L’ordine degli psicologi e gli studi scientifici

In questi giorni ha fatto notizia la posizione ufficiale del CNOP, (Consiglio Nazionale Ordine degli Psicologi) contro il disegno di legge 735 sull’affido condiviso.

Afferma il CNOP:

L’affido dei minori nei casi di separazione dei genitori, previsto nel Ddl Pillon, non ne tutela affatto la salute. Il documento del CNOP consegnato alla Commissione Giustizia del Senato rileva l’impossibilità della mediazione obbligatoria, la sovrapposizione della figura del coordinatore genitoriale con quella dello psicologo. E soprattutto evidenzia che non vi è alcuna differenziazione dei bisogni del minore in base all’età, non rispettandone affatto il regolare processo di sviluppo. La collocazione simmetrica ed alternata presso il domicilio del padre e quello della madre espone infatti il minore a continui ed illogici spostamenti che possono incidere negativamente anche sul regolare sviluppo cognitivo. Il presidente Giardina “mettiamo al centro i bisogni dei minori, i più fragili nei conflitti di coppia, e non quelli degli adulti “.

Il documento nella sua forma estesa è stato depositato in Senato.

Il CNOP si era espresso sulla “shared physical custody” anche nel 2011, con un documento a firma dell’allora Presidente Giuseppe Luigi Palma, che esprimeva tutt’altre convinzioni, esprimendosi a favore di “un riferimento abitativo a doppio domicilio (due case)” e ad una “frequentazione equilibrata” che permetta al minore di “ricevere cura e accudimento di entrambi [i genitori] nella quotidianità”. Affermava, quel documento, che

Nel bilancio complessivo della salute del figlio certamente è quindi meno per lui di sacrificio perdere un po’ di tempo a frequentare due case che non perdere la possibilità di avere un riferimento in entrambi i genitori.

La differenza con l’attuale posizione è lampante. Scrive invece l’attuale Presidente Fulvio Giardina:

Il luogo prevalente di vita del minore, soprattutto in età infantile, deve essere uno ed uno solo, unico e privilegiato. L’interferenza dell’ambiente sul regolare processo di sviluppo del minore è ampiamente dimostrata dalla letteratura scientifica, al punto da influenzarne la salute.

Se la bibliografia addotta a giustificazione della posizione del primo documento non è mai stata sottoposta al vaglio degli allora promotori della residenza alternata, la bibliografia segnalata dal Presidente Giardina ha profondamente indignato i sostenitori del ddl 735:

Alle rimostranze di Nielsen, il Senatore Pillon dedica un video su facebook, mentre qui è possibile leggere un comunicato dell’Associazione Figli per sempre.

Se il Senatore si riferisce a Nielsen come una “guru” della psicologia, possiamo leggere nel documento che ella è “leader mondiale nel campo dela ricerca empirica e meta analitica in tema di affidamento dei minori” e che il suo pensiero sarebbe “NOTO A TUTTI GLI STUDIOSI INTERNAZIONALI” (il maiuscolo e l’errore d’ortografia sono fedeli all’originale).

In realtà, l’ambito nel quale la Dottoressa Nielsen opera, sembra piuttosto essere il “rapporto padre-figlia“, un lavoro che l’ha portata ad ispirare nel 2016 lo spot di una celebre marca di shampo.

Afferma Nielsen in una intervista che, per migliorare il rapporto padre-figlia,  andrebbe insegnato alle figlie a “dare ai padri lo stesso tempo e le stesse possibilità che danno alle loro madri al fine di costruire una relazione stretta e significativa”.

Come possiamo leggere nella presentazione di questo suo manuale di auto aiuto, “il fardello della relazione padre-figlie” dovrebbe essere portato dalle figlie, che debbono imparare a smettere pensare che sia il genitore quello a dover fare il primo passo nella costruzione di un rapporto migliore e soprattutto smettere di considerare il padre soltanto come un portafoglio dal quale attingere denaro.

Secondo Nielsen, sono le madri che (inavvertitamente o intenzionalmente) limitano o addirittura minano la relazione delle loro figlie con i padri.

Leggiamo  in questo articolo:

Nielsen (…) è senza paura ferma nella sua convinzione che la maggior parte delle giovani donne siano state sottoposte ad un lavaggio del cervello da parte della cultura che le ha portate a credere che gli uomini siano inferiori alle donne e che tutto ciò che manca nella relazione padre-figlia è colpa di papà. Femminista dichiarata, Nielsen cerca di mostrare ai suoi studenti che a volte le ragazze e le donne non sono vittime, ma sono le artefici della loro infelicità e disgrazia.

Sebbene Nielsen affermi di non voler “demonizzare le madri”, comunque non ha nessuna remora nell’affermare che sono “spesso le madri, a volte ferite o amareggiate dal divorzio, che comunicano messaggi negativi [sui padri] alle loro figlie.”

Alla luce di questi contenuti, non è difficile comprendere come mai la Dottoressa Nielsen abbia assunto il ruolo di “guru” di un certo tipo di attivisti: quelli per i diritti degli uomini, convinti che il genere maschile sia nel mondo quello discriminato.

Soprattutto perché, più che una femminista, sembra una Richard Gardner in gonnella, solo più interessata ad instillare nelle giovani donne sensi di colpa nei confronti dei padri, piuttosto che a togliere di mezzo fisicamente le loro madri gettandole in gattabuia.

Una strategia di sicuro più intelligente e subdola di quella elaborata dal suo predecessore, bisogna concederglielo.

Del lavoro di Nielsen sull’opportunità della residenza alternata, avevamo già parlato qui, ben prima di scoprire della sua fama fra “gli studiosi internazionali”.

tuttavia giova ricordare che fra le conclusioni espresse da Nielsen, ce ne è una che ha attirato la mia attenzione.

it is a mistake to assume that JPC [join physical custody] will be more harmful than SPC [sole physical custody] for children whose parents were physically abusive toward one another when they lived together (pag. 7).

E’ un errore ritenere che l’affido condiviso sarebbe più dannoso dell’affido esclusivo per i bambini i cui genitori siano stati “fisicamente abusanti” uno verso l’altro.

Questo lo afferma con sicumera, a dispetto del fatto che il suo lavoro non tiene minimamente conto di quel “10% -12% di genitori  con una storia di violenza sessuale e gravi abusi fisici ed emotivi che vengono tradizionalmente indicati come violenza domestica o violenza”.

Sul fatto che un bambino possa tranquillamente essere affidato ad un genitore che ha una storia di maltrattamenti nei confronti del partner – anche se sarebbe più opportuno specificare dellA parnter – vi rimando a quanto scrive in proposito Lundy Bancroft.

Ma torniamo all’argomento principale: il documento a firma del Presidente Giardina.

Se può suonare preoccupante che il documento riporti nella bibliografia un testo che poco ha a che fare con il contenuto del documento (giova sottolineare che in realtà nessuno dei testi citati ha attinenza con quanto affermato), questa è tutt’altro che una novità, perché anche il precedente documento, quello del 2011, presentava il medesimo problema.

Il documento, infatti, citava l’articolo di Anna Sarkadi, Robert Kristiansson, Frank Oberklaid e Sven Bremberg “Fathers’involment and children’s developmental outcomes: a systematic review of longitudinal studies”, che analizza sì gli effetti sulla prole del coinvolgimento paterno, ma solo ed esclusivamente per ciò che riguarda “famiglie intatte”, le famiglie integre, non separate.

Ma soprattutto, l’articolo parla di coinvolgimento nell’educazione dei figli della figura maschile che abita con la madre, non del padre, suggerendo che “il legame biologico non è necessario per produrre effetti positivi” sui bambini.

Nulla che possa dirci qualcosa sulla sostenuta opportunità del doppio domicilio per i bambini di genitori separati, insomma.

A quanto pare non leggere i testi che si mettono i bibliografia è una consuetudine quando si tratta di questo tema, piuttosto che uno scandalo.

Potremmo citare il caso del callicebo, una simpatica scimmietta citata erroneamente come virtuoso esempio di cogenitorialità, oppure il vecchio caso dello studio Battaglia M., Pesenti Gritti P., Medland S: et al., (“A genetically informed study on the association between childhood separation anxiety, sensitivity to CO2, panic disorder and the effect of childhood parental loss” Archives of general psychiatry, 06-01-2009), uno studio sul disturbo da ansia da separazione spacciato per evidenza scientifica dei “danni da alienazione genitoriale”.

In un momento come questo, nel quale la sfiducia della gente nei confronti della scienza ha raggiunto vette che sembravano impensabili fino a qualche tempo fa, il panorama offerto da questo dibattito non può che contribuire a peggiorare le cose.

Ed è un vero peccato: perché di rigore scientifico abbiamo oggi più bisogno che mai.

Perdonatemi se concludo con uno stratagemma volto a scoraggiare il trolling che normalmente ammorba le discussioni sotto i miei articoli:

Informazioni su il ricciocorno schiattoso

Il ricciocorno schiattoso si dice sia stato avvistato in Svezia da persone assolutamente inattendibili, ma nonostante ciò non è famoso come Nessie.
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39 risposte a L’ordine degli psicologi e gli studi scientifici

  1. savi ha detto:

    Il Vezzetti è uno che architetta storie false – piene di errori voluti e ad arte.

    (1)
    Vedi per primo la sua audizione per il DDL 735 (che è DDL 735 PAS_Camerini-Bernet-Vezzetti) in cui usa il nome del Regier del DSM-5 e fa dire a Regier cose che Regier non ha mai detto … né inteso dire. Su questo sto scrivendo un articolo in cui intervisto, tra altri, Regier.

    (2)
    Questa storia della Nielsen è più volgare specialmente perché’ la Nielsen nel mondo accademico e della ricerca della disciplina di psicologia è una ‘nullità’ – zero assoluto … sconosciuta e inconoscibile.
    – Alla Nielsen dovrà essere chiesto — e sarà chiesto nel luogo appropriato quando arriverà il suo turno — se le sue cosiddette ‘pubblicazioni scientifiche’ sono ‘peer review’; cioè soggette alla valutazione degli esperti della disciplina scientifica di psicologia. Se lo sono tutte peer reviewed; o se non lo sono tutte, quali sono peer reviewed.
    – In particolare, alla Nielsen dovrà essere chiesto se quel ‘famoso’ articolo citato nella lettera del CNOP — del 2013 — è infatti ‘peer reviewed; e se lo è, che fornisca l’informazione; io ho scritto all’editore per ottenere informazioni.
    – La stessa domanda sarà posta per ciascuna delle sue pubblicazioni.
    (3)
    Domande simili saranno poste al Vezzetti:
    – Una domanda concernerà le sue pubblicazioni ‘scientifiche’. (Vedi: Health and children custody: a broad meta analysis’ e ‘Shared Parenting’). Cioè se sono state soggette a peer review—gli editori delle riviste potranno fornire le informazioni rilevanti.
    – Una seconda domanda concernerà la sua valutazione della Nielsen come ‘esperta internazionale’: in quale disciplina è la Nielsen una professionista / psicologa di spicco che la rende ‘esperta internazionale’: La disciplina di psicologia e discipline affini? O la Congrega dei Pasisti / ‘Bigenitorialisti’ in cui ci ‘sguazza’ pure il Pediatra Vezzetti? E cosa da’ al Vezzetti il diritto di decidere se qualcuno è una ‘esperta internazionale’ in qualche disciplina come la psicologia? È il fatto che la Nielsen ‘orbita’ nei giri della PAS / ’Bigenitorialismo’ del Vezzetti (o viceversa il Vezzetti orbita nei giri della Nielsen) sufficiente a renderla esperta di qualche disciplina, inclusa la disciplina di Psicologia? (Nota che la Nielsen ha una laurea in ‘Educational Psychology’, che non è la stessa cosa come avere una laurea in ‘Psicologia’
    (4)
    al Presidente del CNOP Giardina saranno poste 2 domande cruciali:
    – Perché’ ha citato (usato come referenza) questo ‘scritto’ di una persona come la Nielsen che è, per l’appunto, una nullità nel mondo accademico e della ricerca della disciplina di psicologia USA e, specialmente, internazionale. Quale era la sua intenzione nel citare il nome dell’innominabile Nielsen.
    – L’ha nominata – la Nielsen perché’ conosceva la roba che aveva scritto o l’ha nominata perché’ il Vezzetti da qualche parte l’aveva nominata.
    (5)
    Infine, al Vezzetti è da chiedere di rendere pubblica la sua comunicazione con la Nielsen.
    – Cioè, cosa ha il Vezzetti raccontato alla Nielsen su ciò che aveva scritto il Presidente del CNOP, e specificamente il significato / intenzione del Presidente del CNOP nel citare quella pubblicazione (non soggetta a peer review) della Nielsen?
    – Quale interpretazione la Nielsen ha dato alla citazione del Presidente del CNOP? Ha avuto una sua reazione personale-professionale? O il Vezzetti è stato infinitamente paziente nello spiegare alla Nielsen il ‘vero’ significato della citazione del Presidente del CNOP – dell’intenzione del Direttore del CNOP?
    – E poi si dovrebbe avere – se già non è pubblica – la lettera completa del Vezzetti al Pillon dove magari chiarisce i ‘misfatti del Presidente del CNOP contro il DDL 735 Pillon (aka DDL 735 PAS_Camerini-Bernet-Vezzetti).

    Queste sono domande che sto usando per strutturare un articolo su questa storia.

    (ps: Ricciocorno, due consigli;
    (i) “… perché di rigore scientifico abbiamo oggi più bisogno che mai.”
    – Non cercare rigore scientifico nella ‘Congrega – Comunità Pasista / Bigenitorialista.) È un ossimoro.
    (ii) Un ossimoro pure è l’exploit dell’Amedeo Paolucci “ La psicologia ‘scientifica’. Fin dalla nascita che risale alla seconda metà dell’Ottocento, non ha mi avuto uno statuto epistemologico solido ..” Questo Paolucci di psicologia e filosofia delle scienze ne sa meno di zero; sproloquia; ‘statuto epistemologico’???? Non sa di cosa parla.

  2. Shonagh Mc Aulay ha detto:

    Great article!

    Well done the ordine degli psicologi! Good to see the professionals assuming some social / political responsibility. But they need to do more. It must become positively embarrassing to support cruelty to children. They should be disciplining members who write junk science assessments of women and children. Do you know anything about how the ordine came to make this useful statement? I wonder what disciplinary powers they may have and how they can be encouraged to enter more decisively into the debate.

    I’m not reading daily Italian press at the moment because under intense pressure – was any notice taken of their comments? Is there any critical media commentary at all on Pillon and junk science?

    Best

    Shonagh

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  4. UmbertoEchoJunior ha detto:

    Riccio: mi piacerebbe il tuo parere su una delle questioni accennate dalla Nielsen: la questione dei figli che considerano un genitore soltanto come un portafoglio dal quale attingere denaro. “Stai lontano, stai zitto, e paga”. Ecco un paio di esempi dai giornali, uno recentissimo, e uno di qualche tempo fa:
    “Padre deve mantenere la figlia che non vuole più vederlo”
    https://www.ilmessaggero.it/persone/cassazione_genitori_separati_assegno_familiare-4266746.html
    “Papà bancomat” di Gramellini
    https://www.corriere.it/caffe-gramellini/17_settembre_06/papa-bancomat-a26bdc92-933d-11e7-a8ea-58c09844946a.shtml
    Se questi genitori o questi figli ti chiedessero un parere, cosa gli diresti? O se tu fossi il giudice di cassazione?
    (p.s. in queste storie non si parla di violenze o pericoli per nessuno, quindi ragioniamo nell’ipotesi che non ci sia in questi casi alcuna violenza familiare)

    • Non vedo perché queste persone dovrebbero chiedere un parere a me 🙂
      Un suggerimento, invece, voglio darlo a te: dovresti cominciare a considerare la possibilità che questi genitori rifiutati, almeno qualcuno di loro, abbiano fatto qualcosa per meritare il disprezzo loro tributato. Almeno la possibilità.

  5. UmbertoEchoJunior ha detto:

    Come volevasi dimostrare.
    Se c’è da dimostrare empatia, tu consigli di empatizzare non col genitore, ma con la figlia sprezzante.
    Queste tizie vogliono la libertà di disprezzare il genitore. Però nel frattempo non vogliono essere indipendenti dal suo mantenimento. Quindi, il prezzo di questa libertà non sono disposte a pagarlo.
    Che differenza c’è con una estorsione, con un racket? Pretendo da te dei soldi, e in cambio non ti do nulla, anzi ti minaccio di pesanti conseguenze se non paghi. E’ una estorsione!
    Nell’antico patriarcato, l’uomo prepotente si sentiva in diritto di qualunque pretesa sui familiari. Non ne abbiamo alcuna nostalgia. Qui adesso il medesimo atteggiamento, prepotenza e nulla in cambio, è agìto dal figlio. E’ cambiato il soggetto della prepotenza, adesso è il più giovane, ma l’atto è sempre quello. Patriarcato rimpiazzato dal figliarcato. Però adesso la situazione non ti dà fastidio. E’ così?

    Un figlio ha un unico obbligo verso un genitore: il rispetto. E’ scritto nell’art 315 del Codice civile, insieme ovviamente ai doveri del genitore (nutrire, proteggere, educare etc). Ti intento una causa con avvocati, per essere mantenuto ma senza rivolgerti la parola: Riccio, ti sfido a dimostrare che sia un atteggiamento di rispetto. Non prendiamoci in giro! Come ha scritto di recente il tuo amico dottor Mazzeo, chi non rispetta la legge è un fuorilegge. Va benissimo rispettare la convenzione di Istanbul, ma invece su queste forme di estorsione, non vi vedo affatto dispiaciuti. Ci sono leggi a cui tenete, qui, ma anche altre che non vi dispiace vedere violate.

    E poi dimmi, il diritto al disprezzo e al distacco, c’è anche verso una madre? Verso quella mamma che piangeva a Presa diretta su Rai3 perchè non vede e non sente più i suoi figli? Oppure verso questa mamma qui?
    http://www.lavocedelpopolo.net/72125/grido-di-dolore-e-di-aiuto-di-una-mamma-alienata-dallaffetto-di-suo-figlio/
    Di queste donne, tu pensi che forse hanno fatto qualcosa per meritare il disprezzo dei figli? E magari intanto, se lavorano, dovrebbero essere costrette a pagare un assegno ai figli lontani e ormai invisibili?

    (p.s. Nella vicenda citata da Gramellini, la figlia sprezzante ha negato al padre la visibilità del suo libretto universitario, non vuole fargli sapere se dà esami e quanti. L’uomo ha un’altra figlia minore, e per mantenere il tenore di vita della prima, non potrà pagare gli studi alla seconda. Anche la sorella piccola, secondo te, merita questo disprezzo?
    https://www.repubblica.it/cronaca/2017/09/07/news/gino_cecchini_volevo_punire_mia_figlia_fuoricorso_ma_il_giudice_mi_ha_imposto_la_paghetta_-174847624/ )

    • Allora, io ho scritto: “Un suggerimento, invece, voglio darlo a te: dovresti cominciare a considerare la possibilità che questi genitori rifiutati, almeno qualcuno di loro, abbiano fatto qualcosa per meritare il disprezzo loro tributato. Almeno la possibilità.”
      Come interpreti tu l’espressione “dovresti cominciare a considerare la possibilità”? Mi riferisco soprattutto al termine “possibilità”: il fatto che una cosa possa esistere, non la rende necessariamente esistente. E questo sai cosa significa?
      Quindi, se vogliamo discutere, cerchiamo di non metterci in bocca cosa mai affermate, perché rende sgradevole la conversazione.

    • Antome ha detto:

      Prendo atto che non hai nostalgia del vecchio patriarcato e ti voglio credere, perchè voglio credere che nel dubitare delle versioni ufficiali possa esserci il germe rivoluzionario e che la strada che ha reso questa protesta impermeabile alle narrative reazionarie sia reversibile, soprattutto se ci si mette in discussione e si danno risposte plausibili ai problemi nella loro essenza concreta e materiale, quando determinate cause le si sente, a torto o a ragione, trascurate dalla narrativa mainstream.
      Posso capire in effetti il dovere di mantenimento, ma forse quello del tenore di vita è sbagliato, è più dello stesso reddito di cittadinanza :D. Non parliamo di una casalinga che ha rinunciato ad una carriera promettente per stare in casa coi figli ed è poi stata lasciata a 55 anni per una più giovane. Tanto più che mi sembra un paradosso di dubbia legittimità che il diritto allo studio della figlia minore volenterosa non abbia la precedenza non sugli “alimenti” della figlia in fase diciamo “sabbatica”, ma proprio il tenore di vita di questa abbia la precedenza sul suo diritto agli studi, perchè qui o interviene lo stato o si nega un diritto per un altro non fondamentale.
      Sì, ci devono essere degli obblighi, questi soldi in più sono destinati agli studi? Se sì, perchè non a quelli dell’altra figlia, anche senza entrare nel merito dell’operosità.
      Siamo partiti però dalla Pas e dalla possibilità di non vedere un genitore per un qualsiasi motivo in caso di separazione?

  6. savi ha detto:

    UmbertoEchoJunior:

    (i) dove — referenze / citazioni al completo in originale inglese e tradotto in italiano con traduzione professionale, e non come quelle maccheroniche del Vezzetti — dice cosa tu le fai dire!

    (ii) Perché’ a Ricciorcorno dovrebbe fregarne di cosa dice la Nielsen? La Nielsen è quella che il Vezzetti definisce come ‘esperta internazionale … in non so quale roba dei circoli pasisti-bigenitorialisti in cui bazzica il Vezzetti in compagnia del Bernet (capo della PAS USA/internazionale) e delle altre nullità come il Kruk e il Warshak e altra gente simile,’.

    (iii) La Nielsen potrebbe essere un’autorità internazionale nei circoli della congrega Pasista / bigenitorialista ma certamente è una nullità completa — zero zilch — nella disciplina scientifica di psicologia.

    (iv) Lo stesso vale per il pediatra Vezzetti: potrebbe essere (come si definisce in alcuni documenti) un’autorità internazionale nei circoli della congrega Pasista / bigenitorialista ma certamente è una nullità completa — zero zilch — nella disciplina scientifica di pediatria. I suoi scritti ‘scientifici’ sono al momento sotto esaminazione di editori per determinarne la validità scientifica.

    (v) Lo stesso vale per Kruk e Warshak — nullità nelle discipline scientifiche di referenza.

    (vi) Bernet: dossier in preparazione per il DSM-5 e per Vanderbilt.

    (vi) Altri? Stessa risposta.

  7. UmbertoEchoJunior ha detto:

    Riccio:

    Dire che qualcuno è “una nullità completa” nel suo campo professionale, non è un insulto, vero?

    • savi ha detto:

      UmbertoEchoJunior – DUDE!
      Al solito in stile Stirpe Pasista sempre pronto a storcere le parole che altri pesano proprio per evitare ‘scimuniti’ che storcono le parole per dire bugie mastodontiche.
      Rispondi alle domande qui pubblicamente invece di storcere parole:
      (i) La Nielsen: è il Vezzetti che la definisce come ‘esperta internazionale’. Di COSA e COME la Nielsen è ‘esperta internazionale …’? Spiegacelo tu (e il tuo amico Vezzetti)? Non può essere della disciplina scientifica di psicologia! Ovvio.
      (ii) Il Vezzetti: c’è una scia Planckiana di documenti in cui lo stesso Vezzetti tronfio di grande umiltà si auto-referenzia come ‘esperto internazionale’. Di COSA e COME il Vezzetti è ‘esperto internazionale …’? Spiegacelo tu (e magari inviti il tuo amico Vezzetti per evitare di dire cavolate)? Non può essere pediatria! Ovvio.

      • UmbertoEchoJunior ha detto:

        Salvo Pitruzzello, qual’è esattamente il tuo problema?
        Frustrazione perché il dottor Vezzetti è invitato come esperto dal Senato italiano? Mentre tu, nessuno ti invita? Vorresti essere al posto suo? E a quale titolo? Chi dovrebbe invitarti? Le senatrici della sinistra? Qualcuno in Italia sa chi sei?
        Come ti guadagni da vivere? Sei sempre a scienze politiche in Louisiana? Te l’avevo già chiesto, e non rispondi : in Italia hai mai messo piede? E ti meravigli che i senatori italiani, se si parla del benessere dei bambini, ascoltano un pediatra italiano e non un politologo americano?

      • Antome ha detto:

        Ragazzi, però non abbassiamo il livello del discorso, “stirpe pasista” può suonare molto come, non so, “elite immigrazionista sorosiana”, scusa il paragone e poi le maiuscole equivalenti all’urlo. Ciò elicita risposta di livello paragonabilmente basso, come psicologo lo dovresti intuire, infatti si va su personale dandoti dell’invidioso.
        Vorrei conoscere bene i dettagli, ma la mia idea? Il ddl Pillon è evidentemente reazionario, rivolto ad un pubblico che lo è altrettanto. Cosa intendo io per reazionario, magari sbagliando? La reazione smisurata ad un’ingiustizia, o a quello che la propaganda riesce a far percepire come tale e nella fattispecie io vorrei capire se ci sia un’ingiustizia di fondo.
        Questa reazione, per definizione non si limiterebbe a correggere gli errori, ma va oltre, tentando di restaurare disposizioni antecedenti ai progressi sociali, poichè identifica in quello il male. Non per nulla contiene disposizioni antidivorziste, segno che si rivolge a chi ha abbracciato la narrativa che le donne divorziano troppo e fraudolentemente in base a discutibili interpretazioni di alcune statistiche.
        Qual’è però la giusta via di mezzo, fermo restando il diritto al divorzio?

  8. bob ha detto:

    Sei poco sul pezzo.
    Il CNOP ha già fatto mezzo passo indietro.
    https://stalkersaraitu.com/wp-content/uploads/2019/02/CNOP_140219.pdf

    • Antome ha detto:

      La collaborazione dei genitori alla cura ed educazione dei figli è un tema importante. A me sembra di capire che in questo blog si sia contro una certa concezione di bigenitorialità a tutti i costi e non all’idea che entrambi i genitori, pur da separati, partecipino, anche se vorrei ancora capire di più. Mi sembra che le obiezioni siano relative alla logistica e all’eventuale inadeguatezza o pericolosità del genitore. In quella puntata di forum si era fatto una questione di bigenitorialità e diritto alla paternità per un “padre” che ha ingravidato una donna in seguito ad uno stupro, che secondo me dovrebbe accontentarsi e ringraziare che lei l’abbia voluto tenere e non bastano pentimenti veri o presunti perchè la paternità è tale solo se la gravidanza è consensuale o a seguito di un rapporto consensuale viene a mancare quel patto (pur con dovute distinzioni di gravità dovrebbe valere per i padri truffati sulla contraccezione) e ad esempio ho portato la donazione di seme, dove si rinuncia implicitamente alla paternità, per cui non si vede perchè dovrebbe essere valida in caso di stupro. Sia chiaro che non è una posizione che ti attribuisco, ma solo parte del discorso.
      Anche se è improprio da parte mia, perchè diritto alla paternità e bigenitorialità sono cose diverse, come quest’ultima è diversa dall’affido condiviso.
      A volte l’affido è stabilito sulla base di chi ha più tempo da dedicare alla cura. Mi sembra che nel caso di quel bambino portato via con la forza alla madre, il padre poi c’era poco e nulla in casa a prendersene cura.
      Per onestà bisogna ammettere che può anche essere un espediente retorico per parlare male di una madre che lavora in quanto ha meno tempo per i figli, ma sarebbe chiaramente sessista e retrivo.
      Si potrebbe dire che in una dialettica di parte su chi pone l’accento sui soldi e chi sulla capacità di provvedere e chi la pone sulla presenza in famiglia, vuole favorire, statisticamente parlando dato il contesto sociale con relative pressioni e aspettative di genere nei confronti di uomini e donne, rispettivamente i padri, perchè tendono ad essere l’entrata principale e le donne nel secondo caso, essendo quelle che, per scelta o perchè indotte a rinunciare alla carriera, si dedicano, almeno più frequentemente alla famiglia. Nessun essenzialismo nel riportare questo essendoci molte cause e pressioni sociali oltre a responsabilità individuali, chi subisce la scelta e chi accetta questi ruoli come normali e in ultimo chi li sceglie liberamente di comune accordo.
      Il Ghedini diceva l’orwellianismo memorabile “la legge è uguale per tutti, ma non così la sua applicazione” :D, e sembra confarsi a questo caso dove, per cause sociali una categoria può venire presa di mira più di un’altra a seconda dell’impostazione della legge e chi la chiede e la redige ne è più o meno consapevole allo scopo di tirare acqua al proprio mulino, tuttavia teoricamente in una famiglia con equa distribuzione dei compiti e con guadagno simile e senza dolosa negligenza da parte di uno dei due genitori nella crescita del figlio, dovrebbe valere la bigenitorialità e altresì nei casi in cui l’uomo è il casalingo questo sarebbe favorito nell’affido.
      Ma le statistiche dicono che nei casi impugnati, il 50% si conclude a favore del padre, nonostante la minore presenza in famiglia, quindi il presunto pregiudizio riguarda la procedura non giudiziaria non impugnata.
      Io dico che bisogna considerare chi è il coniuge più svantaggiato, chi ha rinunciato e a quale carriera e a che età si separa, solla base del livello di disoccupazione e rifiuto di richieste di lavoro basato sull’età.
      Leggo della polemica sul “odi il marito, lo vuoi fuori dalla vita del figlio, ma vuoi i suoi soldi”. Beh, diciamo che i soldi sarebbero per il figlio. Si dirà “ma se dò i soldi perchè non posso partecipare alla sua educazione”. Sì e No, perchè il figlio e la sua educazione non è esattamente un’impresa basata su partecipazione azionaria :D, ma deve essere basato sulla competenza e possibilità. In assenza di colpe verso il coniuge ed il figlio e compatibilmente con la possibilità e volontà di occuparsi di esso, ci può essere una compartecipazione parziale, ma non si può sballottare il figlio come un pacco e soprattutto chiedergli un parere.
      La diffamazione del genitore senza giustificazione è condannabile, ma in presenza della testimonianza del bambino, nel caso di riferisca di maltrattamenti, non dovrebbe passare subito sul banco degli imputati la madre, presumendola plagiatrice, fermo restando la necessità di indagare nel modo opportuno, ma senza dubitare di base le dichiarazioni del figlio, ma vagliandole, quale che sia il genitore oggetto delle accuse.
      Inoltre la Pillon mette in discussione il diritto al divorzio, subordinandolo alla mediazione, quindi andiamo un po’ oltre nell’ingerenza. Tale legge si inserisce decisamente nel solco della polemica per cui le donne chiederebbero troppi divorzi senza colpa, per colpa del femminismo e la narrativa strumentale per cui il calo della natalità sia da imputare alla libertà ed all’emancipazione della donna, in un ottica in cui, ma spero di esagerare, bisogna combattere a colpi di nascite la “sostituzione etnica”.

      • Antome ha detto:

        “Tale legge si inserisce decisamente nel solco della polemica per cui le donne chiederebbero troppi divorzi senza colpa, per colpa del femminismo e la narrativa strumentale per cui il calo della natalità sia da imputare alla libertà ed all’emancipazione della donna, in un ottica in cui, ma spero di esagerare, bisogna combattere a colpi di nascite la “sostituzione etnica”.”
        Ahimè non mi sbagliavo, vedi il manifesto della Lega di Crotone…
        Non che non sapessi che stava rasentando il pelo dell’acqua mainstream

  9. savi ha detto:

    @ UmbertoEchoJunior

    “Dude, you are out of your element!” 🙂

    Rispondi alle domande — cosi’ magari ti eviti un ictus.

    Prossimo — per il tuo gaudio — nellOlimpo della lista delle nullita’ entrera’ ufficialmente il tuo terzo Profeta-Dio: nientemeno che il PAPA della PAS Italiota, vassallo dell’impostore William Bernet, e architetto del “DDL 735 PAS_Camerini-Bernet-Vezzetti”.

    • UmbertoEchoJunior ha detto:

      @ Savi = Salvatore Pitruzzello
      Lasciarsi bullizzare da uno spaccone di scienze politiche? Questo sarebbe un fattore di protezione dall’ictus?
      Che teoria originale! Ne hai le prove, vero? Qual’è il fattore di correlazione statistica tra le due cose? Hai pubblicato la ricerca su una rivista scientifica con peer review? Sì, e quale?
      I membri del comitato Nobel sono elettrizzati.
      Comunque, i lettori possono ammirare qui colei che secondo Savi non sarebbe una esperta in materia:
      https://en.wikipedia.org/wiki/Linda_Nielsen
      Ho cercato anche la pagina di wikipedia dedicata a te Pitruzzello ma… ops!… oggi non la trovo. Come mai? L’hai fatta chiudere tu? Modesto come sei…

  10. Quindi_quindi ha detto:

    Savi, rispondi tu alle domande dell’Umbertoecc.
    Ci spieghi qual è il tuo curriculum?
    Oltre a saper insultare, cosa fai?
    Perché questo livore e questa rabbia nell’affrontare un argomento scientifico?

    • Prendiamo alcune frasi dal mio articolo (la fonte è il gruppo Mantenimento Diretto): ” … le ultime note rilasciate dall’ordine del nostro paese, imbarazzano e stupiscono per il livello infimo di scorrettezza e rozzezza dottrinale.” Come spieghi questo livore, questa rabbia nell’affrontare un argomento scientifico?

      • Quindi_quindi ha detto:

        Come arrampicarsi sugli specchi e considerare bellissimo quello che si crede di vedere.
        Dottoressa, quella che lei cita non è una frase rivolta a qualcuno in particolare, non è dunque un attacco a nessuno, ed è comunque una frase e basta. E in confronto alle vostre è assolutamente leggera: contiene solo “rozzezza”, come termine insultante, o al massimo, e se proprio vuoi, la frase che contiene questo termine. Ma è una sola frase.
        Il resto è assolutamente normale, nell’ambito di una polemica fra persone competenti.
        Qui voi antipasisti sapete parlare solo in quei termini livorosi di cui abbondate te ed il Savi e diversi altri accaniti anti pasisti: sapete solo insultare, non avete alcuna preparazione rispetto a ciò di cui volete sentirvi esperti, e l’unico argomento che avete è la delegittimazione personale.
        Siete dunque l’espressione tipica di una tipica Italia di adesso, nella quale ministro del lavoro è uno che ha sballato due Facoltà (opposte tra loro), dopo uno -o nemmeno uno- esame, e se ha lavorato è come webmaster e steward allo stadio. Ma ora propina teorie miracolose sul lavoro e la povertà.
        Voi che scrivete così sulla PAS siete del tutto organici a questa Italia così, nella quale la validità dei vaccini può essere discussa da gente che non ha alcun titolo, le terapie per malattie rare sono convalidate da chi non ha alcun titolo al riguardo, e le scie chimiche esistono perché gli sciechimisti le vedono in cielo, e via dicendo.
        Siete perfettamenti allineati a questo trionfo del parolaismo per potersi sentire tutti scienziati e tutti importanti, e così divenite sostenitori impliciti della inutilità dell’obbligo scolastico e della competenza.
        E sapete solo insultare per coprire questo vuoto.
        Di tutto questo non me ne importa niente, perché tanto quello che sostenete non ha consistenza -ma solo format di slogan ingiurioso- e di cui comunque non ne resterà niente.
        Quello che mi dispiace è che portate avanti una costante deregulation delle competenze e dell’apprendimento che fa paura, convalidata, pubblicizzata, aizzata dai vostri interventi, e che ormai siete la dimostrazione di quanto vogliamo sentirci tutti un popolo di Santi, Eroi, Navigatori e anche Scienziati faidate.
        E questo rischia di diventare per tutti l’aiuto a pensare che la scienza sia democratica e che il parere di un ignorante nella materia conti quanto quello di un esperto vero.

      • “quella che lei cita non è una frase rivolta a qualcuno in particolare, non è dunque un attacco a nessuno, ed è comunque una frase e basta”
        Chi è che si arrampica sugli specchi?
        ” … le ultime note rilasciate dall’ordine del nostro paese, imbarazzano e stupiscono per il livello infimo di scorrettezza e rozzezza dottrinale.”
        Le note rilasciate dall’ordine, altro non sono che il testo del CNOP, ed è al CNOP (un organo composto di persone, fra le quali quelle che hanno redatto il documento), che si rivolge l’attacco. Ciò che è davvero imbarazzante è doverlo spiegare, soprattutto nella consapevolezza di avere di fronte un interlocutore impermeabile al buon senso.

      • Antome ha detto:

        Se critichi di Maio per il suo curriculum è un buon punto di partenza per non apprezzare Pillon, grande.

      • Antome ha detto:

        Presumiamo la buona fede di Quindi, sennò si dirà che qui non si discute nel merito.
        Purtroppo mentre prima era “haters gonna hate” oggi “haters gonna vote”.
        Ad esempio questo “Voi che scrivete così sulla PAS siete del tutto organici a questa Italia così, nella quale la validità dei vaccini può essere discussa da gente che non ha alcun titolo, le terapie per malattie rare sono convalidate da chi non ha alcun titolo al riguardo, e le scie chimiche esistono perché gli sciechimisti le vedono in cielo, e via dicendo.”, da una parte mi fa pensare che la persona in questione non abbia grande simpatia per nessuna delle forze che compongono questo governo, quindi non ricorrerà ad argumentum ad populum, sulla retorica del governo del cambiamento voluto dal popolo.
        Come si concilia però col fatto che il Ddl pillon è proposto dal governo su cui i no vax hanno riposto maggiore fiducia? Gli stessi no vax sono scientifici quando si tratta della genitorialità? Mi rendo conto che questo potrebbe essere un “ad hominem” ovvero il fatto che non si sia scientifici su un punto non rende a priori una forza di governo non credibile in un altro.
        Faccio l’ipotesi che “quindi” possa essere più moderato di quanto non sembri e nel prendere in considerazione la Pas non abbracci la Pillon per questo.
        Pillon e Fontana sono infatti dei ferventi anti “gender”, ovvero negazionisti della transessualità, che pensano che l’educazione al rispetto delle differenze a la lotto contro bullismo, tra cui omo e transfobia li corrompa e li confonda, creando apprensione in chi non ha avuto modo di istruirsi perchè magari vive in un piccolo paese.
        Questo poi crea in una parte dell’ambiente progressista un disgusto ed uno scetticismo verso la democrazia, che da ulteriore strumento agli stessi populisti per tacciarli di essere nemici del popole e di disprezzarlo solo per non assecondarne l’ignoranza indotta sulla base dell’insoddisfazione e della paura. Questi hanno instillato il germe della sfiducia nella scienza, indicandoli come nemici, dicendo di fidarsi invece di loro e della controinformazione complottista.
        Questo viene comunque da un guasto, con chi ha dominato a lungo l’informazione mainstream che si è allontanato dalla popolazione, dando loro le medicine amare e facendo loro pagare gli errori fatti da altri, temendo il potere economico di chi ha di più.

    • savi ha detto:

      Aaaaahhhh!

      Mi fai ridere “Quindi_quindi”.

      Le domande le ho poste io: sul curriculum e il valore professionale della NIelsen e del suo amico Vezzetti! O e’ del Vezzetti e della sua amica Nielsen?

      Quindi — Quindi_quindi — impara a rispondere a domande professionali poste in modo professionale. Non che mi interessi la tua risposta e la risposta del Dude UmbertoEchoJunior. Non avete nulla da dire che mi possa essere utile. Inutilita’ totale.

      Poi, sappi che sei tu e il tuo amico Umberto-EchoJunior che vi sbizzarrite in quelli che formalmente sono conosciuti come ‘attacchi ad hominem’ — che tutto sono ma non argomenti logici. Sai che significa ‘ad hominem’? E sai cosa significa ”attacchi ad hominem’. No penso; e non mi interessa sapere. Inutlita’ assoluta.

      E’ ovvio che tu non hai la minimia idea di cosa sia un ‘argomento scientifico’. Be’ il Pasismo tutto e’ ma non un qualcosa di scientifico.

    • savi ha detto:

      “Quindi_quindi” —
      non ti permettere un’altra volta di dire “… ed il Savi e diversi altri accaniti anti pasisti:”
      Il Savi è un professionista altamente preparato — non uno quararaca’ come te. Tutti i miei interventi sono basati su ricerca del Pasismo – di cui ho una conoscenza, rispetto alla tua, ‘infinita’. E i miei interventi sono sempre guidati dai canoni della ricerca scientifica — epistemologici, logici, teorici, concettuali e metodologici — di cui tu non sai nulla.
      Tu farnetichi.
      I miei interventi non mirano alla ‘delegittimazione personale’ di nessuno. Nel caso qui della Nielsen e del Vezzetti il mio intervento è stato chiaro: il Vezzetti può proclamare quello che vuole sulla sua ‘collega’ Nielsen e su stesso – esperti internazionali di quello che vogliono; la realtà — appurata da ricerca accademica-scientifica — è che infatti la Nielsen e il Vezzetti fuori dai circoli Pasisti-Bigenitorialisti sono nelle discipline di psicologia e pediatria (rispettivamente) delle ‘nullità’ assolute’.
      Se tu avessi un minimo di intelligenza e preparazioni magari avresti potuto chiedere quali erano i criteri usati per definirli ‘nullità’ assolute’ nelle discipline di psicologia e pediatria. Quella sarebbe stata la domanda intelligente e professionale. E avresti ricevuto una risposta chiara e precisa. Ma tu di intelligenza e di professionalità “proprio non ne mangi”.
      Ora studio seriamente i tuoi interventi e li allego al dossier che sto preparando per la Commissione del DLL 735 — che, ricorda, non è “DDL 735 Pillon” ma è “DDL 735 PAS_Camerini_Bernet-Vezzetti. Del Vezzetti sai tutto, pensi, — morte e passione; in realtà non ne sai nulla Del Camerini ne parleremo presto, come promesso. Del Bernet cosa sai? Oltre a nulla.
      Quindi, ‘Quindi_quindi’, permettiti di mancare di rispetto a Ricciocorno ancora una volta e ti riporterò alla Polizia Web e darò disposizioni a un avvocato di seguire il caso. Ricciocorno è persona squisita e non merita di essere toccata minimamente da uno come te. Di me — a me fai un baffo.

  11. savi ha detto:

    @Ricciocorno
    Re: ‘The DUDE’ UmbertoEchoJunior

    Come ben capisci questo ‘Dude’ e’ roba da wikipedia – che poi e’ il massimo gnoseologico del Pasismo.

    E’ peccato mortale sprecare tempo con questo dude — o e’ ‘dudette’?

    • Antome ha detto:

      Era “El durerino” , penso, in italiano “Drughino” ;). Traduzione geniale, forse meglio dell’originale, anche se mi rendo conto che può essere bias italocentrico, però era molto creativa e ne ha catturato lo spirito.

  12. savi ha detto:

    @Riccioccorno

    E prossimamente sugli schermi della PAS Italiota la storia del terzo sommo esperto:

    https://www.interris.it/sociale/pap–perch-mi-uccidi-?utm_source=newsletter

    • savi ha detto:

      Il link corretto:
      https://www.interris.it/sociale/pap–perch-mi-uccidi-

      Ne abbiamo parlato con il professor Giovanni Battista Camerini, neuropsichiatra infantile.

      Quali sono le caratteristiche che distinguono un padre da una madre assassina?

      “… I padri uccidono infatti nella maggior parte dei casi, per gelosia, come i leoni ammazzano i propri piccoli per avere la leonessa tutta per sè …”

  13. UmbertoEchoJunior ha detto:

    “Il Savi é un professionista altamente preparato”: ho cercato su google ‘parlare di sè in terza persona’ e mi si è aperto un mondo che non conoscevo… provate anche voi

    Caro Savi, mi dicono le mie fonti che le audizioni dei senatori per il disegno di legge sono già terminate, o stanno finendo adesso. Non rischiare di arrivare tardi!
    Perchè mai i nostri parlamentari, ragionando sulla relazione genitori/figli, dovrebbero perdere tempo a studiare una psicologa come Linda Nielsen, quando possono ascoltare invece un esperto di “quararacà” (?!?), di prevenzione dell’ictus e di “British lasseiz-faire nel 19esimo secolo”?
    https://www.researchgate.net/publication/4770861_Trade_Globalization_Economic_Performance_and_Social_Protection_Nineteenth-Century_British_Laissez-Faire_and_Post_World_War_II_US-Embedded_Liberalism

  14. Lilly ha detto:

    Ma questa Nielsen chi è? Che valore ha ciò che scrive? Perché dovrebbe contare qualcosa la sua ricerca, vista la miriade di documenti prodotti contro il ddl 735 Pillon in commissione giustizia ?

  15. UmbertoEchoJunior ha detto:

    @ Antome

    “come psicologo lo dovresti intuire”

    Scusa Antome, ma credi sul serio ancora che Savi sia uno psicologo?
    Non è ormai chiaro che non ha alcun titolo attinente alla materia?
    (O piuttosto la tua era una battuta…?)

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