero uomo innocente. Questo stereotipo è quello usato ogni qual volta si giustifica un femminicidio:
      L’ha uccisa perché lo insultava, lo trattava male: https://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/2013/12/30/fallito/
      Chiacchierano troppo, non stanno mai zitte, ecco perché tocca ammazzarle: https://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/2013/10/04/la-bocca-chiusa/
      Lo trascurava, pensava solo a se stessa, egoista: https://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/2013/10/17/radio-maria/
      Lo soggiogava, e lui non ce la faceva più: https://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/2013/09/23/la-cultura-della-violenza/
      E comunque sono delle zoccole: https://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/2013/09/04/quelli-che-pensano-di-avere-una-buona-ragione/
      Ci sono centinaia di esempi: per ogni donna morta, picchiata o stuprata, c’è subito pronta una valida ragione a parziale giustificazione di chi ha agito, perché le donne, in Italia, diventano colpevoli delle violenze che subiscono.
      Non sto dicendo che non esistono donne rompipalle, ci sono donne insopportabili come ci sono uomini insopportabili, ci sono donne meravigliose come ci sono uomini meravigliosi: ma questo video non ci racconta di una tipologia particolare di persone, come sottolineano i commentatori entusiasti propone una lettura della realtà, una realtà nella quale tutte le donne in quanto donne sono delle rompipalle: “la realtà è peggio di questa parodia. Le femmine intelligenti sono come l’uomo delle nevi”, “è un chiaro documentario sulle donne” (non “su certe donne”).
      Sono stereotipi come questo che alimentano la cultura della violenza; non sto dicendo che ne sono la causa, ma certo contribuiscono a perpetuare quella cultura patrircale nella quale se una donna riceve una sprangata è perché se lo meritava.
      Se il fenomeno della violenza sulle donne non fosse tanto diffuso, forse questo video sarebbe divertente.

      • Paolo ha detto:

        comunque eviterei di giudicare un video o qualunque cosa solo in base al tipo di commenti che suscita su youtube, non è sempre detto che gli utenti capiscano ciò che vedono

      • Io vedo in questo video la classica giustificazione dei maschilisti più beceri: le donne amano inventarsi di aver subito violenza… Accusano gli uomini ingiustamente.

      • Stefano ha detto:

        mah, secondo me, per un commento di una testa di XXXXX, stai squalificando un video che invece voleva essere solo divertente.
        Le donne non sono tutte così meravigliose, ci sono le rompicoglioni e le stronze… talvolta false e bugiarde…. e persino ladre ed omicide…
        E gli uomini non sono tutti li ad aspettare l’occasione per massacrare di botte una donna.
        Il video suggerisce una lettura della realtà in cui le donne sono tutte rompiballe?
        I tuoi commenti suggeriscono un idea del mondo nel quale gli uomini sono tutti potenziali stupratori ed assassini, e questo contribuisce ad alimentare la paura, ed il mancato dialogo tra mondo maschile e femminile.

      • I miei commenti dove suggeriscono che gli uomini sono tutti potenziali stupratori? Io ho scritto “Non sto dicendo che non esistono donne rompipalle, ci sono donne insopportabili come ci sono uomini insopportabili, ci sono donne meravigliose come ci sono uomini meravigliosi”.
        Poi ho scritto che quando una donna subisce violenza da parte del partner, sono molti quelli che si sentono di giustificare la violenza con frasi come queste: “le donne non sanno tenere la bocca chiusa quando a volte ce ne sarebbe bisogno.” (https://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/2013/10/04/la-bocca-chiusa/)
        Il problema non sono tanto quelli che pestano le donne (che sono una minoranza), ma tutti quelli che pensano che esista una buona ragione per farlo: quelli non sono pochi, non sono “tutti gli uomini”, ma sono in tanti, e fra loro ci sono anche molte donne.
        Io sono qui a dialogare: dialogare non significare dire solo quello che la gente ha piacere di sentire.
        In questo post io ho detto che a me questo video non fa ridere, e ho spiegato il perché. Questo non implica che intendo obbligare chi si diverte a smettere di ridere…

  3. Blossom ha detto:

    Ma perché cancellare i nick? Sono messaggi pubblici.

  4. lafilosofiamaschia ha detto:

    @ricciocorno, bellissimo post. Il video mi era stato segnalato da mio padre con la premessa: “fa ridere, ma a te non piacerà”. Appunto. Vorrei aggiungere qualcosa di sensato, ma non mi viene altro se non condividere le tue parole. Non c’è niente da ridere. Eppure dicono che fa ride. O.o’

    Come scrivo spesso, la satira dovrebbe essere lo strumento principe per “denudare il re”; non per sostituirlo con il “giullare” di turno. Ecco. Non si scardinano, né si superano gli stereotipi contrapponendovi altri stereotipi; tanto che, dice il detto: “non si demolisce la casa del padrone, con le armi del padrone”.

    Fiammetta.

  5. Sandra ha detto:

    Come si fa a ridere di questo video? dato che troviamo interessante questo blog le risposte le conosciamo in maniera più o meno chiara, probabilmente tanto più chiara quanto più siamo vittime consapevoli di maschilismo. In riferimento a quanto dice Paolo “mai giudicare un video dai commenti” , i commenti ,siano essi indirizzati a video, notizie o altro, hanno una funzione simile agli approfondimenti a fondo pagina dei libri di storia (per chi li volesse “leggere” loro sono lì),la loro importanza plurivalente non è sfuggita a chi si occupa di comunicazione politica o a chi più semplicemente vuole vendere.

    • Paolo ha detto:

      ho detto di non giudicare dai commenti per il semplice fatto che dove uno vede “un documentario sulle donne” un altro può vedere uno sketch più o meno riuscito, è questione di interpretazione

      • Paolo ha detto:

        per me lo sketch non è riuscito. Qualsiasi sit-com americana fa di meglio a tutti i livelli

      • Sandra ha detto:

        Paolo lo so cosa hai scritto, è la terza volta che lo scrivi! Rileggi invece il mio commento, sto negando per caso la tua frase? ciò non toglie che abbiano importanza questi commenti.

  6. Oh, l’ho guardato due volte e non mi ha fatto ridere per niente. Perchè presenta la donna (tutte le donne) come rompipalle, litigiosa, offensiva. E poi perchè quelle donne che sono così non mi fanno ridere per niente (e neanche gli uomini che sono così, e, credetemi, ne ho conosciuti tantissimi). Quindi, quale parte di questo video dovrebbe far ridere?

    • Prendiamo il titolo: “Allarme San Valentino”: chi è in pericolo? Lui.
      Poi c’è la cameriera, che “aggredisce” anche lei il “povero” fidanzato.
      E la conclusione: fatti un regalo, diventa frocio.
      Perché dovrebbe suggerire una cosa del genere se non si sottintendesse che TUTTE le donne sono così?
      Che non vale la pena spendersi per una donna: tu, uomo, che tenti di fare un gesto carino, sappi che ti si ritorcerà contro), perché loro, le donne, non ti apprezzano, e solo un uomo può capire davvero un altro uomo?
      Mi si accusa di danneggiare le possibilità di dialogo uomo-donna, con i miei commenti, ma secondo me è questo video, che sostiene che non ci sono i presupposti per una comunicazione uomo-donna.
      http://www.massimolizzi.it/2014/02/allarme-san-valentino-misoginia.html

  7. Morgaine le Fée ha detto:

    Questo video di san valentino e l’ironia mi ha fatto venire in mente un link, condiviso da conoscenti su Facebook, che mostrava biglietti di San valentino ‘alternativi’.
    La maggior parte di faceva ironia su alcuni popolari siti (come wikipedia) o browsers.
    Uno di questi ironizzava sul motore di ricerca Bing e gli faceva dire piú o meno cosí, in inglese: ” se usi ancora Google ti tiro fuori gli intestini dai tuoi genitali”.
    Inutile dire che non l’ho trovato molto ironico. Mi si é gelato il sangue dentro. Descrive uno stupro brutale, che porta direttamente alla memoria gli orrendi stupri di Delhi e quello di Anene Booysen in Sudafrica.
    Eppure ci sono state persone -anche donne- che hanno trovato divertente *proprio* quella cartolina, tra le altre.
    Quando ho commentato dicendo che non l’ho trovato affatto divertente, che fralaltro richiamava fatti di cronaca ben noti e ancora non sopiti, niente, mi si é fatto capire che “era solo una battuta divertente”, probabilmente sono io un po’ pesante.
    Non so che senso malato dell’umorismo ci sia in giro, o se, appunto, sono io un po’ pesante.

  8. pathfinder ha detto:

    io ho riso. Poi se voi volete fare il solito processo alle intenzioni per poter strumentalizzare ogni cosa, affari vostri. Voi continuate pure a raccontarvela tra di voi, il mondo di fuori è fatto di persone che pensano ogniuno con la propria testa

    • Vieni a qui a scrivere che ognuno ha il diritto di pensare con la sua testa: non vedo come questo implichi che proprio io dovrei decidere di tenermi i miei pensieri per me. Sul video non hai nulla da dire, se non che tu “hai riso”. Questo post ti impedisce in qualche modo di ridere? Quello che sarebbe stato interessante sapere è perché hai riso: cos’è che ti ha fatto ridere?
      Ci tieni a farmi sapere che qualsiasi cosa io pensi, sono “affari miei”. Se sono affari miei, e non tuoi, perché ti disturbi a commentare?
      Insomma, ti sembra di aver offerto un contributo significativo alla conversazione?

      • Blossom ha detto:

        Sono affari tuoi, ergo dovevi tenerteli per te perché cosí facendo gli uccidi la risata sul nascere. Già ha la gobba, vuoi complicargli ancora di piú la vita?

    • Blossom ha detto:

      OgnIuno. Tu sí che pensi… ‘mmazza che cervellone, ti verrà la gobba a portarlo in giro.

  9. Pingback: Il video misogino di San Valentino » Massimo Lizzi

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