Crescere a Pornland

Una traduzione da Growing Up in Pornland: Girls Have Had It with Porn Conditioned Boys

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“[Voglio] una migliore educazione per quanto riguarda il sesso, sia per i ragazzi che per le ragazze, informazioni sulla pornografia, e il modo in cui promuove pratiche sessuali pericolose.”

Queste sono le parole di Lucy, 15 anni, una delle 600 ragazze australiane che hanno partecipato ad un sondaggio appena pubblicato e commissionato da Plan Australia e Our Watch. Il sondaggio, condotto da Ipsos, ha raccolto le risposte di donne di età compresa tra i 15 e i 19 anni residenti in tutti gli stati e territori.

Nel rapport, dal titolo Don’t send me that pic, le partecipanti hanno riferito che gli abusi sessuali on-line e le molestie sono endemiche. Oltre l’80% ha dichiarato che è inaccettabile che i fidanzati richiedano loro immagini nude.

Il bullismo e le molestie sessuali sono parte della vita quotidiana per molte ragazze. I giovani parlano sempre di più di quanto questo ha a che fare con la pornografia – e dovrebbero parlarne ancora di più, perché sono loro quelli che hanno più da perdere.

La pornografia modella e condiziona il modo in cui i ragazzi vivono la loro sessualità,  e le ragazze vengono lasciate senza risorse ad affrontare questi ragazzi saturi di porno.

Negli ultimi anni il mio impegno con le giovani donne nelle scuole di tutta l’Australia conferma che stiamo conducendo una sorta di esperimento pornografico sui giovani – un’aggressione al loro sano sviluppo sessuale.

Se ci sono ancora dei dubbi sul fatto che il porno abbia un impatto sugli atteggiamenti ed i comportamenti sessuali dei giovani, forse è il momento di ascoltare i giovani stessi. Le ragazze e le giovani donne descrivono come i ragazzi facciano loro pressione per convincerle a compiere atti ispirati al porno che consumano abitualmente. Le ragazze raccontano che si aspettano che sopportino cose che non procurano loro alcun piacere.

Alcuni vedono il sesso solo in termini di prestazioni, in cui ciò che conta di più è che il maschio goda. Ho chiesto a una quindicenne della sua prima esperienza sessuale. Lei ha risposto: “Penso che il mio corpo fosse OK. Sembrava che a lui piacesse“. Molte ragazze sembrano tagliate fuori dal proprio piacere o dal senso di intimità. Che lui abbia goduto è la cosa più importante. Le ragazze e le giovani donne si sentono obbligate a dare ai ragazzi e agli uomini quello che vogliono, ad adottare ruoli e comportamenti pornificati, e percepiscono i loro corpi come supporti di sostegno al sesso. In un mondo pornificato, le ragazze crescono imparando che i loro corpi sono stazioni di servizio per la gratificazione e il piacere maschile.

Alla domanda “Come fai a sapere se piaci ad un ragazzo?,” Una ragazzina Year Eight [tra i 12 e i 14 anni] ha risposto: “Lui ha ancora voglia di parlare con te dopo che lo glielo hai succhiato.” Uno studente di scuola superiore maschile ha detto ad una ragazza: “Se succhi il mio cazzo ti do un bacio.” Le ragazze devono fornire atti sessuali per ottenere scampoli di affetto. Una quindicenne mi ha raccontato che fare sesso non le piace per niente, ma togliersi il pensiero e farlo subito è l’unico modo per ottenere che il suo ragazzo si sieda a guardare un film con lei.

Sempre più spesso vedo ragazze Year Seven [tra i 12 e i 13 anni] che chiedono aiuto perché non sanno cosa fare di fronte sulle richieste di loro immagini nude. Ricevere richieste del tipo “mi mandi una foto della tue tette” è un evento quasi quotidiano per molte. “Come faccio a dire ‘no’ senza ferire i suoi sentimenti?” mi chiedono le ragazze.

Come il Plan Australia/Our Watch report ha riscontrato, le ragazze sono stanche di sentirsi sotto pressione per le immagini che non vogliono inviare, ma sembrano rassegnate al fatto che questa pratica sia considerata normale. I ragazzi usano le immagini come una sorta di moneta da scambiare, condividere e utilizzare per umiliare pubblicamente le ragazze.

Le ragazze Year Seven mi fanno domande su bondage e sadomaso. Molte di loro hanno visto 50 Shades of Grey (che è uscito per San Valentino). Mi chiedono, se vuole colpirmi, legarmi e mi perseguita, vuol dire che mi ama? Le ragazze sopportano  comportamenti umilianti e irrispettosi e interiorizzano in questo modo i messaggi della pornografia sul ruolo sottomesso che devono interpretare.

Mi capita di incontrare ragazze che raccontano di venire palpeggiate nel cortile della scuola, regolarmente molestate sessalmente a scuola o sul bus che da scuola le riporta a casa Mi dicono che i ragazzi si comportano come se avessero dei diritti sui corpi femminili. I difensori del porno dicono spesso che è fonte di educazione sessuale. E lo è: insegna anche a ragazzi molto giovani che le donne e le ragazze sono sempre lì per loro. [Imparano che] “No” significa “si”, oppure “convincimi”.

Le ragazze raccontano di essere valutate per i loro corpi, a scuola, che sono a volte messi a confronto con i corpi delle pornostar. Loro sanno che non possono competere, ma questo non impedisce loro di pensare che dovrebbero. Le richieste di labioplastica sono triplicate in poco più di un decennio tra le giovani donne di età compresa tra i 15 e i 24 anni. Le ragazze che non fanno la ceretta “brasiliana” ispirata al porno sono spesso considerate brutte o selvagge (dai ragazzi così come dalle altre ragazze).

Alcune ragazze soffrono danni fisici da atti sessuali ispirati al porno, tra i quali il sesso anale. Il direttore di un centro antiviolenza sulla Gold Coast mi ha scritto un paio di anni fa a proposito dell’aumento delle lesioni connesse al porno sulle ragazze a partire dai 14 anni, da atti tra i quali figura la tortura:

“Negli ultimi anni abbiamo avuto un enorme aumento di stupri commessi dal partner su donne dai 14 agli 80 anni e più. Il denominatore comune è il consumo di porno da parte dell’aggressore. Gli aggressori non sono in grado di distinguere tra fantasia e realtà, ritengono che le donne dovrebbero sempre essere disponibili, e sulla base del mito che dice “no significa si e si significa anale”, non solo sono del tutto ignari dei danni che possono procurare, ma mai e poi mai si pongono il problema del consenso. Abbiamo visto un enorme aumento di atti quali la privazione della libertà personale, lesioni fisiche, torture, il drogare, registrare e condividere filmati senza il consenso della propria partner.”

L’Australian Psychological Society stima che i ragazzi adolescenti sono responsabili di circa il 20% degli stupri di donne adulte e tra il 30% e il 50% di tutte le aggressioni sessuali sui bambini. Proprio la scorsa settimana, la professoressa Freda Briggs ha sostenuto che la pornografia on-line sta trasformando i bambini in predatori sessuali che replicano su altri bambini ciò che vedono nel porno.

Una rassegna della ricerca su “L’impatto della pornografia in rete sugli adolescenti” ha rilevato che il consumo degli adolescenti di pornografia su Internet è connesso all’interiorizzazione di determinate credenze, tra le quali l’accettazione del dominio maschile e della sottomissione femminile come paradigma della relazione sessuale, con le donne viste come “giocattoli sessuali ansiosi di soddisfare i desideri sessuali maschili. ” Gli autori hanno scoperto che “negli adolescenti che fruiscono materiale sessualmente esplicito e violento è sei volte più probabile riscontrare comportamenti sessualmente aggressivi rispetto a quelli che non mai stati esposti a simili filmati.”

Ho chiesto alle ragazze che messaggi vorrebbero che io trasmettessi ai ragazzi. Finora, i messaggi includono: “basta dirci che siamo bagnate”, “basta commentare i nostri corpi”, “basta chiederci foto”, “le battute sullo stupro non sono mai divertenti” e “il sesso prima dell’età del consenso è illegale”.

La proliferazione e la diffusione di un immaginario ipersessualizzato e pornografico rende una sana esplorazione sessuale quasi impossibile. Il dominio e la conquista non sono temperati da limiti quali il rispetto, l’intimità e un’autentica connessione umana. I giovani non stanno imparando a conoscere l’intimità, l’amicizia e l’amore, ma solo crudeltà e umiliazione. Come è emerso da uno studio recente:

“La pornografia mainstream online è prevalentemente incentrata su atti violenti e degradanti verso le donne, i comportamenti sessuali esemplificati nella pornografia sono privi di intimità e tenerezza e rappresentano le idee patriarcali di mascolinità e femminilità.”

E intimità e la tenerezza è ciò che tante ragazze e giovani donne dicono di star cercando. Una giovane donna mi ha detto che sui siti di incontri inserisce nella categoria “fetish” il suo desiderio di guardarsi negli occhi con qualcuno e fare sesso con lentezza. Sostiene che se non inserisse questi desideri nella categoria “fetish”, nessuno degnerebbe loro una seconda occhiata.

Ma come potranno le giovani donne provare questo genere di esperienze con uomini indottrinati dalla pornografia? Lo psicologo Philip Zimbardo dice dei giovani: “Non conoscono la lingua del contatto faccia a faccia … l’eccitazione costante, il cambiamento, l’eccitazione per la novità li rende non in sincronia con le relazioni che si sviluppano lentamente – i rapporti che si costruiscono lentamente.”

E’ sbagliato lasciare l’educazione sessuale nelle mani dell’industria del sesso. Dobbiamo fare di più per aiutare i giovani ad opporsi alla visione distorta della sessualità veicolata dalla pornografia.

 

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Il ricciocorno schiattoso si dice sia stato avvistato in Svezia da persone assolutamente inattendibili, ma nonostante ciò non è famoso come Nessie.
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224 risposte a Crescere a Pornland

  1. Paolo ha detto:

    che i minorenni non dovrebbero guardare porno e che il porno non sia educazione sessuale è una cosa su cui posso concordare; che un uomo stupri o tratti la propria compagna senza nessun riguardo per il suo piacere solo perchè guarda troppi porno mi pare discutibile. E comunque parlando di relazioni tra persone adulte ma pure tardo-adolescenti: ma dare foto intime al partner non è segno di sottomissione, e quanto al “sei bagnata” se viene detto da un uomo adulto a una donna adulta all’interno di una relazione intima è totalmente legittimo, se la mia amante mi chiede se ho un erezione non ci vedo nulla di degradante. E ovviamente il sesso orale, fellatio o cunnilingus in una copia consenziente non ha nulla di degradante
    Il problema è che una donna di qualunque età che vive il sesso in una certa maniera viene stigmatizzata più di un uomo che fa le stesse cose. Questo deve cambiare.
    (affermare che le ragazze tutte cercano il sesso tenero e romantico è discutibile come affermare che ogni ragazzo è intriso di porno e vuole solo il sesso “violento” o senza coinvolgimento emotivo; in realtà ragazzi e ragazze possono cercare sia l’uno come l’altro e tante varianti ancora secondo i loro gusti e le loro inclinazioni ci sono ragazze a cui piace il sesso orale, fellatio e cunniligus e ragazze a cui non piace, io ad esempio sono maschio eterosessuale, il sesso orale sia dato che ricevuto mi piace ma il sesso anale non mi interessa in nessun modo , non mi interessa il sadomaso e tutto quell’armamentario di corde e roba varia, non mi interessa neanche il sesso senza coinvolgimento emotivo, ecco a me fare sesso lentamente guardandosi negli occhi non dispiace assolutamente anzi è il non plus ultra dell’eros per me ma non giudico sottomesso o potenziale stupratore chi ama un sesso diverso, ci sono tanti modi di farlo)

    • I problemi qui sono il disagio espresso dalle giovanissime e la loro vita sessuale tutt’altro che sana. Perché “sana vita sessuale” significa che il sesso praticato procura piacere e benessere.

    • Vale ha detto:

      Paolo, vorrei solo darti un’idea del problema. Parlo con un amico, ha 35 anni (quindi non un ragazzino) e, da quanto ne so, guarda porno “decente” (mi dicono si chiami softcore, non me ne intendo). Gli ho fatto presente che le donne si divertono “fuori” e non mi ha creduto. Qualche giorno dopo mi manda la foto di un sex toy di forma fallica e mi chiede cosa sono le “escrescenze” attorno. “Presente quando ti ho detto che una donna non ha bisogno di infilare niente per divertirsi? Ecco, servono esattamente per quello”. Secondo me ha creduto alle mie parole solo dopo aver visto quell’immagine.
      35 anni e qualche relazione all’attivo.
      Non è il problema che alle ragazze possa piacere o meno il sesso romantico, il problema è che mediamente i maschi credono di sapere, quando sono totalmente clueless. E sì che biologia alle medie l’abbiamo fatta tutti.
      Cito un altro amico “il porno non è educativo”, proprio no.

      Avevo letto da qualche parte che stavano facendo del porno femminista. Riccio, ne sai nulla?

      PS: sentiti libera di moderare il commento, se risultasse troppo scabroso.

      • Stanno presentando in giro questo progetto: http://www.lastampa.it/2016/09/15/spettacoli/il-porno-pu-rivoluzionare-lo-sguardo-della-donna-parola-di-ragazze-Wp9z1SdAvAoGlCozXNgGdO/pagina.html Sul progetto in sé non posso dire nulla, non avendolo visto.
        Certo, leggendo che è stata coinvolta Valentina Nappi sono rimasta molto delusa. Perché proprio lei? Perché coinvolgere una donna che ha dichiarato “A tutte queste femministe, fighe di legno, che si riempiono la bocca di violenza sulle donne e sciocchezze del genere dico: datela, datela, datela!” Perché coinvolgere una donna che ha dichiarato, più volte, che la vera violenza di genere è contro i maschi, che racconta che tutto ciò che conosce del sesso lo deve alla rete, alla pornografia online, che conosce la sessualità attraverso il porno (e quindi l’unica sessualità che conosce è quella veicolata dal porno mainstream)? Che genere di prospettiva alternativa sul sesso può proporre un’interprete con questo background, una donna convinta che il porno è perfetto così com’è, sono le donne (e soprattutto quelle preoccupate per la violenza) che devono cambiare? Ed anche fosse possibile che Valentina Nappi è in grado di partecipare costruttivamente ad un progetto “rivoluzionario” per le donne (ma quale sarebbe, poi, la “rivoluzione”?), pur essendo ferocemente anti-femminista e devota per sua stessa ammissione ad un immaginario fortemente patriarcale (cosa che io non credo, come non credo che Matteo Salvini potrebbe partecipare costruttivamente ad un progetto dedicato a sensibilizzare la popolazione sul problema del razzismo), ad livello simbolico che dice questa scelta? Come la recepirà il pubblico maschile?

      • IDA ha detto:

        Sono vent’anni che sento parlare di punto di vista femminile, porno femminista, queer, non sessista, qui,quo,qua. La pornografia è un business e questo fa parte del marketing, che serve a far accettare il porno a chi non è predisposto ad accettarlo. Pensano che cambiando lo schema narrativo, possa diventare, alternativo, sovversivo e rivoluzionario. Mia opinione è che non può esistere un porno alternativo, se il corpo femminile resta il luogo del piacere maschile.

      • Paolo ha detto:

        e il corpo maschile è il luogo del piacere femminile (in un rapporto eterosessuale perchè poi ci sono molte varianti), il sesso si fa in due (come minimo)
        Comunque il larvato disprezzo che gli attivisti anti-porn provano per il porno “femminista” di Erka Lust e il post-porno di Annie Sprinkle e tutti i tentativi di fare un porno diverso dal solito mi confermano che il vero obiettivo è abolire il porno (Dworkin e MacKinnon ci provarono già negli anni ’80 ma la Corte Suprema USa diede loro torto) ,non sono interessati a tutelare i miori: anche se tutti i consumatori di porno, uomini e donne fossero adulti maggiorenni e anche se tutte le attrici porno fossero donne libere e consapevoli come Sasha Grey gli attivisti anti-porn non sarebbero felici e continuerebbero la loro guerra

      • Su che basi sostieni che l’interesse manifestato da chi ha scritto questo articolo per il benessere degli adolescenti non è sincero?

      • IDA ha detto:

        “..e il corpo maschile è il luogo del piacere femminile” No. Perchè nell’immaginario erotico, femminile, non c’è l’uomo, ma un’altra donna, quella immaginata dall’erotismo maschile. Ma qui il discorso ci porterebbe lontani. Il porno femminista, non esiste e comunque possiamo dare qualsiasi aggettivo ma rimane sempre sessista e discriminatorio. Perché sessista e discriminatorio è il rapporto tra i sessi nella società. Credo che sia impossibile cambiare la struttura sessista del porno, se prima non si cambiano i rapporti sociali tra i generi. Ma il porno rende impossibile qualsiasi cambiamento sociale perché rafforza e fossilizza certi comportamenti originati dal patriarcato. Quindi, lo ammetto, se un domani la pornografia scomparisse totalmente io non ne sentirei la mancanza. La pornografia, ha distrutto l’erotismo, ha diffuso pratiche erotiche, che stranamente non sono molto piacevoli per le donne. (Deep-throating; Over-the-edge;Facial; Cumshot; Bukkake; Pearl necklace; Irrumatio ecc.. ecc) Sappiamo che molti adulti e adolescenti cercano di emulare ciò che vedono nella pornografia. Soprattutto Irrumatio, da non confondere con quello latino ne con breath play o breath control pratiche usate nel BDSM. Irrumatio e Over-the-edge sono la causa di diverse morti sospette. (donne naturalmene) morte pe infarto, dovuto ad una forte pressione sull’arteria carotide. https://it.wikipedia.org/wiki/Arteria_carotide Per esempio io ho cercato una pratica sessuale, che mi piacerebbe praticare, ma non esiste. Si chiama “pedata nei coglioni” sono certa che a molti uomini oltre che a meritarla, li piacerebbe.

      • Paolo ha detto:

        Ida il fatto che il facial (l’eiaculazione in faccia) non piaccia a te è più che legittimo, ti può anche fare schifo ma non puoi permetterti di dire che non piace a nessuna donna o che se una donna (adulta) dice che le piace è vittima del patriarcato.
        A me non piace il sesso anale, non mi piace il BDSM, non trovo nulla di eccitante nell’eiaculare in faccia a qualcuno MA se a una persona, uomo o donna, questo piace io non lo ritengo una pessima persona o una vittima del patriarcato o del porno malvagio, è una persona libera e degna come me, se fa queste cose con adulti consenzienti.
        “..e il corpo maschile è il luogo del piacere femminile” e invece confermo, tu pensi che i desideri sessuali delle donne adulte siano controllati dagli uomini, io penso che siano liberi e degni di rispetto e non cambierò mai idea anche se tutto il mondo mi dicesse che sbaglio. Una donna che fa pompini al suo amante perchè vuole farli, vuole farlo godere è libera, una donna che non vuole farli è altrettanto libera e va rispettata.E lo stesso vale per uomini e cunnilingus

      • IDA ha detto:

        Io non sto parlando di quello che piace a me, ne di libertà, ne esprimo giudizi su chi fa queste cose. Ho detto che si sono diffuse pratiche provenienti dalla pornografia, pratiche, che non sono il frutto di esperienze erotiche o amatoriali tra due o più persone, ma modelli imposti. Ho anche detto che alcune di queste possono essere pericolose, la consapevolezza dei rischi è un elemento importante nella libera scelta. Oppure no? Come ho ricordato, per vari motivi, nel sesso, non sempre le donne e lo dico per esperienza, fanno quello che vogliono. E sono convinta che l’80% delle donne sono dispose a dire anche che le piace. Infondo la donna, è l’unica categoria sociale che s’innamora e fa sesso con il suo oppressore e spesso anche i figli.

      • Paolo ha detto:

        quella di fare sesso con il proprio oppressore non riguarda tutte le donne eterosessuali

      • “la donna, è l’unica categoria sociale che s’innamora e fa sesso con il suo oppressore e spesso anche i figli.” Non significa “tutte” le donne del mondo indistintamente, quindi non occorre specificare.

      • IDA ha detto:

        Perchè gli uomini sono tutti oppressori? Non credo!

      • IDA ha detto:

        “anche se tutte le attrici porno fossero donne libere e consapevoli” Quindi non tutte sono libere e consapevoli ma è un altro problema. Ma mi chiedo come mai, tutte le attrici porno, sono libere e consapevoli solo quando fanno le attrici, dopo no? “Anche se quella fase della vita è finita, la presenza dei suoi lavori su internet continuerà ad impedirle di essere una insegnante rispettata”.. http://www.blitzquotidiano.it/photogallery/stacie-halas-ex-attrice-porno-tiffany-six-ex-professoressa-giudice-consanna-no-insegnamento-1452544/
        Perché un’ex attrice porno non può essere rispettata? Perché alle ex attrici porno, possono essere tolti i figli. Non può essere una buona madre perché da giovane faceva pompini e doppie penetrazioni? L‘industra del porno con tutti i miliardi di dollari che fattura ogni anno, ha mai fatto qualcosa per cambiare questa cose? I sostenitori del porno, sanno quale è il destino delle ex attrici porno? ( ricordo che l’attività media delle attrici porno è passata da 5 a tre anni). Il porno-femminista cosa fa per le ex attrici? Per gli attori è totalmente differente, perché molti non sono riconoscibili e poi un attore porno è figo, scopa e si fa pagare, una donna no, è una troia e non può essere rispettata.
        http://www.tio.ch/News/People/Curiosita/1041565/Ex-attrice-porno-allontanata-da–X-Factor-/

      • Paolo ha detto:

        guarda che stai parlando con uno che considera le attrici porno persone rispettabili quanto ogni altro essere umano (personalmente sasha Grey e Moana Pozzi mi ispirano più rispetto e stima di altri morigeratissimi personaggi) e soni contrario a ogni discriminazione nei loro confronti.
        Ah, personalmente anche a me non cambierebbe nulla se il porno sparisse domani, così come non mi cambierebbe nulla se sparisse il gioco d’azzardo, non per questo voglio vietarlo a tutti. La nostra società è piena di cose dannose come e più del porno mainstream (cibi spazzatura, gioco d’azzardo, sigarette, superalcolici) cose legali e nessuno ne auspica l’abolizione eppure anche queste cose fanno male, anche il fumo, l’alcool, il gioco d’azzardo, i cibi pieni di grassi, zuccheri e colesterolo possono portare alla rovina degli esseri umani, anche per produrre queste cose vengono sfruttati dei lavoratori eppure nessuno ne sogna l’abolizione, ci si accontenta di vietarle ai minori e di informare il pubblico sui rischi che comporta l’abuso di queste cose, mi domando perchè ciò che vale per il gioco d’azzardo, per il fumo, per l’alcool, per il cibo spazzatura non vale per il porno; perchè ciò che vale per le persone che lavorano nell’industria tessile non debba valere anche per gli esseri umani che lavorano nell’industria pornografica: si combatte lo sfruttamento lavorativo all’interno del settore non il settore stesso

      • IDA ha detto:

        No. Paolo, io non sto e non voglio parlare di te, stavo parlando di quella ipocrisia dei porno fruitori e di femministe pro-sex , che va bene quando fa l’attrice porno, ma non più quando la stessa insegna ai loro figli. Oppure quando partecipa ad una televisione televisiva che è vista dalle famiglie. Perché le famiglie la possono vedere su internet, ed è libertà. Si disinteressano del destino di queste persone e le colpevolizzano. È la mistificazione che c’è intorno al porno. Il porno non è libertà, non è espressione di libertà, ma di oppressione di un genere su un altro. Ripropone unicamente modelli vecchi e patriarcali. Il porno non ha nulla a che fare con il sesso perché è un prodotto che segue solo le leggi di mercato.
        Questi sono argomenti che non possono essere trattati, ti dicono che sei contraria perché non ti piace il sesso, il porno è sessista perche la società è sessista e va accettata così come è. Che sei moralista, bigotta ecc.Ti attribuiscono concetti che non hai espresso pur di negare e minimizzare i problemi che hai esposto. Le femministe pro-porno fanno gli stessi ragionamenti dei papponi e non a caso usano gli stessi luoghi comuni. E usano lo stesso schema, sia nella pornografia che nella prostituzione. Dicono di essere femministe ma usano concetti sessisti, partono dal presupposto che la pornografia esiste solo perché ci sono le attrici che accettano di fare certe cose, la prostituzione esiste solo perché ci sono le prostitute. Perché deve essere importante il consenso dell’attrice e della prostituta? Quello del cliente no? Quello del pappone no? Del Regista, no? Dell’attore porno no? Perché si parte dal principio che l’attrice o la prostituta, possa non aver dato il consenso. E perché può essere l’unico soggetto che non può aver dato il consenso? Rispondendo a questa semplice domanda, si denota chiaramente il sessismo, il moralismo borghese e l’ipocrisia che si cela dietro i pro-porno.
        Poi io non ho mai parlato di divieti.

      • Paolo ha detto:

        non so quante femministe “pro sex” conosci ma quelle che conosco io e leggo su internet difendono le attrici porno anche quando “insegnano ai loro figli” e vanno nei programmi tv e si battono contro le discriminazioni cui è soggetto chi ha lavorato nel porno. Fammi il nome di una singola femminista pro porno che abbia mai impedito a una ex attrice porno di fare un altro lavoro, fammi il nome di una sola femminista sex positive che abbia mai stigmatizzat una pornostar comparsa come ospite in un programma per famiglie

      • IDA ha detto:

        Sii. Purchè stiano zitte e se parlano devono parlare bene del porno. Altrimenti vengono colpevolizzate, non sono credibili, sono delle fannullone, il porno non è un lavoro per tutte e quindi sono state delle presuntuose, ecc.. questi discorsi qui, non solo li fa Valentina Nappi, ma sono stati fatti tempo fa anche su questo blog da una commentatrice.

      • Paolo ha detto:

        tu hai parlato di insegnare ai figli, ti ho chiesto di dirmi quale femminista pro sex si opporrebbe a una insegnante con un passato (o anche un presente) nel porno. Ci sono stati dei casi di insegnanti ed educatrici che avevano un passato “poco morigerato” anche se non avevano fatto le pornostar, e hanno perso il lavoro per questo, ma non a causa delle femministe pro porno

      • Non mi pare che Ida abbia accusato le pro-porno di togliere il lavoro alle insegnanti…

      • Paolo ha detto:

        mi pare che sia stata Ida ad aver detto che le femministe pro-sex difendono le pornostar finchè queste non insegnano ai loro figli o ho capito male?

      • IDA ha detto:

        Ma dei fruitori di porno si.

      • Paolo ha detto:

        Ida, ti ripeto: nel primo messaggio non hai parlato dei fruitori del porno ma te la sei presa con il femminismo cosiddetto sex positive cioè quello non ostile al porno che si è opposto alla corrente capitanata da Dworkin e MacKinnon che ne chiedeva l’abolizione (e la Corte Suprema USA diede loro torto se non sbaglio); tu in un tuo precedente messaggio hai detto che le femministe non ostili al porno in realtà disprezzano le attrici porno e le discriminano impedendo loro di fare le insegnanti nelle scuole. Ti ho chiesto di citarmi una femminista sex positive che abbia impedito a una ex attrice porno di fare l’insegnante per via del suo passato. Prendo atto che non sei in grado di citarla

      • Ma dove l’ha detto “che le femministe non ostili al porno in realtà disprezzano le attrici porno e le discriminano impedendo loro di fare le insegnanti nelle scuole”? A me non risulta.
        Ida ha scritto – cito testualmente:
        “L‘industra del porno con tutti i miliardi di dollari che fattura ogni anno, ha mai fatto qualcosa per cambiare questa cose? [ovvero la discriminazione nei confronti delle ex attrici] I sostenitori del porno, sanno quale è il destino delle ex attrici porno? ( ricordo che l’attività media delle attrici porno è passata da 5 a tre anni). Il porno-femminista cosa fa per le ex attrici?”
        E’ una cosa diversa. Ida parla di un attivismo mirato ad eliminare la discriminazione. Almeno così io ho inteso il suo intervento.

      • Paolo ha detto:

        “stavo parlando di quella ipocrisia dei porno fruitori e di femministe pro-sex , che va bene quando fa l’attrice porno, ma non più quando la stessa insegna ai loro figli. ”

        questo è ciò che ha scritto Ida, non l’ho scritto io, lo ha scritto lei. , e mi correggo: se le è presa anche coi fruitori del porno ma gli ha accomunati alle femministe pro-sex, quindi secondo Ida anche le femministe pro-sex sarebbero fra quelli che non vogliono una ex ponostar come insegnante dei loro figli. Io ho chiesto a Ida di farmi il nome di una femminista pro-sex che abbia impedito a una ex attrice porno di fare la maestra di scuola, dov’è questa femminista pro-sex bigotta che vuole impedire a un’attrice porno di andare a insegnare nella scuola dei suoi figli per via del suo passato? Sto aspettando il nome

      • IDA ha detto:

        “No. Paolo, io non sto e non voglio parlare di te, stavo parlando di quella ipocrisia dei porno fruitori e di femministe pro-sex , che va bene quando fa l’attrice porno, ma non più quando la stessa insegna ai loro figli….”
        Ti riferisci a questo commento? Non si comprende quando parlo di uno e quando parlo dell’altro?

      • Paolo ha detto:

        sì mi riferisco a quel commento, tu parli di femministe oro-sex ipocrite che impediscono alle attrici porno di insegnare nelle scuole per via del loro passato pornografico, ti ho chiesto i farmi il nome di una di queste femministe ipocrite perchè che io sappia nè Nadine Strossen, nè Annie Sprinkle, nè Judith Butler nè nessuna delle femministe che si opposero alla campagna anti-porno di Dworkin e MacKinnon ragionano nel modo che tu dici

      • Valeria Palazzolo ha detto:

        Pardon, ma anche l’affermazione “le donne si divertono fuori” è fuorviante e rimanda a un immaginario un po’rigido. Io, senza entrare in dettagli, non mi ci riconosco affatto e non credo di essere una schiava del sesso patriarcale. Se il tuo amico avesse conosciuto intimamente solo una donna come me, e nessun porno, probabilmente sarebbe giunto a conclusioni simili a quelle a cui è giunto col porno. Diciamo piuttosto che ogni persona, uomo o donna che sia, si diverte a suo modo e che ha diritto di scoprire qual è questo modo senza che né il porno né un’idea astratta della sessualità possa guastare il piacere di farlo. Ecco.

      • Da come l’ho capita io, “si divertono fuori” era uno strano modo per rammentare l’esistenza del clitoride e il fatto che una donna, stimolandolo, può raggiungere l’orgasmo senza bisogno di essere penetrata da alcunché.

      • Paolo ha detto:

        mi riferivo agli attivisti anti-porn, gli eredi del duo Dworkin-mackinnon, non so se l’autrice sia un’attivista ma questo articolo sarà sicuramente ripreso sui siti anti-porn in quanto utile alla loro causa (che secondo me non è la tutela dei minori)

      • Vale ha detto:

        Esatto, Ricco, intendevo proprio questo, solo volevo evitare i dettagli, visto che questo sito è aperto anche ai minori.
        Comunque, Valeria, non ho i link sottomano perché sono da cell, ma pare che la quasi totalità delle donne provi piacere “fuori”. Capisci quindi che il non sospettare minimamente questa opzione è una lacuna abbastanza preoccupante…
        Senza nulla togliere ai gusti personali.
        Sarebbe come essere convinti che gli uomini si divertano coi gomiti, solo perché n porno ce lo hanno mostrato per anni. Poi hai a che fare con un uomo in carne ed ossa, tu passi mezz’ora a stimolargli i gomiti, lui non si diverte e tu sei frustrata perché lui è frigido. Rendo l’idea? 😉

      • Luna_di_perle ha detto:

        ““..e il corpo maschile è il luogo del piacere femminile” No. Perchè nell’immaginario erotico, femminile, non c’è l’uomo, ma un’altra donna, quella immaginata dall’erotismo maschile.” IDA, ancora con questa storia? Come fai a generalizzare così? Ma che donne conosci? Fra l’altro, hai nominato tutta una serie di pratiche che si vedono nei porno che probabilmente conoscete solo tu e altri quattro gatti (conoscevo solo bukkake e credo siano davvero pochi gli uomini che si eccitano a guardare certa roba dai).

      • Luna_di_perle ha detto:

        A Facial.. sarebbe l’eiaculazione in faccia.. non sapevo avesse questo nome.. questa sì, credo piaccia a molti uomini.. Cmq credo che quando qualcuno me la proporrà io dirò di sì, a patto che poi lui mi pulisca la faccia con la sua lingua. Sicuro mi mandano a quel paese ahaha e poi non devono assolutamente sporcarmi i capelli..

      • Luna_di_perle ha detto:

        “La pornografia, ha distrutto l’erotismo, ha diffuso pratiche erotiche, che stranamente non sono molto piacevoli per le donne. (Deep-throating; Over-the-edge;Facial; Cumshot; Bukkake; Pearl necklace; Irrumatio ecc.. ecc)” Allora, ho googlato queste pratiche.. credevo fossero chissà quali pratiche estreme e umilianti visto che avevo letto “bukkake”, le altre non sapevo avessero un nome specifico ma le conoscevo.. Il corrispettivo al femminile del Over-the-edge è il face-sitting, nei porno c’è e lui rischia di soffocare (infatti viene considerata anche una pratica Bdsm).. Entrambe le pratiche non le considero affatto “umilianti” né sessiste, ma anzi, una possibile manifestazione di intimità del rapporto e di estrema fiducia fra i due partner. Non ho capito cosa ci sia di sessista e “umiliante” nel Pearl necklace, visto che sarebbe il possibile finale di una spagnoletta (che a me personalmente come pratica non attira, ma sono gusti..).

      • Tu continui a parlare di pornografia come se parlassi della vita sessuale delle persone. Eppure, in qualche commento precedente, hai espresso la convinzione di comprendere perfettamente la differenza fra l’intimità e la pornografia…

      • Luna_di_perle ha detto:

        Cioè? L’intimità può includere anche quelle pratiche, no? Per intimità non intendo un sentimento d’amore, intendo più che altro la fiducia reciproca.. Non necessariamente la confidenza, visto che conoscendo le persone, e ancora di più gli uomini, stanno sempre lì a giudicare se c’è qualcosa di sbagliato oppure no nella tua sessualità, magari basandosi anche sulla pornografia, che è stata “normalizzata” (tutto ciò che viene raffigurato poco o niente viene considerato “anormale”) ma questo discorso non riguarda solo la pornografia ma tutta la cultura della società, e come viene “stereotipizzato” il sesso.. e quindi viene difficile prendere confidenza a livello sessuale con un maschio, soprattutto se ha poca fantasia, e magari solo per “adeguarsi” si basa sul porno..

      • Luna_di_perle ha detto:

        “Mia opinione è che non può esistere un porno alternativo, se il corpo femminile resta il luogo del piacere maschile” Non ho capito, cosa vuol dire? E quale dovrebbe essere il luogo del piacere maschile allora, scusa? O volevi semplicemente dire che il corpo femminile deve essere il luogo del piacere femminile? E allora condivido. Se volevi dire questo, è fraintendibile, ci ho messo un po’ a capirlo.

      • Luna_di_perle ha detto:

        Cioè, nel senso che la donna deve pensare al suo corpo come un corpo che dà piacere a se stessa prima che all’uomo, in quel senso intendeva/i IDA?! L’uomo ovviamente pensa già al suo corpo come a un corpo che serve a dar piacere a se stesso.

      • Luna_di_perle ha detto:

        Ma da quello che dice IDA quelle pratiche sarebbero sbagliate a prescindere, cosa che non condivido. Poi cmq se sparisse il porno io ne sentirei la mancanza.. Sento già molto la mancanza di maschi nudi in foto di quelli che piacciono a me (non di certo l’uomo macho stereotipato ma ragazzi più semplici sia nei lineamenti del volto che di corpo) e ogni volta che ne trovo qualcuno per “toccarmi” mi ritrovo sempre in pagine per omosessuali -.-” è assurdo

      • Paolo ha detto:

        nel cinema e nelle serie tv non porno ma con scene erotiche esplicite (che giustamente racconta anche il sesso e l’eros), maschi belli fisicamente e mezzi nudi non mancano

      • Quelle pratiche sono offensive non per ciò che viene fatto, ma per il significato che ad esse è attribuito dal genere che le tratta, ovvero la pornografia. Nell’altro post sull’argomento (https://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/2014/11/04/perche-notallporn-non-e-un-argomento/) si parla di hate speech, ovvero di descrizioni che denigrano le protagoniste femminili, definite “stupide, stronze ecc.”, per non parlare dell’abuso di verbi come “punire”.

      • Luna_di_perle ha detto:

        Ricciocorno, sugli epiteti poco carini che vengono usati condivido anche io, soprattutto “troia”, e infatti si dovrebbe parlare di “porche”, esattamente come si parla di “porci”, in senso neutro o come un complimento ovviamente. Infatti si leggono cose squallide nei titoli, tipo “Due troie fanno.. questo o quello”. Se ci fosse scritto “Due gran porche fanno.. questo o quello”, il significato sarebbe completamente diverso secondo me. Insomma, quelle sarebbero le “troie”, in senso dispregiativo ovviamente, da distinguere come categoria dalle altre donne “non troie”.

      • Luna_di_perle ha detto:

        Paolo, cosa c’entra? Fra l’altro ho notato che più di una volta hai citato Jamie Dornan in 50Sfumature e poi quell’attore di Twilight che fa il licantropo.. guarda che le inquadrature sui loro pettorali e addominali non c’entrano nulla con l’erotismo, li mettono per attirare bimbeminkia. Sono scene fini a se stesse e sono sicura che lo sai bene anche tu. Cmq io parlavo di immagini di nudo integrale, esplicite, non credo che tu le conosca. Ce ne sono sulle pagine per gay, mentre pagine così per donne etero non esistono.

      • Paolo ha detto:

        io parlo di film e nei film non porno, i nudi integrali sia maschili sia femminili ci sono ma sono rari proprio per evitare l’etichetta porno

    • Caterina ha detto:

      ” in realtà ragazzi e ragazze possono cercare sia l’uno come l’altro e tante varianti ancora secondo i loro gusti e le loro inclinazioni”
      Questo implica una conoscenza di sé e del sesso non banale. Se tutto quello che sai del sesso lo hai imparato dal porno o dai romanzi rosa o dai film di Hollywood è possibile che ti venga da rifiutare qualunque cosa esca da certi schemi e che tenterai di rientrare in certi schemi noti di comportamento. Dal primo bacio alla prima volta a tutti i passi successivi. Salvo riuscire a costruire un rapporto di fiducia saldo e consolidato.

      • Paolo ha detto:

        i film di hollywood e non solo, raccontano l’umano. e francamente certi film di hollywood e non solo di holywood, gli farei vedere nelle scuole (non parlo delle 50 sfumature)

  2. Splendido ha detto:

    E infatti ti viene sbattuta la verità in faccia, ma tu non pubblichi.

    • No, non pubblico link che rimandano al porno. Perché non pubblico porno. E comunque, parafrasando, un link (o due o tre) non fa primavera, dovresti riportare uno studio statistico in merito alle tematiche prevalenti nel porno mainstream.

  3. Splendido ha detto:

    Tralasciamo il fatto che quei link non rimandano al porno, ma a video di YouTube (non pornografici) e siti gestiti dai massimi livelli del porno italiano.
    Tu, che di fronte alla constatazione di quelle differenze biologiche fra i sessi che determinano le scelte di vita probabilmente esclami “sono ricerche in cui si vede quel che, per motivi culturali patriarcali, si vuol vedere” dovresti sapere bene che le statistiche, le ricerche, i risultati di questo tipo di indagine sono influenzati dai pregiudizi culturali di chi le svolge. Io ti ho pubblicato quei link, ma potrei indicartene una marea (non tanto consoni); questo è quello che nel mio piccolo, da non-professionista, ho indagato girovagando nella rete. Se ci fossero degli studi sull’argomento, se venissero condotti, li pubblicherei. È chiaro che il difetto relativamente a tali studi dipende dal monopolio che il femminismo detiene a livello teorico-preparatorio in relazione agli studi di genere. Se a livello pre-giudiziale gli studi di genere si orientano solo sulla condizione femminile e sulla assunta prepotenza maschile, i problemi di cui parliamo non emergono. Se tu ti occupi di femminismo e divulgazione, è una tua responsabilità impostare la questione in modo differente. Il maschio, se è vittima di una cattiva educazione, non lo è perché “non riesce a far sentire a suo agio la partner”, ma se è lui a non sentirsi a suo agio. Anche perché è proprio questo lo scopo di quella associazione che ti ho linkato: far sentire i giovani responsabili e colpevoli dei disagi e piaceri delle ragazze, renderli pronti a soddisfare ogni loro capriccio. Allo stesso modo di come funziona per la femmina. Ma probabilmente sto parlando ad un muro.

    • “Il maschio, se è vittima di una cattiva educazione, non lo è perché “non riesce a far sentire a suo agio la partner”, ma se è lui a non sentirsi a suo agio.”
      E questo perché? Perché in un “rapporto sessuale” (rapporto è una parola che indica una relazione, una connessione) l’unica cosa che dovrebbe interessare ad un individuo è il suo proprio benessere?
      Sei anche tu vittima di una “cattiva educazione”.
      Per quanto ti sembri impossibile da concepire, esistono dei rapporti nei quali nessuna delle persone coinvolte si sente a disagio.
      Per ciò che riguarda il disagio che il porno causa agli uomini, ci sono parecchi uomini che se ne occupano: http://tedxtalks.ted.com/video/TEDxGlasgow-Gary-Wilson-The-G-2;search%3Atag%3A%22tedxglasgow%22

    • Morgaine le Fée ha detto:

      Giá quando leggo la frase “differenze biologiche fra i sessi che determinano le scelte di vita” mi viene l’orticaria.Ci sono persone dei due sessi (biologici) che fanno le scelte di vita piú disparate tra loro, anche in ambito sessuale.

  4. Splendido ha detto:

    È chiaro che se non sei in grado di capire questi semplici problemi dopo aver letto tutto quel che hai letto e dopo esserti occupata per anni di femminismo, evidentemente non sei del tutto umana.
    Ben vengano quindi il patriarcato, la misoginia e la violenza legale sulle donne.

    • Hai ragione, non sono in grado di comprenderti. Pertanto è inutile continuare a dialogare, ti pare? Ti risparmio il disturbo di replicare. Sei bannato.

    • Chiara ha detto:

      E poi siamo noi a non capire: la chiosa dice tutto e da sola commenta tutto ciò che il sedicente splendido ha scritto fino a qui.

      • Morgaine le Fée ha detto:

        Da commenti in altri post mi sembra abbastanza evidente che lo Splendido (sic) cerca solo scuse per legittimare a se stesso il proprio desiderio di prevaricazione e violenza sulle donne. Sarebbe riuscito a infilare un commento del genere anche in un post sulla preparazione del puré.

    • R.M. ha detto:

      “Ben vengano quindi il patriarcato, la misoginia e la violenza legale sulle donne.”
      detto da qualcuno che al 99% non ha attorno alcuna donna (né come fidanzata, né come moglie ma neanche come amante) e compensa la carenza guardando porno che lo fanno sentire “al centro del mondo e del desiderio sessuale femminile (fasullo, ovviamente, visto che è recitato su ordini di registi maschili)”, per poi, a fine eiaculazione, nella sua cameretta, in solitudine, sproloquiare odio e veleno sui blog gestiti da donne che non staranno mai con lui proprio per la sua pretesa di dover essere “il centro del mondo, si fa come dice il mio pene”. è triste che questi maschi non riescono a capire che se una donna non sta con te non è perché non sei figo/non sei ricco (i deliri e le paranoie maschili che vengono ripetuti quando ricevono un “No”) ma perché sei disgustoso nel tuo ridurre una donna a un pezzo di carne che deve pure stare in adorazione del tuo pene.

      Il suo commento resti pure a testimonianza del grado di schifosità che riescono a raggiungere questi mascolinisti moderni.

  5. IDA ha detto:

    “la pornografia evita gli stupri”. Questa è un’affermazione che o meglio una delle giustificazioni adottate da decenni dai produttori pornografici. Come vediamo è solo un luogo comune, d’altronde i sostenitori del porno si basano molto su pregiudizi stereotipati e luoghi comuni. Lo stesso luogo comune è sempre stato portato a difesa dei bordelli e della prostituzione. Il senatore socialdemocratico Gaetano Pieraccini, nel 1950 in Senato accusava la Merlin, dichiarando se il progetto Merlin venisse approvato, ( la chiusura dei bordelli) questo metteva a rischio le donne italiane, soggette ad essere violentate dagli uomini che non avevano più i bordelli dove sfogarsi. Queste sono affermazioni che mi risultano altamente offensive nei confronti del genere maschile, ma mi risulta che nessun uomo se ne sia mai accorto. Sto divagando.
    Il problema della pornografia è che è di facile accesso e come abbiamo visto i ragazzi e le ragazze iniziano presto ad accedervi. Si formano sessualmente sulla pornografia che è sessista e diseducativa, per i motivi che sono stati ben descritti in questo articolo. I maschi considerano normale usare la donna, come oggetto sessuale per il proprio piacere, le donne, considerale normale essere usate, e destinate al piacere maschile. Si può dire che non c’è nulla di nuovo. Da sempre nella cultura patriarcale la donna è al servizio del piacere maschile, anche ai miei tempi, i maschi come impegno d’amore ti chiedevano di succhiarli l’uccello. La pornografia ha rafforzato questi concetti sessisti, e resi come norma nei rapporti tra i due sessi.
    Riccio grazie per questo articolo.

    • Paolo ha detto:

      ma succhiare l’uccello è per forza sottomissione? Lo è anche leccare la figa?
      E’ fuori dalla realtà immaginare una donna chenon lo fa per dare il “pegno d’amore”, una donna a cui piace succhiare l’uccello dell’uomo da cui è attratta? Ci sono uomini a cui piace far godere la compagna leccandole la figa, è un atto d’amore fatto solo per lei, perchè succhiare l’uccello sarebbe diverso?

      • E’ fuori dalla realtà immaginare un mondo nel quale una persona possa decidere autonomamente come vivere la sua sessualità? Senza sentirsi costretta a fare cose che non ha voglia di fare o senza aver paura di esprimere dei desideri che non sono in linea con quello che propone il mercato del sesso?

      • Paolo ha detto:

        quindi se la mia amante mi fa una fellatio o io le faccio un cunnilingus senza nessuna costrizione, perchè ci va di dare piacere all’altro e ci piace così siamo servi del “mercato del sesso”? Però ora sono curioso: mi spieghi in che modo devono trombare due adulti consenzienti per essere sicuri di non essere schiavi de mercato del sesso? Posizione del missionario? Devono ripetere “ti amo pucci pucci, sei il mio trottolino amoroso” mentre lo fanno? O devono scopare pensando a Catharine MacKinnon? Lo chiedo perchè posizione del missionario (anche con lei sopra, anzi meglio) e pucci pucci mi stanno bene ma pensare alla MacKinnon vorrei evitarlo se possibile

      • Vedi in questo post lo si spiega chiaramente, che un segnale è il senso di disagio, l’insoddisfazione, la mancanza di serenità. .. è già tutto nel testo. Questo tono polemico quindi a che pro? Da nessuna parte sta scritto che si sta organizzando una polizia del sesso che entrerà nelle camere degli adulti per regolare la loro attività sessuale.

      • Ti faccio notare che ad un certo punto è scritto “Alcuni vedono il sesso solo in termini di prestazioni”: cosa sono le prestazioni? Fellatio, cunnilingus, missionario smorzacandela… parlare di sesso in termini di “figure” lo fa sembrare un esercizio ginnico, nel quale un atleta è tanto bravo quante più difficoltà inserisce: ecco il pattinatore che fa un perfetto loop, un axel, un flip… e in fondo la giuria alza i cartellini col punteggio. Se si ricominicasse a parlare di sesso in termini di relazione, mirata al piacere reciproco, credo che tutti ci guadagnarebbero, adulti e ragazzi, risparmiandosi un bel po’ di ansia.

      • Paolo ha detto:

        mi scuso per il tono polemico, era notte fonda ed ero irritato per fatti miei. sono d’accordo che il sesso deve essere orientato al piacere reciproco in qualunque modo sia fatto. non credo che parlare di missionario o fellatio o cunnilingus voglia dire svilire la relazione, sono cose che esistono. quanto alla prestazione: voler saper far bene un cunnilingus per dare soddisfazione alla partner (e viceversa) o preoccuparsi che nella scopata goda anche lei è cosa legittima, e tra l’altro è l’esatto contrario del maschio egoista che pensa solo al proprio piacere e che secondo l’inchiesta sarebbe maggioritario negli adolescenti, si può obiettare: ma anche nel voler far godere la compagna non c’è una componente narcisistica nell’uomo? Probabilmente sì ma c’è anche nella donna e il narcisismo in certa misura, senza eccedere, può essere positivo

      • IDA ha detto:

        Paolo.. Je ne parle pas de soumission… Non parlavo di sottomissione, ma di concetti sessisti. Dici, ci sono uomini a cui piace fare un cunnilinguo alla compagna. Appunto uomini, ma non ci si chiede se a lei può piacere o no. Ma se a lui non piace e a lei si? Lei si deve arrangiare e rinunciare. Ma se a lui pace il fellatio e a lei no? Bene! Lei lo deve fare per essere accettata, anche se le fa schifo. Sintesi: Fellatio o Cunnilinguo, se a lei piace oppure no, non è contemplato. L’educazione femminile è basata sull’obbedienza, il sacrificio e il servire. Le donne non devono chiedersi cosa le piace, ma cosa piace a lui. Certo non sempre è così e non tutti sono così, ma la pornografia li rafforza e li rende normali, ma non solo stabilisce anche le norme. Spesso si parla di libertà sessuale in questi casi, ma la libertà sessuale non riguarda la donna. La donna è libera solo di servire sessualmente il maschio. Se una donna, decide di fare un pompino di sua iniziativa , è una “troia”. Vedi il caso Tiziana Cantone, ha fatto quello che tutti gli uomini chiedono sempre alle donne, con la differenza che lei lo ha fatto di sua iniziativa. Questa è stata la sua colpa e le è costata la vita. Di lei hanno fatto, parodie canzoni e magliette. Cosa centra la pornografia? Tutto, perché conosce solo questo linguaggio sessista e lo amplifica. Il filmato di Tiziana Cantone è stato pubblicato da più di 120 mila siti porno. Tutti con nome e cognome, accostato al termine “troia”. Perché questo è il linguaggio etico della pornografia. Basta leggere i titoli, le donne non sono persone, ma “troie” che succhiano il cazzo, che si fanno sbattere, che si fanno inculare, ecc..ecc. Un ragazzo di 10 o 12 anni che legge abitualmente questi titoli, perché non deve considerare normale, definire troie le sue coetanee? Perché un adolescente si deve porre la domanda se una cosa alla sua ragazza piace oppure no? La pornografia li dice che le donne sono li a soddisfare i desideri di lui, non quelli di lei.

      • Paolo ha detto:

        Ida, su Tiziana Cantone sai già come la penso, tutti quelli che l’hanno offesa e denigrata sono una massa di coglioni misogini e sessuofobi (disprezzare ciò che ci attrae è l’essenza della sessuofobia, le offese contro le donne libertine sono quanto di peggio ci sia.
        Per il resto: non ho mai incontrato una donna a cui non piacesse farsi baciare e leccare la figa dal (o dalla) partner ma da qualche parte esisteranno; se il cunnilingus alla donna non piace non se lo fa fare, se le piace e lui si rifiuta di farlo lo si lascia e si trova un altro più sessualmente compatibile con noi, e lo stesso dovrebbe fare un uomo che ama la fellatio o certi modi di fare sesso che a lei non piacciono. Nessuna donna deve essere obbligata a fare sesso in un modo che la disgusta, se decide di farlo per “far contento lui” o se un uomo che non ama leccare la figa decde di leccarla per far contenta lei è molto triste A che pro continuare a stare con una persona che trova disgustoso ciò che per noi è eccitante? Io adoro il sesso non starei mai con una donna che non ama il sesso quanto me o non ama farlo con me e magari abbozza per “farmi contento” non voglio un rapporto così, anche se fossimo compatibili sotto altri punti di vista (che pure contano) se non c’è intesa sessuale per me non può esserci rapporto amoroso, a massimo si resta amici. Perchè uomini e donne adulti continuino a stare con persone con cui la compatibilità sessuale è ridotta a zero, con persone che appunto si eccitano con cose che noi non vogliamo fare, per me è un mistero ma nessuno li obbliga a restare insieme se non loro stessi. Per il resto ho detto che sono d’accordo che il porno dovrebbe essere vietato ai minori sono a favore di progetti seri di educazione sessuale nelle scuole, ma niente mi toglie dalla testa che la questione degli adolescenti (che pure esiste) sia un cavallo di Troia (intendo la città,non l’insulto) da parte degli attivisti anti-porn per arrivare un domani ad abolire il porno tout court (e c’è anche la questione delle differenze tra hardcore e softcore, cosa è porno e cosa no, per me molte scene di sesso esplicito che si vedono in certe serie tv per adulti non sono porno ma per altri sì e quindi le disprezzano)

      • IDA ha detto:

        Paolo.. Sai noi donne siamo brave nel dire agli uomini cose che a loro piace sentirsi dire. (– Sto scherzando- ). Qui, se non sbaglio si sta parlando di Year Seven e Year Eight, non di persone adulte. Persone che si formano sessualmente sulla pornografia, apprendono il relazionarsi con l’altro sesso, dalla pornografia. Chi ha che fare con gli adolescenti, ( il mio ex compagno sono trent’anni che insegna in un liceo) mi diceva che i maschi sono sempre più “cinici e offensivi”, nei confronti dello loro compagne. E sempre di più ci sono ragazzi che trattano con disprezzo le ragazze e anche le ragazze tra di loro si offendono, tra di loro e non nei confronti dei maschi, con cui hanno atteggiamenti accondiscendenti. Anche lui si chiedeva se la pornografia possa avere influito su questi comportamenti.
        La vergogna, è un sentimento che proviamo tutti, ed è un sentimento indotto socialmente. Indica che noi apparteniamo ad un gruppo sociale e ne condividiamo i valori e i principi. ( per gruppo sociale è da intendere: famiglia, parenti, amici, colleghi di lavoro, compagni di scuola ecc..ecc..con ogni gruppo condividiamo valori e principi differenti, non a caso ci possiamo vergognare di alcune cose con i parenti, ma non con gli amici e viceversa)
        Questa premessa, per spiegarti che soprattutto da adolescenti; può sembrare strano, ma anche io ho avuto 15 anni. Soprattutto da adolescenti sono importanti le aspettative del gruppo in cui ti riconosci, e finisci di fare, quello che non vorresti fare. E come diceva Lev Tolstoj, non è importante fare quello che si vuole, ma di volere quello che si fa. Poi non si sta parlando dell’ideale come dovrebbe essere o a quale rapporto aspiriamo, ma di realtà, forse marginali, ma esistono e pongono dei problemi che non possono essere ignorati.

      • Morgaine le Fée ha detto:

        Paolo, non sono molto informata sulle discussioni tre varie femministe sul porno, ma immagino che ci siano prese di posizione diverse a seconda delle persone. Personalmente, penso che la discussione sul porno debba essere centrata su due punti (non in ordine di importanza):
        1) Che condizioni lavorative ci sono nell’industria del porno? Ho letto di situazioni molto degradanti. Possiamo considerarle accettabili? Non credo.
        2) Che tipo di porno viene prodotto? Cosa viene “consumato” come porno mainstream? Sono situazioni violente, degradanti soprattutto per la donna? Pericolose per la salute fisica e psichica? (ricordo un articolo a proposito di una certa “rosa”, tanto per fare un esempio, per non parlare del non-uso del preservativo).
        Che tipo di impatto hanno sulla sessualitá e sulla psicologia di consumatori e consumatrici?
        Non si tratta qui di eliminare il porno tout cort, ma di criticare il modo in cui viene prodotto, la sua espressione e l’impatto che ha, specialmente sui giovani e giovanissimi, che non hanno ancora la maturitá e i filtri necessari per vedere l’argomento in modo critico. Se non sbaglio, nell’adolescenza lo sviluppo delle capacitá empatiche non si é ancora completato.
        Queste mi sembrano critiche legittime e necessarie.

  6. gattarruffata ha detto:

    Ciao ricciocorno leggo sempre volentieri i tuoi post e ti ammiro molto per il lavoro che svolgi.
    Generalmente non commento, anche perché spesso quello che vorrei dire viene espresso egregiamente da altre/i.
    Questa volta però rompo il silenzio:)
    Riguardo al post che hai pubblicato,prima di tutto mi viene da dire: Mamma mia!!
    Non posso credere che la situazione sia così allarmante.
    SIcuramente il problema della pornografia di facile fruizione ha il suo peso, però mi chiedevo se questa industria non sia il sintomo, più che la causa del problema.
    Mi spiego meglio: leggendo nel post le reazioni delle ragazze agli atteggiamenti dei compagni, mi è sembrato più che evidente il fatto che queste ragazzine vengano cresciute con l’idea della loro marginalità rispetto alla figura maschile. SInceramente se a me, che adesso ho 40 anni, a tredici, quattordici anni, qualcuno si fosse approcciato nei modi che descrivono le ragazze avrei avuto una delle seguenti reazioni: sarei scappata urlando, o gli avrei dato una testata nei testicoli ( devo essere sincera, pavida come ero all’epoca, sicuramente sarei scappata urlando. che vuoi farci!).
    Voglio dire che il problema alla base di tutto è sempre lo stesso: la totale mancanza di autostima delle,.giovani, e meno giovani, ragazze. E l’altrettanto dis-educazione dei giovani, e meno giovani, ragazzi al rispetto di se stessi e delle altre. La libertà sessuale non è stata accompagnata dalla presa di coscienza. Gli stereotipi sono sempre gli stessi, esacerbati dalla paura che il patriarcato prova nei confronti della sua perdita di potere. La pornografia sempre più violenta è un danno per tutti, ma è inutile continuare a occuparsi e preoccuparsi dei margini quando è il centro (l’educazione e auto educazione) ad essere inesistente. l’amico trentacinquenne di Vale è un’esempio lampante: da una parte abbiamo un uomo di 35 anni che ignora l’esistenza e la funzione della clitoride cosa che, appunto, denota un disinteresse per la controparte. Dall’altra abbiamo delle donne che non sono riuscite a trasmettere all’amico di Vale le loro esigenze ( perché, se non ho letto male, lui ha avuto delle storie, immagino con persone adulte) forse proprio perché educate alla propria marginalità rispetto al possessore del fallo.
    Realmente, come si può pensare di cambiare la pornografia senza modificare la relazione fra i sessi? Senza puntare sul rispetto reciproco?
    Spero di essere stata chiara nell’esposizione e ti ringrazio nuovamente per aver creato questo spazio virtuale così fecondo.

    • E’ difficile che si possa spiegare un fenomeno per mezzo di un legame semplice di causa ed effetto; questo articolo non sostiene, infatti, che la pornografia sia la sola ed unica causa del preoccupante aumento delle molestie sessuali e degli abusi online fra i giovanissimi, come non è l’unica e la sola causa del disagio che provano le ragazze intervistate, ma che la fruizione di pornografia influenza il fenomeno, come sicuramente influenza lo sviluppo degli adolescenti, ma è solo uno dei fattori. Come ci ricordi tu, ce ne sono tanti altri.

    • Paolo ha detto:

      che poi la clitoride può essere stimolata anche durante il rapporto penetrativo

      • Vale ha detto:

        Certo, Paolo, ma ti rendi conto che CAPIRE che funziona così è una cosa, mentre sbattere il bacino contro il punto giusto PER CASO è un’altra? Se gli uomini capissero di più la fisiologia femminile, le lei sarebbero più soddisfatte e i lui meno frustrati. Beh, i lui a cui frega qualcosa del piacere della compagna.
        Eppure quando parli con gli uomini sono tutti (poche eccezioni) divinità del sesso. Poi parli con le loro compagne…

      • Paolo ha detto:

        a me risulta che la clitoride conta e che il rapporto penetrativo può essere piacevole anche per a donna

      • Vale ha detto:

        Al solito, tu non rappresenti l’intera popolazione maschile mondiale…

  7. Paolo ha detto:

    “Se si ricominicasse a parlare di sesso in termini di relazione, mirata al piacere reciproco, credo che tutti ci guadagnarebbero, adulti e ragazzi”

    ok ma questo non esclude di parlare serenamente di fellatio,cunnilingus e missionario, il sesso è fatto anche di questo: il piacere reciproco non si raggiunge attraverso corpi nudi avvinghiati, sudore, saliva, fluidi corporei che sgorgano copiosi, lingue che si toccano, bocche che leccano o succhiano i genitali, mani che ravanano di qui e di là, gemiti, graffi, urla. Sì lo so che prlre di queste cose è “disturbante” per qualcuno e rovina certe idealizzazioni ma il sesso nel concreto è questo e non c’è nulla di male a dirlo

    • Ma che vuol dire esattamente “parlarne serenamente”? Io parlo di coercizione. E quando parlo di coercizione mi riferisco a cose come questa: https://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/2015/04/06/il-consenso-2/
      Parlo di video nei quali si mostra che aggirare il consenso, ovvero profittare della situazione per compiere atti senza aver chiesto il parere del partner, in fondo è una cosa buona; video che mostrano che anche se lei inizialmente piange, poi alla fine cederà e sara pure felice, perché ciò che piace a lui è cosa buona e giusta. E’ di questo genere di diseducazione che si parla. E questo genere di diseducazione va contrastata con una sana educazione al rispetto reciproco.

  8. Gianni ha detto:

    la vostra posizione femminista attuale (che non ha nulla a che fare con il movimento di liberazione della donna americano e le sue più evidenti manifestazioni, come Woodstock, 1969) associa alla violenza sessuale, alla cattiva educazione sessuale dei giovani, la diffusione su larga scala del porno. Che il porno attuale proponga una visione in larga parte improponibile del rapporto sessuale è abbastanza chiaro …altrettanto sicuro è che vi sono parecchi filmati porno amatoriali, anche italiani, in cui le coppie consenzienti e coscienti danno luogo a fantasie per qualche verso simili a quelle propagate dal porno. Queste donne consenzienti, mature e adulte, in rete, sono da ritenersi deficienti o sottomesse ala maschio ? Ho qualche dubbio.
    sarebbe come dire che siccome esistono S.King, Tarantino o il film pulp, orribilmente pulp o di orrore, la gente va in giro a squartare le persone o succhiare loro il sangue come vampiri. Uscita dalle sale cinematografiche, la gente normale (ad esclusione di disagiati mentali o criminali), DI SOLITO non pone in essere azioni truculente ad imitazione dei film che guarda. Se lo fanno sono malati e avrebbero commesso reati a prescindere da letture o video horror.
    Idem per gli stupri, che esistono purtroppo da tanti anni e prima ancora della nascita dei giornaletti porno anni ’70.
    altrettanto deve dirsi per il porno, anche se ovviamente la visione per i minori andrebbe vietata in qualche modo attraverso sensibilizzazione e seri programmi scolastici di vera educazione sessuale.
    Infine, che non voi non siate rappresentative del mondo femminile è dimostrato dalla figura di
    Erika Lust, regista donna che propone un approccio al porno alternativo .
    Date uno sguardo, vedrete che non è nulla di male. E’ solo eccitante.

    • Oh grazie Gianni per aver riproposto uno dei temi meno femministi della storia del femminismo: la violenza sulle donne è solo il frutto della “malattia” di qualche singolo uomo disturbato e il contesto culturale è ininfluente.
      Ma ti prego, spiegami ancora il “vero” femminismo cos’è. Adoro un po’ di sano mansplaininig prima di andare a dormire 🙂 (Comunque non c’è bisogno che mi dai del voi…)

      • Paolo ha detto:

        di sicuro non è frutto del porno come i serial-killer non sono frutto dei film splatter, checchè se ne dicano i fredric wertham di turno (se non sapete chi fosse Wertham cercatelo su Google che non ho voglia di spiegarlo)

    • Vale ha detto:

      Gianni, forse per i film pulp in pochi li imitano, ma la ricerca riportata più su ha dimostrato che lo stesso non vale per il porno. Quindi sì, abbiamo un problema. E la differenza fra i dire comportamenti è probabile risieda nel fatto che, dopotutto, la società è anestetizzata alla violenza sulle donne.
      Poi, certo, non c’è peggior sordo…

    • IDA ha detto:

      Perché il porno con i movimenti di liberalizzazione cosa ha che fare?
      Ai tempi di Woodstock, la pornografia in America era vietata e non ricordo battaglie per il porno.
      Erika Lust Registra e produttrice, che cosa ci sia di alternativo nella sua produzione, ho ancora da capirlo. Dice: “Il porno rappresenta un’enorme parte della cultura in cui viviamo. Non possiamo semplicemente ignorare il porno, dobbiamo partecipare e discutere di questo genere così influente.” Sono d’accordo, con la differenza che lei ci fa i soldi discutendo di porno e io no.

      • Paolo ha detto:

        Ecco vedi tu pensi “Erika Lust fa i soldi col porno quindi è in malafede quindi è una cattiva persona”, io invece non lo penso affatto.
        tu pensi “questo modo di fare sesso è degradante per le donne, se una donna ADULTA dice che le piace sta sicuramente mentendo, i suoi desideri sono manipolati dal patriarcato, una donna non ha desideri sessuali suoi sopratutto se desidera cose che mi fanno ribrezzo” io invece penso che i desideri sessuali delle donne sono delle donne e sono liberi quanto i miei, che quella donna ha il diritto di amare quel modo di fare sesso come tu, e chiunque altro avete il diritto di schifarlo e rifiutarlo, ma possiamo rifiutarlo per noi stessi non per tutti.
        (quanto alla sparizione del porno basta sapere che cos’è porno e cosa no, perchè io ho sentito definire “porno” molte scene di sesso esplicito delle serie tv tipo Spartacus e Game of Thrones che per me non hanno nulla di porno, confesso che se quelle dovessero sparire mi seccherebbe alquanto).
        comunque Ida nel caso ti interessi: nel mondo del sadomaso esistono anche uomini a cui piace essere picchiati, frustati, immobilizzati e che la partner gli faccia la pipì addosso; forse a qualcuno piacerà anche prendere una pedata nei coglioni durante l’atto ma questo renderebbe difficile il sesso)

      • IDA ha detto:

        Io non dico che lei è in malafede, è lei che sostiene che chi è contraria al porno non ha capito nulla ed è in malafede. Io penso che sia un’ingenua se pensa di cambiare stando all’interno, non che è in malafede. Io sostengo che ha fallito tutti i suoi obbiettivi iniziali, dovrebbe prenderne atto. Faccio una semplice costatazione di fatto, dal momento che io condivido quella frase. Lei non ha cambiato nulla, io non ho cambiato nulla. Ma c’è una differenza ed è quella che ho detto.
        Io quello che penso l’ho scritto, di degrado, di desideri, non ne ho mai parlato. Soprattutto di desideri, che nella pornografia, l’attrice non fa l’attrice porno perché ha dei desideri sessuali. Le donne non sono libere, vedi Tiziana Cantone, pensava di essere libera, me le è costata la vita questa illusione.
        Il 30% del consumo di porno su internet, è ad opera di donne, (secondo alcune statistiche che ho letto io) gran parte sono adolescenti ma anche molte donne adulte. Non scelgono, il lesbo, il punto di vistaa femminile, o il porno femminista, ma la maggioranza si orienta sugli stessi gusti maschili, gonzo,rape, gangbang, interraziale, doppia penetrazione, anale ecc.. Perché questo? Perché gli uomini e le donne hanno le stesse fantasie erotiche? O meglio, perché le fantasie erotiche delle donne coincidono con i desideri degli uomini? Simone de Beauvoir ci da una risposta, che per me è la più plausibile, al contrario di te, io sono disposta a cambiare idea, se qualcuno mi porta un’ipotesi più credibile di quella fornita da Simone de Beauvoir ormai 70 anni fa, senza aver visto questi filmati porno.

      • Paolo ha detto:

        le donne adulte che guardano porno su internet guardano quello che hanno voglia di guardare e tu e io non abbiamo il diritto di sindacare o fare teorie sulle loro preferenze

      • IDA ha detto:

        Io non ho dato giudizi, mi sono posta solo delle domande, porsi delle domande su un comportamento non vuol dire sindacare sul comportamento.
        Perché gli uomini e le donne hanno le stesse fantasie erotiche? O meglio, perché le fantasie erotiche delle donne coincidono con i desideri degli uomini?
        Sono domande non giudizi.

      • Paolo ha detto:

        Andiamo Ida, le tue sono domane retoriche che hanno già la risposta incorporata: “se una donna guarda i porno è schiava del patriarcato”, ho letto centinaia di tuoi post da cui emerge implicitamente o esplicitamente questo pensiero (no, non chiedermi di citarti i virgolettati perchè non ho tempo e voglia e poi sai bene che sto dicendo il vero).
        E pi le fantasie non sono nè maschili nè femminili, sono fantasie a volte coincidono a volte no. Ci sono maschi a cui piace il sesso anale , a me non piace e sono maschio lo stesso e mentre mi piace il sesso orale non mi piace eiaculare in faccia che secondo i porno dovrebbe essere la fantasia di ogni maschio, non è la mia ma non giudico un porco chi ha questa fantasia, ci sono donne a cui piace fare certe cose e ad altre no. Due adulti consenzienti possono fare quel che vogliono incluse cose che io personalmente non vorrei fare, e io li ritengo liberi

      • IDA ha detto:

        Qual’è la risposta incorporata? “se una donna guarda i porno è schiava del patriarcato”? Io non ho mai fatto questa affermazione, che non ha senso. Il punto non è se uno guarda o non guarda il porno, ma le fantasie.
        ” le fantasie non sono nè maschili nè femminili, sono fantasie a volte coincidono a volte no.” No! Le fantasie femminile, spesso coincidono con i desideri maschili, le fantasie maschili, non coincidono con i desideri femminili.

      • Paolo ha detto:

        No! le fantasie di una donna coincidono coi desideri di quella donna, se quella donna incontra un uomo le cui fantasie coincidono con le sue è ok, altrimenti ci si lascia. Lo stesso per le fantasie maschili: le mie fantasie non coincidono con quelle di qualsiasi uomo sulla Terra, spero di trovare una donna che le condivida

      • IDA ha detto:

        Il porno a chi si rivolge?
        Cosa dice?
        Queste sono domande semplici e dirette e non incastronate o incastrate.

      • Vale ha detto:

        Paolo, ma porco cane, ok, non tutte le donne che fanno quello che si vede nel porno lo faranno per spinta sociale. E mi pare nessuno vada a incarcerarle per questo (salvo dare loro della pu****na tutta la vita, non dire di no!). Ma tutte le altre? Perché di questo si discute: quand’è che ci preoccupiamo anche dei gusti delle altre? Quelle che “si sottomettono” ai dettami del porno mainstream hanno questo diritto incoraggiato, oltre che garantito. Ma tutte le altre? Devono venire ostracizzate od obbligate come riporta l’articolo?
        La differenza è che noi ci preoccupiamo di tutte le altre (parecchie) la cui libertà sessuale non è garantita, mentre tu ripeti a pappagallo che se una è d’accordo con quanto già può fare, deve poter continuare a farlo. E chi ha detto di no???

        Ida, scusa, mi spieghi cosa intendi con questa frase più sopra? Non l’ho capita :-/

        <>

      • Paolo ha detto:

        Vale io mi sono sempre battuto contro la mentalità che da’ della puttana alle donne libertine e disinibite, e nessuno deve essere obbligato a fare niente, ma chi fa cose che a noi fanno schifo non è per forza una vittima manipolata.Io sono stato molto chiaro: nessuno deve essere obbligato, ma capite pure quel che volete, io sono stufo di ripetere (e oggi sono pure irritato per fatti miei).
        (rappresento la popolazione maschile quanto tu rappresenti quella femminile)

      • “chi fa cose che a noi fanno schifo non è per forza una vittima manipolata”: ma chi lo ha scritto? E dove? L’articolo qui sopra riporta le testimonianze di raggaze che “liberamente” si lamentano di uno stato delle cose.

      • Paolo ha detto:

        non ho messo in dubbio questo

      • E allora è di queste ragazze “libere” che si parla, e del fatto che sembrano essere la maggioranza.

      • IDA ha detto:

        Quale frase?

      • IDA ha detto:

        Vale.. Dicevi questa?
        “Perché il porno con i movimenti di liberalizzazione cosa ha che fare?
        Ai tempi di Woodstock, la pornografia in America era vietata e non ricordo battaglie per il porno.”
        Rispondevo a Gianni. 🙂

      • Luna_di_perle ha detto:

        “Perché gli uomini e le donne hanno le stesse fantasie erotiche? O meglio, perché le fantasie erotiche delle donne coincidono con i desideri degli uomini?” IDA, ma scusa come fai a dire queste cose? Leggi nel pensiero della gente? Comunque secondo me non è come dici tu, ma le donne rispetto agli uomini hanno una varietà di fantasie maggiore rispetto agli uomini, fantasie che includono sia il piacere femminile che quello maschile (ad esempio il cunnilingus ma anche la fellatio, perché no?), mentre gli uomini secondo me nelle loro fantasie hanno solo il loro piacere.. Hanno dei “buchi da fotter*” – mentre non penso che pensino minimamente al cunnilingus ad esempio, e magari nemmeno a essere “cavalcati” -, ma credo che il porno non c’entri assolutamente nulla, credo che il problema sia il residuo della mentalità secondo cui la donna sarebbe un angelo asessuato.

      • Paolo ha detto:

        a me essere cavalcato non dispiace (da una donna che mi attrae fisicamente e non solo) e anche il sesso orale mi piace darlo e riceverlo

      • Luna_di_perle ha detto:

        Paolo io parlavo di fantasie sessuali, che non sempre coincidono con cosa si vorrebbe fare nel concreto.

  9. gattarruffata ha detto:

    Sicuramente il porno violento influenza il fenomeno dell’abbrutimento, ma mi chiedo cosa influenza cosa? E’ il porno che influenza l’agire nel reale, o è il reale che influenza l’agire nel virtuale? Mi spiego meglio: se nella realtà non esistessero il maschilismo e la violenza di genere, vedrebbero la luce mostruosità pornografiche di tal fatta?
    Che poi tali mostruosità, una volta create e distribuite, contribuiscano a peggiorare la situazione da cui hanno avuto vita, è innegabile. Credo che si possa parlare di rapporto circolare.
    Ciò non toglie che, dal mio punto di vista, meno esaltazione della violenza c’è in giro, meglio è.

    • “E’ il porno che influenza l’agire nel reale, o è il reale che influenza l’agire nel virtuale?” Come dire: è nato prima l’uovo o la gallina? 🙂
      Di fatto, la prima proposizione non è in contraddizione con la seconda: considerare vera la prima non esclude il valore di verità per la seconda.

      • Paolo ha detto:

        quindi i film splatter sono allo stesso tempo colpevoli e innocenti per la violenza reale che si verifica nel mondo? Non concordo (ovviamente ai bambini non li farei vedere)

  10. quark ha detto:

    Il porno , la prostituzione , la pubblicità sessista …. A quanto pare per le commentatrici di questo blog tutte le donne che lavorano in questi settori sono tutte delle povere ragazze incapaci di intendere e volere sfruttate dalla cultura patriarcale (!) che le utilizza per assecondare i desideri sessuali degli uomini . Che stupido che sono , io che pensavo che invece lo facessero semplicemente per i soldi …

  11. quark ha detto:

    Allora diciamo quasi tutte … Senza voler andare fuori tema , ma che il 90 , 95 , 100 , 150 % delle prostitute sono vittime e sfruttate lo dite voi , mica io … Attendo con pazienza qualche studio femminista che mi spieghi che la stessa cosa vale anche per le attrici porno . Tra l’altro ho notato che quando parlate di donne libere che operano in questi settori , generalmente la parola ” libere ” la mettete sempre tra virgolette … magari le virgolette potete metterle anche per tutte quelle donne che lavorano in fabbrica , nei call-center , nelle imprese di pulizie …

    • Attendo con ansia che tu prenda coscienza del fatto che di tutto quello che leggi non capisci assolutamente niente. Sono costretta a considerare i tuoi commenti O.T., visto che non hanno nulla a che spartire coi contenuti di questo post.

    • IDA ha detto:

      Non mi sembra di aver mai messo la parola libere tra virgolette. Poi spiegami, il sessismo è determinato dalla condizione di libertà del soggetto? Se uno ha scelto di fare una pubblicità sessista, dal momento che ha liberamente scelto non è più sessista la pubblicità? Che cosa centra la scelta di un’attrice sul contenuto? E non ti sembra arrogante stabilire a priori che uno/a ha scelto? Decidi per gli altri?

  12. quark ha detto:

    Può darsi che sono andato un pò O.T. , ma sai , mi sembra che dai commenti precedenti questa storiella della donna sottomessa all’uomo viene fuori in modo esplicito …
    Leggo nel tuo articolo ” le ragazze e le giovani donne si sentono obbligate a dare ai ragazzi e agli uomini quello che vogliono , ad adottare ruoli e comportamenti pornificati ”
    Quando Ida scrive ” il porno non è libertà , non è espressione di libertà , ma oppressione di un genere su un altro ” . Diciamo che mi sono un pò concentrato su questo aspetto del dibattito , che nei tuoi post mi sembra non manca mai …

    • “le ragazze e le giovani donne si sentono obbligate a dare ai ragazzi e agli uomini quello che vogliono , ad adottare ruoli e comportamenti pornificati”: C’è un sondaggio che lo dice quark, lo dicono le ragazze stesse. Vallo a leggere e poi torna. Ho messo i link.

      • quark ha detto:

        Tranquilla , l’ho letto quel sondaggio… e continuo a pensarla come Paolo quando scrive
        ” che un uomo stupri o tratta la propria compagna senza nessun riguardo per il suo piacere solo perchè guarda troppi porno mi pare discutibile ” . Comunque sia , la tua ricetta quale sarebbe ? Vietare i siti porno ? Punire chi guarda i filmini porno ?
        Ad ogni modo , a me i siti porno non mi entusiasmano , mi annoio quasi subito …

      • Io mi sofferemerei su questa frase: “le ragazze vengono lasciate senza risorse ad affrontare questi ragazzi saturi di porno” e in particolare su quel “senza risorse”. Che tipo di risorse potrebbero tutelare le ragazze dal non sentirsi obbligate a fare ciò che non procura loro alcun piacere? E’ questa la domanda da porsi.

    • IDA ha detto:

      Il porno la prostituzione, tutte forme di libertà….. Cosa esprimono? Libertà! Il porno su internet sono più di vent’anni, al cinema 50 anni. Siamo in una società meno sessista e più libera? No, mi sembra proprio di no? Si dirà, non è un compito della pornografia, perchè è solo un prodotto commerciale. Bene allora cosa c’entra la libertà? La libertà di acquistarlo e di visionarlo? Bene nessuno lo vuole impedire, ma si può discutere degli eventuali effetti sui giovani, visto che entrano in contatto con il porno già a 6/8 anni? No! in nome della libertà non se ne può parlare. Si può mettere in discussione la valenza educativa del porno sui giovani, sugli adolescenti? E degli adulti che cercano di emularlo? Del giro di affari che genera? Del sessismo? Se ne può parlare o forse no, dal momento che l’attrice ha liberamente scelto è libertà e quindi è vietato parlarne.

      • Paolo ha detto:

        veramente la società di oggi è meno sessista di quella d cinquant’anni fa, ma non credo sia merito del porno.
        Comunque mi pare che nessuno qui abbia sostenuto che è cosa buona e giusta far vedere i porno a bambini di 6 e 8 anni. Tu Ida pensi che per salvare i bambini e il mondo intero sia necessario abolire legalmente la pornografia (non dire che non è vero, perchè a sto punto è chiaro che secondo voi divieti ai minori ed educazione sessuale nlle scuole non sono sufficienti se il porno rimane legale), altri hanno dei dubbi sull’efficacia di tale proibizione, e no non tutti quelli che hanno dei dubbi sono dei maiali patriarcali e misogini esattamente come non sempre chi è favorevole alla liberalizzazione delle droghe leggere è un cannarolo

      • IDA ha detto:

        50 anni fa la società era totalmente differente, ma dubito che fosse più sessista di quella di oggi. La legge sul divorzio, l’aborto, la riforma del diritto di famiglia, l’abolizione del delitto d’onore, oggi sarebbe impossibile.

      • Paolo ha detto:

        io non credo. sono ottimista, nonostante tutto

      • IDA ha detto:

        Quindi tutti quelli che sono contrari al porno in realtà hanno la segreta intenzione di proibire il porno? Dworkin e MacKinnon non so nemmeno chi sono, non conosco le loro motivazioni, e poi in italia c’è un dibattito o una proposta di legge per abolire il porno? Quindi non si può parlare del porno in maniera negativa, altrimenti si diventa dei criminali, dei proibizionisti? E bisogna parlarne solo bene..

      • Paolo ha detto:

        veramente è chi parla del porno in termini non negativi che viene spesso visto come un porco o un depravato se è un uomo, e una stupida o una perversa o una bugiarda se è donna.
        E nessuno qua sta affermando che il porno deve essere usato come educazione sessuale

      • IDA ha detto:

        Dove? qui? Io ho espresso codesti giudizi? Ma anche da altre parti non mi sembra. che siano espressi giudizi, come porco o depravato. Forse una volta.

  13. quark ha detto:

    Ti prego , non mi dire che servono soldi pubblici per aprire dei centri per ” ragazze vittime di uomini porno-dipendenti ” ! Seriamente , io punterei molto sull’educazione sessuale nelle scuole … ma per tutti , anche per le ragazze ….

  14. Vale ha detto:

    Scusate, rispondo a tutti qui perché da cellulare sennò è un disastro.
    Ida, mi ha cancellato la frase, non so perché. È quella in cui dici che il luogo del piacere femminile non è l’uomo, ma un’altra donna e il commento seguente.
    Paolo: no, io non rappresento tutte le donne, ma a differenza di te, l’articolo l’ho letto, l’ho compreso, e sto facendoti notare che MOLTE ragazze si lamentano della situazione. Iniziamo a preoccuparci di questo, o fingiamo indifferenza perché ad altre donne piace il porno così com’è?
    Ah, una nota: nel bdsm vanno bene anche i calci nei testicoli. Non hanno bisogno di eiaculare per divertirsi anzi. In alcune pratiche, non c’è nemmeno contatto fisico, eppure raggiungono l’orgasmo lo stesso. Per dire che anche qui il porno mainstream è così pervasivo, che la gente nemmeno si pone il problema che ci si possa divertire senza infilare peni in pertugi vari…
    Se il porno mostra solo una cosa, la gente smette di usare la propria testa per fantasticare e si adatta a fantasie prefabbricate. I cervelli tendono all’emulazione, sia per imparare a usare una forchetta, che per il sesso. Per dire…

    • Paolo ha detto:

      nel bdsm non c’è contatto fisico? Un’altra ragione per non interessarmene, poi ognuno faccia come vuole

      • Vale ha detto:

        Nel bdsm può non esserci contatto fisico esatto. Resta il fatto che 1) anche tu dai per scontate delle cose, solo perché non ne hai mai sentito parlare e ti basi su quanto visto in tv o letto in giro, dimostrando anche tu che un concetto di sesso non fallocentrico ti è estraneo e 2) se non conosci una cosa, dovresti informarti prima di parlare. Visto che non sembri intenzionato a farlo almeno risparmiati i commenti saccenti, basati sul “sentito dire”.
        Questo manda in bestia di te. Non te ne frega nulla di capire, o di fare un dialogo costruttivo. Ripeti solo a pappagallo che tu hai la tua idea e nessuno te la farà cambiare. Con queste premesse, che ci stai a fare su tutti sti siti femministi? Davvero non lo capisco. Io trovo il calcio stupido, ma non vado su un forum di appassionati a ribadire la mia immutabile opinione non avrebbe senso.

      • Paolo ha detto:

        ma io non penso affatto che il femminismo sia stupido, quando mai l’ho detto?
        per il resto: non ho nessuna intenzione di smettere di commentare, ognuno pensi pure di me quello che vuole, potete pensare che io sia saccente potete pensare che io sia stupido, non mi importa, gli anti-femministi pensano di me cose anche peggiori e non mi importa neanche di questo: ho una indole polemica quindi non mi dispiace essere inviso un po’ a tutti. se la admin mi trova fastidioso o importuno può bannarmi.

    • IDA ha detto:

      La sessualità femminile è una sessualità alienata che non può esprimere il suo desiderio. Per millenni il suo corpo è stato ridotto al silenzio, all’uniformità, alla soggezione. Non ha le parole ne i simboli per esprimere il desiderio. Le parole e i simboli non descrivono mai la donna, ma l’uomo o l’assenza e descrivono rapporti di subordinazione ed inferiorità. La donna è quella che non ha. L’uomo quello che ha. Vagina= fodera. La fodera è in funzione solo di quello che deve accogliere. La fodera della spada, serve a ricevere la spada, ha questa funzione ed è legata a questa funzione, la spada è autonoma. La negazione della sessualità e del desiderio, hanno creato un vuoto che è sostituito da un’altra donna, che fa parte dei desideri maschili. Quando una donna non si rapporta con un uomo come oggetto, rimane il vuoto e l’incomprensione da parte dell’uomo.
      Ritornando al tema, credo che una donna, anche con le migliori intenzioni, non può cambiare la pornografia stando all’interno, perché implicitamente ammette la validità del suo modello e riconosce i simboli e le parole. Le donne hanno bisogno di parole, di un simbolico conforme all’esperienza femminile. Una donna deve poter parlare di sé senza passare necessariamente attraverso l’immaginario maschile. Riempire quel vuoto e coltivare il proprio desiderio. Difficile ma non impossibile.
      Come hai fatto notare anche te, spesso gli uomini hanno convinzioni sulla sessualità femminile a dir poco sconcertanti, perché di fatto l’hanno sempre negata e continuano a negarla, Luce Irigaray, dice perché ne hanno paura, io ci vedo di più il dominio. Gli uomini pieni di se, ti sbattono e te devi godere, se non lo fai la colpa è tua che sei frigida e non del virile sbattitore.

      • Paolo ha detto:

        quindi le donne che fanno sesso con uomini e godono sono alienate? Tutte? non credo proprio

      • Vale ha detto:

        Ida, questa cosa è molto interessante. Sarà che mi si prospettano due mesi immobilizzata a letto, quindi avrò tempo per leggere, ma hai qualche testo da consigliarmi su questo argomento?

        Di nuovo, Paolo, per l’ennesima volta, il fatto che non tutti muoiano di cancro non ci impedisce di cercare una cura per il cancro… prima o poi ti entrerà in testa.
        Ma non c’è peggior sordo…

      • IDA ha detto:

        Tutto parte da un testo fondamentale “Psychologie der Frau vol II” di Helene Deutsch Rosenbach. Psicanalista austriaca allieva di Freud, io non l’ho letto, anche perché con il tedesco oltre volkswagen non vado. Ma è molto citata. Parte dalla critica alla “teoria dell’invidia del pene,” di Freud. Sigmund Freud pensava che “il male” femminile alloggiasse dentro il suo corpo, il carattere mascolino del suo clitoride. Su alcune sue pazienti aveva constatato, che nelle fantasie erotiche di una donna c’è un’altra donna. Omosessualità latente, pensava Freud. Ipotizzò per tutte le donne il complesso “dell’invidia del pene” che avrebbe portato alcune donne a non apprezzare la penetrazione. E considerava “maturo” l’orgasmo vaginale e “immaturo” quello clitorideo. In pratica le donne sono delle invidiose perché ce l’hanno piccino, e logicamente quelle mature sono quelle che apprezzano la penetrazione. Ma come abbiamo visto una sua allieva Helene Deutsch Rosenbach, li ribaltò la teoria, quando si dice che le donne sono dispettose.
        Arriviamo ai titoli:
        “La mistica della femminilità” di Betty Friedan
        http://www.ibs.it/code/9788876156717/friedan-betty-zzz99-turozzi/mistica-della-femminilit-a.html
        “Il secondo sesso” di Simone de Beauvoir
        http://www.ibs.it/code/9788842822318/beauvoir-simone-de/secondo-sesso.html
        Ma sopratutto:
        Luce Irigaray in: “Speculum-L’altra donna.”;
        http://www.ibs.it/code/9788807811050/irigaray-luce/speculum-altra-donna.html

        Luce Irigaray “Questo sesso che non è un sesso.”
        Luce Irigaray “Parlare non è mai neutro”.
        Per gli ultimi due, temo che tu debba rivolgerti a una biblioteca, come per:
        Carla Lonzi : “Taci, anzi parla. Diario di una femminista”
        Carla Lonzi: “Armande sono io.”
        Sono raccolte di scritti di Rivolta Femminile. Sono difficili da trovare, tanto che i miei, non li trovo più. Probabilmente li ho prestati.

      • IDA ha detto:

        Qualsiasi motivo ti costringa a rimanere a letto. Un abbraccio e auguri.

      • stefano ha detto:

        Ma, Ida, più che paura o dominio perché non considerare la semplice indifferenza? Non è che forse certi uomini invece che negare la sessualità altrui sono interessati solo alla propria? Il porno si addice a questa abitudine, ma non è l’unica, e parlare di sessualità femminile è arduo, come se le donne fossero tutte uguali. Le donne che fanno porno e guardano porno evidentemente hanno bisogno o semplice voglia anche di immagini, non solo di parole e simboli, e dunque senza pensare di cambiare il porno ne fanno uno più adatto a loro, poiché non esite un unico modello di porno come non esiste una sessualità femminile.

      • IDA ha detto:

        Il termine “sessualità” è riferito più specificatamente agli aspetti psicologici, sociali e culturali del comportamento sessuale umano. In tutte le culture, anche in quelle più libere la sessualità spesso genera vergogna. La vergogna è un sentimento socialmente indotto, perché la società influenza il modo in cui la sessualità può essere espressa, con modelli sociali, modelli di condotta, norme e regole comportamentali. Da non confondersi con “l’attività sessuale”, dove, ci si riferisce più specificatamente alle pratiche sessuali vere e proprie, che fa sempre parte della sessualità, ma è legata al sesso biologico, all’identità sessuale e all’orientamento sessuale. l‘immaginario erotico fa parte della sessualità e non delle attività sessuali. Nella specie umana, la sessualità è molto complessa, proprio perché non ha la sola funzione riproduttiva come nella gran parte delle specie animali, ma soprattutto ha una funzione sociale e ricreativa.
        Convengo con te, che molti uomini sono interessati solo alla propria sessualità. Ma questo non esclude il dominio, al contrario. Molti uomini sono interessati alla propria sessualità e molte donne sono interessate solamente a compiacere la sessualità maschile.

      • Paolo ha detto:

        maschi e femmine hanno la loro sessualità e la vivono come vogliono e il modo in cui una donna o un uomo vivono il sesso non eve per forza essere uguale a come lo vive un’altra donna o un altro uomo.
        (una donna può avere orgasmi con o senza penetrazione)

      • Vale ha detto:

        >> (una donna può avere orgasmi con o senza penetrazione)
        e lui lo sa perché è una donna! u.u
        Scusate, è stato più forte di me.

        Il punto, Paolo, di nuovo, non è che una donna possa o meno. È scientificamente provato che è sempre il clitoride il punto da cui parte l’orgasmo, che sia stimolato da dentro o da fuori, ma se ti vai a leggere un po’ di analisi Freudiana e compagnia, scoprirai che le “Vere Donne™” hanno l’orgasmo vaginale, mentre le donne immature quello clitorideo. E questo è stato fatto pesare alle donne per anni.
        Ora, perché dobbiamo metterci a sentenziare cosa piace a chi? Perché un uomo può godere come ca*** vuole e una donna deve venire giudicata pure per quello? E che effetti ha sulla psiche e sulla sessualità femminile questo giudizio? Te lo dico io: pessimo.
        Questo è sessismo e ha danni enormi. Leggevo un articolo l’altra sera che riportava come molte donne, nemmeno a 80 anni, riescono ad avere un orgasmo, a causa di tutta la “moralità indotta” che gira attorno alla faccenda. Una donna non deve divertirsi a fare sesso, lo fa solo per compiacere l’uomo o procreare (o l’infibulazione la fanno per cosa?)
        Che tu poi ribadisca a oltranza che un manipolo di donne sulla faccia di ‘sta Terra riesca a divertirsi (e questo manipolo aumenta di dimensioni proprio a causa delle lotte femministe, ndV), non cambia il fatto che TANTISSIME ALTRE HANNO PROBLEMI.
        E se non riesci a capire questo concetto, nonostante tutte te lo abbiamo ripetuto fino alla nausea nei modi più semplici possibili, sul serio hai un problema di analfabetismo funzionale.

      • Paolo ha detto:

        ma ho forse negato che la cultura e l’educazione hanno represso e in parte reprimano ancora la sessualità femminile e il piacere?
        Comunque le teorie freudiane sono stare riviste, oggi nessuno psicanalista serio (a parte qualche cattolico tradizionalista) crede che le donne “immature” godano con la stimolazione clitoridea (interna o esterna), in qualunque modo una donna goda va bene.

        “Analfabeta funzionale” sta diventando il modo “educato” di dare dell’imbecille a qualcuno, la prossima volta dammi direttamente del cretino, è più onesto

      • Vale ha detto:

        >> oggi nessuno psicanalista serio
        E dagli. NO!!! È questo che ti sto dicendo. Il punto è proprio che in giro c’è molto più sessismo di quello che la gente (ed evidentemente anche tu) pensa.
        E analfabeta funzionale indica proprio non capire ciò che si legge. Io consiglio la rilettura dei commenti altrui, provando ad elaborarli nella tua testa, prima di rispondere. Se tu poi preferisci darti dell’imbecille, è un problema tuo.

  15. Valeria Palazzolo ha detto:

    Lo scrivo qua perché non riesco più a rispondere al posto giusto. Avevo capito benissimo che “si divertono fuori” significava “provano piacere con la stimolazione della clitoride”: non vedo a cosa altro, francamente, ci si potesse riferire con quella frase. E ribadisco che, nonostante sicuramente la quasi totalità delle donne POSSA provare piacere in questo modo, moltissime donne me compresa adorano alresì forme, diciamo, più canoniche di rapporto sessuale e le preferiscono al “divertirsi fuori”. Per questo credo che spiegare agli uomini che la penetrazione alle donne non piace sia fuorviante e rigido esattamente come spiegare loro che esse godono solo e sempre nei modi a volte violenti o caricaturali che propone il porno. Tutto qui. 😉

  16. stefano ha detto:

    Ida, certo che se consigli i libri di Irigaray non potremo mai andare d’accordo, ma al di là di questo hai un modo di negare le differenze disarmante. Tu escludi a priori che una donna possa e stia vivendo la sua sessualità nel produrre e fruire la pornografia poiché per te la pornografia *è* solo una e risponde a un solo principio, il dominio maschile. Ma non sarebbe il caso di rivedere un poco le proprie convinzioni?

    • IDA ha detto:

      Quali differenze negherei?
      Se ti riferivi a Erika Lust , come ho detto, io condivido i suoi presupposti, condivido quello che dice, quello che non condivido che si possa cambiare dall’interno, credo che sia illusorio e fallimentare. E questo è un giudizio politico. Se ti riferisci in generale, a me risulta che le attrici porno lo fanno per lavoro e non per rispondere a un loro desiderio. Ma anche se così fosse, perché dobbiamo giudicare la sessualità del’attrice e non quella dell’attore, del regista e del produttore? Che cosa ti dicono l’attore il produttore, il regista? Che il loro è un lavoro, un business. Perché è solo nell’attrice l’espressione della sua sessualità? Molte delle ex attrici, fanno le registe e le produttrici, ma questo non lo rende meno sessista. La pornografia è un prodotto commerciale e risponde alle regole del mercato. Si può negare questo? E se è prodotto da una donna, cosa cambia? La pornografia è indirizzata prevalentemente ad un pubblico maschile eterosessuale, se è prodotto da una donna, se la regia è di una donna, se il montaggio è di una donna, se l’attrice lo fa per passione, cosa cambia? Se il dominio maschile diventa femminile, per me non cambia nulla, perché il “nemico” non è il maschile, ma il dominio.
      Da più parti si è sempre sostenuto che la pornografia è diseducativa e che è di troppo facile accesso, e molti soggetti tendono ad emulare quello che vedono. (molti non vuol dire tutti) Riccio, fa una traduzione di un articolo che parla di una ricerca australiana. La ricerca è un’attività avente lo scopo di scoprire, interpretare fatti, eventi, comportamenti e teorie relative a qualunque ambito della conoscenza e dell’esperienza umana usando criteri fondati sul metodo scientifico. Tale ricerca conferma molte opinioni, dubbi e sospetti. Rafforza vecchi schemi patriarcali: I ragazzi vedono il sesso solo in termini di prestazione. Le ragazze sono tenute a fornire prestazioni sessuali. Ecc.. Questo è tutto falso e infondato?
      Si può obbiettare che la campionatura è troppo piccola. Che esistono sondaggi che dimostrano il contrario. Ma non viene fatto. Quando si parla di pornografia o di prostituzione, in genere e non mi riferisco solo ai commenti qui pubblicati, si obietta:
      “Il sesso è bello.” “Non bisogna vergognarci del sesso.” “Le attrici lo fanno per loro libera scelta”. E cosa c’entra, con quello che si è detto fino ad adesso?
      Cosa dovrei rivedere che la pornografia è sessista? Si può negare, ma si nega l’evidenza.
      Oppure si dovrebbe sostenere che la pornografia esprime i desideri femminili e che esiste solo perché alcune donne la desiderano?

      • stefano ha detto:

        Dovresti, o meglio potresti, rivedere l’idea che la pornografia sia quello che hai deciso essere. Perché a seconda di chi la fa e di come la si fa c’è differenza, e quindi può esserci, e c’è, una pornografia non sessita e che esprime i desideri femminili. A meno di sostenere, e mi pare che sia quello che sostieni, cosa per me incomprensibile, che il la tecnica pornografica sia intrinsecamente sessista. Questo intendo quando ti dico che elimini le differenze. Posso essere d’accordo che rimarranno produzioni alternative e di nicchia, ma non riesco a capire come caspita fai a pensare una semplice ripresa di un atto sessuale possa essere di per sé sessista, misogino, espressione del dominio maschile eccetera. Poi non è che sei obbligata a cambiare idea, è solo che ogni volta che lo dici non mi capacito e quindi ti scrivo, forse plagiato dall’essenza di Paolo, che sospetto essere un malware.

      • Non la tecnica, il mercato. Era chiaro, secondo me, il discorso.

      • Paolo ha detto:

        non sono un malware, sono una persona in carne e ossa (non molta carne, sono magrolino) che ha un sacco di tempo da passare sul web essendo disoccupato e single

      • IDA ha detto:

        La tecnica non penso che possa essere considerata sessista, come il sessismo non stà nelle riprese dell’atto sessuale, ma nella struttura e nel linguaggio. Ed è anche quello che denunciava Erika Lust . Stiamo parlando della pornografia su internet, e non di quello che io ho deciso che sia, ma di dati ed elementi oggettivi, basta osservare la suddivisione dei ruoli e leggere i titoli, basta osservare come sono strutturati i siti, donne suddivise in parti anatomiche, categorie e prestazioni. Se poi esiste l’1% dei filmati non sessisti, questo non rende il 99% meno sessista. Come ho detto è un prodotto commerciale, segue le regole del mercato e quell’1% non è ne sovversivo ne rivoluzionario, ma fa parte del marketing.
        Le 600 ragazze del sondaggio, facevano notare l’aumento della pornografia violenta e penso che sia comprensibile, che per le ragazze e le donne questo aumento della violenza possa creare degli allarmi. Molte pratiche non sono il frutto della propria esperienza erotica, ma imposti da modelli esterni prodotti dalla pornografia e anche questo ci dovrebbe preoccupare. Dall’articolo di Ricciocorno: “Le richieste di labioplastica sono triplicate in poco più di un decennio tra le giovani donne di età compresa tra i 15 e i 24 anni. Le ragazze che non fanno la ceretta “brasiliana” ispirata al porno sono spesso considerate brutte o selvagge (dai ragazzi così come dalle altre ragazze).” Il problema non è che non piace più il pelo, che poi nei siti c’è la categoria apposita “hair” per gli appassionati, ma che si modella una passera uguale per tutte e che ricorda quella di una “bambina”. Omologazione della passera, non solo una taglia 38 per tutte, ma anche quello che tutti non vedono e che riguarda l’intimità. Anche questo dovrebbe preoccupare. Ma anche gli uomini, come sono in aumento le richieste di labioplastica, sono aumentate anche le richieste di falloplastica, ingrandimento penico nella lunghezza e nella circonferenza, richieste effettuate da persone che hanno un pene normale, perché sono gli attori porno che ce l’hanno fuori dalla norma. Omologazione della passera, omologazione dell’uccello e i chirurghi plastici ci fanno i soldi. Anche questo dovrebbe preoccupare.
        Senza dimenticare la dipendenza. https://it.wikipedia.org/wiki/Dipendenza_dalla_pornografia

      • Paolo ha detto:

        io non credo che stefano si riferisse tanto alle attrici quanto alle donne adulte che guardano porno, tu dici che lo fanno solo per compiacere gli uomini ed escludi che possano farlo per piacere o curiosità, secondo te se a una donna piace il porno vuol dire che ha interiorizzato il maschile, e questo è sbagliato. Come ci sono donne a cui il porno fa ribrezzo ci sono donne a cui piace ed è legittimo

      • IDA ha detto:

        Io non dico che lo fanno solo per compiacere gli uomini, e non dubito che sia una loro scelta e che possano provare piacere a guardare filmati porno e poi anche compiacere gli altri può dare piacere.
        Prendendo per buono dei dati che ho e non so se corrispondono alla realtà, ma dal mio punto di vista sono credibili. Stando a questi dati il 30% dei fruitori del porno sono donne e non scelgono filmati alternativi, femministi, punti di vista femminile, ma scelgono, gli stessi filmati, preferiti dagli uomini. Avrai notato che in molti filmati, gli uomini non si vedono mai in faccia, ma le attrici guardano sempre in camera, è un dialogo tra l’attrice e lo spettatore che si identifica nell’attore. Una donna, che guarda un film porno con chi si identifica? Con chi le pare, dirai te. Certo, ma tutto questo non è neutro. L’identificazione è un processo psicologico, mediante il quale un individuo costituisce la propria personalità, modellandosi e assimilando tratti comportamentali di un altro individuo. L’identificazione è anche un sistema di difesa. Cosa si può riscontrare a livello sociale? Che molte ragazze, hanno paura del sesso, soprattutto del sesso anale, e vedendo i filmati è comprensibile, per una ragazza che ci sia del timore. Scarsa empatia nei confronti delle altre ragazze e aumento del bullismo da parte delle ragazze. L’esempio è quello di Tiziana Cantone, basta andare a leggere i commenti delle donne.

      • Paolo ha detto:

        le donne che guardano porno “alternativo” o no lo guardano perchè vogliono guardarlo, si identificano o non si identificano con chi vogliono, si depilano o non si depilano perchè vogliono così E chi si rifà il pene se lo fa perchè così vuole: sono maggiorenni? Sì e allora se vogliono devastarsi il corpo con la chirurgia mentre altri se lo devastano col fumo o col cibo pieno di colesterolo e grassi e zuccheri lo faranno, è giusto e doveroso informarli sui rischi per la salute ma poi se vogliono farlo lo fanno.
        Quanto alla sessualità, ognuno, uomo o donna, la vive come vuole

      • IDA ha detto:

        Il punto non sono le libertà individuali, ma che il porno influenza comportamenti e bisogni. Poi uno fa quello che li pare, si può buttare anche sotto il treno, è informato, si potrebbe togliere tutte le misure di sicurezza. Basta informare la gente del rischio. Tiziana Cantone ti dimostra che non è vero che una donna può vivere la propria sessualità come le pare, e non è un’eccezione, ma una regola.

      • Paolo ha detto:

        infatti chi è deciso a buttarsi sotto a un treno ci si butta in barba a tutte le misure di sicurezza, libertà individuale per me è anche libertà di auto-distruggersi se si è adulti
        Il caso di Tiziana Cantone dimostra che c’è ancora molta misoginia e sessuofobia in giro ma c’era anche prima del porno online

      • IDA ha detto:

        Chiamalo come ti pare, misoginia e sessuofobia, ma di fatto la donna non può esprimere il suo desiderio.

      • Paolo ha detto:

        nonostante la misoginia ancora presente oggi in occidente può esprimerlo più di ieri

      • Vale ha detto:

        Tempo fa una volta Riccio aveva fatto un esempio sugli spaghetti. Cito all’incirca, il suo di sicuro era fatto meglio.

        Se in un paese si può mangiare solo carbonara, non vuol dire che a tutti faccia schifo la carbonara. Di sicuro c’è a chi piace, ma ci sarà anche a chi non piace. Se alcuni vogliono assaggiare la pasta al ragù, vogliono forse impedire ai primi di mangiare carbonara? No, affatto. Quindi perché quelli a cui piace la carbonara vogliono impedire ai secondi di mangiare il ragù? Voi continuate a mangiare carbonara. Magari quando ci sarà anche il ragù, potreste scoprire che vi piace, o continuare a mangiare carbonara. Ma perché volete impedire agli altri di farsi il ragù?

        Quindi, vi piace il porno così com’è? Ottimo. Volete continuare a guardarlo? Bene. Dite che ad alcune donne piace? Perfetto.
        AD ALTRE PERSONE NO.
        Ci si interroga se presentare del “porno alternativo” possa migliorare la situazione. Chi vuole continuerà a guardarsi la carbonara, ma se gli altri vogliono il ragù, perché cavolo dovete rompere l’anima? Il bello è che poi siete voi quelli che accusate gli altri di censura…

      • Dire che la carbonara non è adatta all’apparato digerente al di sotto di una certa età, ugualmente non inficia in alcun modo il diritto dell’adulto di mangiare carbonara a volontà (a dispetto di ciò che accadrà al livello del suo colesterolo) 😉

      • stefano ha detto:

        ennò Riccio, non il mercato, ma la tecnica, scrve infatti Ida: E se è prodotto da una donna, cosa cambia?

        Cambia… non perché fatto da una donna in sé, ma perché c’è il caso che la donna in questione lo faccia secondo i propri desideri. Di conseguenza qualsiasi discorso che tratti la pornografia come un’unica produzione perde di senso e di verità

      • Perché, una donna non ci deve guadagnare? Abbiamo tutte fatto voto di povertà?

      • IDA ha detto:

        La tecnica riguarda le competenze e le capacità. Non so se può essere sessista. Ti informo che circa il 50% dei clip, che si trovano su internet sono prodotti da donne, in genere ex attrici. per creare il prodotto pornografico, quali criteri seguono, il loro desideri o il mercato? Anche come registe ci sono molte donne, ma la differenza non si vede. Ripeto, se senti gli attori, ti dicono che lo fanno perchè è un lavoro, i produttori, perchè è un business. Per le donne, no, qualsiasi ruolo debbano avere all’interno della produzione pornografica. Loro no, lo fanno per passione, perchè esprimono la loro sessualità e i loro desideri. Come vengono definite le donne nella pornografia? Basta leggere i titoli dei clip.

  17. stefano ha detto:

    “Ci si interroga se presentare del “porno alternativo” possa migliorare la situazione”

    e la risposta qual è? Perché in calce all’articolo viene linkato che un porno diverso non è un argomento

    • IDA ha detto:

      Prova a leggerlo e vedrai che ti da qualche risposta.
      Ma l’esistenza di un porno alternativo e non sessista, non rende migliore e meno sessista, quello sessista. Sessista è la struttura e il linguaggio, non il sesso di chi lo produce. Alcuni anni fa una ex attrice pornografica, in America si suicida, dopo che viene messa sotto inchiesta per tratta, faceva entrare delle ragazze clandestinamente dal messico, con la scusa di inserirle, nel mondo del cinema, ma in realtà venivano vendute in alcuni bordelli del Nevada e destinate alla prostituzione. Dalle testimonianze delle ragazze,sopravvissute si comprende chiaramente che il fatto di essere una donna, non comportava nulla di diverso, lei si comportava come gli altri negrieri uomini e seguiva le stesse regole. Perchè la tratta è un business e le donne non sono migliori degli uomini, quando si tratta di dominio.

  18. stefano ha detto:

    Certo che una donna può guadagnarci (chi sostiene il contrario?), infatti non è il mercato il problema.

    • Vale ha detto:

      Intendevano dire che non è che, solo perché diretto da una donna, quel film allora è femminista. La donna regista comunque deve vendere prodotto e, se quello che vende è il porno “mainstream”, a quello si.adeguerà. Altrimenti non guadagna 😉
      Riassumendo: il fatto che esistano donne nell’industria del porno non implica in alcun modo che il film prodotto anche col loro lavoro sia in qualche modo esempio dei gusti femminili o della mentalità femminista.

      • stefano ha detto:

        cribbio, ma c’è una distrazione discriminatoria intollerabile…

        “Cambia… non perché fatto da una donna in sé, ma perché c’è il caso che la donna in questione lo faccia secondo i propri desideri.”

        Questo lo scrissi prima di ricevere la domanda della quale non capivo il senso. Ovviamente anche un uomo può fare porno diversi. e altrettanto ovviamente che ci si adegui al mainstream non esclude il contrario, che è ciò che ho messo sul piatto fin dall’inizio.

      • Vale ha detto:

        Le leggi di mercato dicono che è più probabile si produca un prodotto (scusate il gioco di parole) che piace al pubblico, invece che a chi lo fa. Marketing e statistica. Ed ecco che abbiamo ancora ‘sto porno qua.

      • stefano ha detto:

        Le leggi di mercato non sono leggi. La statistica in questo caso è inutile. In tutti campi artistici ci sono prodotti di vario tipo e c’è spazio per tutti. Quello che si è sempre sostenuto era che il profitto avrebbe livellato la produzione culturale, quello che è avvenuto è che mai come oggi ci sono miriadi di produzioni, favorite anche dall’accesso alla teconologia a basso costo che consente con poca spesa di realizzare ottimi prodotti. Succede nella musica, succede nel cinema e succede nel porno, solo che noi non lo conosciamo.

      • Vale ha detto:

        Non so se ridere o piangere. Spero sia una battuta la tua. Perché se pensi questo del mercato globale, per nulla influenzato da mode e marketing (sarcasmo), e hai più di 12 anni, siamo messi male.

      • stefano ha detto:

        Vale, hai un atteggiamento sprezzante incomprensibile e inadeguato. Io ho scritto a Ida, specificando fin da subito che il fatto che un porno sia fatto da una donna non sia indice di alcunché, ma che la possibiità che invece lo faccia seguendo i suoi gusti ci sia, come ben sa chi frequenta questo mondo, e parlo di produzioni indipendenti; e tu mi fai notare quello che io ho scritto senza alcun bisogno. Poi aggiungi quest’altra nota inutile, sicura di non so che cosa, perché che il marketing influenzi il mercato lo sanno tutti, lo so anche io (e neanche ti ho dato modo di pensarlo, se fossi più attenta a leggere quello che scrivo), grazie per la preziosa notizia. Ma quello che non tutti sanno, e neanche tu è quanto influenzi il mercato. Il fatto che sia più probabile lo dovresti dimostrare e credo sia impossibile farlo. Se fosse come dici tu nel tempo dovrebbe esistere solo un certo tipo di porno, di musica, di cinema, di libri eccetera. Invece come mai abbiamo assistito in tutti i campi a una frammentazione dei gusti e della produzioni? Perché i gusti sono vari, sia di coloro che fruiscono arte e sia di coloro che la producono. Ti invito a leggere meglio quello che scrivo e a presumere meno. Il fatto che le mode e il marketing influenzino il mercato non è un argomento pertinente con quello che ho obiettato io a Ida.

      • Vale ha detto:

        >> Vale, hai un atteggiamento sprezzante incomprensibile e inadeguato
        hai ragione, sono un mostro, ho ferito il tuo povero cuoricino u.u
        Ciò che invece risulta incomprensibile a me è perché, nonostante te l’abbiamo spiegato in 3, tu continui a non ammettere che il fatto che una donna sia attrice/regista/produttrice di pornografia non implichi in alcun modo che debba tentare il suicidio finanziario andando contro le regole di mercato. Non lo fa nessuno, nel mondo del lavoro. Non si capisce perché tu stia continuando a negare quest’evidenza.

        >> Se fosse come dici tu nel tempo dovrebbe esistere solo un certo tipo di porno, di musica, di cinema, di libri eccetera
        certo: il fatto che il 90% della gente conosca Britney Spears o Madonna e che l’1% conosca Mike Portnoy è sicuramente indice dell’enorme frammentazione dei gusti, non del fatto che la massa segue un’unica corrente e si faccia influenzare dal marketing. (sarcasmo anche qui)

      • Paolo ha detto:

        Britney Spears è più conosciuta di Mike Portnoy perchè banalmente vende più dischi e non li vende necessariamente perchè “più brava” ma perchè il suo modo di fare musica (bello o brutto che sia) incontra il gusto di una fetta di pubblico maggiore di quella di Mike Portnoy. Stesso discorso si può fare in ambito editoriale: se Wilbur Smith è più famoso tra il grande pubblico rispetto al premio nobel Mo Yan è perchè vende più libri e li vende perchè le storie che racconta incontrano i gusti (discutibili o meno) di più persone

      • Vale ha detto:

        Un altro che viene dal mondo delle favole… Paolo, vatti a leggere qualche articolo su come le case editrici impongono i best seller, sul pagare i passaggi in radio e i sottofondi a film e trasmissioni tv, all’appiattimento degli accordi nelle canzoni e alle strategie di prendere ragazzini/e esteticamente piacenti, ma con talento musicale/interpretativo nullo (“certo, e Ryan Reynolds è un bravo attore”… e se lo dice da solo su Deadpool, per la cronaca: pure lui ammette che ha fatto carriera per altri motivi. Ma non tutti gli artisti sanno non prendersi troppo sul serio) per vendere dischi, libri e qualunque altra cosa. Poi ne riparliamo.
        Signori, il mondo va così: il marketing influenza il pubblico. Non fingiamo di non saperlo, cavolo, spendono milioni in pubblicità apposta. O credete che la mela compaia in tutti i film per spirito filantropico? E visto quanti telefoni dalle performance dubbie ma super costosi vendono (e solo l’ultimo modello, ché se hai il penultimo, sei uno sfigato!), direi che funziona.
        Uscire dalla massa è per pochi. Facciamocene una ragione.
        Detto questo, mi pareva che l’argomento del post fosse un altro…

      • Paolo ha detto:

        certo che prendono ragazzini e ragazzine esteticamente piacenti ed è logico, ciò che è bello tende a piacere di più questo è vero sin dalla grecia classica il marketing non ha inventato la natura umana, usa quello che esiste già per i suoi scopi
        quanto a Ryan Reynolds come tutti gli attori e le attrici ha interpretato personaggi adatti a lui fisicamente, avesse avuto il corpo di Danny De Vito ne avrebbe interpretati altri, di sicuro non avrebbe interpretato Deadpool in cui peraltro ha fatto un’ottima performance recitativa: belloccio non è sinonimo di pessimo attore

      • Vale ha detto:

        Al solito, tu estrapoli dal contesto ciò che ti fa comodo. Sei andato a leggere qualche articolo sulle strategie di vendita dei libri, come ti avevo suggerito (e li ho citati apposta, perché lì l’essere umano che ci sta dietro manco lo vedi)? Ovviamente no, perché potresti scoprire che, come si stava dicendo più sopra, la gente compra per il marketing, quindi il motivo per cui Britney vende di più, non è per forza che le sue canzoni sono migliori o che abbia talento.
        Il tuo non è analfabetismo funzionale, è analfabetismo selettivo: direttamente fingi di non leggere tutto ciò che dimostra che è sbagliato ciò che pensi.

  19. stefano ha detto:

    Ida, però io ti ho solo fatto notare una cosa, non volevo parlare di pornografia. A un certo punto scrivi che le donne hanno bisogno di parole e simboli, io ti ho solo fatto notare che le donne non sono tutte uguali e alcune evidentemente vogliono il porno, e fra queste alcune ne vogliono di un tipo diverso. tutto qua. e non per questo significa passare attraverso l’immaginario maschile. Poi sinceramente io non mi preoccuperei affatto di chi ricorre alla chirurgia plastica. Se ti rifai il cazzo, sono appunto cazzi tuoi

    • IDA ha detto:

      Parole e simboli per esprimere il proprio desiderio. Parole e simboli dettati dal proprio vissuto e dalle esperienze femminili. poi certamente ogni individuo è diverso da un’altro, ognuno ha un suo vissuto, e può fare qualsiasi scelta anche sentirsi realizzata nella pornografia. Sono convinta anche, che cercare il proprio spazio in un mondo maschile non sia abbastanza e che sia illusorio.

      • stefano ha detto:

        Vabbè, ma chi è che pensa che il porno alternativo emendi quello mainstream? Ognuno fa quel che può e vuole fare. Politicamente ci può anche stare dire che non cambierà molto, ma allo stesso tempo politicamente che critica è quella di essere irrilevanti? è come se dicessi che siccome il porno mainstream non va, tanto vale non farlo per niente. E qui sorge la mia perplessità, non tanto dal punto di vista politico, quanto pratico, poiché se più donne oggi guardano i porno, non è meglio e anche logico che aumentino le produzioni alternative, piuttosto che abbandonare il terreno?

      • Ma il dato che ti dice che sempre più donne apprezzano il porno, dove lo hai preso? Perché questo post – che però parla di un sottogruppo, ovvero donne australiane fino a 19 anni – ci mostra tutt’altro che apprezzamento. Tu questa idea da dove la prendi?

      • IDA ha detto:

        Chi lo pensa? Chi lo fa, si è sempre giustificato così. A cominciare da Erika Lust, come sempre all’interno di certe strutture gerarchiche, sei costretta a cambiare obbiettivi strada facendo, fino a diventare parte integrante del sistema. Il porno è solo un’espressione della società è la propaganda, la pubblicità che il patriarcato fa a se stesso. Per cambiare il porno bisogna cambiare la società e i rapporti sociali.
        Anche a me non risulta che siano in aumento le donne che guardano il porno, ci sono anche le donne che guardano il porno e queste non spostano il mercato, fanno le stesse scelte degli uomini non scelgono produzioni alternative. E non si capisce nemmeno perchè le devono scegliere.

  20. stefano ha detto:

    non so se siano di più o di meno, dicevo “se”. Ci sono donne che lo guardano, dunque immagino che se guardano gli stessi porno che guardano gli uomini è perché li apprezzano, oppure ne cercheranno di altri di loro gradimento, per questo le produzioni alternative. Al di là di ciò che crede Erika Lust penso che anzitutto le piaccia farli e guardargli. Il punto che sto discutendo è che mi pare sbagliato pensare e fare riferimento al porno come a un qualcosa che appartiene al mondo maschile, e tanto meno al patriarcato. Al massimo si può dire che potrebbe darsi che fra uomini e donne ci sia una differenza di preferenze nelle fantasie legate a stimoli di natura diversa, che comunque non diversifica in maniera netta. Ma questo non impedisce l’esistenza di forme diverse di porno, come storicamente documentato. Poi il solo discutere di un porno diverso è cambiare la società, così come il produrlo. Mi pare assurdo pensare di cambiare la società e poi avere un porno diverso. A parte che questo tipo di ideologia ha definitivamente mostrato il suo limite, le persone che si sporcano le mani andrebbero incoraggiate se migliorano la situazione, pur nel dissenso di fondo. A meno che, e si ritorna alla mia obiezione, non si sostiene che qualunque forma di porno è sbagliata.

    • Appunto, “se” migliorano la situazione. Ma la situazione, ci dice questo post, non va migliorando.

      • stefano ha detto:

        ma così pare che la situazione dipenda da chi prova a fare porno alternativo, e che ci sia una qualche relazione, mentre le cose sono indipendenti. Se Erika Lust neanche fosse nata la situazione non sarebbe diversa di una virgola, e se è per questo anche le nostre discussioni. Però non capisco perché stante la situazione attuale, e posto che gli adolescenti i porno dovrebbero conoscerli insieme con una educazione (anche perché mi pare impossibile evitare che li guardino, al di là di cosa uno ne pensi), la produzione alternativa non dovrebbe essere vista di buon occhio.

      • No, non pare che la situazione dipenda da chi prova a fare porno alternativo, piuttosto da chi si ostina a deviare il discorso dalle conseguenze della fruizione massiccia di porno mainstream.

  21. stefano ha detto:

    io ero solo intervenuto per dire una cosa a Ida, le conseguenze del porno mainstream non le conosco, a naso mi pare una tempesta in un bicchier d’acqua (il porno è divenuto un oggetto quotidiano che non ha spostato di una virgola i comportamenti peggiori delle persone (che modifichi l’immaginario è ovvio, che questo sia preoccupante non intendo discuterlo), ovvero la violenza sessuale, che è quello che dovrebbe peggiorare se le obiezioni al porno avessero ragione, e così non è stato; gli uomini oggi guardano quintali di porno ma non stuprano in massa, ergo… oppure gli effetti li vedremo fra qualche anno se mi sto sbagliando e le generazioni future saranno una massa di predatori sessuali. Però c’è qualcuno che intende sostenere che la vita sessuale delle donne sia peggiorata?), ma non intendo certo interferire, tantomeno con la situazione, che anche volendo mi è per forza estranea. Poi sul fatto che l’educazione sessuale non debba essere fornita dal porno penso che siano d’accordo anche i produttori del mainstream. E nei cortili delle scuole le ragazze sono sempre state palpeggiate, è la normale crescita. Un ragazzo comincia ad avere dei desideri e cerca di esaudirli, l’educazione serve a fargli capire che ci sono dei limiti. Pensare che su questo abbia interferito il porno è un tantino assurdo.

    Cmq lo dice anche Kerryann Walsh, citata nell’articolo
    Prof Walsh says it’s important to distinguish that even though there is limited research behind it, we know not all children and adults will have the same reaction to being exposed to online pornography, and not all porn is harmful.

    • “le conseguenze del porno mainstream non le conosco”: per questo pubblico post del genere, per farle conoscere.

    • IDA ha detto:

      Sul porno alternativo il mio era un giudizio politico, non sul prodotto. Non credo che si possa cambiare le cose dall’interno, ritengo che sia sempre fallimentare.
      Il porno se non appartiene al mondo maschile a chi appartiene? Non certo alle donne, il guardarlo e il farlo, non vuol dire che esprime i propri desideri o che sia indirizzato a loro. Anche il lesbo è fatto per un pubblico maschile e eterosessuale, non certo per le lesbiche.
      La produzione pornografica al 90% è indirizzata al maschio eterosessuale. Il porno, non racconta la sessualità femminile ma quella maschile.
      Delle conseguenze del porno, per conoscerle ci sono delle ricerche, ma come sempre si finisce a parlare di altro. Non viene mai messa in discussione la validità scientifica delle ricerche, ma la libertà dell’attrice, che non c’entra nulla.
      Questa ricerca ci parla di timori e paure da parte delle ragazze, si sentono sotto pressione, che devono fornire prestazioni sessuali, che sono in aumento gli stupri da parte di minorenni. Stando a queste ricerche, sembra proprio che il porno non abbia liberato la sessualità ma represso ancora di più quella femminile, le ragazze hanno paure e timori, probabilmente anche ingiustificate. Paure e timori che non sono legati alla chiesa o dalle attiviste anti-porno, ma le basta vedere uno dei filmati più diffusi, tipo anal-legal.porno che si trova su internet, e penso che sia normale per una ragazza sentirsi terrorizzata solo al pensiero di dover subire quelle cose.
      Il porno non ha inventato nulla, ma ha diffuso solo alcune pratiche che sono sempre più richieste dagli uomini alle loro compagne. Deep-throating, Over-the-edge e Irrumatio, https://it.wikipedia.org/wiki/Deep-throating Sono pratiche che provengono dalla pornografia, pericolose, perché si crea una pressione sull’arteria carotide, le attrici pornografiche parlano di stato confusionale e vertigini, questo dovuto all’assenza di ossigeno al cervello, ma soprattutto è pericoloso perché può provocare arresti cardiaci difficili da rianimare. La polizia americana parla di oltre 200 donne morte negli ultimi anni per aver praticato questo gioco.
      Senza poi dimenticare che si parla di undici milioni di dipendenti dalla pornografia su internet.

      • Paolo ha detto:

        il porno rende gli uomini sessualmente aggressivi e prevaricanti oppure causa disfunzioni erettili che rendono impossibile l’atto sessuale? certo un uomo può essere sessualmente prevaricante e persino stupratore anche se il suo pene non si alza (e in ogni caso c’è il viagra) perchè ciò che conta nello stupro è il desiderio di dominio non di sesso. Epperò nel fatto di accusare il porno di rendere gli uomini sia sessualmente predatori sia sessualmente impotenti vedo una contraddizione.
        Se fossi un malpensante direi che gli attivisti anti-porno alla disperata ricerca di armi per la loro guerra contro il porno si sono accorti che dare al porno la colpa degli stupri non ha convinto nessuno quindi ripiegano sull’argomento impotenza sessuale sperando che i maschi fruitori del porno, terrorizzati dalla prospettiva che non gli si rizzi più, smettano di guardarlo

      • IDA ha detto:

        Paolo, non hai capito. Si parla di due cose differenti, una è l’abuso o dipendenza dal porno e crea dei disturbi psicofisici, accertati, che riguarda 11 milioni di persone. per gli altri si parla di modelli e comportamenti derivanti dal porno, che sono due cose differenti, e quindi non sono in contraddizione.

      • Paolo ha detto:

        quindi stai dicendo che i porno-dipendenti sono impotenti mentre chi lo guarda ogni tanto senza essere dipendente diventa per questo un sadico stupratore che gode costringendo le donne ad atti sessuali? Non sono convinto e neanche i ricercatori lo sono. Chi stupra avrebbe stuprato anche senza aver mai visto un porno in vita sua. Qui è come dire che chi guarda gli horror diventa un assassino (io dovrei essere un serial-killer)

      • Vedi Paolo, Ida non sta dicendo niente. Eventualmente sta riportando quello che dice un sacco di gente che si occupa di osservare questi fenomeni. Di fatto ci sono un sacco di giovani uomini in saluti con problemi ad avere un’erezione, e sono cosumatori compulsivi di porno. Di fatto, le ragazze intervistate si lamentano dell’aggressività dei loro coetanei, si lamentano di essere molestate. Quindi non stiamo parlando di ipotesi di Ida o mie, stiamo parlando di fatti.

      • Paolo ha detto:

        ok, si può essere sessualmente prevaricanti e violenti anche se il pene non si alza ma il nesso tra la tendenza a stuprare le donne e il consumo di porno non mi pare sia dimostrato. Questi ragazzi sono sessualmente aggressivi a causa del porno? Senza porno sarebbero stati rispettosi e gentili verso le donne? Io ne dubito.

      • Il fatto che sia solo uno dei fattori che influenza il comportamento maschile, e non l’unico e il solo, non nega che abbia un’influenza.

    • IDA ha detto:

      “E nei cortili delle scuole le ragazze sono sempre state palpeggiate, è la normale crescita.”
      Che accada è una cosa, che sia naturale è un’altra. Poi non è vero che è sempre accaduto, io ho fatto un istituto tecnico, esclusivamente maschile, eravamo tre ragazze in classe e nove in tutto l’istituto. Non è mai successo nulla, nessuna è mai stata palpeggiata, che io sappia. Anche mia figlia a fatto un istituto tecnico, ha fatto geometri, il 99% sono maschi, e ci sono stati diversi casi, non solo di palpeggiamento. Cosa è cambiato tra gli adolescenti della mia generazione, fine anni 70 e quelli di mia figlia, anni 2000? Cosa c’è oggi che prima non c’era?

      • stefano ha detto:

        Accade perché è naturale che accada, altrimenti perché educare?. Nella mia classe alle media lo facevamo e non guardavamo porno, poi siamo passati alle superiori, abbiamo cominciato a guardare porno, ma abbiamo smesso di toccare i culi senza chiedere il permesso. Quello che c’è oggi è certamente una precocizzazione dell’incontro con il sesso, favorito anche dalla tecnologia a disposizione. Il punto politico l’ho capito e non lo discuto. Ma santi numi, c’è un porno fatto secondo i propri desideri e proprio per raccontare una sessualità diversa. Poi questa ricerca è stata fatte su delle ragazze, che è piuttosto ovvio che abbiano paura del sesso, come ce l’hanno i ragazzi a quell’età. Ma le conseguenze del porno non le conosciamo, lo dicono in primis i ricercatori. Non soffermarti sui casi che citi. Di morti stupide ce ne sono a migliaia, e l’ossigeno al cervello a certe persone manca di base, e il mondo del porno non è un covo di geni. Ci sono pratiche che vengono dalla pornografia e che vengono poi apprezzate da tutti, dipende dal grado di consapevolezza e maturità sessuale che ognuno ha, e questa non te la forma il porno, altrimenti dovremmo essere tutti uguali. Come per tante cose ci sono pro e contro. Droga, alcol, gioco d’azzardo, internet, perfino il cibo per tante persone è fonte di male, quindi che facciamo? Se il porno così com’è non va, lo si faccia meglio. Pensare che la gente smetterà di guardarlo mi sembra semplicemente irrealistico, alla gente piace scopare e guardare le persone scopare. Alle donne piace solo immaginare di più, ma la sostanza è la stessa. Fattene una ragione.

      • IDA ha detto:

        Appunto perché educare? Siamo sicuri che certi comportamenti siano la mancanza di un’educazione o il frutto di un’educazione? Non ho detto che la pornografia è l’unico responsabile, ma è un’educatore che prima non c’era, ed è un educatore sessista.
        Il porno che racconta i propri desideri, che certamente è fatto da donne, perché solo le donne esprimono i desideri nel porno. Risolta questa questione, possono fare tutto il porno che vogliono, il mio obbiettivo non è certo quello di vietare o che la gente smetta di guardare il porno. Non l’ho mai detto e non lo ho mai pensato. Il porno è circondato da tanta di quella mistificazione che è vietato parlarne. Dire che il fumo e l’alcol creano dipendenza e sono dannosi alla salute, è normale, si può fare. Il porno no. Bisogna farsene una ragione.
        “Ma le conseguenze del porno non le conosciamo, lo dicono in primis i ricercatori.” Quali ricercatori, e lo dicono in base a delle ricerche e quali ricerche?
        La sessualità umana è l’attività sociale più inibita, condizionata e indotta socialmente, di certo la pornografia non l’ha liberata ma rinchiusa in nuovi schemi e modelli.

      • Paolo ha detto:

        ci sono prove scientifiche finora non confutate sui danni di alcool e fumo, sul porno i risultati sono più contraddittori: dalla ricerca di questo post sembra che il porno trasformi i giovani in feroci predatori sessuali sempre affamati di sesso violento e umiliante per le donne, poco più sotto Ida parla di ricerche secondo cui il porno inibisce il sesso “dal vivo”, insomma renderebbe i maschi impotenti (“non si alza”) e distaccati riguardo al sesso. Ora delle due l’una: o il porno ti fa passare tutte le voglie oppure ti trasforma in un libertino sadiano voglioso di costringere le donne ad atti sessuali umilianti e vomitevoli; le due cose non stanno insieme a meno che non si sostenga che il porno inibisce le pulsioni sessuali “sane e normali” mentre invece sviluppa una malsana passione per pratiche sessuali umilianti per le donne. Ma quali sono queste pratiche umilianti dato che le donne così come gli uomini non hanno tutte gli stessi gusti e una può divertirsi a fare qualcosa che un’altra trova disgustoso?.Per me sono umilianti tutti gli atti sessuali non consensuali: quindi una posizione del missionario se imposta a chi non la desidera è umiliante mentre un bondage sadomaso tra adulti consenzienti non è umiliante.
        Io ancora non ho capito se il porno è accusato di addormentare il desiderio sessuale o di pervertirlo in qualcosa di violento e umiliante. Insomma state dicendo che il porno rende più difficile praticare il sesso consensuale e rende più facile stuprare?

      • IDA ha detto:

        Prima cosa non ero io ma Vale, che ha fatto quella affermazione, parlava di medicina, quindi di dipendenza, di un disturbo. L’unica controversia che c’è è se definirlo abuso o dipendenza, che in campo medico sono due cose totalmente differenti. Conosciamo bene e sono concordi sugli effetti fisici, che ha conseguenze sulla virilità e gli effetti psichiatrici, consumo compulsivo, desocializzazione, difficoltà a relazionarsi. Ma qui si stà parlando di abuso o dipendenza dal porno, e gli studi in questo campo sono recenti, i primi risalgono al 2007. Comunque si stà parlando di 11 milioni di persone con questi problemi nel mondo occidentale. (Australia,Canada, Europa e Stati Uniti).

      • Paolo ha detto:

        Ida, la ricerca oggetto del post dice che il porno trasforma gli adolescenti in pervertiti sessuali in erba sempre alla ricerca di ragazze da obbligare ad atti sessuali umilianti e indesiderati; tu invece sostieni che il porno addormenta il desiderio sessuale e causa pure impotenza (“non si alza”).
        Solo io intravedo una contraddizione? Non capisco se il porno uccide il desiderio sessuale maschile o lo perverte in un desiderio sadico di umiliare le donne. Tu dici che l’esposizione prolungata al porno impedisce al pene maschile di “alzarsi” oppure lo fa “alzare” solo davanti a una donna costretta a fare ciò che non vuole? Insomma stai dicendo che se non ci fossero i porno nessuno stuprerebbe? Non capisco.
        perchè sai al tempo di De Sade e pure prima non c’era il porno online ma c’erano stupri e violenze contro le donne ugualmente.
        Fermo restando che il porno non è educazione sessuale e i minorenni non dovrebbero guardarlo

      • “Solo io intravedo una contraddizione?” Si, solo tu.

      • Paolo ha detto:

        allora vuol dire che sono il solo con una buona vista

      • IDA ha detto:

        Mi sembrava di averti già risposto. Comunque Vale e non io, parla a livello medico, delle cause dalla dipendenza dalla pornografia. Il post parla degli effetti sul comportamento dei ragazzi, raccontato dalle ragazze, quello che percepiscono loro. Sono due cose differenti, l’effetto medico psichiatrico dovuto al’ abuso e l’effetto emulativo su adolescenti e adulti.

      • Vale ha detto:

        Sono da cell e la rete schifo quindi siate se non vi fornisco link diretti, ma se cercate qualche rivista medica seria, scoprirete che in realtà la fruizione di porno inibisce il normale desiderio sessuale. L’individuo si adatta a sorbire passivamente le immagini e il cervello si disabitua a immaginare. Risultato? Serve porno sempre più estremo per eccitarsi, da un lato, e il sesso con persone reali diventa sempre più difficile (non si alza, signori maschietti!).
        Per questa cosa, alcuni miei amici hanno smesso di guardare porno e hanno iniziato coi racconti erotici. Pare abbiano ottenuto molti benefici alle rispettive vite sessuali.
        Queste sono solo le conseguenze “fisiologiche”, non parliamo di quelle sociali…

      • stefano ha detto:

        Che non le conosciamo lo dice Kerryann Walsh, citata nell’articolo linkato in questo post, dal titolo fuorviante per attirare l’attenzione. Toccare il culo alle medie era un comportamento appreso per imitazione, nel momento in cui qualcuno propose di farlo. La voglia di farlo era già in tutti noi, questo è il desiderio sessuale. L’educazione, o la maturazione, poiché abbiamo smesso senza che nessuno ci dicesse di farlo, possono plasmare i comportamenti, lo sappiamo. Nel caso in questione fanno la differenza su come cambiamo in rapporto con il porno, per cui per certi soggetti rimane una realtà virtuale fantasiosa e nulla più, per altri sarà diverso. Poi sulle conseguenze del porno c’è appunto dibattito, tra l’altro benvenuto.

        @Vale

        fra qualche tempo allora i tuoi amici avranno bisogno di racconti sempre più estremi…
        Nessuno disconosce che il porno crei dipendenza (anche i carboidrati creano dipendenza però) e che abbia degli effetti spiacevoli, così come che possa omologare gusti e pratiche sessuali. La parte della direzione verso l’estremo mi pare debole, direi che come per tutto il resto, anche il sesso, si arriva ad avere bisogno di stimoli nuovi, non per forza più estremi. Quello che manca nel tuo riassunto, e spero non manchi nelle ricerche, è il concetto di misura. Almeno se verrà dimostrato che il porno porta a disfunzione erettile si avrà finalmente un motivo valido per sconsigliarlo. Mi sa però che dipende dal buon senso dei soggetti e dal loro rapporto col porno.

      • IDA ha detto:

        Conosciamo poco, perchè ci sono pochi dati e pochi studi, e sono iniziati di recente, sia al livello sociologico, antropologico, medico, psichiatrico ecc..
        Come sul giro di affari, sappiamo poco o nulla, sappiamo che alcuni siti servono a riciclare denaro, si parla di 500 miliardi di dollari all’anno, sappiamo che la produzione americana stà perdendo quote di mercato a vantaggio di una produzione incerta e indefinita e questo anche a danno delle salute delle attrici e degli attori. Sappiamo che già le grandi produzioni non rispettavano sempre le regole, figuriamoci gli altri..

      • stefano ha detto:

        Ci vuole moderazione, chiaro

      • Vale ha detto:

        La lettura e la conseguente IMMAGINAZIONE attiva aree del cervello diverse, che la mera fruizione passiva di immagini, quindi, no, Stefano, non serviranno racconti sempre più spinti. C’è la teledipendenza, ad esempio, ma non esiste la “librodipendenza”, per dire.
        Grazie a Ida e Riccio per aver risposto alle domande rivolte a me, mentre ero via. Nei weekend non sono in zona computer!

  22. stefano ha detto:

    Vale, lo riscrivo un’ultima volta e poi amen.
    Io me ne sto per conto mio a chiedere a Ida perché si riferisce alla pornografia come un monolite, perché pensa che una donna non possa fare un porno secondo i suoi gusti. Poi perché ammette che sì, può anche accadere, ma è politicamente contraria e comunque significa abbracciare l’immaginario maschile perché la sessualità femminile vuole altri simboli e parole. Poi a un certo punto mi si viene a dire che c’è il marketing. Cosa diamine c’entra che ci sia il marketing? E cosa c’entra il suicidio finanziario? Poi soprattutto riscrivo il mio commento e mi rispieghi ancora una cosa che non c’entra niente e che non ho bisogno che mi sia spiegata, il tutto con sarcasmo. Il fatto che esista un porno mainstream impedisce che esistano produzioni indipendenti? No, quindi che ti obietti? Ho scritto o lasciato intendere da qualche parte che se lo fa una donna allora è assicurato che lo faccia secondo i suoi gusti? No, dunque cosa dovrei ammettere, non avendo mai sostenuto il contrario di ciò che mi vorresti far ammettere? Poi se proprio vogliamo discutere di marketing, la tua affermazione sui gusti della massa è superficiale e sbagliata, tanto quanto l’idea che nessuno nel mondo del lavoro vada contro le regole di mercato. Uno come ti ho già detto le regole o le leggi di mercato sono una metafora, non c’è nessuna legge, l’economia non è una scienza; due evidentemente la gente va eccome contro le regole del mercato e non ti faccio esempi solo perché è perfettamente superfluo. Visto che ti diletti in statistica prova a vedere quanti sono gli artisti di ogni campo che riescono a vivere della loro arte e quanti quelli che non ce la fanno eppure continuano a farla e dimmi se la maggior parte di costoro produce arte uguale a quella che vende di più. Io sospetto che se sommi tutti i dischi venduti dalle miriadi di gruppi indie che vendono 500 copie del loro disco superi i milioni venduti da Britney Spears (e comunque i DT hanno venduto milioni di copie e suonano un genere che va di moda quindi non capisco perché quelli che ascoltano BS sono la massa e quelli che ascoltano i DT sono individui). Ma mi accontento del fatto che il sottobosco indie esiste ed è la prova che la gente fa quello che vuole fare, lo fa nella musica come negli altri campi (Fabio Volo vende un milione circa a libro, e ogni anno se ne vendono 100 milioni: tutti uguali a quelli di Volo? No; Vedi film tutti uguali a quelli di Checco Zalone? No… il mercato artistico è una curva la cui coda lunga è fatta di tante opere che vendono pochissimo che messe assieme fanno il grosso di ciò che si vende. Tutto ciò detto, fatica che ci potevamo risparmiare, per dire che volevo capire perché una produzione di porno alternativo dovrebbe essere ostacolata invece che incoraggiata. L’argomento che è e rimarrà una produzione di nicchia non mi pare un buon argomento, anche ammesso che sia vera la premessa.

    • Criticare non è la stessa cosa che ostacolare, però.

    • Vale ha detto:

      Stefano, questa è una conversazione pubblica e, come puoi notare, tutti qui rispondono un po’ a tutti. Se non desideri che qualcuno si immischi in ciò che dici a Ida, non hai che da chiederle un contatto e scriverle in privato.
      Lei aveva comunque ribadito più volte il suo punto, per questo sono intervenuta. Magari, detto in modo più diretto ti sarebbe stato più chiaro.
      Non mi pare di avere mai detto che chi ascolta Britney non è un individuo, ho preso due esempi abbastanza noti in cui evidenziare un intervento massiccio del marketing, da un lato, e un condiviso giudizio sul talento, dall’altro. Mi spiace se l’esempio non ti è risultato gradito. In ogni caso, la tua ricerca su Wikipedia di 5 secondi avrebbe dovuto essere estesa a 6: Mike non è più nei Dream da un pezzo.
      Venendo al resto, riporto la domanda di Ida, che continui ad eludere: perché quando una donna fa X, dev’essere sempre segno della sua libertà, scelta, espressione sessuale? Tanta gente fa musica indie, ma continua ad avere bisogno di un altro lavoro per mantenersi e lo fa per passione. Se adesso mi vieni a dire che il porno è una cosa che si fa per passione e che, come la prostituzione, non ha alcuno strascico a livello psicologico (vatti a leggere qualche vecchio articolo di Riccio a riguardo), la tua curiosità sul perché ti rispondo con sarcasmo si spiega da sola.

      • stefano ha detto:

        Secondo me ti stai paolizzando (farmi notare che MP non suona più nei DT). Ma in realtà capisco che trai giudizi affrettati. Che MP ha abbandonato i DT sta scritto in alto, prima del punto in cui c’è scritto quanti dischi hanno venduto i DT. Ma il punto non sono i DT, poteva essere un gruppo qualsiasi di successo. Il mio riferimento massa-individuo è perché hai impostato la questione in una maniera che partendo da un dato di verità, il marketing, porta a conclusioni errate. Perché chi ascolta BS lo fa per l’influenza del marketing e appartiene alla massa e chi ascolta altro no? Parlare di talento per me è fuorviante poiché nessuno ascolta la musica in relazione al talento dei musicisti, ma al risultato di quel talento. I DT sono bravissimi nel suonare, ma non per questo fanno per i miei gusti. C’è questa convinzione nel campo artistico per cui se quelli bravi avessero dietro il marketing che hanno quelli che vendono di più sarebbe tutto un altro mondo. Io la penso diversamente, in ogni caso non è importante, e il tuo esempio non mi è stato sgradito. Grazie poi per avermi fatto notare la natura pubblica dei commenti. E ora mi fai una domanda bizzarra, che lascia intendere che io pensi che quando una donna fa x lo fa sempre in libertà. Non ti chiedo di dirmi in quale punto l’avrei lasciato intendere o scritto, ti copio-incollo per la seconda volta la mia risposta a Ida alla domanda cosa cambia se lo fa una donna:

        “Cambia… non perché fatto da una donna in sé, ma perché c’è il caso che la donna in questione lo faccia secondo i propri desideri.”

        Sui motivi per cui qualcuno fa porno non potresti essere meno sicura delle tue convinzioni? Perché escludi che lo si possa fare per passione?

      • Paolo ha detto:

        “C’è questa convinzione nel campo artistico per cui se quelli bravi avessero dietro il marketing che hanno quelli che vendono di più sarebbe tutto un altro mondo”

        convinzione erronea anche secondo me come è erroneo pensare che chi ha un grosso marketing dietro sia per forza uno/a senza talento ed è ancora più erroneo pensare che se non hai successo è solo perchè non hai dietro “il marketing” (anche se pensarlo è consolante,a tutti piace pensare di essere dei geni incompresi e che la società brutta e cattiva ci ha derubato del successo che meritavamo donandolo a gente immeritevole). Tra i best seller c’è la merda tipo cinquanta sfumature ma c’è pure stephen king

      • Vale ha detto:

        >>Perché escludi che lo si possa fare per passione?
        E poi sono io quella che si sta “paolizzando”!
        Suggerisco di nuovo di andare a vedere gli strascichi psicologici (sindrome da stress post traumatico, per dirne uno) che il sesso a pagamento (e il porno lo è) causa alle donne. Fare sesso per denaro, magari con pratiche umilianti, non è come vendere frutta al mercato. Riccio ha pubblicato un sacco di articoli su studi a riguardo (uno linkava un’intervista alle attrici… brrrr!) e se insisti a ignorare la cosa, non è più questione di semantica, si intravede del dolo. Fra un po’ verrai come Zorin a proclamare (lui) quanto le prostitute (loro) si divertono e quanto le vittime sono i POVERI clienti…

        >>Parlare di talento per me è fuorviante poiché nessuno ascolta la musica in relazione al talento dei musicisti, ma al risultato di quel talento
        Continua ad esulare dal discorso, ma già che ci siamo…
        1) tizio può fare la musica (per me) più bella del mondo, ma se non so che esiste… il marketing mi dà modo di sapere che esiste e di decidere di comprare i suoi cd (e io divento pazza per cercare musica che mi piaccia, proprio perché non è pubblicizzata)
        2) l’effetto gingle. Fanno canzoni con sempre minor numero di accordi (il cervello si abitua e le trova orecchiabili perché “le conosce già”) e pagano i passaggi in ratio, in tv, come sottofondo di trasmissioni e pubblicità. Quando il motivetto ti entra in testa, indovina che succede? Sono strategie fatte apposta, dal marketing, per farti entrare in testa una canzone. Alla fine la decisione di comprare il cd è data dai tuoi gusti o dalla strategia psicologica che c’è dietro? È una domanda retorica, la scienza ha già dato una risposta. Ecco perché investono tutti ‘sti milioni in marketing! Poi, ovviamente, quando parli con la gente sono tutti sovversivi alle regole di mercato… indossando solo roba della marca che va di moda, o con roba da hipster, perché vogliono mostrarsi diversi senza considerare che, in fin dei conti, è una moda pure quella!

        Ricordo comunque che questo blog parla di violenza di genere. Se vuoi lezioni sulle strategie di marketing, temo dovrai cercare altrove. Chiudo qui il discorso, tanto non c’è peggior sordo…

      • Antome ha detto:

        Esattamente ciò che avrei replicato io, Vale, piacerebbe anche a me che il marketing non contasse, ma ci si investe milioni e c’è spesso il fenomeno pecora – conformismo per sentirsi popolare a non snobbare ciò che si sente familiare e patrimonio comune, la tv specie quella “giovane” crea questa familiarità, lo star system, ho osservato è come una sorta di famiglia adottata a distanza talvolta :D, non voglio neanche intenderlo in senso del tutto negativo. Le mode, cioè l’indossare una cosa per la firma ancora più che per il design, ne è l’aspetto più evidente.
        Vedi poi l'”hipster” un tempo molti mettevano in dubbio, come al solito per gli uomini, la sessualità di tipi che si vestivano così, – e già si partiva male -, ma quel che è peggio è che ora molti di loro si vestono in modo simile.

  23. stefano ha detto:

    Vale, con quanti accordi pensi che abbia senso fare una canzone? Comunque grazie per avermi spiegato ancora che esiste il marketing, è divertente. Riccio pubblica materiale interessante, però c’è anche altro. Il fatto che si possano avere conseguenze negative dall’esercitare prostituzione non esclude neanche che una persona si prostituisca per piacere, figuariamoci fare un porno. In ogni caso la tua “risposta” la potrei interpretare come “siccome fare i porno fa schifo tanto quanto prostituirsi, è escluso che qualcuno lo faccia per passione”. Cioè escludi una cosa sulla base di quello che tu pensi (curiosamente quello che imputi a Paolo).

    • Antome ha detto:

      Più che accordi, che in effetti è un classico, siano pochi, nel pop, ma anche nel cantautorale, c’è la ripetizione, il leitmotif, l’orecchiabilità. E’ vero che anche i beatles erano orecchiabili, ma ho l’impressione che ci siano troppi prodotti commerciali nel senso di progettati a tavolino.
      Chi dice che oggi c’è solo musica di merda sbaglia, semplicemente trova che ce ne sia poca di decente in cima alle classifiche e alla radio. Quindi è in parte sconosciuta. Anche se si potrebbe pensare che tale discorso metta il carro avanti ai buoi, cioè è sconosciuta perchè ha venduto poco e non il contrario. Ci sarebbe da indagare :), ma l’effetto moltiplicatore della riproposizione non è da sottovalutare.

      • stefano ha detto:

        Ecco, c’è molto da indagare…
        Da Flow my tears di Dowland a Bella ciao passando per Mozart fino ai Nirvana mi trovi musica che non faccia uso di ripetizioni, leitmotif e che non sia orecchiabile? A parte Schoenberg che si è messo scientemente a farne di diversa (e non ha avuto successo commerciale, e non ce lo avrebbe avuto neanche con tutti gli uffici stampa del mondo dietro) perché la musica, e in particolare la forma canzone non dovrebbe essere orecchiabile, e soprattutto cantabile? Non so, vogliamo i trapani alla radio? A parte il mito dell’artista romantico preda dell’ispirazione tu preferisci una bella canzone creata a tavolino o una brutta spontanea di uno incapace? E pensi che i Beatles dalle loro prime pessime cover rock ‘n roll fino a Sgt Pepper (mesi di registrazione in studio, un produttore come George Martin, una major come etichetta) siano rimasti spontanei, qualsiasi cosa voglia dire? E il loro successo da cosa dipende se non dall’aver avuto talento nel produrre melodie cantabili? Per quale ragione al mondo in cima alle classifiche non dovrebbe starci una musica che si avvicina a quello che piace alla gente? Le case vengono costruite a norma o ognuno fa come gli pare? Ecco, perché nella musica e nell’arte in generale dovrebbe essere diverso? Poi, se sai suonare, prendi Baby one more time di Britney Spears e suonala e cantala con la chitarra senza pensare a lei e alle parole e dimmi che te ne pare. Se non sai suonare cerca su youtube una cover acustica (ma se impari a suonare è meglio). Rimane poi il mistero del perché se tutti hanno capito come si scalano le classifiche poi tengano nascosti i loro frutti. E aspetto ancora di conoscere uno che scriva musica per non essere ascoltato

      • Paolo ha detto:

        stefano meriti un applauso

    • IDA ha detto:

      Quattro accordi relativi a quattro gradi della tonalità di appartenenza. (I°- VI°-II° e V°7) comunemente chiamato giro armonico, per fare una canzone. Mozart sembra semplice ma è estremamente complesso, Beethoven sembra difficile ma è semplice, basta pensare al primo movimento della sonata op.27 n.2 comunemente chiamata “chiaro di luna” e rispettare le regole delle variazioni. Non è la complessità o la semplicità che fa un’opera d’arte. Mozart non rispettava le regole grammaticali, i maligni al tempo, dicevano, che non le conosceva, per questo non le rispettava. Mozart aveva un eterno bisogno di soldi, tutte le volte che si è messo a fare musica commerciale è stato un fallimento: “ non dico delle brutte, sono sode quasi tutte, se vento non ci va, ma delle belle già si sa, così fan tutte” motivetto che doveva essere cantato in tutte le strade d’europa, secondo Mozart, ma fu un fiasco totale. Beethoven non cercava consensi, con il ventre gonfio dalla troppa birra, scurreggiava e ruttava nei pub, ma era un paraculo, scriveva e dedicava composizioni a uomini potenti per avere favori, tipo quello di togliere il figlio alla cognata rimasta vedova. Schoenberg aveva scritto una nuova grammatica, quindi parlava una lingua diversa. Schubert e Hugo Wolf frequentavano bordelli e avevano la sifilide.
      Ora se Riccio è arrivata a leggermi fin qui senza cassarmi, arrivo alla domanda chiave.
      Ma tutto questo che cosa c’entra??
      Non si vorrà mica dire che la pornografia è un’opera d’arte? Un espressione artistica? La pornografia è un prodotto commerciale una scatola di fagioli. Che parla unicamente agli uomini, se sono prodotti e mangiati anche dalle donne rimane una scatola di fagioli. Occorre un terzo elemento un Andy Warhol o chi per lui che la può far diventare un’opera d’arte, ma rimane sempre una scatola di fagioli. “ Dracula cerca sangue di vergine.. e morì di sete!!” soggetto Andy Warhol, ma non è un’opera d’arte, è ricordato solo per l’ultima apparizione di Vittorio De Sica.

      • IDA ha detto:

        Io non ostacolo e non osteggio la così detta produzione alternativa, ritengo che sia insignificante e politicamente sbagliata se si vuole cambiare qualcosa. Dal link che hai pubblicato appare abbastanza chiaro, ed è quello che ho detto in un commento precedente, in questi ultimi anni, sono aumentate le donne nella regia e nella produzione, ma i diritti delle attrici sono diminuiti. Il paradosso: aumento delle donne nella produzione e le attrici perdono il potere contrattuale. Poi l’eufemismo delle attrici hard in pensione, (attività media 3-5 anni di un’attrice) che perdono i figli e il lavoro, la pornografia ha contribuito a rendere la società più sessista, è una responsabilità che la pornografia deve riconoscere e non si può tirare fuori. Vent’anni fa due ex attrici porno si sono mandate in parlamento in Italia, oggi sarebbe impensabile. Certo oggi è diverso anche il prodotto pornografico.
        Non voglio sindacare per quale motivo una è arrivata a fare l’attrice hard, avrà avuto i suoi buoni motivi e tutti sono validi, per questo non mi piace dire, che lo fanno per passione, o che esprimono i loro desideri, perché per prima cosa non lo so e non lo posso sapere, se realmente lo fanno per passione, e poi non siamo in una società ideale, ma in una società molto sessista, che la pornografia ha contribuito se non a peggiorare a mantenerla tale. Perché una che lo fa per passione viene considerata una troia, dagli stessi fruitori di pornografia. Lo so che non è giusto, ma la realtà è questa, e la pornografia non cambia questa realtà.
        Il bello è sull’altro problema.Il monopolio della distribuzione, che non ha solo il problema della pirateria, ma soprattutto perché viene diffuso gratuitamente in rete e allora si tirano fuori castronerie varie come il porno etico e la democrazia. Si vuole mettere a pagamento, creare database sui clienti, limitare l’accesso, tutto questo al solo fine del business. Ci saranno chiusure e sequestri, e nessuno parlerà della libertà delle attrici, della loro passione, dei diritti delle attrici, ma di legge e difesa dei diritti dei produttori. Tutti diranno che è troppo facile accedere al porno, che sono facilmente visionabili anche dai bambini e dai ragazzi, tutto quello che sosteniamo da anni, ma siamo considerate moraliste e bigotte, tutti argomenti che faranno comodo dopo, per giustificare le schedature e la censura, in nome della legge e del business.

      • Paolo ha detto:

        credo che Quentin Tarantino, che ama visceralmente i B-movies, direbbe che è arte pure Dracula cerca sangue di vergine, la storia del cinema è piena di film considerati robaccia quando uscirono e che oggi sono stati rivalutati anche dalla critica, . Comunque è buffo che voi che vi dichiarate contro i canoni di bellezza, voi che dite che il corpo di Massimo Boldi può essere bello come quello di Luca Argentero (che secondo me è follia pura ma secondo voi è giusto), siate così “rigidi” su cosa sia un’opera d’arte e cosa no. e proprio in un mondo dove le frontiere tra “cultura alta” e “cultura bassa” si fanno sempre più labili e dove persino i fumetti di Topolino hanno dignità artistica con buona pace di Harold Bloom.

      • IDA ha detto:

        L’arte è un prodotto della creazione umana, ma non tutte le creazioni umane sono opere d’arte. Sono più di duemila anni che l’uomo si chiede cos’è un’opera d’arte e cosa no. Per Aristotele è il principio di imitazione del mondo sensibile, fonte di piacere e strumento di conoscenza. Kant introduce il “bello universale” e il concetto di “genio”, unica prerogativa che permette di creare opere che fungono da modello. La bellezza quindi risiederebbe nell’archetipo, non nella forma. La psicologia ci dice che la sezione aurea, e la simmetria sono fondamentali nel percepire il bello. Unicità e autenticità sono i caratteri dell’arte, che può assumere anche caratteristiche di testimonianza storica. Una scatola di fagioli, è prodotta in serie, non è unica ne autentica quindi non è arte, ma tra mille anni, può diventare testimonianza storica, unica e autentica e diventare arte. Stesso destino può capitare anche ai clip pornografici, ma tra mille anni. Quindi non sto parlando di canoni estetici ne di cultura superiore o inferiore, ma di produzione artistica. Massimo Boldi mi è antipatico Luca Argentero non so nemmeno chi è, quindi questo paragone di certo io non te l’ho fatto. Il film di Dracula in questione, ha acquistato un valore di opera d’arte come testimonianza storica, è ricordato per la sceneggiatura di Andy Warhol e l’ultima apparizione di Vittorio De Sica. Poi soprattutto i film, e le canzoni, fanno parte del proprio vissuto, possono essere insignificanti e cretine ma ci piacciono perché ci ricordano un momento particolare della propria vita. La produzione pornografica non ha nulla a che fare con il cinema, ma con le scatole di fagioli. Il cinema è un’espressione artistica, ma non tutti i film son opere d’arte.

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