La protesta delle mamme tedesche

Una traduzione dalla patizione pubblicata su change.org “Wir protestieren gegen das BGH Urteil zum Wechselmodell!

La Corte Federale di Giustizia (Bundesgerichtshof – BGH) ha stabilito che l’affido condiviso – inteso come una più o meno esatta divisione a metà della cura dei bambini tra i genitori – è ora possibile dopo la separazione, anche contro la volontà di un genitore. In pratica, un accordo di affido condiviso significa che anche i bambini piccoli devono cambiare il loro luogo di residenza ad intervalli regolari (ad esempio settimanalmente) e fare la spola tra le famiglie dei genitori per la totalità della loro infanzia, con imprevedibili e gravi effetti a lungo termine sulla loro salute. Inoltre, v’è preoccupazione che questa inequivocabile decisione darà luogo ad una valanga di cause legali, che andrà pesantemente a gravare sui bambini coinvolti.

Ci appelliamo quindi a chi ha così deciso:

Onorevoli Giudici,

In nome dei nostri figli, noi protestiamo contro l’affido condiviso imposto dal tribunale contro la volontà di un genitore.

Motivazione:
Dividere la vita di un bambino a metà per soddisfare gli interessi dei genitori ha conseguenze di vasta portata sulla vita quotidiana e la salute di un bambino. Per giustificare un cambiamento così importante in termini di qualità della vita, è necessario che i genitori siano in grado di relazionarsi senza infliggere al minore dannosi conflitti. Anche in questo caso, esso avrà un impatto significativo sul bambino.

Se, d’altra parte, l’affido condiviso è imposto contro la volontà di un genitore, gli oneri che un bambino dovrà sopportare in quanto pedina nel conflitto tra i genitori avranno un peso maggiore dei vantaggi che un tale modello può portare con sé.

A causa di forti pressioni da parte delle associazioni per i diritti dei padri innumerevoli famiglie sono stati già costrette ad accettare accordi di affido condiviso senza capo né coda.

Una simile decisione sarà di incentivo per i genitori litigiosi, che inonderanno i tribunali con cause per l’affido. I motivi sono spesso simili; alcuni si servono dell’affido condiviso per controllare il loro ex partner. Ma questo genere di accordo comporta anche il non dover più versare l’assegno di mantenimento per i figli all’altro genitore.

Vi chiediamo di affermare chiaramente e con veemenza che il benessere del bambino è della massima precedenza rispetto agli interessi del genitore. Nella sua decisione datata 24 giugno 2015, (1 BvR 486/14), la Corte costituzionale federale tedesca (Bundesverfassungsgericht) ha sottolineato che il benessere del bambino ha la massima priorità, e che la legge costituzionale non garantisce al genitore il diritto ad un’equa suddivisione del tempo da trascorrere con i figli.

Vi invitiamo a entrare in contatto con le famiglie i cui figli subiscono un regime di affido alternato forzato, che includono il trasferimento settimanale, la mancanza di una figura di attaccamento affidabile e un conflitto di lealtà causato dal perdurare del conflitto genitoriale. Molti di questi bambini soffrono di problemi di salute quali enuresi, depressione, disturbi del sonno, ADHS, disturbi alimentari e ansia. Alcuni casi sono gravi al punto da richiedere cure intensive o causano il precoce abbandono scolastico. La maggior parte dei sintomi regredisce una volta abbandonata la modalità di affido alternato.

I bambini colpiti non possono essere interrogati, in quanto invischiati in un doppio legame e nel conflitto di lealtà, e non possono ammettere di non riuscire a far fronte alla situazione. Alla luce di tutto questo, la vostra decisione non aiuta tutelare la salute dei bambini, ma è molto probabile che cementi il conflitto fedeltà e ne aggravi il conseguente impatto sui bambini.

E ‘difficile comprendere come nessuno degli adulti coinvolti riesca a mettersi nei panni del bambino, che deve trascorrere un quarto della sua vita costretto a passare continuamente da un’abitazione all’altra, senza una base sicura.

Dobbiamo riconoscere gli errori della politica familiare degli altri paesi europei (ad esempio http://www.carola-fuchs.de/wechselmodell-in-frankreich) e imparare da loro. Dobbiamo rifocalizzarci sul benessere dei nostri figli senza sacrificarlo in nome di un frainteso ideale di “giustizia”. Dovremmo promuovere i diritti dei bambini, invece di far rispettare i diritti dei genitori.

Onorevoli Giudici, vi chiediamo di prendere in considerazione le nostre ragioni quando deciderete in merito all’affido dei nostri figli.

I genitori per i loro figli

http://www.einzuhausefuerkinder.com/

Per approfondire:

La Francia rigetta l’emendamento dei “papà separati”

Nulla di fatto per i papà seaparati francesi

Post-separation parenting arrangements: Patterns and developmental outcomes. Studies of two risk groups: Lo studio uno e lo studio due

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Informazioni su il ricciocorno schiattoso

Il ricciocorno schiattoso si dice sia stato avvistato in Svezia da persone assolutamente inattendibili, ma nonostante ciò non è famoso come Nessie.
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4 risposte a La protesta delle mamme tedesche

  1. IDA ha detto:

    Come si voleva dimostrare, l’affido condiviso fa aumentare solo la litigiosità e il lavoro agli avvocati. Chi non ha soldi per pagare gli avvocati, deve rinunciare a tutti i diritti.
    In questo caso mi chiedo, con la residenza alternata, il bambino fa anche la scuola alternata? Ha anche il pediatra alternato? Se è no, chi decide a quale scuola iscrivere il figlio?

  2. Antome ha detto:

    Non so, forse sarebbe più opportuno che il genitore più lontano si avvicini al luogo di residenza, se ci tiene, piuttosto che sottoporvi il figlio, sono d’accordo che suona come qualcosa di inumano e traumatico a cui sottoporre il figlio, altrimenti, spero venga considerato.
    Ovviamente in caso di colpa grave nella separazione, ma soprattutto, di comportamento inidoneo, negligente etc, nei confronti del figlio, penso anch’io che la bigenitorialità deve essere fuori discussione e anzi è dannosa.
    Come già abbiamo visto dal post sul registro della bigenitorialità, ricorre il refrain dell’irrilevanza del disaccordo di uno dei due genitori, che di certo è sospetto, anche se bisogna vedere il criterio per stabilire a chi venga affidato qualora uno dei due non fosse d’accordo e ci siano effettivamente i presupposti per un affido prevalente o non condiviso (che è un altro discorso, precisiamo per altri lettori, gran parte degli affidi prevalenti sono comunque condivisi)

  3. Marco Tullio ha detto:

    Una soluzione (di fatto oggi sempre più applicata in Italia) può consuistere nel destinare la casa coniugale non ad uno dei genitori in coabitazione con la prole, ma a questa, imponendo a ciascun genitore di vivere a settimane alterne nell’ex casa coniugale. In altre parole: non i bambini, ma i genitori con la valigia.

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