La giudice Melita Cavallo risponde alle accuse del web

In una intervista telefonica la giudice Melita Cavallo difende il suo operato nel corso della puntata di Forum del 23 gennaio, contro la quale si sono espresse D.i.Re Donne in Rete contro la violenza, Associazione nazionale dei Centri antiviolenza, Telefono Rosa, UDI Unione Donne d’Italia e parecchi blog e testate: Luisa Betti, Nadia Somma, Vice, Anarkikka.

Molte donne hanno scritto alla redazione di Forum, e molte continuano a scrivere sulla pagina facebook del programma:

Ma Melita Cavallo ritiene di non avere nulla di cui scusarsi.

Come giudice – afferma  – ho sempre avuto un atteggiamento neutrale, non è che posso prendere le parti della ragazza, perché lei ha ripercorso la sofferenza di quella situazione, è chiaro che il ricordo è un ricordo terribile, ma se non arriviamo alla dichiarazione di decadenza, che la ragazza non ha chiesto [anche in questo caso, quindi, la responsabilità sarebbe della ragazza], questo padre ha il diritto di esercitare la sua responsabilità, questo è il concetto giuridico.

Aggiunge: Il fatto che io non abbi avuto parole di conforto e di accoglienza…

Nessuno ha contestato alla giudice di non essere stata sufficientemente “accogliente”, ma di aver insinuato che la ragazza è in qualche modo corresponsabile della violenza subita.

Risulta dal processo che avevate bevuto, e quindi già… – ha detto nel corso della trasmissione – Anche lei aveva partecipato al bere eccessivo e si era recata in quel posto.

Ci dice la giudice che la ragazza avrebbe espresso “il suo odio, il suo rancore, il suo disprezzo”.

Quello che la giudice ha colto, è solo una sfumatura della testimonianza; quello che non ha colto è la narrazione della sofferenza e delle drammatiche conseguenze fisiche e psicologiche del trauma sulla quali più volte la giovane è tornata, per spiegare le motivazioni alla base della sua riluttanza ad accogliere le richieste del suo stupratore.

Incalzata dalle domande dell’intervistatrice (lei ha detto alla ragazza che aveva bevuto, questa è una storia di stupro), Cavallo risponde

è una storia di stupro, ma si inquadra nel rapporto di due giovani che è andato male

in quel momento la ragazza ci ha parlato anche del fatto che andavano a scuola insieme, la situazione non cambia sotto il profilo della sofferenza, però sotto il profilo giuridico cambia.

Sappiamo tutte che quando a perpetrare una violenza sessuale non è lo sconosciuto che ti coglie di sopresa in un vicolo oscuro, è molto difficile non incappare nei classici miti sullo stupro: se ad aggredirti è un parente, il partner/ex partner, un amico, un collega, un conoscente, un compagno di scuola, non è proprio uno stupro, è un rapporto andato male.

E si sa, se i rapporti vanno a finire male, la colpa è un po’ di tutti e due.

Come si dice in questi casi: peggio la pezza del buco.

A questo punto punto Cavallo sostiene di non essere entrata nel merito del reato.

Non mi pare, c’è entrata eccome.

E lo aveva fatto anche nel corso della trasmissione, sbilanciandosi sostenendo che con un migliore difensore, alla luce degli atti (e probabilmente del fatto che vittima e carnefice erano compagni di scuola), lo stupratore sarebbe già in libertà.

Cosa che in effetti accade piuttosto di sovente nel nostro paese.

Continua, Cavallo:

io credo nel cambiamento. Penso che sia questo quello che possa fare la differenza. Io credo che una persona possa cambiare. Quindi vedere quella ragazza così decisamente contraria a pensare minimamente che quel ragazzo potesse cambiare, penso che mi possa aver portato a questo. Non puoi pretendere, essere sicura che non ci sarà un cambiamento. Perché un bambino ha diritto al padre.

Insomma, alla luce del diritto inalienabile del bambino ad avere contatti con il padre biologico (non un padre qualsiasi, non un uomo che si prenda cura di lui, ma proprio il padre che ha avuto un ruolo – per quanto brutale e illegittimo – nel suo concepimento), la ragazza doveva mostrarsi disponibile ad accogliere il possibile cambiamento dell’uomo che l’ha messa incinta per mezzo di uno stupro.

Questa rudezza che è stata vista nel mio ascolto della ragazza [è stata vista, ma non è detto che ci fosse, precisa Cavallo] dipende essenzialemente da questo: io credo, ho sempre creduto, e tutte le storie che ho visto come giudice me lo hanno fatto credere, che è possibile il cambiamento.

Siamo liete di sentire che l’attività di magistrato abbia reso Cavallo così ottimista nei confronti della natura umana e nel potere riabilitativo della pena detentiva, tuttavia non posso che sentirmi fortemente scettica nei confronti delle capacità rieducative di un sistema i cui membri più illustri – quale Cavallo indubbiamente è – difendono pubblicamente e a spada tratta stereotipi e pregiudizi sulle vittime e i perpetratori di uno stupro, nella totale inconsapevolezza del calvario che una sopravvissuta allo stupro deve affrontare per tornare alla vita.

Mi riservo anche di aggiungere che, a mio avviso, i bambini non hanno “diritto ad un padre”: i bambini hanno un padre, perché non ci sono altri modi di venire al mondo.

Ciò di cui i bambini hanno diritto è di vivere in un ambiente che permetta loro di “crescere in modo sano e normale sul piano fisico intellettuale morale spirituale e sociale in condizioni di libertà e di dignità” (principio secondo della Dichiarazione Universale dei Diritti del Fanciullo). Se è vero che il principio sesto afferma che i bambini devono “per quanto è possibile, crescere sotto le cure e la responsabilità dei genitori e, in ogni caso, in atmosfera d’affetto e di sicurezza materiale e morale”, le precisazioni che accompagnano l’enunciazione di questo diritto ci fanno comprendere che esso non è il fine ultimo cui tendere; le competenze genitoriali necessarie a garantire quell’atmosfera d’affetto e sicurezza di cui il bambino innanzi tutto necessita non sono per nulla insite in tutti i genitori, ma debbono essere serio oggetto di indagine, non essendo certo sufficienti, in un caso come quello discusso – nel quale il bambino è anch’egli vittima insieme a sua madre dello stupro dal quale è nato – una mera dichiarazione d’intenti e una sostanziosa dose di ottimismo.

A proposito delle conseguenze dello stupro, vorrei citare in conclusione le parole che una sopravvissuta ha dedicato al suo aguzzino:

Il danno a te è concreto, ti senti spogliato dei tuoi titoli, del tuo rango, del tuo percorso universitario. Il danno a me è interno, invisibile, lo porto con me. Ti sei portato via l’idea che io avessi un valore, la mia privacy, la mia energia, il mio tempo, la mia sicurezza, la mia intimità, la mia fiducia, la mia voce, fino ad oggi.

Non resta che chiederci come possa una donna che vive suo malgrado tutto questo riuscire a costruire intorno a sé un’atmosfera di sicurezza, nel momento in cui è costretta contro la sua volontà a riaccogliere nella sua vita l’uomo che le ha portato via tanto.

Il nostro sistema giudiziario deve sì, indubbiamente, preoccuparsi del recupero dei criminali, ma nel farlo non deve dimenticarsi delle vittime e del suo dovere di continuare a tutelarne la vita, la salute e il benessere, un dovere che non può esaurirsi con la mera erogazione di una condanna.

 

 

Informazioni su il ricciocorno schiattoso

Il ricciocorno schiattoso si dice sia stato avvistato in Svezia da persone assolutamente inattendibili, ma nonostante ciò non è famoso come Nessie.
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14 risposte a La giudice Melita Cavallo risponde alle accuse del web

  1. Tra lei e il giudice Foti, chi è più scandaloso non si capisce bene.

  2. Rosalba ha detto:

    La Forti sta imparando bene dalla Cavallo,ma l’atagliamento cattivo nei confronti della Vittima,non eguali.Ripeto ,quanto ho scritto sopra,la Melita Cavallo deventi essere licenziata da forum.Non possiamo subire ancira questi soprusi. Essere stata presidente del tribunale per i minori,non le dà diritto di abadare del suo potere.Mandatela via.Le trasmissioni sono di chi le guarda e i spettatori non devono subire questo sopruso. VIA LA SIGNORA CAVALLO.

  3. Paolo ha detto:

    concordo con te, Riccio

  4. manuel ricci ha detto:

    Quello che è raccapricciante è il fatto che tutta questa messinscena è inscenata da donne…la giudice, la nonna, la donna che recita la parte della stuprata, la palombelli…io capisco che recitano per lavoro ma certi copioni indecenti si possono anche rifiutare. A volte sembra di percepire che il peggior nemico dei diritti delle donne siano le donne stesse.

    • Alessio ha detto:

      Si, impossibile non notarlo, credo sia appositamente scelto per dare maggior credibilità al tutto, della serie”se lo dice una donna….”comunque questa faccenda è uno schifo, dobbiamo firmare in tanti la petizione.

  5. Andrea Mazzeo ha detto:

    È il messaggio che vogliono far passare che è pericoloso, un padre è sempre un padre, anche quando violento, anche quando pedofilo, anche quando stupratore. Il padre è certamente importante nel sano sviluppo di in figlio, ma un padre violento, un padre abusante, un padre stupratore? Che valori potranno trasmettere ai figli? Che figli verrano fuori dalla relazione con padri simili? Altri violenti, altri pedofili, altri stupratori. Dice, ma c’è il pentimento, il recupero, ecc. Ci credo poco. E ci credo poco perché le relazioni violente, di possesso, di potere, per questi soggetti sono gratificanti; come per la droga. E quindi il pentimento per la singola azione è priva di significato se questi soggetti non mettono in discussione l’intero loro sistema di dis-valori con il quale sono cresciuti, allevati, educati. Che poi è il sistema dei dis-valori del patriarcato. La stessa pretesa di avere la relazione con il figlio testimonia che continuano ad aderire a quel sistema patriarcale che vuole il dominio e il possesso sugli altri, a cominicare dai familiari.

    • Ida ha detto:

      Sono perfettamente d’accordo, tanto più, se uno dice di essere pentito, chiede scusa e si offre di aiutare la vittima e accetta qualsiasi decisione che essa prende. In realtà non è disposto ad accettare il “rifiuto” e vuole imporre le sue decisioni attraverso i tribunali.
      Poi rivendico anche il diritto di non perdonare e riservare odio e rancore nei confronti della persona che ti ha fatto del male, soprattutto se era un’amico o il compagno, perché ha tradito anche la fiducia.
      Ma sembra che per il giudice è lei che è incomprensibilmente rancorosa, oppositiva, è lei che deve cambiare.

  6. Shonagh Mc Aulay ha detto:

    Well said, dear Ricciocorno. Hope protest continues. Judicial culture needs a wakeup call.
    Shonagh

  7. Ida ha detto:

    Mah!! Io credo che Melita Cavallo se stava zitta era meglio!
    Se poi penso che è stato giudice nei tribunali minorili, povere madri e poveri figli, che le sono capitati tra le mani.

  8. Nato Invisibile ha detto:

    Ho appena letto un sagace eBook 🙂 riguardo il PAStrocchio del famigerato DDL 735, poi il DDL stesso e pur rischiando di essere fuori tema e fuori tempo, non posso restare in silenzio davanti a questa aberrazione della realtà e della scienza attuata senza ritegno in una trasmissione televisiva. Con incubo rammento la mia devastante esperienza al Tribunale dei Minori presieduto proprio dalla Cavallo.
    Rammento un’udienza collegiale presieduta proprio da lei, in sostituzione del giudice ordinario che era assente per qualche motivo. Un’udienza che a distanza di anni mi tormenta negli incubi.. si discuteva quella mattina di primavera, si discuteva il parere sfavorevole dei periti riguardo la mia idoneità genitoriale. Misteriosamente non era presente nel fascicolo la relazione (per me favorevole) dei servizi sociali. Il curatore speciale del bambino si era già accordato a mia insaputa con il Centro in cui il padre era solito frequentare il bambino, per un nuovo ciclo di incontri, questa volta non supervisionato, bensì volto ad agevolare il trasferimento del bambino presso la casa del padre -per inciso, rifiutato dal bambino..
    Sembrava tutto un incubo, una finzione, sembrava irreale che in quell’udienza tutta la realtà fosse stata stravolta, ribaltata, gli anni di sofferenze brutalmente azzerati. Il mio avvocato difensore lentamente ammutolì, impallidito. Lo guardavo. Il labbro superiore era madido di sudore.. Non ne potei più. Mi alzai in piedi, presi la parola. Mi difesi da sola, mentre tutti accanto a me sembravano brindare, festeggiare concordi e trionfanti. Levai il mio grido di madre e lo levo anche adesso..
    Basta con la rivittimizzazione nei tribunali , per opera della GIUSTIZIA!! Bisogna smetterla con il Medio Evo! Bisogna che la Scienza entri nelle aule dei Tribunali, ove necessario, con le competenze adeguate. Non con la logica distorta e rabbiosa di soggetti come la Cavallo e di quelli che firmano i disegni di legge! Bisogna che prima i Legislatori e poi anche i Giudicanti siano veramente preparati a riconoscere le sindromi post traumatiche, a trattare con bambini molto piccoli che si esprimono con un linguaggio specifico e perfettamente comprensibile per chi è preparato in materia di età evolutiva.. Altro che rifiutò immotivato! Si preparassero loro a comprendere il linguaggio dei più piccoli. Imparassero il rispetto. Bisogna che per prima cosa si applichi il rispetto dell’individuo come persona giuridica, bisogna che ci siano dei medici a fare le valutazioni!
    Non i “mediatori” .. in questo folle DDL 735 i bambini diventano oggetti giuridici, alla mercé dei nuovi profeti della genitorialita.
    Un DDL che abolisce l’assegno di mantenimento, che fino ad oggi è stato l’unico obbligo per i genitori assenti, l’unico obbligo per non perdere la “potestà” o come si voglia definire. Un DDL che all’Art 1 e seguenti istituisce l’Albo dei mediatori e l’obbligo di mediazione per le separazioni in cui non vi è accordo. Il mediatore, che può essere anche un semplice avvocato “esperto” diventa il Ccordinatore genitoriale! Se i genitori cattivoni non cominciano a collaborare, sarà lui ad individuare presso quale genitore avranno la residenza i bambini, e qualora essi non volessero trasferirsi, preferendo un genitore all’altro, il mediatore potrà indicare per i suddetti bambini un bel soggiorno di lusso presso una struttura ove amorevolmente essi torneranno ad accettare il genitore rifiutato (pena il non avere più alcun contatto con il genitore preferito, per mesi o anni).
    Si sentiva l’esigenza di una nuova figura peritale che si ergesse sopra tutte le altre.. i giudici onorari, i periti del tribunale, i periti di parte, i servizi sociali, i tutori, i curatori eccetera… Il mediatore farà ordine una volta per tutte e senza indugio porterà al discernimento tutto coloro che lo avevano perduto: i genitori non collaborativi ed i bambini (da zero a 18 anni, ascoltati a partire dai 12) non collaborativi!
    Mai una parola sulla Violenza Domestica, assistita, diretta o indiretta. Sulle separazioni sempre più numerose in Italia che avvengono non già al settimo anno, bensì spesso avvengono nel primo anno di vita dei figli.. Dove sono le evidenze scientifiche che questo regime 735 apporti dei comprovati benefici a bambini così piccoli? Dove lo ha sentito dire la Cavallo che ad un bambino così piccolo sia di giovamento cemrescere accanto ad un soggetto maltrattante?? Serve a normalizzare i maltrattamenti? A legalizzare il possesso di un bene di cui godere in egual misura? .. Mai una parola sugli effetti devastanti (e spesso purtroppo permanenti) dei veri traumi, derivati da un vissuto di violenza, abbandono o negligenza…
    Dopo quarant’anni di esercizio nei tribunali dei minori, abbiamo tutti davanti agli occhi il risultato che questa “esperienza” ha prodotto nel giudice Cavallo , nonché ex presidente di un tribunale così importante come Roma. Non oso pensare a quanto saranno formati ed “esperti” i nuovi profeti del regime 735.. C’è bisogno di aria nuova. Bisogno di mandare a casa questi sciagurati che hanno speculato tutta la vita su dei poveri innocenti. C’è bisogno di cambiamento…

    • kinkyreggae ha detto:

      cara signora, speriamo che lei riprenda subito contatto con suo figlio.
      Davvero, le auguro un grande in bocca al lupo.
      SE non sono indiscreto, posso chiederle perchè venne nominato “Il curatore speciale del bambino” ?
      visto che aveva due genitori viventi e capaci.
      La capisco, sa? Pensi che nel mese di gennaio 2019, ho visto miei figli due
      orette scarse in tutto: in due distinte giornate, eppure, pensi un po’, sono in affido
      condiviso a norma di legge 🙂 con piena facoltà dei figli di vedere il padre.
      non ho ucciso, non ho stuprato, non ho rubato, non ho violentato, non ho maltrattato,
      sono sempre stato un ottimo marito, fino alla separazione ( ovviamente) e prima che
      mi mettessero la stella di davide sulla giacca come nei lager, non ho mai alzato
      le mani con nessuno, tantomeno in casa, pago tutte le tasse, non ho cornificato mia moglie e infine ho sempre pagato tutto fino all’ultimo euro.
      Faccio regali a Natale e mando sempre
      messaggi ai miei figli, che sono un bene prezioso e che ho seguito per tanti anni
      quando erano piccini.
      Lei si sa spiegare, al netto della Cavallo, come mai un padre non può fare
      IL padre dopo che si è separato?

      ha visto, signora, che siamo tutti sulla stessa barca ?
      auguri di nuovo, vedrà che le cose andranno meglio in futuro.

      • Nato Invisibile ha detto:

        Caro papà in difficoltà, come sono amare queste situazioni che condividiamo.. il curatore fu nominato per prendere eventuali decisioni intanto che i periti svolgessero le loro indagini riguardo le capacità genitoriali di tutti, dato l’abissale divario fra le versioni narrate dal bambino (ritenuto troppo giovane per essere capace di discernimento, sic) e dalla controparte (una versione artefatta, mi creda, studiata a tavolino e frutto del più classico copia incolla che tristemente gira e rigira sin dai tempi infausti di Gardner)..
        i bambini vanno ascoltati. Quando sono giovani parlano un linguaggio che può essere compreso benissimo dagli esperti (pensiamo a quando i bambini siano testimoni oculari di crimini, ad esempio), fuorché dagli esperti dei tribunali. Questo infausto DDL non aiuta nessuno, né i ragazzi, né i genitori come me, e neppure quelli come lei. Questo infausto DDL va a braccetto con gli orrori perpetrati correntemente in tanti tribunali, come quello di Roma, vedasi il recentissimo triste caso della mamma di Ostia..
        Riformare il diritto di famiglia senza equiparare i ragazzi a degli esseri umani, senza equiparare diritti e doveri dei genitori anche coniugati (si veda la situazione che riguarda il congedo parentale e l’occupazione femminile dopo la nascita dei figli….) e soprattutto , senza tenere conto degli ormai validati è comprovati dato nazionali e internazionali riguardo le separazioni e la violenza domestica, significa essere in pieno Medio Evo. Sono tempi bui in cui la Giustizia non è giusta per nessuno, per i bambini, per le mamme e neppure per i papà. È ora che questi giorni finiscano e questi avidi e ciechi speculatori vadano a casa, dove non possano più nuocere ad alcun minorenne e a nessuna povera famiglia.
        Le auguro di far valere le sue giustissime ragioni.. anche se per farlo, a mio avviso sarebbe necessario introdurre personale qualificato ad operare, al posto di questi cialtroni bacchettoni dai facili guadagni..macché mediatori e che istituti!? Ci vogliono i medici e ci vuole che tutte le scienze, dalla statistica alla neuropsichiatria, comincino ad entrare sinergicamente nei tribunali. Perché i bambini non sono un’opinione del primo venuto, né un bene da spartire per il paritario godimento degli adulti. Sono persone.. ed è della loro pelle che parlano questi sciagurati e tristi figuri. Lo sa la Cavallo che un coniuge violento non è un buon genitore? Di quanto tempo ha bisogno questa Giudice per recepire un simile messaggio? E Pillon con la sua tribù di seguaci progressisti e moderni (sarcasmo), di quanto tempo ha bisogno per recepire simili dati ?!
        Dovremmo tutti scendere nelle piazze e fermare questo scempio. Tutti.

      • Serenando ha detto:

        Un punto da raggiungere dovrebbe essere proprio questo: le ingiustizie dei tribunali, l’incapacità di ascoltare i minori e i loro genitori, non sono un appannaggio delle madri, o al contrario, dei padri.
        Anche io ho sentito un mucchio di storie di questo tipo che riguardavano madri, e un altro mucchio che riguardavano i padri.
        Una divisione sessista forse fa gioco proprio al sistema

      • Antome ha detto:

        Il problema è che in questo paese siamo letteralmente “incapaci” di affrontare i problemi in modo equilibrato: da un regime dove un marito che trova la moglie a letto con un altro, viene scacciato da casa sua e a proprio dire le deve pagare anche le vacanze, a una legislazione oscena (e demenziale) che nel nome dei pari diritti ostacola le separazioni e costringe i figli a vivere da nomadi…. Qualche volta penso che staremmo meglio se sciogliessimo il Parlamento e le leggi ce le facessimo direttamente scrivere da un comitato di giuristi selezionati nei paesi Scandinavi

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