Effetto spettatore

Le cause che originano l’apatia sociale e l’indifferenza sono la diffusione di responsabilità, l’influenza sociale e l’inibizione sociale.

La diffusione di responsabilità: il sentirsi parte di un gruppo “diluisce” e “distribuisce” la responsabilità fino al punto in cui nessuno si sente responsabile. La diffusione di responsabilità si realizza anche attraverso la proiezione di tutta la responsabilità sulla vittima. Quando un astante assiste ad un’ingiustizia inspiegabile tenderà a razionalizzarla facendo delle ipotesi o indagando sulle azioni compiute dalla vittima, arrivando alla conclusione che la vittima è responsabile dell’ingiustizia alla quale è sottoposta.

L’influenza sociale: quando si assiste ad una scena di violenza la prima reazione è osservare il comportamento degli astanti per decidere se il proprio intervento sarà utile – portando quindi effetti positivi – od inutile – portando quindi effetti negativi. Se gli astanti saranno passivi la tendenza a conformarsi porta ad assumere lo stesso comportamento passivo. Gli astanti utilizzeranno, a loro volta, la stessa “tecnica” per capire se intervenire o meno, la  passività di ognuno sarà, quindi, un indizio sociale per tutti gli altri. Il risultato sarà la passività di tutto il gruppo di spettatori.

L’inibizione sociale: questo costrutto è legato alla possibilità che l’intervento di aiuto possa risultare risultare fuori luogo ed imbarazzante; il sentimento predominate è la vergogna, causato dalla necessità di dare agli altri una buona impressione di sé.

Per eliminare l’apatia sociale bisogna intervenire su questi aspetti essendo consapevoli della loro esistenza e della loro ragione d’essere.

« Sono le azioni che contano. I nostri pensieri, per quanto buoni possano essere, sono perle false fintanto che non vengono trasformati in azioni. Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo. » (Mahatma Gandhi)

Advertisements

Informazioni su il ricciocorno schiattoso

Il ricciocorno schiattoso si dice sia stato avvistato in Svezia da persone assolutamente inattendibili, ma nonostante ciò non è famoso come Nessie.
Questa voce è stata pubblicata in le persone che stimo, riflessioni, società e contrassegnata con , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

2 risposte a Effetto spettatore

  1. winola ha detto:

    Ne parlavamo a lezione di Penale pochi giorni fa, a proposito dell’omissione di soccorso e la maggioranza dei miei colleghi ha ammesso candidamente di non fermarsi e di non chiamare il 118 per “evitare grane”. Ma che grane vuoi avere nel soccorrere una persona? E soprattutto, non vale la pena di avere delle grane se questo porta a salvare un altro essere umano? Di perdere un paio d’ore per testimoniare in tribunale o parlare con chi svolge le indagini (che è l’unica grana che mi viene in mente, dubito che si possa venir accusati di qualcosa per aver prestato soccorso, casomai è non facendolo che si hanno grane, visto che l’omissione di soccorso è un reato penale)?
    Ci domandavamo, io e una collega, dove sia finito il puro e semplice senso civico, ancora prima dell’amore e del rispetto per il prossimo. Che si deve prestare soccorso te lo insegnavano a scuola, durante le lezioni di educazione civica (che forse ora non si fanno più, ma non ne sono sicura) che io ricordi…
    A me pare una cosa talmente scontata aiutare qualcuno in difficoltà (o chiamare chi di dovere se non si è in grado di aiutarlo di persona) che resto sempre basita davanti a scene come quella di cui parla il video. Purtroppo so che la maggioranza non la vede allo stesso modo, che scaricare la responsabilità su qualcun altro è pratica molto comune (e non per cattiveria della singola persona, ma perché la società tutta ha la tendenza a farlo, perché è diventato qualcosa di normale “farsi gli affari propri”). Se ognuno di noi si prendesse in prima persona la responsabilità di aiutare il prossimo in difficoltà cose del genere non succederebbero più. Dobbiamo reimparare ad aiutarci tra noi, anche nelle piccole cose (mi vengono in mente le inziative di vicinato solidale, per esempio questa: http://www.coabitare.org/) e ad assumerci in prima persona la responsabilità, perchè ognuno di noi, nel suo piccolo, può fare davvero tanto. Serve un’assunzione di reponsabilità collettiva, perché la colpa è di ognuno di noi quando ci voltiamo dall’altra parte di fronte all’anziano, al disabile, all’immigrato, alla prostituta, alla persona ferita o maltrattata forse perché non siamo più capaci di provare empatia per il prossimo. Dobbiamo smettere di pensare “tanto ci penserà qualcun altro” quando la situazione non ci coinvolge in prima persona e agire per primi. Sono fermamente convinta che se ognuno, nel suo piccolo, fosse meno egocentrico e più empatico vivremmo decisamente in un mondo molto migliore, così come sono convinta che dobbiamo tutti agire in prima persona perché se aspettiamo che siano gli altri a cambiare le cose, beh, le cose non cambieranno mai.

  2. Sandra ha detto:

    Sempre di più percepiamo gli altri come nemici, siamo sommersi dalla violenza, dobbiamo dimostrarci avvezzi ad essa e poco sensibili, frasi come “non mi scandalizzo” oppure ” ormai non mi stupisco più di nulla” testimoniano quanto il cinismo sia un vero e proprio valore, tanto da essere addirittura millantato.Il peggio che ti può accadere è essere vittima o bisognoso d’aiuto. Nessuna pietà per il “perdente” che viene deriso. Empatia questa sconosciuta.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...