Manfred e il vittimismo degli attivisti per i diritti degli uomini

Grazie ad un’amica e al sito The Mary Sue, ho scoperto questo video straordinario, che mi ha fatto ridere a crepapelle; ad ispirare i burloni che lo hanno girato, il successo della serie TV tratta da “Il racconto dell’ancella” di Margaret Atwood, un romanzo distopico ambientato in un futuro nel quale l’inquinamento ha ridotto drasticamente il numero delle gravidanze e gli Stati Uniti sono diventati una teocrazia totalitaria che ha ridotto le donne in schiavitù, annientando ogni loro diritto. Le poche donne in grado di avere figli, chiamate “ancelle” ed identificabili grazie all’obbligatoria veste rossa alla quale si accompagna un copricapo monacale fornito di alette, sono di proprietà dei Comandanti, i depositari del potere, e destinate alla procreazione coatta.

Se alla protagonista del romanzo, dopo essere stata arrestata dal regime, separata dal marito e dalla figlia e costretta a diventare ancella, viene tolto persino il nome ed è costretta a diventare Offred (ovvero “of Fred”, colei che appartiene a Fred), anche il protagonista del simpatico video, che si chiama Fred e si dichiara ridotto in schiavitù dalle nazifemministe, ha dovuto accettare un altro nome: Manfred, un nome che all’originale si aggiunge “man”, uomo.

“I was asleep before. When they didn’t date us because of feminism, we didn’t wake up. They ruined Ghostbusters, and we didn’t wake up then either. And when they were being shrill bitches 24/7, we didn’t wake up. And now, we are Handmen. The feminazis own us … like more or less. My name is Manfred.

Quando hanno iniziato a non voler uscire con noi per via del femminismo – ci dice il povero Fred – non abbiamo fatto niente. Hanno rovinato Ghostbuster, e non abbiamo fatto niente. Hanno cominciato a comportarsi come isteriche puttane 24 ore su 24, sette giorni a settimana, e non abbiamo fatto niente. Adesso, siamo “ancelli”. Apparteniamo alle nazifemministe… più o meno.

Gli ancelli non sono più liberi di parlare: non possono più definire il femminismo una “roba per donne brutte”, né hanno il permesso commentare senza remore le tette di chicchessia, ma soprattutto sono costretti a vivere in un mondo nel quale anche le donne non lesbiche sembrano delle lesbiche.

Ormai possono esprimere la loro “strong, masculine core” (forte essenza di maschi) solo in luoghi virtuali, nei quali sono protetti dal’anonimato.

Non so voi, ma io ho trovato il video assolutamente geniale.

Purtroppo il Men’s Rights Movement è ormai così diffuso anche in Italia che, di fronte al dramma di Manfred, costretto a fronteggiare isteriche nazifemministe che reclamano il diritto delle donne ad essere considerate esseri umani, non abbiamo difficoltà a ricollegarlo al gran numero di pagine e siti strenuamente impegnati a dimostrare non solo che il genere femminile non è discriminato, ma che tutti coloro che cianciano di “violenza contro le donne” e baggianate del genere discriminano gli uomini in quanto maschi.

Non è certo un fenomeno da prendere alla leggera, soprattutto per il credito presso le istituzioni di cui godono oggi alcuni esponenti del movimento.

Tuttavia, come ho scritto altrove, ridere anche quando la situazione è emotivamente devastante o concretamente pericolosa è un’espressione della resilienza degli individui, cioè della nostra capacità di far fronte alle avversità, ma anche di costruire e riuscire a riorganizzare positivamente la nostra vita nonostante tutte quelle difficoltà che possono far pensare pensare ad un esito molto probabilmente negativo.

Ridere può essere un’eccellente strategia per resistere e lottare, e per questo vi segnalo il video.

 

Per approfondire:

I diritti degli uomini

Québec, Italia… una faccia e una razza

Dalla Francia: i papà separati, un movimento internazionale

MASCOLINISMO: I NUOVI MACHOS

Chi ha paurla di Paul Elam? Ovvero i papà separati degli USA

Dall’Australia: i papà separati e la violenza contro le donne

Dalla Gran Bretagna: fathers 4 justice, i super papà separati

Le politiche dei papà separati in Australia e in Italia: politiche a confronto

C’è del sessismo in Danimarca

Il diritto di visita del genitore abusante

La malafede delle associazioni di “difesa dei diritti dei padri”

Parità di genere?

Misoginia nel web: la vacca

Misoginia nel web: il meme

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Informazioni su il ricciocorno schiattoso

Il ricciocorno schiattoso si dice sia stato avvistato in Svezia da persone assolutamente inattendibili, ma nonostante ciò non è famoso come Nessie.
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54 risposte a Manfred e il vittimismo degli attivisti per i diritti degli uomini

  1. L. ha detto:

    Lol, xD sto sghignazzando

    I mascolinisti? ah già, quegli strani omuncoli che si sentono perseguitati, lebbrosi, morituri e morenti, in pericolo di stupro 24 ore su 24, tormentati e vessati da queste spietate Nazifemministe, Hitleresse e Torquematesse che tolgono loro ogni diritto. A sentire costoro sembra che il mondo tutto, anzi l’Universo tutto, sia sotto il dominio di queste nazifemministe che marciano compatte con le fruste, che hanno scatenato conflitti nucleari, che hanno già strappato tutti i figli ai poveri papà immacolati-concezioni-senza colpa alcuna, anzi, ancora meglio, hanno del tutto soppresso il potere fecondativo spermatico, quindi non nasceranno mai più bambini, ma solo bambine con partenogenesi (giuro che ho letto anche questo sui loro siti)

    Lol xD

    a parte gli scherzi (perché francamente sono talmente ridicoli nelle loro istanze – ho letto di certi loro post dove “secondo loro anche i talebani sono femministi perché mandano gli uomini a lavorare mentre le donne fanno la bella vita in casa, mantenute” – diventa difficile non ridere e non parodizzarli quando si leggono i loro lamenti, le loro elegie da Weltschmerz cosmico, “l’universo ce l’ha me, le grandi fighe non mi guardano, sigh sigh, come sono perseguitato, come sono deperito, colpa delle femministe che impediscono alle Belen Rodriguez di darmela, fa tutto parte del Grande Complotto Femminista, il ridurmi a maschio beta, il non farmi avere l’harem”) ma è vero, pur essendo una massa di frustrati paranoici rancorosi, palloni gonfiati pieni di una boria irritante, egocentrici megalomani che pestano i piedini appena una qualsiasi donna nauseata dalla loro spocchia da viziati li manda – giustamente – a quel paese, (perché ricordo che questi signorini non vogliono donne con cui instaurare rapporti paritari basati sul rispetto, no, loro vogliono le geishe-angeli del focolare in perpetuo servizio e in perpetua adorazione, meglio ancora se analfabete, così i signorini in questione possono sentirsi anche “superiori di intelletto, alle femmine, proprio perché uomini”) non vanno sottovalutati, perché alcuni di loro sono astuti e lavorano nell’ombra…

    comunque ormai le loro istanze le conosciamo:

    1) non esiste il femminicidio, né la violenza, né la misoginia. Gli sventoli le solite statistiche, gli mostri fior fior di illustri misogini e ti rispondono “ma anche gli uomini sono vittimi di violenza. È una terribile violenza il non poter fare sesso con la figona! è una terribile violenza che non posso avere l’harem! e poi io stesso ho subito violenza! ci ho provato con X e lei non me l’ha data! e come la chiami questa, se non violenza misandrica??”
    2) ma i minatori/operai muoiono di più, quindi le femministe sono delle privilegiate.
    3) non è mai esistito il patriarcato, nei secoli scorsi le donne facevano la bella vita mantenute nei palazzi dai re e gestivano loro il potere, e poi solo gli uomini lavoravano nelle miniere! (e giù lo scenario alla Charles Dickens, come se di fatto anche le donne non si spaccassero la schiena nelle stesse miniere e negli stessi campi, oltre al fardello delle gravidanze continue e del pregiudizio misogino del tempo che bollava le donne, tutte, come minorate mentali deficienti)
    4) ma il Titanic! fu una strage maschile! dimostrazione che i maschi sono più perseguitati delle femmine!

    ormai le conosciamo, le loro riscritture della Storia. Che poi quello che mi irrita è che sono così spregevoli che davvero usano i cadaveri di quelli che hanno la sventura di morire cadendo da un’impalcatura, per andare contro le donne e i diritti civili fondamentali e farle ritornare a una schiavitù domestica dove lei è la dolce sposa obbediente e lui è il centro tutto dell’universo.

    Piuttosto, che ne pensi di quelle poche donne che invece danno ragione alle loro istanze e li seguono come dei cagnolini scodinzolanti, ovviamente per ricevere le loro lodi?
    mi pare che in gergo le chiamino FeMRA. Come te lo spieghi questo fenomeno? donne che per un qualche motivo ce l’hanno con le donne o donne che accettano questi omuncoli perché magari ne sono innamorate e seguirli e dar loro ragione è l’unico modo che hanno per avere il loro “amore/interesse”? o magari donne che, paradossalmente, hanno voglia di sentirsi premiate, e quindi sanno che a dar ragione a questi tizi guadagnano in automatico le loro simpatie? perché io allargherei la riflessione anche a quelle poche donne (anche se poche) che comunque li seguono, nei loro deliri…

    • Mai sentito parlare di “patriarchal bargain”?

      • L. ha detto:

        questo?
        http://geekfeminism.wikia.com/wiki/Patriarchal_bargain
        no, non conoscevo il termine in inglese, lo avrei definito con un giro di parole in italiano, nel concetto.

        Comunque, non parlerei di “sopravvivenza”, come c’è scritto nella fonte in inglese (just to survive) – anche se è il primo link che leggo e magari gli altri link non lo usano come termine – non qui da noi, almeno, perché le donne cosiddette “FeMRA” “non devono sopravvivere” a un bel niente, visto che non sono in pericolo di vita (e neppure sono obbligate con una pistola alla testa), ma volontariamente vanno a ficcarsi in quel mondo di misogini rancorosi, e se ci permangono, ne deduco che “non stanno poi così male”, per cui ne deduco che il motivo unico è solo “l’essere apprezzate”, quindi la frivolezza femminile del sentirsi “stimate” da costoro. Avevo letto una lista di signorine francesi, parecchio stimate da questi MRA, che quando si trovano davanti una zerbina pappagalla che dà loro ragione, paradossalmente diventano galanti & cavalieri nei suoi confronti. Vedi una Cost**z* Miri**o (metto la censura io, al suo nome… ma penso hai capito subito a chi alludo), che non deve sopravvivere a nessun marito manesco, per il semplice fatto che riconoscerlo “superiore capo della famiglia” le permette di fare la bella vita da mogliettina stimata.
        Ma forse queste tizie francesi (di cui ora non ho in mente il nome ma il cui libro, qualcosa del genere “smettetela di liberarci” – titolo rivolto alle femministe, ovviamente) le hai presente anche tu. I loro libri sono stati recensiti sui quei siti, perché ovviamente non si è mai visto che un MRA disprezzi e boicotti e censuri una donna che promuove “la loro causa”.

        In generale come ti poni nel giudicare queste donne? provi per loro sentimenti di astio, odio, rabbia, indifferenza che altro?
        Te lo chiedo perché nel mio caso è un cruccio che mi tormenta abbastanza, avendo le mie antipatie, per alcune di queste signore e signorine e le loro famose “perle di saggezza” (che penso che conoscerai bene anche tu, le varie Cost**z* Miri**o e la “dottoressa” eroina per gli MRA, S****** de M***, che sono considerate quasi delle dive sui siti dei mascolinisti…), ma poi mi domando “ma se ho antipatia per una donna significa che sono anch’io discriminante nei confronti di una donna diversa da me nell’analisi di questa particolare questione”, per cui mi scatta questo limite morale del dovermelo chiedere quanto poi sia sensato alimentare “faide interne” tra le donne. Anche perché da questo conflitto interno tra donne non se ne esce, ambedue le parti (“noi” e “loro”) sono convinte di essere nel giusto, ergo… ecco, forse questi pensieri del “criticare donne” è qualcosa che devo ancora saper gestire, tra me e me…

        comunque sì, è fuori questione che queste donne collaboranti con il “nemico” paradossalmente, dai misogini, sono trattate come delle principesse… è il grottesco della situazione. Non ho mai visto un misogino MRA prendere di mira e perseguitare o anche solo offendere la dolce occhi-di-cerbiatto “sposa sottomessa” C.M. Va bhè, poi il più delle volte mi dico che più che masochismo femminile qui siamo davanti a “opportunismo di fare tanti bei soldini” (che la signorina biondina in questione, ovviamente, fa, con i suoi libricini dalla sottomissione cristiana rosa confetto – proclamarsi sottomesse può far guadagnare una miniera d’oro, quindi forse più che parlare di “donne volontariamente auto-misogine” stiamo parlando di “donne che fanno felice l’allocco MRA facendogli credere di avere ragione” – anche perché dubito davvero che la signorina biondina i soldi che poi guadagna li consegni, obbedientemente, al marito, dal primo all’ultimo centesimo, come si conviene ad una sposa davvero sottomessa che non ha alcun diritto di possesso su niente e che vive solo perché l’uomo, misericordioso, le concede di vivere…)

        Certo che se non ci fossero queste faide interne tra donne, il processo di emancipazione ormai sarebbe praticamente concluso… ma quanto può essere eticamente lecito e corretto considerare qualcuno “una palla al piede”?, soprattutto quando si parla di “gruppi di individui che devono emanciparsi da qualcosa”
        (a parte il fatto che noi a differenza di queste “ancelle patriarcali” – che più che ancelle sono delle gran furbone – ovviamente abbiamo dalla nostra parte critiche ponderate, fonti, materiale in gran quantità ecc. mentre questi e queste “argomentano” con le solite banalità inconsistenti…)

    • Zorin ha detto:

      1) il femminicidio, se inteso come omicidio di donna in quanto donna, non esiste. Non c’e nessun razzismo volontario verso le donne in quanto tali, altrimenti i “femminicidi” dovrebbero ammazzare donne a caso, invece ammazzano solo la donna con cui hanno o avevano una relazione. Il movente e’ chiaramente passionale, non di razzismo antifemminile (c.d. misoginia). Molti di tali assassini, poi, si tolgono la vita, a dimostrazione che non c’e odio sessista, ma solo disperazione e/o squilibrio mentale.
      il femminicidio, inoltre, non esiste come emergenza: il numero di tali delitti passionali e’ totalmente sotto controllo e irrilevante dal punto di vista statistico. Fonte: capo donna dell’ISTAT su Rai3 (una fonte piu’ pro-donna e’ difficile trovarla):
      http://www.raiplay.it/video/2016/10/Tv-Talk-8e52ad15-980d-4791-9910-38a20de69b08.html
      (dal minuto 14:30)

      2) che l’uomo sia sempre stato ed e’ tuttora considerato come il sesso sacrificabile, e’ pacifico e lo dimostra che la quasi totalita’ dei lavori pericolosi e spesso mortali colpisce i maschi nell’indifferenza generale. Poi lo so che per voi femministe e’ una gioa quando gli uomini crepano, ma qui non si parla delle vostre devianze mentali ma di dati oggettivi.

      3) il patriarcato e’ esistito solo in senso politico per quanto concerne l’autorita’ formale, che di norma spettava all’uomo (ma anche qui, con le dovute eccezioni). Non e’ mai esistito nel senso estensivo che voi femministe date a quel termine, per cui secondo voi la donna non aveva alcun potere economico-sociale che invece avrebbe avuto solo all’uomo. Ecco, questa e’ una visione meschina e caricaturale della storia. L’uomo aveva autorita’ formale di fronte al fatto che era il sesso sacrificabile, tutto il resto sono vostre distorsioni pelose e interessate della storia.

      4) il Titanic e’ solo l’ennesima dimostrazione che all’uomo in quanto tale e’ sempre stato assegnato il ruolo del sesso sacrificabile, niente di piu’ niente di meno.

      • Se guardiamo i dati relativi agli omicidi assumendo una prospettiva di genere, scopriamo che gli uomini uccisi sono prevalentemente vittime di omicidi per furto o rapina e da criminalità organizzata, mentre gli omicidi delle donne sono consumati maggiormente in ambito familiare. Per questo motivo i tassi per gli uomini ricalcano il trend in diminuzione che caratterizza omicidi da criminalità organizzata e per furto, mentre quelli per le donne rimangono sostanzialmente stabili, con il risultato finale che, sul totale delle vittime, aumenta la quota di vittime femminili e diminuisce la componente maschile. Gli uomini sono uccisi, inoltre, prevalentemente da autori non identificati e in minima parte da partner o ex-partner e da parenti, mentre per vittime donne è l’esatto contrario: la maggior parte delle donne muore per mano da un partner o da un ex-partner, oppure da un parente o da una persona che conoscevano. Se il problema fosse la relazione e solo la relazione, avremmo più o meno il medesimo numero di vittime di entrambi i sessi uccisi da un partner o ex partner, ma questo non avviene. Ecco perché non si può considerare la relazione il problema, Zorin, ma il sesso di vittima e perpetratore.
        Per ciò che riguarda i morti sul lavoro, ti farà sicuramente piacere scoprire che le donne che muoiono in Italia sul posto di lavoro sono in aumento: https://www.avvenire.it/attualita/pagine/lavoro-morti-in-aumento-soprattutto-donne
        Che agli uomini sia riservata da sempre la sorte peggiore nel mondo del lavoro lo può affermare chi non ha ben studiato la storia, caro Zorin. Non posso certo colmare le tue lacune con un commento su un blog, ma ti lascio una suggestiva e pregevole immagine, sperando che ti possa essere di ispirazione per approfondire seriamente l’argomento: http://www.centrocandia.it/dettagli2009/VG/opere/07.pdf
        La storiella che chi detiene il potere è colui che in realtà soffre di più lo raccontava anche Rudyard Kipling nella celebre poesia “Il fardello dell’uomo bianco”. Kipling la scrisse in occasione della guerra ispano-americana e dell’occupazione delle Filippine da parte degli Stati Uniti, con l’intento di giustificare le irresponsabili e sconsiderate politiche di sfruttamento, che vengono da lui ipocrtamente descritte come un “fardello”, un faticoso peso da portare in cambio del quale l’eroico “uomo bianco” non avrebbe ricevuto in cambio altro che che “L’odio di coloro su cui vigili / Il pianto delle moltitudini che indirizzi.” Tutti, tranne te, hanno ben chiaro che simili argomenti non sono che una strategia comunicativa usata dall’oppressore per legittimare il suo comportamento ingiusto e violento nei confonti delle categorie oppresse.

  2. L. ha detto:

    sì, l’avevo letto, avevo letto anche l’altro (molto ben fatto e quasi umoristico, un ottimo pezzo di satira) messo su quel blog, mi pare “zitella felice”. era quell’elenco di cose che le non-femministe dovevano fare e/o non lamentarsi, come per esempio “non lamentarsi di avere avuto un pugno in faccia, solo le femministe si lamentano di questo”. Grazie comunque per avermelo riportato alla memoria. 🙂
    Fermo restando che concordo al 100%, con questo genere di argomentazioni (difatti, una donna non femminista, dovrebbe essere coerente, e anzi, “disabituarsi a leggere” e diventare analfabeta, perché leggere e scrivere non è ruolo che compete alla donna pro-patriarcato, sono solo le cattivissime femministe che si fanno lo sbattimento sui libri e che scrivono…) c’è da dire però che mi sembra che le stesse donne pro-maschilismo nelle sue tante varianti (religiose, sociali ecc. ecc.) non siano del tutto consapevoli del fatto che, se X le pesta, la possibilità di avere giustizia e/o di avere un aiuto la devono proprio alle “odiate femministe”, e non ai cari e galanti MRA. Sembra che queste donne difettino di questo, della capacità di pensare a quell’ipotetico male rivolto a loro. Ma era una cosa che avevi tirato in ballo anche tu, rispondendo a una, facendole notare il suo immenso egoismo: “siccome lei stava bene” non aveva bisogno di femminismo. Già, perché chissenefrega delle altre.

    Ricordo una tua lettrice (ammesso che fosse donna, cosa che dubito, ma vabbè, il nick era femminile, mi pare fosse “Tiziana” e mi pare fosse sempre lei anche per il discorso dell’egoismo) che ti aveva scritto che tu “in quanto femminista non avevi il diritto di dirle cosa lei dovesse fare”. Trovai la cosa grottesca (e pure comica) perché subito mi immaginai se “Tiziana” dava questa stessa identica risposta, che so, a un prete che le dicesse che lei non può fare sesso solo per godere pretendendo che il lui con cui si accoppia porti un preservativo. Mi figuravo la scena, se poi “Tiziana” diceva “e comunque, il fatto di essere prete non ti dà il diritto di dirmi cosa io devo fare!”. Secondo me no (ammettendo che poi fosse una donna vera e non un MRA in avanscoperto ben celato da nickname femminile…). Divertente (anzi, tragicomico) che frasette del genere le dicano a una femminista, e non al misogino di turno.

    Mi pare di capire quindi che tu non senti le sgradevoli sensazioni contrastanti che sento io, pensando a queste donne. Tendenzialmente cerco di risolvere certi dubbi etici che ho, sulle cose, leggendo fonti e bibliografia, ma questo, quello delle donne “collaboranti col nemico” è uno di quegli argomenti su cui ho sempre trovato poco o nulla (e che invece vorrei approfondire con tanti contributi, specialmente di donne femministe odierne e non quelle “da 1800/inizi ‘900” modello Cristina di Belgioioso dove era scontato avere tutte le altre donne della borghesia contro, quando si avanzavano istanze e solo si tentava un dibattito sul “ruolo naturale della donna”).
    Capisco che ora gli impedimenti del tempo (religiosi ma pure “pseudoscientifici” che argomentavano di una minor intelligenza delle donne) non ci sono più, stilati a quel modo, hanno piuttosto cambiato forma espressiva. Nessuna FeMra – chiamiamole così – infatti sostiene che le femmine siano “mancanti di cervello” e quindi non adatte al diritto di voto, perché la scienza ha dimostrato che una donna può anche essere più intelligente di un uomo, l’intelligenza non dipende dal sesso – ma piuttosto sostengono le istanze dei misogini relativamente al discorso di coppia (matrimonio e figlio) e quindi di ruoli tradizionali. Difatti più che altro i loro piagnistei si concentrano su questa questione, matrimoni al ribasso, divorzi ecc. e non tanto su istanze femministe retrograde (che comunque alcuni di loro hanno) del genere “le donne sono mentecatte senza cervello, quindi vietiamo la scuola alle bambine”. Difatti il loro ritornello preferito è quello dello “sfascio della famiglia” causato, ovviamente, dalle perfide femministe.

    Piuttosto, ti pesano (a me sì, atrocemente) quei “secoli di assenza” (Carla Lonzi dixit) nei campi della cultura? al di là del fatto che oggigiorno ci sono tante autrici, pensatrici (magari non radicali, ma comunque da leggere e stimare), artiste, musiciste e che quindi abbiamo recuperato alla grande, quei secoli di esclusione dal Pensiero Umano.. ti pesa comunque come cosa, vedere quelle prese per i fondelli, le uniche forse che gli MRA possono fare, quando ci ricordano che non è esistita nessuna Mozartessa, Hegelessa, e via dicendo? oppure te le fai scivolare addosso non considerandole così fondamentali, come punti di vista? io sono le uniche cose a cui non so davvero come replicare, perché palesemente le cose sono andate così, nei secoli precedenti, e ci sarà sempre un MRA a ricordartelo che tutta la cultura precedente al ‘900 è maschile e che senza i maschi saremmo ancora qui nelle caverne (l’ho letto sui loro siti) e mentre Mozart faceva la Cultura, le donne erano a casa a fare figli e a sparire in silenzio, e spesso a queste stesse donne andava bene così (escludendo quelle eccezioni femminili, ovviamente, che comunque un po’ di peso culturale lo ebbero, anche se effimero, come qualche isolata poetessa rinascimentale).

    • Le donne facevano la cultura anche prima. Solo che nessuno rendeva loro giustizia. Di esempi da citare ce ne sono tanti. Uno dei più recenti:http://www.corriere.it/spettacoli/17_marzo_08/01-spettacoli-dacorriere-web-sezioni-56c2e52e-0431-11e7-9858-d74470e8bbec.shtml
      Oggi nessuno è ancora disposto a concedere a queste donne il posto nella storia che meritano. Donne come sofonisba Anguissola, della quale ho scritto qui: https://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/2015/08/23/langone-i-tempi-maschi-e-sofonisba-anguissola/, per fare un altro esempio, che a dispetto del fatto di vivere in un contesto ostile sono comunque riuscite a fare quello che facevano i loro contemporanei maschi. Ma non le conosce nessuno, i manuali scolastici neanche le nominano, e ancora dobbiamo sopportare di sentirci dire che siamo state “assenti”. La parola giusta è “occultate”, siamo state occultate.
      Come le donne in quell’evocativo lavoro di ricerca che è la raccolta “Hidden Mothers”: https://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/2014/07/22/il-patrimonio-androtecnico-jocelyn-bell-burnell/
      Un volume fotografico che è una straordinaria metafora, secondo me.

      • L. ha detto:

        Grazie per i link (argomenti che non conosco e me li spulcio bene, ora :D)
        però vedi, la questione è spinosa (forse non per tuttte le femministe, diciamo forse solo per quelle più pignole e decisamente radicali da “diamoci un taglio netto”). Per esempio è vero che nel Medioevo alcune donne scrivevano e gestivano cose (Hildegarda di Bingen, Caterina da Siena…) idem per i secoli rinascimentali (al di là delle poetesse – spesso cortigiane – e comunque dalla vita sentimentale “abbastanza tormentosa”, a volte, c’erano comunque figure di “sante”). Il problema però, si pone quando una è radicale e poco propensa a “mediare le cose”, e si chiede “ma l’opera omnia di una Caterina da Siena che perpetra le concezioni androcentriche idolatriche e fa suo un atteggiamento da “donna negata e masochista” è stata davvero utile per le donne? è davvero un bel modello di intelletto femminile, di stima di sé, di emancipazione?”
        è indubitabile che all’epoca era un punto fisso. Ma è anche vero che se vai a leggerla ora, e sei appunto una femminista radicale, sei in imbarazzo nel doverla commentare in maniera obiettiva… 😛
        Edith Stein (dalla quale ci sono giunte letterali frasi che idolatrano la sottomissione) è davvero un intelletto femminile così emancipato? Insomma, trovo sempre imbarazzanti (sempre dalla prospettiva di un femminismo davvero radicale che vorrebbe “un taglio netto” con certe ideologie di matrice androcentrica…praticamente il 99,9% del pensiero umano, ahimè, volente o nolente… come già dicevo altrove – e mi rendo conto che per capire il mio discorso una deve davvero conoscere bene tutte le fonti e gli sviluppi del Femminismo – non è comunque possibile “fare le separatiste culturali” perché la cultura è per la gran parte stata maschile, che ci piaccia o no, da lì si parte comunque, e sono nel paradosso che se comunque voglio criticare un autore misogino del passato DEVO COMUNQUE conoscere bene il suo pensiero per filo e per segno, e quindi “sopportarmelo” e quindi saperlo intellettualmente, ed è un serpente che si morde la coda, perché per uscire dalla misoginia devo starci comunque dentro…) donne, pur sapienti, dei secoli scorsi, che comunque erano “figlie del loro tempo” (diciamo così…) e legittimavano in pieno certe idee… non che io sia così ingenua dal pensare che una donna del Medioevo avesse già dovuta pensarla alla Carla Lonzi/Anne Koedt, ovvio che era un po’ difficile e forse non era neanche possibile metterlo in pratica… comunque ho “problemi miei” 😦 a dovermi confrontare con donne pur stimate nella storia (e celebrate oggigiorno per giunta). Non mi è facile, dover fare una critica ponderata a un’Edith Stein (che oggigiorno è super celebrata ovunque) sapendo che ci sono determinate frasi di questa pensatrice sulla “bellezza della sottomissione femminile come dono di sé” che mi urtano, mi danno l’orticaria…

        (Mi rendo conto che però stiamo andando off topic, però è un argomento che mi sta troppo a cuore e tendo a rinvangarlo ovunque – anche perchè poi tu sei una delle poche che avendo letto libri – e sapendolo dimostrare con precisione di fonti – sono sempre interessata a saperne sempre che ne pensi, visto che hai competenza per parlarne. Di te apprezzo soprattutto questo, la precisione nel citare fonti, una cosa che oggigiorno specie su internet sta diventando sempre di più un miraggio…)

        Va bene, grazie per aver risposto alle mie curiosità. Se credi che il messaggio sia utile rispondi anche a questo, altrimenti se è off-topic e non va pubblicato perché dispersivo, non fa nulla, ci tenevo comunque a farti sapere del mio “dubbio etico da femminista radicale” ogni qualvolta devo comunque leggere e conoscere e avere qualcosa da dire su una donna del passato… 😛 tra l’altro ripeto, mi rendo conto di essere io particolarmente pignola su questo argomento, ma certe frasi dette da donna intellettuali dei secoli scorsi per me è comunque difficile “digerirle”, anche se ovviamente so del contesto, e “vedo con gli occhi del tempo” ecc., questo non toglie che per me è sempre un argomento spinoso. Non sono neppure sicura che qui in Italia sia comunque un argomento poi più di tanto sentito e affrontato. Forse no perché è davvero troppo da “radicali”, la maggior parte delle femministe nostrane tende a mediare queste cose culturali dell’ieri-oggi, quindi il problema mi sa che è proprio solo mio 😛

        p.s comunque parlando di prima poetessa (almeno riconosciuta) del Medioevo che NON era di argomento religioso, segnalo Compiuta Donzella https://it.wikipedia.org/wiki/Compiuta_Donzella
        anche se non mancano ipotesi che fosse un maschio con pseudonimo femminile (:P) ipotesi che comunque mi pare poco probabile (perché mai un maschio del tempo avrebbe dovuto avere uno pseudonimo femminile?!), comunque che io sappia è la primissima poetessa italiana dell’epoca medioevale. Non l’unica, ce ne saranno state altre, ma questo è quello che giunto, a livello di fonti.

      • Proprio ieri stavo leggendo un libro, “La società orizzontale. Liberi senza padri”, di Nadia Urbinati e Marco Marzano. C’è un passo, ora te lo copio:
        “Si pensi, per esempio, a quella tendenza così radicata in tanti settori delle nostre istituzioni educative, a privilegiare, nella formazione dei giovani, la venerazione dei maestri, dei ‘grandi padri’: quelli del passato che si incontrano sui libri o quelli del presente che devono essere letti e commentati, con ossequio e nel contesto della più pura e deferente obbedienza. La devozione ai grandi autori si traduce nel precetto di ‘non toccarne mai i testi’. I grandi non si possono leggere direttamente, ma solo attraverso interpreti autorevoli, e quindi le loro parole restano fuori dalla portata dei semplici. Molto spesso, in Italia, i primi passi della carriera di un giovane studioso, almeno nel campo delle scienze umane e sociali, consistono nel venerare pubblicamente il genio presunto del proprio ‘maestro’ dalla cui capricciosa volontà, come un bambino dal padre-padrone, egli dipende e nel trascorrere le giornate a riflettere sulla ‘classici’, rispetto ai quali si dà per scontato che il giovane debba sentirsi minuscolo e insulso, mai abbastanza maturo per leggerli da solo, con la guida della sua sola mente. Contro tutto questo, la società orizzontale, ovvero senza gerarchia di valori e senza devozione per l’autorità, è a nostro parere la celebrazione dell’eguaglianza, di quella ‘passione folle’ che fa giustizia dei ‘maestri’ e dei ‘pastori’ – dei padri appunto – e che dichiara con orgogliosa autosufficienza, di non aver bisogno di vertici infallibili né di autorità depositarie di una verità che non necessita del nostro giudizio per risultare autorevole.”
        E’ vero, è verissimo che la scuola è impostata in modo da farci sentire insulsi e insignificanti di fronte agli ‘autori’. Pensa soltanto alle polemiche che sono seguite a titoli dei temi proprosti alla maturità di quest’anno. Qaunti docenti sono insorti di fronti alla poesia di Giorgio Caproni? E perché sono insorti, se non perché angosciati dal fatto di non aver presentato l’autore ai loro studenti nel corso dell’anno scolastico? Un panico che acquista significato soltanto sulla base della premessa descritta in questo passo: nessun ragazzo può leggere e comprendere un ‘maestro’ in autonomia, senza la mediazione di altri ‘grandi’ che possano fargliene comprendere appieno ‘la grandezza’.
        Siamo abituati a percepirci come sudditi degli autori, e quindi anche di quelle autrici che qualcuno di autorevole di presenta come ‘fondamentali’. Forse dovremmo riflettere su questo atteggiamento mentale.

  3. Sandra ha detto:

    Rai Radio 3 con il programma “suona l’una” dedica tutta la settimana alla scoperta delle compositrici che per colpa del patriarcato nessuno conosce, alcune addirittura geniali! illuminanti i cenni e gli aneddoti sulle loro vite, il podcast della puntata di oggi è qualcosa di prezioso, volevo segnalarvelo. Un saluto a tutte!

  4. L. ha detto:

    @ Ricciocorno: sì, non ho mai sopportato neppure io “la reverenza” con la quale si trattano con i guanti di velluto i misogini illustri (Aristotele e compagnucci di merenda) ma anche quelle autrici del passato “un po’ ” problematiche quando dobbiamo “vivisezionarle” alla luce della questione “maschi e femmine e rapporti tra costoro nei secoli e anche oggi nel nostro 2017”. Francamente molte volte mi sento “un mostro” a dover criticare Edith Stein per alcune delle sue frasi che io giudico alquanto “sbagliate” (bhè, ovvio, questione di prospettiva… del resto ad una studiosa cristiana non darebbe alcun fastidio commentarla ed esserne entusiasta) ma appunto è propria una mia percezione mentale ed etica da femminista separatista in ambito culturale, il dover per forza trovare il pelo nell’uovo anche nelle autrici più o meno celebri. Comunque non giudicherei il mio “imbarazzo” come “un sentirmi suddita”, piuttosto un “mi dispiace dover criticare una donna che aveva cervello ma non riusciva ad arrivarci a certi passaggi della questione…” (forse anche perchè non era tra le sue priorità analizzare il “dominio maschile”, non a tutte le donne interessa, in fondo).

    @ Sandra: a proposito di donne e musica, io non conosco molto la musica classica, ma mi permetto di dire che nel rock/metal/punk e anche nel folk esistono tantissime donne (cantanti e musiciste) davvero eccezionali, ma la lista sarebbe davvero lunghissima, se dovessi anche solo elencare quelle che piacciono a me e diventerebbe un immenso papiro mettendoci anche quelle che io non ascolto e che pure stimo. Insomma, sono le classiche donne che ti fanno dire “bhè nei secoli precedenti non ce la siamo passata bene, ma oggigiorno altroché se abbiamo recuperato e molto spesso superato certi maschietti odiosi che pretenderebbero di credersi superiori perché maschi…” 😀

    Comunque sì, è una vergogna che in Italia ancora non si riesca a organizzare dei convegni dedicati al Femminile nell’Arte (musicale, artistica, ecc,) e soprattutto a mettere qualche nome di autrice sui libri di scuola. Vabbè che gli studenti italiani sono già svogliati di loro quindi a studiarsi anche qualche autrice, se già trovano noiosi gli autori tipo Dante/Manzoni, non credo accoglierebbero “questa pari opportunità” con gioia :P. Alla fin fine una donna che vuole scoprire certe cose lo fa da sola cercando sui libri al di fuori della scuola.

    • ... ha detto:

      Poi non sai replicare a un MRA (con cui è semplicemente inutile parlare) perché hai lo stesso punto di vista, in fondo (tant’è che stai sempre a leggere quello che dicono). Mozart era un genio perché era Mozart, non perché era un uomo.

      • Mozart è riconosciuto come genio perché era un uomo: http://www.huffingtonpost.it/2015/10/31/maria-anna-mozart_n_8441048.html

        E questo, ciò che è accaduto a Nannerl, ce lo spiegò Virginia Wolf, in “Una stanza tutta per sé”:
        “[…] Ad ogni modo non potevo non pensare, mentre guardavo le opere di Shakespeare nello scaffale, che almeno in questo il vescovo aveva avuto ragione; sarebbe stato impossibile, completamente e interamente impossibile che una donna scrivesse nell’epoca di Shakespeare le opere di Shakespeare.
        Immaginiamo, giacché ci riesce così difficile conoscere la realtà, che cosa sarebbe successo se Shakespeare avesse avuto una sorella meravigliosamente dotata, chiamata Judith, diciamo. -Molto probabilmente Shakespeare studiò – poiché sua madre era ricca – alla grammar school; gli avranno insegnato il latino – Ovidio, Virgilio e Orazio – e qualche elemento di grammatica e di logica. Era, come si sa un ragazzo irrequieto, il quale cacciava di frodo i conigli, e forse anche i daini; e dovette anche, prima di quanto avrebbe voluto, sposare una donna dei dintorni, che gli diede un figlio un po’ più presto del solito. Questa avventura lo spinse a cercare fortuna a Londra. Si interessava, a quanto pare, di teatro; dicono che abbia cominciato facendo la guardia ai cavalli presso l’ingresso degli attori. Presto imparò a recitare, divenne un attore di successo, e si trovò al centro della società contemporanea; vedeva tutti, conosceva tutti, sfoggiava al sua arte sulla scena, il suo spirito per strada, e riuscì perfino ad essere ricevuto nel palazzo della regina.
        Intanto sua sorella,così dotata, supponiamo, rimaneva in casa. Ella non era meno avventurosa, immaginativa e desiderosa di conoscere il mondo di quanto non lo fosse suo fratello. Ma non aveva studiato. Non aveva potuto imparare la grammatica e la logica, e non diciamo leggere Orazio e Virgilio. A volte prendeva un libro, magari un libro di suo fratello, e leggeva qualche pagina. Ma poi arrivavano i suoi genitori e le dicevano di rammendare le calze o di fare attenzione all’umido in cucina e di non perdere tempo tra libri e carte. Questi ammonimenti saranno stati netti, benché affettuosi, poiché si trattava di persone agiate, che sapevano come debbono vivere le donne, e amavano la loro figlia; anzi, è molto probabile che ella fosse la figlia diletta di suo padre. Forse riusciva a riempire di nascosto qualche pagina, su nell’attico; ma poi aveva cura di nasconderle o di bruciarle.
        A ogni modo, non appena arrivata alla pubertà, ella era stata promessa al figlio di un vicino mercante di lane. La ragazza protestò che il matrimonio era per lei una cosa abominevole; sicché suo padre la picchiò con violenza. Poi, cambiando tono, la pregò di non fargli questo danno, questa vergogna di rifiutare il matrimonio. Le avrebbe regalato una bella collana, oppure una bella gonna, diceva, con le lacrime agli occhi. Poteva forse disubbidirgli? Poteva forse spezzargli il cuore? Eppure la forza del suo talento la spinse al gesto inconsueto.
        Una sera d’estate Judith fece fagotto con le sue cose, scese dalla finestra e prese la strada di Londra. Non aveva ancora diciassette anni. Gli uccelli che cantavano sulle siepi non erano più musicali di lei. Ella possedeva, come suo fratello, la più viva fantasia, il più vivo senso della musica delle parole. Come lui, si sentiva attratta dal teatro. Bussò alla porta degli attori;voleva recitare, disse. Gli uomini le risero in faccia. L’amministratore, – un uomo grasso, dalle labbra spesse – proruppe in una gran risata. Disse qualcosa sui cani ballerini e sulle donne che volevano recitare; nessuna donna, disse, poteva essere attrice. Egli accennò invece … ve lo potete immaginare. Nessuno le avrebbe insegnato a recitare. D’altronde non poteva mangiare nelle taverne, né girare per le strade a mezzanotte.
        Eppure il genio di Judith la spingeva verso la letteratura; ella desiderava cibarsi abbondantemente della vita degli uomini e delle donne studiare i loro costumi. Infine (poiché era molto giovane, e di viso assomigliava molto a Shakespeare, con gli stessi occhi grigi e la fronte curva) Nick Greene, l’attore-regista, ebbe pietà di lei; Judith si trovò incinta di questo signore, e pertanto – chi può misurare il fervore e la violenza del cuore di un poeta quando questo si trova prigioniero e intrappolato nel corpo di una donna? – si uccise, una notte d’inverno, e venne sepolta a un incrocio, là dove ora si fermano gli autobus, presso Elephant and Castle.
        Così più o meno, sarebbe andata la storia, immagino, se ai tempi di Shakespeare una donna avesse avuto il genio di Shakespeare […].
        Vi ho già detto, nel corso della mia conferenza, che Shakespeare aveva una sorella; ma voi non cercatela nella biografia del poeta scritta da Sir Sidney Lee. Lei morì giovane, e ahimé non scrisse neanche una parola. È sepolta là dove si fermano gli autobus, di fronte alla stazione di Elephant and Castle. Ora, è mia ferma convinzione che questa poetessa che non scrisse mai una parola e fu seppellita nei pressi di un incrocio, è ancora viva. Vive in voi, e in me, e in molte altre donne che non sono qui stasera perché stanno lavando i piatti e mettendo a letto i bambini. Eppure lei è viva.
        Perché i grandi poeti non muoiono; essi sono presenze che rimangono; hanno bisogno di un’opportunità per tornare in mezzo a noi in carne ed ossa. E offrirle questa opportunità, a me sembra, comincia a dipendere da voi.
        Poiché io credo che se vivremo ancora un altro secolo – e mi riferisco qui alla vita comune, che è poi la vita vera e no alle piccole vite isolate che viviamo come individui – e se riusciremo, ciascuna di noi, ad avere cinquecento sterline l’anno e una stanza tutta per sé; se prenderemo l’abitudine alla libertà e il coraggio di scrivere esattamente quello che pensiamo; se ci allontaneremo un poco dalla stanza di soggiorno comune e guarderemo gli esseri umani non sempre in rapporto l’uno all’altro ma in rapporto alla realtà; e così pure il cielo, e gli alberi, o qualunque altra cosa, allo stesso modo; se guarderemo oltre lo spauracchio di Milton, perché nessun essere umano deve precluderci la visuale; se guarderemo in faccia il fatto – perché è un fatto – che non c’è neanche un braccio al quale dobbiamo appoggiarci ma che dobbiamo camminare da sole e dobbiamo entrare in rapporto con il mondo della realtà e non soltanto con il mondo degli uomini e delle donne, allora si presenterà l’opportunità, e quella poetessa morta, che era sorella di Shakespeare, riprenderà quel corpo che tante volte ha dovuto abbandonare. Prendendo vita dalla vita di tutte quelle sconosciute che l’avevano preceduta, come suo fratello aveva fatto prima di lei, lei nascerà.
        Ma che lei possa nascere senza quella preparazione, senza quello sforzo da parte nostra, senza la precisa convinzione che una volta rinata le sarà possibile vivere e scrivere la sua poesia, è una cosa che davvero non possiamo aspettarci perché sarebbe impossibile. Ma io sono convinta che lei verrà, se lavoreremo per lei, e che lavorare così, anche se in povertà e nell’oscurità, vale certamente la pena.”

      • ... ha detto:

        Mozart è riconosciuto come genio perché era un genio, al contrario di infiniti compositori uomini caduti nel dimenticatoio. Il fatto che all’epoca una donna talentuosa non venisse riconosciuta non implica che un uomo talentuoso fosse riconosciuto in virtù del suo genere, altrimenti sarebbero stati considerati tutti bravi. La misoginia in ambito intellettuale non è interessante per chiunque sappia distinguere ciò di cui ha senso parlare in ogni ambito. La misoginia ha senso conoscerla dal punto di vista storico, dopodiché una volta appresa la sua esistenza, così come del razzismo, dell’islamofobia, dell’omofobia, di quello che ti pare, resta da parte, essendo irrilevante quando si parla di qualsiasi cosa. Se parliamo di musica il femminismo non c’entra niente, conta appunto la musica che si compone. In ogni caso non c’è bisogno che mi ricordi il passo di Virginia Woolf, lo conosco, conosco la storia. Quando parlavo di irrilevanza della misoginia era esattamente di questo che parlavo.

      • Se concordiamo sulla premessa che talenti analoghi a quello di Mozart non sono stati riconosciuti e/o incoraggiati perché donne, allora il fatto di essere maschio è un fattore che ha influenzato la carriera di Mozart così come la storia della musica. Se la musica di oggi deve la sua esistenza alla musica del passato, la musica di oggi esiste nel modo in cui esiste anche in virtù della musica del passato che non ha avuto la possibilità di essere suonata e conosciuta. Non è così difficile da comprendere. Per questo la misoginia non è irrilevante in nessun campo dello scibile umano, perché nel momento in cui il pregiudizio è così potente da marginalizzare, ignorare, soffocare il talento delle donne solo in virtù del loro sesso, tutta l’umanità ne subisce le conseguenze.

      • ... ha detto:

        Se facessi attenzione a quello che scrivo, invece di ordinare tutto sotto il tuo schema mentale di opposti, avresti compreso il senso del mio intervento, rivolto specificamente a L. Non ho scritto poi da nessuna parte che la misoginia è un aspetto irrilevante della realtà, ho detto semmai che è irrilevante in certi ambiti. Se parliamo di musica la misoginia può entrarci come aspetto storico, e nel presente laddove nel mondo della musica, come in tutti i campi, ci sono discriminazioni, pregiudizi, eccetera (tutte cose che sappiamo e che possiamo sostituire con un maiuscolo DannyDeVito, così facciamo prima). Se però entriamo nello specifico della musica, che cavolo c’entra la misoginia? Niente. Quando L. si fa dei dubbi etici circa la sua critica nei confronti di autrici del passato, fa quello che ritengo un errore; e lo ritengo un errore proprio dal punto di vista femminista. Parlare di campi del sapere in termini di genere lo ritengo un errore. Di questo stavo discutendo, prima che tu a mezzanotte passata mi linkasti le sfortune della sorella di Mozart e le stanze tutte per sé.

      • Su che basi sei tanto certo che quella troppo “disattenta” per comprendere il senso di questa conversazione sia io? Ho cercato di spiegarti che da sempre tutti i campi nei quali l’essere umano si misura col suo talento sono profondamente influenzati dalla misoginia, ed è per questo che una femminista affronta con una prospettiva di genere i più svariati argomenti. Che il genere sia irrilevante è una finzione, funzionale a perpetrare la discriminazione… ma ovviamente sono io, siamo noi che sbagliamo. Perché il maschilismo è irrilevante ☺

      • ... ha detto:

        Essere maschio non lo ha ostacolato, ma non ha influito sul suo talento, né su quello che ha apportato alla musica classica. Se sua sorella fosse stata incoraggiata come compositrice non penso che avrebbe composto in maniera tanto differente. E qualsiasi idea differente fosse arrivata da una donna sarebbe arrivata per il talento di quella donna, non per il suo essere donna (che è il punto chiave che contesto a L., con relativi argomenti), a meno di voler sostenere che ci sono modi differenti di comporre in base al genere (cosa che sostiene susan mc clary, che si spinge persino all’orientamento sessuale per Schubert: per me è una ciarlatana). Ammesso che abbia senso immaginare una storia della musica classica influenzata dalla assenza femminile (anche la diffusione del sistema temperato ha tolto altre possibilità, quindi?), rimane il fatto che per quello di cui sto parlando io la misoginia non c’entra, e non capisco perché ne stiamo a parlare. Una che si mette a studiare Aristotele partendo dalla sua misoginia o concentrandosi sulla sua misoginia perde semplicemente tempo e non ne ricava alcun beneficio intellettuale, così come per qualunque campo dello scibile umano. Questa cosa è successa, che bisogno c’è di pensarci ancora? La misoginia ha senso affrontarla nel campo civile e politico, nel campo culturale no. Nel momento in cui studi e ragioni non serve a niente pensarci sopra. Non ti fa comporre meglio né pensare meglio.

      • Neanche io capisco perché tu sia qui a scrivere. Se la misoginia è per te un aspetto irrilevante della realtà, cosa fai qui?

      • ... ha detto:

        Sulla base del fatto che ho preso una cosa detta da L. e l’hai fatta passare come una mia (“nostra” visto che mi hai dato del voi, come io parlassi a nome di un gruppo) e sulla base del fatto che continui a spiegarmi cose sulle quali non ho alcun bisogno di essere edotto e che non c’entrano niente con il motivo per cui mi sono rivolto a L.

      • Non è stata L. a dire che la misoginia è irrilevante.

    • ... ha detto:

      Il separatismo femminista in ambito culturale è una delle cose più sceme che mi sia mai capitato di leggere. A parte il fatto che la misoginia di qualunque autore del passato è appunto roba passata, per cui non si capisce cosa te ne freghi, qualunque idea si giudica per quello che è, non certo per chi l’ha prodotta. Si giudica la letteratura di Céline pure se aveva pessime idee. Allo stesso modo la misoginia non rende più o meno sensate le idee, tranne ovviamente quelle espresse sulle donne, che però sono la cosa meno interessante di qualunque autore ti vuoi occupare. Fare le pulci ad Aristotele per la sua misoginia è intellettualmente inutile, tanto quanto mettersi a contare i giri fatti da un pallone calciato da Messi. Questi tuoi dubbi etici non hanno senso, nascono solo perché ti sei incaponita con questa storia della radicalità, del tarci un taglio; leggi una donna del passato e ne critichi le idee, cosa importa se è una donna. Ti dispiace perché è una donna? Con gli uomini fai lo stesso, come è giusto che sia. E poi non intestarti il talento delle musiciste come se fosse il talento delle donne. Parli come un tifoso esaltato che pensa di aver partecipato alle partite della sua squadra. Se vuoi essere radicalmente femminista comincia con il considerare le donne come individui.

      • “Il separatismo femminista in ambito culturale”? Ma certe cose ve le sognate dopo un pasto troppo abbondante?
        Agli inizi degli anni Settanta Linda Nochlin pubblicava un saggio dal titolo “Why have there been no great woman artists?” L’autrice dimostrava che le grandi artiste erano esistite eccome: peccato che le memorie avessero dedicato loro ben poche attenzioni. http://www.artnews.com/2015/05/30/why-have-there-been-no-great-women-artists/
        Ancora oggi un autrice è costretta a constatare che se firma un lavoro con un nome maschile, esso riceverà più attenzioni di quante ne ha ricevute con in calce un nome femminile; https://www.theguardian.com/books/2015/aug/06/catherine-nichols-female-author-male-pseudonym e il problema ce l’hanno le femministe? Sono le femministe che discriminano in base al genere?
        Questo è un tu quoque, caro puntini puntini…
        “Allo stesso modo la misoginia non rende più o meno sensate le idee, tranne ovviamente quelle espresse sulle donne, che però sono la cosa meno interessante di qualunque autore ti vuoi occupare”: certo, la misoginia non è interessante, per chi gode del privilegio di non subirne le conseguenze.

      • ... ha detto:

        Riccio, a differenza tua io leggo quello che scrivono gli altri e sto bene attento. Tu invece nella foga di rispondere a quello che non hai letto, ti inventi come al solito quando commento cose che non c’entrano niente. Di “fare le separatiste culturali” parla L., e tutti i suoi interventi sono sulla stessa linea. Compresi i suoi dubbi. A lei mi sono riferito, non mi sono riferito alle femministe, cosa peraltro idiota, dato che appunto, al contrario di ciò che pensa L., non esistono le femministe, come non esistono le donne, come categoria concettuale. I problemi ce li ha L. Che le donne siano discriminate nel mio intervento non c’entra niente, non è che a ogni commento dobbiamo fare il riassunto delle puntate precedenti. La misoginia in ambito intellettuale non è interessante, punto. Di qualunque autore si possa parlare, il suo essere misogino provoca uno sbadiglio. Ti piace Houellebecq? No, è misogino. C’entra qualcosa con la letteratura? Se tu e chiunque altro vuole stare per secoli a parlare di Aristotele misogino benissimo, non vedo a cosa serva, però avanti.

      • La misoginia in ambito intellettuale non interessa te. Questo non la rende automaticamente una questione “non interessante” per il genere umano.
        Ma lasciamo perdere, perché mi rifiuto di proseguire dopo aver letto “non esistono le femministe, come non esistono le donne, come categoria concettuale”. Ciò che davvero non serve a nessuno è proseguire una simile, sconclusionata conversazione.

      • L. ha detto:

        Vedo che nei commenti su (ci hai dato sotto, eh, tre puntini?) Ricciocorno ti ha già in parte risposto,
        francamente della tua barzelletta che “la misoginia è acqua passata ed è irrilevante” vedo che femministe radicali o no, tutte siamo d’accordo nel ritenerla appunto una grandissima cazzata. (ti faccio contento usando un termine di matrice maschile, spero apprezzerai, mio caro tre-puntini)
        Non sto qui a scendere nello specifico parlando di separatismo culturale femminile perché non è il mio blog, non tratta questo argomento al modo che farei io (ed è giustissimo così perché il femminismo è un bel mondo variegato di tante teste femminili e dev’esserci diversità e personalità anche se io ho i miei gusti e certi femminismi fatti per venire incontro ai maschi – esempio “femminismo cristianao o islamico” non sono di mio gradimento) e non voglio annoiare nessuno. Ho fatto questa mia scelta di vita nella cultura che è solo mia, come singola, e la rivendico come tale, e ti ripeto, tanto per iniziare non perdo tempo con uno che mi considera l’islam femminista (e magari pure pro-omosessualità, eh?) poi perché ci sono altri luoghi dove poter parlare di cose che interessano a noi separatiste.
        E sta tranquillo, che la misoginia esiste, anzi, è tornata più di prima, fomentata anche da quelle donne che poi di fatto “leccano il popò” al misogino di turno. E le FeMRa ne sono un ottimo esempio di queste donne collaboratrici dei misogini.
        E guarda che i problemi etici e il dispiacere me li faccio venire quando devo leggere frasi di una donna che idolatra la sottomissione al maschio, come certa Edith Stein. PROPRIO PERCHé vedo e mi dispiace di vedere un gran cervello femminile – quale era – rovinato così da questa ideologia nefasta e perniciosa che vuole la donna come “costola derivata dal maschio, principio primo del mondo, guida, autorità, condottiero” e via falli-zzando dicendo, mentre alla donna spettano qualità come “docilità, servitù, secondo posto, fare l’angelo del focolare” e via masochisticamente elencando.

  5. Sandra ha detto:

    Ciao L. il mio interesse verso la classica è abbastanza recente, non sono certo un esperta, in un certo senso però sono “esperta” di un genere di musica che tu citi, la musica punk, la mia esperienza in sintesi è questa: se le ragazze vogliono fare seriamente devono suonare tra loro (e avranno un seguito quasi tutto femminile), in caso contrario cioè fare musica anche con ragazzi, il rischio di essere sminuite e marginalizzate o addirittura strumentalizzate è alto ameno che non si abbia già da giovanissime una ben strutturata consapevolezza femminista e se la mia classe mista alle elementari avesse avuto libri più onesti sopra i quali anche solo annoiarsi a guardare le figure questa consapevolezza la avremmo tutti un po’più nel midollo, non come adesso che la consapevolezza sembra più una mantella da tenere sulle spalle che se ne va qua e là se soffia vento,si farebbero tante cose assieme con grande naturalezza, anche grande musica. Che ne pensi?

    • ... ha detto:

      Le donne compositrici sono sempre di più. Se vogliono fare sul serio la regola nella musica è una sola: impegnarsi. Non è necessario suonare solo tra donne. Le Savages sono al momento una delle band migliori in ambito post-punk, e non hanno certo un seguito solo femminile.

  6. ... ha detto:

    “ma appunto è propria una mia percezione mentale ed etica da femminista separatista in ambito culturale” scrive L.
    “Il separatismo femminista in ambito culturale è una delle cose più sceme che mi sia mai capitato di leggere” scrivo io
    “Il separatismo femminista in ambito culturale”? Ma certe cose ve le sognate dopo un pasto troppo abbondante? scrivi tu
    Circa la misoginia ho già scritto dove è rilevante e dove non lo è. è rilevante nello studio della storia della filosofia, ad esempio; non lo è in filosofia. Da ciò ne segue che non ha alcun senso interessarsi alla filosofia di Aristotele tenendo in considerazione la sua misoginia, così come ascoltare la musica di qualche compositore misogino e giudicarla di conseguenza.
    Per cui quando L. scrive “e sono nel paradosso che se comunque voglio criticare un autore misogino del passato DEVO COMUNQUE conoscere bene il suo pensiero per filo e per segno, e quindi “sopportarmelo” e quindi saperlo intellettualmente, ed è un serpente che si morde la coda, perché per uscire dalla misoginia devo starci comunque dentro…” fa quella che secondo me è una confusione dei piani. Non c’è nessun paradosso, le idee di un qualsiasi autore sulle donne stanno da una parte, il suo pensiero sul resto da un’altra. Spero che converrai che la parte più interessante di qualunque autore che abbia senso studiare sia la seconda. Poi ognuno sceglie a cosa dedicare il proprio tempo, per carità.

    • L. ha detto:

      L’innominato tre-puntini ha parlato. come già precedentemente nel caso dell’islam, ovviamente, senza conoscere alcunché dei motivi per cui alcune (e non tutte) femministe potrebbero chiedere “di depurarsi la mente” dalle ideologie patriarcali.
      Al di là del fatto che – per rispetto alla donna che gestisce questo blog, “casa sua” – io non voglio e non me la sento di fare commenti lunghi un papiro, riportandoti citazioni su citazioni di tante autrici separatiste in campo culturale, perché significherebbe:
      a) annoiare Ricciocorno che si deve leggere un messaggio lungo un papiro dove si esprime il pensiero di tizia e caia + le mie conclusioni personali alla cosa
      b) rischiare di perdere tempo con uno che è già convinto che l’islam sia femminista (vedi dibattito precedente)
      vedi, caro innominato tre-puntini, dovrò essere sintetica, non tanto perché potrei dimostrarti con fior fior di bibliografia separatista femminile che le donne se davvero vogliono “creare il nuovo” (su se stesse e non solo) devono (dovrebbero) smetterla di stare appresso ai maometto, ai gesù cristo, ai confucio, a tizio e caio (da nord a sud, da est a ovest, da destra a sinistra, di qualsiasi indirizzo) che PRETENDONO DI DEFINIRE COS’è UNA DONNA, ma perché appunto non voglio annoiare una donna che gestisce un blog, che ha la gentilezza di ospitare i lettori e le lettrici, ma che ahimè si deve anche sopportare commenti troppo lunghi, prolissi, noiosi o non di suo interesse. ed è giustissimo così perché caro-tre-puntini, quando voglio esporre il separatismo culturale lo faccio “a casa mia” con donne che già sanno cos’è.
      e non con i “tre puntini vaganti” che discettano di come l’islam è femminista e cuoricioso.
      Sintetizzando quanto avrei da dirti (da dire poi a uno che è convinto che l’islam sia femminista…) mi limito solo a due punti:
      1) In quanto essere pensante e autonomo, di sesso femminile, che ha alle spalle decenni di letture di questo o quello, non sta scritto da nessuna parte (se non nelle pretese di molti maschi) che per definirmi (o definire le femmine e la femminilità) io debba usare parole maschili di grammatica – usare concetti maschili – usare simboli maschili – usare idee maschili di gente che mi ha preceduto nei secoli e/o di maschi attuali nel 2017.
      2) In quanto essere pensante e autonomo di sesso femminile non sta scritto da alcuna parte (se non nelle pretese degli idolatri di certi filosofi) che io debba astenermi dal fustigare – concettualmente parlando – Aristotele e compagnia e dimostrare la loro idiozia sessista. Fattene una ragione, che una donna può benissimo rifiutare, combattere o astenersi (nel senso di ignorarli-da-sé) dal dover lasciarsi parassitare e colonizzare da idee postulate da cervelli maschili. Come anche, considerato la m… (ma mi censuro, usa la parola “sporcizia”) che il pensiero del tuo beniamino greco ha portato sulla condizione REALE della donna, in terra, in quei secoli, per COLPA SUA, bollata come essere difettoso e demente,
      io, similmente a Carla Lonzi (e altre ancora più radicali) ho il diritto di “sputarci su” sul grande “intoccabile, autorità somma della filosofia”. Noi radicali femministe ci sputiamo su. E non solo su di lui. Non ti sta bene? a me non importa. sei liberissimo di prostrarti in umile adorazione di costoro e di venerarne i santini. Da parte mia questi personaggi hanno tutto il mio disprezzo. E fa niente se siamo in poche.
      ma ora non sto qui ad esporre le grandi innovazioni del separatismo femminile culturale e i nomi dei miei modelli, in primis perché questo non è un blog femminista dedicato a questo (essendo dedicato ad altri aspetti del femminismo) e io qui sono solo un’ospite che ha piacere di leggere cosa una femminista (diversa da me per scelte esistenziali e percorsi di vita e letture, per altri versi simili a me perché siamo tutte figlie di Mamma Simone) scriva su argomenti che non vengono più di tanto trattati in chiave separatista o vengono trattati in altro modo, ma non ho la pretesa di dover scrivere un trattato sul mio modo di concepire il femminismo, perché ho già altri spazi miei dove farlo e questo blog non è casa mia, dove invece posso mettere un papiro di pensiero. Per cui fatti bastare i due punti che ho messo in sintesi. E nel caso non ti stiano bene, a me, in quanto donna, non me ne importa, perché non fondo me stessa su quanto tu hai da dire, sulla misoginia e sull’androcentrismo, e su quanto a te “sembra che sia una cosa”. Il tuo “mi sembra/io credo” non è rilevante per chi fonda se stessa sull’individualità in chiave femminile, che non deve per forza “venirti incontro sulle cose”.

  7. Morgaine le Fée ha detto:

    Non parlo qui di musica o arte perché sono argomenti in cui sono ignorante, ma nel campo scientifico invito a leggere il libro di Clifford D. Conner, “Storia popolare della scienza. Minatori, levatrci e «gente meccanica»”: il quale non solo mette in evidenza il ruolo delle conoscenze scientifiche del cd. “popolo” o gente non edotta, comprese le donne, ma anche critica apertamente diversi maestri classici della filosofia per aver ostacolato il progresso scientifico.

    Penso ancora al ruolo fondamentale delle donne del popolo nel medioevo e rinascimento, profonde conoscitrici delle qualitá medicinali del mondo botanico (e non solo). Che ne fu di loro? Molte furono processate come streghe, degradando e annullando le loro competenze, relegandole alla sfera irrazionale del magico e del soprannaturale (maligno, per non sbagliarsi).

    Sono molto dubbiosa invece sul ritrovarsi e produrre solo tra donne. Qui c’é il rischio di ghettizzarsi e continuare lo stereotipo in cui ció che fanno le donne, o ha loro per protagoniste, sia unicamente da destinarsi ad un pubblico femminile (vedasi la letteratura, per dire).
    Altrimenti succede che la Repubblica, parlando del lavoro arcimboldesco della fotografa Anna Tokarska, la releghi nell’inserto D(onna), per cui gli uomini (che saltano l’inserto D per non sentirsi gay), non la conosceranno e continueranno a credere che i grandi fotografi siano solo maschi. È questo ció che vogliamo? Io no.
    Gli uomini hanno bisogno di capire che le donne hanno il diritto di entrare in qualunque spazio, a pari merito. Tanto per fare un esempio, i miei figli maschi stanno ora imparando che film come Rapunzel, Frost o Vaiana (si chiama Oceania in Italia?) sono per loro tanto quanto quanto per le bambine.
    È questo un processo facile e veloce? No. È un processo terminato? Ancora no. Ma io credo che le cose si stiano muovendo. Vedasi film come Wonder Woman, o gli ultimi di Star Wars.

    Torniamo alla scienza. Nel 1907 Lise Meitner come donna poté solo di nascosto esercitare le sue ricerche nell’instituzione di chimica, poiché il direttore Fischer ammetteva donne nell’istituto solo in qualitá di personale delle pulizie. Le cose sono cambiate ora, le donne occupano aule universitarie e laboratori, hanno posti di ricercatrici e cattedre di docenti.
    Il processo é terminato e gli ostacoli sono stati abbattuti? In teoria si, in pratica no.
    Da leggere l’articolo in Pnas, vol. 109 n. 41, pp 16474–16479, : Science faculty’s subtle gender biases favor male students; Corinne A. Moss-Racusina, et al.
    Dall’abstract:
    “In a randomized double-blind study (n = 127), science faculty from research-intensive universities rated the application materials of a student—who was randomly assigned either a male or female name—for a laboratory manager position. Faculty participants rated the male applicant as significantly more competent and hireable than the (identical) female applicant. These participants also selected a higher starting salary and offered more career mentoring to the male applicant. The gender of the faculty participants did not affect responses, such that female and male faculty were equally likely to exhibit bias against the female student. Mediation analyses indicated that the female student was less likely to be hired because she was viewed as less competent.” (da notare che il pregiudizio viene dagli accademici sia uomini che donne; e da notare come agli uomini vengano dunque riservate delle “quote azzurre” non basate sulla competenza reale, ma solo immaginata)
    C’é ancora da lavorare, quindi. Ma non credo che la ghettizzazione delle donne in spazi solo femminili avrebbe aiutato il processo. In una mentalitá e societá patriarcale sarebbero semplicemente circoscritti e bollati come spazi di serie B.

    • L. ha detto:

      @ Morgaine: resto sintetica volutamente, perché come dicevo a “…”, parlare di separatismo femminista sarebbe lunga per commento e neanche si può sempre pretendere di intasare il blog di qualcuno con ciò che piace, senza chiedersi (questa per me sarebbe maleducazione) se poi alla creatrice del blog l’argomento piace o interessa.
      Tieni presente che quando parlo di “separatismo” io intendo un atteggiamento femminile culturale (e non tanto da vita reale del genere “facciamo le eremite segregandoci solo tra donne nei rapporti personali!”, scelta che sarebbe comunque legittima, per chi vuole farla, anche se non tutte le separatiste la fanno) che pone l’accento sul fatto che tutte le ideologie (quali che siano) sono state tutte fatte da un pensatore maschile, con la pretesa di definire anche le donne. Sotto questo punto di vista, sono tutte opprimenti e oppressive se non limitative e umilianti, per l’Io delle donne. Meglio sarebbe, invece che venirne a patti (come fanno tantissime femministe che si inventano femminismi “per far contenti i maschi e continuare a stare nelle ideologie maschili” esempio: femminismo islamico e simili) rasettare la nostra mente e non solo creare il nuovo, come ideologia (per cui, senza citazioni e riferimenti maschili codificati, ma mettendo le nostre psico-fisicità come “matrice”) ma anche rifiutare e criticare laddove serve, il vecchiume ideologico maschile che da sempre ci viene “ficcato nel cervello, come colonizzazione mentale” (leggasi: “su aristotele ci sputo su”, tanto per rielaborare il celebre motto di Carla Lonzi, che fece contro hegel, però).

      Morgaine, davvero ora evito di scrivere un papiro con tutti i nomi di quelle femministe che la propongono come cosa… se ti interessa piuttosto ti lascio la mia mail e se ne parla in privato, ti faccio vedere tutti i link, bibliografia ecc. ora qui evito, non solo perché davvero non finirei più, se dovessi elencarti tutti i simboli e archetipi rivisti in chiave femminile, le attività da cerchio femminile ecc., la grande arte femminile ecc., ma anche perché è un atteggiamento culturale che si fa tra donne interessate – e già “portate” a questa cosa (e non tutte lo sono). Non è il caso dell’utente maschio “…” che in passato si è distinto per le sue sparate su “l’islam è femminista” 😛 e che dei miei relativi papiri esegetici sull’islam, che dimostrano che come ideologia è patriarcale, ovviamente, non ha potuto confutare alcunché.

      E poi come già rispondevo al signorino “che non vede misoginia”, questo non è il mio blog, io qui sono solo un’ospite, e non è giusto annoiare o comunque pretendere di abusare della gentilezza della creatrice del blog in questione, pretendendo che ospiti un commento lunghissimo infarcito di link e video e immagini (quale poi farei).
      L’argomento – appunto – interessa a me, che me lo “sfogo” su altri canali e posti tematici. Apprezzo il blog di Ricciocorno (che è l’unica femminista italiana che leggo) perché ci trovo un ottimo modo di argomentare e di riportare le fonti, sempre precise (qualità che oggigiorno è rara, difatti sul web chiunque può improvvisarsi “grande esperto”, vedi le tante idiozie che poi passano come “meme” condivisi su facebook…). Ripeto, io per esempio alcuni argomenti che lei tratta non li leggo e/o non li tratto, ma mi faccio un’idea leggendo le sue “recensioni alla cosa”, diciamo così, e quindi mi tengo aggiornata su questi aspetti del femminismo anno 2017. Io poi, per me, sto anche e soprattutto su altre fonti e argomenti (che non è detto che Ricciocorno tratti e/o sia interessata) perché sono più portata per analisi ai simboli che non per analisi alla PAS, ed è giustissimo che sia così, perché ciascuna dà il suo proprio talento, al Femminismo. Chi è brava/portata per lavori sui simboli-allegorie tratta quelli, chi è portata per storia e archeologia tratta questi, chi è portata per l’ambito legale/politico tratta questo e così via. Per cui spero che la mia risposta ti sia servita per capire cosa io intendo con separatismo femminista culturale; se vuoi avere riferimenti più estesi ecc. ti scrivo volentieri in privato.

      (Grazie Ricciocorno per avermi sopportato – chiudo qui il mio abusare del tuo tempo e gentilezza, ho espresso sinteticamente – per quanto era possibile – ciò che volevo replicare – come al solito grazie per avermi letto, spero di non essere risultata noiosa nell’aver esposto cose che interessano a me)

  8. Emanuele Di Felice ha detto:

    Non esiste un Mozart femmina perché non esiste un Jack lo squartatore femmina.
    Anche molti artisti etc. uomini non sono emersi, non per colpa del patriarcato ma per sfortuna o perché le loro opere valevano poco, ipotesi che non valgono per le donne artiste etc. perché non prevedono la responsabilità maschile.

  9. Sandra ha detto:

    Anche Rembrandt quando scelse di far partecipare alcune artiste ai circoli dei grandi imponeva loro di non firmare le opere, infatti non è rara la pratica di pittori che hanno firmato opere di pittrici.
    @ Morgaine le Fée la mia esperienza è stata amara ma utilissima, non credo al “solo donne”, è stata un urgente necessità, nella scena musicale punk, fortemente maschilista, e alle volte demenzial -misogina, i gruppi di sole ragazze sono nati in contrapposizione al punk stesso in un certo senso. Non credo e non vorrei diventassero una risposta sempre, anche io credo che qualcosa stia cambiando.

    • L. ha detto:

      @ Sandra: io vado molto fiera del piccolo movimento Riot Grrrls. 🙂 piccolo, e forse effimero, ma davvero particolare.

      • Sandra ha detto:

        Il movimento R.G. nasce agli inizi del 90 negli stati uniti,nel loro manifesto le ragazze spesso vittime di stupro e abusi affermano” perché noi odiamo il capitalismo in tutte le sue forme e vediamo il nostro obbiettivo principale nella condivisione di informazioni e nel restare in vita, invece di fare profitti. Perché siamo arrabbiate in una società che dice Donna= Stupida, Donna =Negativa, Donna = Debole”.
        Da noi il movimento arriva alla metà dei 90, centinaia di ragazze per la prima volta salgono nel palco, spesso si tratta di rassegne dove per forza di cose ci sono nel pubblico anche ragazzi, in tutti quegli anni i mezzi d’informazione e anche alcuni gruppi punk ridicolizzano e sminuiscono il movimento enfatizzando e dando spazio solo a quello che gli comodava, le ragazze vengono dipinte come fuori di testa capaci solo di combinare casini a cui guardare con indulgenza in quanto carine e sessualmente disponibili. Come ricorda Elena Ferrarese (Antigeni) “proprio all’interno del movimento punk si usano slogan come -la donna è come il sistema, bisogna fotterli- ”
        Le ragazze erano ampiamente ghettizzate in linea generale che facessero musica o no e il movimento R.G. ha contribuito non poco a sensibilizzare anche i ragazzi su questi temi.
        Basta digitare” traduzione Riot Girl” per capire quanto questo movimento sia stato sminuito e negato su più fronti. Carissima Ricciocorno se non lo pubblichi perché non pertinente va bene lo stesso ci saranno altre occasioni!

    • Morgaine le Fée ha detto:

      Grazie Sandra per la precisazione. Non conosco il movimento punk e non avevo idea delle discriminazioni nell’ambiente, almeno non a questo livello. Uno/a poteva aspettarsi che, essendo un movimento ispirato alle ideologie di “sinistra” (da quel che ne ho capito, se sbaglio correggimi), ci fosse piú attenzione alle tematiche e istanze femministe anche da parte degli uomini.
      D’altro canto, ho realizzato ormai da un po’ che l’equazione sinistra=femminismo é totalmente disattesa :/
      Viste queste premesse, capisco l’esigenza di un separatismo, almeno come situazione iniziale. Sono d’accordo con te sul fatto che non debbano diventare una risposta sempre/per sempre, la situazione ideale sarebbe che gli uomini cambiassero attitudine.

      • Sandra ha detto:

        Di nulla è stato un piacere! in linea generale è giusto parlare di una vicinanza da parte del movimento punk agli ideali di sinistra quali pacifismo ed ecologia ad esempio,in special modo nel punk anarchico, ma il m.p. è sempre stato un susseguirsi di correnti che presentano anche delle tematiche in contrasto tra loro, spesso queste correnti sembravano esaurirsi per poi rinascere arricchite di elementi nuovi che lo rinvigoriscono, considera poi la mancanza di internet per gran parte della storia, per quanto riguarda l’illusoria convinzione di fare parte di movimento fortemente anticonformista ,secondo me è stata proprio la causa principale del prolungarsi di questo maschilismo accettato o tollerato grazie al “sempre verde” diritto di esprimersi liberamente sempre e comunque e ti puoi immaginare quanto in quel contesto fosse elemento forte per non problematizzare.

  10. ... ha detto:

    @ L.

    D’estate ci si annoia. Cazzata mi piace dal punto di vista fonetico, la sua matrice maschile mi è indifferente. Perché mi dovrebbe far piacere e perché hai pensato che mi avrebbe fatto piacere? Se non l’avessi capito considero questo tuo attribuire caratteristiche di genere (il cervello maschile e il cervello femminile) ad ogni cosa insensato. Poi non considero l’islam femminista. Ho detto semmai che l’islam, come qualsiasi ideologia, non ha una essenza. Di recente ho letto la Jihad delle donne di Luciana Capretti, che racconta di tante donne imama. Ti ho solo fatto notare che non sei tu e un qualunque esegeta che può stabilire cos’è l’Islam. Non ho neanche detto che la misoginia è acqua passata, ma vedo che tendi anche tu a leggere quello che ti pare. Che il separatismo sia una tua scelta mi pare ovvio e giusto, io ti ho solo detto che mi pare una scemenza. Capisco il separatismo come scelta di vita nei movimenti femministi, non quello in ambito culturale, perché mi dovresti spiegare cosa sia, come sia possibile e che utilità abbia. Posso capire il dispiacere nel consatare la sottomissione di un’intellettuale, non capisco i problemi etici. Cioè non hanno senso. Non critichi una donna perché non si criticano le donne?

    • L. ha detto:

      Vedi, tre-puntini-vaganti, ha ragione Ricciocorno. Voi maschietti, quando commentate qui (perché sentite il bisogno irrefrenabile di venire a vedere cosa le femministe si dicono o scrivono eh?! onde poi sfogarsi la fantasia da capro espiatorio/proiezione…) non capite neanche cosa vi viene scritto, in risposta.

      Sarò di nuovo sintetica, più che posso, perché questo non è il mio blog e io – al contrario di te – non voglio abusare dello spazio e del tempo che viene gentilmente offerto agli utenti.

      1) Non mi annoio di estate, mi tengo impegnata con letture stimolanti su argomenti che tu ignori. Fonti che poi ovviamente so citare, al contrario di te.

      2) l’islam ha come concetto di dio (esistente o meno non è importante e non è rilevante nel qui e nell’ora) un dio che pur essendo trascendente (e non essendosi mai incarnato in un corpo maschile) è concepito con linguaggio maschile in terza persona singolare (Lui) o plurale (secondo l’uso semita del plurale majestatis, che riecheggia anche nella genesi ebraica > “dio disse, facciamo l’uomo a nostra immagine” ecc. viene usato il plurale)
      In tutto il corano NON VI NESSUN ACCENNO O SIMBOLISMO PSEUDOFEMMINILE A QUESTO DIO, che è mascolino.
      Gli unici due/tre nomi dei 99 attributi di allah (vatteli a cercare tu…) che potresti rivedere come “pseudofemminili” sono appunto 2 o 3 (misericordioso/compassionevole/amato), che peraltro, in arabo, sono comunque virati al maschile. ma facciamo pure finta, come fa la signora amina waddud (e teologhesse fintofemministe islamiche), con le sue sparate sull’allah femmina, che siano caratteritiche femminili, la misericordia e la compassione. Non cambia alcunché all’androcentrismo islamico CHE è FISSO E IMMUTABILE, perché:

      a) questo dio non è rappresentato con forme corporee ginocentriche (e neppure androcentriche visibili MA il linguaggio con cui è appellato è MASCHILE, e questo per tutto il corano, dove dio, allah, TERMINE MASCHILE IN ARABO PER “DIO”, mentre il femminile per Dea, in arabo, è ALLAT, termine che TU NON TROVI NEL CORANO in riferimento a tale dio, ad eccezione di quanto SI CONDANNANO i culti PAGANI POLITEISTI, e lì non ci si sta rivolgendo al dio di maometto, ma appunto, agli dei degli infedeli, dicevo, il linguaggio con cui lo chiami è MASCHILE E TALE RESTA – per cui il dio allah, pur non avendo corpo maschile è percepito come maschile: infatti è “Rabb”, “Signore” in arabo; è “Al Malik”, Il re, maschile, mentre il femminile – che non esiste per rivolgersi a dio – sarebbe “Al Malika”; ma il dio coranico è appellato esclusivamente al maschile)
      Non è quindi possibile, nel simbolismo di questo dio, aggiungere simboli femminili, tanto da divinizzare il femminile, insieme al maschile. idem dicasi per il cristianesimo dove lì per di più non solo dio è rivelato come padre, ma c’è anche il problema dell’incarnazione nel corpo fisico maschile. (e ora non lo tiro in ballo questo argomento)

      Non ti sta bene? DIMOSTRAMI CITANDO DAL CORANO/ESEGESI CHE ALLAH PUò ESSERE PREGATO ANCHE AL FEMMINILE. dimostra che ho torto. Altrimenti taci per sempre, che sei solo ridicolo, e te lo direbbe anche un islamico. (peraltro, se tu appellassi il dio coranico come femminile saresti passabile di blasfemia, intendendolo come una ALLAT, ovvero una Dea – e l’apostasia è punita con la morte, perché i politeisti non hanno diritto di vita, nell’islam)

      b) nel corano, alla sura IV, il profeta scelto dal dio in questione, RIVELA ESPRESSAMENTE che la femmina è inferiore al maschio e che il marito la può pestare, se disobbediente. Se NON TI STA BENE COME PRECETTO, non solo stai offendendo e disobbedendo al dio in questione, che ESIGE E RIVELA ESPRESSAMENTE COSì (e perciò saresti passabile di morte, per bestemmia, ma comunque, se anche ti lasciassero in vita, questo dio dopo la morte TI CONDANNEREBBE ALL’INFERNO), ma stai anche dicendo, tra le righe, che il dio in questione ha detto qualcosa di sbagliato, che non è perfetto, che ha sbagliato a rivelare, oltre a mancare di rispetto al Profeta per eccellenza. GLI STAI NEGANDO L’ONNISCENZA E LA PERFEZIONE, e stai affermando che il Profeta è stato bugiardo o ha capito male; altri crimini che ti condannerebbero all’istante a morte per blasfemia. L’islam è questo, questo è il vero concetto coranico.
      Se il dio in questione esiste o non esiste è irrilevante. perché è IL CONCETTO CHE ESISTE NELLA MENTE DI TUTTI E TUTTE.
      ad ogni modo, se comunque esiste, tale dio, non ha predisposto che la femmina sia paritaria al maschio, come cosa non gli sta bene;per cui se tu sei una donna islamica, e ti dichiari tale, o accetti con sottomissione il volere di tale dio maschilista (come fanno le vere “muslima”), o altrimenti cambia religione. Non esiste l’alternativa del “sono islamica, ma mi sento paritaria al maschio!”, se lo affermi STAI OFFENDENDO IL DIO IN QUESTIONE, STAI DISOBBEDENDO (e non sei islamica). è semplice da capire. O DIMOSTRA CHE HO TORTO IO, porta prove e studi esegetici, mio caro sapientino. vediamo come te la cavi. voglio vedere che fonti citi o quali passi del corano trovi, per giustificare “il femminismo”.

      3) Il femminismo separatista in ambito culturale l’ho accennato brevemente a Morgaine. Leggiti la risposta e trai le conclusioni. L’utilità è SMETTERLA DI VEGETARE sulle idee dei tuoi beniamini passati che tanto idolatri, e creare da NOI il Nuovo, FUORI dai parametri androcentrici.
      Ad ogni modo io ora non te lo spiego citandoti la storia del movimento (che parte dal ’68, se vogliamo essere precisine), né citandoti la bibliografia, le proposte che vengono fatte, i miei modelli e altro, per due motivi:
      a) non è il mio blog dove posso riporare un papiro di roba, tra link, foto e video.
      b) non è mio interesse parlare di questa cosa con te.

      4) Le donne le critico, non hai capito un cazzo (ri-usiamo il termine che ti piace) del discorso. Le critico, e mi dispiace infatti di vedere che una Edith Stein (e non solo lei) pur essendo intelligente e sveglia, fa sua e PROMUOVE la sottomissione femminile, come risultavano da certe sue frasi molto infelici (che ora non ti linko nei dettagli, non ho davvero tempo da perdere nel farti leggere le pagine di Edith Stein che sono semplicemente sbagliate e pericolose, perché FOMENTANO la causa della disuguaglianza tra maschio e femmina, con la femmina, questa volta, lietamente felice di obbedire – è questo che mi dispiace, non “mi dispiace criticare donne”, ma “dispiace vedere donne che si buttano via così per leccare il popò ai misogini” quello che io chiamo “prostituzione culturale”, ovvero vendersi o mettersi a 90 a livello di cervello – e non di vagina – per far felice gli androcentrici nel vedere che una donna sostiene i loro valori e ne diventa apostola fervente)

  11. L. ha detto:

    @ Ricciorno: sopportami ancora un po’, mi rendo conto di quanto posso essere pesante, ma quando sento le sciocchezze di un “tre puntini” è più forte di me, devo essere precisa, citando fonti, che i signorini in questione non conoscono. Lascio il commento con link (così i signorini che credono che l’islam è femminista si fanno una cultura anche grammaticale, in arabo) a dimostrazione che quanto ho scritto sopra è corretto e fondato su fonti.

    – Tabellina con i nomi/attributi TUTTI AL MASCHILE del dio in questione, così come rivelati dal profeta maschio scelto da lui: https://it.wikipedia.org/wiki/Nomi_di_Dio_nel_Corano
    (notare, leggendo la tabellino, caro-tre puntini, che ci sono tanti attributi di potenza esclusivamente virile, vediamo se riesci a capire il perché…)
    – Breve spiegazione del termine ALLAT (“DEA FEMMINA” in arabo) e del culto della Allat in questione, e di come è citata/considerata nel corano, in rapporto all’Allah (nome maschile in arabo per “dio”): https://it.wikipedia.org/wiki/Allat
    Il link (seppur breve, ma ora non sto qui a citare fonti su fonti citando anche altre Divinità semitiche femminili del tempo, ci facciamo bastare la sola Allat) dovrebbe già bastare, ad ogni modo aggiungo anche link di siti islamici
    – Corano Sura IV. si vada al versetto 34
    – si vuole la fonte islamica? va bene, si vada qui:

    c’è una recita COMPLETA della sura IV. in particolar modo, si ascolti dal minuto 18 in poi.
    Altri passaggi del corano che definiscono cos’è la donna e cosa deve fare: http://islamicamentando.altervista.org/donna-nell-islam/
    TESTO ORIGINALE IN ARABO, CON TRADUZIONE IN INGLESE (+ PRONUNCIA, BASTA ATTIVARE IL SUONO) parola per parola, fino al termine “wadribwhunna وَاضْرِبُوهُنَّ” che si traduce con “picchiatele” [le moglie disobbedienti] https://quran.com/4/34

    Spero davvero che queste fonti siano sufficienti per far capire a “tre puntini” che l’islam non è femminista e non può esserlo. Non so davvero perché ogni volta bisogna ribadire sempre le solite cose PALESI.

  12. ... ha detto:

    @ L.

    quando si discute si dovrebbe usare la correttezza intellettuale di leggere quello che scrivono gli altri. io con te faccio così, pur non condividendo quello che pensi. Tu no. Anche questo accenno del tutto immaginario ai beniamini che idolatrerei (e che non ti ho dato alcun modo di supporre), ma a che serve? Non mi conosci, mi hai già inserito in una categoria concettuale tutta tua, quella dei maschietti. E quando usi la parola cazzo per farmi piacere. Ma tu pensi veramente che mi faccia piacere?

    “ma se ho antipatia per una donna significa che sono anch’io discriminante nei confronti di una donna diversa da me nell’analisi di questa particolare questione” questo è quello che hai scritto. Questo pensiero rivela la concezione della fazioni in campo, tant’è che prosegui parlando di faida interna tra le donne. Io questo lo trovo assurdo e te l’ho detto. Sarebbe assurdo allo stesso modo un separatismo culturale dei neri, dei vegani, di chi ti pare. L’unica cosa che ha senso è l’aspetto simbolico delle religioni, voler creare una religione che non si base su un dio simbolicamente maschile. A parte che l’entità può essere asessuata. Per il resto in qualsiasi campo del sapere ci sono le idee, che con l’androcentrismo poco hanno a che fare. Non mi interessa andare oltre. Per il resto come ti dissi l’altra volta, sono ateo, non mi interessa l’islam e non ho mai detto che sia femminista. D’altronde non credo che abbia senso un’idea del genere. Non credo neanche che abbia senso dire che sia maschilista, poiché dipende tutto da chi lo pratica. Ti ho solo portato esempi di modi diversi di interpretare le scritture (nel libro che ti ho citato c’è appunto riferimento anche a questo) e di vivere l’islam, senza pretendere che ti piacessero. Pensare che una donna islamica che si sente femminista stia offendendo dio è fanatismo puro.

    • L. ha detto:

      1) in un post passato (non ricordo quale era, ma di mesi fa), HAI SI O NO parlato di islam e di donne islamiche?
      2) hai portato FONTI E PROVE che testimoniano che quanto IO sostengo è sbagliato? (che poi non sono “io”, ma è LA TEOLOGIA ISLAMICA, che sostiene. Io mi limito a ribadirlo) sai dimostrare SI O NO DOVE:
      a) l’islam permette e ammette l’uguaglianza maschio e femmina IN TUTTI GLI ASPETTI DELL’ESISTENZA E DELLA VITA SESSUALE. Voglio il versetto coranico + il commento teologico di chi ti pare che sostiene questo. TROVAMELO.
      b) l’slam permette un “simbolismo femminile a tale dio” e magari permette pure “un profetismo femminile”?
      SAI SOSTENERE CIò CHE AFFERMI, con prove e fonti ISLAMICHE sì o no?
      se sì, scrivi e argomenta, sennò vai a quel paese.
      NON SONO IO CHE SOSTENGO CHE “DIRE ISLAM E DIRE FEMMINISMO è UNA CONTRADDIZIONE”, sono GLI STESSI ISLAMICI A SOSTENERLO. gli islamici che leggono il corano così come è stato formato, E NON QUELLI che hanno una visione fantasy, della cosa (ovvero si illudono di metterci dentro quello che piace a loro, COME PERALTRO FACEVA NOTARE LA STESSA JOUMANA HADDAD, CHE GIà TI LINKAI ALL’EPOCA). Secondo questa visuale, allora anche il nazismo può essere un’ideologia a favore degli ebrei. o il KKK può essere a favore dei neri. Tanto, basta interpretare e togliere le paroline sgradevoli!
      SEI RIDICOLO, intellettualmente parlando. E lo sei – tu e altri come te – PERCHé NON AVETE ANCORA CAPITO che una religione – SPECIALMENTE DI SECOLI FA – impone comportamenti ETICI/MORALI/SESSUALI/ALIMENTARI/ABBIGLIAMENTO/LINGUAGGIO ECC. dai quali TU NON PUOI SGARRARE/METTERE IN DUBBIO/EVITARE. se lo fai, NON SEI UN CREDENTE, o diventi un eretico.
      SONO RELIGIONI BASATE SU UN INSIEME DI NORME E VALORI CHE NON è POSSIBILE EVITARE, sia per maschi, sia per femmine. anche il maschio islamico è soggetto a REGOLE, che non può trasgredire (esempio: NON PUò BERE VINO E MANGIARE PROSCIUTTO. non può. Punto. Se lo fa NON è ISLAMICO, NON è CRENDENTE, NON è PRATICAMENTE!)
      Mi pare che la stessa Ricciocorno ti ricordò, nei commenti di mesi fa, che quando uno sceglie di appartenere ad una religione, sta anche accettando l’autorità di un dato “libro che viene creduto sacro, e quindi intoccabile” o profeta, o dio. NON C’è LIBERTà DI SCELTA E DI ARBITRIO, se sei credente. Quando sgarri e sbagli, “è peccato”. E DEVI CHIEDERE PERDONO A DIO. è questo meccanismo, che ancora non hai capito.
      Se nel corano c’è scritto, rivelato dal loro profeta, rivelato da questo loro dio che si sono creati a loro immagine e somiglianza, c’è scritto “che il maschio è superiore alla femmina” perché allah ha stabilito così, tu NON PUOI, SE SEI ISLAMICA, METTERLO IN DUBBIO, altrimenti non solo offendi il dio in questione (suggerendo il fatto che ha sbagliato a dire così) MA ANCHE, TI DIMOSTRI PALESEMENTE NON SOTTOMESSA (e l’islam è SOTTOMISSIONE al volere di dio, è questo lo scopo, SEGUIRE LE NORME PRESTABILITE E RIVELATE) E QUINDI TI DIMOSTRI “RIBELLE A UN DIO CHE PURE DICI DI SEGUIRE”
      Ci arrivi o no, a questo semplice concetto logico?
      Perché davvero dopo che ti ho di nuovo LINKATO FONTI SU FONTI mi rifiuto di proseguire la discussione con un “troll”, o con uno che ha palesemente problemi di comprendonio.
      Guarda che la figura di chi non conosce l’islam la fai tu, non io. Io so argomentare con precisione, punto per punto, su qualsiasi questione. Difatti ho portato link a sostegno di ciò che sto ripetendo da quando ho avuto la sventura di imbattermi in un tre-puntini che la videolettura PRECISA della sura IV, che gli ho linkato, no, non vuole proprio andarsela a visionare.

  13. ... ha detto:

    La studiosa Wadud dice cose un po’ diverse:

    “Dr. Wadud then turned to the issue of gender in the Quran. “In the Quran, the use of gender-neutral language is virtually impossible because the Arabic language has gender markers.” Moving from these gender markers is a real challenge. Amazingly, in the Quran, Allah refers to Himself, Herself and in the plural (that blew me away when I read it!). And according to Dr. Wadud, “Grammar is literal, not an ideology.” In other words, if Allah refers to Himself, or in the plural, it is not meant to be taken literally – as Allah has no gender and is only One.”

    https://thefeministani.wordpress.com/2013/07/08/amina-wadud-gender-in-the-quran/

    • L. ha detto:

      Appunto, ripete quanto ho detto io:
      a) in arabo esistono il maschile e femminile
      b) il corano – quando parla di dio e/o fa parlare tale dio – usa IL MASCHILE SINGOLARE (LUI) o PLURALE (“Noi”; secondo un uso tipico della mentalità semita – lo hanno fatto anche gli ebrei)
      c) Le uniche “Dee femmine” citate nel corano sono tre, e sono Allat, Manat, Al Uzza (peraltro chiamate con una perifrasi, le tre “Gharaniq”, ovvero gru, perché GLI ARABI POLITEISTI ERANO ANCHE IDOLATRI DEGLI ANIMALI, come tanti altri popoli pagani, e tracce di totemismo animale si trovano anche nello stesso corano, quando cita “la cammella di allah”).
      d) il corano non usa mai il femminile (che pure c’è, nella grammatica araba) per parlare di dio. Quindi non puoi – SE AMMETTI CHE IL CORANO è LA LETTURA NORMATIVA PERFETTA E RIVELATA DALLA SAPIENZA DIVINA E NON PUò ESSERE MODIFICATA, altrimenti sarebbe come dire “che bisogna correggere dio” – NON PUOI dare un simbolismo femminile a questo dio, che pure (come dice la waddud) NON AVENDO CORPO MASCHILE (perché “non viene a nascere in terra nella stalla”) non è “Virilmente maschio con attributo genitale maschile”, MA RESTA MASCHIO nella sfera concettuale/astratta del LINGUAGGIO.
      Non ci sono “riferimenti femminili al dio allah”, come dice qui (“Allah refers to Himself, Herself “) ci sono solo al maschile singolare (Himself) o plurale (e sempre al maschile).
      Non c’è un “herself” (her – Lei)
      GLI UNICI DUE RIFERIMENTI, NEL CORANO, CHE TU TROVI AL FEMMINILE DIVINO O PSEUDODIVINO SOLO SOLO DUE:
      A) le Dee Allat/Manat/Al Uzza ovvero le divinità che seguivano gli arabi politesti del tempo – peraltro lo stesso allah, agli inizi, era “un dio tra i tanti”, similmente allo javè biblico. Javè (dio della guerra, probabilmente, e della vegetazione spinosa) veniva adorato insieme alla PAREDRA (ASHERAH), poi soppressa quando si è imposto il culto del solo javè (e agli inizi, non negando gli altri dei – che sono citati nella bibbia – Baal e Astarte e compagnia seguita da Cananei ed ebrei apostati) difatti il termine corretto per definire gli ebrei del tempo non è “monoteismo” ma “monolatria”. La monolatria prevede un culto dedicato a un dio unico, che tu scegli tra tanti, e non neghi che esistano gli altri, solo non li veneri.
      Gli induisti, pur avendo probabilmente più di 600 Dei e Dei (forse anche un milione) possono essere monolatrici: i seguaci di Krishna sono monolatrici, adorano solo lui, ma non dicono che Ganesha non esista. Idem per gli arabi del tempo. difatti, PROBABILMENTE, ALLAT era la PAREDRA DI allah, idea che è ripresa anche nel corano, quando ci si scaglia contro gli eretici che attribuivano ad allah “le figlie femminili”, ovvero gli angeli – perché GLI ARABI DEL TEMPO ADORAVANO ANCHE GLI JINN, “ANGELI, CREATURE INTERMEDIE”.
      B) appunto, gli angeli femmine. Che vengono disprezzate, quando “qualche eretico del tempo” sosteneva che erano le figlie di Allah. “non è da allah farsi un figlio/ avrete voi i maschi e lui le femmine?”, celebre (PER CHI HA LETTO IL CORANO, OVVIO) passaggio coranico.
      In un commento a parte, inserisco PER BENE TUTTI I LINK CON LA SPIEGAZIONE ESEGETICA UFFICIALE DI QUANTO HO SCRITTO QUI.
      Ci tieni proprio a fare una figura barbina, eh, tre puntini?

  14. L. ha detto:

    Link che dimostrano, per filo e per segno, quanto ho risposto all’utente “…”, che si ostina a parlare di islam senza conoscere le cose che linko qui.
    Chiedo gentilmente a Ricciocorno di pubblicare questa lungo commento pieno zeppo di fonti, perché credo che quando si fa della disinformazione su un argomento sia giusto correre ai ripari, e dimostrare che – appunto – l’utente in questione sta facendo disinformazione, col rischio che si propaghi e che quindi porti ulteriori concetti sbagliati e dannosi.
    a) CULTO DELLE DEE FEMMINE CONDANNATO QUANDO SI è IMPOSTO IL CULTO DEL SOLO ALLAH (CHE è UN TERMINE CHE IN ARABO è MASCHILE, SIGNIFICA “IL DIO”, MENTRE ALLAT SIGNIFICA “LA DEA”) e STORIA DEL POLITEISMO ISLAMICO https://it.wikipedia.org/wiki/J%C4%81hiliyya
    https://orientalia.live/2014/06/06/religioni-arabe-pre-islamiche/
    La bibliografia sull’argomento, qui in Italia non è moltissima. Si può consultare comunque Virginia Vacca (https://it.wikipedia.org/wiki/Virginia_Vacca) o Bausani (https://www.ibs.it/corano-libro-vari/e/9788817013369) nei commenti alle sure, ENTRAMBI trattano l’argomento.
    b) la paredra di javè:https://it.wikipedia.org/wiki/Asherah
    http://altragenesi.blogspot.it/2016/04/asherah-la-moglie-di-dio-yahweh.html
    Per la bibliografia su Asherah, vedi E.O. James ( https://en.wikipedia.org/wiki/E._O._James) non tutto è stato tradotto in italiano, comunque questo libro è reperibile: http://www.mondadoristore.it/Antichi-dei-mediterranei-EO-James/eai978884280276/
    Per studi su Asherah/Astarte, in parte, si può consultare anche la stessa esegesi classica cattolica e persino non cattolica. anche se OVVIAMENTE è di parte.
    c) Allat, probabile paredra (compagna femminile) di allah:
    https://it.wikipedia.org/wiki/Allat
    http://circoloipaziaumbertide.altervista.org/al-uzza-allat-manat-ecco-le-divinita-femminili-panarabe-pre-islam/
    d) Al Uzza, probabile figlia di allah (unitosi ad Allat): https://it.wikipedia.org/wiki/Al-%27Uzza
    ALTRO LINK UTILE SULLE “TRE GHARANIQ”
    https://it.wikipedia.org/wiki/Manat
    http://www.thaliatook.com/AMGG/arabtriple.php
    COME DEL RESTO è PRESENTE IN QUASI TUTTO IL PAGANESIMO DI TANTE ALTRE CULTURE, PERCHé ESISTEVANO TRINITà DI DEE FEMMINE.
    Altro studio che ti spiega come il Femminino sia stato soppresso oppure “imbastardito”
    https://www.centrostudilaruna.it/islam-e-femminino-sacro-una-relazione-nascosta.html
    QUESTO, PER IL PERIODO PRE-ISLAMICO.
    maometto, ovviamente, riforma tutto il sistema concettuale. Per cui, “detronizza” la triade femminile e impone il culto del solo allah
    link in inglese: https://www.quora.com/Why-were-Allat-Manat-and-Uzza-considered-daughters-of-Allah-in-pre-Islamic-period
    ti linko anche una fonte CRISTIANA! che pure ammette le stesse identiche cose su Allat!
    http://www.cesnur.com/lislam-e-i-movimenti-di-matrice-islamica-in-italia/lislam-sunnita-unintroduzione/
    RIFERIMENTI CORANICI ALLE DEE (QUINDI AL FEMMINILE, CHE VIENE CONDANNATO):
    http://www.webalice.it/pvmantel/Commenti/Sura%2053.html
    C’è IL COMMENTO + TUTTA LA SURA IN QUESTIONE. Sei pregato di LEGGERTELA TUTTA.
    Per quanto riguarda il totemismo della cammella di allah:
    http://www.civiltaislamica.it/sublimecorano/la-cammella-fu-sgarrettata/
    (il sito è islamico, COSì TI FAI UNA CULTURA SUL TEMA)
    e) DIFFERENZA TRA MONOTEISMO E MONOLATRIA:
    http://www.treccani.it/enciclopedia/monolatria/
    altro link utile: https://it.wikipedia.org/wiki/Enoteismo
    f) Jinn, “angeli femmine” e CONDANNA DI QUESTO NEL CORANO: http://www.huda.it/books/libri_jinn_02.htm
    (ALTRO SITO ISLAMICO)
    scorri tutta la pagina (bella lunga), anche se non vorrei che i tuoi occhietti belli e delicati di fronte a tutta questa sbrodolata esegetica islamica che ti RICONFERMA quanto ho detto io, abbiano da soffrire troppo… non vorrei che gli occhi così delicati di tre-puntini abbiano a soffrire e ad arrossarsi, perché la cattivona separatista femminista ti sta linkando DOZZINE di studi islamici, sulla questione…
    Le figlie di allah (le angelesse), trovi qui lo studio esegetico: http://www.huda.it/books/libri_angeli_09.htm
    Bibliografia in italiano, sempre V. Vacca o Bausani. Anche Hamza Roberto Piccardo, “Il corano” (Newton Compton Editori, 2015), PARLA DI ALLAT, MANAT, AL UZZA.
    PDF DI TEOLOGIA ED ESEGESI ISLAMICA, LIBERAMENTE CONSULTABILI, SUDDIVISI PER ARGOMENTO: http://www.huda.it/h/libreria/libreria.htm
    siete pregati di leggerli quando e se volete parlare di islam.
    Ora, caro tre-puntini, voglio vedere come fai a sostenere le tue stramberie finto-islamiche. O ne devo dedurre che non ti è bastato ricevere questa replica, e solo su un argomento così spiccio come “grammatica araba femminile nel corano”? Dobbiamo andare sul pesante, devo cominciare a linkarti anche questioni islamiche più complesse con relativa esegesi medieoevale, anche per quanto riguarda la condizione del maschio islamico, e non della sola femmina?
    Prego, non hai che da farti sotto. Possibilmente non su questo blog, però, perché NON è IL MIO BLOG, e il rispetto che porto alla donna che lo ha creato, implica che non solo devo trattenermi dal dirti ciò che penso in formato molto spiccio, dopo che ti sei ostinato a fare la tua figura barbina, ma implica anche il fatto che io non ho il diritto di linkarti video, pdf e papiri vari, pur avendoli qui, a disposizione, perché appunto, il blog non è mio e non ho alcun diritto di pretendere che sia riempito dai miei commenti pieni zeppi di roba. Per cui, se vuoi proseguire lo scontro e il dibattito, lascia pure la mail, che in privato ci penso io a mandarti fior fior di materiale esegetico da VISIONARE. così ti fai una cultura. Altrimenti sparisci, che è meglio. Io so dimostrare che maneggio fonti, tu non credo proprio. Perché difatti, come l’altra volta, l’unica che porta link e prove sono sempre e solo io.

  15. L. ha detto:

    Immaginetta islamica moderna che sintetizza cos’è la donna in rapporto ad allah, ovvero cos’è la donna credente veramente islamica, in rapporto a questo particolare tipo di dio che ordine certe e cose e ne afferma altre, in un libro che viene considerato, dalle donne in questione, come sacro:
    https://lh3.googleusercontent.com/-gSK4D2HimZE/WX1D_lHQbiI/AAAAAAAABks/N-XZ6zKShhsQWs3i9c3zAqu8yROcUVSOQCJoC/w530-h707-p/87c813c2995f722988edc03bd85171b4.jpg
    presa da qui: https://plus.google.com/u/2/115697721236919589648/posts/2MdbprSF16K (community su google + dedicata alle donne islamiche e gestita da loro)
    L’immagine è corredata dalla “spiegazione”:
    “Every time someone sees me with hijab/niqab they identify me as a muslim: a slave of allah. What a wonderful identity!”
    Traduzione in italiano:
    “Ogni volta che qualcuno mi vede con il mio hijab/niqab mi identifica come un’islamica, UNA SERVA/SOTTOMESSA/SCHIAVA di allah (il termine usato è “slave” http://it.bab.la/dizionario/inglese-italiano/slave)
    Che meravigliosa identità!”
    PERCHé, quello che ancora tre-puntini e quelli come lui non hanno ancora capito (tardi di comprendonio, eh?) è che diventare islamiche, dichiararsi islamiche significa OBBLIGATORIAMENTE sentirsi serve del dio in questione, in tutto e per tutto, eseguire tutto ciò che va eseguito (islam significa appunto sottomissione) per scampare all’ira di dio e al giorno del giudizio nonchè al fuoco dell’inferno.
    La sottomissione vale anche per i maschi. Difatti anche il maschio islamico (che pure, gode del diritto e del privilegio concesso da dio di sentirsi superiore alla femmina) NON PUò fare quello che vuole. Ci sono diktat e regole anche per lui. Sono solo leggermente differenti da quelle per le femmine. L’islam impone obblighi ad entrambi i generi. come peraltro fanno anche ebraismo e cristianesimo.
    Altra vignetta islamica che ci fa sapere cosa una madre deve insegnare alla figlia:
    https://plus.google.com/u/2/photos/photo/117593587130944923516/6448288496305796610?icm=false&sqid=100725219046268303806&ssid=fe2fd6dc-2a93-4043-9c4d-5250a2c14c56
    “Don’t teach your daughter how to dance, teach her how to perform salah (prayer)”
    traduzione:
    “Non insegnare a tua figlia a danzare, insegnale a pregare”
    Leggiti tu il resto della bella vignetta che ci fa sapere che alle bambine va insegnata la sottomissione e non il cantare, truccarsi, portare i capelli senza velo, non ascoltare musica/cantare/fare le attrici, insegnare i ruoli sessisti di genere (stabiliti da dio, ovviamente).
    E ora basta, non ho più intenzione di sopportarti ancora, dopo che per la miliardesima volta ho dimostrato che l’islam è palesemente un insieme di regole fisse e immutabili, per di più sessiste. non ti stanno bene? qui in Italia nessuno ti mette a morte per apostasia o blasfemia. non sei obbligato/a ad essere islamico. ma se ti proclami islamico, devi essere coerente con quanto la tua religione, creata secoli fa da un profeta, ha scelto per te. Altrimenti inventati una religione tutta tua, che nessuno ti dice niente e non c’è niente da criticare, se hai voglia di fare quello che vuoi. Ma non spacciare “uguaglianza maschi-femmine” nell’islam e non dichiararti islamica se vuoi parità. è come dichiararsi vegani e poi gustarsi una bella bistecca fiorentina. è un palese CONTROSENSO. Imparate ad essere COERENTI. islam è sottomissione, è una religione che ha come punto cardine e scopo esistenziale la sottomissione psico-fisica a un insieme di obblighi (anche la preghiera è da svolgersi OBBLIGATORIAMENTE con certe pose e certe frasi, non puoi “pregare come vuoi, dire quello che vuoi”!). se sei islamico, ti sottometti, anzi, proprio perché ti dichiari islamico che vuoi la sottomissione a questi diktat e abdichi al ruolo della Ragione. per cui smettila di fare propaganda ad un islam fantasy e fintissimo che non esiste da nessuna parte nel corano, se non nell’incapacità di queste femmine di recidere con queste ideologie patriarcali e buttarle nel dimenticatoio una volta per tutte, onde poi lamentarsi: “ma io voglio essere paritaria al maschio e non voglio venir pestata”, “ma io voglio essere lesbica e/o fare sesso senza sposarmi” (per citare la signorina lesbica finto-islamica Irshad Manji, che crede che può essere lesbica e andare in paradiso lo stesso…) “ma io voglio pregare allah come se fosse femmina”, “ma io voglio mettermi la minigonna e non il burqa”, “allora mi invento che sono islamica e posso fare quello che voglio, tanto a dio va bene anche così.”
    è una PALESE IDIOZIA. Fai prima a dichiararti atea, oppure inventati una tua religione e inventati un neologismo, ma non usare l’etichetta “islam, cristianesimo, ebraismo” per fare i tuoi comodi da donna che “vuole avere diritti anche lei”.

    • ... ha detto:

      1) sì, ho parlato di femminismo islamico. Come detto, di recente ho letto questo libro molto istruttivo di Luciana Capretti. Schematicamente, nell’area islamica ci sono femministe che non ritengono possibile questa conciliazione e altre che invece la ritengono possibile (che è diverso ancora dal sostenere che l’Islam sia femminista). Io non credo che una delle due parti sia più nel giusto o che le une o le altre possano non essere considerate femministe. Così come non lo penso per le femministe che la pensano all’opposto su prostituzione, gestazione per altri e così via. Posso di volta in volta ritenere alcune posizioni più o meno sensate. Di tutte le correnti, quella che meno mi pare sensata è il femminismo della differenza, eppure non considero questo un non femminismo, oltre tutto perché il problema della differenza mi pare che sia al di là del femminismo. Costoro sono femministe nonostante ciò che credono sia sbagliato.
      2) qui c’è un problema di metodo di fondo. Io non ho mai sostenuto che ti sbagli dal punto di vista delle fonti che porti. Io sostengo che le tue fonti non dimostrano nulla, che è una cosa diversa. È sbagliato ciò che inferisci a partire dalle fonti, e la tua concezione di fondo dell’Islam. Tu sei convinta di poter dimostrare attraverso le fonti cosa sia l’Islam perché pensi che l’Islam sia una certa cosa ben precisa, ma così non è (e questo non lo puoi dimostrare attraverso le fonti, mi dispiace). Non stiamo parlando del veganesimo, che è unicamente non mangiare cibi di origine animale. L’Islam è tante cose, è stato ed è cose tremende, può essere anche altro (per questo non mi piacciono neanche i musulmani che di fronte ad atti terroristici si limitano a dire che quelli non sono veri musulmani: è la tua stessa fallacia). Tutte le religioni hanno avuto gli eretici. Ma gli eretici sono così definiti da chi ha il potere in un dato momento. E dato che stiamo parlando di fede, nessuno può imporre il suo punto di vista ragionevolmente. I fanatici più forti si impongono sugli altri. Io però non capisco perché tu prendi il punto di vista dei fanatici. O meglio, credo che tu abbia affinità con l’ortodossia (e probabilmente saresti stata una grandiosa inquisitrice). Wadud dice cose diverse da quelle che tu le fai sostenere. Lei dice proprio che Allah è senza genere (e saggiamente che le scritture vanno lette con spirito critico, contestualizzandole). Quindi è vero come dici che non si può simbolizzarlo al femminile (cosa che non solo non ho sostenuto, ma che non c’entra nulla col mio discorso: il fatto che per te femminismo significhi creare ex-novo simbologia femminile non vuol dire che il femminismo si dia solo così), ma neanche al maschile. E la cosa radicalmente diversa che lei sostiene rispetto a te è che mentre per lei il linguaggio è un mezzo, per te è la sostanza. Da qui anche l’idea che a me piaccia usare il termine cazzo per motivi che ancora non ho capito e che vorrei che mi spiegassi, anche se posso intuirli. E ancora questa idea che se abbracci una religione l’abbracci per quello che qualcuno ha deciso che sia è un’idea tua e di altri che la pensano così, non è una legge divina. L’Islam si basa sull’interpretazione. Già questo ti dovrebbe far capire che non è la scrittura perfetta di nulla, poiché ci ha messo le mani chiunque. La sura che citi continuamente è tutta una riscrittura di termini che dovevano regolare la vita di allora. Il termine tradotto con picchiare ha svariati significati: guardacaso è stato scelto quello di picchiare. Chi decide qual è la corretta interpretazione? L’uso del velo è cominciato a un certo punto a partire da un’interpretazione del tutto arbitraria (e ci sono donne che lo indossano e donne che non lo indossano. Chi è più islamica?). Le religioni e le pratiche si modificano nel corso dei secoli a partire da miriadi di fattori e tu vorresti fissarle a quello che qualcuno ha deciso che debbano essere? A parte che è pretenzioso, semplicemente non funziona così. È come se dicessi che se l’inventore del calcio avesse scritto che il calcio è uno sport maschile, allora le donne non possono giocare a calcio. E se poi ci giocano, perché ovviamente è possibile, tu concludessi che quello non è calcio. Ogni persona ha il suo personale rapporto con dio e con la religione, condizionato dal momento storico e dal posto in cui vive. Questo non significa che allora vale tutto, così diventerebbe una barzelletta. Ma non penso che si possa dire questo delle donne di cui stiamo parlando. Puoi provare tutta l’avversione che vuoi, ma non si può dire che siano delle sprovvedute che parlano a vanvera. Stanno conducendo una battaglia di riscrittura (senza negare quello che l’Islam è stato), e soprattutto aiutando concretamente le donne ad avere migliori condizioni di vita. Che non ti possa piacere non mi crea nessun problema. Non è questo che ti ho contestato. Tu poi continui a confondere fonti e interpretazioni, fatti e opinioni. Io dicendo che le tue fonti non dimostrano nulla non faccio disinformazione, perché non ti contesto mica le fonti che citi. Ti sto dicendo, e da un pezzo (per cui potresti risparmiare tempo e fatica), che il tuo è un ragionamento sbagliato alla radice, cosa che non puoi controbattere attraverso le fonti. In altre parole io non ho bisogno di conoscere l’islam per sostenere ciò che penso. Se anche avessi accesso a tutte le fonti disponibili la penserei allo stesso modo. Certo può apparire più sensato creare una fede diversa piuttosto che modificarne una esistente, ma non per questo un modo è più corretto di un altro. Così come uno che dice di essere musulmano e poi si comporta come me che non lo sono mi sembrerebbe uno sciocco, ma non avrei modo di dirgli che non può essere musulmano o che è un eretico. Il problema è chi crede nell’eresia, non chi crede a suo modo.

  16. L. ha detto:

    A) ti risulta si o no che un dio chiamato allah si manifesta con simbolismo maschile e scrive nel suo corano per bocca del suo profeta maschio maometto che le donne sono INFERIORI e puoi PESTARLE?
    ti risulta SI O NO QUESTA EVIDENZA?
    B) ti risulta che se credi a un dio, SE SEI CREDENTE, devi farlo felice e renderlo soddisfatto?
    Ti risulta come cosa che se mi professo credente nel dio gesù cristo NON POSSO ADORARE il dio satana?
    Ti risulta che se mi professo credente nel dio allah NON POSSO ADORARE la dea Kali?
    TI RISULTA SI O NO, COME ARGOMENTO LOGICO?
    o a te risulta che i cristiani possano adorare satana facendo messe nere, che i musulmani possano adorare Kali, che gli induisti possano ingozzarsi di carne di mucca, che se mi professo credente di un dio maschile che si rivela come padre nostro posso pure pregarlo come se pregassi una Dea nuda modello statuetta di Astarte? TI RISULTANO QUESTE COSE OGGETTIVE, si o no?
    C) allah non ha genere perché non si è incarnato nel corpo maschile. è una cosa che è la terza o quarta volta che ti sto spiegando. Non ha genitali alla Priapo (vatti a vedere chi era) e non è immaginato modello Zeus con le ninfe MA il linguaggio usato per lui è MASCHILE. da qui ne consegue che ha una maschilità simbolica. SONO TUTTI TERMINI DI POTENZA, I 99 NOMI DI ALLAH, gli unici consentiti. ah già, ma tu e qualche sciroccata fantasy VI INVENTATE che il dio allah lo posso anche appelare come, vediamo “La bella dea con i capelli biondi”, “la bella signora vestita di rosa shocking”, “la splendida donna”, “l’uomo con due teste”, “il dio con la faccia da elefante” e via dicendo. SEI PALESEMENTE ASSURDO.
    D) ELENCAMI I SIGNIFICATI GRAMMATICALI DELLA PAROLA
    ARABA وَاضْرِبُوهُنَّ
    VOGLIO LE TRADUZIONI PRECISE DI TUTTI I TERMINI E/O PERIFRASI CITANDO UN SITO DI GRAMMATICA ARABA (O QUELLO CHE TI PARE).
    DIMOSTRA CHE QUESTA PAROLA NON SIGNIFICARE “PESTARE”, “PICCHIARE”, “BATTERE”.
    DIMOSTRALO!
    Ancora non hai capito: io “prendo il punto di vista dei fanatici” PERCHé l’islam (e simili) sono religioni INCOMPATIBILI CON I DIRITTI DELLE DONNE. Punto.
    se sei femmina e ti illudi che siano religioni dalla tua parte, i casi sono due:
    a) o sei mentecatta e tarda di comprendonio anche di fronte all’evidenza e proprio non ci arrivi, ma neanche se vieni pestata, che tali religioni FOMENTANO E PROMUOVONO L’ANDROCENTRISMO perché sono nate PER QUESTO SCOPO.
    b) o illudi te stessa, facendo la finta tonta.
    Una delle due.
    Liberissimi di mangiare escrementi, anche se qualcuno ti dice “hey, sta mangiando escrementi”, liberissimi di rispondere “No, non è escremento, è una tua interpretazione; in realtà io sto per degustare caviale”.
    Liberissimo di credere che l’islam sia “per la parità dei sessi”. Cambia pure nome alle sure e inventatevi pure che allah approva tutto, anzi, che allah indossa la minigonna e non ha mai detto che la femmina è inferiore. anzi, che il profeta in realtà era una profetessa. Se cambi la parola “escremento” ed etichetti le feci con la parola “caviale” LA SOSTANZA NON CAMBIA.
    ah già per te l’islam approva (“basta inventarsi prendendo paroline e togliendone altre”) omosessualità, essere trans, minigonne e altro.
    OVVIAMENTE L’IDEA PALESE che siano ideologie aberranti inventate per sottomettere le femmine non ti passa per il cervello.
    OVVIAMENTE L’IDEA PALESE che se anche questo dio esiste è un dio sessista CHE NON VUOLE E NON TOLLERA CHE UNA SUA ADORATRICE SIA FEMMINISTA (OVVERO PARITARIA AL MASCHIO) non ti passa per il cervello.
    non riesci a capire, e ancora non l’hai spiegato, che se mi dichiaro seguace e adoratrice di un dio x io devo compiacerlo. Se credo alla sua esistenza (e ci credo, se MI DICHIARO CREDENTE) io devo eseguire i suoi diktat, rivelati, che lo rendono felice.
    Il Dio Ganesha è felice di ricevere piattini con su dolciumi, e gli induisti fedeli e devoti a Ganesha questo fanno. Se fosse stato rivelato che era felice di vedere i devoti travestiti con minigonne di pailettes rosso fuoco questo avrebbero fatto.
    idemi dicasi per gli islamici. Ci sono regole fisse, per accontare tale dio. se tu le cambi, non ti stanno bene e non le fai, NON SEI ISLAMICO E NON SEI SERVO DI ALLAH. inventati un altro dio, perché se ti dichiari islamico DEVI FARE quanto tale dio da te creduto SI ASPETTA.
    IL TUO STESSO “RAGIONAMENTO” andrebbe anche bene per GIUSTIFICARE FASCISMO E NAZISMO.”vanno interpretati, e poi sono ok”
    ma sì, interpretiamo il mein kampf. togliamo paroline, cambiamo le virgole, et voilà, abbiamo confezionato un ottimo testo che promuove pace e amore.
    SEI RIDICOLO, ANZI, IMBARAZZANTE, CULTURALMENTE PARLANDO.
    E continui a fare la figura dell’ignorante su l’islam, perché come al solito NON RIPORTI ALCUNA FONTE ESEGETICA, NESSUNA FONTE CORANICA, NESSUNA PAROLA PRESA DA UNA PAGINA A CASO, DEL CORANO. testo che palesemente non conosci e ti ostini a non conoscere anche se io ti ho linkato dozzine di fonti.
    ah già, ma tre-puntini, il nuovo Rasul, ha stabilito, insieme a qualche sciroccata fintofemminista islamica, che il dio allah può pregarlo vestito come jessica rabbit, intenta a cantare “cicale cicale cicale” di Heather Parisi, e poi concludi la preghierina mangiando porchetta e prosciutto.
    perché tanto essere islamici significa fare quello che si vuole.
    Ottima esegesi coranica, mi inchino a tale sapienza, immensa cultura ecc. ecc. ecc.
    Bravo. non ti resta che andare in Arabia Saudita, a mettere in pratica il tuo islam personale. perché tanto islam non significa sottomissione a un dio simbolicamente maschile che ha rivelato che la donna è inferiore all’uomo, no, chi è la deficiente che lo sta pensando, islam significa “faccio quello che voglio, come voglio, sono io il dio di me stesso perciò decido io cosa e quanto fare del corano” (a casa mia tale atteggiamento rientra nell’ateismo, nel satanismo di matrice laveyana e nell’esoterismo alla Crowley, ma tre-puntini ha dimostrato che fare quello che si vuole quando si vuole è islamico, non è da satanisti laveyani)
    Condoglianze. Lasciami pure l’indirizzo, che ti manderò volentieri un mazzo di crisantemi, quando avrai annunciato la lieta partenza verso i lidi arabici. Sono certa che il tuo islam-faccio-come-mi-gira-e-lo-chiamo-islam troverà una degna accoglienza.

    • ... ha detto:

      Perché se io sto attento a tutto quello che dici tu non fai altrettanto e fai di ogni cosa una caricatura (non mi hai ancora detto perché pensavi che mi facciano piacere le parole fallocentriche)? E poi cosa c’entra il discorso sul nazi-fascismo? I crimini nazi-fascisti non si possono interpretare, così come i crimini commessi da musulmani. Il nazismo però non è la rivelazione di un Dio, non c’è nessuno scarto tra quello che dice il suo “profeta” e quello non possiamo sapere. A differenza del comunismo, che non si sa bene cosa sia e che ha dei teorici, e guardacaso continue interpretazioni e messe in pratica diverse, terribili al crescere del fanatismo dei leader. Abbiamo anche crimini commessi da paesi teoricamente democratici.

      A) sul pestarle ho trovato differenti cose, e non mi pare che sia tutto così chiaro come dici e che non ci sia dibattito. Oltre a Laleh Bakhtiar che conosci, On the Mistranslation of Daraba in the Holy Quran di Bouchra Qorchi ,Clothes Aren’t the Issue di Asra Q. Nomani sul washington post, A Look at the meaning of “Daraba” in the Quran su al-islam.org, e così via. Pagine trovate con brevi ricerche che dicono che la radice d-r-b ha diversi significati. Ma anche fosse completamente come dici tu non cambia il discorso (nella sura citata si dice anche che sono vietate le donne maritate, tranne quelle schiave, da cui si intuisce l’aria che tirava). Ci sono interpretazioni differenti, è un fatto. Così come ci sono modi differenti di essere musulmani (hai presente sciiti e sunniti?). Non è un mio problema e non è opinabile. Tutto il versetto è impostato in maniera disuguale, e non ti ho mai negato che la storia islamica è una storia di sottomissione della donna. Ti sto dicendo quello che fanno oggi le donne. Di fronte alla storia dell’Islam una può rifiutarlo o cambiarlo. Sappiamo cosa è stato, non possiamo sapere cosa sarà.
      B) sì, mi risulta. Vorrei però capire in che modo gli esempi di donne che ti ho portato rispecchiano queste caricature.
      C) la simbologia maschile non l’ho negata. Ho solo detto che la Wadud dice che è un’entità senza genere e che il linguaggio usato per simbolizzarlo non va preso alla lettera. Tu però eri partita citando la Wadud per dire che si inventava possibili femminilizzazioni. Invece mi pare che riconosca la prevalenza della simbologia maschile senza vederlo come un problema. Ho capito quello che vuoi dire, capisco e trovo giusto non voler avere a che fare con l’Islam; tu perché parli di sciroccate che vaneggiano di chiome bionde? Che bisogno c’è?
      Io non credo che l’Islam sia per la parità dei sessi, perché mi attribuisci pensieri che non ho espresso? Ti ho solo detto che le fedi, per la loro intrinseca natura ideologica, si manifestano secondo i contesti e secondo i comportamenti delle persone. In Italia i diritti delle donne sono garantiti dalla Costituzione. Se dipendesse da certi imam sarebbe diverso. Ma ci sono oggi donne imama, e non mi pare che si possa dire che è la stessa cosa. Il modo di credere degli italiani cristiani non mi pare che si possa dire che sia identico a quello del passato. Ti ho portato esempi di donne che leggono e studiano il corano e si interrogano sui vari significati, anche con riluttanza perché sanno di maneggiare un testo problematico. Tu però vuoi una fede per gli altri secondo criteri di comodo e dei credenti fanatici. Non ti limiti ad osservare cosa non va nelle ideologie religiose, pretendi pure di dire cosa vuole il tale Dio. È un fatto, però, che nessuno sa cosa vuole Dio. Da questo segue, altro fatto, che le persone possono vivere la fede secondo coscienza e per fortuna discostarsi da quello che è stato. Anche io posso trovare discutibili certe convinzioni, il non voler ammettere che l’Islam ha un problema, e che così com’è è un problema; quello che non capisco è perché se ci sono donne che provano a migliorarlo arrivi a dire che non possono, perché l’Islam è solo uno. D’altronde da queste parti ho trovato la stessa riluttanza parlando di porno e prostituzione. Laddove ci sono esperienze differenti queste non vengono considerate.

      • L. ha detto:

        Risposta a “…” “nessuno sa cosa vuole dio”. ANCORA NON HAI CAPITO che per CRISTIANI, ISLAMICI, EBREI, i LORO LIBRI, sono VERITà RIVELATA. non hai ancora capito cos’è il dogma, cosa sono i precetti “divinamente ispirati”, non hai ancora capito che chi sceglie di appartenere ad una data religione (ad eccezione di filosofie religiose come possono essere quelle individualistiche/panteistiche, ovvero una minoranza di religioni moderne, create da persone a noi contemporanee nel ‘900) sta diventando PECORA, sta VOLONTARIAMENTE ABDICANDO al libero arbitrio (che NON è concesso perché “se fai quello che vuoi fai peccato”). Una donna islamica che pretenda di: non leggere la sura IV/negare la sura IV/sentirsi paritaria a un maschio/fare sesso senza matrimonio/non mettere il velo/pregare un’allah con simbolismo femminile/volere una profetessa invece del profeta maschio/sposarsi un non islamico NON è UN’ISLAMICA. punto. L’islam dice cose ben precise, se le metti in pratica sei islamico, altrimenti non sei islamico. Idem dicasi per ebrei e cristiani. Un cattolico che non creda alla verginità di imene di maria NON è un cattolico, è altra cosa, punto. un indù che mangi carne di mucca NON è indù, è un’altra cosa. punto.
        Non puoi usare un’etichetta che vuol dire una cosa e pretendere di fare altro. SEI INCOERENTE. è COME DIRE “IO SONO PER LA PARITà DEI NERI, MA SONO AFFILIATO AL KKK”
        è una palese contraddizione.

        che senso ha “cambiare, interpretare” una religione che afferma ESPLICITAMENTE l’inferiorità del sesso femminile? che se tale dio esiste ha rivelato COSì, PUNTO, NON C’è ALTRO DA OSTINARSI A VOLER INTERPRETARE SONO CHIARISSIME LE FRASI SCHIFOSE SULLE DONNE! è chiarissimo che tale dio è un prodotto della mente maschile sessista, ma pure ammesso che esista (COSA PERALTRO IRRILEVANTE NEL QUI E NELL’ORA) è un dio PALESEMENTE SESSISTA CHE NON GRADIREBBE IN UGUAL MODO UNA FEMMINA INDIPENDENTE E CHE METTA IN DUBBIO CIò. MA NON CAPISCI che è GRAVE CHE DELLE FEMMINE NON RIESCANO, neppure di fronte a un cancro misogino di questo genere, ad emanciparsi? che sono totalmente colonizzate?! ma non lo capisci che è la dimostrazione che esiste il masochismo femminile mentale? e non solo fisico?
        Una femmina che SI OSTINI a restare in un ambiente misogino, senza saper RECIDERE con questa schifezza sessista? ma non ti rendi conto del grottesco della cosa?? è trovare giustificazione o bendarsi gli occhi di FRONTE AL MASOCHISMO FEMMINILE CHE CI REIFICA NELLO SGUARDO/VOLERE MASCHILE!

        E OVVIAMENTE, COME VOLEVASI DIMOSTRARE, ANCORA NON SAI CITARE COMMENTI ISLAMICI, SURE DEL CORANO ECC. per dimostrare che ho torto. Non sai neppure elencare i significati di وَاضْرِبُوهُنَّ
        perché TUTTI I SIGNIFICATI GRAMMATICALI rimandano al “picchiare”.
        Le tue svampite teologhesse femminesse femministe islamichesse PER GIUSTIFICARE questa schifezza “si inventano che sta a significare picchiare con un bastoncino”. SIAMO ARRIVATE A QUESTO LIVELLO DI CRETINAGGINE, ma tant’è, perché il livello di cretinaggine poi viene approvato da quelli come te. che invece di recidere il tumore, lo tengono in vita. ah già, ma poi ci lamentiamo dei femminicidi. ma perché mai? “interpretiamo anche questi” al modo in cui si interpreta وَاضْرِبُوهُنَّ
        VERBO SACRO RIVELATO DA UN DIO IN UN LIBRO SACRO PER BOCCA DI UN PROFETA PERFETTO.

        SIETE PALESEMENTE RIDICOLI.

        Ah, però ti ostini a chiedermi perché ho usato la parola “cazzata” nella seconda risposta che ti ho dato. ERA DETTA IN SENSO IRONICO, e sei talmente stupido che neanche capisci quanto si sta facendo la palese parodia dell’utente. Ma del resto, di tutta questa conversazione che la proprietaria del blog ha avuto la pazienza di pubblicare, resterà la tua gran figura di escrementi, nel dimostrare pubblicamente che di islam non sai proprio una mazza. Difatti non sai argomentare alcunché, non citi sure, non citi hadith, non citi commenti, se non un librucolo scritto da masochiste mentali, che AMANO considerarsi inferiori ai maschi, che amano pregare un dio fallocentrico ideato da loro, che amano sentirsi inferiori, ma che non hanno il coraggio di essere sincere, allora “si inventanto le interpretazioni”, credendo addirittura che questa fogna dia loro i diritti.

        E ora ti lascio alla tua degustazione copro. Del resto tu dimostri che se etichettiamo gli escrementi con il termine “caviale” è possibile convincerci che stiamo degustando caviale, così come saltando da una parolina all’altra e aggiungendo la parola “bastoncino” è possibile far passare il corano come testo femminista radicale. sì, sì, certo, basta crederci. come anche che gli asini volano.

        p.s “Non ti limiti ad osservare cosa non va nelle ideologie religiose, pretendi pure di dire cosa vuole il tale Dio.”
        COSA VUOLE IL DIO CORANICO è STATO RIVELATO PERFETTAMENTE NELLA SURA IV, CHE ANCORA NON HAI LETTO, NONOSTANTE IO TE L’ABBIA LINKATA IN ITALIANO, INGLESE E TESTO ARABO (CON LETTURA IN DIRETTA).
        è quello che sostieni tu e le teologhesse islamichesse CHE NON è “COSA VUOLE DIO”. Ovvero essere pregato/ideato/immaginato con simbolismo femminile, avere parità maschio femmina, fare sesso fuori dal matrimonio, mangiare prosciutto e dozzine di altre cose che io, femminista radicale che sputa su tutte queste str… di voi maschi posso fare, quelle che restano colonizzate in queste str… di voi maschi, no, non possono fare, altrimenti se vogliono farle, abiurino da queste str… e la piantino di vegetare come delle ebeti sui diktat espressi da (sub)cervelli maschili di secoli fa!

  17. L. ha detto:

    FATTI UNA CULTURA ISLAMICA, leggendo il blog di una femmina VERAMENTE ISLAMICA (italiana convertita) che applica alla PERFEZIONE, quanto è da applicarsi per le femmine veramente islamiche, che mettono in pratica quanto il loro المميت
    ha RIVELATO per loro, perché così gli è graditissimo:

    https://lamadrasadibaraka.wordpress.com/2012/05/09/le-raccomandazioni-di-una-madre-a-sua-figlia-in-occasione-del-suo-matrimonio/

    Figlia mia, hai lasciato la tua casa e il luogo dove sei cresciuta per un’abitazione sconosciuta, e un compagno che non conosci, e che sarà il tuo signore e il tuo sorvegliante. Sii per lui un’ancella, ed egli sarà il tuo schiavo imminente, e mantieni queste dieci qualità, l’avrai per te:
    La prima e la seconda consistono nel sottometterti a lui con gioia e nell’obbedirgli.
    La terza e la quarta sono di soddisfare la sua vista e il suo odorato, e ciò significa che non ti deve vedere se non in buona forma e non deve sentire di te altro che un buon profumo.
    La quinta e la sesta consistono nel badare al tempo del suo sonno e dei suoi pasti, poiché la fame e la mancanza di sonno causano dispute.
    La settima e l’ottava sono di custodire il suo denaro e di occuparti bene dei suoi figli e dei domestici. Per ciò che riguarda il denaro, la cosa più importante è saperlo stimare adeguatamente, per ciò che concerne i bambini devi saperli allevare correttamente.
    La nona e la decima consistono nell’obbedirgli e nel custodire i suoi segreti; se gli disobbedissi rischieresti di irritarlo, e se rivelassi un suo segreto non saresti al riparo dalla sua slealtà.
    E soprattutto non gioire quando egli è triste e non ti affliggere se egli è lieto.
    (dal Fiqhu-s-Sunnah di Sayed Sabiq)

    Leggiti anche gli ottimi articoli che spiegano come i “hijab colorati, aderenti, i fuseaux e altre cose occidentali da femministe” siano PECCATO, perché lo scopo del velo è NASCONDERE E IMPACCHETTARE il corpo femminile, E NON ESALTARLO con stoffe colorate e leggings che evidenziano i fianchi, come dicono le tue svampite e كافر
    teologhesse finto islamichesse. Pertanto, il vero abito islamico è la palandrana nera/marrone/bianca che tutto occulta e infagotta, altro che fuseaux e velo hijab floreale. quelle sono innovazioni che possono piacere solo alle prostitute. https://lamadrasadibaraka.wordpress.com/2012/05/10/hijab-moderno-no-grazie/

    Leggilo, come sito, che hai un gran bisogno di conoscere cos’è il vero islam messo in pratica da una muslima di allah, appunto, una serva di allah, sottomessa, obbediente, contenta della sua inferiorità che compiace tale dio. Ammiro di più lei, masochista che ha fatto il coming out sul suo masochismo femminile soddisfatto, senza tante idiozie da “nascondiamoci dietro un tipo”, OVVERO DONNA COERENTE E SINCERA, E NON IPOCRITA, che non le svampite islamichesse che credono di far contento المميت e إِلَهِ النَّاسِ
    con gli hijab floreali.
    Anzi, ti dico di più: mi sa che tale dio (مَلِكِ النَّاسِ) lo faccio più contento io, affermando la sua dottrina e il suo volere nella sua purezza integrale, che non le islamichesse femministucole che credono di allietarlo; del resto, al contrario di queste sviate illuse (e bugiarde con se stesse) io ho una conoscenza approfondita dell’argomento, come peraltro ti ho dimostrato citandoti dozzine di fonti e bibliografia.

    Del resto, un versetto ci informa di cosa capita alle sviate kafir che non vogliono sottomettersi a quanto il Rabb ha stabilito per loro (e che sia di monito pure a te, caro tre-puntini):
    وَلَا يُوثِقُ وَثَاقَهُ أَحَدٌ
    يَا أَيَّتُهَا النَّفْسُ الْمُطْمَئِنَّةُ

    Visita il blog e abbeverati sulla VERA ESEGESI ISLAMICA, sui VERI PRECETTI, sulle femmine VERAMENTE ISLAMICHE e sul VERO DIO ISLAMICO, chiarissimo e rivelato e di volere e decreto immutabile perchè suggerire che “la sura IV è sbagliata” è passabile come BESTEMMIA E BLASFEMIA ALL’ISTANTE, perché state insinuando che “allora il profeta si è sbagliato” o peggio ancora “allora dio si è sbagliato e noi donne dobbiamo correggere il suo errore”. che è la presunzione cretina che hanno le tue amichette finto islamiche. che verrebbero impiccate, e a ragion veduta. La presunzione cretina, di masochiste che non hanno il coraggio di ammettere la loro incapacità di uscirsene da quel mondo di masochiste, di voler fare un dio a loro immagine e somiglianza, un dio che sia lieto di vederle fare tutto ciò che gira per la loro testolina.

    Islam (e monoteismo) non è fare “come voglio, come mi sento, come mi piace a me”.
    “Fare quello che si vuole, come mi gira, nei miei capricci, in quello che scelgo, perché il dio/dea di me stessa sono io, e io scelgo tutto ciò che mi aggrada e adoro me stesso” si chiama satanismo laveyano (http://satanismo.esoterya.com/i-punti-importanti-dellideologia-del-satanismo-di-lavey/6446/) PER CUI CAMBIATE ETICHETTA se avete voglia di sentirvi paritarie ai maschi e/o mangiare prosciutto e /o mettersi la minigonna. Non siete islamiche, siete sataniste laveyane o atee o new age o wiccan ma non islamiche. Davvero non so perché un concetto così facile da capire, ovvero che se decido di aderire ad una religione, ci aderisco nell’integrale di tale religione, PRENDENDO PER VERO E FACENDO CIò CHE IL DIO IN QUESTIONE VUOLE perché lo scopo di aderire a una religione è compiacere tale dio per guadagnarsi un paradiso dopo la morte, sia davvero così difficile da capire. Invece volete essere islamiche, inventandovi un dio che non esiste da nessuna parte, nell’ideologia coranica. Cambiare religione no, eh?! ah già, ammettere di essere imbevute di ideologia fallica e di essere succubi di tale ideologia e incapaci di emanciparsi è fare troppa fatica culturale e mentale. Poverine, meglio definirsi islamiche e poi mangiare prosciutto, mettersi la mini gonna, girarsene con i capelli al vento, fare sesso senza esser sposate, anzi, essere lesbiche (vedi Irshad Manji). certo, essere islamiche infatti è fare quello che voglio, nessuna differenza tra ateismo ed islam, a sentire queste squinternate teologhesse con la loro riscrittura del corano-fantasy come piace a loro. (leggiti la confutazione dell’unica che c’è arrivata, al punto della questione, ovvero Joumana Haddad: http://osservatorioiraq.it/punti-di-vistaquestione-di-generi/voci-di-donne2-il-femminismo?cookie-not-accepted=1 – “Voci di donne/2 Il femminismo islamico e la sindrome di Stoccolma”)

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