Ángela González

Una traduzione da El Estado deberá pagar 600.000 euros a la madre de una hija asesinada por su padre

Ángela González, la donna il cui ex compagno assassinò la figlia 15 anni fa, sarà indennizzata con 600000 euro per danni morali così come deciso questo venerdì la Sala de lo Contencioso-Administrativo del Tribunal Supremo. L’uomo uccise la figlia, Andrea, di 7 anni, nel 2003, durante una delle visite non vigilate stabilite dal tribunale di Madrid dopo la separazione, dopo che la donna lo aveva denunciato in 47 occasioni per maltrattamenti e altre cause. Dopo aver ucciso la minore l’uomo si suicidò. La madre tentó tutte le vie giudiziarie in spagna per avere un indennizzo e visto che in Spagna non ebbe giustizia ricorse all’ONU che le diede ragione. Adesso il Supremo obbliga lo stato a rispettare la risoluzione delle Nazioni Unite.

La donna aveva denunciato per la prima volta il marito per maltrattamenti nel 1996 quando era incinta di Andrea. Nel 1999 quando González fuggì di casa con la bambina le aggressioni continuarono. Durante il processo di divorzio il giudice concesse al padre un regime di visite vigilate. Ma due anni dopo, appoggiandosi su un rapporto dei servizi sociali che facevano la supervisione degli incontri nel quale non si raccomandava espressamente che le visite fossero vigilate, un giudice accettò un ricorso dell’uomo e permise che si prendesse la bambina un giorno alla settimana dall’uscita da scuola alle 20.

Il giorno in cui la uccise, il 24 aprile del 2003, c’era stato un processo per decidere a chi corrispondesse l’uso dell’abitazione famigliare. All’uscita, l’uomo minacció González: “ti toglierò quello che più ami” le disse. Quel pomeriggio, a Arroyomolinos, sparò tre volte alla bambina e poi si siucidò.

La madre dopo il crimine presentò al ministero della giustizia una richiesta di “responsabilità patrimoniale” dello Stato per funzionamento anormale della giustizia. Nella richiesta affermò che la morte della figlia si sarebbe potuta evitare se le visite fossero state vigilate, ma il Governo considerò corretto l’operato del tribunale e rifiutò la richiesta, una decisione confermata dalla Audiencia nacional e dal Supremo. La donna ricorse al tribunale costituzionale che le diede torto.

Allora González e le sue avvocate decisero di ricorrere al CEDAW che affermò che la Spagna non aveva agito con la dovuta diligenza. Con la decisione dell’organismo internazionale il caso riprese il suo corso anche se la donna dovette lottare ancora perchè venisse rispettata la decisione dell’ONU. Il governo non procedette a ratificare la decisione e la donna portò il caso all’Audiencia Nacional che lo rifiutò nuovamente considerando che il giudice che modificò il regime delle visite non aveva dati che indicassero che la bambina fosse in pericolo. Questa risoluzione è quella ribaltata ora dal Supremo che ha condannato lo stato a indennizzare la donna con 600000 euro (lei chiedeva 1,2 milioni).

Per approfondire:

Angela e Andrea

Il diritto di visita del genitore abusante

 

Informazioni su il ricciocorno schiattoso

Il ricciocorno schiattoso si dice sia stato avvistato in Svezia da persone assolutamente inattendibili, ma nonostante ciò non è famoso come Nessie.
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2 risposte a Ángela González

  1. Shonagh Mc Aulay ha detto:

    Should I appeal to CEDAW re maltreatment of my son? Deprivation of access to education condoned by UN agency which funds education because only staff member can sign the form.

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