Il sessismo secondo mio figlio

Mio figlio – come immagino una gran quantità di ragazzini della sua età – ha una discreta passione per i supereroi.

In casa possiamo vantare un notevole numero di fumetti, action figures, DVD, e gadget di vario genere (t-shirt, portachiavi, adesivi, carte da gioco ecc.) ispirati ai personaggi della Marvel: Iron Man, Spider Man, Thor, Hulk e tutti gli altri.

Stamattina mio figlio mi si è avvicinato con un mucchietto di carte in mano chiedendo se potevamo parlare di una cosa. Le carte erano queste:

super_eroineLa sua domanda era: “Mamma, perché le donne le disegnano così?”

“Così come?”

“Così…” ha risposto lui, stupito del fatto che non avevo compreso al volo, e mi ha indicato la scollatura della Vedova Nera.

“Cos’ha che non va? Il seno ce l’ho anche io”, e lui: “Ma tu ti metti il reggiseno.”

Allora mi mi ha indicato l’inguine di Tempesta: “Guarda qui, non vedi?”

“E’ molto sgambato” ho detto, e lui “Infatti. E guarda questa” ha indicato l’inguine di Elektra.

“Sta a gambe aperte” ho osservato io; lui ha sentenziato: “Queste non le voglio.”

“Ti mettono a disagio?” gli ho domandato. “Molto” ha spiegato, e poi ancora: “Non le tengo, queste. Ma perché le donne le disegnano così?” Gli ho chiesto di nuovo: “Vuoi dire: in modo diverso da come disegnano i maschi?” Mi ha risposto: “Si, certo.”

Dice il proverbio: i bambini sono la bocca della verità.

supereroi

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Informazioni su il ricciocorno schiattoso

Il ricciocorno schiattoso si dice sia stato avvistato in Svezia da persone assolutamente inattendibili, ma nonostante ciò non è famoso come Nessie.
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277 risposte a Il sessismo secondo mio figlio

  1. Vale ha detto:

    L’immagine finale è assolutamente meravigliosa! (“un’immagine vale più di mille parole”)

    • Si, infatti, anche a mio figlio è piaciuta. Ha riso un sacco 🙂

      • enrico ha detto:

        dici bene Vale, un’immagine vale più di mille parole


        vabbè, in questo caso 2

      • Vale ha detto:

        Sì, Enrico, lo so che dico bene. E so anche che non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire. Ma puoi andare più sotto a leggere l’articolo che hanno già linkato per rispondere alla (patetica) frecciatina che hai messo qui. Certo, ammesso che tu non voglia fare anche “non c’è peggior cieco di chi non vuol vedere” 😉

    • Vale ha detto:

      Permettimi questo link, Riccio!
      http://theoatmeal.com/blog/spiderwoman

      • Paolo ha detto:

        non è la stessa posa

      • Vale ha detto:

        No, ma è lo stesso concetto: ipersessualizzazione inutile. Ecco la cosa che non sembri capace di capire.

      • Paolo ha detto:

        sul tema mi sono già espresso e non ci torno più sopra

      • Vale ha detto:

        Certo. Ti sei espresso MALE e pretendi di avere ragione tu. Per la 10millesima volta. Detto che il disegno che ho linkato lo ha fatto un uomo (che capisce cos’è la sessualizzazione assai meglio di te), il punto è che nel disegno di lei, lei è in quella posa per mostrare disponibilità sessuale. Quindi Oatmeal ha fatto un disegno in cui l’uomo ragno dimostra disponibilità sessuale e mette in mostra i suoi attributi. Quell’immagine è ridicola e fuori luogo, esattamente come quella in versione femminile. Ci vorrà tanto a capirlo. -_-‘

      • Paolo ha detto:

        io capisco cos’è l’erotizzazione (ma non la trovo degradante in sè, l’eros fa parte della vita) ma rimango della mia idea: quella non è la stessa posa, il gender swap non mi convince ma se volete farlo fatelo correttamente.
        ribadisco che manara comunque è stata una scelta sbagliata

      • Vale ha detto:

        E tutti ti rispondono che il punto non è la posa, ma il concetto che c’è dietro. A parità di posa (beh, posa simile), lui non è sessualizzato, lei sì. E il problema non è che la sessualizzazione sia a priori un male o un bene, ma che le donne sono sempre sessualizzate (con finalità all’occhio maschile) e gli uomini no.
        Paolo: hai torto. Nella vita capita. Puoi sopravvivere a questo dolore.

      • Paolo ha detto:

        mi sono spiegato a sufficienza e resto della mia idea. ritengo di ave già argomentato il mio disaccordo

      • Questa vostra conversazione comincia a somigliare ad una pièce di Samuel Beckett.

      • Vale ha detto:

        Guarda, scusa Riccio, ma per una volta voglio davvero vedere dove andiamo a finire. Lui ribadisce che si è già spiegato, io gli ripeto che non ha capito niente (e lo invito a rileggersi i commenti di tutti), lui ribadisce che si è già spiegato. Pure se gli ho detto migliaia di volte che, essendo maschio, certe cose non le prova sulla sua pelle e quindi magari ha un bias nella percezione, Paolo sembra incapace di dire “ok, non posso capire”. Lui PRETENDE di avere ragione. Questo mi manda in bestia: non ha 3 anni e può ammettere di sbagliare pure lui.
        Voglio solo vedere quanto a lungo può rendersi ridicolo per il gusto stupido di avere l’ultima parola su qualcosa su cui ha palesemente torto.

      • Non era mia intenzione dissuadervi dal continuare. Siete liberissimi di confrontarvi fino all’arivo di Godot 🙂

      • Vale ha detto:

        😀 Di’ che ti diverti pure tu!

      • Paolo ha detto:

        ammetto di sbagliare quando mi sbaglio. nel caso specifico dei fumetti non penso di sbagliare anche se gran parte di voi qua mi da’ torto

      • Vale ha detto:

        😀 CVD!
        Paolo, non puoi sapere cosa prova una donna in una società misogina per il semplice fatto che NON SEI una donna in una società misogina. Tutto qui. Ecco perché non puoi avere ragione.

  2. Maura ha detto:

    Ieri o visto il programma sul terzo e ho capito (ancora una volta) che per (molti?) i maschi le donne sono sostanzialmente equiparabili ai maiali. Gli uni si mangiano senza rimorso, le altre si sc.. trom.. fot.. come cose senz’anima. Che poi capisci il femminicidio, i padri separati, il culo della Boschi schiaffato in copertina. Ogni donna ha la sua funzione e lei coincide con questa (Buco, colf, utero, badare ai figli se io non li voglio, togliersi dalle palle se li voglio, ecc) ed esaurita quella deve letteralmente scomparire, per non rompere.
    Chi si è inventato gnoccatravel fa i soldi. A volte ci illudiamo di essere civili, leggi, parità, femminismo, ma la realtà è che il medioevo è qui. Con tutti gli ipad, iphone, il medioevo è qui.

  3. Alessandro Paesano ha detto:

    Quanti anni ha tuo figlio? (complienti per il post… e per il figlio!!!)

  4. Veronica ha detto:

    Ieri ho visto “i mercenari 3” . Non so negli altri due film, perche’ non li ho visti, ma qui c’era anche una mercenaria, che era anche una tosta, non fosse che: la prima volta la vediamo in tubino rosso, ma ci stava con la trama, la seconda volta, prima di partire per la missione, la vediamo in pantaloncini corti, ma magari lei stava comoda cosi, la terza volta, durante la missione, la vediamo in tutina di simil gomma, nemmeno troppo stretta, seno coperto e …spacchi sexy sulle spalle! Ora spiegatemi a che caspita servono quegli spacchi, quando per il resto la tuta e’ coprente, giusto per farti venire le abrasioni sulle braccia mentre scivoli nei cunicoli?

    • Paolo ha detto:

      no negli altri due non c’erano mercenarie (e ci sono state critiche per questo) quindi la saga si è evoluta a prescindere dagli spacchi

  5. Paolo ha detto:

    con tutto il rispetto per i “turbamenti” di tuo figlio continuo a ritenere inutili (e sì bigotte) queste polemiche su come vestono le super-eroine: la stragrande maggioranza dei super-eroi ed eroine hanno corpi scolpiti, bell’aspetto e abiti attillati che mettono in risalto il fisico (Spiderman è praticamente nudo dipinto di rosso e blu). tra l’altro nè Tempesta nè Black Widow sono nude

  6. (metto in conto che lo abbiamo già visto un po’ tutte visto che è vecchiotto , ma se non posso riproporlo so che non me lo approvi . Abbracci)

  7. Sali ha detto:

    Se posso commentare un commento altrui… il problema, Paolo, per dirla in maniera inevitabilmente riduttiva e volontariamente ironica, è che Capitan America è coperto da testa a piedi incluso cappuccio, Artemis ha il vestiario perfetto per finire sventrata da qualcosa, Wonder Woman ha le tette più grosse della testa e nonostante perda la maggior parte del suo abbigliamento non siamo mai riuscite a dare un’occhiata al pindorlone di Hulk. Sì, i supereroi maschi sono di solito messi in risalto, ma nel senso atletico del termine. Le supereroine, al di là delle inquadrature ‘suggestive’, spesso hanno un costume che in pratica è un costume da bagno corazzato con un sacco di arterie e organi vitali vulnerabili e francamente non ha senso.

    • Paolo ha detto:

      Sali pure le super-eroine sono atletiche e toniche e non è vero che sono tutte nude, alcune hanno costumi attillati come quelli degli uomini (devono disegnarle tutte senza seno? O senza glutei? Inizio a pensare che il problema per voi sia questo), ma poi scusate un eroe o un’eroina è tale a prescindere da quanta pelle mostra. L’eroina della Bonelli Editore Lilith è spesso completamente nuda (sempre coerentemente con la storia) ed è un eroina tosta, complessa quanto i maschi. Lo stesso vale per le eroine Marvel

  8. alex ha detto:

    alcune femministe hanno protestato per una cover di Spider Woman disegnata da Milo Manara che iper-sessualizza secondo loro la protagonista.
    il sempre ottimo Maddox fa giustizia della pruderie neo-femminista

    • Si certo, il problema è delle femministe. Non di Milo Manara, che si difende “Non è colpa mia se le donne sono fatte così”, dimostrando quanto poco sa di anatomia… e di donne. http://www.dorkly.com/post/67605/the-new-spider-womans-anatomy-isconfusing

      Domenticavo: la risposta a Maddox. http://www.bustle.com/articles/38735-maddoxs-response-to-the-milo-manara-spider-woman-cover-makes-some-legit-points-but-its-still-not

      • E tu non li hai letti gli articoli?

      • Paolo ha detto:

        bè in effetti quello è spiderman nella stessa posa che su spiderwoman ha sollevato critiche (secondo me giustificate dal fatto che Manara non deve occuparsi di super-eroi)

      • C’è sempre l’articolo da leggere, eh! Ve lo riposto, caso mai vi venisse voglia… http://www.bustle.com/articles/38735-maddoxs-response-to-the-milo-manara-spider-woman-cover-makes-some-legit-points-but-its-still-not
        “He’s also right in that there’s nothing wrong with characters being sexual; humans are sexual beings, and that’s pretty awesome…
        But I think the thing that bothers me so much about this particular video is that it ultimately dismisses one of the biggest feminist issues in comics: All too often, women aren’t portrayed as actual people with healthy sexualities; they’re presented as sexualized objects instead. And this issue isn’t limited to comics, either; it extends to other nerd industries, and the larger conversation about how women are both depicted and treated within them…”

      • Paolo ha detto:

        sui fumetti e sulla pop culture ho già detto come la penso

      • Ieri guardavo un film di fantascienza, In Time (http://www.mymovies.it/film/2011/intime/), nel quale Justin Timberlake e Amanda Seyfried correvano come pazzi per la stragrande maggioranza del girato. Lei con addosso rigorosamente dei tacchi 90. Ora, vi sembra normale che una in corsa contro il tempo, inseguita da killer senza scrupoli e da forze dell’ordine psicopatiche, si dedichi alle rapine zampettando su dei trampoli, preoccupata di apparire chiatta? Giuro che alla fine del film avevo male ai piedi… Però siamo noi femministe quelle fissate, eh! E certamente se una vuole morire con stile – perché il tacco slancia e il miniabitino con le sneaker, cara, ma come ti viene in mente?!?!? – chi siamo noi donne per sostenere che è semplicemente assurdo pensare che una donna si metterebbe a saltare da un tetto all’altro in quello stato!

      • Paolo ha detto:

        prendiamo atto che il femminismo moderno consiste (almeno in alcuni casi) nell’occuparsi di tacchi alti in una scena d’azione e nel criticare il costume di wonder woman..poi però non stupitevi se alcune dicono di non averne bisogno.

      • Prendiamo atto del fatto che pur di non ammettere che il corpo femminile è spesso e volentieri ipersessualizzato nei media, senza che vi sia altra ragione che il godimento dell’occhio maschile eterosessuale (mentre l’arte, la trama, il personaggio ecc. c’entrano poco o niente), e che questo contribuisce a rimpolpare la convinzione maschile che la donna sia al mondo a suo uso e consumo (e difatti le donne vengono usate e consumate), un uomo medio continua a negare l’evidenza.
        Poi stupitevi se alcune si innervosiscono quando gli uomini piagnucolano perché “Not All Men”. http://jezebel.com/your-guide-to-not-all-men-the-best-meme-on-the-interne-1573535818

      • Paolo ha detto:

        io non sono un notallmen e non credo che le donne siano a mio uso e consumo. ritengo che molte accuse (non tutte) di sessismo alla cultura pop che si fanno siano ingiuste e sbagliate e non siano il modo migliore di affrontare un fenomeno complesso come la pop culture odierna, mi è permesso dirlo? Grazie

      • Paolo ti è permesso dirlo. Almeno un altro milione di volte.
        (Un fenomeno complesso? Tette e culi?)

      • Paolo ha detto:

        no complessa è la cultura pop che non si riduce a tette e culi (che comunque quando ci sono stanno di solito all’interno di una storia) checchè se ne dica

      • Paolo ha detto:

        anche un agente segreto conosciuto da tutti col suo vero nome come James Bond è assurdo ma nessuno ci fa caso

      • paolam ha detto:

        ahahah la “pruderie”: qui l’unica cosa che pruderebbe sarebbono le mano, per dirla in romanesco antico.

    • IDA ha detto:

      Alex.. Alcune femministe.. Chi? Non si sa e non si saprà mai.. la tecnica è questa: si dice alcune femministe hanno protestato ma non si sa mai chi, e i giornali continuano a scrivere delle proteste a commentare delle proteste di qualcuno che non esiste.. Certo il femminismo combatte il sessismo, e molti di questi fumetti sono sessisti, i fumetti che leggevo io erano molto sessisti, e se una fa notare del sessismo, non si capisce perchè deve essere considerato come lesa maestà..

      • IDA ha detto:

        Paolo, perchè non ci si può occupare dei tacchi? Io non li voglio vietare, ma capire, sviscerare smontare i modelli. Che come tali, loro si che sono coercitiva, non chi cerca di driticarli.. I tacchi sono degli strumenti di tortura, imposti dai modelli di eleganza femminile, che creano anche grossi problemi alle articolazioni.. l’eleganza femminile, prevede un’eccessiva erotizzazione.. e una disabilità.. perchè con i tacchi non puoi fare nulla, non puoi guidare, non puoi scappare o correre.. Perchè i tacchi non li portate voi uomini?

      • Paolo ha detto:

        erotizzazione eccessiva in base a quali criteri? E poi da quando erotico è male? una donna indossa o non indossa i tacchi alti per una serie di ragioni legittime
        Comunque Ida non mettere i tacchi se non vuoi metterli, critica e smonta quello che ti pare, io dico che una donna che porta i tacchi non è una schiava inconsapevole del patriarcato nè una complice e nessuno si può permettere di dire che la sua “non è libertà” o meglio può dirlo ma non si può lamentare se la donna in questione dice che non ha bisogno di questo tipo di riflessioni.
        poi per me possono pure vendere i tacchi con le avvertenze per la salute come si fa per le sigarette: sono sicuro che continueranno a essere vendute così come la gente continua a mettere il sale ovunque anche se fa venire l’ipertensione

        La tua domanda finale sui tacchi alti mi ricorda tanto quei patetici maschi che si lamentano del fatto che mentre loro non possono indossare i pantaloni corti nelle occasioni formali (matrimoni, feste eleganti, ecc.) anche quando ci sono quaranta gradi all’ombra, una donna può mettere la gonna e stare più fresca: e gridano “questa è discriminazioneeeee! Sessismoooo!!”.io considero questi maschi patetici, piagnoni e li disprezzo e mi dispiace, io ho stima di te pure se non sono d’accordo, ma certi discorsi sui tacchi me li ricordano

      • http://www.bustle.com/articles/38735-maddoxs-response-to-the-milo-manara-spider-woman-cover-makes-some-legit-points-but-its-still-not
        “He’s also right in that there’s nothing wrong with characters being sexual; humans are sexual beings, and that’s pretty awesome…
        But I think the thing that bothers me so much about this particular video is that it ultimately dismisses one of the biggest feminist issues in comics: All too often, women aren’t portrayed as actual people with healthy sexualities; they’re presented as sexualized objects instead. And this issue isn’t limited to comics, either; it extends to other nerd industries, and the larger conversation about how women are both depicted and treated within them…”
        (gutta cavat lapidem?)
        E’ anche giusto dire che non c’è niente di sbagliato nei personaggi sessualizzati; gli esseri umani sono esseri sessuali, il che è meraviglioso …
        Ma credo che la cosa che mi preoccupa così tanto di questo particolare video è che respinge in ultima analisi una delle più importanti questioni femministe a proposito dei fumetti: Troppo spesso, le donne non sono ritratti come persone reali con una sessualità sana; sono presentate come oggetti sessuali. E questo problema non è limitato al fumetto; si estende ad altri settori nerd, e fa riferimento ad un discorso più ampio su come le donne sono rappresentate e trattate al loro interno.

        Ecc. E’ interessante l’articolo. Ma qualcuno lo ha letto?

      • Paolo ha detto:

        puoi continuare a ripostare questa frase all’infinito, puoi postarne altre cento mille, un milione di post che concordano con te e io continuerò a ritenere pretestuosa la polemica sui corpi e i costumi delle super-eroine e continuerò a trovare ingiuste e sbagliate molte accuse di oggettificazione sessuale rivolte alla pop culture
        comunque sarebbe interessante definire cosa è una “sessualità sana” perchè se ne esiste una sana (degna di essere rappresentata nei fumetti) è chiaro che esiste anche una sessualità malata da censurare ma penso che il discorso ci porterebbe lontano

      • Paolo ha detto:

        una donna indossa o non indossa i tacchi alti per una serie di ragioni legittime che non hanno necessariamente a che fare con l’erotismo ma anche nel caso fosse così, fatti loro.

      • paolam ha detto:

        Cara Ricciocorno, mi permetto di suggerire una risposta sintetica ed esauriente, che ci eviterà di replicare fino allo sfinimento ripetendo gli stessi concetti, nel tentativo di rendere ricettivi interlocutori che non sono interlocutori. La risposta è: “Ma che cacchio dici?” Con eventuali varianti dialettali locali.

      • Vale ha detto:

        <>
        io invece suggerirei il ban. È chiaro che è un troll, l’ho sempre sostenuto! Non è possibile che non sia MAI in grado di capire di cosa diamine si sta parlando. Femminista a parole, se gli si vanno a toccare le donnine erotizzate nei fumetti/film/media-di-cui-fruisce, tutta la parità di genere che sbandiera svanisce al sole.
        In breve: l’uomo ragno in quella posa è maschio, è atletico, è forte, è “un grande”. Non è una posa usata per mostralo sexy, preda, ma per mostrarlo predatore (sta imprigionando i cattivi, oltretutto). Lei in quella posa è solo una donna sexy ad uso e consumo del pubblico maschile etero, perché è in posizione proprio per attirare l’attenzione su di sé. Non è attiva, è passiva, è messa lì col sedere (e altro) per aria, quasi ad aspettare che qualcuno passi a riempire i buchi! (e scusa, Riccio, per la volgarità)
        Ora, Paolo, la domanda, di nuovo, è: ci sei o ci fai? Sveglia!!! Io amo Guerre Stellari da che sono nata, Leila ammazza gente più di Han, ma l’unica che finisce seminuda in bikini incatenata per il collo è anche tipo l’unica donna dell’intera saga! E sì, se lo potevano risparmiare. Cosa c’entra? C’entra che si può usare spirito critico anche sulle cose che ci piacciono. Quindi: ti piacciono i fumetti? Ottimo. Ma ci sono cose sessiste pure lì, fattene una ragione e negare l’evidenza non ti fa passare per mente illuminata, ma solo per maschio etero che ha un vantaggio dal perpetrare il patriarcato (http://amptoons.com/blog/the-male-privilege-checklist/).

      • Paolo ha detto:

        intanto la posizione coi glutei in evidenza è la stessa per tutti e due che in un caso sia predatore e nell’altro preda è una tua interpretazione, non è l’unica possibile.
        Se Leila ad un certo punto si trova in quella mise nelle grinfie di Jabba the Hutt c’è una motivazione narrativa, non si può prendere uno spezzone di film e isolarlo dal contesto.

        ma va bene guarda mi hai scoperto: sono un maschiaccio etero patriarcale che si masturba sui fumetti, contenta?
        solo una cosa: non mi sono mai dichiarato “femminista”, frequento molti siti e blog femministi anche di diverso orientamento, con alcuni post sono d’accordo, con altri meno
        sul post di rasoio di occam penso che le ragazzine vadano rispettate nella loro libertà a prescindere da quanto possa sembrare “provocante” (in base a che poi?) il modo in cui decidono, scelgono di vestire e non possiamo sindacare sulle loro motivazioni..ora non mi interessa se questo pensiero i rende più o meno femminista, come non m’interessa sapere se criticare la polemica sulle super-eroine mi renda un ipocrita agli occhi di vale. E non mi interessa passare per “mente illuminata”..mi interessa dire quello che penso.

      • IDA ha detto:

        Paolo, io non voglio limitare la libertà a nessuno, è il contrario, sono certi modelli che limitano la mia libertà.. e non è vero, che puoi accettare o no, perché spesso sei costretta, per motivi di lavoro o altro.. una volta non ci hanno fatto entrare in un locale, perchè il mio compagno non aveva la cravatta e io non ero in abito da sera, il contrario non succede mai.. Io sono una fumatrice, ma ritengo che sia giusto scriverci che il fumo fa male.. una mia amica che ha sempre portato i tacchi, lei cammini in punta di piedi anche quando è scalza perché non può appoggiare il tallone a terra senza provare dolore.. Costatazione; che l’abbigliamento “femminile classico” riduce la donna nei movimenti ed è invalidante, quello maschile no.. poi uno/a fa quello che li pare…
        Mi chiedi, quali criteri di erotizzazione? Quelli maschili, perché la donna non ha culturalmente e storicamente dei propri criteri erotici. Poi l’eccessiva erotizzazione del corpo porta all’interiorizzazione dei modelli e di conseguenza all’autoggettivazione. http://it.in-mind.org/uploads/Italia/Issues/1/Pacilli.pdf

      • Paolo ha detto:

        non sono d’accordo nè sul concetto di erotizzazione = male, non sono d’accordo sul fatto che la donna non possa gestire l’erotico in maniera autonoma e non sono d’accordo sul concetto di auto-oggettivazione.
        e ripeto che chi mette i tacchi alti è da considerarsi libera come chiunque altro..i tacchi alti fanno male? bè come ho detto prima ci sono tante abitudini alimentari che non sono salutari e si sa che non lo sono e la gente non le molla..anche questa è libertà.
        Scusa la franchezza ma se non voglio mettermi la cravatta o l’abito da sera non frequento posti particolarmente eleganti che richiedono cravatte o abiti da sera..non vedo maschilismo nel fatto che la cravatta (della cui scomodità si lamentano gli stessi maschi piagnoni di prima) sia indumento prevalentemente maschile o che uomini e donne portino abiti da sera diversi.
        E ti ripeto che ci sono maschi che lamentano di essere loro quelli “invalidati” perchè nelle occasioni formali si vestono più coperti pure quando fa caldo..ed è ridicolo lamentarsi di questo e i tuoi discorsi sono sempre più simili a queste ridicolaggini maschili
        uno/a fa quello che gli pare.per l’appunto

      • Ok, Paolo, tu non vedi il maschilismo. Altri lo vedono. Questo mi sembra chiarito.

      • Morgaine le Fée ha detto:

        Esatto Vale. La posa disegnata da Manara è il tipico esempio di donna in lordosi, disponibile all’accoppiamento, cosi’ come art directors e una fetta di lettori la vorrebbero. La posa a lordosi (denominata anche, ironicamente, “della donna centauro”) è usata fino alla nausea nei comics e per un’immagine dell’uomo ragno che la ricorda ce ne sono migliaia di eroine femmine rappresentate cosi’.

      • Paolo ha detto:

        comunque leggendo il link devo in parte ricredermi, ho visto che l’autrice ci tiene saggiamente a distinguere tra auto-oggettivazione e cura anche meticolosa dell’aspetto esteriore, attenzione alla bellezza eccetera però non capisco dove traccia il discrimine se esiste un discrimine (dato anche che psicologi che lavorano con pazienti anoressiche hanno messo in discussione il nesso di causalità coi media)

      • Vale ha detto:

        Morgaine, ti prego, non dire così. Paolo ci ha edotto come la posa di lei e di lui siano assolutamente uguali e che siamo noi i malpensanti che ci vedono altro. Su, andiamo, dovremmo avere più onestà intellettuale! (ironia qui)

        @ Paolo: se Leila si trova in quella mise non è perché la narrazione lo richiede, è perché lo sceneggiatore ha un certo tipo di immaginario di genere. Han viene imprigionato nella grafite (Han è macho, è maschio!), lei viene tenuta tipo schiava (spero non sessuale), in una condizione che è UMILIANTE. Perché non viceversa? Perché non finisce lei nella grafite e lui sculetta in perizoma davanti a Jabba? Chi lo dice che Jabba (di cui non si indovina neppure il sesso) non sia gay? O magari non sia una femmina? (poi ci sarebbe da discutere sui gusti inter-specie… come a noi fa schifo Jabba, è probabile che un Hutt ci trovi tutt’altro che attraenti, ma vabbé)
        Toh, leggiti questo: http://illaboratoriodiscrittura.it/2014/07/compiti-per-casa.html il post della Di Rienzo lì linkato e i commenti che hanno fatto in quel blog. Il commento della ragazza firmata Gwenelan spiega perfettamente il punto.
        Poi, se preferisci nascondere la testa nella sabbia, è un problema tuo. Ma non venire a fare il martire incompreso.

      • Paolo ha detto:

        conoscevo l’articolo in questione e non sono d’accordo: lo stupro purtroppo è qualcosa che esiste e colpisce in maggioranza le donne, è assolutamente legittimo che la narrativa se ne occupi (e non è vero che non ci sono maschi stuprati nella narrativa certo che ci sono da praticamente tutti i film carcerari fino a Un tranquillo week-end di paura, Pulp Fiction,e Spartacus the war of the damned con il perfido Tiberius che stupra sia Kore sia Cesare e nessuno dei due si “reffa subito”), nè è vero che è sempre il maschio che “si reffa subito”) e ne faccia il centro magari di una storia di vendetta (il rape & revenge è un genere di tutto rispetto: Kill Bill può essere visto in questa maniera e tutta la quinta stagione di Dexter è un rape & revenge, del resto vendicarci per il male fatto a noi o ai nostri cari è un desiderio che esiste ed è una fonte inesauribile di storie e no non c’è nulla di maschilista nel rape & revenge e nemmeno in storie dove lui salva lei, come django unchained dove il motore dell’azione è la volontà di liberare la moglie prigioniera del cattivissimo proprietario terriero e schiavista, ma non mancano le storie dove è lei a salvare l’amato, sono sentimenti umani)..e tra l’altro come fa notare la stessa commentatrice trovo ingiusto prendersela con George R.R. Martin, uno degli scrittori uomini più anti-maschilisti che ci siano..lui descrive un mondo para-medievale violentissimo verso chiunque e gli stupri ogni volta che un esercito o un’armata di predoni invade una città sono una terribile realtà anche nelle guerre vere come la storia mostra.

        (sono certo che se george Lucas avesse descritto Jabba the Hutt come un gangster omosessuale appassionato di bei maschioni umani oggi qualcuno lo accuserebbe di omofobia e sarebbe ugualmente ingiusto, del resto una volta girando in internet mi è pure captato di leggere una tizia che dava dell’omofobo a Stephen King in quanto ha osato dipingere la madre dello stupratore di Maxicamionista, altra bellissima storia di rape & revenge,, suggerendo che fosse una lesbica mascolina come se i personaggi gay o supposti tali debbano essere tutti buoni).
        insomma: nella narrativa sopratutto odierna abbiamo personaggi femminii complessi e credibili quanto quelli maschili

      • Paolo ha detto:

        nessuno dei due “si reffa subito” (e comunque si capisce che Kore e Cesare stanno soffrendo ma non li vediamo fare gesti eclatanti di dolore o disperazione “dopo” e guardando il contesto si capisce perchè) ma comunque si reffano come si reffa Lumen nella quinta stagione di Dexter , ogni vittima dopo una violenza così terribile ha i suoi tempi più o meno lunghi, anche nella vita reale.

        (oltretutto se nella grafite ci fosse finita Leila ovviamente sarebbe stato Han a salvarla e oggi qualcuno, ingiustamente, avrebbe detto “ecco il solito clichè del maschio eroe che salva la donzella”

      • Paolo ha detto:

        e non faccio il martire

      • Vale ha detto:

        Sì, fai il martire.
        Comunque, visto che, al solito, hai estrapolato due frasi come hai voluto tu e hai parlato di tutto tranne che di ciò di cui si sta parlando, ti riporto qui il commento a cui mi riferivo prima, sperando che la commentatrice Gwenelan mi perdoni per aver riscritto le sue parole in giro (grassetti miei):

        “Concordo che molti degli esempi fatti nell’articolo siano infelici (Tyrion violentato, e da chi? Non aveva senso neanche quando è stato venduto, vista la situazione), ma il concetto che voleva far passare, in sostanza è: far stuprare una donna nella narrativa è facile, in quanto il narratore, al 99% uomo, non è toccato dal problema. Far stuprare un uomo, anche quando avrebbe senso farlo fare, non è un espediente narrativo usato allo stesso modo in quanto l’autore, al 99% uomo, prova disagio all’idea.
        Come dicevo nel mio altro commento, bisogna slegare un secondo il problema di genere da quello narrativo. Ossia: in moltissime opere può avere perfettamente senso che si stuprino solo donne.
        Ma è un fatto che, globalmente, anche quando avrebbe senso, si eviti lo stupro sull’uomo, perché è considerato troppo schifoso e umiliante. Un attacco fisico o un omicidio sono visti con molta meno vergogna di uno stupro: sono fiqui, fanno parte dell’avventura, sono cose da duri. E’ ovviamente molto brutto, ma è la fine del soldato, del combattente. Lo stupro lo subisce chi è totalmente impotente e vittima.

        Non è una critica alla singola opera, è una riflessione sull’andazzo generale. Si fa così, perché viene spontaneo fare così, e viene spontaneo fare così perché la società ci fa considerare la cosa naturale.

        E’ vero che le cose non sono com’erano 40 anni fa ed è vero che sono migliorate, e di molto, ma il gap non è proprio chiuso.”

        tutti i restanti esempi che Gwenelan fa, andate pure a leggerveli qui: http://illaboratoriodiscrittura.it/2014/07/compiti-per-casa.html#comments
        Se poi ANCORA vuoi fingere di non capire, allora sei davvero una causa persa.

      • Paolo ha detto:

        Nella realtà la maggior parte delle vittime di stupro sono donne (e non è colpa dei romanzi che lo raccontano) comunque ho fatto molti esempi di opere narrative in cui ci sono uomini stuprati (nel cinema carcerario lo stupro è praticamente un clichè)..se tu non vuoi vederlo non so cosa farci.
        e comunque personalmente dev’essere l’autore e non i lettori a stabilire cosa vuole raccontare e come

      • Paolo ha detto:

        “e non è colpa dei romanzi che lo raccontano”

        è colpa degli stupratori, per essere chiari

      • Vale ha detto:

        Paolo, non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire. Tu hai fatto degli esempi, il post della Di Rienzo ne faceva altri. E la domanda era “perché, ad ex, Batman o 007 (che sono sempre attorniati da criminali, sono in situazioni pericolose, i cattivi vogliono fargli del male, ecc, ecc, ecc) non sono mai stati stuprati?” la risposta nel commento di Gwen. In quelle situazioni è ALTAMENTE PROBABILE uno stupro, ma renderebbe il personaggio meno macho, quindi l’autore lo evita. Lo stesso autore che non si fa problemi a far capitare stupri alle donne.

        Poi, se come al solito fingi di non capire, inizio seriamente a pormi dei dubbi sul tuo Q.I.

      • Paolo ha detto:

        gli esempi che ho fatto dimostrano la pluralità della cultura pop e che non è vero che c’è una rappresentazione unica. Dopodichè pretendere di vedere maschi stuprati in ogni storia nel nome di una malintesa parità mi pare illogico, tra l’altro se Batman venisse stuprato vedremmo le proteste delle solite associazioni di genitori che magari protestano anche giustamente per i videogame violenti. Ci tenete tanto a vedere Batman e Bond stuprati? (nell’ultimo film i Bond ci sono andati vicini esponendosi pure ad accuse di omofobia)..per me si può fare ma bisogna creare un cattivo credibile..attualmente nessuno dei villain classici di Bond e sopratutto di Batman è uno stupratore..commettono ogni tipo di nefandezza, omicidi, torture ma che io sappia non stuprano nessuno, neanche le donne (certo essendo cattivi le maltrattano fisicamente e psicologicamente in tanti altri modi, possono anche arrivare ad ucciderle ma stupri nei film di Batman non ne ho mai visti e penso anche nei fumetti (Joker è un partner certamente violento, abusante, perverso, un mostro ma stupri non ne ha mai fatti o sbaglio?) e ricordo che questi fumetti sono nati per essere letti dai ragazzini, Batman poi è un fumetto del ’39,mi sembra comprensibile che di stupro non si parli.
        Attualmente non vedo alcun motivo narrativamente plausibile per vedere Spiderman o Batman stuprati nè è plausibile che i loro nemici abituali (almeno quelli che conosco) facciano una cosa del genere ma come ho dimostrato gli stupri di maschi non sono assenti nella cultura pop solo che ce li metti dove è narrativamente plausibile che ci siano. A parte Bardem nell’ultimo film i nemici di Bond sono interessati ad ucciderlo in maniera inutilmente lenta dopo avergli raccontato per filo e per segno il loro piano per dominare il mondo, non a sodomizzarlo e onestamente faccio molta fatica ad immaginarmi Blofeld o Mr No che stuprano qualcuno uomo o donna che sia (poi sul rapporto o non rapporto che i cattivi bondiani hanno col sesso potremmo fare un lungo discorso)

        ti ripeto che non vedo nessun problema di rappresentazione: se nella realtà la maggior parte degli stupri avvengono contro le donne, è responsabilità di chi stupra, non di scrittori e sceneggiatori che raccontano e rielaborano la realtà ..pi sai non ci tengo ad avere patenti di intelligenza da te, se vuoi dubitare del mio Q.I. fa pure

  9. Maura ha detto:

    Se guardi presa diretta corazzati perché é duro, soprattutto quando parlano i clienti. Guardati poi gnoccatravel!!

    • Gnoccatravel lo conosco bene. E’ per quello che ancora non ho visto Presa Diretta…

      • Vale ha detto:

        I miei hanno guardato Presa Diretta. E al posto di sentirsi offesi a morte da ‘sti vecchi schifosi padri di famiglia che vanno a ragazzine, mi sono usciti con “Ma le ragazzine volevano farlo!”. Sì, certo, perché la TV ovviamente enfatizza ciò che gli fa comodo, che fa notizia.
        Inutile invitarli a leggere le testimonianze delle prostitute, nei vostri siti. Ammetto di essere abbattuta.

  10. andrea c ha detto:

    Scommetto che se i disegnatori di eroine annullassero qualsiasi carattere di femminilità, non ti andrebbe bene lo stesso. Il fastidio che prova tuo figlio guardando queste immagini, è dovuto semplicemente al fatto che probabilmente è ancora troppo piccolo per apprezzare immagini sessualizzate, vedrai che entrerà nella pubertà cambierà totalmente idea!

    • Certo… Perché “gli uomini sono tutti uguali”, non è così?

      Gli stereotipi di genere ci vengono imposti, non c’è niente di “naturale”: http://vitadastreghe.blogspot.it/2014/09/uno-zio-contro-gli-stereotipi.html
      La cultura che abbiamo creato ci imprigiona in una rete di pregiudizi, che condiziona ogni aspetto della nostra vita… Ma piuttosto preferiamo rimanere aggrappati all’idea che in realtà siamo liberi di essere ciò che vogliamo. E rimaniamo fermi, nella convinzione che l’unico mondo possibile è quello che esiste già.

      • Paolo ha detto:

        nè gli uomini nè le donne sono tutti uguali anche nei fumetti, ma super-eroi ed eroine (e pure i villain qualche volta) sono quasi tutti di bell’aspetto e non c’è nulla di male

      • Il rasoio di Occam ha detto:

        Se, come penso, tuo figlio continuerà a non apprezzare un certo tipo di erotizzazione esasperata del corpo femminile, preparati: i sostenitori che “il maschio vero pensa solo alla gnocca” gli faranno passare qualche brutto quarto d’ora.
        Quando ripenso agli anni della scuola mi colpisce la pressione enorme che c’è sui ragazzini perché partecipino all’oggettificazione delle donne, con l’emarginazione e il ridicolo di chi non è interessato. Sono convinta che gli ormoni c’entrino marginalmente, e per lo più si inizi per conformismo, e solo dopo questo tipo di sessualità si fissa e diventa l’unico accettato come normale. Penso lo stesso delle bambine che iniziano a indossare abiti provocanti più per dinamiche di gruppo che perché effettivamente interessate al sesso. Cioè, non lo penso, lo so. L’ho fatto io e ho visto farlo alle mie amiche, ora lo vedo nelle nuove generazioni.

        Per fortuna tuo figlio mi sembra ben attrezzato per resistere alle pressioni sociali. In effetti è un vero ribelle, altro che supereroi 😉

      • andrea c ha detto:

        Perché “gli uomini sono tutti uguali”, non è così?

        NO, è solo che un uomo adulto, può anche rimanere indifferente di fronte a quelle immagini, può non apprezzarle esteticamente, ma è molto difficile che provi fastidio( a meno che non abbia complessi sessuali particolari)
        Tuo figlio prova disagio semplicemente perché probabilmente non è ancora pronto(a proposito, quanti anni ha?) ad accettare la femminilità prorompente di certe immagini, le vorrebbe più mascoline, il suo è un rifiuto(perfettamente normale, se è ancora molto lontano dalla pubertà) della femminilità, NON E’ FEMMINISMO, NE’ RIBELLIONE AGLI STEREOTIPI!
        Anzi gli stereotipi di genere li riconosce pienamente, visto che vorrebbe mascolinizzare quelle immagini troppo femminili per i suoi gusti!

      • Cito passo da Congetture e Confutazioni di Karl Popper:

        Gli analisti freudiani sottolineavano che le loro teorie erano costantemente verificate dalle loro “osservazioni cliniche”. Quanto ad Adler restai molto colpito da un’esperienza personale. Una volta, nel 1919, gli riferii di un caso che non mi sembrava particolarmente adleriano, ma che egli non trovò difficoltà ad analizzare nei termini della sua teoria dei sentimenti di inferiorità, pur non avendo nemmeno visto il bambino. Un po’ sconcertato, gli chiesi come poteva essere cosí sicuro. “A causa della mia esperienza di mille casi simili” egli rispose; al che non potei trattenermi dal commentare: “E con questo ultimo, suppongo, la sua esperienza vanta milleuno casi.”

        Per una persona convinta che gli stereotipi di genere non hanno alcuna influenza negativa nella vita delle persone, ovvio che nessun soggetto può manifestare una “vera” avversione ad essi.
        Peccato che gli studi scientifici sull’argomento ci dicano tutto altro: http://www.apa.org/pi/women/programs/girls/report.aspx

      • andrea c ha detto:

        Secondo me stai inquadrando sotto l’ideologia del femminismo, quello che è un atteggiamento normale di quasi tutti i bambini al di sotto dei 12 anni.
        In realtà tuo figlio non si ribella agli stereotipi di genere, ma inizia ad avere le prime pulsioni sessuali, le prime curiosità sul sesso, e non essendo ancora maturo fisicamente e psicologicamente per certe cose, prova imbarazzo

      • In realtà? Non lo conosci, non lo hai mai neanche incontrato, ma sai perfettamente cosa pensa e come si sente…

      • Il rasoio di Occam ha detto:

        La cosa sconcertante in tutto questo discorso è la confusione tra ipersessualizzazione e femminilità, per cui criticare una è rigettare l’altra. Per quale motivo se le donne non mostrano una certa percentuale di pelle nuda e non hanno una taglia sesta strizzata fino al mento non sono femminili? Perché, nel caso non ve ne siate accorti, le donne vere non sono così. Conosco un sacco di donne con un seno da medio a praticamente piatto, qualcuna più prosperosa (ma certo non col vitino da vespa), ma le uniche con le proporzioni e l’abbigliamento di quelle supereroine le ho viste in vendita in versione gonfiabile nei sex shop. Ora ne devo dedurre che le donne che vedo tutti i giorni sono ‘mascolinizzate’. Chiedere una donna verosimile in una posa che non sia ammiccante significa voler mascolinizzare le donne. Cara Audrey Hepburn, tu pensavi di essere femminile! Invece non sei passata per il chirurgo, non giravi seminuda, mai una posa da gattina arrapata, tanto valeva che cambiavi sesso. Però gli stereotipi non hanno effetto…vabbé….

      • Paolo ha detto:

        rasoio, ma è ovvio che Audrey Hepburn è anche lei femminile, ed è ovvio che non si deve avere per forza una sesta strizzata fino al mento per essere femminili come non si devono avere i muscoloni e la tartaruga di Superman o He-Man per essere maschili. anche gli attori che li interpretano al cinema per quanto somiglianti fisicamente e credibili siano non possono per ovvi motivi avere quelle esatte proporzioni e nessuno lo pretende. Solo unidiota non distingue tra un disegno e una persona i carne e ossa

  11. stiamotuttibene ha detto:

    Premetto che non capisco pressoché nulla del funzionamento di codeste carte. Però guardando quelle pubblicate da Riccio, mi sorge spontanea una domanda: com’è che queste procaci e semi-ignude eroine, alla voce “intelligenza” non arrivano alla sufficienza? No, perché vedo che in altre voci , come “destrezza” “agilità” ecc., raggiungono punteggi ragguardevoli. Ma l’intelligenza oscilla in tutte e sei dal 3 al 5…

    • Posso dirti solo che l’Uomo Ragno alla voce intelligenza vanta un 7, Mr Fantastic un 9, Magneto un 8, Hippolyta 6 (http://en.wikipedia.org/wiki/Hippolyta_%28Marvel_Comics%29) come Iron Man, e Thor e Capitan America entrambi un misero 4… Credo nessuno dei tanti brilli un granché. Lintelligenza ai supereroi non serve?
      Sembrerebbe di no, perché il gioco consiste nello scegliere una categoria con cui sfidare gli altri. L’unica categoria che non supera mai il 10 è solo l’intelligenza. A pensarci bene sembra un modo subdolo per allevare dei decerebrati, fissati con la forma fisica 🙂

  12. Pinzalberto ha detto:

    Secondo me bisogna analizzare le radici dei fumetti. Batman e Cat Women negli anni ‘40 erano disegnati con abiti assolutamente non succinti, poi nel tempo entrambi i costumi si sono trasformati in tutine aderenti. In sostanza i supereroi maschili si sono ritrovati con imbarazzanti costumini attillati con vista sul pacco e pettorali scolpiti e le femmine in provocanti entreneuse e pettorali in bella mostra, e non so cosa sia peggio. Io li vedo entrambi ridicoli, visto che nessuno combatterebbe con quel abbigliamento. Ma questo è anche il bello dei fumetti e del fantasy in generale, fossero disegnati con un comunismo sessuale, del genere i vecchi completini cinesi tutti identici sia per uomini e donne con colletti alla coreana e cappellino, non avrebbero attratto un così vasto pubblico. Poi starà ai genitori censurare secondo i propri canoni di decenza morale. Anche se da bambino ricordo Venus che sparava le tette ma non ci ho mai visto niente di sessuale.

    • Venus me la ricordo anche io… Ma ho voluto (e ricevuto) Mazinga per Natale! Ero una bambina buona 😉

      • Pinzalberto ha detto:

        Io ce l’ho ancora un piccolo Mazinga con le sue belle mutandone nere, ma ho perso un maglio. Comunque tutto nasce dai manga dove in Giappone avevano anche lo scopo di educare sessualmente i bambini, almeno così dicono. In Italia arrivavano censuratissimi, ma sembrerebbe che da quelle parti le versioni integrali erano abbastanza porno, da Kiss me Licia che praticava regolarmente sesso con Mirko alle Saylor Moon che praticavano l’amore lesbo. Per questo motivo adesso ci ritroviamo eroine succinte e eroi con pacchi e pettorali in bella mostra. Ma ti sei chiesta come mai tuo figlio sia rimasto solo turbato dalle forme femminili e invece i pettorali e i pacchi di quelli maschili l’abbiano lasciato completamente indifferente? Come te lo spieghi? E’ un fatto strano. Se guardi bene la foto dei personaggi maschili a petto nudo che hai postato, in fin dei conti sono identici agli originali poiché differenziano solo dal colore, gli originali sono colorati invece questi sono color carne ma per il resto sono identici con tutte le loro curve muscolose al loro posto. Pensi che la sessualizzazione sia data dal colore? I Na’vi di Avatar erano praticamente ignudi (gli avatar terresti però erano vestiti), fossero stati rosa invece che blu? Sarebbe cambiato qualcosa? Penso che la sessualizzazione di una donna fatto indiscriminatamente, come per pubblicizzare un silicone, sia da condannare ma in altri contesti faccia parte dell’ambientazione di uno specifico contesto, una sorta di uniforme. Sto divagando, incomincio a perdermi….

  13. alex ha detto:

    rasoiodioccam, se pensi che gli ormoni c’entrino marginalmente allora dovresti dirlo alla comunità gay visto che i gay maschi vengono villipesi in tutti i modi per la loro sessualità e in base alle tue considerazioni non dovrebbero nemmeno pensare al sesso eppure mostrano lo stesso appetito sessuale dei maschi etero.

  14. IDA ha detto:

    Proposito delle dinamiche di gruppo, che citava Rasoio di Occam, mi a fatto venire in mente, quando mio figlio faceva la quinta elementare, e a metà anno i maschi della sua classe iniziarono a separarsi dalle femmine, dicendo che erano stupide, non si è mai capito da dove è venuta fuori questa cosa o chi è stato ad iniziare, mio figlio si giustificava in “perché lo dicevano tutti”. Ma aveva sbagliato i calcoli, dicendolo a sua sorella, che in risposta lei li tirò una “costruzione” in capo facendoli male..
    Ora io questi tipi di fumetti dei super eroi non li conosco, ma quelli che leggevo io, erano molto o abbastanza sessisti, e rappresentavano un mondo unicamente maschile.. da Zagor a Tex, senza parlare di Satanik, Sukia e Oltretomba. In tutto questo panorama c’era un’eccezione; Diabolik, che non a caso era stato ideato e disegnato da due donne..

    • Paolo ha detto:

      Diabolik lo leggo anch’io, sono d’accordo. Comunque, storie “maschili” (Zagor, Tex Willer che però non ho letto) non vogliono dire necessariamente storie maschiliste
      e nemmeno la dark lady (in seguito diventata sempre meno spietata proprio come Diabolik) Satanik di per sè è maschilista

    • Paolo ha detto:

      ecco le costruzioni in capo, tua figlia ha reagito nel modo migliore e non scherzo

  15. violadelapalisse ha detto:

    sarebbe bello se mettessero uno slippino sgambato a superman e un copricapezzoli a hulk. poi vediamo come difendono queste meravigliose supereroine “solo” belle e svestite quel tanto che basta per eccitare il lettore.

    • Paolo ha detto:

      viola, mettiglielo tu se è davvero così importante

      • Vale ha detto:

        Ma Viola, perché limitarsi? Su, avanti, armati di tutto punto, diventa un ninja, fatti fare qualche super-aggeggio alla 007 e inizia a sterminare da sola tutti i maschilisti al mondo. Poi disegna qualsivoglia campagna pubblicitaria, scrivi i testi di tutte le canzoni, le sceneggiature di tutti i libri/film/fumetti/telefilm/telenovele/ecc al mondo, riscrivi le leggi di tutti gli stati e insegna corsi sulla parità di genere nelle scuole del mondo, tutto da sola.
        Vorrai mica tirarti indietro per un po’ di lavoro extra, suvvia? Solo così si può risolvere il problema!

        Oppure i cortesi signori potrebbero fare un esamino di coscienza e rendersi conto della situazione e, sorpresa sorpresa, muovere il loro santo didietro per cambiare le cose in meglio per il 52% della popolazione mondiale (le donne).
        Oh, e sì che ormai è risaputo che l’oggettivazione sessuale femminile è tipo la fonte dei problemi di genere che ha l’Occidente… Ma fra risolvere i problemi del 52% della popolazione mondiale e demoralizzare Paolo con l’idea che forse i fumetti che legge (e che può continuare benissimo a leggere anche dopo aver letto di questa rivelazione) sono un po’ sessisti, mi pare ovvia la scelta di non provare il povero Paolo con il peso di questa verità… -_-‘

      • Paolo ha detto:

        a dire il vero ho .sopratutto visto i film tratti da questi fumetti

      • violadelapalisse ha detto:

        non sono una che ha il potere di farlo. magari, prova a immaginarlo e poi mi racconti come ti senti.

  16. Morgaine le Fée ha detto:

    Intanto, complimenti al ragazzino per com’è sveglio, e anche a chi l’ha educato 😉
    Credo che potrebbe trovare interessante il tumblr di Escher Girls che tratta appunto dell’oggettivazione e della sessualizzazione dei personaggi femminili nel mondo del fumetto &C, con critiche anche tecniche sul modo in cui l’anatomia femminile viene completamente distorta e gli outfits realizzati in modo del tutto slegati dallo scopo a cui sono destinati. (Le armature bikini sono un esempio classico, per dire).

    • Paolo ha detto:

      chissà se quel tumblr si è accorto che Paperino va in giro senza pantaloni….

      • Vale ha detto:

        Paolo, piantala di renderti ridicolo, seriamente. Non fingere di non aver capito.

      • Morgaine le Fée ha detto:

        Paolo temo che tu non abbia afferrato il punto. Chi contribuisce a Escher Girls non considera sessualizzata neppure Paperina, la quale pure va in giro senza mutande. Questo perché in quel fumetto non c’é una palese oggettificazione sessuale dei personaggi.
        Nei fumetti di cui si parla qui invece la sessualizzazione dei personaggi femminili é la regola, nelle pose e nel vestiario. Come? Ti faccio un elenco:
        1) Butt and Boob pose: posa scomodissima ma onnipresente, disegnata unicamente per mostrare le grazie all’occhio del lettore.
        Questa posa talvolta é cosí forzata che contraddice tutte le regole d’anatomia (spina dorsale, mancanza degli organi interni, etc)
        2) Posa a Centauro: lordosi cosí esagerata, fatta per mostrare una donna disponibile all’accoppiamento (possibilmente da dietro)
        3) In genere la maggior parte di queste pose sembra tratta pari pari da qualche film porno, con ulteriori esagerazioni a scapito dell’anatomia, non sono sicuramente pose da combattimento. Se fai un giro su Escher Girls guardati i redraw dei lettori, fatti secondo regole anatomiche e adeguati al contesto (combattimento, etc).
        4) vestiario scomodissimo e totalmente inadeguato agli scopi dell’eroina:
        tacchi a spillo (ti invito ad usarli per un giorno e poi riferiscimi pure se a tuo parere una supereroina puó lavorare bene indossandoli)
        “armature” che lasciano scoperti tutti gli organi vitali ( a che cavolo mi servono gli speroni puntuti sulla spalla se poi ventre e petto sono completamente nudi??)
        “calzemaglie” tagliate in punti “strategici” (=per la gioia dell’occhio del lettore maschio etero), ma che all’atto pratico non sono usabili in battaglia perché scivolerebbero via (guarda la carta di Hawkgirl con le due fascette sulle tette, tipo), non danno sostegno, tagliano la pelle in punti fastidiosi (inguine, ad esempio).
        Qui non c’é paragone con le calzamaglie dei supereroi maschi, le quali, pur evidenziando il pacco (questo particolare é effettivamente rivelatore), sono interamente coprenti, pratiche e lasciano libertá di movimenti.
        Tra le carte dell’immagine del post l’unico outfit quasi sensato é quello di vedova nera.

      • Paolo ha detto:

        grazie delle precisazioni (sì ho già visitato Escher Girls) anche se sui super-eroi ed eroine continuo a mantenere le mie posizioni (e Hawkgirl non è a seno nudo quindi le due fasce non corrono il rischio di scivolare in battaglia

      • Vale ha detto:

        “e Hawkgirl non è a seno nudo quindi le due fasce non corrono il rischio di scivolare in battaglia”
        😀 😀 😀
        1) evidentemente Paolo ha un seno prosperoso e ha provato in prima persona cos’è comodo e cosa no per una donna;
        2) col picchio che non scivolano! Hai mai sentito parlare di buca/monte di potenziale?
        Purtroppo Wiki riporta solo la definizione quantistica, che è più complicata da capire. Ma immagina di avere un tavolo, sopra il tavolo metti mezza sfera, con la parte tonda per sopra. Ora prendi una biglia e appoggiala al centro della mezza sfera. Quello è un monte di potenziale. Se appoggi la biglia ai piedi della mezza sfera, sul tavolo, quello è una buca di potenziale.
        Domandina da prima elementare: secondo te, quale fra i due è il posto più probabile in cui, se appoggi la biglia in quiete, la biglia rimane ferma?
        [hint: di sicuro non sul cocuzzolo delle tette 😉 ]

  17. Ligeia ha detto:

    Grazie a Ricciocorno per il lavoro politico che fa con il suo blog e complimenti per il bimbo intelligente ed empatico. Voglio dire qualcosa a Paolo e i compari che vengono a scorrazzare qua tanto per farci vedere che loro hanno capito tutto….Premessa: queste parole in realtà ho deciso di scriverle non per Paolo e gli scorrazzatori (che fanno sempre figure misere diventando quasi simpatici) ma per tutte le persone splendide che girano su questo blog e ringrazio, che quando leggo i loro commenti mi sento più in pace con il mondo, meno incazzata, meno infelice, quasi mi viene l’idea folle che ci sia posto anche per me, che in quanto donna vivo in questo mondo come ospite indesiderata, presenza di troppo a cui viene negato perfino il diritto ad esprimere un’opinione diversa dall’onnipresente e onnipresente maschio bianco occidentale eterosessuale che a quanto pare sarebbe l’universale, il neutro e l’umano. Peccato che sia un’immensa balla che si chiama potere e status quo e ora arrivo ai nostri compagni di merende (e non vi offendete si fa per ridere). Vedi Paolo e tutti gli altri, il problema del sessismo nei media, problema su cui si dibatte da tempo,(ne parlano in tutto il mondo a quanto pare) che per voi nel migliore dei casi è una cazzata pretestuosa, un’isteria di massa, una fissa di certe matte femministe, un complotto misandrico su scala planetaria viene percepito da una fetta grossa di un’umanità (che voi proprio non avete calcolato perché siete convinti di essere soli sul pianeta) come un fatto grave.
    Ecco vado sul semplice: esiste un problema per una percentuale di persone nella maggioranza di casi di sesso femminile che vi stanno dicendo che quello che a voi piace, diverte, migliora l’esistenza (nel caso di Paolo) oppure vi rende indifferenti (ma a quel punto perché incazzarsi tanto nel difendere l’esistente dicasi status quo?) a loro crea sofferenza, insoddisfazione nei casi più semplici, violenza sopraffazione, impossibilita di realizzarsi nella vita e nel lavoro nei casi più complessi che sono cose di routine, esperienza di tutte le donne in ogni angolo del pianeta. Ci sono persone-donne che stanno dicendo che no, proprio no, questa merda non la vogliono. Che stanno male, che soffrono, aprite quella testa se c’e’ qualcosa dentro: si tratta di dolore. Se non lo capite il vostro problema è solo uno: mancanza di empatia. Non ci frega un cazzo se Spiderman ha il culo di fuori o di dimostrare quanto e’ bella invece la sessualizzazione delle donne. Qui c’e’ un fatto politico: un gruppo che subisce da secoli discriminazioni (e questo e’ un fatto storico di cui ormai bisogna prendere atto che lo vogliate o no) sia sul piano sessuale che economico e politico vi sta mettendo di fronte un suo disagio. Potete decidere di ascoltarlo o di fare la guerra, sono scelte politiche vostre. Allora non venite qui a cercare di convincerci che ci stiamo sbagliando. Lo dico in particolare a Paolo, non sei tu che devi essere convinto da noi, c’e’ un grosso equivoco, qui non sei a casa tua maschio bianco eterosessuale. Tu fai parte di un gruppo privilegiato, che da secoli sta con il suo culo sui privilegi e ci sta bene. Chi e’ stato sempre sotto ti sta dicendo che è l’ora di finirla, se ci ascolti bene, se vuoi venire qui a dirci che ci sbagliamo stai cercando di tapparci la bocca. Stai cercando di negare il diritto di parola a persone discriminate, questo stai facendo. E’ come andare in un forum di persone di colore che parlano di quanto il razzismo dei bianchi gli stia rovinando la vita e arriva il bianco a dire: “E no cari, voi non avete ragione, i bianchi non sono razzisti, dicono solo che voi siete negri, dovete accettarlo!” Caro Paolo, stai zitto, impara ad ascoltare, impara a metterti da parte, guarda ai tuoi privilegi, ai privilegi di quegli stronzi capitalisti ( i creatori della merda che ti piace) che fatturano miliardi sulla pelle dei più deboli, che sono anche in moltissimi casi donne e bambini. Sarebbe più onesto non venire qui a farci sorbire le tue prediche perché di questo si tratta. Si chiama progressismo, quando certi gruppi chiedono il cambiamento. Tu sei conservatore, ti piace tenerti quello che hai. Allora smetti di andare su forum femministi. Vai su siti maschilisti così ve la cantate e ve la suonate. Ma la bocca non ce la tapperete mai. Ricordati che l’attivista di feminist frequency che ha attaccato il mondo dei video games ha ricevuto minacce di morte, hanno minacciato di fare del male alla sua famiglia, l’FBI ha aperto un’inchiesta per questo. Ecco chi sono gli amanti dei video giochi sessisti, bella gente vero? (e’ vero che alcuni si sono dissociati con una petizione, segno che nel mondo ci sono anche persone sensate) Tu non minacci nessuno? Credi che venire in un forum a bacchettare un gruppo discriminato sia meglio? Un ragazzo che conosco ha detto che il lavoro che fa la femminista che ha ricevuto le minacce non serve a nulla. Che gli uomini sessisti non cambieranno mai. Gli ho risposto che serve invece tantissimo, non agli uomini sessisti ma alle donne che non hanno nessun diritto di parola, per le donne che si sentono sole e isolate in un mondo che non ha spazio per loro. Per le milioni di bambine (e anche bambini) che soffrono per questa merda di videogiochi violenti/sessisti. Se quando ero una bambina avessi visto quei video in cui si criticava quello schifo che vedevo, che mi faceva stare tanto male, sarei stata tanto felice. In spazi come questi del Ricciocorno noi preserviamo tutta la felicità che voi ci strappate, la voglia di vivere che volete toglierci. E non venirmi a dire che ci sono problemi più seri come il PIL, i problemi delle donne sono più importanti del vostro cazzo di PIL ( che tra l’altro noi contribuiamo in modo invisibile e mai riconosciuto a mettere in piedi). Senno parliamo di Bourdieu (che è un uomo) e l’importanza di combattere la violenza simbolica….leggilo Il dominio maschile scritto da un antropologo uomo tra i più famosi filosofi contemporanei poi ne riparliamo dei super eroi….

    • Vale ha detto:

      Ligeia… mi sto commuovendo. Grazie, grazie, grazie per questo tuo commento. Ti mando un abbraccio.
      E già ti avviso che Paolo, purtroppo, non capirà nulla di quanto hai scritto e se ne uscirà con l’ennesimo commento che non c’entra nulla, preparati. :-/

    • roberto ha detto:

      chi è la femminista minacciata?

    • Paolo ha detto:

      non sono un fan dei videogames e non ho parlato di videogames

      conosco l’attivista di feminist frequency, non sono d’accordo con tutto quello che dice e condanno senza mezzi termini le minacce di morte che ha ricevuto

      io non tappo la bocca a nessuno, esprimo delle critiche in termini pacati. Considero il femminismo nel suo complesso un movimento che ha contribuito al progresso dell’umanità ciò nondimeno faccio delle mie osservazioni su talune posizioni che giudico discutibili (tra l’altro di femminismi ce ne sono molti e la pensano in maniera molto diversa su vari argomenti) come giudico discutibili taluni aspetti del marxismo anche se penso che il movimento operaio abbia contribuito al progresso dell’umanità

      i creatori di quella merda che mi piace si chiamano Stephen King, Joss Whedon, George RR Martin, Tiziano Sclavi, sorelle Giussani, Christopher Nolan, Luca Enoch..e altri scrittori e sceneggiatori di talento, se lei li considera “merda capitalista” fatti suoi.

      Se pensa che io sia uno di quei mascolinisti che insultano le donne libera di pensarlo, potrei dirle che si sbaglia, che ionon sono così e che lei non mi conosce ma in verità non ci tengo affatto a farle cambiare idea

      • Vale ha detto:

        Ligeia, che dire… CVD. Mi dispiace, con Paolo è impossibile ragionare, non sembra in grado di cogliere il senso di ciò che gli si sta dicendo. 😦

    • roberto ha detto:

      se ti riferisci ad Anita Sarkeesian, non capisco come si possa ritenere credibile un personaggio del genere

      • Oh che splendido argomento! Anita Sarkeesian non è credibile, certo. Peccato che i commenti sotto questo post bastino a dimostrare che ogni donna che prova a scrivere qualcosa a proposito delle donne-oggetto nei media finisca col rimediare insulti.
        Ringraziamo pertanto Alberto per i seguenti aggettivi: ridicole, infantili, frustrate, colpevoli di “bassezza morale”, poverette, complessate, proibizioniste, zucche vuote (ho dimenticato qualcosa?), che spero convincano il nostro Roberto che non c’è proprio niente di “incredibile” nella storia di Anita Sarkeesian. E’ solo ordinaria amministrazione.

      • Cioè, per dimostrare la tua tesi mi citi il sito Return of Kings? http://jezebel.com/ladies-quit-paying-attention-to-this-vile-troll-websit-1469942571
        Alcune delle illuminate opinioni del sito:
        “Women are sluts if they sleep around, but men are not. This fact is due to the biological differences between men and women. (Le donne sono puttane se scopano in giro, gli uomini no. Questo dipende dalle differenze biologiche tra maschi e femmine).
        A woman’s value is mainly determined by her fertility and beauty. A man’s value is mainly determined by his resources, intellect, and character.
        (Il valore di una donna è determinato dalla sua fertilità e dalla sua bellezza. Il valore di uomo risiede nelle sue risorsce, il suo intelletto e la sua personalità)
        Complimenti per la fonte!

      • roberto ha detto:

        Quell’articolo fornisce prove di fronte alle quali non si può far altro che prenderne atto. Detto ciò, sei libera di credere alla bugiarda https://www.youtube.com/watch?v=FW-69xXD734

      • Non ho bisogno di crederle. Mi basta leggere i commenti sotto i miei post per prendere atto dell’esistenza dell’hate speech rivolto alle donne che affrontano tematiche di genere. Quelli che mi ritrovo qui so per certo di non averli scritti io.

      • G ha detto:

        Anita Sarkeesian non è criticata perché donna che parla di sessismo, è criticata perché la sua prospettiva è del tutto irragionevole e la sua ricerca è intellettualmente disonesta.
        Nei suoi video qualunque pretesto viene distorto ad arte per gridare al sessismo.
        Nel gioco la donna è attraente? Misoginia!
        Nel gioco la donna è sovrappeso? Misoginia!
        Nel gioco la donna viene salvata? Misoginia!
        Nel gioco la donna è vestita troppo poco? Misoginia!
        Nel gioco la donna è vestita in modo troppo simile ai personaggi maschili? Misoginia!
        Nel gioco la protagonista femminile ha la stessa esperienza di quello maschile? Misoginia!
        Nel gioco la protagonista ha un’esperienza diversa da quella della sua controparte maschile? Indovinate un po’?

        Nei videogiochi ,sin dagli anni ’80, esistono protagoniste femminili forti, indipendenti e non oggettualizzate in centinaia di titoli, ma questo non è conveniente alla sua narrativa quindi la Sarkeesian finge di ignorarlo.
        Oppure la Sarkeesian è semplicemente ignorante in materia di videogiochi, ma vuole comunque pontificare in proposito, come del resto certi video indicano.

        E le “prove” a sostegno della sue ipotesi sono cherrypicking e decontestualizzazione spacciate per “verità scientifiche”.
        Il metodo scientifico consiste nell’evitare simili pratiche.

        Ed è per questo che fra le critiche alla sua propaganda ci sono videogiocatrici, sviluppatrici e professoresse universitarie (Christina Hoff Sommers, nei suoi video si serve di ricerche e studi, non di filmati di videogiochi interpretati al di fuori del loro autentico contesto).

        Spiacente, ma se da queste parti ci sono delle persone che vi danno delle bigotte, ciò non trasforma automaticamente la cialtroneria di venditrici di fumo come la Sarkeesian in verità scientifiche.
        E forse se vi danno delle bigotte non è perché c’è una cospirazione maschilista ai vostri danni, ma perché bruciare i libri sul rogo (o in questo caso, Grand Theft Auto) è quello che di solito i bigotti fanno…

      • Caro G, non conosco il lavoro della Sarkeesian perché non gioco con i videogiochi… Per ciò che riguarda ciò che scrivo io, non mi turba granché il fatto che da qualche parte ci siano delle persone che pensano che io sia una bigotta, perché se lo pensano vuol dire che ignorano il significato della parola “bigotta”.
        Parlare di “oggettificazione del corpo femminile” significa far riferimento ad una bibliografia scientifica, corredata di esperimenti che confermano la tesi (qui un esempio di cosa intendo: http://www.eurekalert.org/pub_releases/2012-07/uon-sot072512.php)
        Tutto questo non ha nulla a che fare con una pruderie di tipo religioso, ma con una analisi del problema che assume una prospettiva di genere.
        Criticare un prodotto commerciale non equivale a “bruciarlo sul rogo”. Sostenere che un gioco, una campagna pubblicitaria, un libro o un film sono sessisti non è una forma di censura. Il fatto che tu sia tanto irritato dal fatto che una donna non la pensi come te e si permetta di dirlo ad alta voce è solo una riconferma dell’esistenza di un maschilismo diffuso.
        Se davvero il nocciolo della questione fosse la sua disonesta intellettuale, non ci sarebbe bisogno di scadere nell’invettiva personale e utilizzare parole come “bigotta”. Basterebbe confrontarsi sui contenuti.
        Invece no, si attacca la persona. Questo è il primo segnale del fatto che probabilmente non ci sono vere argomentazioni a supporto di una confutazione.

      • Paolo ha detto:

        un momento: non essere d’accordo con la Sarkeesian e criticarla anche con forza non equivale a essere maschilisti, minacciarla di morte evidentemente sì. Io non sono d’accordo con la Sarkeesian su alcune cose che ha detto riguardo al cinema e alle serie-tv, vorrei poterlo dire senza sentirmi accusare di maschilismo

      • Cerca di capire cosa ho scritto: un confronto con la Sarkeesian è legittimo, ma deve attenersi ai contenuti.

      • Paolo ha detto:

        da quel che so, è stata criticata anche sui contenuti. Per fortuna non ha trovato solo minacce di maschilisti e misogini

      • Ti rendi conto che è impossibile sostenere un dibattito quando è inquinato dalle minacce e dall’insulto gratuito…

      • Paolo ha detto:

        ovviamente non devi dibattere con chi insulta ma con chi critica civilmente se hai voglia di dibattere (non è un obbligo)

      • G ha detto:

        So che questo entrerà da un orecchio e uscirà dall’altro, ma esiste una differenza fra l’attaccare una donna che esprime la propria opinione e attaccare una PERSONA (sia gli uomini che le donne sono ancora delle persone, oppure gli uomini sono già entrati nella categoria “cose con un pene”?) perché fa disinformazione per giustificare la sua irragionevole intolleranza , e mi riferisco, come del resto nel mio primo commento, alla Sarkeesian.
        C’è una differenza tra il vittimismo giustificato e quello ingiustificato, strumentalizzato per creare una ragione, come tu hai più volte fatto riferendoti alla Sarkeesian..

        Non ci sono evidenze scientifiche che provano in modo definitivo (vale a dire considerare le evidenze scientifiche evitando il cherrypicking tanto caro alla Sarkeesian e non solo) che l’esposizione ad un’opera di fantasia causi un cambiamento del comportamento reale, quale tendenza alla violenza o alla misoginia.
        Ci hanno provato per decenni a dimostrarlo, prima con il rock and roll, poi con i giochi di ruolo e i cartoni animati, poi con l’heavy metal e adesso con i videogiochi, e non ci sono riusciti; c’è sempre una nuova strega da perseguitare prima e bruciare poi.

        E allo stesso tempo, come afferma la professoressa Sommers, esistono studi che dimostrano come le generazioni venute a contatto con media come i videogiochi siano meno propense ad attuare pregiudizi di natura razziale/sessuale di generazioni precedenti.

        Da qui il perché chiamo quella della Sarkeesian disinformazione a giustificazione dell’intolleranza.

        Ed è proprio per indicare questa irragionevole intolleranza che il termine “bigotto” viene abitualmente usato; non solo, convenientemente per la tua tesi, per indicare religiosità.
        E non viene usato come insulto, ma come constatazione di una mentalità.

        Mentalità decisamente dogmatica come quella religiosa fra l’altro, dato che hai dato immediatamente per scontato non solo che io sia un uomo, ma che io sia ancora una volta “il nemico maschilista”.

        E il semplice fatto di essere in disaccordo con te è la “prova” che io sono il nemico maschilista, che io sono “irritato”, tue testuali parole.

        E “Anita Sarkeesian è stata criticata, quindi ha ragione”.

        O si è d’accordo con te o si è il “nemico”.

        Nessuno oserebbe mettere il discussione “il verbo” della depositaria della “verità” e essere qualcosa di diverso dall’irragionevole nemico.

        Perché l’ammettere l’esistenza di disaccordo da parte di persone istruite e ragionevoli, come ad esempio donne come la professoressa Sommers, significherebbe ammettere che ,forse, tu non sei la depositaria della verità.

        E che la tua verità non è un dogma indiscutibile.
        E che se lo discuti, allora non necessariamente sei il nemico maschilista.

        E’ a causa di questi schemi mentali che da molti il femminismo di genere, separato dalla Sommers dal femminismo per l’uguaglianza, è paragonato ad un culto religioso.

        Ancora , il termine “bigotto” non è una illazione, è una semplice constatazione.

        Il tuo darmi del maschilista senza prove per esprimere il tuo astio, QUELLA è un’illazione.
        E per favore, la prossima che vuoi convincere qualcuno che il termine “bigotta” non ti tocca, le illazioni evitale.

        E come ti hanno già fatto inutilmente notare, non c’è differenza fra il demonizzare un media senza forti evidenze scientifiche , perché di questo la “critica” della Sarkeesian e delle sue discepole tratta, e il comunicare il messaggio “quello che non mi piace non deve esistere”.

        “Perché non mi piace? Perché è pericoloso.
        Perché è pericoloso? Perché non mi piace.
        Quindi non deve esistere”.

        Alle persone razionali per limitare la libertà di espressione artistica altrui il “perché lo dico io” non basta, ci vogliono forti evidenze scientifiche, non forte retorica.
        E quelle, come ho già detto, non ci sono.
        I risultati della ricerca in proposito sono misti, al meglio.

        E una persona mentalmente sana e che ha ricevuto una educazione è in grado di separare i contenuti di un’opera di fantasia dalla realtà.

        Inoltre tali contenuti sono soggetti a sistemi di classificazione quali il PEGI, quindi se qualcuno lascia che i propri figli mettano le mani su un gioco PEGI18 il problema è il genitore, non “quella merda di Grand Theft Auto”.

        Tu affermi che tali critiche non hanno lo scopo di bandire i prodotti che non ti piacciono, anche perché non indirizzati a te.
        Ma allora, come ti hanno già fatto inutilmente notare, quale è lo scopo di tali critiche?
        La demonizzazione di un prodotto non destinato a voi fine a se stessa?

        Non sarebbe meglio creare un’alternativa che soddisfa i vostri delicatissimi standard, invece di demonizzare ciò che non li soddisfa?
        Ma come ho già detto almeno nei videogiochi tale alternativa esiste già, ma la Sarkeesian deve comunque vendere la pillola “sono oppressa” a gente che la ascolta anche se, come loro stesse affermano, non sanno nulla di videogiochi.

        E prima che tu usi anche con me la carta “se non ti piace quello che leggi vattene”, sappi che facendolo non faresti altro che dimostrare che questo spazio non esiste per effettuare discussioni, esiste solo per darti ragione.
        Non uno spazio pubblico, ma un club privato per persone che la pensano nello stesso identico modo, mentre le altre sono “i maschilisti”.

        E non mi sorprenderei se mi censurassi in toto, nonostante non abbia fatto altro che spiegare le ragioni dell’uso del termine “bigotto”.
        Tuttavia se impedisci a una persona di parlare non dimostri di avere ragione, ma di aver paura di quello che potrebbe dire.

        Buona fortuna con la tua caccia alle streghe….

      • Non ho detto: la Sarkeesian è stata criticata, quindi ha ragione. Ho detto che gran parte delle critiche che ha ricevuto non entravano nel merito delle sue argomentazioni, ma si limitavano a denigrare la sua persona.
        Se ci sono studi che confutano la teoria che l’esposizione a videogiochi violenti abbia una qualche concreta conseguenza, ce ne sono altri che invece mettono in relazione la fruizione di violenza virtuale e il comportamento aggressivo: http://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0022103112000029
        Questa è una ricerca ha coinvolto 70 studenti universitari francesi a cui è stato detto che avrebbero partecipato ad uno studio di tre giorni sugli effetti della luminosità dei videogames sulla percezione visiva. I partecipanti sono stati assegnati a due gruppi sperimentali: metà di loro ha giocato con videogames violenti (Condemned 2, Call of Duty 4 e The Club), l’altra metà invece ha utilizzato videogames non violenti (S3K Superbike, Dirt2 e Pure). Entrambi i gruppi hanno effettuato sessioni di gioco per singolo videogames della durata di venti minuti al giorno, per tre giorni consecutivi.
        Dopo le sessioni di videogames, in ognuno dei tre giorni, i partecipanti hanno preso parte a un esercizio che misura le loro aspettative ostili: è stata loro data una storia da leggere e chiesto successivamente di riportare una lista di 20 cose che il protagonista potesse fare o dire per proseguire la storia (ad es. in una storia un uomo alla guida della propria auto urta violentemente la macchina del protagonista, causando danni significativi). I ricercatori hanno contato quante volte i partecipanti hanno elencato azioni o frasi violente e/o aggressive.
        Gli studenti hanno poi partecipato a un compito competitivo di tempi di reazione, utilizzato per misurare l’aggressività. Ad ognuno di loro è stato detto di competere contro un avversario situato in un’altra stanza in 25 prove di velocità da effettuare al computer, obiettivo delle prove è rispondere per primi ad un segnale visivo che compare sullo schermo. Il perdente di ogni prova avrebbe ascoltato nelle proprie cuffie un rumore sgradevole (unghie su una lavagna, trapano del dentista e sirene), la cui durata d’esposizione è decisa dal vincitore della prova. In realtà non c’era alcun avversario in un’altra stanza, ma ai partecipanti è stato detto di essere i vincitori in quasi metà delle prove, per misurare così il tempo di esposizione al rumore sgradevole inflitto al finto avversario. I risultati hanno mostrato che, dopo ogni giorno, coloro che hanno utilizzato i giochi violenti hanno avuto un aumento nelle loro aspettative ostili: in altre parole, dopo aver letto l’inizio delle storie, sono stati più propensi a pensare che i personaggi avrebbero dovuto reagire con aggressività o violenza.
        Questi risultati non solo indicano un probabile effetto cumulativo dei videogiochi sull’ostilità, ma suggeriscono anche come le persone che fanno un uso spropositato di questi videogames potrebbero avere una tendenza a vedere il mondo come un luogo ostile e violento. Almeno questo hanno concluso i ricercatori.
        Allo stesso modo, anche l’aggressività dei partecipanti è aumentata giorno dopo giorno: nel ruolo di vincitori alle prove dei tempi di reazione, infatti, gli studenti hanno punito il finto avversario con un’esposizione al rumore fastidioso di durata sempre più elevata nel corso dei tre giorni.
        Al contrario, coloro che hanno giocato con videogames non violenti non hanno mostrato alcuna ostilità nelle loro aspettative né aggressività nei loro comportamenti.

        Questo dimostra che c’è un legame semplice di causa ed effetto fra violenza virtuale e l’assunzione di un comportamento violento? Certo che no. Conduciamo una vita complessa, ricca di relazioni e stimoli di ogni genere, e i videogiochi non sono l’unica attività di nessuno (credo, spero…).
        Ma di fronte ad evidenze come questa io qualche domanda me la farei… Cosa è più conveniente sostenere? – e intendo da un punto economico – che i videogiochi sono innocui o che possono influenzare le tendenze aggressive della gente?

        Io ti parlo di scienza, non di morale. Ecco perché la parola “bigotta” è fuori luogo. Lo avevo già spiegato prima, non seguo la Sarkeesian e non mi sono occupata del game-gate, ma immagino che abbia anche lei una bibliografia di riferimento.

        Qual è il fine della critica, mi chiedi. Te l’ho suggerito: indurre le persone a porsi delle domande, a non dare tutto per scontato. Porsi in modo critico nei confronti delle cose non equivale a porsi in modo distruttivo. Significa soltanto mettere in evidenza degli aspetti di una questione che di solito la gente accetta passivamente, senza interrogarsi sul perché e sul percome le cose vanno in un certo modo piuttosto che in un altro. La critica ci definisce come esseri pensanti, in opposizione all’essere meri fruitori di un mondo che forse potrebbe essere migliore.

      • Paolo ha detto:

        la critica può essere criticata a sua volta.
        quanto alle ricerche ognuno di noi tende a credere a quelle che confermano ciò che pensava e a dubitare di tutte le altre
        comunque sottoscrivo tale affermazione: “Non ci sono evidenze scientifiche che provano in modo definitivo (vale a dire considerare le evidenze scientifiche evitando il cherrypicking tanto caro alla Sarkeesian e non solo) che l’esposizione ad un’opera di fantasia causi un cambiamento del comportamento reale, quale tendenza alla violenza o alla misoginia.”

        e concordo anche con questa: “Non sarebbe meglio creare un’alternativa che soddisfa i vostri delicatissimi standard, invece di demonizzare ciò che non li soddisfa?”

        detto questo, i videogiochi mi fanno schifo

      • G ha detto:

        “non si può criticare la persona, ma il contenuto del suo operato”?

        Una persona è definita dal contenuto del suo operato.

        E se tale persona dimostra una irragionevole, dogmatico-religiosa intolleranza, allora quella persona è una bigotta, e non c’è penosa distorsione del termine che regga.

      • Se io intendo sostenere che una persona è irragionevole e dogmatica, lo devo fare a partire dai contenuti che esprime. Altrimenti è un’offesa immotivata, incomprendibile, che finisce col definire chi la pronuncia e non chi la riceve.
        Facciamo un esempio semplice semplice: io torno a casa e aggredisco il mio eventuale compagno gridando “coglione!”. Poi esco e me ne vado. Cosa ho ottenuto? Nulla, a parte suggerire che ho un qualche disturbo della personalità.
        Se entro in casa, affronto il mio eventuale compagno spiegandogli i motivi per cui sono inalberata senza scadere nel turpiloquio, magari alla fine della conversazione potrebbe concludere lui dicendo “perdonami, sono stato un coglione”, oppure io potrei accorgermi di aver sbagliato a valutare una data soluzione… Ecco perché definire una persona senza argomentare per mezzo dei contenuti non ha senso.

      • G ha detto:

        .”Se io intendo sostenere che una persona è irragionevole e dogmatica, lo devo fare a partire dai contenuti che esprime”

        Infatti ho chiamato Anita Sarkeesian “bigotta” basandomi sui suoi contenuti, come ho più e più volte ribadito nei miei commenti.
        Ma evidentemente sei troppo occupata ad esercitare la tua supponenza ed “educarmi” con “esempi semplici semplici” per essertene accorta.

        Per la seconda volta, dato che il mio precedente commento, privo come tutti gli altri di “torpiloqui” ingiustificati, è stato magicamente ignorato,e anche se ormai è chiaro che anche questo non verrà pubblicato:

        http://www.fromquarkstoquasars.com/study-finds-zero-evidence-violent-video-games-cause-violence/

        Evidentemente anche da queste parti, quando si tratta di pubblicare ricerche che smentiscono la propria narrativa, si fa cherrypicking.

        Complimenti davvero….. Nel dimostrare che questo spazio non esiste per dibattere, ma solo per confermare il proprio pregiudizio, e per zittire l’opposizione nascondendosi dietro a un vittimismo fasullo.

        E nel dare ragione a gente come Alberto, anche quello.

      • “Per la seconda volta, dato che il mio precedente commento, privo come tutti gli altri di “torpiloqui” ingiustificati, è stato magicamente ignorato,e anche se ormai è chiaro che anche questo non verrà pubblicato”… Ma sei fuori? Che ingratitudine! Ti ho pubblicato e civilmente risposto. Avevo intuito che non te lo meritavi… Il vittimismo mi irrita. Avevi preannuciato che ti avrei bannato. Evidentemente era il tuo obiettivo fin dal principko: era quello che volevi ottenere col tuo comportamento scorretto per poter poi piangere che gli altri sono cattivi con te. E’ gratuitamente offensivo accusare un blog che ti ospita e ti risponde di impedire il dialogo. Il tuo atteggiamento vittimista uccide ogni possibile costruttiva conversazione.
        Paolo è qui da sempre, dalla mia apertura, e seppure siamo spesso in disaccordo non è mai stato censurato, perché non piagnucola in questo modo indegno. E’ evidente che non è il dialogo sui contenuti che ti interessa, ma la mera denigrazione dell’avversario. Quindi ti invito a trovare un altro luogo dove esternare. Il web è grande e tu sei libero di dire ciò che vuoi, ma non di annoiare me. Mi sono stancata di leggerti. Addio.

    • paolam ha detto:

      Grazie carissima.

  18. Nemo ha detto:

    Articolo molto interessante. Vorrebbe fare apparire le donne come delle stupide. E ci riesce, nel senso generale del termine. Se fossi una donna mi “irriterei” di brutto.
    Una donna incapace di educare i propri figli non dovrebbe averne, così come anche per un uomo.

    • Quando uno fa un’affermazione offensiva come “questo articolo vorrebbe fare apparire le donne come delle stupide, e ci riesce”, dovrebbe spiegarci anche come e perché. Purtroppo alcune persone, invece di argomentare, discutono proprio come i preti dal pulpito: è così perché lo dico io.

    • Vale ha detto:

      “Commento molto interessante. Vorrebbe far apparire il commentatore come uno stupido. E ci riesce, nel senso generale del termine. Se fossi il commentatore, mi vergognerei di brutto.
      Un uomo incapace di scrivere una cosa sensata, non dovrebbe scriverne. Così anche per una donna.”
      giusto per evidenziare che il tuo commento non vuol dire niente! 😉

      E come nota personale, aggiungo che invece tutti crediamo che il figlio di Riccio stia venendo su molto in gamba!

  19. alex ha detto:

    @Il rasoio di Occam: nel tuo commento hai detto che gli adolescenti maschi consumano materiale “erotico” non perché hanno gli ormoni a mille ma perché vengono spinti a farlo dal conformismo dei loro coetanei. i gay maschi non hanno questa peer-pressure visto che la loro sessualità è repressa in ogni modo eppure consumano materiale erotico in quantità industriale né più né meno che come gli uomini etero. questa semplice considerazione basta a invalidare il tuo ragionamento forever and ever! HA!

    • Il rasoio di Occam ha detto:

      Io non ho detto che consumano materiale erotico (ma perché le virgolette??) per conformismo, ho detto che partecipano all’oggettificazione delle donne per conformismo. E comincia da bambini, molto prima che abbiano gli ormoni a mille. Cominciano con l’ascoltare i commenti degli uomini adulti sulle donne, e li ripetono. Non mi venite a dire che il bambino di quattro anni che corre ad alzare la gonna delle compagne per far ridere tutti lo fa per gli ormoni. E quelli che ridono nemmeno lo fanno per gli ormoni. E nemmeno quelli che chiamano le bambine delle elementari ‘zoccole’, senza sapere cosa vuol dire. La violazione dei corpi delle donne e la loro disumanizzazione comincia molto prima che scoprano Playboy. D’altronde, se non fosse una questione di conformismo e di gerarchie di gruppo, non si capisce perché quei pochi maschietti che protestano vengono bollati come froci e magari bullizzati a loro volta.

      Paradossalmente, mi pare che il figlio di Ricciocorno rispetti molto più i fumetti di tanti che si arrabbiano qui perché li vedono criticati. Sono storie, storie lette da bambine bambini, e come tutte le storie ci parlano di chi siamo e di chi vorremmo essere. Lui vuole vedere le donne come protagoniste alla pari degli uomini, non come materiale masturbatorio. E qui c’è gente che gli augura di guarire da questa ingenuità. Bah.

      A proposito di videogames, ecco Joss Whedon, creatore di serie come Buffy e regista degli Avengers, che sostiene Anita Sarkesiaan e le critiche femministe dei videogames

      http://www.salon.com/2014/08/27/joss_whedon_blasts_misogynistic_video_games_tweets_support_for_feminist_frequency_founder/

      Avrà un difetto di testosterone? O forse, rispetto ad alcuni, un eccesso di materia grigia?

      ps. “HA??” Ripigliati.

      pps. Ho appena letto il commento di Ida e mi sono pentita di averti risposto.

      • Paolo ha detto:

        credo che Whedon come tutte le persone di buon senso e dotate di umanità sia inorridito per le minacce di morte e stupro a chi semplicemente esprime le proprie idee, anch’io trovo orrende le minacce alla sarkeesian pur non sottoscrivendo ogni cosa che dice sulla cultura pop

      • Il rasoio di Occam ha detto:

  20. Vale ha detto:

    Prova.
    Riccio, non so cosa sia, ma sono 2 gg che ricevo “il tuo commento deve ancora venire moderato”. Non serve pubblichi questo, basta che mi fai sapere se funziona o meno :-/

  21. IDA ha detto:

    @ Il rasoio di Occam, forse ti sei persa qualche puntata precedente di Alex… la teoria è questa, l’uomo ha il testosterone, che secondo questa teoria, è l’unico elemento che influenza il desiderio.. per questo l’uomo pensa continuamente al sesso.. il pregiudizio vede che i gay, siano sempre a pensare al sesso.. perché? Perché sono uomini e hanno il testosterone che li fa pensare continuamente al sesso..
    Il testosterone serve anche come giustificazione, per esempio la prostituzione, e la pornografia, che diventano socialmente utili per impedire gli stupri di massa, perché le donne quel poco di testosterone che hanno lo trasformano in estrogeni, (queste stronze) di conseguenza “non la danno”. E gli uomini che sono carichi di testosterone da qualche parte si devono sfogare.. non hanno colpe se la natura li vuole così..
    Per secoli, gli uomini hanno sostenuto il contrario.. che era la donna in balia degli ormoni, per questo non era affidabile, era suscettibile, la rendeva passionale e arrendevole.. l’uomo no, l’uomo era razionale, e con questa scusa hanno tenuto lontane le donne da ogni incarico pubblico e lavorativo, per non dimenticare l’impossibilità di accedere all’istruzione per le donne, che era per il loro bene; perché diventavano isteriche e pazze, sempre per colpa degli ormoni.. tutto questo non era nel medioevo, ma teorie presenti nel mondo occidentale fino agli anni 60 del XX secolo..e ancora oggi, in molti paesi non occidentali..
    William Acton, medico e venereologo inglese, affermava nel suo trattato sulla “Funzione e disordini degli organi riproduttivi” del 1857:“Come regola generale una donna pudica raramente desidera per sé soddisfazione sessuale. Ella si sottomette al marito, ma solo per fargli piacere e, se non fosse per il desiderio della maternità, preferirebbe di gran lunga essere esentata dalle sue attenzioni”.
    Tutt’oggi non è difficile da notare, che gli ormoni sono “sessisti”..per gli uomini sono una giustificazione a quello che fanno, per le donne sono una colpa..

  22. IDA ha detto:

    @Andrea c. Dici; “Scommetto che se i disegnatori di eroine annullassero qualsiasi carattere di femminilità, non ti andrebbe bene lo stesso.” E termini: “….troppo piccolo per apprezzare immagini sessualizzate…” Nel successivo: “accettare la femminilità prorompente di certe immagini, le vorrebbe più mascoline..[…] Anzi gli stereotipi di genere li riconosce pienamente, visto che vorrebbe mascolinizzare quelle immagini troppo femminili per i suoi gusti!”
    Quindi si deduce dal tuo commento che la sessualizzazione del corpo, l’oggettivazione è una caratteristica psico-fisica della femminilità.. e mancanza di questi elementi vuol dire mascolinizzare l’immagine della donna, perché l’immagine maschile non è sessualizzata ne oggettivata.. Prendo per buono questo.. e ti domando, quante donne conosci, vestite in quel modo? Se entri in un supermercato, non dico a fare la spesa, ma anche semplicemente a “puntare qualche sposa”.. quante donne con la “femminilità prorompente” incontri? Te lo dico io, nessuna.. perché quello che te chiami femminilità in realtà non fa parte delle donne, sono delle proiezioni maschili di modelli che spesso possono essere anche interiorizzati dalle donne stesse, ma non fa parte delle donne.. per questo si parla di sessismo..
    Poi, per esperienza, madre di due figli, ti posso dire che i bambini, soprattutto sui ruoli e il sesso, hanno un forte senso critico, e dopo che viene offuscato, il senso critico, non dagli ormoni, ma dai pregiudizi e stereotipi originati dal sessismo di cui si parlava prima..

    • Il rasoio di Occam ha detto:

      A chi lo dici. Mio nipote fino ai tre anni voleva ogni Barbie che vedeva, voleva giocare con i miei trucchi e quando giocavamo lui faceva indifferentemente il maschio o la femmina, e pure io. Fino a che il padre non è diventato paranoico, ha cominciato a proibirgli le magliette rosa e a commentare “che schifo, è da femmine!” ogni volta che c’era la pubblicità di una bambola in TV o un cartone con una bambina protagonista.

      L’altro giorno mio nipote mi ha detto che non posso giocare con il videogioco che gli ho regalato perché sono femmina e in quanto tale non so giocare ai videogiochi (notare che è la sua prima Playstation e non sa giocare neanche lui). Quando l’ho beccato a guardare My Little Pony quasi si vergognava. E’ deprimente.

      • A proposito dei Pony e degli stereotipi di genere, come non ricordare la storia di Michael Morones, 11 anni?
        http://www.nydailynews.com/news/national/boy-bullied-love-pony-attemps-suicide-article-1.1601341

      • IDA ha detto:

        Parlaci, non si deve vergognare, lo so è difficile, non è tuo figlio, ma salvalo fino a che sei in tempo.. i bambini capiscono tutto ma assorbono anche tutto sopratutto gli stereotipi.. sulla Playstation, mi ricordo che io li lasciavo vincere, ma loro preferivano suo padre, che al contrario di me era competitivo e vinceva.. quindi se ci giochi con lui alla Playstation, cerca di vincere.. Mia figlia ha avuto una sola bambola, non ricordo come si chiamava e “Ciro” .. ma ci giocava solo quando andava a giocare con le sue amiche…poi li abbandonava sul divano, i giochi preferito dei miei figli erano la mia disperazione.. erano appassionati per le costruzioni, avevano migliaia di pezzi sparsi per tutta la casa, per terra, sul letto, divano libreria.. e non potevano essere spostati.. 🙂

  23. Alberto ha detto:

    Questo ritrovo di femministe italiane è di quanto più ridicolo ed infantile non mi capitava di leggere da tempo. E’ dura stabilire chi tra voi e le discepole della Zanardo, abbia il più alto tasso di frustrazione e bassezza mentale. Per non parlare della tristezza che provo per i figli delle militanti femministe anche se, fortunatamente, si dimostrano spesso enormemente più intelligenti e mentalmente sani delle loro madri ( l’autrice del blog ci vede del femminismo in suo figlio, io ci vedo una naturale repulsione verso una forzatura femminista decisa da un adulto).
    A quella poveretta che dice di soffrire tremendamente guardano i videogiochi e i fumetti (ma a questo punto desumo anche film, libri, ecc.) a suo dire “maschilisti” dico: non guardarli. Il mondo non gira intorno alle tue esigenze ed ai tuoi complessi femminili. Non puoi minimamente pensare di poter vietare quello che a te non piace. E questo che proprio non vi entra in quella zucca vuota. Più imporrete la censura ed il proibizionismo usando la scusante del vittimismo e della violenza sulle donne, più otterrete l’effetto contrario (che poi è quello che in realtà le lobby femministe cercano per ricevere soldi e tornaconti vari). Io, ad esempio, provo forte repulsione guardano le idiozie che vanno in onda sui moderni film americani, dove una femminuccia si atteggia da macho-man senza macchia e paura. Eppure, nonostante siano capovolgimenti della realtà disgustosi, non ho mia chiesto la loro censura.
    Ci arrivate? Ne dubito…

    • A quelli che nevigano per i blog femministi, raccontando di soffrire a causa delle cose ridicole e infantili che leggono, possono rispondere: non leggetele.
      Alberto, se ti rattristiamo, sappi che non c’è niente che ti obblighi a passare di qua.
      Non è mia intenzione rattristare la gente. E ti assicuro che se questa è l’ultima volta che mi leggi, non ne soffrirò minimamente.
      E’ strano che ciò che predichi con tanto fervore, tu non riesca ad applicarlo alla tua stessa condotta.
      Non è certo venendo ad insultare le persone che le pensano diversamente da te, non portando altro argomenti che l’offesa gratuita (e baggianate tipo questa: “che poi è quello che in realtà le lobby femministe cercano per ricevere soldi e tornaconti vari” – io non ci guadagno un euro con questo blog, come nessuna delle donne che viene qui a commentare riceve del denaro per farlo) che potrai convincere le donne che sono delle “zucche vuote”.
      Quindi: perché non vai a soffrire altrove, il web è pieno di blog, siti, o forum pieno di gente che la pensa come te, gente che vorrebbe imporre il silenzio a chiunque non condivide la sua opinione.
      Perché insultare, dare delle “zucche vuote”, non è argomentare: è offendere, e l’unico scopo di un commento del genere è sperare di ferire chi legge al punto che decida di non contraddirti più.

      • Alberto ha detto:

        Cara ricciocorna. stai tranquilla non è mia abitudine navigare per i blog femministi nè è mia abitudine lasciare commenti in certi squallidi ritrovi femminili, in quanto so bene che non esiste modo di far ragionare un cervellino iper-complessato come il vostro (la mentalità femminista va combattuta). Diciamo che questa è stata un’eccezione ad una segnalazione da parte di terzi e, in tutta sincerità, non ce l’ho fatta proprio a trattenermi dato che, come al solito, si parlava di censura femminista contro il presunto maschilismo (che voi vedete ovunque) e lavaggio del cervello ai bambini (io lo chiamo pedo-femminsimo e spero che un giorno venga riconosciuto come crimine contro l’infanzia).
        Comunque signora ricciocorna, mi premeva farle una domanda: lei, da buona femminista, ha la fobia continua di vedere donne trattate come oggetti sessuali (ovviamente se le donne usano il proprio corpo per ogni disparato motivo è colpa del patriarcato e del maschilismo, mica della natura femminile). Ora come mai non ho letto di una femminista che si sia lamentata per siti come adottaunragazzo.it? Eppure quello mi sembra un sito dove gli uomini vengono trattati come oggetti dalle donne. Come mai queste due misure? Non è che come al solito, voi femministe vi lamentate solo di quello che non vi conviene no?

      • Caro Alberto, visto che – in preda al masochismo – vieni a dialogare con una povera acefala come me (quando non riesci a trattenerti, posso consigliarti del loperamide, o del subsalicilato di bismuto), ti rispondo che non mai sentito parlare del sito adottaunragazzo.it, ma che proprio recemente ho scritto cosa ne penso delle iniziative che propongono alle donne di affittare maschi: https://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/2014/07/31/i-miei-desideri/
        Quindi prendi i tuoi pesi, le tue misure e usali per tenere le dita impegnate e lontane dalla tastiera dal pc. Io non ho tendenze masochiste e i tuoi insulti mi hanno stancata. Non disturbarti a ripassare: non sarai pubblicato.

      • IDA ha detto:

        Questa gente non andrebbe nemmeno presa in considerazione, ieri sera ero riuscita a ignorarlo, ero stanca.. Non portano nulla alla discussione o ad un eventuale dibattito.. la cosa migliore è lasciarli nell’indifferenza… o non pubblicarli, visto che ci accusano di essere per la censura e il proibizionismo….

      • paolam ha detto:

        Cara Ricciocorno e care commentatrici, permettete che gli rispondo io? Ecco qui: “Maccheccazzo dici?”. E ribadisco il concetto: “Maccheccazzo dici?”. Apprezzerà altresì che non mi sono “censurata”. E buona fine settimana 🙂

    • IDA ha detto:

      Caro Alberto. Tu dici: “PIÙ IMPORRETE LA CENSURA ED IL PROIBIZIONISMO.” Hai la capacità di comprendere un testo scritto? Se si…Mi sai dire in tutto questo blog o in altri riconducibili a delle femministe con la “zucca vuota” che fanno richiesta di censura e proibizionismo? Dimmi dove? Stai facendo la stessa figura di un tuo “collega” sul Fatto, che era convinto che “sessismo” volesse dire che uno era “ossessionato dal sesso”.. diobono, ma nemmeno un dizionario siete capaci di aprire? Vai su Internet, e vedi il significato di; critica, valutazione, analisi, osservazione, disapprovazione e biasimo. Che è quello che facciamo noi e vedrai che nessuna di queste parole ha come sinonimo censura e proibizionismo.. Allora da dove viene fuori il termine censura e proibizionismo? È una tua proiezione.. perchè sai ragionare solo in quei termini. Te o qualche altra associazione a te vicina, si è adoperato per “censurare” i libri Unar nelle scuole, contro il bullismo.. Siete stati voi non le femministe ad chiedere ed attuare la censura..Voi e nessun altro ad istigare la paura nelle persone, per un termine di cui non conoscete nemmeno il significato.. “Gender”.. brrrrr… che terroreeee… l’ignoranza crea paura e odio, ecco noi nel nostro piccolo e con le nostre “zucche vuote” facciamo luce sulla vostra ignoranza e il vostro odio.
      Va dato merito a questo blog che ci sta ospitando, che ha sempre garantito il pluralismo, e te e tanti altri, che si limitano ad offendere e non argomentare sono una dimostrazione. Certamente pluralismo è un termine che ignori perché sarai certamente abituato ad avere un solo concetto di famiglia, usando arbitrariamente il termine naturale, consideri tutto il resto anormale, perché logicamente l’unica normalità è quella che rispetta i tuoi desideri.. il resto sono solo dei vittimisti o dei lagnosi..
      Andiamo al tema del post, il sessismo.. dovresti sapere, e forse lo sai che il sessismo colpisce sia gli uomini che le donne, quindi dovrebbe interessare anche agli uomini.. ma non è così, vi sentite chiamati in causa, vi sentite offesi, minimizzate e banalizzate.. Bene.. puoi considerare Pavlov un coglione, ma vai nelle grandi aziende che spendono milioni in marketing e in pubblicità e spiegali che Pavlov era un coglione e i soldi che spendono in pubblicità sono buttati via, perché non sposteranno di un centesimo le loro vendite.. e loro con i dati alla mano, ti dimostreranno che non Pavlov, ma te sei un coglione.
      Forse qualcuno ti sta parlando delle lobby femministe e i soldi per farti distogliere lo sguardo da quello che ti fanno sotto il naso. Le case famiglia, in veneto e in lombardia, non sono gestite da femministe ma da associazioni cattoliche tutte riconducibili ad comunione e fatturazione.. vai a vedere chi gestisce le cliniche private che attuano l’aborto, intascando soldi pubblici…. dove non ci sono le femministe, ma associazioni, probabilmente a te vicine.. dove il movimento della vita, stà alla larga dalle cliniche private e gli obbiettori di coscienza, se ci sono i soldi non hanno più coscienza.. vai a vedere chi c’è dietro ai mistificatori e seminatori di odio verso le donne, tipo la felce adiantus, che è un sottobosco, o il giro d’affari di certe associazioni maschiliste legate alla danarosa destra repubblicana americana, o al rapporto dell’estrema destra con le sentinelle.. i finti complotti quelli delle lobby delle femministe , dei gay, servono ad oscurare i complotti veri che sono alla luce del giorno.. ma non li vedete perchè vi tengono impegnati a fare guerra alle donne, femministe, gay, lesbiche, zingari, extracomunitari ecc.. Se sei venuto qui a intimorire qualcuno, hai sbagliato strada…. riprova e sarai più fortunato…

      • Alberto è molto arrabbiato con me (la perfida nazifemminista) perché non pubblico un suo commento nel quale risponde a Ligeia.
        Ho deciso di non pubblicare il suo commento perché inizia così: “Ligea, da questo tuo commento confermo che sei la classica poveretta italiana lobotomizzata dai media, perlopiù molto infantile…”
        Spero che la mia decisione di non ospitare Alberto e i suoi insulti gratuiti dissuada le persone colte dal “raptus del troll” (“in tutta sincerità, non ce l’ho fatta proprio a trattenermi” ha scritto in uno dei commenti che ho pubblicato) dal ridurre la conversazione alla brutta copia di un talk show televisivo.

    • IDA ha detto:

      Hai fatto bene.. è capace solo d’insultare e non di argomentare..

  24. Ligeia ha detto:

    Ciao Alberto
    Sono la poveretta dei videogiochi, mi sa che ti ho disturbato sennò non mi avresti dedicato il tuo tempo. Quando guardi il telegiornale e ci sono persone fatte a pezzi te che fai? mica piangi o stai male. Giri canale, perché sei maschio, in posizione eretta, mica una femmina che piange, che fa la vittima. Quando una persona ti esprime un disagio tu che fai? Gli dai della vittima. Lo fanno anche con le vittime di violenza: te la sei cercata, non fare la vittima. In inglese si chiama victim blaming. Va di moda dare delle vittime dementi alle donne, ma purtroppo per voi, vi squalificate in partenza con queste premesse assurde. Come dire ad una persona di colore “Ma basta con questa stronzata del razzismo, ma quando la smetterete di perseguitarci con questa lagna, tanto a fare le vittime non otterrete mai niente!” E così un disoccupato è uno che non ha voglia di lavorare, un extra-comunitario è uno che ruba il lavoro agli italiani e tante e tante altre. Quando guardavo i videogiochi ero una bambina e i bambini non scelgono. E ci sono tante cose nella mia vita che non ho scelto e sono capitate. Se a te i mali degli altri ti suscitano disprezzo, (o lo fai solo con le donne?) se non ascolti il disagio di molte donne sono affari tuoi, non hai empatia, sei nel mondo giusto al momento giusto. Solo che proprio non ti piace il diritto di parola, è quello il brutto. Vieni qui tu a censurare. Sei tu che non vuoi che le persone esprimano il loro disagio. Ultimamente hanno fatto un esperimento due ragazzi a Pietroburgo per vedere chi li avrebbe soccorsi per strada se si fossero sentiti male, ci sono volute ore prima che qualcuno si fermasse. Io non ho problemi con la mia vulnerabilità, proprio per questo la nomino, denuncio, parlo. E a quanto pare, come sospettavo, infastidisco la gente. Che ci vieni a fare su questi forum? E’ vero nonostante il mio “stato di minorità” oggi io scelgo. E tanta roba non la guardo e tanta gente senza empatia non la frequento. Ma purtroppo io sono di quelle che al telegiornale mi incazzo, non sopporto le ingiustizie, sto male quando delle persone stanno male. E allora è per quelle persone che non sto zitta e rompo i coglioni a quelli come te. Ci sono altre bambine nel mondo che vedono quella merda e non è per il mio vecchio io che faccio una battaglia, ma per le bambine ( e bambini) di oggi, quelli che non scelgono cosa vedere, semplicemente capita. Sono progressista e al mondo ci sto per cambiarlo.

  25. Ligeia ha detto:

    Grazie a Vale per l’abbraccio e ricambio!!! So che con Paolo si parla al vento, ma è per questo che Ricciocorno lo sopporta 😉
    Ciao Paolo scusa se ti do del tu, ma in quanto frequentatrice di blog femministi mi sembra di averti rivisto 🙂 Non ho niente contro la cultura pop, non sono una fan, ma la merda di cui parlavo io era altra, parlavo di videogiochi violenti e sessisti tipo grand theft auto (e tutti quelli che cita anita sarkeesian). Tornando a quello che dicevo io 🙂 volevo solo provocarti sul tema dell’empatia. Di solito se ne parla in ambienti femministi ma secondo me non è mai abbastanza. Ci sono anche filosofi del ‘900 non femministi, non proprio perfetti diciamo 🙂 come Levinas che comunque hanno scritto pagine molto belle sull’incontro con l'”Altro” sia esso straniero, donna ecc. Tu vai in giro a minacciare donne, ma i tuoi commenti non sono pacati Paolo. Volevo farti riflettere su questo. Essere pacati non vuol dire solo non insultare ma anche non insistere, non martellare, non ascoltare l’altro. Qui ci sono persone che la pensano in un modo che a te nn piace, tu vuoi farcelo sapere, benissimo ti ascoltiamo. E poi che succede? Dovremo cambiare idea? certo che no! tu cambi idea? certo che no! allora perché vieni proprio qui a difendere lo status quo? Se tu non vedi il problema sul piano argomentativo-logico io volevo aprirti un altro fronte: quello emotivo. A volte le emozioni degli altri ci coinvolgono profondamente, a volte no, perché? Perché se una donna ti esprime disagio nel vedersi rappresentata come un oggetto sessuale la prima cosa che ti viene in mente invece di fermarti ad ascoltare cosa ha da dire, è quella di bacchettarla dicendo che sbaglia, che non è così, che ha dei problemi lei? Tu bacchetti, ecco la parola giusta. Vieni a mettere i puntini sulle “i” quando si parla di emozioni. Quando qualcuno ti sta esprimendo la sua differenza. Si può discutere quanto vuoi sui “se” e sui “ma”, ma il linguaggio delle emozioni funziona in un modo diverso. L’empatia è un esercizio, non un dono innato, forse è quello che manca ad un certo maschile: imparare la capacità di mettersi in ascolto invece che pontificare, decretare, impartire. Le femministe dicono che il personale è politico. Quando qualcuno ti racconta di sé, l’atteggiamento giusto sia: ti ascolto. Poi si può discutere delle soluzioni politiche di un disagio di un gruppo umano che chiede il cambiamento. Se ti dico che ci sono ancora oggi bambine e bambini che provano disagio di fronte a molte manifestazioni della cultura pop (non tutta ovviamente, io poi non faccio distinzione cultura alta/bassa) vuol dire che c’è un problema. Se tu non lo vedi ok, ma molte altre persone lo sentono, lo sentono sulla loro pelle.
    I femminismi: non sono tanti, milioni di milioni. Me ne risultano delle sfumature diverse, non milioni di tipi. Io da domani sono pronta a buttare a mare questa etichetta, non perché non mi piace, ma perché mi stanco tante volte a sentire che vengono fuori persone che con il femminismo ci fanno quello che gli pare e quella sbagliata sei tu. Io da domani posso pure vendere il tesserino 🙂 e non definirmi più femminista. Se non fosse che c’è una battaglia enorme da fare, allora ognuno si definisca come vuole, non ne faccio un dramma. La brutta notizia è che sul sessismo nella cultura pop il femminismo globale è piuttosto compatto: se poi per te Camille Paglia è femminista oppure Wendy McElroy, non so che dirti. Sono donne di destra conservatrici, punto. Forse neppure abortiste. Ah già dimenticavo quella ricca, borghese della Badinter. Ma ci sono pur sempre le Women Against Feminism, così nessuno è scontento. Pare che pure quelle sotto sotto siano femministe.
    Il mio commento di prima, se pure acceso, non era un giudizio sulla tua persona Paolo, era una provocazione per buttare dentro il tema dell’empatia e infatti Alberto ha capito perfettamente! vatti a leggere il suo commento, così tanto per dimostrarti come siamo messi bene.

    • Paolo ha detto:

      Ligeia io ascolto (ma ammetto che la frase “il personale è politico” non mi ha mai convinto o meglio mi convince fino a un certo punto), ma non ti consento di dire che “vado in giro a minacciare le donne”, questo è falso, ingiusto e anche calunnioso. Non voglio far cambiare idea a nessuno, esprimo solo le mie, se questo viene preso per “bacchettamento” me ne dolgo ma non so essere più pacato di così.
      Per quanto riguarda i minori esistono dei divieti che vanno fatti rispettare, non farei mai giocare un ragazzino a grand theft auto (di cui ho sentito parlare ma non ho mai giocato e mai ci giocherò perchè i videogame non mi interessano) come non farei mai vedere Il Trono di Spade o la serie su Spartacus (che invece mi piacciono) ad un bambino (ma ad un/una quindicenne sì).

      sì Camille Paglia, Wendy McElroy e la Badinter (con la quale sono d’accordo su certe cose meno su altre) le considero parte del femminismo anche se non piacciono ad altre femministe. Del resto nel movimento di lotta afro-americano c’era Luther King e Malcolm X che pure avevano ben poche comune quanto a idee, metodi ed obiettivi, direi che nel femminismo possono starci Dworkin e MacKinnon come può starci Camille Paglia e Wendy McElroy..anche sul concetto di oggettificazione sessuale non la vedono allo stesso modo. Le donne come gli uomini possono avere idee diverse sulle stesse questioni

      • Paolo ha detto:

        “ben poco in comune”, “anche se”

      • Paolo ha detto:

        la ricca borghese Badinter mi pare che sia abortista comunque. Sulla Paglia non sono informato di preciso, come al solito ha preso delle posizioni controverse ma non vuole abolire la possibilità di abortire almeno spero (se ha detto questo io non sono d’accordo, io sono fermamente pro-choice)

    • paolam ha detto:

      E grazie ancora Ligeia 🙂

  26. alex ha detto:

    anita sarkeesian è falsa come giuda: dice di essere sempre stata appassionata di videogiochi ma circola un filmato che la ritrae qualche anno prima mentre confessa candidamente che in realtà non le interessano.

  27. Ligeia ha detto:

    Paolo giusto per chiarire: c’era un refuso. Non ho mai detto che vai in giro a minacciare le donne, senno tutto quello che seguiva sotto non avrebbe avuto senso 🙂 era un errore di battitura. Dicevo che bacchettavi, tutto lì. Ho capito che questa non era la tua intenzione, ma dovresti esercitarti di più nell’ascolto, tutto lì. Non pensare che la gente che non la pensa come te vuole male a te e al tuo sistema di valori. Si chiama differenza, lo so fa paura, ma va accettata. Quando una persona esprime disagio per contenuti sessisti ci sono sempre quelli che si allarmano per la censura. Eppure non c’entra un bel niente. A me non interessa nulla che ci siano persone al mondo che adorino grand theft auto, il punto è che purtroppo la libertà non è un concetto astratto campato per aria. Questo è il grosso errore del liberismo. La mia libertà finisce dove inizia quella di uno che lede la mia. Il problema allora è politico e le decisioni dovrebbero essere prese per il benessere di una comunità. Se una comunità è composta di uomini e donne, la politica dovrebbe accontentare tutti i suoi componenti, è un principio banale. Per questo i maschilisti si sentono minacciati, vedono che le donne non accettano più certi ruoli o certe imposizioni e si allarmano. Capisco le loro preoccupazioni, ma non è che venendo qui a sfogarsi contro le nostre teste vuote che risolvono qualcosa. E a me hanno fatto ridere da morire. Il sessismo nei media non si risolve con la censura ma con una proposta diversa, con la possibilità per le donne di dare vita al loro mondo, un mondo non sessista, che non significa che tu non avrai più i tuoi super eroi, ma che magari anche noi avremo le nostre super eroine, attualmente noi non abbiamo nulla fidati, quelle donne oggetto non sono per noi, non ci rappresentano. (Anita ha citato varie artiste donne che hanno creato eroine non sessiste per esempio). Si combatte con l’educazione di genere nelle scuole, con l’educazione all’empatia e al rispetto dell’altra/o. Si combatte con il pluralismo vero, serio, con l’ingresso delle donne in politica (poteri decisionali) e con l’eliminazione di ogni tipo di violenza. Gran theft auto ai bambini per esempio o le carte sessiste che giustamente il bambino non vuole. Ma non credere, ci sono tante persone che vengono a dirti che i bambini crescono sani anche se ammazzano virtualmente prostitute a bastonate. E’ solo un gioco. Eppure un ragazzo a scuola mi ha raccontato del male che quel videogioco gli aveva fatto, faceva parte di un gruppo di ragazzini di destra e dice che tornasse indietro vorrebbe vedere bruciata quella roba, gli ha lasciato una ferita dentro. E ti giuro che io non gli avevo fatto nessuna predica femminista, semplicemente mi raccontava del suo passato di ragazzo in un gruppo di estrema destra, tutto lì.
    Camille Paglie è una persona violenta e apertamente di destra, dice cose pesanti sulle donne, non si distingue da un qualsiasi maschilista. Infatti per quanto mi riguarda non mi interessa il sesso delle persone, il femminismo non è un movimento per sole donne. E di donne maschiliste è pieno il mondo. Una persona di destra che si definisce femminista per me è come un carnivoro vegetariano. Però come ho spiegato le etichette non mi interessano e se loro sono contente a definirsi femministe buon per loro, c’è spazio per tutti a questo mondo. Al limite se un giorno le femministe di destra dovessero diventare la maggioranza (per fortuna il pericolo per adesso è scongiurato) posso sempre scegliere di abbandonare la tessera io 🙂 Andrea Dworkin è continuamente calunniata da maschilisti e femministe di destra. Sopravvissuta a prostituzione e stupro, persona coraggiosa e mai stata conservatrice come certe che la calunniano, era piuttosto una radicale di sinistra. Non era una “borghese” come la Badinter e neppure moralista. Che ormai questa parola viene riempita a caso da certa gente. Che confonde morale ed etica soltanto per puro gusto populista, perché oggi se hai un’etica sei un fallito o una fallita, uno senza palle, una che si piange addosso. Ma è già un po’ che si parla del ritorno dell’etica in epoca di globalizzazione, capitalismo selvaggio, disoccupazione giovanile a livelli insostenibili. Etica che mette un freno ad un mercato senza regole dove sei solo una macchina per fare profitto e i tuoi diritti non esistono. Bisognerebbe dire la verità sulla Dworkin perché è incredibile come vengano costruite falsità sul suo conto da chi non si è mai letto un suo libro, né sa nulla della sua storia personale che al di là delle divergenze di idee merita rispetto. Quando denunciò il suo ultimo stupro la stampa si scagliò contro di lei trattandola come una pazza, insultandola in tutti i modi. E aveva ricevuto minacce di morte per tutta la vita. Ma i finti nemici fanno comodo quando la dialettica fa acqua, quando non si hanno veri argomenti.

    • Paolo ha detto:

      i cinepanettoni personalmente mi fanno schifo ma chi li guarda non lede la mia libertà di guardare altro (che c’è)
      e non è necessario essere un artista donna per creare eroine femminili (positive o negative) toste quanto i maschi: Buffy Summers, Black Widow, sono state create da uomini, mi pare e sono toste checchè se ne dica (se poi a te e ad altri/e non piacciono sono tuoi gusti personali)..nell’ultimo film della trilogia di Batman diretta da Chris Nolan è Catwoman a salvare la pelle a Batman, sia Le cronache del giaccio e del fuoco sia la serie tv su Spartacus sono piene di personaggi femminili interessanti e ben scritti, Frozen è stata diretta da un uomo e da una donna ed è uno dei film più chiaramente “femministi” della Pixar. e in generale ci sono molti film e serie tv (vedi Revenge) sopratutto oggi con personaggi femminili complessi quanto quelli maschili (e anche Tarantino, piaccia o meno, e a me piace scrive personaggi femminili stupendi). E una donna J.K. Rowling ha creato un protagonista maschile di grande successo
      quanto ai videogiochi, personalmente se bruciassero grand theft auto non mi metterei a piangere finchè parliamo di videogame e pubblicità ok ma dov’è il limite? Quasi tutte le opere di fiction (dagli horror alle commedie romantiche) hanno la loro schiera di detrattori che le ritengono “dannose” specie per i giovani, hai presente I dolori del giovane Werther? Considerato un capolavoro oggi, non era un libro violento nè osceno ma quando uscì venne ritenuto responsabile di aver indotto al suicidio (per imitazione del protagonista) molti giovani lettori (ancora oggi i sociologi parlano di “effetto Werther” in riferimento a quei fatti), la madre di uno di questi scrisse a Goethe accusandoo in pratica di aver sconvolto col suo romanzo la mente del suo fragile figliolo, forse anche lei avrebbe voluto veder bruciare quel libro o almeno farlo sparire dalla circolazione

      • Se si critica un determinato prodotto, commerciale o letterario che sia, non lo si fa allo scopo di indurre la gente a bruciarlo sulla pubblica piazza, Paolo. Non è l’intento di questo blog, né – presumo – delle persone che vi commentano. Semplicemente si sollecita la riflessione: perché certe rappresentazioni sono più comuni di altre? La sovrabbondanza di un certo tipo di rappresentazione rinforza gli stereotipi di genere? E questi stereotipi che tipo di influenza hanno sulle persone?
        Criticare, dissentire, proporre prodotti alternativi non è la stessa cosa che censurare.

      • Paolo ha detto:

        le alternative oggi ci sono, parlare di rappresentazione unica significa non capire la complessità della pop culture di oggi

      • http://lunanuvola.wordpress.com/2013/12/14/semplice-semplice/
        Per ogni personaggio di sesso femminile, nei film cosiddetti “per famiglie”, ce ne sono tre di sesso maschile. Nelle scene dove è presente una folla, le donne ne fanno parte al 17%. Solo poco più del 10% dei film hanno un cast bilanciato. I personaggi di sesso femminile che parlano sono il 30,8%. In compenso, il 26,2% finiscono parzialmente nude contro il 9,4% degli attori e la percentuale di adolescenti spogliate è aumentata del 32,5% dal 2007 al 2012.

      • Paolo ha detto:

        queste cifre di per sè mi dicono poco (l’eros, la sensualità, il sesso fa parte dell’umano, e se la storia le atmosfere richiedono un nudo lo si deve mostrare,maschile o femminile che sia e un nudo femminile non è di per sè degradante, e quando parli di adolescenti stai parlando di personaggi o attori? perchè spesso questi ruoli sono interpretati da attori maggiorenni proprio per via delle scene d’amore).
        Ripeto: oggi in film e serial (e non mi riferisco solo a quelli “per famiglie” ci sono personaggi femminili complessi quanto quelli maschili, poi certo si può fare sempre meglio

      • IDA ha detto:

        Paolo.. Criticare non vuol dire censurare.. sono due cose completamente diverse, chi critica non ha bisogno della censura..al contrario, l’assenza della critica, essere acritici porta effetti devastanti peggiori della censura.. Paolo si.. il cinema panettone, lede il diritto ad altri di vedere altri film.. a meno che uno non abiti nelle grandi città, i cattivi film hanno la stessa funzione di pessimi film, quella di non farti leggere un buon libro…

      • IDA ha detto:

        effetto Werther, non i sociologi, ma alcuni sociologi americani, e psicologi.. ma non ha nessun fondamento scientifico, viene indicato anche come non si deve mai fare una ricerca sociologica. appunto come effetto Werther..

  28. Paolo ha detto:

    e come ho cercatodi spiegare tutte, tutte le opere di fiction, anche le più insospettabili e “innocue” come contenuti hanno almeno uno che solleva il dito è dice “no, non va bene, è dannoso, perchè non avete fatto così invece di cosà” ma non è detto che abbia ragione

    • Vale ha detto:

      E non è detto che abbia torto. Tutti qui ti portano PROVE di ciò che dicono e tu insisti a metterti le mani sulle orecchi e urlare “bla, bla, bla”. Non hai 5 anni, smettila di arroccarti sulle tue posizioni per la semplice paura che gli altri possano aver ragione. Non hai portato un’argomentazione sensata che sia una in difesa di quella che tu chiami “pop culture”.

      • Paolo ha detto:

        io sostengo che ultimamente spesso ha torto e che ogni prodotto artistico pop o non pop si può interpretare in diversi modi, la mia interpretazione vale la vostra..poi ognuno me compreso pensa che la sua sia quella giusta..

        io comunque ho portato molte argomentazioni, se voi non volete vederle, vabbè

    • IDA ha detto:

      Ma non è detto che abbia torto!

    • winola ha detto:

      Sarà mica perché la cultura pop (come la chiami tu, ma non ho ancora ben capito cosa intendi, visto che cultura pop è un sacco di roba e vuol dire tutto o niente) e la fiction, soprattutto quella di massa come possono essere i fumetti, riflettono la realtà in cui viviamo? Sarà mica perché il sesso vendo e quindi ce lo ficcano tipo ovunque, anche dove c’entra ‘na mazza (per dirlo in maniera fine)?
      Io boh, Paolo, ho più o meno i tuoi stessi gusti in fatto di libri/film/fumetti, ma mica mi offendo se mi dicono che c’è del sessismo dentro, eh. So che c’è. E continuo a leggermi/guardarmi quel che mi piace e a riflettere sul perché di determinate scelte autoriali, e quindi?
      Non ti capisco, mi sempri un bambino quando fai così.

      • Paolo ha detto:

        non è che “mi offendo” è che semplicemente per molte opere della cultura pop nordamericana e intendo libri/fumetti/film/serial molte accuse di sessismo sono secondo me ingiuste e non condivido il tipo di ragionamento che porta ad accusarle di sessismo e voglio far notare che tali opere nella loro complessità si possono interpretare in maniera diversa e non è detto che chi le accusa di sessismo le abbia interpretate nel modo giusto.

        come ho detto prima,non m’interessa avere patenti di intelligenza. Volete pensare che io sia stupido? Pensatelo, volete pensare che io sia un bambino? Pensatelo, volete pensare che io sia un troll? Pensatelo.

      • winola ha detto:

        Questo l’ho capito, l’hai ripetuto diecimila volte che secondo te si possono interpretare in altro modo, ma non hai ancora spiegato in che modo lo interpreti, per questo ho detto che mi sembri un bambino (e non intendo affatto offenderti, eh, non sto giudicando te come persona, non ti conosco affatto, sto parlando solo ed esclusivamente di quello che hai scritto nei commenti a questo post, sia chiaro), perché continui a pestare i piedi e ripetere la stessa cosa, senza argomentare in alcun modo.

      • Paolo ha detto:

        la mia interpretazione è che super-eroi e super-eroine sono quasi tutti/e attraenti e di bell’aspetto e i loro costumi mettono in risalto il fisico atletico, questo può essere sensuale? Forse ma non inficia il loro eroismo, è compatibile..ciò che conta sono le storie e le super-eroine sono toste quanto gli eroi maschi

      • winola ha detto:

        Paolo, ma questa non è un’interpretazione è una descrizione. La domanda è: perché le disegnano sexy? E la tua risposta è: perché sono atletiche e sexy e quindi le disegnano così. Ti rendi conto che non ha molto senso, vero?
        Poi, nessuno ha detto che i costumi sexy inficiano l’eroismo o che le protagoniste non sono toste quanto le controparti maschili, tra l’altro. Da dove ti esce questa? La domanda che ci stavamo ponendo era un’altra, davvero.

      • Paolo ha detto:

        il suoer-eroe è sempre o quasi atletico e di bell’aspetto. Se poi a te piacerebbe un Batman obeso o gobbo..de gustibus

      • Vale ha detto:

        Per la miliardesima volta, Paolo: di bell’aspetto NON VUOL DIRE sessualizzato. È molto diverso.
        Ma per curiosità: quanti anni hai? E che tipo di lavoro fai? Per capire se hai a che fare col pubblico o meno.

      • Paolo ha detto:

        tutti abbiamo una identità sessuale,io dico solo che quasi tutti i super-eroi hanno corpi scolpiti e abiti che li mettono in risalto e questo può attrarre non c’è nulla di degradante in sè.

      • Paolo ha detto:

        comunque ho trent’anni e non sono qui per parlare della mia vita privata, non ricordo di aver fatto domande sulla vita privata di nessuno di voi (se le ho fatte e sono stato indelicato mi scuso) e non gradisco che mi vengano fatte. Se decido di raccontare qualcosa sul mio privato lo racconto senza sollecitazioni

      • Vale ha detto:

        Non trovo nulla di degradante nel chiedere l’età o il lavoro di una persona. O devo desumere che bisogna vergognarsi della propria età o del lavoro che si fa? Non ti ho chiesto “Assumi abitualmente psicofarmaci? Hai qualche malattia fisica o mentale? Ti metti le dita nel naso?”, cose che potrebbero essere degradanti (pure se, personalmente, non trovo nulla di vergognoso nell’essere affetti da una malattia), ho solo cercato di inquadrare il mio interlocutore.
        Ribadisco per la 100millesima volta il concetto: essere disegnati come attraenti è una cosa (e lo sono maschi e femmine nei fumetti). Essere disegnati come oggetti sessuali è un’altra (e lo sono solo le femmine). Poi, se vuoi continuare a far finta di non aver capito che 30 persone qui ti stanno ripetendo la stessa cosa da una 50ina di post, problemi tuoi.
        Continuo comunque a sperare tu abbia un impiego che ti tiene lontano dall’interfaccia col pubblico.

      • Paolo ha detto:

        sono disoccupato. la tua curiosità è soddisfatta ora? Puoi dormire tranquilla dato che “non mi interfaccio col pubblico”? Ti senti meglio?

        riguardo ai super-eroi non mi va di ripetere le solite cose, ho detto come la penso, comunque è tutta la teoria dell’ “oggettificazione sessuale” a lasciarmi perplesso a prescindere dai fumetti.
        Il sesso, il sexy,la sensualità fanno parte della vita, raccontarli nel modo che si ritiene è legittimo.

      • Paolo ha detto:

        e comunque un personaggio può essere sensuale, “sexy” (qualunque cosa si intenda) ed essere un personaggio tosto e ben caratterizzato e anche eroico o anti-eroico

      • Vale ha detto:

        “riguardo ai super-eroi non mi va di ripetere le solite cose, ho detto come la penso, comunque è tutta la teoria dell’ “oggettificazione sessuale” a lasciarmi perplesso a prescindere dai fumetti.”
        certo, hai detto fino allo stremo come la pensi e qui ci sono persone che ti citano fatti, studi, ricerche, ecc, che SMENTISCONO la tua opinione. Hai intenzione di riflettere su quanto ti dicono e fare un passo avanti, o no? Perché se l’unica cosa che sai fare è continuare a ripetere “ma io la penso a modo mio”, allora, per carità, almeno smettila di ripetercelo. Perché che non c’hai capito un accidenti, qui lo abbiamo già capito tutti!

        “Il sesso, il sexy,la sensualità fanno parte della vita, raccontarli nel modo che si ritiene è legittimo.”
        sì, e di nuovo, non si sa perché queste cose sembrano essere raccontate in modo mono-direzionale: femmine a disposizione di maschi. Ci sei, finalmente?

      • Paolo ha detto:

        nei film che ho visto nè black widow nè catwoman sono “a disposizione dei maschi” e vale per molte altre eroine

      • Vale ha detto:

        Cosa nella mia precedente frase:
        “certo, hai detto fino allo stremo come la pensi e qui ci sono persone che ti citano fatti, studi, ricerche, ecc, che SMENTISCONO la tua opinione. Hai intenzione di riflettere su quanto ti dicono e fare un passo avanti, o no? Perché se l’unica cosa che sai fare è continuare a ripetere “ma io la penso a modo mio”, allora, per carità, almeno smettila di ripetercelo. Perché che non c’hai capito un accidenti, qui lo abbiamo già capito tutti!”
        ti risulta di difficile comprensione?
        Fuori dai denti: sei un maschio (ergo non cogli il peso della discriminazione sessuale) imbevuto in una cultura sessista fin dalla nascita (quello tutti, ma le donne la pagano sulla loro pelle). È OVVIO tu non noti le cose di cui parliamo, specie finché preferisci tapparti le orecchie e urlare “bla bla bla” mentre la gente ti spiega perché non te ne accorgi. Te lo ripetiamo tutti da 200 e rotti commenti.
        Vuoi ignorare la tua posizione privilegiata? Fai pure. Ma smettila di pretendere che siamo rimbambiti noi.

      • Paolo ha detto:

        certo, sono io che non lo vedo in The Avengers o nei Batman di Nolan, tu invece ti accorgi di tutto.
        Io quello che avevo da dire l’ho detto. Ciao

      • Vale ha detto:

        Non c’è “tu e io”, ci sono quindici persone qui che ti ripetono la stessa cosa. Ci sono siti interi dedicati alla stessa cosa (vedi Comunicazione di Genere), ci sono studi e professionisti del settore che ti ripetono la stessa cosa. Ci sono addirittura reportage dell’ONU che dicono la stessa cosa!
        Ma tu vuoi aver ragione a tutti i costi. Paolo, mi spiace, non sei il Padreterno, puoi sbagliare anche tu e continuare a controbattere estrapolando due parole da un’intera pagina di commenti, per il gusto di avere l’ultima parola (…) non ti farà procedere di una virgola sul sentiero dell’autocritica e dell’automiglioramento.

      • Paolo ha detto:

        Leggo un sacco di blog e di ricerche (ae bè oggi si trovano ricerche che dimostrano tutto e il suo contrario) ma sull’argomento specifico di questo post non mi hanno convinto a cambiare idea e mai ci riusciranno, credo

      • enrico2 ha detto:

        Brave Vale e Ligeia. Diteglielo a quel disoccupato di Paolo che è un privilegiato.

      • E da quando essere disoccupati è un privilegio???

      • Vale ha detto:

        E quindi insisti a ribattere ad libitum per…? Testare la nostra pazienza, suppongo. Tu dire “non sono d’accordo” e lasciare gli altri a continuare a confrontarsi lo trovi di cattivo gusto?

      • Paolo ha detto:

        non vedo nulla di pessimo gusto nelle mie parole

      • Vale ha detto:

        La mia domanda era un’altra. Rileggi il mio pensierino di cui sopra, magari munito di vocabolario, vedrai che se ti sforzi, riesci a capirlo!

        @Enrico2: oh, mamma mia, che commento pieno di tatto e gusto… complimenti per quanto in basso sei caduto. Per quanto frustrante sia parlare con Paolo, almeno lui non offende la gente con frecciatine di questo tipo. Complimenti davvero per il tuo intervento. Attento a non ritrovarti anche tu “privilegiato” come Paolo, ché nella vita non si sa mai.

      • enrico2 ha detto:

        @Vale: Hai frainteso. Quel commento è solo una battuta. Anche io ho il privilegio di essere un disoccupato (non pensavo fosse così sottile la mia ironia).
        Ligeia:”Tu fai parte di un gruppo privilegiato, che da secoli sta con il suo culo sui privilegi e ci sta bene”
        Vale: “Vuoi ignorare la tua posizione privilegiata? Fai pure. Ma smettila di pretendere che siamo rimbambiti noi.”
        Come vedi, siete voi che avete avuto il tatto di definirlo un privilegiato. A parziale scusante di Ligeia, c’è da dire che il suo commento è anteriore alla scoperta del “privilegio” di Paolo.
        Quindi, Vale, stai serena. Il primato del tatto e del gusto è tutto tuo.

      • Vale ha detto:

        Il privilegio è di essere un maschio bianco etero in un mondo che privilegia i maschi bianchi etero 😉
        Ed ecco un altro che non riesce a capire ciò che legge…

      • Paolo ha detto:

        riguardo alla lista, alcune cose le condivido, altre no (ad esempio quelle che riguardano la pop culture)

      • Mi linki i Men’s Rights Activists? Eddai!!!

      • Vale ha detto:

        😀 😀 😀
        Splendido. Non solo non aveva capito un boia di quanto avevamo detto. Non solo fa battutacce idiote perché basate sul suo capire male. Non solo quando gli faccio notare che aveva capito fischi per fiaschi, non si scusa per la battuta cretina. Ma ha la faccia tosta di linkare un sito apertamente misognino!!!
        Geniale! Mi fanno ridere un sacco!
        Ah, le gioie del negazionismo!

      • enrico2 ha detto:

        Poi dicono che le femministe sono delle complessate. Adesso pure scherzare è da misogini?

      • E chi lo dice? I siti misogini che frequenti?

    • enrico2 ha detto:

      Vale, ho capito quello che intendevi. L’ho capito talmente bene che già sapevo quale sarebbe stata la tua risposta.

      Tu pensi che sia un misogino, ma ti garantisco che non è così. Sono molto premuroso nei confronti delle donne. Infatti, quando le incontro per strada mi comporto così:

  29. alex ha detto:

    se i fumetti di un certo tipo sono rivolti ad un pubblico principalmente maschile allora è giusto che sia quel segmento di pubblico con le sue preferenze a orientare lo stile di quei fumetti. altrimenti si rischia di censurare tutto in nome di categorie arbitrarie decise da gruppi di pressione quali cattolici, femministe e via moralisteggiando.

    • winola ha detto:

      Rivolti ad un pubblico principalmente maschile i fumetti? Ma quando mai? La maggior parte dei fan adulti che consoco sono donne.
      O forse pensi che le donne non leggano i fumetti, oltre non aver alcun interesse per il sesso?
      Poi, i fumetti di supereroi in particolare piacciono molto ai bambini e di certo ai bambini (e alle bambine) non interessano le pose sexy, ma il supereroe che ferma i cattivi, quindi boh, stai dicendo cose senza senso.
      Forse non hai ben capito che parliamo di normalissimi fumetti da edicola, eh, non di fumetti porno.

      • Giorgio90 ha detto:

        Winola forse parli di fan club di novella2000 o dei fumetti della principessa sissy :D. Qui si parla di fumetti rivolti al pubblico maschile. Dove sono le prove di questa enorme passione femminile per i fumetti maschili ? Leggo sempre le solite chiacchere: le donne di più, le donne maggiormente, bla, bla, bla bla… Nella realtà alle donne non frega nulla dei fumetti, dei videogiochi, ecc. ma siete solo voi femministe che vi lamentate del “sessimo” che vedete nei giochi per bambini maschi, nei fumetti per il pubblico maschile, nei videogiochi, ecc. ecc. ecc.

      • “alle donne non frega nulla dei fumetti, dei videogiochi, ecc” No certo. I fumetti sono per i maschi, i rotocalchi per le femmine. Però gli stereotipi di genere non esistono.

      • Paolo ha detto:

        ma certo che a una ragazza possono piacere i fumetti, perchè no?

      • Vale ha detto:

        Io sono una fissata di giochi al pc. E in sala giochi un sacco di giochi hanno il mio nick in prima posizione per i record. Ma avrai ragione tu, di sicuro non esisto…
        Ah, una mia carissima amica è anche recensitrice di giochi per un’importante testata on line. La sua media sono 5 o 6 giochi a settimana, più vari MMORPG (ma quelli sono “continuativi”, alcuni li giochiamo anche insieme). Pure lei, immagino, non esista…

      • IDA ha detto:

        @Giorgio90, se un fumetto è rivolto ad un pubblico maschile, non giustifica che deve essere sessista, ma secondo te si.. perchè sei convinto la virilità del maschio italiano stà nell’essere, sessista, razzista e omofobo.. per l’interesse per i fumetti da parte delle donne, è dimostrabile, basta andare a Lucca.. http://www.luccacomicsandgames.com/it/2014/home/ ei ancora in tempo..

      • Giorgio90 ha detto:

        @IDA: “un fumetto rivolto al pubblico maschile non giustifica che dev’essere sessita”. E chi lo dice cosa dev’essere “giustificato”? Chi valuta cosa sia “sessista” o meno? Tu? I gruppi femministi? Ma per favore dai, non rendetevi ridicole…..

        @Winola: Non ho mai detto che le femmine non hanno mai letto fumetti. Ho detto che le statistiche di cui parli sono campate in aria. Che ci siano femmine che leggono fumetti nessuno lo mette in discussione, ma bisogna capire, innanzitutto, che tipologia di fumetti leggono e quante, davvero, sono tutte queste femminucce appassionate (a mio avviso rare rispetto alla media). Comunque, indipendentemente dal numero esatto, tu non puoi avere l’arroganza di decidere ed imporre cosa sia giusto o meno in un fumetto, in un videogioco, in un film, ecc, rivolto al pubblico maschile. Chiaro? Eppure mi sembra facile come concetto…

      • Chi valuta cosa sia “sessista” o meno? Lo valuti tu Giorgio? E sulla base di cosa?

      • Giorgio90 ha detto:

        @ricciorcono: io non ho l’arroganza di valutare nè decidere di volere censurare nulla, Lascio che sia/siano gli autori del fumetto/videogioco/film ecc. a decidere. Si chiama libertà di espressione (concetto sconosciuto alle femministe). 😉

      • Tu hai l’arroganza di commentare senza prenderti il disturbo di leggere i commenti degli altri. Se avessi letto, ti saresti risparmieto la brutta figura di ripetere la parola censura dopo che è stato ampiamente spiegato che in questo contesto è un termine che non c’entra niente.

      • Giorgio90 ha detto:

        @ricciocorno: come mai tanta irritazione alla parola ” censura”? Le parole chiare fanno male? Il voler eliminare qualsiasi cosa ritenuta “sessista” “anti-donna”, ecc. ecc. tu come lo chiami? 🙂

      • Non è la parola censura che mi irrita, è la tua ostinazione nel non voler leggere i commenti degli altri lettori. Questo tuo atteggiamento, come ho già scritto, lo chiamo “arroganza”.

      • winola ha detto:

        Peccato che nessuno voglia eliminare proprio un bel niente.
        Ad ogni modo: http://comicsalliance.com/dc-comics-readers-survey-reports-new-52-readership-93-male/
        Parla esclusivamente dei fumetti DC, visto che ci tieni a sapere che fumetti leggono le donne…
        Ma forse pure la DC è femminista, chi lo sa…

      • Giorgio90 ha detto:

        @ricciocorno: si ma non hai risposto alla mia domanda. Tu come definisci il voler eliminare da qualsiasi opera (film, videogioco, fumetto, libro, anime, ecc. ecc.) quello che tu stessa ed il femminismo bollate come “sessista”, “misogino”, “maschlista”,ecc.? A casa mia si chiama censura, Non so a casa tua. Forse “parità”?? 😀

      • Mi citi per favore dove avrei parlato dei miei propositi di eliminare film, videogiochi, fumetti o libri?

      • winola ha detto:

        Scusate, in realtà parla anche della Marvel, non solo della DC, comunque sempre fumetti di supereroi sono.

      • Giorgio90 ha detto:

        @ricciocorno: dai non fare la fintatonta solo perchè ti ho messo all’angolino ;). L’intento di protestare sempre e comunque contro il presunto “sessimo” quale sarebbe allora? Una perenne potesta fine a se stessa? 😀 Ovvio che l’intento di voi femministe è quello far eliminare da qualsiasi ambito (soprattutto quello maschile) quello che a voi non piace e che non va giù. Ripeto, a casa mia si chiamano censura e proibizionismo di stampo femminista. Tu e le femministe probabilmente lo definite “progresso e parità”. Ma sempre censura e proibizionismo rimangono. 🙂

      • Veramente in un angolino ci sei te. Dove ho scritto che progetto dei roghi di libri, pellicole e fumetti? Se tutte le tue faccine ammiccano al solito complotto rettiliano-femminista, quello che coinvolge, oltre agli alieni, le solite lobby (quella gay e quella ebrea), Giorgio ti prego: ci resta poco da vivere, le scie chimiche a breve estingueranno il genere umano! Non farmi perdere tempo coi tuoi commenti… Ho il club Bilderberg in teleconferenza.

      • Vale ha detto:

        Ma Giorgio, dimmi… se la maggior parte della produzione mondiale fosse incentrata sul mostrare i neri come sottomessi, prede, umiliati, schiavi, ecc, per il puro godimento dell’occhio bianco, e i neri se ne lamentassero, perché continua a perpetrare un certo tipo di pensiero (cioè quello che i bianchi abbiano diritto di superiorità sui neri, solo causa colore della pelle), cosa credi che succederebbe? Sarebbe insorto il mondo.
        Ah, già, scusami, il razzismo è una brutta cosa. Il sessismo… beh, vorremmo mica far ammosciare i poveri maschietti!

      • jetstarwill ha detto:

        “Giorgio90 ha detto:
        @ricciocorno: si ma non hai risposto alla mia domanda. Tu come definisci il voler eliminare da qualsiasi opera (film, videogioco, fumetto, libro, anime, ecc. ecc.) quello che tu stessa ed il femminismo bollate come “sessista”, “misogino”, “maschlista”,ecc.? A casa mia si chiama censura, Non so a casa tua. Forse “parità”??”

        Evidentemente a casa tua non sanno il significato delle parole. “Libertà d’espressione” non significa poter dire quello che ti pare dove ti pare quanto ti pare, significa solo che NON PUOI ESSERE ARRESTATO PER QUELLO CHE STAI DICENDO; “censura” è l’imposizione da parte del POTERE CENTRALE di non poter esprimere determinate opinioni, che è un po’ diverso dal dire “sono stanca di leggere cose in cui il mio genere viene continuamente oggettificato, svalutato e presentato come inferiore”.

        Ma prego, continua pure a difendere il tuo diritto a esternare opinioni offensive e dannose e a pensare che le donne sono incapaci di leggere fumetti! Quando hai finito poi però mi devi spiegare cosa sono i fumetti da uomini, che non ho ben capito. Sono fumetti le cui pagine si sfogliano con il pene?

      • Giorgio90 ha detto:

        @ricciocorno: bene confermi allora che il femminismo è una continua protesta senza senso e senza alcun fine, frutto di complessi personali e odio/invidia verso il sesso maschile. Il tuo pensiero combacia allora con il mio 😀
        @vale: il punto è che la “produzione maschile” non è incentrata sulla sottomissione della donna e sulla misoginia. Quella ce la vedete voi femministe complessate. Nei film, nei fumetti, nei videogiochi, ecc. ci sono anche femminucce che uccidono ed umiliano gli uomini, eppure voi continuate solo a vedere la parte che interessa a voi. Il male-bashing e la misadria delle produzioni di oggi, ovviamente voi non lo vedete perchè non vi interessa ed anzi vi fa comodo.
        @jststarwil: a quindi secondo te libertà d’espressione non significa poter dire quello che si vuole dove si vuole. Benissimo: quanti blog pubblici e discorsi femministe/misandriche che incitano all’odio verso il sesso maschile cominciamo a bloccare ? 🙂 Io sono sempre pronto. 🙂 Per il resto cara femminista, dato che parli di “giornali che si sfogliano col pene” se hai invidia del pene non è certo colpa mia. Forse è il caso che cominciate ad accettare di essere nate femminucce. Non ti pare? 🙂

      • “Quella ce la vedete voi femministe complessate.” No, caro Giorgio, ci sono anche dei maschi che la pensano come noi: http://www.noino.org/index.php?id=190&p=7655&c=2710#foto

        Comunque finalmente siamo arrivati al vero nocciolo della questione: sei tu quello che vorrebbe mettere a tacere le persone che non la pensano come te.

      • Vale ha detto:

        @Giorgio: vedi la mia risposta sopra su Leila in Guerre Stellari. Se leggessi i commenti prima di venire qui a parlare a vanvera, ti risparmieresti un discreto numero di figure da chiodi 😉
        In breve: ho risposto alla domanda che tu poni alcuni gg fa. I casi della vita…

    • IDA ha detto:

      Ancora? Critica, valutazione, analisi, osservazione, disapprovazione e biasimo, non hanno nulla a che vedere con la censura.. Nessuno qui ha parlato di censura. Moralismo è quello che fai te che usi il termine censura in maniera impropria e in malafede.. Qui gli unici che parlano di censura, siete solo voi..

  30. Ligeia ha detto:

    Cara Ricciocorno, devo lavorare un sacco in questo periodo ma non immagini quanto mi fa divertire Alberto. Ho letto sul quel sito che hai postato del potere catartico dell’hate speech…non lo so ma io mi ci diverto. Oltre a lobotomizzata dai media e infantile sarò mica pure perversa? Io Alberto lo ringrazio che mi ha fatto fare un sacco di risate. La mia preferita è “squallidi ritrovi femminili”….che bellezza! La cosa che più mi piace di Alberto è la pertinenza, per questo rido di quelli che secondo lui sarebbero insulti e per me sono risate. E come sarebbe che i media mi hanno fatto il lavaggio del cervello? ma che vuol dire??? perché da piccola ho visto dei videogiochi? o perché secondo lui guardo troppe soap opera….un mistero, mi resta la curiosità poi magari in privato mi dai i dettagli che mi diverto troppo. Forse Alberto dei disastri della psichiatria non sa nulla, a dirmi lobotomizzata non insulti me, ma tutte quelle persone che sono state rovinate da questa pratica disumana. Ma abbiamo capito tutti che hai un problemino con l’empatia, proprio piccolo piccolo. Ma sarà che invece sei grande da qualche altra parte, giusto? Poi sarei infantile e questo Alberto mi piace un sacco, un bel complimento. Vedi allora sotto sotto ho stuzzicato la tua empatia sotterranea, mi sa che ti sono simpatica. 1-0 per me Alberto, perché sai sono infantile e mi piace pure vincere facile!
    P.S= per Paolo, hai detto una frase che mi piace “si può sempre fare meglio”. E’ proprio quello, si può fare molto meglio. Tu ti accontenti di quello che hai perché non ti infastidisce, ma se a molte altre invece infastidisce eccome, bisogna lasciare lo spazio ad altre idee, ecc. Una cosa che ho notato nei cosiddetti liberal è che non sono liberali per niente, perché quando si va a toccare il loro recinto, le cose a cui sono affezionati loro (tipo per tanti il sessismo di cui neanche si accorgono) allora tutta sta libertà svanisce. Devi accettare i loro dogmi, alla faccia della libertà. La questione è facile, il sessimo non è una questione di interpretazione, altrimenti dovremo parlare di delirio di massa. Ti sei mai chiesto come mai così tante donne nel mondo, non in Italia si riconoscono nella stessa interpretazione? perché evidentemente nel loro sistema di valori, che non è quello patriarcale, funziona così. Bisogna ascoltare e farsi da parte. Non ci perde nessuno, basta non avere paura di un eventuale cambiamento. Non ho detto, e il discorso è complesso, che tutta la cultura pop è da buttare, sarebbe un’assurdità. Dico che c’è molto da cambiare. Non è giusto che sia solo una parte dell’umanità ad avere il diritto al benessere, ed è giusto che chi si sente a disagio con certe rappresentazioni simboliche possa esprimere liberamente le sue critiche, formare gruppi politici ed eventualmente proporre cambiamenti.

    • Paolo ha detto:

      proposte e critiche possono essere a loro volta criticate, ed è quello che faccio. Comunque la mia preoccupazione è quando si dice “questo mette a disagio me o il mio gruppo quindi deve essere cancellato, nessuno deve vederlo, se qualcuno del mio gruppo o di altri gruppi dice di non provare disagio mente oppure è patriarcale o ha interiorizzato il patriarcato” e fesserie simili
      Alcune donne si riconoscono in una certa interpretazione e altre in un’altra..e queste ultime non sono vittime del patriarcato. Spike Lee ha pubblicamente criticato Tarantino per l’uso della parola “negro” nei suoi film sostenendo che sia pericoloso, Samuel L. Jackson (che ha lavorato sia con Lee sia con Tarantino) ha difeso Tarantino..ora sia Lee sia Jackson sono afro-americani ma la vedono diversamente: vuol dire che Jackson è un servo dei bianchi? Che ha interiorizzato il razzismo o cose simili? Io non credo

      • IDA ha detto:

        Paolo, scusa quella frase che hai messo tra virgolette, chi l’ha detta? Chi è che ha chiesto che venga cancellato qualcosa? Criticare, biasimare,non vuol dire censurare, chi censura non ha capacità critiche.. Giustifichi e non riesci mai a vedere il dominio..(visto che la parola patriarcato non ti piace) il dominio è un furto di libertà… Quando nel commentio precedente definisci, “piagnoni e disprezzi” alcuni uomini , solo perchè hanno delle esigenze che te non hai e non li capisci.. ma le divise non piacciono a tutti, e non è vero che uno può scegliere.. ci sono tante condizione della vita, vedi motivi di lavoro, che sei costretta a metterti in divisa.( tacchi o cravatta, secondo il genere )..
        Sulla questione di Spike Lee e Tarantino, questione ch non conosco, riprendo come l’hai riportata te.. ti faccio un esempio, sul cinema anni 50, dove i neri, dicevano tutti :”zi badrone”. Per me era una chiara rappresentazione razzista, per te forse no, perché erano li stessi neri che lo dicevano, venivano pagati per fare quella parte, gareggiavano per fare quella parte e potevano rifiutarsi, nessuno li ha costretti a fare quella parte..

      • Paolo ha detto:

        le cose nella rappresentazione dei neri sono un po’ cambiate dagli anni ’50 e non grazie alla censura, ma ale lotte per i diritti civili.
        comunque prendo atto che anche per te samuel L. Jackson è un servo dei bianchi del resto già Spike Lee ai tempi lo accusò di essere corso a difendere “il badrone bianco” (e ironicamente nell’ultimo film di Tarantino Django Unchained, Jackson interpreta proprio uno schiavo malvagio, amico e complice del crudele schiavista bianco interpretato da Di Caprio)

      • IDA ha detto:

        Paolo e due.. Chi ha parlato di censure? Critica e biasimo non hanno come sinonimo censura.. come vittima del patriarcato o altro, è un termine che usi te, solo te.. le femministe anni 70, parlavano di autocoscienza… Appunto te dici che le cose sono cambiate grazie alle lotte per i diritti civili.. come si fanno queste lotte se non criticare e analizzando? Non si sono mica messi ad negare che quello era razzismo, ma al contrario, hanno accusato le produzioni di razzismo.. accusa biasimo critica non vuol dire censura, ti riesce a capirlo o no? e negare vuol dire che le cose vanno bene come vanno.. e non prendi atto di nulla, perchè io non ho mai detto che “Jackson è un servo dei bianchi “, è una semplificazione che fai te.. io ho fatto un esempio da una tua conseguenza logica.. te dici, non è razzismo perchè Jackson l’ha fatto volontariamente e sostiene che non è razzismo.. l’esempio che ti ho portato io è per spiegarti che la volontarietà non cambia il concetto di razzismo, la schiavitù anche se volontaria, è sempre schiavitù, che sia se volontaria o coercitiva è irrilevante…

      • Paolo ha detto:

        Ida, ma tu per curiosità sai che cosa ha detto Jackson in difesa di Tarantino? Hai mai visto un film di Tarantino? Credo che sia sufficiente vedere Django Unchained per capire cosa Tarantino pensi dei razzisti, e basta vedere “A prova di morte” e “Kill Bill” per capire cosa pensa del maschilismo

  31. Ligeia ha detto:

    Ciao Paolo
    questa per me è l’ultima risposta perche devo lavorare e non ho tempo e poi questo non è un mio spazio e vedo che tu allunghi il brodo ma io devo tagliare per forza di cose. Rispondo a quest’ultima cosa perché esci spesso dal seminato e rispondo anche per chi sta qui e fa un lavoro splendido. Tu poni altri problemi, ma voglio rispondere perché la tua narrazione equivale ad uno “scimmiottamento” di posizioni femministe che qualcuno mette in giro per squalificare un lavoro politico serio e mai dogmatico. Allora chiariamoci le idee: il relativismo estremo fa comodo a chi non ha problemi di appartenenza ad un gruppo discriminato. Tu puoi tranquillamente dire secondo un credo finto liberale (che può diventare facilmente liberista) che tutto va bene, che ognuno a casa sua fa quello che vuole. Bene: io alle leggi di mercato non ci credo, non credo al libero incontro della domanda e dell’offerta e non ci credeva nemmeno Adam Smith. A un certo punto andò in crisi perfino lui. Non credo che alla fine tutto si sistema e siamo tutti felici e contenti nel capitalismo avanzato. Vedo molte ingiustizie e disuguaglianze, vedo che molta pop culture è dominata dal mercato, che vuole il mantenimento dello status quo, quindi porta avanti un simbolico conservatore. E cioè donne rappresentate come sante o puttane, uomini di colore come beste selvagge violenti con il bianco sempre eroe ecc. Che ci sia varietà siamo d’accordo, ma c’è anche tanta uniformità. Non mi metto a citare teorici ora ma ne conosco tanti, fidati. La cosa si allungherebbe. Qui mi preme la questione delle donne “patriarcali”. Bisogna distinguere tra il privato, la libertà singola di ogni singola donna e il “pubblico” ovvero quando questa donna o donne fanno politica, fanno attivismo, dicono di rappresentare un gruppo. Certo che la cultura conservatrice portata avanti da certi media può piacere a certe donne, benissimo, non credo sia interessante, ognuno vive come vuole. Per questo a me del sedere della Bacchiddu non mi è importato nulla. Voleva provocare o quello che vuoi, aveva il diritto di farlo, era la sua vita, punto. Costruirci una teoria intorno mi sembra ridicolo. Se poi Bacchiddu diventa una leader politica che dice come Annalisa De Chirico che “siamo tutte puttane” mancando di rispetto a tutte quelle persone che magari “la vita” la fanno davvero e banalizzando una questione complessa buttando tutto in caciara allora ti dico: no, io con queste donne (di destra tra l’altro giustamente la de Chirico) non ho niente a cui spartire. E non dico che hanno interiorizzato il patriarcato, non sono vittime, non sono delle povere derelitte. La de Chirico è pure un’esperta di marketing, si sa vendere bene, proprio stupida o vittima non è. Ha le sue idee (assurde dal mio punto di vista) e le vende, mettendosi pure dalla parte di Berlusconi, ma almeno apprezzo la coerenza. Non so se si definisca femminista perché ormai va di moda, sono tutte femministe. Non mi interessa, per me è una donna che segue un’ideologia patriarcale, non che ha interiorizzato il patriarcato, ma che l’ha scelto intenzionalmente e con cognizione di causa, capisci la differenza? Lei vuole il mantenimento dello status quo, niente di più facile. Ecco qui nessuno dice che certe immagini vanno eliminate e che così la pensano tutte le donne. Qui si dice che certe immagini fanno schifo, che noi le critichiamo quanto vogliamo perché a SQUOLA non ci siamo andate per nulla, perché vogliamo un mondo migliore. Altre fanno la loro battaglia politica diversa, c’è posto per tutti. Ma qui c’è un gruppo di donne femministe che condividono certe idee e crescono insieme politicamente, se la tua preoccupazione è che mettiamo il bavaglio a quelle che non la pensano come noi, o che odiano le femministe ecc. puoi dormire sogni tranquilli. Infatti qui nessuno ha mai usato insulti contro altre idee sebbene non condivise di altre donne. Sono state giustamente criticate e spesso gli insulti arrivano invece dalla controparte. La de Chirico per esempio spicca per prepotenza e toni sopra le righe, è lei che da delle “moraliste” a chi non la pensa come lei, perché non ha altro da dire, perché non sa argomentare. Perché l’unica cosa che sa fare è insultare.

    • Paolo ha detto:

      neri sempre bestie selvagge? Bianco sempre eroe? Ma che film hai visto? Guarda che nella cultura pop odierna c’è molta più varietà e personaggi ben delineati e complessi..parafrasando shakespeare “ci sono più cose nel pop che in tutta la tua filosofia”

    • Paolo ha detto:

      se poi vuoi ritenermi un “liberal-liberista” fa pure, ormai io ho smesso di definirmi politicamente, non mi riconosco in quella che comunemente viene chiamata destra ma neanche più in quella che viene chiamata sinistra

  32. paolam ha detto:

    Grazie Ligeia. Vedo che l’unica obiezione al tuo commento è attaccarsi a un dettaglio irrilevante. Questo dice tutto. E ora buon lavoro 😉

  33. Ligeia ha detto:

    Ciao Paola sono venuta qua un po’ a prendere aria, per stare un po’ con voi virtualmente, il lavoro mi ammazza, mi mancate tanto! approfitto per mandarvi un abbraccio. E’ stato divertente dopo tanto tempo….ogni tanto fa bene staccare dai temi più duri 😉
    Si in effetti mi è andata benone con Paolo 🙂 ….comunque a proposito di esperti di media Paolo dai un’occhiata a Jackson Katz the macho paradox in cui parla di questi stereotipi dell’uomo violento (spesso di colore) oppure tutte le saghe con gli asiatici esperti di arti marziali assassini spietati…si parla di classici della cultura pop, del romanzo di genere, che ormai sono sedimentati nella memoria collettiva. Di solito non mi invento nulla, protesta con Katz ( e con una bella schiera di teorici) se questi stereotipi non esistono 🙂 E’ chiaro che pensi che non morirà mai nessuno di sessismo, che alla fine sono tutte “fesserie” (tipo il patriarcato che tu non vivi sulla tua pelle ogni giorno o lo vivi da chi ne trae vantaggi decidi tu) eppure i fatti ti smentiscono ogni giorno. Fino a quando ci sarà gente che nega il potere del simbolico non credo che arriveremo mai alla giustizia sociale che speriamo (parlo di noi femministe).

    • Paolo ha detto:

      ho già sentito parlare del lavoro di Katz e con tutto il rispetto la violenza (anche la più efferata purtroppo) esiste (ed esistono anche asiatici esperti di arti marziali, il kung fu è parte della loro cultura) e va raccontata e rappresentata se gli autori ritengono di doverlo fare. pensare che la violenza nella società sia responsabilità di chi la racconta e la mette in scena anche in maniera che qualcuno definisce “estetizzante” (vedi Tarantino per esempio) non mi vede concorde
      la violenza non va esorcizzata bisogna farci i conti e sapere che può essere necessaria per difendersi da altra violenza. Io non sono gandhiano, mi spiace.

      e a proposito di tarantino, condivido la sua esasperazione con chi continua a sollevare sempre la stessa storia contro i film violenti

    • Paolo ha detto:

      comunque essendo appassionato di ogni genere cinematografico dagli horror alle commedie ammetto che nel mio concetto di “arte” rientrano non solo ma anche film e telefilm in cui c’è gente che viene uccisa brutalmente e/o torturata, brutalizzata ecc.. e vedere queste opere rientra nel mio concetto di “passatempo” quindi no non sono imparziale quando si fanno questi discorsi che tendono ad accusare la cultura pop o nel vederla responsabile della violenza nella società o nelle relazioni

  34. Il rasoio di Occam ha detto:

    Riflettevo sull’ accusa al femminismo di ridursi a parlare di cose poco rilevanti. In realtà basta osservare i principali blog femministi e siti per vedere che si occupano di temi che spaziano dalla violenza, all’educazione, alla politica, alla storia, alla filosofia, all’infanzia.
    Ma questi articoli giacciono quasi sempre privi di commenti maschili, mentre basta menzionare l’oggettificazione femminile nei media per essere invasi dai commenti bellicosi di gente mai vista né sentita. Allora, più che accusare il femminismo perché si occupa di pop culture, forse il problema è che molti uomini non si accorgono o non si interessano del femminismo fino a quando non parla delle donnine nude. A parte qualche commentatore femminista affezionato, l’italiano medio si disinteressa completamente delle questioni di genere fino a che non si sente toccati nei loro interessi personali. Non è che quando si parla di cose “rilevanti” loro partecipano. Nel migliore dei casi, non considerano le disuguaglianze affari loro. Tra l’altro, l’ostilità e il volume delle reazioni basta a smentire che stiamo parlando cose irrilevanti. D’altronde se uno non crede all’influenza dei media, che senso ha opporsi con tanta veemenza a cambiamenti ragionevoli come una rappresentazione più varia e realistica delle donne? Il maschilismo è un sistema di idee, e le idee non si trasmettono col DNA, ma attraverso la cultura. La cultura popolare è un linguaggio condiviso (quasi) da tutti. Chi pensa che esista un ambito culturale che non risente del sessismo, e che debba essere ‘protetto’ dalle critiche femministe, è molto molto ingenuo, o molto molto in malafede. D’altronde quando il paziente urla, vuol dire che hai messo il dito sulla piaga.

    • Il rasoio di Occam ha detto:

      “L’italiano medio si disinteressa completamente delle questioni di genere fino a che non si sente toccato nei suoi interessi personali”.

      Ecco cosa succede a non rileggere -.-‘

      • Vale ha detto:

        Rasoio, la tua analisi è perfetta. Mi complimento. Anch’io ho notato con disappunto la faccia tosta di certe persone che, se da un lato accusano il femminismo di preoccuparsi di idiozie, dall’altro difendono queste idiozie come se si stesse parlando di portargli via la casa con il gatto dentro. Forse, se ci sono così attaccati da negare l’ovvia situazione in cui viviamo, vuol dire che non sono poi idiozie…
        La verità è che sono PRIVILEGI (prodotti creati e pensati a loro uso e consumo, tailorati [per usare un inglesismo] sui loro gusti e sul loro modo sessista di pensare) a cui sono abituati e che non vogliono perdere.

    • Paolo ha detto:

      la rappresentazione anzi no la narrazione più varia oggi esiste già..ci sono personaggi femminili complessi quanto quelli maschili..non siamo fermi agli anni 50 (a proposito di super-eroi in quegli anni c’era già Wonder Woman comunque).

      (personalmente non intervengo solo sulle “donnine nude” intervengo quando ho qualche osservazione da fare, nei post di questo blog o altri che seguo in cui sono d’accordo su tutto intervengo poco semplicemente perchè non ho nulla da dire dato che sono d’accordo)

      • Vale ha detto:

        In realtà è provato che le donne in narrativa hanno molti problemi. Come autrici, o si rivolgono al pubblico femminile scrivendo romanzi rosa, o gli editori stessi consigliano loro di usare pseudonimi maschili, perché sennò non vendono (pare che i signori maschietti siano convinti che le donne possono scrivere solo boiate, ergo non comprano di principio i libri scritti da donne). E ti basta cercare qualche blog di letteratura nostrano per vedere sbandierata quest’idea, non serve citare chissà chi.
        Invece, quanto ai personaggi, nei casi in cui siano gli uomini a scrivere, i personaggi femminili sono quasi sempre stereotipati come madre/fidanzata/amante/ecc. Nessuna valutazione psicologica sembra andare oltre l’analisi del di lei ruolo che la società patriarcale ha stabilito per lei. Per dire che le rappresentazioni più varie ci-sono-col-picchio. Per quanto mi riguarda, alla prima scena “secsy” che leggo, getto il manoscritto nel cestino. Sono stufa di questi pseudo aspiranti autori che si sentono trasgressivi a scrivere l’ennesimo libro in cui una donna affascinantissima decide che non c’è nulla di più bello al mondo di andare a prostituirsi… -_-‘
        Se non si sono documentati neppure per una cosa così semplice, figuriamoci per tutto il resto del romanzo.

      • Paolo ha detto:

        non sono per niente d’accordo sui personaggi.ci sono autori uomini che scrivono personaggi femminili complessi e credibili quanto quelli maschili

        e l’essere moglie/fidanzata/ madre d non vuol dire che il personaggio sia insulso, stereotipato o non credibile. E anche mostrare un lui che salva lei non è di per sè maschilista
        Basti pensare a Rachel Dawes nei due Batman di Nolan: sebbene il personaggio apparentemente possa ricordare la classica “damigella in pericolo”..bè è tutt’altro che un personaggio insulso, è credibile, è vera

      • Paolo ha detto:

        quelli che non comprano un libro solo perchè l’ha scritto una donna sono dei coglioni

      • Vale ha detto:

        “non sono per niente d’accordo sui personaggi.ci sono autori uomini che scrivono personaggi femminili complessi e credibili quanto quelli maschili”
        certamente: tipo l’1% degli autori. E scusa se mi permetto di commentare in quello che è il mio bacino di indagine!
        Quanti manoscritti ti capitano sottomano da valutare? A me un buon numero. Sai quanti si aprono con una scena “secsy” nel primo capitolo o nell’introduzione? Una buona metà di quelli scritti da uomini. Sai quanti “romanzi” altro non sono che la masturbazione su carta dell’autore? Un buon 80% di quelli scritti da uomini.
        Poi si può parlare di trama, SDT, caratterizzazione, verosimiglianza, ritmo, stile e grammatica. Ma l’80% è già da buttare a priori. Poi dimmi te se il problema non è grave.
        Ah, inutile dire che la scena dell’inseguimento col cattivo dura mezza facciata, ma la scena di sesso (penosa T_T ) dura dodici pagine. Quando si parla di intelligente suddivisione della storia…
        Nella quasi totalità di storie scritte da uomini, le donne sono lì come sfondo, come comparse o come premio per il protagonista. Nelle storie scritte da donne, gli uomini occupano comunque variegate parti della narrazione.
        Ma sarà sicuramente un caso…

      • Paolo ha detto:

        evidentemente sei molto sfortunata nelle tue letture.Gli autori (professionisti) d fumetti, romanzi, film che seguo sono molto più variegati. Quanto alla scena sexy di per sè non è uno schifo, dipende da come è scritta (scrivere scene di sesso credibili in un romanzo è difficilissimo)

      • Vale ha detto:

        😀 😀 😀
        Sei uno spasso! Temo purtroppo di saperne molto più di te di letteratura. Fatti qualche corso di editing e poi ne riparliamo 😉
        Questo è il bello di te: non ti poni nemmeno per un istante il dubbio che magari gli altri hanno delle conoscenze tali per cui la loro opinione è basata su fatti più solidi di quelli che hai a disposizione tu. I tuttologi non esistono. E tu non sei onnisciente.
        Quanto alle scene di sesso, o stai scrivendo un romanzo erotico, o devono occupare uno spazio nella trama adatto alla loro importanza (e cioè quasi nullo, se il genere non è erotico). Se il romanzo è un giallo, tanto per fare un esempio, non ci possono essere più pagine dedicate al sesso che alle indagini. Ci arrivi, ora?
        E sì, l’autore medio scrive molto, molto, molto, ma molto male.

      • Paolo ha detto:

        io ne leggo di romanzi gialli e pagine e pagine di scene di sesso non ne ricordo, non mi pare che in Dan Brown ci siano pagine e pagine di sesso (e non è un grande scrittore). Poi certo che nei romanzi erotici il sesso è più importante ma stabilire che negli altri generi conta quasi zero è una tua idea non è una verità assoluta scolpita nel marmo (così come non è verità assoluta dire “il tal film/fumetto/telefilm/libro è sessista il tal’altro no”), il sesso fa parte della vita e se un autore di fantasy ce lo vuole mettere come fa ad esempio George R R Martin può farlo tranquillamente. Non vedo perchè bisogna confinare il sesso nel romanzo erotico o l’amore nei romanzi Harmony. 22/11/’63 di Stephen King è una bellissima love story (e c’è pure il sesso come c’è nei libri di Saramago)

      • Vale ha detto:

        Cito me stessa:
        “Quanto alle scene di sesso, o stai scrivendo un romanzo erotico, o devono occupare uno spazio nella trama adatto alla loro importanza ”
        chi ha parlato di eliminarle dalla trama? Io ho detto che devono rivestire un ruolo adatto all’importanza che hanno in una trama (cioè possono essere preponderanti solo se il genere narrativo è un romanzo erotico). Quello che ha capito male, di nuovo, sei tu.
        Qualcuno ha parlato di grandi autori (rimaneggiati dagli editor e dalle case editrici fino alla nausea)? Non io, io ho parlato di manoscritti (conosci la differenza? Direi di no). Di nuovo, hai capito male tu.
        Sai, ti stupirà, ma dopo che spari una cagata dietro l’altra per difendere posizioni indifendibili, potresti pure degnarti di chiedere scusa agli altri commentatori esausti, perché 1) fai perdere loro tempo a rimarcare l’ovvio, che evidentemente non sei in grado di capire da solo da parole scritte in quella che dovrebbe essere la tua lingua madre e 2) perché quando si sbaglia, si chiede scusa. È una forma di cortesia, giustizia e… dimostra di essere più che decenni.
        Seriamente: capisco perché la gente ti ignora. Ma lo ribadisco: potrai tornare qui a scrivere altri 300 commenti (essendo disoccupato, parti avvantaggiato causa disponibilità di tempo), ma non cambia di una virgola il fatto che pontifichi su cose che non sai e HAI TORTO.
        Continua a guardarti tutti i film e leggerti tutti i libri che vuoi. Ma non venire ad insegnare a me qualcosa di editoria.

      • Paolo ha detto:

        non leggo manoscritti, leggo il “prodotto finito” e giudico quello.
        ritengo di non dovermi scusare proprio di nulla, sinceramente dato che in questa conversazione non ho mai insultato nessuno nè ho infastidito il prossimo facendogli domande che nulla hanno a che fare con l’argomento della conversazione

      • Vale ha detto:

        La cosa per cui dovresti scusarti è l’atteggiamento supponente, l’ignorare i concetti espressi mille volte dagli altri e il trascinare i dialoghi all’infinito.
        E se tu leggi solo i prodotti finiti, quando una che legge manoscritti ti dice “il sessismo è così pervasivo che l’80% di quello che vedo va buttato in cestino, perché è ridicolo, causa sessismo”, allora dovresti rispondere “ah, davvero? Non lo sapevo, grazie dell’informazione”, e non ribattere “ma i romanzi che leggo io non sono così”, perché equivale a dire: “la macedonia è acida” e sentirsi rispondere, da uno che sta mangiando il gelato “no, la macedonia non è acida perché il gelato è buonissimo” -_-‘

      • Paolo ha detto:

        no equivale a dire io mangio macedonia migliore (è anche vero che non la mangio di lavoro)
        comunque confermo tutto ciò che ho scritto, e non metto in dubbio che a te tocchi leggere manoscritti pessimi

      • Vale ha detto:

        Credimi, un romanzo finito di un autore noto sta a un manoscritto esordiente, come una macedonia sta a del gelato (o forse a del tacchino arrosto!). E di nuovo, monta in cattedra e insegna agli altri il loro mestiere, mi raccomando. Ne saprai di sicuro più tu.

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